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Woodstock 5 stelle - Io ci sarò

Archive for territorio

ago
14

Trenta secondi

Posted by: Paolo Mariani | Comments (1) Stampa Stampa
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Ieri ho visto in televisione un intervista a Carmine Specchia responsabile del circolo ostunese di Legambiente. La trasmissione era TRCB news sempre pronta a riservare spazi agli amici e soprattutto agli amici degli amici-clienti invece di fare informazione, mentre l’argomento era la rassegna “cinema per l’ambiente” organizzato per l’estate ostunese presso il chiostro di San Francesco. Interessante e lodevole iniziativa; stimolare riflessioni utilizzando documentari tematici è sicuramente un fatto positivo ed efficace, soprattutto quando sono ben fatti come “il suolo minacciato”, la prima delle pellicole proiettate che parla della cementificazione e del consumo di territorio e fa comprendere molto bene sia l’impatto ambientale che ne consegue sia l’inutilità sociale ed economica di un sistema di sviluppo basato sul consumo e sul mattone.

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ago
08

Fotovoltaico insostenibile

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Il 999 rappresenta il limite di chilowatt per chiudere un terreno ed istallare un impianto  fotovoltaico con i finanziamenti europei. In Puglia , dove la giunta Vendola ha incoraggiato l’istallazione di micro impianti inferiori a 1 MW, basta una semplice Dichiarazione di Inizio Attività presentata al Comune e si pagano gli incentivi al produttore. Il fenomeno politico-imprenditoriale che fa leva sulla paura dell’effetto serra e si serve di forme pubblicitarie che enfatizzano i successi pugliesi nel campo delle rinnovabili per salvare il pianeta, ha utilizzato la legge regionale numero 31/2008 dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale con sentenza del 26 marzo 2010.

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Categories : Ecologia/Ambiente
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lug
29

Festa del nulla

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Stasera in piazza ad Ostuni si festeggia per l’assegnazione della Bandiera blu in compagnia di un famoso comico pugliese che, ne sono sicuro, divertirà molto i presenti. Io non ci sarò, altri impegni, ma sono sicuro che il caro Sindaco non perderà occasione per salire sul palco per elogiare il proprio operato e quello dell’amministrazione comunale. Un monologo in cui dirà una serie di bugie facilmente smentibili da una qualunque persona dotata di un minimo di informazione. Peccato che l’informazione è ormai un ricordo di un lontano passato e sorridenti e beati, come una massa di rincoglioniti, tutti stasera applauderanno allo stesso modo sia il divertente comico sia il politico che sta distruggendo insieme ad amici e compari questo splendido territorio.

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lug
21

I fatti contro le parole

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Ricevo dall’amico Giancarlo un comunicato che condivido in toto. L’azione politica ed amministrativa del comune di Ostuni è l’esatto opposto di quello che viene raccontato dai media che da tempo hanno abbandonato la loro funzione principale (informare) per limitarsi a stampare le dichiarazioni e i comunicati emessi senza mai approfondire l’argomento e tanto meno porre anche la più banale domanda. Naturalmente il merito va anche ad associazioni e organizzazioni che attribuiscono riconoscimenti senza verificare se effettivamente se li meritino. In tutto questo marciume ci guadagnano tutti, tranne il cittadino.

BUONA AMMINISTRAZIONE?  SOLO A PAROLE!
Di Giancarlo Scalone*
Un’ amministrazione che salvaguarda il nostro patrimonio storico ed ambientale solo a parole.
E’ quanto emerge da un’ attenta analisi del percorso amministrativo di questa maggioranza, che da un lato emette ordinanze e regolamenti che vietano comportamenti lesivi delle risorse di cui disponiamo, dall’altro con “stratagemmi “ vari si contraddice, come dimostrato dalla progettazione di opere che spesso  – oltre a mancare del requisito dell’ interesse pubblico – distruggono irreparabilmente il nostro patrimonio storico archeologico (vedi l’ opera per il recupero delle acque pluviali, nella  zona del foro boario, che ha distrutto un’ intera necropoli  afferente all’ epoca dei messapi) e ambientale (vedi  la bretella nella zona industriale, che sta distruggendo l’ ineguagliabile bellezza dei nostri ulivi secolari).
La tardiva ordinanza sull’imbiancamento del centro storico (tardiva perché emessa solo il 28 giugno) non si rivolge – e la cosa è la lapalissiana – solo ai privati proprietari di immobili nel centro storico, ma vede come prima destinataria proprio l’ Amministrazione Comunale, in quanto detentrice della maggioranza delle strutture da imbiancare.
Purtroppo l’ Amministrazione, paradossalmente, non avendo imbiancato le mura di sua pertinenza, contravviene a se stessa, come dimostrato anche da un’ ordinanza dirigenziale, che solo pochi mesi fa, proponeva l’ installazione di infissi in Anticorodal in un luogo di grandissima rilevanza storica come Palazzo di Città.
Anche la pulizia delle spiagge, altro baluardo della “presunta” buona amministrazione della Giunta Tanzarella – a nostro avviso –  ne è invece punto dolente. Le spiagge ad oggi sono abbastanza pulite, ma i raccoglitori della spazzatura sono insufficienti in relazione al volume di bagnanti che affolla le spiagge, in più – e il problema è annoso – non vi sono bagni chimici in prossimità dei lidi.
La raccolta differenziata “porta a porta” poi,  nonostante i tanti proclami del Sindaco e dell’ Assessore all’ Ambiente, ad oggi non è ancora partita e comunque in generale la città non è di certo un esempio di pulizia, e tale questione (la sporcizia che attanaglia la città bianca) è stata anche oggetto dell’ ultima relazione del difensore civico, che in Consiglio Comunale si lasciò scappare un eloquente “la città è sporca”.
La zona degli orti, oggetto di tanta “attenzione mediatica”, nella realtà è abbandonata a se stessa; fortunatamente vi sono alcuni “cocciuti” privati, che si adoperano per renderla viva di produzioni orticole; il tutto assolutamente senza nessun incentivo da parte dell’Amministrazione, che a parole intende valorizzare la zona -  ma nei fatti – ci sembra voler solo infarcirla di parcheggi, come indicato da una delibera approvata  dalla giunta proprio in questi giorni.
Noi della Federazione della Sinistra, invitiamo la cittadinanza a rendersi partecipe di queste denunce, verificando se le stesse siano vere; così  da far partire – dopo averne constato la veridicità – un movimento civico che ponga in essere delle critiche costruttive nei confronti di un’ Amministrazione che addita come sobillatore disfattista ( se non peggio), chiunque  gli faccia notare le sue mancanze.
*Segrtario di Circolo PRC e Commissario cittadino della Federazione della Sinistra ( Prc, PdCI, Socialismo 2000, Lavoro – Solidarietà)

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Categories : Politica
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mag
26

Strada dei colli: una fretta sospetta

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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QUANTA FRETTA MA DOVE CORRI, DOVE VAI …
Ci verrebbe da chiedere al sindaco Convertini che, a distanza di pochi giorni dall’incontro con il Comitato, ha ripreso la sua sfrenata corsa per la realizzazione della “strada dei colli”. Si è dunque proceduto alla aggiudicazione definitiva della gara ma sul sito del Comune di Cisternino l’accesso continua ad essere negato. E continua ad essere negata quella trasparenza che dovrebbe connotare la condotta di ogni pubblica amministrazione. Tuttavia le voci corrono e “la gente mormora” e si dice che la realizzazione della odiata striscia di asfalto costerà al comune soltanto 1.200.000 euro dei 4.000.000 stanziati e dei circa 2.500.000 previsti nel bando, grazie ad un ribasso del 50% – che ha del miracoloso -offerto dalla – a noi ancora sconosciuta – ditta aggiudicataria: forse troppo pochi per assicurare quei livelli di qualità e sicurezza tanto decantati dalla Giunta in sede di approvazione del progetto?

Ci chiediamo quale sia la ragione di tutta questa fretta che ha determinato il sindaco a chiedere che l’udienza dinanzi al TAR venga fissata quanto prima: forse bisogna fare presto perché non sono stati rispettati i termini per godere dei finanziamenti pubblici con i quali si realizzerà l’opera? Forse il comune rischia di perdere i finanziamenti per la troppa fretta con la quale ha gestito il procedimento? O forse si rischia di dover risarcire l’aggiudicatario?

Siamo costretti, ancora una volta, a causa del silenzio del “Palazzo” ad affrontare il labirinto delle ipotesi. Quanto ci piacerebbe, invece, sapere cosa stia succedendo ma nessuno ce lo vuole dire ed intanto l’accesso al sito del comune è – ancora una volta – negato !!! E che dire delle lottizzazioni su monte Specchia. Il sindaco ci ha assicurato che non si realizzerà alcun villaggio turistico e che, fino ad ora, i progetti depositati sono sempre stati respinti; eppure Mr. Ferguson, dirigente della società inglese, con sede in un paradiso fiscale che, invece, vuole a tutti i costi costruire il suo
villaggio per V.I.P. ha già avviato una campagna di scavi archeologici a proprie spese, pare con il permesso della Soprintendenza, per verificare che non ci siano reperti archeologici nell’area.

E’ evidente che, anche in questo caso, qualcuno ha fretta di costruire!!! Questi “Qualcuno”, tuttavia, dovrebbero fermarsi un attimo ed avere la pazienza di spiegarci che cosa sta succedendo, che cosa stanno facendo e, soprattutto, in che modo stanno gestendo il destino del nostro ambiente, della nostra cultura, del nostro paesaggio. La lentezza – è nostra opinione – aiuta la riflessione e, di conseguenza, la capacità di agire in modo chiaro, coerente e responsabile, in altre parole prudente. E la prudenza rappresenta senz’altro una virtù per un uomo che amministra la cosa pubblica e, nel caso di specie, danaro pubblico. Le porte del comune devono quindi essere sempre aperte a tutte le persone che vogliono legittimamente conoscere le ragioni di determinate scelte: è forse giunto il momento che il sindaco di Cisternino si decida ad ascoltare la gente ed a vivere con e per questa, senza chiudere le porte in faccia a nessuno.

Noi del Comitato – “forestieri” e non – restiamo dunque in fiduciosa attesa di conoscere come l’amministrazione comunale stia procedendo in merito alla realizzazione della strada, cosa si stia facendo in relazione alle lottizzazioni, quali sono i rapporti tra il Comune e la società che vuole realizzare sui monti le villette stile masseria. Nella speranza che i propositi di apertura del sindaco non si limitino a mere dichiarazioni di intenti rese ad una delegazione del comitato
ma vengano formalizzate in dichiarazioni pubbliche e, soprattutto, si traducano in fatti concreti.

Angelo Cardone portavoce del
Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente
e del Territorio – Cisternino

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Categories : Politica
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apr
28

Colli: un sospiro di sollievo

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Un gruppo di cittadini (i datori di lavoro) e un Sindaco (il dipendente) da tempo si stanno fronteggiando sulla questione della strada dei colli e lo stanno facendo tramite tribunali ed avvocati visto che il dipendente continua ad ignorare le legittime richieste del proprio datore di lavoro. Quanto ci è costato tutto questo? Forse il Sindaco in questione potra dirmi che non sono fatti miei avendo speso soldi del Comune di Cisternino ed essendo io residente ad Ostuni, ma per quanto mi riguarda i soldi pubblici sono soldi pubblici e quindi anche miei, poco importa a chi sono stati affidati la cosa fondamentale è che vengano spesi bene, cioè a favore della collettività.

Personalmente non ho ancora capito dove risieda l’utilità collettiva nella realizzazione della strada dei colli che, vale la pena ricordarlo, ci costerà 4 milioni di euro e tanto meno capisco questa diatriba giudiziaria che invece avrebbe dovuto trovare soluzione in un pubblico confronto tra le parti. Ma così non è perchè il dipendente pur dichiarando la sua disponibilità al dialogo contestualmente dichiara che comunque proseguirà nei lavori come stabilito. Nel frattempo i datori di lavoro riescono pure ad aver ragione in sede giudiziaria e questo se non altro al momento permette la sopravvivenza di uno dei più bei luoghi di questo territorio.

Il Consiglio di Stato, Quinta Sezione, decidendo sull’impugnazione proposta dal Comune di Cisternino avverso l’ordinanza sospensiva emessa da TAR Lecce lo scorso febbraio, ha ribadito la sussistenza del grave danno che deriverebbe agli espropriati dalla occupazione dei terreni di loro proprietà da parte dell’Amministrazione. Un altro punto a favore di chi si sta battendo contro un progetto che noi non ci stancheremo mai di definire inutile, invasivo ed assolutamente disastroso per la salvaguardia dei beni culturali e del paesaggio dei monti comunali. Il Consiglio di Stato ha anche affermato che la discussione del merito del ricorso deve essere fissata, dinanzi al TAR Lecce, in tempi brevi, così accogliendo  limitatamente a questo unico ed esclusivo profilo, di carattere meramente procedurale, le doglianze del Comune. Allo stato, dunque, l’impostazione motivazionale dell’ordinanza del TAR Lecce resa in sede cautelare non sembra scalfita e questo vuol dire che – almeno per ora – le ruspe non distruggeranno le bellezze della nostra terra. Ma c’è un’altra bella notizia: il nostro amico Andrea Moreno, difeso dagli avvocati Luigi D’Ambrosio ed Elda Pastore, che lo stanno assistendo con vera passione e che hanno redatto il ricorso che ha originato l’ordinanza che ha temporaneamente paralizzato l’azione del Comune, non sarà più da solo davanti al TAR Lecce ma, con ogni probabilità, in compagnia di Legambiente. Attendiamo ora l’udienza dinanzi al TAR e ci auguriamo che, nel frattempo, il sindaco Convertini – almeno ora – voglia aprirsi al dialogo, rifletta sul suo operato e, rivedendo il progetto della “strada dei colli”, dimostri di voler bene – nei fatti – alla sua Terra.

Angelo Cardone a nome del Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio – Cisternino

Il Consiglio di Stato, Quinta Sezione, decidendo sull'impugnazione
proposta dal Comune
di Cisternino avverso l'ordinanza sospensiva emessa da TAR Lecce lo
scorso febbraio, ha ribadito la sussistenza del grave danno che
deriverebbe agli espropriati dalla occupazione dei terreni di loro
proprietà da parte dell'Amministrazione. Un altro punto a favore di
chi si sta battendo contro un progetto che noi non ci stancheremo mai
di definire inutile, invasivo ed assolutamente disastroso per la
salvaguardia dei beni culturali e del paesaggio dei monti comunali. Il
Consiglio di Stato ha anche affermato che la discussione del merito
del ricorso deve essere fissata, dinanzi al TAR Lecce, in tempi brevi,
così accogliendo  limitatamente a questo unico ed esclusivo profilo,
di carattere meramente procedurale, le doglianze del Comune. Allo
stato, dunque, l'impostazione motivazionale dell'ordinanza del TAR
Lecce resa in sede cautelare non sembra scalfita e questo vuol dire
che - almeno per ora - le ruspe non distruggeranno le bellezze della
nostra terra. Ma c'è
un'altra bella notizia: il nostro amico Andrea Moreno, difeso dagli
avvocati Luigi D'Ambrosio ed Elda Pastore, che lo stanno assistendo
con vera passione e che hanno redatto il ricorso che ha originato
l'ordinanza che ha temporaneamente paralizzato l'azione del Comune,
non sarà più da solo davanti al TAR Lecce ma, con ogni probabilità, in
compagnia di Legambiente. Attendiamo ora l'udienza dinanzi al TAR e ci
auguriamo che, nel frattempo, il sindaco Convertini - almeno ora -
voglia aprirsi al dialogo, rifletta sul suo operato e, rivedendo il
progetto della "strada dei colli", dimostri di voler bene - nei fatti
- alla sua Terra.

Angelo Cardone a nome del
Comitato per la Salvaguardia dell'Ambiente
e del Territorio - Cisternino
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apr
16

Tutte le strade portano alla distruzione

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Una striscia di asfalto comporta sempre e comunque una violenza al territorio circostante, in particolare quando si tratta di una strada ex-novo e soprattutto quando questa interessa territori ancora incontaminati o dove resiste da secoli un patrimonio storico, ambientale ed economico immenso. Per questo motivo l’opposizione alla realizzazione di nuove strade inutili o l’allargamento di quelle esistenti dovrebbe essere una costante per chi ritiene il patrimonio ambientale la vera grande risorsa dei nostri territori. La strada dei colli a Cisternino e  la bretella di fronta alla zona industriale di ostuni dovrebbero vedere l’indignazione e la protesta di tutta la cittadinanza, ma soprattutto di coloro che nell’ultima competizione elettorale hanno messo l’ambiente in cima ai loro programmi e discorsi.

Strada dei Colli Ostuni – Cisternino.
REGIONE PUGLIA DR. JEKYLL & MR. HYDE

Il 14 aprile 2010 il TAR per la Puglia – Sezione di Lecce ha depositato un provvedimento reso nell’ambito di un procedimento originato da un ricorso presentato dalla Regione Puglia contro un progetto di ammodernamento della Strada Statale 275 Maglie-S. Maria di Leuca.
Il ricorso proposto dalla Regione a firma dell’avvocato Pellegrino – lo stesso legale che assiste il Comune di Cisternino nella controversia relativa alla “strada dei colli” – si incentra, da quanto si evince dalla lettura dell’ordinanza, anche sulla esigenza di tutela di prevalenti valori paesaggistici, ambientali e culturali. Si propone un passaggio significativo del provvedimento: “considerato che la tutela dei prevalenti valori paesaggistici e ambientali, nonché l’attenzione a possibili emergenze archeologiche nelle aree interessate dalla realizzazione dell’ultima parte del tracciato poste in evidenza dalle proposizioni della Giunta Regionale, non appaiono aver avuto giusta e concreta valutazione …” (ordinanza TAR Lecce 14.4.2010).
Ci domandiamo e vi domandiamo quale sarà mai la ragione di un simile comportamento – davvero poco coerente – da parte della Regione. Per quale motivo la Regione da una parte si oppone – riteniamo giustamente – avverso l’ammodernamento di una strada, la SS Maglie-Leuca che, in ogni caso, già esiste e ha già parzialmente compromesso il territorio; e dall’altra sponsorizza la realizzazione ex novo di una strada inutile, la SP 18 c.d. “Strada dei Colli”, che insisterà su di un’area ancora incontaminata da infrastrutture e dove le emergenze archeologiche non sono solo possibili ma già esistenti. Condividiamo dunque il ricorso in sede giurisdizionale del presidente Vendola contro l’ammodernamento della Maglie-S. Maria di Leuca, ma ci risulta davvero difficile comprendere la ragione per la quale, lo stesso Governatore, stia difendendo dinanzi al TAR – e probabilmente difenderà davanti al Consiglio di Stato, nell’udienza fissata per il prossimo 23 aprile – il progetto della “strada dei colli” che distruggerà, per sempre, una parte di territorio della sua amata Puglia, seppellendo sotto il cemento e l’asfalto proprio quei prevalenti valori paesaggistici e ambientali che vengono correttamente evidenziati nel ricorso della Regione.
Credo che come elettori e cittadini della Puglia ci meritiamo una risposta esauriente dal nostro Presidente.

Angelo Cardone a nome del Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio – Cisternino
www.cosate.it
nostradadeicolli@gmail.com

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Categories : Ecologia/Ambiente
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apr
13

L’asterisco

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Ogni volta che viene approvata una norma, un regolamento, un progetto bisogna sempre scavare alla ricerca dell’asterisco. Si, perchè se nella pubblicità l’asterisco è generalmente visibile in politica, invece, è sempre celato dietro formule difficili da decifrare.

Per fare un esempio possiamo citare i famosi Cip6 che da anni distribuisce milioni di euro a petrolieri e  industriali che inquinano  e distruggono il nostro paese. Una legge all’avanguardia che se fosse stata applicata con buon senso rispettando il principio ispiratore avrebbe reso l’Italia la prima al mondo sul fronte dell’energia da fonti rinnovabili. Invece abbiamo distribuito soldi agli speculatori che così hanno trasformato i loro rifiuti, per il cui smaltimento avrebbero dovuto pagare svariati milioni di euro, in lauti profitti. L’asterisco era nascosto nella parola assimilati che ha di fatto stravolto il senso di quella norma aumentandoci la bolletta elettrica per sovvenzionare i Marcegaglia, i Moratti & Co.

Anche ad Ostuni naturalmente abbiamo numerosi asterischi nascosti tra regolamenti, delibere e determine ed oggi voglio parlarvi dell’asterisco previsto per Torre Pozzelle un tratto di costa meraviglioso che ha resistito negli anni all’espansione edilizia, punto di forza delle varie amministrazioni che da decenni governano il territorio.

Partendo da un ottimo obbiettivo, impedire l’accesso delle autovetture sugli scogli e quindi nella zona ove si ritrova la macchia mediterranea, il Comune ha pensato di realizzare un parcheggio in un terreno incolto che si trova nelle vicinanze di queste splendide calette. Inizialmente mi ero un pò preoccupato perchè il progetto era denominato “realizzazione di strade di accesso alle calette di Torre Pozzelle” ed ebbi paura che volessero fare delle strade per favorire l’accesso delle auto a questi posti meravigliosi; così insieme all’amico Giancarlo siamo andati in comune per capirci qualcosa in più.

Alla visione del progetto ci siamo subito tranquillizzati perchè si tratta dell’opposto di ciò che ipotizzavamo, come dicevo l’obbiettivo è evitare che le auto vadano sugli scogli e tra la vegetazione spontanea, ma mentre osservavo il progetto di questo parcheggio, anche abbellito con altra vegetazione da impiantare in loco, mi sono accorto di un quadratino arancione. Un quadratino che si trovava all’ingresso di questo parcheggio, così ho chiesto all’ingegnere presente che cosa fosse. La risposta: una biglietteria, e visto il mio sguardo a questa risposta aggiunge: e che c’è di strano?

E già non c’è nulla di strano, abbiamo solo individuato l’asterisco. Un ottimo obbiettivo ultilizzato per spillare soldi a turisti e locali. In un paese dove sono inconcepibili le spiagge attrezzate tanto diffuse in Liguria, Emilia e Toscana bisogna pur trovare un metodo per fare quattrini. Quindi prendo un area fantastica e molto frequentata, ci faccio un bel parcheggio e lo faccio in modo che chiunque voglia andare la è costretto ad utilizzarlo, lo do in gestione a qualcuno e tramite questo spillo soldi alla gente ed infine mi vanto che nel nostro territorio le spiagge sono libere, noi non speculiamo.

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apr
05

Asfalto extra vergine

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Che senso ha spendere € 2.200.000 di soldi pubblici in un’inutile  opera pubblica? Che senso ha sacrificare olivi monumentali osannati da tutti come una grande ricchezza comune per realizzare una striscia di asfalto che non darà alcun beneficio? Che senso ha deturpare una splendida area (piana degli ulivi) già violentata da stupide scelte del passato? Che senso ha sostenere che in Italia si pagano troppe tasse se poi si gettano questi soldi? Che senso ha dire che le nostre strade sono pericolose per via delle curve e poi sostituire un rettilineo con una curva? Che senso ha realizzare nuove strade o allargare quelle esistenti sena fare prima uno studio sull’intensità del traffico nella zona?  Che senso ha definire una nuova strada “realizzazione di verde pubblico” e “arredo urbano“? Che senso ha realizzare una strada che “interseca una linea di compluvio che riveste particolare importanza” quando “detto corso assume carattere torrentizio ad elevate portate” e “rappresenta elevato rischio di alluvione per le aree circostanti“? Che senso ha la bretella stradale che  a breve verrà realizzata ad Ostuni di fronte alla zona industriale?

Nessun senso, almeno logico. Perchè probabilmente nelle menti malate di chi lo ha ideato e progettato un senso ce l’ha. Il senso della distruzione, dello sperpero di denaro pubblico. Il senso di creare opere in grado di far intascare a qualche imprenditore e professionista locale buoni compensi; buoni compensi che al momento opportuno si trasformeranno in molti voti. Il senso del voto di scambio: voi mi fate eleggere e io vi creo opere da realizzare e progetti da predisporre, il tutto a buon prezzo, tanto pagano quei fessi dei cittadini. Quelli che dicono che tanto i politici sono tutti uguali, quelli che dicono che tanto se i politici hanno deciso di fare una cosa la fanno e noi non possiamo farci nulla, quelli che dicono e dicono ma poi subiscono e soprattutto ci votano.

Quindi ecco che ti invento una strada inutile e la definisco arredo urbano e verde pubblico. Si poteva fare ben altro per risolvere il finto problema che loro pongono: eliminare gli incroci a raso  e dividere il traffico interno della zona industriale da quello tra Ostuni e Villanova. Bastava allargare un poco la strada e creare uno spartitraffico tra le due viabilità, la stessa cosa che è stata fatta dall’altra parte del ponte ferroviario. Una soluzione semplice e realizzabile a bassi costi senza distruggere decine di olivi monumentali e senza attraversare terreni agricoli con una striscia di asfalto.

Ma ciò pur combaciando con l’interesse pubblico evidentemente non combacia con l’interesse di chi amministra, perchè i soldi necessari per la realizzazione dell’opera sarebbero pochi e perchè non si realizzerebbe un’isola in mezzo alle due viabilità. Si, perchè a dare un occhiata al progetto si nota che la strada fa uno strano tragitto, uno strano tragitto che attraversa in pieno dei terreni agricoli più lontani dalla strada esistente mentre evita, o meglio gira intorno, a terreni che invece gli sono affianco. Questa circonvoluzione permette di creare tra le due strade una specie di isola che, sono pronto a scommeterci, prima o poi cambierà destinazione d’uso. Di chi sono quei terreni?

E ci prendono per il culo definendo tutto questo “arredo urbano” e “verde pubblico”, allo stesso modo utilizzano il termine politica, mentre ciò che fanno si chiamano affari.

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apr
03

Cemento forever

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Un territorio quasi saturo, frammentato, cosparso a macchia d’olio da case, strade e capannoni, una specie di città diffusa che sembra più una metastasi che una città, con oltre 3,5 milioni di ettari, di cui 2 milioni di terreni agricoli, divorati dal cemento negli ultimi 15 anni (una superficie grande quasi quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme, a un ritmo di 244.000 ettari all’anno); oltre 8.000 comuni e 8.000 piani regolatori diversi, 12,8 milioni di edifici, 27 milioni di unità abitative (per il 20% non abitate!) e una serie di piani casa in corso di definizione. Il tutto collegato da più di 200.000 km di strade che frammentano il territorio come fosse un mosaico, e un piano di “infrastrutture strategiche” (la Legge Obiettivo) che danneggerebbe 84 aree protette e 192 Siti di Importanza Comunitaria (SIC), tutelati dall’Unione Europea. Mentre dall’altro lato la crescita demografica è limitata se non assente. E’ la impietosa fotografia sull’Italia scattata nel dossier “2009 L’anno del Cemento”, a cura del WWF .

Dopo lo scontro con il Governo sulle competenze istituzionali avvenuto a marzo, le regioni sembrano essersi accorte di avere un potere che non esercitavano appieno e hanno provveduto in modo disomogeneo a sedicenti piani casa che aprono a pesanti interventi anche sugli immobili industriali e artigianali e, in alcuni casi, consentono pericolose semplificazioni autorizzative. Con un effetto se possibile peggiore rispetto al testo iniziale del Governo, giustamente bloccato. Le situazioni sul territorio nazionale sono differenti, ma in sostanza viene ammesso praticamente ovunque un incremento di cubatura del 20% che può arrivare a oltre il 30% se accompagnato dalla messa in efficienza energetica degli edifici. Molte regioni consentono l’ampliamento dei capannoni senza che questo sia in alcun modo condizionato da un adeguamento dei servizi, compresi quelli di viabilità. Altre consentono il cambio di destinazione d’uso e forme di comunicazione dei lavori, che non solo fanno saltare i permessi a costruire (le vecchie concessioni edilizie) ma addirittura anche le dichiarazioni inizio attività. Il risultato è che si aumenta potenzialmente e senza controllo non solo la cubatura ma anche la densità abitativa, senza che questo sia condizionato da servizi e standard urbanistici come ad esempio il verde pubblico.

Nel nostro Paese l’urbanizzazione, cresciuta del 500% dal 1956 al 2001, ha raggiunto un picco tale che a ogni cittadino possono esserne attribuiti in media ben 230 mq. Per dare un’idea, basti pensare che più di 100 Comuni hanno urbanizzato oltre il 50% della propria estensione e che solo il 14% del territorio nazionale dista più di 5 km da un centro urbano (il 28% più di 3,5km), vale a dire che in Italia non è sostanzialmente possibile tracciare un cerchio di 10 km di diametro senza intercettare una zona costruita! Quasi il 60% dell’urbanizzazione si concentra nelle pianure, che coprono il 18% del territorio italiano, tanto che secondo alcuni ricercatori se continuiamo così entro pochi decenni non ci saranno più aree pianeggianti libere da cemento e asfalto. Ma anche gli 8.000 chilometri di costa, le colline pedemontane, le aree lungo i fiumi e perfino le piccole isole e le aree agricole non vengono risparmiate. Un trend che, con la scusa di un rilancio economico che andrebbe a rafforzare un comparto edile in realtà costantemente in crescita, è destinato a degenerare in un effetto domino che apre allo scempio, con gravissime ripercussioni sul benessere di tutti gli italiani.

Il territorio libero non è solo un bel paesaggio da guardare dal finestrino della propria auto, ma è condizione imprescindibile per mantenere gli ecosistemi vitali e garantire i servizi, indispensabili anche per l’uomo, che sono in grado di offrire (acqua, aria, cibo, protezione). Oltre a causare la scomparsa di specie animali e vegetali, comprese quelle agricole e forestali, e la riduzione di materie prime che sono alla base della nostra economia, l’urbanizzazione crea una barriera orizzontale tra suolo, aria e acqua che interferisce con le loro funzioni: viene impedita la ricarica delle falde acquifere, aumentano i rischi di inondazioni, si riduce la capacità di assorbimento del carbonio e quindi la capacità di contenere le modificazioni climatiche, vengono distrutti e frammentati gli habitat, con un conseguente crollo della biodiversità.

Il territorio di Ostuni si trova sotto assedio, basta dare uno sguardo al piano triennale dei lavori pubblici per rendersi conto delle follie cementificatrici di Tarzanella & Co. Strade inutili e rondò non si contano, vittime sacrificali olivi millenari e terreni agricoli che hanno segnato e che, almeno mi auguro, dovrebbero segnare la storia di questo territorio.

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Categories : Ecologia/Ambiente
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