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	<title>iapra li  uecchie il blog di Paolo Mariani &#187; vendola</title>
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	<description>Il blog di Paolo Mariani</description>
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		<title>Le parole e i fatti</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 18:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In politica, si sa, nessuno si assume mai le proprie responsabilità. I governanti di turno sono sempre ottimisti, pronti a snocciolare di fronte a pennviendoli vari e mezzibusti incartapercoriti numeri a sostegno della loro buona gestione e quando le cose vanno talmente male che è impossibile negarle ecco che la colpa è sempre di qualcun&#8217;altro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/vendola_scolapasta.jpg"><img class="alignleft  wp-image-5814" title="vendola_scolapasta" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/vendola_scolapasta.jpg" alt="" width="249" height="215" /></a>In politica, si sa, nessuno si assume mai le proprie responsabilità. I governanti di turno sono sempre ottimisti, pronti a snocciolare di fronte a pennviendoli vari e mezzibusti incartapercoriti numeri a sostegno della loro buona gestione e quando le cose vanno talmente male che è impossibile negarle ecco che la colpa è sempre di qualcun&#8217;altro. Essere persone serie, assumersi le responsabilità di ciò che si è fatto ed avere il coraggio di andare di fronte ai propri rappresentati dicendo che le ricette messe in campo non hanno funzionato o addirittura hanno manifestato effetti nocivi significherebbe dimettersi e magare lasciare definitivamente la politica, cosa impossibile per quella folla oceanica di personaggi che non avrebbero di che campare senza una carica elettiva o di nomina in grado di garantirgli dei lauti compensi.</p>
<p>Uno di questi personaggi è sicuramente il presidente della regione Puglia Nichi Vendola, noto come lo smemorato di Terlizzi, che tra narrazioni e poesia, risulta essere da sempre un mantenuto della politica. Figlio d&#8217;arte, suo padre era un politico, non ha mai svolto un lavoro che non fosse legato al mondo politico: giornalista in periodici di partito, dirigente di partito, deputato e presidente di regione. Difficile, anzi direi impossibile, quindi che un soggetto del genere possa prima o poi trovare una fonte di reddito diciamo normale ed è quindi impossibile pensare che assumendosi le responsabilità delle politiche fallimentari del proprio governo arrivi a dimettersi. Anticipo qualche buon tempone dicendo che so benissimo che le colpe non sono tutte sue e che quel variegato mondo fatto da consiglieri ed assessori ha dato un grande contributo in questa direzione, ma assumersi la carica di presidente comporta anche assumersi la responsabilità per ciò che fanno coloro che fanno parte della propria squadra.</p>
<p>Ma andiamo nel dettaglio prima che qualcuno mi accusi di demagogia e andiamo subito alle affermazioni che il mantenuto della politica ha fatto in occasione della presentazione alla stampa del bilancio provvisorio 2012 dove si è fatto sfoggio di tutti i dati positivi che riguardano la Puglia. A sentir Vendola, infatti, nonostante la crisi  nella nostra regione cresce l&#8217;occupazione e siamo la regione che sta attraversando meglio di tutte questa drammatica quanto violenta recessione economica. Il Pil è in aumento, le esportazioni pure, in calo invece la mobilità sanitaria ovvero il numero di persone che vanno fuori regione a farsi curare ed, infine, risolto il problema inquinamento a Taranto. Se invece di ascoltarlo uno avesse letto quel disorso avrebbe potuto tranquillamente immaginare di leggere un discorso di qualche mese fa fatto da Tremonti e Berlusconi. Ve li ricordate: l&#8217;Italia sta attraversando meglio di altri questa crisi, gli indicatori economici sono positivi, ecc. Quindi se tanto mi da tanto, cari Pugliesi forse è il caso che vi tocchiate i coglioni.</p>
<p>Naturalmente i Pugliesi che vivono fuori dal palazzo e non possono contare su uno stipendio sicuro di 13 mila euro al mese sanno che quello che ha detto Vendola sono pure e semplici menzogne e lo sanno ancor di più sia i malati sempre più costretti a viaggi in paesi lontani anche per curare semplici patologie sia i Tarantini alle prese coi soliti problemi ambientali.</p>
<p>Ma tu sei con Grillo e quindi mai e poi mai ammetterai i risultati ottenuti dallo smemorato di Terlizi, anzi già il fatto che lo chiami così denota un tuo pregiudizio. Probabile e allora andiamo a vedere che dicono quelli che con Grillo non ci sono. Partiamo dalla Uil che non mi pare centri qualcosa con le 5 stelle e vediamo che dati ci danno sullo stato occupazionale in Puglia: &#8220;<em>le ore di cassa integrazione sono aumentate del 234,7% e il numero degli occupati si è ridotto del 4,1%, da 1.287.000 nel 2008 a 1.234.000 nel 2011</em>&#8220;. E meno male che l&#8217;occupazione era in aumento chissà se era in calo. Ma ancora: &#8220;<em>La cassa integrazione ordinaria è aumentata del 27,9%; quella straordinaria del 312,1%; quella in deroga dell&#8217;843,1%. Il tasso di disoccupazione in Puglia nel 2011 è stato del 12,7%. La percentuale dei pugliesi disoccupati è passata dal 9,4% al 10,7%; per le donne la percentuale è passata dal 15,8% al 16,4%</em>&#8220;. Non male direi. Se passiamo poi all&#8217;ambito sanitario c&#8217;è da meravigliarsi nel vedere positivamente una lievissima flessione della mobilità extraregionale di fronte alla chiusura di numerosi ospedali e reparti in tutta la regione che ha portato ad una drastica diminuzione dei posti letto. Chiudono ospedali, chiudno reparti, diminuiscono i posti letto e il numero di malati che si spostano in altre regioni per curarsi diminuisce, non vi apre un paradosso. Non è che forse, forse questi hanno meno soldi a disposizione (sapete la crisi, la perdita del lavoro, la cassa integrazione) e quindi non possono permettersi di migrare neanche per curarsi. Su Taranto infine che dire. Che la cosidetta legge antidiossina fosse un pacco lo si sapeva già. Non prevede campionamenti in continuo, ma solo occasionali e con preavviso quindi utili solo a far si che sulla carta tutto sia in regola. Peccato per la salute dei Tarantini che con la carta al massimo si potranno pulire il culo. Anche qui però vi suggerisco di sentire cosa dice in proposito uno che col movimento 5 stelle non c&#8217;entra nulla, quindi vedetevi il video di Fabio Matacchiera del Fondo Antidiossina Taranto.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/IZGZrQCXyEc" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
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		<title>Dove l&#8217;acqua costa come la benzina</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 08:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/fontana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6410" title="fontana" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/fontana.jpg" alt="" width="250" height="526" /></a>Lo diceva già Gaetano Salvemini che l’Acquedotto pugliese ha sempre dato «più da mangiare che da bere». Non è quindi una novità se l’Aqp, la Spa a capitale interamente della Regione Puglia che ne ha raccolta l’eredità, occupa 2mila persone e dichiara di perdere almeno il 35% dell’acqua che trasporta, mette in bilancio ricavi per 442 milioni di euro, prevede di averne 17 in più quest’anno, altri 15 l’anno prossimo e 13 nel 2014, ma di ridurre la tariffa per i consumatori non ci pensa neppure. Anzi.</p>
<p>Nel biennio 2007-2008 la tariffa è aumentata del 10%, nel biennio scorso è au-mentata del 17,5% malgrado nel resto d’Italia la bolletta abbia fatto registrare un calo medio dell’1,2%. A gennaio 2011 la giunta Vendola ha annunciato aumenti di un altro 10% fino al 2014, poi +2% nel 2015. Il bilancio 2010 si è chiuso perfino con 37 milioni di utili, e utili sono previsti anche per l’anno appena trascorso, ma la tariffa continuerà comunque a lievitare. Per il 2012 il ritocco verso l’alto è del 3,9%, come dire che oggi un metro cubo d’acqua pugliese costa 1,60 euro, praticamente quanto un litro di benzina.</p>
<p>Insomma malgrado il referendum abbia abolito la «remunerazione del capitale investito», un ricarico del 7% sulle bollette, e malgrado per quel referendum Vendola si sia speso lungo tutto lo Stivale, a Bari è come se non si sia votato affatto. A fronte di un costo medio per famiglia che su base nazionale si aggira intorno ai 201 euro, i pugliesi nel 2012 ne spenderanno 290, quasi 200 più dei lombardi, cento più dei vicini della Basilicata.</p>
<p>Dice Vendola che investirà per la riduzione delle perdite della rete e che comunque «bisogna evitare di precipitare nei burroni della demagogia». Lui lo dice. Ma allora perché non ai pugliesi non ha spiegato che la tariffa sarebbe aumentata anche dopo il referendum? «Nessuno me lo ha chiesto». Ci fosse l’acqua in Puglia, vabbè. Il punto è che piove poco, gli invasi di raccolta sono insufficienti e restano vuoti, le tubature fanno acqua e così ogni estate in alcuni Comuni del Tarantino o del Leccese arrivano le autobotti a distribuire razioni di acqua con le damigiane, scene da dopoguerra. Le previsioni dicono che il prossimo autunno la Puglia sarà senz’acqua, l’assessore invita alla danza della pioggia.</p>
<p>È che per Vendola le tasse e le tariffe, una volta aumentate, non calano più, quasi che rappresentino un suo diritto acquisito per consentirgli di spendere a piacimento. Ha creato una agenzia per ogni assessorato e attraverso le società in house aggira le leggi sulle assunzioni e gli appalti pubblici. Salvo minacciare a parole lo «spending review» sulle aziende partecipate. Il colmo del vendolismo di governo va in scena durante l’ultimo Consiglio regionale, si discute il bilancio. Il centrodestra chiede di abolire l’addizionale sull’accisa della benzina, visto che Vendola si è vantato di avere conti in ordine e un inatteso tesoretto fiscale. Risposta di Nichi: «Accolgo la proposta, ma la sposto avanti nel tempo». A babbo morto. Motivo: se anche togliessimo l’addizionale, i distributori di benzina non abbasserebbero il prezzo alla pompa, quindi tanto vale incassare e spendere. Il resto è demagogia.</p>
<p style="text-align: right;">Antonio Cantoro</p>
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		<title>Le menzogne di Vendola</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 10:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In politica se c&#8217;è qualcosa di più indegno e vergognoso dei privilegi che la casta, nonostante tutto, continua a conservare è di sicuro la menzogna. Può un presidente di regione mentire spudoratamente ai propri cittadini, quindi prenderli per i fondelli, e rimanere  col culo comodamente poggiato sulla sua  costosa poltrona? Se il buon senso risponderebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7-iZN_cWcik" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-6285" title="vendola" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/vendola.png" alt="" width="501" height="289" /></a></p>
<p>In politica se c&#8217;è qualcosa di più indegno e vergognoso dei privilegi che la casta, nonostante tutto, continua a conservare è di sicuro la menzogna. Può un presidente di regione mentire spudoratamente ai propri cittadini, quindi prenderli per i fondelli, e rimanere  col culo comodamente poggiato sulla sua  costosa poltrona? Se il buon senso risponderebbe con un secco no, per la politica tutto ciò diventa addirittura un merito, un&#8217;ottima credenziale per più ambiti incarichi.</p>
<p>Non meraviglia quindi che il presidente della Puglia Nichi Vendola, da tempo candidatosi a leader nazionale del centrosinistra, giovedì scorso a servizio pubblico, la trasmissione di Santoro, incalzato da Giancarlo Cancellieri del moVimento 5 stelle Sicilia sia riuscito a replicare con una serie di bugie che migliaia di cittadini di buon senso hanno dimostrato tali dopo pochi secondi, diffondendo le prove della menzogna tramite i social network. Nonostante il tutto sia stato linkato e condiviso da migliaia di utenti pare sia sfuggito alla redazione di Santoro che di fatto ha perso l&#8217;occasione di fornire una corretta informazione, disattenzione poi parzialmente recuperata con la pubblicazione di un video in cui lo stesso Vendola ammette le menzogne.</p>
<p>Vendola sa che gli enormi costi della politica sono diventati una caratteristica tipicamente italiana che il popolo non sopporta più e quindi in diretta tv mente affermando che il suo partito non percepisce finanziamenti pubblici e che nella sua regione si stanno per abolire i vitalizi e poi, dietro le quinte, continua la sua assurda narrazione arrampicandosi sugli specchi per poi fuggire di fronte alle sue stesse contraddizioni. Ma andiamo con ordine partendo proprio da Sel che secondo lo smemorato di Terlizzi non percepisce finanziamenti pubblici  e che invece, come si evince da un documento del partito stesso (reperibile al seguente indirizzo <a href="http://rovato5stelle.files.wordpress.com/2011/12/rimborsi_elettorali_sel_2010.pdf" target="_blank">http://rovato5stelle.files.wordpress.com/2011/12/rimborsi_elettorali_sel_2010.pdf</a>) si intasca la somma di 783 mila euro all&#8217;anno per un totale, sino al 2014, di quasi 4 milioni di euro a conferma che il moVimento 5 stelle è l&#8217;unico a rifiutare tali finanziamenti (gliene spettavano circa 1 milione e mezzo). L&#8217;assurda narrazione continua poi sostenendo che il lauto stipendio gli serve per finanziare le fabbriche di nichi, la puglia per Vendola ed altre strutture che secondo lui svolgono buona politica ma che di fatto servono a mantenere il consenso al presunto leader consentendogli di continuare campare di politica. L&#8217;ultima balla riguarda infine la questione dei vitalizi dei consiglieri pugliesi che, secondo Vendola, stanno per essere aboliti in seguito ad una sua proposta di cui però non c&#8217;è alcuna traccia. Infatti, l&#8217;unica proposta sul tavolo è quella dell&#8217;uffico di presidenza della regione che però non prevede in alcun modo l&#8217;abolizione di vitalizi ma solamente il passaggio al così detto sistema contributivo.</p>
<p>In conclusione vale la pena ricordare che il moVimento 5 stelle è l&#8217;unico ad aver rinunciato al finanziamento pubblico e Zero Privilegi Puglia è l&#8217;unica proposta che dia un vero taglio ai costi della politica in regione visto che prevede il dimezzamento degli stipendi, la vera abolizione dei vitalizi e degli assegni di fine mandato. Il 14 Dicembre è stata definita ufficialmente ammissibile e da Gennaio inizierà in tutta la regione la sottoscrizione. Vendola continui pure con le sue menzogne, uno tsunami di firme lo sommergerà.<br />
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		<title>I contatti della speranza e della fiducia con Vendola</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 07:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Egregio Presidente Vendola, ho ripercorso i &#8220;contatti della speranza e della fiducia&#8221; avuti con Lei. Il primo avvenne alla fine di settembre 2007 e fu con e-mail: &#8220;Caro Biagio e cari amici, purtroppo il 28 non sarò a Taranto e mi dispiace davvero. Anche perchè mi sarei affacciato volentieri alla vostra iniziativa sulle &#8220;Osservazioni&#8221; in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://vimeo.com/9548359" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-2562" title="Polveri_alle_stelle" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2010/07/Polveri_alle_stelle.png" alt="" width="500" height="306" /></a></p>
<p>Egregio Presidente Vendola,</p>
<p>ho ripercorso i &#8220;contatti della speranza e della fiducia&#8221; avuti con Lei.</p>
<p>Il primo avvenne alla fine di settembre 2007 e fu con e-mail: &#8220;Caro Biagio e cari amici, purtroppo il 28 non sarò a Taranto e mi dispiace davvero. Anche perchè mi sarei affacciato volentieri alla vostra iniziativa sulle &#8220;Osservazioni&#8221; in materia di A.I.A. Avrei approfittato per raccontarvi anche di una certa sofferenza personale, quella legata alle tante manifestazioni di disincanto preventivo di quei tarantini impazienti ad avere subito tutte le risposte alle domande ambientali che si sono cumulate nel corso di un quarantennio. E&#8217; orribile il sospetto che il potere possa mangiare l&#8217;anima di chi lo esercita. Subire questo sospetto è stata per me una grande amarezza. Noi dovevamo prendere con grande senso di responsabilità la complessiva partita Ilva e giocarla per vincerla e non per perderla ancora una volta.&#8221; Poi Lei aggiunse: &#8220;Dobbiamo difendere una immensa fabbrica e convertirne il corpo in senso eco-sostenibile: mica uno scherzo!. Ce la possiamo fare. Diamoci una mano. Fraternamente. Nichi Vendola&#8221;.</p>
<p>Per quattro anni noi abbiamo lavorato duramente con il Ministero per un´AIA seria e severa che raggiungesse il reale abbattimento dell´inquinamento, coinvolgendoLa sempre.</p>
<p>L´ultimo contatto è avvenuto il 28 giugno 2011, tra una votazione e l´altra in Consiglio Regionale. In presenza dei Consiglieri Cervellera e Mazza e del dirigente Antonicelli, Lei assicurò ad AltaMarea che, in sede di Conferenza dei Servizi al Ministero dell´ambiente del 5 luglio sul rilascio dell´AIA ad Ilva Taranto, la Regione Puglia si sarebbe adoprata per ridurre il carico inquinante complessivo attraverso prescrizioni dettagliate e per introdurre controlli severi e sanzioni esemplari e pesanti in caso di trasgressioni. A scanso di equivoci, noi mettemmo per iscritto i &#8220;10 punti irrinunciabili&#8221; esaminati con Lei.</p>
<p>A Roma, invece, le cose andarono male: i &#8220;10 punti irrinunciabili&#8221; rimasero ignorati. AltaMarea, tradita e ingannata come l´intera città, da quel momento considerò &#8220;avversari&#8221; la Regione e gli Enti Locali protagonisti del clamoroso voltafaccia.</p>
<p>Egregio Presidente, il Suo video messaggio del 30 novembre, sull´ultima misurazione dell´emissione di diossina dal famigerato camino E 312 dell´impianto di agglomerazione di Ilva Taranto, rappresenta un´ulteriore prova del tradimento e dell´inganno perpetrati nei confronti della nostra città Non volevo credere ai miei occhi ed orecchie: il &#8220;rivoluzionario gentile&#8221; che utilizzava le stesse tecniche dell´ &#8220;imprenditore suadente&#8221; che amava l´Italia e prometteva di migliorarla e 17 anni dopo l´ha lasciata peggio di come l´aveva presa. Pecore-Ilva</p>
<p>Ho aspettato parecchi giorni per far sbollire la reazione istintiva, quella stessa che ha riempito Facebook di contumelie dirette a Lei. Quel videomessaggio potrebbe incantare solo chi sa poco delle terribili vicende di Taranto e dell´Ilva, non noi. Lei, come confindustria, sindacati, politici di destra e di sinistra e Ilva, ha esaltato lo 0,2 ng/mc ottenuto nella misurazione della diossina omettendo di rilevare che: a) la media annuale del 2011 è comunque superiore al limite di 0,4 ng/mc fissato nella legge regionale e nell´AIA; b) la Regione ha l´obbligo di chiedere al Ministero di sanzionare l´Ilva perché non ha rispettato quel limite; c) le misurazioni effettuate riguardano poche ore di rilievi in appena 9 giorni nell´anno mentre nulla si sa di quello che avviene nelle oltre 8000 ore di funzionamento dell´impianto nel resto dei 365 giorni dell´anno; d) le autorità competenti finora non hanno fatto rispettare l´obbligo di legge per l´installazione del campionatore automatico in continuo.</p>
<p>Nella esaltazione collettiva, anche Lei e l´assessore Nicastro avete dimenticato che nulla è stato fatto e nulla si prevede di fare in merito ai &#8220;10 punti irrinunciabili&#8221;: 1° Massima capacità produttiva di 10,5 milioni di tonnellate/anno anziché 15; 2° Durata dell´AIA di 5 anni anziché 6 &#8220;regalati&#8221; per un meschino escamotage; 3° Mancanza di certificato prevenzione incendi e nulla osta dell´analisi di rischio di incidente rilevante; 4° Controllo della diossina anche attorno a e/filtri, raffreddatori, ecc. e numero massimo di splafonamenti della concentrazione fissata, superato il quale scatterebbe l&#8217;arresto dell&#8217;impianto; 5° Limite quantitativo annuo delle emissioni complessive degli inquinanti con progressiva ma drastica riduzione nel tempo: 6° Controllo del B(a)P anche all&#8217;interno dello stabilimento con limite emissivo di 150 ng/mc sul piano coperchi della cokeria (limite adottato in Francia); 7° Controllo e monitoraggio degli inquinanti nelle acque di processo degli impianti non diluite da acque di raffreddamento, piovane, ecc. e quantitativi massimi di inquinanti scaricati in mare; 8° Copertura dei parchi primari come quella in corso sui carbonili di ENEL Brindisi; 9° Bonifica dei siti inquinati; 10° Forti sanzioni fino al fermo dell´impianto in cui venissero violate le prescrizioni dell´AIA. Sono peccati mortali imperdonabili.</p>
<p>Anche di tutto questo è orgoglioso e felice Presidente Vendola?</p>
<p>Ha superato ormai l&#8217;amarezza di subire l´orribile sospetto che il potere possa mangiare l&#8217;anima di chi lo esercita?</p>
<p>Che disinganno!</p>
<p style="text-align: right;">Biagio de Marzo &#8211; Presidente &#8220;Altamarea&#8221;</p>
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		<title>Le mirabolanti invenzioni di Introna(ti) &amp; Co</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 18:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/intronati.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-6199" title="intronati" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/intronati.png" alt="" width="500" height="364" /></a></p>
<p>Se si vuole avere una chiara idea di quale siano le intenzioni della casta pugliese nei confronti dei loro privilegi è sufficiente osservare come il presidente del consiglio regionale Introna e il suo ufficio di presidenza, dipinti dai media come quelli più determinati e battaglieri in questo ambito, stanno agendo nei confronti della legge regionale di iniziativa popolare &#8220;Zero Privilegi Puglia&#8221; depositata presso gli uffici regionali da un gruppo di iscritti al moVimento 5 stelle il 7  Novembre scorso e per la quale ancora siamo in attesa di poter iniziare la relativa raccolta firme proprio perchè gli Introna(ti) &amp; Co sopracitati non hanno, a mio avviso in modo del tutto illegittimo, ottemperato ai loro doveri istituzionali.</p>
<p>Infatti, secondo quanto disposto dalla legge regionale sulla partecipazione (LR 9/1973) l&#8217;ufficio di presidenza avrebbe dovuto deliberare sulla proposta entro 15 giorni dal suo deposito. Ciò non solo non è avvenuto, ma in data 30 Novembre, ben oltre i termini imposti, pur avendo già avuto dal competente ufficio un parere positivo di ammissibilità si sono inventati la necessità di un ulteriore parere, quello di proponibilità. E per quale strano motivo una proposta ammissibile non dovrebbe essere proponibile? Semplicemente nessuno, se è ammissibile va da sè che è facolta di chi ne ha diritto, nella fattispecie il comitato promotore, di proporla. L&#8217;unico obbligo da parte dell&#8217;uffcio di presidenza, cosa ben specificata nella legge sulla partecipazione, è quella di verificarne l&#8217;ammissibilità, null&#8217;altro.</p>
<p>L&#8217;ufficio di presidenza sta quindi farneticando col chiaro intento di prendere tempo nel disperato tentativo adottare dei provvedimenti che neutralizzino questa, per loro infausta, proposta. Il dimezzamento degli stipendi, l&#8217;abilizione degli assegni di fine mandato e dei vitalizi nonché le altre misure su assenze e rimborsi previsti di &#8220;Zero Privilegi Puglia&#8221; sono dei veri tagli non quelle quattro panzanate sulla diminuzione del numero dei consiglieri e il passaggio al sistema contributivo che quei quattro politici da strapazzo vanno raccontando ai media. Sanno bene che una volta avviati i banchetti per le strade il rischio di essere travolti da uno tsunami di firme è altissimo e a quel punto diventerebbe difficile prendere delle adeguate contromisure.</p>
<p>Torovatisi quindi di fronte a quel testo invece di adempiere ai loro doveri, come prevede la legge, hanno pensato bene di prendere tempo. E sono sicuro che la situazione non si modificherà a breve. Sempre secondo la legge sulla partecipazione la delibera dell&#8217;uffcio di presidenza sulle proposte di legge di iniziativa popolare devono essere adottate all&#8217;unanimità, unanimità che, ne sono certo, verrà a mancare il 14 Dicembre quando dovranno deliberare, con tanto di parere di proponibilità positivo, su Zero Privilegi Puglia. In tal caso la norma prevede che debba esprimersi il consiglio regionale nella prima seduta che, visto anche il periodo di feste, non sappiamo quando avverrà.</p>
<p>Nel frattempo i diritti di partecipazione alla vita politica dei cittadini pugliesi sanciti tanto nello statuto regionale quanto nella carta Costituzionale della Repubblica coi quali sia il presidente del consiglio regionale Introna sia il presidente della regione Vendola si sciacquano continuamente la bocca in televisione e sui giornali possono pure riposare in pace col beneplacito della casta pugliese.<br />
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		<title>Sui rifiuti Pugliesi</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 12:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/11/modugno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6120" title="modugno" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/11/modugno-212x300.jpg" alt="" width="250" height="353" /></a>La Puglia ha scelto di “investire” sul ciclo dei rifiuti, non per ridurli ma per bruciarli. Mentre la raccolta differenziata langue sotto il 20 per cento (18,01% il dato medio nel 2011), sono quasi ultimati i lavori per la realizzazione dei 6 impianti che trasformeranno i rifiuti solidi urbani in combustibile da rifiuti (Cdr). Sono tutti realizzati da Cogeam, società partecipata dal gruppo Marcegaglia, e saranno in grado di trattare quasi 900mila tonnellate di rifiuti, trasformati in circa 400mila t di Cdr.</p>
<p>Tra i rifiuti solidi urbani e il combustibile da rifiuti, però, una differenza sostanziale: il Cdr, a differenza dei rifiuti urbani, è un rifiuto speciale, con codice Cer 191210, da “valorizzare” all’interno di un impianto di incenerimento.<br />
In Puglia, però, l’unico inceneritore adatto attivo è a Massafra (in provincia di Taranto), ed è gestito da Appia Energy, gruppo Marcegaglia. Può accogliere un massimo di 25mila tonnellate. Altre 98mila finiranno nell’inceneritore che Eta spa (sempre gruppo Marcegaglia) sta costruendo nelle campagna tra Manfredonia e Cerignola (Fg), in mezzo ai campi di carciofi, grazie anche ad un contributo pubblico di 15 milioni di euro. Ma questi due impianti non bastano. Il cantiere del terzo, a Modugno (Ba), è sotto sequestro giudiziario.</p>
<p>Lo smaltimento del Cdr, così, chiama in causa anche i cementifici, nei cui forni -come raccontiamo nel libro Le conseguenze del cemento (Luca Martinelli, Altreconomia, 2011)- il Cdr prende il posto del carbone o del pet-coke. Questi impianti si trasformano, secondo la definizione di legge, in co-inceneritori. Lo è già quello di Barletta (Bat), gestito da Buzzi Unicem. A Taranto, invece, lo sta diventando l’impianto Cementir (gruppo Caltagirone), che grazie anche a fondi Bei (Banca europea d’investimenti) sta trasformando l’impianto per renderlo in grado di “accogliere” i rifiuti.</p>
<p>21 comuni del bacino BA5 sono obbligati a conferire all&#8217;impianto Cogeam 470 tonnellate di rifiuti al giorno, ogni tonnellata frutta ai gestori dell&#8217;impianto 125,76 euro per un totale di 21,5 milioni di euro all&#8217;anno. Capite perchè la Marcegaglia ha sempre belle parole per lo smemorato di Terlizzi in arte Nichi?<br />
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		<title>Il biscotto dell&#8217;ospedale nord</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 14:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera presso la biblioteca comunale di Ostuni si è tenuto un incontro sul tema  &#8220;Ospedale Brindisi Nord &#8211; opportunità o danno&#8221;. Presente l&#8217;assessore regionale Amati, grande sostenitore del progetto con numerosi altri pezzi da novanta della politica regionale, provinciale e comunale. Io non ci sono andato, ho lo stomaco debole e l&#8217;assunzione di tali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/sanita_tagli_N.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5850" title="sanita_tagli_N" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/sanita_tagli_N.jpg" alt="" width="249" height="249" /></a>Ieri sera presso la biblioteca comunale di Ostuni si è tenuto un incontro sul tema  &#8220;Ospedale Brindisi Nord &#8211; opportunità o danno&#8221;. Presente l&#8217;assessore regionale Amati, grande sostenitore del progetto con numerosi altri pezzi da novanta della politica regionale, provinciale e comunale. Io non ci sono andato, ho lo stomaco debole e l&#8217;assunzione di tali deprimenti spettacoli mi causano il voltastomaco. D&#8217;altronde la credibilità delle parole dei presenti vale tanto quanto un qualsiasi spot pubblicitario, ma meno di uno dei tanti cartoni animati che quotidianamente scorrono sul televisore rincoglionendo già in tenera età i futuri elettori.</p>
<p>Non posso entrare nel merito del progetto visto che di fatto non esiste alcun atto ufficiale che ne indichi le caratteristiche o le modalità di realizzazione e gestione (non hanno deciso neanche dove esattamente farlo) e le uniche informazionei disponibili sono quelle estrappolabili dalle dichiarazioni di quei soggetti della cui credibilità abbiamo già detto. Vorrei però soffermarmi sulla costante riapparizione di questo progetto che, ricordiamolo, nasce diversi anni fa quando la sinistra non avrebbe mai neanche immaginato di governare la regione.</p>
<p>Destra e sinistra, non è una novità, stesse idee, stesse chiacchere utili nei momenti in cui si sta procedendo allo smantellamento delle strutture sanitarie esistenti. Lo ha fatto Fitto quando approvò il piano di riordino ospedaliero che prevedeva numerosi chiusure e un drastico calo dei posti letto ospedalieri e lo sta facendo Vendola durante l&#8217;attuazione del piano di rientro che prevede più chiusure e ancor più meno posti letto.</p>
<p>Questo ospedale è il classico biscotto, o la carota se preferite, da somministrare al popolo per fargli credere che mentre si chiudono ospedali si pensa già alla costruzione di nuove strutture. Della serie, state tranquilli che ci pensiamo noi.  Non è un caso che chi governa la regione non dica nulla su che tipo di sistema sanitario regionale si vuole realizzare. Non ne hanno la minima intenzione perchè l&#8217;obbiettivo, ormai evidente, è quello di smantellare la parte pubblica e lasciare campo aperto ai privati e se mai ospedale nord ci sarà, sarà come il previsto San Raffaele di Taranto, una struttura realizzata con soldi pubblici ma gestita da privati.</p>
<p>Da sette anni Vendola e la sua combriccola governa la regione. Se l&#8217;idea dell&#8217;ospedale nord era considerata buona perchè non è stata perseguita da subito, perchè si aspetta solo adesso quando il crack economico fa chiudere numerose strutture e non ci sono neanche i soldi per piangere, perchè si è speso tempo e denaro pubblico nell&#8217;ampliamento dell&#8217;ospedale di Ostuni? La sanità è stata lasciata naufragare nel suo mare di debiti e adesso questi farabutti, invece che ammettere le loro responsabilità e levarsi dai coglioni se ne vanno in giro a distribuire biscotti. Ieri erano a Ostuni, io non ci sono andato, il vaffanculo glielo mando da qui.<br />
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		<title>In un paese normale</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 05:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/vendola_scolapasta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5814" title="vendola_scolapasta" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/vendola_scolapasta-300x258.jpg" alt="" width="250" height="215" /></a>In un paese normale Nichi Vendola, il poeta, il narratore da trent&#8217;anni mantenuto della politica e che ha già maturato una lauta pensione che potrà godersi alla tenera età di 55 anni, dopo la disastrosa gestione della sanità pugliese non riuscirebbe a farsi eleggere neanche come rappresentante di classe in una scuola elementare. Se vi è, infatti, un ambito su cui giudicare un presidente di regione questo è proprio quello sanitario, sia perchè è l&#8217;unico di sua esclusiva competenza (in tutti gli altri settori condivide cometenze e responsabilità con stato centrale, provincie e comuni), sia perché è la principale voce di spesa (70% circa del bilancio regionale), A ciò aggiungete il fatto che lo smemorato di Terlizzi, contro ogni pronostico, divenne presidente della regione Puglia proprio cavalcando la protesta popolare insorta quando l&#8217;allora presidente Fitto avviò il piano di riordino ospedaliero che prevedeva chiusure e dismissioni di numerosi ospedali e raparti, ma inferiori a quelle previste dal piano di rientro che si sta attuando adesso.</p>
<p>Ma al di là dei disastrosi esiti, quali le cause che li hanno determinati e quali le responsabilità e le colpe politiche di chi in questi ultimi anni ha gestito questo settore e le relative ingenti somme di denaro pubblico?</p>
<p>Se da un punto di vista penale il caso Tedesco e le relative accuse mosse dalla magistratura sono ben note e l&#8217;unica cosa da fare è attendere l&#8217;esito dei processi, da un punto di vista politico e delle relative responsabilità non si può non considerare la posizione di Vendola. Se, infatti, egli era totalmente ignaro di quanto l&#8217;assessore più importante della propria squadra di governo, quello con in mano più della metà del bilancio regionale stava illecitamente facendo, non si può non evidenziare il fatto che il presidente, che di quella squandra è il coordinatore e quindi il primo responsabile, se l&#8217;è fatta fare sotto il naso. Cosa che da un punto di vista politico è, a mio avviso, molto grave. Chi, persona ragionevole, affiderebbe ad uno del genere l&#8217;amministrazione del proprio patrimonio?</p>
<p>Tedesco aveva un conflitto d&#8217;interessi grande come una casa e la cosa era ben nota a Vendola. Ciò avrebbe dovuto indurlo ad una più attenta vigilanza. Come si dice: fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Tra l&#8217;altro il fatto che alla prima indiscrezione giornalistica, senza che la procura di Bari avesse iscritto l&#8217;allora assessore nel registro degli indagati o avesse emesso un qualche atto che lo facesse supporre, Tedesco sia stato immediatamente rimosso dal suo incarico con tutto il resto della giunta fa pensare che poi in fondo in fondo la fiducia di Vendola per quella persona non fosse poi tanto profonda.</p>
<p>La responsabilità del piano di rientro in atto in questi mesi, devastante sia da un punto di vista sanitario che occupazionale, dovuto ai 500 milioni di euro di buco nei conti della sanità pugliese, non può escludere certo chi non si è accorto del sistema di corruzione e collusione messo in atto dal Tedesco che, secondo l&#8217;accusa, avrebbe pilotato le nomine di direttori generali, direttori sanitari, primari e appalti per la fornitura di servizi e strumentazioni sanitarie per favorire aziende amiche a tutto discapito della qualità e delle casse regionali.</p>
<p>Il buco da 500 milioni non ha però impedito a Vendola di reperire 220 milioni (di cui 60 pronta cassa) da destinare alla realizzazione di un nuovo ospedale a Taranto. Un ospedale che sostituirà i due attualmente presenti ma che avrà un numero di posti letto inferiore a quelli che i due attuali nosocomi garantiscono e che sarà realizzato e gestito da una fondazione di fatto in mano al privato. Il paladino dei beni comuni, almeno a parole, affida al privato la sanità della città più martoriata d&#8217;Italia e d&#8217;Europa. La scelta di affidare quest&#8217;opera e la sua gestione al San Raffele di Milano è stata più volte rivendicata, ribadita e sostenuta a gran voce proprio da Vendola nonostante da più parti si siano sollevati dubbi sull&#8217;affidabilità di quell&#8217;istituto che da tempo, proprio per via di azzardati metodi gestionali, versa in condizioni economiche decisamente precarie. Neanche dopo il suicidio del braccio destro di Don Verzè pochi giorni dopo il suo interrogatorio come testimone sul crac finanziario della fondazione c&#8217;è stato un ripensamento o anche una sola pausa di riflessione. Vendola continua a fidarsi e a ritenere quella scelta una grande opportunità per la Puglia e i Pugliesi. Tanto, nel caso dovesse sbagliarsi o, meglio, non accorgersi di eventuali anomale gestioni tali da causare buchi di bilancio e debiti non sarà certo lui a dover pagare.</p>
<p>In un paese normale i Pugliesi che si vedono chiudere gli ospedali, quelli che devono aspettare mesi per una visita specialistica, per una TAC o una mammografia, quelli costretti ad emigrare in altre regioni per curarsi avviserebbero a gran voce il resto d&#8217;Italia su chi sia in realtà Nichi Vendola e cosa vuol dire averlo alla guida di un governo. Ma siamo in Italia e dopo Tedesco e Don Verzè non c&#8217;è il due senza il tre.<br />
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		<title>La democrazia diretta e la Puglia</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 13:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Se c&#8217;è un politico che più di tutti gli altri riempie i propri discorsi con riferimenti alla partecipazione e alla democrazia diretta è sicuramente Vendola attuale Presidente della regione Puglia. E dovrebbe essere proprio in questa regione che bisognerebbe cercare traccia di questa volontà per dare un minimo di credibilità alle tante dichiarazioni rese in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/partecipa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5718" title="partecipa" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/partecipa-300x166.jpg" alt="" width="250" height="139" /></a>Se c&#8217;è un politico che più di tutti gli altri riempie i propri discorsi con riferimenti alla partecipazione e alla democrazia diretta è sicuramente Vendola attuale Presidente della regione Puglia. E dovrebbe essere proprio in questa regione che bisognerebbe cercare traccia di questa volontà per dare un minimo di credibilità alle tante dichiarazioni rese in quest&#8217;ambito e di conseguenza dare un minimo di credibilità a questo personaggio politico che su diversi argomenti sempre più spesso mostra una netta dissonanza tra ciò che dice e ciò che in realtà fa.</p>
<p>Analizzando quindi l&#8217;argomento la prima cosa che salta all&#8217;occhio è che la legge regionale pugliese sulla partecipazione è datata 1973 e da ciò si evincie immediatamente che in questi ormai sette anni di governo regionale il grande sostenitore della partecipazione e della democrazia diretta ha ritenuto di non dover legiferare in merito. Ipotesi confermabile anche dal fatto che in tale periodo non risulta presentata una ben che minima proposta sull&#8217;argomento ne dal Presidente ne tanto meno dal gruppo consiliare del partito di cui si è proclamato leader. Forse la legge in questione è già idonea a soddisfare le esigenze di partecipazione e democrazia diretta da tempo richieste dai cittadini e più volte reclamate anche dallo stesso Vendola nei suoi comizi e slogan pollicitari?</p>
<p>Basta leggere il testo della legge (<a href="http://www.consiglio.puglia.it/documentazione/leges/modulo.aspx?id=11089" target="_blank">qui</a>) e dello statuto regionale (<a href="http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&amp;opz=getfile&amp;file=bur-104-1.pdf&amp;anno=xxxiv" target="_blank">qui</a>) per rispondere negativamente a tale domanda. Infatti, i mezzi a disposizione dei cittadini per esercitare i loro diritti di partecipazione sono decisamente scarsi e anche quei pochi previsti presentano una serie di parametri che di fatto rendono l&#8217;iter farraginoso e di difficile utilizzazione.</p>
<p>Referendum. Così come a livello nazionale è previsto eclusivamente il referendum abrogativo con raggiungimento del quorum, mentre non vi è traccia di quello propositivo. In una regione dove realmente si vogliono introdurre dei metodi di democrazia diretta il referendum propositivo e l&#8217;eliminazione del quorum dovrebbero essere il primo passo da svolgere. Ma i cittadini hanno comunque la possibilità di proporre leggi, obbietterà qualcuno. Certo ma in questo caso sarà comunque il consiglio regionale a decidere se approvarla o meno indifferentemente dal numero di cittadini che la vorrebbero approvata, mentre col referendum la proposta sarebbe direttamente approvata o bocciata  dai cittadini e la politica volente o dolente sarebbe costretta ad adattarsi alla decisione. Anche il numero di firme, proprio per favorire l&#8217;utilizzo dell&#8217;istituto e la partecipazione popolare, non dovrebbero essere un carico eccessivo per promotori. Attualmente sono richieste non meno di 50 mila firme che paiono decisamente eccessive se confrontate alla popolazione regionale. Se per indire un referendum nazionale ne bastano 500 mila e la popolazione nazionale si attesta intorno ai 60 milioni, in una regione con poco più di 4 milioni  di abitanti (6% di quella nazionale) ritengo che 25 mila firme siano più che sufficienti per far indire una consultazione referendaria sia essa di tipo abrogativo che consultivo.</p>
<p>Proposta di legge di inziativa popolare. 15 mila le firme oggi richieste per presentare una legge al consiglio regionale, una cifra esagerata se pensate che in Lombardia col doppio della popolazione ne bastano 5 mila. La raccolta di un numero così alto di firme per una proposta che poi deve essere giudicata dal consiglio scoraggia i più tant&#8217;è che l&#8217;utilizzo di questo istituto in Puglia è caso raro. Personalmente ritengo che 3 mila firme siano un numero più che sufficente per scomodare la casta a prendere in esame una proposta del popolo.</p>
<p>Autenticatori. Se è giusto che qualcuno si assuma la responsabilità di dichiarare autentiche le firme raccolte per proposte di legge o referendum, tale attività non può essere riservata a specifiche categorie di persone. La normativa attuale consente, infatti, tale attività a consiglieri comunali e provinciali, giudici di pace, notai, cancellieri di corte d&#8217;appello, tribunali, pretura e procura, sindaci e pres. di provincia e funzionari da questi delegati, ma nessuno di questi ha l&#8217;obbligo di fornire la propria disponibilità a svolgere tale operazione. Da ciò se ne evincie la possibilità che alcune proposte, in particolare quelle particolarmente indigeste alla casta politica e agli interessi dei loro amici e compari, potrebbero trovare difficoltà proprio nel reperire tali figure rendendo impossibile la presentazione della proposta. Da qui la necessità di ampliare tale possibilità ad altri soggetti. Nello specifico penso che ai promotori di una proposta o di un referendum debba essere data la possibilità di nominare a tale funzione un qualsiasi cittadino in possesso dei diritti civili e politici il quale potrà così autenticare le firme raccolte nel comune o provincia in cui risiede assumendosi la totale responsabilità delle autentiche effettuate. Non si capisce infatti che garanzie possa dare in più un consigliere comunale o provinciale rispetto ad un onesto cittadino nello svolgimento di questa attività. Resta fermo il diritto della regione di poter effettuare controlli e verifiche, come già è possibile oggi.</p>
<p>Certificazioni. Enorme e inutile lavoro che impone ai promotori un lavoro estenuante tra carte, fax, solleciti e giornate intere passate ad ordinare moduli su cui si sono raccolte le firme e certificati di iscrizione nelle liste elttorali. La legge infatti, sia quella nazionale che regionale, impone che ogni firma debba essere accompagnata dalla certificazione rilasciata dagli appositi uffici comunali attestante l&#8217;iscrizione alle liste elettorali del firmatario. La cosa è abbastanza semplificata quando su un modulo firmano esclusivamente cittadini residenti nello stesso comune, in questo caso lo si invia all&#8217;uffico comunale competente che provvede a certificare ogni singolo firmatario. Gli errori non mancano ed alcune firme pur valide vengono comunque perse durante queste operazioni, ma comunque il tutto è accettabile e soprattutto sopportabile. La cosa si complica invece quando sul modulo vi sono firme di persone residenti in diversi comuni. In questo caso bisogna inviare ad ogni comune, anche via fax, la richiesta per ogni sottoscittore e già potete immaginare cosa voglia dire tutto questo di fronte a migliaia di firme e di centinaia di comuni coinvolti e non mancano certo  i casi in cui non si riceve alcuna risposta e vanno inviati anche i solleciti. Quando poi i certificati arrivano, essi vanno suddivisi all&#8217;interno dei vari moduli col concetto di una firma un certificato. Chi ha nella propria vita partecipato a questo tipo di attività sà benissimo di che cosa sto parlando, gli altri invece si immaginino migliaia di cerificati e per ognuno ti devi sfogliare centinaia di moduli alla ricerca di quel firmatario che corrisponde al certificato che hai in mano. Giornate, nottate e litri di caffè sono testimoni di tutto questo. Tutta questa attività va eliminata immediatamente, il raccogliere corretamente i dati anagrafici dei firmatari associato ad un controllo a campione su una determinata percentuale degli stessi da parte degli uffici regionali sono sicuramente una valida alternativa. A chi risponde che questo, per varie norme nazionali, non è possibile faccio notare che in Lombardia l&#8217;obbligo di certificare le firme è stato abolito già nel lontano 1981.</p>
<p>Il desiderio di partecipazione dei cittadini è ormai palese, le chiacchere dei politici innondano gli inutili quanto aridi discorsi e gli strumenti a disposizione dei cittadini stanno a zero. Non arrendersi rimane comunque  la parola d&#8217;ordine.<br />
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 14:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/09/vendola_tedesco.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-5618" title="vendola_tedesco" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/09/vendola_tedesco-300x225.png" alt="" width="252" height="190" /></a>Le indagini sulla sanità pugliese si sono chiuse. L&#8217;impianto accusatorio molto grave: un gruppo di potere, secondo gli inquirenti, avrebbe orientato dal 2008 al 2009 gli appalti sulle forniture alle Asl pugliesi e a capo di questo gruppo c&#8217;era lex assessore alla sanità Tedesco, nel frattempo promosso a senatore per &#8220;meriti&#8221; sul campo. Oggi la sanità pugliese è soggetta ad un vero e proprio piano di dismissione, anche se si ostinano a definirlo di rientro. Molti ospedali stanno chiudendo e stessa sorte stanno subendo numerosi reparti e servizi, ma secondo la regione la gestione Tedesco non c&#8217;entra.</p>
<p>Gli appalti truccati e i relativi oneri economici a carico della collettività non hanno contribuito, a detta della regione Puglia e di chi la amministra, al dissesto economico che ha costretto lo smemorato di Terlizzi ad attuare il piano di rientro definito dallo stesso &#8220;lacrime e sangue&#8221;. Ammetterlo significherebbe assumersi le proprie responsabilità e, come sappiamo bene in Italia, o la colpa non è di nessuno oppure e di tutti e quindi di nessuno. In una regione la sanità è l&#8217;assessorato più importante perchè assorbe circa l&#8217;80% del bilancio regionale. In Puglia l&#8217;incarico, nella prima giunta Vendola, è stato affidato a Tedesco la cui famiglia opera proprio nella fornitura di protesi alla sanità pugliese un conflitto d&#8217;interessi grande come un palazzo di cento piani. Ma così è andata e il Tedesco per ben tre anni ha avuto campo libero nella designazione dei direttori generali della ASL e, a cascata, dei direttori sanitari potendo così dirottare le gare di appalto e le forniture verso imprenditori a lui legati da vincoli familiari o da interessi economici ed elettorali come si evince dalle ipotesi di reato formulate dal pubblico ministero.</p>
<p>Il Presidente della giunta, un certo Nichi Vendola, non si è accorto di nulla e ha dovuto aspettare che le notizie cominciassero a trapelare sui giornali per porre un freno a questo saccheggio. Ci vorranno anni prima che si chiuda il processo e potremmo avere un quadro più completo di quanto accaduto, nel frattempo questo politico &#8220;distratto&#8221; continua ad amministrare la regione e addirittura si propone al governo nazionale. Come per Tedesco forse è arrivato anche per lui il momento di una promozione per &#8220;meriti&#8221; sul campo.<br />
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