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Archive for zero privilegi puglia

feb
11

Senza vergogna

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vitalizi

Non ci sono soldi per la sanità e non ce ne sono per la scuola. Niente per assitere gli anziani, per gli asili nido, per sostenere gli indigenti o le aziende in difficoltà. Nulla, siamo in piena austerità e non ce n’è per nessuno. Il tempo per la bella vita è finita per tutti tranne per loro. Si sempre loro, i principali responsabili della distruzione socioeconomica del paese: i politici.

Per loro la crisi esiste solo nei giornali e nei forbiti discorsi, un qualcosa da far vivere e pagare ad altri, mai a loro.

Senza un minimo di vegogna sottraggono il pane ai propri figli per ingozzarsi come maiali. Noi siamo noi e voi non siete un cazzo ed ecco riapparire i vitalizi in Puglia che, solo un paio di anni fa, avevano abolito sull’onda delle pressioni popolari, tra cui sicuramente la nostra proposta Zero Privilegi Puglia su cui si erano raccolte 20 mila firme.

Gli cambiano il nome in trattamento previdenziale, ma la sostanza è sempre quella con tanto di reversibilità per moglie e figli e mentre per i comuni mortali l’età pensionabile si sposta sempre più in avanti così come gli anni di contribuzione minima, loro potranno beneficiarne a 60 o 65 anni a seconda se hanno svolto il faticoso lavoro di consigliere regionale per 10 o 5 anni.

Tutti concordi su queste porcate, mai uno contrario, manco un astenuto e ad oggi i vitalizi (13 milioni all’anno) costano di più degli “stipendi” dei consiglieri in carica. E continueranno sino a quando non li manderemo tutti, ma proprio tutti, a casa!

Testo delibera -> qui

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taglietto

Ve la ricordate Zero Privilegi Puglia la proposta di legge di iniziativa popolare sottoscritta da 20 mila pugliesi che, dimezzando gli stipendi di consiglieri ed assessori regionali, avrebbe generato risparmi annui per oltre 9 milioni di euro all’anno? Vi ricordate che è stata poi bocciata all’unanimità senza neanche audire in commissione, come prevede la normativa, il comitato promotore? Vi ricordate che la bocciatura di Zero Privilegi Puglia fu giustificata col fatto che era appena stata approvata una legge che prevedeva tagli maggiori? Ve li ricordate i giornali di allora ed i titoloni che capeggiavano sulle loro pagine annunciando i drastici tagli ai costi della politica appena approvati dal consiglio regionale della Puglia? E vi ricordate cosa provammo a dire noi, totalmente inascoltati tranne alcune eccezioni?

Bene. In questi giorni la polemica sui costi della politica regionale si è riaccesa dopo che gli ex consiglieri regionali, dimessisi per aver ottenuto la poltrona parlamentare ben più remunerata, sono passati all’incasso dell’assegno di fine mandato. Assegni con cifre variabili tra i 150 e 500 mila euro come ben evidenziato dalla Zabetta del mezzogiorno che ai tempi titolava in prima pagina i drastici tagli mai realmente effettuati dalla casta pugliese.

Il sottoscritto e la senatrice Barbara Lezzi hanno ritenuto di intervenire sulla questione. A seguire il relativo comunicato stampa.

COMUNICATO STAMPA – PUGLIA: TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA

Lo avevano detto sin da subito, gli attivisti pugliesi del Movimento Cinque Stelle, che gli annunciati drastici tagli ai costi della politica regionale, previsti dalla Legge 34, erano in realtà un mezzo taglietto. Lo avevano detto dopo aver paragonato le relative cifre con quelle previste da “Zero PriVilegi Puglia”, la loro proposta, sottoscritta da 20 mila cittadini e poi bocciata all’ unanimità del consiglio che , pur lasciando nelle tasche dei consiglieri regionali un netto mensile di 4.500 euro, consentiva risparmi annui per oltre 9 milioni.

“Una proposta – chiosa Paolo Mariani primo firmatario delle legge – che dimezzando gli stipendi avrebbe agito di conseguenza anche sui privilegi a questi parametrati, come i cospicui assegni di fine mandato incassati in questi giorni da chi è riuscito ad accaparrarsi poltrone ben più prestigiose e remunerate.”

Un argomento, quello dei costi della politica, dove le larghissime intese sono una ultradecennale tradizione che consente alla casta di mantenere prebende e privilegi tanto ingiustificabili quanto vergognosi. E così, mentre risulta sempre impossibile trovare le risorse per i servizi essenziali alla cittadinanza o per sostenere disoccupati e piccole e media imprese, per i consiglieri regionali l’incassare assegni da centinaia di migliaia di euro risulta essere una semplice formalità.

“Oltre ad aver rinunciato ai rimborsi elettorali, in soli due mesi abbiamo restituito più di un milione e mezzo di euro tagliando i nostri stipendi. – dichiara la Senatrice Barbara Lezzi, vice presidente della commissione bilancio – denaro che torna ai cittadini andando a costituire un fondo per il microcredito alle piccole e medie imprese, vera ossatura del sistema economico produttivo del paese. Nonostante da anni si annuncino tagli ai costi della politica dobbiamo, ogni volta, constatare che questi risultano essere esclusivamente dei buoni intenti incapaci di andare oltre le solite e reiterate dichiarazioni di rito. Ricordiamo ai neoparlamentari pugliesi appena passati all’incasso in Via Capruzzi che volendo è possibile anche per loro destinare quelle copiose cifre al fondo di sostegno alle piccole e medie imprese appositamente costituito.”

Categorie : Politica
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iltaglietto

Ve la ricordate Zero Privilegi Puglia, la proposta di legge su cui abbiamo raccolto circa 20 mila firme che prevedeva il dimezzamento degli stipendi dei consiglieri regionali? Vi ricordate che è stata bocciata all’unanimità perchè, a dire dei consiglieri regionali, avevano appena approvato una loro legge sui tagli ai costi della politica regionale che prevedeva maggiori risparmi rispetto alla nostra? Ne ho parlato qui -> link

A distanza di qualche mese possiamo passare dai titoloni dei giornali che riportavano fedelmente le dichiarazioni dei politici senza andare a verificare se corrispondessero al vero ai numeri, quelli veri che dimostrano inequivocabilmente l’entità di quei tagli.

Lo stanziamento a bilancio per i costi della politica pugliese nel 2012 (stipendi, rimborsi vari, ecc) ammontava alla modica cifra di € 31.194.527,71 mentre la stessa voce per il bilancio 2013 risulta essere di € 30.924.540,25. Fatti due veloci calcoli, anche il più disattento dei giornalisti potrebbe accorgersi facilmente che il risparmio annuo è di circa 200 mila euro e magari, con un minimo di senso del dovere, fare pure qualche articolo evidenziando l’ennesima presa per il culo. Dove sono finiti quei 4,5 milioni di euro di risparmi annunciati a reti unificate mesi fa? Perchè nessun giornalista ne chiede conto, ivi compreso quello della zabetta del mezzogiorno che qualche settimana fa ha puntato i fari sulla diaria dei parlamentari 5 stelle?

Se tutto ciò non vi bastasse, vi informo anche che la casta pugliese sta pure procedendo a definire gli ammontari dei propri vitalizi. In primis l’attuale Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna (SEL) che ha maturato un bel vitalizio di 9.724,81 € lordi al mese. Stessa cifra per Rocco Palese del PDL. Ecco, di certo possiamo affermare che il vitalizio non è argomento “divisivo”.

Bilancio 2012 -> Link

Bilancio 2013 -> Link

Vitalizio Introna -> Link

Vitalizio Palese -> Link

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volantinopolitiche2013retro

Eccoli li, oggi, tutti a tenderci la mano. Tutti pronti a dialogare a confrontarsi con chi sino a qualche giorno fa era definito un urlatore, un populista, un demagogo e via dicendo con epiteti sempre più offensivi e denigratori. Le piazze stracolme non gli hanno fatto pensare che, forse, con quei milioni di cittadini andava aperto un canale di ascolto, di dialogo. Adesso, invece, dopo che le urne hanno restituito un risultato che non gli consente di avere la maggioranza, si scordano in pochi secondi di quanto detto e fatto in questi mesi ed anni e invitano il moVimento 5 stelle al dialogo, al confronto.

Ma dialogo su che cosa? Lo hanno detto? Non mi pare. Come al loro solito parlano, proclamano e annunciano senza in realtà dire nulla. Bersani, finito di smacchiare i leopardi, ci chiede cosa vogliamo fare!!! Eppure dovrebbe essere lui a dirlo. Lui che non ha vinto pur arrivando primo deve dire cosa intende fare. Vuole provare a costituire un Governo? Bene, dica cosa intende fare con questo governo, che provvedimenti intende adottare, che obbiettivi intende perseguire. Lo dica in maniera chiara, senza giri di parole, senza macchie di leopardo o cose simili buone solo a dare del buon materiale a Crozza. Solo quando sarà chiaro cosa intendono fare il moVimento 5 stelle dirà se sarà concorde o meno. Chiedere la fiducia a scatola chiusa, sulle loro “belle” facce credo sia un qualcosa che vada ben oltre la decenza. Se esiste il moVimento 5 Stelle e se milioni di Italiani lo hanno votato è proprio perche non c’è in questa classe politica neanche un briciolo di fiducia. Si presenti quindi in Parlamento con un agenda chiara, dettagliata e dai tempi ben scanditi e si chieda la fiducia su questa. Sul come definire questa agenda è sufficiente sfogliarsi il programma del moVimento 5 Stelle oppure anche solo i volantini che abbiamo distribuito nel paese con i 20 punti per uscire dal buio.

E che la smettano con la storia del “senso di responsabilità” perché questo senso non può che spingerci con determinazione, senza se e senza ma a rispettare gli impegni assunti nei confronti dei cittadini Italiani, impegni ripetuti in ogni piazza, in ogni paese. Impegni che nessun inciucio o accordo con chi ha portato questo paese nell’abisso socioculturale ed economico possono mettere da parte. E non si facciano neanche appelli al futuro del paese e dei nostri figli, perchè sono stati loro a distruggerlo e noi ci siamo messi in moVimento proprio per poter ridare una speranza di futuro a questo paese e ai nostri figli. Adattarsi ai loro giochetti sarebbe la fine.

Che dire infine di Vendola, lo smamorato di Terlizzi, che definisce obbligatorio il confronto col moVimento 5 stelle? Uno smemorato vero che evidentemente si è già scordato come lui, il suo partito e l’intero consiglio regionale di Puglia ha trattato il moVimento 5 stelle solo qualche mese fa in occasione della finta discussione di Zero Privilegi Puglia. Una proposta di legge di inziativa popolare sostenuta da 20 mila firme che chiedeva il dimezzamento degli stipendi dei consiglieri regionali portandoli a 5 mila euro al mese netti e consentire risparmi per 10 milioni di euro all’anno, bocciata all’unanimità il giorno prima di essere convocati nell’apposita commisione per poterla discutere.  Ci sbattevano la porta in faccia solo quanche mese fa ed adesso ci fanno la corte. Dire che hanno la faccia come il culo è un offesa al culo.

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gen
03

Mezza verità

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Che 5 milioni di euro non siano pochi penso siamo tutti concordi, altrettanto lo siamo  nel sostenere che 10 milioni sono esattamente il doppio e se 10 è il doppio di 5 allora 5 è la metà di 10. Come si suol dire la matematica non è un opinione.

Detto questo, se  decine di migliaia di cittadini hanno chiesto alla politica regionale Pugliese il dimezzamento dei loro stipendi mensili e un taglio annuo ai costi della politica di 10 milioni di euro e poi il consiglio regionale, invece, ha lasciato invariati i compensi mensili dei consiglieri ed assessori ed ha effettuato un taglio da 5 milioni di euro all’anno i giornalisti dovrebbero parlare di ridotto taglio, anzi di dimezzato taglio. Invece, visto che in Italia non esistono giornalisti, ma solo giornalai ecco che questi, allo stesso modo con cui la politica ha dimezzato il taglio, dimezzano la verità.

Evitano di parlare di Zero Privilegi Puglia e di quanto questa proposta prevedeva ed esaltano le misera gesta di una classe politica arroccata nei propri palazzi e nei propri privilegi. Evitano di dire che i cittadini chiedevano di portare gli stipendi mensili dei consiglieri ed assessori a 4.500 euro netti al mese. Se lo facessero probabilmente qualche vaffa… partirebbe di certo leggendo che tutt’oggi, nonostante le politiche di austerità e i relitivi drastici tagli ed incrementi della tassazione, la casta pugliese continui a vantare stipendi da 11 mila euro al mese. Allo stesso modo evitano di dire che il taglio annuo previsto da Zero Privilegi Puglia era quantificato in quasi 10 milioni di euro all’anno, contrariamente leggendo che il taglio effettivo è stato inferiore ai 5 milioni la gente capirebbe bene di essere stata presa letteralmente per il culo.

Evitano di parlare di tante altre cose, pensando e sperando di poter sopravviere ancora a lungo nel loro mondo dorato di privilegi e finanziamenti pubblici (sia i giornalai che i politici), ma il countdown è già iniziato e la loro estinzione si avvicina sempre più. I cittadini si riprenderanno ciò che gli spetta per diritto: la gestione della cosa pubblica, e lo faranno nei comuni, nelle provincie e nel parlamento. Giornalai e politici possono ancora dormire alcune notti tranquille, ma sappino che sono le ultime.

P.S. ostunesi, riprendetevi la vostra città. Partecipa alla realizzazione di una lista civica di cittadini. Compila il seguente form e sarai presto ricontattato.

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Categorie : Informazione, Politica
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