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La Giunta Comunale del comune di Ostuni ha approvato in data 1 marzo il piano triennale 2010-2012 dei lavori pubblici. Potete trovare il testo integrale nella sezione documenti di questo blog nonchè per qualche giorno anche sul sito istituzionale del comune di Ostuni, nei prossimi 60 giorni chiunque potrà inoltrare le proprie considerazioni in merito, osservazioni che in fase di approvazione finale dovranno essere prese in esame.
Difficile dare da subito un giudizio definitivo visto che nella delibera compare un mero elenco delle opere senza specificare nei dettagli le caratteristiche dell’opera, ma qualche parola possiamo cominciare a spenderla precisando che nei prossimi giorni cercherò di recuperare maggiori informazioni e documetazione sui vari progetti.
Inizierei dagli aspetti positivi del piano quali ad esempio il parco fotovoltaico comunale e la realizzazione di una pensilina fotovoltaica per un investimento di € 1.665.000 che, seppur previsti per il 2012, fanno intravedere la reale intenzione di voler investire nelle energie rinnovabili. Sulla stessa onda troviamo anche interventi sull’efficienza energetica, in particolare su edifici scolastici comunali e impianti di illuminazione pubblica nel centro storico.
Altresì apprezzabili gli interventi di recupero e ristrutturazione di edifici pubblici esistenti, anche se non si evince se in tali interventi sono previste opere per il risparmio energetico. Verranno sottoposti ad interventi l’edificio scolastico Pessina (€ 1.360.000), altri edifici scolastici per l’abbattimento delle barriere architettoniche (€ 350.000), palazzo Tanzarella nel centro storico (€ 930.000), asilo comunale ed edificio scolastico A. Moro (€ 700.000), casa di riposo Pinto (€ 1.200.000), torre Aragonese di Villanova (€ 1.000.000) ed altre strutture sparse nel territorio urbano e rurale.
Naturalmente insieme a queste ed altre buone intenzioni non potevano mancare le solite opere della nostra lungimirante amministrazione, alcune delle quali mi preoccupano alquanto perchè previste in aree non solo delicate ma che rappresentano un vero e proprio patrimonio per la città e quindi potrebbero arrecare un grave danno all’intera collettività.
Innazitutto parliaamo dei rondò, perchè evidentemente non bastano tutti quelli realizzati in questi ultimi anni e quindi ne hanno messi in cantiere altri quattro. Uno è previsto sulla provinciale per Villanova all’altezza della concessionaria Opel da cui partirà anche una bretella stradale che passando tra olivi secolari (alcuni verranno appositamente espiantati) con andamento curvilineo andrà a terminare sulla stessa provinciale poco prima del ponte ferroviario. Nonostante questa rotatoria, la provinciale per Villanova risulta probabilmente troppo rettilinea e quindi un altro rondò verrà realizzato all’altezza di C.da Malandrino dove da alcuni anni è stata realizzata una strada che collega con il parcheggio di via tenente Specchia. Strada realizzata per favorire il deflusso del traffico estivo, ma che proprio in estate è utilizzata per parcheggiare auto su entrambi i lati rendendo praticamente impossibile il passaggio di mezzi soprattutto autobus e camper. Altro rondò sulla via per Carovigno (2 non erano sufficienti) dove questa si interseca con la circonvallazione (dove c’è la Securitas per intenderci) ed infine ancora un altro sulla via per torre Pozzelle all’altezza di contrada Rosara-Tamburroni. Ogni rondò ha un costo medio di € 300.000 e se contate anche tutti quelli già realizzati negli ultimi anni vi renderete conto di quante altre opere più utili si potevano realizzare con quei soldi.
Ma gli aspetti che mi più mi preoccupano sono gli interventi previsti a Torre Pozzelle e a valle del centro storico, due zone particolarmente suggestive e di grande pregio.
Torre Pozzelle è l’unico tratto di costa che ha resistito nel tempo alla cementificazione e alla realizzazione di residence e villette, un tratto di costa magnifico con calette spettacolari circondate da una folta macchia mediterranea. Nel piano triennale potete leggere che in quell’area vogliono realizzare delle strade di accesso alle calette. Cosa intendono per strade non è specificato ma presumo non sia nulla di ecologico visto che dei percorsi per raggiungere le varie calette sono già presenti e non mi meraviglierò se per queste opere il comune si aggiudicherà le 5 vele con lode.
Numerosi gli interventi invece nella zona sottostante il centro storico, altra area suggestiva e di grande valore, già abbondantemente devastata da scelte scellerate. Sono previsti infatti la realizzazione di parcheggi nonchè di una scalinata che li collega con viale O. Quaranta, ma la cosa più preoccupante è la realizzazione di una bretella di collegamento tra la zona industriale e la zona artigianale, quindi una strada che attraverserà l’intera piana degli ulivi sottostante il centro storico per mettere in collegamento la provinciale per Villanova con la provinciale per Torre Pozzelle. Ribadisco che va visto nei dettagli il progetto per poter valutarne gli effetti, ma ad un primo approccio visto anche il costo dell’opera (€ 6.000.000) c’è sicuramente da preoccuparsi e prepararsi alla lotta.
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L’associazione PAEA, grazie al contributo finanziario della Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus ha reso disponibile gratuitamente sul proprio sito il software ECHOES.
ECHOES consente all’utente, partendo dalla valorizzazione dei propri consumi energetici (spesa annuale in Euro), di simulare contemporaneamente più interventi di riqualificazione energetica sugli impianti di produzione dell’energia elettrica, termica e frigorifera, fino all’ottenimento della soluzione che restituisca il miglior risultato, sia come benefici economici che ambientali.
ECHOES, ossia echi, corrispondenze: quelle fra le parti di un edificio che interagiscono fra di loro, con noi e con l’ambiente che ci circonda.
L’Associazione Paea (Progetti Alternativi per l’Energia e per l’Ambiente) da oltre dieci anni si occupa di energie rinnovabili, risparmio energetico, bioedilizia, educazione ambientale. Offre servizi di consulenza, formazione, didattica e progettazione. Promuove la tutela ambientale e si impegna per la diffusione di nuovi stili di vita sostenibili.? Con la mostra itinerante “La Casa Ecologica” si è presentata nelle piazze di ben 140 città italiane. Nel 1996 ha affiancato la Tournée di Beppe Grillo (1996). Nel 1998 ha girato la Penisola con Greenpeace e nel 2002 con il Ministero dell’Ambiente.
Ha offerto servizi di consulenza ad oltre 50 progetti innovativi in tutta Italia, collaborando con architetti di fama internazionale, tra cui Renzo Piano per la riqualificazione dell’Area Industriale Ex Michelin di Trento (2006). Realizza interventi didattica ambientale nelle scuole e campagne di risparmio energetico con enti e associazioni. Ha all’attivo 180 corsi tecnici, incontri e conferenze. Si occupa dello sportello energia per il comune di Reggio Emilia.
Area Progetto è l’ala tecnica dell’Associazione PAEA che si occupa di edilizia ad alta efficienza energetica e di utilizzo di materiali naturali.?Si rivolge, oltre che a privati, a progettisti, imprese e amministrazioni pubbliche. ?Su effettuando consulenze (link su consulenza) e progettazioni di edifici ad alta efficienza energetica. I concetti di casa a basso consumo energetico e di casa passiva vengono elaborati al fine di coniugare le tradizionali tecniche costruttive e il linguaggio architettonico locale con l’efficienza e l’innovazione tecnologica
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Sabato a Ostuni grande manifestazione per uno sviluppo sostenibile, i soliti politici hanno sfruttato l’occasione per i loro soliti tornaconto, ma comunque è stata una bellissima ed importante iniziativa di cui vanno ringraziati gli studenti dell’UdS e Francesco Sabatelli per l’impegno che ci hanno messo nell’organizzazione. A seguire il testo del mio intervento, a breve pubblicherò su Youtube il resto della manifestazione.
Investire sul nucleare, con l’irrisolto problema delle scorie e cercare petrolio dove questo è scarso e di pessima qualità è semplicemente ridicolo.
Farlo contro la volontà popolare è pura violenza, è dittatura.
Farlo in un territorio agonizzante per le devastazioni causate dalle centrali a carbone, dalle acciaierie, dai poli petrolchimici, dalla cementificazione selvaggia, dagli inceneritori (o termovalorizzatori come li chiama qualcuno) e dalle discariche è criminale.
Mi viene quanto meno da sorridere a vedere qui oggi alcuni di quelli che hanno contribuito a queste devastazioni. Ma non voglio polemizzare sul passato, oggi dobbiamo guardare al futuro, c’è bisogno di un grande sforzo comune, non solo per tutelare ciò che è rimasto, ma anche per recuperare ciò che si è distrutto, rimediare ai numerosi errori fatti. E dobbiamo iniziare da domani.
STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO. Neanche un solo centimetro quadrato deve essere più destinato a speculazioni edilizie o a inutili strade. Questo territorio è ormai una mela di cui ci stiamo rosicchiando il torsolo, se ci freghiamo anche i semi è finita.
RISPARMIO ENERGETICO a partire dall’illuminazione pubblica, ma soprattutto dalla ristrutturazione energetica degli edifici. Negli ultimi 60 anni abbiamo costruito case che consumano mediamente 200 Kwh/mq all’anno. E’ possibile ristrutturarle affinché me consumino 70 – 50 – 30 – 15 di Kwh/mq anno. Agendo sugli sprechi e sulla dispersione termica avremmo case più calde e confortevoli consumando un terzo di energia. Da anni questo è realtà in luoghi come la Germania e la Provincia di Trento dove il clima è leggermente più rigido che qua.
ENERGIA RINNOVABILE. Installare su ogni tetto, ad eccezione per ovvi motivi del centro storico, pannelli fotovoltaici per la produzione di energia e pannelli solari per l’acqua calda. E’ possibile farlo senza svuotarci il portafoglio. Alcuni esempi:
Provaglio d’Iseo un paese del Bresciano ha realizzato 100 impianti fotovoltaici a costo zero. Ha trovato una ditta che fatto un buon prezzo,una banca locale che ha finanziato l’intera opera e 100 edifici disponibili. Risultato: 100 impianti realizzati quindi economia che si muove, gli incentivi statali del conto energia coprono l’intera rata del prestito compresa una polizza assicurativa in caso di mancata produzione, i cittadini coinvolti non pagano più la bolletta elettrica e fra 15 anni a debito estinto potranno godere per ancora 5 anni degli incentivi statali. Forse nel Bresciano hanno più sole di noi? E allora di impianti ne faremo 200.
Colorno in provincia di Parma, il comune affitta ad un prezzo simbolico tutti i tetti degli edifici pubblici ad aziende ed imprenditori che vogliono realizzare impianti fotovoltaici. Ne abbiamo molti anche qui, quelli che vanno a fare gli impianti nei terreni agricoli dando un ulteriore mazzata ad un settore già morente. Risultato: verranno realizzati numerosi impianti, economia che si muove, azzeramento delle spese elettriche degli edifici interessati quindi migliaia di euro di risparmi che possono essere destinati ad altro.
STRATEGIA RIFIUTI ZERO senza inceneritori e discariche, dove tutto viene recuperato e riciclato, partendo dalla raccolta differenziata quella vera, quella porta a porta senza cassonetti stradali. Non è possibile nel 2010 avere ancora percentuali inferiori al 10%. Un comune che non fa la raccolta differenziata è una mamma che non cucina ai propri figli.
Non abbiamo più tempo, non possiamo più permetterci di temporeggiare. Da domani tutti insieme dobbiamo essere parte attiva di questo cambiamento . Spesso si dice che la politica, le istituzioni sono lontane dalla gente e invece è vero l’esatto opposto, è la gente che si è allontanata dalla politica e questo ha favorito le lobby ed una politica becera ed ottusa. Quindi non considerate la partita chiusa con questa splendida manifestazione. Continuate a far sentire la vostra voce, ma soprattutto la vostra presenza. E’ in gioco il futuro del territorio, è in gioco il futuro dei vostri figli, un diritto che non si può chiede, ma un diritto che si deve pretendere.
Grazie.
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Nell’ultimo periodo, i progetti per la realizzazione dei pozzi petroliferi nonché l’ipotesi di una centrale nucleare, hanno allarmato l’intera popolazione preoccupata per i drammatici risvolti che si potrebbero verificare. L’altra sera al dibattito organizzato dal Forum Ambiente e Sviluppo molti hanno potuto vedere coi propri occhi (come se non lo sapevano) quello che certe scelte e politiche energetiche hanno causato in numerose parti d’Italia e del mondo. Chissà se qualcuno si sia sentito in colpa per quelle drammatiche distruzioni visto che sono state le inevitabili e silenziosamente accettate conseguenze di uno stile di vita che tutt’oggi persiste anche in quelli che l’altra sera guardavano sbigottiti quelle immagini? Chissà se i possessori di SUV (e ce n’erano) si sono resi conto di cosa vuol dire mantenere quei lussi?
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All’inizio degli anni ’90, nel corso del Vertice della Terra di Rio de Janeiro, al pubblico mondiale furono mostrate in modo inequivocabile le conseguenze che avrebbero avuto sulle persone e sull’ambiente il crescente sfruttamento delle risorse, il velocissimo incremento delle emissioni di gas ad effetto serra e l’inarrestabile inquinamento degli ecosistemi mondiali. Oggi sappiamo che queste minacce hanno raggiunto una dimensione allarmante. Al costante aumento della popolazione mondiale ed al crescente divario fra ricchi e poveri si aggiungono una fame insaziabile di risorse ed un cambiamento climatico che avviene in tempi sempre più rapidi. Uno sviluppo attento al futuro deve conciliare equità sociale, attenzione ecologica ed efficienza economica. E’ però indispensabile intervenire rapidamente. Non abbiamo più tempo da perdere.
Gli edifici dissipano circa la metà dell’energia globale. Le tecnologie per costruire abitazioni più parsimoniose dal punto di vista energetico sono già disponibili da molto tempo: è dunque ora di applicarle. Grazie al risanamento energetico, negli edifici esistenti è possibile ridurre fino all’80% le emissioni di anidride carbonica prodotte dal riscaldamento e dai sistemi di produzione dell’acqua calda.
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Continuiamo a pensare che il problema energetico sia un problema del prossimo futuro, invece non è così. Le scorte fossili cominciano a scarseggiare e le compagnie petrolifere provano a cercare altri giacimenti ovunque. Non importa quanto o cosa siano in grado di estrarre, l’importante è cercare di recuperare ogni goccia di idrocarburi che il pianeta è in grado di offrire. Presto i grandi giacimenti non saranno più in grado di soddisfare la richiesta di greggio mondiale e chi, nel frattempo, è riuscito a fare un pò di scorte potrà godersi grandi profitti. Decenni fa l’estrazione del petrolio nei nostri territori era considerato poco redditizio, il greggio sul mercato era a basso costo e realizzare impianti per estrarre poche quantità non era conveniente. Oggi non è più così, qualsiasi quantità potrà essere a breve venduta a prezzi altissimi.
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Ogni azione, ogni comportamento ha un suo effetto, positivo o negativo che sia ha comunque un effetto e le persone serie e responsabili cercano di identificarli e valutarli preventivamente per poter poi scegliere quale azione o comportamento adottare. Si possono anche fare scelte che comportano effetti negativi, ma in tal caso si deve essere anche disposti ad accettarli . A non saper fare queste valutazioni e/o ad accettare eventuali effetti collaterali sono i bambini, incapaci di considerare i pericoli e le conseguenze delle loro azioni e gli adulti viglilano su di loro per evitare conseguenze irreparabili. Se vi fermate un attimo a riflettere vi rendereste immediatamente e facilmente conto che la politica si comporta come i bambini, ma purtroppo i cittadini non si comportano come gli adulti.
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Di Paolo De Gregorio
Abbiamo assistito alla fine del comunismo, la fine del capitalismo era segnata se non si fossero usati soldi pubblici (cioè nostri), in Cina il passaggio dal comunismo al capitalismo non è nemmeno stato comunicato ufficialmente alla popolazione.
Pur in presenza di un fallimento del capitalismo con la distruzione dell’ambiente, le guerre, la sovrappopolazione, un miliardo di affamati, nessuno parla di un urgente e necessario, epocale, cambiamento della economia e della politica.
Nessun vero cambiamento sarà possibile se non si metteranno da parte ideologie e religioni, e se non si prevede che al primo posto deve essere messa la difesa nel nostro ecosistema.
La scienza ha già parlato, ha emanato sentenza senza appello per l’attuale modo di produrre e consumare le merci, e ha definito questo modo INSOSTENIBILE.
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Si chiama “A Plan to Power 100 Percent of the Planet with Renewables” ed è frutto del lavoro del professor Mark Z. Jacobson, ingegnere civile e ambientale presso la Stanford University, e di Mark Delucchi, ricercatore presso l’università della California.
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Un elettrolizzatore alimentato a energia fotovoltaica, integrato da un sistema di accumulo dell’idrogeno prodotto e da una cella a combustibile che trasforma l’idrogeno in elettricità per l’autoconsumo.
Questo, in sintesi, il sistema sviluppato nei laboratori del MIT di Boston dallo staff di Daniel Nocera e ora in fase di perfezionamento da parte della startup Sun Catalytix. Ricordiamo che gli elettrolizzatori sono macchine in grado di realizzare l’elettrolisi dell’acqua, cioè un processo che a partire dall’energia elettrica provoca una reazione chimica che scinde l’acqua nei suoi elementi costitutivi, idrogeno e ossigeno. L’elettrolisi può essere considerato un processo inverso a quello della pila e rappresenta oggi la modalità migliore per produrre idrogeno a partire da fonti rinnovabili.


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