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Rimborsi elettorali, finanziamenti ai gruppi consiliari, vitalizi, assegni di fine mandato, superstipendi e riborsi spese forfettari per ogni cosa. Una quantità enorme di denaro pubblico fluisce verso partiti e politici attraverso mille rivoli. Impossibile determinare l’intero ammonatare e impossibile sapere dove e come vengono utilizzati veramente questi denari
Il caso Lazio porta alla ribalta ancora una volta la questione dei finanziamenti ai partiti, del loro ammontare e del loro utilizzo e spinge tutti ad una finta trasparenza nel disperato tentativo di dare un senso, una giustificazione a quell’infinito fiume di denaro pubblico che fluisce nelle casse della politica.
Anche in Puglia i vari gruppi consiliari hanno sentito il dovere di dimostrare come utilizzano i fondi a loro assegnati. Dimostrazione molto generica a dirla tutta. Difficile, anzi impossibile, capire esattamente dove sono andati a finire quei soldi visto che i rendiconti citano poche e generiche voci senza nessun giustificativo di spesa. Si citano spese di rappresentanza, iniziative politiche, convegni e spese varie ma non c’è alcun riferimento specifico e sopratutto nessuna fattura, nessuno scontrino, nessun documento attestante le spese sostenute. Solo una dichiarazione dei capigruppo di cui evidentemente siamo costretti a fidarci, almeno sino a quando non interverrà la magistratura.
Da quel poco che viene pubblicato però emerge un dato di fatto: i fondi assegnati sono superiori alle spese. Questo significa che, ai fini del normale funzionamento dei gruppi, le necessità economiche sono inferiori a quanto loro assegnato. Il gruppo consiliare del Pd a fonte di 135.048,00 euro ricevuti ne ha spesi 102.206,22 con un saldo di +32.841,78 euro, per il PDL invece 204.674,45 euro di entrate e 119.810,57 euro di uscite registra un avanzo di ben 84.863,88 euro. Infine SEL con un avanzo di oltre 20 mila euro nel 2010 e di 24 mila nel 2011. Che fine fanno questi avanzi? Tornano nelle casse della regione? Manco per sogno, rimangono nelle disponibilità del gruppo, dimostrando ancora una volta che qui non si tratta di rimborsi (nel caso sarebbero commisurati alle spese effettivamente sostenute) ma di veri e propri finanziamenti che ogni gruppo utilizza come meglio crede. E’ sufficiente una autocertificazione annua molto generica delle spese sostenute.
Adesso preparatevi agli slogan pre-elettorali e agli impegni a drastici tagli. Giusto il tempo che i media passino a parlare di altro, per poi renderci conto, al prossimo scandalo, che nulla è stato fatto. Nel frattempo Zero Privilegi Puglia che dimezza gli stipendi dei consiglieri regionali, abolisce l’assegno di fine mandato e il vitalizio giace nei cassetti del consiglio regionale completamente ignorato dalla politica e dai strombazzanti pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti.
Da un rapporto del 10 luglio scorso a cura della conferenza dei presidenti di regione, non certo di un fazioso blogger di periferia, Nichi Vendola risulta il secondo governatore più pagato d’Italia distaccato di soli 172 euro dal suo collega lombardo Formigoni. Il secondo posto in classifica è assegnato sempre alla Puglia anche per quanto riguarda lo stipendio degli assessori superati in questo caso dagli omologhi piemontesi di soli 204 euro. Medaglia d’oro invece per quanto riguarda l’assegno di fine mandato: 80.642,79. Tale importo si moltiplica per il numero delle legislature durante le quali è stata ricoperta la carica di consigliere. Se si resta in sella per tre mandati si portano a casa oltre 240mila euro.
Ma i dati vanno letti anche in base alla popolazione residente e al PIL procapite della popolazione rappresentata. Se la Lombardia conta quasi 10 milioni di abitanti ed un PIL procapite superiore ai 43 mila euro e il Piemonte 4 milioni e mezzo di abitanti ed un PIL procapite di 30 mila euro, la Puglia registra 4 milioni di abitanti con un PIL procapite di circa 16 mila uro, la metà circa dei piemontesi ed un terzo dei lombardi. Tutto ciò fa di Nichi Vendola e i suoi assessori i più pagati d’Italia.
Eppure non sono certo mancate le dichiarazioni dell’Intronato presidente del consiglio regionale riguardo ai drastici tagli adoperati nei confronti dei costi della politica regionale. Ma, come ben si sa, se quando si tagliano servizi ai cittadini è il macete a farla da padrone, quando ci si sposta sulla casta questo si trasforma magicamente in una piuma d’oca. Ed è così che Vendola, quello che divenne presidente di regione per aver cavalcato la protesta popolare sulla chiusura degli ospedali ad opera di Fitto per arrivare a chiuderne ancora di più, risulta essere tutt’oggi il presidente più pagato d’Italia. Referenza che nel nostro paese legittima la candidatura a leader nazionale.
Intanto Zero Privilegi Puglia, quella proposta di legge di iniziativa popolare che col dimezzamento degli stipendi, l’abolizione di assegno di fine mandato e vitalizio consentirebbe risparmi annui per 10 milioni di euro, e che farebbe scendere i rappresentanti pugliesi in fondo alla classifica sopracitata, attende con le sue 19 mila firme nei cassetti dell’apposita commissione. In base alla normativa vigente dovrebbe arrivare in aula consiliare per essere messa ai voti entro la fine dell’anno, vedremo quale sarà l’esito e le dichiarazioni dei nostri “cari” rappresentanti.
Per la Gazzetta del mezzogiorno Zero Privilegi Puglia, la proposta di legge popolare che col taglio dei privilegi della politica regionale consentirebbe risparmi per 10 milioni di euro all’anno, non è esistita. Un solo articolo, dopo il boom delle ultime amministrative quando ormai le 15 mila firme necessarie erano state abbondantemente superate. Mai un accenno ai numerosissimo banchetti che per mesi si sono organizzati in tutte le piazze pugliesi e mai una parola per quelle centinaia di attivisti che per mesi hanno informato la cittadinanza sui vergognosi stipendi, vitalizi e benefit vari della casta pugliese. Totale silenzio sull’argomento anche sul sito internet che pure prevede un’apposita pagina sui costi della politica regionale.
Ma se hanno taciuto su Zero Privilegi Puglia non potevano certo tacere su una notizia di fondamentale importanza per le sorti del nostro paese: le “Monticelliadi 2012″. Probabilmente vi domanderete che diavolo siano le Monticelliadi come me lo sono domandato io appena letto il titolo dell’articolo eppure, a dire del giornalista, si tratta di un successo che si perpetua da 40 anni. Quasi quasi c’è da domandarsi come mai non se ne siano mai occupati i TG nazionali e nessuno ha mai pensato di fare un approfondito reportage.
Monticelli è un piccolo villaggio turistico sulla costa ostunese, vicino alla più nota Rosa Marina, ed è qui che gli animatori organizzano questi giochi per villeggianti che hanno richiamato l’attenzione del “giornalista” che valutata l’importanza della manifestazione ha ritenuto doveroso renderne edotta l’opinione pubblica.
Letto l’articolo mi rendo conto di aver casualmente assistito ad una di queste gare senza sapere che si trattasse di un evento di cotanta importanza (le fortune della vita). Poco prima di ferragosto mi trovavo, con famiglia al seguito, al mare proprio nei pressi di monticelli in località nota come spiaggia dei capperi. Ad un certo punto sopraggiunge una cospiqua comitiva, in maggioranza bambini ma con una notevole rappresentanza di quel genere definito abitualmente adulti. Molti trasportavano numerosi secchi pieni di palloncini rigonfi d’acqua.
Coordinati da un certo Gianluca, “l’infaticabile Gianluca” secondo il giornalista della gazzetta, i bambini sono stati impegnati in alcune gare di tiro alla fune al termine delle quali si è dato il via ad una battaglia con palloncini d’acqua tra il divertimento dei partecipanti ed il fuggi fuggi dei pochi bagnanti presenti. Finite le munizioni bambini ed adulti hanno cominciato a defluire per tornare al loro ridente villaggio. Sulla spiaggia un tappeto di plastica grazie ai tantissimi palloncini esplosi.
Notato che nessuno sembrava preoccuparsi di questo aspetto ho avvicinato “l’infaticabile Gianluca” chiedendogli conto di chi avrebbe dovuto ripulire la spiaggia di tutta quella plastica ricevendo come unica risposta “io non c’entro nulla, non stavo con quei bambini, sono solo di passaggio”. L’infaticabile Gianluca pare fatichi ad assumersi le proprie responsabilità. Svaniti tutti con la velocità con cui erano arrivati, non mi è rimasto altro da fare che ripulire la spiaggia con l’aiuto delle mie figlie Valentina (12 anni) e Francesca (9 anni).
Ah mi raccomando l’anno prossimo organizzatevi per non perdere l’occasione di assistere a manifestazioni di così tanto interesse. La zabetta del mezzogiorno provvederà a ricordarvelo.

Innanzittutto vorrei ringraziare tutti coloro che hanno dato il loro contributo a Zero Privilegi Puglia che ieri, con la consegna delle 19.256 firme raccolte, ha raggiunto un risultato straordinario e fatto un importantissimo passo in avanti tanto verso il taglio dei costi della politica quanto verso la nascita di un grande moVimento 5 stelle regionale.
Voglio ringraziare tutti gli attivisti che in questi mesi hanno impegnato il loro tempo libero in riunioni, in confronti via mail, per la strada a raccogliere le firme per poi sobbarcarsi dell’enorme lavoro della cretificazione delle stesse. Centinaia di persone, dal Gargano al Salento, uniti verso un unico obbiettivo, non li cito uno ad uno perchè sicuramente me ne scorderei qualcuno ma il mio ringraziamento va ad ognuno di loro. Voglio ringraziare anche chi si è prestato come autenticatore, figura senza la quale sarebbe impossibile portare avanti iniziative del genere e un mio personale ringraziamento va al consigliere comunale di Ostuni Salvatore De Stradis grazie al quale è stato possibile effettuare la raccolta firme anche ad Ostuni. E di certo voglio ringraziare le oltre 20 mila persone che si sono fermate ai nostri banchetti, che hanno sottoscritto la nostra proposta e che in moltissimi casi si sono fermati a parlare con noi, a confrontarsi e a darci non solo la firma ma anche lo stimolo e la forza a continuare con determinazione il nostro percorso, le nostre battaglie.
Senza alcuna vena polemica voglio ringraziare anche chi Zero Privilegi Puglia l’ha osteggiata. Quelli che ai banchetti ci hanno dato dei populisti e demagoghi, quelli che con i loro comunicati e commenti via web hanno cercato di buttare fango su questa iniziativa, dicendo che era una bluff, una iniziativa portata avanti da pochi, utilizzando anche metodi oscuri e non democratici, per avere una pò di visibilità. Li ringrazio tutti, uno ad uno, perchè questo loro punzecchiarci in fondo ci ha spronato ad un impegno ancor maggiore per dimostrare quanto le loro parole in realtà fossero solo fandonie.
Gli unici che non riesco proprio a ringraziare sono i mezzi di informazione secondo i quali quelle centinaia di attivisti che per mesi hanno invaso le strade e le piazze di Puglia, quegli oltre 20 mila cittadini che hanno firmato, questa proposta da 10 milioni di euro di risparmi all’anno semplicemente non sono esistiti. Sarà stato anche un deficit di comunicazione da parte nostra che forse non sappiamo come dialogare con gli opratori di quel settore, ma a mio avviso il loro totale silenzio su questo tipo di iniziative dimostra per l’ennesima volta quanto i media siano responsabili, al pari della classe politica, della disastrosa situazione socio-culturale del nostro paese.
Il lavoro non finisce certo qui con la consegna delle firme. Di fronte a noi ci sono impegni ancor più grandi, oltre a doverci impegnare affinché quelle decine di migliaia di voci trovino concretezza in un atto legislativo è di fondamentale importanza impegnarci per riuscire nella cacciata di questa becera ed autoreferenziale classe politica che ha portato al totale sfacelo sociale, culturale ed economico il nostro paese. Per fare questo è importante che oltre all’entusiasmo, l’allegria e la volontà di cambiare ci diamo una organizzazione. So che questo è un termine che nel mondo 5 stelle mette timore perchè tende a far pensare a strutture partitiche o similari, ma l’organizzazione che io propongo non è certo sulla struttura che deve rimanere orizzontale e fondata sull’uno vale uno, ma semmai sul lavoro. Penso a gruppi di lavoro tematici che affrontino le varie tematiche, le studino, propongano delle soluzioni. Un gruppo di centinaia di persone dove tutti fanno tutti e si occupano di tutto genera più confusione che altro, invece abbiamo bisogno di metodo di oganizzarci per poter portare a casa dei risultati, per poter fare la tanto attesa e sperata riVoluzione. Un’organizzazione, se pur a grandi linee, ce la siamo data in questa iniziativa, ma adesso non è più un solo argomento che dobbiamo affrontare e allora dobbiamo affinare il modello organizzativo al fine di renderelo idoneo alle centinaia di sfide che ci si pongono davanti.
Il buon Miki di Bari qualche settimana fa mi faceva notare che sul blog ZPP non era ancora stata completata la pagine del Chi siamo. Ecco, oggi credo si possa fare e scrivere che siamo UNA SQUADRA FORTISSIMI.
Doppio importante appuntamento per Giovedì 12 Luglio. Mentre io, insieme ad altri 5 stelle di Puglia, saremo a Bari per la consegna delle oltre 18 mila firme raccolte a sostegno di Zero Privilegi Puglia per il taglio dei costi della casta politica pugliese a Roma alle ore 12.45 davanti a Montecitorio ci sarà una manifestazione a sostegno della campagna “Taglia le ali alle armi” per la cancellazione del programma di acquisto dei cacciabombardieri F-35. Non potrò essere li con loro fisicamente ma ci sarò col cuore.
75.000 firme di cittadini, 650 associazioni, il sostegno di oltre 50 Enti Locali (tra Regioni, Province e Comuni). Saranno questi i protagonisti della giornata di consegna delle firme della petizione contro i caccia che la campagna “Taglia le ali alle armi” (promossa da Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci! e Tavola della Pace) ha deciso di organizzare giovedì 12 luglio, come momento conclusivo della seconda fase di azione prevista dalla campagna stessa. Negli ultimi mesi l’attenzione sul tema delle spese militari e del particolare spreco costituito dai caccia Joint Strike Fighter è cresciuta moltissimo anche grazie a tutte le informazioni diffuse dalle associazioni e dai gruppi che hanno sostenuto “Taglia le ali alle armi”.
Dai problemi tecnici ai costi sempre in aumento, dai dubbi di tutti gli altri paesi partner alla ostinata decisione di continuare l’acquisto da parte del nostro Ministero della Difesa, alle inesistenti “penali” sulla cancellazione dell’acquisto l’opinione pubblica ha avuto modo in questi ultimi mesi di capire meglio cosa sta dietro al progetto del caccia F-35. E comprendere come si tratti dell’ennesimo e gigantesco spreco di denaro pubblico a sostegno delle spese militari distolto invece da usi socialmente ed ambientalmente più utili e necessari.
Per sostenere il nostro rinnovato appello al Governo per un cambio di linea su questo progetto – anche a nome delle migliaia di persone che hanno sostenuto la campagna – l’appuntamento è per le 12.45 di giovedì 12 luglio a Roma in Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati.
Il momento di presenza in piazza sarà preceduto da una Conferenza Stampa al Senato della Repubblica (sala Stampa del Senato, ore 11.30) incentrata sui problemi e i costi del caccia F35 (con nuovi dati che smentiscono la posizione del Ministero della Difesa) e sulla mobilitazione in merito alla revisione dello strumento militare (il cosiddetto DDL Di Paola) in corso di discussione in Parlamento: un provvedimento che non porterà a nessun vero risparmio ma sposterà l’impiego di risorse pubbliche verso nuovi acquisti di sistemi d’arma, come anche confermato dalle decisioni prese nell’ambito della “spending review”. Mentre il Governo ha infatti deciso di intervenire ancora una volta in maniera drastica sulla spesa sociale e sanitaria, le riduzioni per la Difesa e per l’acquisto di armamenti si limitano a poche decine di milioni e definiscono una diminuzione degli effettivi delle Forze Armate che si realizzerà solo dopo diversi anni. Nel contempo nelle ultime bozze del provvedimento – nonostante ipotesi iniziali – non pare vengano toccati gli investimenti per l’acquisto di armamenti: un’ipotesi di taglio di 100 milioni anno sui capitoli di spesa per le armi è stata infatti all’ultimo momento rigettata.
Zero Privilegi è una iniziativa portata avanti dagli attivisti del moVimento 5 stelle in numerose regioni Italiane; Lombardia per prima, ma anche in Sicilia, Basilicata, Toscana, Venento, Marche, Sardegna, Molise e Lazio. In nessuno di questi casi si sono raccolte, almeno sino ad ora, tante firme quante ne sono state raccolte in Puglia. Sarà stato l’esoso numero di sottoscrizioni richieste dalla regione per poter presentare la proposta (15 mila) che ci ha spronato ad un sforzo maggiore, ma essere riusciti a raggiungere questo risultato in una regione ove i vari gruppi territoriali non avevano mai fatto nulla tutti insieme è un fatto davvero eccezzionale di cui tutti i partecipanti a questa iniziativa devono essere fieri.
Il risultato è ancora più importante se si pensa che è stato raggiunto nel totale silenzio dei mezzi di informazione. Nelle altre regioni, infatti, tanto la carta stampata quanto le tv locali compreso il Tg regionale della RAi, hanno dedicato spazio a questa iniziativa. In Puglia, invece, il Tg3 ha taciuto come hanno taciuto i vari canali Telenorba che eppure ha un canale, TgNorba 24, dove non si contano i telegiornali dedicati alle notizie locali e, naturalmente, hanno taciuto i giornali. La gazzetta del mezzogiorno, foraggiato da ingenti denari pubblici, che sul tema dei costi della politica ha sul sito web una pagina dedicata ha ritenuto di parlare di Zero Privilegi Puglia solo dopo che questa aveva già raggiunto le necessarie 15 mila firme e contornandola di articoli in cui si sono dipinti gli attivisti 5 stelle come divisi ed impegnati solo in faide interne. Dei nostri comunicati stampa non i rivela alcuna traccia su quei giornali sempre pronti a riportare ogni pipito di politicanti da strapazzo e solo alcune piccole tv locali hanno svolto servizi e trasmissioni per parlare di questa proposta di legge che, vale la pena ricordarlo, garantirebbe risparmi per 10 milioni di euro all’anno, cifra ragguardevole persino in tempi di vacche grasse figurarsi ora quandoo si stanno salassando gli Italiani con tasse e tagli portati avanti col macete.
E che dire di chi ha cercato di boicottare questa iniziativa, di quelli che ci hanno moss0 accuse senza capo ne coda solo per screditarci? Quelli che hanno cercato di prendere possesso di questa iniziativa, di fare in modo che la gestione fosse riservata ad un numero ristretto di persone con potere decisionale per poi, una volta contrastati su questa assurda ipotesi in netto contrasto con gli obbiettivi del moVimento 5 stelle, lasciare la “lodevole” inziativa per contrastarla arrivando persino a dire che si trattava di un bluff. Ci hanno accusato di aver creato un comitato non in linea con i principi del moVimento 5 stelle, di aver creato una iniziativa che sarebbe stata l’ennesima vetrina e passerella per i politici, hanno detto che i promotori non erano tutti iscritti al moVimento 5 stelle. Uno, che mi limito a definire imbecille, ha dichiarato “Noi siamo M5S, quel comitato non nasce dal M5S”, come a dire il movimento qui siamo solo noi e ciò che non nasce da noi non è 5 stelle. Arroganza e presunzione all’ennesima potenza oltre ad un alta dose di ignoranza visto che il Movimento non è proprietà di nessuno ma semmai uno strumento a disposizione di tutti i cittadini. Beh dove sono questi politici che hanno usato ZPP come vetrina e passarella, cosa di quanto fatto in questi mesi non è stato in linea con i principi e col programma del moVimento 5 stelle?
Nonostante il silenzio di pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti e i tentativi di boicottaggio da parte di questi saccenti attivisti 5 stelle siamo riusciti ad unire centinaia di attivisti 5 stelle di tutta Puglia. Dal Gargano al Salento, con la tramontana invernale che ti gela le ossa e con lo scirocco estivo che ti ribolle le budella, sono scesi per le strade con una proposta, non con slogan, ma con una proposta. Hanno parlato e si sono confrontati con decine di migliaia di cittadini e Giovedì 12 Luglio saranno a Bari a portare le oltre 17 mila firme raccolte. Sono la voce dei cittadini che grazie all’impegno di questi attivisti (non certo di quelli che da dietro un pc hanno solo mosso critiche ed accuse infondate) potranno entrare nel “palazzo”, area da sempre preclusa ai comuni cittadini. Perchè questo è il compito degli attivisti del moVimento 5 stelle: portare la voce dei cittadini, la loro volontà nelle istituzioni. E se il moVimento 5 stelle, come sostiene il suo fondatore, è uno strumento per far entrare i cittadini nelle istituzioni allora Zero Privilegi Puglia, avendo fatto proprio questo, è moVimento. non possiamo ancora chiamarlo ufficialmente moVimento 5 stelle, perchè per fare questo ci vuole un’apposita certificazione, ma di sicuro è moVimento.
Serpi verdi o Grifon d’oro? Serpi verdi o Grifon d’oro? Serpi verdi o Grifon d’oro? Se fossimo nel mondo di Harry Potter sarebbe facile, basterebbe rivolgersi al saggio cappello parlante per dirimere la questione, ma aimè siamo nel mondo reale e siamo costretti a trovare altri metodi per definire la situazione.
In primis valutare eventuali discrepanze tra ciò che si afferma e i comportamenti che si adottano, la così detta coerenza per individuare eventuali lingue biforcute come dicevano gli indiani d’America e poi sicuramente osservare gli improvvisi ed inspiegabili, almeno apparentemente, cambi di rotta. E’ vero che solo gli stolti e gli arroganti non cambiano mai opinione, ma questo non può che essere un processo motivato, motivabile e sopratutto trasparente. Perchè dove non c’è trasparenza nelle proprie azioni, nelle proprie prese di posizione, nelle proprie dichiarazioni allora vuol dire che c’è qualcosa da nascondere e generalmente non è nulla di onesto.
Prendiamo ad esempio una tizia di Foggia, tale Eliana Di Francescantonio. Una tizia sui generis, una che prima seleziona ben bene gli appartenenti al SUO gruppo cacciando ed escludendo chi mostra un minimo accenno di dissenso al suo volere e alla sua condotta per poi potersi definire democraticamente eletta. Una tizia che prima sputa e dice un sacco di balle sull’iniziativa Zero Privilegi Puglia e sul come è gestita e poi improvvisamente, da un giorno all’altro ecco che la sostiene e ne sponsorizza la raccolta firme. E tutto questo avviene a pochi giorni dalla fine della raccolta quando il numero di firme ha già abbondantemente superato il minimo richiesto ricordando, con questa strategia, il mitico Bersani col suo PD ai tempi dei referendum su acqua e nucleare.
Agli inizi di Marzo Zero Privilegi Puglia per la Di Francescantonio era una dis-avventura gestita da un gruppo auto-costituitosi ed auto-legittimatosi, un gruppo che avrebbe consentito l’infiltazione di soggetti estranei alle realtà territoriali e che avrebbero, di fatto, guidato le logiche elettorali, un gruppo dai metodi non democratici che selezionerebbe i collaboratori con riunioni chiuse e decisioni unilaterali . Insomma un qualcosa su cui aveva già sprecato troppo tempo e inviatava tutti ad occuparsi di altro. Ma poi magicamente arriva Giugno, Zero Privilegi Puglia ha incrementato notevolmente le adesioni ed è ha superato le 18 mila firme (3 mila più del dovuto) ed ecco che si cambia il mantello (forse il caldo come accade per le serpi) e tutte ciò che si affermava a Marzo sparisce come per magia e la “democraticamente eletta” si mette pure a sponsorizzare la raccolta firme.
Va da se che sono giorni che tramite facebook ho chiesto conto alla Di Francescantonio delle sue dichiarazioni di Marzo, ma non solo non ho ricevuto alcuna risposta ma le mie richieste, i miei solleciti sono stati rimossi, cancellati, non sia mai che qualcuno leggendoli si sarebbe posto la domanda: Serpi verdi o Grifon d’oro?
Ripeto, se è lecito cambiare opinione queste non possono che essere motivate. Se ciò non avviene è perchè i motivi non sono dichiarabili, perchè non onesti. Se da domani trovaste in queste pagine delle parole di sostegno alle politiche di Vendola penso che i più ipotizzerebbero che io sia improvvisamente impazzito o, nelle migliori delle ipotesi, colto da ictus. Ma se un cambio di rotta del genere fosse associato ad un interesse ad una eventuale candidatura nelle file di SEL che pensereste? Serpe verde?
A seguire il comunicato stampa del comitato Zero Privilegi Puglia.
Democrazia è partecipazione
In merito alle dichiarazioni del 31 maggio dei presidenti dei gruppi consiliari regionali Sel e PPV, che hanno presentato una proposta di modifica dell’articolo 15 (il quale fissa il numero minimo di firme per la discussione in consiglio delle leggi di iniziativa popolare) dello statuto regionale, riteniamo, purtroppo, che essa rappresenti soltanto un tentativo, per altro molto timido, di intercettare il desiderio di cambiamento senza però che questo si possa effettivamente realizzare. Pur condividendo la direzione dell’intervento in esame, cioè l’abbassamento della soglia del numero di firme necessarie, valutiamo il medesimo insufficiente.
In un momento storico del nostro paese in cui diminuisce la partecipazione dei cittadini alle consultazioni elettorali perché essi non si identificano nei loro delegati, in un periodo in cui i partiti vivono una grave crisi di rappresentatività senza saper fornire delle soluzioni, perché incapaci di ascoltare i suggerimenti che, pure numerosi ed evidenti, arrivano dalla cittadinanza, crediamo di essere di fronte all’ennesimo affronto: gli elettori chiedono segnali di cambiamento forte e radicale da parte dei loro eletti. Reputiamo inaccettabile il comportamento di coloro che pur dichiarando di volere la partecipazione dei cittadini nelle scelte degli organi istituzionali, non si adoperano nel reale abbattimento di quelle barriere che impediscono tale ampia partecipazione: quando ai cittadini è data la possibilità di esprimersi, riducendo quei vincoli che impediscono l’esercizio di manifestare la propria volontà, essi mostrano chiaramente la voglia di aderire alla formazione della propria identità civica.
Sebbene ciascuna regione abbia autonomia nella stesura delle norme che regolano l’accesso diretto dei cittadini alla vita democratica delle proprie istituzioni, domandiamo per quale ragione i nostri amministratori non dimostrino finalmente di voler favorire davvero la partecipazione dei pugliesi, adeguando la soglia delle firme necessarie per la discussione delle leggi di iniziativa popolare a quanto previsto dalla quasi totalità delle regioni italiane, fissata a 5.000 firme (anche in quelle, come la Lombardia, che hanno una popolazione doppia rispetto alla nostra regione).
Proponiamo, pertanto, che tale valore, 5.000 firme, sia preso come riferimento per la modifica dello statuto regionale pugliese, auspicando, altresì, che la variazione del suddetto articolo incontri il favore di tutti i nostri amministratori i quali, ricordiamo, sono esclusivamente rappresentanti che agiscono in nome e per conto dei cittadini.
Ci auguriamo che anche questa occasione, non sia unicamente un annuncio, ma opportunità concreta di rinnovamento, ratificando in tempi celeri una norma diffusamente desiderata.
Zero Privilegi Puglia, iscritti al Movimento 5 Stelle.
La conoscete la canzone “attenti al gorilla” di Fabrizio De Andrè. Ebbene il gorilla è scappato dalla gabbia e si sta dirigendo a grandi salti verso la propria preda per acchiapparlo per una orecchia e trascinarlo in mezzo ad un prato. Il gorilla sono migliaia di cittadini incazzati come non mai pronti a trascinare, tirandoli per un orecchia, una classe politica becera ed autorefernziale fuori dal palazzo.
Ai primi di Luglio porteremo nel palazzo della regione la voce di migliaia di cittadini, quella degli oltre 15 mila che hanno sottoscritto Zero Privilegi Puglia, ma più che una voce si tratta di un urlo. Siamo stati mesi per le strade in mezzo a loro, ci abbiamo parlato, ci siamo confrontati e sappiamo bene che quella firma non è solo una richiesta di eliminare i privilegi e diminuire i lauti, quanto ingiustificati, stipendi ma un vero e proprio vaffanculo. Non si contano poi tutti quelli talmente incazzati, che volentieri andrebbero oltre il vaffanculo e la decenza umana, che non hanno firmato convinti che la penna, la propria firma ovvero i metodi civili e democratici, non sono più utilizzabili nei confronti di certa gente, bisogna andare ben oltre ed utilizzare ben altri mezzi.
Uno tsunami di firme investirà il capoluogo pugliese ed il relativo palazzo della regione. Come loro solito faranno finta di non sentire il boom, cercheranno ogni pretesto per non portare in aula il testo della proposta, si appelleranno ad ogni cavillo. Ci hanno già provato all’inizio quando l’ufficio di presidenza degli Introna(ti) & Co chiedeva pareri su pareri per cercare un pretesto per dichiarare la proposta non ammissibile. Ci proveranno adesso, probabilmente annullando firme o addirittura interi moduli, si inventeranno pure la supercazzola del secolo se necessario. Se va in aula dovranno votarla e mettere in seria difficoltà che ambisce a saltare di palazzo in palazzo per arrivare a Roma, magari come leader di una qualche cozzovaglia che avranno il coraggio di chiamare coalizione.
Hanno pensato che non saremmo riusciti a raccogliere le firme necesarie. A quanto mi risulta in Puglia, dove sono necessarie 15 mila firme mentre in tutte le altre regioni 5 mila, non ci è mai riuscito nessuno. Nessun grande giornale ha dato notizia di questa proposta, tanto meno alcun TG regionale come invece avvenuto in altre regioni, ma nonostante questo silenzio di pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti ai banchetti si è sempre formata la coda, la gente in paziente attesa pur di sottoscrivere la proposta, pur di essere parte di questo enorme vaffanculo.
Il gorilla è scappato e questi ebeti stanno li a guardare pensando che si scaglierà sulla vecchietta, invece, a breve saranno acchiappati per una orecchia e come diceva il grande Fabrizio ” quello che avvenne nell’erba alta non posso dirlo per intero, ma lo spettacolo fu avvincente e la suspance ci fu davvero”.
Attenti al gorilla.
Da tempo cerco sui media, in particolare quelli locali, notizie riguardanti Zero Privilegi Puglia. In questi ultimi giorni, in cui i costi della politica sono nuovamente alla ribalta del dibattito pubblico, ho intensificato la ricerca ma, aimè, inutilmente. Nemmeno la Gazzetta del Mezzogiorno, che pure sul suo sito ha un’intera pagina dedicata ai costi della politica regionale ha sentito il dovere di informare su una proposta che se adottata garantirebbe risparmi annui per 10 milioni di euro. Eppure non è che 10 milioni di euro siano una cifra irrisoria, sopratutto in questi periodi di vacche magre in cui raschia il barile alla ricerca di qualsiasi centesimo a disposizione.
Ma pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti, pur riempiendo giornali e servizi televisivi, di polemiche capaci di indignare il più indifferente degli Italiani, immancabilmente omettono di portare a conoscienza delle possibili alternative e proposte in campo. Omettono, tranne alcune eccezioni, di ricordare che il moVimento 5 stelle ha rifiutato i rimborsi elettorali dimostrando la possibilità di far politica senza finanziamenti pubblici e con pochi soldi e omettono di parlare Zero Privilegi un inziativa ormai in essere in quasi tutte le regioni Italiane.
Se il M5S è diventato argomento fisso di tutte le trasmissioni di approfondimento essa è comunque definita antipolitica o al più movimento di protesta. Delle numerose proposte rari accenni e quando un attivista riesce ad essere ospitato in trasmissiono o gli si concedono pochi minuti e si cerca di metterlo all’angolo come fatto da Santoro Giovedì scorso oppure si invitano quelli capaci solo di ripetere come un pappagallo le parole di grillo come fatto semore giovedì scorso da Telenorba 7 durante Stasera Santoro.
Nonostante il silenzio mediatico Zero Privilegi Puglia ha raccolto in tre mesi 8 mila firme e queste già dicono tutto. Un urlo chiaro e preciso da parte della popolazione pugliese: dimezzatevi i compensi ed eliminate i privilegi. Un urlo che non può trovare alcun riscontro in mezzi di informazione foraggiati da ingenti finanziamenti pubblici che garantiscono al manovratore di non essere disturbato. A luglio, ne sono convinto, andremo in regione con un numero di firme maggiore di quelle previste, e chi ha taciuto su questa iniziativa forse, ma solo forse, dovrà ammettere di non aver fatto il suo lavoro.
P.S.: Ad Ostuni banchetto raccolta firme per Zero Privilegi Puglia previsti per Domenica 22, Mercoledì 25 Aprile e Martedì 1 Maggio in Piazza della Libertà dalle 10 alle 20. Vi aspetto.













