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Zero Privilegi Puglia

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Archive for ostuni

L’altro giorno ho ricevuto, per conoscienza, una mail in cui un cittadino segnalava la scarsa attenzione nel posizionamento dell’arredo urbano soprattutto nel centro storico. In particolare un cestino portarifiuti posto nei pressi della scalinata Mons Antelmi che rende di fatto impraticabile il relativo marciapiede. La mail inviata a diversi uffici comunali tra cui sindaco, assessore competente e difensore civico è stata inoltrata anche al sottoscritto, ad alcuni organi di stampa e ad un paio di consiglieri di opposizione di destra. A seguire il testo completo e le mie considerazioni sui temi sollevati inviate agli stessi destinatari ed in aggiunta, per par condicio, all’unico consigliere di opposizione di sinistra.

Salve,
a seguito e in riferimento al confronto verbale sorto con l’ass. Iaia in data 16 c.m. presso la scalinata Antelmi ad Ostuni durante la Sua fase di direzione ai lavori per l’installazione dei nuovi cestini per la spazzatura nelle zone nevralgiche del paese volti ad evitare l’indiscusso problema dei rifiuti che, soprattutto in questo periodo,  invadono le vie cittadine, ci tengo a puntualizzare in forma scritta quanto gia’ verbalmente espresso.
Mi permetto di obiettare sul posizionamento, apparentemente poco meditato, di alcuni dei suddetti cestini.
In un paese in cui, per la particolare conformazione urbana, l’eliminazione delle barriere architettoniche rappresenta uno dei punti piu’ difficili da affrontare, e in cui gia’ “per natura” la viabilita’ pedonale risulta, in diversi tratti, ostruita o deviata (alcuni marciapiedi sono talmente stretti che qualsiasi persona fa fatica a passare, in particolare se con la carrozzina), l’arredo urbano dovrebbe essere progettato nel migliore dei modi.
Ritengo sia necessario tutelare tutti, in modo tale che la progettazione urbanistica non diventi un’insidia o un trabocchetto, ma si riveli un aiuto prezioso anche per la sicurezza.
Per tutelare il piu’ possibile i pedoni (la carta europea dei diritti del pedone ci offre un ottimo insegnamento) e’ necessario progettare con qualita’, criterio, cura e con un minimo di buonsenso l’arredo urbano, tenendo conto delle diverse necessita’ di ogni cittadino, senza quindi andare a penalizzare nessuno.
Non ho potuto fare a meno di notare, e segnalare all’assessore, ottenendo risposte poco affini al tema, l’errata installazione del cestino posizionato su largo Lanza /angolo via Carmignano (allego foto n.ro 1 e 2): lo stesso cestino ostacola letteralmente il passaggio pedonale mettendo addirittura a rischio chi, arrivando da via Lanza, voltando l’angolo, se lo ritrova prepotentemente davanti.
A mente dell’art. 3, comma 1, n.ro 33, C.d.S. il marciapiede e’ la parte esterna della carreggiata viaria, rialzata o in altro modo delimitata e protetta, caratterizzata da una intrinseca sicurezza (che in questo caso verrebbe a mancare) a garanzia dell’utenza debole della strada, composta dai pedoni e, in particolare, dai disabili, dagli anziani e dai bambini, meritevoli tutti di una particolare tutela dai pericoli derivanti dalla circolazione stradale.
Il pericolo si conferma ancora piu’ grave considerando che il cestino sia stato posizionato vicino a tubature e contatori del gas; com’e’ noto basterebbe una cicca di sigaretta accesa buttata distrattamente vicino a un cumulo di cartacce e spazzatura per sviluppare anche piccoli incendi che pero’ possono subito creare danni anche piu’ consistenti.
Meno pericoloso ma decisamente di cattivo gusto la collocazione di un terzo cestino, vicino a 2 (GIA’ DIVERSI FRA LORO) preesistenti (foto n.ro 3) proprio ai piedi della scalinata Antelmi.
Invito le amministrazioni locali a valutare quanto espressamente da me dichiarato al fine di migliorare la situazione e spalmare in modo piu’ adeguato i suddetti cestini.
Siano chiari, e ci tengo a specificarlo, i toni NON polemici, ma volti semplicemente al confronto e ad un’attenta valutazione dei fatti, in una citta’ di tutti che possa essere non solo accogliente ,ma anche bella da vedere… e da vivere.

Grazie per l’attenzione
Alessandro Sozzi

Nel ringraziarla per le acute osservazione mi permetto di esprimere alcune mie considerazioni sulle problematiche da lei esposte.

Rifiuti e marciapiedi, due argomenti esemplari dell’inettitudine di questa amministrazione nel gestire l’ordinario, l’ovvio, il banale. Pensare che c’è chi si aspetta da questi ciarlatani delle risposte ai complessi problemi di cui soffre la società contemporanea, soprattutto oggi di fronte ad una drammatica crisi economica affrontata dal nostro paese nel modo peggiore e più deleterio per la popolazione.

Il tono non polemico della mail che mi avete inviato per conoscienza, si evince anche dalle foto allegate, probabilmente realizzate poco dopo lo svuotamento dei cestini portarifiuti ivi ritratti. Sarebbe bastato, come ho fatto io più volte, effettuare quelle foto anche solo verso le otto di sera per ritrarre quei cestini trabordanti di rifiuti, mentre a notte inoltrata spesso risulta difficile scorgerli perchè completamente sommersi. Situazione identica è riscontrabile sulle spiagge dove a parte la considerevole quantità di simboli del progresso incastonata  tra la macchia mediterranea, i rari cestini risultano stracolmi già nelle prime ore della mattinata senza che ci sia nessuno che si preoccupi di svuotarli, tant’è che all’imbrunire anche questi  di fatto spariscono sotto montagne di buste e rifiuti vari. Se la tecnica della fotografia ci permette di documentare tutto questo e quella dell’informazione di divulgarle tramite il web, nulla è stato ancora inventato per registrare il lezzo nauseabondo che questi monumenti all’inettitudine dei nostri amministratori emanano. Vale la pena ricordare che in un sondaggio svolto lo scorso anno dall’associazione Borgostuni una delle principali lamentele dei turisti risultava essere “città e spiagge sporche”.

Posso già immaginare a questo punto la risposta del nostro Sindaco con i riferimenti alla Bandiera Blu (concessa nonostante non si è in possesso dei requisiti minimi – vedi qui), alle 5 vele (dateci da una associazione che sino ad un paio di anni fa definiva Ostuni “pietra dello scandalo del Salento” – vedi maremonstrum 2008 pag.47), al consenso elettorale (come se fosse dipendente alla capacità di governare-amministrare – non cito per questioni di spazio) e poi bla, bla, bla….

Sui marciapiedi poi sarebbe il caso di rivolgersi a  Chi l’ha visto perchè trovarne uno degno di essere definito tale ad Ostuni è impresa ardua. E non solo nella parte antica della città dove per ovvi motivi risultano di difficile realizzazione o adeguamento, ma anche e soprattutto nella parte “moderna”. Stretti, parzialmente occupati da piante ed espositori di merce varia, con la presenza di numerosi scalini alcuni di considerevole altezza e generalmente senza idonei scivoli  definirli marciapiedi è un azzardato eufemismo.
Stendiamo,infine, un velo pietoso sulle barriere architettoniche. Basta pensare che a tutt’oggi non si è stati capaci, tra un rondò ed un altro, di realizzare uno scivolo di fronte all’ufficio ASL dove si effettuano le visite della commissione invalidi.

Naturalmente neanche questa mail vuole assumere toni polemici. D’altro canto non attribuisco grandi colpe ai nostri amministratori. Non sono così per lassismo o cattiveria è che sono incapaci, un incapacità mentale, strutturale, congenita oserei dire. Non lo fanno apposta, sono proprio così, che ci vogliamo fare.

Saluti.
Mariani Paolo

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Categorie : Politica
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Qual’è la differenza tra due brutti ceffi che vanno da un commerciante o un imprenditore a “chiedere” il famigerato pizzo ed un datore di lavoro che mensilmente si trattiene dai 100 ai 200 euro dallo stipendio di ogni suo dipendente? Nessuno, assolutamente nessuno! Entrambi sono dei farabutti e dei vigliacchi. Entrambi meriterebbero la galera e la confisca di tutti i beni perchè comunque ottenuti tramite i proventi dell’estorsione.

Eppure mentre i primi sono visti dalla società tutta ed in particolare dalle vittime come criminali e le somme loro versate assumono il termine di estorsione, i secondi invece sono generalmente soggetti dell’alta società, accolti nei salotti cittadini come nobili imprenditori che portano benessere e prosperità e le vittime addirittura si sentono in dovere di ringraziarlo perche grazie a lui hanno un posto di lavoro. E’ come se un commerciante ringraziasse i suoi estorsori perchè grazie a loro il suo negozio non prende fuoco.

Siamo all’assurdo eppure è pura normalità, soprattutto nel sud dove la mancanza di lavoro è una pandemia a cui si può sfuggire solo emigrando. E’ pura normalità che neanche se ne parla, nessuno dice niente e nessuno fa nulla. Intanto questi estorsori mascherati da datori di lavoro grazie alle cifre di questo pizzo mensile accumulano ricchezze che possono poi investire in nuove attività siano esse produttive o commerciali che gli consentono così non solo di aumentare il proprio potere economico e di conseguenza il proprio peso politico, ma anche il numero di dipendenti e di conseguenza le somme in nero derivanti da queste estorsioni.

Sono convinto che arrivati a questo punto qualcuno di voi, magari del nord dove queste cose pur essendoci non sono molto diffuse, si sta cominciando a domandare: ma questo di che parla esattamente? Eh, lo so che in molti luoghi ciò è ancora una assurdità, ma da queste parti, come dicevo, è pura normalità! Come funziona? Semplice, quando si pagano gli stipendi il lavoratore si reca nell’apposito ufficio per ritirarlo in contanti e gli viene presentata la regolare busta paga che deve firmare anche a dimostrazione di aver ricevuto quei denari, solo che la somma effettivamente consegnata non  corrisponde a quella indicata nella busta paga sottoscritta ma risulta inferiore di una cifra variabile dai 100 ai 200 euro in relazione sia all’ammontare dello stipendio sia a chi ha raccomandato quel lavoratore al momento dell’assunzione. Già, perchè se la raccomandazione è giunta da un politico influente fanno pure lo sconto sul pizzo. I privilegi della casta non si limitano certo ai superstipendi e superpensioni.

Naturalmente non posso qui fare i nomi di coloro che adottano questo sistema, pur sapendone molti non ho le prove se non le confidenze fattemi da diverse vittime che per paura di perdere il lavoro domani negherebbero tutto. Mi assumerei anche il rischio di una querela se ci fosse poi la probabilità di dimostrare l’esistenza di questo sistema, ma so bene che non è così. Non  condanno chi non ha il coraggio di parlare, lo capisco bene la coseguenza sarebbe la sicura disoccupazione. Tra l’altro mentre contro il tradizionale pizzo in questi anni sono nati strumenti a tutela di chi denuncia, il pizzo sullo stipendio invece è stato sino ad ora completamente ignorato dai media come dai legislatori.

Cosa si potrebbe fare? Non lo so, penso però che l’obbligo di erogare lo stipendio tramite accredito su conto corrente sarebbe già qualcosa. Un conto è ricevere una somma inferiore al dovuto altro è dover “restituire” del denaro al proprio datore di lavoro, penso che almeno da un punto di vista culturale ci sarebbe un cambiamento e questa operazione sarebbe vista per quello che è: un estorsione, e il lavoratore comincerebbe a sentirsi una vittima piuttosto che uno fortunato. Un’altra cosa che si potrebbe fare è boicottare quelle attività che sappiamo adottare questo sistema. perchè anche se non li possiamo elencare, sappiamo chi sono, lo so io e lo sanno anche molti di voi. Comiciate a non andare più in quegli esercizi commerciali, fregatevene delle offerte, della possiblità di sceltà, della presenza dell’aria condizionata, dei parcheggi e di altre stronzate del genere. Pensate al diritto di chi lavora di percepire per intero la propria paga, pensate alla dignità della persona. Solo in questo caso sarete dignitosi anche voi.

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ago
08

Turisitici per caso

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Quest’anno, a dimostrazione che la stagione turistica si restringe sempre più, abbiamo dovuto aspettare il 7 di Agosto per rilevare nella città bianca una un numero di presenze di forestieri degna di una località che fa del turismo il suo principale motore economico. Non ho numeri da snocciolare ma sono uno che va spesso al mare e generalmente la sera una passeggiata nel centro storico non me la faccio mancare e non mi è certo sfuggita sino a l’altro giorno la carenza di turisti. Vedere nel mese di Luglio le spiagge con pochi bagnanti ed il centro storico popolato più dai locali che dai forestieri è una cosa che personalmente non mi dispiace, ma che sicuramente dispiace agli operatori economici del settore. So che molte ville, affittate da sempre a migliaia di euro al mese, quest’anno nel mese di Luglio sono rimaste sfitte e chi è riuscito a piazzarle è solo perchè ha ridotto di molto il canone. Non so i dati delle varie strutture ricettive, ma non credo che possano vantare differenti situazioni. Tutto ciò, come ebbi a dire in passato, altro non potrà che comportare un notevole incremento dei prezzi nel periodo di maggior affluenza. Non a caso la Puglia in base alle rivelazioni di associazioni del settore è risultata tra le regione più care ed Ostuni in particolare tra le città più care della Puglia. Dall’essere la regina degli ulivi sta diventando la regina dei prezzi.

Ma comunque i turisti alla fine sono arrivati e sono arrivati in massa, così sin da subito la città bianca ha potuto dimostrare tutta la sua incapacità a gestire in modo adeguato tutta questa massa di gente. Sulle spiagge è ancora oggi impossibile reperire un congruo numero di contenitori per i rifiuti, così è normale prassi trovare piccoli cestini che gìà in prima mattinata cominciano a debordare la massa di rifiuti che inevitabilmente la gente produce tanto che a sera il cestino sarà completamente scomparso sotto la massa informe di sacchetti e buste varie. Nessuna traccia di servizi igienici, e qui lascio a voi scoprire dove vengono smaltiti i rifiuti biologici siano essi liquidi o solidi delle centinaia di persone che con la loro “regolare quotidianità” occuppano le spiagge del litorale ostunese.

La situazione non si modifica molto se lasci la costa e ti dirigi nel centro abitato. Ieri sera  alle  21 i pochi cestini presenti in piazza erano già stracolmi e la gente cominciava a depositare i rifiuti nelle vicinenaze degli stessi. Non raro intercettare il lezzo nauseabondo che  alcune di quelle isole “ecologiche” emanavano. Il top però l’ho potuto constatare nella villa comunale dove c’era la sagra della frisa e della risa; diversi stand enogastronomici e centinaia di persone che tra un ballo e l’altro si cibava di quelle gustose prelibatezze. Per i rifiuti solo alcuni contenitori tipo quelli che comunemente si trovano nelle case di tutti noi,  assolutamente inadatti per un evento del genere. L’assessorato alle attività produttive, organizzatore dell’evento, non ha pensato alla enorme produttività di rifiuti (plastica, residui di cibo, vetro, aluminnio, ecc) che una sagra del genere inevitabilmente produce e la gente ha dovuto fare lo slalom tra i rifiuti sparsi in ogni dove. Non invidio chi a fine festa è stato incaricato di ripulire.

Cari Ostunesi avete di fronte due possibilità: o lasciate che tutto ciò continui ad accadere e quindi continuate ad affidarvi a questa inetta classe dirigente (tutta dal PDL al PdmenoL compresi quelli che in consiglio comunale non ci sono) oppure vi rimboccate le maniche e li cacciate tutti.

 

 

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“Ulla la, ulla la, ulla la la questo è il valzer del moscerino, ulla la, ulla la, ulla la la questo è il valzer che fa la la la” Così recita una nota canzoncina che le mie bimbe di 11 e 8 anni sovente intonano. Allegro e divertente ascoltarle e vederle danzare. Non altrettanto allegro e  divertente, ma patetico e ridicolo invece la solita cantilena con cui la giunta comunale ostunese intrattiene da tempo gli abitanti della città bianca. Il primo ballerino dirige le danze mentre gli altri cavalieri, in continuo lamento sia per il tipo di ballo che per la qualità dello stesso, non esitano poi a dimostrare tutta la loro gioia e la loro sottomissione nel momento in cui vengono scelti per un giro di ballo.

A dirla tutta la cantilena è nota da subito, non appena questa amministrazione comunale si è insediata in seguito al successo elettorale che ha visto la riconferma del sindaco Tarzanella. I Patetici Disperati, maggioranza nella maggioranza, sostenevanpo di aver diritto, in base ai risultati elettorali, a quattro assessorati più la presidenza del consiglio comunale e che MAI avrebbero rinuciato a tale diritto per cederlo ad una lista che era riuscita ad ottenere solamente una manciata di voti. Questa tiritera è durata qualche settimana, tant’è che alla prima convocazione del consiglio comunale la giunta non era ancora stata definita. I giornali “informavano” limitandosi a trascrivere le dichiarazioni di uno e dell’altro. Come prevedibile sin dall’inizio il primo ballerino impose le sue scelte e così i Patetici Disperati rinunciarono ad un assessorato ed il “MAI rinuceremo” sparì dalle dichiarazioni e di conseguenza dai giornali. Nessuno si prese poi l’onere di spiegare ai propri elettori i motivi di questa scelta e d’altro canto non si rilevò nessun giornalista che pose tale domanda.

Il ritornello venne riproposto a distanza di poco più di un anno in quella che venne mediaticamente definita la crisi di capodanno. In giunta si discuteva una delibera con la quale si approvava il trasferimento al comune di Ostuni di un operatore ai servizi cimiteriali. Del tutto “casualmente” beneficiario di questo provvedimento un parente di un consigliere d’opposizione amico. Amico nel senso che ha più volte dichiarato la sua ammirazione personale e politica nei confronti dell’attuale sindaco. Un vecchio volpone della politica, ex sindaco e in consiglio comunale da anni. Per farvi capire il tipo vi dico che è stato quello che ha ufficialmente proposto di dedicare una via cittadina all’ex latitante Bottino Craxi. All’accogliemento della domanda di trasferimento pare che erano contrari i Patetici Disperati assessori. La cosa fece imbestialire il primo ballerino che immediatamente ritirò agli stessi le deleghe assessorili. Seguirono le solite dichiarazioni di uno e dell’altro fedelmente riportate dagli organi di “informazione” locali con cui i protagonisti della vicenda si lanciavono vicendevolmente pesanti accuse. Il tutto si concluse dopo circa una decina di giorni, gli assessori si riaccomodarono sulle loro poltrone e la domanda di trasferimento fu accolta. Quali siano stati i reali motivi del contendere o il perchè i Patetici Disperati abbiano cambiato idea sulla questione del trasferimento non è dato a sapersi.

Ed eccoci ai giorni nostri quando, qualche settimana fa, si è cominciato a profilare un rimpasto di giunta anche per andare incontro alla richiesta del quarto assessore dei Patetici Disperati. Quattro le poltrone interessate. Due degli occupanti, Marzio e Solonna della lista “civica” Ostuni che lavora (e gli altri che fanno, se la grattano?) saputo di dover lasciare il posto rassegnano immediatamente le dimissioni e se ne vanno sbattendo la porta. Di nuovo i giornali riportano fedelmente le dichiarazioni di uno e dell’altro. I due non si lamentano di dover abbandonare il loro posto, ma semmai delle scelte amministrative e politiche del primo ballerino ed in particolare le critiche riguardano il bilancio economico che secondo loro è fuori di ogni logica oltre che in contrasto col programma e l’intenzione di far entrae in giunta un componente dell’opposizione che tra l’altro era candidato sindaco come alternativa all’attuale. L’epilogo, noto e scontato, è sempre lo stesso, i due sono rientrati nei ranghi ma a breve lascieranno il loro incarico, questa volta felicemente concordi, per far posto anche al componenete dell’opposizione e delle critiche al bilancio, rimasto com’era, più nessuna traccia.

I giornali naturalmente non ne parlano ma è evidente che questi balletti con il solito e scontato finale hanno delle contropartite che noi ignoriamo. Contropartite che vengono definite nelle chiuse stanze del palazzo, i cui termini sono noti solo ai contraenti che ben si astengono dal renderli pubblici e che comunque poco hanno a che fare col benessere della città e dei suoi cittadini.

Ulla la, ulla la, ulla la la questo è il valzer dell’assessorino, ulla la, ulla la, ulla la la questo è il valzer che fa la la la!!!

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Categorie : Politica
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Immaginate di essere all’interno di una boutique come ce ne sono tante nei centri cittadini o commerciali, una di quelle che vende solo capi firmati e di un certo costo. All’improvviso vedete entrare un tizio con pantaloni e camicia (li canze appunto) tutti stracciati e sporchi che si dirige verso il reparto cinture e bretelle. Lo osservate bene, non indossa un qualche capo “alla moda” ma veri e propri vestiti vecchi tutti sunti, unti e bisunti ed anche l’indossatore non pare proprio un modello di igiene e pulizia. Questo passa in rassegna tutte le cinte e le bratelle esposte fino a scergliene un paio di quelle luccicanti con la firma ben in vista e dall’oneroso prezzo, quindi dopo aver pagato alla cassa il dovuto le indossa e, sempre coi suoi vestiti tutti sunti, unti e bisunti beato si allontana. Preso atto che non si tratta di una candid camera, che cosa pensereste della scena appena vista? Non so voi, ma a me il primo pensiero sarebbe “è assai il danno a quello”!

E se “è assai il danno a quello” è altrettanto assai il danno agli Ostunesi. Perchè? Perche si stanno comportando allo stesso modo. Infatti è in fase di ultimazione la bretella stradale sulla  provinciale per Villanova che l’amministrazione comunale  per nome e conto dell’intera popolazione, ha deciso di realizzare per, a loro dire, dividere il traffico diretto a mare da quello interno alla zona industriale rendendo quest’ultimo più sicuro. Zona industriale che, come lo strano personaggio di cui sopra, possiede solo ed esclusivamente canze strazzate. E’ infatti impossibile trovare un tratto di strada, o meglio un solo metro quadro, dove non siano presenti buche di considerevoli dimensioni. Avete a mente il gruviera, il tipico formaggio svizzero? Ecco la situazione delle strade nella zona industriale è esattamente la stessa, peccato non sia altrattanto gradevole agli automobilisti e autotrasportatori costretti a percorrerle. Immaginate la situazione quando piove con tutte quelle “piscine” che di fatto nascondono alla vista la loro profondità e le bestemmie di quelli che, ignari della reale situazione, ci finiscono dentro con le ruote dei loro veicoli. Per non parlare poi di tutte le erbacce, rovi e rifiuti vari che ormai sono parte integrante dell’arredo urbano della zona.

La domanda sorge spontanea: perchè realizzare una bretella stradale dal costo di 2 milioni e 500 mila euro per rendere più sicura la circolazione all’interno della zona industriale quando le strade sono e rimarranno in quella situazione? Non si poteva trovare una soluzione diversa e di minor costo, soprattutto in questo periodo di austerità in cui anche a livello comunale si continua ad aumentare la pressione fiscale? Sulla sicurezza stradale poi sarebbe bastato chiedere alle forze dell’ordine o ai servizi di emergenza sanitaria per scoprire che le strade su cui si registrano  maggiori e più gravi incidenti sono altre.

Eppure è qui che il comune ha deciso di investire la ragguardevole cifra. A vedere il percorso poi sorgono altre perplessità, perchè sostituire l’attuale rettilineo con un curvone? Perchè questa nuova bretella segue un tracciato che prima l’allontana dall’originario tratto per poi ricongiungersi alla stessa qualche centinaia di metri più in la? Secondo quale logica sono state fatte queste scelte? Il sospetto che mi sorge è che si sia voluto appositamente creare un isola tra l’esistente strada e la nuova bretella, sospetto avvalorato anche dal fatto che il nuovo tracciato pur attraversando in pieno diversi terreni privati ne aggira completamente uno che guarda caso occuperà l’80% dell’isola creata. Scommetiamo che prima o poi quel terreno, ora agricolo, cambierà destinazione d’uso?

Si potevano operare scelte diverse e di minor costo? Certo, sarebbe bastato allargare la strada esistente e porre, come fatto dall’altra parte del ponte ferroviario, uno spartitraffico che separasse la circolazione diretta da qualle interna, ma in questo caso non solo non si sarebbe creata l’isola ma il terreno ora in posizione favorevole sarebbe stato proprio quello più utilizzato. Si sarebbero risparmiati un sacco di soldi sia nella realizzazione del tratto stradale (decisamente più corto) sia nelle operazioni di esproprio. Allargando la strada gli espropri avrebbero interessato un paio di terreni, mentre nel tracciato adottato dal comune ne hanno coinvolti cinque. Aggiungo infine che il tracciato adottato attraversa vecchie lamie per il deflusso delle acque piovane e questo, come anche riportato nelle schede tecniche del progetto, rappresenta un “elevato rischio di alluvione per le eree circostanti”. Se mai dovessero verificarsi danni in relazione a queste opere sarà il comune a dover pagare, ovvero e ancora una volta noi tutti.

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Se c’è una cosa su cui la politica nostrana non manca di dare conferme costanti, oltre al mantenimento dei propri privilegi e delle innumerevli poltrone, è sicuramente l’incoerenza non solo tra quello che dicono e fanno, ma anche tra le scelte e le strategie che perseguono. Come ciechi che brancolano nel buio assoluto compiono scelte e sviluppano atti in contraddizione uno con l’altro. Una evidente schizzofrenia politica che un giorno percorre una strada e in un altro la ripercorre a ritroso verso al direzione esattamente opposta, il tutto sempre depauperando le già risicate risorse economiche, ambientali e sociali di noi tutti.

Naturalmente il tutto avviene con il plauso di pennivendoli vari e blateranti conduttori di TG che invece di evidenziare la patologica condizione in cui drammaticamente ci troviamo elevano questi schizzofrenici al rango di illuminati e lungimiranti politici. Tant’è che in questi giorni a media unificati si è diffuso l’annuncio della partecipazione del comune di Ostuni ad un bando regionale per progetti di rigenerazione urbana tramite il quale il comune chiede un finanaziamento di 2 milioni e 500 mila euro per interventi di riqualificazione del rione terra, il nucleo più antico e caratteristico della città.

Adesso, senza entrare nel dettaglio del progetto cosa che farò appena lo avrò a disposizione, non posso che gioire di tale iniziativa. Investire nel recupero e nella valorizzazione dell’esistente è, a mio modesto avviso, la strada maestra che tutti le amministrazioni locali dovrebbero percorrere. Per capirci, la scalinata con sottostante piazzetta nei pressi della piazza è sicuramente la miglior opera (aimè forse l’unica) fatta ad Ostuni nell’ultimo decennio. Peccato per tutti quei tavolini che in estate la occupano quasi interamente.

La cosa che però né i pennivendoli né i blateranti conduttori dicono è che la stessa amministrazione in questi anni ha autorizzato e permesso la realizzazione di interi quartieri ed aree che necessiterebbero di interventi di rigenerazione urbana ancor prima di essere terminati. Mi riferisco naturalmente a quell’obrobrio estetico e sociale definito zona artigianale, che di artigianale ha solo il nome visto che sin dall’inizio è stata realizzata ed utilizzata come vera e propria zona residenziale. Ma mi rifersico anche alla zona Peschiera, palazzi costruiti in piena sintonia coi quartieri dormitorio anni settanta-ottanta, così come all’area diciamo cityper dove a parte il centro commerciale in cui il buon consumatore/elettore può andare a “utilizzare” il denaro faticosamente guadagnato non c’è alcuna traccia di aree di socializzazione, che ne so un parco, una area atrezzata per bimbi o cose simili.

Un giorno favoriscono ed autorizzano questi scempi urbani e l’altro percorrendo la strada a ritroso in direzione esattamente opposta chiedono soldi (rigorosamente nostri) per la rigenerazione urbana. Queste menti fine sono l’emblema della schizzofrenia politica allo stato puro, noi i coglioni che li finanziano.

P.S.: approfitto di questo spazio per fare le mie congratulazioni al sindaco di Ostuni Tanzarella (in arte Tarzanella) che ha da poco incassato un assegno da 18 mila euro come assegno di fine mandato per aver amministrato la città bianca dal 2004 al 2009; cosa per la quale era già stato lautamente pagato con un assegno mensile di 3 mila e 800 euro.

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Anche per rispondere a tutti quelli che continuano a dire che il sottoscitto e tutti i “grillini” sono capaci solo di criticare voglio riportare in questo post le proposte che sono state lanciate da questo blog . L’invito, rivolto in particolare ai buon temponi della domenica, è quello di commentarle e se ne sono capaci, cosa di cui dubito fortemente, integrarle o modificarle con le loro.

Rifiuti

  • Avvio del sitema di raccolta differenziata porta a porta spinta con applicazione della tariffa puntuale. Questa tariffazione. a differenza della TARSU,  non viene contegiata in base ai mq di un abitazione, ma bensì sulla quantità di rifiuti prodotti da un nucleo familiare, dove per rifiuto si intende ciò che non può essere avviato a riciclo, vuoi per il tipo di materiale vuoi per una non corretta differenziazione dei rifiuti. Tutto il resto non deve influire sulla tariffa in quanto trattasi di materiale (in gergo: materie prime seconde) che viene rivenduto. Questo tipo di raccolta e tariffazione, nei luoghi in cui è stata adottata, ha dimostrato di far risparmiare le amministrazioni e di conseguenza i cittadini che hanno visto diminuire i costi delle bollette, nonchè di necessitare di un numero maggiore di operatori.
  • Avvio e sostegno di tutti quei circuiti  virtuosi in grado di diminuire la produzione di rifiuti:
    • compostaggio domestico con distribuzione in comodato gratuito di compostiere domestiche, realizzazione di corsi sul compostaggio domestico e sconti tariffari per chi lo esegue correttamente;
    • stimolare l’uso dell’acqua del rubinetto favorendo l’acquisto di depuratori domestici ed installandoli in tutti i locali di proprietà pubblica a partire dalle scuole;
    • favorire e sostenere l’installazione di distributori alla spina per tutti i prodotti possibili, dai detersivi vari, all’acqua, al latte, etc;
    • vietare, nei capitolati d’appalto predisposti dall’amministrazione comunale, l’utilizzo di oggetti usa e getta in plastica, imponendo invece quelli riutilizzabili o in alternativa quelli in materiale biodegradabile;
    • vietare in tutti i centri ed esercizi commerciali l’uso e la distribuzione di sacchetti di plastica, sostenendo e favorendo l’utilizzo di borse riutilizzabili in stoffa o, in alternativa, in materiale biodegradabile;
    • incentivi alle famiglie per l’utilizzo di pannolini lavabili e realizzazione di accordi con esercizi commerciali per favorirne la disponibilità e l’utilizzo.
  • Realizzazione, nella zona idustriale, di un centro di riciclo sullo stile del centro riciclo di Vedelago. Presso questo tipo di impianto tutto il materiale non organico viene ulteriormente purificato da eventuali errori nella differenziazione domiciliare, compattato e infine venduto ai vari consorzi ed aziende del settore. Il  non riciclabile viene lavorato per essere trasformato in un granulato che può essere utilizzato in edilizia, realizzazione di oggetti in plastica riciclata, etc. Il centro riciclo deve avere dimensioni e capacità di lavorazione in grado di accogliere anche i materiali provenienti dalle raccolte differenziate dei paesi limitrofi. Per la sua realizzazione sono necessari 5 milioni di euro, meno dei 6 milioni previsti per la realizzazione di un inutile strada che collegherà la zona industriale con quella artigianale. In compenso la sua operatività necessita di non meno di 50 lavoratori (posti che perdureranno nel tempo).

Energia

  • Audit energetico degli edifici pubblici, ovvero una approfondita ed esaustiva rilevazione dei consumi energetici (per riscaldamento/raffreddamento e elettricità) di tutti gli edifici e strutture di proprieta comunale.
  • Predisposizione di un piano pluriennale per la ristrutturazione energetica di tutti gli edifici e strutture di proprietà comunale. Dando priorità a quelli in cui si rilevano maggiori consumi.
  • Cessione in comodato gratuito di tutti i lastrici solari degli edifici pubblici ove non sussite vincolo paesaggistico per la realizzazione di impianti fotovoltaici di investitori privati (quelli che di solito li fanno sui terreni agricoli).
  • Istituzione dello sportello “Energia amica” accessibile dal vivo, via telefono e via web ove reperire tutte le informazioni tecnologiche e legislative, ivi comprese le agevolazioni fiscali, inerenti il risparmio energetico e la produzione da fonti rinnovabili.
  • Stipula di specifici accordi con professionisti esperti in risparmio energetico e realizzazione di impianti per autoproduzione da fonti rinnovabili per l’erogazione di servizi di consulenza a prezzi concordati.
  • Stipula di accordi/convenzioni con istituti di credito per l’erogazione di finaziamenti a tasso agevolato per le ristrutturazioni energetiche degli edifici e abitazioni.
  • Snallimento procedure e abolizione di tutti gli oneri comunali previsti per le pratiche relative a ristrutturazioni energetiche di edifici ed abitazioni.
  • Agevolazioni e incentivi per nuove costruzioni, ampliamenti e ristrutturazioni con certificazione prevista dalla legge regionale sull’abitare sostenibile:
    • aumento di cubatura (fino al 10%), esenzione decennale dall’ICI (ove prevista), esenzione da oneri e contributi comunali relativi all’opera per le certificazioni in classe di merito 5;
    • esenzione decennale dall’ICI (ove prevista) ed esenzione da oneri e contributi comunali relativi all’opera per le certificazioni in classe di merito 4.
  • Obbligo per le nuove costruzioni e per le demolizioni con ricostruzione della certificazione prevista dalla legge regionale sull’abitare sostenibile con classe di merito non inferiore alla 4, nonché obbligo di realizzazione di adeguato impianto fotovoltaico per produzione di energia elettrica e pannelli solari per produzione di acqua calda sanitaria su lastrico solare ove non sussite vincolo paesaggistico.
  • Ammodernamento dell’intero impianto di illuminazione pubblica con implemetazione della tecnologia a LED in grado di diminuire i costi dei consumi del 70% e quelli di manutenzione del 30%.
  • Piano pluriennale per la sostituzione del parco autoveicoli comunali con modelli elettrici e/o ibridi.

Urbanistica

  • Blocco delle aree di espansione edilizia nei piani regolatori delle aree urbane. Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Concessioni di licenze edilizie soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dimesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico;
  • Formulazione di allegati energetici-ambientali ai regolamenti edilizi vincolanti la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all’anno);
  • Espansione del verde urbano nell’ottica di una riduzione dello squilibrio complessivo tra inorganico e organico, con fissazione di percentuali annue di incremento, al fine di: migliorare i microclimi urbani, aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli; potenziare la fotosintesi clorofilliana per incrementare l’assorbimento di CO2;
  • Valutazione strategica dell’impatto ambientale, ma anche visivo (il paesaggio è di tutti) per qualsiasi intervento sul territorio;
  • Uso nell’edilizia di materiali locali, per quanto possibile, e riutilizzo di materiali provenienti dalle demolizioni;
  • Dotazione obbligatoria di impianti fognari dove sono ancora assenti ed incentivi in favore di impianti di depurazione per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario;
  • Aumentare la qualità nel riscontro degli ispettori dei cantieri per la sicurezza sul lavoro ed aumentare l’efficacia dei controlli per verificare i lavori in nero;
  • Negli appalti pubblici deve essere considerata anche la fedina penale dei titolari e dei cda delle ditte che si offrono per la costruzione / ristrutturazione

Uso del territorio

  • La città, il territorio del quale è nata e di cui essa fa parte, gli uomini e la società che la costruiscono, la abitano e la utilizzano fanno parte di un unico sistema;
  • si attribuisce priorita alla tutela dell’integrità fisica del territorio, intesa come preservazione da fenomeni di degrado e di alterazione irreversibile dei connotati materiali del sottosuolo, suolo, soprassuolo naturale, corpi idrici, atmosfera, considerati singolarmente e nel complesso, con particolare riferimento alle trasformazioni indotte dalle forme d’insediamento dell’uomo;
  • si riconosce la necessità e la responsabilità, nei confronti delle generazioni future, di non disperdere le straordinarie ricchezze e bellezze del territorio comunale così come ci sono state tramandate attraverso il secolare lavoro della natura e dell’uomo;
  • i piani urbanistici devono essere volti prioritariamente al recupero e alla valorizzazione dell’esistente e considera prioritariamente il riuso e la riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti rispetto ad ogni ulteriore consumo di suolo;
  • la città è luogo di massima espressione della vita civile e politica nel quale la convivenza sociale facilita l’esercizio attivo dei diritti individuali. E’ pertanto indispensabile favorire la convivenza sociale attraverso: 1) un sistema di regole di uso del territorio che garantiscono la massima diffusione dei diritti primari dei cittadini quali la salute, la mobilità, la libertà di cultura e d’istruzione pubblica, la casa, la sicurezza sociale; 2) una specifica attenzione agli spazi pubblici affinché siano resi attraenti, sicuri e utilizzabili da tutti, con particolare attenzione per i cittadini più deboli come i bambini, gli anziani, i portatori di handicap; 3) la definizione di un assetto della mobilità che temperi l’esigenza di spostarsi con quella di garantire la salute e la sicurezza dei cittadini.

Informatica e servizi web

  • Realizzazione di una rete senza fili per l’accesso ad internet in banda larga, iniziando dai punti di maggior interesse ed afflusso (biblioteca, palazzo di città e piazza della Libertà, edifici scolastici, villa comunale, zona industriale, zona artigianale) per arrivare, al massimo in un triennio, alla totale copertura del territorio comunale compreso area rurale e marittima. Gratuità dell’accesso ai residenti e possibilià di accesso a bassi costi per i forestieri (le strutture ricettive potranno richiedere delle schede di accesso gratuito per i loro ospiti potendo così offrire loro a costi zero un servizio aggiuntivo oggi molto richiesto).
  • Completamento, adeguamento e messa in funzione della sala informatica presente all’interno della biblioteca comunale costata già svariati migliaia di euro e mai messa a disposizione della cittadinanza.
  • Implementazione, al fianco dei tradizionali sportelli aperti al pubblico, di sportelli informatici ove poter avviare, gestire e concludere quelle pratiche burocratiche-amministrative per cui oggi è necessario recarsi presso l’ufficio competente, prevedendo altresì la possibilità di contatto audio/video con un addetto tramite tecnologia VOIP.
  • Istituzione di un ufficio per l’implementazione informatica in tutti servizi/settori del comune e con il compito, tra l’altro, di:
    • Formare ed aggiornare il personale dipendente all’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche e dei software open source utilizzabili all’interno della pubblica amministrazione.
    • Realizzare e gestire un portale web istituzionale tramite cui l’utenza possa accedere a tutte le informazioni relative all’attività amministrativa, compresi tutti gli atti pubblici emessi, nonchè a tutti i servizi di sportello ed assimilati che via via saranno implementati.
    • Realizzazione, organizzazione e coordinamento di sportelli informatici per tutti quei servizi che attualmente vengono erogati tramite gli uffici ad accesso pubblico (anagrafe, ufficio tecnico, uffico tributi, etc) con implemetazione della tecnologia VOIP per contatti diretti audio/video tra addetto comunale e cittadino.
    • Realizzazione, organizzazione e gestione di un sistema di posta elettronica interna e di telefonia VOIP per tutte le comunicazioni in testo e audio tra uffici e settori comunali.
    • Sostituzione, ove possibile, del software commerciale con omologhi open source e relativa formazione del personale.
    • Organizzazione e coordinamento di un callcenter a numerazione gratuita a cui i cittadini si potranno rivolgere per ogni problematica e/o attività di competenza comunale.

Diritto allo studio

  • Istituzione di un fondo da 100 mila euro annui per sostenere gli studenti di famiglie bisognose nel loro percorso di studio.

Amici dell’uomo

  • Limitare il divieto di accesso alle spiagge nel periodo balneare a non più del 35% degli arenili presenti sulla costa Ostunese.
  • Realizzazione, chiedendo la collaborazione dell’ENPA  di uno spazio adeguatamente attrezzato e di idonee dimensione per ospitare cani e gatti randagi (esempi).
  • Individuazione, all’interno del centro urbano, di specifiche aree verdi dove poter far liberamente giocare i propri amici animali.
  • Favorire e incentivare adozioni degli animali randagi comprese quelle a distanza.
  • Potenziare le campagne di sterilizzazione.

Spiagge

  • Spiagge pulite tutto l’anno. Organizzare tramite apposito servizio la pulizia di tutti gli arenili e relative strade di accesso con cadenza bimensile nel periodo autunno-inverno, bisettimanale nel periodo primaverile (comunque le spiagge devono risultare pulite durante i periodi delle festività ed eventuali ponti), quotidiana durante la stagione estiva.
  • Posizionamento su tutte le spiagge di un congruo numero di contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti.
  • Installazione su tutta la costa e per il periodo estivo di un adeguato numero di bagni chimici stipulando allo scopo apposito contratto di noleggio che preveda anche la manutenzione e la periodica pulizia degli stessi.
  • Istituzione di un servizio di assistenza ai bagnanti che preveda sia postazioni fisse sia mobili in modo che tale servizio risulti erogabile sull’intero tratto di costa. Gli addetti oltre a fornire assistenza e informazioni ai bagnanti dovranno essere in grado di prestare soccorso sia in mare sia sull’arenile oltre a segnalare agli appositi servizi eventuali problematiche (ad. es. contenitori rifiuti pieni, spiagge sporche, fonti di pericolo, etc). Le spiagge in cui insisteranno le postazioni fisse dovranno essere attrezzate in modo tale da risultare accessibili ai disabili e fornite delle apposite carrozzine che consentano agli stessi l’accesso in mare.
  • Trasformazione di Torre Pozzelle in area naturale protetta attrezzata con area picnic e spazio giochi per bambini, oltre a idoneo parcheggio al fine di impedire il transito di vetture nelle stradine di accesso agli arenili.
  • Demolizione dell’ecomostro di Villanova e valorizzazione della spiaggia denominata bagno dei cavalli.
  • Garantire nella zona costiera durante la stagione estiva una maggiore presenza della polizia municipale.

Non sono certo esaustive ne tanto meno vogliono presentarsi come la panacea di tutti i mali, ma sono idee credo di buon senso slegate da qualsivoglia ideologia e ben al di la dei soliti schieramenti destrasinistracentro. Per attuarle non servono politici di professione ma semplici cittadini.

Aderisci al moVimento 5 stelle - Ostuni

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Come detto in un post di qualche giorno fa, secondo la regione Puglia ed il comune di Ostuni la stagione balneare ha inizio il primo di Maggio. Pertanto oggi 23 Giugno non possiamo che considerarci a stagione inoltrata. E secondo voi a stagione balneare inoltrata in una rinomata località turistica il cui palazzo comunale è completamente tappezzato coi vessilli della Fee (bandiera blu) e del braccio fintoambientalista del PD (legambiente – 5 vele) in che condizioni si dovrebbero trovare le spiagge?

L’altro giorno ero a Torre Pozzelle, ieri al Pilone e la situazione riscontrata è sicuramente in contrasto con qualsiasi risposta abbiate dato alla domanda che vi ho appena posto. A Torre Pozzelle, luogo fantastico sicuramente tra i più belli dell’intera costa pugliese, lo spettacolo è a dir poco indecente. Molte spiagge sono completamente inaccessibili, masse di rifiuti e detriti portati dal mare ricoprono interamente gli arenili tanto che mi è risultato impossibile scorgere la sabbia. Girando un pò è comunque possibile trovare qualche spiaggia utilizzabile ma, a parte quella di fronte al campeggio probabilmente ripulita dai proprietari dello stesso, sarete costretti a condividere l’arenile con numerosi cumuli di rifiuti accatastati qua e la probabilmente da qualcuno che ha cercato di aprirsi un varco verso il bagnoasciuga. Mi rendo conto che in tale scenario cercare cestini portarifiuti e toilette sia a dir poco fuori luogo.

Al Pilone la situazione è decisamente migliore, i vari rifiuti e detriti che immancabilmente il mare ci regala durante l’inverno sono stati completamente rimossi, ma io ci sono arrivato alle otto del mattino, prima di me solo due sparuti gruppetti, e non ho potuto notare le numerose bottiglie di plastica e cartacce varie disseminate un pò dappertutto (ma non paghiamo per la pulizia quotidiana di tutti gli arenili?). Osservando tra la macchia mediterranea e le splendide quanto pubblicizzate dune costiere lo spettacolo non risulta molto differente. Anche qui naturalmente la presenza di cestini e servizi igienici risulta essere esclusivamente una vana speranza.

Il turismo a detta di tutti è il principale motore economico di questo territorio e in questo contesto le spiagge sono sicuramente la principale risorsa. Osservare il modo in cui vengono gestite è emblematico di una classe politica incapace ed inetta che utilizza bandiere e vele, profumatamente pagate, per mascherare le proprie vergogne.

Spiagge a 5 stelle

  • Spiagge pulite tutto l’anno. Organizzare tramite apposito servizio la pulizia di tutti gli arenili e relative strade di accesso con cadenza bimensile nel periodo autunno-inverno, bisettimanale nel periodo primaverile (comunque le spiagge devono risultare pulite durante i periodi delle festività ed eventuali ponti), quotidiana durante la stagione estiva.
  • Posizionamento su tutte le spiagge di un congruo numero di contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti.
  • Installazione su tutta la costa e per il periodo estivo di un adeguato numero di bagni chimici stipulando allo scopo apposito contratto di noleggio che preveda anche la manutenzione e la periodica pulizia degli stessi.
  • Istituzione di un servizio di assistenza ai bagnanti che preveda sia postazioni fisse sia mobili in modo che tale servizio risulti erogabile sull’intero tratto di costa. Gli addetti oltre a fornire assistenza e informazioni ai bagnanti dovranno essere in grado di prestare soccorso sia in mare sia sull’arenile oltre a segnalare agli appositi servizi eventuali problematiche (ad. es. contenitori rifiuti pieni, spiagge sporche, fonti di pericolo, etc). Le spiagge in cui insisteranno le postazioni fisse dovranno essere attrezzate in modo tale da risultare accessibili ai disabili e fornite delle apposite carrozzine che consentano agli stessi l’accesso in mare.
  • Trasformazione di Torre Pozzelle in area naturale protetta attrezzata con area picnic e spazio giochi per bambini, oltre a idoneo parcheggio al fine di impedire il transito di vetture nelle stradine di accesso agli arenili.
  • Demolizione dell’ecomostro di Villanova e valorizzazione della spiaggia denominata bagno dei cavalli.
  • Garantire nella zona costiera durante la stagione estiva una maggiore presenza della polizia municipale.

Aderisci al moVimento 5 stelle - Ostuni

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Qualche giorno fa un noto personaggio ostunese, uno di quelli che sta sempre a vantarsi della sua lungimiranza e delle sue fantastiche doti in campo amministrativo e che contestualmente non perde occasione per evidenziare le sempre più scarse risorse economiche a disposizione, in collaborazione con altri illustri e noti compaesani dopo aver ben disposto un milione e duecentomila euro all’interno di due scintillanti valigette ha gettato le stesse in uno dei tanti cassonetti che elegantemente arredano il centro abitato della rinomata città bianca. Nessun giornale “stranamente” ne ha dato notizia e la stragrande maggioranza dei cittadini, costantemente impegnati nei propri oneri quotidiani per poter sbarcare il lunario, risulta totalmente ignaro di quanto accaduto. Il fatto non è però sfuggito a pignoli soggetti sempre intenti a monitorare come vengono utilizzati i loro denari.

Già, perchè i soldi finiti nel cassonetto non erano di proprietà degli illustri e noti personaggi bensì di una serie di individui che, chi per scelta chi per forza, glieli avevano affidati. Può in effetti apparire strano che a soggetti del genere vengano fatti gestire soldi altrui, ma la gente soprattutto in Italia ha questa strana quanto incomprensibile abitudine . A dimostrarlo i migliaia di casi simili che costantemente si ripetono in tutta la penisola, non poche le volte in cui le cifre in questione risultano decisamente più alte.

Sicuramente a questo punto della storia comincerete a chiedervi: ma di che diavolo sta parlando? Prima di svelarvelo verrei però che vi domandiate se per caso anche voi rientrate tra quella miriade di persone che hanno affidato i propri denari a tali tipi di soggetti. No? Sicuri? Non è che per caso, vuoi solo per cattiva informazione o per aver creduto che il vento stava cambiando, avete messo una crocetta in favore di un sindaco, un consigliere, un partito che poi ha gettato nel cassonetto i vostri soldi? Non è che per caso anche voi presi da mille impegni non vi siete mai preoccupati di sapere come venivano utilizzate tali risorse?

Una cosa è certa, ad Ostuni vi sono almeno 17 mila persone che “per caso” sono caduti in tale errore (tutti coloro che hanno legittimato l’esistenza politica dell’amministrazione Tanzarella) anche se temo che se avesse vinto qualcun’altro la situazione non sarebbe stata molto diversa. L’illustre e noto personaggio, come avrete a questo punto compreso, altro non è che il nostro caro (è proprio il caso di dirlo) sindaco Tarzanella e gli illustri e noti compaseani quella schiera di assessori, consiglieri e cortigiani che lo sostengono. Ebeti ed inetti, incapaci di avviare nel proprio comune una raccolta differenziata decente. Non dico ottimale, che pur sarebbe possibile, ma almeno decente!

Tale incapacità fa si che invece di far incassare ai propri cittadini centinaia di migliaia di euro dalla vendita di matariali quali carta, plastica, vetro, aluminnio, etc utilizzano ogni anno un milione e duecentomila euro di proprietà degli stessi cittadini per conferire queste risorse (alias ricchezze) in discarica (è assai il danno). E visto che ogni anno i rifiuti prodotti aumentano, la cifra è destinata inesorabilmente a salire, tant’è che gli illustri e noti personaggi hanno appena deliberato un aumento della TARSU di circa il 20%. Si lo so che c’è la crisi, la disoccupazione, decine di cassaintegrati, che molti fanno fatica ad arrivare a fine mese, ma volenti o dolenti quei denari da mettere nelle scintillanti valigette li dobbiamo cacciare noi tutti. Pagavi 100 ora pagherai 120, pagavi 300 ora 360, e così via.

Qunte cose si potrebbero fare con un milione e duecentomila euro? Quante borse di studio si potrebbero finanziare? Quante famiglie in difficoltà si potrebbero sostenere? Quanti giochi per bambini da mettere nei giardini pubblici si potrebbero comprare? Quante strade si potrebbero riparare?

Ti aumentano le tasse per aumentare il numero delle scintillanti valigette da gettare nei cassonetti. Mi domando: chi, tra i vari protagonisti della storia, è il vero coglione?

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giu
16

Spiagge animal free

Di | Commenti (0) Stampa Stampa

Una delibera regionale (questa) fedelmente ripresa in un ordinanza del sindaco di Ostuni Tarzanella (questa) vieta per tutta la durata della stagione balneare (1 maggio – 30 settembre) l’accesso, la permanenza ed il transito di tutti gli animali sulle spiagge. Dando per assodato (le delibere non specificano) che l’essere umano pur essendo anch’esso un animale  a pieno titolo può ritenersi escluso da dette disposizioni non posso esimermi dal definre le stesse quanto mai discutibili nonché assurde.

Dopo anni di campagne di sensibilizzazione sia contro l’abbandono estivo degli animali domestici  (che pur continua massicciamente) sia nei confronti di strutture ricettive, ristoranti e bar affinchè acconsentissero nei loro locali l’accesso agli animali in modo da non penalizzare i rispettivi proprietari che trovavano non poche difficoltà quando dovevano andare in ferie, creare questo tipo di ostacoli non mi pare certo un idea brillante ne tanto meno lungimirante, costringendo i possessori di animali domestici a reperire lidi a loro più accessibili. Va infatti sottolineato che il divieto insiste su tutto il demanio marittimo quindi sia sulle sabbiose spiagge sia  sulla rocciosa scogliera.

Mi si dirà: ma se le strutture ricettive li accettano non possono lasciarli li mentre i proprietari sono al mare? Già, ma è così che si tratta e si rispetta il migliore amico dell’uomo? E poi c’è da considerare che l’animale starebbe per ore in un ambiente nuovo in cui potrebbe non sentirsi a suo agio cosa che potrebbe spingerlo a comportamenti poco tollerati dagli umani tipo abbaiare per ore. Tutto ciò non farebbe altro che rendere insopportabile la vacanza sia al proprietario dell’animale che ad eventuali malcapitati.

Mi si dirà: ma molti hanno paura dei cani, quelli non dobbiamo considerarli? E’ vero, è una paura di molti ma non di tutti, di tanti ma sicuramente non della maggioranza. Basterebbe prevedere il divieto solo su alcuni arenili in modo da accontentare tutti e posizionare dei cartelli informativi in modo che ognuno possa scegliere la spiaggia che preferisce. Naturalmente ove consentito l’accesso varrebbe la regola universalmente riconosciuta ed accettata del guinzaglio.

Mi si dirà: ma i cani cagano e pisciano sulla spiaggia! Verissimo, ma altrettanto fanno altri animali definiti umani visto che il reperimento di toilette sulla nostra costa è impresa ardua e soprattutto impossibile.

Sinceramente questa posizione da parte del comune di Ostuni non mi meraviglia affatto, basta pensare a quel lager che viene chiamato canile per rendersi conto della considerazione e del rispetto che l’amministrazione comunale ha del miglior amico dell’uomo. Canile che era già in detta situazione quando il consigliere Camassa, che oggi abbaia contro le misere condizioni di quel luogo, era assessore ai lavori pubblici.

Approfitto di questo post per elencare alcune proposte in favore di questi esseri che hanno la sola colpa di voler condividere il pianeta con il genere umano restandogli fedele ed amico.

  • Limitare il divieto di accesso alle spiagge nel periodo balneare a non più del 35% degli arenili presenti sulla costa Ostunese.
  • Realizzazione, chiedendo la collaborazione dell’ENPA  di uno spazio adeguatamente attrezzato e di idonee dimensione per ospitare cani e gatti randagi (esempi).
  • Individuazione, all’interno del centro urbano, di specifiche aree verdi dove poter far liberamente giocare i propri amici animali.
  • Favorire e incentivare adozioni degli animali randagi comprese quelle a distanza.
  • Potenziare le campagne di sterilizzazione.

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