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Quest’anno, a dimostrazione che la stagione turistica si restringe sempre più, abbiamo dovuto aspettare il 7 di Agosto per rilevare nella città bianca una un numero di presenze di forestieri degna di una località che fa del turismo il suo principale motore economico. Non ho numeri da snocciolare ma sono uno che va spesso al mare e generalmente la sera una passeggiata nel centro storico non me la faccio mancare e non mi è certo sfuggita sino a l’altro giorno la carenza di turisti. Vedere nel mese di Luglio le spiagge con pochi bagnanti ed il centro storico popolato più dai locali che dai forestieri è una cosa che personalmente non mi dispiace, ma che sicuramente dispiace agli operatori economici del settore. So che molte ville, affittate da sempre a migliaia di euro al mese, quest’anno nel mese di Luglio sono rimaste sfitte e chi è riuscito a piazzarle è solo perchè ha ridotto di molto il canone. Non so i dati delle varie strutture ricettive, ma non credo che possano vantare differenti situazioni. Tutto ciò, come ebbi a dire in passato, altro non potrà che comportare un notevole incremento dei prezzi nel periodo di maggior affluenza. Non a caso la Puglia in base alle rivelazioni di associazioni del settore è risultata tra le regione più care ed Ostuni in particolare tra le città più care della Puglia. Dall’essere la regina degli ulivi sta diventando la regina dei prezzi.
Ma comunque i turisti alla fine sono arrivati e sono arrivati in massa, così sin da subito la città bianca ha potuto dimostrare tutta la sua incapacità a gestire in modo adeguato tutta questa massa di gente. Sulle spiagge è ancora oggi impossibile reperire un congruo numero di contenitori per i rifiuti, così è normale prassi trovare piccoli cestini che gìà in prima mattinata cominciano a debordare la massa di rifiuti che inevitabilmente la gente produce tanto che a sera il cestino sarà completamente scomparso sotto la massa informe di sacchetti e buste varie. Nessuna traccia di servizi igienici, e qui lascio a voi scoprire dove vengono smaltiti i rifiuti biologici siano essi liquidi o solidi delle centinaia di persone che con la loro “regolare quotidianità” occuppano le spiagge del litorale ostunese.
La situazione non si modifica molto se lasci la costa e ti dirigi nel centro abitato. Ieri sera alle 21 i pochi cestini presenti in piazza erano già stracolmi e la gente cominciava a depositare i rifiuti nelle vicinenaze degli stessi. Non raro intercettare il lezzo nauseabondo che alcune di quelle isole “ecologiche” emanavano. Il top però l’ho potuto constatare nella villa comunale dove c’era la sagra della frisa e della risa; diversi stand enogastronomici e centinaia di persone che tra un ballo e l’altro si cibava di quelle gustose prelibatezze. Per i rifiuti solo alcuni contenitori tipo quelli che comunemente si trovano nelle case di tutti noi, assolutamente inadatti per un evento del genere. L’assessorato alle attività produttive, organizzatore dell’evento, non ha pensato alla enorme produttività di rifiuti (plastica, residui di cibo, vetro, aluminnio, ecc) che una sagra del genere inevitabilmente produce e la gente ha dovuto fare lo slalom tra i rifiuti sparsi in ogni dove. Non invidio chi a fine festa è stato incaricato di ripulire.
Cari Ostunesi avete di fronte due possibilità: o lasciate che tutto ciò continui ad accadere e quindi continuate ad affidarvi a questa inetta classe dirigente (tutta dal PDL al PdmenoL compresi quelli che in consiglio comunale non ci sono) oppure vi rimboccate le maniche e li cacciate tutti.
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Come detto in un post di qualche giorno fa, secondo la regione Puglia ed il comune di Ostuni la stagione balneare ha inizio il primo di Maggio. Pertanto oggi 23 Giugno non possiamo che considerarci a stagione inoltrata. E secondo voi a stagione balneare inoltrata in una rinomata località turistica il cui palazzo comunale è completamente tappezzato coi vessilli della Fee (bandiera blu) e del braccio fintoambientalista del PD (legambiente – 5 vele) in che condizioni si dovrebbero trovare le spiagge?
L’altro giorno ero a Torre Pozzelle, ieri al Pilone e la situazione riscontrata è sicuramente in contrasto con qualsiasi risposta abbiate dato alla domanda che vi ho appena posto. A Torre Pozzelle, luogo fantastico sicuramente tra i più belli dell’intera costa pugliese, lo spettacolo è a dir poco indecente. Molte spiagge sono completamente inaccessibili, masse di rifiuti e detriti portati dal mare ricoprono interamente gli arenili tanto che mi è risultato impossibile scorgere la sabbia. Girando un pò è comunque possibile trovare qualche spiaggia utilizzabile ma, a parte quella di fronte al campeggio probabilmente ripulita dai proprietari dello stesso, sarete costretti a condividere l’arenile con numerosi cumuli di rifiuti accatastati qua e la probabilmente da qualcuno che ha cercato di aprirsi un varco verso il bagnoasciuga. Mi rendo conto che in tale scenario cercare cestini portarifiuti e toilette sia a dir poco fuori luogo.
Al Pilone la situazione è decisamente migliore, i vari rifiuti e detriti che immancabilmente il mare ci regala durante l’inverno sono stati completamente rimossi, ma io ci sono arrivato alle otto del mattino, prima di me solo due sparuti gruppetti, e non ho potuto notare le numerose bottiglie di plastica e cartacce varie disseminate un pò dappertutto (ma non paghiamo per la pulizia quotidiana di tutti gli arenili?). Osservando tra la macchia mediterranea e le splendide quanto pubblicizzate dune costiere lo spettacolo non risulta molto differente. Anche qui naturalmente la presenza di cestini e servizi igienici risulta essere esclusivamente una vana speranza.
Il turismo a detta di tutti è il principale motore economico di questo territorio e in questo contesto le spiagge sono sicuramente la principale risorsa. Osservare il modo in cui vengono gestite è emblematico di una classe politica incapace ed inetta che utilizza bandiere e vele, profumatamente pagate, per mascherare le proprie vergogne.
Spiagge a 5 stelle
- Spiagge pulite tutto l’anno. Organizzare tramite apposito servizio la pulizia di tutti gli arenili e relative strade di accesso con cadenza bimensile nel periodo autunno-inverno, bisettimanale nel periodo primaverile (comunque le spiagge devono risultare pulite durante i periodi delle festività ed eventuali ponti), quotidiana durante la stagione estiva.
- Posizionamento su tutte le spiagge di un congruo numero di contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti.
- Installazione su tutta la costa e per il periodo estivo di un adeguato numero di bagni chimici stipulando allo scopo apposito contratto di noleggio che preveda anche la manutenzione e la periodica pulizia degli stessi.
- Istituzione di un servizio di assistenza ai bagnanti che preveda sia postazioni fisse sia mobili in modo che tale servizio risulti erogabile sull’intero tratto di costa. Gli addetti oltre a fornire assistenza e informazioni ai bagnanti dovranno essere in grado di prestare soccorso sia in mare sia sull’arenile oltre a segnalare agli appositi servizi eventuali problematiche (ad. es. contenitori rifiuti pieni, spiagge sporche, fonti di pericolo, etc). Le spiagge in cui insisteranno le postazioni fisse dovranno essere attrezzate in modo tale da risultare accessibili ai disabili e fornite delle apposite carrozzine che consentano agli stessi l’accesso in mare.
- Trasformazione di Torre Pozzelle in area naturale protetta attrezzata con area picnic e spazio giochi per bambini, oltre a idoneo parcheggio al fine di impedire il transito di vetture nelle stradine di accesso agli arenili.
- Demolizione dell’ecomostro di Villanova e valorizzazione della spiaggia denominata bagno dei cavalli.
- Garantire nella zona costiera durante la stagione estiva una maggiore presenza della polizia municipale.
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Una delibera regionale (questa) fedelmente ripresa in un ordinanza del sindaco di Ostuni Tarzanella (questa) vieta per tutta la durata della stagione balneare (1 maggio – 30 settembre) l’accesso, la permanenza ed il transito di tutti gli animali sulle spiagge. Dando per assodato (le delibere non specificano) che l’essere umano pur essendo anch’esso un animale a pieno titolo può ritenersi escluso da dette disposizioni non posso esimermi dal definre le stesse quanto mai discutibili nonché assurde.
Dopo anni di campagne di sensibilizzazione sia contro l’abbandono estivo degli animali domestici (che pur continua massicciamente) sia nei confronti di strutture ricettive, ristoranti e bar affinchè acconsentissero nei loro locali l’accesso agli animali in modo da non penalizzare i rispettivi proprietari che trovavano non poche difficoltà quando dovevano andare in ferie, creare questo tipo di ostacoli non mi pare certo un idea brillante ne tanto meno lungimirante, costringendo i possessori di animali domestici a reperire lidi a loro più accessibili. Va infatti sottolineato che il divieto insiste su tutto il demanio marittimo quindi sia sulle sabbiose spiagge sia sulla rocciosa scogliera.
Mi si dirà: ma se le strutture ricettive li accettano non possono lasciarli li mentre i proprietari sono al mare? Già, ma è così che si tratta e si rispetta il migliore amico dell’uomo? E poi c’è da considerare che l’animale starebbe per ore in un ambiente nuovo in cui potrebbe non sentirsi a suo agio cosa che potrebbe spingerlo a comportamenti poco tollerati dagli umani tipo abbaiare per ore. Tutto ciò non farebbe altro che rendere insopportabile la vacanza sia al proprietario dell’animale che ad eventuali malcapitati.
Mi si dirà: ma molti hanno paura dei cani, quelli non dobbiamo considerarli? E’ vero, è una paura di molti ma non di tutti, di tanti ma sicuramente non della maggioranza. Basterebbe prevedere il divieto solo su alcuni arenili in modo da accontentare tutti e posizionare dei cartelli informativi in modo che ognuno possa scegliere la spiaggia che preferisce. Naturalmente ove consentito l’accesso varrebbe la regola universalmente riconosciuta ed accettata del guinzaglio.
Mi si dirà: ma i cani cagano e pisciano sulla spiaggia! Verissimo, ma altrettanto fanno altri animali definiti umani visto che il reperimento di toilette sulla nostra costa è impresa ardua e soprattutto impossibile.
Sinceramente questa posizione da parte del comune di Ostuni non mi meraviglia affatto, basta pensare a quel lager che viene chiamato canile per rendersi conto della considerazione e del rispetto che l’amministrazione comunale ha del miglior amico dell’uomo. Canile che era già in detta situazione quando il consigliere Camassa, che oggi abbaia contro le misere condizioni di quel luogo, era assessore ai lavori pubblici.
Approfitto di questo post per elencare alcune proposte in favore di questi esseri che hanno la sola colpa di voler condividere il pianeta con il genere umano restandogli fedele ed amico.
- Limitare il divieto di accesso alle spiagge nel periodo balneare a non più del 35% degli arenili presenti sulla costa Ostunese.
- Realizzazione, chiedendo la collaborazione dell’ENPA di uno spazio adeguatamente attrezzato e di idonee dimensione per ospitare cani e gatti randagi (esempi).
- Individuazione, all’interno del centro urbano, di specifiche aree verdi dove poter far liberamente giocare i propri amici animali.
- Favorire e incentivare adozioni degli animali randagi comprese quelle a distanza.
- Potenziare le campagne di sterilizzazione.
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La svendita, pardon, “Sviluppo” punta alla solita ricetta, “più cemento più turismo” (e chiù Pilu come dice Antonio Albanese). Già, una colata risolve sempre tutto. Magari la gente non spende e spande perché ha le tasche vuote e non perché non sa dove piazzare l’ombrellone! La gente, quella che si presume debba sempre spendere e spandere, o vengono negate le ferie (si sà sono un costo troppo oneroso per la produttività, caspita non vorremmo mica giocarci la competitività no?) o gli aumenti salariali dato che i rinnovi contrattuali son tutti al ribasso ( eh sennò poi delocalizzano, diamine, sacrifichiamoci suvvia) come si possa quindi esigere che appena sbuca il sole ci sia la ressa sulle spiaggie proprio non riesco a capirlo. Gli altri, ovvero il 38% di inattivi ed l’8% di disoccupati temo abbiano poco da spendere.
Tra l’altro, lo stesso decreto da facoltà alle banche (poverine sempre in crisi) di aumentare il tasso di usura. Ad ogni lobby il suo “obolo” e “noi paghiamo”.
Ma tant’è.
Il Consiglio dei ministri che ha seminato incertezza sul futuro degli investimenti nel fotovoltaico ha invece voluto creare certezze per chi investe nel cemento in riva al mare.
I gestori che prendono in concessione una spiaggia dallo Stato per offrire servizi a pagamento ai bagnanti d’ora in poi potranno costruire edifici (se già non l’hanno fatto) e tenersi litorale e immobili per 90 anni (prima la durata delle concessioni arrivava a 25 anni), in compenso dovranno pagare l’equivalente di un tozzo di pane. E, aggiungo, potranno rifarsi ad abundantiam sui turisti. E’ il succo del decreto legge “Sviluppo”. I dettagli:
Secondo quanto ha dichiarato a Il Fatto Quotidiano il Verde Bonelli, va incontro alla concessione novantennale (in pratica: va incontro alla privatizzazione) il 50% delle spiagge italiane, per un totale di circa 3.500 chilometri. Qualora non esistano già edifici, il diritto di superficie novantennale porta con sè – sempre secondo Bonelli – anche il diritto a costruirli.
Ma quanto verserà allo Stato il gestore di uno stabilimento balneare dotato, oltre che di spiaggia, servizi igienici e cabine, anche di ristoranti, bar, palestre e magari pure negozi?
Sempre secondo Bonelli, 93 centesimi per metro quadrato. Significa che uno stabilimento balneare di 10 mila metri quadrati pagherà molto meno di 1000 euro al mese.
E i turisti, quando vanno in spiaggia, quanto pagano? Apriti Cielo, o meglio apriti portafoglio. La Camera di Commercio di Salerno (non un’associazione di consumatori) ha calcolato in 7,70 euro al giorno la cifra per l’affitto di un ombrellone, più altri 7,30 euro quotidiani per una e una sola sdraio. Erano i prezzi dell’anno scorso: e quest’anno, chissà. Pur considerando la brevità della stagione balneare, mi pare che esistano tutti i margini per rientrare lautamente delle spese.
Certezze per chi investe nella cementificazione delle spiagge, incertezze per chi investe nelle energie pulite. Mi pare una perfetta sintesi della politica di questo Governo.
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Sto cercando di imparare a fottermene ma non ci riesco, è piu’ forte di me.
Vedo la mia città oggetto di un piano urbanistico che la renderà un colabrodo, facendo arricchire i soliti pochi. Vedo una cricca di amici degli amici che siedono da sempre nei posti di comando e tutelano solo gli interessi di pochi a discapito di molti. Vedo alberi secolari e giovani sradicati con una “semplicità” diabolica nella totale indifferenza dei molti impauriti e oramai abituati a subire il regime colorato sorrentino.
Vedo statistiche e dati di affluenza turistica alte come se la felicità o la realizzazione dell’uomo si possa misurare solo con l’indice economico. Vedo famiglie divise per colpa del lavoro e del troppo lavoro sottopagato. Vedo genitori che sballottano figli a destra e a sinistra per guadagnare due soldi da spendere subito in tasse e costi della vita elevati. Vedo troppe persone rincorrere una falsa felicità che li rende schiavi e vedo troppe poche persone che si dividono la ricchezza.
Vedo aumentare sempre di piu’ box auto e con essi il prezzo di una casa che mai potrà essere di un comune cittadino viste le paghe minime e i prezzi esosi. Chi ci guadagna? i soliti pochi, la solita cricca.
Vedo la spazzatura a cielo aperto nelle campagne ma poi basta sventolare quanlche vessillo per prendere facilmente per il culo cittadini e istituzioni. Vedo lavoratori e lavoratrici alzarsi alle 6 del mattino e ritornare a casa la sera e cercare un secondo lavoretto per arrotondare e far quadrare i conti. Vedo lavoratrici e lavoratori essere su posto di lavoro anche quando il calendario segna rosso perchè qualcuno in alto ha deciso di sacrificarli al dio mercato mentre loro sono al caldo nelle loro famiglie.
Vedo la Chiesa arroccata nei suoi sistemi, incapace di dire una parola vera, autentica e autorevole a favore dei piu’ bisognosi, gli ultimi e i diseredati di questa bella terra, che si vergognano a dire che esistono anche loro.
Vedo imprenditori e politici che si stanno spartendo il territotorio, che gestiscono la cosa pubblica come se fosse privata. Vedo che i bisognosi di assistenza aspettano ancora mentre altri fondi vengono spesi per progettare altro. Lo chiamano sviluppo ma è la tomba del futuro.
Vedo l’acuqa svenduta da politici ignoranti e ciechi a società per azioni quotate in borsa mentre il servizio peggiora e le bollette aumentano. Vedo l’inquinamento dell’aria aumentare e le morti per tumori “improvvisi” salire di numero mentre nessuno (tranne pochissimi) si interrogano sulle cause e prendono provvedimenti. Vedo il territorio stuprato dalla sete di “quattro” improvvisati imprenditori che calpestando ogni regola e buon senso decisono per tutti che il cemento è meglio del verde.
Vedo giovani che faticano a vedere il futuro e vedo adulti che non sanno piu’ insegnare a guardare lontano…
Sto cercando di fottermene ma non ci riesco…
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Quest’estate mi sono divertito a chiedere, a quanta più gente possibile se sapessero che cosa certifichi la Bandiera blu o le 5 vele di Legambiente che da tempo svolazzano sui lidi e sui palazzi di Ostuni. Secondo la stragrande maggioranza la presenza di questi vessilli certifica la bellezza dei luoghi, una modesta parte ritiene che siano simbolo di un mare pulito.
Entrambe le convinzioni sono errate.
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Ignoti individui, ma ipotizzabili, hanno chiuso con grossi massi il passaggio ai sentieri presenti da numerosi anni tra la macchia mediterranea di Torre Pozzelle. Così facendo avranno pensato di impedire l’accesso alle auto che, numerose, ogni anno si riversano a ridosso di quelle splendide calette. Gli ipotetici ignoti, sicuramente dementi, però non hanno considerato che gli Italiani, popolo più che mai autodipendente, mai e poi mai fermano le loro possenti autovetture di fronte al primo ostacolo e ciò che poteva anche essere una buona idea, difendere quel bellissimo tratto di costa dalla sosta selvaggia, di fatto sta causando seri danni a quella parte di macchia mediterranea che da anni resiste ad incuria e tubi di scappamento.
Infatti, come era facilmente immaginabile, gli afecionados di Torre Pozzelle hanno subito trovato percorsi alternativi per raggiungere la loro spiaggia preferita, in taluni casi e a seconda del mezzo di locomozione in uso (ad. es. SUV) non hanno neanche badato tanto alla macchia mediterranea che intralciava il loro percorso pensando che una loro parziale distruzione vale ben un bagno. Vi basti pensare che ieri all’ultima caletta era persino presente il furgone che vende gelati che quanto a peso e dimensioni nulla ha ad invidiare ai moderni fuoristrada anche se mostra tutti i suoi limiti quando è costretto a fronteggiare spuntoni di roccia che affiorano dal sentiero. Ma il gelataio, preparato più che mai ad ogni imprevisto e dotato di un ottimo piccone, non ha mostrato timore a smussare le imperfesioni del terreno per un più agile e sicuro passagio.
Ecco allora che grazie a questi furbetti che pensavano di trarre un qualche vantaggio da questa improvvisata chiusura, ma che sono rimasti probabilmente a bocca asciutta si è, invece, dato il via all’enesimo sacrificio della secolare macchia mediterranea che impreziosisce ed abbellisce uno tra i più bei pezzi di costa non solo della Puglia, me dell’intera penisola.
Personalmente sono favorevole ad impedire alle auto di parcheggiare sugli scogli, come sono favorevole alla chiusura di quei passaggi presenti tra la macchia mediterranea affinché questa col tempo se ne possa riappropriare. Ma ciò deve essere fatto garantendo comunque l’accessibilità a quelle favolose spiagge. Lo facciano come meglio credano (parcheggi, navette, etc), di soluzioni possibili ve ne sono diverse, ma che comunque che la zona rimanga accessibile e gratuita. Gratuita nel senso che se voglio andare a mare a Torre Pozzelle non debba essere costretto, come invece avviene già da altre parti, a pagare per un qualche cosa, sia esso parcheggio o altro. Personalmente ritengo una buona idea la realizzazione di una pineta/parcheggio nel terreno alle spalle della macchia mediterranea che consenta sia di posteggiare i propri mezzi sia di accedere con facilità, tramite varchi naturali già esistenti, alle diverse calette. Il tutto naturalmente gratuitamente, almeno per i residenti.
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Avete idea di quante gente si riversa sulle spiagge di Ostuni in questo periodo? Secondo voi dove vanno a fare i loro bisogni tenendo conto che sui 20 Km di costa nessuno ha mai pensato di intallare dei servizi igienici? Forse è per questo che la macchia mediterranea è così rigogliosa?
La maggior parte dei bagnanti staziona in spiaggia per diverse ore, moltissimi per l’intera giornata difficile credere che aspettano di tornare al loro domicilio per soddisfare i propri bisogni fisiologici, soprattutto i bambini. Molto probabilmente la parte liquida viene sversata direttamente in mare e quella solida alle spalle di qualche cespuglio o lungo i numerosi viottoli che si intrecciano tra la macchia mediterranea. Lo sanno bene tutti coloro che amano passagiare o fare footing in questi luoghi piuttosto che fare la lucertola al sole.
Eppure da diversi anni esistono i bagni chimici, si possono installare ovunque senza la necessità di realizzare scarichi fognari. Ce ne sono di diversi tipi e di diversi colori, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza e per i più esigenti ci sono ditte che ti personalizzano l’estetica e naturalmente vi sono anche quelli accessibili ai diversamente abili visto che, anche se non pare, le spiagge ostunesi sono dichiarate e certificate accessibili a questo tipo di soggetti.
Costi? Del tutto accessibili considerando che il noleggio di un bagno chimico si aggira intorno ai 100€ al mese compresa una pulizia settimanale e ritiro e conferimento dei rifiuti presso gli impianti autorizzati. Se poi ne noleggi più di uno e per più mesi all’anno il prezzo scende ed anche considerevolmente. Stiamo parlando di cifre irrisorie per un comune quale quello di Ostuni, anche mettendo un paio di bagni per ogni spiaggia presente sulla costa. Sicuramente parliamo di risorse decisamente inferiori a quelli che vengono date annualmente alla Delta Concerti per organizzare concerti a pagamento per tutti noi e gratuiti per la casta politica locale. Con i contributi dati a questa società in una stagione è possibile coprire i costi per i bagni chimici su tutta la nostra costa per almeno tre anni. Se poi consideriamo anche quanto si è speso per far registrare in piazza “Velone” ecco che abbiamo trovato fondi per i prossimi 5 anni.
Ma aimè Tarzanella & Co evidentemente hanno priorità differenti, preferiscono imbottire società private con soldi pubblici per poi andare a vedere gli spettacoli a gratis con i propri amici e compari piuttosto che preoccuparsi di fornire le spiagge su cui sventolano bandiere blu e 5 vele di servizi igienici. Naturalmente il tutto nel silenzio (assenso?) dell’opposizione.
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La Bandierà Blu attribuita dalla Fee è una “certificazione della qualità ambientale delle località rivierasche”. Ma come avviene questa certificazione? Ci sono controlli, verifiche o altro? Assolutamente NO! Tutto avviene sulla base di un autocertificazione dei comuni che la richiedono. La Fee non effettua alcuna verifica ne alcun controllo su quanto i Comuni dichiarano ne tanto meno effettuano analisi sulla qualità delle acque, ma si basano esclusivamente sulla documentazione e sulle autocertificazioni che ogni comune gli invia senza neanche effettuare controlli incrociati.
Quest’anno Ostuni ha ricevuto la Bandiera blu per tre spiagge: Camerini-Creta Rossa, Lido Morelli-Rosa Marina, Costa Merlata-Torre Pozzelle. Se controllate i criteri di selezione e conoscete un poco quelle spiagge potrete subito porvi alcune domande. “La spiaggia deve essere pulita” è un requisito imperativo senza la quale la bandiera blu non può essere assegnata e su questo aspetto vale la pena ricordare che il capitolato d’igiene ambientale prevede la pulizia quotidiana di tutte la spiagge presenti nel nostro territorio nel periodo che va dal 15 Giugno al 15 Settembre, ma è solo prevista per la realizzazione siamo ancora in attesa. “Servizi per la raccolta differenziata dei rifiuti devono essere disponibili sulla spiaggia e/o in prossimità di essa” altro requisito imperativo assente non solo sulle spiagge ma in tutto il territorio comunale, in particolare a Costa Merlata-Torre Pozzelle la maggior parte delle spiagge non ha nemeno un comune cestino per i rifiuti indifferenziati. Ancora imperativo “I servizi pubblici sulle spiagge devono essere adeguati e puliti” e sicuramente sono puliti perchè è impossibile che si sporchino non esistendo. “Sulla spiaggia deve essere fatto rispettare il divieto di campeggio, di circolazione di autoveicoli o motoveicoli” mentre non è diffcile trovare autoveicoli parcheggiati ovunque e file di camper che stazionano per giorni.
Potrei andare ancora avanti con diverse caratteristiche non rispettate e non esistenti, ma voglio chiudere facendovi notare che secondo la procedura operativa della Fee per l’attribuzione della bandiera blu è indispensabile una raccolta differenziata di almeno il 10%. Se scaricate il relativo manuale a pag. 10 trovate la dicitura ESCLUSO per il comune con raccolta differenziata inferiore appunto al 10%. E allora come mai Ostuni riceve questa certificazione? Se andate sul sito ufficiale della regione potete constare voi stessi che la città bianca non ha mai raggiunto tale percentuale, fermandosi nel 2008 al 8,4%, nel 2009 al 9% e per il 2010 ha una previsione del 8%. Eppure sul comunicato stampa rilasciato dal comune in questi giorni si legge di un “impulso alla raccolta differenziata e che negli ultimi mesi ci ha portato a percentuali insperate”.
Come al solito vale la regola della trasparenza. Se il Comune e la Fee non hanno nulla da nascondere e tutto ciò che hanno dichiarato e certificato corrisponde a verità perchè non rendono disponibile la relativa documentazione? Nessuno sa nulla di quanto il comune certifica, sappiamo solo che ci è stata attribuita la bandiera blu, ne tanto meno la Fee pubblica nello specifico i dati dei vari comuni o il verbale della fantomatica commissione tecnica che attribuisce questo, a dir loro prestigioso, riconoscimento usato come vessillo o meglio come coperta insieme alle vele di Legambiente per coprire le politiche di devastazione ambientale che da anni questa amministrazione continua a perseguire.
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Ogni volta che viene approvata una norma, un regolamento, un progetto bisogna sempre scavare alla ricerca dell’asterisco. Si, perchè se nella pubblicità l’asterisco è generalmente visibile in politica, invece, è sempre celato dietro formule difficili da decifrare.
Per fare un esempio possiamo citare i famosi Cip6 che da anni distribuisce milioni di euro a petrolieri e industriali che inquinano e distruggono il nostro paese. Una legge all’avanguardia che se fosse stata applicata con buon senso rispettando il principio ispiratore avrebbe reso l’Italia la prima al mondo sul fronte dell’energia da fonti rinnovabili. Invece abbiamo distribuito soldi agli speculatori che così hanno trasformato i loro rifiuti, per il cui smaltimento avrebbero dovuto pagare svariati milioni di euro, in lauti profitti. L’asterisco era nascosto nella parola assimilati che ha di fatto stravolto il senso di quella norma aumentandoci la bolletta elettrica per sovvenzionare i Marcegaglia, i Moratti & Co.
Anche ad Ostuni naturalmente abbiamo numerosi asterischi nascosti tra regolamenti, delibere e determine ed oggi voglio parlarvi dell’asterisco previsto per Torre Pozzelle un tratto di costa meraviglioso che ha resistito negli anni all’espansione edilizia, punto di forza delle varie amministrazioni che da decenni governano il territorio.
Partendo da un ottimo obbiettivo, impedire l’accesso delle autovetture sugli scogli e quindi nella zona ove si ritrova la macchia mediterranea, il Comune ha pensato di realizzare un parcheggio in un terreno incolto che si trova nelle vicinanze di queste splendide calette. Inizialmente mi ero un pò preoccupato perchè il progetto era denominato “realizzazione di strade di accesso alle calette di Torre Pozzelle” ed ebbi paura che volessero fare delle strade per favorire l’accesso delle auto a questi posti meravigliosi; così insieme all’amico Giancarlo siamo andati in comune per capirci qualcosa in più.
Alla visione del progetto ci siamo subito tranquillizzati perchè si tratta dell’opposto di ciò che ipotizzavamo, come dicevo l’obbiettivo è evitare che le auto vadano sugli scogli e tra la vegetazione spontanea, ma mentre osservavo il progetto di questo parcheggio, anche abbellito con altra vegetazione da impiantare in loco, mi sono accorto di un quadratino arancione. Un quadratino che si trovava all’ingresso di questo parcheggio, così ho chiesto all’ingegnere presente che cosa fosse. La risposta: una biglietteria, e visto il mio sguardo a questa risposta aggiunge: e che c’è di strano?
E già non c’è nulla di strano, abbiamo solo individuato l’asterisco. Un ottimo obbiettivo ultilizzato per spillare soldi a turisti e locali. In un paese dove sono inconcepibili le spiagge attrezzate tanto diffuse in Liguria, Emilia e Toscana bisogna pur trovare un metodo per fare quattrini. Quindi prendo un area fantastica e molto frequentata, ci faccio un bel parcheggio e lo faccio in modo che chiunque voglia andare la è costretto ad utilizzarlo, lo do in gestione a qualcuno e tramite questo spillo soldi alla gente ed infine mi vanto che nel nostro territorio le spiagge sono libere, noi non speculiamo.























