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Ve la ricordate Zero Privilegi Puglia, la proposta di legge su cui abbiamo raccolto circa 20 mila firme che prevedeva il dimezzamento degli stipendi dei consiglieri regionali? Vi ricordate che è stata bocciata all’unanimità perchè, a dire dei consiglieri regionali, avevano appena approvato una loro legge sui tagli ai costi della politica regionale che prevedeva maggiori risparmi rispetto alla nostra? Ne ho parlato qui -> link
A distanza di qualche mese possiamo passare dai titoloni dei giornali che riportavano fedelmente le dichiarazioni dei politici senza andare a verificare se corrispondessero al vero ai numeri, quelli veri che dimostrano inequivocabilmente l’entità di quei tagli.
Lo stanziamento a bilancio per i costi della politica pugliese nel 2012 (stipendi, rimborsi vari, ecc) ammontava alla modica cifra di € 31.194.527,71 mentre la stessa voce per il bilancio 2013 risulta essere di € 30.924.540,25. Fatti due veloci calcoli, anche il più disattento dei giornalisti potrebbe accorgersi facilmente che il risparmio annuo è di circa 200 mila euro e magari, con un minimo di senso del dovere, fare pure qualche articolo evidenziando l’ennesima presa per il culo. Dove sono finiti quei 4,5 milioni di euro di risparmi annunciati a reti unificate mesi fa? Perchè nessun giornalista ne chiede conto, ivi compreso quello della zabetta del mezzogiorno che qualche settimana fa ha puntato i fari sulla diaria dei parlamentari 5 stelle?
Se tutto ciò non vi bastasse, vi informo anche che la casta pugliese sta pure procedendo a definire gli ammontari dei propri vitalizi. In primis l’attuale Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna (SEL) che ha maturato un bel vitalizio di 9.724,81 € lordi al mese. Stessa cifra per Rocco Palese del PDL. Ecco, di certo possiamo affermare che il vitalizio non è argomento “divisivo”.
Bilancio 2012 -> Link
Bilancio 2013 -> Link
Vitalizio Introna -> Link
Vitalizio Palese -> Link
Eccoli li, oggi, tutti a tenderci la mano. Tutti pronti a dialogare a confrontarsi con chi sino a qualche giorno fa era definito un urlatore, un populista, un demagogo e via dicendo con epiteti sempre più offensivi e denigratori. Le piazze stracolme non gli hanno fatto pensare che, forse, con quei milioni di cittadini andava aperto un canale di ascolto, di dialogo. Adesso, invece, dopo che le urne hanno restituito un risultato che non gli consente di avere la maggioranza, si scordano in pochi secondi di quanto detto e fatto in questi mesi ed anni e invitano il moVimento 5 stelle al dialogo, al confronto.
Ma dialogo su che cosa? Lo hanno detto? Non mi pare. Come al loro solito parlano, proclamano e annunciano senza in realtà dire nulla. Bersani, finito di smacchiare i leopardi, ci chiede cosa vogliamo fare!!! Eppure dovrebbe essere lui a dirlo. Lui che non ha vinto pur arrivando primo deve dire cosa intende fare. Vuole provare a costituire un Governo? Bene, dica cosa intende fare con questo governo, che provvedimenti intende adottare, che obbiettivi intende perseguire. Lo dica in maniera chiara, senza giri di parole, senza macchie di leopardo o cose simili buone solo a dare del buon materiale a Crozza. Solo quando sarà chiaro cosa intendono fare il moVimento 5 stelle dirà se sarà concorde o meno. Chiedere la fiducia a scatola chiusa, sulle loro “belle” facce credo sia un qualcosa che vada ben oltre la decenza. Se esiste il moVimento 5 Stelle e se milioni di Italiani lo hanno votato è proprio perche non c’è in questa classe politica neanche un briciolo di fiducia. Si presenti quindi in Parlamento con un agenda chiara, dettagliata e dai tempi ben scanditi e si chieda la fiducia su questa. Sul come definire questa agenda è sufficiente sfogliarsi il programma del moVimento 5 Stelle oppure anche solo i volantini che abbiamo distribuito nel paese con i 20 punti per uscire dal buio.
E che la smettano con la storia del “senso di responsabilità” perché questo senso non può che spingerci con determinazione, senza se e senza ma a rispettare gli impegni assunti nei confronti dei cittadini Italiani, impegni ripetuti in ogni piazza, in ogni paese. Impegni che nessun inciucio o accordo con chi ha portato questo paese nell’abisso socioculturale ed economico possono mettere da parte. E non si facciano neanche appelli al futuro del paese e dei nostri figli, perchè sono stati loro a distruggerlo e noi ci siamo messi in moVimento proprio per poter ridare una speranza di futuro a questo paese e ai nostri figli. Adattarsi ai loro giochetti sarebbe la fine.
Che dire infine di Vendola, lo smamorato di Terlizzi, che definisce obbligatorio il confronto col moVimento 5 stelle? Uno smemorato vero che evidentemente si è già scordato come lui, il suo partito e l’intero consiglio regionale di Puglia ha trattato il moVimento 5 stelle solo qualche mese fa in occasione della finta discussione di Zero Privilegi Puglia. Una proposta di legge di inziativa popolare sostenuta da 20 mila firme che chiedeva il dimezzamento degli stipendi dei consiglieri regionali portandoli a 5 mila euro al mese netti e consentire risparmi per 10 milioni di euro all’anno, bocciata all’unanimità il giorno prima di essere convocati nell’apposita commisione per poterla discutere. Ci sbattevano la porta in faccia solo quanche mese fa ed adesso ci fanno la corte. Dire che hanno la faccia come il culo è un offesa al culo.
Che 5 milioni di euro non siano pochi penso siamo tutti concordi, altrettanto lo siamo nel sostenere che 10 milioni sono esattamente il doppio e se 10 è il doppio di 5 allora 5 è la metà di 10. Come si suol dire la matematica non è un opinione.
Detto questo, se decine di migliaia di cittadini hanno chiesto alla politica regionale Pugliese il dimezzamento dei loro stipendi mensili e un taglio annuo ai costi della politica di 10 milioni di euro e poi il consiglio regionale, invece, ha lasciato invariati i compensi mensili dei consiglieri ed assessori ed ha effettuato un taglio da 5 milioni di euro all’anno i giornalisti dovrebbero parlare di ridotto taglio, anzi di dimezzato taglio. Invece, visto che in Italia non esistono giornalisti, ma solo giornalai ecco che questi, allo stesso modo con cui la politica ha dimezzato il taglio, dimezzano la verità.
Evitano di parlare di Zero Privilegi Puglia e di quanto questa proposta prevedeva ed esaltano le misera gesta di una classe politica arroccata nei propri palazzi e nei propri privilegi. Evitano di dire che i cittadini chiedevano di portare gli stipendi mensili dei consiglieri ed assessori a 4.500 euro netti al mese. Se lo facessero probabilmente qualche vaffa… partirebbe di certo leggendo che tutt’oggi, nonostante le politiche di austerità e i relitivi drastici tagli ed incrementi della tassazione, la casta pugliese continui a vantare stipendi da 11 mila euro al mese. Allo stesso modo evitano di dire che il taglio annuo previsto da Zero Privilegi Puglia era quantificato in quasi 10 milioni di euro all’anno, contrariamente leggendo che il taglio effettivo è stato inferiore ai 5 milioni la gente capirebbe bene di essere stata presa letteralmente per il culo.
Evitano di parlare di tante altre cose, pensando e sperando di poter sopravviere ancora a lungo nel loro mondo dorato di privilegi e finanziamenti pubblici (sia i giornalai che i politici), ma il countdown è già iniziato e la loro estinzione si avvicina sempre più. I cittadini si riprenderanno ciò che gli spetta per diritto: la gestione della cosa pubblica, e lo faranno nei comuni, nelle provincie e nel parlamento. Giornalai e politici possono ancora dormire alcune notti tranquille, ma sappino che sono le ultime.
P.S. ostunesi, riprendetevi la vostra città. Partecipa alla realizzazione di una lista civica di cittadini. Compila il seguente form e sarai presto ricontattato.
Come saprete l’altro giorno, 4 Dicembre, la proposta di iniziativa popolare Zero Privilegi Puglia è stata respinta dal consiglio regionale. La giustificazione addotta è che qualche giorno prima, esattamente il 30 Novembre, si era già provveduto ad approvare una legge sui tagli ai costi della politiche che, a loro dire, avrebbe superato quella da noi proposta. Un interpretazione bizzarra visto che il taglio da loro effettuato ammonta a circa 4 milioni 850 mila euro, mentre quello che proponevamo noi era di 10 milioni di euro.
Ma entriamo nel dettaglio delle due proposte per vedere le differenze con particolare riferimento alle cifre finali.
La prima cosa da dire è che la legge sui tagli ai costi della politica approvata in tutta fretta il 30 Novembre è in applicazione di un decreto legge, il DL 174/2012, emanato dal Governo Monti subito dopo lo scandalo Lazio che ha portato alle dimissioni della Polverini. Quindi la casta pugliese non si è tagliata nulla, ma ha semplicemente obbedito ad un ordine del governo. E’ importante anche dire che questo decreto non è stato ancora convertito, potrebbe quindi essere modificato o addirittura non convertito. Questo avrebbe sicuramente degli effetti sulla legge appena approvata ed è quindi importante monitorare la situazione, in particolare adesso che si va verso la sessione di bilancio, la finanziaria della regione, dove spesso ci infilano di ogni.
Fatta questa premessa andiamo nel merito. I vitalizi e gli assegni di fine mandato, così come si chiedeva con Zero Privilegi Puglia sono stati aboliti. Facciamo solo notare che noi populisti e demagoghi lo dicevamo già più di un anno fa e se lo avessero fatto allora, avremmo in cassa un pò di quattrini in più. Non hanno invece tagliato quello che rappresenta il vero malloppo, ovvero i loro stipendi. Per questo che c’è un enorme differenza tra i tagli realmente effettuati (4 milioni 850 mila euro annui) e quelli che si chiedavano con Zero Privilegi Puglia (10 milioni annui). I consiglieri regionali continueranno a prendere uno stipendio superiore agli 8.500 euro netti al mese mentre noi chiedevamo di portarlo a 4.500 euro netti al mese. Una cifra più che decorosa e proporzionata al grado di responsabilità che un consigliere regionale supporta.
Per quanto riguarda invece le decurtazioni dello stipendio agli assenteisti, Zero Privilegi Puglia prevedeva la non erogazione della diaria, adesso confluita nelle Spese di esercizio di mandato, a chi si assentava troppo, mentre qui si demanda il problema ad un successivo atto del presidente del consiglio regionale. Vedremo cosa decideranno. Da riconoscere però il dimezzamento dei fondi destinati ai gruppi consiliari come previsto dal decreto Monti, con un risparmio di mezzo milione di euro all’anno e il divieto di erogare il vitalizio ai condannati in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione, anche se non hanno accolto la nostra proposta di sospendere l’erogazione delle indenntià ai consiglieri impediti a svolgere il proprio mandato perchè sottoposti a misure cautelari da parte della magistratura.
Vi è infine un ultimo aspetto che vorrei evidenziare una norma non prevista nel decreto Monti ma in Zero Privilegi Puglia che, con gradita sorpresa, è stata approvata dal consiglio regionale. La possibilità per i consiglieri in carica di rinunciare al vitalizio. Una scelta su base volontaria che va verificata, quindi l’invito a chiedere a tutti i consiglieri regionali che intenzioni hanno, anche se li incontrate per strada, chiedeteglielo e filmate con un telefonino. Vedremo quanti lo faranno.
Oggi 4 Dicembre 2012 il Consiglio Regionale della Puglia ha scritto una bruttissima pagina della sua storia. La volontà popolare espressa da migliaia di cittadini che, pazientemente in fila chi col freddo pungente della tramontana chi sotto il sole cocente della torrida estata, hanno sottoscritto una proposta di legge per un VERO taglio dei privilegi della casta politica è stata derisa, insultata ed infine gettata nel cesso.
La storia ha dell’incredibile, se non per il fatto che artefici e protagonisti sono un manipolo di politicanti da strapazzo attacati ai propri privilegi come cozze patedde sullo scoglio. Un accozzaglia incapace di muoversi all’unisono tranne quando si tratta di mettere mano ai loro privilegi. Ed infatti ecco che all’unanimità Zero Privilegi Puglia è stata respinta senza neanche aver voluto ascoltare, come la legge prevede, i promotori in apposita audizione. Ciò gli ha consentito, oggi, di raccontare una sacco di balle per poter giustificare la loro ignobile scelta.
A parte i soliti inutili quanto vuoti riferimenti a spinte populiste e demagoghe, la giustificazione ufficiale è stata l’aver approvato il 30 Novembre una legge sui tagli ai costi della politica che, a loro dire, renderebbe superata e superflua Zero Privilegi Puglia. Ma come può un taglio da 4 milioni 850 mila euro superare un taglio da 9 milioni? Perchè questi sono i numeri, li si può raccontare come li si vuole ma sono questi. Zero Privilegi Puglia sostenuta da migliai di cittadini chiedeva molto di più di quanto loro hanno fatto solo in seguito ad un decreto impostogli dal governo nazionale.
Si potrebbe pensare che i consiglieri regionali di Puglia non abbiano ben chiare le regole della matematica e non riescano ben a comprendere che 9 milioni siano una cifra decisamente superiore a 4 milioni 850 mila, ma in realtà la matematica la conoscono molto bene. La conoscono molto bene quando hanno da farsi i conti in tasca loro e la conoscono altrettanto bene quando hanno da tagliare servizi ai cittadini. E così nei prossimi mesi e nei prossimi anni dopo aver usato la limetta delle unghie sui loro privilegi saranno pronti ad utilizzare nuovamente il macete su sanità e servizi pubblici.
Per noi attivisti 5 stelle, invece, quelle migliaia di firme hanno un valore assoluto, una volontà da rispettare ed onorare sempre e comunque. Per questo motivo domani saremo nuovamente a Bari presso i locali del consiglio regionale per partecipare ad una inutile audizione. Inutile per via dell’ignobile gesto compiuto oggi in Consiglio Regionale, ma importantissimo e fondamentale per noi per onorare, rispettare e mantenere viva la voce che migliai di cittadini ci hanno affidato.
Ci vedremo in consiglio regionale, sarà un piacere.
Quello che sta succedendo in questi giorni in merito all’iter legislativo della proposta di legge di iniziativa popolare nota come Zero Privilegi Puglia è qualcosa di assurdo e conferma ancora una volta quanto la casta non ha alcuna intenzione di rinunciare ai propri privilegi e di tagliare i costi della politica con la stessa violenza e determinazione con cui si tagliano i servizi ai cittadini.
Il 12 Luglio del 2012 abbiamo consegnato agli uffici della regione quasi 20 mila firme a sostegno della proposta, entro tre mesi la proposta sarebbe dovuta andare in aula e messa ai voti. Violando la legge, questo non è avvenuto, primi responsabile il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna (SEL) e il presidente della VII commissione DeLeonardis (UdC). Dopo nostri solleciti finalmente la convocazione in audizione alla VII commissione prevista per il 5 Dicembre. In ritardo ma finalmente ci siamo. In attesa di poterci recare all’audizione scopriamo che la proposta di Legge è posta all’odg della seduta consiliare del 4 Dicembre.
Zero Privilegi Puglia fatta slittare per poter approvare con fulminea velocità, tre giorni, una legge per ottemperare ad un decreto governativo emanato sull’onda dello scandalo Lazio che però, guarda caso prevede la metà dei tegli previsti da Zero Privilegi Puglia. 4 milioni e 850 mila euro annui quanto previsto dalla norma approvata, oltre 9 milioni di euro all’anno quanto previsto da Zero Privilegi Puglia.
Quanto richiesto dai cittadini pugliesi, datori di lavoro del presidente Introna e di tutti i consiglieri ed assessori, finiscono letteralmente nel cesso. Questo è la concenzione di volontà popolare di un governo regionale che non spreca occasione per condire i propri discorsi con la parola partecipazione.
Il 4 Dicembre Zero Privilegi Puglia sarà posta in votazione, se sarà bocciata, senza neanche udire i proponenti, sarà scritta una pessima pagina della storia delle istituzioni che queste persone rappresentano. La democrazia sarà violentata, la partecipazione una chimera buona solo per i titoloni della gazzetta del mezzogiorno.
Va altresi fatto notare che il Presidente Introna ha nei suoi cassetti Zero privilegi Puglia da Novembre 2011 se veramente voleva, come spesso annunciato, tagliare i costi della politica ed eliminare i privilegi avrebbe potuto adottare la proposta e sostenerla. Ma la scelta è stata altra, hanno preferito tagliare posti letto, togliere servizi ai cardiopatici, ai bambini malati alle donne gravide.
Per definire tutto ciò non trovo altri termini che INDEGNO.
Due leggi di inziativa popolare, due storie con protagonisti i cittadini, la politica e l’informazione, due trame diverse.
50+50 è una proposta di legge di inizativa popolare che propone una modifica alle legge elettorale per il consiglio regionale della Puglia al fine di garantire, con la doppia preferenza, le cosidette quote rosa. Una proposta da subito adottata e sponsorizzata da alcuni partiti, diversi consiglieri regionali e persino dal presidente del Consiglio Regionale. Diverse conferenze stampa e incontri di approfondimento si svolgono alla presenza di Introna all’interno dei locali del Consiglio Regionale. I media ne danno ampio risalto, il Tg3 realizza diversi servizi così come TgNorba e la Zabetta del mezzogiorno gli dedica numerosi articoli.
Zero Privilegi Puglia è una proposta di legge di iniziativa popolare che propone il dimezzamento degli stipendi , l’abolizione dell’assegno di fine mandato e del vitalizio dei consiglieri regionali per un risparmio annuo di 10 milioni di euro. L’ostruzionismo a questa proposta è evidente sin dall’inizio; l’ufficio di Presidenza dopo aver ricevuto dai competenti uffici il positivo parere di ammissibilità della proposta si inventa la necessità di un altro parere, quello di proponibilità come se una proposta ammissibile potesse essere non proponibile. Invenzione che allunga i tempi e fa slittare di oltre un mese l’avvio della raccolta firme. Per i media Zero privilegi Puglia semplicemente non esiste. Non esiste per il Tg3 e per TgNorba, mentre la zabetta del mezzogiorno ne parla solo a raccolta firme terminata. Eppure i costi della politica sono costantemente argomento di interesse e di attualità per tutto il periodo della raccolta firme, ne parlano pure questi mezzi di distrazione di massa ma di ZPP neanche un accenno.
50+50 e ZPP raccolgono le firme necessarie ed entrambe, come prevede la legge, vengono assegnate alla competente commissione consiliare (Affari istituzionali presieduta da tale Deleonardis del UdC) in data 26 Luglio 2012. La legge sulla partecipazione che disciplina l’iter legisltativo delle proposte di iniziativa popolare è la stessa per entrambe le proposte e prevede che entro tre mesi dal deposito della proposta questa sia iscritta nel calendario dei lavori del Consiglio regionale. Ma non per tutte e due le proposte ciò avviene.
50+50 viene esaminata dalla commissione convocando, come prevede la legge, i promotori il 7 Novembre 2012 e il 28 Novembre è in consiglio regionale per la discussione e relativa votazione (respinta). Tg3, TgNorrba e zabetta del mezzogiorno danno ampio risalto alla notizia prima e dopo il voto in aula. I tempi sono stati perfettamente rispettati dal 26 Luglio, considerando il mese di vacatio per chiusura del consiglio regionale per pausa estiva, al 28 Novembre siamo perfettamente dentro i tre mesi previsti dalla normativa.
Zero Privilegi Puglia invece vede scadere i tempi. Sollecitati via Facebook e mail, ecco che ieri con telegramma i promotori vengono convocati in commissione per il 5 Dicembre. Questo “ritardo” gli consentirà di portare in aula la proposta solo nel 2013, visto che siamo prossimi ad un altra vacatio dovuta a chiusura del consiglio regionale per le festività natalizie. Tg3, TgNorba e zabetta del mezzogiorno tacciono come da tradizione.
Queste le trame dei due film diretti da politica e informazione in modo decisamente diverso, adesso vorrei però esporre alcune considerazioni sul perchè Zero Privilegi Puglia viene, volutamente, rinviata al 2013 anno in cui si svolgeranno le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento a cui sicuramente parteciperà pure Vendola, senza lui come candidato SEL rischia di non ottenere neanche un parlamentare. Tale partecipazione gli imporrà le dimissioni da Presidente della regione Puglia e di conseguenza lo scioglimento del consiglio regionale. Basta farsi due conti per comprendere che le dimissioni di Vendola arriveranno prima che Zero Privilegi Puglia arriverà in aula per il voto, così facendo il relativo iter legislativo si fermerà per riprendere con la nuova legislatura consiliare.
Privilegiati si, fessi no.
Zero Privilegi Puglia la legge di iniziativa popolare che col dimezzamento degli stipendi, l’abolizione di vitalizio e assegno di fine mandato dei consiglieri regionali consentirebbe risparmi immediati per 10 milioni di euro all’anno e di ulteriori 10 milioni nel lungo periodo attende nei polverosi cassetti della regione. Qui non si tratta solo di non dare ascolto ai 20 mila cittadini che l’hanno sottoscritta, ma si palesa una manifesta violazione delle norme in vigore.
In Puglia la legge sulla partecipazione è datata 1973; una legge obsoleta che in sette anni di governo il grande propagandatore della partecipazione e il suo codazzo di sodali non ha mai proposto di modificare, ma come si sa la poesia sta nei fatti. Questa legge prevede che le proposte di legge di iniziativa popolare sottoscritte da almeno 15 mila cittadini (nelle altre regioni sono sufficienti 5 mila) entro tre mesi dalla loro assegnazione alla competente commissione consiliare debbano essere iscritte ai lavori del consiglio regionale.
La proposta con le 20 mila firme è stata consegnata agli uffici delle regione in data 12 Luglio 2012. Il 26 Luglio è stata assegnata alla competente commissione, nello specifico la commissione affari costituzionali presieduta da tale De Leonardis Giovanni del UdC. La commissione avrebbe dovuto esaminare e discutere la proposta convocando i promotori della stessa, ma nulla di tutto ciò è stato fatto. La proposta pur essendo stata iscritta all’ordine del giorno della commissione per ben due volte (31 Ottobre e 7 Novembre) non è mai stata discussa ne i promotori, come da loro diritto previsto dalla normativa, sono stati mai convocati.
I tre mesi previsti dalla legge sulla partecipazione che il consiglio regionale ed il suo Presidente Introna (SEL) dovrebbero per primi rispettare sono abbondantemente passati, ma la proposta non è stata ancora iscritta ai lavori del Consiglio regionale.
Molti, quando raccoglievamo le firme ci dicevano che questa proposta non sarebbe stata approvata come già accaduto in altre regioni. Sbagliavano, qui non hanno neanche il coraggio di metterla ai voti.
Non c’è che dire, le regole sulle candidature dettate da Grillo per quanto comprensibili stanno creando una serie di problemi che spero solo si possano ridimensionare quanto più possibile.
L’aver concesso la possibilità di candidatura esclusivamente a chi avesse già avuto in precedenza un esperienza elettorale col moVimento ha di fatto escluso una serie di persone che in questi anni, lavorando con serietà, ha acquisito un elevato livello di competenze, credibilità e stima. L’esclusione di queste persone non sarebbe in sè un problema se non per il fatto di aver così facilitato chi, invece, in questi anni non ha fatto nulla oppure ciò che ha fatto lo ha fatto con metodi e secondo principi più cari ai partiti che al moVimento 5 stelle. Persone con un livello di preparazione e competenza così basso da far figuracce pure in un confronto con uno studente delle superiori. Non parliamo poi della loro credibilità ormai irrimediabilmente compromessa e di eventuali stimatori di cui sono alla disperata ricerca tramite insistenti e ingannevoli telefonate dallo scarso esito se non il ricevere come risposta un secco vaffa…
Le regole di Grillo però facilitano questi personaggi nella selezione dei candidati per le politiche 2013, non solo per aver escluso competitor più preparati, credibili e stimati ma anche per non aver previsto un minimo di voti e di sostegno per poter infine essere inseriti nelle liste elettorali. Le regole, infatti, escludono dalla lista definitiva solo chi non riceve alcun voto, cosa direi improbabile a meno che il candidato eviti di votare per se stesso. Tutto ciò associato alla non abbondanza di candidabili in Puglia dato lo scarso numero di liste civiche alcune delle quali dissoltesi il giorno dopo le elezioni, consentirà a questi personaggi, con una manciata di voti, di essere in lista.
Non mi rimane che sperare che non vengano ripristinate le preferenze in una eventuale modifica della legge elettorale (ma vedi se mi tocca pure rinnegare le mie idee e il 1° V-Day) e che gli attivisti 5 stelle con un minimo di cervello evitino di votarli.
Alfonso Ciampolillo detto Lello: ha tentato in tutti i modi di boicottare e far fallire l’iniziativa Zero privilegi Puglia colpevole di volere dimezzare gli stipendi dei consiglieri regionali, abolire l’assegno di fine mandato e il vitalizio per far risparmiare ai cittadini tutti 10 milioni di euro all’anno. L’ha fatto diffondendo menzogne sui promotori dell’iniziativa, cercando di convincere gruppi aderenti a dissociarsi ed altri gruppi a non partecipare (in alcuni casi vi è pure riuscito). Tramite comunicati stampa ha definito l’iniziativa un BLUFF e ha fatto intendere che l’iniziativa fosse portata avanti con la contrarietà del moVimento 5 stelle e la complicità di ignoti e non ben precisati partiti e politici. Ciliegina sulla torta: pressioni su comuni cittadini affinché non firmassero la proposta di legge.
Alessandro Furnari: mentre faceva riunioni con gli attivisti di Taranto per formare una lista civica moVimento 5 stelle insieme, in tutta segretezza si certificava la lista per fatti suoi all’insaputa di tutti gli altri e con candidati esclusivamente da lui selezionati in modo da avere l’assoluta certezza di essere il candidato sindaco. I selezionati che hanno messo in discussione o mosso critche al suo ruolo e ai suoi metodi sono stati prontamente epurati. Padre-padrone che decide chi si e chi non a mò di Cesare col suo pollice dritto e pollice verso.
Gennaro Iannotta: apparentemente il più innoquo dei tre ma solo per le occasioni che ha avuto. Con l’iniziativa Zero Privilegi Puglia ha violato tutte le regole definite nonché qualche legge. Ha raccolto firme senza disporre dell’indispensabile e obbligatorio autenticatore coinvolgendo in ciò altri ignari attivisti colpevoli solo di essersi fidati di lui. Ha cercato di far autenticare quelle firme irregolarmente prese da un autenticatore non competente per territorio volendo far risultare, sulle carte, che quelle firme fossero state prese in località diversa da Brindisi. Tentativo sventato solo perchè chi, secondo lui, doveva fargli da complice (il sottoscritto) lo ha sputtanato ai quattro venti. Messo di fronte ai fatti, invece di assumersi le responsabilità delle sue azioni ha costantemente ignorato le richieste e le decisioni assunte dalle assemblee degli attivi a cui non si è mai presentato ed ha continuato per la sua strada preferendo la collaborazione con noti politici locali (Michele Errico ex sindaco di Brindisi ed ex presidente della provincia di Brindisi, pezzo da 90 del PD Brindisino; Nicola Massari ex-idv partito lasciato subito dopo l’elezione al consiglio regionale, operazione che lo ha visto incoronare Presidente del Consiglio Provinciale).
Ci vediamo sul portale, sarà un piacere.
Presidente Vendola, Presidente Introna io vi sfido. Io, Paolo Mariani, cittadino informato, primo firmatario di Zero Privilegi Puglia sottoscritta da 20 mila cittadini e già agli atti della VII commissione consiliare, vi sfido ad un pubblico confronto sui costi della politica regionale.
In questi giorni, dopo lo scandalo Lazio che ha riportato l’attenzione sugli abnormi costi della politica e sull’utilizzo improprio di questi ingenti somme di denaro avete suonato la musica di sempre. Proclami , annunci, belle promesse. Musica che a breve sparirà per ricomparire subito dopo il prossimo scandalo.
Presidente Vendola, Presidente Introna la situazione in Puglia non è affatto diversa da quella delle altre regioni italiane. Se non, forse, dal punto di vista giudiziario, sicuramente dal punto di vista dei costi della politica. Non scordiamoci che in Puglia abbiamo tutt’oggi il Presidente di regione più pagato d’Italia. Si è vero Formigoni prende circa 200 euro in più al mese ma per una regione col doppio della popolazione ed un reddito procapite che è il triplo del nostro.
In questi anni di annunci, proclami e belli intenti avete usato il macete quando si è trattato di tagliare sanità, welfare e servizi ai cittadini e la lametta delle unghie quando si trattava dei vostri privilegi. Questo è quanto emerge dai bilanci della regione che voi avete approvato. Le chiacchere stanno a zero. E io vi sfido, sfido voi e qualunque altro consigliere regionale ad un pubblico confronto su quanto ci costate veramente.
Sò che questa sfida cadrà nel vuoto e comprendo non è facile giustificare l’ingiustificabile e sostenere l’insostenibile, ma avete ancora una possibilità, forse l’ultima possibilità per recuperare un minimo di dignità. Prendete Zero Privilegi Puglia, portatela in aula e approvatela. Dimezzatevi lo stipendio, abolitevi il vitalizio. Usate su di voi quel macete che avete già dimostrato di saper usare bene sui cittadini.
















