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Zero Privilegi Puglia

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Archive for pd

Apprendo dai giornali che nei giorni scorsi i Giovani Democratici ostunesi, ovvero il futuro della classe dirigente della città bianca, ha presentato in una conferenza stampa le proprie linee programmatiche, la loro lungimirante visione politica per un prospero futuro nella città bianca. Turismo, ambiente e cultura! Ripeto, Turismo, ambiente e cultura. Capito? Turismo, ambiente e cultura. Un gruppo di giovani, quasi tutti studenti universitari e laureati, dopo ore e ore di discussione tra incontri, comunicazioni telematiche ed approfonditi studi sono arrivati alla innovativa conclusione che per il futuro di Ostuni è indispensabile concentrarsi su turismo, ambiente e cultura. Se avessero chiesto a mia figlia di dieci anni glielo avrebbe detto subito magari aggiungendovi qualcos’altro tipo l’agricoltura, i prodotti tipici e l’artigianato; avrebbero risparmiato un sacco di tempo che avrebbero potuto utlizzare per altro, per darsi all’ippica ad esempio. L’ippica oppure, come si faceva ai miei tempi, giocando a subbuteo è sicuramente tempo speso meglio di quello utilizzato per partorire queste ovvietà. Ma il danno è assai, come si dice da queste parti, e ce se ne  rende conto se approfondiamo le proposte elaborate dai giovani piddini.

In realtà non è che ci sia molto da approfondire, perchè le ovvietà sono condite esclusivamente da banalità e assurdità. I giovanotti infatti parlando di ambiente si limitano alla sola raccolta differenziata dei rifiuti, come se la cementificazione ed il consumo di territorio, i consumi energetici e le rinnovabili (quelle vere: sole e vento) siano un qualcosa che poco hanno a che fare con l’ambiente, l’economia locale e il futuro. Ed anche nella gestione dei rifiuti non riescono a vedere al di là del loro naso continuando a parlare di raccolta differenziata piuttosto che di strategia rifiuti zero di cui la differenziazione dei rifiuti è solo un aspetto. Evidentemente questi giovani luminari, speranza per il futuro, nei loro incontri, nelle loro ore spese a condire ovvietà con banalità, non sono riusciti neanche a imbattersi in ciò che è noto anche ai sassi, ovvero le tre erre: Riduzione, Riuso e Riciclo; capisaldi della strategia rifiuti zero a differenza della raccolta differenziata fondamentale ma funzionale esclusivamente all’ultima delle tre erre.

Ma è quando parlano di turismo che i giovani esplicitano tutta la loro forza innovatrice dimostrando contestualmente la teoria secondo cui erano meglio delle sane e divertenti partite a subbuteo. Imporre una tassa di soggiorno tra 1 e 3 euri giornalieri per ogni posto letto ed utilizzare questi denari per offrire ai turisti servizi di qualità che, naturalmente, non vengono esplicitati. Nessuna parola sulla cementificazione delle costa, business di elementi di spicco del PD Ostunese, nessuna parola sulla pulizia delle spiagge che ogni anno viene effettuata a stagione inoltrata, nessuna parola sulle decine di migliaia di euro erogati ad una società privata che organizza concerti a pagamento, somme più o meno corrispondenti al valore delle decine di biglietti omaggio “offerti” all’amministrazione di cui tutti, ma proprio tutti, i politici locali (consiglieri, assessori, amici ed amici degli amici) usufruiscono, nessuna parola sulla insufficiente rete di trasporto pubblico ne tanto meno ci si poteva aspettare la realizzazione di un piano della mobilità. Nulla di tutto ciò o di altro, di contro considerato che da anni la stagione turistica continua a contrarsi proprio a causa dei costi che costringono le famiglie, già alle prese con seri problemi economici, a ridurre i giorni di permanenza presso le località turistiche ecco che questi illuminati giovani, futuri candidati alle poltrone cittadine, se ne escono con una tassa di soggiorno che altro non potrà fare che aumentare i costi e diminuire i turisti che, un pochino più intelligenti dei nostri pulcini, si sposteranno in località più convenienti compresi i paesi a noi limitrofi.

Che altro aggiungere, ci aspettano tempi rosei, come i culetti di questi mancati giocatori di subbuteo.

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Quello del 9 Aprile, a Roma e in varie città d’Italia è stato un sabato di mobilitazioni e proteste contro la piaga della precarietà e più in generale contro la demolizione del mondo del lavoro che pregiudica le prospettive occupazionali di giovani e meno giovani, contribuendo a ridurre sul lastrico una marea di famiglie.
Proteste quanto mai legittime, soprattutto in un momento come quello attuale nel quale il baratro della disoccupazione e della precarietà sta approfondendosi sempre più, senza che la classe politica sembri intenzionata a proporre una qualche soluzione.
Proteste colorate e pacifiche, vissute nello slogan “il nostro tempo é adesso” che campeggiava su molti striscioni, fra i giovani partecipanti alle manifestazioni.
Proteste sacrosante che meritano tutta la nostra condivisione, ma al contempo stridenti di contraddizioni manifeste che balzerebbero all’occhio anche ad un osservatore disattento.
Perchè una protesta contro la precarietà e l’annientamento del mondo del lavoro, vissuta unicamente nella difesa di status quo che non esistono più e priva di un messaggio forte che domandi a gran voce l’abolizione della legge 30 e l’istituzione di un reddito di cittadinanza, uniche pietre miliari sulle quali si potrebbe tentare di costruire almeno i presupposti perchè i lavoratori italiani possano riconquistare un minimo di dignità?…..

Perchè una protesta contro la precarietà e la disoccupazione, a braccetto con tutti coloro,Cgil, PD, Idv, Verdi,Comunisti Italiani, Federazione della Sinistra (ed altri che ho dimenticato) che hanno contribuito a creare il problema, firmando e sottoscrivendo ogni genere di accordo o provvedimento legislativo che è stato determinante per creare precarietà e disoccupazione?

Vedere l’ex ministro Damiano che coccolò la legge Biagi durante gli anni in cui era al governo, insieme alla Cgil che della legge 30 avallò la nascita, inveire contro le situazioni da loro stessi create, genera un pò d’imbarazzo, facendo si che l’aria fresca diventi stantia e s’inizi a percepire il lezzo dell’ipocrisia.

Per tutti, giovani e meno giovani, il nostro tempo è adesso, ma urliamolo forte, pretendendo i diritti che sarebbero basilari in qualsiasi paese civile e soprattutto urliamolo senza falsi megafoni e sanguisughe della politica e del mondo sindacale che difendono solamente la loro poltrona, arrivando al punto di contestare quello che loro stessi hanno costruito, pur di difendere il proprio status quo.
Se non urleremo forte e non avremo il coraggio di rifiutare il braccio di chi ha costruito questo inferno, il nostro tempo non arriverà mai e vivremo eternamente in una sala d’attesa fatta di false promesse e perline colorate.

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Tutti in attesa di sapere l’esito del referendum sull’accordo di Mirafiori, come se veramente gli operai potessero fare una libera scelta. Tutt’al più potremmo osservarve quanti nonostante le “anomale” condizioni hanno il coraggio delle proprie idee. Osservazione che va comunque presa con le pinze considerando che molti SI, quasi tutti direi, sono di fatto il frutto di un ricatto perpetrato da Marchionne con la collaborazione dell’intera classe politico imprenditoriale e del popolo Italiano.

Già perchè questi operai, anzi definiamoli correttamente, padri e madri di famiglia, alcuni addirittura nonni sono stati lasciati soli a combattere questa battaglia ad armi impari. Il popolo Italiano semplicemente e come da abitudine se ne è fregato, impegnato nella sua quotidianità a rincorrere i suoi problemi e le sue esigenze. Problemi ed esigenze che non lo sfiorano minimamente quando sono di altri, quando non lo riguardano direttamente. Anche gli stessi operai FIAT non sono esenti da queste abitudini: quando toccò a quelli di Pomigliano a Torino hanno tranquillamente e silenziosamente girato lo sguardo dall’altra parte, non era un problema loro.

Ma se il popolo semplicemente ha voltato la testa, l’intera classe politica (ad eccezione di qualche voce prontamente isolata) invece si è schierata al fianco del più forte, secondo questi mascalzoni la vittoria del SI sarebbe una vittoria del paese. Concordo sul fatto che l’esito del referendum avrà seri risvolti sul paese, nel senso che (riferendomi alla splendida vignetta di Vauro che ho messo in testa a questo post)  in caso di vittoria del Si saranno tutti gli Italiani ad avere un ombrello in culo e se non sarà Marchionne sarà Pdl, Pdmenoelle e terzi polli ad aprirlo. Tant’è che mentre invitano gli operai a collaborare, a fare sacrifici per la speranza di un futuro migliore, per loro pensano al presente. Proprio in Piemonte non molti giorni fa è stata respinta all’unanimità della casta la proposta dei consiglieri del moVimento 5 stelle sulla diminuzione degli stipendi di consiglieri ed assessori che avrebbe generato risparmi per 12 milioni di euro (vedi video). L’unico a schierarsi con gli operai (naturalmente a parole come suo solito) il governatore più pagato d’Italia che non si vergogna di percepire uno stipendio pari a quello del vice presidente degli Stati Uniti.

Continuiamo pure a stare comodi sui nostri divani e ad osservare silenziosamente quello che accade agli altri, tanto prima o poi gli altri siamo noi.

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dic
21

sostiene Vendola…

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Come al solito, la politica parla una lingua ambigua e biforcuta, e in particolare lo fanno coloro che dovrebbero rappresentare l’opposizione a una destra che, invece, ha detto chiaramente, lasciate che tutti i papponi vengano a me, nel cassonetto delle libertà, c’è da mangiare per tutti.
Alla apertura di Bersani al terzo polo, che però pretende che il PD lasci l’alleanza con Di Pietro e Vendola, c’è una risposta piccata di Vendola: “ho l’impressione che sia una semplice annessione nel 3° polo, io francamente non mi vorrei far annettere”:

Francamente mi sembra una polemica stupida e autolesionista, una occasione persa per fare un po’ di chiarezza, e tracciare una linea strategica che aprirebbe una autostrada al partito di cui Vendola è segretario.
Al suo posto avrei detto: Bersani è il segretario di un partito che non è più di sinistra, da anni è un partito di centro ed è giusto che si allei organicamente con il 3° polo, invito la componente di sinistra del PD a cambiare partito e a ingrossare le fila di una sinistra antagonista, classista, ambientalista.
Questo è lo spazio politico che vi è oggi. Una forza politica di sinistra del 10%, che è oggi realistica, può giocare a tutto campo, da un eventuale appoggio esterno, ad una opposizione dura.

Caro Vendola, faccio sempre molta fatica a seguire i tuoi ragionamenti, e credo che tu ti illuda quando pensi di sfidare Berlusconi, mentre il tuo partito non è neppure in Parlamento e non si capisce quali siano programmi, strategie, alleanze.
Io mi contenterei di veder crescere una sinistra vera, che parla di salario sociale per i disoccupati, che si lega al futuro degli studenti, che parla di sostenibilità, della autosufficienza alimentare ed energetica, che voglia liberare il nostro paese dalla Nato e dalle avventure militari, che voglia smantellare l’esercito per investire in ricerca e cultura, che abolisca l’8 per mille alla Chiesa e qualunque rapporto economico con essa, che vieti i monopoli mediatici e renda ineleggibile chi li possiede.
Come vedi c’è parecchio da fare!

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nov
10

Politica putrescente

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I miasmi della melma mefitica in cui sta sprofondando ogni giorno di più la politica italiana emanano un lezzo insopportabile, una puzza che odora d’ideologie in avanzato stato di decomposizione, di partiti putrescenti che dopo lente agonie muoiono, per rinascere già morti, di leader o presunti tali impegnati in quelle stesse operazioni di riciclo che si guardano bene dall’applicare alla gestione dei rifiuti.Futuro, sinistra, libertà, democrazia, valori, sono parole vuote, appiccicate alla rinfusa per ricoprire il fango delle consorterie più svariate, conscie della necessità di dover nascondere, almeno in superficie la loro reale natura. Gruppo per una migliore gestione del protettorato USA, amici alle dipendenze della BCE, progressisti per lo sviluppo delle multinazionali, futuro sulla poltrona senza doversi alzare mai e altre definizioni sui generis non garantirebbero certo grande appeal presso l’elettorato. E allora ecco una mano di vernice fresca, qualunquista, populista, perbenista, ottimista, ed il gioco è fatto. Anche un cassonetto dei rifiuti può arrivare a somigliare ad una Morgan d’epoca, ma il puzzo, quello, continua a sentirsi lo stesso.

Se non fosse per il fatto che tutti noi paghiamo e pagheremo sulla nostra pelle le conseguenze dell’azione/inazione di questa banda di cialtroni “ubriachi”, intrisi di democratica libertà e costretti a destreggiarsi fra un coca party e una “ripassatina” alla esort o al transessuale di turno, si potrebbe anche cogliere il lato comico costituito da tante “scimmiette parlamentari” che si agitano in preda alla paura di non riuscire a conservare all’infinito il proprio status quo….
Si, perchè proprio la paura è una delle componenti fondamentali che contribuiscono al ristagno della melma. Tutti sanno che è sporca e puzza, ma tutti sono consapevoli del fatto che non appena la si smuova, inevitabilmente puzzerà di più ed è concreto il rischio di cascarci dentro, compromettendo inesorabilmente la fiducia degli elettori che, finchè resterà in piedi la farsa del voto, per la scimmietta politica costituisce l’unica vera assicurazione sul proprio status quo.

Ecco allora che tutti si agitano, ma premurandosi con attenzione che il fango resti al proprio posto.

Si agita Silvio Berlusconi, cosciente di essere ormai giunto alla fine di un’era, ma consapevole del fatto che si può cadere a tempo indefinito senza mai toccare terra, quando di fronte all’impero che crolla non esiste un’alternativa.

Si agitano le tante anime del camerata pentito Fini Gianfranco e del berlusconiano pentito Gianfranco Fini, un uomo che sul pentimento e la ritrattazione ha costruito la propria carriera politica, nell’eterno ruolo di “delfino” di qualcun altro. Si agita, Fini, dibattuto fra l’aspirazione ad imboccare una strada che lo possa portare a diventare Presidente del Consiglio e la paura di ritrovarsi solo su un sentiero di montagna, dopo avere perso la poltrona di Presidente della Camera. Si agita convulsamente, producendosi nella creazione d’improbabili futuri dove incanalare una destra neoliberista che strizzi l’occhio alla sinistra neoliberista, con ampi richiami retorici modello prima Repubblica e altrettanto ampio ricorso alla demagogia del nuovo che avanza, ma che tanto nuovo non è a giudicare dal fetore, degno di una discarica abusiva.

Si agita il segretario del PD Bersani, pregustando la caduta del Cavaliere, ma è un agitarsi incerto e sincopato, perchè condito dalla consapevolezza di non avere i “denti” per poterne approfittare. Urla Bersani, ma è un urlo che gli rimane strozzato in gola, perchè la cacciata di Berlusconi passerà giocoforza attraverso le urne, dove i consensi del Pd continuano ad essere in caduta libera, senza che esista una ricetta per invertire la tendenza e senza che esista un escamotage per nascondere indefinitamente la realtà che il PD e Berlusconi dicono e fanno esattamente le stesse e cioè tutto ciò che i grandi poteri finanziari ed economici ordinano loro.

Si agita Nichi Vendola, destinato nell’immaginario collettivo a sostituire l’artista del “ma anche” Walter Veltroni nel ruolo di Obama de noantri. Comunista ma amico degli industriali, gay ma cattolico, ambientalista ma sponsor degli inceneritori e delle grandi opere. Tutto ed il contrario di tutto, ma troppo o forse troppo poco per aspirare al ruolo di leader di una coalizione che abbia la presunzione di sostituire Berlusconi, senza somigliare troppo ad un’armata Brancaleone sulla strada dello sbaraglio.

E sullo sfondo si agitano Casini, con il suo cerchiobottismo elevato a filosofia di vita, Antonio Di Pietro cui manca sempre più la voce man mano che l’ipotesi di una debacle di Berlusconi sembra farsi più concreta, Ferrero che intuisce come nell’emergenza di un’armata Brancaleone ci siano i presupposti per accettare nuovamente la falce ed il martello in “famiglia”, unitamente a tanti altri personaggi che sperano, una volta sparigliate le carte, di riuscire comunque a ritagliarsi una poltrona.

La paura, resta comunque la componente fondamentale di questi mesi.

Tutti, tranne la Lega di Bossi consapevole di potere solo guadagnare consensi, non per meriti propri ma grazie alla situazione contingente, temono le elezioni anticipate come la peste.
Tutti, tranne Bossi e Berlusconi (finora alieno a manifestazioni suicide), gradirebbero la costituzione di un governo tecnico, preposto a mettere in atto le riforme lacrime e sangue imposte dalla UE. Un governo tecnico dietro al quale nascondere il fango e tentare di ricostruire con un minimo di prospettive di successo quell’armata Brancaleone che oggi pare davvero improponibile.

Ma senza la condivisione di Bossi e Berlusconi ogni ipotesi di governo tecnico perde di credibilità e l’unica alternativa sembra costituita dal ricorso alle urne. Proprio a quelle urne che paradossalmente fanno più paura all’opposizione di quanto non ne facciano alla maggioranza che ha governato male il paese durante questi due anni. Quando di fronte ad un governo in caduta libera, con pesanti responsabilità sulle spalle e un leader sul viale del tramonto, l’opposizione si ritrova a temere il giudizio degli elettori, significa che la melma ha ormai superato il livello di guardia ed è giunta l’ora di guardare altrove.

Aderisci al moVimento 5 stelle - Ostuni

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mar
31

Poveri loro

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Do uno sguardo ai risultati elettorali delle Regionali, leggo e sento le dichiarazioni dei leader politici e mi chiedo: mi sono perso qualcosa? No, perchè mi pare che il centro sinistra abbia perso quattro regioni, alcune delle quali molto importanti (Piemonte, Lazio, Campania) però forse leggo i giornali sbagliati, sento le radio sbagliate e vedo i canali Tv sbagliati perchè ovunque sento i gerarchi del PD dire che sono soddisfatti del risultato generale tranne che per il Piemonte dove a causa del MoVimento 5 stelle di Grillo la Lega ha vinto e loro perso e a seguire la solita litania “adesso costruiamo l’alternativa” che continuano agonizzanti  a ripetere da anni e che li sta portanto lentamente all’estinzione (che personalmente mi auguro).

E pensare che ce l’hanno messa tutta per perdere anche la quinta regione (Puglia), dove per mesi hanno cercato di far fuori Vendola per sostituirlo con l’unico candidato, a loro dire, in grado di vincere: Boccia. In Piemonte niente primarie, loro hanno scelto il candidato e stessa prassi per Lazio e Campania. In Puglia, invece, grazie ai moltissimi giovani (molti anche del PD) che si sono ribellati all’imposizione del grande Massimo sono stati costretti alle primarie dove non ha prevalso il loro candidato e, guarda caso, hanno vinto. E la colpa è dei Grillini, ovvero di comuni cittadini che hanno semplicemente osato fare ciò che era un loro diritto: candidarsi. Già, perchè forse Dalema & Co non sanno che in democrazia, nel rispetto delle regole previste (non come talune eccezzioni autorizzate dal loro compare Napolitano) tutti hanno il diritto di candidarsi e allo stesso modo ognuno ha il diritto di votare chi vuole. Poi, per dirla tutta, se il centrosinistra non avesse espresso un candidato in Piemonte, probabilmente il suo elettorato avrebbe votato per il moVimento 5 stelle e la Lega non avrebbe vinto.

Che poi in Puglia non è che sia andata proprio alla grande eh!!! Si Vendola ha vinto, ma la storia del Presidente amato dalla maggioranza dei Pugliesi mi pare essere risultata una favola. Non solo non ha superato la maggioranza dei voti, ma anche in Puglia, nonostante il pericolo nucleare, gli astenuti sono stati numerosissimi, tutte persone che probabilmente non hanno visto grandi differenze tra i candidati in campo, tutte persone che di sicuro non amano poi tanto Nichi e se sommiamo questi con le schede bianche, le nulle e i voti degli altri schieramenti ecco che forse ci renderemo conto che solo un terzo della popolazione pugliese è con lui (tutti fermamente convinti?). Andrei piano anche a proporlo come leader nazionale visto il risultato fuori Puglia del suo partito.

Che dire più? Grande risultato del moVimento 5 stelle, ignorato da tutti i media è riuscito ad imporsi sia in Piemonte sia nella rossa Emilia e, come dice Grillo, è solo l’inizio. Per quanto riguarda il PD non mi resta che rivolgermi per l’ennesima volta alla parte buona che pensa di cambiare il partito dall’interno: nessun cambiamento sarà mai possiblile se non troverete la forza, la capacità, ma soprattutto la volontà di liberarvi di questa gerarchia inetta e incapace, cosa che ritengo molto improbabile.

Diversamente dal mascalzone che danneggia gli altri per favorire se stesso, lo stupido danneggia sia gli altri sia se stesso.

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feb
10

Vi invidio

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Pensate che la crisi economica che sta attanagliando il mondo sia frutto di qualche speculazione finanziaria e che il peggio sia passato? Vi invidio. Pensate che l’attuale classe politica, nonostante qualche intreccio con la mafia e le leggi ad personam, possa comunque governare discretamente il paese? Vi invidio. Pensate che dopo la morte, in un modo o nell’altro, paradiso o reincarnazione, si passi ad una vita migliore? Vi invidio ancora di più.

Se invece non la pensate così probabilamete, come me, è perchè sapete che la crisi economica è in realtà la crisi di un sistema di sviluppo basato sul consuma, spreca e getta. Di un sistema basato sulla ricchezza per pochi e la miseria per molti. Un sistema basato sull’io (potere economico) sono io e voi (popolo) non siete un cazzo. Un sistema misurato attraverso quella mostruosità che chiamiamo PIL. Un sistema insostenibile sia dall’ambiente sia dall’uomo che, come già annunciato da tempo, è arrivato al suo capolinea. E quando si arriva al capolinea o si cambia mezzo oppure si sta fermi. E visto che le ricette predisposte utilizzano sempre lo stesso mezzo, probabilmente sapete anche che staremo fermi un bel pò.

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gen
25

D’Alema Boccia(to)

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Mi sono sbagliato e ne sono profondamente felice. Ero convinto che i vari capibastone del PD e i loro alleati sparsi nei vari comuni e provincie pugliesi sarebbero riusciti a determinare il voto delle primarie. La posta in gioco era alta basti pensare all’acquedotto, al nucleare o al rigassificatore e loro ce l’hanno messa tutta, anche ad Ostuni il PD locale coadiuvato dall’intera maggioranza consiliare ha scatenato tutti i suoi “affiliati” per sostenere Boccia. Ma stavolta il popolo ha reagito dimostrando che quando vuole e quando il gioco ne vale la candela è capace di andare contro chi, in un modo o nell’altro, li tiene sotto scacco. Una vera e propria lezione di democrazia da cui anche i partiti e movimenti di minoranza dovrebbero trarre le relative conclusioni.

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gen
20

Ormai è tardi

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“Ormai è tardi, guarda il tempo…Vola via… e tanta nostalgia”

Ormai è tardi caro Vendola, ti sei fatto fregare con le armi che tu stesso hai suggerito: le primarie. A questo punto sarebbe stato meglio fare un passo indietro quando te lo ha “suggerito” D’Alema, così dopo la vittoria del PdL avresti potuto incarnare la figura del personaggio scomodo alle segreterie di partiti e proporti quale aggregatore per la sinistra vera, quella genuina, quella che in Puglia è rappresentata dal popolo che ha difeso e sostenuto la tua ricandidatura. Quella sinistra stanca dei D’Alema, dei Bersani e degli inciuci elettorali e legislativi con UdC e PdL. Saresti stato un simbolo della protesta e avresti avuto tutti dalla tua parte, pronti a dare battaglia a questi baroni della politica e a quelle logiche partitiche e di potere di cui ormai la maggior parte delle persone non ne può più.

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dic
30

Psico Dramma

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Rubo il titolo, quanto mai azzeccato, dalla prima pagina di Liberazione per esprimere la mia opinione sul finto confronto per definire il prossimo candidato del centro sinistra alle elezioni regionali di Marzo. Perchè lo definisco finto confronto? Perchè mi sono convinto che i giochi sono già stati fatti da tempo ed in luoghi ben lontani dalla Puglia. Non sono in grado di darvi la prova provata, ma è molto plausibile ipotizzare che la nostra regione sia stata già assegnata al PDL quale  contropartita di qualcos’altro ritenuto più utile dal PD meno L. Tant’è che tutto ciò che sta accadendo in questi giorni ha come unico risultato la perdita di voti nel cosidetto elettorato indeciso, ovvero quegli elettori che non hanno un orientamento preciso e costante, ma di anno in anno decidono in base agli eventi ed in particolare a quelli degli ultimi mesi antecedenti le elezioni.

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