Archive for raccolta differenziata

feb
26

I soliti rifiuti

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In questo ultimo periodo abbiamo parlato dei pozzi petroliferi, di come questi distruggerebbero irrimediabilmente il nostro territorio, ma c’è un sistema più silenzioso per avvelenare la nostra terra, la nostra aria, il nostro mare e le nostre riserve idriche, un sistema di cui non si parla, una vergogna nascosta dietro le bandiere blu e le 5 vele: i rifiuti.

Il 2010 è iniziato in piena tradizione, dopo aver finito l’anno con una media di differenziata al 9%, Gennaio registra un calo delle performance che si fermano all’8%, a dimostrazione dell’assoluta inefficacia di quelle cazzo di raccolte punti organizzate all’isola ecologica. Raccolte punti realizzate coi soldi che dovrebbero essere destinati alle campagne di educazione ambientale e che invece servono a regalare gadget ai soliti utenti. Iniziative che si ripetono ogni anno e come ogni anno non danno alcun risultato, anzi distolgono risorse ed impegnano personale che potrebbe essere utilizzato per ben altro, come ad esempio rispettare il capitolato d’appalto in vigore e scaricabile dalla sezione documenti. Se errare è umano, continuare a perseverare su queste strade può essere definito diabolico anche se personalmente preferisco il termine demenziale.

Vale la pena ricordare che da anni l’assessorato all’ambiente, fautore di queste grandi imprese e di questi vergognosi risultati, è in mano a rappresentanti del Partito Socialista, quello del Sindaco che piazza sempre in questo ambito suoi fedellisimi. Non sia mai che ci capiti qualcuno che all’ambiente veramente ci tiene. Quindi questi pezzi da novanta che nei discorsi si presentano come i Don Chishotte dell’ambiente, che in taluni casi si scagliano addirittura contro la cementificazione del territorio (quella permessa e favorita proprio dal loro sindaco), non riescono neanche lontanamente ad ipotizzare che le loro inziative sulla raccolta differenziata non servono a un cazzo, che sono solo una perdita di tempo e di risorse pubbliche.

Se l’installazione di pozzi petroliferi di fronte alle nostre coste ci spaventa, di una bella discarica nelle nostre campagne che ne dite? E si cari miei, se qui non si da una svolta decisiva questo sarà il risultato. Le discariche attualmente in uso hanno superato da tempo  i loro limiti di capacità. In barba al termine Ecologia che impera nel dibattito politico e nei siboli dei partiti continuano a rilasciare proroghe su proroghe, ma arriverà il giorno che nonostante l’ennesima proroga in quelle discariche non ci caccerà manco più uno spillo. E allora ecco che i cassonetti stradali non potranno essere svuotati e montagne di rifiuti si formeranno nelle nostre vie. La puzza, gli incendi, i ratti costringeranno i nostri illuminati amministratori a trovare soluzioni immediate e dato che siamo amministrati da grandi geni pieni di idee possiamo già immaginare cosa faranno: destinare a discariche le vecchie cave in disuso.

E adesso domandatevi: quante cave in disuso abbiamo nel nostro territorio? :-?

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feb
21

Futuro: un diritto da pretendere

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Sabato a Ostuni grande manifestazione per uno sviluppo sostenibile, i soliti politici hanno sfruttato l’occasione per i loro soliti tornaconto, ma comunque è stata una bellissima ed importante iniziativa di cui vanno ringraziati gli studenti dell’UdS e Francesco Sabatelli per l’impegno che ci hanno messo nell’organizzazione. A seguire il testo del mio intervento, a breve pubblicherò su Youtube il resto della manifestazione.

Investire sul nucleare, con l’irrisolto problema delle scorie e cercare petrolio dove questo è scarso e di pessima qualità è semplicemente ridicolo.
Farlo contro la volontà popolare è pura violenza, è dittatura.
Farlo in un territorio agonizzante per le devastazioni causate dalle centrali a carbone, dalle acciaierie, dai poli petrolchimici, dalla cementificazione selvaggia, dagli inceneritori (o termovalorizzatori come li chiama qualcuno) e dalle discariche è criminale.

Mi viene quanto meno da sorridere a vedere qui oggi alcuni di quelli che hanno contribuito a queste devastazioni. Ma non voglio polemizzare sul passato, oggi dobbiamo guardare al futuro, c’è bisogno di un grande sforzo comune, non solo per tutelare ciò che è rimasto, ma anche per recuperare ciò che si è distrutto, rimediare ai numerosi errori fatti. E dobbiamo iniziare da domani.

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO. Neanche un solo centimetro quadrato deve essere più destinato a speculazioni edilizie o a inutili strade. Questo territorio è ormai una mela di cui ci stiamo rosicchiando il torsolo, se ci freghiamo anche i semi è finita.

RISPARMIO ENERGETICO a partire dall’illuminazione pubblica, ma soprattutto dalla ristrutturazione energetica degli edifici. Negli ultimi 60 anni abbiamo costruito case che consumano mediamente 200 Kwh/mq all’anno. E’ possibile ristrutturarle affinché me consumino 70 – 50 – 30 – 15 di Kwh/mq anno. Agendo sugli sprechi e sulla dispersione termica avremmo case più calde e confortevoli consumando un terzo di energia. Da anni questo è realtà in luoghi come la Germania e la Provincia di Trento dove il clima è leggermente più rigido che qua.

ENERGIA RINNOVABILE. Installare su ogni tetto, ad eccezione per ovvi motivi del centro storico, pannelli fotovoltaici per la produzione di energia e pannelli solari per l’acqua calda. E’ possibile farlo senza svuotarci il portafoglio. Alcuni esempi:
Provaglio d’Iseo un paese del Bresciano ha realizzato 100 impianti fotovoltaici  a costo zero. Ha trovato una ditta che fatto un buon prezzo,una banca locale che ha finanziato l’intera opera e 100 edifici disponibili. Risultato: 100 impianti realizzati quindi economia che si muove, gli incentivi statali del conto energia coprono l’intera rata del prestito compresa una polizza assicurativa in caso di mancata produzione, i cittadini coinvolti non pagano più la bolletta elettrica e fra 15 anni a debito estinto potranno godere per ancora 5 anni degli incentivi statali. Forse nel Bresciano hanno più sole di noi? E allora di impianti ne faremo 200.
Colorno in provincia di Parma, il comune affitta ad un prezzo simbolico tutti i tetti degli edifici pubblici ad aziende ed imprenditori che vogliono realizzare impianti fotovoltaici. Ne abbiamo molti anche qui, quelli che vanno a fare gli impianti nei terreni agricoli dando un ulteriore mazzata ad un settore già morente. Risultato: verranno realizzati numerosi impianti, economia che si muove, azzeramento delle spese elettriche degli edifici interessati quindi migliaia di euro di risparmi che possono essere destinati ad altro.

STRATEGIA RIFIUTI ZERO senza inceneritori e discariche, dove tutto viene recuperato e riciclato, partendo dalla raccolta differenziata quella vera, quella porta a porta senza cassonetti stradali. Non è possibile nel 2010 avere ancora percentuali inferiori al 10%. Un comune che non fa la raccolta differenziata è una mamma che non cucina ai propri figli.

Non abbiamo più tempo, non possiamo più permetterci di temporeggiare. Da domani tutti insieme dobbiamo essere parte attiva di questo cambiamento . Spesso si dice che la politica, le istituzioni sono lontane dalla gente e invece è vero l’esatto opposto, è la gente che si è allontanata dalla politica e questo ha favorito le lobby ed una politica becera ed ottusa. Quindi non considerate la partita chiusa con questa splendida manifestazione. Continuate a far sentire la vostra voce, ma soprattutto la vostra presenza. E’ in gioco il futuro del territorio, è in gioco il futuro dei vostri figli, un diritto che non si può chiede, ma un diritto che si deve pretendere.
Grazie.

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feb
11

Sensibilizzare senza fare

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In questi giorni l’amministrazione comunale è impegnata su più fronti nel sensibilizzare la cittadinanza su alcuni importanti aspetti che incidono pesantemente sull’ambiente: rifiuti e consumo energetico.

Sabato 12 Febbraio in collaborazione con Legambiente, quell’associazione in grado di definire Ostuni “pietra dello scandalo” del Salento per le lottizzazioni sulla costa e contestualmente premiarla con le 5 vele (vedi qui), presso il salone comunale organizza “M’illumino di meno”, lodevole iniziativa di sensibilizzazione sul risparmio energetico sostenuta anche dalla trasmissione radiofonica Caterpillar. Peccato solo che il primo a dover essere sensibilizzato sulla tematica sia proprio l’amministrazione Comunale. Perchè? Semplice, non esiste un solo atto, una sola iniziativa, un solo progetto del Comune di Ostuni che stimoli, promuova o favorisca il risparmio energetico, anzi ne potrete trovare diversi che vanno in senso completamente opposto.

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gen
24

Ostuni no differenziata ahiahiahi

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Quando mi capita di parlare con qualcuno del problema rifiuti ad Ostuni mi sento spesso rispondere che la situazione non è male, che la raccolta differenziata sostanzialmente funziona anche se si potrebbe migliorare. Stesse conclusioni le sentite quando a parlare sono gli amministratori locali che, generalmente anche dando dati falsi, esaltano la loro gestione e a riprova citano le bandiere blu e le 5 vele assegnate alla città bianca per la, a dir loro, virtuosa gestione ambientale del territorio. Eppure su due parametri per valutare la sostenibilità di un comune la nostra città bianca non solo non brilla, ma è un vero e proprio disastro: rifiuti e consumo di territorio.

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gen
08

Causa ed effetto

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Ogni azione, ogni comportamento ha un suo effetto, positivo o negativo che sia ha comunque un effetto e le persone serie e responsabili cercano di identificarli e valutarli preventivamente per poter poi scegliere quale azione o comportamento adottare. Si possono anche fare scelte che comportano effetti negativi, ma in tal caso si deve essere anche disposti ad accettarli . A non saper fare queste  valutazioni e/o ad accettare eventuali effetti collaterali sono i bambini, incapaci di considerare i pericoli e le conseguenze delle loro azioni e gli adulti  viglilano su di loro per evitare conseguenze irreparabili. Se vi fermate un attimo a riflettere vi rendereste immediatamente e facilmente conto che la politica si comporta come i bambini, ma purtroppo i cittadini non si comportano come gli adulti.

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27

Differenti al 9%

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Il Comune di Ostuni per far credere di tutelare l’ambiente punta tutto su Bandiere blu e 5 Vele, da qualche settimana su palazzo città sventola costantemente la bandiera di Legambiente quasi a ricordarci “l’amicizia” tra i due organismi.  Quale dovrebbe essere uno dei primi parametri da prendere in considerazione per valutare una politica di tutela ambientale se non le performance nella differenziazione dei rifiuti?

Se così fosse Ostuni starebbe agli ultimi posti. Da anni non riesce a raggiungere quel misero 10% indicato nel proprio regolamento comunale. Cambiano gli Assessori, non cambiano strategie e soprattutto non cambiano i risultati. Continuano con queste raccolte a premi che non solo danno scarsissimi risultati, ma vanno contro la prima regola nella gestione dei rifiuti: ridurre. Eppure tutti gli assessori sono eleogiati, ogni volta alla fine del loro mandato un coro unanime: ha svolto un ottimo lavoro. Chissà se l’aveva svolto male.

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04

Simpaticone

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Il consenso della classe politica si basa sostanzialmente sulla menzogna, su promesse che sanno benissimo di non poter (e non voler) mantenere. La classe politica è autoreferenziale, le sue strategie sono mirate ad un unico scopo, un unico abbiettivo: il mantenimeto del potere, del privilegio. Per potersi mantenere questo sistema ha bisogno sostanzialmente di due cose. In primis un informazione al proprio servizio e questa di certo non manca grazie a quotidiani che sopravvivono con contributi pubblici e televisioni locali che hanno come buon cliente l’amministrazione locale. In secondo luogo hanno bisogno di finte buone notizie da dare in pasto al popolo cafone, popolo che non approfondisce, non domanda, popolo che prende per buono e per vero tutto ciò che gli si dice. Per questa seconda esigenza i complici sono diversi in base alle occasioni. Cerchiamo di specificare meglio la questione.

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21

Sui rifiuti scomparsi

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Una delle grandi balle di questo governo, ma ancor di più di tutti i mezzi di comunicazione ufficiali, è stata sicuramente quella riguardante la risoluzione del problema rifiuti in Campania. Una balla che ha fatto comodo sia a destra che a sinistra a alle bipartisan collusioni con la criminalità organizzata. Un emergenza creata a tavolino, magnificamente orchestrata e poi gestita in deroga a tutte le regole tramite l’intervento dell’onnipotente e gran ciambellano Bertolaso.

Una montagna di balle è un ottimo documentario che ricostruisce l’intera vicenda, nessun tg ne ha parlato, nessuna tv lo ha trasmesso, cercherò di organizzare una proiezione ad Ostuni quando sarà ne sarete avvisati. Nel frattempo leggete cosa dice Gianluca Fioretti Sindaco del comune di Monsano (AN) dopo una passeggiata nel Napoletano e pensate anche che il nostro territorio subirà la stessa sorte se non ci sarà un immediata svolta nella gestione dei rifiuti, lo sa bene sia il nostro governatore Vendola sia il presidente della provincia Ferrarese che poche settimane fa hanno firmato una convenzione con ENEL autorizzando di fatto la combustione dei rifiuti nella centrale elettrica di Cerano.

Votate gente, votate senza sapere: questa è la democrazia italiana.

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14

Non bruciamoci il futuro

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Partendo dall’attuale stato dell’arte nella gestione del ciclo dei rifiuti in Italia verifichiamo che la classe politica ed i rappresentanti istituzionali regionali, sull’onda di una situazione di “procurata emergenza” da loro stessi costruita in decenni di immobilismo politico a fronte di una legislazione comunitaria inapplicata, stanno cercando di accreditare il passaggio da una trentennale politica di conferimento in discarica del “tal quale” ad un generalizzato ricorso ad impianti di incenerimento visti come la panacea che risolverà l’emergenza stessa autoindotta.
Questa in sintesi la rappresentazione di una offensiva di carattere lobbystico proposta da una classe imprenditoriale interessata a far ripartire l’economia di settore sulla base di una normativa che solo nel nostro paese in Europa vede assegnati a questi impianti grandissima parte del 7% prelevato dalle bollette energetiche pagate dagli utenti e quindi di risorse economiche pubbliche a fondo perduto, i cosiddetti CIP 6, che dovevano servire a finanziare le cosiddette “fonti energetiche alternative”.
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nov
13

Di la tua: rifiuti zero

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Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama, è necessario partire da questi concetti:

a) Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento discariche è di 15 a 1, vale a dire che ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea 1 solo per discariche ed inceneritori;

b) L’incenerimento, privato dei sussidi pubblici Cip6 ricavati dalle tasse dei cittadini, non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo più costoso di smaltimento;

c) I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita .

Di seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:

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