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Archive for tasse

tasse2

Lo avevo preannuciato già diversi mesi fa che prima o poi sarebbero arrivati a mettere le mani sugli stipendi dei dipendenti pubblici, non che sia un esperto di politiche economiche ma chiunque cittadino ben informato (noi dai giornali e tv) sarebbe arrivato alla stessa scontata conclusione e l’unica incognita sarebbe rimasta sul quando non certo sul se. Oggi è noto anche il quando, ovvero adesso.

I primi ad essere curati con questa scontata, quanto inutile, cura saranno gli insegnanti e la scelta non è, a mio avviso, casuale. Non solo si vuole affrontare una categoria alla volta per evitare mobilitazioni di massa incontrollabili, ma iniziare da quelle che l’opinione pubblica, forse più per invidia che altro, considera privilegiate. E gli insegnanti sono perfetti per questo: 22-24 ore di lavoro alla settimana, a volte anche meno, 15 giorni di ferie a Natale, 10 a Pasqua e 3 mesi in Estate. Adesso potremmo anche inziare una disamina di questi “privilegi” (personalmente sono per una drastica diminuzione degli orari di lavoro per tutti i lavoratori), ma se ci concentrassimo su questi aspetti (forse proprio quello che vogliono), non ci porremmo probabilmente la domanda fondamentale: questa decurtazione degli stipendi avrà effetti su questi “privilegi”? Ovvero aumenterà l’orario di lavoro o diminuirà i giorni di ferie del corpo insegnanti?

Assolutamente no e l’unico effetto sarà l’ennesima mortificazione di una categoria che svolge un lavoro tanto delicato quanto fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico del nostro paese.

La seconda domanda da porsi è: quali effetti avrà sulle casse statali questa decurtazione? Per risponderci basterebbe verificare gli effetti sul bilancio di tutte le precedenti manovre coi loro tagli, tasse, ecc. Se facessimo questa semplice verifica potremmo constatare che il debito pubblico e i relativi interessi sono costantemente aumentati. La cura non funziona, anzi sta facendo peggiorare il malato. E’ come se stessimo facendo dei salassi ad un paziente anemico, l’esito non potrà che essere il decesso.

Naturalmente questa decurtazione è solo l’inizio, potrà pure essere che il governo faccia passi indietro diminuendola oppure annullandola proprio (ci avviciniamo alle elezioni europee e perdere voti non è certo buona cosa), ma di sicuro sarà solo l’ennesimo rinvio di un qualcosa che prima o poi ci piomberà addosso e coinvolgerà tutti i pubblici dipendenti ad esclusione dei privilegiati veri, politici in primis.

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comune de-equitalizzato

Con una determina dirigenziale del 26 Novembre il Comune di Ostuni affida ad Equitalia il recupero coattivo di TARSU non pagate negli anni compresi tra il 2006 e il 2012 (link). La cifra in questione non è particolarmente rilevante, circa 380 mila euro, ma l’affido ad Equitalia vedrà lievitare le somme che i cittadini dovranno erogare per risolvere il contenzioso. 1.815 le utenze coinvolte per cifre di poco superiori ai 200 euro e che, adesso, si vedranno raddoppiare, se non triplicare, il dovuto.

Poteva essere evitato questo aggravio? Poteva evitare il comune di Ostuni di affidarsi ad Equitalia? Certamente si, nonostante le belle scuse inserite nella determina in questione. Il servizio tributi avrebbe potuto tranquillamente verificare la situazione di ogni singola utenza interessata, verificare quali e quanti tra questi non hanno provveduto a pagare il dovuto perche impossibilitati e trovare delle forme anche dilazionate di pagamento che avrebbero consentito da una parte al cittadino di onorare il debito e dall’altra all’amministrazione di recuperare il credito.

Si è invece scelta la strada più semplice per il Comune e più odiosa e disperata per il cittadino. Il Comune, così come il fisco, ha il dovere di mantenere coi propri cittadini un rapporto umano e non farli vessare dagli strozzini. Cosa succederà adesso a questi cittadini che si vedranno recapitare le bollette da Equitalia? Che succederà se, come probabile che sia, non saranno in grado di onorare il debito? Gli porteranno via quel poco che ancora gli è rimasto? E in caso di attività produttive, le faranno chiudere per una bolletta da 200 euro non pagata?

Ostuni va immediatamente de-equitalizzata. Nessun cittadino della città bianca dovrà vedersi recapitare le bollette da quell’agenzia di strozzini. Le tasse vanno pagate, ma chi non ce la fa va aiutato e sostenuto non soppresso. Nessuno deve rimanere indietro, nessuno.

Categorie : Politica
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tasse2

Spiace dirlo, ma dobbiamo ringraziare il governo che ha stabilito che i Comuni possono continuare ad applicare, per l’anno 2013, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) invece della prevista TARES, contrariamente per molte categorie ci sarebbe stata una vera e propria stangata. Non che il governo sia preoccupato per le condizioni economche di noi comuni cittadini, è solo che sono in attesa di definire una nuova sigla con cui spennarci meglio.

Cosa sarebbe successo ad Ostuni se non vi fosse stata questa proroga? Aumenti per tutti di circa il 30% e per alcune categorie, in particolare attività produttive quali commercianti ed artigiani, sino al 100%. Non a caso quando qualche mese fa in consiglio comunale approdò il regolamento per l’applicazione della TARES, Ostuni 5 Stelle propose l’applicazione della tariffa puntuale commisurata alla quantità di rifiuti prodotti, in particolare la parte indifferenziata, come prevedeva la legge.

D’altronde la TARES nasceva proprio per quello, per far pagare di più a chi più inquinava e andavano attuati meccanismi in grado di quantificare la quantità di rifiuti prodotti da ogni singola utenza come da tempo prevedono norme nazionali e comunitarie. Ma come ben sappiamo Ostuni sul fronte della gestione dei rifiuti deficita non poco e questo avrebbe comportato l’applicazione della TARES con i parametri previsti per la TARSU e conseguentemente un incremento esponenziale della tassazione. Aumento che, ne sono certo, sarebbe stato attribuito a colpe del governo allo stesso modo di come, oggi, il merito di mantenere la TARSU, a leggere i comunicati, è del Comune. In realtà ci è andata bene, almeno per quest’anno.

Sulla gestione dei rifiuti, infine vi invito a vedere il video qui sotto e, se siete di Ostuni, constatare di persona l’enorme differenza tra chiacchere e fatti. A noi risulta che tali sistemi siano stati acquistati e siano nella disponibilità delle ditte che raccolgono i rifiuti, il perchè non vengano utilizzati non è dato a sapersi.

Categorie : Politica
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ott
01

Letta e riLetta

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alfetta

Di Marco Cedolin

Quando in primavera nacque il governo Letta, nel segno dell’inciucio e del golpe di Napolitano, lo scopo era quello di trascinarsi per qualche mese, mistificando i drammatici problemi di un paese moribondo e colonizzato da Bruxelles, attraverso il fumo creato dai temi etici (leggi sul femminidio e l’omofobia) ed un patetico tira e molla concernente la rata di luglio dell’Imu, quasi da essa dipendesse il futuro degli italiani.

Dopo tanto trascinarsi, senza senso e senza prospettive, Letta ed Alfano (o vicersa che è la stessa cosa) hanno comunque dovuto confrontarsi con Bruxelles e con gli impegni presi a livello europeo dai mestieranti politici, senza mai avere interpellato i cittadini.

Avendo promesso al popolo meno tasse e tangibili segnali di ripresa ed a Bruxelles più denaro da devolvere alle banche, in quel gioco al massacro chiamato debito pubblico, si sono trovati giocoforza in un cul de sac dal quale poteva sembrare impossibile uscire.

Ma il bestiario politico italiano, capitanato da Giorgio Napolitano è una confraternita piena di risorse, alla quale i lampi di genio non mancano mai alla stessa stregua degli utili idioti, dentro e fuori dal parlamento.

Dopo un paio di settimane vissute all’insegna del gioco delle tre carte, Imu a dicembre si, Imu a dicembre no, aumento dell’IVA si o in sostituzione aumento della benzina e dell’Irap e via discorrendo, che tradotto in cruda realtà stava a significare “non riusciamo a decidere se darti tante bastonate sulla schiena o piuttosto una coltellata”, ecco trovato l’uovo di Colombo, necessario per ottenere la quadratura del cerchio.

Una crisi di governicchio pilotata, un utile idiota disposto ad arrampicarsi sugli specchi per difendere il proprio status quo ed una massa di utili idioti equamente divisa fra berlusconiani ed anti berlusconiani, disposta a bersi qualsiasi corbelleria, nel nome dell’odio o dell’amore per il salapuzio di Arcore.

“Abbiamo deciso di darvi sia la coltellata, sia le bastonate, ma la colpa non è nostra, bensì della crisi di governo e per proprietà transitiva di Berlusconi che la crisi l’ha creata, inseguendo il proprio tornaconto personale.”

Aumenteranno l’IVA e pure la benzina ed a dicembre tornerà l’ICI, senza che venga accantonato il progetto di una nuova service tax a carico degli inquilini, ma non sarà colpa del governicchio Letta che deve devolvere quanto promesso a Bruxelles, bensì della sua crisi e di chi l’ha ingenerata.

Letta ed Alfano non avrebbero mai fatto qualcosa di così disdicevole e lo dimostreranno tornando fra qualche settimana a governare, con una nuova maggioranza d’inciucio allargato e la benedizione di Napolitano che ha tirato le fila di questa ennesima comedia dell’orrore. L’Italia della disoccupazione, dei suicidi e dei portafogli ancora più vuoti tornerà ad avere un governo ed a parlare di temi etici, fingendo che tutto vada per il meglio, almeno fino a quando EquiBruxelles non busserà per esigere la prossima rata e ricomincerà il gioco delle tre carte, perchè in Italia mancheranno anche i soldi, ma gli utili idioti no, quelli non mancheranno mai.

Categorie : Politica
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Shut-up-and-take-my-money

Un gran pezzo di Alessandra Daniele che non posso non diffondere. Godetevelo.

La notizia c’è stata comunicata come se dovessimo esserne entusiasti: l’IMU è stata rinominata, e spostata in un’altra cartella. Si chiamerà Service Tax, e alla fine l’erario ci guadagnerà. L’IVA, omonima della Zanicchi, sarà attualizzata e ribattezzata GAGA.

Un altr’idea dei brillanti Mr. Tars, sognatori di tasse, i designer fiscali finora dimostratisi così creativi. Il superlavoro però potrebbe esaurire i loro poteri. Perché non pensare anche a qualcos’altro per raccogliere soldi?

L’Italia è un paese da fumetto, da cartone animato, abbiamo un parlamento eletto col Porcellum, e una parlamentare che si autodefinisce la Pitonessa. Ecco quindi alcune idee per il merchandising di gadget:

Le Berbie

Bamboline tipo Barbie delle amazzoni berlusconiane: Santanchè, Gelmini, Carfagna, Biancofiore e le altre, con relativo guardaroba, e nome di battaglia zoologico. La Pitonessa, la Gattamorta, la Topolona, l’Ocagiuliva. Un ottimo esempio dell’immagine della donna in Italia. In aggiunta fra gli accessori, su modello di Ken, il bambolotto Alfano, scoglionato come l’originale.

Il Grillo antistress

Un Beppe di peluche che strizzato sbraita insulti pittoreschi, e minacce iperboliche, ma che in realtà è sostanzialmente innocuo, e perfetto per sfogare la rabbia degli elettori senza danno per i centri nervosi, e i centri del potere politico economico che decidono il governo.

Trasformerenzi

L’ex robottino rottamatore adesso raccoglie come un magnete tutta la ferraglia del suo partito, anche la più arrugginita, continuando però a insultarla davanti alle telecamere. «I dirigenti del PD perdevano anche le elezioni di condominio» ha detto ieri, lui che ha perso le primarie contro uno di loro. Adesso saltano sul suo carro del presunto vincitore mentre si trasforma in un camper, in un SUV, in un jet, in uno yacht, e in qualsiasi altra cosa pur di seguire il vento. Per poi deragliare come il treno di Rutelli, perché gli elettori di Berlusconi preferiscono sempre votare l’originale.

Cluedoni

Tutti sanno dall’inizio chi è il colpevole, lo scopo del gioco è impedire che la magistratura lo condanni, e che la condanna venga eseguita. Sulle carte, invece delle faccine, culi. Secondo Capezzone, Berlusconi sarebbe al di sopra della legge perché votato e acclamato da milioni di persone. Se le condanne penali dipendessero dalla popolarità, Capezzone prenderebbe la sedia elettrica.

Rosiko

C’è chi è felice solo in tempo di guerra, e in tempo di pace rosica. Il perché lo spiega bene Riccardo III:

«io, che in sì bella forma son tagliato, defraudato d’ogni armonia di tratti, monco, deforme, calato anzitempo in mezzo a questo mondo che respira; io, che sono sbozzato per metà, e una metà sì sgraziata e sbilenca che m’abbaiano i cani quando passo; io, dico, in questa nostra neghittosa e zufolante stagione di pace, altro svago non ho, altro trastullo da consentirmi di passare il tempo, fuor che sbirciare la mia ombra al sole e intonar col pensiero, in vari toni, variazioni sul mio stato deforme».

Giocando a Rosiko si potrà impersonare Giuliano Ferrara.

Categorie : Politica
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