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Sulla casa della Musica pretendiamo totale chiarezza e massima trasparenza. Vogliamo sapere centesimo per centesimo come sono stati utilizzati i fondi pubblici erogati per la gestione della struttura. Non accetteremo frasi di circostanza come quelle pronunciate il 17 Ottobre dall’allora assessore alla Cultura Pierangelo Buongiorno prendendosi impegni che, puntualmente, non ha rispettato.

Ho già contattato personalmente i nostri portavoce nazionali e stiamo predisponendo una apposita interrogazione parlamentare. Coinvolgeremo sia il comune sia la regione da cui arriva il finanziamento e, come avvenuto col caso dei reflui a Torre Guaceto, alla prima irregolarità che dovessimo riscontrare ne daremo immediata informativa alla Procura della Repubblica.

E’ inammissibile che una struttura realizzata interamente con soldi pubblici e per la cui gestione quinquennale è stato elargito un ulteriore apposito e cospicuo finanziamento ora sia improvvisamente abbandonata senza che nessuno, tra soggetto gestore e soggetti pubblici, se ne assuma la responsabilità.

Invitiamo chiunque ritenga di avere informazioni utili a contattarci, garantiremo il totale anonimato. L’unica cosa che ci interessa è fare chiarezza sulla faccenda e renderne edotta la cittadinanza tutta.

Nel frattempo chiediamo al Sindaco, in attesa di un nuovo assessore alla Cultura, di assumersi direttamente la gestione della struttura e che venga, quanto prima, riaperta e resa fruibile dai legittimi proprietari: i cittadini ostunesi.

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intervista

Le regionali sono alle porte e il Movimento 5 Stelle di Ostuni ha già il suo candidato consigliere. Perché Paolo Mariani ha accettato la sfida?

E’ di fondamentale importanza che i cittadini si riprendano il controllo delle istituzioni di cui sono i legittimi proprietari. Servono cittadini onesti e competenti e ritengo di avere entrambe le qualità e, quindi, di poter dare alla collettività un importante contributo allo sviluppo e alla crescita di questo territorio in cui, non mi stancherò mai di dirlo, c’è tutto quello per cui valga la pena vivere.

Il settore sanitario di fondamentale e strategica importanza è sicuramente l’ambito in cui potrò offrire il massimo delle mie competenze. Vi lavoro da 25 anni, lo conosco molto bene nei suoi lati positivi e negativi. Anche i miei studi sono stati, da sempre, indirizzati a questo settore e il master universitario in Management di strutture sanitarie complesse è sicuramente un valore aggiunto che metterò, in questa esperienza, a beneficio dell’intera comunità.

Su cosa verterà il programma elettorale del Movimento 5 Stelle?

Il nostro è un programma realizzato col contributo di tantissimi cittadini e professionisti dei vari settori, un percorso partecipato iniziato due anni fa e che proprio per questo è ricco di proposte concrete e realizzabili e scevro da slogan propagandistici. Lo abbiamo schematizzato in una mongolfiera che farà volare alto la Puglia. Turismo, cultura, agricoltura e agroalimentare sono settori di fondamentale importanza in un territorio in grado di soddisfare qualsiasi esigenza. Bisogna fornire le infrastrutture e i servizi necessari affinché questi settori possano davvero fare da locomotiva dell’economia locale. Un’attenzione particolare è, altresì, riservata allo sviluppo del settore industriale ed energetico che in Puglia, vedi ILVA e Cerano, è arrivato al suo massimo declino lasciando dietro di sé solo devastazione sociale ed ambientale. Il nostro modello di riferimento sono i principi della Terza Rivoluzione Industriale e dell’economia circolare con attività produttive a bassa intensità di capitale e ad alta intensità di lavoro, perché è sulla ricchezza distribuita e l’avvio di  attività sostenibili che si può dare nuovo slancio e, quindi, creare occupazione. Principi già messi in pratica, ad esempio, nel Nord Pais de Calais nel nord della Francia, dove in un solo anno sono stati creati 20 mila posti di lavoro.

A tutto ciò si aggiungono proposte a sostegno di attività produttive e fasce più deboli. Mi riferisco alla lotta alla burocrazia e alla corruzione, i tagli ai costi della politica, una diminuzione della pressione fiscale, al reddito di cittadinanza alle famiglie in difficoltà,

Il tutto, come ben si evince dalla mongolfiera, servirà a creare lavoro e, quindi, risorse per tutti quei servizi alla persona quali istruzione, casa, sanità, trasporti.

Sanità: è stata questa una delle maggiori preoccupazioni della Regione Puglia negli ultimi anni. Che proponete a riguardo?   

Un sistema sanitario regionale in macerie è quanto ci lasciano vent’anni di governi di centrodestra e centrosinistra. Prima i piani di riordino di Fitto e poi quelli di rientro di Vendola hanno pensato solo a chiudere ospedali e servizi giustificandolo con esigenze di efficienza ed economicità. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, la spesa sanitaria è fuori controllo e pesa sul bilancio regionale per quasi l’85% , il peso economico che grava direttamente sui cittadini è insopportabile e i dati, che esporrò in “C’era una volta la sanità, storia di un diritto scippato” che replicheremo in molti comuni nelle prossime settimane, non lasciano dubbi: tantissimi cittadini non si curano più perché non possono permetterselo e molti altri si stanno indebitando a causa delle spese sanitarie. Gli annunci di questi giorni, a pochi mesi dal voto, con cui chi ha causato tale disastro intende risolvere tutti i problemi non ha alcuna credibilità e sono certo che i cittadini non si faranno ammaliare da belle dichiarazioni di intenti che, come ogni volta, svaniscono il giorno dopo il voto.

Anche in ambito sanitario abbiamo iniziato a sviluppare il programma tempo fa. Diversi incontri con operatori, medici e utenti hanno elaborato un programma organico e articolato che punta molto sui servizi territoriali  in grado di dare concrete ed efficienti risposte a moltissime esigenze sanitarie della popolazione. Mi riferisco alle case della salute, ai poliambulatori specialisti, agli ospedali diurni, agli ospedali di comunità, all’assistenza domiciliare con l’infermiere territoriale che dovranno avere una diffusione capillare sul territorio.

Nel settore ospedaliero, poi, sarà necessario un incremento dei posti letto per portarli ad una media in linea con paesi europei avanzati quali Francia e Germania. Stesso dicasi per i contingenti di personale ormai ridotti all’osso che vanno adeguati immediatamente con un piano di assunzioni da realizzare entro un biennio. Assunzioni a tempo indeterminato naturalmente, deve finire il periodo del precariato cronico.

Efficienza ed economicità sono possibili, basta gestire il settore sanitario nell’interesse della collettività e non certo per meri tornaconti elettorali come dimostrano le inchieste giudiziarie da dove, se non emergono responsabilità penali, sono tutte evidenti quelle politiche attribuibili all’intera classe politica compreso chi oggi si propone come salvatore della patria.

Quali sono stati i punti di debolezza e di forza del Governo uscente?

Sicuramente, come detto, la devastazione del sistema sanitario è sotto gli occhi di tutti. A ciò aggiungete gli atavici problemi legati ad impianti industriali fortemente impattanti di cui nessuno si è occupato minimamente, il servizio dei trasporti pubblici totalmente inefficiente, il settore energetico in cui la speculazione e l’inquinamento hanno regnato sovrani e a cui ora si vuole aggiungere TAP grazie anche alla giunta Vendola che quando doveva intervenire non lo ha fatto lasciando che il progetto prendesse forma e sostanza. Non parliamo poi dei privilegi della casta dove i consiglieri percepiscono ancora stipendi da 11  mila euro al mese (noi ce li ridurremo a 5 mila lordi), dove il costo dei vitalizi ha raggiunto 15 milioni di euro annui ed ora che se li sono reintrodotti dopo averli “aboliti” a gran voce solo due anni fa, ci costeranno un altro milione di euro all’anno.

Di positivo sicuramente possiamo evidenziare, nonostante qualche difetto organizzativo e gestionale, bollenti spiriti, una iniziativa che ha fornito a tanti giovani l’opportunità per realizzare le proprie idee evitandogli di emigrare come successo a molti altri. Il sostegno ai giovani e la nascita di nuove start up è per noi una priorità che vogliamo sostenere col microcredito che, come dimostrano numerose esperienze, garantisce  risultati davvero importanti.

Quali sono le prime cose che il nuovo governo della Regione Puglia dovrà fare all’indomani del suo insediamento?

Il settore sanitario è di assoluta importanza. Va immediatamente posto in essere un piano strategico ed operativo in grado, da un lato, di dare risposte alle esigenze sanitarie della popolazione, dall’altra ridurre il peso, dovuto a sprechi ed inefficienze, che il settore ha sulle casse della regione.

Il lavoro è un altro aspetto fondamentale e quindi di assoluta urgenza la dare energia alla nostra mongolfiera in modo da creare quei circoli virtuosi che, sulla base dei principi di cui ho parlato prima, possa dare vigore allo sviluppo e, quindi, lavoro e reddito diffuso per la popolazione.

Nessuno però deve rimanere indietro. La situazione, inutile prenderci in giro, è drammatica. L’attuale classe politica ci lascia un paese in macerie e ci vorrà qualche anno per poterlo ricostruire. Nel frattempo dobbiamo sostenere l’intera comunità. Sostegno al reddito e garanzia di una casa non possono che essere un diritto per coloro che si trovano in difficoltà.

Sulla situazione politica ad Ostuni. Cosa non è stato fatto in questo primo anno di Governo Coppola? 

Non si è fatto semplicemente nulla. L’annunciato cambiamento, come avevo pronosticato, è stato solamente uno slogan per le gigantografie elettorali. Il nuovo governo della città è l’esatta fotocopia di quello precedente, non è cambiato assolutamente nulla ne nel metodo gestionale ne nella quotidianità dei cittadini. Non mi meraviglia quindi che oggi il Sindaco non abbia alcun problema ad allearsi con chi ha più volte definito come chi “ha distrutto il nostro territorio”.

Certo non posso negare che alcune cose buone sono state fatte, come l’accordo con l’università di Bari per il marketing territoriale, il regolamento per la gestione partecipata dei beni collettivi, la volontà, al momento solo dichiarata, di voler uscire dal consorzio ASI per la gestione della zona industriale ed altre, ma nel complesso il giudizio generale è totalmente negativo. Nulla si è fatto sulla gestione dei rifiuti che, naturalmente, continua a peggiorare. Nulla sul turismo e comunque sul tessuto produttivo della città; solo ora è stato individuato l’assessore al ramo e, dopo aver atteso un “importante” nome del settore alla fine lo avevano già in squadra; non si capisce perché non gli anno dato subito la delega, forse a determinare le scelte non è una strategia ben precisa ma il cercare di mantenere equilibri interni alle varie forze politiche. Non parliamo poi della casa della musica su cui cercheremo, in tutti i modi, di fare totale chiarezza. Abbiamo già interessato i nostri portavoce nazionali per la presentazione di una specifica interrogazione parlamentare. Esigiamo chiarezza sulla gestione di quella struttura e di tutti i fondi pubblici utilizzati ed invitiamo chiunque abbia notizie in merito a contattarci, gli garantiremo il totale anonimato.

In conclusione la giunta Coppola brancola nel buio. Non ha alcun progetto per la città, va avanti a tentoni e spesso cade rovinosamente. Un disastro che la cittadinanza tollera solo perché quelli che stavano prima non erano di meno. Gli slogan elettorali si sono dimostrati una vera e propria presa in giro, provocatoriamente potremmo definirla una truffa ai danni dell’elettore.

Quali interventi andrebbero fatti con urgenza? Fornisca degli esempi.

Quando una città è amministrata in malo modo da diversi anni, come nel caso di Ostuni, tutto diviene un urgenza. La stagione turistica è nuovamente alle porte e non è stato fatto assolutamente nulla ne nella programmazione, ne nella predisposizione di servizi. Siamo nella stessa identica situazione di un anno fa quando chi oggi governa si lamentava del ritardo con cui si affrontava la stagione turistica. Le strade sono sempre più un colabrodo e il decoro urbano è sempre nelle stesse indecenti condizioni. Sulla gestione dei rifiuti stendiamo un velo pietoso, d’altronde per stessa dichiarazione del Sindaco è un assessorato assegnato non per competenza ma per voti acquisiti. Trasporti, poi, fondamentali anche ai fini turistici sono stati tagliati e ridotti invece che aumentati e resi efficienti. Insomma anche qui, come per la regione l’elenco è infinito.

In conclusione è della massima urgenza occuparsi di Ostuni e non di inutili, quanto imbarazzanti, equilibrismi politici per rimanere attaccati alla poltrona.

http://govalleditria.it/notizie/ostuni/politica/22659-elezioni-regionali-lostunese-paolo-mariani-pronto-ad-andare-alla-ribalta.html

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coppola

Cambiano, ma neanche tanto, facce e nomi ma la musica è sempre la stessa. Si autoelogiano, fanno lunghi discorsi per elencare ciò che hanno fatto, mentre i cittadini sono alla prese coi problemi di sempre.  Problemi che, proprio perché non affrontati e risolti , continuano a peggiorare e intanto il solco tra politica e vita reale si fa sempre più profondo.

Ostuni ha bisogno di una seria pianificazione, di una vision a lungo raggio non certo di interventi estemporanei o di una amministrazione azzoppata e sotto lo scacco degli equilibri tra partiti.

Emblematica la mancanza degli assessori al turismo e cultura. Dimostrazione dell’assenza di un progetto  chiaro e definito capace di ridare slancio alla città e di persone in grado di realizzarlo.  Temo ci dovremmo accontentare di assessori che, come nel passato, non andranno oltre la mera formulazione del calendario eventi.

Negli altri settori, poi, non sono da meno. Nulla hanno fatto per il commercio, nulla sul decoro urbano, nulla sulla gestione dei rifiuti, nulla su trasporti e viabilità e le strade continuano ad essere un colabrodo. In compenso hanno aumentato la tassazione locale.

Personalmente non mi meraviglio. Sapevo bene  che l’annunciato cambiamento era in realtà un bluff, c’erano tutti gli elementi per affermarlo. Da anni seguo il consiglio comunale in cui  Coppola e la sua compagine ha sonnecchiato per anni, incapaci di far opposizione e formulare proposte. Figurarsi a governare!

Bluff  che oggi assume i contorni di una vera e propria truffa ai danni dei cittadini/elettori mediante l’alleanza con coloro che, come scrisse lo stesso Coppola, “hanno distrutto il nostro territorio “.

 

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feb
06

Totale fallimento

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Comunicato stampa di Ostuni 5 Stelle:

“Il sindaco torni con i piedi per terra e prenda atto del suo totale fallimento. Prima lo farà e prima la città potrà muoversi verso un reale cambiamento.”
A dichiararlo gli attivisti 5 stelle di Ostuni con, in testa, Paolo Mariani candidato consigliere alle imminenti elezioni regionali che aggiunge:
“Da otto mesi l’amministrazione brancola nel buio senza dare alcuna risposta ai mille problemi della città, ma pensando solo a come mantenere salda la propria poltrona. Il cambiamento è stato solo un bell’annuncio e, tra incompetenza e scontri politici anche all’interno del centro destra, la città, lasciata dal centro sinistra in condizioni drammatiche, si avvia spedita verso il totale declino. Onestà vorrebbe che si prendesse atto dell’incapacità e della impossibilità ad amministrare la città e si restituisse la parola ai cittadini.

Vogliono evitare il commissariamento, ma non sono neanche in grado di garantire l’ordinaria amministrazione. A otto mesi dall’elezione siamo ancora senza un assessore al turismo, settore strategico per la città.
Accordo col PD? C’è sin dall’inizio con l’elezione del presidente del consiglio comunale, nonostante uno scivolone che ha dimostrato l’incapacità del sindaco di gestire la propria compagine, e i disastrosi risultati sono sotto gli occhi di tutti.Al segretario cittadino del pd che parla di accordi alla luce del sole, che nessuno conosce, e della volontà di rimettersi al giudizio dei cittadini ricordo che l’unico modo è quello che passa per il voto. Se vogliono governare con Coppola si presentino insieme e si facciano eleggere.

Io ricordo una campagna elettorale in cui si annunciava il cambiamento e di mandare via chi aveva governato negli ultimi anni, non di banchettarci insieme con equilibrismi sulle spalle dei cittadini che illusi dalle solite false promesse fatte in campagna elettorale attendono che ci si occupi dei loro problemi quotidiani. Sono stati chiamati a risolvere i nostri problemi, non i loro.

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coppola_iaia

Evitare il commissariamento del comune di Ostuni è il live motive di questi giorni per giustificare l’ennesimo inciucio all’italiana tra forze politiche, solo in apparenza, alternative e contrapposte tra loro ed in realtà appasionatamente insieme nel gestire le risorse e, sopratutto, i denari della collettività.

Senso di responsabilità, amore per la città, linee programmatiche condivise sono paroloni vuoti utili però a condire discorsi e articoli di giornale. Frasi che da mesi vengono puntualmente riproposte senza che a ciò segua qualcosa di concreto e di utile per la città che intanto muore tra i problemi di sempre.

Il cambiamento può attendere, il mantenimento del potere no. Sin dal primo consiglio comunale dell’era Coppola è stata annunciata una intesa col Partito Democratico su precisi punti eppure ancora oggi, a distanza di otto mesi,  si susseguono incontri per definirli. Intanto la barca affonda e mentre il Sindaco, pur di rimanere sulla poltrona, cerca sostegno in coloro che ha definito come mostri a tre teste, la sua coalizione si sfalda come neve al sole tra consiglieri che si dichiarano indipendenti lasciando il gruppo consiliare con cui sono stati eletti, consiglieri e coordinatori che si dimettono.

Temono il commissariamento, ma perchè? Forse perchè non avrebbero più le mani sulla città? Forse perchè non potrebbero provvedere alle nomine nei vari istituti e consigli di amministrazione come fatto in questi mesi? Forse perchè non potrebbero più modificare bandi e avvisi per adattarli a nuove esigenze? Forse perchè non potrebbero mettere mano al piano di adeguamento al PUTT e ai cambi di destinazione d’uso di aree e fabbricati? Forse perchè………

E i cittadini? Per loro il commissariamento è già avvenuto. Ciò per cui avevano votato è finito, come qualcuno ipotizzava, nello scarico il giorno dopo il voto. L’ultimo tiri lo sciacquone, grazie.

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