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Archive for raccolta differenziata

kitemmuort

Ieri sera il sindaco di Ostuni Tarzanella in consiglio comunale si è dilungato in un sermone intriso di tanta ignoranza che, qualora ve ne fosse bisogno, spiega in maniera chiara ed inequivocabile il perchè Ostuni è nelle disastrose condizioni in cui si trova.

Sulla questione rifiuti e raccolta differenziata ha raggiunto poi l’apoteosi. Di fronte al totale fallimento nell’organizzazione e gestione di questo importante servizio, invece di assumersi le sue responsabilità e chiedere in primo luogo scusa alla cittadinanza tutta e poi  l’aiuto a chiunque fosse in grado di fornire un contributo per uscire dal totale stato di caos in cui ci si è impantanati, ha preferito fossilizzarsi sulle sue infondate convinzioni che sono la causa dei problemi che la città bianca sta avendo in fatto di raccolta dei rifiuti. Come dire che toccato il fondo invece di dare un colpo di reni per ritirarsi su si preferisce scavare.

E allora si continua a sostenere che la strategia Rifiuti Zero è utopia, una favola, senza sapere che solo in Italia sono centinaia i comuni che hanno adottato questa strategia dimostrando, come ho detto già migliaia di volte, che i benefici non sono solo di tipo ambientale ma anche e sopratutto economici, diminuendo considerevolmente i costi a carico del comune e quindi dei cittadini e creando numerosi posti di lavoro.

Ostuni 5 Stelle in questi ultimi periodi ha organizzato due eventi sull’argomento, affrontandolo da un punto di vista tecnico-scientifico, portando ad esempio comuni virtuosi che hanno intrapreso quella strada e mostrando i risultati ottenuti. A questi incontri (in)formativi non si è rilevata la presenza ne del sindaco, ne tanto meno dell’assessore all’ambiente. Forse, e dico forse perchè poi vi sono anche dei limti cognitivi che impediscono di comprendere semplici principi, se vi avessero partecipato un minimo dubbio che gestire i rifiuti correttamente senza far diventare la città una discarica a cielo aperto, raggiungendo percentuali di raccolta differenziata superiori al 80% con costi inferiori all’attuale e creando, al contempo, posti di lavoro sia possibile gli sarebbe venuto.

Invece no, si preferisce sbandierare i soliti vessilli ed utilizzare i numeri come più fa comodo. “Abbiamo raggiunto il 70% di raccolta differenziata” ripetuto più volte come un mantra forse più per convincere se stesso che gli altri. Un 70% de che? Di quanto raccolto, certo. Ma tutti i rifiuti non raccolti e dispersi nel territorio, non li vogliamo contare? Basterebbe, come ho già detto, osservarli i numeri ed analizzarli, non sbandierarli e allora ci si accorgerebbe che come per incanto il totale dei rifiuti generalmente prodotti ad Ostuni è magicamente calato di 1/3. Si tratta di circa 500 mila Kg di rifiuti ogni mese di cui non si ha alcuna traccia. Sono quelli che non vengono rititrati e che sono, appunto, dispersi nel territorio. Se si dovessero contare anche quei rifiuti ecco che la percentuale calerebbe al 35-40% che è la stima che feci un paio di anni fa nelle mie osservazioni al piano industriale dei rifiuti.

Ma ammettere i propri sbagli ed assumersene la relativa responsabilità non è certo caratteristica del sindaco di Ostuni che piuttosto si attorciglia in contorti discorsi arrivando a dire che aver previsto solo tre operatori per ritirare i rifiuti dell’intera area rurale (un territorio enorme con numerosissime abitazioni sparse qua e la) è stato un errore di calcolo, mentre in realtà è il frutto del lavoro di chi non sa proprio contare.

Non parliamo poi delle bandiere e delle velette sbandierate in continuazione per coprire le proprie vergogne e di cui ho parlato più volte. E, infine, taciamo pure (sarebbe come sparare sulla croce rossa) su una “opposizione” incapace persino di rispondere a tali assurdità.

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Continuo a  non trovare alcuna spiegazione alla drastica ed improvvisa diminuzione della quantità totale dei rifiuti prodotti dai cittadini di Ostuni che si registra da quando si è avviato il servizio di raccolta differenziata. Un caso davvero strano che, temo, quando se ne conoscerà la causa non rivelerà nulla di buono.

A mancare all’appello sono circa 500 tonnellate di rifiuti, pari ad un terzo del totale dei rifiuti generalmente prodotti nella città bianca. Che fine hanno fatto? I dati non me li invento ne li ipotizzo ma li rilevo dal sito rifiutiebonifica.puglia.it ove vengono inseriti i dati mensili forniti dallo stesso comune di Ostuni. Sullo stesso sito si trovano anche i dati relativi agli anni passati (sino al 2007) e così se si paragonano i numeri ecco che ci si accorge subito del drastico ed imponente calo della quantità totale dei rifiuti raccolti. Calo rilevabile appunto negli ultimi tre mesi, ovvero da quando è stato avviato, con vergognoso quanto ingiustificato ritardo, il servizio di raccolta differenziata porta a porta.

Bene, dirà qualcuno. Vuol dire che il servizio funziona. Beh direi che se ad Ostuni si è riusciti ad inventare una raccolta differenziata in grado di diminuire di oltre il 30% la quantità di rifiuti prodotti, questa deve essere resa nota al mondo intero perchè sarebbe una assoluta ed eccezionale novità. Purtroppo temo che invece la spiegazione sia altrove. La raccolta differenziata in se non ha effetti sulla produzione dei rifiuti, solo nei casi di applicazione della tariffa puntuale, ovvero commisurata alla quantità di rifiuti prodotti, si può riscontrare un calo nel medio lungo periodo, ma di sicuro non così imponente a meno che non si siano associate con intensità e costanza altre iniziative volte a incentivare la diminuzione dei rifiuti (porta la sporta, pannolini lavabili, mercatini del riuso, ecc), tutte cose che a Ostuni non solo non sono state mai fatti ma, ne sono certo, i nostri amministratori non sanno manco cosa siano.

E allora che fine hanno fatto queste 500 tonnellate di rifiuti? Possiamo fare diverse ipotesi nessuna delle quali  dimostrabili concretamente, ma di sicuro possiamo affermare che semplicemente non sono scomparsi ma andati a finire da qualche altra parte. Detto questo possiamo anche dire che considerando la quantità di questi rifiuti scomparsi dovremmo ridimensionare di molto le percentuali di raccolta differenziata di cui si vanta il Sindaco appena rientrato nelle sue funzioni un poco “deluso” per non essere riuscito a prendere il treno per Roma.

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Da un paio di mesi ad Ostuni è paritito il servizio di raccolta differenziata con associati non pochi disagi, ma a vedere i primi dati sembrerebbe un successo. Già, sembrerebbe, perchè a parte i dati sbandierati a reti unificate dall’amministrazione comunale ci sono delle stranezze nei numeri reperibili sul sito rifiutiebonifica.puglia.it che non riesco davvero a spiegarmi.

I numeri che più mi lasciano perplesso sono la quantità totale dei rifiuti inspiegabilmente diminuita di circa il 30%. Com’è possibile? Dove sono finiti quelle centinaia di migliaia di chili di rifiuti? Il compostaggio domestico imposto nell’area rurale, interessando un piccola parte della popolazione, non può certo spiegare questa importante diminuzione.

La cosa più probabile è che quei rifiuti siano stati conferiti altrove: nei cassonetti di altri comuni e, in piccola parte, abbandonati da qualche parte in una delle tante isolette “ecologiche” abusive nel territorio ostunese. Difficile dare una diversa spiegazione al fenomeno.

Lo scorso anno la produzione dei rifiuti ad Ostuni, tolti i tre mesi estivi in cui si quintuplica la popolazione, è stata di oltre 1 milione e 600 mila Kg al mese e la quantità di rifiuti è in costante aumento da diversi anni. Dai dati pubblicati in questi ultimi mesi, invece, la quantità di rifiuti prodotti scende “miracolosamente” a poco più di 1 milione di Kg. Adesso se un calo può, per svariati motivi compreso il compostaggio domestico, essere giutificabile non lo può essere invece con queste dimensioni. Bisogna quindi darsi spiegazioni diverse, tipo quelle già esplicitate sopra.

Detto questo sarebbe anche da verificare la quantità di rifiuti che effettivamente viene avviato a riciclo dopo la verifica dei vari consorzi e quella che, invece, poi si avvia a smaltimento in discarica o inceneritori. I rifiuti ritirati infatti vengono portati ai vari consorzi ed impianti dove vengono sottoposti a controllo e, ulteriore separazione, per eliminare impurità ed errori di conferimento. Quando le impurità e/o gli errori di conferimento sono tali da non consentire l’avvio a riciclo del materiale questo viene smaltito in discarica o altri impianti con spese a carico dell’amministrazione comunale.

In conclusione, se va tirato un sospiro di sollievo per l’avvio della raccolta differenziata nella città bianca seppur con decennale ritardo, per avere dati reali e concreti su cui poter fare analisi ed esprimere giudizi ci tocca aspettare ancora un bel pò di tempo.

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A dirla tutta l’avevano annunciato: dal 1 Ottobre ci sarà una svolta epocale. Noi tutti abbiamo pensato: finalmente anche ad Ostuni la raccolta differenziata. Solo che non abbiamo fatto caso da chi era composto il duo che intonava quella cantilena. Se lo avessimo fatto ci saremmo preparati al peggio che immancabilmente è arrivato.

Già, perchè dopo aver fatto sparire i cassonetti ecco che sono scomparsi anche quelli che i rifiuti li dovrebbero ritirare. A dire il vero più che scomparsi in diverse aree della città, in particolare quella rurale, nessuno li ha mai visti. Ed è così che alla terza settimana dall’avvio del nuovo ed “innovativo” servizio molte utenze, che pagano regolarmente la TARSU, ancora non hanno avuto il piacere di vedere qualcuno che ritiri i propri rifiuti ben differenziati.

Basta farsi un giro per le campagne per vedere bidoni e sacchi variopinti ben ordinati davanti ai cancelli delle abitazioni in attesa di qualcuno che presti loro un minimo di attenzione.

La coppia più bella del mondo tace, ma sopratutto paga coi soldi nostri le ditte appaltanti anche se queste, evidentemente, non rispettano il capitolato d’appalto su cui è stato definito il compenso. Questa situazione, a mio avviso completamente fuori controllo, sta costringendo i cittadini a lasciare i rifiuti in quelle piazzuole e quelle aree ove prima erano allocati i cassonetti. Aree e piazzole che poi verranno ripulite da quelle stesse aziende con costi fuori appalto rigorosamente a carico dei contribuenti.

Per la stampa, però, tutti questi problemi e disservizi non esistono quindi non ne parlano, non sia mai che gli tocca pure criticare Tarzanella già  piazzato sulla liana che, lui spera, lo porterà al parlamento. A far peggio della stampa invece un sito internet di informazione locale che attribuisce tutti i problemi sorti in queste settimane alla scarsa collaborazione dei cittadini. Tutto fuorchè attribuire le responsabilità a chi di dovere. Lo stesso succederà quando, gli scarsi risultati di questo disastrosa organizzazione si abbatterà sul bilancio comunale (ecotassa) determinando una stangata sulla prossima TARSU.

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Con un vergognoso quanto ingiustificato ritardo anche ad Ostuni ieri, 1 Ottobre sarebbe dovuta partire la raccolta differenziata, ma la svolta epocale annunciata a media unificati non è iniziata nel migliore dei modi. Se, in fase di avvio del nuovo servizio, disagi e problematiche varie sono del tutto fisiologiche e prevedibili, il totale flop della fase organizzativa e preparatoria è qualcosa di ingiustificabile e assurdo. Flop che aveva già dato  segnali d’allarme, evidentemente ignorati, quest’estate quando il nuovo servizio aveva interessato la zona costiera.

A tutt’oggi numerose sono le famiglie ancora non in possesso degli appositi contenitori, molte di queste hanno preso d’assalto il centro di distribuzione di Via Tenente Spechia per tornare a casa a mani vuote perchè i contenitori sono finiti! Possibile che non si è stati in grado neanche di quantificare il fabbisogno di questi indispensabili presidi? Possibile che il comune non sia a conoscenza del numero di utenze, non bastava forse contare i nuclei familiari che pagano regolamente la TARSU? Ciliegina sulla torta il mancato ritiro dei rifiuti in alcune zone, in particolare nell’area rurale, dove il problema non è di poco conto se si considera che il ritiro, come da calendario, è settimanale. Insomma se il buon giorno si vede dal mattino, qui siamo ancora in piena notte.

E i primi responsabili di tutto ciò, Sindaco e Assessore, dove sono? L’assessore all’ambiente Santoro che già tre anni fa annunciava l’avvio a giorni della raccolta differenziata non riesce ad andare oltre alle dichiarazioni di rito, conoscendolo già ipotizabile la sua posizione: non ho nulla da rimproverarmi. Del Sindaco invece, super impegnato nell’assicurarsi un poltrona a Roma, leggiamo una dichiarazione “sono sicuro che i cittadini sapranno rispondere al meglio”. Caro Sindaco, ieri come oggi, il problema non sono i cittadini, siete voi.

Categorie : Politica
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Chi ancora oggi nel 2012 pensa di poter organizzare un efficiente servizio di raccolta differenziata utilizzando contestualmente i cassonetti stradali o è un totale incompetente oppure la sua è solo un operazione di facciata e della differenziazione dei rifiuti e del loro avvio a riciclo non gliene frega nulla. La situazione ostunese è la mescolanza di entrambe le situazioni.

Basta farsi un giro su alcune spiagge dove pure sono stati posizionati piccoli contenitori per la raccolta differenziata con a fianco grandi cestini per l’indifferenziato per rendersi conto quanto questi strabocchino mentre i bei cestini colorati definiti isola ecologica son ancora illibati. E basta farsi un giro nel centro abitato per osservare enormi cassonetti che stroboccano di rifiuti emanando un non piacevole lezzo.

Eppure Ostuni si differenzia. Così l’hanno chiamata questa operazione di marketing che associata alle bandiere rilasciate da compiacenti organizzazioni ed associazioni fanno passare l’amministrazione comunale come esempio virtuoso di tutela ambientale.

Poco importa se ai migliaia di bagnanti che si riversano quotidianamente sulle spiagge nessuno ha mai pensato di fornire dei servizi igienici e poco importa se su una costa già abbondantemente cementificata si continuano a costruire inutili villaggi turistici, tanto il blu e i giallo delle bandiere che sventolano sul municipio coprono queste vergogne e sindaco ed assessori, tra salemelecchi vari, possono saltare di sagra in sagra, di palco in palco per i loro vuoti discorsi in un improbabile italiano.

Ostuni non si differenzia affatto. Non si differenzia nella gestione dei rifiuti con percentuali di raccolta differenziata intorno al 10% e non si differenzia nella sua classe politica incapace ed inetta come in tutto il resto del paese.

 

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Due anni fa raccoglievamo le firme a sostegno del referendum per la ripubblicizazione dei servizi idrici e l’assessore all’ambiente di Ostuni, tale Giusppe Santoro (PSI), annunciava in un pubblico incontro organizzato presso la biblioteca comunale che da li a qualche settimana sarebbe stata avviata la tanto attesa raccolta differenziata nella città bianca. Esortava quindi i giovani presenti a farsi portavoci e promotori di questo importante messaggio. Non so se i giovani hanno seguito l’invito fattogli dall’assessore certo è che da allora in tema di raccolta differenziata non è cambiato proprio nulla e la colpa non è certo imputabile ai ragazzi. Semmai è il chiaccherone socialista sempre pronto a riempirsi la bocca di promesse ed impegni, tanto mica è obbligatorio rispettarli, a non aver fatto il lavoro per cui viene mensilmente remunerato.

Tempo fa osservando la dilettantistica attività dell’amministrazione in carica ipotizzai, con forte dose di ottimismo, che le misure messe in atto nella gestione dei rifiuti avrebbero potuto portare ad una percentuale non superiore al 30%. A  vedere i risultati conseguiti non posso che ammettere di essere stato molto ottimista; il 2011 si è chiuso con 10,50 di raccolta differenziata. Se si pensa poi che in realtà non tutto quanto quello che viene differenziato viene poi effettivamente avviato a riciclo ecco che possiamo dire con assoluta certezza che la gestione dei rifiuti da parte di questa amministrazione è a dir poco fallimentare anche se possiamo dire con altrettanta certezza che la poltrona dei due principali responsabili (sindaco e assessore entrambi PSI – ma guarda!) è bella salda al deretano degli stessi.

Va da se che a pagare saranno i cittadini e non solo dal punto di vista ambientale. La sovrattassa prevista per chi non raggiunge le percentuali di raccolta differenziata imposte dalla normativa sarà riversata sulla nota TARSU non certo sullo stipendio di sindaco ed assessori che continueranno ad intascare regolarmente il loro mensile bottino. Ad addolcire la pillola, ne sono certo, ci penseranno i numerosi pennivendoli locali sempre pronti a nascondere le informazioni scomode a questa amministrazione. Tassa più, tassa meno siamo nel paese in cui mai nessuno si assume le responsabilità di ciò che fa. D’altronde c’è sempre dietro l’angolo una bella campagna elettorale e mantenersi nel cilindro delle promesse l’avvio della raccolta differenziata è sempre comodo sopratutto per chi è capace di ipotizzare esclusivamente il nulla condito col niente.

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mar
16

Sporchi da morire

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Il film, Sporchi da morire nasce da alcune domande: è vero che gli inceneritori fanno male? Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando? Quali sono i rischi concreti per la salute? Quali sono i danni provocati dalle nano-particelle emesse dagli inceneritori? Quali sono le possibili alternative?

Con queste domande in testa comincia la ricerca di Carlo A. Martigli, scrittore e giornalista impegnato da sempre in inchieste scottanti.

Il film documenta le sue ricerche su internet che come in un romanzo, improvvisamente diventano reali: interviste, filmati, esclusivi reportage in giro per il mondo, tra l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia, l’Inghilterra e l’Austria che faranno riflettere su un problema indicato da molti esperti come “invisibile inquinamento del nuovo millennio” che riguarderà i nostri figli e le future generazioni.

Sporchi da morire è un progetto italiano molto ambizioso e di ampio respiro internazionale grazie al coinvolgimento di esperti mondiali: il Professor Paul Connett, teorico della strategia “Zero Rifiuti”, il Dott. Stefano Montanari e la Dott.ssa Antonietta Gatti esperti e scopritori delle patologie causate da nano-particelle; la Dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa e membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente, il biologo Prof.Gianni Tamino, Dott. Valerio Gennaro medico oncologo epidemiologo ISDE Italia, il dott. Federico Valerio Responsabile Chimica Ambientale IST di Genova, i sindaci delle città virtuose della Silicon Valley, Palo Alto e Barkeley, il sindaco di San Francisco Gavin Newson, il responsabile del Dipartimento Ambiente di San Francisco Jared Blumenfeld, i rappresentanti dell’IVS Francese – Dr. Calut e Dr. Laffont che sono i firmatari della più importante ricerca mondiale sul tema della pericolosità dell’incenerimento dei rifiuti, il prof. Dick Van Steenis che ha mappato la ricaduta dell’inquinamento sui bambini inglesi e bloccato 16 progetti in costruzione, il Dr.Luft, l’Associazione Rescue Workers Detoxification e la 911 Police Aid Foundation che si occupano delle persone ammalatesi per le inalazioni di nano-polveri dopo il crollo delle torri gemelle (circa 170.000 casi già accertati), i rappresentanti dei comitati nazionali ed internazionali, Padre Alex Zanotelli, Maurizio Pallante del Movimento Decrescita Felice, Greenpeace Italia, e tanti altri.

Un film-progetto al quale hanno già aderito migliaia di persone in tutto il mondo tanto da essere certificato come il film con i titoli di coda più lunghi del mondo i quali saranno presenti, grazie ad un piccolo contatore grafico, fin dai primi minuti del film.

Proiezione in provincia di Brindisi prevista a Torre Santa Susanna il 2 Maggio 2012 Via provinciale per Erchie presso Expo Libri – http://www.sporchidamorire.com

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feb
18

Dilettanti al comune

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Quando degli incompetenti ed incapaci personaggi fattisi Sindaco e Assessore si mettono ad amministrare un comune il minimo che può succedere è che la quotidiana vita dei succubi cittadini si imbriglia di rompicapi e di problemi in cui il districarsi è assai più complicato del soccombere.

La dimostrazione è in atto in questi giorni ad Ostuni in seguito all’avvio della fase sperimentale della raccolta differenziata. Già il solo fatto che si sperimenti la raccolta differenziata, già attuata con successo in numerosissimi paesi italiani e stranieri, è di per se illuminante per inquadrare lo spessore dei protagonisti della vicenda. E’ come se domani un medico si mettesse a sperimentare su alcuni suoi pazienti la tachipirina per vedere se fa scendere la febbre e, in attesa dei risultati di questa sperimentazione, lascia il resto dei suoi pazienti con 40° di febbre.

Comunque, a parte questi particolari, ad Ostuni è in atto una sperimentazione con tanto di delibere che ne determinano l’organizzazione. Ed è proprio in queste delibere che si trovano le prove dell’incompetenza dei nostri amministratori con dirigenti al seguito e i conseguenti rompicapi per la cittadinanza. In queste delibere è, infatti, previsto che i vari contenitori dei rifiuti dati in dotazione agli esercizi commerciali debbano stazionare all’interno dei locali e non all’esterno. Peccato che per questioni igienico sanitarie le disposizioni dell’ASL prevedano l’esatto contrario.

Adesso il malcapitato commerciante si trova ad un bivio, anzi ad un rondò per ricordarci di tutti i girotondi creati in questi ultimi anni nella città bianca. Violare le disposizioni del comune, quelle della ASL o entrambe andando di nascosto a gettare i propri rifiuti in qualche campo o cassonetto del tal quale. Contraddicendo la diffusa idea dell’inciviltà e scarsa coscienza ecologica attribuita ai meridionali, spesso dai meridionali stessi, i commercianti Ostunesi hanno optato per differenziare i rifiuti dando precedenza alle esigenze igienico sanitarie rispetto alle assurde delibere comunali frutto di incompetenza e soprappochezza. Quindi contenitori fuori dai locali e la conseguente ed immancabile multa per aver violato le disposizioni del signor sindaco. Inutile l’aver spiegato ai vigili urbani la situazione e il contrasto presente tra le varie disposizioni emanate dai competenti organi. Le regole, non ragionevoli per definizione, vanno rispettate e così il vigile urbano, dimostrando anch’esso di non essere ragionevole per definizione, verbalizza.

Come andrà a finire la cosa al momento non è dato a sapersi. Attendiamo. nel frattempo l’associazione dei commercianti ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto con l’amministrazione per la risoluzione della problematica cosa che, un amministrazione seria e non gestita da improvvisati dilettanti, avrebbe dovuto fare ben prima di iniziare la raccolta differenziata. Iniziare non sperimentare.

Categorie : Politica
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Il sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella (€ 44.844,96 annue) con il suo assessore all’ambiente, certo Giuseppe Santoro (€. 20.180,16 annue), entrambi in forza al Partito Socialista Italiano nel tenace quanto convinto intento di portare al 60% la raccolta differenziata nella lustra città bianca, hanno emanato con un comunicato le loro innovative direttive:

  • è obbligatorio conferire i rifiuti negli appositi cassonetti presenti sul territorio comunale: carta , vetro, plastica e farmaci scaduti;
  • è vietato conferire tali materiali nei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani;
  • il conferimento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati negli appositi cassonetti è consentito dalle ore 19,00 di ogni giorno sino alle ore 9,00 del giorno successivo.

Minchia signor tenente!

In effetti era ora che anche ad Ostuni si affrontasse questa problematica, l’attuale 8% scarso non è certo un risultato di cui andare fieri per una città su cui sventola la Bandiera Blu che pretende come requisito minimo una differenziata al 10%. Quindi, prima che quelli della Fee si accorgano dell’imbroglio, ecco che i due strateghi da 64 mila euro l’anno, abbandonando la strada della raccolta differenziata porta a porta il cui avvio immininente era stato annuciato dagli stessi personaggi più di due anni fa e che, come dimostrano numerosissime esperienze, è l’unica in grado di dare soddisfacenti risultati e ribadiscono quelle ferree regole da decenni vigenti nel territorio e che hanno consentito il raggiungimento dei “ragguardevoli” risultati sopra citati.

Stiano comunque tranquilli i due illuminati amministratori, da oggi sulle percentuali di raccolta differenziata potranno liberamente sparare le cazzate, oh pardon.., le cifre che vogliono. Non che sia una novità, lo hanno sempre fatto, ma sino a qualche giorno fa avevamo a disposizione i dati ufficiali con cui poterli smentire velocemte. Da oggi invece il sito www.rifiutiebonifica.puglia.it, uno dei rari esempi di trasparenza introdotto in questi anni dalla regione, non è più raggiungibile e saremo costretti a fidarci del duetto socialista.

Un unico dubbio mi rimane. Vetro, carta, plastica e farmaci scaduti sono, almeno secondo la legge, rifiuti solidi urbani e i cassonetti a loro riservati sono, sempre secondo la legge, cassonetti per rifiuti solidi urbani. Quindi se, come imposto dai due strateghi, “è vietato conferire tali materiali nei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani”, dove cazzo li dobbiamo mettere? Io una proposta ce l’avrei, ma oggi non voglio essere volgare.

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