Archive for raccolta differenziata
Dopo essermi riposato e resettato per un paio di settimane avrei voluto riprendere a scrivere partendo da una buona notizia, ma ahimè ho fatto un errore: sono andato a controllare su rifiutiebonifica.puglia.it i dati sulla raccolta differenziata relativi al mese di Luglio e ho visto che la pluripremiata Città bianca ha registrato la sua peggior performance degli ultimi cinque anni con un valore di pochissimo superiore al 4%.
D’altronde è stato un controllo superfluo perchè chiunque ha girovagato per Ostuni in questo periodo ha potuto constatare di persona quanto la gestione dei rifiuti sia vergognosa. Totale assenza di contenitori per la raccolta differenziata; pochi cestini e di piccole dimensioni costantemente traboccanti di rifiuti spesso svolazzanti e sparsi qua e la dal vento; cassonetti ormai in briciole rimpiazzati da altri vecchi cassonetti verdi pieni di immondizia fino all’orlo per la gioia della fauna locale che ha potuto organizzare lauti banchetti; macchia mediterranea e bordi delle provinciali praticamente invasi da rifiuti di ogni genere (organici e non).
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I rifiuti possono diventare un business pulito, una risorsa economica, il punto di partenza fondamentale su cui impostare un ciclo dei rifiuti conveniente sia sotto il profilo ambientale che sotto quello economico.
Ci sono casi in cui definire rifiuti i rifiuti può sembrare un paradosso. Esistono infatti realtà, tra aziende private, amministrazioni locali o consorzi di Comuni, in cui l’immondizia si trasforma in oro. O almeno in euro.Sei storie esemplari dimostrano come i rifiuti che buttiamo, se opportunamente separati, anziché rappresentare un problema o un’emergenza possono tornare a nuova vita sotto forme diverse e rientrare nelle nostre case dalla porta d’ingresso.
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Ricevo e volentieri pubblico un’articolo dell’amico Francesco Sabatelli. Se vi interessa sapere il futuro della gestione dei rifiuti ad Ostuni sappiate che stanno provvedendo ad acquistare nuovi cassonetti stradali in sostituzione degli attuali. Chiunque ha un minimo d’informazione sulla materia sa che la presenza dei cassonetti non solo è incompatibile con la raccolta differenziata, ma addirittura la ostacola. Adesso mi aspetto le solite dichiarazioni del Sindaco che coprirà le sue vergogne sventolando bandiere e vele.
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Quando gettiamo una bottiglia, ci può capitare di pensare che diventerà presto una nuova bottiglia. Non penseremmo mai che da quella bottiglia possa nascere un nuovo edificio. Eppure è possibile.
La Savno (Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale) ha vinto infatti il premio Energy Globe Award, realizzando una struttura interamente costituita da materiali provenienti dalla raccolta differenziata. Si trova in provincia di Treviso, a Conegliano Veneto per la precisione, ed è la nuova sede ecosostenibile del consorzio trevigiano.
Dalla struttura fino ai più piccoli dettagli, ogni parte dell’edificio vincitore del premio è realizzata con materiali riciclabili: travi e pilastri sono in acciaio, materiale riciclato e riciclabile; l’isolamento termo-acustico è realizzato con particolari pannelli in poliestere privi di colle tossiche, ottenuti dal riciclo delle bottiglie di plastica; l’isolamento dei pavimenti si realizza con una fibra di cellulosa prodotta dalla carta riciclata ed i pannelli delle tamponature con scarti di segherie.
Oltre all’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili all’infinito, attenzione al risparmio energetico e di risorse è stata posta anche in fase di progettazione dell’impianto di climatizzazione. L’energia di cui l’edificio si servirà in fase di esercizio, deriva per il 70% da fonti rinnovabili: l’impianto di climatizzazione è infatti di tipo geotermico. Un impianto di raccolta dell’acqua piovana consentirà infine di riutilizzare le acque meteoriche per innaffiare le piante ed alimentare i servizi igienici.
La raccolta differenziata può produrre risultati concreti: da un quotidiano stampato su carta riciclata ad un nuovo edificio, ma bisogna farla invece di far sventolare bandiere e vele.
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5,12%. Questa la percentuale di raccolta differenziata ad Ostuni nel mese di Maggio e mentre a Fasano, che già registra performance migliori rispetto alla città bianca (15%), ha dato il via alla raccolta porta a porta della frazione umida con sconto del 30% sulla TARSU per i cittadini virtuosi, nella città dove sventolano bandiere e vele l’assessore all’ambiente, che il 24 Aprile in occasione di un convegno sugli orti periurbani annunciava l’avvio a giorni della raccolta differenziata porta a porta, prima rinvia tutto all’inizio di Luglio e poi all’anno nuovo.
Nel frattempo naturalmente grazie a famose organizzazioni ed associazioni Ostuni appare come la paladina dell’ambiente, nessuno dice nulla sulla gestione dei rifiuti ne tanto meno sulla cementificazione del territorio che dovrebbero essere i primi parametri da valutare per giudicare l’impronta ecolgica e quindi la tutela dell’ambiente di un amministrazione.
Vale la pena anche ricordare che una gestione virtuosa dei rifiuti con la raccolta porta a porta, il riciclo ed il recupero del materiale oltre a pesare meno sulle casse comunali crea numerosi posti di lavoro in più rispetto ai sistemi tradizionali. Cosa che, soprattutto in questo periodo di crisi e tagli, di certo non guasterebbe.
Ma evidentemente l’amministrazione comunale di Ostuni non reputa particolarmente importanti questi aspetti, se così fosse si sarebbe attrezzata già da tempo. Vi sono paesi che hanno raggiunto percentuali di differenziazione superiore al 90% già da un decennio dimostrando coi fatti e coi numeri quanto ho appena scritto.
Naturalmente i mezzi d’informazione fanno il loro dovere di servi. Se leggete i giornali o vedete le Tv locali avrete certamente potuto trovare numerosissimi servizi sull’attribuzione della bandiera blu e delle 5 vele, ma di certo nessuno ha mai pensato di riportare i veri dati sulla pesante impronta ecologica perpetrata dal comune di Ostuni con cementificazione e pessima gestione di rifiuti.
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Sono molto dispiaciuto per i cittadini di Colorno, un paese di circa 10 mila abitanti in provincia di Parma, perchè la loro cittadina non è amministrata da persone di alto profilo e spessore come quelli che si ritrovano qui ad Ostuni nella squadra di Tarzanella & Co.
Se avessero questa fortuna potrebbero vincere una mountan bike dal valore di circa 100 euro portando plastica, vetro o carta all’isola ecologica incrementando così la raccolta differenziata del proprio paese dello 0,38%. Se avessero questa fortuna potrebbero ammirare la splendida zona degli orti periurbani, o meglio quel che ne rimane, circondata da numerosi parcheggi sicuri che nel caso non potessero essere utilizzati per un qualche motivo potrebbero contare su un consigliere di opposizione subito pronto a protestare inutilmente. Se avessero questa fortuna avrebbero la possibilià di percorrere inutili strade per andare dal nulla al niente e gratificarsi pensando al fatto che sono costate diversi milioni di euro. Se avessero questa fortuna potrebbero prendere una sdraio ed un ombrellone e appostarsi comodamente in piazza ad ammirare la Bandiera Blu e le 5 vele che sventolano sul municipio, evitando così di andare a cercare spazio su splendide spiagge già interamente occupate da rifiuti vari.
Invece si ritrovano con amministratori locali visionari che parlano di Comuni Virtuosi e così niente muontan bike, ma la raccolta differenziata porta a porta che purtroppo crea posti di lavoro. Una quarantina di addetti in più per poter soddisfare queste voglie virtuose. Ma visto che piove sempre sul bagnato, il Comune ha pure registrato risparmi nella gestione dei rifiuti; non dovendo pagare per smaltirli e potendo vendere il materiale (plastica, vetro, carta, acciaio, etc.) ha potuto abbassare la tariffa a carico dei cittadini. Tutto questo invece di distribuire biciclette. Vergogna!!! Naturalmente niente parcheggi tra gli orti periurbani diffusissimi nelle scuole, così come molto diffusi sono i mercati del contadino riservati ai piccoli produttori e negozi effecorta ove trovare numerosi prodotti a Km zero. Tutte iniziative che stimolano e favoriscono l’economia locale e di conseguenza creano occupazione, pensa si sono persino inventati l’obbligo per chi fornisce il servizio di mensa scolastica di acquistare i prodotti ortofrutticoli dai produttori locali, nonchè la possibilità di utilizzare anche i prodotti coltivati dagli studenti. Parcheggi? Da quelle parti sono capaci di parlare solo di mobilità sostenibile.
Proprio sfigati questi di Colrno non hanno neanche una classe politica che se la sbriga da sola, che accontenta l’amico o la lobby di turno, quella in grado di garantire un tot di voti. Stanno sempre a chiedere ai cittadini come amministrare la cosa comune tramite incontri, dibattiti e altre strane cose che chiamano istituti della Partecipazione. Nemmeno il bilancio sono capaci di farsi da soli, da anni si ostinano col bilancio partecipato dovendo così definire insieme ai propri concittadini come e dove spendere i loro denari. Assurdo.
Ma ora sti politici “virtuosi” stanno proprio esagerando. Sapete cosa hanno intenzione di fare? Hanno deciso di dare in usufrutto gratuito i tetti di alcuni edifici pubblici (municpio, scuole, asilo, cimitero, etc) a soggetti privati per farci sopra degli impianti fotovoltaici per la produzione di energia rinnovabile e pulita, veramente pulita: Energia che sarà poi consumata negli stessi edifici in cui è prodotta. Sapete cosa vuol dire tutto questo? Che il comune per quegli edifici non dovrà sborsare più neanche un euro per la bolletta elettrica e senza alcun investimento iniziale, perché il costo dell’impianto è a totale carico del privato che lo realizzerà, che potrà guadagnare vendendo l’energia prodotta in eccesso. Economia che si muove, Comune che genera risparmi e quindi libera risorse per altro, creazione di posti di lavoro. Pensate, se invece potevano contare su Tarzanella & Co…..
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Si è conclusa sabato 15 maggio Isola l’Indifferenza il concorso a premi sulla raccolta differenziata che il comune di Ostuni organizza ormai con periodicità e costanza nonostante i risibili risultati. La classifica finale è stata puntualmente pubblicata sul sito istituzionale, d’altronde le cose importanti (delibere, determine, bandi, etc) non le pubblicano quindi con qualche cosa dovranno pure riempire quegli spazi. I bravi utenti che hanno partecipato a questa competizione si aggiudicheranno importanti premi: una mountan bike per i primi 25, un set di pile ricaricabili con caricatore per chi si è piazzato tra il 26° e il 50° posto ed infine un lettore mp3 per premiare i concorrenti fino al 75° posto.
Preparatevi alla grande parata delle dichiarazioni dei politici, in primis Sindaco e assessore all’ambiente che davanti a giornalisti distratti e a corto di domande declameranno a gran voce il successone di questa iniziativa a dimostrazione della forte attenzione a queste tematiche ad al forte impegno di questa amministrazione che hanno permesso il raggiungimento di risultati insperati. Cominceranno a ringraziare tutta la cittadinanza per l’entusiastica partecipazione (156 utenze) per poi sviscerare i numeri di questa importante e determinante iniziativa: 38 mila Kg di rifiuti reciclati in sei mesi (il tutto è iniziato a metà Novembre 2009) di cui 5.500 di plastica, 10.800 di vetro e 22.000 di carta. E tutto questo passerà come un gran successo grazie alle capacità comunicative dei nostri illuminati amministratori e a degli organi d’informazione che ormai si limitano a riportare le dichiarazioni e i comunicati stampa senza scavare un poco la notizia per cercare di fornire un’informazione giusta e completa.
Allora cercherò io nel mio piccolo di fornirvi alcune informazioni che potranno farvi comprendere un pò meglio quanto utili siano queste inziative. Innanzitutto potete constatare che la partecipazione della cittadinanza è minima, per non dire nulla. Infatti, solo 156 utenze domestiche hanno partecipato e se contate che ad Ostuni vi sono più di 30 mila residenti e di conseguenza qualche migliaio di utenze è facile dedurre che si tratta di quattro gatti. Ma la cosa più ecclatante è sulla quantità di rifiuti reciclati, quantità che verrà fatta passare per considerevole, una quantità che nessuno si sarebbe mai aspettato. Ebbene sapete quanto rappresentano in percentuale quei 38 mila Kg di rifiuti differenziati?
Lo 0.38% !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lo zero virgola qualcosa, nel paese delle bandiere blu e delle 5 vele, nel paese che dopo le dichiarazioni del nostro sindaco e del suo socio assessore verrà definito un comune virtuoso nella gestione dei rifiuti. Lo zero virgola qualcosa.
Sapete quant’è la quantità di rifiuti prodotta in un anno nel nostro comune? Oltre i 20 MILIONI di Kg! Isola l’indifferenza è durata circa sei mesi quindi per riflesso possiamo dire che in questo periodo ad Ostuni si sono prodotti circa 10 MILIONI di Kg di rifiuti. Su questa quantità i fantastici 38 mila Kg corrispondono esattamente allo 0,38%, ovvero al nulla. Un vero e proprio successone peccato per tutti gli altri comuni che non disponendo di personaggi del calibro di Tarzanella & Co. non potranno mai replicare queto tipo di illuminate e lungimiranti iniziative.
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Continuano le pubblicitarie dichiarazioni dell’assessore all’ambiente di Ostuni. Dopo aver annunciato sui giornali che dal 24 aprile sarebbe stato in prima linea a raccogliere le firme a sostegno della capagna referendaria Acqua Pubblica (stiamo provvedendo ad inviare la segnalazione a “Chi l’ha visto?”), Sabato scorso in un pubblico dibattito sulla riqualificazione degli orti periurbani tenutosi alla biblioteca comunale ha affermato che ad Ostuni nei prossimi mesi verrà avviata la raccolta differenziata porta a porta.
A parte la latitanza dell’assessore ai banchetti per la raccolta delle firme come se queste si potessero magicamente materializzare dopo i suoi proclami, pure sulla raccolta differenziata possiamo porci dei doverosi dubbi. Infatti affinchè quanto dichiarato possa vere anche solo un piccolo lumicino di verità ci dovrebbe essere da qualche parte un atto, un documento, una delibera o meglio un capitolato d’appalto che lo preveda. Forse, come per le firme, l’assessore pensa che basti la sua parola affinché i cittadini separino tutti i loro rifiuti e la ditta che gestisce la raccolta adatti il proprio lavoro, i propri mezzi ed il numero degli operatori per poterlo accontentare. Forse l’assessore si scorda che affinché tutto questo si realizzi ci vogliono degli atti concreti regolarmente approvati dai competenti organi istituzionali, siano essi la giunta o il consiglio comunale. Forse bisogna che si acquistino e si distribuiscano tra i cittadini le varie buste o contenitori dove introdurre i vari materiali, forse bisogna definire un calendario preciso per la raccolta dei vari materiali e forse bisogna anche che la ditta che gestisce il servizio incrementi il numero di personale per poter far fronte a questa nuova organizzazione.
Se tutto questo si potesse riscontrare, anche solo parzialmente, in qualche atto del comune sarei il primo a fare i complimenti all’assessore e all’amministrazione, ma purtroppo non è così. La realtà è che non c’è alcuna traccia di tutto questo, probabilmente è nei programmi futuri, me lo auguro, ma al momento rimangono solo belle dichiarazione a cui naturalmente i giornali locali hanno dato il doveroso risalto. Peccato che lo stesso risalto non lo dedichino alla reale situazione: 9% di raccolta differenziata. Una vera e propria vergogna in un comune e in un ATO che continua a spendere parecchio denaro pubblico per sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità del riciclo ma che nulla fa per organizzare un efficiente raccolta differenziata. Una vera e propria vergogna per un comune che continua a sventolare bandiere blu e 5 vele quali simboli di una politica ambientalista e sostenibile per mascherare gli scempi e l’inquinamento che provoca.
Tutto ciò dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, la vera concretezza dell’azione di questa amministrazione.
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L’amministrazione di Ostuni da anni giustifica la pessima gestione della raccolta dei rifiuti e il non avvio della raccolta differenziata attribuendo tutte le responsabilità all’ATO, ovvero un consorzio di comuni che dovrebbe, tramite un unico mega appalto, organizzare la raccolta e la gestione dei rifiuti solidi urbani nei comuni afferenti: per l’ATO BR1 praticamente tutti i comuni che si affacciano sulla costa da Fasano a San Pietro V. passando appunto per la città bianca. Prima ci dicevano che erano in attesa che si espletasse la gara d’appalto appositamente indetta, poi che c’erano problemi perchè alcune aziende escluse avevano deciso di fare ricorso (cose che capitano in un paese dove ancora sopravvive qualche diritto), infine, una volta conclusi tutti gli iter giudiziari a favore della ditta vincitrice ecco che l’ATO si sveglia e gli chiede di dimostrare immediatamente la capacità di far fronte agli obblighi presi diversi anni prima e previsti nel capitolato predisposto; non mi è molto chiaro come sono andate esattamente le cose ma sappiamo che alla fine l’ATO ha revocato l’assegnazione dell’appalto alla ditta vincitrice.
Quindi riassumendo per anni abbiamo aspettato che si espletasse la gara d’appalto poi, con tutti gli amministratori locali che si lamentavano per questo compreso il nostro Tarzanella, abbiamo aspettato che si concludessero le contreversie legali tra le ditte partecipanti al bando, quando tutto è finito e finalmente L’ATO BR1 poteva iniziare a fare l’unica cosa per cui è stata creata (e per cui è pagata) ecco che la stessa revoca il tutto e ci dice che bisogna ricominciare da capo, ovvero rifare la gara d’appalto e, già che ci siamo, anche il relativo capitolato.
Quanto ci è costato tutto questo non è chiaro. Abbiamo un ente (ATO) costituito da anni che di fatto non serve a nulla non potendo espletare l’unica funzione che gli spetta ma al contempo è dotata di tutti i funzionari e gli addetti che gli spettano. Troviamo un Presidente (il sindaco di Brindisi), un VicePresidente (il sindaco di Ostuni) ed un cospiquo gregge di funzionari vari tra cui è possibile individuare anche il dirigente dell’ufficio ecologia di Ostuni. Potete stare sicuri che tali incarichi non sono gratuiti anche se ancora non so indicarvi le cifre che percepiscono visto la difficolta a reperire documentazione di questo fantomatico ente.
A parte tutto questo spreco di soldi, risorse e tempo rimane il fatto che i Comuni non possono sottrarsi alle proprie responsabilità sia perchè una classe politica lungimirante avrebbe dovuto cominciare ad organizzare un efficente sistema di raccolta differenziata molto prima che venissero inventate le ATO, sia perchè proprio per come sono andate le cose un sindaco con un minimo di intelligenza e rispetto ambientale avrebbe già da tempo abbandonato la ATO e provveduto con le sue forze e capacità. E a chi dice che non si può fare gli ricordo che già molti sindaci hanno intrapreso questa strada con determinazione e, bisogna dirlo, ottimi risultati. Solo che dalle nostre parti nei politici è raro trovare sia l’intelligenza sia il rispetto ambientale, ma soprattutto qualcuno che abbia l’onestà di rinunciare a lauti compensi per non fare nulla.
Il prefetto di Caserta Ezio Monaco ha diffidato il sindaco di Camigliano Vincenzo Cenname a trasmettere nel giro di pochi giorni, alla società provinciale che gestisce la raccolta dei rifiuti, gli archivi della Tarsu e della Tia.
Se questo non avverrà, sarà nominato un commissario e al contempo avviata la procedura di scioglimento del consiglio comunale.
Un’eventualità che tuttavia non fa cambiare idea al sindaco che, puntando sulla concreta attuazione di politiche sostenibili, ha ottenuto l’inserimento dell’ente che amministra nell’elenco nazionale dei comuni virtuosi grazie soprattutto alla realizzazione di progetti innovativi e mirati al risparmio dell’energia e delle risorse finanziarie.
Il Comune di Camigliano ha sempre gestito la raccolta differenziata in maniera diretta, con mezzi e personale propri.
“Una scelta – sottolinea il sindaco – che ha garantito il raggiungimento di notevoli percentuali di rifiuti differenziati nel nostro paese. Un risultato eccellente, nonostante le mille difficoltà legate all’esigenza di dover trasportare fuori regione, e quindi con investimenti notevoli, la frazione umida dei rifiuti”.
E i costi di gestione? “E’ da ormai quattro anni – informa Cenname – che la tarsu non subisce aumenti e per di più tutte le spettanze sono state liquidate senza che siano stati accumulati debiti”.
Nel maggio 2009 il Comune di Camigliano ha approvato la rescissione dal consorzio unico di bacino delle province di Napoli e Caserta che ha anche impugnato la delibera in questione. Il Tar della Campania tuttavia non ha accolto il ricorso del consorzio, avallando pertanto la giusta decisione del Comune.
“Alla luce di tutto ciò – sostiene Cenname – non ritengo giusto, nell’interesse economico e gestionale dell’ente, che dall’alto si imponga di modificare la gestione della raccolta dei rifiuti in uno dei pochi comuni del Casertano dove il servizio è stato attuato con efficienza e costi contenuti”.
Pronto a rinunciare al proprio ruolo di sindaco pur di difendere i diritti dei cittadini. “Qualora la parte politica – scrive Cenname al prefetto – dovesse essere esautorata di quel poco potere decisionale che ha circa l’implementazione di servizi come la raccolta differenziata, allora non avrà più senso l’esistenza di alcun organo politico comunale e per questo, considerato che la politica non costituisce affatto un mestiere, sono pronto a consegnare il mio mandato amministrativo”.
L’Associazione dei Comuni Virtuosi condanna l’atteggiamento incomprensibile della Prefettura in questione e chiede di fare un passo indietro: il Comune di Camigliano rappresenta un modello da seguire e premiare, non certo un ente pubblico da mettere sotto commissariamento.
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In questo ultimo periodo abbiamo parlato dei pozzi petroliferi, di come questi distruggerebbero irrimediabilmente il nostro territorio, ma c’è un sistema più silenzioso per avvelenare la nostra terra, la nostra aria, il nostro mare e le nostre riserve idriche, un sistema di cui non si parla, una vergogna nascosta dietro le bandiere blu e le 5 vele: i rifiuti.
Il 2010 è iniziato in piena tradizione, dopo aver finito l’anno con una media di differenziata al 9%, Gennaio registra un calo delle performance che si fermano all’8%, a dimostrazione dell’assoluta inefficacia di quelle cazzo di raccolte punti organizzate all’isola ecologica. Raccolte punti realizzate coi soldi che dovrebbero essere destinati alle campagne di educazione ambientale e che invece servono a regalare gadget ai soliti utenti. Iniziative che si ripetono ogni anno e come ogni anno non danno alcun risultato, anzi distolgono risorse ed impegnano personale che potrebbe essere utilizzato per ben altro, come ad esempio rispettare il capitolato d’appalto in vigore e scaricabile dalla sezione documenti. Se errare è umano, continuare a perseverare su queste strade può essere definito diabolico anche se personalmente preferisco il termine demenziale.
Vale la pena ricordare che da anni l’assessorato all’ambiente, fautore di queste grandi imprese e di questi vergognosi risultati, è in mano a rappresentanti del Partito Socialista, quello del Sindaco che piazza sempre in questo ambito suoi fedellisimi. Non sia mai che ci capiti qualcuno che all’ambiente veramente ci tiene. Quindi questi pezzi da novanta che nei discorsi si presentano come i Don Chishotte dell’ambiente, che in taluni casi si scagliano addirittura contro la cementificazione del territorio (quella permessa e favorita proprio dal loro sindaco), non riescono neanche lontanamente ad ipotizzare che le loro inziative sulla raccolta differenziata non servono a un cazzo, che sono solo una perdita di tempo e di risorse pubbliche.
Se l’installazione di pozzi petroliferi di fronte alle nostre coste ci spaventa, di una bella discarica nelle nostre campagne che ne dite? E si cari miei, se qui non si da una svolta decisiva questo sarà il risultato. Le discariche attualmente in uso hanno superato da tempo i loro limiti di capacità. In barba al termine Ecologia che impera nel dibattito politico e nei siboli dei partiti continuano a rilasciare proroghe su proroghe, ma arriverà il giorno che nonostante l’ennesima proroga in quelle discariche non ci caccerà manco più uno spillo. E allora ecco che i cassonetti stradali non potranno essere svuotati e montagne di rifiuti si formeranno nelle nostre vie. La puzza, gli incendi, i ratti costringeranno i nostri illuminati amministratori a trovare soluzioni immediate e dato che siamo amministrati da grandi geni pieni di idee possiamo già immaginare cosa faranno: destinare a discariche le vecchie cave in disuso.
E adesso domandatevi: quante cave in disuso abbiamo nel nostro territorio?



















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