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Ieri ho visto in televisione un intervista a Carmine Specchia responsabile del circolo ostunese di Legambiente. La trasmissione era TRCB news sempre pronta a riservare spazi agli amici e soprattutto agli amici degli amici-clienti invece di fare informazione, mentre l’argomento era la rassegna “cinema per l’ambiente” organizzato per l’estate ostunese presso il chiostro di San Francesco. Interessante e lodevole iniziativa; stimolare riflessioni utilizzando documentari tematici è sicuramente un fatto positivo ed efficace, soprattutto quando sono ben fatti come “il suolo minacciato”, la prima delle pellicole proiettate che parla della cementificazione e del consumo di territorio e fa comprendere molto bene sia l’impatto ambientale che ne consegue sia l’inutilità sociale ed economica di un sistema di sviluppo basato sul consumo e sul mattone.
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Su un giornale ho letto un trafiletto del solito giornalista sempre pronto a riportare le deliranti dichiarazioni dei politici nostrani in cui un certo Peppino Santoro, assessore all’ambiente del Comune di Ostuni si lamenta con l’ANAS per via delle condizioni in cui versa il rondò di Villanova. Secondo questo “illuminato” politico di lunga data, l’erbaccia secca e la scarsa manutenzione di quel rondò che i pregiati turisti incontrano quando escono dalla superstrada di fatto è un pessimo biglietto da visita che influenza negativamente il giudizio sulla città bianca.
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“Possibile che, tra le varie cose che ha fatto questa amministrazione comunale, non riesci a trovare nulla di buono?”. Non molto tempo fa a questa domanda risposi che in effetti c’erano un paio di opere che giudicavo molto positivamente e mi riferivo alla sistemazione di viale Oronzo Quaranta (lo stradone) e la scalinata con piazzetta adiacente alla colonna di S. Oronzo. E come giudicare se non positivamente la realizzazione di spazi, anche esteticamente belli, dove le persone possono incontrarsi, fermarsi, parlare, socializzare? Peccato che poi, come al solito, queste ottime iniziative prendano una strada diversa da quella che ti aspettavi ed anche in questi aspetti positivi l’amministrazione comunale evidenzia tutta la sua inettitudine ed incapacità.
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Ricevo e volentieri pubblico un’articolo dell’amico Francesco Sabatelli. Se vi interessa sapere il futuro della gestione dei rifiuti ad Ostuni sappiate che stanno provvedendo ad acquistare nuovi cassonetti stradali in sostituzione degli attuali. Chiunque ha un minimo d’informazione sulla materia sa che la presenza dei cassonetti non solo è incompatibile con la raccolta differenziata, ma addirittura la ostacola. Adesso mi aspetto le solite dichiarazioni del Sindaco che coprirà le sue vergogne sventolando bandiere e vele.
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Stasera in piazza ad Ostuni si festeggia per l’assegnazione della Bandiera blu in compagnia di un famoso comico pugliese che, ne sono sicuro, divertirà molto i presenti. Io non ci sarò, altri impegni, ma sono sicuro che il caro Sindaco non perderà occasione per salire sul palco per elogiare il proprio operato e quello dell’amministrazione comunale. Un monologo in cui dirà una serie di bugie facilmente smentibili da una qualunque persona dotata di un minimo di informazione. Peccato che l’informazione è ormai un ricordo di un lontano passato e sorridenti e beati, come una massa di rincoglioniti, tutti stasera applauderanno allo stesso modo sia il divertente comico sia il politico che sta distruggendo insieme ad amici e compari questo splendido territorio.
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Nel botta e risposta riportato sui giornali locali tra il segretario cittadino di Rifondazione Comunista Scalone ed il Sindaco di Ostuni Tanzarella vi sono, nella risposta di quest’ultimo, dichiarazioni emblematiche del modello di società e di città che questa classe politica ha in mente e che sta realizzando a scapito del benessere collettivo ed in particolare di quello delle future generazioni.
Infatti, la bretella sulla provinciale per Villanova è stata definita dal Sindaco un opera strategica, fondamentale per lo sviluppo della città e soprattutto senza alcun impatto ambientale, visto che gli alberi MONUMENTALI coinvolti saranno tutti trapiantati. D’altronde cosa aspettarsi di diverso da chi in questi anni, insieme ad amici e compari, non ha pensato che a cementificare vaste aree del territorio, compreso la costa dove, nel recente passato (2008), anche associazioni che oggi assegnano a questa amministrazione “prestigiosi” riconoscimenti hanno parlato di eccessiva ed intollerabile edificazione.
Come può arrivare, questa gente qui, a comprendere che una striscia di asfalto, indipendentemente da quanti alberi intralciano il suo percorso, è una violenza, uno stupro del territorio. Non ne sono proprio capaci, non è solo malafede e interessi personali, c’è anche una buona dose di limitatezza intellettuale, di pochezza culturale. L’asfalto grigio con striscie bianche abbellisce ed impreziosisce il territorio, questa è la massima concezione di sviluppo che questa razza di politici è in grado di elaborare.
Naturalmente il delirio non si fermerà certo a questa bretella, ma continuerà con un’altra strada che attraversando l’intera piana degli ulivi, dove da secoli resistono veri e propri monumenti naturali, collegherà la zona industriale con la zona artigianale, ovvero il niente con il nulla. Tra l’altro una zona artigianale che di tale ha solo il nome, tant’è che già si prospetta una proposta bipartisan per una variante al piano regolatore per regolarizzare gli abusi e gli scempi compiuti e lasciati compiere sino ad ora.
Ma che se ne frega deli olivi, dirà qualcuno, nessuno se li fila più, molti non vengono neanche più coltivati e sono lasciati a se stessi. Ok, freghiamocene degli olivi e parliamo dell’utilità di queste opere. Perchè fare una bretella stradale su un tratto che vede un pò di traffico, tra l’altro scorrevole, per circa venti giorni all’anno? Quali sono i benefici? E’ ragionevole, soprattutto in questo periodo di crisi mentre si è costretti a ridurre posti letto in ospedale, chiudere reparti e introdurre nuovi tikets spendere due milioni di euro in stronzate del genere? Se, come me, pensate di no sappiate che l’altra strada prevista costerà ben sei milioni di euro. (e io pago!!!)
Scalone parla di raccolta differenziata che oltre a proteggere l’ambiente costa meno e crea posti di lavoro. Parla di sviluppo sostenibile, di valorizzazione vera del patrimonio storico culturale come ad esempio la zona degli orti a gente che invece ha un vocabolario ridotto a poche parole: cemento, asfalto, palazzi, parcheggi e rondò.
Ma come è possibile che gente del genere passi alla fine come politici virtuosi? Gli ingredienti sono diversi, in primis un sacco di gente collusa che in tutta questa merda non solo ci sguazza ma ci guadagna un sacco di soldi, poi la stragrande maggioranza della cittadinanza che semplicemente se ne fotte, come se fossero cose che non li riguarda o che comunque non possono essere modificate: la classica frase “così è, così è sempre stato e così sempre sarà”. Infine gli organi di informazione con i loro giornalisti a cui andrebbe cambiato il nome in inserzionisti visto che l’unica informazione politica è la trascrizione delle dichiarazioni, senza alcuna verifica o domanda in merito. Anche il questo botta e risposta tra Scalone e Tanzarella altro non hanno fatto che riportare le dichiarazioni di uno e dell’altro. Vi sono state delle accuse precise, sono stati citati fatti ma verificare non è lavoro per gli inserzionisti e i giornalisti sono una razza ormai estinta da tempo.
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Ricevo dall’amico Giancarlo un comunicato che condivido in toto. L’azione politica ed amministrativa del comune di Ostuni è l’esatto opposto di quello che viene raccontato dai media che da tempo hanno abbandonato la loro funzione principale (informare) per limitarsi a stampare le dichiarazioni e i comunicati emessi senza mai approfondire l’argomento e tanto meno porre anche la più banale domanda. Naturalmente il merito va anche ad associazioni e organizzazioni che attribuiscono riconoscimenti senza verificare se effettivamente se li meritino. In tutto questo marciume ci guadagnano tutti, tranne il cittadino.
BUONA AMMINISTRAZIONE? SOLO A PAROLE!
Di Giancarlo Scalone*
Un’ amministrazione che salvaguarda il nostro patrimonio storico ed ambientale solo a parole.
E’ quanto emerge da un’ attenta analisi del percorso amministrativo di questa maggioranza, che da un lato emette ordinanze e regolamenti che vietano comportamenti lesivi delle risorse di cui disponiamo, dall’altro con “stratagemmi “ vari si contraddice, come dimostrato dalla progettazione di opere che spesso – oltre a mancare del requisito dell’ interesse pubblico – distruggono irreparabilmente il nostro patrimonio storico archeologico (vedi l’ opera per il recupero delle acque pluviali, nella zona del foro boario, che ha distrutto un’ intera necropoli afferente all’ epoca dei messapi) e ambientale (vedi la bretella nella zona industriale, che sta distruggendo l’ ineguagliabile bellezza dei nostri ulivi secolari).
La tardiva ordinanza sull’imbiancamento del centro storico (tardiva perché emessa solo il 28 giugno) non si rivolge – e la cosa è la lapalissiana – solo ai privati proprietari di immobili nel centro storico, ma vede come prima destinataria proprio l’ Amministrazione Comunale, in quanto detentrice della maggioranza delle strutture da imbiancare.
Purtroppo l’ Amministrazione, paradossalmente, non avendo imbiancato le mura di sua pertinenza, contravviene a se stessa, come dimostrato anche da un’ ordinanza dirigenziale, che solo pochi mesi fa, proponeva l’ installazione di infissi in Anticorodal in un luogo di grandissima rilevanza storica come Palazzo di Città.
Anche la pulizia delle spiagge, altro baluardo della “presunta” buona amministrazione della Giunta Tanzarella – a nostro avviso – ne è invece punto dolente. Le spiagge ad oggi sono abbastanza pulite, ma i raccoglitori della spazzatura sono insufficienti in relazione al volume di bagnanti che affolla le spiagge, in più – e il problema è annoso – non vi sono bagni chimici in prossimità dei lidi.
La raccolta differenziata “porta a porta” poi, nonostante i tanti proclami del Sindaco e dell’ Assessore all’ Ambiente, ad oggi non è ancora partita e comunque in generale la città non è di certo un esempio di pulizia, e tale questione (la sporcizia che attanaglia la città bianca) è stata anche oggetto dell’ ultima relazione del difensore civico, che in Consiglio Comunale si lasciò scappare un eloquente “la città è sporca”.
La zona degli orti, oggetto di tanta “attenzione mediatica”, nella realtà è abbandonata a se stessa; fortunatamente vi sono alcuni “cocciuti” privati, che si adoperano per renderla viva di produzioni orticole; il tutto assolutamente senza nessun incentivo da parte dell’Amministrazione, che a parole intende valorizzare la zona - ma nei fatti – ci sembra voler solo infarcirla di parcheggi, come indicato da una delibera approvata dalla giunta proprio in questi giorni.
Noi della Federazione della Sinistra, invitiamo la cittadinanza a rendersi partecipe di queste denunce, verificando se le stesse siano vere; così da far partire – dopo averne constato la veridicità – un movimento civico che ponga in essere delle critiche costruttive nei confronti di un’ Amministrazione che addita come sobillatore disfattista ( se non peggio), chiunque gli faccia notare le sue mancanze.
*Segrtario di Circolo PRC e Commissario cittadino della Federazione della Sinistra ( Prc, PdCI, Socialismo 2000, Lavoro – Solidarietà)
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Ieri sera sono andato alla festa della birra che si svolgerà sino al 7 luglio al Foro Boario di Ostuni. una buona iniziativa, ben riuscita e anche ben organizzata. Musica decente e birra buona anche se i prezzi non sono proprio popolari, cosa strana per una festa della birra, come altrettanto strano è il pagamento di un biglietto d’ingresso, anche se di simbolico valore (1€). Ma non è della festa che volgio parlarvi, ma di politica.
E che centra la politica con una festa della birra, mi domanderete voi. In effetti non dovrebbe c’entrare niente, ma qui ad Ostuni la nostre classe politica, così come freme di fronte ad un’area verde non vedendo l’ora di lotizzarla con un residence o un palazzo costruito rigorosamente da amici, allo stesso modo appena vede un palco non resiste dalla tentazione di salirci sopra per cominciare a sparare cazzate. E così è stato, infatti, abbiamo assistito alla solita sfilata, tipo “Giuditta”, di alcuni pezzi da novanta. Naturalmente non poteva mancare l’intervento del Sindaco che come al solito si è autologiato per questa e le altre iniziative messe in atto dalla sua amministrazione, in una visione patetica di politica basata sull’organizzazione di eventi d’intrattenimento per allietare l’estate dei propri concittadini e dei turisti.
Ma il Sindaco ha sfigurato in confronto al breve discorso di Nicola Lotesoriere assessore alle attività produttive e allo sviluppo economico. A dire il vero, un pò mi ha fatto tenerezza vedere quest’uomo dai capelli bianchicci cercare, con grande fatica ed impegno, di esprimere due frasi in un italiano compiuto e corretto. Tenerezza che però ha lasciato spazio ad un’emozione a metà strada tra una risata ed un vaffanculo quando l’assessore ci ha reso edotti sul come è nata l’idea di organizzare una festa della birra. A detta del Lotesoriere, infatti, sembra che il nostro amato Sindaco l’anno scorso sia andato in vacanza in una località non ben specificata dove è rimasto favorevolmente colpito ed affascinato dalla festa della birra che era stata li organizzata. Al rientro da queste felici ferie ha reso edotto di questa mirabilante esperienza il proprio staff che di contro, dopo aver sentito il grande capo dire che avrebbe provato piacere nel vedere una festa della birra nella sua città, si è subito attivato per soddisfare questo desiderio. Infatti a conclusione del discorso frase epica dell’assessore: “hai visto che te l’abbiamo organizzata la festa?”, a spese dei cittadini aggiungerei io.
Detto ciò, senza voler esprimere altro su questa gentaccia che amministra una splendida città qual’è Ostuni pensando che la politica sia organizzare eventi e forme d’intrattenimento invece che pensare al ben essere della collettività, non mi rimane che proporre una colletta per le prossime vacanze del nostro Sindaco e, donazioni permettendo, per l’intera Giunta. Un Tarzanella & Co Tour di cui ho già previsto l’itinerario:
Prima tappa Ponte delle Alpi in provincia di Belluno, che in due anni dall’inizio della raccolta differenziata porta a porta è arrivata a percentuali superiori al 90% creando posti di lavoro e risparmi per la pubblica amministrazione e che tramite la partecipazione dei cittadini sta realizzando numerosi impianti fotovoltaici a costo zero.
Seconda tappa Capannori in provincia di Lucca, primo comune Italiano ad aver adottato la strategia Rifiuti zero e che ha messo in atto numerose iniziative per la riduzione della produzione di rifiuti.
Terza tappa Colorno in provincia di Parma che oltre ad aver adottato la strategia Rifiuti zero sta affittando a costo simbolico i tetti degli edifici pubblici per la realizzazione di impianti fotovoltaici che azzereranno le spese elettriche a carico del comune.
Quarta tappa Vedelago in provincia di Treviso dove è stato realizzato un centro di riciclo capace di riciclare il 99% della parte secca dei rifiuti dando contestualmente lavoro, tra centro e condotto, a oltre 9 mila persone.
Quinta tappa a Torraca in provincia di Salerno che ha riconvertito l’intero sistema d’illuminazione pubblica con le lampade a LED generando risparmi sui consumi e sulla bolletta del 60% e che sta realizzando una piscina comunale a consumi zero puntando su risparmi energetico, massima efficienza e pannelli solari per acqua calda e produzione di energia.
Infine, dopo questo giro se gli effetti non non sono gli stessi causati dalla festa della birra non ci rimane che la sesta tappa: madarli a quel paese!!!
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Ostuni è nota ai più col nome di “Città bianca” per via della secolare tradizione di tinteggiare le case del centro storico con latte di calce, tradizione che da qualche anno per svariati motivi non viene più praticata rendendo la città bianca di fatto grigia. Ogni anno l’unico provvedimento che l’amministrazione assume è un ordinanza del Sindaco che puntualmente, nell’indifferenza totale, viene completamente ignorata.
E, devo essere sincero, non potrebbe essere altrimenti. E’ vero che per secoli l’intero centro storico comprese le mura perimetrali sono state tinteggiate, ma allora non c’era la legislazione che vige ora. Pensate a dover tinteggiare le mura esterne, quelle che si affacciano sul cosidetto “stradone”, nei tempi passati gli stessi proprietari delle case svolgevano questo lavoro magari con lunghe scale e lunghi bastoni a cui attaccare il pennello per poter imbiancare l’intero muro. Oggi è impensabile sia ipotizzare che gli stessi proprietari tinteggino le mura sia che ciò sia fatto con lunghe scale in spregio alle basilari norme sulla sicurezza del lavoro. Oggi se uno volesse tinteggiare la propria casa con latte di calce sarebbe costretto a rivolgersi a professionisti del settore per giunta muniti di attrezzature in grado di arrivare fino in cima alle mura. Costi esorbitanti e serie difficoltà a reperire questo tipo di professionalita per magari imbiancare solo qualche metro quadrato delle mastodontiche mura che cingono il centro storico.
Viene quindi da chiedersi quale sia l’utilità dell’annuale ordinanza del sindaco con cui s’impone a tutti i proprietari di immobili nel centro storico di provvedere all’imbiancatura con latte di calce dei fabbricati. Ancora più assurdo è emanare un ordinanza del genere il 22 di Giugno (pubblicata il 23) e dare tempo sino al 25 Giugno per ottemperare; 3 giorni non sono sufficienti neanche per trovare chi è disponibile ad eseguire il lavoro figurarsi se è possibile realizzarlo. Ma il primo a sapere e a fregarsene che per l’ennesima volta questa ordinanza non verrà rispettata è proprio chi l’ha emessa.
Se così non fosse si sarebbero presi per tempo i dovuti provvedimenti come ad esempio indire una gara d’appalto per la tinteggiatura a latte di calce dell’intero centro storico e coprire gli oneri di questo servizio con una tassa ad ‘oc a carico dei proprietari di immobili nell’area interessata. In questo modo Ostuni sarebbe tornata ad essere “la città bianca”.
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Depositate ieri presso la segreteria del Sindaco di Ostuni le firme raccolte a sostegno della proposta di iniziativa popolare a favore dell’acqua bene comune senza alcuna rilevanza economica. 361 cittadini Ostunesi, spesso anche facendo la fila, hanno sottoscritto questa proposta che prevede l’inserimento nello Statuto Comunale di alcuni principi fondamentali a sostegno di un acqua quale diritto inalienabile che non solo non può essere proprietà di nessuno, ma che non può essere in alcun modo considerata merce con cui procurarsi profitto.
361 firme, decisamente superiori a quelle richieste dallo statuto (200) che permettono per la prima volta di inoltrare al Consiglio Comunale una proposta di iniziativa popolare, quindi un GRAZIE e un COMPLIMENTI a tutti, sia ai sottoscrittori sia agli organizzatori. Adesso il regolamento prevede che la proposta sia messa all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. Rimaniamo in attesa.
Il testo della proposta:
IL COMUNE di OSTUNI
PREMESSO CHE
a) L’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi.
b) L’acqua costituisce, pertanto, un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico , quindi indisponibile, che appartiene a tutti.
c) Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile : l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico.
d) L’accesso all’acqua, già alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l’ambiente, rappresenta :
• una causa scatenante di tensione e conflitti all’interno della comunità internazionale ;
• una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale.SOTTOLINEATO CHE
Su questa base condivide e aderisce alla proposta di legge d’iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”, e quindi ritiene necessario che il Parlamento proceda celermente alla sua discussione e approvazione.
IL CONSIGLIO COMUNALE DI OSTUNI S’IMPEGNA A :
1) riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico ;
2) riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del DLgs n. 267/2000 ;
3) nominare seduta stante, la Commissione consiliare con lo specifico compito di integrare/modificare lo Statuto secondo le indicazioni sopra specificate ed assegnare alla stessa il termine di gg.30 per la conclusione dei lavori da sottoporsi all’approvazione del successivo Consiglio Comunale ;
4) promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato attraverso le seguenti azioni :
• informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali ;
• contrasto al crescente uso delle acque minerali e promuovere l’uso dell’acqua dell’acquedotto per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dalle strutture e dalle mense scolastiche ;
• promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul Risparmio Idrico, con incentivazione dell’uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l’introduzione dell’impianto idrico duale ;
• promozione, attraverso l’informazione, incentivi e la modulazione delle tariffe, della riduzione dei consumi in eccesso;
• informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere e contrada ;
• promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza.





















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