Archive for raccolta differenziata
Il film, Sporchi da morire nasce da alcune domande: è vero che gli inceneritori fanno male? Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando? Quali sono i rischi concreti per la salute? Quali sono i danni provocati dalle nano-particelle emesse dagli inceneritori? Quali sono le possibili alternative?
Con queste domande in testa comincia la ricerca di Carlo A. Martigli, scrittore e giornalista impegnato da sempre in inchieste scottanti.
Il film documenta le sue ricerche su internet che come in un romanzo, improvvisamente diventano reali: interviste, filmati, esclusivi reportage in giro per il mondo, tra l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia, l’Inghilterra e l’Austria che faranno riflettere su un problema indicato da molti esperti come “invisibile inquinamento del nuovo millennio” che riguarderà i nostri figli e le future generazioni.
Sporchi da morire è un progetto italiano molto ambizioso e di ampio respiro internazionale grazie al coinvolgimento di esperti mondiali: il Professor Paul Connett, teorico della strategia “Zero Rifiuti”, il Dott. Stefano Montanari e la Dott.ssa Antonietta Gatti esperti e scopritori delle patologie causate da nano-particelle; la Dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa e membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente, il biologo Prof.Gianni Tamino, Dott. Valerio Gennaro medico oncologo epidemiologo ISDE Italia, il dott. Federico Valerio Responsabile Chimica Ambientale IST di Genova, i sindaci delle città virtuose della Silicon Valley, Palo Alto e Barkeley, il sindaco di San Francisco Gavin Newson, il responsabile del Dipartimento Ambiente di San Francisco Jared Blumenfeld, i rappresentanti dell’IVS Francese – Dr. Calut e Dr. Laffont che sono i firmatari della più importante ricerca mondiale sul tema della pericolosità dell’incenerimento dei rifiuti, il prof. Dick Van Steenis che ha mappato la ricaduta dell’inquinamento sui bambini inglesi e bloccato 16 progetti in costruzione, il Dr.Luft, l’Associazione Rescue Workers Detoxification e la 911 Police Aid Foundation che si occupano delle persone ammalatesi per le inalazioni di nano-polveri dopo il crollo delle torri gemelle (circa 170.000 casi già accertati), i rappresentanti dei comitati nazionali ed internazionali, Padre Alex Zanotelli, Maurizio Pallante del Movimento Decrescita Felice, Greenpeace Italia, e tanti altri.
Un film-progetto al quale hanno già aderito migliaia di persone in tutto il mondo tanto da essere certificato come il film con i titoli di coda più lunghi del mondo i quali saranno presenti, grazie ad un piccolo contatore grafico, fin dai primi minuti del film.
Proiezione in provincia di Brindisi prevista a Torre Santa Susanna il 2 Maggio 2012 Via provinciale per Erchie presso Expo Libri – http://www.sporchidamorire.com
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Quando degli incompetenti ed incapaci personaggi fattisi Sindaco e Assessore si mettono ad amministrare un comune il minimo che può succedere è che la quotidiana vita dei succubi cittadini si imbriglia di rompicapi e di problemi in cui il districarsi è assai più complicato del soccombere.
La dimostrazione è in atto in questi giorni ad Ostuni in seguito all’avvio della fase sperimentale della raccolta differenziata. Già il solo fatto che si sperimenti la raccolta differenziata, già attuata con successo in numerosissimi paesi italiani e stranieri, è di per se illuminante per inquadrare lo spessore dei protagonisti della vicenda. E’ come se domani un medico si mettesse a sperimentare su alcuni suoi pazienti la tachipirina per vedere se fa scendere la febbre e, in attesa dei risultati di questa sperimentazione, lascia il resto dei suoi pazienti con 40° di febbre.
Comunque, a parte questi particolari, ad Ostuni è in atto una sperimentazione con tanto di delibere che ne determinano l’organizzazione. Ed è proprio in queste delibere che si trovano le prove dell’incompetenza dei nostri amministratori con dirigenti al seguito e i conseguenti rompicapi per la cittadinanza. In queste delibere è, infatti, previsto che i vari contenitori dei rifiuti dati in dotazione agli esercizi commerciali debbano stazionare all’interno dei locali e non all’esterno. Peccato che per questioni igienico sanitarie le disposizioni dell’ASL prevedano l’esatto contrario.
Adesso il malcapitato commerciante si trova ad un bivio, anzi ad un rondò per ricordarci di tutti i girotondi creati in questi ultimi anni nella città bianca. Violare le disposizioni del comune, quelle della ASL o entrambe andando di nascosto a gettare i propri rifiuti in qualche campo o cassonetto del tal quale. Contraddicendo la diffusa idea dell’inciviltà e scarsa coscienza ecologica attribuita ai meridionali, spesso dai meridionali stessi, i commercianti Ostunesi hanno optato per differenziare i rifiuti dando precedenza alle esigenze igienico sanitarie rispetto alle assurde delibere comunali frutto di incompetenza e soprappochezza. Quindi contenitori fuori dai locali e la conseguente ed immancabile multa per aver violato le disposizioni del signor sindaco. Inutile l’aver spiegato ai vigili urbani la situazione e il contrasto presente tra le varie disposizioni emanate dai competenti organi. Le regole, non ragionevoli per definizione, vanno rispettate e così il vigile urbano, dimostrando anch’esso di non essere ragionevole per definizione, verbalizza.
Come andrà a finire la cosa al momento non è dato a sapersi. Attendiamo. nel frattempo l’associazione dei commercianti ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto con l’amministrazione per la risoluzione della problematica cosa che, un amministrazione seria e non gestita da improvvisati dilettanti, avrebbe dovuto fare ben prima di iniziare la raccolta differenziata. Iniziare non sperimentare.
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Il sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella (€ 44.844,96 annue) con il suo assessore all’ambiente, certo Giuseppe Santoro (€. 20.180,16 annue), entrambi in forza al Partito Socialista Italiano nel tenace quanto convinto intento di portare al 60% la raccolta differenziata nella lustra città bianca, hanno emanato con un comunicato le loro innovative direttive:
- è obbligatorio conferire i rifiuti negli appositi cassonetti presenti sul territorio comunale: carta , vetro, plastica e farmaci scaduti;
- è vietato conferire tali materiali nei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani;
- il conferimento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati negli appositi cassonetti è consentito dalle ore 19,00 di ogni giorno sino alle ore 9,00 del giorno successivo.
Minchia signor tenente!
In effetti era ora che anche ad Ostuni si affrontasse questa problematica, l’attuale 8% scarso non è certo un risultato di cui andare fieri per una città su cui sventola la Bandiera Blu che pretende come requisito minimo una differenziata al 10%. Quindi, prima che quelli della Fee si accorgano dell’imbroglio, ecco che i due strateghi da 64 mila euro l’anno, abbandonando la strada della raccolta differenziata porta a porta il cui avvio immininente era stato annuciato dagli stessi personaggi più di due anni fa e che, come dimostrano numerosissime esperienze, è l’unica in grado di dare soddisfacenti risultati e ribadiscono quelle ferree regole da decenni vigenti nel territorio e che hanno consentito il raggiungimento dei “ragguardevoli” risultati sopra citati.
Stiano comunque tranquilli i due illuminati amministratori, da oggi sulle percentuali di raccolta differenziata potranno liberamente sparare le cazzate, oh pardon.., le cifre che vogliono. Non che sia una novità, lo hanno sempre fatto, ma sino a qualche giorno fa avevamo a disposizione i dati ufficiali con cui poterli smentire velocemte. Da oggi invece il sito www.rifiutiebonifica.puglia.it, uno dei rari esempi di trasparenza introdotto in questi anni dalla regione, non è più raggiungibile e saremo costretti a fidarci del duetto socialista.
Un unico dubbio mi rimane. Vetro, carta, plastica e farmaci scaduti sono, almeno secondo la legge, rifiuti solidi urbani e i cassonetti a loro riservati sono, sempre secondo la legge, cassonetti per rifiuti solidi urbani. Quindi se, come imposto dai due strateghi, “è vietato conferire tali materiali nei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani”, dove cazzo li dobbiamo mettere? Io una proposta ce l’avrei, ma oggi non voglio essere volgare.
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Anche per rispondere a tutti quelli che continuano a dire che il sottoscitto e tutti i “grillini” sono capaci solo di criticare voglio riportare in questo post le proposte che sono state lanciate da questo blog . L’invito, rivolto in particolare ai buon temponi della domenica, è quello di commentarle e se ne sono capaci, cosa di cui dubito fortemente, integrarle o modificarle con le loro.
Rifiuti
- Avvio del sitema di raccolta differenziata porta a porta spinta con applicazione della tariffa puntuale. Questa tariffazione. a differenza della TARSU, non viene contegiata in base ai mq di un abitazione, ma bensì sulla quantità di rifiuti prodotti da un nucleo familiare, dove per rifiuto si intende ciò che non può essere avviato a riciclo, vuoi per il tipo di materiale vuoi per una non corretta differenziazione dei rifiuti. Tutto il resto non deve influire sulla tariffa in quanto trattasi di materiale (in gergo: materie prime seconde) che viene rivenduto. Questo tipo di raccolta e tariffazione, nei luoghi in cui è stata adottata, ha dimostrato di far risparmiare le amministrazioni e di conseguenza i cittadini che hanno visto diminuire i costi delle bollette, nonchè di necessitare di un numero maggiore di operatori.
- Avvio e sostegno di tutti quei circuiti virtuosi in grado di diminuire la produzione di rifiuti:
- compostaggio domestico con distribuzione in comodato gratuito di compostiere domestiche, realizzazione di corsi sul compostaggio domestico e sconti tariffari per chi lo esegue correttamente;
- stimolare l’uso dell’acqua del rubinetto favorendo l’acquisto di depuratori domestici ed installandoli in tutti i locali di proprietà pubblica a partire dalle scuole;
- favorire e sostenere l’installazione di distributori alla spina per tutti i prodotti possibili, dai detersivi vari, all’acqua, al latte, etc;
- vietare, nei capitolati d’appalto predisposti dall’amministrazione comunale, l’utilizzo di oggetti usa e getta in plastica, imponendo invece quelli riutilizzabili o in alternativa quelli in materiale biodegradabile;
- vietare in tutti i centri ed esercizi commerciali l’uso e la distribuzione di sacchetti di plastica, sostenendo e favorendo l’utilizzo di borse riutilizzabili in stoffa o, in alternativa, in materiale biodegradabile;
- incentivi alle famiglie per l’utilizzo di pannolini lavabili e realizzazione di accordi con esercizi commerciali per favorirne la disponibilità e l’utilizzo.
- Realizzazione, nella zona idustriale, di un centro di riciclo sullo stile del centro riciclo di Vedelago. Presso questo tipo di impianto tutto il materiale non organico viene ulteriormente purificato da eventuali errori nella differenziazione domiciliare, compattato e infine venduto ai vari consorzi ed aziende del settore. Il non riciclabile viene lavorato per essere trasformato in un granulato che può essere utilizzato in edilizia, realizzazione di oggetti in plastica riciclata, etc. Il centro riciclo deve avere dimensioni e capacità di lavorazione in grado di accogliere anche i materiali provenienti dalle raccolte differenziate dei paesi limitrofi. Per la sua realizzazione sono necessari 5 milioni di euro, meno dei 6 milioni previsti per la realizzazione di un inutile strada che collegherà la zona industriale con quella artigianale. In compenso la sua operatività necessita di non meno di 50 lavoratori (posti che perdureranno nel tempo).
Energia
- Audit energetico degli edifici pubblici, ovvero una approfondita ed esaustiva rilevazione dei consumi energetici (per riscaldamento/raffreddamento e elettricità) di tutti gli edifici e strutture di proprieta comunale.
- Predisposizione di un piano pluriennale per la ristrutturazione energetica di tutti gli edifici e strutture di proprietà comunale. Dando priorità a quelli in cui si rilevano maggiori consumi.
- Cessione in comodato gratuito di tutti i lastrici solari degli edifici pubblici ove non sussite vincolo paesaggistico per la realizzazione di impianti fotovoltaici di investitori privati (quelli che di solito li fanno sui terreni agricoli).
- Istituzione dello sportello “Energia amica” accessibile dal vivo, via telefono e via web ove reperire tutte le informazioni tecnologiche e legislative, ivi comprese le agevolazioni fiscali, inerenti il risparmio energetico e la produzione da fonti rinnovabili.
- Stipula di specifici accordi con professionisti esperti in risparmio energetico e realizzazione di impianti per autoproduzione da fonti rinnovabili per l’erogazione di servizi di consulenza a prezzi concordati.
- Stipula di accordi/convenzioni con istituti di credito per l’erogazione di finaziamenti a tasso agevolato per le ristrutturazioni energetiche degli edifici e abitazioni.
- Snallimento procedure e abolizione di tutti gli oneri comunali previsti per le pratiche relative a ristrutturazioni energetiche di edifici ed abitazioni.
- Agevolazioni e incentivi per nuove costruzioni, ampliamenti e ristrutturazioni con certificazione prevista dalla legge regionale sull’abitare sostenibile:
- aumento di cubatura (fino al 10%), esenzione decennale dall’ICI (ove prevista), esenzione da oneri e contributi comunali relativi all’opera per le certificazioni in classe di merito 5;
- esenzione decennale dall’ICI (ove prevista) ed esenzione da oneri e contributi comunali relativi all’opera per le certificazioni in classe di merito 4.
- Obbligo per le nuove costruzioni e per le demolizioni con ricostruzione della certificazione prevista dalla legge regionale sull’abitare sostenibile con classe di merito non inferiore alla 4, nonché obbligo di realizzazione di adeguato impianto fotovoltaico per produzione di energia elettrica e pannelli solari per produzione di acqua calda sanitaria su lastrico solare ove non sussite vincolo paesaggistico.
- Ammodernamento dell’intero impianto di illuminazione pubblica con implemetazione della tecnologia a LED in grado di diminuire i costi dei consumi del 70% e quelli di manutenzione del 30%.
- Piano pluriennale per la sostituzione del parco autoveicoli comunali con modelli elettrici e/o ibridi.
Urbanistica
- Blocco delle aree di espansione edilizia nei piani regolatori delle aree urbane. Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Concessioni di licenze edilizie soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dimesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico;
- Formulazione di allegati energetici-ambientali ai regolamenti edilizi vincolanti la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all’anno);
- Espansione del verde urbano nell’ottica di una riduzione dello squilibrio complessivo tra inorganico e organico, con fissazione di percentuali annue di incremento, al fine di: migliorare i microclimi urbani, aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli; potenziare la fotosintesi clorofilliana per incrementare l’assorbimento di CO2;
- Valutazione strategica dell’impatto ambientale, ma anche visivo (il paesaggio è di tutti) per qualsiasi intervento sul territorio;
- Uso nell’edilizia di materiali locali, per quanto possibile, e riutilizzo di materiali provenienti dalle demolizioni;
- Dotazione obbligatoria di impianti fognari dove sono ancora assenti ed incentivi in favore di impianti di depurazione per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario;
- Aumentare la qualità nel riscontro degli ispettori dei cantieri per la sicurezza sul lavoro ed aumentare l’efficacia dei controlli per verificare i lavori in nero;
- Negli appalti pubblici deve essere considerata anche la fedina penale dei titolari e dei cda delle ditte che si offrono per la costruzione / ristrutturazione
Uso del territorio
- La città, il territorio del quale è nata e di cui essa fa parte, gli uomini e la società che la costruiscono, la abitano e la utilizzano fanno parte di un unico sistema;
- si attribuisce priorita alla tutela dell’integrità fisica del territorio, intesa come preservazione da fenomeni di degrado e di alterazione irreversibile dei connotati materiali del sottosuolo, suolo, soprassuolo naturale, corpi idrici, atmosfera, considerati singolarmente e nel complesso, con particolare riferimento alle trasformazioni indotte dalle forme d’insediamento dell’uomo;
- si riconosce la necessità e la responsabilità, nei confronti delle generazioni future, di non disperdere le straordinarie ricchezze e bellezze del territorio comunale così come ci sono state tramandate attraverso il secolare lavoro della natura e dell’uomo;
- i piani urbanistici devono essere volti prioritariamente al recupero e alla valorizzazione dell’esistente e considera prioritariamente il riuso e la riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti rispetto ad ogni ulteriore consumo di suolo;
- la città è luogo di massima espressione della vita civile e politica nel quale la convivenza sociale facilita l’esercizio attivo dei diritti individuali. E’ pertanto indispensabile favorire la convivenza sociale attraverso: 1) un sistema di regole di uso del territorio che garantiscono la massima diffusione dei diritti primari dei cittadini quali la salute, la mobilità, la libertà di cultura e d’istruzione pubblica, la casa, la sicurezza sociale; 2) una specifica attenzione agli spazi pubblici affinché siano resi attraenti, sicuri e utilizzabili da tutti, con particolare attenzione per i cittadini più deboli come i bambini, gli anziani, i portatori di handicap; 3) la definizione di un assetto della mobilità che temperi l’esigenza di spostarsi con quella di garantire la salute e la sicurezza dei cittadini.
Informatica e servizi web
- Realizzazione di una rete senza fili per l’accesso ad internet in banda larga, iniziando dai punti di maggior interesse ed afflusso (biblioteca, palazzo di città e piazza della Libertà, edifici scolastici, villa comunale, zona industriale, zona artigianale) per arrivare, al massimo in un triennio, alla totale copertura del territorio comunale compreso area rurale e marittima. Gratuità dell’accesso ai residenti e possibilià di accesso a bassi costi per i forestieri (le strutture ricettive potranno richiedere delle schede di accesso gratuito per i loro ospiti potendo così offrire loro a costi zero un servizio aggiuntivo oggi molto richiesto).
- Completamento, adeguamento e messa in funzione della sala informatica presente all’interno della biblioteca comunale costata già svariati migliaia di euro e mai messa a disposizione della cittadinanza.
- Implementazione, al fianco dei tradizionali sportelli aperti al pubblico, di sportelli informatici ove poter avviare, gestire e concludere quelle pratiche burocratiche-amministrative per cui oggi è necessario recarsi presso l’ufficio competente, prevedendo altresì la possibilità di contatto audio/video con un addetto tramite tecnologia VOIP.
- Istituzione di un ufficio per l’implementazione informatica in tutti servizi/settori del comune e con il compito, tra l’altro, di:
- Formare ed aggiornare il personale dipendente all’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche e dei software open source utilizzabili all’interno della pubblica amministrazione.
- Realizzare e gestire un portale web istituzionale tramite cui l’utenza possa accedere a tutte le informazioni relative all’attività amministrativa, compresi tutti gli atti pubblici emessi, nonchè a tutti i servizi di sportello ed assimilati che via via saranno implementati.
- Realizzazione, organizzazione e coordinamento di sportelli informatici per tutti quei servizi che attualmente vengono erogati tramite gli uffici ad accesso pubblico (anagrafe, ufficio tecnico, uffico tributi, etc) con implemetazione della tecnologia VOIP per contatti diretti audio/video tra addetto comunale e cittadino.
- Realizzazione, organizzazione e gestione di un sistema di posta elettronica interna e di telefonia VOIP per tutte le comunicazioni in testo e audio tra uffici e settori comunali.
- Sostituzione, ove possibile, del software commerciale con omologhi open source e relativa formazione del personale.
- Organizzazione e coordinamento di un callcenter a numerazione gratuita a cui i cittadini si potranno rivolgere per ogni problematica e/o attività di competenza comunale.
Diritto allo studio
- Istituzione di un fondo da 100 mila euro annui per sostenere gli studenti di famiglie bisognose nel loro percorso di studio.
Amici dell’uomo
- Limitare il divieto di accesso alle spiagge nel periodo balneare a non più del 35% degli arenili presenti sulla costa Ostunese.
- Realizzazione, chiedendo la collaborazione dell’ENPA di uno spazio adeguatamente attrezzato e di idonee dimensione per ospitare cani e gatti randagi (esempi).
- Individuazione, all’interno del centro urbano, di specifiche aree verdi dove poter far liberamente giocare i propri amici animali.
- Favorire e incentivare adozioni degli animali randagi comprese quelle a distanza.
- Potenziare le campagne di sterilizzazione.
Spiagge
- Spiagge pulite tutto l’anno. Organizzare tramite apposito servizio la pulizia di tutti gli arenili e relative strade di accesso con cadenza bimensile nel periodo autunno-inverno, bisettimanale nel periodo primaverile (comunque le spiagge devono risultare pulite durante i periodi delle festività ed eventuali ponti), quotidiana durante la stagione estiva.
- Posizionamento su tutte le spiagge di un congruo numero di contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti.
- Installazione su tutta la costa e per il periodo estivo di un adeguato numero di bagni chimici stipulando allo scopo apposito contratto di noleggio che preveda anche la manutenzione e la periodica pulizia degli stessi.
- Istituzione di un servizio di assistenza ai bagnanti che preveda sia postazioni fisse sia mobili in modo che tale servizio risulti erogabile sull’intero tratto di costa. Gli addetti oltre a fornire assistenza e informazioni ai bagnanti dovranno essere in grado di prestare soccorso sia in mare sia sull’arenile oltre a segnalare agli appositi servizi eventuali problematiche (ad. es. contenitori rifiuti pieni, spiagge sporche, fonti di pericolo, etc). Le spiagge in cui insisteranno le postazioni fisse dovranno essere attrezzate in modo tale da risultare accessibili ai disabili e fornite delle apposite carrozzine che consentano agli stessi l’accesso in mare.
- Trasformazione di Torre Pozzelle in area naturale protetta attrezzata con area picnic e spazio giochi per bambini, oltre a idoneo parcheggio al fine di impedire il transito di vetture nelle stradine di accesso agli arenili.
- Demolizione dell’ecomostro di Villanova e valorizzazione della spiaggia denominata bagno dei cavalli.
- Garantire nella zona costiera durante la stagione estiva una maggiore presenza della polizia municipale.
Non sono certo esaustive ne tanto meno vogliono presentarsi come la panacea di tutti i mali, ma sono idee credo di buon senso slegate da qualsivoglia ideologia e ben al di la dei soliti schieramenti destrasinistracentro. Per attuarle non servono politici di professione ma semplici cittadini.
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Qualche giorno fa un noto personaggio ostunese, uno di quelli che sta sempre a vantarsi della sua lungimiranza e delle sue fantastiche doti in campo amministrativo e che contestualmente non perde occasione per evidenziare le sempre più scarse risorse economiche a disposizione, in collaborazione con altri illustri e noti compaesani dopo aver ben disposto un milione e duecentomila euro all’interno di due scintillanti valigette ha gettato le stesse in uno dei tanti cassonetti che elegantemente arredano il centro abitato della rinomata città bianca. Nessun giornale “stranamente” ne ha dato notizia e la stragrande maggioranza dei cittadini, costantemente impegnati nei propri oneri quotidiani per poter sbarcare il lunario, risulta totalmente ignaro di quanto accaduto. Il fatto non è però sfuggito a pignoli soggetti sempre intenti a monitorare come vengono utilizzati i loro denari.
Già, perchè i soldi finiti nel cassonetto non erano di proprietà degli illustri e noti personaggi bensì di una serie di individui che, chi per scelta chi per forza, glieli avevano affidati. Può in effetti apparire strano che a soggetti del genere vengano fatti gestire soldi altrui, ma la gente soprattutto in Italia ha questa strana quanto incomprensibile abitudine . A dimostrarlo i migliaia di casi simili che costantemente si ripetono in tutta la penisola, non poche le volte in cui le cifre in questione risultano decisamente più alte.
Sicuramente a questo punto della storia comincerete a chiedervi: ma di che diavolo sta parlando? Prima di svelarvelo verrei però che vi domandiate se per caso anche voi rientrate tra quella miriade di persone che hanno affidato i propri denari a tali tipi di soggetti. No? Sicuri? Non è che per caso, vuoi solo per cattiva informazione o per aver creduto che il vento stava cambiando, avete messo una crocetta in favore di un sindaco, un consigliere, un partito che poi ha gettato nel cassonetto i vostri soldi? Non è che per caso anche voi presi da mille impegni non vi siete mai preoccupati di sapere come venivano utilizzate tali risorse?
Una cosa è certa, ad Ostuni vi sono almeno 17 mila persone che “per caso” sono caduti in tale errore (tutti coloro che hanno legittimato l’esistenza politica dell’amministrazione Tanzarella) anche se temo che se avesse vinto qualcun’altro la situazione non sarebbe stata molto diversa. L’illustre e noto personaggio, come avrete a questo punto compreso, altro non è che il nostro caro (è proprio il caso di dirlo) sindaco Tarzanella e gli illustri e noti compaseani quella schiera di assessori, consiglieri e cortigiani che lo sostengono. Ebeti ed inetti, incapaci di avviare nel proprio comune una raccolta differenziata decente. Non dico ottimale, che pur sarebbe possibile, ma almeno decente!
Tale incapacità fa si che invece di far incassare ai propri cittadini centinaia di migliaia di euro dalla vendita di matariali quali carta, plastica, vetro, aluminnio, etc utilizzano ogni anno un milione e duecentomila euro di proprietà degli stessi cittadini per conferire queste risorse (alias ricchezze) in discarica (è assai il danno). E visto che ogni anno i rifiuti prodotti aumentano, la cifra è destinata inesorabilmente a salire, tant’è che gli illustri e noti personaggi hanno appena deliberato un aumento della TARSU di circa il 20%. Si lo so che c’è la crisi, la disoccupazione, decine di cassaintegrati, che molti fanno fatica ad arrivare a fine mese, ma volenti o dolenti quei denari da mettere nelle scintillanti valigette li dobbiamo cacciare noi tutti. Pagavi 100 ora pagherai 120, pagavi 300 ora 360, e così via.
Qunte cose si potrebbero fare con un milione e duecentomila euro? Quante borse di studio si potrebbero finanziare? Quante famiglie in difficoltà si potrebbero sostenere? Quanti giochi per bambini da mettere nei giardini pubblici si potrebbero comprare? Quante strade si potrebbero riparare?
Ti aumentano le tasse per aumentare il numero delle scintillanti valigette da gettare nei cassonetti. Mi domando: chi, tra i vari protagonisti della storia, è il vero coglione?
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Resisterà finchè potrà, finchè i suoi sodali avaranno la faccia tosta e l’interesse a difenderlo e mantenerlo al suo posto, ma è ormai questione di giorni, al più mesi, e Berlusconi dovrà lasciare la Presidenza del Consiglio tra la gioia e l’esultanza di milioni di Italiani, moltissimi dei quali suoi strenui elettori e, sino a qualche giorno fa, suoi difensori. Cosa ci sia poi da esultare non mi è molto chiaro visto che la situazione e gli equilibri politici attuali non fanno presagire nulla di buono, anzi ho il forte timore che faremo la fine degli Egiziani passati da un regime dittatoriale ad un regime militare. Diffcilmente da noi vedremo i carri armati pattugliare le nostre strade o un qualche presidente in divisa, ma tramite un adeguato controllo dei media e, quindi, dell’opinione pubblica, tutto questo è superfluo. Basta qualche pagliaccio (leggasi leader) e diversi cortigiani (leggasi giornalisti) nonché i riflettori mediati puntati per far credere agli italiani che le loro scelte sono quelle giuste, quelle indispensabili per il bene del paese, per uscire dalla crisi, per dire addio definitivamente al berlusconismo. D’altronde gli Italiani, come noto, altro non aspettano che una qualche promessa in grado di prolungare la speranza e, contestualmente, l’agonia.
Lacrime e sangue non paiono essere sgraditi agli Italiani, basti pensare ai considerevoli tagli a cui ormai da decenni, a parte gli studenti, ci siamo abituati, ai blocchi degli stipendi, ai tagli dei posti letto e il tutto dopo porcate quali lo scudo fiscale ed il regalo fatto alla cordata con Alitalia. Siamo tanto abituati e silenti di fronte a tutta questa merda che loro (i pagliacci) alzano il tiro, ci volgliono fottere sino in fondo, d’altronde da decenni il cittadino fa la parte della escort ed i politici quella dell’utilizzatore finale. Perchè dovrebbe cambiare qualcosa adesso? Forse gli Italiani hanno mostrato la voglia di volersi riprendere in mano la cosidetta volontà popolare? Si è vero ci sono state manifestazioni di protesta, ma anche queste fanno parte della coreografia per presentare quei progetti di finto cambiamento proposte dai noti pagliacci.
La macchina mediatica è già in movimento per prospettare la grande ammucchiata, persino Di Pietro dal suo blog tuona che la grande alleanza non si può fare senza idv e sel. Nessuno vuole essere escluso dal grande banchetto, nel piatto ci sono ottime portate, grandi interessi che loro si papperanno e che noi saremo costretti a digerire facendo finta che tutto ciò è indispensabile per il futuro delle prossime generazioni, sapendo però benissimo che tutto ciò sara proprio la loro “soluzione finale”. Chi è fortemente contro il nucleare come Vendola o come Di Pietro che addirittura ha proposto un referendum non ha alcuna difficolta ad allearsi con forze favorevoli al nucleare come l’udc, così come, sempre Di Pietro, non ha alcuna remora ad allearsi con chi ha difeso e continua a difendere i condannati per mafia. I piatti sono troppo gustosi per soffermarsi su questi piccoli dettagli.
La grande ammucchiata si farà, qualcuno sicuramente ne rimarrà fuori, non certo per propria scelta, e baserà la sua campagna elettorale proprio sulla incongruenza della grande alleanza mordendosi le labbra per non poter partecipare alla grande abbuffata.
A tutto questo c’è solo una via di uscita, mandare a fare in culo l’intera classe partitica, capace solo di definire leader i pagliacci, e mettersi in gioco in prima persona. Ognuno faccia qualcosa. Non ci si può permettere di avere paure, siamo già nel baratro.
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Le risposte date da Vendola ieri sera ad annozero in risposta alle dichiarazioni di Grillo che lo accusava di voler realizzare in Puglia ben cinque inceneritori mi hanno lasciato basito. A dire il vero sono rimasto basito in almento tre occasioni, durante la trasmissione, ne parlerò nei prossimi giorni perchè oggi voglio un attimo approfondire le panzanate che ha sostenuto per giustificare le cinque ferite mortali che vuole infliggere alla propria regione pur di poter continuare a galleggiare sulle poltrone del potere.
Prima però voglio “bacchettare” Grillo perchè una scelta la deve fare. O vai in televisione o non ci vai. Io sarei per la seconda ipotesi, ma in caso contrario non è possibile continuare ad apparire solo tramite intervista registrata, è doverosa la presenza in diretta. Questo perchè Beppe ogni volta dice verità elementari, sotto gli occhi di tutti, ma ogni volta lui sparisce ed il politico di turno si giustifica con delle castronerie che non stanno ne in cielo ne in terra. Castronerie che però non trovano contradditorio e alla fine agli Italiani, sempre pronti a bersi l’ultima bibita preparata, altro non rimane che la castroneria. Se Beppe fosse in studio ci metterebbe trenta secondi a metterli KO.
Fatta questa premessa passiamo alle castronerie. Vendola ha detto che le autorizzazioni degli inceneritori non dipendono dalla regione ma da leggi nazionali ed europee che lui non può violare anche perche poi sarebbe costretto a pagare i danni agli imprenditori “danneggiati”. Così facendo ha fatto intendere che lui è contrario agli inceneritori, che è costretto a subirli e non può fare nulla per contrastare la loro realizzazione. Una montagna di balle.
Cominciamo a dire che la normativa europea in queste autorizzazioni non c’entra nulla, anzi mette l’incenrimento come ultimissima possibilità nel trattamento dei rifiuti. La legislazione nazionale, invece, ha equiparato gli inceneritori alle centrali elettriche e, rientrando tale settore nelle competenze statali, le ha poste sotto la sua giurisdizione. Ma siamo sicuri che una regione, se davvero voglia, non può fare nulla per impedire la realizzazione di questi impianti che disseminano morte e desolazione?
Anche le centrali nucleari sono centrali elettriche e, secondo lo stesso ragionamento, la loro realizzazione e ubicazione sarebbero sotto la giurisdizione statale e quindi una regione non avrebbe alcun modo di evitarle. Eppure non è così e la Puglia ne ha dato esempio. Appena emanato il decreto che reintroduce il nucleare in Italia la regione Puglia ha approvato una legge che impediva la realizzazione di una centrale nucleare nel proprio territorio senza il consenso e l’autorizzazione della regione stessa. Lo stato, ritendosi unico competente in materia, ha fatto subito ricorso alla consulta che guarda caso ha dato ragione alla Puglia. Quindi? Evidentemente vi è una diversa volontà nei confronti degli inceneritori cosa che personalmente non mi eraviglia visto che vendola ha dichiarato più volte che gli inceneritori sono indispensabili in un circuito virtuoso dei rifiuti.
Ma anche ignorando l’esempio del nucleare, c’è un modo molto semplice per fare in modo che nel proprio territorio non si realizzino inceneritori. Imporre la raccolta differenziata spinta, quella in grado di raggiungere percentuali superiori al 90%; in questo caso sarebbero gli stessi imprenditori a rinuciare perche non avrebbero materiale da bruciare, Invece, in Puglia la raccolta differenziata è ferma da anni al 15%, è in vigore una legge che prevede degli obbiettii minimi che la stragrande maggioranza dei comuni non rispetta, ma non avendo previsto alcuna penalità per gli amministratori (gli amministratori non i cittadini) inadempienti la situazione stagna e così ecco arrivare gli avvoltoi tipo Marcegaglia pronti a fare business sulla salute dei poveri cittadini. Cittadini a cui veramente la legge non da alcun mezzo per opporsi, ma che nonostante ciò difende i propri territori ed il proprio futuro con le unghie e con i denti.
In conclusione caro Vendola smetti di nasconderti dietro cazzate del genere. Hai fatto delle scelte, sei sceso a compromessi con i poteri economici, con i vari interessi della tua coalizione cedendo su valori che invece continui a sbandierare come fondamentali. Forse faresti meglio ad assumerti la responsabilità delle tue politiche (non solo nella gestione dei rifiuti) piuttosto che proporti come salvatore della patria.
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Chi segue questo blog sa che, con una certa regolarità, dò notizia delle performance sulla raccolta differenziata nel comune di Ostuni. Nulla di segreto, precisiamo, i dati sono disponibili su apposto portale della regione che periodicamente consulto per divulgarne i dati che, comprendo, l’amministrazione comunale di Ostuni non pubblicizza. D’altronde cosa aspettarsi di diverso da “illuminati” politici capaci solo di slogan e comunicati per i compiacenti organi d’informazione locali.
Ma andiamo oltre. Ad Ostuni non esiste alcun serio servizio di raccolta differenziata, se non qualche cassonetto sfasciato in giro per il paese ed un isola ecologica dove si recano in pochi sensibili alle tematiche ambientali. In questa situazione i risultati non possono che essere quelli che abbiamo sempre pubblicato, ovvero vergognosi con percentuali sempre inferiori al 10%, requisito minimo (ricordiamolo) per l’ottenimento della tanto sbandierata bandiera blu.
Ma il rompicapo con cui mi dibatto oggi non è su quali strane alchimie e sortilegi ha escogitato il nostro Tarzanella per ottenere il vessillo della Fee, ma come abbia fatto il nostro comune, così d’improvviso, senza alcun tipo di modifica al servizio di raccolta e di gestione dei rifiuti, in un periodo caratterizzato da continui stati di agitazione del personale addetto al servizio di igiene ambientale a passare dal 8 al 30% di raccolta differenziata. E senza differenziare l’umido.
Incredibile, ma i dati indicati sul portale regionale indicano un 29% a Novembre ed un 31 % a Dicembre. Se in questi mesi, come più volte annunciato dal Tarzanella e dal Santoro (assessore all’ambiente che interrogato su problematiche ambientali rispose: non deve chiedere a me – sic!), si fosse avviato il nuovo piano industriale sui rifiuti (che ha avuto anche i miei complimenti) ivi compresa la differenziazione dell’organico che rappresenta circa il 35% del totale dei rifiuti, saremmo schizzato oltre il 60%. Apoteosi.
Ma rimane il rompicapo. Possibile che un epidemia di ambientalismo abia colpito gli abitanti della città bianca, costringendoli a differenziare correttamente tutti quei materiali per portarli poi in buon ordine presso l’isola ecologica?
A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina diceva qualcuno.
I dati relativi alla raccolta differenziata di Ostuni sono sempre stati pubblicati con regolarità, mese per mese. Ti collegavi al portale intorno al 10 di ogni mese e visualizzavi i dati del mese precendente. Novembre e dicembre 2010 invece sono stati pubblicati solo in questi giorni a 3 mesi di distanza.
Con queste due perfomance in zona cesarini la media annuale arriva a fatica al mitico 10% indispensabile per avere la Bandiera blu. Forse forse dopo le denuncie di questo blog e le ripetute mail di avviso alla Fee qualcuno abbia deciso di correre ai ripari con gli abituali metodi?
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In una intervista rilasciata il 30 dicembre 2010 all’emittente locale “Antenna Sud” l’Assessore Regionale all’Ambiente Nicastro (IDV) dichiara di voler dotare la Puglia di “solo” 3 termovalorizzatori (http://www.youtube.com/watch?v=gklk4mBNtIY&feature=sub), di fatto preannunciando evidentemente il parere positivo della Regione all’inceneritore Marcegaglia di Modugno, nonostante l’ARPA Puglia abbia espresso forte e motivata contrarietà a tale insediamento che, per detta degli stessi proponenti, causerà danni permanenti e irreversibili al territorio.
Nelle sue dichiarazioni Nicastro afferma che in origine i termovalorizzatori sarebbero stati 5, tacendo che gli impianti bloccati dalla Regione Puglia sarebbero stati gestiti dalle amministrazioni pubbliche (non da privati) e che in questa maniera, di fatto, la Regione Puglia consegna il monopolio dell’incenerimento non genericamente “ai privati” ma alla famiglia Marcegaglia (per chi non li conoscesse consiglio di leggere qui http://www.facebook.com/note.php?note_id=304108334677) con tre inceneritori su tre.
Sentore di questa decisione si è avuto qualche settimana prima leggendo le dichiarazioni rilasciate da Vendola su FB (http://www.facebook.com/note.php?note_id=471885169677).
Quello che maggiormente indispone in questa vicenda non è tanto il clamoroso ripensamento, da parte dell’Assessore Nicastro, dei principi ambientalisti sbandierati durante la campagna elettorale (http://www.modugnowebtv.it/blog/2010/12/17/nicastros-story/), quanto il fatto che, ancora una volta, centrodestra e centrosinistra si siano trovati di fatto abbracciati e amorevolmente concordi in una decisione comune, saltando entrambi a piedi uniti sulla testa dei pugliesi ed infischiandosene di gettare benzina sul fuoco inquinando ulteriormente la Regione più inquinata d’Italia e ignorando pratiche alternative già sperimentate con successo in altre zone d’Italia.
È infatti in questo modo condivisa dall’amministrazione regionale di centrosinistra la presunta “utilità” e “necessità” del ricorso agli inceneritori, più volte e con forza ribadita dall’amministrazione provinciale di Bari, retta dal centrodestra (http://www.modugnowebtv.it/blog/2010/12/28/la-provincia-di-bari-vuole-gli-inceneritori-e-tu/).
Ai pugliesi non resta che prendere atto delle decisioni politiche, ringraziare sentitamente i partiti di centrodestra e centrosinistra per l’attenzione rivolta al bene comune ed informare i protagonisti di tali decisioni che i cittadini, proprio grazie alla scelleratezza dei partiti, hanno imparato bene ad utilizzare le armi a disposizione della cittadinanza attiva, che non si arrenderanno mai e che, anzi, intensificheranno la loro lotta non esitando a coinvolgere la magistratura, che già più volte ha dimostrato di sostenerli combattendo con le armi della legalità su tutto il territorio nazionale le numerose violazioni ai più importanti diritti civili che interessi privati hanno tentato di imporre con il sostegno della politica.
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Ricevo e volentieri pubblico.
Domenica 5 dicembre, alle ore 18.45, Nichi Vendola così scriveva sulla sua pagina FB:
“vi informa che in Puglia i termovalorizzatori in costruzione non sono considerati impianti per i rifiuti ma impianti energetici, quindi regolati da leggi comunitarie e nazionali e hanno un impatto ambientale minimo. Io posso avere la massima idiosincrasia per un impianto, ma la responsabilità politica e quella amministrativa sono separate. Non posso ficcare il naso in cose che non sono di mia diretta responsabilità”.
Agostino Di Ciaula oggi, 7 dicembre 2010, dopo aver letto il messaggio di Vendola, così scrive:
vi informa che la firma in calce al documento autorizzativo di un inceneritore sul territorio pugliese deve essere quella del Presidente della Regione che evidentemente, politico e/o amministratore, ha potere decisionale in merito. Prima di firmare un atto del genere, il “ficcare il naso” è un atto di rispetto nei confronti dei pugliesi, e la SUA firma è SUA diretta responsabilità. Non di altri.
Anche le centrali nucleari sono impianti energetici ma Vendola ha detto che prima di costruirle dovranno passare sul cadavere suo e dei pugliesi. In quell’occasione chi ha parlato così, il politico o l’amministatore ?
vi informa che in Puglia tutti gli impianti energetici necessari alla regione sono stati pianificati nel Piano Energetico Regionale (PEAR Puglia), documento partorito dallo stesso Vendola in data 8/6/2007 e liberamente consultabile in rete (http://www.ambientenergia.info/cms/download/pear_puglia.pdf ).
In questo documento, a proposito delle centrali termoelettriche si legge:
“il Piano considera il ricorso alla installazione di altre centrali termoelettriche di grossa taglia, come possibilità praticabile solo nel caso in cui ciò non sia accompagnato da un ulteriore incremento delle emissioni di CO2. Tanto meno si ritiene opportuno sviluppare ulteriormente la produzione di energia elettrica in modo avulso dalla realtà regionale e nazionale al solo scopo di creare occasioni sul mercato estero”.
Questa determinazione è anche giustificata dalla produzione, con gli impianti già esistenti, dell’ 80% di energia in più rispetto al fabbisogno regionale (fonte: Terna).
Il PEAR riporta ancora: “i nuovi impianti per la produzione di energia elettrica devono essere inseriti in uno scenario che non configuri una situazione di accumulo, in termini di emissioni di gas climalteranti, ma di sostituzione, in modo da non incrementare ulteriormente tali emissioni in relazione al settore termoelettrico”.
Gli inceneritori della Marcegaglia a Modugno ed a Borgo Tressanti non hanno sostituito nulla, determineranno un incremento significativo di gas climalteranti e quello di Modugno sommerà le sue emissioni di CO2 a quelle della centrale Sorgenia, altro impianto che per il PEAR Puglia non avrebbe dovuto esistere, di fatto raddoppiando le emissioni di CO2 del territorio di Bari.
Vi informa che nel PEAR Puglia si parla anche di energia elettrica prodotta dai termovalorizzatori.
In particolare, la quota di produzione di energia elettrica da CDR prevista dal PEAR è pari al 4% e, sempre secondo il piano, questa dovrebbe essere utilizzata completamente nel Polo di Brindisi al fine di ridurre l’utilizzo di carbone, con la massima attenzione alla riduzione delle emissioni di CO2.
Il principale strumento di pianificazione energetica regionale, dunque, NON PREVEDE AFFATTO UN IMPIANTO DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA CDR IN ALTRE PROVINCE.
Vi informa che gli inceneritori pugliesi di Modugno, Massafra e Borgo Tressanti consegneranno al gruppo Marcegaglia il monopolio della termovalorizzazione in Puglia.
Non capisco cosa vuol dire che responsabilità amministrativa e politica sono separate quando l’amministrazione è dominio della politica e, soprattutto, quando questa ignora non solo le istanze dei cittadini, ma anche i principali strumenti legislativi di cui essa stessa si è dotata (PEAR Puglia, Piano Regionale per la Qualità dell’Aria) e la legislazione nazionale.
Sempre in tema di termovalorizzazione non può infatti passare inosservato che la legge (D.Lgs. 22 del 5 Febbraio 1997) prevede l’utilizzo degli inceneritori solo se inseriti alla fine di un percorso che inizi con una valida raccolta differenziata, nel rispetto delle percentuali previste e che queste percentuali, soprattutto in provincia di Bari, sono ancora lontanissime (raccolta differenziata inferiore al 18% , quando per legge dovrebbe essere al 60%).
Ci sarebbe dunque da aspettarsi un ripristino della legalità PRIMA della proposta della costruzione di impianti di termovalorizzazione, poiché non può chiudersi un ciclo dei rifiuti che di fatto non si è mai aperto.
Vi informa che, a proposito di “impatto ambientale minimo”, qualcuno dovrebbe suggerire al Presidente Vendola di leggere i progetti degli impianti autorizzati (non ho capito bene se dal politico o dall’amministratore). In quello dell’inceneritore di Modugno gli stessi proponenti scrivono (paragrafo 4.4.2 dello S.I.A): “sebbene l’impianto in progetto abbia adottato le migliori tecnologie di combustione e di trattamento delle emissioni, le emissioni di inquinanti determineranno un’interferenza significativa e permanente a livello locale”.
Qualcuno dovrebbe anche ricordare al Presidente Vendola che quell’impianto emetterà i suoi inquinanti in un territorio che ARPA Puglia ha definito “da risanare” (PRQA Regione Puglia) e che la stessa agenzia, in fase di conferenza di servizi, ha espresso parere negativo alla costruzione dell’impianto, finalizzando il suo parere al bene comune ed al rispetto per la salute dei residenti.
Vi informo che i cittadini non sono né politici né amministratori, ma sanno perfettamente cosa sia il bene comune.
Vi informo, infine, che sono molto incazzato, come la maggior parte dei pugliesi.


























