Archive for territorio

mar
04

Piano triennale dei lavori pubblici

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La Giunta Comunale del comune di Ostuni ha approvato in data 1 marzo il piano triennale 2010-2012 dei lavori pubblici. Potete trovare il testo integrale nella sezione documenti di questo blog nonchè per qualche giorno anche sul sito istituzionale del comune di Ostuni, nei prossimi 60 giorni chiunque potrà inoltrare le proprie considerazioni in merito, osservazioni che in fase di approvazione finale dovranno essere prese in esame.

Difficile dare da subito un giudizio definitivo visto che nella delibera compare un mero elenco delle opere senza specificare nei dettagli  le caratteristiche dell’opera, ma qualche parola possiamo cominciare a spenderla precisando che nei prossimi giorni cercherò di recuperare maggiori informazioni e documetazione sui vari progetti.

Inizierei dagli aspetti positivi del piano quali ad esempio il parco fotovoltaico comunale e la realizzazione di una pensilina fotovoltaica per un investimento di € 1.665.000 che, seppur previsti per il 2012, fanno intravedere la reale intenzione di voler investire nelle energie rinnovabili. Sulla stessa onda troviamo anche interventi sull’efficienza energetica, in particolare su edifici scolastici comunali e impianti di  illuminazione pubblica nel centro storico.

Altresì apprezzabili gli interventi di recupero e ristrutturazione di edifici pubblici esistenti, anche se non si evince se in tali interventi sono previste opere per il risparmio energetico. Verranno sottoposti ad interventi l’edificio scolastico Pessina (€ 1.360.000), altri edifici scolastici per l’abbattimento delle barriere architettoniche (€ 350.000), palazzo Tanzarella nel centro storico (€ 930.000), asilo comunale ed edificio scolastico A. Moro (€ 700.000), casa di riposo Pinto (€ 1.200.000), torre Aragonese di Villanova (€ 1.000.000) ed altre strutture sparse nel territorio urbano e rurale.

Naturalmente insieme a queste ed altre buone intenzioni non potevano mancare le solite opere della nostra lungimirante amministrazione, alcune delle quali mi preoccupano alquanto perchè previste in aree non solo delicate ma che rappresentano un vero e proprio patrimonio per la città e quindi potrebbero arrecare un grave danno all’intera collettività.

Innazitutto parliaamo dei rondò, perchè evidentemente non bastano tutti quelli realizzati in questi ultimi anni e quindi ne hanno messi in cantiere altri quattro. Uno è previsto sulla provinciale per Villanova all’altezza della concessionaria Opel da cui partirà anche una bretella stradale che passando tra olivi secolari (alcuni verranno appositamente espiantati) con andamento curvilineo andrà a terminare sulla stessa provinciale poco prima del ponte ferroviario. Nonostante questa rotatoria, la provinciale per Villanova risulta probabilmente troppo rettilinea e quindi un altro rondò verrà realizzato all’altezza di C.da Malandrino dove da alcuni anni è stata realizzata una strada che collega con il parcheggio di via tenente Specchia. Strada realizzata per favorire il deflusso del traffico estivo, ma che proprio in estate è utilizzata per parcheggiare auto su entrambi i lati rendendo praticamente impossibile il passaggio di mezzi soprattutto autobus e camper. Altro rondò sulla via per Carovigno (2 non erano sufficienti) dove questa si interseca con la circonvallazione (dove c’è la Securitas per intenderci) ed infine ancora un altro sulla via per torre Pozzelle all’altezza di contrada Rosara-Tamburroni. Ogni rondò ha un costo medio di € 300.000 e se contate anche tutti quelli già realizzati negli ultimi anni vi renderete conto di quante altre opere più utili si potevano realizzare con quei soldi.

Ma gli aspetti che mi più mi preoccupano sono gli interventi previsti a Torre Pozzelle e a valle del centro storico, due zone particolarmente suggestive e di grande pregio.

Torre Pozzelle è l’unico tratto di costa che ha resistito nel tempo alla cementificazione e alla realizzazione di residence e villette, un tratto di costa magnifico con calette spettacolari circondate da una folta macchia mediterranea. Nel piano triennale potete leggere che in quell’area vogliono realizzare delle strade di accesso alle calette. Cosa intendono per strade non è specificato ma presumo non sia nulla di ecologico visto che dei percorsi per raggiungere le varie calette sono già presenti e non mi meraviglierò se per queste opere il comune si aggiudicherà le 5 vele con lode.

Numerosi gli interventi invece nella zona sottostante il centro storico, altra area suggestiva e di grande valore, già abbondantemente devastata da scelte scellerate. Sono previsti infatti la realizzazione di parcheggi nonchè di una scalinata che li collega con viale O. Quaranta, ma la cosa più preoccupante è la realizzazione di una bretella di collegamento tra la zona industriale e la zona artigianale, quindi una strada che attraverserà l’intera piana degli ulivi sottostante il centro storico per mettere in collegamento la provinciale per Villanova con la provinciale per Torre Pozzelle. Ribadisco che va visto nei dettagli il progetto per poter valutarne gli effetti, ma ad un primo approccio visto anche il costo dell’opera (€ 6.000.000) c’è sicuramente da preoccuparsi e prepararsi alla lotta.

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mar
03

Cosa si nasconde dietro i rifiuti

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Riporto questo articolo che parla di quanto riscontrato a Chiaiano, centro cittadino alle porte di Napoli dove i cittadini (camorristi per i media nazionali) hanno cercato in tutti i modi di difendere il proprio territorio e il proprio futuro dalle scelte scellerate di una politica becera e collusa. Mentre leggerte potreste trovare nomi di società noti anche dalle nostre parti, non ponetevi dubbi sono proprio loro.

Chiaiano, discarica nel centro cittadino, una discarica ancora presidiata dal comitato civico sorto per combattere questo ecomostro. I cittadini non la vogliono questa discarica, troppo vicina alle loro case, una discarica fuori da ogni legge e buon senso. I cittadini hanno paura ed hanno ragione ad avercela.

Rifiuti radioattivi dagli ospedali napoletani direttamente nella discarica tanto discussa.

Due autocompattatori sequestrati dalla polizia all´ingresso della discarica di Chiaiano. Le apparecchiature in dotazione all´esercito, e poi quelle dei vigili del fuoco del Nucleo Nbcr (Nucleare, biologico, chimico, radiologico), hanno confermato la presenza di Iodio 131, sostanza radioattiva usata per la cura delle neoplasie della tiroide. I due autisti degli Iveco bloccati, di proprietà della ditta di smaltimento Enerambiente spa, azienda di recentissima costituzione (2007), derivata per scissione societaria da SLIA S.p.A. che le ha conferito le attività di servizi ecologico – ambientali, raccolta rifiuti, pulizia delle città, progettazione, realizzazione e gestione impiantistica del trattamento, lavorazione, recupero e trasformazione dei rifiuti. Il company profile che segue è descrittivo delle attività e del know how di SLIA S.p.A., che ha travasato in ENERAMBIENTE S.p.A. sostanzialmente tutta la sua struttura operativa. SLIA S.p.A. venne costituita con lo scopo di gestire appalti pubblici ed in particolare appalti di servizi di igiene urbana e di gestione dei rifiuti, operando in questo campo sin dal 1951. Nello smaltimento dei rifiuti solidi, a mezzo della tecnologia del processo DANO (più di 200 impianti in tutto il mondo), la SLIA è impegnata da oltre 50 anni. L’azienda, fondata a Roma da un gruppo di imprenditori locali (l’acronimo SLIA sta per Società Laziale Imprese ed Appalti) è stata poi rilevata da un gruppo industriale veneto. Il 3 novembre 2008, il giudice monocratico di Roma, Francesco Patrone, condannava Francesco Rando , braccio destro di Cerroni e responsabile della Giovi s.r.l ma detentore anche di una larga quota nell’allora SLIA S.p.a, per la gestione della discarica di Malagrotta, un anno di reclusione, 15 mila euro di ammenda nonché al risarcimento dei danni morali e patrimoniali da liquidarsi in sede civile a favore di alcune delle parti lese costituitesi al processo. Si trattava in particolare del gruppo Verdi ambiente e società, di due comitati cittadini di Malagrotta e del Wwf.

Motivo della condanna, lo smaltimento «senza alcuna autorizzazione” di “rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato e dei fanghi conferiti dall´Acea nell´ottobre 2004», in violazione dei decreti legislativi 22/97 e 36/2003. Inoltre Rando è accusato di aver violato, nel maggio 2005, le procedure di ammissione in discarica «di rifiuti speciali senza che vi fosse la documentazione e senza alcuna verifica degli stessi rifiuti, di cui lo stesso sarebbe anche stato produttore». Oggi, la ditta Enerambiente Spa, autorizzava lo smaltimento di rifiuti radioattivi, di origine ospedaliera, nella discarica di Chiaiano

IODIO 131. Scatta l’allarme, per la tanto discussa discarica di Chiaiano, che proprio oggi festeggia il suo primo anniversario dall´apertura. Sembra, però, che a distanza di dodici mesi dal via libera per gli autocompattatori a cupa dei Cani, c´è chi cerca di far entrare rifiuti proibiti a tutto danno dei residenti. Gli autisti hanno accennato a qualcuno che di fatto ha autorizzato il carico nella “zona ospedaliera” della città. È bene dire a chi sta indagando che l’ospedale di Frattamaggiore, il San. Giovanni di Dio ha, per mezzo di una circola interna, autorizzato il personale infermieristico a smaltire i rifiuti organici dei malati nelle acque reflue.

Intanto sono in crescita nel casertano leucemie, soprattutto a livello infantile, e forme tumorali accertate. L’allarme viene dai medici di base e viene riportato dall’assessore regionale all’ambiente Walter Ganapini, che afferma: “La priorità è la bonifica dell’intera area (di 22 ettari), il primo di cinque siti campani su cui intervenire”. Indagherà l’Arpac della Campania, indagherà mentre qualcuno sta indagando su di essa attraverso alcuni esponenti politici di spicco candidati alle prossime elezioni regionali, una fra tutte, lady Mastella.

Inoltre ricordiamo che di fiumi di soldi, per bonificare le terre campane, nel corso degli anni ne son passati tanti, ma gli appalti, per la bonifica sempre agli amici andavano.

Giorgio Nugnes, ex assessore del Pd alla Protezione Civile e ai Cimiteri del Comune di Napoli si suicidava, impiccandosi in un sottoscala, aveva 48 anni. Era coinvolto nell’inchiesta della procura partenopea sugli scontri avvenuti nel quartiere di Pianura, durante le manifestazioni anti discarica. Nugnes venne istigato al suicidio, si parla di servizi segreti, si profila l’eventualità, da parte degli acquirenti, che Nugnes fosse venuto a conoscenza della tratta dei rifiuti che aveva in mente al governo per la sua Pianura e avesse detto no.

Abbiamo impiegato decenni per convincerci che nella nostra penisola viveva e prolificava un virus chiamato mafia.

Abbiamo dovuto assistere a morti su morti, a bombe su bombe per riuscire a varare leggi sulla criminalità organizzata. Interi decenni e nel mentre si polemizzava sulla realtà mafiosa la mafia, cresceva nel nostro seno come una serpe velenosa. Poi ci siamo convinti, la mafia esiste.

Roberto Saviano ci ha parlato attraverso Gomorra, ci ha detto che la mafia in Campania si chiama camorra, ci ha detto che tra mafia e camorra non c’è differenza, entrambe, fanno patti con la politica. Abbiamo forse capito che la mafia e la camorra e l’n'drangheta non sono solo quelle che lasciano morti sull’asfalto, ma che sono soprattutto ombre dentro gli appalti, e gli appalti si aggiudicano sui tavoli istituzionali. Sono i politici a firmare la concessione degli appalti: edilizia, rifiuti, gestione delle acque, gli appalti per rifornire gli ospedali, le mense delle scuole, che gestiscono i cimiteri, che riforniscono i supermercati o le campagne con i loro fertilizzanti.

L’imprenditoria è quindi la vera mafia, la vera camorra, la vera n’drangheta. L’imprenditoria ha bisogno di soldi, fondi, finanziamenti, ed è qui, che la mano criminale si stringe con la mano politica. Roberto Saviano ci ha convinti, con prove e dati di fatto che non esistono confini regionali, nei grandi affari nazionali esistono regioni comandate da diversi padrini ma con gli stessi compiti. Pilotare, indurre, controllare, monopolizzare. Sappiamo che sotto le cliniche di Milano, progettate e appaltate attraverso il tavolo istituzionale della regione e sotto lo schiaffo del consiglio dei ministri italiano si nascondevano rifiuti tossici. I pm stanno ancora indagando, tra un anatema e l’altro, tra continui tentativi di sabotaggio. Sappiamo che l’Italia spedisce rifiuti tossici in Germania, in Africa, in Cina, spesso li riceviamo da altri stati. Questo è possibile solo attraverso la politica che firma le concessioni alle ditte dei loro amici.

Quel che sta accadendo in Campania, sta accadendo in tutta Italia.

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mar
01

La città che vorrei

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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La città che vorrei dovrebbe avere meno macchine, asfalto e cemento e più spazi per ridere, vivere e incontrarsi. Ma mi dicono che non si può. Che non si può tornare indietro, non si può fermare l’economia, non si può contrastare il progresso. Se osservo attentamente un attimo però, mi accorgo che questo tipo di progresso economico arricchisce solo quattro speculatori che stanno davanti un bar a movimentare case e terreni edificabili e impoverisce tutti gli altri.

La città che vorrei dovrebbe essere più rispettosa dei bambini, dei disabili e degli anziani e non metterli davanti a limiti invalicabili e barriere insuperabili.

La città che vorrei non dovrebbe essere ostaggio del tempo che non c’è, perso alla ricerca di un parcheggio che non può esserci. Le piazze e le vie vanno restituite alla gente.

La città che vorrei dovrebbe essere piena di alberi e di prati che danno ossigeno e felicità e non di rotatorie e nuove strade che regalano solo tristezza e aria malata.

La città che vorrei è una città partecipata, dove ogni singolo cittadino è attore della sua vita e non una città dove un esiguo gruppo di persone decide il destino di tutti sulla base degli interessi personali suoi e della sua cerchia.

La città che vorrei è una città che salvaguarda i terreni agricoli dall’avanzare dei palazzoni e delle villette a schiera, perchè quei terreni sono il nostro passato, ci hanno sfamato per secoli e, fate attenzione, in un mondo dove tutto può succedere potrebbero essere il nostro futuro.

La città che vorrei è quella che mantiene intatto il suo entroterra e la sua collina, una delle più belle del mondo, da un ignobile speculazione edilizia che presto si arrampicherà anche li.

La città che vorrei è quella che guarda avanti, ma che si volta pure indietro, a guardare la sua storia millenaria.

La città che vorrei non è quella di alienanti centri commerciali che distruggono ogni altra attività di piccola impresa e si riempono di mamme urlanti che sembrano Mennea nella finale dei duecento alle Olimpiadi.

La città che vorrei è quella che non avrà un nuovo insediamento sul mare  progettato con un unico triste scopo: infilarvi dentro quanti più micro appartamenti possibili.

La città che vorrei è quella dell’integrazione con chi viene qui da molto lontano sperando in un futuro migliore e vive in abitazioni dignitose e pulite rispettando le nostre regole e le nostre leggi e non conducendo una vita da sfruttati alloggiando in venti in una squallida stanza.

La città che vorrei è una città pulita dove tutti fanno il loro dovere per evitare un giorno di essere sommersi dai rifiuti o di dover ricorrere a inceneritori e nuove discariche.

La città che vorrei è la città dei cittadini. Cittadini che non devono più voltarsi dall’altra parte quando sentono parlare di politica, ma anzi dire la loro, partecipare, combattere e se necessario protestare. Al giorno d’oggi è diventato un vanto dire ” Non mi occupo di politica”. Non occuparsi di politica dovrebbe essere una mancanza, una lacuna, un neo.

La città che vorrei è quella in cui i cittadini riprendono l’amore per la politica, dove politica significa avere cura della città al fine di progettarla, riprendersela e viverla.

Non possiamo più delegare. Dobbiamo partecipare.

Questa è la città che vorrei e chiedo a tutti di voi di mettervi in movimento per realizzarla anche sapendo bene che assomiglia molto alla Città Ideale o a Utopia.

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feb
26

I soliti rifiuti

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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In questo ultimo periodo abbiamo parlato dei pozzi petroliferi, di come questi distruggerebbero irrimediabilmente il nostro territorio, ma c’è un sistema più silenzioso per avvelenare la nostra terra, la nostra aria, il nostro mare e le nostre riserve idriche, un sistema di cui non si parla, una vergogna nascosta dietro le bandiere blu e le 5 vele: i rifiuti.

Il 2010 è iniziato in piena tradizione, dopo aver finito l’anno con una media di differenziata al 9%, Gennaio registra un calo delle performance che si fermano all’8%, a dimostrazione dell’assoluta inefficacia di quelle cazzo di raccolte punti organizzate all’isola ecologica. Raccolte punti realizzate coi soldi che dovrebbero essere destinati alle campagne di educazione ambientale e che invece servono a regalare gadget ai soliti utenti. Iniziative che si ripetono ogni anno e come ogni anno non danno alcun risultato, anzi distolgono risorse ed impegnano personale che potrebbe essere utilizzato per ben altro, come ad esempio rispettare il capitolato d’appalto in vigore e scaricabile dalla sezione documenti. Se errare è umano, continuare a perseverare su queste strade può essere definito diabolico anche se personalmente preferisco il termine demenziale.

Vale la pena ricordare che da anni l’assessorato all’ambiente, fautore di queste grandi imprese e di questi vergognosi risultati, è in mano a rappresentanti del Partito Socialista, quello del Sindaco che piazza sempre in questo ambito suoi fedellisimi. Non sia mai che ci capiti qualcuno che all’ambiente veramente ci tiene. Quindi questi pezzi da novanta che nei discorsi si presentano come i Don Chishotte dell’ambiente, che in taluni casi si scagliano addirittura contro la cementificazione del territorio (quella permessa e favorita proprio dal loro sindaco), non riescono neanche lontanamente ad ipotizzare che le loro inziative sulla raccolta differenziata non servono a un cazzo, che sono solo una perdita di tempo e di risorse pubbliche.

Se l’installazione di pozzi petroliferi di fronte alle nostre coste ci spaventa, di una bella discarica nelle nostre campagne che ne dite? E si cari miei, se qui non si da una svolta decisiva questo sarà il risultato. Le discariche attualmente in uso hanno superato da tempo  i loro limiti di capacità. In barba al termine Ecologia che impera nel dibattito politico e nei siboli dei partiti continuano a rilasciare proroghe su proroghe, ma arriverà il giorno che nonostante l’ennesima proroga in quelle discariche non ci caccerà manco più uno spillo. E allora ecco che i cassonetti stradali non potranno essere svuotati e montagne di rifiuti si formeranno nelle nostre vie. La puzza, gli incendi, i ratti costringeranno i nostri illuminati amministratori a trovare soluzioni immediate e dato che siamo amministrati da grandi geni pieni di idee possiamo già immaginare cosa faranno: destinare a discariche le vecchie cave in disuso.

E adesso domandatevi: quante cave in disuso abbiamo nel nostro territorio? :-?

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feb
21

Futuro: un diritto da pretendere

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Sabato a Ostuni grande manifestazione per uno sviluppo sostenibile, i soliti politici hanno sfruttato l’occasione per i loro soliti tornaconto, ma comunque è stata una bellissima ed importante iniziativa di cui vanno ringraziati gli studenti dell’UdS e Francesco Sabatelli per l’impegno che ci hanno messo nell’organizzazione. A seguire il testo del mio intervento, a breve pubblicherò su Youtube il resto della manifestazione.

Investire sul nucleare, con l’irrisolto problema delle scorie e cercare petrolio dove questo è scarso e di pessima qualità è semplicemente ridicolo.
Farlo contro la volontà popolare è pura violenza, è dittatura.
Farlo in un territorio agonizzante per le devastazioni causate dalle centrali a carbone, dalle acciaierie, dai poli petrolchimici, dalla cementificazione selvaggia, dagli inceneritori (o termovalorizzatori come li chiama qualcuno) e dalle discariche è criminale.

Mi viene quanto meno da sorridere a vedere qui oggi alcuni di quelli che hanno contribuito a queste devastazioni. Ma non voglio polemizzare sul passato, oggi dobbiamo guardare al futuro, c’è bisogno di un grande sforzo comune, non solo per tutelare ciò che è rimasto, ma anche per recuperare ciò che si è distrutto, rimediare ai numerosi errori fatti. E dobbiamo iniziare da domani.

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO. Neanche un solo centimetro quadrato deve essere più destinato a speculazioni edilizie o a inutili strade. Questo territorio è ormai una mela di cui ci stiamo rosicchiando il torsolo, se ci freghiamo anche i semi è finita.

RISPARMIO ENERGETICO a partire dall’illuminazione pubblica, ma soprattutto dalla ristrutturazione energetica degli edifici. Negli ultimi 60 anni abbiamo costruito case che consumano mediamente 200 Kwh/mq all’anno. E’ possibile ristrutturarle affinché me consumino 70 – 50 – 30 – 15 di Kwh/mq anno. Agendo sugli sprechi e sulla dispersione termica avremmo case più calde e confortevoli consumando un terzo di energia. Da anni questo è realtà in luoghi come la Germania e la Provincia di Trento dove il clima è leggermente più rigido che qua.

ENERGIA RINNOVABILE. Installare su ogni tetto, ad eccezione per ovvi motivi del centro storico, pannelli fotovoltaici per la produzione di energia e pannelli solari per l’acqua calda. E’ possibile farlo senza svuotarci il portafoglio. Alcuni esempi:
Provaglio d’Iseo un paese del Bresciano ha realizzato 100 impianti fotovoltaici  a costo zero. Ha trovato una ditta che fatto un buon prezzo,una banca locale che ha finanziato l’intera opera e 100 edifici disponibili. Risultato: 100 impianti realizzati quindi economia che si muove, gli incentivi statali del conto energia coprono l’intera rata del prestito compresa una polizza assicurativa in caso di mancata produzione, i cittadini coinvolti non pagano più la bolletta elettrica e fra 15 anni a debito estinto potranno godere per ancora 5 anni degli incentivi statali. Forse nel Bresciano hanno più sole di noi? E allora di impianti ne faremo 200.
Colorno in provincia di Parma, il comune affitta ad un prezzo simbolico tutti i tetti degli edifici pubblici ad aziende ed imprenditori che vogliono realizzare impianti fotovoltaici. Ne abbiamo molti anche qui, quelli che vanno a fare gli impianti nei terreni agricoli dando un ulteriore mazzata ad un settore già morente. Risultato: verranno realizzati numerosi impianti, economia che si muove, azzeramento delle spese elettriche degli edifici interessati quindi migliaia di euro di risparmi che possono essere destinati ad altro.

STRATEGIA RIFIUTI ZERO senza inceneritori e discariche, dove tutto viene recuperato e riciclato, partendo dalla raccolta differenziata quella vera, quella porta a porta senza cassonetti stradali. Non è possibile nel 2010 avere ancora percentuali inferiori al 10%. Un comune che non fa la raccolta differenziata è una mamma che non cucina ai propri figli.

Non abbiamo più tempo, non possiamo più permetterci di temporeggiare. Da domani tutti insieme dobbiamo essere parte attiva di questo cambiamento . Spesso si dice che la politica, le istituzioni sono lontane dalla gente e invece è vero l’esatto opposto, è la gente che si è allontanata dalla politica e questo ha favorito le lobby ed una politica becera ed ottusa. Quindi non considerate la partita chiusa con questa splendida manifestazione. Continuate a far sentire la vostra voce, ma soprattutto la vostra presenza. E’ in gioco il futuro del territorio, è in gioco il futuro dei vostri figli, un diritto che non si può chiede, ma un diritto che si deve pretendere.
Grazie.

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feb
18

Strada dei colli: comitato 1 – comune 0

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Il TAR PUGLIA – LECCE I SEZIONE  ha accolto l’istanza di tutela cautelare  contro i provvedimenti della Provincia di Brindisi, della Regione Puglia e del Comune di Cisternino che consentivano la realizzazione della “strada dei colli” Ostuni Cisternino. Per il momento quella strada non s’ha da fare. Non è certo una sentenza definiva ma sicuramente un passo importante che fa capire che molte cose in quel progetto non sono state fatte bene.

Riporto qui il conseguente comunicato emesso dal comitato No alla strada dei colli dal quale emerge chiaramente la lungimiranza e la serietà di chi cerca con fatica di difendere un patrimonio comune contro chi intende evidentemente favorire interessi particolari.

Al Corpo Forestale dello Stato e all’Autorità di Bacino della Puglia;
poi a seguire all’Assessore al Turismo Regione Puglia Magda Terrevoli; all’Assessore all’assetto del territorio Angela Barbanente; all’Assessore alle Opere Pubbliche della Regione Puglia Fabiano Amati; al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. Infine al Presidente della Provincia di Brindisi e naturalmente al Sindaco del Comune di Cisternino.

Signor Sindaco, signori Assessori, l’ordinanza del TAR Puglia che, almeno per ora, ha sospeso la realizzazione della “strada dei colli” deve portarci ad una pausa di riflessione. In questi giorni, infatti, i tecnici per conto del Comune di Cisternino hanno provveduto ad apporre i picchetti che delimitano il percorso della strada rendendo visibile sul terreno ciò che, fino a poco tempo fa, era soltanto una linea nera tracciata su una carta. Il risultato, è inutile dirlo, è devastante. La sensazione che si ha seguendo il tracciato, nitidamente  costeggiato dai nastri bianchi e rossi applicati ai paletti infissi nella terra, è che i progettisti non abbiano effettuato alcun sopralluogo. Non si spiega diversamente il fatto che la strada intercetti trulli, piazzali, tagli in due campi coltivati, sfiori abitazioni e separi edifici della stessa proprietà, nonostante chiunque si renda conto della possibilità di deviarne facilmente il percorso. Ma c’é dell’altro. Alcuni di noi si sono recati presso il Comune per chiedere spiegazioni ed il trattamento non è stato dei migliori: è stato detto loro con tono perentorio che se avessero voluto salvare gli ulivi presenti sul tracciato, trapiantandoli sul terreno confinante con la strada, avrebbero dovuto farlo a proprie spese!!! O che non potevano più lamentarsi di niente perché non avevano fatto ricorso.
In un’intervista del sindaco Convertini, rilasciata al Quotidiano di Brindisi e pubblicata il 13 febbraio 2010, a pagina 15, il primo cittadino ha affermato che il percorso tracciato nel progetto “piegherebbe verso Casalini. Qui c’é già una stretta strada vicinale asfaltata che scende verso la frazione. Si tratterebbe di allargarla di qualche metro”.
Ebbene signor Sindaco, signori assessori non bisogna essere ingegneri per comprendere, vendendo i picchetti oggi infissi nel terreno, che il progetto allargherà di circa nove metri un’antica vicinale – le così dette montagne russe – larga neanche tre metri !!! Sembrerebbe, dalle parole del sindaco, che la nuova strada si limiti ad ampliare la viabilità preesistente: magari fosse così!!!
La nuova strada laddove non insiste su strade – come ammesso dallo stesso Convertini – vicinali, sventra terreni coltivati, uliveti e macchia mediterranea. Il progetto della nuova strada prevede che le carreggiate siano addirittura più ampie di quelle esistenti sul tratto realizzato negli anni ‘80. Per quale ragione? Non basterebbe forse una strada di dimensioni più ridotte invece di una “autostrada”? E’ davvero necessario tagliare in due i campi lasciando inutili relitti o tagliare i piazzali delle abitazioni? O il vero progetto è quello di farci transitare, su quella strada, il traffico pesante, inquinando proprio quell’area nella quale il Comune di Cisternino afferma di voler istituire un parco? O forse, la vera finalità è quella di servire i complessi di ville con vista mare che sorgeranno sui terreni che, guarda caso, sono stati acquistati da una società che ha sede in un paradiso fiscale?
Noi non siamo degli integralisti dell’Ambiente, capiamo perfettamente che ormai questa strada, che noi riteniamo assolutamente inutile, avete deciso di farla, ma se proprio dovete realizzarla fate in modo che non distrugga la nostra Terra, che non metta in pericolo la sicurezza di chi abita i monti, che non mini l’assetto idrogeologico di quell’area e che non annienti, in nome di uno sviluppo senza progresso, i simboli della nostra cultura. Se il territorio in cui si vorrebbe costruire la “strada dei colli” è rimasto relativamente incontaminato, lo si deve anche al senso di responsailità di molti abitanti, che lo hanno preservato come espressione viva della nostra storia, contrariamente ad altre zone del nostro territorio, nelle quali le amministrazioni succedutesi hanno acconsentito ad ogni genere di dileggio ambientale, contro la flora e la fauna.
Abbiamo letto quanto sostenuto dal sindaco Convertini al Corriere del Mezzogiorno. Secondo il primo cittadino, infatti, ad aver manifestato una drastica chiusura al dialogo sarebbero stati proprio coloro che si oppongono all’attuale progetto: le cose non stanno affatto in questi termini. Diversi mesi fa il sindaco Convertini ha ricevuto una lettera raccomandata, della quale conserviamo l’avviso di ricezione, nella quale gli si chiedeva un incontro: ebbene sino ad oggi non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta! Il 6 dicembre 2009 abbiamo organizzato una passeggiata ecologica lungo il tracciato della strada dei colli, alla quale abbiamo invitato anche il sindaco: ebbene né lui né un suo delegato ha raccolto l’invito. Solo qualche settimana fa una delegazione di cittadini ha cercato di consegnare al sindaco le quasi mille firme raccolte contro il progetto del comune: ebbene il sindaco era impegnato (anche se sapeva), ma nessuno ha inteso riceverli.
Di recente – la lettera è stata pubblicata sul sito del comitato per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio (www.cosate.it) – si è chiesto al sindaco di informare la popolazione su quanto stava avvenendo in relazione alla aggiudicazione della gara in quanto era negato l’accesso al sito del comune: anche in questo caso non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
Ma tutto ciò fa parte del passato e noi ribadiamo oggi il desiderio di incontrare il sindaco ed il suo staff tecnico, voi assessori regionali insieme ad i nostri avvocati ed ai nostri tecnici per studiare insieme una soluzione che sia rispettosa delle carte – per usare un’espressione adoperata dal sindaco – ma anche e soprattutto della nostra Terra e delle esigenze di chi, sebbene espropriato, su quella terra vuole continuare a viverci.

Restiamo in fiduciosa attesa.

Cisternino, 15 febbraio 2010

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Categories : Ecologia/Ambiente
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feb
17

Protestare non basta

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Nell’ultimo periodo, i progetti per la realizzazione dei pozzi petroliferi nonché l’ipotesi di una centrale nucleare, hanno allarmato l’intera popolazione preoccupata per i drammatici risvolti che si potrebbero verificare. L’altra sera al dibattito organizzato dal Forum Ambiente e Sviluppo molti hanno potuto vedere coi propri occhi (come se non lo sapevano) quello che certe scelte e politiche energetiche hanno causato in numerose parti d’Italia e del mondo. Chissà se qualcuno si sia sentito in colpa per quelle drammatiche distruzioni visto che sono state le inevitabili e silenziosamente  accettate conseguenze di uno stile di vita che tutt’oggi persiste anche in quelli che l’altra sera guardavano sbigottiti quelle immagini? Chissà se i possessori di SUV (e ce n’erano) si sono resi conto di cosa vuol dire mantenere quei lussi?

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Categories : Energia
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feb
07

A chi serve la strada dei colli?

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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La realizzazione della strada dei colli entra nella sua fase operativa, i proprietari dei terreni interessati stanno ricevendo le notifiche di esproprio e immediatamente dopo la competizione elettorale di Marzo si darà il via ai lavori. Inutili le proteste dei cittadini come al solito ignorati da una politica becera sempre più propensa a favorire interessi particolari piuttosto che generali. Così un luogo meraviglioso dove ancora sopravvivono boschi, olivi ed altri alberi secolari, un paesaggio ricco di storia e biodiversità e di grande attrattiva turistica verrà stuprato in nome del progresso e del cemento. Una concezione di progresso vetusta mantenuta in vita grazie ad una politica ottusa trasformatasi da anni in un vero e proprio comitato d’affari ed una cittadinanza sempre più succube e silenziosa.

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Categories : Ecologia/Ambiente
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feb
05

Le idee non bruciano

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Il movimento NO TAV che da anni si batte contro la devastazione del proprio territorio e del proprio tessuto econocomico e sociale sarà con la lista Piemonte a 5 stelle alle prossime Regionali.

I cittadini devono riprendersi il possesso delle istituzioni.

FUORI LE MAFIE DALLA VALSUSA

Informiamo la popolazione valsusina dell’ennesimo grave atto intimidatorio avvenuto contro il movimento NO TAV e la valle intera.

Ieri sera (domenica 31) attorno alle 22.00 ignoti hanno appiccato il fuoco all’interno del presidio di Bruzolo già danneggiato da un attacco incendiario due settimane fa e da allora sotto sequestro.

La struttura ora appare totalmente incenerita.

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Categories : Politica
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gen
28

Forza Cemento

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Come ben ricorderete,   il Piano casa era stato inizialmente predisposto per dare il colpo finale ad un territorio, quello Italiano, già da tempo devastato dalla cementificazione senza regole e vincoli. Poi le proteste delle regioni e il terremoto dell’abruzzo hanno costretto il Governo a ritoccare la manovra inserendo una serie di vincoli non previsti e dando la possiblità alle regioni di stringere ulteriormente le possibilità edilizie in base alle caratteristiche del loro territorio. La regione Puglia ha emanato un’ottima legge (qui) che di fatto impone una serie di rigorosi vincoli e parametri per poter usufruire dei benefici del Piano casa, norme che in un territorio dove l’abusivismo è stato ed è ancora un fenomeno endemico, impediscono di fatto alla stragrande maggioranza delle abitazioni di potersi ampliare se non procedendo alla demolizione ed alla ricostruzione vincolandosi però alla legge sulla casa sostenibile (qui) che lievita notevolmente i costi. Il Comune di Ostuni ha approvato il regolamento attuativo della legge regionale il cui testo è disponibile sul sito istituzionale, nonché su questo blog nella sezione documenti.

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