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	<title>iapra li  uecchie il blog di Paolo Mariani &#187; taranto</title>
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	<description>Il blog di Paolo Mariani</description>
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		<title>Lettera aperta ad Alessandro Marescotti e Pacelink</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Egregio Dr Marescotti, innanzitutto mi presento. Mi chiamo Paolo Mariani di Ostuni, un grillino secondo i tradizionali media anche se io preferisco la definizione &#8220;cittadino freelance&#8221;. Da anni seguo con molto interesse ed attenzione il lavoro che Lei e l&#8217;associazione che rappresenta ha svolto in favore del bene comune apprezzandone sempre l&#8217;alto valore e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/AMarescotti.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7288" title="AMarescotti" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/AMarescotti.jpg" alt="" width="250" height="171" /></a>Egregio Dr Marescotti,</p>
<p>innanzitutto mi presento. Mi chiamo Paolo Mariani di Ostuni, un grillino secondo i tradizionali media anche se io preferisco la definizione &#8220;cittadino freelance&#8221;. Da anni seguo con molto interesse ed attenzione il lavoro che Lei e l&#8217;associazione che rappresenta ha svolto in favore del bene comune apprezzandone sempre l&#8217;alto valore e la fondamentale importanza; le vostre osservazioni, ricerche e denunce sempre chiare e profondamente documentate sono state per me un&#8217;importante fonte di informazione e riflessione e non solo riguardo ai problemi ambientali di Taranto. Spesso, sul mio blog personale, ho riportato, citato e linkato quanto riportato sul vostro sito (<a href="http://www.peacelink.it/" target="_blank">pacelink.it</a>). Un piccolo contributo alla diffusione di notizie e informazioni generalmente ingnote ai più.</p>
<p>Come noto a chiunque mi conosce non nutro una grande simpatia per i partiti e quindi non ho visto con favore la candidatura di Bonelli a sindaco di taranto, ma non posso che considerare lecite e, ancor di più, rispettabili idee, posizioni e scelte diverse. Aver visto Lei e molti altri noti e stimati ambientalisti tarantini, schierarsi a favore di tale candidatura non ha suscitato in me disappunto o disapprovazione ma semmai delle domande: come mai il moVimento 5 stelle, nonostante le tematiche ambientali siano tra i capisaldi del suo programma, non è riuscito ad interfacciarsi con queste associazioni, con questa marea di cittadinanza attiva? Come mai agli occhi di così tanti cittadini attivi, informati e con accesso alla rete il moVimento 5 stelle non è risultato un credibile soggetto politico?</p>
<p>Aimé, le risposte a queste domande sono tutte ben evidenti nelle dichiarazioni di Alessandro Furnari riportate qualche giorno fa su Taranto Oggi (<a href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/images/17005_a36256.jpg" target="_blank">http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/images/17005_a36256.jpg</a>). Dichiarazioni sulle quali non solo non sono d&#8217;accordo ma che ritengo assurde e prive di ogni fondamento logico. Basta leggere che per poter dialogare con il moVimento 5 stelle non c&#8217;è altra alternativa che entrare nel 5 stelle per rendersi conto dell&#8217;assurdità di quelle dichiarazioni nonché dell&#8217;incoerenza con quanto lo stesso moVimento 5 stelle propone: la partecipazione attiva dei cittadini tutti indifferentemente dalla loro adesione/iscrizione al moVimento.</p>
<p>Mi auguro solo che lei sia a conoscienza che Furnari non solo straparla, ma lo fa ad esclusivo titolo personale. Non rappresenta me  e non rappresenta altri attivisti 5 stelle compresi coloro che da anni su Taranto sono impegnati in importanti e fondamentali battaglie e che da tempo hanno preso le distanze dai metodi e dalle proposte di Furnari. Sono convinto che questi sapranno interfacciarsi con voi e fare tesoro del vostro impegno e del vostro lavoro non certo per fini elettorali ma per il bene comune su cui tutti quanti siamo impegnati. Stesso dicasi per le altre asociazioni presenti sul territorio e citate nei deliri del Furnari.</p>
<p>Per quanto mi riguarda continuerò a seguire con molto interesse ed attenzione il vostro lavoro come continuerò a diffondere le informazioni che da questo provengono.</p>
<p style="text-align: right;">Paolo Mariani</p>
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		<title>Non sono tutte stelle quelle che luccicano</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 18:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[taranto]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre con decisione unilaterale si revocava l&#8217;utilizzo del logo alla lista civica Progetto per Ferrara e al relativo consigliere comunale Valentino Tavolazzi senza ne dare approfondite spiegazioni ne accettare un pubblico dibattito, a Taranto un gruppo di attivisti di lunga data segnalava senza alcun esito allo staff di Grillo delle importanti anomalie nella selezione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/03/Movimento.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6934" title="Movimento" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/03/Movimento-300x293.jpg" alt="" width="250" height="245" /></a>Mentre con decisione unilaterale si revocava l&#8217;utilizzo del logo alla lista civica Progetto per Ferrara e al relativo consigliere comunale Valentino Tavolazzi senza ne dare approfondite spiegazioni ne accettare un pubblico dibattito, a Taranto un gruppo di attivisti di lunga data segnalava senza alcun esito allo staff di Grillo delle importanti anomalie nella selezione dei candidati e sopratutto del candidato portavoce. Continuo a considerare il moVimento 5 stelle un importante strumento a disposizione dei cittadini per cercare di risollevare le sorti di questo paese e di questa società. Di certo però questi inspiegabili e ingiustificabili eventi cominciano a scalfire le mie convinzioni.</p>
<blockquote><p><strong>Comunicato Stampa: Furnari non è il nostro portavoce candidato sindaco.</strong></p>
<p>Gli &#8220;Amici di Beppe Grillo di Taranto&#8221;, gruppo attivo dal 2006, formato da attivisti ed iscritti al MoVimento 5 Stelle, contestano e prendono le distanze dal candidato portavoce A.Furnari e la sua lista.</p>
<p>Nella selezione delle candidature nonché nella realizzazione della lista sono mancati completamente i confronti pubblici sia sul web che dal vivo con gli iscritti al MoVimento 5 Stelle di Taranto e con i cittadini in generale.</p>
<p>Il candidato in questione ha presentato una lista, in “segretezza” e senza alcuna possibilità di pubblica discussione sia sul nome dei candidati, sia sulle modalità di scelta del candidato portavoce sindaco.</p>
<p>Ma oltre alla mancata trasparenza nelle scelte e all’assenza del confronto pubblico, quel che viene da sospettare è la mancanza di competenze nelle tematiche che il MoVimento 5 Stelle in Italia propone : Acqua, Rifiuti, Energia Rinnovabile, solo per citarne alcune.</p>
<p>Per questi motivi di metodo e di merito, riteniamo che le modalità che hanno portato a creare questa lista siano lontane parenti dal modello sperato di rinnovamento dello scenario politico.</p>
<p>Trasparenza, confronto aperto con i cittadini, libera partecipazione, competenza e attivismo civico sono caratteristiche troppo importanti per noi. Non possiamo ignorare questi aspetti che sono il nostro pilastro principale. Ricordiamo inoltre, come altre esperienze degli eletti del Movimento 5 Stelle insegnano, che la remissione del mandato dei consigliere con discussione del loro operato da parte dei cittadini avviene ogni 6 mesi mentre nel programma di questa lista c&#8217;è scritto che ciò avverrà ogni 24 mesi e questa è un&#8217;ulteriore dimostrazione della mancanza di volontà di confrontarsi in maniera trasparente e continuativa con i cittadini.</p>
<p>Dunque non ci resta che prendere le distanze da questa modalità “vecchia” di fare politica, per cui denunciamo con risolutezza il nostro dissenso.</p>
<p>Da cittadini iscritti al MoVimento 5 Stelle, affermiamo con forza che Furnari non è il nostro portavoce sindaco.</p>
<p>Amici di Beppe Grillo Taranto &#8211; Meet Up 192</p>
<p>amicidibeppegrillotaranto@gmail.com  - <a href="http://beppegrillotaranto.wordpress.com/" target="_blank"> http://beppegrillotaranto.wordpress.com/</a>  -  <a href="http://www.meetup.com/Amici-di-Beppe-Grillo-di-Taranto/" target="_blank">http://www.meetup.com/Amici-di-Beppe-Grillo-di-Taranto/</a>  -  <a href="http://www.facebook.com/amicidibeppegrillotaranto?ref=tn_tnmn" target="_blank">http://www.facebook.com/amicidibeppegrillotaranto?ref=tn_tnmn</a></p></blockquote>
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		<title>I rifiuti non si bruciano, si riciclano</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 16:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricevo e, condividendo in toto, volentieri pubblico. La Regione, ha rilasciato parere favorevole di compatibilità ambientale all’ Impianto di stoccaggio e incenerimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi da 8.500 tonellate/annue in contrada Santa Chiara, zona che si colloca nel mezzo delle attività industriali a poche migliaia di metri dal quartiere Tamburi. Ci preme sottolineare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/02/inceneritore_reset.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6820" title="inceneritore_reset" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/02/inceneritore_reset-244x300.jpg" alt="" width="250" height="307" /></a>Ricevo e, condividendo in toto, volentieri pubblico.</p>
<blockquote><p>La Regione, ha rilasciato parere favorevole di compatibilità ambientale all’ Impianto di stoccaggio e incenerimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi da 8.500 tonellate/annue in contrada Santa Chiara, zona che si colloca nel mezzo delle attività industriali a poche migliaia di metri dal quartiere Tamburi.</p>
<p>Ci preme sottolineare che esistono già altri inceneritori operativi sul territorio tarantino, e questi hanno tutti il benestare regionale; l’inceneritore di Massafra di proprietà della società Appia Energy, del gruppo Marcegaglia, alimentata da una quantità di CDR e Agrocombustibili pari a 100.000 t/anno, avviato nel 2002 e autorizzato il 18-01-2008 (Rapporto Rifiuti Urbani 2011 Ispra) che attualmente sta richiedendo l’AIA e la compatibilità ambientale per il raddoppio di una nuova linea per bruciare una quantità di rifiuti speciali pari ad altri 100.000 tonnelate/anno (Bol. n. 24 del 16-02-2012 Regione Puglia); l’inceneritore di Taranto, proprietà AMIU SpA, società a intero capitale del Comune di Taranto ma che al pari di ogni SpA persegue le finalità di dividere gli utili a fine anno, per cui il Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale in Puglia (Vendola) ha rilasciato l’autorizzazione definitiva all’esercizio (Decreto n.l24/CD/R del 22 maggio 2006) con capacità autorizzata a 102.000t/a (Rapporto Rifiuti 2011 Ispra) il nuovo cementificio della Cementir Holding, gruppo Caltagirone, con l’autorizzazione a bruciare CDR fino a un quantitativo di 51.500tonnellate/anno (Bol. n. 175 del 10-11-2011 Regione Puglia) Tutto ciò a fronte di una produzione totale dei Rifiuti Urbani dell’intera provincia di circa 326.000tonnellate di rifiuti annui (Rapporto Rifiuti Urbani 2011 Ispra).</p>
<p>I conti non tornano per cui ci apprestiamo ad avere impianti con capacità di bruciare molti più “rifiuti” rispetto a quanti ne producano i cittadini della provincia. Sarà forse per questo che la raccolta differenziata è a percentuali imbarazzanti e ben al di sotto del 15% (Dati raccolta R.S.U. per ATO – Anno 2011 )? Sarà forse per questo che la produzione pro-capite di rifiuti è di 563 kg/annue a cittadino (Rapporto Rifiuti Urbani 2011 Ispra) e non vi è nessuna iniziativa amministrativa votata alla diminuzione a monte della produzione dei rifiuti così come ci impongono le direttive quadro Europee? Va da se che se meno rifiuti si producono, più si differenzia, si ricicla e si recupera e quindi meno rifiuti sono diretti allo smaltimento in inceneritori e discariche. Ma a Taranto l’amministrazione comunale, provinciale e regionale sembra che vogliano relegare questo territorio a smaltimento perpetuo dando precedenza all’incenerimento e al conferimento in discarica; non dimentichiamo che in questa “terra jonica” vi sono anche le 3 discariche di rifiuti speciali a Statte, Lizzano e Grottaglie e quella di rifiuti speciali pericolosi all’interno dell’Ilva. I rifiuti di chi dobbiamo ancora accogliere? In questo scenario preoccupante dove sembra che non vengono considerate la somma degli impatti totali delle fonti di emissione, ci si aspetterebbe molto dagli enti locali, a maggior ragione quando ci professa come “ecologisti” e sensibili ai “problemi ambientali”. Il Comune e la Provincia dovevano (perchè il loro parere è stato richesto più volte) e potevano dare un segnale politico forte ma non avendo effettuato nessuna osservazione, ne tantomeno opposizione a tale progetto, l’iter è andato avanti comunque: Come mai questa “svista” da parte degli Enti Locali? Semplice negligenza? Incapacità di fare delle osservazioni al progetto?, Mancato coraggio nel difendere un territorio già devastato dalla miopia politica e dagli interessi privati o cosa altro?</p>
<p>Per questo i cittadini del Meetup “Amici di Beppe Grillo Taranto” accolgono e rilanciano la proposta di Peacelink di “concentrare l’intelligenza e l’indignazione collettiva della cittadinanza” a fare opposizione al rilascio dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). Come da anni sosteniamo, al pari dei cittadini e associazioni consapevoli di Taranto tramite incontri, promuovendo convegni e diffondendo informazioni, la Strategia Rifiuti Zero deve essere perseguita in ogni settore che coinvolga la produzione di rifiuti. E’ il momento di dire basta “al destino di pattumiera” a cui ci hanno relegato le amministrazioni dell’ultimo ventennio. Il “presente” deve lavorare per pianificare il riciclo totale!!!</p>
<p>Taranto 24 febbraio 2012</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://beppegrillotaranto.wordpress.com/" target="_blank">“Meet Up 192 Amici di Beppe Grillo Taranto”</a></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
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		<title>Taranto capitale della diossina</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 07:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[diossina]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<description><![CDATA[PECORINO ALLA DIOSSINA Il 27 febbraio 2008 PeaceLink portò in tribunale un esposto con i risultati delle analisi di laboratorio sul pecorino contaminato dalla diossina. Cominciava un percorso difficile, ripido e pieno di ostacoli. Oggi possiamo dire che ne è valsa la pena. Ripetevamo spesso &#8220;nulla sarà come prima&#8221;. E così è stato. TARANTO CAPITALE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/02/img_16624.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6767" title="img_16624" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/02/img_16624-300x275.jpg" alt="" width="250" height="230" /></a>PECORINO ALLA DIOSSINA</p>
<p>Il 27 febbraio 2008 PeaceLink portò in tribunale un esposto con i risultati delle analisi di laboratorio sul pecorino contaminato dalla diossina. Cominciava un percorso difficile, ripido e pieno di ostacoli. Oggi possiamo dire che ne è valsa la pena. Ripetevamo spesso &#8220;nulla sarà come prima&#8221;. E così è stato.</p>
<p>TARANTO CAPITALE NAZIONALE DELLE EMISSIONI INQUINANTI</p>
<p>Taranto, capitale nazionale della diossina, chiede adesso giustizia. Dopo che per anni lo Stato italiano ha omesso di fare quello che l&#8217;Europa chiedeva. Dopo leggi ad aziendam e scandalosi silenzi. Dopo un&#8217;incredibile catena di cose non fatte e di prescrizioni non osservate. La diossina a Taranto è la storia di un segreto nascosto all&#8217;opinione pubblica ed emerso grazie all&#8217;impegno civile dei cittadini.</p>
<p>UN CASO SOTTO I RIFLETTORI NAZIONALI</p>
<p>Adesso finalmente lo scandalo è venuto allo scoperto. Taranto è sotto i riflettori nazionali. E lotta in nome di tutte le vittime dell&#8217;inquinamento. E&#8217; il simbolo dell&#8217;Italia inquinata che chiede giustizia. Il desiderio di legalità e di giustizia rinasce dalla città più inquinata d&#8217;Italia e si fa impegno civile per tutta la nazione.</p>
<p>MAXIPERIZIA SULL&#8217;ILVA: DIBATTITO IN TRIBUNALE</p>
<p>Il 17 febbraio, tre anni dopo quell&#8217;esposto di PeaceLink, si avvera il sogno di poter chiedere giustizia. La maxiperizia sarà discussa in tribunale. Verrà finalmente avviato il percorso per accertare la verità su chi ha inquinato. La maxiperizia richiesta dal GIP Patrizia Todisco individua, oltre alla diossina, anche un mix di emissioni inquinanti che non ha eguali in Italia per varietà e quantità. Un&#8217;enciclopedia di veleni che l&#8217;Arpa Puglia ha quantificato negli ultimi anni offrendo una finestra di conoscenza in passato negata.</p>
<p>CATENA UMANA DI SPERANZA</p>
<p>Attorno al tribunale, simbolo della giustizia e della legalità, si stringeranno idealmente tutti i tarantini che hanno una speranza. Con la voce del silenzio giungerà un forte sostegno alla magistratura. Attorno al tribunale una catena umana abbraccerà gli allevatori. La città li sosterrà, fino alla vittoria.</p>
<p>PER NON MORIRE DI INQUINAMENTO</p>
<p>Una notizia ci ha rattristati in questa nostra lunga lotta. E&#8217; morto con un tumore al cervello il pastore da cui PeaceLink prese il pecorino contaminato da diossina.</p>
<p>PeaceLink ringrazia tutte le associazioni che in questi anni si sono battute contro la diossina. In particolare il Fondo Antidiossina Taranto di Fabio Matacchiera.</p>
<p style="text-align: right;">PaceLink</p>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Taranto è la città più inquinata d&#8217;Europa. A Taranto c&#8217;è la più grande acciaieria di Europa (ILVA). Che le due cose erano correlate era cosa ovvia, ma non era sufficiente c&#8217;era bisogno di una verità scientifica che adesso c&#8217;è. Che altro si inventeranno per continuare a distribuire in quella città morte e miseria? I periti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Taranto è la città più inquinata d&#8217;Europa. A Taranto c&#8217;è la più grande acciaieria di Europa (ILVA). Che le due cose erano correlate era cosa ovvia, ma non era sufficiente c&#8217;era bisogno di una verità scientifica che adesso c&#8217;è. Che altro si inventeranno per continuare a distribuire in quella città morte e miseria?</p>
<blockquote><p>I periti della Procura hanno dato una risposta limpida ad una città inquinata che ha fame di giustizia e sete di verità. Con il linguaggio della scienza hanno scritto cose che pesano come macigni e ridanno speranza alla lotta per un futuro pulito. Al quesito “se i livelli di diossina e Pcb rinvenuti negli animali abbattuti e se i livelli di diossina e Pcb accertati nei terreni circostanti l’area industriale di Taranto siano riconducibili alle emissioni di fumi e polveri dello stabilimento Ilva&#8221;, la risposta degli esperti nominati dal Tribunale è affermativa.</p>
<p>DI CHI E&#8217; L&#8217;IMPRONTA DIGITALE DELLA DIOSSINA CHE HA CONTAMINATO IL TERRITORIO?</p>
<p>I periti hanno cercato e trovato la cosiddetta &#8220;impronta digitale&#8221; della diossina. Era il passaggio chiave per individuare il principale responsabile di questo tipo di inquinamento cancerogeno che preoccupa un&#8217;intera comunità. La diossina infatti lascia una impronta particolare che consente di risalire all&#8217;inquinatore. Ogni fonte di inquinamento ha quindi la sua impronta, frutto di un &#8220;mix&#8221; di vari tipi di diossine e furani. L&#8217;impronta delle diossine e furani viene rappresentata con un grafico che assomiglia alle canne di un organo. I periti hanno riscontrato notevoli similitudini tra l&#8217;&#8221;impronta digitale&#8221; delle diossine e dei furani delle deposizioni al suolo e l&#8217;&#8221;impronta digitale&#8221; delle diossine e dei furani delle &#8220;polveri degli elettrofilitri&#8221; del camino E312 dell&#8217;Ilva di Taranto.</p>
<p>In tutte le nostre conferenze e relazioni avevamo evidenziato questa correlazione, così evidente. Ecco cosa sostenevamo da tempo.</p>
<p>Osserviamo il grafico n. 1: è quello delle deposizioni delle diossine nel quartiere Tamburi di Taranto. Per capire da dove provengono quelle diossine occorre trovare una &#8220;sorgente&#8221; con una &#8220;impronta digitale&#8221; simile. Noi abbiamo cercato fra tutte le possibili &#8220;impronte digitali&#8221; che potessero corrispondere a quella del grafico 1; l&#8217;impronta che ci è sembrata la più simile era l&#8217;&#8221;impronta digitale&#8221; delle diossine rinvenute nelle polveri degli elettrofiltri ESP-E (che sono alla base del camino E-312 dell&#8217;Ilva di Taranto). Tale &#8220;impronta&#8221; degli elettrofiltri la possiamo vedere nel grafico n. 2 che alleghiamo. Cosa si può notare?</p>
<p>RAFFRONTO 2 GRAFICI</p>
<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/grafico1.jpg"><img class="size-medium wp-image-6591 alignleft" title="grafico1" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/grafico1-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>ELEVATA CORRELAZIONE FRA DIOSSINA AL LIVELLO DEL SUOLO E DIOSSINA ELETTROFILTRI ILVA</p>
<p>Nell&#8217;immagine allegata &#8220;raffronto 2 grafici&#8221; le due impronte sono poste una affianco all&#8217;altra. Emerge una elevata correlazione fra il mix di diossine e furani che si deposita al suolo e il mix di diossine e furani degli elettrofiltri posti alla base del camino E312 dell&#8217;Ilva. Questo sostenevamo e questo confermano i periti della Procura.</p>
<p>Ma questa correlazione era confermata anche da Arpa quando scriveva: &#8220;La sovrapponibilità del profilo delle deposizioni con quello delle polveri ESP-E (prese ad esempio, ma lo stesso vale per ESP-D o MEEP E-D) è molto marcata ed è particolarmente evidente se si considerano i due congeneri Epta ed OctaCDD che nelle emissioni del camino E312 e nello stesso periodo (estate 2008) risultano di molto inferiori ai tetra, penta, ed esafurani. Pertanto, la presenza di diossine nelle deposizioni del quartiere Taranto Tamburi non è dovuta alle emissioni convogliate del camino E312, ma piuttosto alle emissioni diffuse/fuggitive provenienti dall&#8217;impianto AGL/2 dello stabilimento ILVA S.p.A&#8221;.</p>
<p>RAFFRONTO DEI TRE GRAFICI Raffronto dei 3 grafici</p>
<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/grafico2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6592" title="grafico2" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/grafico2-300x87.jpg" alt="" width="300" height="87" /></a>L&#8217;ULTIMA IMMAGINE CHE ALLEGHIAMO E&#8217; FONDAMENTALE PER CAPIRE SE ILVA HA AGITO NELLA LEGALITA&#8217;</p>
<p>Nell&#8217;immagine &#8220;raffronto 3 grafici&#8221; abbiamo aggiunto un terzo istogramma con l&#8217;impronta delle diossine delle polveri del camino E-312 dell&#8217;Ilva. Questa terza &#8220;impronta&#8221; (quella del camino Ilva) è differente. Questo grafico è fondamentale. Ci consente di comprendere se Ilva ha agito rispettando le norme di sicurezza e tutela ambientale. L&#8217;azienda sostiene di aver emesso diossina entro i limiti della legge nazionale (limite a 10000 ng/m3 calcolati in concentrazione totale) in vigore fino alla legge antidiossina (limite a 0,4 ng/m3 in tossicità equivalente). La evidente differenza di impronta fra &#8220;camino&#8221; e &#8220;deposizione al suolo&#8221; dimostra che l&#8217;impatto del camino è su un raggio geografico molto più ampio, mentre per capire la contaminazione dei territori circostanti occorre osservare la marcata la somiglianza fra &#8220;elettrofiltro&#8221; e &#8220;deposizione al suolo&#8221;. Con questo lavoro &#8220;alla Sherlock Holmes&#8221; di confronto fra le impronte digitalidelle varie diossine abbiamo potuto risolvere l&#8217;enigma della contaminazione.</p>
<p>Cosa possiamo infatti concludere?</p>
<p>La diossina che ha contaminato l&#8217;ambiente attorno all&#8217;Ilva è correlabile &#8211; sulla base delle evidenze scientifiche raccolte &#8211; agli elettrofiltri (posti all&#8217;altezza del suolo) che dovevano essere sigillati e non dovevano avere alcuna dispersione di diossina nell&#8217;ambiente. Nessuna legge infatti consente a un&#8217;azienda di disperdere &#8220;al vento&#8221; &#8211; all&#8217;altezza del suolo &#8211; fumi e polveri contaminate provenienti dagli elettrofiltri inquinando l&#8217;ambiente circostante e la catena alimentare. Sarà molto difficile per l&#8217;azienda, a nostro parere, dimostrare che tutto questo è avvenuto rispettando le leggi ambientali che invece vietano la dispersione di emissioni cancerogene diffuse e fuggitive non efficacemente captate. I periti della Procura hanno confermato in pieno la nostra tesi, basata su analoghe conclusioni dell&#8217;Arpa e frutto delle ricerche dei consulenti di parte che hanno affiancato gli allevatori nella difficile e complessa battaglia legale.</p>
<p>All&#8217;ottimo lavoro dei periti della Procura si è affiancato infatti il lavoro di ricerca dei consulenti di parte di alto profilo scientifico: il dott. Stefano Raccanelli, il chimico ambientale Vincenzo Cagnazzo e il dott. Emilio Gianicolo, statistico ed epidemiologo. Non va dimenticato l&#8217;impegno profuso con passione e dedizione dalla dott.ssa Daniela Spera, consulente di parte anch&#8217;ella. Questo pool di esperti hanno lavorato nell&#8217;interesse della città per dare un nome a chi ha inquinato. Importante è stato il contributo degli avvocati Sergio Torsella, Carlo Petrone e Teresa Mercinelli, impegnati in prima linea sul fronte della legalità ambientale.</p>
<p>Ormai è chiaro che, se più soggetti in maniera del tutto indipendente arrivano alla stessa conclusione, ci troviamo di fronte a solide evidenze scientifiche. Sono maturi i tempi per chiedere verità e giustizia.</p>
<p style="text-align: right;">Alessandro Marescotti e Fabio Matacchiera (Presidente di Peacelink, Presidente del Fondo Antidiossina Onlus)</p>
</blockquote>
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		<title>Le parole e i fatti</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 18:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[In politica, si sa, nessuno si assume mai le proprie responsabilità. I governanti di turno sono sempre ottimisti, pronti a snocciolare di fronte a pennviendoli vari e mezzibusti incartapercoriti numeri a sostegno della loro buona gestione e quando le cose vanno talmente male che è impossibile negarle ecco che la colpa è sempre di qualcun&#8217;altro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/vendola_scolapasta.jpg"><img class="alignleft  wp-image-5814" title="vendola_scolapasta" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/vendola_scolapasta.jpg" alt="" width="249" height="215" /></a>In politica, si sa, nessuno si assume mai le proprie responsabilità. I governanti di turno sono sempre ottimisti, pronti a snocciolare di fronte a pennviendoli vari e mezzibusti incartapercoriti numeri a sostegno della loro buona gestione e quando le cose vanno talmente male che è impossibile negarle ecco che la colpa è sempre di qualcun&#8217;altro. Essere persone serie, assumersi le responsabilità di ciò che si è fatto ed avere il coraggio di andare di fronte ai propri rappresentati dicendo che le ricette messe in campo non hanno funzionato o addirittura hanno manifestato effetti nocivi significherebbe dimettersi e magare lasciare definitivamente la politica, cosa impossibile per quella folla oceanica di personaggi che non avrebbero di che campare senza una carica elettiva o di nomina in grado di garantirgli dei lauti compensi.</p>
<p>Uno di questi personaggi è sicuramente il presidente della regione Puglia Nichi Vendola, noto come lo smemorato di Terlizzi, che tra narrazioni e poesia, risulta essere da sempre un mantenuto della politica. Figlio d&#8217;arte, suo padre era un politico, non ha mai svolto un lavoro che non fosse legato al mondo politico: giornalista in periodici di partito, dirigente di partito, deputato e presidente di regione. Difficile, anzi direi impossibile, quindi che un soggetto del genere possa prima o poi trovare una fonte di reddito diciamo normale ed è quindi impossibile pensare che assumendosi le responsabilità delle politiche fallimentari del proprio governo arrivi a dimettersi. Anticipo qualche buon tempone dicendo che so benissimo che le colpe non sono tutte sue e che quel variegato mondo fatto da consiglieri ed assessori ha dato un grande contributo in questa direzione, ma assumersi la carica di presidente comporta anche assumersi la responsabilità per ciò che fanno coloro che fanno parte della propria squadra.</p>
<p>Ma andiamo nel dettaglio prima che qualcuno mi accusi di demagogia e andiamo subito alle affermazioni che il mantenuto della politica ha fatto in occasione della presentazione alla stampa del bilancio provvisorio 2012 dove si è fatto sfoggio di tutti i dati positivi che riguardano la Puglia. A sentir Vendola, infatti, nonostante la crisi  nella nostra regione cresce l&#8217;occupazione e siamo la regione che sta attraversando meglio di tutte questa drammatica quanto violenta recessione economica. Il Pil è in aumento, le esportazioni pure, in calo invece la mobilità sanitaria ovvero il numero di persone che vanno fuori regione a farsi curare ed, infine, risolto il problema inquinamento a Taranto. Se invece di ascoltarlo uno avesse letto quel disorso avrebbe potuto tranquillamente immaginare di leggere un discorso di qualche mese fa fatto da Tremonti e Berlusconi. Ve li ricordate: l&#8217;Italia sta attraversando meglio di altri questa crisi, gli indicatori economici sono positivi, ecc. Quindi se tanto mi da tanto, cari Pugliesi forse è il caso che vi tocchiate i coglioni.</p>
<p>Naturalmente i Pugliesi che vivono fuori dal palazzo e non possono contare su uno stipendio sicuro di 13 mila euro al mese sanno che quello che ha detto Vendola sono pure e semplici menzogne e lo sanno ancor di più sia i malati sempre più costretti a viaggi in paesi lontani anche per curare semplici patologie sia i Tarantini alle prese coi soliti problemi ambientali.</p>
<p>Ma tu sei con Grillo e quindi mai e poi mai ammetterai i risultati ottenuti dallo smemorato di Terlizi, anzi già il fatto che lo chiami così denota un tuo pregiudizio. Probabile e allora andiamo a vedere che dicono quelli che con Grillo non ci sono. Partiamo dalla Uil che non mi pare centri qualcosa con le 5 stelle e vediamo che dati ci danno sullo stato occupazionale in Puglia: &#8220;<em>le ore di cassa integrazione sono aumentate del 234,7% e il numero degli occupati si è ridotto del 4,1%, da 1.287.000 nel 2008 a 1.234.000 nel 2011</em>&#8220;. E meno male che l&#8217;occupazione era in aumento chissà se era in calo. Ma ancora: &#8220;<em>La cassa integrazione ordinaria è aumentata del 27,9%; quella straordinaria del 312,1%; quella in deroga dell&#8217;843,1%. Il tasso di disoccupazione in Puglia nel 2011 è stato del 12,7%. La percentuale dei pugliesi disoccupati è passata dal 9,4% al 10,7%; per le donne la percentuale è passata dal 15,8% al 16,4%</em>&#8220;. Non male direi. Se passiamo poi all&#8217;ambito sanitario c&#8217;è da meravigliarsi nel vedere positivamente una lievissima flessione della mobilità extraregionale di fronte alla chiusura di numerosi ospedali e reparti in tutta la regione che ha portato ad una drastica diminuzione dei posti letto. Chiudono ospedali, chiudno reparti, diminuiscono i posti letto e il numero di malati che si spostano in altre regioni per curarsi diminuisce, non vi apre un paradosso. Non è che forse, forse questi hanno meno soldi a disposizione (sapete la crisi, la perdita del lavoro, la cassa integrazione) e quindi non possono permettersi di migrare neanche per curarsi. Su Taranto infine che dire. Che la cosidetta legge antidiossina fosse un pacco lo si sapeva già. Non prevede campionamenti in continuo, ma solo occasionali e con preavviso quindi utili solo a far si che sulla carta tutto sia in regola. Peccato per la salute dei Tarantini che con la carta al massimo si potranno pulire il culo. Anche qui però vi suggerisco di sentire cosa dice in proposito uno che col movimento 5 stelle non c&#8217;entra nulla, quindi vedetevi il video di Fabio Matacchiera del Fondo Antidiossina Taranto.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/IZGZrQCXyEc" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
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		<title>I contatti della speranza e della fiducia con Vendola</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 07:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Egregio Presidente Vendola, ho ripercorso i &#8220;contatti della speranza e della fiducia&#8221; avuti con Lei. Il primo avvenne alla fine di settembre 2007 e fu con e-mail: &#8220;Caro Biagio e cari amici, purtroppo il 28 non sarò a Taranto e mi dispiace davvero. Anche perchè mi sarei affacciato volentieri alla vostra iniziativa sulle &#8220;Osservazioni&#8221; in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://vimeo.com/9548359" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-2562" title="Polveri_alle_stelle" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2010/07/Polveri_alle_stelle.png" alt="" width="500" height="306" /></a></p>
<p>Egregio Presidente Vendola,</p>
<p>ho ripercorso i &#8220;contatti della speranza e della fiducia&#8221; avuti con Lei.</p>
<p>Il primo avvenne alla fine di settembre 2007 e fu con e-mail: &#8220;Caro Biagio e cari amici, purtroppo il 28 non sarò a Taranto e mi dispiace davvero. Anche perchè mi sarei affacciato volentieri alla vostra iniziativa sulle &#8220;Osservazioni&#8221; in materia di A.I.A. Avrei approfittato per raccontarvi anche di una certa sofferenza personale, quella legata alle tante manifestazioni di disincanto preventivo di quei tarantini impazienti ad avere subito tutte le risposte alle domande ambientali che si sono cumulate nel corso di un quarantennio. E&#8217; orribile il sospetto che il potere possa mangiare l&#8217;anima di chi lo esercita. Subire questo sospetto è stata per me una grande amarezza. Noi dovevamo prendere con grande senso di responsabilità la complessiva partita Ilva e giocarla per vincerla e non per perderla ancora una volta.&#8221; Poi Lei aggiunse: &#8220;Dobbiamo difendere una immensa fabbrica e convertirne il corpo in senso eco-sostenibile: mica uno scherzo!. Ce la possiamo fare. Diamoci una mano. Fraternamente. Nichi Vendola&#8221;.</p>
<p>Per quattro anni noi abbiamo lavorato duramente con il Ministero per un´AIA seria e severa che raggiungesse il reale abbattimento dell´inquinamento, coinvolgendoLa sempre.</p>
<p>L´ultimo contatto è avvenuto il 28 giugno 2011, tra una votazione e l´altra in Consiglio Regionale. In presenza dei Consiglieri Cervellera e Mazza e del dirigente Antonicelli, Lei assicurò ad AltaMarea che, in sede di Conferenza dei Servizi al Ministero dell´ambiente del 5 luglio sul rilascio dell´AIA ad Ilva Taranto, la Regione Puglia si sarebbe adoprata per ridurre il carico inquinante complessivo attraverso prescrizioni dettagliate e per introdurre controlli severi e sanzioni esemplari e pesanti in caso di trasgressioni. A scanso di equivoci, noi mettemmo per iscritto i &#8220;10 punti irrinunciabili&#8221; esaminati con Lei.</p>
<p>A Roma, invece, le cose andarono male: i &#8220;10 punti irrinunciabili&#8221; rimasero ignorati. AltaMarea, tradita e ingannata come l´intera città, da quel momento considerò &#8220;avversari&#8221; la Regione e gli Enti Locali protagonisti del clamoroso voltafaccia.</p>
<p>Egregio Presidente, il Suo video messaggio del 30 novembre, sull´ultima misurazione dell´emissione di diossina dal famigerato camino E 312 dell´impianto di agglomerazione di Ilva Taranto, rappresenta un´ulteriore prova del tradimento e dell´inganno perpetrati nei confronti della nostra città Non volevo credere ai miei occhi ed orecchie: il &#8220;rivoluzionario gentile&#8221; che utilizzava le stesse tecniche dell´ &#8220;imprenditore suadente&#8221; che amava l´Italia e prometteva di migliorarla e 17 anni dopo l´ha lasciata peggio di come l´aveva presa. Pecore-Ilva</p>
<p>Ho aspettato parecchi giorni per far sbollire la reazione istintiva, quella stessa che ha riempito Facebook di contumelie dirette a Lei. Quel videomessaggio potrebbe incantare solo chi sa poco delle terribili vicende di Taranto e dell´Ilva, non noi. Lei, come confindustria, sindacati, politici di destra e di sinistra e Ilva, ha esaltato lo 0,2 ng/mc ottenuto nella misurazione della diossina omettendo di rilevare che: a) la media annuale del 2011 è comunque superiore al limite di 0,4 ng/mc fissato nella legge regionale e nell´AIA; b) la Regione ha l´obbligo di chiedere al Ministero di sanzionare l´Ilva perché non ha rispettato quel limite; c) le misurazioni effettuate riguardano poche ore di rilievi in appena 9 giorni nell´anno mentre nulla si sa di quello che avviene nelle oltre 8000 ore di funzionamento dell´impianto nel resto dei 365 giorni dell´anno; d) le autorità competenti finora non hanno fatto rispettare l´obbligo di legge per l´installazione del campionatore automatico in continuo.</p>
<p>Nella esaltazione collettiva, anche Lei e l´assessore Nicastro avete dimenticato che nulla è stato fatto e nulla si prevede di fare in merito ai &#8220;10 punti irrinunciabili&#8221;: 1° Massima capacità produttiva di 10,5 milioni di tonnellate/anno anziché 15; 2° Durata dell´AIA di 5 anni anziché 6 &#8220;regalati&#8221; per un meschino escamotage; 3° Mancanza di certificato prevenzione incendi e nulla osta dell´analisi di rischio di incidente rilevante; 4° Controllo della diossina anche attorno a e/filtri, raffreddatori, ecc. e numero massimo di splafonamenti della concentrazione fissata, superato il quale scatterebbe l&#8217;arresto dell&#8217;impianto; 5° Limite quantitativo annuo delle emissioni complessive degli inquinanti con progressiva ma drastica riduzione nel tempo: 6° Controllo del B(a)P anche all&#8217;interno dello stabilimento con limite emissivo di 150 ng/mc sul piano coperchi della cokeria (limite adottato in Francia); 7° Controllo e monitoraggio degli inquinanti nelle acque di processo degli impianti non diluite da acque di raffreddamento, piovane, ecc. e quantitativi massimi di inquinanti scaricati in mare; 8° Copertura dei parchi primari come quella in corso sui carbonili di ENEL Brindisi; 9° Bonifica dei siti inquinati; 10° Forti sanzioni fino al fermo dell´impianto in cui venissero violate le prescrizioni dell´AIA. Sono peccati mortali imperdonabili.</p>
<p>Anche di tutto questo è orgoglioso e felice Presidente Vendola?</p>
<p>Ha superato ormai l&#8217;amarezza di subire l´orribile sospetto che il potere possa mangiare l&#8217;anima di chi lo esercita?</p>
<p>Che disinganno!</p>
<p style="text-align: right;">Biagio de Marzo &#8211; Presidente &#8220;Altamarea&#8221;</p>
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		<title>I costi del carbone</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 17:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricevo e volentieri pubblico. L’ARPA Puglia ha pubblicato sul suo sito i dati tratti da un lavoro dell’European Environment Agency (Agenzia Ambientale Europea). I dati, pubblicati il 24 novembre u.s., si riferiscono agli impatti delle emissioni in 622 impianti industriali in Europa. In questa classifica europea l’impianto di Brindisi Cerano è al 18 posto, l’ILVA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/Brindisi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6158" title="Brindisi" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/Brindisi.jpg" alt="" width="500" height="274" /></a>Ricevo e volentieri pubblico.</p>
<blockquote><p>L’ARPA Puglia ha pubblicato sul suo sito i dati tratti da un lavoro dell’European Environment Agency (Agenzia Ambientale Europea). I dati, pubblicati il 24 novembre u.s., si riferiscono agli impatti delle emissioni in 622 impianti industriali in Europa.</p>
<p>In questa classifica europea l’impianto di Brindisi Cerano è al 18 posto, l’ILVA di Taranto al 52° posto.</p>
<p>L’EEA ha utilizzato i dati dell’inventario europeo delle emissioni del 2009 (E-PRTR) in riferimento a CO2, cinque gruppi di inquinanti atmosferici (NOx, SO2, NH3, NMCOV, particolato sottile) e un gruppo aggregato di microinquinanti (metalli pesanti, e, per gli inquinanti organici, 1,3-butadiene, benzene, IPA e PCDD/F). I dati sulle emissioni sono stati trasformati sulla base di consolidate metodologie di analisi costi-benefici. Per gli inquinanti aventi un effetto sanitario locale/regionale è stato calcolato sia il VOLY (valore degli anni di vita persi), sia il VSL (il valore della vita statistica).</p>
<p>L’Agenzia Europea stima che ogni anno i costi in termini di salute persa, esterni, cioè pagati dalla collettività che vive vicino alla centrale, sono stimabili, a seconda del metodo utilizzato, tra i 500 ed i 700 milioni di euro. Se si estende lo sguardo alle altre due centrali brindisine, anch&#8217;esse presenti in questa speciale classifica, si giunge ad una stima complessiva del danno sanitario a carico della collettività che varia da 691 a 958 milioni di euro. Stima che tuttavia manca della valutazione dell’impatto dell’industria chimica e meccanica.</p>
<p>Da anni andiamo ripetendo che un apprezzamento corretto dell’impatto sul territorio dei megainsediamenti industriali, energetici e non, non può prescindere da quelli che in tutto il mondo vengono chiamati e considerati come “costi esterni”. Anche la prestigiosa università Harvard di Boston (USA), come richiamato in alcuni nostri interventi, stima in quel paese i costi reali dell’impiego del carbone e li bilancia con i benefici sviluppando conseguenti politiche energetiche.</p>
<p>Non si comprende perché la nostra classe politica parli di rapporti con le megaziende energetiche prescindendo da una valutazione corretta dei costi e dei benefici della collettività dando per scontato che i secondi superino i primi, accontentandosi di piccole elargizioni, magari anche ludiche e sportive, che quietano la coscienza di chi le riceve e dei cittadini che acriticamente le salutano. Salvo poi imprecare contro la mala sorte o contro il cielo quando i malanni sopraggiungono.</p>
<p>Bisogna sedere al tavolo delle trattative con questi dati alla mano e con i dati di indagini epidemiologiche sui lavoratori e sui cittadini. Dati che tardano a venire. Bisogna che siedano al tavolo, indipendentemente dalle convenzioni, rappresentanti istituzionali decisamente orientati dalla parte dei cittadini. Chiediamo da subito che diano prova di questo spirito democratico cominciando a rendere pubbliche sui siti istituzionali i dati delle analisi condotte sulle emissioni industriali dagli organi di controllo e svolgendo le indagini epidemiologiche richieste.</p>
<p style="text-align: right;">Salute Pubblica</p>
</blockquote>
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		<title>In un paese normale</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 05:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute/Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/vendola_scolapasta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5814" title="vendola_scolapasta" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/10/vendola_scolapasta-300x258.jpg" alt="" width="250" height="215" /></a>In un paese normale Nichi Vendola, il poeta, il narratore da trent&#8217;anni mantenuto della politica e che ha già maturato una lauta pensione che potrà godersi alla tenera età di 55 anni, dopo la disastrosa gestione della sanità pugliese non riuscirebbe a farsi eleggere neanche come rappresentante di classe in una scuola elementare. Se vi è, infatti, un ambito su cui giudicare un presidente di regione questo è proprio quello sanitario, sia perchè è l&#8217;unico di sua esclusiva competenza (in tutti gli altri settori condivide cometenze e responsabilità con stato centrale, provincie e comuni), sia perché è la principale voce di spesa (70% circa del bilancio regionale), A ciò aggiungete il fatto che lo smemorato di Terlizzi, contro ogni pronostico, divenne presidente della regione Puglia proprio cavalcando la protesta popolare insorta quando l&#8217;allora presidente Fitto avviò il piano di riordino ospedaliero che prevedeva chiusure e dismissioni di numerosi ospedali e raparti, ma inferiori a quelle previste dal piano di rientro che si sta attuando adesso.</p>
<p>Ma al di là dei disastrosi esiti, quali le cause che li hanno determinati e quali le responsabilità e le colpe politiche di chi in questi ultimi anni ha gestito questo settore e le relative ingenti somme di denaro pubblico?</p>
<p>Se da un punto di vista penale il caso Tedesco e le relative accuse mosse dalla magistratura sono ben note e l&#8217;unica cosa da fare è attendere l&#8217;esito dei processi, da un punto di vista politico e delle relative responsabilità non si può non considerare la posizione di Vendola. Se, infatti, egli era totalmente ignaro di quanto l&#8217;assessore più importante della propria squadra di governo, quello con in mano più della metà del bilancio regionale stava illecitamente facendo, non si può non evidenziare il fatto che il presidente, che di quella squandra è il coordinatore e quindi il primo responsabile, se l&#8217;è fatta fare sotto il naso. Cosa che da un punto di vista politico è, a mio avviso, molto grave. Chi, persona ragionevole, affiderebbe ad uno del genere l&#8217;amministrazione del proprio patrimonio?</p>
<p>Tedesco aveva un conflitto d&#8217;interessi grande come una casa e la cosa era ben nota a Vendola. Ciò avrebbe dovuto indurlo ad una più attenta vigilanza. Come si dice: fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Tra l&#8217;altro il fatto che alla prima indiscrezione giornalistica, senza che la procura di Bari avesse iscritto l&#8217;allora assessore nel registro degli indagati o avesse emesso un qualche atto che lo facesse supporre, Tedesco sia stato immediatamente rimosso dal suo incarico con tutto il resto della giunta fa pensare che poi in fondo in fondo la fiducia di Vendola per quella persona non fosse poi tanto profonda.</p>
<p>La responsabilità del piano di rientro in atto in questi mesi, devastante sia da un punto di vista sanitario che occupazionale, dovuto ai 500 milioni di euro di buco nei conti della sanità pugliese, non può escludere certo chi non si è accorto del sistema di corruzione e collusione messo in atto dal Tedesco che, secondo l&#8217;accusa, avrebbe pilotato le nomine di direttori generali, direttori sanitari, primari e appalti per la fornitura di servizi e strumentazioni sanitarie per favorire aziende amiche a tutto discapito della qualità e delle casse regionali.</p>
<p>Il buco da 500 milioni non ha però impedito a Vendola di reperire 220 milioni (di cui 60 pronta cassa) da destinare alla realizzazione di un nuovo ospedale a Taranto. Un ospedale che sostituirà i due attualmente presenti ma che avrà un numero di posti letto inferiore a quelli che i due attuali nosocomi garantiscono e che sarà realizzato e gestito da una fondazione di fatto in mano al privato. Il paladino dei beni comuni, almeno a parole, affida al privato la sanità della città più martoriata d&#8217;Italia e d&#8217;Europa. La scelta di affidare quest&#8217;opera e la sua gestione al San Raffele di Milano è stata più volte rivendicata, ribadita e sostenuta a gran voce proprio da Vendola nonostante da più parti si siano sollevati dubbi sull&#8217;affidabilità di quell&#8217;istituto che da tempo, proprio per via di azzardati metodi gestionali, versa in condizioni economiche decisamente precarie. Neanche dopo il suicidio del braccio destro di Don Verzè pochi giorni dopo il suo interrogatorio come testimone sul crac finanziario della fondazione c&#8217;è stato un ripensamento o anche una sola pausa di riflessione. Vendola continua a fidarsi e a ritenere quella scelta una grande opportunità per la Puglia e i Pugliesi. Tanto, nel caso dovesse sbagliarsi o, meglio, non accorgersi di eventuali anomale gestioni tali da causare buchi di bilancio e debiti non sarà certo lui a dover pagare.</p>
<p>In un paese normale i Pugliesi che si vedono chiudere gli ospedali, quelli che devono aspettare mesi per una visita specialistica, per una TAC o una mammografia, quelli costretti ad emigrare in altre regioni per curarsi avviserebbero a gran voce il resto d&#8217;Italia su chi sia in realtà Nichi Vendola e cosa vuol dire averlo alla guida di un governo. Ma siamo in Italia e dopo Tedesco e Don Verzè non c&#8217;è il due senza il tre.<br />
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		<title>Trenta denari</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 06:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le perplessità sono legittime. Si possono accettare soldi da chi inquina e ammorba questa città mettendo a repentaglio la vita nostra e dei nostri figli? Chiedere alle grandi aziende di contribuire alla vita sociale e culturale di questa città significa avere un´idea strana delle responsabilità di chi inquina. E forse anche della cultura. Intanto chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/09/ben-a-ta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5523" title="ben-a-ta" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/09/ben-a-ta.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>Le perplessità sono legittime. Si possono accettare soldi da chi inquina e ammorba questa città mettendo a repentaglio la vita nostra e dei nostri figli?</p>
<p>Chiedere alle grandi aziende di contribuire alla vita sociale e culturale di questa città significa avere un´idea strana delle responsabilità di chi inquina. E forse anche della cultura. Intanto chi inquina deve pagare per le bonifiche e adottare tutte le tecnologie del caso per eliminare le emissioni nocive. Alla gente comune basterebbe questo. Senza sconti o strane partite di giro. Del tipo, faccio un po´ di pubblicità e tu non mi attacchi ogni giorno. Del tipo, ti do un po´ di soldi per la squadra del calcio, tanto il popolo, si sa, con la pancia piena e un po´ di spettacoli (panem et circenses) si assopisce. Del tipo, una stagione concertistica fa dimenticare i problemi o rende gli autori dell´inquinamento più umani, meno pervicacemente interessati al profitto.</p>
<p>Non accettate quei soldi, sono trenta denari offerti per tradire la causa della difesa di questa città. Come potrà parlare in libertà chi, accettando i trenta denari, in altra parte del giornale dovrà raccontare dei tumori in crescita, dei miasmi nauseabondi che ammorbano la città, dell´oblio che è calato sui tanti morti &#8220;in nome del progresso&#8221;. Come potranno le paludate testate giornalistiche parlare ancora della protervia del profitto. Perché di questo si tratta. Di far vincere su tutto il profitto e la competitività. Il mercato. Quel mercato cieco sia in materia di ecologia che di giustizia. Se anche le testate giornalistiche, che dovrebbero essere fredde testimoni della realtà, perdono la capacità di raccontare con lucidità quel che accade a questa città, dobbiamo davvero temere per il nostro futuro, abbandonato nelle mani di chi serve solo il Dio Profitto.</p>
<p style="text-align: right;">Giovanni Matichecchia</p>
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