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Archive for tasse

mag
21

Cani e porci

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I primi sono i cuccioli che vivono con noi ed allietano le nostre giornate con la loro compagnia. I secondi la congrega di banchieri che senza averne diritto governa questo disgraziato paese e lo prosciuga di ogni risorsa, attraverso l’imposizione di una tale marea di tasse che avrebbe fatto impallidire perfino un professionista come il povero Padoa Schioppa. Fidando naturalmente sulla capacità degli usurai di Equitalia di estorcere denaro anche a chi ormai sta letteralmente morendo di fame.

Per la seconda volta si sta infatti tornando a parlare di un progetto di legge, mirato a tassare i possessori di animali domestici, finalizzato dal “nobile proposito” di rimpinguare le casse comunali, finanziando una migliore gestione del randagismo.

Stando alle pagine di Repubblica, leader indiscusso fra i giornalacci mainstream, la proposta di legge in oggetto avrebbe in un primo tempo riscosso i favori del governo, che si sarebbe poi però affrettato nel prendere le distanze, per bocca (o meglio tastiera) del sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, che esprimendosi nel merito nel luogo deputato a discutere le leggi, cioè twitter, avrebbe definito l’appoggio precedentemente dato al provvedimento solamente una “battuta”….

Riteniamo giusto, per amore di decenza, non entrare nel merito dell’atteggiamento ambiguo con il quale il governo ormai da alcuni mesi introduce e poi ritratta l’argomento, dal momento che probabilmente si tratta solamente di “salti mortali” finalizzati a trovare la strada giusta per meglio indorare la pillola.

Ci preme invece soffermarci un attimo sulle conseguenze lapalissiane che verrebbero ingenerate dall’approvazione di un qualsivoglia disegno di legge che preveda la tassazione degli animali domestici presenti nelle nostre case, anche qualora l’introito venisse destinato a gestire il fenomeno del randagismo.

In primo luogo verrebbero colpiti dalla nuova tassa proprio quei soggetti (i possessori di animali domestici) che prendendosi cura di cani e gatti contribuiscono a ridimensionare il problema del randagismo, devolvendo agli amici a quattrozampe una parte del loro reddito.

In secondo luogo la tassazione provocherebbe una vera e propria escalation degli abbandoni, da parte dei soggetti meno sensibili, determinando un incremento esponenziale proprio di quel randagismo che la legge si proporrebbe di combattere.

Insomma un vero cortocircuito logico o se preferite una porcata, in conseguenza della quale gli animali domestici verrebbero ulteriormente vessati ed equiparati ad un’auto di lusso o ad una barca da diporto.

Con tutta probabilità, di fronte alle molte alzate di scudi che questa notizia ha provocato, la tassa verrà per il momento accantonata, per ricomparire entro breve tempo una terza volta, magari già approvata e pronta per l’uso, unitamente ad un nuovo disegno di legge che preveda di tassare le proteste un tanto a parola, naturalmente per finanziare il diritto a protestare, sancito dalla costituzione.

Marco Cedolin

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Categorie : Politica
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mag
04

4 miliardi per me

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4 miliardi per me posson bastare, 4 miliardi per me devo recuperare, superpensioni da decurtare e privilegi vari da abolire, 4 miliardi per me posson bastare. Vorrei sapere chi ha detto che non vivo più grazie a te. Saggio, quello è proprio saggio perchè, forse lo sa che tu mi hai messo l’IMU in un giorno, l’IVA alla sera, quindi quel saggio ha detto una cosa vera. 4 miliardi per me….

Non  hanno neanche più il coraggio di chiamare i tagli con il loro nome, adesso li chiamano spending review. Una parola inglese per fotterci all’italiana. I tecnici hanno dovuto chiamare persino un super tecnico per riuscire a fregarci meglio. Ieri sera da Santoro un altro esperto ha definito tutto questo: tagli sulla carne viva. Carne viva di chi? Forse di quelli che ci hanno portato al fallimento socio-economico e culturale in cui siamo precipitati? Le banche, le assicurazioni, i partiti, i grandi imprenditori con i soldi pubblici, gli scudati fiscali? Difficile crederlo.

La cosa più probabile è che andranno avanti sulla strada che hanno intrapreso sin dall’inizio. Andranno a tagliare la carne del popolo, di quelli che hanno sempre lavorato onestamente. Quelli che hanno poco e, proprio per questo, è più facile toglierlo. Dopo l’IMU, dopo le accise sulla benzina, l’aumento dell’IVA e tutto il resto andranno alla ricerca di ciò che ancora è in possesso dei cittadini. Sino ad ora sono andati sul grosso: casa, trasporti, consumi. Adesso è arrivato il momento di andare nel dettaglio, di racimolare gli spiccioli, più difficli da rintracciare e prelevare. Per questo hanno chiamato il supertecnico, perchè c’è da fare un lavoro certosino, c’è da andare a contare i peli nel culo della massa.

Preparatevi. Io personalmente mi aspetto il peggio. Non solo tagli ai consumi della pubblica amministrazione, che comunque sarà reddito in meno a disposizione di chi fornisce prodotti e servizi, ma arriveranno anche alla diminuzione dei dipendenti pubblici. I licenziamenti nel pubblico impiego si avvicinano sempre più e se non saranno licenziamenti saranno diminuzioni di stipendio. Tutti gli stipendi pubblici hanno una parte fissa ed una parte variabile, indennità e incentivi vari. Questi saranno soggetto della spending review. Cosa succederà quando milioni di persone avranno centinaia di euro in meno ogni mese, magari gente che ha mutui? Non siamo solo a rischio default, siamo a rischio insurrezione. Stiamo camminando su un filo molto teso, basta un niente che si spezzi.

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Categorie : Politica
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Nella strafottenza politica che governa il BelPaese, l’ennesima tuonata di culo del preside Monti: «La crisi ha anche un costo umano e, in Grecia, i gravissimi errori commessi nella gestione della politica economica hanno portato oltre 1.700 persone a togliersi la vita per la disperazione».

Lo ha detto il becchino Mario Monti spiegando che il suo governo – ricordiamolo, quello che ha tagliato le pensioni di anzianità, che ha avallato i licenziamenti per motivi economici sotterrando i diritti di migliaia di lavoratori, che ha riesumato l’IMU (ex Ici) facendola pagare alle Case di riposo e non alle Fondazioni bancarie, che eleverà il carico fiscale dell’Iva al 23%, che ha contribuito senza vergogna a foraggiare le banche ripristinando le commissioni a carico dei correntisti, che ha aumentato le accise sulla benzina che presto toccherà i 2 euro a litro, che farà pagare i ticket sanitari per gli esami diagnostici ai disoccupati e ai familiari a carico di chi guadagna meno di 8.263 (l’ex esponente della Banca Mondiale, Elsa Fornero ha parlato di refuso assicurando che «ci sarà una proposta emendamentiva da presentare durante l’iter parlamentare del ddl di riforma del mercato del lavoro» per eliminare l’errore) e che non ha ancora scucito un solo centesimo dalle dorate tasche della partitocrazia ladrona – pur nelle difficoltà, lavora per evitare che l’Italia cada nello stesso baratro.

In Grecia, aggiunge Monti, sono stati compiuti nella gestione dei conti pubblici «gravissimi errori, molto più che in Italia» e ad oggi si stimano «1.725 suicidi».

Per la cronaca nel 2010 il tasso di suicidi in Grecia è aumentato del 18%, nel 2011 ad Atene del 25%. Ma questa frase sconcertante è stata l’ultima ad essere pronunciata dal carnefice Monti, portato alla glorificazione dai servili media mainstream e dalla politica cialtrona, nel disinteresse degli onorevoli ladroni e della corruzione che dilaga ogni giorno senza che nuovi scandali e nuove ruberie non vadano ad allungare l’interminabile catena di inchieste giudiziarie che coinvolgono oramai l’intero sistema istituzionale, politico e amministrativo, che al suicidio dall’esasperarsi della crisi sociale, risponde con la pelosa indignazione di chi ha la pancia piena e il culo ben piazzato su comode poltrone.

In Italia, il suicidio, inteso come pratica di eutanasia, è divenuto pratica dello Stato con il benestare del governo della macelleria sociale e dei loro onorevoli aguzzini che lo sostengono. Sarà forse un caso che i beccamorti del Fondo Mortuario Internazionale si siano rivoltati perchè i cittadini si ostinano a vivere troppo a lungo e ciò è un pesante fardello per le casse dello Stato? Le casse da morto, sempre per la cronaca.

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L’Italia è praticamente una colonia commissariata, il popolo, privo ormai di ogni minima libertà decisionale è continuamente schiavizzato per mandare avanti un sistema che nessuno al potere ha intenzione di mettere in discussione. Gli italiani si sa, hanno la memoria corta. Ce lo insegna la storia, lo leggiamo nel vissuto quotidiano. Solo qualche mese fa un governo legittimamente eletto, è stato praticamente esautorato da una evidente speculazione sui titoli del nostro debito pubblico.

Ma da dove viene questo debito? Facile è scritto ovunque, quando lo stato chiude l’anno con un bilancio in deficit perché le uscite hanno superato le entrate, per ripianare il bilancio e per mantenere i propri impegni (apparato statale e stato sociale) di fatto compra moneta, denaro, emettendo in cambio titoli di stato.

Una famiglia può vivere con un reddito uguale e costante, anche al netto dell’inflazione, ma non se ha un mutuo a tasso variabile e il tasso di interesse cresce, allora dovrà reperire i soldi per pagare questa differenza: voi consigliereste a questa famiglia di contrarre un altro debito, magari alle stesse condizioni del precedente, per pagare appunto il debito di cui non riesce a saldare le rate?

A prescindere da come la si possa pensare su una famiglia sventurata, o comunità, lo stato, paga così il suo debito, da sempre! CONTRAENDO ALTRI DEBITI!

In termini tecnici, l’idea di pagare debito con altro debito, si chiama “schema Ponzi”, da nome di un finanziere che l’aveva messa in pratica negli anni ’30 del novecento; ma è una pratica vecchia come il mondo, tanto che in Italia ha anche un santo protettore; si chiama Catena di Sant’Antonio!

In realtà tutta la bolla finanziaria che ci sovrasta non è che un immane schema Ponzi. E anche i debiti degli stati lo sono. Il vero problema è sgonfiare questa bolla in modo drastico, prima che esploda tra le mani degli apprendisti stregoni dei governi che ne hanno permesso la creazione.

Di fronte a questo meccanismo perverso poco contano le mille manovre che si susseguono, i tagli alla scuola, all’università, allo stato sociale, alle pensioni. Le (s)vendite di patrimonio pubblico immobiliare, di aziende strategiche, addirittura anche l’oro stanno svendendo a nostra insaputa!

Pochi miliardi di euro per mettere qualche pezza, non risolvendo l’indebitamento ma mandando in pezzi lo stato sociale e risorse decisive per il futuro. E comunque rimanendo sempre esposti al rischio di una speculazione che faccia schizzare il rendimento e l’indebitamento.

Il debito continuerà a crescere, e non è affatto escluso che una nuova speculazione sui titoli, con una esposizione così ampia, porti vicino o al fallimento come è già successo per la Grecia. Perché il debito è chiaro, lo contrae lo stato, ma lo pagano come sempre i cittadini, con il lavoro, con le tasse che versano costantemente.

Mentre l’Italia vive una sorta di trancè acritica, in cui ogni nuova imposta è accettata come necessaria, ogni nuovo provvedimento generalmente accolto perché finalizzato alla magica crescita, i cittadini sognano che in Parlamento, teoricamente il luogo della Sovranità popolare, qualcuno si svegli, abbia un moto di orgoglio. …Se aspettate loro, siete fregati!

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Ci nascondiamo dietro ad un dito tra ipocrisia ed opportunismo e ancora non ci arrendiamo di fronte alla strage che si sta abbattendo su di noi, ancora un altro omicidio a Bologna davanti alle Agenzia delle Entrate che ha demandato ad Equitalia il servizio di riscossione usuraia in cui c’è la partecipazione statale.

Basta con questa moneta debito, basta con questa truffa, basta con questa stretta mortale. Chi è il colpevole? Nessuna legge al mondo dovrebbe determinare la morte, eppure dietro ai fantasmi giuridici si nascondono le macchine della morte che agiscono indirettamente e per conto dello sterminatore, gli schiavi che non reggono al sistema sono solo di ostacolo al sistema.

Si può denunciare lo stato oltre che per truffa, per estorsione, cadute funzioni, anche per stalking? Questo Stato non ci serve più, dobbiamo fondare una ricostituente, che metta al centro l’uomo e non il mercato, che metta al centro la dignità, non il denaro.

Quante notti dovranno passare prima che arrivi l’alba dell’umanità che si aiuta?

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Il governo Monti sta fallendo perché si sta preoccupando troppo dell’economia monetaria e poco degli italiani. In queste ultime settimane lo Spread é diminuito; il debito pubblico, nettamente migliorato. Ma cosa c’entra lo Spread con la condizione degli italiani? Assolutamente nulla. Il debito sarà pur diminuito ma la disoccupazione é ancora in crescita e le nostre aziende continuano a chiudere. I nostri salari continuano a non essere sufficienti per fronteggiare l’aumento delle tasse e dei prezzi. Debito e Spread non misurano il benessere degli italiani.

In Italia, da quando siamo in crisi, la disuguaglianza é in costante aumento. Attualmente la nostra società si trova addirittura al di sotto della media mondiale.

Cosa significa che la crisi in Italia sta aumentando il divario tra i ricchi e i poveri? Innanzi tutto che il nostro governo non sta facendo abbastanza per gli italiani. I pochi ricchi che aumentano sono i banchieri e gli speculatori finanziari con i quali i poveri sono sempre più indebitati. Il ceto medio che sta sparendo, rappresentato da imprenditori e commercianti, si sta dissolvendo verso il basso, non verso l’alto. Aumentano le tasse e diminuiscono le vendite; di conseguenza cresce il bisogno di chiedere prestiti agli istituti bancari per portare avanti la propria attività. Il ceto medio s’indebita, le banche si arricchiscono; la disuguaglianza sociale cresce sempre di più.

Perché gli italiani stiano meglio, serve che il governo inverta questa situazione di disuguaglianza. Nella società d’oggi gli italiani sono messi solo in condizione di indebitarsi con le banche.

Il governo ha puntato a fare subito cassa, aumentando tasse e congelando pensioni. Ma se già l’economia é ferma, non é il caso di mettere gli italiani in condizione di farla ripartire? Se Monti non spremesse le nostre aziende con sempre più tasse, queste non sarebbero in condizione di garantire lo stipendio ai propri lavoratori e magari di assumere nuovi operai? Un operaio con uno stipendio stabile non é forse più portato a spendere e consumare ciò che le stesse aziende producono?

E poi perché le banche prestano soldi soltanto a chi ce li ha? Non bisognerebbe forse fare in modo che le banche (che tra l’altro rappresentano la frangia della società che continua ad arricchirsi anche in tempo di crisi) aiutino davvero i più poveri, proprio quelli che non ce li hanno i requisiti per chiedere un prestito? E non sto parlando di pezzenti o senzatetto, sto parlando di buona parte della nostra agonizzante società.

Il benessere dell’Italia non sta nella finanza, nello Spread; sta nello scambio di beni/servizi tra aziende e cittadini. É quindi il sistema finanziario che andrebbe indebolito a favore del reale sistema socio-economico italiano. Oggi accade l’esatto contrario.

Monti dovrebbe imporre alla banche un sistema di prestito a bassissimi tassi d’interesse per gli italiani. A nessuno andrebbe negato un prestito legato alla propria attività lavorativa. I tempi di restituzione del prestito andrebbero diluiti il più possibile. In questo periodo di stagnazione economica servirebbe addirittura che le rate del finanziamento fossero congelate: D’altronde se stagna l’intera economia non vedo perché non lo debba fare anche il mio mutuo! Il ricorso alle ipoteche e al pignoramento dei beni dei debitori, dovrebbero diventare pratiche rare ed estreme, non una prassi abitudinaria.

Ma come si fa per far capire ad un governo di banchieri tutto ciò? Perché ci hanno imposto un governo che gioca a favore dei pochi ricchi e alle spalle dei molti poveri? ma come si fa ad uscire dalla crisi a queste condizioni?

Lo Stato, invece che sguinzagliare i propri tirapiedi di Equitalia, società privata che guadagna sulla riscossione e soprattutto sulle penali delle riscossioni mancate, non potrebbe aiutare gli italiani? Congelare momentaneamente il loro debito? O almeno non fare in modo che si decuplichi con il passare del tempo!?

Come si può dare a una società privata il compito di riscuotere i debiti degli italiani? Questa società, per guadagnare, opprimerà tutti quelli che ci sono da opprimere, applicherà salatissime sanzioni sui pagamenti ritardati, pignorerà e creerà povertà, perché la nostra povertà, il nostro essere debitori, fa di loro dei creditori, mette loro nella possibilità di guadagnare.

Non di solo pane vive l’uomo, é vero…ma di certo non vive di Spread.

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Nonostante la sobrietà e l’eleganza della collezione Manovre Fiscali autunno-inverno, tutte foderate in pelle umana, la crisi peggiora pericolosamente, insieme al clima sociale. Dietro le proteste in Sicilia Confindustria denuncia l’influenza degli integralisti islamici, che mirano a instaurare la Sharia nell’isola. Non a caso, fra i pescatori e i camionisti dei picchetti sono poche le donne, e quasi tutte velate, o comunque vestite pesante.

Cosa ci aspetta, saremo cacciati dall’Euro, o ci crollerà addosso come un garage adibito a fabbrica clandestina, e saremo costretti a tornare alla Lira? Quel brand è talmente sfigato che, se sarà necessaria un’altra moneta nazionale, dovrà essere nuova almeno nel nome. Dopo il rigore di Monti che non siamo riusciti a parare, non ci resta che sperare nel lancio della moneta, ma quale? Il dibattito ferve. Ecco alcune proposte:

La Concordia

Garanzia di stabilità e sicurezza, una moneta inaffondabile, forte richiamo per gli investitori stranieri, espressione di un’economia solida e ben governata, che tiene la rotta senza prestarsi alle manovre azzardate, e non s’inchina a nessuno. Questo è quello che potremo dichiarare, almeno finché sarà ancora abbastanza buio, e il panico non si sarà diffuso.

La Patonza

Come c’è stato ricordato dall’imprenditore italiano che meglio ha saputo curare i propri interessi, la circolazione della valuta è fondamentale per l’economia: la Patonza deve girare. Per quanto il nome possa apparire di matrice maschilista, tale moneta sarà particolarmente utile alle italiane in grado, sfruttando la specifica moneta, di garantirsi lauti interessi .

La Panda

Dopo i molti segnali di sintonia fra il governo e Marchionne, un altro riconoscimento al suo genio imprenditoriale che ha saputo coniugare rinnovamento e sfruttamento, tradizione e cassa integrazione. Una moneta classista con classe, dallo stupendo design a pantofola, veloce nello sprint fuori dalle tasche degli operai, e agile nel parcheggio in quelle degli industriali. Navigatore di serie, modello Skettino.

La Verruca

Facile da acquisire, una moneta che si diffonderà rapidamente. Si consiglia ai risparmiatori di tenere d’occhio il loro capitale di Verruche, perché potrebbero vederlo trasformarsi in qualcosa di più, qualcosa capace di crescere, e svilupparsi in fretta autonomamente. Una di quelle rapide proliferazioni di capitali che sono il chiaro sintomo di un’economia in salute.

La Madonna

In omaggio alle radici cristiane, una moneta che non mancherà mai dalle tasche dei meno abbienti, nessuno fra pensionati, precari, e disoccupati potrà infatti mai dire di non avere le Madonne. Disponibile anche in versione federale, al sud sarà Madonna di Pompei, al nord Madonna Padana. Le banconote autentiche si distingueranno dalle false perché trasuderanno inchiostro.

Se anche quella nuova dovesse rivelarsi un fallimento però, l’Italia rinuncerà ad avere una moneta nazionale. Tutte le transazioni economiche avverranno in valuta estera. Gli acquisti dovranno essere effettuati in franchi svizzeri. Gli stipendi, invece, saranno pagati in yen radioattivi.

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Categorie : Società/Cultura
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Se c’è una cosa che non può essere contestata all’usuraio Mario Monti, è la propensione a lasciarsi condizionare da quello che accade intorno a lui. Anzi si percepisce nettamente la sensazione che al sapienziale professore non importi assolutamente nulla di tutto ciò che prescinde dalla certosina applicazione dei comandamenti impartiti dalla BCE.

Mentre i Forconi paralizzano la Sicilia e la protesta inizia a dilagare anche fuori dall’isola, mentre i tassisti scendono sul piede di guerra, i benzinai minacciano una serrata di 10 giorni, gli autotrasportatori sono in fermento, i commercianti mugugnano, gli edicolanti si arrabbiano, perfino gli avvocati annunciano 2 giorni di sciopero e probabilmente i farmacisti seguiranno a ruota, lui non si scompone assolutamente e forte dell’armatura garantitagli dal consenso, non elettorale (che conta poco) ma della congrega dei burattinai di Bruxelles, vara in sole 8 ore di Consiglio dei ministri il nuovo pacchetto di liberalizzazioni.

Un pacchetto che metterà in ginocchio svariate decine di migliaia di lavoratori, ma garantirà nuove fulgide prospettive di facili profitti, al largo consumo e a Legacoop in primis, passando attraverso i grandi gruppi finanziari e le multinazionali.

Monti incarna il perfetto archetipo del dittatore (per conto terzi) del tempo moderno. Linguaggio da insegnante universitario, grande aplomb, assoluta impermeabilità nei confronti del paese che deve demolire, serioso come un becchino e restio a lasciarsi intenerire, qualunque cosa accada.

Un altro capitolo è stato scritto e verrà presto archiviato, dopo avere tassato ogni cosa che si muova, eliminato le pensioni e liberammazzato alla rinfusa è già ora di pensare al lavoro. Ci sono ancora un mucchio di categorie che vanno ridotte sul lastrico e Bruxelles detesta perdere tempo in chiacchiere, accada quello accada, non c’è forcone che tenga. Se qualcuno non gli toglie le pile continuerà a marciare dritto per la sua strada, come il robottino della duracell, finchè ci saranno italiani da spremere e qualcosa da regalare ai grandi potentati, non si fermerà, tic tac, tic tac….

Marco Cedolin

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Lo diceva già Gaetano Salvemini che l’Acquedotto pugliese ha sempre dato «più da mangiare che da bere». Non è quindi una novità se l’Aqp, la Spa a capitale interamente della Regione Puglia che ne ha raccolta l’eredità, occupa 2mila persone e dichiara di perdere almeno il 35% dell’acqua che trasporta, mette in bilancio ricavi per 442 milioni di euro, prevede di averne 17 in più quest’anno, altri 15 l’anno prossimo e 13 nel 2014, ma di ridurre la tariffa per i consumatori non ci pensa neppure. Anzi.

Nel biennio 2007-2008 la tariffa è aumentata del 10%, nel biennio scorso è au-mentata del 17,5% malgrado nel resto d’Italia la bolletta abbia fatto registrare un calo medio dell’1,2%. A gennaio 2011 la giunta Vendola ha annunciato aumenti di un altro 10% fino al 2014, poi +2% nel 2015. Il bilancio 2010 si è chiuso perfino con 37 milioni di utili, e utili sono previsti anche per l’anno appena trascorso, ma la tariffa continuerà comunque a lievitare. Per il 2012 il ritocco verso l’alto è del 3,9%, come dire che oggi un metro cubo d’acqua pugliese costa 1,60 euro, praticamente quanto un litro di benzina.

Insomma malgrado il referendum abbia abolito la «remunerazione del capitale investito», un ricarico del 7% sulle bollette, e malgrado per quel referendum Vendola si sia speso lungo tutto lo Stivale, a Bari è come se non si sia votato affatto. A fronte di un costo medio per famiglia che su base nazionale si aggira intorno ai 201 euro, i pugliesi nel 2012 ne spenderanno 290, quasi 200 più dei lombardi, cento più dei vicini della Basilicata.

Dice Vendola che investirà per la riduzione delle perdite della rete e che comunque «bisogna evitare di precipitare nei burroni della demagogia». Lui lo dice. Ma allora perché non ai pugliesi non ha spiegato che la tariffa sarebbe aumentata anche dopo il referendum? «Nessuno me lo ha chiesto». Ci fosse l’acqua in Puglia, vabbè. Il punto è che piove poco, gli invasi di raccolta sono insufficienti e restano vuoti, le tubature fanno acqua e così ogni estate in alcuni Comuni del Tarantino o del Leccese arrivano le autobotti a distribuire razioni di acqua con le damigiane, scene da dopoguerra. Le previsioni dicono che il prossimo autunno la Puglia sarà senz’acqua, l’assessore invita alla danza della pioggia.

È che per Vendola le tasse e le tariffe, una volta aumentate, non calano più, quasi che rappresentino un suo diritto acquisito per consentirgli di spendere a piacimento. Ha creato una agenzia per ogni assessorato e attraverso le società in house aggira le leggi sulle assunzioni e gli appalti pubblici. Salvo minacciare a parole lo «spending review» sulle aziende partecipate. Il colmo del vendolismo di governo va in scena durante l’ultimo Consiglio regionale, si discute il bilancio. Il centrodestra chiede di abolire l’addizionale sull’accisa della benzina, visto che Vendola si è vantato di avere conti in ordine e un inatteso tesoretto fiscale. Risposta di Nichi: «Accolgo la proposta, ma la sposto avanti nel tempo». A babbo morto. Motivo: se anche togliessimo l’addizionale, i distributori di benzina non abbasserebbero il prezzo alla pompa, quindi tanto vale incassare e spendere. Il resto è demagogia.

Antonio Cantoro

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Categorie : Politica
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Non tutte le banche gioiscono di fronte alla manovra ammazza italia fatta si da Monti ma approvata dai vari BerlusconiBersaniCasiniFiniRutelli. E’ una banca differente ma non è quella della pubblicità.

La manovra così detta “salva-Italia” proposta dal governo Monti e attualmente all’esame del Parlamento non soddisfa le aspettative di svolta verso l’equità e la sostenibilità auspicate da Banca Etica, che da oltre 13 anni lavora per promuovere un diverso modello di finanza al servizio dell’interesse collettivo.

Nella piena consapevolezza che il momento è grave e che i sacrifici sono necessari per evitare il tracollo dell’Italia, Banca Etica ribadisce con forza la necessità di trasformare la crisi in opportunità per rilanciare nel nostro Paese un sistema economico, sociale e fiscale che sia finalmente caratterizzato da equità, legalità e trasparenza. Troppo timidi appaiono gli sforzi fatti dal Governo in questa direzione.

Ecco alcune delle misure che avrebbero potuto apparire nella manovra e che ancora auspichiamo possano essere introdotte con successivi provvedimenti:

· Spese militari – è inspiegabile la scelta di mantenere 15 miliardi di spesa per l’acquisto di cacciabombardieri F35, mentre si tagliano ancora le spese per il welfare e i servizi sociali

· Lotta a evasione, lavoro nero, corruzione e proventi delle mafie – L’evasione fiscale in Italia supera i 150 miliardi di euro l’anno. Se a questa sommiamo il lavoro nero, la corruzione, i proventi delle mafie, si scopre che qualcosa come 500 miliardi di euro l’anno sfuggono al fisco. E’ necessaria una più incisiva azione per contrastare questi “cancri” dell’economia italiana. L’abbassamento a 1000 euro della soglia oltre cui non è ammesso l’uso di contanti è solo un primo passo nella direzione della tracciabilità del denaro.

· Regolamentazione della Finanza – E’ ormai chiaro a tutti lo strapotere della finanza che sovrasta e distrugge l’economia reale e condiziona le scelte politiche dei Governi. I provvedimenti per ricondurre la finanza al suo originario scopo di facilitare l’allocazione di risorse economiche verso le imprese più meritevoli dovranno necessariamente essere adottati a livello internazionale, ma molte cose si possono fare anche a livello di singole nazioni. A partire da un più deciso schieramento dell’Italia a favore dell’introduzione, anche nella sola area euro, di una tassa sulle transazioni finanziarie capace di generare gettito per riparare i danni causati dalla finanza e soprattutto di arginare le operazioni più marcatamente speculative. Auspichiamo inoltre che il Governo Italiano faccia la sua parte per chiedere all’Autorità Bancaria Europea (Eba) di rivedere le nuove regole sulla capitalizzazione delle banche che allo stato attuale rischiano di costringere gli istituti a restringere ulteriormente l’erogazione del credito, con gravissimi danni per le famiglie e le imprese.

· Un sistema fiscale più equo : In Italia, nell’ultimo ventennio dello scorso secolo, 120 miliardi di euro sono stati trasferiti dai lavoratori ai profitti finanziari. Occorre invertire la tendenza, smettere di tartassare i redditi di chi lavora e produce e di agevolare invece chi fa soldi con i soldi.

· Acquisto forzoso di BTP per i grandi patrimoni. E’ necessario pensare a delle misure per ridurre il peso degli interessi da pagare sul debito e per sottrarlo alle logiche speculative dei mercati internazionali. Una proposta che permetterebbe di realizzare questo doppio obbiettivo è l’acquisto forzoso di BTP a un tasso calmierato, legato ad esempio all’inflazione o ad altri parametri. L’Italia è uno dei Paesi con il maggiore debito pubblico, ma anche con il maggiore risparmio. L’idea è allora quella di imporre ai grandi patrimoni (delle persone fisiche e giuridiche) l’acquisto di un’emissione di BTP a un tasso ragionevole e superiore all’inflazione, ma nettamente inferiore a quelli attuali, dettati da logiche speculative. Questa emissione andrebbe a rifinanziare il debito italiano riportandolo progressivamente in Italia, diminuendo il monte interessi. Il Giappone ha un rapporto debito/PIL decisamente superiore rispetto all’Italia, ma nessuno pensa che possa essere sull’orlo del default e non esistono speculazione o spread impazziti. Il motivo essenziale è che sono gli stessi cittadini giapponesi a detenere il debito e ad assicurarne il rifinanziamento.

· Capitali Scudati. Anche l’imposta sui capitali illegalmente portati fuori dal paese e poi “sanati” con i diversi “scudi fiscali” appare sottodimensionata: si può e si deve chiedere di più.

· Incentivi per l’assunzione di giovani e donne. La manovra contiene qualche misura per facilitare le assunzioni di giovani e donne, ma è necessario fare di più.

Infine – Banca Etica – è convinta che accanto alle misure del Governo serva una forte presa di coscienza da parte dei cittadini e dei risparmiatori che troppo spesso finiscono con l’essere complici inconsapevoli oltre che vittime del sistema finanziario. Dovremo invece imparare a indirizzare i nostri risparmi e non alimentare la speculazione. Il trasferimento di risorse dall’economia reale alla finanza alla base dell’attuale crisi di debito è necessario anche per garantire i profitti in doppia cifra inseguiti dagli speculatori. Se il PIL del mondo cresce del 2% l’anno e la finanza deve garantire profitti cinque o dieci volte superiori, se le pubblicità ci promettono rendimenti del 4% netto sul nostro conto corrente mentre la ricchezza reale in Italia non cresce, è evidente che i nostri risparmi non vengono impiegati per finanziare imprese reali, che producono beni e servizi necessari e creano occupazione.

NOTA: Le cifre citate in questo documento sono tratte dalla “ControManovra di Sbilanciamoci” che da anni presenta un proprio rapporto in cui un pool di economisti propone misure alternative per la spesa pubblica, fondate sull’equità sociale, l’ambiente, i diritti. Il rapporto 2012 chiarisce ancora una volta come un diverso modello economico sia perfettamente possibile. E’ unicamente una questione di volontà politica.

Banca Etica

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Categorie : Economia/Lavoro
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