Archive for rifiuti
Ricevo e volentieri pubblico un’articolo dell’amico Francesco Sabatelli. Se vi interessa sapere il futuro della gestione dei rifiuti ad Ostuni sappiate che stanno provvedendo ad acquistare nuovi cassonetti stradali in sostituzione degli attuali. Chiunque ha un minimo d’informazione sulla materia sa che la presenza dei cassonetti non solo è incompatibile con la raccolta differenziata, ma addirittura la ostacola. Adesso mi aspetto le solite dichiarazioni del Sindaco che coprirà le sue vergogne sventolando bandiere e vele.
NIENTE RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA E LIDI SPORCHI
LA VERITA’ SULL’ AMBIENTALISMO (PRESUNTO) DELL’ AMMINISTRAZIONE TANZARELLA
Dopo aver letto questo pezzo, sicuramente qualcuno esclamerà: “questo Sabatelli – chissà per quali ragioni – è l’ unico giornalista che scrive male dell’ Amministrazione Comunale”.
Però, il sottoscritto, in questo pezzo cercherà di fare quello che giornalisti di alto livello come Dino Greco di “Liberazione” e Marco Travaglio del “Fatto Quotidiano”, affermano essere il compito del buon cronista: presentare al lettore una fotografia della realtà.
Bene, domani finisce luglio. Luglio, almeno secondo quanto affermato da Domenico Tanzarella, sindaco monarca della città bianca, in due della rare sedute del Consiglio Comunale, è – o forse era – il mese in cui sarebbe dovuta partire la raccolta differenziata “porta a porta”, servizio che città molto meno blasonate di Ostuni hanno attivato da oltre un anno.
Purtroppo, nonostante le rassicurazioni del Sindaco Tanzarella, ad oggi la raccolta dei rifiuti porta a porta sembra lontana anni luce, alla faccia dell’ ambientalismo di cui questa Amministrazione, almeno a parole, si fa portatrice.
Il problema – nonostante quello che replicherà sicuramente l’ ufficio stampa del Comune – non è solo degli ambientalisti radicali, ma coinvolgerà a breve tutti i residenti della città bianca. Perché? Presto detto. Tutti i Comuni che non raggiungono il 40% di differenziazione dei rifiuti, avranno un aumento dell’ ecotassa imposta dalla Regione Puglia; e il Comune di Ostuni per ammortizzare l’ aumento dell’ ecotassa, non potrà fare altro- come è già avvenuto a Carovigno – che aumentare la Tarsu, insomma la tassa sullo smaltimento della spazzatura.
E la situazione della raccolta differenziata in terra ostunese, è in peggioramento. I dati di maggio e giugno 2010, parlano di un comune di Ostuni che differenzia solo il 5% dei rifiuti, a fronte di realtà come Ceglie Messapica che riescono a differenziarne intorno al 50%.
E pensare che l’ Assessore all’ Ecologia Peppino Santoro, pochi mesi fa, ai microfoni di una trasmissione radiofonica “amica” (l’ approfondimento politico domenicale di radiostuni, condotta dal segretario cittadino del suo partito), disse testualmente le seguenti parole:” ormai ad Ostuni c’è una grande sensibilità verso l’ ambiente, sensibilità che parte dall’ Amministrazione”.
Santoro poi, non è nuovo a queste uscite “poco veritiere”. Basti pensare che il 24 aprile, ad un manifestazione sul recupero degli orti, disse apertamente che la raccolta differenziata porta a porta sarebbe partita “a giorni”. Giorni ne sono passati più di 100, ma ancora di questa raccolta differenziata neanche l’ ombra.
Dell’ ambientalismo diffuso di cui parla l’ assessore all’ Ambiente – almeno per me – è difficile trovarne traccia all’ interno del territorio cittadino.
Personalmente, continuo a vedere una città sporca – come tra l’ altro affermato anche dal difensore civico Mario Monopoli nella sua ultima relazione al consiglio comunale – e un territorio sempre più consumato da una cementificazione continua, tutt’ altro che necessaria dato il continuo decrescere della popolazione cittadina, che ormai fa fatica a restare oltre i 32 000 (32.501 dato Wikipedia).
Vedo delle spiagge meravigliose come Lido Bosco Verde, nei cui pressi ci sono montagnole di rifiuti – documentate da un servizio fotografico del Sen. Pino Specchia – che cozzano con la Bandiera Blu che proprio ieri è stata consegnata al Comune di Ostuni, con una pomposissima cerimonia.Questa è la fotografia della realtà attuale. Ovviamente, qualcuno dirà che è una rappresentazione faziosa. L’ unico auspicio è che prima di fare affermazioni di questo genere, il cittadino si sia preso la briga di controllare la veridicità di quanto scritto ( o fotografato) in questo articolo.
Francesco Sabatelli
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Quando gettiamo una bottiglia, ci può capitare di pensare che diventerà presto una nuova bottiglia. Non penseremmo mai che da quella bottiglia possa nascere un nuovo edificio. Eppure è possibile.
La Savno (Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale) ha vinto infatti il premio Energy Globe Award, realizzando una struttura interamente costituita da materiali provenienti dalla raccolta differenziata. Si trova in provincia di Treviso, a Conegliano Veneto per la precisione, ed è la nuova sede ecosostenibile del consorzio trevigiano.
Dalla struttura fino ai più piccoli dettagli, ogni parte dell’edificio vincitore del premio è realizzata con materiali riciclabili: travi e pilastri sono in acciaio, materiale riciclato e riciclabile; l’isolamento termo-acustico è realizzato con particolari pannelli in poliestere privi di colle tossiche, ottenuti dal riciclo delle bottiglie di plastica; l’isolamento dei pavimenti si realizza con una fibra di cellulosa prodotta dalla carta riciclata ed i pannelli delle tamponature con scarti di segherie.
Oltre all’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili all’infinito, attenzione al risparmio energetico e di risorse è stata posta anche in fase di progettazione dell’impianto di climatizzazione. L’energia di cui l’edificio si servirà in fase di esercizio, deriva per il 70% da fonti rinnovabili: l’impianto di climatizzazione è infatti di tipo geotermico. Un impianto di raccolta dell’acqua piovana consentirà infine di riutilizzare le acque meteoriche per innaffiare le piante ed alimentare i servizi igienici.
La raccolta differenziata può produrre risultati concreti: da un quotidiano stampato su carta riciclata ad un nuovo edificio, ma bisogna farla invece di far sventolare bandiere e vele.
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5,12%. Questa la percentuale di raccolta differenziata ad Ostuni nel mese di Maggio e mentre a Fasano, che già registra performance migliori rispetto alla città bianca (15%), ha dato il via alla raccolta porta a porta della frazione umida con sconto del 30% sulla TARSU per i cittadini virtuosi, nella città dove sventolano bandiere e vele l’assessore all’ambiente, che il 24 Aprile in occasione di un convegno sugli orti periurbani annunciava l’avvio a giorni della raccolta differenziata porta a porta, prima rinvia tutto all’inizio di Luglio e poi all’anno nuovo.
Nel frattempo naturalmente grazie a famose organizzazioni ed associazioni Ostuni appare come la paladina dell’ambiente, nessuno dice nulla sulla gestione dei rifiuti ne tanto meno sulla cementificazione del territorio che dovrebbero essere i primi parametri da valutare per giudicare l’impronta ecolgica e quindi la tutela dell’ambiente di un amministrazione.
Vale la pena anche ricordare che una gestione virtuosa dei rifiuti con la raccolta porta a porta, il riciclo ed il recupero del materiale oltre a pesare meno sulle casse comunali crea numerosi posti di lavoro in più rispetto ai sistemi tradizionali. Cosa che, soprattutto in questo periodo di crisi e tagli, di certo non guasterebbe.
Ma evidentemente l’amministrazione comunale di Ostuni non reputa particolarmente importanti questi aspetti, se così fosse si sarebbe attrezzata già da tempo. Vi sono paesi che hanno raggiunto percentuali di differenziazione superiore al 90% già da un decennio dimostrando coi fatti e coi numeri quanto ho appena scritto.
Naturalmente i mezzi d’informazione fanno il loro dovere di servi. Se leggete i giornali o vedete le Tv locali avrete certamente potuto trovare numerosissimi servizi sull’attribuzione della bandiera blu e delle 5 vele, ma di certo nessuno ha mai pensato di riportare i veri dati sulla pesante impronta ecologica perpetrata dal comune di Ostuni con cementificazione e pessima gestione di rifiuti.
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Sono molto dispiaciuto per i cittadini di Colorno, un paese di circa 10 mila abitanti in provincia di Parma, perchè la loro cittadina non è amministrata da persone di alto profilo e spessore come quelli che si ritrovano qui ad Ostuni nella squadra di Tarzanella & Co.
Se avessero questa fortuna potrebbero vincere una mountan bike dal valore di circa 100 euro portando plastica, vetro o carta all’isola ecologica incrementando così la raccolta differenziata del proprio paese dello 0,38%. Se avessero questa fortuna potrebbero ammirare la splendida zona degli orti periurbani, o meglio quel che ne rimane, circondata da numerosi parcheggi sicuri che nel caso non potessero essere utilizzati per un qualche motivo potrebbero contare su un consigliere di opposizione subito pronto a protestare inutilmente. Se avessero questa fortuna avrebbero la possibilià di percorrere inutili strade per andare dal nulla al niente e gratificarsi pensando al fatto che sono costate diversi milioni di euro. Se avessero questa fortuna potrebbero prendere una sdraio ed un ombrellone e appostarsi comodamente in piazza ad ammirare la Bandiera Blu e le 5 vele che sventolano sul municipio, evitando così di andare a cercare spazio su splendide spiagge già interamente occupate da rifiuti vari.
Invece si ritrovano con amministratori locali visionari che parlano di Comuni Virtuosi e così niente muontan bike, ma la raccolta differenziata porta a porta che purtroppo crea posti di lavoro. Una quarantina di addetti in più per poter soddisfare queste voglie virtuose. Ma visto che piove sempre sul bagnato, il Comune ha pure registrato risparmi nella gestione dei rifiuti; non dovendo pagare per smaltirli e potendo vendere il materiale (plastica, vetro, carta, acciaio, etc.) ha potuto abbassare la tariffa a carico dei cittadini. Tutto questo invece di distribuire biciclette. Vergogna!!! Naturalmente niente parcheggi tra gli orti periurbani diffusissimi nelle scuole, così come molto diffusi sono i mercati del contadino riservati ai piccoli produttori e negozi effecorta ove trovare numerosi prodotti a Km zero. Tutte iniziative che stimolano e favoriscono l’economia locale e di conseguenza creano occupazione, pensa si sono persino inventati l’obbligo per chi fornisce il servizio di mensa scolastica di acquistare i prodotti ortofrutticoli dai produttori locali, nonchè la possibilità di utilizzare anche i prodotti coltivati dagli studenti. Parcheggi? Da quelle parti sono capaci di parlare solo di mobilità sostenibile.
Proprio sfigati questi di Colrno non hanno neanche una classe politica che se la sbriga da sola, che accontenta l’amico o la lobby di turno, quella in grado di garantire un tot di voti. Stanno sempre a chiedere ai cittadini come amministrare la cosa comune tramite incontri, dibattiti e altre strane cose che chiamano istituti della Partecipazione. Nemmeno il bilancio sono capaci di farsi da soli, da anni si ostinano col bilancio partecipato dovendo così definire insieme ai propri concittadini come e dove spendere i loro denari. Assurdo.
Ma ora sti politici “virtuosi” stanno proprio esagerando. Sapete cosa hanno intenzione di fare? Hanno deciso di dare in usufrutto gratuito i tetti di alcuni edifici pubblici (municpio, scuole, asilo, cimitero, etc) a soggetti privati per farci sopra degli impianti fotovoltaici per la produzione di energia rinnovabile e pulita, veramente pulita: Energia che sarà poi consumata negli stessi edifici in cui è prodotta. Sapete cosa vuol dire tutto questo? Che il comune per quegli edifici non dovrà sborsare più neanche un euro per la bolletta elettrica e senza alcun investimento iniziale, perché il costo dell’impianto è a totale carico del privato che lo realizzerà, che potrà guadagnare vendendo l’energia prodotta in eccesso. Economia che si muove, Comune che genera risparmi e quindi libera risorse per altro, creazione di posti di lavoro. Pensate, se invece potevano contare su Tarzanella & Co…..
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Si è conclusa sabato 15 maggio Isola l’Indifferenza il concorso a premi sulla raccolta differenziata che il comune di Ostuni organizza ormai con periodicità e costanza nonostante i risibili risultati. La classifica finale è stata puntualmente pubblicata sul sito istituzionale, d’altronde le cose importanti (delibere, determine, bandi, etc) non le pubblicano quindi con qualche cosa dovranno pure riempire quegli spazi. I bravi utenti che hanno partecipato a questa competizione si aggiudicheranno importanti premi: una mountan bike per i primi 25, un set di pile ricaricabili con caricatore per chi si è piazzato tra il 26° e il 50° posto ed infine un lettore mp3 per premiare i concorrenti fino al 75° posto.
Preparatevi alla grande parata delle dichiarazioni dei politici, in primis Sindaco e assessore all’ambiente che davanti a giornalisti distratti e a corto di domande declameranno a gran voce il successone di questa iniziativa a dimostrazione della forte attenzione a queste tematiche ad al forte impegno di questa amministrazione che hanno permesso il raggiungimento di risultati insperati. Cominceranno a ringraziare tutta la cittadinanza per l’entusiastica partecipazione (156 utenze) per poi sviscerare i numeri di questa importante e determinante iniziativa: 38 mila Kg di rifiuti reciclati in sei mesi (il tutto è iniziato a metà Novembre 2009) di cui 5.500 di plastica, 10.800 di vetro e 22.000 di carta. E tutto questo passerà come un gran successo grazie alle capacità comunicative dei nostri illuminati amministratori e a degli organi d’informazione che ormai si limitano a riportare le dichiarazioni e i comunicati stampa senza scavare un poco la notizia per cercare di fornire un’informazione giusta e completa.
Allora cercherò io nel mio piccolo di fornirvi alcune informazioni che potranno farvi comprendere un pò meglio quanto utili siano queste inziative. Innanzitutto potete constatare che la partecipazione della cittadinanza è minima, per non dire nulla. Infatti, solo 156 utenze domestiche hanno partecipato e se contate che ad Ostuni vi sono più di 30 mila residenti e di conseguenza qualche migliaio di utenze è facile dedurre che si tratta di quattro gatti. Ma la cosa più ecclatante è sulla quantità di rifiuti reciclati, quantità che verrà fatta passare per considerevole, una quantità che nessuno si sarebbe mai aspettato. Ebbene sapete quanto rappresentano in percentuale quei 38 mila Kg di rifiuti differenziati?
Lo 0.38% !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lo zero virgola qualcosa, nel paese delle bandiere blu e delle 5 vele, nel paese che dopo le dichiarazioni del nostro sindaco e del suo socio assessore verrà definito un comune virtuoso nella gestione dei rifiuti. Lo zero virgola qualcosa.
Sapete quant’è la quantità di rifiuti prodotta in un anno nel nostro comune? Oltre i 20 MILIONI di Kg! Isola l’indifferenza è durata circa sei mesi quindi per riflesso possiamo dire che in questo periodo ad Ostuni si sono prodotti circa 10 MILIONI di Kg di rifiuti. Su questa quantità i fantastici 38 mila Kg corrispondono esattamente allo 0,38%, ovvero al nulla. Un vero e proprio successone peccato per tutti gli altri comuni che non disponendo di personaggi del calibro di Tarzanella & Co. non potranno mai replicare queto tipo di illuminate e lungimiranti iniziative.
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Ci sono cose che non hanno colore che non sono né di destra né di sinistra, ma semplicemente di buon senso. Chiunque, anche chi non ha mai amministrato nulla in vita sua e non si è mai occupato di politica, potrebbe risolvere in cinque minuti certe problematiche che i nostri “illuminati” e superpagati amministratori da anni non riescono neanche ad affrontare.
Chi in questi giorni ha potuto farsi un giro a mare avrà potuto ammirare l’indecente situazione in cui versano le nostre spiagge. Eppure da diversi anni sappiamo che in questi giorni cominciano ad affluire numerosi turisti e se il tempo metereologico è buono, come spesso accade, questi si riversano sulla costa. Perchè non fargli trovare le spiagge in condizioni decorose? Non dico pulite ma almeno decorose! Tale tipo di servizio è, infatti, previsto solo a partire dal 15 Giugno, non prima. Eppure non è raro trovare gente sulle spiagge e persino chi si avventura nelle acque, forse i nostri amministratori pensano che questo sia una buona tecnica per destagionalizzare il turismo!!! Immaginatevi un classico turista che magari è venuto anche da lontano, alcuni anche dal nord (non sono tutti figli di Bossi), quando tornerà a casa sua e parlerà della sua gita fuori porta con amici, parenti e colleghi e racconterà dei cumuli di plastica e rifiuti vari che stavano sulle splendide spiagge della città bianca. Quasi sicuramente questi decideranno immediatamente di investire qualche centinaio di euro per poter ammirare tale spettacolo.
Chi, invece ha avuto modo di passare dalla piazza e dal centro storico invece dei rifiuti accumulati sulla spiaggia avrà potuto ammirare quelli che straboccavano dai cestini e contenitori vari. Anche questo è un annoso problema che non si riesce (leggi vuole) affrontare. In giornate di festa come il 25 Aprile o il 1 Maggio passano dal centro storico di Ostuni migliaia di persone ed ognuno di questi consuma qualcosa e produce i relativi rifiuti. Peccato che non solo i cestini e contenitori scarseggiano, ma non è neanche previsto il servizio di svuotamento degli stessi. Così già alle 12 circa i cestini erano pieni ed i rifiuti hanno comiciato ad accumularcisi intorno, il vento poi ha contribuito a spargerne un pò in giro per la gioia di tutti i passanti che così hanno potuto ammirare questo bellissimo e gratificante spettacolo.
Infine vale la pena sottolineare un altro aspetto che nulla ha a che fare coi rifiuti ma che ci indica molto bene la logica amministrativa dei nostri sempre “illuminati” e superpagati politici. Possibile che in giornate di grande affluenza turistica non ci sia un punto informazioni? Noi eravamo li a sostenere una campagna referendaria e siamo stati spesso avvicinati da persone che ci chiedevano informazioni su dove fosse la cattedrale, oppure su cosa ci fosse da visitare in paese, etc. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio, ma magari pensare ad una accoglienza un minimo organizzata potrebbe anche essere una buona idea.
Ma purtroppo i nostri sempre “illuminati” e superpagati amministratori pensano più a coprirci di vessilli (bandiere blu e 5 vele), spettacoli, dichiarazioni, etc più che affrontare e risolvere questi semplici problemi. Un pò come quel genitore che riempie il proprio figlio di regali per cercare di non fargli sentire la mancanza di semplici azioni come una carezza.
Un’ultima domanda mi rimane per tutti quelli che lo scorso anno hanno dato il loro voto a questi “illuminati” e superpagati personaggi. Se non sono in grado di affrontare e risolvere questi semplici ed anche banali problemi come pensate e sperate possano affrontarne altri ben più complessi ed articolati?
P.S.: Il 1 Maggio in Piazza raccolte altre 350 firme a sostegno della campagna referendaria “Acqua Pubblica”. Grazie, siete (siamo) grandi.
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Continuano le pubblicitarie dichiarazioni dell’assessore all’ambiente di Ostuni. Dopo aver annunciato sui giornali che dal 24 aprile sarebbe stato in prima linea a raccogliere le firme a sostegno della capagna referendaria Acqua Pubblica (stiamo provvedendo ad inviare la segnalazione a “Chi l’ha visto?”), Sabato scorso in un pubblico dibattito sulla riqualificazione degli orti periurbani tenutosi alla biblioteca comunale ha affermato che ad Ostuni nei prossimi mesi verrà avviata la raccolta differenziata porta a porta.
A parte la latitanza dell’assessore ai banchetti per la raccolta delle firme come se queste si potessero magicamente materializzare dopo i suoi proclami, pure sulla raccolta differenziata possiamo porci dei doverosi dubbi. Infatti affinchè quanto dichiarato possa vere anche solo un piccolo lumicino di verità ci dovrebbe essere da qualche parte un atto, un documento, una delibera o meglio un capitolato d’appalto che lo preveda. Forse, come per le firme, l’assessore pensa che basti la sua parola affinché i cittadini separino tutti i loro rifiuti e la ditta che gestisce la raccolta adatti il proprio lavoro, i propri mezzi ed il numero degli operatori per poterlo accontentare. Forse l’assessore si scorda che affinché tutto questo si realizzi ci vogliono degli atti concreti regolarmente approvati dai competenti organi istituzionali, siano essi la giunta o il consiglio comunale. Forse bisogna che si acquistino e si distribuiscano tra i cittadini le varie buste o contenitori dove introdurre i vari materiali, forse bisogna definire un calendario preciso per la raccolta dei vari materiali e forse bisogna anche che la ditta che gestisce il servizio incrementi il numero di personale per poter far fronte a questa nuova organizzazione.
Se tutto questo si potesse riscontrare, anche solo parzialmente, in qualche atto del comune sarei il primo a fare i complimenti all’assessore e all’amministrazione, ma purtroppo non è così. La realtà è che non c’è alcuna traccia di tutto questo, probabilmente è nei programmi futuri, me lo auguro, ma al momento rimangono solo belle dichiarazione a cui naturalmente i giornali locali hanno dato il doveroso risalto. Peccato che lo stesso risalto non lo dedichino alla reale situazione: 9% di raccolta differenziata. Una vera e propria vergogna in un comune e in un ATO che continua a spendere parecchio denaro pubblico per sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità del riciclo ma che nulla fa per organizzare un efficiente raccolta differenziata. Una vera e propria vergogna per un comune che continua a sventolare bandiere blu e 5 vele quali simboli di una politica ambientalista e sostenibile per mascherare gli scempi e l’inquinamento che provoca.
Tutto ciò dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, la vera concretezza dell’azione di questa amministrazione.
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L’amministrazione di Ostuni da anni giustifica la pessima gestione della raccolta dei rifiuti e il non avvio della raccolta differenziata attribuendo tutte le responsabilità all’ATO, ovvero un consorzio di comuni che dovrebbe, tramite un unico mega appalto, organizzare la raccolta e la gestione dei rifiuti solidi urbani nei comuni afferenti: per l’ATO BR1 praticamente tutti i comuni che si affacciano sulla costa da Fasano a San Pietro V. passando appunto per la città bianca. Prima ci dicevano che erano in attesa che si espletasse la gara d’appalto appositamente indetta, poi che c’erano problemi perchè alcune aziende escluse avevano deciso di fare ricorso (cose che capitano in un paese dove ancora sopravvive qualche diritto), infine, una volta conclusi tutti gli iter giudiziari a favore della ditta vincitrice ecco che l’ATO si sveglia e gli chiede di dimostrare immediatamente la capacità di far fronte agli obblighi presi diversi anni prima e previsti nel capitolato predisposto; non mi è molto chiaro come sono andate esattamente le cose ma sappiamo che alla fine l’ATO ha revocato l’assegnazione dell’appalto alla ditta vincitrice.
Quindi riassumendo per anni abbiamo aspettato che si espletasse la gara d’appalto poi, con tutti gli amministratori locali che si lamentavano per questo compreso il nostro Tarzanella, abbiamo aspettato che si concludessero le contreversie legali tra le ditte partecipanti al bando, quando tutto è finito e finalmente L’ATO BR1 poteva iniziare a fare l’unica cosa per cui è stata creata (e per cui è pagata) ecco che la stessa revoca il tutto e ci dice che bisogna ricominciare da capo, ovvero rifare la gara d’appalto e, già che ci siamo, anche il relativo capitolato.
Quanto ci è costato tutto questo non è chiaro. Abbiamo un ente (ATO) costituito da anni che di fatto non serve a nulla non potendo espletare l’unica funzione che gli spetta ma al contempo è dotata di tutti i funzionari e gli addetti che gli spettano. Troviamo un Presidente (il sindaco di Brindisi), un VicePresidente (il sindaco di Ostuni) ed un cospiquo gregge di funzionari vari tra cui è possibile individuare anche il dirigente dell’ufficio ecologia di Ostuni. Potete stare sicuri che tali incarichi non sono gratuiti anche se ancora non so indicarvi le cifre che percepiscono visto la difficolta a reperire documentazione di questo fantomatico ente.
A parte tutto questo spreco di soldi, risorse e tempo rimane il fatto che i Comuni non possono sottrarsi alle proprie responsabilità sia perchè una classe politica lungimirante avrebbe dovuto cominciare ad organizzare un efficente sistema di raccolta differenziata molto prima che venissero inventate le ATO, sia perchè proprio per come sono andate le cose un sindaco con un minimo di intelligenza e rispetto ambientale avrebbe già da tempo abbandonato la ATO e provveduto con le sue forze e capacità. E a chi dice che non si può fare gli ricordo che già molti sindaci hanno intrapreso questa strada con determinazione e, bisogna dirlo, ottimi risultati. Solo che dalle nostre parti nei politici è raro trovare sia l’intelligenza sia il rispetto ambientale, ma soprattutto qualcuno che abbia l’onestà di rinunciare a lauti compensi per non fare nulla.
Il prefetto di Caserta Ezio Monaco ha diffidato il sindaco di Camigliano Vincenzo Cenname a trasmettere nel giro di pochi giorni, alla società provinciale che gestisce la raccolta dei rifiuti, gli archivi della Tarsu e della Tia.
Se questo non avverrà, sarà nominato un commissario e al contempo avviata la procedura di scioglimento del consiglio comunale.
Un’eventualità che tuttavia non fa cambiare idea al sindaco che, puntando sulla concreta attuazione di politiche sostenibili, ha ottenuto l’inserimento dell’ente che amministra nell’elenco nazionale dei comuni virtuosi grazie soprattutto alla realizzazione di progetti innovativi e mirati al risparmio dell’energia e delle risorse finanziarie.
Il Comune di Camigliano ha sempre gestito la raccolta differenziata in maniera diretta, con mezzi e personale propri.
“Una scelta – sottolinea il sindaco – che ha garantito il raggiungimento di notevoli percentuali di rifiuti differenziati nel nostro paese. Un risultato eccellente, nonostante le mille difficoltà legate all’esigenza di dover trasportare fuori regione, e quindi con investimenti notevoli, la frazione umida dei rifiuti”.
E i costi di gestione? “E’ da ormai quattro anni – informa Cenname – che la tarsu non subisce aumenti e per di più tutte le spettanze sono state liquidate senza che siano stati accumulati debiti”.
Nel maggio 2009 il Comune di Camigliano ha approvato la rescissione dal consorzio unico di bacino delle province di Napoli e Caserta che ha anche impugnato la delibera in questione. Il Tar della Campania tuttavia non ha accolto il ricorso del consorzio, avallando pertanto la giusta decisione del Comune.
“Alla luce di tutto ciò – sostiene Cenname – non ritengo giusto, nell’interesse economico e gestionale dell’ente, che dall’alto si imponga di modificare la gestione della raccolta dei rifiuti in uno dei pochi comuni del Casertano dove il servizio è stato attuato con efficienza e costi contenuti”.
Pronto a rinunciare al proprio ruolo di sindaco pur di difendere i diritti dei cittadini. “Qualora la parte politica – scrive Cenname al prefetto – dovesse essere esautorata di quel poco potere decisionale che ha circa l’implementazione di servizi come la raccolta differenziata, allora non avrà più senso l’esistenza di alcun organo politico comunale e per questo, considerato che la politica non costituisce affatto un mestiere, sono pronto a consegnare il mio mandato amministrativo”.
L’Associazione dei Comuni Virtuosi condanna l’atteggiamento incomprensibile della Prefettura in questione e chiede di fare un passo indietro: il Comune di Camigliano rappresenta un modello da seguire e premiare, non certo un ente pubblico da mettere sotto commissariamento.
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In materia di riduzione di rifiuti, la diffusione dei pannolini lavabili in luogo degli usa e getta garantisce risultati ineguagliabili. Nei primi due anni e mezzo di vita, ogni bambino produce una quantità di rifiuti pari a circa una tonnellata e mezzo di pannolini, con un impatto ambientale analogo a quello di un’automobile che percorra 3 mila chilometri.
Ogni giorno in Italia vengono utilizzati almeno sei milioni di pannolini usa e getta, che in un anno corrispondono a 2 miliardi e 190 milioni di pannolini di plastica. I pannolini prodotti in Europa ogni anno corrisponderebbero a un edificio alto 800 metri per una superficie di un ettaro! Soprattutto, l’impatto ambientale del ciclo produttivo di un pannolino usa e getta è elevatissimo rispetto a quello di un pannolino lavabile: 3,5 volte più energia, 8 volte più materie prime non rinnovabili, 90 volte più risorse rinnovabili, 2,3 volte più acque di scarico, 30 volte più di rifiuti solidi.
Per produrne 500 occorre abbattere un albero di medie dimensioni. Nella fase produttiva consumano un’enorme quantità di risorse naturali: energia, acqua, polpa di legno, plastica, idrogel, ecc. Vengono inoltre abitualmente sbiancati al cloro.
Infine, lo smaltimento: i pannolini usa e getta abbandonati nell’ambiente (o in una discarica) necessitano di 500 anni per degradarsi. Se bruciati, essendo di plastica, liberano diossina. Agli evidenti benefici che derivano a una Pubblica Amministrazione dalla diffusione dei pannolini lavabili nel proprio territorio, si affiancano molti benefici per le famiglie che scelgono di utilizzarli, economici e medico-sanitari.
Nonostante gli innegabili vantaggi e anche la praticità d’uso dei modelli di pannolini lavabili oggi disponibili in commercio (non dobbiamo pensare ai ciripà di una volta!), la loro diffusione in Italia è ancora piuttosto limitata – non ci sono studi di settore, ma il dato si può facilmente dedurre dall’esperienza che ci circonda, dove è difficile vedere bambini con pannolini lavabili.
Una Pubblica Amministrazione può contribuire alla diffusione dei pannolini lavabili nel proprio territorio:
- Incentivi alle famiglie residenti;
- Acquisto per gli asili nido comunali.
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Riporto questo articolo che parla di quanto riscontrato a Chiaiano, centro cittadino alle porte di Napoli dove i cittadini (camorristi per i media nazionali) hanno cercato in tutti i modi di difendere il proprio territorio e il proprio futuro dalle scelte scellerate di una politica becera e collusa. Mentre leggerte potreste trovare nomi di società noti anche dalle nostre parti, non ponetevi dubbi sono proprio loro.
Chiaiano, discarica nel centro cittadino, una discarica ancora presidiata dal comitato civico sorto per combattere questo ecomostro. I cittadini non la vogliono questa discarica, troppo vicina alle loro case, una discarica fuori da ogni legge e buon senso. I cittadini hanno paura ed hanno ragione ad avercela.
Rifiuti radioattivi dagli ospedali napoletani direttamente nella discarica tanto discussa.
Due autocompattatori sequestrati dalla polizia all´ingresso della discarica di Chiaiano. Le apparecchiature in dotazione all´esercito, e poi quelle dei vigili del fuoco del Nucleo Nbcr (Nucleare, biologico, chimico, radiologico), hanno confermato la presenza di Iodio 131, sostanza radioattiva usata per la cura delle neoplasie della tiroide. I due autisti degli Iveco bloccati, di proprietà della ditta di smaltimento Enerambiente spa, azienda di recentissima costituzione (2007), derivata per scissione societaria da SLIA S.p.A. che le ha conferito le attività di servizi ecologico – ambientali, raccolta rifiuti, pulizia delle città, progettazione, realizzazione e gestione impiantistica del trattamento, lavorazione, recupero e trasformazione dei rifiuti. Il company profile che segue è descrittivo delle attività e del know how di SLIA S.p.A., che ha travasato in ENERAMBIENTE S.p.A. sostanzialmente tutta la sua struttura operativa. SLIA S.p.A. venne costituita con lo scopo di gestire appalti pubblici ed in particolare appalti di servizi di igiene urbana e di gestione dei rifiuti, operando in questo campo sin dal 1951. Nello smaltimento dei rifiuti solidi, a mezzo della tecnologia del processo DANO (più di 200 impianti in tutto il mondo), la SLIA è impegnata da oltre 50 anni. L’azienda, fondata a Roma da un gruppo di imprenditori locali (l’acronimo SLIA sta per Società Laziale Imprese ed Appalti) è stata poi rilevata da un gruppo industriale veneto. Il 3 novembre 2008, il giudice monocratico di Roma, Francesco Patrone, condannava Francesco Rando , braccio destro di Cerroni e responsabile della Giovi s.r.l ma detentore anche di una larga quota nell’allora SLIA S.p.a, per la gestione della discarica di Malagrotta, un anno di reclusione, 15 mila euro di ammenda nonché al risarcimento dei danni morali e patrimoniali da liquidarsi in sede civile a favore di alcune delle parti lese costituitesi al processo. Si trattava in particolare del gruppo Verdi ambiente e società, di due comitati cittadini di Malagrotta e del Wwf.
Motivo della condanna, lo smaltimento «senza alcuna autorizzazione” di “rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato e dei fanghi conferiti dall´Acea nell´ottobre 2004», in violazione dei decreti legislativi 22/97 e 36/2003. Inoltre Rando è accusato di aver violato, nel maggio 2005, le procedure di ammissione in discarica «di rifiuti speciali senza che vi fosse la documentazione e senza alcuna verifica degli stessi rifiuti, di cui lo stesso sarebbe anche stato produttore». Oggi, la ditta Enerambiente Spa, autorizzava lo smaltimento di rifiuti radioattivi, di origine ospedaliera, nella discarica di Chiaiano
IODIO 131. Scatta l’allarme, per la tanto discussa discarica di Chiaiano, che proprio oggi festeggia il suo primo anniversario dall´apertura. Sembra, però, che a distanza di dodici mesi dal via libera per gli autocompattatori a cupa dei Cani, c´è chi cerca di far entrare rifiuti proibiti a tutto danno dei residenti. Gli autisti hanno accennato a qualcuno che di fatto ha autorizzato il carico nella “zona ospedaliera” della città. È bene dire a chi sta indagando che l’ospedale di Frattamaggiore, il San. Giovanni di Dio ha, per mezzo di una circola interna, autorizzato il personale infermieristico a smaltire i rifiuti organici dei malati nelle acque reflue.
Intanto sono in crescita nel casertano leucemie, soprattutto a livello infantile, e forme tumorali accertate. L’allarme viene dai medici di base e viene riportato dall’assessore regionale all’ambiente Walter Ganapini, che afferma: “La priorità è la bonifica dell’intera area (di 22 ettari), il primo di cinque siti campani su cui intervenire”. Indagherà l’Arpac della Campania, indagherà mentre qualcuno sta indagando su di essa attraverso alcuni esponenti politici di spicco candidati alle prossime elezioni regionali, una fra tutte, lady Mastella.
Inoltre ricordiamo che di fiumi di soldi, per bonificare le terre campane, nel corso degli anni ne son passati tanti, ma gli appalti, per la bonifica sempre agli amici andavano.
Giorgio Nugnes, ex assessore del Pd alla Protezione Civile e ai Cimiteri del Comune di Napoli si suicidava, impiccandosi in un sottoscala, aveva 48 anni. Era coinvolto nell’inchiesta della procura partenopea sugli scontri avvenuti nel quartiere di Pianura, durante le manifestazioni anti discarica. Nugnes venne istigato al suicidio, si parla di servizi segreti, si profila l’eventualità, da parte degli acquirenti, che Nugnes fosse venuto a conoscenza della tratta dei rifiuti che aveva in mente al governo per la sua Pianura e avesse detto no.
Abbiamo impiegato decenni per convincerci che nella nostra penisola viveva e prolificava un virus chiamato mafia.
Abbiamo dovuto assistere a morti su morti, a bombe su bombe per riuscire a varare leggi sulla criminalità organizzata. Interi decenni e nel mentre si polemizzava sulla realtà mafiosa la mafia, cresceva nel nostro seno come una serpe velenosa. Poi ci siamo convinti, la mafia esiste.
Roberto Saviano ci ha parlato attraverso Gomorra, ci ha detto che la mafia in Campania si chiama camorra, ci ha detto che tra mafia e camorra non c’è differenza, entrambe, fanno patti con la politica. Abbiamo forse capito che la mafia e la camorra e l’n'drangheta non sono solo quelle che lasciano morti sull’asfalto, ma che sono soprattutto ombre dentro gli appalti, e gli appalti si aggiudicano sui tavoli istituzionali. Sono i politici a firmare la concessione degli appalti: edilizia, rifiuti, gestione delle acque, gli appalti per rifornire gli ospedali, le mense delle scuole, che gestiscono i cimiteri, che riforniscono i supermercati o le campagne con i loro fertilizzanti.
L’imprenditoria è quindi la vera mafia, la vera camorra, la vera n’drangheta. L’imprenditoria ha bisogno di soldi, fondi, finanziamenti, ed è qui, che la mano criminale si stringe con la mano politica. Roberto Saviano ci ha convinti, con prove e dati di fatto che non esistono confini regionali, nei grandi affari nazionali esistono regioni comandate da diversi padrini ma con gli stessi compiti. Pilotare, indurre, controllare, monopolizzare. Sappiamo che sotto le cliniche di Milano, progettate e appaltate attraverso il tavolo istituzionale della regione e sotto lo schiaffo del consiglio dei ministri italiano si nascondevano rifiuti tossici. I pm stanno ancora indagando, tra un anatema e l’altro, tra continui tentativi di sabotaggio. Sappiamo che l’Italia spedisce rifiuti tossici in Germania, in Africa, in Cina, spesso li riceviamo da altri stati. Questo è possibile solo attraverso la politica che firma le concessioni alle ditte dei loro amici.
Quel che sta accadendo in Campania, sta accadendo in tutta Italia.
























