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Archive for pd

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Il cambiamento è iniziato. E un intero paese ci è cascato senza battere ciglio, nonostante il bluff fosse sotto gli occhi di tutti.

Una compagine incapace di fare opposizione si propone come alternativa ad un sistema con cui, in realtà, ha condiviso le scelte più importanti e strategiche degli ultimi 10 anni.

Un accozzaglia disomogenea con soggetti non solo incapaci di elaborare proposte ma in molti casi con idee e ideologie contrastanti tra loro.

Un esercito di candidati, persino una lista no euro creata per regalare un mese di ferie a sbafo ai propri compari, per cercare di ottenere più voti possibile.

Una campagna elettorale fondata su vuoti slogan, ma soprattutto su una infinita serie di promesse impossibili da mantenere.

Sarebbe bastato un pò di interesse da parte della cittadinanza e un minimo di informazione decente per avere piena consapevolezza di tutto questo, invece il bluff continua ancora oggi nel totale disinteresse della città, fatta eccezione per qualcuno che cominicia a porsi delle domande, in particolare dove diavolo sia quel cambiamento tanto sbandierato.

Il cambiamento è avariato, avvertiva qualcuno subito taciuto di volgarità e linguaggio offensivo. Ed eccolo li oggi quel cambiamento, attaccato alla poltrona coma una cozza pelosa supplica e si appella alla responsabilità chi, in campagna elettorale,  descriveva come un mostro a tre teste responsabile della distruzione sociale, culturale ed economica della città. Tutto pur di mantenere la tanto sperata carica di sindaco, per la quale si sono investiti pure un bel pò di soldini di provenienza ignota, pure allearsi con quelle lobby del mattone contro cui si sono spese fiumi di parole ma mai un azione concreta.

Nel frattempo la compagine del cambiamento si sta squagliando come neve al sole, gruppi consiliari che si disintegrano, generando, in violazione dei regolamenti, altri gruppi formati da un singolo consigliere. Ed ora arrivano le prime dimissioni, anche se occorre attendere qualche giorno per vedere se saranno definitive.

Una persona seria prenderebbe atto della incapacità ed impossibilità a proseguire e dovrebbe avere il coraggio,  nonché l’onestà intellettuale, di dichiararlo ai propri cittadini, invece assistiamo giorno dopo giorno ad un melodramma che assume sempre più i contorni di una ridicola commedia.

Categorie : Politica
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venghino

Andrà in onda oggi (o forse domani chi lo sà!) il terzo consiglio comunale dell’era preistorica. Ormai assodata, salvo scherzetti dell’ultima ora, l’alleanza col PD degli Epifani, Pomes e compagnia bella compreso l’ex sindaco con cui continuano a condividere non pochi interessi. Alleanza sviluppata alla luce del sole ma di cui nessuno conosce ne contorni ne dintorni a parte la concessione della poltrona di presidente del consiglio comunale e relativa indennità da oltre 18 mila euro.

Una situazione di emergenza per evitare il commissariamento del comune, dicono, e potersi finalmente prodigare per il bene comune nonchè  per avviare quel cambiamento tanto annunciato. Cambiamento che, come ben potete immaginare, non potrà che iniziare dall’aumento della tassazione locale per colmare una situazione economica disastrosa causata proprio da quel PD degli Epifani, Pomes e soci vari da decenni al governo della città. Ma se le casse del comune non stanno molto bene, il curatore chiamato a sanarle (il sindaco) non sta gran che e lo dimostra in una videointervista dove in pochi minuti riesce a dire due fesserie fuori misura evidenziando, ancora una volta, la sua totale incompetenza ed incapacità amministrativa.

La TASI, innanzitutto. Per il Sindaco una tassa inevitabile in quanto imposta dallo stato che però in molti comuni è stata azzerata facendo ricorso alle risorse del bilancio comunale, riordinandolo e tagliando spese improduttive comprese le indennità degli organi politici. Una tassa che sostituirà l’IMU e che verrà pagata da tutti anche sulla prima casa. Una tassa che il sindaco e l’assessore al bilancio vorrebbero portare al 1 ,5 per mille, ma che probabilmente porteranno al 1 per mille facendovi credere di aver evitato incrementi. Peccato che pagherete una tassa che prima non paghevate.

Ma la fesseria più grande il Sindaco l’ha detta proprio sul bilancio, affermando che il 70% dello stesso riguarda lo stipendio del personale dipendente quindi impossibile da ridurre. Una fesseria che non deve meravigliare visto che da consigliere di “opposizione”, in occasione dell’approvazione dello scorso bilancio, affermava di non capirci nulla di quelle tabelle e di quei numeri. Ed infatti la percentuale citata non riguarda certo il costo degli stipendi, ma semmai del costo totale della macchina amministrativa su cui sono possibili imponenti e vari interventi. Interventi che potrebbero tranquillamente evitare di pescare dalla tasche dei soliti. Interventi che non verranno fatti, perchè l’unico obbiettivo è quello di galleggiare sulla poltrona finalmente conquistata e che cercheranno di mantenere costi quel che costi, tanto il conto mica lo pagano loro.

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mar
04

Tutti a guinzaglio

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guinzaglio

Alla fine ha portato tutti sotto il suo ombrello ed è riuscito a zittire definitivamente il nulla che gli si agitava intorno. Il 30 marzo si terranno le primarie per l’individuazione del candidato sindaco per la coalizione di centro sinistra alle imminenti elezioni amministrative di Ostuni. Coalizione che vede  il Partito Democratico che tanto si è agitato in questi mesi e l’Italia dei Valori da sempre ostile a Tanzarella.

Rimane fuori il nulla condito col niente: ostuni città nuova, ostuni democratica e rifondazione comunista che alla fine parteciperanno alla competizione elettorale probabilmente con Colizzi candidato sindaco.

Il risultato delle primarie può darsi per scontato non certo per la levatura dei candidati in campo ma semmai per la potenza di fuoco dei relativi sostenitori e vinte le primarie tutto sarà definitivamente tornato al proprio posto sotto il rigido controllo dei soliti noti. Una potenza di fuoco in grado di mettere tutti al guinzaglio, sia questa pretora di poLLitici locali sia, aimè, la maggior parte della popolazione.

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vittoriaschiacciante

Come vi anticipai settimana scorsa,  in consiglio comunale è andato in scena una scontro tra i soci di sempre, tra coloro che, uno al comune e uno in regione, gestiscono da decenni il potere a Ostuni. L’esito, forse scontato, ha visto come unico vincitore il Sindaco uscente che non solo ha messo a cuccia gli improvvisati impavidi soldatini che per qualche mese hanno recitato la parte dei rinnovatori ma che concludono il loro meldoramma con una scodinzolata al padrone, ma dopo due giorni riparte all’attacco definendoli vili traditori e ufficializzando senza alcuna possibile alternativa il proprio candidato Sindaco alle prossime amministrative.

Tanzarella non ha vinto, ha stravinto sia nei confronti di un Partito Democratico e del  suo prode renziano ormai considerati e tenuti esclusivamente come “utili idioti” per citare proprio il Sindaco uscente, sia e sopratutto nei confronti di una sempre più inesistente opposizione che con la mozione di sfiducia ha cercato di procurarsi un argomento con cui cavalcare la campagna elettorale consapevoli del vuoto che li circonda e della loro incapacità di sapersi proporre come credibile alternativa ad un sistema che in realtà non vogliono cambiare ma semmai replicare con attori diversi.

Una vittoria, quella del Sindaco uscente, molto preoccupante e che conferma ancora una volta lo squallore e la miseria in cui è ridotta la politica locale, ormai indissolubilmente attanagliata da interessi di pochi  che nulla hanno a che fare con il benessere della collettività e della cittadinanza. Interessi così forti che riescono a mettere a tacere tutti, ma proprio tutti, da una parte e dall’altra.

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festival_saremo

Dopo mesi di insulti ed accuse varie andate in onda su giornali e social network, dopo mesi di auspicate discontinuità dall’amministrazione in carica, ricerche di nuovi santoni da immolare in nome di un improbabile rinnovamento, dopo mesi di saggi si saggi no, primarie si primarie no, lettere alla Totò e Peppino, comunicati stampa con parole che mai manco la innocua opposizione si è mai sognata di utilizzare, ieri sera nel salone del consiglio comunale in occasione della mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni è andata in scena una patetica rappresentazione che, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, conferma ancora una volta l’impossibilità di provare o aspettarsi un cambiamento da coloro che fanno parte del “sistema”.

Troppi gli intrecci, troppi favori pendenti, troppi gli interessi in gioco per potersi permettere di andare oltre quella linea che demarca il confine del sistema. Se la varchi sei un pericolo e quindi da eliminare con ogni mezzo. Lo sanno benissimo tutti. Qualcuno, spinto da un rigurgito di orgoglio ci ha provato, ma non ha avuto la forza, il coraggio, la volontà di superare quella linea. Troppo anche per lui la posta in gioco per poterci rinunciare, per poter rischiare di perdere la propria fetta. E la cosa non riguarda solamente il Partito Democratico, ma l’intera classe politica locale, opposizioni comprese perchè dove un peso (maggioranza) ha un potere così forte, dove riesce a tenere tutti come intrappolati in una potente morsa c’è, senza dubbio alcuno, la totale assenza di un contrappeso (opposizione).

Un opposizione adirata, ieri sera, perchè come pubblicamente dichiarato da qualche consigliere avevano avuto garanzie che quella mozione sarebbe stata votata favorevolmente da parte del PD. Se la matematica non è un opinione almeno 4 consiglieri considerato che il minimo per farla approvare era di 16 voti favorevoli partendo dai 12 dell’opposizione che l’aveva già sottoscritta. Ma chi siano questi 4 che avevavo dato garanzie non è dato a sapersi. Nessuno ha osato superare quella soglia di demarcazione che ti porta a puntare il dito, fare nomi e cognomi e dire TU mi avevi garantito che l’avresti votata, perchè hai cambiato idea? Cosa ti ha fatto cambiare idea? E così per almeno 4 volte indicando di volta in volta i 4 consiglieri voltagabbana. Ma è troppo per il bon-ton politico, se fai nomi, se muovi precise accuse senza peli sulla lingua ecco che diventi un problema per tutti, per il “sistema” e il rischio di perdere definitivamente il proprio pezzettino di torta diventa reale, meglio non rischiare.

E figurati se a rischiare invece poteva essere qualcuno della maggioranza dove si mangia la parte di torta più gustosa. Allora i 4 che avevano dato garanzie, coloro che in questi mesi dai giornali e sui social network hanno lanciato i loro strali, hanno recitato la propria parte da bravi e ammaestrati usignoli.

Una escuzione perfetta quella di ieri sera nel salone comunale. Mancava solo il Fazio o la Litizzetto di turno che annuciasse: Di Epifani e Pomes, dirige il maestro Tanzarella, cantano Colucci e Flore.

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