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Archive for sprechi

Avviso pubblico per la sostenibilità e l’efficienza energetica

Cosa fareste se un vostro dipendente non sfruttasse l’occasione, che voi gli avevate segnalato, di ottenere per la vostra azienda un finanziamento a fondo perduto di oltre 200 mila euro?

Questo è quanto successo in questi giorni ad Ostuni dove il dipendente Coppola non ha sfruttato la possibilità di ottenere un finanziamento a fondo perduto che gli avevamo tempestivamente segnalato. Non ci ha manco provato.

Il finanziamento, riservato ai comuni delle regioni del sud, era destinato a lavori di efficientamento energetico o realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile. Un bando “a sportello” (chi prima arriva meglio alloggia)  sino ad esaurimento fondi (15 milioni) per cifre da 40 mila a 220 mila euro. Opere che non solo si potevano fare senza intaccare le risorse comunali ma che avrebbero avuto l’effetto di generare risparmi sui costi energetici. Risparmi che, quantizzati, sono di gran lunga superiori a quanto il bando stesso offriva.

Un danno per le casse comunali da non meno di 1 milione sommando il finanziamento ed i risparmi persi. Un danno che nessuno ripagherà, ma che sopratutto nessuno vi racconterà tanto meno uno dei tanti pennivendoli della cosidetta informazione.

Già immagino il lungo elenco di scuse che adopereranno per spiegare la non partecipazione a quel bando, credetegli ancora se vi fa piacere.

Categorie : Politica
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giu
05

Follie di Stato

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pane_raffermo_usi

Di Alessandro Lauro

A volte è molto importante fermarsi un momento e leggere anche dei numeri che ci riguardano. E’ importante per rimettere in moto quest’organo importantissimo che forse alcuni usano poco: il cervello. Ecco i numeri: ogni giorno (GIORNO) in Italia vengono buttati via 13000 quintali (tredicimilaquintali) di pane. I dati sono relativi ai soli supermercati dove – a fine giornata l’invenduto – è considerato ufficialmente, rifiuto. Perché questo pane non può essere riutilizzato in altro modo? destinato ad altro? Ufficialmente lo vieta una circolare del ministero della Salute che impone a chi lo ha prodotto di smaltire l’invenduto. Così, ogni giorno, circa il 25 per cento del pane prodotto viene buttato.

Numeri, dicevo, che impongono alcune riflessioni. La prima. Saranno felici i simpatizzanti della crescita scriteriata del PIL; più butti, più sprechi, più sale il PIL per i costi di smaltimento e per la richiesta di nuovo pane fresco. Ma questi costi di gestione del rifiuto non sono nè intelligenti, ne sapienti. Non sono intelligenti perché i costi di smaltimento rifiuti sono pagati sempre dai cittadini in termini di tasse e sempre di più anche in termini di salute. ove non vi è un corretto smaltimento rifiuti. Non ci vuole, poi, certamente l’ingegnere di turno per sapere che il pane del giorno dopo (ma anche dei giorni dopo) può essere utilizzato in tantissimi modi senza nuocere alla salute di nessuno. Servirebbe la sapienza di una qualsiasi casalinga (sempre troppo bistrattate e ridicolizzate) per capire che quel pane potrebbe sfamare tanti che non hanno cosa mettere sotto i denti. E stando ai drammatici ultimi dati ISTAT sarebbero qualche milioncino, sparso per il nostro “Bel Paese”.

Ma ancora di più questi dati assurdi mi spingono e dovrebbero spingere tutti a farci una domanda di una semplicità disarmante: Non sarebbe più semplice produrne molto di meno? visto che è sistematico lo spreco quotidiano? E se proprio non si riesce (chissà per quale motivo oscuro) a produrne di meno, questo invenduto non potrebbe essere riutilizzato in maniera diversa? Non è quantomeno strana questa norma del ministero della salute?

Buttare il cibo (circa il 3% del pil) è una cosa gravissima, una stupidata che l’homo sapiens sapiens non dovrebbe commettere mai. Ancora più grave e assurdo se ad autorizzarlo è lo Stato.

Pensiamoci.

Categorie : Società/Cultura
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Rifiuti-Zero_Logo1

La gestione dei rifiuti ad Ostuni, nonostante le sviolinate su numeri ambigui dell’amministrazione uscente, è un problema serio ed un costo enorme. 8 milioni di euro all’anno il peso a carico dei cittadini, 6,5 milioni per l’appalto 1,5 milioni per lo smaltimento. Gli introiti derivanti dalla vendita del differenziato, di cui nessuno sa l’ammontare, finisce nelle tasche della ditta appaltante grazie ad un “regalo” bipartisan che il centrosinistra e il centrodestra insieme hanno approvato.

I rifiuti, oggi un problema ed un costo, possono diventare una risorsa ed un settore in grado di generare lavoro. La prima cosa da fare è dare attuazione alla direttiva europea sulle tre “R”: Riduzione, Riuso, Riciclo. Sono tre azioni gerarchiche che vanno eseguite nel corretto ordine e in cui il Riciclo, la raccolta differenziata appunto, è l’ultima.

Di importanza fondamentale la trasformazione dell’attuale isola ecologica, che di ecologico non ha nulla, in una vera e propria banca dei rifiuti e del riuso. Una struttura, come già dimostrato in realtà simili a quella Ostunese, in grado di generare una ottantina di posti di lavoro nella separazione meccanica e manuale del differenziato,  nei laboratori del riuso e della riparazione,  nella struttura amministrativa che deve gestire il tutto.

Altro passo fondamentale la semplificazione della raccolta differenziata oggi basata sull’utilizzo di numerosi contenitori. Tre sono più che sufficienti. Uno per l’umido, uno per l’indefferenziato, uno per il differenziato. Le materie saranno poi separate presso la banca dei rifiuti con sistemi meccanici e manuali. Le materie prime così divise potranno essere venduti agli appositi consorzi garantendo al sistema gli introiti necessari al suo mantenimento.

Infine, il passaggio dalla tassa alla tariffa. se oggi si paga la TARSU in base ai mq dell’immobile, da domani si dovrà pagare in base alla quantità dei rifiuti prodotti. Più produci più paghi, meno produci meno paghi.

CAMBIA-MENTI e ciò che oggi è un problema ed un costo, diventerà un opportunità di sviluppo e lavoro.

apr
11

Happy for 2.750 euro

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happyostuni

La Happy mania sta contagiando il mondo. Migliaia i video già realizzati in tutte le parti del mondo che stanno facendo il giro del web.

Ostuni non poteva certo essere esente da questa nuova tendenza, così un gruppo di giovani volenterosi e a titolo del tutto gratuito, telecamere alla mano, si sono cimentati nella realizzazione del video messo on line stamane. Senza dubbio alcuno un ottimo lavoro.

Ma come spesso avviene Ostuni si differenzia. Quindi mentre questi ragazzi hanno svolto un egregio lavoro totalmente a gratis, altri hanno pensato di farci soldi, pubblici naturalmente, Ed ecco una delibera di Giunta Comunale che stanzia la modica cifra di 2.750 euro, di cui 800 anticipati, per la realizzazione di un altro video happy. Video che, naturlamente è ancora in fase di realizzazione e di cui, come indicato nella stessa delibera, non si conoscono ne i contenuti ne la qualità. Un Contributo su fiducia evidentemente, forse il beneficiario di tali somme è un esperto di video happy e avremo davvero un video mozzafiato che giustificherà la somma versata, oppure più semplicemente un qualcuno è riuscito a trasfomare Happy from in Happy for.

Delibera di Giunta -> link

Categorie : Politica
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colli_denaro

Il Comune di Cisternino ha ripreso il nefasto progetto della strada dei colli e il comitato “No alla strada dei colli” ha ripreso la sua attività. Sabato ho partecipato ad un incontro che ha visto la presenza di numerose persone e dove chiunque ha potuto esprimere la propria opinione e posizione in merito, compresi coloro che sono favorevole a tale opera.

Innanzitutto specifichiamo che il progetto iniziale contro cui si sono fatti ricorsi al TAR (vinti) è stato modificato, creando un nuovo tracciato addirittura peggiorativo rispetto al precedente. Una strada larga 11 metri che prevede un centinaio di esprori, circa mille olivi abbattuti di cui solo 20 ritenuti secolari e quindi reimpiantati altrove e circa 6 Km di muretti a secco sacrificati sull’altare del cemento e dell’asfalto.

Nei comunicati e nelle dichiarazioni di rito le motivazioni a sostegno di questo progetto vanno dalla necessità di collegare Cisternino con Ostuni, già collegate tra loro da altre tre strade provinciali, alla necessità di creare opportunità di sviluppo in un area molto apprezzata proprio per la sua rusticità, per le sue bellezze naturalsitiche e storiche quali oliveti e muretti a secco.

Ma quanto emerso nell’incontro di sabato ha ancor più del delirante e dimostra ancora una volta, caso mai ce ne fosse stato bisogno, quanto da queste nefaste e scellerate politiche ne usciremo solo quando manderemo tutti questi ciarlatani a casa.

A parlare, tra quelli a favore dell’opera, un esponente di “Uniti per Cisternino” lista civica di opposizione. Contrari al progetto presentato dall’amministrazione (se no che opposizione sarebbe), ma contrari anche al No a prescindere quindi favorevoli all’opera pur proponendo ben 4 alternativi tragitti. Adesso a parte il fatto che non esiste alcun No a prescindere ma semmai un No consapevole, ben argomentato e ottimamente documentato, ho ascoltato molto bene l’intervento e alla fine ho fatto una semplice, quanto fondamentale, domanda: mi saprebbe spiegare l’utilità sociale di questa opera pubblica? Emblematica la risposta: per consumare quei soldi!

Ed eccolo apparire in tutta la sua stupidità il motivo di tale opera: consumare soldi. Motivazione di moltissime opere pubbliche inutili con cui si sperperano denari pubblici, quei denari pubblici che non ci sono mai per la scuola, per la sanità, ecc e che continuano a prelevarci sempre più, aumentando le tasse.

 

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