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La domanda può anche sembrare banale ma giuro che io non capisco. Che cazzo centra lo sviluppo del turismo con la realizzazione di campi da golf da 60 ettari (600.000 m2) l’uno? Forse, non me ne sono accorto, il golf è diventato uno sport di grande attrazione popolare? Forse, forse le migliaia di turisti che annualmente invadono la città bianca e paesi limitrofi si sono lamentati proprio per la mancanza di adeguati impianti sportivi per questa disciplina? No, perchè a me pare che alla stragrande maggioranza degli Italiani del golf non gliene freghi un cazzo mentre i turisti mi risulta che si lamentino di ben altro, come ad esempio la scarsa pulizia del centro abitato e del litorale che una classe dirigente decente sarebbe in grado di attuare facilmente.
Quindi per quale diavolo di motivo il comune di Ostuni assieme a Fasano, Ceglie messapica, San Michele Salentino e Carovigno emana degli avvisi pubblici rivolti a prorietari di aree agricole della dimensione minima di 60 ettari disponibili a cedere le loro proprietà in favore di questo sport di nicchia? E Ostuni in particolare, grande sotenitore (a parole) del turismo sostenibile si è interrogato sull’impatto sul territorio che la realizzazione di un tale impianto comporta, l’acqua che serve per mantenerlo? Quanti alberi dovranno essere abbattuti, quante dune dovranno essere realizzate, quanti dossi o canali naturali dovranno essere distrutti e quanti muretti a secco saranno sacrificati sull’altare di questa nuova pazzia? A tutto ciò naturalmente si associeranno anche numerose strutture per soddisfare le esigenze di questi particolari e sofisticati clienti: resort di lusso, piscine, saune e chi più ne ha più ne metta.
Perchè il comune di Ostuni invece di sostenere l’agricoltura, valorizzando i prodotti e il territorio, invita a cedere i terreni in favore di questi nefasti progetti? E questa l’idea di turismo che pervade le menti malate dei nostri amministratori? Questo blog cercherà, coinvolgendo tutti coloro che hanno a cuore le sorti di Ostuni, di informare tutti i cittadini e valutare la possibilità di una petizione popolare che blocchi da subito queste scellerate scelte.
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Quest’anno, a dimostrazione che la stagione turistica si restringe sempre più, abbiamo dovuto aspettare il 7 di Agosto per rilevare nella città bianca una un numero di presenze di forestieri degna di una località che fa del turismo il suo principale motore economico. Non ho numeri da snocciolare ma sono uno che va spesso al mare e generalmente la sera una passeggiata nel centro storico non me la faccio mancare e non mi è certo sfuggita sino a l’altro giorno la carenza di turisti. Vedere nel mese di Luglio le spiagge con pochi bagnanti ed il centro storico popolato più dai locali che dai forestieri è una cosa che personalmente non mi dispiace, ma che sicuramente dispiace agli operatori economici del settore. So che molte ville, affittate da sempre a migliaia di euro al mese, quest’anno nel mese di Luglio sono rimaste sfitte e chi è riuscito a piazzarle è solo perchè ha ridotto di molto il canone. Non so i dati delle varie strutture ricettive, ma non credo che possano vantare differenti situazioni. Tutto ciò, come ebbi a dire in passato, altro non potrà che comportare un notevole incremento dei prezzi nel periodo di maggior affluenza. Non a caso la Puglia in base alle rivelazioni di associazioni del settore è risultata tra le regione più care ed Ostuni in particolare tra le città più care della Puglia. Dall’essere la regina degli ulivi sta diventando la regina dei prezzi.
Ma comunque i turisti alla fine sono arrivati e sono arrivati in massa, così sin da subito la città bianca ha potuto dimostrare tutta la sua incapacità a gestire in modo adeguato tutta questa massa di gente. Sulle spiagge è ancora oggi impossibile reperire un congruo numero di contenitori per i rifiuti, così è normale prassi trovare piccoli cestini che gìà in prima mattinata cominciano a debordare la massa di rifiuti che inevitabilmente la gente produce tanto che a sera il cestino sarà completamente scomparso sotto la massa informe di sacchetti e buste varie. Nessuna traccia di servizi igienici, e qui lascio a voi scoprire dove vengono smaltiti i rifiuti biologici siano essi liquidi o solidi delle centinaia di persone che con la loro “regolare quotidianità” occuppano le spiagge del litorale ostunese.
La situazione non si modifica molto se lasci la costa e ti dirigi nel centro abitato. Ieri sera alle 21 i pochi cestini presenti in piazza erano già stracolmi e la gente cominciava a depositare i rifiuti nelle vicinenaze degli stessi. Non raro intercettare il lezzo nauseabondo che alcune di quelle isole “ecologiche” emanavano. Il top però l’ho potuto constatare nella villa comunale dove c’era la sagra della frisa e della risa; diversi stand enogastronomici e centinaia di persone che tra un ballo e l’altro si cibava di quelle gustose prelibatezze. Per i rifiuti solo alcuni contenitori tipo quelli che comunemente si trovano nelle case di tutti noi, assolutamente inadatti per un evento del genere. L’assessorato alle attività produttive, organizzatore dell’evento, non ha pensato alla enorme produttività di rifiuti (plastica, residui di cibo, vetro, aluminnio, ecc) che una sagra del genere inevitabilmente produce e la gente ha dovuto fare lo slalom tra i rifiuti sparsi in ogni dove. Non invidio chi a fine festa è stato incaricato di ripulire.
Cari Ostunesi avete di fronte due possibilità: o lasciate che tutto ciò continui ad accadere e quindi continuate ad affidarvi a questa inetta classe dirigente (tutta dal PDL al PdmenoL compresi quelli che in consiglio comunale non ci sono) oppure vi rimboccate le maniche e li cacciate tutti.
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Apprendo dai giornali che nei giorni scorsi i Giovani Democratici ostunesi, ovvero il futuro della classe dirigente della città bianca, ha presentato in una conferenza stampa le proprie linee programmatiche, la loro lungimirante visione politica per un prospero futuro nella città bianca. Turismo, ambiente e cultura! Ripeto, Turismo, ambiente e cultura. Capito? Turismo, ambiente e cultura. Un gruppo di giovani, quasi tutti studenti universitari e laureati, dopo ore e ore di discussione tra incontri, comunicazioni telematiche ed approfonditi studi sono arrivati alla innovativa conclusione che per il futuro di Ostuni è indispensabile concentrarsi su turismo, ambiente e cultura. Se avessero chiesto a mia figlia di dieci anni glielo avrebbe detto subito magari aggiungendovi qualcos’altro tipo l’agricoltura, i prodotti tipici e l’artigianato; avrebbero risparmiato un sacco di tempo che avrebbero potuto utlizzare per altro, per darsi all’ippica ad esempio. L’ippica oppure, come si faceva ai miei tempi, giocando a subbuteo è sicuramente tempo speso meglio di quello utilizzato per partorire queste ovvietà. Ma il danno è assai, come si dice da queste parti, e ce se ne rende conto se approfondiamo le proposte elaborate dai giovani piddini.
In realtà non è che ci sia molto da approfondire, perchè le ovvietà sono condite esclusivamente da banalità e assurdità. I giovanotti infatti parlando di ambiente si limitano alla sola raccolta differenziata dei rifiuti, come se la cementificazione ed il consumo di territorio, i consumi energetici e le rinnovabili (quelle vere: sole e vento) siano un qualcosa che poco hanno a che fare con l’ambiente, l’economia locale e il futuro. Ed anche nella gestione dei rifiuti non riescono a vedere al di là del loro naso continuando a parlare di raccolta differenziata piuttosto che di strategia rifiuti zero di cui la differenziazione dei rifiuti è solo un aspetto. Evidentemente questi giovani luminari, speranza per il futuro, nei loro incontri, nelle loro ore spese a condire ovvietà con banalità, non sono riusciti neanche a imbattersi in ciò che è noto anche ai sassi, ovvero le tre erre: Riduzione, Riuso e Riciclo; capisaldi della strategia rifiuti zero a differenza della raccolta differenziata fondamentale ma funzionale esclusivamente all’ultima delle tre erre.
Ma è quando parlano di turismo che i giovani esplicitano tutta la loro forza innovatrice dimostrando contestualmente la teoria secondo cui erano meglio delle sane e divertenti partite a subbuteo. Imporre una tassa di soggiorno tra 1 e 3 euri giornalieri per ogni posto letto ed utilizzare questi denari per offrire ai turisti servizi di qualità che, naturalmente, non vengono esplicitati. Nessuna parola sulla cementificazione delle costa, business di elementi di spicco del PD Ostunese, nessuna parola sulla pulizia delle spiagge che ogni anno viene effettuata a stagione inoltrata, nessuna parola sulle decine di migliaia di euro erogati ad una società privata che organizza concerti a pagamento, somme più o meno corrispondenti al valore delle decine di biglietti omaggio “offerti” all’amministrazione di cui tutti, ma proprio tutti, i politici locali (consiglieri, assessori, amici ed amici degli amici) usufruiscono, nessuna parola sulla insufficiente rete di trasporto pubblico ne tanto meno ci si poteva aspettare la realizzazione di un piano della mobilità. Nulla di tutto ciò o di altro, di contro considerato che da anni la stagione turistica continua a contrarsi proprio a causa dei costi che costringono le famiglie, già alle prese con seri problemi economici, a ridurre i giorni di permanenza presso le località turistiche ecco che questi illuminati giovani, futuri candidati alle poltrone cittadine, se ne escono con una tassa di soggiorno che altro non potrà fare che aumentare i costi e diminuire i turisti che, un pochino più intelligenti dei nostri pulcini, si sposteranno in località più convenienti compresi i paesi a noi limitrofi.
Che altro aggiungere, ci aspettano tempi rosei, come i culetti di questi mancati giocatori di subbuteo.
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Quest’estate mi sono divertito a chiedere, a quanta più gente possibile se sapessero che cosa certifichi la Bandiera blu o le 5 vele di Legambiente che da tempo svolazzano sui lidi e sui palazzi di Ostuni. Secondo la stragrande maggioranza la presenza di questi vessilli certifica la bellezza dei luoghi, una modesta parte ritiene che siano simbolo di un mare pulito.
Entrambe le convinzioni sono errate.
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Nonostante sia un pò che non ne parliamo spero vi ricordiate di quel nefasto progetto denominato strada dei colli. Un progetto basato sul concetto che asfalto e cemento sono progresso e sviluppo, mentre il paesaggio e tutto ciò che crea la natura sia povertà e misera. Un concetto ben radicato all’interno di una becera e ottusa classe politica di destrasinistracentro che sta portanto l’intero paese alla (dis) soluzione finale.
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Ostuni ha nel suo territorio, nel suo centro storico, nella sua arte e nella sua cultura un patrimonio di inestimabile valore. Una politica capace solo di consumare e distruggere tutto questo porterà alla dissoluzione di quello che è definito il settore trainante dell’economia locale. Solo se gli Ostunesi riusciranno a liberarsi di questa gentaccia e riappropiarsi del governo della città potrà esserci qualche speranza per le future generazioni.
La notizia è certa, il Comune di Ostuni vuole comprare tutti gli immobili del Centro Storico per trasformarlo, dopo il lungo avviamento di successo degli ultimi anni, in un circo Barnum all’aria aperta in cui tutti potranno continuare a fare tutto ciò che vogliono, ed anche di più, soprattutto nelle ore notturne, indisturbati ed incontrollati e dove gli affari si faranno, ma senza i clienti.
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Sempre più Italiani quest’estate preferiscono rimanere a casa. Giusto, si può fare anche i turisti a casa propria ed evitare di ammassarsi come sardine sulle spiagge. La scelta però non è proprio del tutto consapevole e voluta. Secondo Federalberghi si tratta di “povertà turistica”. I dati diffusi dall’Associazione parlano di una divisione fra chi può permettersi una vacanza e chi no, tanto che nell’estate 2010 partirà il 51,3% degli italiani (stessa quota del 2009) mentre la rimanente parte rimarrà a casa per mancanza di soldi. “Coloro che rimarranno a casa questa estate saranno il 46,3% della popolazione, in forte crescita rispetto al 43,8% dell’estate 2009.
I motivi per i quali così tanti italiani non si muoveranno di casa, saranno dovuti addirittura nel 54,9% dei casi a motivi economici, mentre la mancanza di soldi vera e propria è indicata dal 46,8% dei non ‘viaggiatori’. Un altro 18,7% dichiara motivi familiari, il 18,5% denuncia motivi di lavoro ed il 16% parla di motivi di salute”. Sono le stime rese note oggi da Federalberghi secondo i dati di un’indagine realizzata su 1200 italiani maggiorenni. Commenta il presidente Federalberghi Bernabò Bocca: “Si accresce, purtroppo, il solco tra chi può permettersi un periodo di vacanza estiva e chi no e seppur il giro d’affari si accresca del 20% esso è semplicemente dovuto da un lato alla fiammata inflazionistica di tutto ciò che consente la movimentazione turistica e dall’altro all’incremento (da 10 a 12) dei giorni di permanenza fuori casa”.
“Inoltre la netta divisione – prosegue Bocca – tra chi può permettersi almeno un pernottamento fuori casa per vacanza durante il periodo estivo e chi no, è caratterizzato dal fatto che ben 1 italiano su 4 non fa vacanza per mancanza di soldi, sancendo la nascita di una nuova malattia del nostro sistema economico, definibile sinteticamente come ‘povertà turistica’. Ciò porta ad una stagnazione complessiva del movimento turistico estivo degli italiani – afferma Bocca – che non si discosta dai numeri dell’estate 2009, se non solo nell’entità della spesa che mediamente passerà da 710 euro del 2009 a 853 euro per un incremento del 20% determinato dall’incremento delle notti (da 10 a 12) e dall’aumento dei costi del viaggio e degli spostamenti interni al Paese”.
I risultati dell’indagine evidenziano che rimane immutato il numero di italiani che nel quadrimestre estivo (giugno-settembre) trascorreranno una breve vacanza fuori dalle proprie mura domestiche, dormendo almeno una notte fuori casa. Saranno infatti il 51,3% (rispetto al 51,2% dell’estate 2009) gli italiani maggiorenni che hanno già fatto o si apprestano a fare vacanze da giugno a settembre. Come da tendenza ampiamente affermata, si va tutti al mare. Il 74,6% preferirà la spiaggia (rispetto al 73,6% del 2009) con il dettaglio che vede il 67,4% che sceglierà il mare della Penisola o delle due isole maggiori, mentre il 7,2% (in crescita rispetto al 6,1% del 2009) si riverserà nelle isole minori. Segue in classifica generale la montagna con il 17,4% delle preferenze (rispetto al 16,3% del 2009) e le località d’arte con l’1,9% (rispetto al 2,6% del 2009).
La spesa stimata per la vacanza estiva (comprensiva di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) sarà di 853 euro (rispetto ai 710 euro del 2009) per un +20% rispetto all’estate scorsa. Per la vacanza oltreconfine la spesa media pro-capite si attesterà invece sui 1.065 euro rispetto ai 1.173 euro del 2009 a conferma di un minor costo della vita in alcune aree turistiche straniere, che vede il prezzo dei vettori aerei (mezzo di trasporto prediletto per chi viaggia all’estero) diminuito di quasi l’1% rispetto al 2009. Si parte, anche qui secondo una tendenza consolidata, soprattutto ad agosto, che si impone con il 66,3% della domanda rispetto al 64,5% del 2009.
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Con sempre maggior frequenza i turisti scelgono la propria meta attraverso il web, anzi molti sostengono che è ormai diventato lo strumento maggiormente utilizzato. Sarà forse per questo che i nostri illuminati e lungimiranti amministratori locali hanno deciso gìà qualche anno fa di investire in un sito web dedicato alla stagione estiva (non sia mai che i turisti vengano pure d’inverno) con il dominio appunto www.ostuniestate.it.
Vi è mai capitato di visitarlo, non ci vuole molto giusto qualche secondo a bocca aperta per rendersi conto del colpo di genio del nostro Sindaco e del suo compare assessore al turismo, entrambi naturalmente ancora in carica per giusti meriti sul campo. L’abbozzo di sito risulta essere realizzato da una ditta di design che, ho controllato sul loro sito, di tutto si occupa tranne che di realizzare pagine web. Forse hanno fatto una prova (malriuscita), forse l’hanno fatto gratis? Chi può dirlo! Fatto rimane che il sito è on line e, almeno per quando riguarda il programma estivo, è aggiornato al 2009. C’è il calendario visibile on line, quello stampabile in pdf e persino quello animato in flash per i più tecnologici. Per il resto la bandiera blu riporta l’anno 2008 e le vele di Legambiente risultano ancora 4.
Ma una cosa non poteva certo mancare: la fotogallery. Olivi monumentali, scorci del centro storico, splendide spiagge con mare cristallino e la folta macchia mediterranea penserete voi. Nulla di tutto questo ma gli scatti eseguiti durante la conferenza stampa per la presentazione di questo favoloso e importantisimo servizio. Il gatto e la volpe nostrani ripresi da diverse angolazioni belli, felici, contenti e orgogliosi del lavoro fatto a dimostrazione dell’impegno profuso da questa amministrazione per soddisfare le esigenze dei vacanzieri e garantire sviluppo e prosperità alla popolazione locale.
Detto ciò, questo blog intende predisporre un portale web dedicato al turismo nella città bianca utilizzando i numerosi e potentissimi strumenti gratuiti per poi offrirlo gratuitamente al comune di Ostuni. Chiunque sia disponibile, sia esperti di web sia conoscitori del territorio e di quello che offre non esiti ed utilizzi subito il modulo contatti nella barre laterale.
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Affermare che il turismo è un settore fondamentale del sistema economico di Ostuni è un ovvia banalità come altrettanto banale ed anche riduttivo è limitarsi a questa dichiarazione senza analizzare un importante fenomeno che da alcuni anni si sta sempre più accentuando e che se non affrontato con immediatezza e lungimiranza porterà nel medio-lungo periodo al collasso del sistema e ciò che oggi è considerata la locomotiva economica del territorio potrebbe diventare un semplice vagone in fondo al treno, magari di lusso ma sempre un vagone.
Mi spiego. Al più disattento degli osservatori non sarà certo sfuggito ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti: la cosi detta stagione turistica si accorcia di anno in anno ed è ormai ridotta ad un periodo decisamente inferiore ai due mesi. La classe politica che da quasi un ventennio governa la città nonostante si sia sempre riempita la bocca col termine destagionalizzazione, in realtà ha sempre più investito nel periodo estivo con vessilli, attività e attrattive concentrandoli sempre più nei mesi di maggior affluenza e questo non solo non ha rallentato la contrazione della stagione turistica ma addirittura la ha favorita.
Ma quali sono le conseguenze di questo fenomeno? Semplicemente quello che è già in atto. L’aumento della domanda in specifici periodi genera un incremento di tutte quelle attività e strutture in grado di soddisfarla (strutture ricettive, ristorazione, locali vari, etc), ma tutti questi avranno a disposizione solo un breve periodo per guadagnare e di conseguenza per garantirsi ragionevoli profitti altro non possono fare che aumentare i prezzi di anno in anno. All’aumento dei prezzi però il turista medio avendo a disposizione più o meno lo stesso budget reagisce diminuendo il proprio periodo di soggiorno andando a contribuire ulteriormente alla contrazione della stagione turistica che, a sua volta, causa aumento dei prezzi in un circolo vizioso che porterà inevitabilmente al collasso del sistema. Collasso che arriverà quando i prezzi raggiungeranno valori che il comune cittadino non potrà più permettersi nonostante la diminuzione del periodo di permanenza e quindi cercherà altre mete lasciando Ostuni ai turisti facoltosi.
Esagero? Forse, pero faccio notare che negli ultimi anni ad Ostuni sono stati realizzati diversi hotel e tutti rigorosamente di lusso. Secondo voi per chi sono? Per il turismo di massa? O forse qualche imprenditore dopo aver fatto un attenta ed approfondita indagine di mercato ha valutato proficuo investire in questo settore?
Se fino a qualche anno fa destagionalizzare il turismo era un opportunità oggi è un imperativo che bisogna perseguire quanto prima. Ma come? Innanzitutto avendo un pò più cura di ciò che è la grande attrattiva del nostro territorio: le spiagge. Pulirle e renderle gradevoli solo a partire da luglio come succede oggi non va certo nella direzione giusta, in oltre cercare di spalmare quanto più possibile eventi, iniziative e spettacoli (soprattutto folcloristici) durante tutto il periodo caldo che va da maggio a settembre considerando soprattutto i vari “ponti” che vi sono in questo periodo. Per le altre stagioni invece è doveroso investire in quei settori in grado di attirare gente: arte, cultura, agricoltura e artigianato. Penso a fiere anche legate a determinati prodotti (olio, vino) o attvità (caseifici, pastifici), ma anche a festival artistici (musica, libri) e iniziative legate all’artigianato.
Sono molte le cose che si possono fare e vi invito a suggerirle su questo blog, potremmo anche realizzare un piano di sviluppo turistico da consigliare ai nostri sonnolenti politici.
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Ci sono cose che non hanno colore che non sono né di destra né di sinistra, ma semplicemente di buon senso. Chiunque, anche chi non ha mai amministrato nulla in vita sua e non si è mai occupato di politica, potrebbe risolvere in cinque minuti certe problematiche che i nostri “illuminati” e superpagati amministratori da anni non riescono neanche ad affrontare.
Chi in questi giorni ha potuto farsi un giro a mare avrà potuto ammirare l’indecente situazione in cui versano le nostre spiagge. Eppure da diversi anni sappiamo che in questi giorni cominciano ad affluire numerosi turisti e se il tempo metereologico è buono, come spesso accade, questi si riversano sulla costa. Perchè non fargli trovare le spiagge in condizioni decorose? Non dico pulite ma almeno decorose! Tale tipo di servizio è, infatti, previsto solo a partire dal 15 Giugno, non prima. Eppure non è raro trovare gente sulle spiagge e persino chi si avventura nelle acque, forse i nostri amministratori pensano che questo sia una buona tecnica per destagionalizzare il turismo!!! Immaginatevi un classico turista che magari è venuto anche da lontano, alcuni anche dal nord (non sono tutti figli di Bossi), quando tornerà a casa sua e parlerà della sua gita fuori porta con amici, parenti e colleghi e racconterà dei cumuli di plastica e rifiuti vari che stavano sulle splendide spiagge della città bianca. Quasi sicuramente questi decideranno immediatamente di investire qualche centinaio di euro per poter ammirare tale spettacolo.
Chi, invece ha avuto modo di passare dalla piazza e dal centro storico invece dei rifiuti accumulati sulla spiaggia avrà potuto ammirare quelli che straboccavano dai cestini e contenitori vari. Anche questo è un annoso problema che non si riesce (leggi vuole) affrontare. In giornate di festa come il 25 Aprile o il 1 Maggio passano dal centro storico di Ostuni migliaia di persone ed ognuno di questi consuma qualcosa e produce i relativi rifiuti. Peccato che non solo i cestini e contenitori scarseggiano, ma non è neanche previsto il servizio di svuotamento degli stessi. Così già alle 12 circa i cestini erano pieni ed i rifiuti hanno comiciato ad accumularcisi intorno, il vento poi ha contribuito a spargerne un pò in giro per la gioia di tutti i passanti che così hanno potuto ammirare questo bellissimo e gratificante spettacolo.
Infine vale la pena sottolineare un altro aspetto che nulla ha a che fare coi rifiuti ma che ci indica molto bene la logica amministrativa dei nostri sempre “illuminati” e superpagati politici. Possibile che in giornate di grande affluenza turistica non ci sia un punto informazioni? Noi eravamo li a sostenere una campagna referendaria e siamo stati spesso avvicinati da persone che ci chiedevano informazioni su dove fosse la cattedrale, oppure su cosa ci fosse da visitare in paese, etc. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio, ma magari pensare ad una accoglienza un minimo organizzata potrebbe anche essere una buona idea.
Ma purtroppo i nostri sempre “illuminati” e superpagati amministratori pensano più a coprirci di vessilli (bandiere blu e 5 vele), spettacoli, dichiarazioni, etc più che affrontare e risolvere questi semplici problemi. Un pò come quel genitore che riempie il proprio figlio di regali per cercare di non fargli sentire la mancanza di semplici azioni come una carezza.
Un’ultima domanda mi rimane per tutti quelli che lo scorso anno hanno dato il loro voto a questi “illuminati” e superpagati personaggi. Se non sono in grado di affrontare e risolvere questi semplici ed anche banali problemi come pensate e sperate possano affrontarne altri ben più complessi ed articolati?
P.S.: Il 1 Maggio in Piazza raccolte altre 350 firme a sostegno della campagna referendaria “Acqua Pubblica”. Grazie, siete (siamo) grandi.




















