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Zero Privilegi Puglia

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Archive for ostuni

Ieri i soliti strombazzanti pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti hanno dato risalto alla notizia secondo la quale i parlamentari si sarebbero tagliati lo stipendio di 1.300€ lordi pari a 700€ netti al mese. L’ennesima bufala per far credere al popolo bue che anche loro sono pronti a sottoporsi ai sacrifici che ormai quotidianamente dispensano a tutti noi.Una bufala perchè in realtà non si tratta di nessun taglio ma semmai di una rinuncia all’aumento (Cazzo ci mancava pure che si aumentassero i compensi). Infatti, il passaggio al sistema contributivo nel calcolo dei vitalizi esonera i nostri parlamentari dal versare mensilmente la rata precedentemente prevista per questo vegognoso quanto ingiustificato privilegio. E a quanto ammontava quella rata? Esattamente a 1.300€ al mese che si sarebbero ritrovati belli belli in busta paga, quindi per evitare il solito scatenarsi di polemiche e, questa volta, un probabile linciaggio, hanno semplicemente deciso di rinuciarci e cercato di sfruttare l’occasione per far credere, con l’ausilio dei soliti mezzi d’informazione in gran parte responsabili della situazione in cui ci troviamo, che finalmente dopo tante polemiche avessero provveduto ad un vero e cospiquo taglio dei loro emolumenti che io, invece, continuo a definire privilegi.

Nel frattempo Zero Privilegi Puglia è iniziata e nessun giornale o televisione ne parla. Si sono già raccolte firme in importanti città quali Lecce, Brindisi e Fasano per citarne alcune, ma per i media tutto ciò non esiste. La raccolta firme naturalmente è appena iniziata e dalla prossima settimana si estendera capillarmente in tutta la regione. Su www.privilegipuglia.com potete trovare tutte le informazioni necessarie su dove potrete firmare con orari e luoghi precisi. Informatevi e diffondete quanto più potete. Venerdì 3 Febbraio alle ore 18 presso la Federico II eventi di Via Latilla 13 a Bari presenteremo ufficialmente la proposta e spiegheremo nel dettaglio obbiettivi, finalità, risparmi ed organizzazione. A seguire verrà proiettato “Grillo is back” lo spettacolo più visto in Italia nel 2011 e di cui nessuno ha parlato. Siete tutti invitati, l’ingresso è ad offerta libera e se qualcuno vuole un passaggio in auto non ha che da comunicarmelo.

Ad Ostuni erano previsti appositi banchetti per questo fine settimana. Sabato mattina al mercato, sabato pomeriggio in Via Pola e Domenica mattina in Piazza della Libertà ma il comune sta iniziando la sua solita opera di ostruzionismo che dimostra ogni qual volta tali iniziative non sono ad opera di amici, soci e compari. La richiesta di autorizzazione all’utilizzo suolo pubblico depositata presso l’ufficio del Sindaco la settimana scorsa vegeta ancora nei cassetti del municipio e, a detta del funzionario, la relativa pratica non è stata ancora avviata, probabilmente avverrà la settimana prossima quando quella autorizzazione non sarà buona neanche per pulirsi il culo. Io ho fatto il mio dovere: ho inoltrato la richiesta in tempo utile, ho informato sia il comando dei Vigili Urbani sia il Commissariato di Pubblica Sicurezza competenti così come prevede la legge. Chi raccoglie le firme per la Legge di iniziativa popolare  sta esercitando un diritto previsto dallo Statuto della Regione Puglia, e  tale diritto non può essere in alcun modo ostacolato o limitato da chicchessia, tanto meno dalle istituzioni locali che, invece, devono agevolare al massimo l’esercizio di tale diritto. Giovedì mattina tornerò alla carica alla ricerca dell’autorizzazione, in caso di esito negativo solleciterò per iscritto una risposta entro 24 ore informandoli che in caso di esito negativo intenderò il loro silenzio come un assenso. Quindi nei giorni e luoghi indicati sarò per strada a raccogliere le firme per questa proposta. Non è escluso che, però, le forze dell’ordine mi facciano sloggiare. Loro non si arrenderanno mai noi neppure.

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Il capitolo delle nomine nelle aziende controllate o partecipate da istituzioni pubbliche va affrontato con determinazione e immediatezza. Se, come avviene oggi, tali nomine avvengono in base a convenienze politiche va da se che l’operato del nominato tenderà ad essere a favore della parte politica di riferimento piuttosto che del bene comune. Da qui una malagestione sia economica sia qualitativa nonchè l’alimentazione di quel sistema clientelare che consente alla classe politica in carica di mantenre ed accrescere il proprio potere e dominio sulla popolazione.

Va quindi definito un metodo quanto più trasparente e partecipato possibile in modo da poter selezionare i soggetti più qualificati e competenti piuttosto di quelli più politicamente convenienti. In una Ostuni a 5 stelle si farebbe così.

Alla scadenza di un incarico in un Ente Pubblico o in una Società partecipata dal Comune  per il quale il comune abbia diritto di indicazione del proprio candidato, il Sindaco bandisce apposito concorso per raccogliere le candidature di quanti ritengano di avere titoli e competenze per ricoprire i ruoli indicati. Le regole per la pubblicazione del Bando debbono rispondere ai seguenti criteri:

- uso di mezzi di pubblicazione di ampio e facile accesso, in particolare Internet;

- congrua anticipazione della pubblicazione rispetto alla scadenza del Bando che non può essere prima di tre mesi dalla data della sua apparizione su Internet;

- pubblicazione dei curricula dei candidati con lo stesso strumento di pubblicazione del bando;

Il Sindaco sceglie il candidato da nominare (nel caso di Ente Pubblico) o da indicare all’assemblea (nel caso delle Società di diritto privato) e deve produrre una motivata relazione sulle motivazioni della propria scelta che deve essere anche essa pubblicizzata su Internet.

Il candidato prescelto o la sua organizzazione di provenienza non possono avere avuto rapporti di affari significativi con la struttura pubblica per la quale si candida nei 3 anni precedenti la nomina. I criteri quantitativi che determinano il livello limite dei rapporti d’affari significativi debbono essere esplicitati nel bando.

Il Comune non può indicare il Direttore Generale, un Consigliere, il Presidente, l’A.D. o un membro del Collegio Sindacale di un ente partecipato, o nominare per cariche direttive in un Ente Pubblico afferente al Comune, chi negli ultimi 5 anni abbia lavorato in una associazione di categoria o sia stato a rappresentante di interessi di categoria o abbia fatto di mestiere attività politica nell’ambito di partiti e/o movimenti organizzati o si sia candidato in liste politiche.

Il Comune non può proporre il Direttore Generale, un Consigliere, il Presidente, l’AD o un membro del Collegio Sindacale di un ente partecipato, o nominare per cariche direttive in un Ente Pubblico afferente al Comune, chi ha altro incarico nella stesso o in altra struttura afferente al Comune o partecipata dallo stesso, o l’abbia avuta nei cinque anni precedenti.

Non è candidabile chi ha una condanna anche in primo grado.

Un nominato non può essere contemporaneamente dipendente o dirigente in più di un Ente o di una Società partecipata del Comune. La sua remunerazione deve essere congrua con le retribuzioni praticate ai dipendenti della struttura nella quale opera (ad esempio non deve essere più di 5 volte la retribuzione più bassa praticata per i dipendenti).

Se i criteri di esclusione si determinano in un momento successivo alla nomina essi configurano una incompatibilità che produce la decadenza immediata dall’incarico.

Il sindaco ha il compito di svolgere attività di controllo dell’operato dei nominati e di verificarne i risultati raggiunti. Il sindaco si assume la responsabilità oggettiva delle performance dei candidati da lui proposti.

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Categorie : 5 stelle, Politica
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Egregio consigliere Epifani,

non posso che apprendere con sarcastico sorriso il suo rammarico per i tagli ai fondi destinati ad importanti eventi storici e culturali quali la Cavalcata di Sant’Oronzo che ogni anno attira nella città bianca migliaia di visitatori. Ciò è, infatti, l’inevitabile conseguenza di precise scelte politiche del consiglio regionale ed in particolare della maggioranza di cui lei fa parte e ancor prima di esprimere il proprio rammarico e solidarizzare con la delusione espressa da molti suoi concittadini meglio avrebbe fatto ad assumersi, come fanno le persone serie, la responsabilità di tali scelte.

E non cerchi, cosa molto di moda in questo periodo, di far passare tale scelta come dolorosa ma inevitabile visto che scure che ha colpito la cavalcata di Sant’Oronzo nonché altre importanti manifestazioni e servizi avrebbe potuto abbattersi su ben altri capitoli di spesa come ad esempio il costo della politica.

La informo, ma probabilmente ne è già al corrente, che nelle prossime settimane anche ad Ostuni inizierà la raccolta firme a sostegno di una proposta di legge, nota come Zero Privilegi Puglia di cui il sottoscritto è il primo firmatario, che prevedendo il dimezzamento degli stipendi mensili dei consiglieri ed assessori regionali e la totale abolizione dell’assegno di fine mandato consentirebbe alle casse regionali di risparmiare circa 10 milioni di euro all’anno. Quante cavalcate di Sant’Oronzo si potrebbero finanziare con queste risorse?

Populismo? Demagogia? Oppure dimezzare i vostri compensi, attualmente a 10 mila euro, portandoli a 5 mila euro mensili (più che sufficienti per una vita dignitosa) al fine di liberare ingenti somme per più importanti necessità sarebbe semplicemente una scelta di buon senso?

Consigliere che ne dice di lasciare la strada degli intenti e di passare ad azioni concrete? Di lasciare il politichese per passare al buon senso? Il cospiquo quanto ingiustificato stipendio che la regione le eroga ogni mese è il frutto di un sistema malato che lascia alla casta politica la possibilità di autodeterminarsi il compenso. Restituisca parte di questi denari ai legittimi proprietari. Destini metà del suo stipendio da consigliere regionale ad attività ed eventi organizzati in favore della collettività quali ad esempio la cavalcata di Sant’Oronzo. Lo faccia almeno sino a quando Zero Privilegi Puglia, magari anche col suo voto favorevole, non verrà approvata. Contrariamente sarebbe il caso che tra i tanti sacrifici a cui ultimamente siamo chiamati lei ci risparmerebbe quello di dover leggere le vostre dichiarazioni pieni di intenti che sanno tanto di presa per il naso.

Nel salutarla cordialmente non mi rimane che augurarmi che un qualche giornale, sempre pronto a pubblicare ogni suo pipito, trovi lo spazio per rendere note queste mie considerazioni.

Paolo Mariani del moVimento 5 stelle – Ostuni

 

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Categorie : Politica
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Quando si parla di costi della politica la cosa più intelligente, ma soprattutto più interessante, e confrontarli con altri capitoli di spesa per vedere l’effetto che fa. Andiamo a prendere come esempio un paese di circa 30 mila anime, qual’è Ostuni, e proviamo a confrontare i costi della sola Giunta Comunale composta da 10 assessori più il Sindaco con gli stanziamenti previsti per garantire a centinaia di ragazzi di famiglie in difficoltà economiche il diritto allo studio, uno dei tanti diritti teoricamente tutelati dalla carta Cositituzionale ovvero uno dei diritti fondamentali per i cittadini italiani.

Se facciamo questa operazione non solo ci renderemmo immediatamente conto dell’enorme divario tra le cifre in questione, ma anche di come vengono utilizzati quei denari che noi lasciamo con le tasse ad uno stato sempre più esigente. 11 persone, tra i più benestanti della città, si intascano in un anno quasi cinque volte quello che viene dato a centinaia di studenti che vivono in difficoltà economiche e ciò vuol dire che le tasse che io, ma anche tutti voi, verso al comune di Ostuni sono utilizzate in maggior parte per far arricchire i politici, piuttosto che aiutare gli studenti in difficoltà nel loro percorso di studio.

Se è vero che nelle ultimine manovre si è provveduto a limare i costi della politica negli enti locali, in particolare dimunuendo il numero degli assessorati va ricordato che i fondi destinati al diritto allo studio hanno subito drastici tagli e le famiglie bisognose, vuoi per la crisi vuoi per l’incremento della pressione fiscale e l’aumento delle spese per servizi vari, sono aumentate considerevolmente. Non tutte naturalmente faranno richiesta per usufruire di questi fondi, anche perchè più che di sussidi economici si tratta di veri e propri spiccioli che lo scorso anno andavano dai 14 ai 90 euro, somme che difficilmente possono veramente sostenere uno studente.

In una Ostuni a 5 stelle non solo gli assessorati sarebbero limitati a 5 (le nuove manovre ne prevedono comunque 8), ma i compensi previsti sarebbero dimezzati liberando più di 100 mila euro di risorse che potrebbero triplicare il fondo per i diritto allo studio. Meditate gente, meditate.

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Una società basata sulle fonti fossili e, in particolare, sul petrolio ha bisogno di petrolio (ma va?) e una società che ha bisogno di petrolio quando si rende conto che nei più grandi giacimenti si è già estratto più della metà del grezzo disponibile e che con il residuo non si può soddisfare la crescente richiesta va alla ricerca di nuovi pozzi dove poter estrarre il prezioso oro nero. Non importa quanto costi l’estrazione e non importa neanche la qualità del greggio, le compagnie petrolifere sanno che fra qualche anno (chi dice dal 2020, i più ottimisti dal 2050) il petrolio sarà merce rara e potrà essere venduta a prezzi stratosferici. E quindi si cerca ovunque e il nostro territorio e il nostro mare non sono certo esclusi da questa affannosa ricerca. E’ noto da anni che nei nostri mari ci sono giacimenti petroliferi, ma la scarsa qualità del greggio e gli elevati costi di estrazione per via della profondità a cui si trova hanno sempre reso l’operazione non conveniente, ma oggi di fronte al nuovo scenario ecco che anche questi giacimenti diventano appettibili.

Si poteva fare qualcosa per evitare tutto questo? Certo che si! Si sarebbe dovuta diminuire drasticamente la dipendenza dalle fonti fossili e dal petrolio per andare verso altre forme di energia più accessibili. La scienza e la tecnologia ormai da anni ci hanno fornito questa possbilità sia con lo sviluppo delle cosidette fonti rinnovabili sia con le tecniche di risparmio energetico. Eppure in tutti questi anni siamo andati in senso opposto aumentando, invece che diminuendo, il nostro fabbisogno e di conseguenza la nostra dipendenza dal petrolio. Hanno i sindaci, in tutto questo, delle responsabilità, delle colpe? Certo che si e, io penso, anche di più di quante ne hanno i politici nazionali. I sindaci, infatti, governano i territori e avrebbero, anche a costo zero per le loro amministrazioni, potuto fare molto in questi anni nonostante l’inerzia a livello nazionale.

Più volte su questo blog è stato affrontato il problema energetico e sono state esposte delle proposte. Proposte di buon senso, alcune delle quali immediatamente applicabili senza oneri per le amministrazioni. Un esempio fra tanti: una semplice modifica al regolamento edilizio che imponesse avanzate tecniche di risparmio energetico alle nuove costruzioni. Non sarebbe costato nulla al comune, ma in compenso avremmo avuto un minor bisogno di energia e quindi di petrolio. Ci sono delle stime che sostengono che se tali norme fossero state da subito applicate in tutti i comuni italiani il fabbisogno di petrolio sarebbe calato del 30% negli ultimi 10 anni. Se a queste pratiche si fossero associate delle politiche di mobilità sostenibile,  incentivate le piccole produzioni agricole e zootecniche e disincentivate le colture e gli allevamenti intensivi caratterizzate da un massiccio uso di derivati del petrolio, se si fosse bloccata la inutile quanto disastrosa cementificazione del territorio comprese le devastanti grandi opere e, nel contempo, dato il via ad una conversione energetica puntando su piccoli, ma diffusi impianti di produzione da fonti rinnovabili oggi il nostro fabbisogno di petrolio e di fonti fossili in generale sarebbe molto modesto. E se tutto ciò, sulla spinta del nostro paese, sarebbe stato replicato in altri paesi le multinazionali del petrolio oggi sarebbero già destinate all’estinzione.

Invece nulla di tutto ciò è stato fatto e i sindaci, come quelli che domani 22 Novembre si troveranno a Polignano per affrontare il problema delle trivellazioni nel mar adriatico proprio di fronte alle nostre coste, invece di pensare ad amministrare per il bene comune e soprattutto per quello delle future generazioni hanno pensato solo a raccattare voti per mantenere salda la loro poltrona, il loro potere nel feudo di riferimento. Prendiamo la Ostuni degli ultimi dieci anni come esempio. La popolazione residente è calata di circa duemila unità eppure si sono visti palazzi spuntare come funghi(Via Giovanni XXIII, Via per Martina, Peschiera, ecc) e nel regolamento edilizio non si trova alcuna traccia di tecniche di risparmio energetico, il traffico automobilistico è aumentato vertiginosamente e di piani della mobilità neanche l’ombra, l’agricoltura e i piccoli produttori lasciati in balia delle onde mentre si è favorita la grande distribuzione che predilige colture e allevamenti intensivi. Insomma è stato fatto di tutto per aumentare il consumo e il fabbisogno di petrolio e adesso che le vacche sono tutte scappate dalla stalla gli stallieri si riuniscono per cercare di affrontare un problema che loro stessi hanno massicciamente contribuito a creare. Il loro vociare, grazie anche ai soliti pennviendoli e mezzibusti incartapecoriti, passerà per l’ennesima volta come impegno politico a difesa del territorio e nessuno evidenzierà gli aspetti e le politiche che hanno portato a tutto questo.

La colpa sarà addossata esclusivamente alle compagnie petrolifere, alle sette sorelle, un cancro che tutto divora ma che noi coi nostri comportamenti e le nostre politiche continuiamo ad alimentare.

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Categorie : Politica
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nov
02

Turismo inGOLFato

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La domanda può anche sembrare banale ma giuro che io non capisco. Che cazzo centra lo sviluppo del turismo con la realizzazione di campi da golf da 60 ettari (600.000 m2) l’uno? Forse, non me ne sono accorto, il golf è diventato uno sport di grande attrazione popolare? Forse, forse le migliaia di turisti che annualmente invadono la città bianca e paesi limitrofi si sono lamentati proprio per la mancanza di adeguati impianti sportivi per questa disciplina? No, perchè a me pare che alla stragrande maggioranza degli Italiani del golf non gliene freghi un cazzo mentre i turisti mi risulta che si lamentino di ben altro, come ad esempio la scarsa pulizia del centro abitato e del litorale che una classe dirigente decente sarebbe in grado di attuare facilmente.

Quindi per quale diavolo di motivo il comune di Ostuni assieme a Fasano, Ceglie messapica, San Michele Salentino e Carovigno emana degli avvisi pubblici rivolti a prorietari di aree agricole della dimensione minima di 60 ettari disponibili a cedere le loro proprietà in favore di questo sport di nicchia? E Ostuni in particolare, grande sotenitore (a parole) del turismo sostenibile si è interrogato sull’impatto sul territorio che la realizzazione di un tale impianto comporta, l’acqua che serve per mantenerlo? Quanti alberi dovranno essere abbattuti, quante dune dovranno essere realizzate, quanti dossi o canali naturali dovranno essere distrutti e quanti muretti a secco saranno sacrificati sull’altare di questa nuova pazzia? A tutto ciò naturalmente si associeranno anche numerose strutture per soddisfare le esigenze di questi particolari e sofisticati clienti: resort di lusso, piscine, saune e chi più ne ha più ne metta.

Perchè il comune di Ostuni invece di sostenere l’agricoltura, valorizzando i prodotti e il territorio, invita a cedere i terreni in favore di questi nefasti progetti? E questa l’idea di turismo che pervade le menti malate dei nostri amministratori? Questo blog cercherà, coinvolgendo tutti coloro che hanno a cuore le sorti di Ostuni, di informare tutti i cittadini e valutare la possibilità di una petizione popolare che blocchi da subito queste scellerate scelte.

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Il sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella (€ 44.844,96 annue) con il suo assessore all’ambiente, certo Giuseppe Santoro (€. 20.180,16 annue), entrambi in forza al Partito Socialista Italiano nel tenace quanto convinto intento di portare al 60% la raccolta differenziata nella lustra città bianca, hanno emanato con un comunicato le loro innovative direttive:

  • è obbligatorio conferire i rifiuti negli appositi cassonetti presenti sul territorio comunale: carta , vetro, plastica e farmaci scaduti;
  • è vietato conferire tali materiali nei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani;
  • il conferimento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati negli appositi cassonetti è consentito dalle ore 19,00 di ogni giorno sino alle ore 9,00 del giorno successivo.

Minchia signor tenente!

In effetti era ora che anche ad Ostuni si affrontasse questa problematica, l’attuale 8% scarso non è certo un risultato di cui andare fieri per una città su cui sventola la Bandiera Blu che pretende come requisito minimo una differenziata al 10%. Quindi, prima che quelli della Fee si accorgano dell’imbroglio, ecco che i due strateghi da 64 mila euro l’anno, abbandonando la strada della raccolta differenziata porta a porta il cui avvio immininente era stato annuciato dagli stessi personaggi più di due anni fa e che, come dimostrano numerosissime esperienze, è l’unica in grado di dare soddisfacenti risultati e ribadiscono quelle ferree regole da decenni vigenti nel territorio e che hanno consentito il raggiungimento dei “ragguardevoli” risultati sopra citati.

Stiano comunque tranquilli i due illuminati amministratori, da oggi sulle percentuali di raccolta differenziata potranno liberamente sparare le cazzate, oh pardon.., le cifre che vogliono. Non che sia una novità, lo hanno sempre fatto, ma sino a qualche giorno fa avevamo a disposizione i dati ufficiali con cui poterli smentire velocemte. Da oggi invece il sito www.rifiutiebonifica.puglia.it, uno dei rari esempi di trasparenza introdotto in questi anni dalla regione, non è più raggiungibile e saremo costretti a fidarci del duetto socialista.

Un unico dubbio mi rimane. Vetro, carta, plastica e farmaci scaduti sono, almeno secondo la legge, rifiuti solidi urbani e i cassonetti a loro riservati sono, sempre secondo la legge, cassonetti per rifiuti solidi urbani. Quindi se, come imposto dai due strateghi, “è vietato conferire tali materiali nei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani”, dove cazzo li dobbiamo mettere? Io una proposta ce l’avrei, ma oggi non voglio essere volgare.

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L’altro giorno ho ricevuto, per conoscienza, una mail in cui un cittadino segnalava la scarsa attenzione nel posizionamento dell’arredo urbano soprattutto nel centro storico. In particolare un cestino portarifiuti posto nei pressi della scalinata Mons Antelmi che rende di fatto impraticabile il relativo marciapiede. La mail inviata a diversi uffici comunali tra cui sindaco, assessore competente e difensore civico è stata inoltrata anche al sottoscritto, ad alcuni organi di stampa e ad un paio di consiglieri di opposizione di destra. A seguire il testo completo e le mie considerazioni sui temi sollevati inviate agli stessi destinatari ed in aggiunta, per par condicio, all’unico consigliere di opposizione di sinistra.

Salve,
a seguito e in riferimento al confronto verbale sorto con l’ass. Iaia in data 16 c.m. presso la scalinata Antelmi ad Ostuni durante la Sua fase di direzione ai lavori per l’installazione dei nuovi cestini per la spazzatura nelle zone nevralgiche del paese volti ad evitare l’indiscusso problema dei rifiuti che, soprattutto in questo periodo,  invadono le vie cittadine, ci tengo a puntualizzare in forma scritta quanto gia’ verbalmente espresso.
Mi permetto di obiettare sul posizionamento, apparentemente poco meditato, di alcuni dei suddetti cestini.
In un paese in cui, per la particolare conformazione urbana, l’eliminazione delle barriere architettoniche rappresenta uno dei punti piu’ difficili da affrontare, e in cui gia’ “per natura” la viabilita’ pedonale risulta, in diversi tratti, ostruita o deviata (alcuni marciapiedi sono talmente stretti che qualsiasi persona fa fatica a passare, in particolare se con la carrozzina), l’arredo urbano dovrebbe essere progettato nel migliore dei modi.
Ritengo sia necessario tutelare tutti, in modo tale che la progettazione urbanistica non diventi un’insidia o un trabocchetto, ma si riveli un aiuto prezioso anche per la sicurezza.
Per tutelare il piu’ possibile i pedoni (la carta europea dei diritti del pedone ci offre un ottimo insegnamento) e’ necessario progettare con qualita’, criterio, cura e con un minimo di buonsenso l’arredo urbano, tenendo conto delle diverse necessita’ di ogni cittadino, senza quindi andare a penalizzare nessuno.
Non ho potuto fare a meno di notare, e segnalare all’assessore, ottenendo risposte poco affini al tema, l’errata installazione del cestino posizionato su largo Lanza /angolo via Carmignano (allego foto n.ro 1 e 2): lo stesso cestino ostacola letteralmente il passaggio pedonale mettendo addirittura a rischio chi, arrivando da via Lanza, voltando l’angolo, se lo ritrova prepotentemente davanti.
A mente dell’art. 3, comma 1, n.ro 33, C.d.S. il marciapiede e’ la parte esterna della carreggiata viaria, rialzata o in altro modo delimitata e protetta, caratterizzata da una intrinseca sicurezza (che in questo caso verrebbe a mancare) a garanzia dell’utenza debole della strada, composta dai pedoni e, in particolare, dai disabili, dagli anziani e dai bambini, meritevoli tutti di una particolare tutela dai pericoli derivanti dalla circolazione stradale.
Il pericolo si conferma ancora piu’ grave considerando che il cestino sia stato posizionato vicino a tubature e contatori del gas; com’e’ noto basterebbe una cicca di sigaretta accesa buttata distrattamente vicino a un cumulo di cartacce e spazzatura per sviluppare anche piccoli incendi che pero’ possono subito creare danni anche piu’ consistenti.
Meno pericoloso ma decisamente di cattivo gusto la collocazione di un terzo cestino, vicino a 2 (GIA’ DIVERSI FRA LORO) preesistenti (foto n.ro 3) proprio ai piedi della scalinata Antelmi.
Invito le amministrazioni locali a valutare quanto espressamente da me dichiarato al fine di migliorare la situazione e spalmare in modo piu’ adeguato i suddetti cestini.
Siano chiari, e ci tengo a specificarlo, i toni NON polemici, ma volti semplicemente al confronto e ad un’attenta valutazione dei fatti, in una citta’ di tutti che possa essere non solo accogliente ,ma anche bella da vedere… e da vivere.

Grazie per l’attenzione
Alessandro Sozzi

Nel ringraziarla per le acute osservazione mi permetto di esprimere alcune mie considerazioni sulle problematiche da lei esposte.

Rifiuti e marciapiedi, due argomenti esemplari dell’inettitudine di questa amministrazione nel gestire l’ordinario, l’ovvio, il banale. Pensare che c’è chi si aspetta da questi ciarlatani delle risposte ai complessi problemi di cui soffre la società contemporanea, soprattutto oggi di fronte ad una drammatica crisi economica affrontata dal nostro paese nel modo peggiore e più deleterio per la popolazione.

Il tono non polemico della mail che mi avete inviato per conoscienza, si evince anche dalle foto allegate, probabilmente realizzate poco dopo lo svuotamento dei cestini portarifiuti ivi ritratti. Sarebbe bastato, come ho fatto io più volte, effettuare quelle foto anche solo verso le otto di sera per ritrarre quei cestini trabordanti di rifiuti, mentre a notte inoltrata spesso risulta difficile scorgerli perchè completamente sommersi. Situazione identica è riscontrabile sulle spiagge dove a parte la considerevole quantità di simboli del progresso incastonata  tra la macchia mediterranea, i rari cestini risultano stracolmi già nelle prime ore della mattinata senza che ci sia nessuno che si preoccupi di svuotarli, tant’è che all’imbrunire anche questi  di fatto spariscono sotto montagne di buste e rifiuti vari. Se la tecnica della fotografia ci permette di documentare tutto questo e quella dell’informazione di divulgarle tramite il web, nulla è stato ancora inventato per registrare il lezzo nauseabondo che questi monumenti all’inettitudine dei nostri amministratori emanano. Vale la pena ricordare che in un sondaggio svolto lo scorso anno dall’associazione Borgostuni una delle principali lamentele dei turisti risultava essere “città e spiagge sporche”.

Posso già immaginare a questo punto la risposta del nostro Sindaco con i riferimenti alla Bandiera Blu (concessa nonostante non si è in possesso dei requisiti minimi – vedi qui), alle 5 vele (dateci da una associazione che sino ad un paio di anni fa definiva Ostuni “pietra dello scandalo del Salento” – vedi maremonstrum 2008 pag.47), al consenso elettorale (come se fosse dipendente alla capacità di governare-amministrare – non cito per questioni di spazio) e poi bla, bla, bla….

Sui marciapiedi poi sarebbe il caso di rivolgersi a  Chi l’ha visto perchè trovarne uno degno di essere definito tale ad Ostuni è impresa ardua. E non solo nella parte antica della città dove per ovvi motivi risultano di difficile realizzazione o adeguamento, ma anche e soprattutto nella parte “moderna”. Stretti, parzialmente occupati da piante ed espositori di merce varia, con la presenza di numerosi scalini alcuni di considerevole altezza e generalmente senza idonei scivoli  definirli marciapiedi è un azzardato eufemismo.
Stendiamo,infine, un velo pietoso sulle barriere architettoniche. Basta pensare che a tutt’oggi non si è stati capaci, tra un rondò ed un altro, di realizzare uno scivolo di fronte all’ufficio ASL dove si effettuano le visite della commissione invalidi.

Naturalmente neanche questa mail vuole assumere toni polemici. D’altro canto non attribuisco grandi colpe ai nostri amministratori. Non sono così per lassismo o cattiveria è che sono incapaci, un incapacità mentale, strutturale, congenita oserei dire. Non lo fanno apposta, sono proprio così, che ci vogliamo fare.

Saluti.
Mariani Paolo

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Categorie : Politica
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Qual’è la differenza tra due brutti ceffi che vanno da un commerciante o un imprenditore a “chiedere” il famigerato pizzo ed un datore di lavoro che mensilmente si trattiene dai 100 ai 200 euro dallo stipendio di ogni suo dipendente? Nessuno, assolutamente nessuno! Entrambi sono dei farabutti e dei vigliacchi. Entrambi meriterebbero la galera e la confisca di tutti i beni perchè comunque ottenuti tramite i proventi dell’estorsione.

Eppure mentre i primi sono visti dalla società tutta ed in particolare dalle vittime come criminali e le somme loro versate assumono il termine di estorsione, i secondi invece sono generalmente soggetti dell’alta società, accolti nei salotti cittadini come nobili imprenditori che portano benessere e prosperità e le vittime addirittura si sentono in dovere di ringraziarlo perche grazie a lui hanno un posto di lavoro. E’ come se un commerciante ringraziasse i suoi estorsori perchè grazie a loro il suo negozio non prende fuoco.

Siamo all’assurdo eppure è pura normalità, soprattutto nel sud dove la mancanza di lavoro è una pandemia a cui si può sfuggire solo emigrando. E’ pura normalità che neanche se ne parla, nessuno dice niente e nessuno fa nulla. Intanto questi estorsori mascherati da datori di lavoro grazie alle cifre di questo pizzo mensile accumulano ricchezze che possono poi investire in nuove attività siano esse produttive o commerciali che gli consentono così non solo di aumentare il proprio potere economico e di conseguenza il proprio peso politico, ma anche il numero di dipendenti e di conseguenza le somme in nero derivanti da queste estorsioni.

Sono convinto che arrivati a questo punto qualcuno di voi, magari del nord dove queste cose pur essendoci non sono molto diffuse, si sta cominciando a domandare: ma questo di che parla esattamente? Eh, lo so che in molti luoghi ciò è ancora una assurdità, ma da queste parti, come dicevo, è pura normalità! Come funziona? Semplice, quando si pagano gli stipendi il lavoratore si reca nell’apposito ufficio per ritirarlo in contanti e gli viene presentata la regolare busta paga che deve firmare anche a dimostrazione di aver ricevuto quei denari, solo che la somma effettivamente consegnata non  corrisponde a quella indicata nella busta paga sottoscritta ma risulta inferiore di una cifra variabile dai 100 ai 200 euro in relazione sia all’ammontare dello stipendio sia a chi ha raccomandato quel lavoratore al momento dell’assunzione. Già, perchè se la raccomandazione è giunta da un politico influente fanno pure lo sconto sul pizzo. I privilegi della casta non si limitano certo ai superstipendi e superpensioni.

Naturalmente non posso qui fare i nomi di coloro che adottano questo sistema, pur sapendone molti non ho le prove se non le confidenze fattemi da diverse vittime che per paura di perdere il lavoro domani negherebbero tutto. Mi assumerei anche il rischio di una querela se ci fosse poi la probabilità di dimostrare l’esistenza di questo sistema, ma so bene che non è così. Non  condanno chi non ha il coraggio di parlare, lo capisco bene la coseguenza sarebbe la sicura disoccupazione. Tra l’altro mentre contro il tradizionale pizzo in questi anni sono nati strumenti a tutela di chi denuncia, il pizzo sullo stipendio invece è stato sino ad ora completamente ignorato dai media come dai legislatori.

Cosa si potrebbe fare? Non lo so, penso però che l’obbligo di erogare lo stipendio tramite accredito su conto corrente sarebbe già qualcosa. Un conto è ricevere una somma inferiore al dovuto altro è dover “restituire” del denaro al proprio datore di lavoro, penso che almeno da un punto di vista culturale ci sarebbe un cambiamento e questa operazione sarebbe vista per quello che è: un estorsione, e il lavoratore comincerebbe a sentirsi una vittima piuttosto che uno fortunato. Un’altra cosa che si potrebbe fare è boicottare quelle attività che sappiamo adottare questo sistema. perchè anche se non li possiamo elencare, sappiamo chi sono, lo so io e lo sanno anche molti di voi. Comiciate a non andare più in quegli esercizi commerciali, fregatevene delle offerte, della possiblità di sceltà, della presenza dell’aria condizionata, dei parcheggi e di altre stronzate del genere. Pensate al diritto di chi lavora di percepire per intero la propria paga, pensate alla dignità della persona. Solo in questo caso sarete dignitosi anche voi.

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08

Turisitici per caso

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Quest’anno, a dimostrazione che la stagione turistica si restringe sempre più, abbiamo dovuto aspettare il 7 di Agosto per rilevare nella città bianca una un numero di presenze di forestieri degna di una località che fa del turismo il suo principale motore economico. Non ho numeri da snocciolare ma sono uno che va spesso al mare e generalmente la sera una passeggiata nel centro storico non me la faccio mancare e non mi è certo sfuggita sino a l’altro giorno la carenza di turisti. Vedere nel mese di Luglio le spiagge con pochi bagnanti ed il centro storico popolato più dai locali che dai forestieri è una cosa che personalmente non mi dispiace, ma che sicuramente dispiace agli operatori economici del settore. So che molte ville, affittate da sempre a migliaia di euro al mese, quest’anno nel mese di Luglio sono rimaste sfitte e chi è riuscito a piazzarle è solo perchè ha ridotto di molto il canone. Non so i dati delle varie strutture ricettive, ma non credo che possano vantare differenti situazioni. Tutto ciò, come ebbi a dire in passato, altro non potrà che comportare un notevole incremento dei prezzi nel periodo di maggior affluenza. Non a caso la Puglia in base alle rivelazioni di associazioni del settore è risultata tra le regione più care ed Ostuni in particolare tra le città più care della Puglia. Dall’essere la regina degli ulivi sta diventando la regina dei prezzi.

Ma comunque i turisti alla fine sono arrivati e sono arrivati in massa, così sin da subito la città bianca ha potuto dimostrare tutta la sua incapacità a gestire in modo adeguato tutta questa massa di gente. Sulle spiagge è ancora oggi impossibile reperire un congruo numero di contenitori per i rifiuti, così è normale prassi trovare piccoli cestini che gìà in prima mattinata cominciano a debordare la massa di rifiuti che inevitabilmente la gente produce tanto che a sera il cestino sarà completamente scomparso sotto la massa informe di sacchetti e buste varie. Nessuna traccia di servizi igienici, e qui lascio a voi scoprire dove vengono smaltiti i rifiuti biologici siano essi liquidi o solidi delle centinaia di persone che con la loro “regolare quotidianità” occuppano le spiagge del litorale ostunese.

La situazione non si modifica molto se lasci la costa e ti dirigi nel centro abitato. Ieri sera  alle  21 i pochi cestini presenti in piazza erano già stracolmi e la gente cominciava a depositare i rifiuti nelle vicinenaze degli stessi. Non raro intercettare il lezzo nauseabondo che  alcune di quelle isole “ecologiche” emanavano. Il top però l’ho potuto constatare nella villa comunale dove c’era la sagra della frisa e della risa; diversi stand enogastronomici e centinaia di persone che tra un ballo e l’altro si cibava di quelle gustose prelibatezze. Per i rifiuti solo alcuni contenitori tipo quelli che comunemente si trovano nelle case di tutti noi,  assolutamente inadatti per un evento del genere. L’assessorato alle attività produttive, organizzatore dell’evento, non ha pensato alla enorme produttività di rifiuti (plastica, residui di cibo, vetro, aluminnio, ecc) che una sagra del genere inevitabilmente produce e la gente ha dovuto fare lo slalom tra i rifiuti sparsi in ogni dove. Non invidio chi a fine festa è stato incaricato di ripulire.

Cari Ostunesi avete di fronte due possibilità: o lasciate che tutto ciò continui ad accadere e quindi continuate ad affidarvi a questa inetta classe dirigente (tutta dal PDL al PdmenoL compresi quelli che in consiglio comunale non ci sono) oppure vi rimboccate le maniche e li cacciate tutti.

 

 

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