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Pensate che la crisi economica che sta attanagliando il mondo sia frutto di qualche speculazione finanziaria e che il peggio sia passato? Vi invidio. Pensate che l’attuale classe politica, nonostante qualche intreccio con la mafia e le leggi ad personam, possa comunque governare discretamente il paese? Vi invidio. Pensate che dopo la morte, in un modo o nell’altro, paradiso o reincarnazione, si passi ad una vita migliore? Vi invidio ancora di più.
Se invece non la pensate così probabilamete, come me, è perchè sapete che la crisi economica è in realtà la crisi di un sistema di sviluppo basato sul consuma, spreca e getta. Di un sistema basato sulla ricchezza per pochi e la miseria per molti. Un sistema basato sull’io (potere economico) sono io e voi (popolo) non siete un cazzo. Un sistema misurato attraverso quella mostruosità che chiamiamo PIL. Un sistema insostenibile sia dall’ambiente sia dall’uomo che, come già annunciato da tempo, è arrivato al suo capolinea. E quando si arriva al capolinea o si cambia mezzo oppure si sta fermi. E visto che le ricette predisposte utilizzano sempre lo stesso mezzo, probabilmente sapete anche che staremo fermi un bel pò.
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Mi sono sbagliato e ne sono profondamente felice. Ero convinto che i vari capibastone del PD e i loro alleati sparsi nei vari comuni e provincie pugliesi sarebbero riusciti a determinare il voto delle primarie. La posta in gioco era alta basti pensare all’acquedotto, al nucleare o al rigassificatore e loro ce l’hanno messa tutta, anche ad Ostuni il PD locale coadiuvato dall’intera maggioranza consiliare ha scatenato tutti i suoi “affiliati” per sostenere Boccia. Ma stavolta il popolo ha reagito dimostrando che quando vuole e quando il gioco ne vale la candela è capace di andare contro chi, in un modo o nell’altro, li tiene sotto scacco. Una vera e propria lezione di democrazia da cui anche i partiti e movimenti di minoranza dovrebbero trarre le relative conclusioni.
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“Ormai è tardi, guarda il tempo…Vola via… e tanta nostalgia”
Ormai è tardi caro Vendola, ti sei fatto fregare con le armi che tu stesso hai suggerito: le primarie. A questo punto sarebbe stato meglio fare un passo indietro quando te lo ha “suggerito” D’Alema, così dopo la vittoria del PdL avresti potuto incarnare la figura del personaggio scomodo alle segreterie di partiti e proporti quale aggregatore per la sinistra vera, quella genuina, quella che in Puglia è rappresentata dal popolo che ha difeso e sostenuto la tua ricandidatura. Quella sinistra stanca dei D’Alema, dei Bersani e degli inciuci elettorali e legislativi con UdC e PdL. Saresti stato un simbolo della protesta e avresti avuto tutti dalla tua parte, pronti a dare battaglia a questi baroni della politica e a quelle logiche partitiche e di potere di cui ormai la maggior parte delle persone non ne può più.
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Rubo il titolo, quanto mai azzeccato, dalla prima pagina di Liberazione per esprimere la mia opinione sul finto confronto per definire il prossimo candidato del centro sinistra alle elezioni regionali di Marzo. Perchè lo definisco finto confronto? Perchè mi sono convinto che i giochi sono già stati fatti da tempo ed in luoghi ben lontani dalla Puglia. Non sono in grado di darvi la prova provata, ma è molto plausibile ipotizzare che la nostra regione sia stata già assegnata al PDL quale contropartita di qualcos’altro ritenuto più utile dal PD meno L. Tant’è che tutto ciò che sta accadendo in questi giorni ha come unico risultato la perdita di voti nel cosidetto elettorato indeciso, ovvero quegli elettori che non hanno un orientamento preciso e costante, ma di anno in anno decidono in base agli eventi ed in particolare a quelli degli ultimi mesi antecedenti le elezioni.
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Per la terza volta il Partito Democratico ha svolto le sue primarie chiamando al voto milioni di cittadini. Per la terza volta l’esito ha confermato i pronostici sempre coincidenti col personaggio più gradito al partito. Prodi fu il primo, poi venne il turno di Veltroni, entrambi favoriti e confermati dal voto di milioni di cittadini, entrambi rovinosamente caduti nell’esercizio delle loro funzioni. Adesso tocca a Bersani anche lui era il favorito dai baroni del partito, anche lui era il favorito nei pronostici, anche lui è stato confermato dal voto di milioni di cittadini. Non riamane che da chiedersi quando anche lui cadrà rovinosamente.
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Piaccia o meno non si può negare che il futuro del PD è importante, anzi fondamentale per il futuro di tutti noi. A dimostrarlo c’è la storia di questi ultimi anni dove un partito assente, incapace di sviluppare un benché minimo progetto politico e spesso inciuciato con forti interessi economici e con la controparte politica ha permesso a PDL e Lega di acquisire uno strapotere senza precedenti. Si parla spesso di assenza di democrazia, di nuove forme di autoritarismo, ma ciò è possibile solamente ove la maggioranza che governa non ha alcuna forza di fronte in grado di porgli dei limiti, di controllarla. E in questi anni oltre a Di Pietro, bombardato da tutti fronti, non si è visto nulla.
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Vi giuro che ho delle serie difficoltà a comprendere il casino che si è scatenato intorno al caso Binetti. Franceschini definisce incompatibile la sua permanenza nel PD, su facebook una miriade di persone la vuole fuori e non si contano i gruppi appositamente creati. Non voglio entrare nel merito del provvedimento sull’omofobia che sostanzialmente condivido, ma mi sorgono un paio di quesiti.



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