Archive for participazione
In questi giorni in molti, sopratutto sul web, hanno pargonato i fatti della Costa Concordia con quelli del nostro paese. Una nave (l’Italia) che affonda, un comandante col suo equipaggio (governo e classe politica) responsabili dell’accaduto che prima negano la drammatica situazione e poi pensano solo a salvare il proprio culo lasciando i passeggeri (gli Italiani) al proprio destino. E ancora: la nave è Italiana ma il proprietario è americano e su di essa lavoravano moltissimi extracomunitari sottopagati. Vi sono tuttavia altri aspetti, sia anologie che differenze sostanziali, che i più non hanno sottolineato e su cui voglio puntare il mio sguardo.
In primis sicuramente le minuziose informazioni che i mezzi d’informazione ci forniscono. Non c’è, infatti, quotidiano, telegiornale e programma di approfondimento che non dedichi ampio spazio a questa tragedia del mare. Un informazione precisa, esaustiva e puntuale sia su quanto accaduto sia sulle precise responsabilità di coloro che hanno causato il tutto per poi peggiorare ancor più la situazione col loro vergognoso quanto ignobile comportamento. Nessuno cerca di sminuire queste responsabilità, nessuno cerca di trovare delle attenuanti appellandosi alla situazione di emergenza, al caos che si è generato o altre puttanate che in un modo o nell’altro possano, anche in parte, giustificare quello che è successo o il comportamento del capitano e di parte dell’equipaggio. Ecco allora che la condanna unanime dell’opinione pubblica, informata sui fatti, arriva ancor prima che la magistratura abbia svolto il suo compito.
Va da sé che se pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti avessero, in questi anni, utilizzato lo stesso metodo con la nostra classe politica la situazione oggi sarebbe decisamente diversa. Se si fossero raccontati i fatti per quello che erano e se si fossero fatte notare le precise responsabilità di chi ha gestito il paese, da destra come da sinistra o dal centro, la situazione sarebbe stata più chiara a tutti così come la necessità di muoversi in prima persona per salvarsi e salvare il salvabile. Ma questo, come noto, non è avvenuto. Quando l’ergomento in discussione era la nave Italia, invece della Concordia, le attenuanti e le giustificazioni erano la normalità, mentre le responsabilità del comandante (governo) e dell’equipaggio (intera classe politica) sempre ofuscate.
L’anaologia che non è stata sino ad ora adeguatamente sottolineata è, invece, il comportamento dell’ufficiale della capitaneria di porto De Falco (per intenderci quello che parlava al telefono con il comandante della Concordia) divenuto, per l’intera opinione pubblica, un vero e proprio eroe nazionale. L’ufficiale, infatti, senza usare mezzi termini ha sbattuto il comandante di fronte alle sue responsabilità, ha cercato di imporgli, purtroppo inutilmente, i suoi doveri e di fronte al rifiuto di collaborazione ecco che ha preso il comando delle operazioni consentendo così il salvataggio di tutti i superstiti. La stessa cosa che da anni cercano, ahimé inutilmente, di fare quella moltitudine di cittadini informati, di comitati, di associazioni che lottano contro i vari scellerati comandanti di questo paese. Una folla di persone ignorate e descritte dai media più come terroristi che come eroi. Dai NoTAV ai movimenti per l’acqua, passando per i No al carbone, i sostenitori della decrescita, gli studenti, i precari, i ricercatori, i noi il debito non lo paghiamo e tutti gli altri che non cito per questioni di spazio. Tutti impegnati in una lotta quotidiana contro tutti per mettere di fronte alle proprie responsabilità chi, negandolo spudoratamente, ha portato la nave Italia nell’abisso sociale ed economico. Come il De Falco, spesso non hanno usato mezzi termini, ma solo perchè l’interlocutore si rifiutava anche solo di ascoltare.
Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo del maltempo è il rischio che la Costa Concordia affondi definitivamente è altissimo. La nave Italia è, invece, in piena bufera già da diverso tempo. O i vari De Falco sparsi per la penisola assumono il comando delle operazioni oppure non c’è speranza.
Ti potrebbero interessare anche:
Se mettiamo 5 scimmie in una gabbia, aggiungiamo una scala all’interno e vi mettiamo sopra una bella banana subito esse saliranno la scala per prendere la banana.
Se però ripetiamo lo stesso scenario e ogni volta che una scimmia prova a salire la scala inondiamo la gabbia con un forte getto d’acqua diretto su di lei e su tutte le altre, ben presto queste scimmie smetteranno di provare a salire la scala, consapevoli di quello che le aspetta in caso tentassero… A questo punto possiamo togliere una scimmia dalla gabbia e aggiungerne una nuova: la nuova arrivata proverà subito a salire sulla scala ma le altre scimmie subito la fermeranno per paura del getto d’acqua, che sanno arriva ogni volta che una di loro sale la scala: ben presto dopo alcuni tentativi falliti la nuova scimmia desisterà. A questo punto possiamo togliere un’altra scimmia e metterne un’altra nuova, la scena di prima si ripeterà, e ora anche la scimmia inserita poco prima aggredirà la nuova arrivata, in quanto ha potuto imparare a sue spese che sulla scala non ci si può andare.
Possiamo continuare in questo modo sostituendo fino all’ultima scimmia, a questo punto avremo una gabbia con una scala al suo interno con sopra una banana, 5 scimmie dentro e nessuna di queste scimmie si azzarderà a salire la scala, ma nessuna di queste scimmie saprà il perchè non si possa salire questa scala, semplicemente saprà che non si può, che si è sempre fatto così.
La memoria del perchè non si potesse salire la scala è andata perduta e ora non è più importante rimanere vicino alla gabbia con il tubo dell’acqua pronto, per essere sicuri che le scimmie non mangeranno la banana: ora le scimmie si autocontrolleranno fra di loro, nessuna salirà sulla scala perchè sarebbe fermata dalle altre, e solo perchè si è sempre fatto così, è sbagliato salire punto e basta
Un beota Natale a tutti quelli che si nascondono dietro il “Così è, così è sempre stato e così sempre sarà” e un buon Natale a tutti gli altri.
Ti potrebbero interessare anche:
“Tutto ciò che è stato privato della sua vera natura, presto o tardi, si estinguerà”
Tutto quello che di incomprensibile, oggi, accade nel mondo e pertanto, anche nel nostro paese, è il logico risultato e conseguenza di in mondo perduto, che mette in scena l’ultimo atto prima della sua fine. Un ribaltamento di principi e valori dove, gli ossimori e le eccezioni, hanno soppiantato ogni regola e buon senso, attestandosi a punti di riferimento, relativistici, che hanno il solo scopo di fare precipitare la situazione, imprimendo, ad una tale anomala circostanza, quella spinta necessaria e incontrovertibile, atta a sancire la fine di quest’epoca. Non dobbiamo, dunque, meravigliarci più di nulla, limitandoci a codificare tali incongruità, come gli effetti tecnici e scientifici di una reazione chimica, innescata da una erronea combinazione di elementi impropri e incompatibili fra loro che, per fattori di opportunismo, non ha tenuto conto della loro diversa natura e funzione.
Se avessimo la capacità di astrarci dalla realtà presente (uscendo al di fuori) per gettare uno sguardo disincantato sull’oggi, e sulle aberrazioni e degenerazioni che lo contraddistinguono e caratterizzano, saremmo in grado di comprenderne le logiche, le cause, gli scopi e il suo fine ultimo.
Effetto serra, inquinamento globale, energia nucleare, scie chimiche, bombe intelligenti, vaccini mortali, clonazione, organismi OGM, estinzione di specie animali e vegetali, tumori, depressione, manipolazione, trapianto d’organi, chirurgia estetica, e tutto quell’infinito luna park di mostruosità che contaminano e devastano il nostro vivere quotidiano, non sono che alcuni degli effetti più evidenti, indotti dalla violazione, dalla profanazione e contraffazione di quell’impianto etico originario, che aveva la funzione di equilibrare, armonizzare e fare interagire fra loro i vari processi vitali (i più diversi), le storture e gli eccessi.
Un tempo, il naturale sentimento di colpa, non era che la spia luminosa relativa ad alcuni comportamenti deplorevoli che, accendendosi, ci segnalava l’erroneità dei nostri atti e pensieri, causa di ingiustizia e di gratuito dolore. Che futuro può mai avere una società che giustifica ogni più turpe desiderio e perversione a fronte di profitti e di potere?
Oggi, mentre negli individui, delle società moderne relativiste, si è estinto per sempre il timor di Dio, la chiesa cattolica spartisce profitti, impunità, privilegi e vizi con il Sistema Bestia e, senza mai smentire la sua ipocrita doppia natura, in forma di proseliti, lo pretende dagli uomini.
Questo “sentimento di timore”, è sempre stato il fondamento di ogni religione e società umana, senza il quale, tutto trasfigura in commedia, fanatismo e caos Gli stessi animali lo praticano dall’alba dei tempi e così ogni altra forma di vita – e non solo come atto di umiltà e devozione verso il Supremo Creatore e Padrone, dispensatore di gioia, di misericordia e di speranza, ma come forma di autoconservazione. E questo è il motivo della nostra disfatta!
La condizione in cui riversa oggi il nostro pianeta è paragonabile ad una sorta di coma profondo. Uno stato vegetativo di vita apparente, al quale dovremmo porre fine ma che, diversamente e, oltre ogni ragionevolezza, persistiamo a tenere in vita, torturando e tormentando la sua anima oramai senza speranza.
Non ci resta molto tempo e se, oggi, non aiutiamo il Sistema Bestia a morire, in una sorta di benevola e cristiana eutanasia, ma passivamente prolunghiamo la sua agonia (e quindi la nostra) fino al suo naturale e ineluttabile spegnimento, avremo perso un’ulteriore e ultima occasione di pacificare le nostre coscienze e dare un senso alla nostra esistenza.
Certo, è una medicina molto amara, dagli effetti collaterali devastanti, ma è la sola di cui disponiamo. Il sistema va resettato totalmente e solo dalle sue ceneri, potrà sorgere una nuova alba.
E’ quindi il caso di abbandonare il Sistema Bestia a se stesso, al fine di isolarlo e, in seguito, di spegnerlo. Dobbiamo recidere ogni canale di alimentazione che concorra al suo mantenimento e a rafforzarne il suo potere. Combatterlo, è uno sforzo improduttivo e un’inutile spreco di energie. Energia che dobbiamo conservare per ricostruire una nuova esistenza lontana da ogni subdola lusinga, illusoria comodità ed effimera dipendenza.
La battaglia dichiarata da tempo contro i berluscones della politica, del potere economico e mediatico, responsabili del disastro morale, etico e ambientale, oggi, non ha più alcun senso e motivo. Per ricominciare, dobbiamo rinunciare ad ogni sussulto di indignazione e di vendetta perché, molto presto, giustizia sarà fatta e, nessun potente e servo del potere, potrà mai sottrarsi dal bere l’amaro calice di una condanna senza sconti e appello.
Se non avremo il coraggio e la consapevolezza necessaria per capire fino in fondo le circostanze del nostro presente e sulla base della nuda e cruda realtà, progettare una nuova rinascita, allora sarà cancellato per sempre dal nostro cuore, anche il più remoto barlume di futuro.
Lo dobbiamo ai nostri figli, perché non ci maledicano, quel giorno, di averli messi al mondo.
Gianni Tirelli
Ti potrebbero interessare anche:
E’ come se, dopo avere trascorso la nostra vita fra i micidiali miasmi del Sistema, ci fossimo beccati una patologia incurabile e degenerativa (la sindrome da Sistema) e un’equipe certificata di luminari della scienza intorno al nostro letto di morte di un ospedale svizzero all’avanguardia, ci descrivessero punto dopo punto le cause scatenanti la nostra drammatica condizione, cominciando a elencare, “l’aggiotaggio, l’inquinamento, le speculazioni finanziarie, i titoli tossici, cospirazioni, complotti, l’effetto serra, l’alimentazione, l’elettromagnetismo” e via via, tutto quell’infinito luna park dell’orrore che caratterizza l’attuale stato delle cose e che si è accanito sulla nostra esistenza. “Non ci sono cure” affermano in coro i cervelloni!!? Noi a questo punto, increduli e smarriti, noi, che nel Sistema avevamo riposto ogni nostra speranza, vorremmo saperne di più e, spinti da un irrefrenabile bisogno di capire, cominciamo ad informarci su tutto ciò che in un modo o nell’altro possa avere compromesso la nostra salute! Siamo a tal punto presi da questa smania fobica, che non troviamo più il tempo né di mangiare e né di dormire. Siamo sempre più deboli e sempre più depressi dall’inutile e spasmodica ricerca su tale questione dove, ogni delucidazione di merito, chiarimento e spiegazione, ha ulteriormente peggiorato il nostro stato confusionale, e compromesso ogni residua volontà.
La verità vera, sta nel fatto, che noi, in quell’ospedale non ci saremmo mai dovuti entrare né tanto meno metterci nelle mani di quei “venerabili maestri” dell’imbecillità umana.? La sola cosa giusta da fare era di ascoltare le ragioni profonde del nostro cuore, in attesa di una risposta semplice, banale, che non avrebbe tardato ad arrivare, rendendoci consapevoli e salvandoci la vita. In parole povere: “Mollare il Sistema una buona volta per tutte!!!” Dobbiamo dunque smetterla di sostenere i nostri carnefici – di renderli ricchi e potenti, avendone in cambio, disprezzo, indifferenza e le ossa spolpate dalla voracità delle loro bocche fameliche, e di stomaci senza fondo che come buchi neri, travolgono nel loro vortice le nostre vite. Ci lanciamo sugli avanzi, sui i resti dei loro baccanali triviali e grotteschi che addentiamo scodinzolando come un branco di cani randagi, in attesa di un ulteriore boccone.
Abbandonare il Sistema Potere (sinonimo di necrofilia e di schiavitù), è il primo passo verso la salvezza al fine di recuperare una qualità di vita, degna e dignitosa, sobria e concreta e, al riparo da queste immonde sanguisughe. Il Sistema mira a dividerci, mentre noi, viceversa, dobbiamo compattarci dentro un unico blocco coeso e saldo, per convogliare al suo interno tutta la nostra indignazione, rabbia e spirito rivoluzionario.?Questo immobilismo, diversamente, è indicativo del nostro livello di assuefazione al Sistema e, di una capacità critica e di ribellione, oramai defunta. Siamo considerati e trattati alla stregua di bestie ammaestrate che ubbidiscono ad ogni ordine e subdolo desiderio del padrone, per evitare una punizione più gravosa e umiliante. Questo succede perché siamo divisi, l’uno contro l’altro, in questa guerra fra poveri stupidi, contro altri stupidi che vorrebbero arricchirsi.
Che speranza abbiamo di cambiare questa realtà quando accettiamo supinamente un tale stato di cose, trasfigurando dignità in codardia e dipendenza in attenuante?
E’ l’azione individuale, l’idea vincente! Questo stato di cose si può cambiare rinunciando ai nostri egoismi e indotte convinzioni per trasfigurare le debolezze e le dipendenze in opportunità reali, con la forza della ragione congiunta ad un civile sentimento di solidarietà umana. E’ la nostra coscienza ciò a cui ci dobbiamo attenere – sempre e in ogni caso! Ogni altro sotterfugio, escamotage e scusante addotte allo scopo di aggirare le nostre vere responsabilità, acuirà ulteriormente una condizione, già, di per sé insostenibile, ipotecando per sempre il futuro delle generazioni a venire.
Ti potrebbero interessare anche:
Sarebbe molto utile a tutti se provassimo a mettere alcuni punti fermi nella babele di disinformazione che ci bombarda, consapevoli che i mezzi di disinformazione, i cosiddetti media, sono di proprietà privata e guardano le spalle a interessi privati, quando sono “pubblici” come la RAI guardano le spalle ai partiti politici, e quando sono di matrice religiosa fiancheggiano quelle forze che hanno interesse a mantenere i cittadini sudditi, sottomessi e ignoranti.
“Le idee dominanti sono quelle della classe dominante” e la cosiddetta “opinione pubblica” è semplicemente il risultato di questo lavoro quotidiano, con mezzi potentissimi, che fabbrica il “pensiero unico” e rende le elezioni una farsa perché il “popolo sovrano” si à bevuto le menzogne dei politici e dei preti e nella sua maggioranza vota di conseguenza.
In una realtà come quella italiana dove l’80% della popolazione non legge giornali né libri e si informa esclusivamente dalla Tv e dal sermone domenicale, la nostra “libertà” appare alquanto teorica, e se anche ci rivolgessimo alla “opposizione” ci accorgeremmo che si è spartita la RAI con gli altri partiti, che durante i governi Prodi e D’Alema non ha toccato i “conflitti di interesse”, non ha toccato le spese militari, non ha toccato i privilegi della CASTA e i finanziamenti al Vaticano, non ha toccato il duopolio RAI-Mediaset, e si è affidata come la destra al liberismo capitalista globale.
Quali sono dunque gli strumenti di espressione e di libertà a disposizione del popolo in democrazia? Praticamente nessuno, visto che se li sono già presi capitalisti, partiti e preti.
La stessa cosa succede più o meno in tutte le democrazie del mondo, che in realtà sono oligarchie economiche appoggiate dal potere religioso e sono in crisi globale perché appunto accontentano una minoranza ricchissima scontentando la maggior parte dei cittadini.
La dimostrazione del teorema oligarchie-potere politico si è espressa in Italia con i 20 anni di potere dell’uomo più ricco d’Italia e padrone dei media, peraltro disarcionato non da una inesistente opposizione, ma dal tradimento di qualche deputato da lui nominato e dalla volontà dei mercati che hanno riconosciuto in lui la assoluta incompetenza proprio nel settore economico, dove ha negato la crisi, non ne ha riconosciuto le cause strutturali e quindi non l’ha governata,
La questione sulla quale tutti i cittadini di buon senso dovrebbero concordare, dopo aver visto le espressioni storiche del fascismo, del comunismo (dove al padrone si è sostituito il partito), e delle false democrazie (diventate oligarchie di lobby e di ladri) è la riscrittura delle regole del gioco.
E qui non si tratta di “tornare” in una democrazia che non è mai esistita (anche se migliore rispetto a fascismo e comunismo), ma di stabilire i contrappesi che permettono di fronteggiare il potere del denaro, delle lobby, delle massonerie, dei preti, delle mafie:
-informazione: nessun soggetto può possedere più di un canale televisivo, sia nazionale che locale, RAI compresa, ed è ineleggibile a cariche pubbliche chiunque possieda anche un solo mezzo di informazione (giornali, radio o Tv).
Gli attuali finanziamenti alla editoria vanno tutti aboliti.
-per togliere la RAI dalle grinfie dei partiti, i suoi AZIONISTI, cioè i cittadini che pagano il canone, hanno il diritto di eleggere, in regolari elezioni ogni 5 anni, il presidente, con pieni poteri, tra soggetti indipendenti da economia, politica, religione.
Il canone non è più un obbligo, una tassa, ma sceglie di pagarlo solo chi vuole avere il diritto di eleggere il presidente, praticando una totale autogestione.
-per assicurare al paese il costante ricambio di classe dirigente, nessun parlamentare può essere eletto per più di due legislature, la remunerazione non deve superare i 5.000 euro mensili, il vitalizio abolito, la politica quindi non è una professione a vita ma un servizio per un periodo limitato.
Si può essere candidati solo nella circoscrizione in cui si risiede da almeno 5 anni.
I parlamentari devono essere incensurati, l’immunità si applica solo all’esercizio delle funzioni elettive, per il resto non possono essere posti ostacoli all’attività della magistratura.
Non è consentito passare a partito diverso da quello in cui si viene eletti, se non si condividono più le scelte ci si può solo dimettere venendo sostituiti dal primo dei non eletti.
-una legge elettorale a due turni di proporzionale puro, con le preferenze e lo sbarramento al 5%, con il secondo turno (dopo 15 giorni) in cui si elegge il governo e il programma di coalizione usciti dalle trattative tra i partiti.
Va abolito ogni finanziamento pubblico ai partiti.
Il Senato e le province vanno aboliti, i loro poteri vanno dati rispettivamente alla Camera dei deputati e ai Comuni.
-la Chiesa e le altre religioni non devono avere alcun rapporto economico con lo Stato laico, i trattati esistenti vanno aboliti, le scuole cattoliche non vanno finanziate e gli ospedali gestiti dalla Chiesa non possono essere convenzionati con il servizio pubblico.
-va previsto il “Referendum propositivo”, con la raccolta di un milione di firme, che dia la possibilità ai cittadini di legiferare su qualunque materia essi desiderano.
Queste regole sono indispensabili per un vivere civile, non sono né di destra, né di centro, né di sinistra, sono regole che permettono ai cittadini di non essere più sudditi.
Paolo De Gregorio
Ti potrebbero interessare anche:
La situazione italiana, da tutti i punti di vista, va a rotoli, comunque la si rigiri. Non ha più molto senso affermare solamente che vogliamo andare oltre la destra e la sinistra, che ci asteniamo dal voto, che non siamo complici. Non sentiamo, realmente, neppure più il bisogno di affermare che la Costituzione è carta straccia, oppure che va cambiata perché obsoleta. I principi fondanti la nostra società non esistono più. Vuol dire che erano sbagliati?
Se la pensiamo così dovremmo essere quasi contenti. Il sistema dei diritti e dei doveri è in via di smantellamento. Sta già succedendo. Lo vediamo con i nostri occhi, lo viviamo sulla nostra pelle. Io non la penso così. Sono convinto che l’imperativo categorico sia quello che occorre denunciare e decostruire, ma poi progettare, individualmente e collettivamente. E’ il momento di “decolonizzare l’immaginario”, mi dico.
La crisi economica è in corso e benché gli effetti si vedano ancora poco, immagino che ci sia sempre più gente che li vive drammaticamente. Alla Caritas le file si allungano, il sistema di Welfare, continua a tamponare i guasti più grossi, con gli ammortizzatori sociali e altro, ma perde i pezzi, e ciò che rimane fa acqua da tutte le parti. Basti pensare alle soluzioni trovate per la lotta dei pastori sardi. Da quel poco che ho potuto capire hanno ricevuto incentivi i trasformatori del latte, in cambio dell’accettazione di un prezzo concordato, un po’ più alto di quello di mercato, per la materia prima. Con buona pace del contribuente. Il cattivo governo della cosa pubblica sta distruggendo l’idea che lo Stato sociale keynesiano, un po’ corretto, possa sopravvivere, per far fronte alle storture dell’agire privato, che, si sa, è mosso esclusivamente dal tornaconto personale.
Fino a qualche anno fa la maggioranza dei cittadini pensava che privatizzare alcuni servizi potesse servire a snellire l’azione pubblica riducendo la spesa, la pressione fiscale, e ridare fiato ad un’azione privata, che, pur mossa dal fine del profitto, avrebbe accresciuto l’efficacia e l’efficienza che mancavano ad un governo accentratore, burocratizzato e corrotto, miope e incompetente. Ora vediamo che, nell’ambito assistenziale e medico, solo per fare un esempio, i privati operano e curano coloro che possono pagare, e non coloro che ne hanno più bisogno, anzi, spesso curano i sani, distorcendo persino le diagnosi per arrivare al loro scopo.
Chi si ritiene un po’ “antisistema” e vuole “filare da sé la propria storia” ha un’occasione unica: può immaginare quello che vorrebbe e come lo vorrebbe, in ambito sociale, pur senza poter decidere di realizzare, qui ed ora, ciò che pensa. Mi piacerebbe che si svegliassero quei tanti giovani che sembrano aver mordicchiato la mela della favola, e se la dormono, ed evadono dalla realtà, oppure si esauriscono in un’azione dal fine banale, oppure si deprimono e si chiudono al mondo.
Da tempo immemorabile sono i giovani che in una società detengono le fette più grosse dell’immaginazione e nella nostra società molti ragazzi hanno un titolo di studio elevato, che ci porterebbe a pensare che abbiano gli strumenti per progettare, a ragion veduta, un futuro migliore, in cui il denaro ha sono una piccola importanza, quello che gli è stato storicamente più proprio, di essere mezzo di scambio e di pagamento. Nel nostro paese si sprecano i filosofi, i laureati in scienze politiche, in architettura, e così via, che saprebbero e potrebbero ragionare in grande, e che invece per necessità di sbarcare il lunario, dovendo lavorare nei call center, o simili, esauriscono lì le loro energie, seppure per pochi soldi, e per un tempo sempre più determinato, trastullandosi con il divertimentificio a buon mercato nel tempo libero.
Siamo tutti travolti e sopraffatti da un sistema che non dà benessere. L’economicismo è imperante, pure bisogna immaginare una diversa economia. E’ ormai troppo generico parlare di autoproduzione ed autoconsumo rinviando alle calende greche, e agli altri, l’arduo compito.
Personalmente immagino una diversa Italia, in cui i ragazzi, estromessi dal mercato, cominciano a percorre un diverso tragitto per la loro sopravvivenza. Una strada di decrescita, in cui si abbia come scopo quello di creare dei beni individuali e comunitari, più che merci, in zone ed aree abbandonate dalla speculazione capitalistica.
Richiamando alla mente le immagini viste molto tempo fa, su quello che era L’Aquila del dopo-terremoto e quello che erano diventati molti suoi cittadini, zombies impotenti di fronte alle rovine come alle “case di Silvio”, mi sembra di riconoscere una metafora. Così è ora la nostra società italiana, ciò che è stato creato dal secondo dopoguerra ad oggi. Noi siamo lì, di fronte, e guardiamo depressi, senza neppure desiderare di capire di chi è la colpa. Gli aquilani si sono sentiti impotenti, infelici come non mai, eppure hanno accolto passivamente quel che si stava preparando per loro, hanno una responsabilità personale pesante, così gli italiani. Lentamente potremmo prendere coscienza che forse si è sbagliato tutto, che occorre ricominciare a pensare e ad agire. Forse questo nostro confrontarci è già un inizio.
Ti potrebbero interessare anche:
Un pugno di banche internazionali, agenzie di rating, fondi di investimento, una concentrazione mondiale del capitale finanziario senza precedenti nella storia, tentano di governare sull’ Europa e in tutto il mondo e si preparano a soffocare i nostri Stati , usando l’arma del debito per schiavizzare la popolazione europea, mettendo al posto delle nostre Democrazie imperfette, la dittatura del denaro e delle banche, il potere dell’impero totalitario della globalizzazione, il cui centro politico è fuori dall’Europa continentale, anche se vi partecipano alcune potenti banche del centro Europa.
Questo mostro finanziario si è sviluppato grazie a quattro decenni di esenzioni fiscali sui capitali, di tutte le possibili “liberalizzazioni del mercato”, di una vasta deregolamentazione, dell’abolizione di tutte le barriere sui flussi finanziari e ha reso possibili continui attacchi all’economia dello Stato, il prendere potere massicciamente nei partiti e nei mass media e impossessandosi del plusvalore ricavato dai monopolisti di tutto il mondo da parte di quel pugno di vampiri che sono le banche di Wall Street.
Ora questo mostro, dopo quattro anni di incessante lavoro, è diventato ormai un vero “stato dietro lo Stato” e vuoleattuare un “colpo di stato permanente”, sia finanziario che politico.
Di fronte a questo attacco, le forze politiche di destra e socialdemocratiche si mostrano compromesse per aver consentito per decenni l’infiltrazione di questo capitalismo finanziario, i cui centri principali non sono in Europa.
D’altra parte, i sindacati e i movimenti sociali oggi non sono ancora abbastanza forti da bloccare questo attacco in modo deciso come fecero molte volte in passato. Il nuovo totalitarismo finanziario cerca di approfittare di questa situazione per imporre le sue condizioni irreversibili e trasversali in tutta l’Europa.
C’è urgente bisogno del coordinamento di una azione immediata e senza frontiere di intellettuali, di artisti, di scrittori, di movimenti spontanei, di forze sociali e di persone che capiscano la vera importanza del problema, abbiamo bisogno di creare un forte fronte di resistenza contro “l’impero totalitario della globalizzazione”, che è già in marcia, prima che sia troppo tardi.
L’Europa non potrà sopravvivere se non preparerà una risposta unitaria contro il mercato, una sfida più grande del mercato stesso, un nuovo “New Deal” europeo.
Dobbiamo bloccare immediatamente l’attacco alla Grecia e agli altri paesi della periferia economica europea, dobbiamo fermare questa politica irresponsabile e criminale di austerità e di privatizzazioni, che condurrà direttamente ad una crisi peggiore di quella del 1929. I debiti pubblici devono essere radicalmente ristrutturati nella Eurozona e “a spese di quei giganti che sono le banche private”.
Le banche devono tornare sotto controllo e il finanziamento dell’economia europea deve essere sottoposto al controllo pubblico, sia a livello nazionale che europeo. Non è possibile lasciare le chiavi della finanzia di tutti i paesi europei nelle mani di banche come Goldman Sachs, JP Morgan, UBS, Deutsche Bank, ecc … Noi dobbiamo mettere al bando i “derivati” finanziari che sono la spina dorsale del capitalismo finanziario che distrugge tutto quello che infetta e mettere in moto uno sviluppo economico vero e non profitti speculativi.
L’architettura economica europea attuale, basata sul trattato di Maastricht e sulle regole del WTO, ha trasformato l’Europa in una macchina che fabbrica debito. Abbiamo bisogno di un cambiamento radicale di tutti i trattati, di mettere la BCE sotto il controllo politico della popolazione europea, una “regola d’oro” per un minimo di livello sociale, fiscale e ambientale.
Ti potrebbero interessare anche:
Sicuramente vi sarà capitato di sentire di quei casi di malasanità, tanto cari ai media, in cui si racconta di ferri chirurgici, garze o altro dimenticati all’interno di un paziente durante un operazione chirurgica, ma difficilmente avete sentito che, per rimediare allo spiacevole errore, il malcapitato si sia fatto operare dallo stesso chirurgo e dalla stessa equipe che ha commesso il fattaccio, in caso contrario un “ma questo è proprio scemo” credo che non ve lo sareste trattenuto.
La cosa però cambia radicalmente quando dal settore sanitario ci spostiamo in quello politico. Infatti abiurando il famoso detto errare è umano, perseverare è diabolico ecco che gli Italiani per risolvere non pochi e non lievi problemi continuano imperterriti ad affidarsi a chi questi problemi li ha creati, alimentati e ingigantiti. E considerando che molti dei problemi che attanagliano il paese sono sempre gli stessi da decenni e che nonostante tanti bei propositi, impegni ed annunci ci ritroviamo sempre e costantemente allo stesso punto e nella stessa situazione, io un pensiero che sia il dottore sia la cura con le relative ricette siano da madare a fare in culo forse, forse ce lo farei. Berlusconi, Bersani, Casini o Monti la sostanza non cambia, si tratta di personaggi che da decenni fanno parte dell’estabilshment politico, economico e finanziario del nostro paese e dell’europa e tutti hanno delle grossissime responsabilità sul declino sociale ed economico del vecchio continente, Italia in primis. Su chi sia Monti e su cosa sta succedendo in Italia come in Grecia vi consiglio l’esaustivo video di Claudio Messora di Byoblu.
La primissima cosa da fare è cambiare equipe, se non facciamo questo non solo ci ritroveremmo sempre con gli stessi atavici problemi, ma in situazione peggiore perchè questi continuando a somministraci la loro deleteria cura ci avveleneranno e intossicheranno al punto che potrebbe risultare impossibile qualsiasi tentativo di rianimazione. Certo andare oggi alle elezioni non risolverebbe questo problema, perchè a ripresentarsi sarebbero sempre gli stessi e, dulcis in fundus, saremmo al punto di partenza avendo nel frattempo puro speso un sacco di soldi e perso ulteriore tempo prezioso. E’ per questo che serve, anzi è indispensabile, una mobilitazione di massa. Una mobilitazione non a favore o contro una specifica formazione politica, ma contro o a favore le scelte da compiere. Dove effettuare i tagli e dove invece investire sono scelte che gli Italiani sono in grado di compiere e pertanto devono compiere. I politici, i rappresentanti istituzionali altro non sono che nostri dipendenti con l’obbligo di mettere in atto quello che il datore di lavoro, cioé noi, vogliamo. Il principale problema è proprio che da diversi anni in Italia questo principio si è completamente ribaltato e da popolo sovrano ci siamo ridotti ad essere dei sudditi che subiscono le scelte del governante di turno. Il fatto che oggi questo sia stato scelto dall’europa delle banche non cambia molto.
Il popolo Italiano ha dimostrato coi referendum di Giugno sia di saper scegliere sia di volerlo fare. Adesso è il momento di fare scelte economiche e sociali importanti e fondamentali per le generazioni a venire e nessuno si può arrogare il diritto di starne fuori. Sia il popolo Italiano, il tanto citato popolo sovrano, a decidere se è il caso o meno di allungare l’età pensionabile o meno, se è il caso di facilitare i licenziamenti, anche per quelli del pubblico impiego, o no. Sia il popolo, altresì, a decidere se è il caso di spendere miliardi di euro in grandi opere come il TAV e il ponte sullo stretto, se continuare a spendere centinaia di miliardi di euro in guerre e armamenti, se finanziare le grandi imprese e multinazionali o invece le piccole medie imprese, gli artigiani, i piccoli imprenditori agricoli, il commercio di prossimità, ecc. Siano gli Italiani a decidere, siano gli Italiani a pretendere di decidere. Esiste sia un altra ricetta sia chi è in grado di somministrarla è questione di lasciargli spazio, anzi, è questione che questi si ripendano il loro spazio.
Ti potrebbero interessare anche:
Prima di tutto una domanda a cui ancora non so dare una risposta: per quale cazzo di motivo hanno nominato mario Monti senatore a vita? E non ve ne venite con la storia, sentita in questi giorni, che era indispensabile per nominarlo poi capo del governo, perchè non c’è scritto da nessuna parte che il presidente del consiglio debba per forza essere un parlamentare. Per citarne uno solo ricordo Ciampi divenuto presidente del consiglio senza essere ne deputato ne senatore. Senatore a vita lo è diventato solo dopo aver ricoperto anche la carica di presidente della repubblica.
E allora perchè questa scelta? Come dicevo non ho al momento una risposta, ma so che da oggi avremo un politico in più da smafare per tutta la vita, anche quando il suo, spero breve, incarico governativo terminerà. Questa nomina e i relativi compensi, per chi si vuole assumere l’onere di rimettere a posto i conti del paese non è proprio un buon inzio e se il buon giorno si vede dal mattino….
E il popolo sovrano, nel mentre di questi giochettti di palazzo, che per anni è stato citato in ogni dichiarazione, da destra a sinistra, che fine ha fatto? La democrazia, i diritti, la costituzione sono in contrasto con la voracità dei mercati finanziari, delle lobby, dei prenditori, del profitto infinito. La politica d’altronde si basa sul consenso elettorale, sul voto e non può permettersi di affondare più di tanto il coltello, così le banche che sino a ieri hanno manovrato nell’ombra, da dietro le quinte adesso passano in prima linea, prendono le redini direttamente nelle loro mani.
In Italia come in Grecia, dove è salito al governo l’ex vicepresidente della BCE, le banche assumono direttamente il controllo del paese e adotteranno senza mezzi termini, le misure che da tempo hanno richiesto. I partiti garantiranno loro l’appoggio necessario (senza nessuno può governare neanche le banche) senza però assumersi la responsabilità dei provvedimenti che verranno adottati. Lascieranno che Monti faccia il lavoro sporco per poi presentarsi come delle belle verginelle alle prossime elezioni.
L’unico modo per fermare il massacro sociale che ci si prospetta di fronte è che ognuno di noi ci metta del proprio, si impegni in prima persona. La partecipazione non è più uno slogan, un diritto, una opzione. Adesso diventa una necessità, un obbligo. Chi volterà per l’ennesima volta lo sguardo dall’altra parte deve essere ritenuto colpevole tanto quanto i politici, i banchieri e affaristi vari. E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare, non c’è spazio per gli ignavi, per gli indifferenti, per il “tanto in questo paese non cambia nulla”. E’ finito il tempo delle verginelle.
Ti potrebbero interessare anche:
ZERO PRIVILEGI PUGLIA – Comunicato stampa nr 1
Mentre la polemica sugli ingiustificabili privilegi della “casta” imperversa da mesi e la politica risponde con i soliti, quanto vuoti, annunci e intenti a cui non segue alcun atto concreto e tangibile, oggi 7 Novembre 2011 un gruppo di cittadini pugliesi iscritti al MoVimento 5 Stelle, in linea con le proposte sui tagli ai costi della politica che questo sostiene da tempo (abolizione dei rimborsi elettorali, abolizione delle Provincie, accorpamento dei Comuni sotto i 5 mila abitanti, ecc), hanno depositato presso il Consiglio regionale della Puglia una proposta di Legge regionale di iniziativa popolare che prevede:
- dimezzamento dello stipendio dei consiglieri regionali;
- abolizione dell’assegno di fine mandato;
- abolizione del vitalizio;
- non erogazione della diaria in caso di eccessive assenze;
- sostituzione dell’accesso gratuito alla rete autostradale con rimborsi per spese effettivamente effettuate e debitamente documentate;
- sospensione del trattamento economico ai consiglieri sottoposti dalla magistratura a misure cautelari.
Sarebbero 9 milioni di euro l’anno (45 milioni a legislatura) i risparmi quantificabili se queste semplici, quanto doverose norme venissero applicate a cui si sommerebbero ulteriori 9 milioni di risparmi a lungo termine in seguito all’abolizione del vitalizio.
Consapevoli che tali cifre non siano in grado da sole di risolvere i problemi economici della regione, siamo convinti che possano essere utilizzati per più importanti ed urgenti necessità, soprattutto oggi con i cittadini costantemente chiamati a sacrifici “lacrime e sangue”.
La raccolta delle necessarie firme a sostegno di questa proposta, che sarà preceduta da apposita conferenza stampa del comitato promotore, sarà avviata subito dopo che l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale pugliese avrà svolto i previsti adempimenti burocratici.
I cittadini che volessero aderire all’iniziativa possono prendere contatti col comitato promotore sul sito web http://pugliazeropriv.altervista.org , tramite l’apposita pagina Facebook Zero Privilegi Puglia o via mail all’indirizzo zeroprivilegipuglia@gmail.com.
Testo integrale della proposta
Tabella riassuntiva dei risparmi
Il Comitato Promotore




















