facebook twitter Google + youtube flickr vimeo friendsfeed Scribd RSS

Iapra li uecchie - Video



Zero Privilegi Puglia

Zero Privilegi Puglia - Video

Archive for raccolta differenziata

Un paio di giorni fa il consigliere comunale De Stradis mi ha chiesto di esprimere considerazioni in merito al piano industriale dei servizi di igiene urbana predisposto dall’amministrazione comunale di Ostuni e che Martedì prossimo sarà sottoposto all’attenzione del consiglio comunale. A seguire la mia risposta.

Ho letto con molta attenzione ed interesse il nuovo piano industriale dei servizi di igiene urbana predisposto dall’amministrazione comunale e, nonostante alcuni dettagli che approfondirò a breve, non posso che esprimere apprezzamento per il lavoro fatto e le scelte adottate. Finalmente dopo tanto tempo e numerosi annunci anche ad Ostuni si effetuerà la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale compreso zona rurale e marittima che, se preceduta da una adeguata fase di start-up così come previsto nel piano, porterà già nel medio periodo (biennio) a buoni risultati.

D’altronde, come ho già avuto modo di dire in un recente post (link) il servizio di raccolta differenziata porta a porta è solo uno dei tasselli in un sistema di gestione che deve mirare al totale recupero delle materie al fine di superare definitivamente questo nefasto periodo basato su discariche e inceneritori. Gestione che, come più volte ribadito nella normativa comunitaria, deve concentrarsi sulle cosi dette 3 erre: riduzione, recupero, riciclo.

Riduzione: purtroppo non tutti i prodotti in commercio sono costituiti da materiale riciclabile, sia per la presenza di più materiali difficilmente disaccoppiabili, sia per quelli che seppur riciclabli di fatto non trovano mercato nel settore delle materie prime seconde e quindi del riciclaggio (ad esempio stoviglie di plastica). Per questo motivo gli enti locali dovrebbero porre in essere quelle iniziative mirate a modificare usi e abitudini dei propri cittadini, nella fattispecie indurli ad eliminare dai propri consumi ed acquisti quei prodotti non riciclabili. La prima cosa da fare è sicuramente il passaggio dalla TARSU alla TIA, come previsto anche dalla normativa nazionale, con una parte variabile determinata dalla quantità di rifiuti non riciclabili prodotti dalla singola utenza. Tale sistema, già adottato in diverse realtà (è possible trovare degli esempi sul sito dei comuni virtuosi) ha dimostrato di stimolare una più corretta differenziazione dei rifiuti, aumentare considerevolmente la percentuale di rifiuti avviati a riciclo, diminuire considerevolmente la produzione pro capite di rifiuti, diminuire i costi di gestione e gli oneri a carico dei cittadini. Anche il compostaggio domestico è molto importante in questo contesto. Gli scarti organici vengono direttamente gestiti da chi li produce che tramite un apposita compostiera li trasforma in humus riutilizzabile come fertilizzante. Il piano predisposto prevede l’obbligatorietà di tale attività per tutte le utenze site in ambito rurale. Scelta non condivisibile, primo perchè tale pratica non può essere imposta ma semmai incentivata con sconti sulla tariffa, ne tanto meno confinata alla sola area rurale, infatti anche nella zona mare numerose abitazioni sono dotate di orto e/o giardino, così come nel centro urbano è possibile tale pratica per coloro che possiedono piante in vaso o terreni nell’area rurale o, ancora, gestiscono orti periurbani. Sono possibili poi delle inziative per indurre consumi virtuosi quali incentivi economici a sostegno di chi utilizza pannolini/pannoloni lavabili, accordi con commercianti per la diffusione di distributori di prodotti alla spina, campagne informative a sostegno della bontà e sicurezza dell’acqua pubblica. Il comune, in oltre, dovrebbe apportare modifiche ai capitolati d’appalto in vigore (ad esempio refezione scolastica) per vietere l’utilizzo di oggetti usa e getta in plastica e di acqua in bottiglia per imporre l’utilizzo dell’acqua pubblica (fornendo adeguati depuratori) e oggetti riutilizzabili (ceramica, metallo, …) o in alternativa in materiale biodegradabile così come regolamentare lo svolgimento di sagre ed eventi al fine di ridurre o meglio eliminare la produzione di rifiuti non riciclabili (per quest’ultimo caso si allega proposta di regolamento per ecosagre).

Recupero. La civiltà dei cosumi ci spinge a disfarci di oggetti ancora funzionanti, ma non più utili o funzionali per chi li possiede in quanto sostituiti con nuovi o più performanti modelli. Tali oggetti obsoleti per taluni potrebbero invece risultare utili e utilizzabili da altri se si favorisse l’incontro tra i due soggetti. Si potrebbe realizzare ad esempio un apposito locale presso l’isola ecologica dove i cittadini possono lasciare in deposito questo tipo di oggetti oppure prendere gratuitamente quelli lasciati dagli altri. Possibile a bassissimi costi anche realizzare un apposita pagina sul sito web del comune ove pubblicare l’elenco degli oggetti depositati. La città di Follonica ha realizzato con successo una cosa simile (link). Sicuramente più semplice da realizzare, l’organizzazione di eventi tipo “soffitte in piazza” di capannori (link). In questo caso sono direttamente i cittadini che in un prestabilito giorno e luogo vendono, cedono o scabiano oggetti di loro proprietà.

Riciclo. Organizzare e realizzare un efficiente servizio di raccolta differenziata porta a porta come previsto dal piano predisposto sul quale però, come dicevo sopra, vale la pena soffermarsi su alcuni aspetti.

Tariffa: di fondamentale importanza il passaggio dalla TARSU alla TIA come previsto dalla normativa nazionale. Tale tariffa dovrebbe prevedere una parte variabile in considerazione della quantità di rifiuto non riciclabile prodotto dalla singola utenza. Ciò come già detto, stimola comportamenti virtuosi ed una maggiore e migliore differenziazione dei rifiuti con i conseuenti risparmi economici.

Compostaggio domestico: nel piano è previsto obbligatoriamente per tutte le utenze (circa 8000) che risiedono nella zona rurale, tant’è che non è previsto alcun ritiro dell’umido. Tale scelta è fortemente sconsigliata; cittadini poco accorti e sensibili potrebbero non svolgere il compostaggio o non svolgerlo correttamente con la conseguenza di sversare sul terreno scarti organici non adeguatamente compostati (avremmo diverse mini discariche sparse sul territorio) oppure potrebbero inserire l’organico nel contenitore del non riciclabile che inviato in discarica, come previsto dal piano, comporterebbe considerevoli aggravi economici tutti a carico dell’amministrazione. Neanche i comuni che da tempo sostengono e incentivano  il compostaggio domestico hanno previsto l’obbligatorietà. Il consiglio è quello di prevedere nella fase di start-up una informazione dettagliata sul corretto compostaggio, prevedere uno sconto sulla tariffa per le utenze che effettueranno tale pratica, nonché concedere tale possiblità in tutto il territorio comunale.

Costi di smaltimento: nel piano è giustamente previsto che i ricavi provenienti dalla vendita dei materiali differenziati sia a totale appannaggio della ditta che gestisce il servizio di raccolta. Ciò spinge tale ditta a mettere in atto tutti gli sforzi per incrementare la quantità dei materiali da vendere. Per gli stessi identici motivi dovrebbere essere prevista la compartecipazione ai costi per lo smaltimento in discarica che invece nel piano è a totale carico dell’amministrazione comunale.

Entità delle presenze: Ostuni è una città a grande valenza turistica, per tale motivo nel piano  industriale è previsto un adguamento del servizio nel periodo estivo di maggior afflusso (Luglio/Agosto). Purtroppo tale adeguamento è stato previsto solo per la zona mare (1000 abitanti stabili – 25000 nel aperiodo estivo). Tale previsione dovrebbe essere altresì prevista per l’area rurale dove nello stesso periodo si riversano migliaia di persone tra turisti ed Ostunesi in villeggiatura.

Centro di compostaggio: nel piano industriale è previsto, per la frazione umida il trasporto presso il centro di compostaggio di Brindisi. Purtroppo tale impianto, costato diversi milioni di euro, non è mai stato messo in funzione ne si prevede che ciò avvenga  a breve. Tale indisponibilità tecnica può portare alla necessità di trasportare la frazione organica in altro impianto oppure a smaltirla in discarica. In entrambi i casi ci sarebbero considerevoli aggravi economici tutti a carico dell’amministrazione comunale.

Cestini: nel piano è previsto il posizionamento di apposite colonne con cestini per la raccolta differenziata, non è ben chiaro se ne è previsto il posizionamento anche sulle spiagge e nel centro storico dovve in estate affluiscono migliaia di persone.

Monitoraggio: il monitoraggio della gestione del servizio di raccolta è fondamentale al fine di poter elaborare proposte ed osservazioni per un suo miglioramento e perfezionamento. sarebbe auspicabile che gli uffici competenti elaborassero una relazione trimestrale da rendere pubblica sull’andamento del servizio indicando eventuali problemi riscontrati, i dati sulla qantità e relative percentuali dei rifiuti raccolti, lamentele degli utenti.

Non mi pare di dover al momento aggiungere altro se non una piccola domanda che mi piacerbbe porre all’amministrazione comunale. Sia in questo piano industriale, sia nel rapporto di sostenibilità ambientale redatto per il progetto EMAS Ostuni 21 è confermato quanto io vado dichiarando da almeno due anni, ovvero: Ostuni non ha mai raggiunto il 10% di raccolta differenziata. Considerando che la Dr.ssa Carla Creo della FEE Italia mi ha dichiarato per iscritto che “solo le località che abbiano superato il 10% di raccolta differenziata possono partecipare al programma”, quali artifici ha messo in atto il comune per ricevere la tanto sbandierata Bandiera blu?

Ti saluto, con la speranza che queste idee e proposte possano trovare, tramite te, voce all’interno del consiglio comunale.
Paolo Mariani – moVimento 5 stelle Ostuni.

Aderisci al moVimento 5 stelle - Ostuni

Ti potrebbero interessare anche:

Commenti (0)

Sui rifiuti destra, sinistra e centro con le loro finte diversità propongono la stessa identica strategia: si alla raccolta differenziata, ma associata a moderni  impianti di termovalorizzazione (inceneritori). Una informazione con un minimo di dignità dimostrerebbe in un attimo l’incongruenza, l’assurdità e l’antieconomicità di questa strategia, basterebbe un esperto (uno di quelli veri) per sapere che gli inceneritori necessitano di enormi quantità di rifiuti da bruciare per essere redditizi, quantità che non potrebbero avere con un efficiente sistema di raccolta differenziata. In oltre producono quintali di acque da depurare, fumi e ceneri sottilissime (nanopolveri) che si disperdono nell’ambiente ed entrano nell’organismo umano tramite inalazione e ciclo alimentare, filtri e ceneri (circa il 30% del volume iniziale) altamente tossiche che devono essere smaltite in discariche speciali (che nessuno naturalmente dice dove verranno realizzate). Infine è maggiore l’energia che si risparmia dal riciclo dei materiali di quanta ne produce uno di quei avvelenatori.

Ma, ahimè, in Italia esistono sostanzialmente i mezzi di disinformazione di massa  così la politica & Co può continuare a farneticare e prendere per il culo la cittadinanza intera. Persino lo smemorato di Terlizzi (alias Nichi Vendola) continua a sostenere la necessità di cinque inceneritori in Puglia per chiudere il ciclo (a dir suo) virtuoso dei rifiuti. Uno smemorato per giunta schizzofrenico che quando si riferisce alla Puglia parla di termovalorizzatori, ma quando critica la Campania parla di inceneritori che inquinano e uccidono. Per non parlare poi di Legambiente, il braccio finto ambientalista del PD che campa di cospiqui finanziamenti pubblici e premia per virtuosi comuni che non hanno alcun servizio di raccolta differenziata (vedi Ostuni).

Il moVimento 5 stelle che non è di destra, ne di sinistra, ne di centro, ma va oltre. Da tempo propone (così come i pochi amministratori virtuosi in giro per l’Italia e numerose associazioni) una strategia che non necessita ne di inceneritori, ne di discariche. Una strategia che oltre a rispettare l’ambiente farebbe risparmiare parecchio denaro pubblico e creerebbe numerosissimi posti di lavoro (guarda caso due cose molto importanti proprio in questo periodo di magra). Una strategia che parte da un principio basilare molto semplice: i rifiuti non esistono, esistono i materiali (plastica, vetro, carta, aluminnio, acciaio, etc). Una strategia dove la raccolta differenziata è solo uno degli accorgimenti da adottare. Una strategia che può e deve essere adottata anche dai singoli comuni (ci sono numerosi esempi di grandi città e piccoli centri nel mondo e in Italia), ma che non diverrà mai realtà fino a quando continueremo ad affidarci all’attuale classe dirigente (leggasi partiti).

Il moVimento 5 stelle è un movimento di idee e di proposte concrete, quindi vediamo quelle per il comune di Ostuni:

  • Avvio del sitema di raccolta differenziata porta a porta spinta con applicazione della tariffa puntuale. Questa tariffazione. a differenza della TARSU,  non viene contegiata in base ai mq di un abitazione, ma bensì sulla quantità di rifiuti prodotti da un nucleo familiare, dove per rifiuto si intende ciò che non può essere avviato a riciclo, vuoi per il tipo di materiale vuoi per una non corretta differenziazione dei rifiuti. Tutto il resto non deve influire sulla tariffa in quanto trattasi di materiale (in gergo: materie prime seconde) che viene rivenduto. Questo tipo di raccolta e tariffazione, nei luoghi in cui è stata adottata, ha dimostrato di far risparmiare le amministrazioni e di conseguenza i cittadini che hanno visto diminuire i costi delle bollette, nonchè di necessitare di un numero maggiore di operatori.
  • Avvio e sostegno di tutti quei circuiti  virtuosi in grado di diminuire la produzione di rifiuti:
    • compostaggio domestico con distribuzione in comodato gratuito di compostiere domestiche, realizzazione di corsi sul compostaggio domestico e sconti tariffari per chi lo esegue correttamente;
    • stimolare l’uso dell’acqua del rubinetto favorendo l’acquisto di depuratori domestici ed installandoli in tutti i locali di proprietà pubblica a partire dalle scuole;
    • favorire e sostenere l’installazione di distributori alla spina per tutti i prodotti possibili, dai detersivi vari, all’acqua, al latte, etc;
    • vietare, nei capitolati d’appalto predisposti dall’amministrazione comunale, l’utilizzo di oggetti usa e getta in plastica, imponendo invece quelli riutilizzabili o in alternativa quelli in materiale biodegradabile;
    • vietare in tutti i centri ed esercizi commerciali l’uso e la distribuzione di sacchetti di plastica, sostenendo e favorendo l’utilizzo di borse riutilizzabili in stoffa o, in alternativa, in materiale biodegradabile;
    • incentivi alle famiglie per l’utilizzo di pannolini lavabili e realizzazione di accordi con esercizi commerciali per favorirne la disponibilità e l’utilizzo.
  • Realizzazione, nella zona idustriale, di un centro di riciclo sullo stile del centro riciclo di Vedelago. Presso questo tipo di impianto tutto il materiale non organico viene ulteriormente purificato da eventuali errori nella differenziazione domiciliare, compattato e infine venduto ai vari consorzi ed aziende del settore. Il  non riciclabile viene lavorato per essere trasformato in un granulato che può essere utilizzato in edilizia, realizzazione di oggetti in plastica riciclata, etc. Il centro riciclo deve avere dimensioni e capacità di lavorazione in grado di accogliere anche i materiali provenienti dalle raccolte differenziate dei paesi limitrofi. Per la sua realizzazione sono necessari 5 milioni di euro, meno dei 6 milioni previsti per la realizzazione di un inutile strada che collegherà la zona industriale con quella artigianale. In compenso la sua operatività necessita di non meno di 50 lavoratori (posti che perdureranno nel tempo).

La realizzazione di queste proposte concrete consentirebbe cospiqui risparmi di gestione (si evita di pagare gli onerosi costi di smaltimento e si incasserebbe denaro vendendo materiali), creerebbe numerosi posti di lavoro (sia per la raccolta sia per il funzionemanto del centri riciclo), proteggerebbe l’ambiente (no incenritori, no discariche, minor consumo di materie prime) ed infine risolverebbe definitivamente il problema rifiuti che è tale solo grazie a partiti e politici che evidentemente hanno ben altri interessi da tutelare.

Aderisci al moVimento 5 stelle - Ostuni

Ti potrebbero interessare anche:

Categorie : 5 stelle, Politica
Commenti (0)

La gestione dei rifiuti è l’emblema della politica italiana, invece di fare la raccolta differenziata che costa meno e crea numerosi posti di lavoro progettano e realizzano, rigorosamente con soldi pubblici, inceneritori e discariche che disseminano inquinamento e morte, ma in compenso generano lauti profitti per chi li gestisce. Gli inceneritori non escludono la necessità delle discariche dove dover riporre le ceneri e i filtri pieni di sostanze altamente tossiche, inoltre affinchè realizzino profitti hanno necessità di bruciare moltissimo materiale che non sarebbe disponibile se si facesse la raccolta differenziata. Diffidate di chi sostiene sia la raccolta differenziata sia la realizzazione degli inceneritori (o termovalorizzatori come gli piace definirli), VI STA PRENDENDO PER IL CULO!!!

Read More→

Ti potrebbero interessare anche:

Commenti (0)

Hanno emanato leggi speciali ed inviato l’esercito contro le popolazioni che protestavano per difendere la loro salute e i loro territori. Hanno aperto, in violazione di tutte le norme, nuove discariche per continuare a riempirle di rifiuti indifferenziati e tossici. Hanno costruito un nceneritore, definito il più moderno d’Europa, che ha sforato più volte le soglie previste per gli inquinanti e ha emanato dense nubi di cenere nera che è ricaduta sui campi coltivati e sulle case degli abitanti di Acerra. Hanno avuto il coraggio di raddoppiare la tassa sui rifiuti e le strade di Napoli sono di nuovo piena di immondizia. Berlusconi, Bertolaso, Bassolino e Iervolino ci hanno mentito spudoratamente e ora vorrebbero di nuovo dare la colpa dell’emergenza alle popolazioni che lottano per non essere avvelenate.

Read More→

Ti potrebbero interessare anche:

Commenti (0)

Dopo essermi riposato e resettato per un paio di settimane avrei voluto riprendere a scrivere partendo da una buona notizia, ma ahimè ho fatto un errore: sono andato a controllare su rifiutiebonifica.puglia.it i dati sulla raccolta differenziata relativi al mese di Luglio e ho visto che la pluripremiata Città bianca ha registrato la sua peggior performance degli ultimi cinque anni con un  valore di pochissimo superiore al 4%.

D’altronde è stato un controllo superfluo perchè chiunque ha girovagato per Ostuni in questo periodo ha potuto constatare di persona quanto la gestione dei rifiuti sia vergognosa. Totale assenza di contenitori per la raccolta differenziata; pochi cestini e di piccole dimensioni costantemente traboccanti di rifiuti spesso svolazzanti e sparsi qua e la dal vento; cassonetti ormai in briciole rimpiazzati da altri vecchi cassonetti verdi pieni di immondizia fino all’orlo per la gioia della fauna locale che ha potuto organizzare lauti banchetti; macchia mediterranea e bordi delle provinciali praticamente invasi da rifiuti di ogni genere (organici e non).

Read More→

Ti potrebbero interessare anche:

Categorie : Ecologia/Ambiente
Commenti (0)

I rifiuti possono diventare un business pulito, una risorsa economica, il punto di partenza fondamentale su cui impostare un ciclo dei rifiuti conveniente sia sotto il profilo ambientale che sotto quello economico.

Ci sono casi in cui definire rifiuti i rifiuti può sembrare un paradosso. Esistono infatti realtà, tra aziende private, amministrazioni locali o consorzi di Comuni, in cui l’immondizia si trasforma in oro. O almeno in euro.Sei storie esemplari dimostrano come i rifiuti che buttiamo, se opportunamente separati, anziché rappresentare un problema o un’emergenza possono tornare a nuova vita sotto forme diverse e rientrare nelle nostre case dalla porta d’ingresso.

Read More→

Ti potrebbero interessare anche:

Commenti (0)

Ricevo e volentieri pubblico un’articolo dell’amico Francesco Sabatelli. Se vi interessa sapere il futuro della gestione dei rifiuti ad Ostuni sappiate che stanno provvedendo ad acquistare nuovi cassonetti stradali in sostituzione degli attuali. Chiunque ha un minimo d’informazione sulla materia sa che la presenza dei cassonetti non solo è incompatibile con la raccolta differenziata, ma addirittura la ostacola. Adesso mi aspetto le solite dichiarazioni del Sindaco che coprirà le sue vergogne sventolando bandiere e vele.

Read More→

Ti potrebbero interessare anche:

Commenti (0)

Quando gettiamo una bottiglia, ci può capitare di pensare che diventerà presto una nuova bottiglia. Non penseremmo mai che da quella bottiglia possa nascere un nuovo edificio. Eppure è possibile.

La Savno (Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale) ha vinto infatti il premio Energy Globe Award, realizzando una struttura interamente costituita da materiali provenienti dalla raccolta differenziata. Si trova in provincia di Treviso, a Conegliano Veneto per la precisione, ed è la nuova sede ecosostenibile del consorzio trevigiano.

Dalla struttura fino ai più piccoli dettagli, ogni parte dell’edificio vincitore del premio è realizzata con materiali riciclabili: travi e pilastri sono in acciaio, materiale riciclato e riciclabile; l’isolamento termo-acustico è realizzato con particolari pannelli in poliestere privi di colle tossiche, ottenuti dal riciclo delle bottiglie di plastica; l’isolamento dei pavimenti si realizza con una fibra di cellulosa prodotta dalla carta riciclata ed i pannelli delle tamponature con scarti di segherie.
Oltre all’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili all’infinito, attenzione al risparmio energetico e di risorse è stata posta anche in fase di progettazione dell’impianto di climatizzazione. L’energia di cui l’edificio si servirà in fase di esercizio, deriva per il 70% da fonti rinnovabili: l’impianto di climatizzazione è infatti di tipo geotermico. Un impianto di raccolta dell’acqua piovana consentirà infine di riutilizzare le acque meteoriche per innaffiare le piante ed alimentare i servizi igienici.

La raccolta differenziata può produrre risultati concreti: da un quotidiano stampato su carta riciclata ad un nuovo edificio, ma bisogna farla invece di far sventolare bandiere e vele.

Ti potrebbero interessare anche:

Categorie : Ecologia/Ambiente
Commenti (0)
giu
24

5 per cento

Di | Commenti (0) Stampa Stampa

5,12%. Questa la percentuale di raccolta differenziata ad Ostuni nel mese di Maggio e mentre a Fasano, che già registra performance migliori rispetto alla città bianca (15%), ha dato il via alla raccolta porta a porta della frazione umida con sconto del 30% sulla TARSU per i cittadini virtuosi, nella città dove sventolano bandiere e vele l’assessore all’ambiente, che il 24 Aprile in occasione di un convegno sugli orti periurbani annunciava l’avvio a giorni della raccolta differenziata porta a porta, prima rinvia tutto all’inizio di Luglio e poi all’anno nuovo.

Nel frattempo naturalmente grazie a famose organizzazioni ed associazioni Ostuni appare come la paladina dell’ambiente, nessuno dice nulla sulla gestione dei rifiuti ne tanto meno sulla cementificazione del territorio che dovrebbero essere i primi parametri da valutare per giudicare l’impronta ecolgica e quindi la tutela dell’ambiente di un amministrazione.

Vale la pena anche ricordare che una gestione virtuosa dei rifiuti con la raccolta porta a porta, il riciclo ed il recupero del materiale oltre a pesare meno sulle casse comunali crea numerosi posti di lavoro in più rispetto ai sistemi tradizionali. Cosa che, soprattutto in questo periodo di crisi e tagli, di certo non guasterebbe.

Ma evidentemente l’amministrazione comunale di Ostuni non reputa particolarmente importanti questi aspetti, se così fosse si sarebbe attrezzata già da tempo. Vi sono paesi che hanno raggiunto percentuali di differenziazione superiore al 90% già da un decennio dimostrando coi fatti e coi numeri quanto ho appena scritto.

Naturalmente i mezzi d’informazione fanno il loro dovere di servi. Se leggete i giornali o vedete le Tv locali avrete certamente potuto trovare numerosissimi servizi sull’attribuzione della bandiera blu e delle 5 vele, ma di certo nessuno ha mai pensato di riportare i veri dati sulla pesante impronta ecologica perpetrata dal comune di Ostuni con cementificazione e pessima gestione di rifiuti.

Ti potrebbero interessare anche:

Commenti (0)
mag
20

Poveri sfigati

Di | Commenti (0) Stampa Stampa

Sono molto dispiaciuto per i cittadini di Colorno, un paese di circa 10 mila abitanti in provincia di Parma, perchè la loro cittadina non è amministrata da persone di alto profilo e spessore come quelli che si ritrovano qui ad Ostuni nella squadra di Tarzanella & Co.

Se avessero questa fortuna potrebbero vincere una mountan bike dal valore di circa 100 euro portando plastica, vetro o carta all’isola ecologica incrementando così la raccolta differenziata del proprio paese dello 0,38%. Se avessero questa fortuna potrebbero ammirare la splendida zona degli orti periurbani, o meglio quel che ne rimane, circondata da numerosi parcheggi sicuri che nel caso non potessero essere utilizzati per un qualche motivo potrebbero contare su un consigliere di opposizione subito pronto a protestare inutilmente. Se avessero questa fortuna avrebbero la possibilià di percorrere inutili strade per andare dal nulla al niente e gratificarsi pensando al fatto che sono costate diversi milioni di euro. Se avessero questa fortuna potrebbero prendere una sdraio ed un ombrellone e appostarsi comodamente in piazza ad ammirare la Bandiera Blu e le 5 vele che sventolano sul municipio, evitando così di andare a cercare spazio su splendide spiagge già interamente occupate da rifiuti vari.

Invece si ritrovano con amministratori locali visionari che parlano di Comuni Virtuosi e così niente muontan bike, ma la raccolta differenziata porta a porta che purtroppo crea posti di lavoro. Una quarantina di addetti in più per poter soddisfare queste voglie virtuose. Ma visto che piove sempre sul bagnato, il Comune ha pure registrato risparmi nella gestione dei rifiuti; non dovendo pagare per smaltirli e potendo vendere il materiale (plastica, vetro, carta, acciaio, etc.) ha potuto abbassare la tariffa a carico dei cittadini. Tutto questo invece di distribuire biciclette. Vergogna!!! Naturalmente niente parcheggi tra gli orti periurbani diffusissimi nelle scuole, così come molto diffusi sono i mercati del contadino riservati ai piccoli produttori e negozi effecorta ove trovare numerosi prodotti a Km zero. Tutte iniziative che stimolano e favoriscono l’economia locale e di conseguenza creano occupazione, pensa si sono persino inventati l’obbligo per chi fornisce il servizio di mensa scolastica di acquistare i prodotti ortofrutticoli dai produttori locali, nonchè la possibilità di utilizzare anche i prodotti coltivati dagli studenti. Parcheggi? Da quelle parti sono capaci di parlare solo di mobilità sostenibile.

Proprio sfigati questi di Colrno non hanno neanche una classe politica che se la sbriga da sola, che accontenta l’amico o la lobby di turno, quella in grado di garantire un tot di voti. Stanno sempre a chiedere ai cittadini come amministrare la cosa comune tramite incontri, dibattiti e altre strane cose che chiamano istituti della Partecipazione. Nemmeno il bilancio sono capaci di farsi da soli, da anni si ostinano col bilancio partecipato dovendo così definire insieme ai propri concittadini come e dove spendere i loro denari. Assurdo.

Ma ora sti politici “virtuosi” stanno proprio esagerando. Sapete cosa hanno intenzione di fare? Hanno deciso di dare in usufrutto gratuito i tetti di alcuni edifici pubblici (municpio, scuole, asilo, cimitero, etc) a soggetti privati per farci sopra degli impianti fotovoltaici per la produzione di energia rinnovabile e pulita, veramente pulita: Energia che sarà poi consumata negli stessi edifici in cui è prodotta. Sapete cosa vuol dire tutto questo? Che il comune per quegli edifici non dovrà sborsare più neanche un euro per la bolletta elettrica e senza alcun investimento iniziale, perché il costo dell’impianto è a totale carico del privato che lo realizzerà, che potrà guadagnare vendendo l’energia prodotta in eccesso. Economia che si muove, Comune che genera risparmi e quindi libera risorse per altro, creazione di posti di lavoro. Pensate, se invece potevano contare su Tarzanella & Co…..

Ti potrebbero interessare anche:

Categorie : Politica
Commenti (0)

Seguimi anche su: