Archive for rifiuti
Quest’anno, a dimostrazione che la stagione turistica si restringe sempre più, abbiamo dovuto aspettare il 7 di Agosto per rilevare nella città bianca una un numero di presenze di forestieri degna di una località che fa del turismo il suo principale motore economico. Non ho numeri da snocciolare ma sono uno che va spesso al mare e generalmente la sera una passeggiata nel centro storico non me la faccio mancare e non mi è certo sfuggita sino a l’altro giorno la carenza di turisti. Vedere nel mese di Luglio le spiagge con pochi bagnanti ed il centro storico popolato più dai locali che dai forestieri è una cosa che personalmente non mi dispiace, ma che sicuramente dispiace agli operatori economici del settore. So che molte ville, affittate da sempre a migliaia di euro al mese, quest’anno nel mese di Luglio sono rimaste sfitte e chi è riuscito a piazzarle è solo perchè ha ridotto di molto il canone. Non so i dati delle varie strutture ricettive, ma non credo che possano vantare differenti situazioni. Tutto ciò, come ebbi a dire in passato, altro non potrà che comportare un notevole incremento dei prezzi nel periodo di maggior affluenza. Non a caso la Puglia in base alle rivelazioni di associazioni del settore è risultata tra le regione più care ed Ostuni in particolare tra le città più care della Puglia. Dall’essere la regina degli ulivi sta diventando la regina dei prezzi.
Ma comunque i turisti alla fine sono arrivati e sono arrivati in massa, così sin da subito la città bianca ha potuto dimostrare tutta la sua incapacità a gestire in modo adeguato tutta questa massa di gente. Sulle spiagge è ancora oggi impossibile reperire un congruo numero di contenitori per i rifiuti, così è normale prassi trovare piccoli cestini che gìà in prima mattinata cominciano a debordare la massa di rifiuti che inevitabilmente la gente produce tanto che a sera il cestino sarà completamente scomparso sotto la massa informe di sacchetti e buste varie. Nessuna traccia di servizi igienici, e qui lascio a voi scoprire dove vengono smaltiti i rifiuti biologici siano essi liquidi o solidi delle centinaia di persone che con la loro “regolare quotidianità” occuppano le spiagge del litorale ostunese.
La situazione non si modifica molto se lasci la costa e ti dirigi nel centro abitato. Ieri sera alle 21 i pochi cestini presenti in piazza erano già stracolmi e la gente cominciava a depositare i rifiuti nelle vicinenaze degli stessi. Non raro intercettare il lezzo nauseabondo che alcune di quelle isole “ecologiche” emanavano. Il top però l’ho potuto constatare nella villa comunale dove c’era la sagra della frisa e della risa; diversi stand enogastronomici e centinaia di persone che tra un ballo e l’altro si cibava di quelle gustose prelibatezze. Per i rifiuti solo alcuni contenitori tipo quelli che comunemente si trovano nelle case di tutti noi, assolutamente inadatti per un evento del genere. L’assessorato alle attività produttive, organizzatore dell’evento, non ha pensato alla enorme produttività di rifiuti (plastica, residui di cibo, vetro, aluminnio, ecc) che una sagra del genere inevitabilmente produce e la gente ha dovuto fare lo slalom tra i rifiuti sparsi in ogni dove. Non invidio chi a fine festa è stato incaricato di ripulire.
Cari Ostunesi avete di fronte due possibilità: o lasciate che tutto ciò continui ad accadere e quindi continuate ad affidarvi a questa inetta classe dirigente (tutta dal PDL al PdmenoL compresi quelli che in consiglio comunale non ci sono) oppure vi rimboccate le maniche e li cacciate tutti.
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Anche per rispondere a tutti quelli che continuano a dire che il sottoscitto e tutti i “grillini” sono capaci solo di criticare voglio riportare in questo post le proposte che sono state lanciate da questo blog . L’invito, rivolto in particolare ai buon temponi della domenica, è quello di commentarle e se ne sono capaci, cosa di cui dubito fortemente, integrarle o modificarle con le loro.
Rifiuti
- Avvio del sitema di raccolta differenziata porta a porta spinta con applicazione della tariffa puntuale. Questa tariffazione. a differenza della TARSU, non viene contegiata in base ai mq di un abitazione, ma bensì sulla quantità di rifiuti prodotti da un nucleo familiare, dove per rifiuto si intende ciò che non può essere avviato a riciclo, vuoi per il tipo di materiale vuoi per una non corretta differenziazione dei rifiuti. Tutto il resto non deve influire sulla tariffa in quanto trattasi di materiale (in gergo: materie prime seconde) che viene rivenduto. Questo tipo di raccolta e tariffazione, nei luoghi in cui è stata adottata, ha dimostrato di far risparmiare le amministrazioni e di conseguenza i cittadini che hanno visto diminuire i costi delle bollette, nonchè di necessitare di un numero maggiore di operatori.
- Avvio e sostegno di tutti quei circuiti virtuosi in grado di diminuire la produzione di rifiuti:
- compostaggio domestico con distribuzione in comodato gratuito di compostiere domestiche, realizzazione di corsi sul compostaggio domestico e sconti tariffari per chi lo esegue correttamente;
- stimolare l’uso dell’acqua del rubinetto favorendo l’acquisto di depuratori domestici ed installandoli in tutti i locali di proprietà pubblica a partire dalle scuole;
- favorire e sostenere l’installazione di distributori alla spina per tutti i prodotti possibili, dai detersivi vari, all’acqua, al latte, etc;
- vietare, nei capitolati d’appalto predisposti dall’amministrazione comunale, l’utilizzo di oggetti usa e getta in plastica, imponendo invece quelli riutilizzabili o in alternativa quelli in materiale biodegradabile;
- vietare in tutti i centri ed esercizi commerciali l’uso e la distribuzione di sacchetti di plastica, sostenendo e favorendo l’utilizzo di borse riutilizzabili in stoffa o, in alternativa, in materiale biodegradabile;
- incentivi alle famiglie per l’utilizzo di pannolini lavabili e realizzazione di accordi con esercizi commerciali per favorirne la disponibilità e l’utilizzo.
- Realizzazione, nella zona idustriale, di un centro di riciclo sullo stile del centro riciclo di Vedelago. Presso questo tipo di impianto tutto il materiale non organico viene ulteriormente purificato da eventuali errori nella differenziazione domiciliare, compattato e infine venduto ai vari consorzi ed aziende del settore. Il non riciclabile viene lavorato per essere trasformato in un granulato che può essere utilizzato in edilizia, realizzazione di oggetti in plastica riciclata, etc. Il centro riciclo deve avere dimensioni e capacità di lavorazione in grado di accogliere anche i materiali provenienti dalle raccolte differenziate dei paesi limitrofi. Per la sua realizzazione sono necessari 5 milioni di euro, meno dei 6 milioni previsti per la realizzazione di un inutile strada che collegherà la zona industriale con quella artigianale. In compenso la sua operatività necessita di non meno di 50 lavoratori (posti che perdureranno nel tempo).
Energia
- Audit energetico degli edifici pubblici, ovvero una approfondita ed esaustiva rilevazione dei consumi energetici (per riscaldamento/raffreddamento e elettricità) di tutti gli edifici e strutture di proprieta comunale.
- Predisposizione di un piano pluriennale per la ristrutturazione energetica di tutti gli edifici e strutture di proprietà comunale. Dando priorità a quelli in cui si rilevano maggiori consumi.
- Cessione in comodato gratuito di tutti i lastrici solari degli edifici pubblici ove non sussite vincolo paesaggistico per la realizzazione di impianti fotovoltaici di investitori privati (quelli che di solito li fanno sui terreni agricoli).
- Istituzione dello sportello “Energia amica” accessibile dal vivo, via telefono e via web ove reperire tutte le informazioni tecnologiche e legislative, ivi comprese le agevolazioni fiscali, inerenti il risparmio energetico e la produzione da fonti rinnovabili.
- Stipula di specifici accordi con professionisti esperti in risparmio energetico e realizzazione di impianti per autoproduzione da fonti rinnovabili per l’erogazione di servizi di consulenza a prezzi concordati.
- Stipula di accordi/convenzioni con istituti di credito per l’erogazione di finaziamenti a tasso agevolato per le ristrutturazioni energetiche degli edifici e abitazioni.
- Snallimento procedure e abolizione di tutti gli oneri comunali previsti per le pratiche relative a ristrutturazioni energetiche di edifici ed abitazioni.
- Agevolazioni e incentivi per nuove costruzioni, ampliamenti e ristrutturazioni con certificazione prevista dalla legge regionale sull’abitare sostenibile:
- aumento di cubatura (fino al 10%), esenzione decennale dall’ICI (ove prevista), esenzione da oneri e contributi comunali relativi all’opera per le certificazioni in classe di merito 5;
- esenzione decennale dall’ICI (ove prevista) ed esenzione da oneri e contributi comunali relativi all’opera per le certificazioni in classe di merito 4.
- Obbligo per le nuove costruzioni e per le demolizioni con ricostruzione della certificazione prevista dalla legge regionale sull’abitare sostenibile con classe di merito non inferiore alla 4, nonché obbligo di realizzazione di adeguato impianto fotovoltaico per produzione di energia elettrica e pannelli solari per produzione di acqua calda sanitaria su lastrico solare ove non sussite vincolo paesaggistico.
- Ammodernamento dell’intero impianto di illuminazione pubblica con implemetazione della tecnologia a LED in grado di diminuire i costi dei consumi del 70% e quelli di manutenzione del 30%.
- Piano pluriennale per la sostituzione del parco autoveicoli comunali con modelli elettrici e/o ibridi.
Urbanistica
- Blocco delle aree di espansione edilizia nei piani regolatori delle aree urbane. Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Concessioni di licenze edilizie soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dimesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico;
- Formulazione di allegati energetici-ambientali ai regolamenti edilizi vincolanti la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all’anno);
- Espansione del verde urbano nell’ottica di una riduzione dello squilibrio complessivo tra inorganico e organico, con fissazione di percentuali annue di incremento, al fine di: migliorare i microclimi urbani, aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli; potenziare la fotosintesi clorofilliana per incrementare l’assorbimento di CO2;
- Valutazione strategica dell’impatto ambientale, ma anche visivo (il paesaggio è di tutti) per qualsiasi intervento sul territorio;
- Uso nell’edilizia di materiali locali, per quanto possibile, e riutilizzo di materiali provenienti dalle demolizioni;
- Dotazione obbligatoria di impianti fognari dove sono ancora assenti ed incentivi in favore di impianti di depurazione per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario;
- Aumentare la qualità nel riscontro degli ispettori dei cantieri per la sicurezza sul lavoro ed aumentare l’efficacia dei controlli per verificare i lavori in nero;
- Negli appalti pubblici deve essere considerata anche la fedina penale dei titolari e dei cda delle ditte che si offrono per la costruzione / ristrutturazione
Uso del territorio
- La città, il territorio del quale è nata e di cui essa fa parte, gli uomini e la società che la costruiscono, la abitano e la utilizzano fanno parte di un unico sistema;
- si attribuisce priorita alla tutela dell’integrità fisica del territorio, intesa come preservazione da fenomeni di degrado e di alterazione irreversibile dei connotati materiali del sottosuolo, suolo, soprassuolo naturale, corpi idrici, atmosfera, considerati singolarmente e nel complesso, con particolare riferimento alle trasformazioni indotte dalle forme d’insediamento dell’uomo;
- si riconosce la necessità e la responsabilità, nei confronti delle generazioni future, di non disperdere le straordinarie ricchezze e bellezze del territorio comunale così come ci sono state tramandate attraverso il secolare lavoro della natura e dell’uomo;
- i piani urbanistici devono essere volti prioritariamente al recupero e alla valorizzazione dell’esistente e considera prioritariamente il riuso e la riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti rispetto ad ogni ulteriore consumo di suolo;
- la città è luogo di massima espressione della vita civile e politica nel quale la convivenza sociale facilita l’esercizio attivo dei diritti individuali. E’ pertanto indispensabile favorire la convivenza sociale attraverso: 1) un sistema di regole di uso del territorio che garantiscono la massima diffusione dei diritti primari dei cittadini quali la salute, la mobilità, la libertà di cultura e d’istruzione pubblica, la casa, la sicurezza sociale; 2) una specifica attenzione agli spazi pubblici affinché siano resi attraenti, sicuri e utilizzabili da tutti, con particolare attenzione per i cittadini più deboli come i bambini, gli anziani, i portatori di handicap; 3) la definizione di un assetto della mobilità che temperi l’esigenza di spostarsi con quella di garantire la salute e la sicurezza dei cittadini.
Informatica e servizi web
- Realizzazione di una rete senza fili per l’accesso ad internet in banda larga, iniziando dai punti di maggior interesse ed afflusso (biblioteca, palazzo di città e piazza della Libertà, edifici scolastici, villa comunale, zona industriale, zona artigianale) per arrivare, al massimo in un triennio, alla totale copertura del territorio comunale compreso area rurale e marittima. Gratuità dell’accesso ai residenti e possibilià di accesso a bassi costi per i forestieri (le strutture ricettive potranno richiedere delle schede di accesso gratuito per i loro ospiti potendo così offrire loro a costi zero un servizio aggiuntivo oggi molto richiesto).
- Completamento, adeguamento e messa in funzione della sala informatica presente all’interno della biblioteca comunale costata già svariati migliaia di euro e mai messa a disposizione della cittadinanza.
- Implementazione, al fianco dei tradizionali sportelli aperti al pubblico, di sportelli informatici ove poter avviare, gestire e concludere quelle pratiche burocratiche-amministrative per cui oggi è necessario recarsi presso l’ufficio competente, prevedendo altresì la possibilità di contatto audio/video con un addetto tramite tecnologia VOIP.
- Istituzione di un ufficio per l’implementazione informatica in tutti servizi/settori del comune e con il compito, tra l’altro, di:
- Formare ed aggiornare il personale dipendente all’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche e dei software open source utilizzabili all’interno della pubblica amministrazione.
- Realizzare e gestire un portale web istituzionale tramite cui l’utenza possa accedere a tutte le informazioni relative all’attività amministrativa, compresi tutti gli atti pubblici emessi, nonchè a tutti i servizi di sportello ed assimilati che via via saranno implementati.
- Realizzazione, organizzazione e coordinamento di sportelli informatici per tutti quei servizi che attualmente vengono erogati tramite gli uffici ad accesso pubblico (anagrafe, ufficio tecnico, uffico tributi, etc) con implemetazione della tecnologia VOIP per contatti diretti audio/video tra addetto comunale e cittadino.
- Realizzazione, organizzazione e gestione di un sistema di posta elettronica interna e di telefonia VOIP per tutte le comunicazioni in testo e audio tra uffici e settori comunali.
- Sostituzione, ove possibile, del software commerciale con omologhi open source e relativa formazione del personale.
- Organizzazione e coordinamento di un callcenter a numerazione gratuita a cui i cittadini si potranno rivolgere per ogni problematica e/o attività di competenza comunale.
Diritto allo studio
- Istituzione di un fondo da 100 mila euro annui per sostenere gli studenti di famiglie bisognose nel loro percorso di studio.
Amici dell’uomo
- Limitare il divieto di accesso alle spiagge nel periodo balneare a non più del 35% degli arenili presenti sulla costa Ostunese.
- Realizzazione, chiedendo la collaborazione dell’ENPA di uno spazio adeguatamente attrezzato e di idonee dimensione per ospitare cani e gatti randagi (esempi).
- Individuazione, all’interno del centro urbano, di specifiche aree verdi dove poter far liberamente giocare i propri amici animali.
- Favorire e incentivare adozioni degli animali randagi comprese quelle a distanza.
- Potenziare le campagne di sterilizzazione.
Spiagge
- Spiagge pulite tutto l’anno. Organizzare tramite apposito servizio la pulizia di tutti gli arenili e relative strade di accesso con cadenza bimensile nel periodo autunno-inverno, bisettimanale nel periodo primaverile (comunque le spiagge devono risultare pulite durante i periodi delle festività ed eventuali ponti), quotidiana durante la stagione estiva.
- Posizionamento su tutte le spiagge di un congruo numero di contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti.
- Installazione su tutta la costa e per il periodo estivo di un adeguato numero di bagni chimici stipulando allo scopo apposito contratto di noleggio che preveda anche la manutenzione e la periodica pulizia degli stessi.
- Istituzione di un servizio di assistenza ai bagnanti che preveda sia postazioni fisse sia mobili in modo che tale servizio risulti erogabile sull’intero tratto di costa. Gli addetti oltre a fornire assistenza e informazioni ai bagnanti dovranno essere in grado di prestare soccorso sia in mare sia sull’arenile oltre a segnalare agli appositi servizi eventuali problematiche (ad. es. contenitori rifiuti pieni, spiagge sporche, fonti di pericolo, etc). Le spiagge in cui insisteranno le postazioni fisse dovranno essere attrezzate in modo tale da risultare accessibili ai disabili e fornite delle apposite carrozzine che consentano agli stessi l’accesso in mare.
- Trasformazione di Torre Pozzelle in area naturale protetta attrezzata con area picnic e spazio giochi per bambini, oltre a idoneo parcheggio al fine di impedire il transito di vetture nelle stradine di accesso agli arenili.
- Demolizione dell’ecomostro di Villanova e valorizzazione della spiaggia denominata bagno dei cavalli.
- Garantire nella zona costiera durante la stagione estiva una maggiore presenza della polizia municipale.
Non sono certo esaustive ne tanto meno vogliono presentarsi come la panacea di tutti i mali, ma sono idee credo di buon senso slegate da qualsivoglia ideologia e ben al di la dei soliti schieramenti destrasinistracentro. Per attuarle non servono politici di professione ma semplici cittadini.
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L’annuncio di una settimana fa di De Magistris “in cinque giorni ripuliremo Napoli” mi lasciò basito. E chi si crederà mai di essere questo, un mago o un personaggio dai superpoteri come quelli che si vedono nei film di animazione? Da quanti anni Napoli versa in quelle condizioni? Può esistere da una qualsiasi parte del pianeta una persona capace di risolvere il problema in cinque giorni? I Napoletani lo sanno benissimo, tanto che non attribuiscono alcuna responsabilità al neosindaco ma, giustamente, si irritano non poco quando si esce con certe affermazioni degne del signor “ghe pensi mi” nelle sue migliori performance.
A leggere le dichiarazioni del Coordinamento Regionale Rifiuti Campania, qui sotto riportato, il senso di sbalordimento lascia il posto allo sconforto e alla seria preoccupazione.
In queste ore di drammatica crisi rifiuti per Napoli e provincia, acutizzata da una sentenza del Tar Lazio che vieta il trasferimento dei rifiuti napoletani fuori regione, si attendevano le prime scelte della neo-amministrazione comunale, che da tempo sbandierava soluzioni radicalmente innovative, orientate al riciclo dei materiali, ambientalmente compatibili e vicine alle istanze dei cittadini, mostrando così l’intenzione di porre una volta per tutte fine alla decennale emergenza rifiuti.
Purtroppo però, dopo i proclami populistici della campagna elettorale, che promettevano in sei mesi il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata e nessun impianto di incenerimento per Napoli-Est, il neo assessore all’ambiente Tommaso Sodano ha svelato le reali intenzioni dell’amministrazione affermando candidamente che “Acerra c’è e va fatta funzionare” e che l’unico compito del Comune di Napoli è “occuparsi dall’igiene urbana e della raccolta rifiuti ma tutta la parte degli impianti resta di competenza della Provincia e della Regione”.
Come a dire, che quanto sbandierato in campagna elettorale su impianti di compostaggio e TMM era pura propaganda elettorale.Ma vi è di più. Secondo il Presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, che ha firmato, in accordo con il comune di Napoli, l’ordinanza di individuazione ad Acerra, Caivano e Napoli-Est di tre siti di trasferenza in cui portare i rifiuti (la cosiddetta “soluzione finale” per ripulire Napoli in 5 giorni) sarebbe stato lo stesso Sodano ad indicare personalmente le aree da utilizzare: “polmoni”, a suo dire, per consentire a Napoli di respirare, mini-discariche nei fatti, nelle quali accumulare le oltre 10.000 tonnellate di rifiuti provenienti da tutto il napoletano. Del resto, era chiara l’intenzione del Comune di Napoli di contribuire alla individuazione dei siti già nella delibera di Giunta n. 739/2011 dove si legge che l’Amministrazione “si impegna ad individuare siti di trasferenza anche sovra comunali”.
Ancora una volta la grande metropoli si serve dunque delle aree rurali interne per risolvere le proprie incapacità gestionali. Come nel passato, si sferra nuovamente un colpo basso ai cittadini di Acerra, terra in pieno “triangolo della morte”, ben nota allo stesso Sodano per la devastazione ambientale causata da decennali sversamenti illegali di rifiuti tossici, e su cui oggi insistono il mega-inceneritore e due tra impianti biomasse e di depurazione, eredità della ex-Montefibre. Tutto ciò nonostante la prima sezione del Tar Lazio abbia accolto il ricorso proposto dal Comune di Acerra contro la proroga dello stoccaggio dei rifiuti sulla piazzola numero 7 del sito in località Pantano, vietando di fatto qualsiasi conferimento.
E se da un lato si fa finta di proteggere l’area industriale di Napoli-Est, dove da anni si aspettano le bonifiche, dall’altro si manovra per portare lì altre devastazioni.Senza contare, poi, la riconferma nel nuovo consiglio di amministrazione di Asìa per questioni di “conoscenza della struttura aziendale” dell’inceneritorista Daniele Fortini. Colui che ha condotto al fallimento la raccolta differenziata in città, nonostante l’azienda disponesse di 179 milioni di euro per il contratto di servizio. Quegli stessi soldi con cui oggi, senza ulteriori previsioni di spesa, la nuova amministrazione vorrebbe almeno raddoppiare la copertura della RD in città.
In questo clima di tensione, De Magistris e Sodano annunciano un viaggio a Bruxelles, poi rimandato all’ultimo momento, mentre è in realtà chiaro a tutti che i fondi UE non verranno sbloccati fino a quando non vi saranno evidenti iniziative e tangibili risultati sulla città di Napoli, tesi finalmente ad estendere a tutta la città la raccolta differenziata e ad evitare lo sversamento in discarica di rifiuto tritovagliato non stabilizzato.
C’è infine l’ultimo aspetto, il più importante, che riguarda la tanto sbandierata questione della partecipazione.
Ad avviso del CO.RE.ri. (Coordinamento Regionale rifiuti – Campania) non è possibile partecipare ad alcun tavolo di confronto, finché questi saranno convocati, come avvenuto per la prima delibera di giunta sui rifiuti, a decisioni già prese, unicamente per ottenere a posteriori l’appoggio della società civile su scelte unilaterali, disarmanti e incondivisibili.
È inaccettabile che per le convocazioni si ricorra al passaparola, agli sms o addirittura a facebook, senza che vi sia la strutturazione di organismi di partecipazione che consentano il riconoscimento formale della cittadinanza attiva nell’assunzione delle decisioni più che nella loro successiva approvazione. Per tale motivo il Coordinamento Regionale rifiuti non prenderà parte ad alcun incontro che sia formalizzato nelle suddette modalità.
Come CO.RE.ri. ribadiamo che nessun sostanziale cambiamento, sul tema della partecipazione, potrà avverarsi nella città di Napoli se i cittadini non saranno messi realmente nelle condizioni di partecipare ai processi decisionali che toccano nel vivo i loro diritti. Auspichiamo che al più presto si possa discutere in assemblea pubblica con contraddittorio del piano complessivo di gestione dei rifiuti e non di singole delibere.
Al momento i primi atti prodotti dalla nuova amministrazione non lasciano certo ben sperare.Coordinamento Regionale rifiuti – Campania – Napoli, 21/06/2011
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Qualche giorno fa un noto personaggio ostunese, uno di quelli che sta sempre a vantarsi della sua lungimiranza e delle sue fantastiche doti in campo amministrativo e che contestualmente non perde occasione per evidenziare le sempre più scarse risorse economiche a disposizione, in collaborazione con altri illustri e noti compaesani dopo aver ben disposto un milione e duecentomila euro all’interno di due scintillanti valigette ha gettato le stesse in uno dei tanti cassonetti che elegantemente arredano il centro abitato della rinomata città bianca. Nessun giornale “stranamente” ne ha dato notizia e la stragrande maggioranza dei cittadini, costantemente impegnati nei propri oneri quotidiani per poter sbarcare il lunario, risulta totalmente ignaro di quanto accaduto. Il fatto non è però sfuggito a pignoli soggetti sempre intenti a monitorare come vengono utilizzati i loro denari.
Già, perchè i soldi finiti nel cassonetto non erano di proprietà degli illustri e noti personaggi bensì di una serie di individui che, chi per scelta chi per forza, glieli avevano affidati. Può in effetti apparire strano che a soggetti del genere vengano fatti gestire soldi altrui, ma la gente soprattutto in Italia ha questa strana quanto incomprensibile abitudine . A dimostrarlo i migliaia di casi simili che costantemente si ripetono in tutta la penisola, non poche le volte in cui le cifre in questione risultano decisamente più alte.
Sicuramente a questo punto della storia comincerete a chiedervi: ma di che diavolo sta parlando? Prima di svelarvelo verrei però che vi domandiate se per caso anche voi rientrate tra quella miriade di persone che hanno affidato i propri denari a tali tipi di soggetti. No? Sicuri? Non è che per caso, vuoi solo per cattiva informazione o per aver creduto che il vento stava cambiando, avete messo una crocetta in favore di un sindaco, un consigliere, un partito che poi ha gettato nel cassonetto i vostri soldi? Non è che per caso anche voi presi da mille impegni non vi siete mai preoccupati di sapere come venivano utilizzate tali risorse?
Una cosa è certa, ad Ostuni vi sono almeno 17 mila persone che “per caso” sono caduti in tale errore (tutti coloro che hanno legittimato l’esistenza politica dell’amministrazione Tanzarella) anche se temo che se avesse vinto qualcun’altro la situazione non sarebbe stata molto diversa. L’illustre e noto personaggio, come avrete a questo punto compreso, altro non è che il nostro caro (è proprio il caso di dirlo) sindaco Tarzanella e gli illustri e noti compaseani quella schiera di assessori, consiglieri e cortigiani che lo sostengono. Ebeti ed inetti, incapaci di avviare nel proprio comune una raccolta differenziata decente. Non dico ottimale, che pur sarebbe possibile, ma almeno decente!
Tale incapacità fa si che invece di far incassare ai propri cittadini centinaia di migliaia di euro dalla vendita di matariali quali carta, plastica, vetro, aluminnio, etc utilizzano ogni anno un milione e duecentomila euro di proprietà degli stessi cittadini per conferire queste risorse (alias ricchezze) in discarica (è assai il danno). E visto che ogni anno i rifiuti prodotti aumentano, la cifra è destinata inesorabilmente a salire, tant’è che gli illustri e noti personaggi hanno appena deliberato un aumento della TARSU di circa il 20%. Si lo so che c’è la crisi, la disoccupazione, decine di cassaintegrati, che molti fanno fatica ad arrivare a fine mese, ma volenti o dolenti quei denari da mettere nelle scintillanti valigette li dobbiamo cacciare noi tutti. Pagavi 100 ora pagherai 120, pagavi 300 ora 360, e così via.
Qunte cose si potrebbero fare con un milione e duecentomila euro? Quante borse di studio si potrebbero finanziare? Quante famiglie in difficoltà si potrebbero sostenere? Quanti giochi per bambini da mettere nei giardini pubblici si potrebbero comprare? Quante strade si potrebbero riparare?
Ti aumentano le tasse per aumentare il numero delle scintillanti valigette da gettare nei cassonetti. Mi domando: chi, tra i vari protagonisti della storia, è il vero coglione?
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Ormai è abbastanza chiaro. C’è qualcosa che non va. La qualità della vita è decisamente migliorata rispetto al passato, o almeno così si suol dire, ma c’è qualcosa che stride, che non convince un numero sempre più elevato di individui. Anche una volta raggiunti questi incredibili e mai sufficientemente elogiati livelli di “progresso” e benessere (definizione molto opinabile, perché il benessere è ormai stato soppiantato dal “tantoavere”), probabilmente si possono ottenere ulteriori e più reali miglioramenti.
Per esempio, liberarci dagli stili di vita consumistici odierni potrebbe farci vivere meglio sia per le innumerevoli tensioni e frustrazioni che si possono evitare, sia per il fatto di poter vivere in un ambiente meno oberato di rifiuti. Quando ci renderemo conto del fatto che le cose sono spesso ladre di tempo, che ciò che possiedi alla fine ti possiede, ci si potrà trovare in una situazione di tranquillità e di lucidità tali da darci modo di riapprezzare la vita così com’è, senza tutti i fronzoli artificiali che ormai sostituiscono le vere bellezze e i veri piaceri. Che non sono necessariamente la borsetta firmata o gli occhiali da sole all’ultimo grido. Quelli sono giocattoli che possono ovviamente dare un certo piacere, ma che non dovrebbero, come invece succede troppo spesso oggi come oggi, sostituire cose ben più importanti, o sostituire la bellezza del mondo e della vita che non sappiamo più vedere.
Una volta fatto nostro questo concetto, ci si può automaticamente liberare dalla schiavitù del produttivismo forsennato e di una società basata sulla fretta e sulla frenesia. Lavorare meno può non solo migliorare la qualità della nostra vita, ma probabilmente anche ridurre in parte i problemi legati alla disoccupazione che assillano le nostre società composte per lo più di persone totalmente dipendenti dal mercato. E i soldi in meno che si guadagnano non sono un problema, se si sono ridotti i propri bisogni superflui. E lo sarebbero ancor meno se si riuscisse davvero ad avere il tempo e la capacità di auto-prodursi almeno una parte dei propri beni e dell’energia necessaria alle proprie abitazioni.
Tutto ciò è possibile anche dopo una presa di coscienza da parte della razza umana del fatto che non siamo superiori agli altri esseri su questo pianeta. Abbiamo indubbiamente capacità intellettive ben più sviluppate (che dovrebbero appunto dotarci di una maggiore coscienza), ma non siamo i padroni del mondo. Siamo addirittura una specie incredibilmente giovane rispetto alle altre.
È stato calcolato che se si considera l’età della Terra lungo l’arco di un anno di tempo, la nostra specie è comparsa negli ultimi quindici minuti del 31 Dicembre. Se invece si considera la storia registrata e “documentata”, questa rientrerebbe solo negli ultimi sessanta secondi! E il fatto di essere responsabili, con il nostro comportamento, con il nostro inquinamento, dell’estinzione di un numero di specie che va dalle 50 alle 55 mila ogni anno, dovrebbe fare riflettere. Nonostante i nostri incredibili risultati tecnologici, medici, farmaceutici ecc, abbiamo moltissimo da imparare dai più piccoli ed umili esseri di questo pianeta. Basti pensare alle incredibili e tuttora misconosciute proprietà terapeutiche e curative di certe specie di piante o funghi, alla resistenza di alcuni tipi di conchiglie o semplicemente a quella di una ragnatela, in proporzione cinque volte più resistente dell’acciaio. Il tutto “prodotto” sempre silenziosamente, a temperatura ambiente e senza produrre rifiuti.
Viviamo in totale disarmonia con ciò che ci circonda. Una volta resisi conto di ciò, si possono fare scelte che possono dare realmente inizio ad un cambiamento. Un cambiamento in positivo, possibilmente non solo a parole e non fatto solamente di buone intenzioni. Dire che dobbiamo salvare il Pianeta, comunque, è abbastanza ridicolo. La Terra va avanti anche senza l’essere umano, baby-specie, come ha sempre fatto prima e come farà appunto anche dopo di noi. Semmai dobbiamo salvare noi stessi, oltre ovviamente le migliaia di specie che stiamo sopprimendo quotidianamente.
Come è possibile? Visto che non dobbiamo aspettarci nulla dall’attuale sistema corporativo, guidato per sua stessa natura dal solo perseguimento di profitti sempre più cospicui ed immediati, né tanto meno dai governi, che al suddetto sistema si sono venduti (quando non ne fanno addirittura parte: si pensi al politico/imprenditore Berlusconi o ai Bush, famiglia di petrolieri), sta a noi cambiare le nostre abitudini. Gradualmente, con impegno e costanza. Il che non vuol dire fare voti di povertà o di rinuncia, né vivere di stenti, ma semplicemente cambiare alcune delle assurde abitudini che ci hanno inculcato, e soprattutto decidendo con più criterio cosa comprare o, ancor meglio, cosa non comprare.
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Le risposte date da Vendola ieri sera ad annozero in risposta alle dichiarazioni di Grillo che lo accusava di voler realizzare in Puglia ben cinque inceneritori mi hanno lasciato basito. A dire il vero sono rimasto basito in almento tre occasioni, durante la trasmissione, ne parlerò nei prossimi giorni perchè oggi voglio un attimo approfondire le panzanate che ha sostenuto per giustificare le cinque ferite mortali che vuole infliggere alla propria regione pur di poter continuare a galleggiare sulle poltrone del potere.
Prima però voglio “bacchettare” Grillo perchè una scelta la deve fare. O vai in televisione o non ci vai. Io sarei per la seconda ipotesi, ma in caso contrario non è possibile continuare ad apparire solo tramite intervista registrata, è doverosa la presenza in diretta. Questo perchè Beppe ogni volta dice verità elementari, sotto gli occhi di tutti, ma ogni volta lui sparisce ed il politico di turno si giustifica con delle castronerie che non stanno ne in cielo ne in terra. Castronerie che però non trovano contradditorio e alla fine agli Italiani, sempre pronti a bersi l’ultima bibita preparata, altro non rimane che la castroneria. Se Beppe fosse in studio ci metterebbe trenta secondi a metterli KO.
Fatta questa premessa passiamo alle castronerie. Vendola ha detto che le autorizzazioni degli inceneritori non dipendono dalla regione ma da leggi nazionali ed europee che lui non può violare anche perche poi sarebbe costretto a pagare i danni agli imprenditori “danneggiati”. Così facendo ha fatto intendere che lui è contrario agli inceneritori, che è costretto a subirli e non può fare nulla per contrastare la loro realizzazione. Una montagna di balle.
Cominciamo a dire che la normativa europea in queste autorizzazioni non c’entra nulla, anzi mette l’incenrimento come ultimissima possibilità nel trattamento dei rifiuti. La legislazione nazionale, invece, ha equiparato gli inceneritori alle centrali elettriche e, rientrando tale settore nelle competenze statali, le ha poste sotto la sua giurisdizione. Ma siamo sicuri che una regione, se davvero voglia, non può fare nulla per impedire la realizzazione di questi impianti che disseminano morte e desolazione?
Anche le centrali nucleari sono centrali elettriche e, secondo lo stesso ragionamento, la loro realizzazione e ubicazione sarebbero sotto la giurisdizione statale e quindi una regione non avrebbe alcun modo di evitarle. Eppure non è così e la Puglia ne ha dato esempio. Appena emanato il decreto che reintroduce il nucleare in Italia la regione Puglia ha approvato una legge che impediva la realizzazione di una centrale nucleare nel proprio territorio senza il consenso e l’autorizzazione della regione stessa. Lo stato, ritendosi unico competente in materia, ha fatto subito ricorso alla consulta che guarda caso ha dato ragione alla Puglia. Quindi? Evidentemente vi è una diversa volontà nei confronti degli inceneritori cosa che personalmente non mi eraviglia visto che vendola ha dichiarato più volte che gli inceneritori sono indispensabili in un circuito virtuoso dei rifiuti.
Ma anche ignorando l’esempio del nucleare, c’è un modo molto semplice per fare in modo che nel proprio territorio non si realizzino inceneritori. Imporre la raccolta differenziata spinta, quella in grado di raggiungere percentuali superiori al 90%; in questo caso sarebbero gli stessi imprenditori a rinuciare perche non avrebbero materiale da bruciare, Invece, in Puglia la raccolta differenziata è ferma da anni al 15%, è in vigore una legge che prevede degli obbiettii minimi che la stragrande maggioranza dei comuni non rispetta, ma non avendo previsto alcuna penalità per gli amministratori (gli amministratori non i cittadini) inadempienti la situazione stagna e così ecco arrivare gli avvoltoi tipo Marcegaglia pronti a fare business sulla salute dei poveri cittadini. Cittadini a cui veramente la legge non da alcun mezzo per opporsi, ma che nonostante ciò difende i propri territori ed il proprio futuro con le unghie e con i denti.
In conclusione caro Vendola smetti di nasconderti dietro cazzate del genere. Hai fatto delle scelte, sei sceso a compromessi con i poteri economici, con i vari interessi della tua coalizione cedendo su valori che invece continui a sbandierare come fondamentali. Forse faresti meglio ad assumerti la responsabilità delle tue politiche (non solo nella gestione dei rifiuti) piuttosto che proporti come salvatore della patria.
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Chi segue questo blog sa che, con una certa regolarità, dò notizia delle performance sulla raccolta differenziata nel comune di Ostuni. Nulla di segreto, precisiamo, i dati sono disponibili su apposto portale della regione che periodicamente consulto per divulgarne i dati che, comprendo, l’amministrazione comunale di Ostuni non pubblicizza. D’altronde cosa aspettarsi di diverso da “illuminati” politici capaci solo di slogan e comunicati per i compiacenti organi d’informazione locali.
Ma andiamo oltre. Ad Ostuni non esiste alcun serio servizio di raccolta differenziata, se non qualche cassonetto sfasciato in giro per il paese ed un isola ecologica dove si recano in pochi sensibili alle tematiche ambientali. In questa situazione i risultati non possono che essere quelli che abbiamo sempre pubblicato, ovvero vergognosi con percentuali sempre inferiori al 10%, requisito minimo (ricordiamolo) per l’ottenimento della tanto sbandierata bandiera blu.
Ma il rompicapo con cui mi dibatto oggi non è su quali strane alchimie e sortilegi ha escogitato il nostro Tarzanella per ottenere il vessillo della Fee, ma come abbia fatto il nostro comune, così d’improvviso, senza alcun tipo di modifica al servizio di raccolta e di gestione dei rifiuti, in un periodo caratterizzato da continui stati di agitazione del personale addetto al servizio di igiene ambientale a passare dal 8 al 30% di raccolta differenziata. E senza differenziare l’umido.
Incredibile, ma i dati indicati sul portale regionale indicano un 29% a Novembre ed un 31 % a Dicembre. Se in questi mesi, come più volte annunciato dal Tarzanella e dal Santoro (assessore all’ambiente che interrogato su problematiche ambientali rispose: non deve chiedere a me – sic!), si fosse avviato il nuovo piano industriale sui rifiuti (che ha avuto anche i miei complimenti) ivi compresa la differenziazione dell’organico che rappresenta circa il 35% del totale dei rifiuti, saremmo schizzato oltre il 60%. Apoteosi.
Ma rimane il rompicapo. Possibile che un epidemia di ambientalismo abia colpito gli abitanti della città bianca, costringendoli a differenziare correttamente tutti quei materiali per portarli poi in buon ordine presso l’isola ecologica?
A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina diceva qualcuno.
I dati relativi alla raccolta differenziata di Ostuni sono sempre stati pubblicati con regolarità, mese per mese. Ti collegavi al portale intorno al 10 di ogni mese e visualizzavi i dati del mese precendente. Novembre e dicembre 2010 invece sono stati pubblicati solo in questi giorni a 3 mesi di distanza.
Con queste due perfomance in zona cesarini la media annuale arriva a fatica al mitico 10% indispensabile per avere la Bandiera blu. Forse forse dopo le denuncie di questo blog e le ripetute mail di avviso alla Fee qualcuno abbia deciso di correre ai ripari con gli abituali metodi?
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Sto cercando di imparare a fottermene ma non ci riesco, è piu’ forte di me.
Vedo la mia città oggetto di un piano urbanistico che la renderà un colabrodo, facendo arricchire i soliti pochi. Vedo una cricca di amici degli amici che siedono da sempre nei posti di comando e tutelano solo gli interessi di pochi a discapito di molti. Vedo alberi secolari e giovani sradicati con una “semplicità” diabolica nella totale indifferenza dei molti impauriti e oramai abituati a subire il regime colorato sorrentino.
Vedo statistiche e dati di affluenza turistica alte come se la felicità o la realizzazione dell’uomo si possa misurare solo con l’indice economico. Vedo famiglie divise per colpa del lavoro e del troppo lavoro sottopagato. Vedo genitori che sballottano figli a destra e a sinistra per guadagnare due soldi da spendere subito in tasse e costi della vita elevati. Vedo troppe persone rincorrere una falsa felicità che li rende schiavi e vedo troppe poche persone che si dividono la ricchezza.
Vedo aumentare sempre di piu’ box auto e con essi il prezzo di una casa che mai potrà essere di un comune cittadino viste le paghe minime e i prezzi esosi. Chi ci guadagna? i soliti pochi, la solita cricca.
Vedo la spazzatura a cielo aperto nelle campagne ma poi basta sventolare quanlche vessillo per prendere facilmente per il culo cittadini e istituzioni. Vedo lavoratori e lavoratrici alzarsi alle 6 del mattino e ritornare a casa la sera e cercare un secondo lavoretto per arrotondare e far quadrare i conti. Vedo lavoratrici e lavoratori essere su posto di lavoro anche quando il calendario segna rosso perchè qualcuno in alto ha deciso di sacrificarli al dio mercato mentre loro sono al caldo nelle loro famiglie.
Vedo la Chiesa arroccata nei suoi sistemi, incapace di dire una parola vera, autentica e autorevole a favore dei piu’ bisognosi, gli ultimi e i diseredati di questa bella terra, che si vergognano a dire che esistono anche loro.
Vedo imprenditori e politici che si stanno spartendo il territotorio, che gestiscono la cosa pubblica come se fosse privata. Vedo che i bisognosi di assistenza aspettano ancora mentre altri fondi vengono spesi per progettare altro. Lo chiamano sviluppo ma è la tomba del futuro.
Vedo l’acuqa svenduta da politici ignoranti e ciechi a società per azioni quotate in borsa mentre il servizio peggiora e le bollette aumentano. Vedo l’inquinamento dell’aria aumentare e le morti per tumori “improvvisi” salire di numero mentre nessuno (tranne pochissimi) si interrogano sulle cause e prendono provvedimenti. Vedo il territorio stuprato dalla sete di “quattro” improvvisati imprenditori che calpestando ogni regola e buon senso decisono per tutti che il cemento è meglio del verde.
Vedo giovani che faticano a vedere il futuro e vedo adulti che non sanno piu’ insegnare a guardare lontano…
Sto cercando di fottermene ma non ci riesco…
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In una intervista rilasciata il 30 dicembre 2010 all’emittente locale “Antenna Sud” l’Assessore Regionale all’Ambiente Nicastro (IDV) dichiara di voler dotare la Puglia di “solo” 3 termovalorizzatori (http://www.youtube.com/watch?v=gklk4mBNtIY&feature=sub), di fatto preannunciando evidentemente il parere positivo della Regione all’inceneritore Marcegaglia di Modugno, nonostante l’ARPA Puglia abbia espresso forte e motivata contrarietà a tale insediamento che, per detta degli stessi proponenti, causerà danni permanenti e irreversibili al territorio.
Nelle sue dichiarazioni Nicastro afferma che in origine i termovalorizzatori sarebbero stati 5, tacendo che gli impianti bloccati dalla Regione Puglia sarebbero stati gestiti dalle amministrazioni pubbliche (non da privati) e che in questa maniera, di fatto, la Regione Puglia consegna il monopolio dell’incenerimento non genericamente “ai privati” ma alla famiglia Marcegaglia (per chi non li conoscesse consiglio di leggere qui http://www.facebook.com/note.php?note_id=304108334677) con tre inceneritori su tre.
Sentore di questa decisione si è avuto qualche settimana prima leggendo le dichiarazioni rilasciate da Vendola su FB (http://www.facebook.com/note.php?note_id=471885169677).
Quello che maggiormente indispone in questa vicenda non è tanto il clamoroso ripensamento, da parte dell’Assessore Nicastro, dei principi ambientalisti sbandierati durante la campagna elettorale (http://www.modugnowebtv.it/blog/2010/12/17/nicastros-story/), quanto il fatto che, ancora una volta, centrodestra e centrosinistra si siano trovati di fatto abbracciati e amorevolmente concordi in una decisione comune, saltando entrambi a piedi uniti sulla testa dei pugliesi ed infischiandosene di gettare benzina sul fuoco inquinando ulteriormente la Regione più inquinata d’Italia e ignorando pratiche alternative già sperimentate con successo in altre zone d’Italia.
È infatti in questo modo condivisa dall’amministrazione regionale di centrosinistra la presunta “utilità” e “necessità” del ricorso agli inceneritori, più volte e con forza ribadita dall’amministrazione provinciale di Bari, retta dal centrodestra (http://www.modugnowebtv.it/blog/2010/12/28/la-provincia-di-bari-vuole-gli-inceneritori-e-tu/).
Ai pugliesi non resta che prendere atto delle decisioni politiche, ringraziare sentitamente i partiti di centrodestra e centrosinistra per l’attenzione rivolta al bene comune ed informare i protagonisti di tali decisioni che i cittadini, proprio grazie alla scelleratezza dei partiti, hanno imparato bene ad utilizzare le armi a disposizione della cittadinanza attiva, che non si arrenderanno mai e che, anzi, intensificheranno la loro lotta non esitando a coinvolgere la magistratura, che già più volte ha dimostrato di sostenerli combattendo con le armi della legalità su tutto il territorio nazionale le numerose violazioni ai più importanti diritti civili che interessi privati hanno tentato di imporre con il sostegno della politica.
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Ricevo e volentieri pubblico.
Domenica 5 dicembre, alle ore 18.45, Nichi Vendola così scriveva sulla sua pagina FB:
“vi informa che in Puglia i termovalorizzatori in costruzione non sono considerati impianti per i rifiuti ma impianti energetici, quindi regolati da leggi comunitarie e nazionali e hanno un impatto ambientale minimo. Io posso avere la massima idiosincrasia per un impianto, ma la responsabilità politica e quella amministrativa sono separate. Non posso ficcare il naso in cose che non sono di mia diretta responsabilità”.
Agostino Di Ciaula oggi, 7 dicembre 2010, dopo aver letto il messaggio di Vendola, così scrive:
vi informa che la firma in calce al documento autorizzativo di un inceneritore sul territorio pugliese deve essere quella del Presidente della Regione che evidentemente, politico e/o amministratore, ha potere decisionale in merito. Prima di firmare un atto del genere, il “ficcare il naso” è un atto di rispetto nei confronti dei pugliesi, e la SUA firma è SUA diretta responsabilità. Non di altri.
Anche le centrali nucleari sono impianti energetici ma Vendola ha detto che prima di costruirle dovranno passare sul cadavere suo e dei pugliesi. In quell’occasione chi ha parlato così, il politico o l’amministatore ?
vi informa che in Puglia tutti gli impianti energetici necessari alla regione sono stati pianificati nel Piano Energetico Regionale (PEAR Puglia), documento partorito dallo stesso Vendola in data 8/6/2007 e liberamente consultabile in rete (http://www.ambientenergia.info/cms/download/pear_puglia.pdf ).
In questo documento, a proposito delle centrali termoelettriche si legge:
“il Piano considera il ricorso alla installazione di altre centrali termoelettriche di grossa taglia, come possibilità praticabile solo nel caso in cui ciò non sia accompagnato da un ulteriore incremento delle emissioni di CO2. Tanto meno si ritiene opportuno sviluppare ulteriormente la produzione di energia elettrica in modo avulso dalla realtà regionale e nazionale al solo scopo di creare occasioni sul mercato estero”.
Questa determinazione è anche giustificata dalla produzione, con gli impianti già esistenti, dell’ 80% di energia in più rispetto al fabbisogno regionale (fonte: Terna).
Il PEAR riporta ancora: “i nuovi impianti per la produzione di energia elettrica devono essere inseriti in uno scenario che non configuri una situazione di accumulo, in termini di emissioni di gas climalteranti, ma di sostituzione, in modo da non incrementare ulteriormente tali emissioni in relazione al settore termoelettrico”.
Gli inceneritori della Marcegaglia a Modugno ed a Borgo Tressanti non hanno sostituito nulla, determineranno un incremento significativo di gas climalteranti e quello di Modugno sommerà le sue emissioni di CO2 a quelle della centrale Sorgenia, altro impianto che per il PEAR Puglia non avrebbe dovuto esistere, di fatto raddoppiando le emissioni di CO2 del territorio di Bari.
Vi informa che nel PEAR Puglia si parla anche di energia elettrica prodotta dai termovalorizzatori.
In particolare, la quota di produzione di energia elettrica da CDR prevista dal PEAR è pari al 4% e, sempre secondo il piano, questa dovrebbe essere utilizzata completamente nel Polo di Brindisi al fine di ridurre l’utilizzo di carbone, con la massima attenzione alla riduzione delle emissioni di CO2.
Il principale strumento di pianificazione energetica regionale, dunque, NON PREVEDE AFFATTO UN IMPIANTO DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA CDR IN ALTRE PROVINCE.
Vi informa che gli inceneritori pugliesi di Modugno, Massafra e Borgo Tressanti consegneranno al gruppo Marcegaglia il monopolio della termovalorizzazione in Puglia.
Non capisco cosa vuol dire che responsabilità amministrativa e politica sono separate quando l’amministrazione è dominio della politica e, soprattutto, quando questa ignora non solo le istanze dei cittadini, ma anche i principali strumenti legislativi di cui essa stessa si è dotata (PEAR Puglia, Piano Regionale per la Qualità dell’Aria) e la legislazione nazionale.
Sempre in tema di termovalorizzazione non può infatti passare inosservato che la legge (D.Lgs. 22 del 5 Febbraio 1997) prevede l’utilizzo degli inceneritori solo se inseriti alla fine di un percorso che inizi con una valida raccolta differenziata, nel rispetto delle percentuali previste e che queste percentuali, soprattutto in provincia di Bari, sono ancora lontanissime (raccolta differenziata inferiore al 18% , quando per legge dovrebbe essere al 60%).
Ci sarebbe dunque da aspettarsi un ripristino della legalità PRIMA della proposta della costruzione di impianti di termovalorizzazione, poiché non può chiudersi un ciclo dei rifiuti che di fatto non si è mai aperto.
Vi informa che, a proposito di “impatto ambientale minimo”, qualcuno dovrebbe suggerire al Presidente Vendola di leggere i progetti degli impianti autorizzati (non ho capito bene se dal politico o dall’amministratore). In quello dell’inceneritore di Modugno gli stessi proponenti scrivono (paragrafo 4.4.2 dello S.I.A): “sebbene l’impianto in progetto abbia adottato le migliori tecnologie di combustione e di trattamento delle emissioni, le emissioni di inquinanti determineranno un’interferenza significativa e permanente a livello locale”.
Qualcuno dovrebbe anche ricordare al Presidente Vendola che quell’impianto emetterà i suoi inquinanti in un territorio che ARPA Puglia ha definito “da risanare” (PRQA Regione Puglia) e che la stessa agenzia, in fase di conferenza di servizi, ha espresso parere negativo alla costruzione dell’impianto, finalizzando il suo parere al bene comune ed al rispetto per la salute dei residenti.
Vi informo che i cittadini non sono né politici né amministratori, ma sanno perfettamente cosa sia il bene comune.
Vi informo, infine, che sono molto incazzato, come la maggior parte dei pugliesi.


























