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Archive for vendola

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Eccoli li, oggi, tutti a tenderci la mano. Tutti pronti a dialogare a confrontarsi con chi sino a qualche giorno fa era definito un urlatore, un populista, un demagogo e via dicendo con epiteti sempre più offensivi e denigratori. Le piazze stracolme non gli hanno fatto pensare che, forse, con quei milioni di cittadini andava aperto un canale di ascolto, di dialogo. Adesso, invece, dopo che le urne hanno restituito un risultato che non gli consente di avere la maggioranza, si scordano in pochi secondi di quanto detto e fatto in questi mesi ed anni e invitano il moVimento 5 stelle al dialogo, al confronto.

Ma dialogo su che cosa? Lo hanno detto? Non mi pare. Come al loro solito parlano, proclamano e annunciano senza in realtà dire nulla. Bersani, finito di smacchiare i leopardi, ci chiede cosa vogliamo fare!!! Eppure dovrebbe essere lui a dirlo. Lui che non ha vinto pur arrivando primo deve dire cosa intende fare. Vuole provare a costituire un Governo? Bene, dica cosa intende fare con questo governo, che provvedimenti intende adottare, che obbiettivi intende perseguire. Lo dica in maniera chiara, senza giri di parole, senza macchie di leopardo o cose simili buone solo a dare del buon materiale a Crozza. Solo quando sarà chiaro cosa intendono fare il moVimento 5 stelle dirà se sarà concorde o meno. Chiedere la fiducia a scatola chiusa, sulle loro “belle” facce credo sia un qualcosa che vada ben oltre la decenza. Se esiste il moVimento 5 Stelle e se milioni di Italiani lo hanno votato è proprio perche non c’è in questa classe politica neanche un briciolo di fiducia. Si presenti quindi in Parlamento con un agenda chiara, dettagliata e dai tempi ben scanditi e si chieda la fiducia su questa. Sul come definire questa agenda è sufficiente sfogliarsi il programma del moVimento 5 Stelle oppure anche solo i volantini che abbiamo distribuito nel paese con i 20 punti per uscire dal buio.

E che la smettano con la storia del “senso di responsabilità” perché questo senso non può che spingerci con determinazione, senza se e senza ma a rispettare gli impegni assunti nei confronti dei cittadini Italiani, impegni ripetuti in ogni piazza, in ogni paese. Impegni che nessun inciucio o accordo con chi ha portato questo paese nell’abisso socioculturale ed economico possono mettere da parte. E non si facciano neanche appelli al futuro del paese e dei nostri figli, perchè sono stati loro a distruggerlo e noi ci siamo messi in moVimento proprio per poter ridare una speranza di futuro a questo paese e ai nostri figli. Adattarsi ai loro giochetti sarebbe la fine.

Che dire infine di Vendola, lo smamorato di Terlizzi, che definisce obbligatorio il confronto col moVimento 5 stelle? Uno smemorato vero che evidentemente si è già scordato come lui, il suo partito e l’intero consiglio regionale di Puglia ha trattato il moVimento 5 stelle solo qualche mese fa in occasione della finta discussione di Zero Privilegi Puglia. Una proposta di legge di inziativa popolare sostenuta da 20 mila firme che chiedeva il dimezzamento degli stipendi dei consiglieri regionali portandoli a 5 mila euro al mese netti e consentire risparmi per 10 milioni di euro all’anno, bocciata all’unanimità il giorno prima di essere convocati nell’apposita commisione per poterla discutere.  Ci sbattevano la porta in faccia solo quanche mese fa ed adesso ci fanno la corte. Dire che hanno la faccia come il culo è un offesa al culo.

Categorie : Politica
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dic
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Le palle di Natale

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Quando farete l’alberello, il nordico albero di Natale perché ve lo chiede l’Europa, al posto del terrunciello presepe, ricordate di adornarlo con le numerose palle che vi offre questa realtà romanzesca italiana. Ve ne suggerisco qualcuna con relativo commento ma voi saprete trovarne sicuramente altre, sì da rendere ancora più splendente il simbolo di questo Natale che quest’anno quasi nessuno ha voglia di festeggiare.

Monti ha salvato l’Italia

Questa è la palla più grossa di tutte, visto che Monti ci lascia – e se ne va ma non pulisce il water – con cifre spaventose dal punto di vista della disoccupazione – all’11,1%,- del debito con l’estero (che è il vero problema, non quello pubblico, altra palla), del PIL e di tutti gli indicatori economici. Monti è riuscito perfettamente in un compito solo: quello di farci entrare completamente nel recinto dei PIIGS, usando la picana Fornero, la coccodrilla che prima ti mangia la pensione e poi piange tanto, porella.

Vi tolgo l’IMU

Questa palla potrebbe passarvela, tramite il mezzo televisivo tuttora di sua proprietà, un signore mummificato che è stato recentemente risvegliato dal suo sonno millenario a causa di un persistente profumo di soldi, in perdita, proveniente dalla sua azienda ammiraglia Mediaset. Nel tentativo di balzare di nuovo in sella cercherà di offrirvi, oltre a quella dell’IMU, altre palle multicolori, ma non credetegli. Anzi, se proprio dovete guardare la TV nelle prossime settimane e volete comunque sentire fin dove ha il coraggio di arrivare con le menzogne, mettete tappi di cera alle orecchie dei vostri famigliari e fatevi legare ben stretti all’albero di Natale, come Ulisse nel capitolo delle sirene.

Chissà dove saremmo ora senza l’euro

Questa è una delle palle della confezione del perfetto eurominkia, assieme alle carriole di euro in fiamme al largo dei bastioni di Piazza Affari (per colpa dei raggi B.), alla spesapubblicaimproduttiva e allo “staremmo ancora a svalutare la nostra liretta”. Palle, palle ed ancora palle, visto che proprio l’euro è la nostra attuale iattura.

Abbiamo vissuto finora al di sopra dei nostri mezzi

Questa è la palla avvelenata che chi ha deciso di papparsi le nostre risorse, i conquistadores neomercantilisti dell’eurozona, utilizzano con i volonterosi collaborazionisti eurominkia sul territorio di conquista. Si abbina di solito alla gemella “ce lo chiede l’Europa” ed entrambe hanno la funzione degli specchietti e delle collanine.

Il problema adesso non è B” “Il problema adesso è B

Palla bifronte. B. non è il problema ma è uno dei problemi.

Con la maggioranza dei mezzi televisivi nelle sue mani (grazie sinistra!) ha ancora troppo potere e lo usa per i suoi interessi, non certo per i nostri. Prepariamoci ad un vero bombardamento di palle caricate a menzogne, come mai prima d’ora. Ad un Pinocchio in pieno trip “shock and awe”.

Abbiamo comunque riacquistato autorevolezza

Palla presuntuosa. Per gli europei siamo sempre i soliti terroni di merda. Un loden non fa primavera.

L’agenda del PD non è quella di Monti” (Sentita l’altra sera da Vendola).

Questa è la più grossa tra le palle rosse. Di vergogna. Voi lo sapete, infatti, che Bersani si strugge di diventare il Pierluigi Pétain della prossima repubblica di Vichy 2.0, ovvero il commissariamento dell’Italia da parte della Troika che subentrerà a Monti. Il PD ha il Fiscal Compact in tasca e ha tutta l’intenzione di usarlo, anche se è una roba totalmente illegale ed invalida dal punto di vista giuridico perché entra in collisione con tutti i vigenti trattati europei ed equivale alla morte della democrazia. Sappiatelo.

Lameduck

Categorie : Informazione, Politica
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Mentre un tornado s’invortica sull’ILVA di Taranto, abbattendone le ciminiere proprio nel giorno in cui il governo si appresta a decidere il futuro del cancrificio della famiglia Riva, segno di un destino beffardo o piuttosto del fatto che gli strumenti di controllo climatico hanno ormai raggiunto una perfezione in grado di stupire anche il “complottista” più consumato, l’Italia intera continua a girare in tondo, senza trovare una sola coordinata alla quale potersi aggrappare.

I dati oggettivi provenienti dalle più svariate fonti, seppur edulcorati nel nome del politicamente corretto, raccontano un paese che sta crollando su sé stesso, vittima di una demolizione controllata messa in atto con cura certosina. Crollano i redditi delle famiglie, crollano i consumi, crollano i posti di lavoro, crollano le imprese, crolla la qualità e la quantità dei servizi pubblici, crollano le prospettive occupazionali e la capcità di arrivare a fine mese attraverso qualche alchimia, crolla la fiducia nel futuro e perfino il convincimento che sia possibile averlo, un futuro.

I banchieri golpisti diretti dall’usuraio Mario Monti continuano a dispensare le riforme necessarie per la demolizione controllata, mentre i camerieri politici, recentemente degradati al ruolo d’impiegati le “firmano” senza proferire parola.

Dopo avere eliminato il “fardello” delle pensioni, creando il dramma degli esodati e quello ben più grande di tutti coloro che pur pagando i contributi una pensione non la vedranno mai, lo stesso Monti sembra intenzionato a volgere la sua attenzione verso il sistema sanitario, da lui giudicato economicamente insostenibile per le casse dello stato.

Quello stesso stato che senza porsi alcun problema dissipa miliardi per la guerra e per le grandi opere di “mafia” ( gli F35 ed il TAV sono solo due esempi), ma nonostante una pressione fiscale fra le più alte al mondo sembra aver deciso che per garantire la sopravvivenza dei cittadini non c’é più una lira (o meglio un euro), ragione per cui é giunta l’ora che inizino ad arrangiarsi in qualche modo.

Smantellate le pensioni e smantellata la sanità pubblica, tramite cessione ai privati, in un paese dove non c’é lavoro e quel poco esistente diminuisce quotidianamente, le prospettive attraverso le quali “arrangiarsi” non sembrano poi molte e il ventaglio delle scelte finisce per ridursi a quella di mettersi un cappio al collo volontariamente o lasciare che l’inedia e le malattie lo facciano per te.

Ma mentre i tornadi imperversano, scuotendo il paese fin nelle fondamenta, il popolo italiano sembra non accorgersi di nulla e continua ad eseguire pedissequamente tutto ciò che gli viene ordinato dalla TV. S’infervora dinanzi alle campagne elettorali dei camerieri degradati, che quando torneranno in parlamento non avranno alcuna voce in capitolo, così come non ne hanno oggi. Corre a milioni alle urne per regalare due euro ad una pletora di buffoni senza arte nè parte. E soprattutto si recherà a votare in primavera una delle congreghe di faccendieri che lavorano per Mario Monti e una volta insediatasi nel consiglio di amministrazione della “banca Italia” di euro ne pretenderà molti ma molti di più, fintanto che il cappio non sarà ben chiuso e la persona deprivata di ogni avere potrà venire smaltita in quanto rappresenta un peso “insostenibile” per la società.

Marco Cedolin

Categorie : Politica
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Due leggi di inziativa popolare, due storie con protagonisti i cittadini, la politica e l’informazione, due trame diverse.

50+50 è una proposta di legge di inizativa popolare che propone una modifica alle legge elettorale per il consiglio regionale della Puglia al fine di garantire, con la doppia preferenza, le cosidette quote rosa. Una proposta da subito adottata e sponsorizzata da alcuni partiti, diversi consiglieri regionali e persino dal presidente del Consiglio Regionale. Diverse conferenze stampa e incontri di approfondimento si svolgono alla presenza di Introna all’interno dei locali del Consiglio Regionale. I media ne danno ampio risalto, il Tg3 realizza diversi servizi così come TgNorba e la Zabetta del mezzogiorno gli dedica numerosi articoli.

Zero Privilegi Puglia è una proposta di legge di iniziativa popolare che propone il dimezzamento degli stipendi , l’abolizione dell’assegno di fine mandato e del vitalizio dei consiglieri regionali per un risparmio annuo di 10 milioni di euro. L’ostruzionismo a questa proposta è evidente sin dall’inizio; l’ufficio di Presidenza dopo aver ricevuto dai competenti uffici il positivo parere di ammissibilità della proposta si inventa la necessità di un altro parere, quello di proponibilità come se una proposta ammissibile potesse essere non proponibile. Invenzione che allunga i tempi e fa slittare di oltre un mese l’avvio della raccolta firme. Per i media Zero privilegi Puglia semplicemente non esiste. Non esiste per il Tg3 e per TgNorba, mentre la zabetta del mezzogiorno ne parla solo a raccolta firme terminata. Eppure i costi della politica sono costantemente argomento di interesse e di attualità per tutto il periodo della raccolta firme, ne parlano pure questi mezzi di distrazione di massa ma di ZPP neanche un accenno.

50+50 e ZPP raccolgono le firme necessarie ed entrambe, come prevede la legge, vengono assegnate alla competente commissione consiliare (Affari istituzionali presieduta da tale Deleonardis del UdC) in data 26 Luglio 2012. La legge sulla partecipazione che disciplina l’iter legisltativo delle proposte di iniziativa popolare è la stessa per entrambe le proposte e prevede che entro tre mesi dal deposito della proposta questa sia iscritta nel calendario dei lavori del Consiglio regionale. Ma non per tutte e due le proposte ciò avviene.

50+50 viene esaminata dalla commissione convocando, come prevede la legge, i promotori il 7 Novembre 2012 e il 28 Novembre è in consiglio regionale per la discussione e relativa votazione (respinta). Tg3, TgNorrba e zabetta del mezzogiorno danno ampio risalto alla notizia prima e dopo il voto in aula. I tempi sono stati perfettamente rispettati dal 26 Luglio, considerando il mese di vacatio per chiusura del consiglio regionale per pausa estiva, al 28 Novembre siamo perfettamente dentro i tre mesi previsti dalla normativa.

Zero Privilegi Puglia invece vede scadere i tempi. Sollecitati via Facebook e mail, ecco che ieri con telegramma i promotori vengono convocati in commissione per il 5 Dicembre. Questo “ritardo” gli consentirà di portare in aula la proposta solo nel 2013, visto che siamo prossimi ad un altra vacatio dovuta a chiusura del consiglio regionale per le festività natalizie. Tg3, TgNorba e zabetta del mezzogiorno tacciono come da tradizione.

Queste le trame dei due film diretti da politica e informazione in modo decisamente diverso, adesso vorrei però esporre alcune considerazioni sul perchè Zero Privilegi Puglia viene, volutamente, rinviata al 2013 anno in cui si svolgeranno le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento a cui sicuramente parteciperà pure Vendola, senza  lui come candidato SEL rischia di non ottenere neanche un parlamentare. Tale partecipazione  gli imporrà le dimissioni da Presidente della regione Puglia e di conseguenza lo scioglimento del consiglio regionale. Basta farsi due conti per comprendere che le dimissioni di Vendola arriveranno prima che Zero Privilegi Puglia arriverà in aula per il voto, così facendo il relativo iter legislativo si fermerà per riprendere con la nuova legislatura consiliare.

Privilegiati si, fessi no.

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nov
27

ZPP oppurevendola

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Zero Privilegi Puglia la legge di iniziativa popolare che col dimezzamento degli stipendi, l’abolizione di vitalizio e assegno di fine mandato dei consiglieri regionali consentirebbe risparmi immediati per 10 milioni di euro all’anno e di ulteriori 10 milioni nel lungo periodo attende nei polverosi cassetti della regione. Qui non si tratta solo di non dare ascolto ai 20 mila cittadini che l’hanno sottoscritta, ma si palesa una manifesta violazione delle norme in vigore.

In Puglia la legge sulla partecipazione è datata 1973; una legge obsoleta che in sette anni di governo il grande propagandatore della partecipazione e il suo codazzo di sodali non ha mai proposto di modificare, ma come si sa la poesia sta nei fatti. Questa legge prevede che le proposte di legge di iniziativa popolare sottoscritte da almeno 15 mila cittadini (nelle altre regioni sono sufficienti 5 mila) entro tre mesi dalla loro assegnazione alla competente commissione consiliare debbano essere iscritte ai lavori del consiglio regionale.

La proposta con le 20 mila firme è stata consegnata agli uffici delle regione in data 12 Luglio 2012. Il 26 Luglio è stata assegnata alla competente commissione, nello specifico la commissione affari costituzionali presieduta da tale De Leonardis Giovanni del UdC. La commissione avrebbe dovuto esaminare e discutere la proposta convocando i promotori della stessa, ma nulla di tutto ciò è stato fatto. La proposta pur essendo stata iscritta all’ordine del giorno della commissione per ben due volte (31 Ottobre e 7 Novembre) non è mai stata discussa ne i promotori, come da loro diritto previsto dalla normativa, sono stati mai convocati.

I tre mesi previsti dalla legge sulla partecipazione che il consiglio regionale ed il suo Presidente Introna (SEL) dovrebbero per primi rispettare sono abbondantemente passati, ma la proposta non è stata ancora iscritta ai lavori del Consiglio regionale.

Molti, quando raccoglievamo le firme ci dicevano che questa proposta non sarebbe stata approvata come già accaduto in altre regioni. Sbagliavano, qui non hanno neanche il coraggio  di metterla ai voti.

Categorie : 5 stelle, Politica
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