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Woodstock 5 stelle - Io ci sarò

Archive for vendola

ago
31

La preoccupante reticenza del popolo della sinistra

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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vignetta_inceneritoreDurante l’incontro dei movimenti e gruppi che si oppongono alla costruzione degli inceneritori e degli impianti a biomasse che sorgeranno in Capitanata, svoltosi il 24 agosto 2010 a San Ferdinando di Puglia e promosso dal Movimento di Cittadinanza Attiva per un comune virtuoso, è emersa la tipica reticenza dei movimenti di sinistra a chiamare per nome i problemi ed indicare le responsabilità. Si è parlato in termini vaghi di interessi economici, di lobbies e di decisori, ma ci si è ben guardati dal fare il nome dei decisore principale, Nichi Vendola, il Presidente della Regione Puglia, che recentemente ha affermato: “Noi abbiamo fatto partire tutti gli impianti che devono servire a costruire un ciclo moderno dello smaltimento dei rifiuti. Abbiamo, nella parte privata, tra termovalorizzatori autorizzati e termovalorizzatori in via di autorizzazione, un numero complessivo di cinque termovalorizzatori che ci fanno guardare con tranquillità al futuro“.

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ago
08

Fotovoltaico insostenibile

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Il 999 rappresenta il limite di chilowatt per chiudere un terreno ed istallare un impianto  fotovoltaico con i finanziamenti europei. In Puglia , dove la giunta Vendola ha incoraggiato l’istallazione di micro impianti inferiori a 1 MW, basta una semplice Dichiarazione di Inizio Attività presentata al Comune e si pagano gli incentivi al produttore. Il fenomeno politico-imprenditoriale che fa leva sulla paura dell’effetto serra e si serve di forme pubblicitarie che enfatizzano i successi pugliesi nel campo delle rinnovabili per salvare il pianeta, ha utilizzato la legge regionale numero 31/2008 dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale con sentenza del 26 marzo 2010.

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mag
03

Lettera aperta a Vendola

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Ricevo e volentieri pubblico questa lettera scritta da una famiglia vittima del petrolchimico di Brindisi ed indirizzata al Presidente Vendola.

Egregio Presidente della Regione Puglia
On Nichi Vendola,

mi chiamo Rosangela Chirico, sono nata 41 anni fa a Ceglie Messapica, dove abito e cerco di guadagnarmi da vivere facendo l’artista.  13 anni fa mio padre Donato è deceduto per un Cancro al fegato. Aveva lavorato per oltre 20 anni al petrolchimico di Brindisi, dove aveva inalato il Cloruro di Vinile Monomero (CVM). Alla fine degli anni ‘90 la Procura della Repubblica di Brindisi aveva aperto un’inchiesta per le morti e le malattie di decine e decine di lavoratori come mio padre, ma nel 2004 ha deciso l’archiviazione del procedimento per le ipotesi di reato contro le persone. Con i familiari delle vittime, riunite nel movimento “Vittime del Petrolchimico” e con il sostegno di Medicina Democratica, dovemmo fare diversi sit-in in piazza a Brindisi ed anche davanti al Tribunale per ottenere che l’archiviazione, annunciata in TV circa un anno prima, fosse notificata alle parti lese per poter fare opposizione. Ma nonostante le evidenze scientifiche, compreso un pronunciamento della IARC (International Agency for the Research on Cancer) che nel 2007 ha incluso gli epatocarcinomi del fegato tra i tumori provocati dal CVM, il Giudice per le indagini Preliminari ha archiviato le accuse.

In sede civile è in corso un procedimento di risarcimento che riguarda mio padre, è in corso da oltre 10 anni. Di recente, dopo il deposito di una perizia di ufficio e delle controdeduzioni, la causa è stata aggiornata al 2012.

Non pretendo di avere ragione a tutti i costi ma chiedo di avere risposte scientificamente fondate e in tempi ragionevoli. La mia famiglia con le altre confidava nella magistratura, almeno nei suoi poteri di indagine grazie soltanto ai quali oggi si effettuano ricerche epidemiologiche perché le ASL in Puglia non producono studi sugli effetti delle esposizioni nocive né sulle popolazioni né sui lavoratori.

Due anni fa alcune Associazioni (Medicina Democratica e Salute Pubblica) si rivolsero a Lei per ottenere che gli Enti Regionali che hanno i dati (ASL, ARPA, Osservatorio Epidemiologico) rianalizzassero  le  coorti del Petrolchimico di Manfredonia e Brindisi. La Procura della Repubblica di Venezia lo ha fatto ed ha dimostrato che lì sono morti 80 lavoratori in più rispetto ad i loro compagni impiegati negli uffici.

Un Senatore della Repubblica, il Prof Antonio Gaglione, ha rivolto una interrogazione al Ministro della Salute, il quale ha risposto, evidentemente dopo essersi consultato con l’Istituto Superiore di Sanità, detentore dei dati di quelle coorti di lavoratori, che la ri-analisi non serve perché non si deve dimostrare nient’altro.

Il 30 aprile si apre a Bari il processo di appello per i morti e le malattie al Petrolchimico di Manfredonia (almeno lì un processo si è fatto ed un appello si sta facendo).

Non mi risulta che la richiesta di riesaminare le coorti dei lavoratori abbia trovato accoglienza da parte della Regione. Eppure il Direttore dell’ARPA, professore Assennato, aveva offerto la sua disponibilità dal momento che i dati di Brindisi sono in suo possesso.

Mi sembra di sentire già le voci di quanti considerano queste questioni “acqua passata”. E invece credo che l’entità dei danni non è stata neppure minimamente ricercata per una assurda volontà di occultamento, come se oltre il danno subito ed il tributo di vite umane pagato, si debba stare in silenzio, senza pretesa di risarcimento e pronti ad accogliere altre stragi, quelle future e quelle in corso (quando si studierà la coorte di Taranto?).

Ma questa conoscenza non serve solo a dare dignità alla nostra terra, ma anche a dare una possibilità di successo alle famiglie di chi non c’è più negli estenuanti giudizi contro l’INAIL e le proprietà degli impianti che si dissolvono col tempo in mille passaggi societari.

Egregio Presidente, questa storia, per quanto mi riguarda e credo per quanto riguarda tanta gente, non sarà mai “acqua passata”, non solo perché interessa migliaia di famiglie, ma perché riguarda la dignità di una Regione che si vuole, nonostante tutto, “migliore”.

In attesa di un cortese e pubblico riscontro Le porgo distinti saluti.

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mar
31

Poveri loro

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Do uno sguardo ai risultati elettorali delle Regionali, leggo e sento le dichiarazioni dei leader politici e mi chiedo: mi sono perso qualcosa? No, perchè mi pare che il centro sinistra abbia perso quattro regioni, alcune delle quali molto importanti (Piemonte, Lazio, Campania) però forse leggo i giornali sbagliati, sento le radio sbagliate e vedo i canali Tv sbagliati perchè ovunque sento i gerarchi del PD dire che sono soddisfatti del risultato generale tranne che per il Piemonte dove a causa del MoVimento 5 stelle di Grillo la Lega ha vinto e loro perso e a seguire la solita litania “adesso costruiamo l’alternativa” che continuano agonizzanti  a ripetere da anni e che li sta portanto lentamente all’estinzione (che personalmente mi auguro).

E pensare che ce l’hanno messa tutta per perdere anche la quinta regione (Puglia), dove per mesi hanno cercato di far fuori Vendola per sostituirlo con l’unico candidato, a loro dire, in grado di vincere: Boccia. In Piemonte niente primarie, loro hanno scelto il candidato e stessa prassi per Lazio e Campania. In Puglia, invece, grazie ai moltissimi giovani (molti anche del PD) che si sono ribellati all’imposizione del grande Massimo sono stati costretti alle primarie dove non ha prevalso il loro candidato e, guarda caso, hanno vinto. E la colpa è dei Grillini, ovvero di comuni cittadini che hanno semplicemente osato fare ciò che era un loro diritto: candidarsi. Già, perchè forse Dalema & Co non sanno che in democrazia, nel rispetto delle regole previste (non come talune eccezzioni autorizzate dal loro compare Napolitano) tutti hanno il diritto di candidarsi e allo stesso modo ognuno ha il diritto di votare chi vuole. Poi, per dirla tutta, se il centrosinistra non avesse espresso un candidato in Piemonte, probabilmente il suo elettorato avrebbe votato per il moVimento 5 stelle e la Lega non avrebbe vinto.

Che poi in Puglia non è che sia andata proprio alla grande eh!!! Si Vendola ha vinto, ma la storia del Presidente amato dalla maggioranza dei Pugliesi mi pare essere risultata una favola. Non solo non ha superato la maggioranza dei voti, ma anche in Puglia, nonostante il pericolo nucleare, gli astenuti sono stati numerosissimi, tutte persone che probabilmente non hanno visto grandi differenze tra i candidati in campo, tutte persone che di sicuro non amano poi tanto Nichi e se sommiamo questi con le schede bianche, le nulle e i voti degli altri schieramenti ecco che forse ci renderemo conto che solo un terzo della popolazione pugliese è con lui (tutti fermamente convinti?). Andrei piano anche a proporlo come leader nazionale visto il risultato fuori Puglia del suo partito.

Che dire più? Grande risultato del moVimento 5 stelle, ignorato da tutti i media è riuscito ad imporsi sia in Piemonte sia nella rossa Emilia e, come dice Grillo, è solo l’inizio. Per quanto riguarda il PD non mi resta che rivolgermi per l’ennesima volta alla parte buona che pensa di cambiare il partito dall’interno: nessun cambiamento sarà mai possiblile se non troverete la forza, la capacità, ma soprattutto la volontà di liberarvi di questa gerarchia inetta e incapace, cosa che ritengo molto improbabile.

Diversamente dal mascalzone che danneggia gli altri per favorire se stesso, lo stupido danneggia sia gli altri sia se stesso.

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mar
20

Taranto città morente

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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In questi giorni di campagna elettorale ho notato un manifesto in cui si afferma che a Taranto si sono “ridotti dell’80% i veleni più pericolosi”. Se bisogna dare atto al Governatore uscente di essere stato il primo nella storia ad aver affrontato questo drammatico problema non si può certo iniziare questo quinquennio da questo presupposto che, a quanto mi risulta, non corrisponde a vero. Abbattere le emissioni nocive nel Tarantino, così come nel Brindisino, in modo da conciliare tra loro sviluppo, ambiente, salute e soprattutto qualità della vita è un obbiettivo da raggiungere a tutti i costi e bisogna essere consapevoli che ancora non si è fatto gran che ma  si è appena iniziato.

La città di Taranto con i suoi 219.000 abitanti, è stata ufficialmente dichiarata zona ad alto rischio ambientale. In realtà si è andati ben oltre la semplice ipotesi di “rischio”. Dal 1960 ad oggi il territorio è stato letteralmente piegato e brutalizzato alle assurde esigenze industriali. Nulla si è salvato: i mari (Piccolo e Grande), le falde, le sorgenti sottomarine di acqua dolce e quelle terrestri, i terreni e l’atmosfera… ed ovviamente la salute di molti e molti cittadini e tutte le creature viventi in questo teritorio avvelenato. A tutto questo bisogna aggiungere la presenza della Marina Militare, con le sue 2 basi navali, le sue navi, i sottomarini e poi c’è l’arsenale militare: un impianto obsoleto, sciattone ed inquinatore, che ha assoggettato l’urbanistica della città a esigenze oramai senza piu senso…

Taranto è una città che lentamente muore, una emergenza ambientale ignorata, perchè è stato deciso che questa città è strategica alla causa e agli interessi della nazione.La verità è che i profitti vanno agli  industriali del nord-Italia; l’alito pesante, la voce rauca della morte rimane invece sui marciapiedi disseminati di polveri minerali.Una  “vocazione” quella industriale estranea alla cultura, alla storia di questa città che vuole essere stata fondata da antiche popolazioni giunte dalla Grecia 800 anni prima che nascesse Cristo…

Opporsi a questo stato di cose è molto dura, è come fare l’arrembaggio ad un muro altissimo…un muro senza finestre… senza dialogo, senza interlocutori…. Oggi Taranto si spopola sempre di piu, infatti sono tanti i cittadini che ormai vendono casa per andare a vivere a 20-30 km di distanza, dove la diossina del camino E-312 si spera, non arrivi fino li…. si perchè qui le ciminiere non si stagliano lontane all’orizzonte, quelle maledette industrie sbuffanti sono state costruite dentro la città, fra le case dei suoi abitanti, a pochi metri (leggasi metri) dai bambini che si rincorrono ignari nell’eterno gioco della vita…

Polveri alle stelle è un documentario collettivo della durata di trentasei minuti che, attraverso immagini, testimonianze e interviste, pone in risalto lo stato di degrado ambientale in cui versa Taranto. Il ritratto di una città soggiogata dal ricatto occupazionale della grande industria. Si parla delle conseguenza della diossina sulla salute dei tarantini, delle condizioni di lavoro all’interno degli stabilimenti industriali, dei disagi che l’inquinamento provoca quotidianamente agli abitanti del quartiere Tamburi e all’intera città, del destino spesso segnato di chi lavora nella grande industria. Potete vederlo sia nel player all’inizio di questo post sia su Iapra Tv on Vimeo

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feb
10

Vi invidio

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Pensate che la crisi economica che sta attanagliando il mondo sia frutto di qualche speculazione finanziaria e che il peggio sia passato? Vi invidio. Pensate che l’attuale classe politica, nonostante qualche intreccio con la mafia e le leggi ad personam, possa comunque governare discretamente il paese? Vi invidio. Pensate che dopo la morte, in un modo o nell’altro, paradiso o reincarnazione, si passi ad una vita migliore? Vi invidio ancora di più.

Se invece non la pensate così probabilamete, come me, è perchè sapete che la crisi economica è in realtà la crisi di un sistema di sviluppo basato sul consuma, spreca e getta. Di un sistema basato sulla ricchezza per pochi e la miseria per molti. Un sistema basato sull’io (potere economico) sono io e voi (popolo) non siete un cazzo. Un sistema misurato attraverso quella mostruosità che chiamiamo PIL. Un sistema insostenibile sia dall’ambiente sia dall’uomo che, come già annunciato da tempo, è arrivato al suo capolinea. E quando si arriva al capolinea o si cambia mezzo oppure si sta fermi. E visto che le ricette predisposte utilizzano sempre lo stesso mezzo, probabilmente sapete anche che staremo fermi un bel pò.

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gen
25

D’Alema Boccia(to)

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Mi sono sbagliato e ne sono profondamente felice. Ero convinto che i vari capibastone del PD e i loro alleati sparsi nei vari comuni e provincie pugliesi sarebbero riusciti a determinare il voto delle primarie. La posta in gioco era alta basti pensare all’acquedotto, al nucleare o al rigassificatore e loro ce l’hanno messa tutta, anche ad Ostuni il PD locale coadiuvato dall’intera maggioranza consiliare ha scatenato tutti i suoi “affiliati” per sostenere Boccia. Ma stavolta il popolo ha reagito dimostrando che quando vuole e quando il gioco ne vale la candela è capace di andare contro chi, in un modo o nell’altro, li tiene sotto scacco. Una vera e propria lezione di democrazia da cui anche i partiti e movimenti di minoranza dovrebbero trarre le relative conclusioni.

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gen
20

Ormai è tardi

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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“Ormai è tardi, guarda il tempo…Vola via… e tanta nostalgia”

Ormai è tardi caro Vendola, ti sei fatto fregare con le armi che tu stesso hai suggerito: le primarie. A questo punto sarebbe stato meglio fare un passo indietro quando te lo ha “suggerito” D’Alema, così dopo la vittoria del PdL avresti potuto incarnare la figura del personaggio scomodo alle segreterie di partiti e proporti quale aggregatore per la sinistra vera, quella genuina, quella che in Puglia è rappresentata dal popolo che ha difeso e sostenuto la tua ricandidatura. Quella sinistra stanca dei D’Alema, dei Bersani e degli inciuci elettorali e legislativi con UdC e PdL. Saresti stato un simbolo della protesta e avresti avuto tutti dalla tua parte, pronti a dare battaglia a questi baroni della politica e a quelle logiche partitiche e di potere di cui ormai la maggior parte delle persone non ne può più.

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dic
30

Psico Dramma

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Rubo il titolo, quanto mai azzeccato, dalla prima pagina di Liberazione per esprimere la mia opinione sul finto confronto per definire il prossimo candidato del centro sinistra alle elezioni regionali di Marzo. Perchè lo definisco finto confronto? Perchè mi sono convinto che i giochi sono già stati fatti da tempo ed in luoghi ben lontani dalla Puglia. Non sono in grado di darvi la prova provata, ma è molto plausibile ipotizzare che la nostra regione sia stata già assegnata al PDL quale  contropartita di qualcos’altro ritenuto più utile dal PD meno L. Tant’è che tutto ciò che sta accadendo in questi giorni ha come unico risultato la perdita di voti nel cosidetto elettorato indeciso, ovvero quegli elettori che non hanno un orientamento preciso e costante, ma di anno in anno decidono in base agli eventi ed in particolare a quelli degli ultimi mesi antecedenti le elezioni.

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