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Archive for tasse

gocce

Cosa che vuoi che sia una goccia di fronte all’immensità degli oceani? Eppure se ci pensate gli oceani sono formati proprio da una vastità di gocce legate tra loro, quindi ogni singola goccia serve a costituire l’immensità oceanica, senza gocce non ci sarebbe alcun oceano.

Cosa vuoi che siano 100 mila euro di fronte ad un bilancio da 70 milioni? Anche in questo caso, come per gli oceani, i 70 milioni sono formati da tante gocce da 100 mila legate insieme. Ogni singola goccia serve a costituire il totale ed è quindi importante, soprattutto quando le gocce scarseggiano e si vanno a pescare sempre nelle borracce dei soliti noti.

Cosa vuoi che siano, quindi, le indennità di Sindaco, Assessori e presidente del consiglio comunale  (200 mila euro all’anno) di fronte ad un bilancio di 70 milioni di euro? Esattamente una goccia, importante ed utile a costituire il totale, soprattutto in questo periodo di difficoltà economiche.

E allora perchè prima di andare a trovare gocce nelle tasche dei cittadini aumentando le tasse locali, riducendo agevolazioni e detrazioni non si pesca da queste indennità? Non saranno certo la panacea di tutti i problemi, ma sicuramente aiuteranno. Con un dimezzamento delle indennità di Sindaco e assessori nonchè l’abolizione dell’indennità del presidente del consiglio comunale (che comunque continuerebbe a percepire il gettone di presenza come tutti i consiglieri) si potrebbero risparmiare 100 mila euro, che certo non saranno tanti ma, giusto per fare un paragone sono il doppio di quanto stanziato annualmente come borse(tte) di studio agli studenti ostunesi con difficoltà economiche. Quale buon padre di famiglia non rinuncerebbe a stringere la propria cinghia per far studiare i propri figli?

Sino ad ora sia da desta (G. Fedele) sia da sinistra (N. Santoro) sono stati lanciati inviti al “neo” presidente del consiglio di rinuciare alla indennità. Nonostante, per il presidente Melpignano, fosse un ottima occasione per dimostrare che l’indennità non era l’unica cosa che gli interesasse, l’invito è caduto nel vuoto. A breve vi sarà la discussione per il bilancio 2014, predisporrò un emendamento per il dimezzamento delle indennità e gettoni di presenza sperando che qualche consigliere la faccia propria e la metta a votazione. Così, giusto per vedere l’effetto che fa.

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venghino

Andrà in onda oggi (o forse domani chi lo sà!) il terzo consiglio comunale dell’era preistorica. Ormai assodata, salvo scherzetti dell’ultima ora, l’alleanza col PD degli Epifani, Pomes e compagnia bella compreso l’ex sindaco con cui continuano a condividere non pochi interessi. Alleanza sviluppata alla luce del sole ma di cui nessuno conosce ne contorni ne dintorni a parte la concessione della poltrona di presidente del consiglio comunale e relativa indennità da oltre 18 mila euro.

Una situazione di emergenza per evitare il commissariamento del comune, dicono, e potersi finalmente prodigare per il bene comune nonchè  per avviare quel cambiamento tanto annunciato. Cambiamento che, come ben potete immaginare, non potrà che iniziare dall’aumento della tassazione locale per colmare una situazione economica disastrosa causata proprio da quel PD degli Epifani, Pomes e soci vari da decenni al governo della città. Ma se le casse del comune non stanno molto bene, il curatore chiamato a sanarle (il sindaco) non sta gran che e lo dimostra in una videointervista dove in pochi minuti riesce a dire due fesserie fuori misura evidenziando, ancora una volta, la sua totale incompetenza ed incapacità amministrativa.

La TASI, innanzitutto. Per il Sindaco una tassa inevitabile in quanto imposta dallo stato che però in molti comuni è stata azzerata facendo ricorso alle risorse del bilancio comunale, riordinandolo e tagliando spese improduttive comprese le indennità degli organi politici. Una tassa che sostituirà l’IMU e che verrà pagata da tutti anche sulla prima casa. Una tassa che il sindaco e l’assessore al bilancio vorrebbero portare al 1 ,5 per mille, ma che probabilmente porteranno al 1 per mille facendovi credere di aver evitato incrementi. Peccato che pagherete una tassa che prima non paghevate.

Ma la fesseria più grande il Sindaco l’ha detta proprio sul bilancio, affermando che il 70% dello stesso riguarda lo stipendio del personale dipendente quindi impossibile da ridurre. Una fesseria che non deve meravigliare visto che da consigliere di “opposizione”, in occasione dell’approvazione dello scorso bilancio, affermava di non capirci nulla di quelle tabelle e di quei numeri. Ed infatti la percentuale citata non riguarda certo il costo degli stipendi, ma semmai del costo totale della macchina amministrativa su cui sono possibili imponenti e vari interventi. Interventi che potrebbero tranquillamente evitare di pescare dalla tasche dei soliti. Interventi che non verranno fatti, perchè l’unico obbiettivo è quello di galleggiare sulla poltrona finalmente conquistata e che cercheranno di mantenere costi quel che costi, tanto il conto mica lo pagano loro.

Categorie : Politica
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In occasione dell’approvazione del bilancio 2013 del comune di Ostuni l’allora sindaco Tanzarella dichiarò di essere riuscito a non incrementare la pressione fiscale non pagando fornitori di beni e servizi. Ostuni 5 stelle chiese che l’ammontare di quei debiti fosse reso pubblico. L’allora opposizione, che aveva tutto il potere di pretendere quei dati, come da tradizione non fece nulla.

Oggi quella opposizione amministra la città e annuncia una disastrosa condizione dei conti comunali, situazione che impone e giustifica, così dicono, un considerevole incremento delle tasse locali.

Adesso, senza entrare nei meandri delle varie opzioni possibili per risanare conti ed evitare aumenti fiscali, non si può non sottolineare che oggi, come ieri, nessuno fa chiarezza sulla reale condizione in cui versano le casse comunali. Si continua a procedere per slogan, con le solite fazioni che affermano ognuna il contrario dell’altra e i cittadini che, mancandogli adeguate informazioni, non sanno a chi credere.

Perchè il Sindaco e l’assessore al bilancio non convoncano una pubblica assemblea per spiegare ai cittadini come stanno le cose? Trasparenza non era forse uno dei tanti slogan che capeggiava nelle gigantografie con cui hanno tappezzato la città durante la campagna elettorale?

Se negli anni passati qualcuno ha imbrogliato le carte ed ingannato i cittadini non c’è altra strada che renderlo noto in una pubblica assemblea, snocciolando numeri e rendendo pubblica ogni singola nota spesa. Perchè se è vero, come dice il consigliere Camassa, che il comune è stato lasciato in “braghe di tela” è ancor più vero che il culo sottostante è dei cittadini.

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set
04

Tasse & Tasse

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Aumentare la pressione fiscale é quanto di più semplice e banale ci possa essere, farlo in un periodo di crisi, quando le imprese boccheggiano e le famiglie non arrivano a fine mese, é stupido e controproducente.

L’aumento della pressione fiscale,  molto in voga in questi ultimi anni, ha dimostrato di essere totalmente inutile sia a risolvere i problemi, sia a ridurre i debiti, sia a rilanciare l’economia, sia a garantire i servizi, sia a tutte le altre belle balle che hanno raccontato, ma in compenso hanno dimostrato di essere perfette per spianare la strada ad ulteriori incrementi della pressione fiscale.

Difficile é riorganizzare le spese e le organizzazioni degli enti. Ci vuole una politica competente, ma sopratutto con le mani libere capace di abbattere inutili abitudini, per non dire privilegi,  di pochi. Ci vuole una politica capace di guardare al futuro, capace di parlare giovane e non parlare dei giovani solo per strappargli il voto. Insomma l’esatto opposto di ciò a cui siamo abituati. É facile aumentare le tasse,  meno facile é elaborare strategie per un diverso modello di sviluppo in grado di generare considerevoli risparmi dei costi energetici e di quelli per lo smaltimento dei rifiuti, nonché quelli per il funzionamento della macchina amministrativa tramite la sburocratizzazione e digitalizazzione. Una politica lungimirante capace di stimolare e favorire nuove imprese fornendo loro servizi ed esenzione tasse per i primi anni.

Ma per una politica lungimirante ci vuole un popolo lungimirante.

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Lo avevo preannuciato già diversi mesi fa che prima o poi sarebbero arrivati a mettere le mani sugli stipendi dei dipendenti pubblici, non che sia un esperto di politiche economiche ma chiunque cittadino ben informato (noi dai giornali e tv) sarebbe arrivato alla stessa scontata conclusione e l’unica incognita sarebbe rimasta sul quando non certo sul se. Oggi è noto anche il quando, ovvero adesso.

I primi ad essere curati con questa scontata, quanto inutile, cura saranno gli insegnanti e la scelta non è, a mio avviso, casuale. Non solo si vuole affrontare una categoria alla volta per evitare mobilitazioni di massa incontrollabili, ma iniziare da quelle che l’opinione pubblica, forse più per invidia che altro, considera privilegiate. E gli insegnanti sono perfetti per questo: 22-24 ore di lavoro alla settimana, a volte anche meno, 15 giorni di ferie a Natale, 10 a Pasqua e 3 mesi in Estate. Adesso potremmo anche inziare una disamina di questi “privilegi” (personalmente sono per una drastica diminuzione degli orari di lavoro per tutti i lavoratori), ma se ci concentrassimo su questi aspetti (forse proprio quello che vogliono), non ci porremmo probabilmente la domanda fondamentale: questa decurtazione degli stipendi avrà effetti su questi “privilegi”? Ovvero aumenterà l’orario di lavoro o diminuirà i giorni di ferie del corpo insegnanti?

Assolutamente no e l’unico effetto sarà l’ennesima mortificazione di una categoria che svolge un lavoro tanto delicato quanto fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico del nostro paese.

La seconda domanda da porsi è: quali effetti avrà sulle casse statali questa decurtazione? Per risponderci basterebbe verificare gli effetti sul bilancio di tutte le precedenti manovre coi loro tagli, tasse, ecc. Se facessimo questa semplice verifica potremmo constatare che il debito pubblico e i relativi interessi sono costantemente aumentati. La cura non funziona, anzi sta facendo peggiorare il malato. E’ come se stessimo facendo dei salassi ad un paziente anemico, l’esito non potrà che essere il decesso.

Naturalmente questa decurtazione è solo l’inizio, potrà pure essere che il governo faccia passi indietro diminuendola oppure annullandola proprio (ci avviciniamo alle elezioni europee e perdere voti non è certo buona cosa), ma di sicuro sarà solo l’ennesimo rinvio di un qualcosa che prima o poi ci piomberà addosso e coinvolgerà tutti i pubblici dipendenti ad esclusione dei privilegiati veri, politici in primis.

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