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Zero Privilegi Puglia

Zero Privilegi Puglia - Video

Archive for televisione

Da tempo cerco sui media, in particolare quelli locali, notizie riguardanti Zero Privilegi Puglia. In questi ultimi giorni, in cui i costi della politica sono nuovamente alla ribalta del dibattito pubblico, ho intensificato la ricerca ma, aimè, inutilmente. Nemmeno la Gazzetta del Mezzogiorno, che pure sul suo sito ha un’intera pagina dedicata ai costi della politica regionale ha sentito il dovere di informare su una proposta che se adottata garantirebbe risparmi annui per 10 milioni di euro. Eppure non è che 10 milioni di euro siano una cifra irrisoria, sopratutto in questi periodi di vacche magre in cui raschia il barile alla ricerca di qualsiasi centesimo a disposizione.

Ma pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti, pur riempiendo giornali e servizi televisivi, di polemiche capaci di indignare il più indifferente degli Italiani, immancabilmente omettono di portare a conoscienza delle possibili alternative e proposte in campo. Omettono, tranne alcune eccezioni, di ricordare che il moVimento 5 stelle ha rifiutato i rimborsi elettorali dimostrando la possibilità di far politica senza finanziamenti pubblici e con pochi soldi e omettono di parlare Zero Privilegi un inziativa ormai in essere in quasi tutte le regioni Italiane.

Se il M5S è diventato argomento fisso di tutte le trasmissioni di approfondimento essa è comunque definita antipolitica o al più movimento di protesta. Delle numerose proposte rari accenni e quando un attivista riesce ad essere ospitato in trasmissiono o  gli si concedono pochi minuti e si cerca di metterlo all’angolo come fatto da Santoro Giovedì scorso oppure si invitano quelli capaci solo di ripetere come un pappagallo le parole di grillo come fatto semore giovedì scorso da Telenorba 7 durante Stasera Santoro.

Nonostante il silenzio mediatico Zero Privilegi Puglia ha raccolto in tre mesi 8 mila firme e queste già dicono tutto. Un urlo chiaro e preciso da parte della popolazione pugliese: dimezzatevi i compensi ed eliminate i privilegi. Un urlo che non può trovare alcun riscontro in mezzi di informazione foraggiati da ingenti finanziamenti pubblici che garantiscono al manovratore di non essere disturbato. A luglio, ne sono convinto, andremo in regione con un numero di firme maggiore di quelle previste, e chi ha taciuto su questa iniziativa forse, ma solo forse, dovrà ammettere di non aver fatto il suo lavoro.

P.S.: Ad Ostuni banchetto raccolta firme per Zero Privilegi Puglia previsti per Domenica 22, Mercoledì 25 Aprile e Martedì 1 Maggio in Piazza della Libertà dalle 10 alle 20. Vi aspetto.

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Categorie : 5 stelle, Politica
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Tv e giornali sono pieni di dichiarazioni spazzatura. Gli scandali che hanno reso manifesto anche ai più disattenti l’enormità dei finanziamenti pubblici ai partiti e il loro quanto meno incongruo utilizzo ha dato il via all’ennesima discussione mirata solo ed esclusivamente a non far capire nulla, a prendere tempo per poi continuare ad incassare nonostante la volontà popolare su questo aspetto è ben chiara da un ventennio. Pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti, anche loro ben foraggiati dai finanziamenti pubblici, non si potevano certo sottrarre a quest’opera di disonformazione e disorientamento. Il consiglio è sempre lo stesso: spegnate le tv ed accendete i cervelli.

Chiunque parla di costi della democrazia, della assoluta necessità di finanziare i partiti per non lasciare la politica totalmente in mano a chi possiede ingenti capitali vi prende solo per il culo con l’obbiettivo di mantenere inalterata quella massa di denaro che di fatto gli consente poi di mantenere il proprio spazio di potere. I miliardi di euro che i partiti si fottono non servono in alcun modo alla democrazia o ad evitare che chi può disporre di grandi capitali ottenga il potere. Se così fosse in Italia ci sarebbe la democrazia e Berlusconi non sarebbe diventato presidente del consiglio e non sarebbe riuscito a fondare un partito e farlo diventare il primo partito italiano nel giro di pochi mesi.

I soldi che girano intorno alla politica servono per mantenere in piedi dei carrozzoni che non danno alcun beneficio al paese e ai cittadini ma servono esclusivamente ai rispettivi proprietari sia per mantenere il proprio potere e la propria egemonia sia per poter campare con le tasche piene senza lavorare.

Come fatto col terrorismo e con la mafia, in questo ambito si dovrebbe e si potrebbe dare spazio a leggi speciali che in deroga a quelle attuali vadano ad intaccare sia i cosi detti  diritti acquisiti (vitalizi), ma anche all’immenso patrimonio mobiliare ed immobiliare di partiti e di politici accumulati solo ed esclusivamente all’enorme flusso di denaro proveniente dalle casse statali, dai nostri sacrifici lacrime e sangue. Tuuto il resto sono chiacchere, prese per il culo. Prima restituire tutto quanto indebitamente sottratto poi possiamo parlare di politica, di rimborsi e dei tanto sbandierati costi della democrazia e magari, già che ci siamo, anche di quella democrazia da tempo attesa in questo paese.

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Categorie : Politica
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mar
21

E sono 9

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Il 20 marzo 2003 iniziava la seconda guerra in Iraq. Sono passati 9 anni e, come spesso accede, ci si dimentica. Si dimenticano i morti le distruzioni, i feriti le bombe all’uranio, al fosforo, le mobilitazioni per la pace. Forse un po’ ci si rassegna anche. Poi da noi c’è la crisi, si fa fatica già a pensare a se stessi, figuriamoci a pensare all’Iraq. E così il 20 marzo arrivano notizie (a dire il vero molto in secondo piano, come dire… non proprio notizia importanti) di una serie di attentati in diverse città dell’Iraq da Baghdad a Kirkuk, da Kerbala a Hillah. Circa 40 morti e 200 feriti.

Ma la cosa non sconvolge più di tanto i mass media, peraltro molto coinvolti a raccontare la guerra iniziata 9 anni fa. Qualche giornalista italiana è arrivata a Baghdad addirittura a bordo dei carriarmati USA. Ma ora c’è la pace, la guerra è finita, i soldati USA sono tornati a casa. E tutto è a posto… L’Iraq non interessa più.

Ovviamente mancano i soldi, bisogna tagliare, ma nessuno osa mettere sul tavolo il taglio delle spese militari. In fondo, la guerra da sempre è una grossa occasione per il rilancio dell’economia, per il rilancio del lavoro. Dio non voglia che in tempo di recessione l’idea della guerra diventi sempre più una strada possibile da percorrere per il rilancio dell’economia e dell’occupazione. Non dimentichiamoci che è già stato così in altri tempi passati, e non troppo lontani Lo è già oggi con le spese militari e gli F35… che ci dicono, ma è una bugia, portano posti di lavoro. Si parla di rilancio economico, di lavoro, e si dimenticano le guerre. Speriamo che non torni di attualità il famoso film di Alberto Sordi del 1974: “Finchè c’è guerra c’è speranza”.

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Categorie : Politica
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feb
22

Sempre più borsette

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Ho già affrontato in altre occasioni il tema del ridicolo contributo fornito dal comune di Ostuni agli studenti bisognosi di aiuto economico definito, anche dai media a caratteri cubitali, borsa di studio. Ho già anche detto a quanto ammontano queste borse, facendo notare che più che borse si sarebbe dovuto parlare di borsette. Quest’anno ci sono novità e come prevedibile le borsette adesso assomigliano sempre più a dei borsellini.

Infatti il fondo a disposizione del comune, poco più di 41 mila euro lo scorso anno, ha subito un taglio netto di oltre il 25% scendendo poco sotto i 30 mila euro. Va da se che, considerato il momento di crisi, le domande di aiuto sono in aumento e questo fa si che le “ragguardevoli” cifre erogate lo scorso anno (da 15€ a 128€) sono decisamente calate arrivando ad un minimo di 10€ ad un massimo di 98€. Minchia signor tenente verrebbe da dire. Se è vero che qualche spicciolo è sempre meglio di un dito in un occhio, sarebbe comunque più opportuno definire ogni cosa col suo giusto termine e, in questo caso, più che contributo e borsa di studio si dovrebbe parlare di elemosina.

Adesso qualcuno se ne uscirà con la storia della crisi, dei sacrifici, e tutte quelle belle panzanate con cui giornali e televisioni  inquinano quotidianamente i nostri occhi e le nostre orecchie. Ma questo drastico taglio è riscontrabile anche in altri capitoli di spesa? Ad esempio si sono tagliati del 25% i costi della politica, a livello regionale o comunale? Non mi risulta proprio, anzi il bilancio del consiglio regionale è anche quest’anno in aumento rispetto allo scorso anno e i tagli a compensi e priviliegi vari tanto annunciati e riportati dai soliti pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti, sanno tanto di limatina di unghie piuttosto che di tagli veri e propri. Stesso dicasi a livello comunale dove un taglio dei compensi di sindaco e assessori potrebbe diventare immediatamente operativo con una semplice delibera di giunta. Il signor sindaco che da solo percepisce molto di più di quanto viene attribuito a più di 500 ragazzi in gravi difficoltà economiche è una vergogna che dovrebbe essere urlata ai quattro venti e che invece non trova il benchè minimo spazio sui mezzi di “informazione”.

Si tace su tutto questo come si tace su Zero Privilegi Puglia una proposta di legge regionale di iniziativa popolare su cui, in questi giorni, si stanno raccogliendo le firme anche ad Ostuni dove si sono organizzati appositi banchetti stradali. Una proposta per un drastico taglio dei costi della politica regionale che porterebbe a risparmi per circa 10 milioni di euro all’anno coi quali si potrebbe certamente finanziare delle borse di studio al posto di questa elemosina. Eppure i media tacciono, pochissimi sanno di questa iniziativa come pochissimi sanno in realtà a quanto ammonta l’elemosina che il comune sta distribuendo in questi giorni sotto il nome di borse di studio.

Noi continueremo a stare per le strade a diffondere queste informazioni ignote ai più. Loro non si arrenderanno mai, noi nepure.

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feb
04

Siamo vivi

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Ieri sera a Bari abbiamo presentato e illustrato nei dettagli la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Trattamento economico e previdenziale dei consiglieri regionali” nota col nome di Zero Privilegi Puglia per la quale è iniziata in tutta la regiona la raccolte delle relative firme. Alla presenza di un discreto numero di cittadini interessati all’iniziativa abbiamo spiegato come questa proposta è nata, come si è sviluppata, secondo quali criteri è stata elaborata, quali sono i suoi obbiettivi, i riparmi economici previsti e come fare per aderire e partecipare alla raccolta firme.  Purtroppo il maltempo e la sindrome influenzale ci ha privato della presenza di alcuni protagonisti che hanno avuto un ruolo ed hanno fornito un importante contributo a questa campagna sin dal suo inizio, ma abbiamo notato nei partecipanti un notevole apprezzamento per gli interventi fatti dai vari relatori.

L’occasione è stata profiqua anche per aumentare le adesioni alla proposta, da un comitato contro gli sprechi ad altri gruppi 5 stelle della regione. Tutti molto entusiasti e pronti a partire e a fare la propria parte. Vi rcordo che su www.zeroprivilegipuglia.com potete reperire tutte le informazioni inerenti questa iniziativa e, nella sezione banchetti firme, tutti i luoghi con relative date ed orari in cui si potrà firmare. Quando andate a firmare ricordatevi di portare con voi un documento di riconoscimento. Possono firmare tutti i cittadini residenti in Puglia.

Oggi è iniziata la raccolta firme anche ad Ostuni. Purtroppo il banchetto previsto in mattinata al mercato è saltato causa pioggia, ma l’intenso freddo non ci ha evitato di essere in Via Pola dove numerosi cittadini si sono fermati per avere informazioni e soprattutto firmare. Il fredd0 era assai ma i costi della politica accende gli animi e il calore emanato dal vigore dei passanti ci ha consentito di sopportare le rigide temperature. Un grazie a tutti e un grazie anche a Salvatore De Stradis che ancora una volta si è reso disponibile a ricoprire l’indispensabile ruolo dell’autenticatore senza il quale queste iniziative non potrebbero essere realizzate.

L’unica e costante assenza, aimé, la si registra nei mezzi d’informazione. Nessun giornale, a parte qualche piccola testata e portale web, e nessuna televisione ha parlato della nostra inziativa. Sempre pronti a pubblicizzare ogni dichiarazione dei politici anche quando raccontano balle come il taglio ai costi della politica che, numeri alla mano, ho smentito ieri sera durante la mia relazione (vedi il video sopra) adessono tacciono completamente su questa importante proposta che, vale la pena ricordarlo, garantirebbe quasi 10 milioni di euro di risparmi all’anno. Zero Privilegi Puglia per i mezzi di “Informazione” semplicemente non esiste e questo vuol dire solo una cosa: é viva. I partiti, morti da tempo, sono degli zoombi che permangono ancora nell’immaginario della gente proprio grazie agli umili servitori dell’informazione, tutto ciò questi ci propagandano, utilizzando allo scopo anche soldi pubblici, è morto mentre ciò che volontariamente escludono è più che mai vivo.

P.S. a breve sarà disponibile il video dell’intera serata, con gli interventi di tutti i partecipanti.

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Categorie : 5 stelle, Politica
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Ieri i soliti strombazzanti pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti hanno dato risalto alla notizia secondo la quale i parlamentari si sarebbero tagliati lo stipendio di 1.300€ lordi pari a 700€ netti al mese. L’ennesima bufala per far credere al popolo bue che anche loro sono pronti a sottoporsi ai sacrifici che ormai quotidianamente dispensano a tutti noi.Una bufala perchè in realtà non si tratta di nessun taglio ma semmai di una rinuncia all’aumento (Cazzo ci mancava pure che si aumentassero i compensi). Infatti, il passaggio al sistema contributivo nel calcolo dei vitalizi esonera i nostri parlamentari dal versare mensilmente la rata precedentemente prevista per questo vegognoso quanto ingiustificato privilegio. E a quanto ammontava quella rata? Esattamente a 1.300€ al mese che si sarebbero ritrovati belli belli in busta paga, quindi per evitare il solito scatenarsi di polemiche e, questa volta, un probabile linciaggio, hanno semplicemente deciso di rinuciarci e cercato di sfruttare l’occasione per far credere, con l’ausilio dei soliti mezzi d’informazione in gran parte responsabili della situazione in cui ci troviamo, che finalmente dopo tante polemiche avessero provveduto ad un vero e cospiquo taglio dei loro emolumenti che io, invece, continuo a definire privilegi.

Nel frattempo Zero Privilegi Puglia è iniziata e nessun giornale o televisione ne parla. Si sono già raccolte firme in importanti città quali Lecce, Brindisi e Fasano per citarne alcune, ma per i media tutto ciò non esiste. La raccolta firme naturalmente è appena iniziata e dalla prossima settimana si estendera capillarmente in tutta la regione. Su www.privilegipuglia.com potete trovare tutte le informazioni necessarie su dove potrete firmare con orari e luoghi precisi. Informatevi e diffondete quanto più potete. Venerdì 3 Febbraio alle ore 18 presso la Federico II eventi di Via Latilla 13 a Bari presenteremo ufficialmente la proposta e spiegheremo nel dettaglio obbiettivi, finalità, risparmi ed organizzazione. A seguire verrà proiettato “Grillo is back” lo spettacolo più visto in Italia nel 2011 e di cui nessuno ha parlato. Siete tutti invitati, l’ingresso è ad offerta libera e se qualcuno vuole un passaggio in auto non ha che da comunicarmelo.

Ad Ostuni erano previsti appositi banchetti per questo fine settimana. Sabato mattina al mercato, sabato pomeriggio in Via Pola e Domenica mattina in Piazza della Libertà ma il comune sta iniziando la sua solita opera di ostruzionismo che dimostra ogni qual volta tali iniziative non sono ad opera di amici, soci e compari. La richiesta di autorizzazione all’utilizzo suolo pubblico depositata presso l’ufficio del Sindaco la settimana scorsa vegeta ancora nei cassetti del municipio e, a detta del funzionario, la relativa pratica non è stata ancora avviata, probabilmente avverrà la settimana prossima quando quella autorizzazione non sarà buona neanche per pulirsi il culo. Io ho fatto il mio dovere: ho inoltrato la richiesta in tempo utile, ho informato sia il comando dei Vigili Urbani sia il Commissariato di Pubblica Sicurezza competenti così come prevede la legge. Chi raccoglie le firme per la Legge di iniziativa popolare  sta esercitando un diritto previsto dallo Statuto della Regione Puglia, e  tale diritto non può essere in alcun modo ostacolato o limitato da chicchessia, tanto meno dalle istituzioni locali che, invece, devono agevolare al massimo l’esercizio di tale diritto. Giovedì mattina tornerò alla carica alla ricerca dell’autorizzazione, in caso di esito negativo solleciterò per iscritto una risposta entro 24 ore informandoli che in caso di esito negativo intenderò il loro silenzio come un assenso. Quindi nei giorni e luoghi indicati sarò per strada a raccogliere le firme per questa proposta. Non è escluso che, però, le forze dell’ordine mi facciano sloggiare. Loro non si arrenderanno mai noi neppure.

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In questi giorni in molti, sopratutto sul web, hanno pargonato i fatti della Costa Concordia con quelli del nostro paese. Una nave (l’Italia) che affonda, un comandante col suo equipaggio (governo e classe politica) responsabili dell’accaduto che prima negano la drammatica situazione e poi pensano solo a salvare il proprio culo lasciando i passeggeri (gli Italiani) al proprio destino. E ancora: la nave è Italiana ma il proprietario è americano e su di essa lavoravano moltissimi extracomunitari sottopagati. Vi sono tuttavia altri aspetti, sia anologie che differenze sostanziali, che i più non hanno sottolineato e su cui voglio puntare il mio sguardo.

In primis sicuramente le minuziose informazioni che i mezzi d’informazione ci forniscono. Non c’è, infatti, quotidiano, telegiornale e programma di approfondimento che non dedichi ampio spazio a questa tragedia del mare. Un informazione precisa, esaustiva e puntuale sia su quanto accaduto sia sulle precise responsabilità di coloro che hanno causato il tutto per poi peggiorare ancor più la situazione col loro vergognoso quanto ignobile comportamento. Nessuno cerca di sminuire queste responsabilità, nessuno cerca di trovare delle attenuanti appellandosi alla situazione di emergenza, al caos che si è generato o altre puttanate che in un modo o nell’altro possano, anche in parte, giustificare quello che è successo o il comportamento del capitano e di parte dell’equipaggio. Ecco allora che la condanna unanime dell’opinione pubblica, informata sui fatti, arriva ancor prima che la magistratura abbia svolto il suo compito.

Va da sé che se pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti avessero, in questi anni, utilizzato lo stesso metodo con la nostra classe politica la situazione oggi sarebbe decisamente diversa. Se si fossero raccontati i fatti per quello che erano e se si fossero fatte notare le precise responsabilità di chi ha gestito il paese, da destra come da sinistra o dal centro, la situazione sarebbe stata più chiara a tutti così come  la necessità di muoversi in prima persona per salvarsi e salvare il salvabile. Ma questo, come noto, non è avvenuto. Quando l’ergomento in discussione era la nave Italia, invece della Concordia, le attenuanti e le giustificazioni erano la normalità, mentre le responsabilità del comandante (governo) e dell’equipaggio (intera classe politica) sempre ofuscate.

L’anaologia che  non è stata sino ad ora adeguatamente sottolineata è, invece, il comportamento dell’ufficiale della capitaneria di porto De Falco (per intenderci quello che parlava al telefono con il comandante della Concordia) divenuto, per l’intera opinione pubblica, un vero e proprio eroe nazionale. L’ufficiale, infatti, senza usare mezzi termini ha sbattuto il comandante di fronte alle sue responsabilità, ha cercato di imporgli, purtroppo inutilmente, i suoi doveri e di fronte al rifiuto di collaborazione ecco che ha preso il comando delle operazioni consentendo così il salvataggio di tutti i superstiti. La stessa cosa che da anni cercano, ahimé inutilmente, di fare quella moltitudine di cittadini informati, di comitati, di associazioni che lottano contro i vari scellerati comandanti di questo paese. Una folla di persone ignorate e descritte dai media più come terroristi che come eroi. Dai NoTAV ai movimenti per l’acqua, passando per i No al carbone, i sostenitori della decrescita, gli studenti, i precari, i ricercatori, i noi il debito non lo paghiamo e tutti gli altri che non cito per questioni di spazio. Tutti impegnati in una lotta quotidiana contro tutti per mettere di fronte alle proprie responsabilità chi, negandolo spudoratamente, ha portato la nave Italia nell’abisso sociale ed economico. Come il De Falco, spesso non hanno usato mezzi termini, ma solo perchè l’interlocutore si rifiutava anche solo di ascoltare.

Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo del maltempo è il rischio che la Costa Concordia affondi definitivamente è altissimo. La nave Italia è, invece, in piena bufera già da diverso tempo. O i vari De Falco sparsi per la penisola assumono il comando delle operazioni oppure non c’è speranza.

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Categorie : Politica
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Come prendere due piccioni con una fava continuando a santificare il messia Monti e, contestualmente, screditare Grillo? Semplice, inventarsi una dichiarazione di quest’ultimo in cui elogia l’operato del salvatore della patria affermando persino che era proprio quello di cui l’Italia aveva bisogno. Ed è quello che è successo in questi giorni da quando in rete ha cominciato a diffondersi una notizia in cui, appunto, si affermava che Grillo in un intervista al settimanale Oggi avrebbe dichiarato ‘”Io credo che ora questo Paese abbia bisogno di persone credibili, come lo e’ Monti, per traghettarci alle elezioni del 2013, cambiando la legge elettorale, il conflitto di interessi e bloccare il debito. Non ha iniziato male, io non mi permetto di dare un giudizio negativo su di lui”. Naturalmente la notizia ha fatto immediatamente il giro del web con gli scontati latrati degli indignati naviganti in particolare di quelli che negli ultimi anni si sono autoproclamati paladini dell’informazione in contrapposizione a quell’indegno e degradato spettacolo informativo che offrono i tradizionali media.

Io che da anni seguo il blog di Beppe, la sua vera voce, sono stato il primo a rimanere sbalordito di fronte a tale notizia, ma a differenza dei molti don chisciotte del web che come scodinzolanti cagnolini hanno immediatamente abbaiato nella speranza di far apparire Grillo come un nuovo che puzza di vecchio, la cosa che mi ha immediatamente lasciato perplesso è l’assunto secondo cui Grillo avrebbe rilasciato un’intervista al settimanale Oggi. La cosa sarebbe dovuta saltare immediatamente all’occhio anche al più disattento dei lettori, ma certo non a chi aveva come obbiettivo tutto fuorché informare. Se poi chi si erige a dispensatore della vera informazione avesse voluto adempiere con un minimo di dignità e serietà al compito che si è scelto avrebbe potuto semplicemente leggere quanto scritto da Grillo sul suo blog in queste settimane per rendersi immediatamente conto di quale sia l’opinione del Genovese nei confronti del nominato e mai eletto da nessuno Monti.

A far da spalla a questa panzanata, già smentita da Grillo che nega anche di aver mai rilasciato alcuna intervista al settimanale Oggi (questa si che sarebbe stata una novità e una notizia), non poteva certo mancare la televisione e così ieri sera il mezzobusto incartapecorito di bell’aspetto Lilli Gruber nel suo quotidiano programma otto e mezzo nell’incalzare Di Pietro, decisamente contrario alla manovra ammazza Italia che il parlamento si appresta ad approvare, ha pensato bene di sfruttare questa bufala per far passare Grillo come un sostenitore del governo Monti e delle manovre che lo stesso con la stuola di professoroni al seguito sta per imporre a tutti noi per “il bene del paese”.  La smentita di Grillo era già stata pubblicata sul suo blog da diverse ore, ma la cosa è stata ignorata tanto dalla giornalista di esperienza Gruber quanto dalla redazione del programma da lei condotto, l’importante era far passare il messaggio che Monti è veramente un santo tanto che anche Grillo, sempre contro tutto e tutti, lo riconosce pubblicamente.

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Dopo anni spesi a farci credere con finti dibattiti televisivi che erano diversi tra loro, alternativi uno all’altro e che si combattevano con tanacia e determinazione, finalmente PDL e PD menoL gettano la maschera, smettono di recitare la loro bella parte per percorrere a braccetto, come due novelli sposini, l’ultimo tratto di legislatura. Quella patrimoniale tanto avversa alla destra e quei licenziamenti facili inaccettabili per la sinistra (ma di esempi del genere ne potremmo fare a decine) su cui si sono spese ore e ore di confronto e scontro televisivo diventano oggi scelte indispensabili, sacrifici sopportabili di fronte non tanto alla crisi economica, presente e nota già da tempo, ma semmai al profondo amore e ai comuni intenti di tutta la classe politica partendo da Storace per finire a Vendola. Tutti insieme appassionatamente per inculare gli Italiani che in questa faccenda, silenziosamente, fanno al parte dei polli da spennare.

Unica voce fuori dal coro, ma solo a parole, è per il momento solo la Lega che andando all’opposizione e riscoprendo quella farsa mediatica che è il parlamento padano prosegue nella sua exit strategy inziata qualche tempo fa.

Gli Italiani intanto, sempre pronti a delegare, a lasciare che siano altri a prendere le decisioni, stanno alla finestra a guardare, anche distrattamente, cosa accade bevendosi e facendo propria qualsiasi stronzata vomitata dalla televisione. Si sono infatti già convinti del fatto che Monti sia un tecnico e ciò, disgustati dalla politica e dai politici, gli fa tirare un sospiro di sollievo. Peccato che sia il sospiro di un morto, perchè Monti sarà pure un esperto in materia economica e finanziaria, ma di certo non svolgerà il ruolo di tecnico per il semplice e banale fatto che un tecnico è quello che mette in pratica le scelte di altri, mentre in questo caso il presunto tecnico sarà quello prenderà direttamente le scelte. Scelte politiche per l’appunto.

Ed è proprio questo di cui non si trova traccia nei dibattiti televisivi che dovrebbero informare. Monti viene descritto in tutti i suoi particolari e la sua storia, ma nessuno parla delle scelte e delle manovre che si intendono adottare. Su questi aspetti tutti tacciono per la paura che gli Italiani, nonostante siano da diversi anni in uno stato soporoso perenne, comincino a prendere coscienza del loro ruolo e di ciò che li aspetta, cosa che li spingerebbe a mandare tutti insieme e appassionatamente a fare in culo l’intera classe politica di questo paese, partendo magari dall’indegno inquilino del Quirinale.

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Categorie : Politica
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Se esiste, in Italia, un qualcosa di più indecente della politica questo sono sicuramente i mezzi di informazione. Al servizio di quel partito o di quella corrente utilizzando fiumi di denaro pubblico tramite i finanziamenti all’editoria, tutto fanno tranne che il loro mestiere ovvero informare. Di esempi ne potrei fare migliaia e tenervi occupati alla lettura per ore, ma voglio limitarmi all’ultimo in ordine cronologico. Di due fatti che riguardano il medesimo argomento che da mesi tiene banco nell’opinione pubblica uno viene completamente oscurato, mentre l’altro viene riportato senza però rilevare alcuna considerazione e senza sottolineare l’assoluta incoerenza dei protagonisti con quanto promesso qualche settimana prima.

Mi riferisco, naturalmente, al vergognoso tema dei costi della politica sul quale si stendono fiumi di parole e di inchiostro da mesi, per non dire da anni senza che nessuno, e sottolineo nessuno, abbia mai formalizzato una seria e concreta proposta. In questa marea di parole e promesse una proposta di legge in merito sarebbe dovuta essere di assoluto interesse pubblico e, se essitessero dei mezzi informazione, se ne sarebbe dovuto dare il giusto risalto. Invece il nulla. Nessun giornale e nessuna televisione ha dato, invece, notizia del fatto che Lunedì 7 Novembre presso la regiona Puglia è stata depositata una proposta di legge di inziativa popolare che dà un serio ed importante taglio ai costi della politica regionale. La notizia è stata completamente censurata (ad eccezione di qualche piccolo portale web) nonostante il relativo comunicato stampa sia stato inviato a tutte le redazioni dei mezzi di informazione regionali. Chi, all’interno di altri articoli, ha accennato all’iniziativa ha fornito pure informazioni sbagliate e distorte. Il motivo di questo silenzio è semplice, osservando un vecchio detto non far sapere al contadino quanto è buono il formaggio con le pere, pennivendoli & Co sanno che è meglio non far sapere al cittadino quanto è forte  il potere della partecipazione e della democrazia diretta.

Vabbé, ma la stampa mica è costretta a diffondere tutti i comunicati stampa che gli vengono inviati. Certo che no! Ma dare diffusione di notizie di interesse pubblico si. Eccheccazzo, se non fanno questo non si capisce quale sia la loro funzione. E qui non stiamo parlando di un comunicato sulla pettinatura dei cavalli o sul bianco della calce che non è più il bianco di una volta che, sono convinto, avrebbero pubblicato, ma stiamo parlando di un argomento che da mesi riempie pagine di giornali e trasmissioni televisive e una proposta che prevede 9 milioni di euro di risparmi all’anno e l’eliminazione dei tanto contestati privilegi della casta, difficilmente può risultare di non interesse pubblico.

Tant’è che, esattamente il giorno dopo, un’altra proposta sul medesimo argomento ottiene spazio e risalto su tutti i giornali. Proposta però è una parola grossa perchè nulla è stato formalizzato, siamo ancora alla fase degli annunci e delle promesse. L’ufficio di presidenza della regione Puglia pare abbia predisposto una proposta che ha distribuito ai capigruppo consiliari e solo a loro, del testo non ne è stata data alcuna diffusione e quindi il contenuto lo possiamo dedurre esclusivamente dalle dichiarazioni dei protagonisti, in particolare del presidente Introna che, vedendo i precedenti, potrebbe risultare anche non molto credibile. Ve la ricordate la diminuzione  dei consiglieri regionali che lo stesso annunciava come già definita ad inizio estate? Ecco, se ve la ricordate sappiate che invece in regione se la sono scordata in qualche cassetto dove giace dal giorno dopo l’annucio. Adesso è arrivato, invece, il momento degli annunci sui vitalizi e sugli assegni di fine mandato di cui, specifichiamo, non si prevede l’abolizione come invece nella proposta Zero Privilegi Puglia, ma semplicemente una riforma nel calcolo degli stessi.

Questa misera, quanto vacua, proposta è stata riportata nelle prime pagine di tutti i giornali, ma nessuno di questi presunti giornalisti ha pensato di porre al presidente Introna una semplice quanto ovvia domanda. Va infatti ricordato che la conferenza delle regioni qualche settimana fa ha approvato all’unanimità l’impegno ad abolire il vitalizio dei consiglieri regionali e tra questi unanimi c’era pure la Puglia rappresentata per l’occasione del presidente Vendola. Ma per queste semplici ed ovvie osservazioni ci vorrebero semplicemente dei mezzi d’informazione che in Italia si sono estinti ormai da anni e così siamo ridotti ad avere delle galline (politici) che cantano i loro slogan e giornalisti che fanno l’uovo sui loro giornali. Pennivendoli co co dè.

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