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Archive for puglia

Categorie : 5 stelle
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iltaglietto

Ve la ricordate Zero Privilegi Puglia, la proposta di legge su cui abbiamo raccolto circa 20 mila firme che prevedeva il dimezzamento degli stipendi dei consiglieri regionali? Vi ricordate che è stata bocciata all’unanimità perchè, a dire dei consiglieri regionali, avevano appena approvato una loro legge sui tagli ai costi della politica regionale che prevedeva maggiori risparmi rispetto alla nostra? Ne ho parlato qui -> link

A distanza di qualche mese possiamo passare dai titoloni dei giornali che riportavano fedelmente le dichiarazioni dei politici senza andare a verificare se corrispondessero al vero ai numeri, quelli veri che dimostrano inequivocabilmente l’entità di quei tagli.

Lo stanziamento a bilancio per i costi della politica pugliese nel 2012 (stipendi, rimborsi vari, ecc) ammontava alla modica cifra di € 31.194.527,71 mentre la stessa voce per il bilancio 2013 risulta essere di € 30.924.540,25. Fatti due veloci calcoli, anche il più disattento dei giornalisti potrebbe accorgersi facilmente che il risparmio annuo è di circa 200 mila euro e magari, con un minimo di senso del dovere, fare pure qualche articolo evidenziando l’ennesima presa per il culo. Dove sono finiti quei 4,5 milioni di euro di risparmi annunciati a reti unificate mesi fa? Perchè nessun giornalista ne chiede conto, ivi compreso quello della zabetta del mezzogiorno che qualche settimana fa ha puntato i fari sulla diaria dei parlamentari 5 stelle?

Se tutto ciò non vi bastasse, vi informo anche che la casta pugliese sta pure procedendo a definire gli ammontari dei propri vitalizi. In primis l’attuale Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna (SEL) che ha maturato un bel vitalizio di 9.724,81 € lordi al mese. Stessa cifra per Rocco Palese del PDL. Ecco, di certo possiamo affermare che il vitalizio non è argomento “divisivo”.

Bilancio 2012 -> Link

Bilancio 2013 -> Link

Vitalizio Introna -> Link

Vitalizio Palese -> Link

Categorie : Politica
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Olivi addio

Al Gent.mo Dott. Fabrizio Nardoni

Ass. alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia

Lungomare Nazario Sauro 45, Bari, 70121

 P.C. Gent.ma Dott. Angela Barbanente

Ass. Qualità del territorio, Assetto del Territorio, Beni Culturali, Urbanistica

Via delle Magnolie 6,8 – Modugno Z.I. – Bari

 

OGGETTO: LEGGE REGIONALE 11 aprile 2013, n. 12 “Integrazioni alla legge regionale 4 giugno 2007, n. 14 (Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali)”.

 

La nostra Associazione intende richiamare la sua attenzione sui gravi danni che con certezza saranno causati al patrimonio degli olivi monumentali pugliesi dall’applicazione delle recenti modifiche apportate alla legge regionale n.14/2007 con l’approvazione della L.R. 12/2013.

Sottolineiamo che lo spirito della legge 14/2007 era (e sarebbe dovuto restare) quello di tutelare gli olivi monumentali come “elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale” (art.1 comm. 1), mentre le modifiche recentemente adottate vanno esattamente nella direzione opposta.

Le Associazioni che, come la nostra, sono rimaste inascoltate, avevano segnalato già da tempo che le modifiche avrebbero favorito soltanto la speculazione edilizia e le lottizzazioni, come si evinceva chiaramente dalla lettura della relazione accompagnatoria che evocava “diritti acquisiti dai privati relativamente, ad esempio, alle aree edificabili, alle lottizzazioni, o al diritto degli imprenditori agricoli di fare reddito e, quindi, di poter riconvertire l’azienda”, facendo così finta di non sapere che la legge operava già da anni e che quindi gli eventuali diritti acquisiti in precedenza da parte di chiunque erano già stati salvaguardati.

In sostanza le modifiche recentemente approvate alla legge 14/2007 consentono l’espianto di olivi monumentali dislocati in aree periurbane, nelle quali era prevista la possibilità di edificare in conformità a piani attuativi di strumenti urbanistici generali adeguati alla legge regionale 31 maggio 1980, n. 56, riportando così l’attenzione all’ambiente e al paesaggio a quella di oltre 30 anni fa, derogando alla più severa previsione di edificabilità inserita nella legge 14/2007, limitata ad “opere i cui procedimenti autorizzativi siano stati completati alla data di entrata in vigore della presente legge”.

Ci risulta che mai nella Commissione tecnica che opera per l’applicazione della legge siano state bocciate proposte di miglioramento aziendale presentate da agricoltori, i quali in genere sono stati i più attenti e solleciti a documentare correttamente le loro richieste di autorizzazione secondo i dettami dell’art.13 della legge.

La Commissione ha sempre evaso anche tutte le richieste di edificazione pervenute (opere i cui procedimenti autorizzativi erano già stati completati alla data di entrata in vigore della legge: art. 11), bocciando soltanto quelle non in linea con i dettami della legge, non fondate e non documentate, presentate in genere da speculatori che nulla hanno a che fare con l’agricoltura.

Sono quelle che si vogliono favorire ora: citiamo ad esempio alcuni piani di lottizzazione, tecnicamente assurdi se non ridicoli, presentati – o che saranno ripresentati – da società i cui legali rappresentanti sono giovani e sconosciute imprenditrici rumene, polacche, russe.

Gli attacchi e le insofferenze alla legge di salvaguardia degli olivi monumentali non sono mai arrivati dal vero mondo agricolo!

Ecco dunque il fosco quadro attuale:

1- si potranno abbattere oliveti monumentali esistenti alle periferie dei centri urbani, in particolare a Monopoli e Fasano, dove è concentrato l’interesse all’espansione edilizia incontrollata. Non a caso i Sindaci di questi centri urbani non hanno mai voluto concordare nulla sulle aree da salvaguardare, mentre era proprio quella dell’immediata vicinanza di oliveti monumentali alle aree urbane la caratteristica paesaggistica da salvare.

2- La previsione di reimpianto degli olivi divelti è uno specchietto per le allodole: il senso della legge è di proteggere il “paesaggio degli olivi secolari” e la loro produzione, mentre le singole piante, riposizionate al di fuori di un contesto appropriato (nelle aiuole? negli spartitraffico? nei giardini condominiali? in altri ambienti?) non avranno alcun significato!

3- la previsione di un deposito fidejussorio come garanzia per l’attecchimento degli olivi divelti è un altro specchietto per le allodole: oltre a quanto detto al punto 2, vale la considerazione che il “valore” assegnato ad ogni singola pianta non potrà che essere irrisorio in relazione agli interessi in gioco.

Oggi che l’edilizia è ferma, e che si muove soltanto ad opera di gente che ha molti contanti e ben pochi scrupoli, quanto può contare una irrisoria penalità per il mancato attecchimento di un olivo spiantato?

E, in ultima analisi, un illecito arricchimento si può forse perseguire, un palazzo edificato in dispregio alle leggi si può talvolta abbattere, ma un olivo di 500 anni divelto non lo potrà mai restituire nessuno!

Certi di interpretare il pensiero di chiunque abbia buon senso ci appelliamo pertanto affinché questa modifica ad una legge che tutti invidiavano alla Puglia venga ridiscussa ed abrogata.

Restiamo in vigile attesa di notizie.

La presidente dell’Adirt

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apr
04

Cemento e olivi

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Olivi addio

In regione come ad Ostuni, il cemento unisce tutte le forze politiche che all’unisono come un branco di pesci si muovono verso la cementificazione del territorio. E così ecco approvata all’unanimità (anche qui un solo voto contrario) una deroga alla legge che tutela gli olivi monumentali che, quindi, potranno essere più facilmente sacrificati in onore del finto progresso e del falso sviluppo, ovvero asfalto e cemento.

Come al solito togli alla colletività per dare ai pochi. Questo deve essere il leitmotiv che ispira la nostra classe politica che ancora non riesce a capire dove sta la ricchezza di questo territorio e per l’interesse di pochi, quelli che gli garantiranno però molti voti, sacrificano l’agricoltura, il paesaggio, le bellezza naturali ed artistiche per continuare a sostenere un modello di sviluppo che ha ormai, in maniera chiara ed evindente, mostrato tutti i suoi limiti. Modello di sviluppo insostenibile tanto da un punto di vista ambientale che economico ed occupazionale che ci ha portato proprio in una profonda crisi da cui difficilmente potremo uscire attuando le solite ricette.

I nostri territori, il nostro paese non ha più bisogno di cemento avendo già costruito abbondatemente più del necessario, ma ha bisogno di più agricoltura. Un agricoltura di qualità come quella che gli oliveti monumentali possono consentire. Agli agricoltori gli andrebbe fatto un monumento, non tolto terreno. Abbiamo bisogno di paesaggio, quel paesaggio del fu Bel Peaese che becere politiche hanno saputo distruggere nonostante tutelato dalla nostra costituzione che tutti continuano, pur consentendo questi orrori, a decantare.

Abbiamo bisogno di una nuova classe politica capace di saper vedere e interpretare il futuro. Capace di dare avvio ad un nuovo modello di sviluppo correggendo gli errori del passato non perpetuandoli. Abbiamo bisogno che dal governo nazionale, regionale e comunale SE NE VADANO TUTTI A CASA!

Parlamentarie boicottate. Omofobo. Alcuni dei trombati alle parlamentarie Pugliesi che hanno preso meno voti persino di dichiarati riempilista nonostante il comunicato nr 53 di Beppe Grillo gli avesse di fatto tolto davanti moltissimi competitor, invece di prendere atto del loro risultato e della relativa credibilità ed affidabilità di cui godono tra gli iscritti al moVimento 5 stelle, partono all’assalto del gruppo regionale con l’evidente tentativo di aggiudicarsi li una poltrona dopo aver perso la speranza di poter entrare in parlamento.

Scrivono a Grillo sperando nell’annulamento del voto. Fallito il tentativo diffondono, non pubblicamente, estratti di chat su cui si costruiscono castelli infiniti sino ad arrivare a definire “un grave atto omofobo” una battuta tra amici. La saga poi continua con una specie di diffida: utilizzo del logo moVimento 5 stelle e possibilità di parlare come movimento 5 stelle solo ai candidati in lista. Per tutti gli altri l’utilizzo del logo e presentarsi come moVimento 5 stelle è un atto illegittimo. Il perchè di tutto questo è semplice. Tali personaggi vogliono la scena tutta per se, avere visibilità e mettere nell’oscurità tutti gli altri in vista della competizione elettorale regionale dove questa visibiltà ritornerà molto utile.

Ma su cosa si basano le accuse? Cos’è successo? Bene andiamo nel merito. Nel moVimento 5 stelle non ti candidi, ma ti candidano. Uno slogan per molti, un principio per altri. Ecco allora che chi lo crede un principio comincia a confrontarsi, cerca di trovare tra i candidabili chi meglio può rappresentare quei principi e quelle battaglie su cui da anni si è investito tempo ed energie. Si comincia col proporre incontri pubblici, per conoscere i candidabili. Ve ne sono molti che nessuno conosce, che nessuno ha mai visto. Ma questi incontri non si riescono a realizzare se non con alcuni dei candidabili. Molti di questi fuggono, anzi contestano questi incontri che invece si realizzano tranquillamente in tutta Italia. I già candidati sindaci, più noti per via della loro esposizione mediatica, sono quelli che più avrebbero perso da questi incontri ed, infatti molti di loro, noti ma non molto aprrezzati, si oppongono.

Fallito il tentativo di questi incontri pubblici o comunque realizzati solo con alcuni candidabili ecco che gruppi che si conoscono da anni cominciano a confrontarsi su chi possano essere tra i candidabili quelli da candidare (ricordo: nel m5s non ti candidi ma ti candidano). Una cosa emerge subito, i requisiti per la candidatura dettati da Grillo hanno escluso alcuni considerati tra i migliori e che in molti avrebbero voluto votare. Si palesa pure la paura che a vincere le parlamentarie siano persone che non rappresenterebbero tutta la puglia ma solo se stessi. Persone che della censura, della menzogna e dell’imbroglio hanno fatto il loro stile di vita e di attivismo. Personalmente ne ho parlato più volte in questo blog, nulla di nuovo.

Gruppi che si conoscono da anni, si sono confrontati come fatto sempre. Hanno trovato un intesa come sempre da anni. Il tutto poteva avvenire pubblicamente, ma  molti (quelli che oggi strillano al complotto) non volevano perchè a loro dire avrebbe influenzato il giudizio di molti. Qualcuno è stato obbligato a votare qualcuno? Assolutamente no. Ognuno ha votato chi ha voluto. Vi sono state cordate che hanno determinato il risultato? Basta vedere la differenza di voti tra i vari candidabili per rispondere a questa domanda. Si sono date indicazioni di voto? Solo a chi di sua spontanea volontà ce lo ha chiesto.

Ritengo di non aver fatto nulla di male, nulla di cui vergognarmi, nulla contro le regole, nulla di illecito. Ma per molti quanto successo è un inciucio, addirittura uno scambio di voti. Un sostegno alle parlamentarie per avere poi in cambio un sostegno per le regionali, senza sapere che alle regionali i collegi elettorali sono su base provinciale e aver sostenuto oggi attivisti di altre provincie rende idiota tale ipotesi. Si arriva persino a definirmi un omofobo per via di una battuta, il distruggere i competitor non trova limiti.

Io non cerco poltrone, non mi interessano. Quello che mi interessa sono le battaglie che il movimento 5 stelle sostiene e queste si possono portare avanti anche senza bandiere e vessilli. Lascio quindi il gruppo regionale del moVimento 5 stelle Puglia e le attività che con esso ho fatto ed organizzato. D’altronde come dimostrano i molti messaggi ricevuti in questo ultimo periodo (uno di questi è nella foto in alto), fuori dal movimento c’è molta gente in grado di comprendere ciò che molti attivisti non vogliono capire ed ammettere, a loro basta il bollino blu. Glielo lascio così come le poltrone da occupare, io non ne ho bisogno.

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