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	<title>iapra li  uecchie il blog di Paolo Mariani &#187; nucleare</title>
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	<description>Il blog di Paolo Mariani</description>
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		<title>Se il buon giorno si vede dal mattino</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 10:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/11/Culdesac.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6060" title="Culdesac" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/11/Culdesac.jpg" alt="" width="250" height="225" /></a>Monti, col suo &#8220;nuovo&#8221; governo dopo un ora di discorso in cui ha detto tutto senza però dire nulla di cosa in realtà vuole realizzare  ieri ha ricevuto la fiducia dal senato. Una fiducia a scatola chiusa nel voto ed una sfiducia, subito dopo, nelle dichiarazioni, in particolare da parte del PdL che affermando di considerarsi in campagna elettorale di fatto dichiara guerra al nuovo esecutivo e si spiana la strada per recuperare elettorato, cosa che gli sarà facilitata proprio dalla somministrazione della cura Monti il quale, a parte le vuote dichiarazioni, non parte proprio col piede giusto.</p>
<p>A dirla tutta è da quando è stata ufficilizzata la sua presenza nella politica italiana che non ne fa una giusta. Ha inziato con la ingiustificabile ma ben retribuita carica di senatore a vita per poi insistere per la nomina a ministro di un certo Giuliano Amato, residuato bellico della prima repubblica, che dopo aver più volte furtivamente messo le mani nelle tasche degli Italiani, da anni si gode una lauta pensione da 31 mila euro al mese, cosa non proprio esemplare per chi si propone, a parole, di combattere privilegi e sprechi. Visto che tutto ciò poteva anche apparire non proprio &#8220;nuovo&#8221; il commissario europeo ha pensato bene di riesumare la processione delle consultazioni, tradizione nelle tradizioni della prima repubblica, utili come in passato soprattutto per definire la spartizione di poltrone e posti di potere visto che neanche alle formazioni politiche, almeno stando alle dichiarazioni, il professore ha ritenuto di dire che cosa vuole fare.</p>
<p>Con le nomine a ministro poi ha raggiunto, sino ad ora, il suo culmine. Su Passera e sull&#8217;enorme conflitto di interessi che lo caratterizza si sono già formati fiumi di parole e vi invito a vedere questo esaustivo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=x7mje4FOpw4" target="_blank">video</a> di Marco Travaglio, mentre io vorrei concentrare l&#8217;attenzione sui ministri della difesa, della giustizia e dell&#8217;ambiente che penso siano più esemplari nel cominciare ad ipotizzare il tipo di strada che intende percorrere questo esecutivo. Partiamo dal ministero della difesa affidato ad un militare (non succedeva dai tempi di Mussolini) nonché presidente del comitato militare della NATO che probabilmente ha preferito un suo fedelissimo per un paese che ha tentennato nell&#8217;appoggiare e sostenere i bombardamente sulla Libia. Diffcilmente con tale individuo a questo dicastero potremmo assitere ad una diminuzione delle spese militari o degli enormi costi economici e in vite umane che si consumano nei vari scenari di guerra in cui il nostro paese insiste da anni. Alla giustizia, altro dicastero molto delicato in un paese dove corruzione e mafie varie la fanno da padrone, è stata nominata un avvocato penalista che tra i suoi illustri clienti vede, oltre a numerosi colletti bianchi coinvolti nelle più grandi truffe degli ultimi anni, persino un certo Salvatore Buscemi boss mafioso coinvolto nella strage di Capaci. Adesso premesso che tutti, anche il peggior criminale, hanno diritto ad una difesa potrebbero però esserci dei problemi di opportunità nel nominare ministro della giustizia una persona con un curriculum del genere, possibile che tra le migliaia di avvocati italiani non c&#8217;era nessun altro in grado di svolgere con competenza quel ruolo? Che dire, infine, del neo ministro dell&#8217;ambiente che alla sua prima uscita pubblica dichiara che è necessario rivedere la scelta sul nucleare, considerata dallo stesso un settore indispensabile di importanza strategica? In un batter di ciglio non solo ha fatto ripiombare il paese nell&#8217;incubo nucleare, dopo che i più lo avevano archiavato dopo l&#8217;esito refendario di soli 5 mesi fa, ma ha reso edotti tutti noi di quale sia la considerazione che questi burocrati, finti tecnici, hanno del proprio datore di lavoro: il popolo Italiano, il famoso popolo sovrano.</p>
<p>E devono ancora iniziare.<br />
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		<title>Tanto di quorum</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 18:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarò sincero, più che ottimista ero speranzoso. Speravo che gli Italiani, nonostante questa politica becera e questi politici ottusi che tutto fanno tranne che ascoltare i propri cittadini, non avessero perso completamente ogni speranza e gridassero a gran voce la loro idea di paese. Una idea che come ben si evince dalla partecipazione al voto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/06/quorum.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4769" title="quorum" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/06/quorum.png" alt="" width="500" height="122" /></a></p>
<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/06/quorum.png"></a>Sarò sincero, più che ottimista ero speranzoso. Speravo che gli Italiani, nonostante questa politica becera e questi politici ottusi che tutto fanno tranne che ascoltare i propri cittadini, non avessero perso completamente ogni speranza e gridassero a gran voce la loro idea di paese. Una idea che come ben si evince dalla partecipazione al voto è lontana anni luce dalle politiche effettivamente perseguite dalle forze politiche che siedono oggi in parlamento.  Forze politiche che in gran misura hanno strumentalizzato questi referendum, li hanno cavalcati pur avendo idee completamente diverse come dimostrano sia le numerosissime dichiarazioni fatte sino a qualche mese fa sia le politiche effettivamente attuate nelle regioni e nei comuni dove hanno la maggioranza.</p>
<p>La battaglia non è finita, dopo aver detto che l&#8217;acqua deve rimanere pubblica e che il nucleare non lo vogliamo adesso è ora di cominciare a parlare di beni comuni e  sistema energetico e sarà anche il caso che ognuno di noi si informi come si deve su quali politiche e quali strade vogliono realmente percorrere coloro che si propongono come rappresentanti nelle istituzioni. Cambiare idea, per carità, è più che lecito ma doveroso spiegarne i motivi, la <a href="http://iapraliuecchie.it/2011/03/10/pollicita/" target="_blank">pollicità</a> non può più essere ammessa o tollerata. Basta farsi prendere per il culo. Chi governa e amministra deve rispettare la volontà dei cittadini, dei loro datori di lavoro. Il consenso eletorale non può in nessun caso essere motivo per fare quel cazzo che gli pare.</p>
<p>Chi oggi è sceso in piazza con le bandiere di partito per festeggiare la vittoria referendaria, quale grande vittoria della democrazia si ricordi  che ciò non sarebbe stato mai possibile senza le migliaia di liberi cittadini senza tessera che si sono impegnati per questo, che hanno passato le loro giornate nelle piazze a fare informazione e raccogliere le indispensabili firme. Se fosse stato per i partiti, ad eccezione dell&#8217; Italia dei Valori che ha promosso i referendum su nucleare e legittimo impedimento, tutto ciò non si sarebbe mai verificato. Ricordatevelo la prossima volta che sarete chiamati a mettere un&#8217;altra X.</p>
<p>P.S.: sono rientrato in Italia dopo una settimana e mi sono ritrovato Bruno Tabaci assessore al bilancio nella giunta comunale milanese. Dal tanto acclamato nuovo vento di primavera già traspare, come previsto, il lezzo di merda. Sorridete, gli spari sopra sono per noi.<br />
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		<title>Scusate se disturbo i manovratori</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 10:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non credo che io debba dimostrare la mia posizione sui quesiti refendari su cui (speriamo) il prossimo 12 e 13 giugno siamo chiamati ad esprimerci. Numerosissimi post su questo blog sono eloquenti in materia. Se ciò non dovesse bastare vorrei ricordare che il sottoscritto ha da sempre sostenuto tutti i referendum in questione (vedi qui) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/04/facce-da-nucleare-bn.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4395" title="facce-da-nucleare-bn" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/04/facce-da-nucleare-bn-212x300.jpg" alt="" width="250" height="353" /></a>Non credo che io debba dimostrare la mia posizione sui quesiti refendari su cui (speriamo) il prossimo 12 e 13 giugno siamo chiamati ad esprimerci. Numerosissimi post su questo blog sono eloquenti in materia. Se ciò non dovesse bastare vorrei ricordare che il sottoscritto ha da sempre sostenuto tutti i referendum in questione (vedi <a href="http://iapraliuecchie.it/2010/05/29/referendum-idv/" target="_blank">qui</a>) e che se referendum vi saranno è esclusivamente grazie a quei tantissimi connazionali, tra cui pochi ostunesi, che hanno passato intere giornate nelle pubbliche strade per raccogliere le indispensabili firme. E visto che ero tra quei pochi ostunesi mi permetto di sottolineare che il tempo impiegato nella raccolta firme è  stato solo una parte di quello utilizzato, tempo a cui va aggiunto quello passato nei vari uffici del comune per l&#8217;autorizzazione all&#8217;utilizzo del suolo pubblico e per la certificazione delle firme, nonché le riunioni organizzative, la predisposizione di tutto il materiale e l&#8217;autenticazione delle firme. Non che voglia, per questo, ringraziamenti o trattamenti particolari. Ciò che ho liberamente fatto è stato dettato dalle mie convinzioni e dalla necessità di agire e nessuno è in debito con me per questi impegni, ma nessuno mi venga a dire o semplicemente lasci intendere che io voglia ostacolare o non collaborare alla campagna referendaria; è solo che voglio partecipare senza per questo chiudere gli occhi su chi in Italia è favorevole al nucleare e alla privatizzazione dell&#8217;acqua fregandomene, come mio solito, se le mie dichiarazioni disturbano chi oggi, come colpito sulla via di Damasco, ha deciso di sostenere i referendum. Tutta gente che non ha in alcun modo partecipato alla indispensabile raccolta firme per l&#8217;indizione dei referendum ma anzi nelle loro dichiarazioni li hanno contestati, tutta gente silente (mi riferisco all&#8217;amministrazione comunale) quando cercavamo autenticatori (se non fosse stato per il consigliere De Stradis ad Ostuni non si sarebbe potuta raccogliere neanche una firma), gente cui persino dubito abbiano realmente firmato, gente che oggi dovrebbe solamente chiedere scusa per le stronzate dette e gli sbagli fatti, invece di fare la parte dei saggi profeti e imporre la linea che il comitato referendario cittadino deve tenere.</p>
<p>La campagna referendaria non può in alcun modo basarsi sulla propaganda, sia che questa si schieri a favore del si o al contrario a sostegno del no. La gente va informata correttamente, non bisogna commettere l&#8217;errore tipico di media e giornali abituati ad una informazione di destra o di sinistra, a favore di quel partito o a favore di quell&#8217;altro, per quella ideologia o per quell&#8217;altra. I cittadini hanno necessità di sapere, hanno necessità di essere correttamente informati, vanno messi nella condizione di fare una scelta consapevole ed in questo ambito chi vuole sostenere la campagna referendaria dovrebbe muoversi. Tali informazioni, come dicevo, non possono escludere le giuste e pesanti critiche a tutti coloro che in questi hanni a livello politico si sono mossi ed hanno adottato atti in netto contrasto con gli obbiettivi dei quesiti referendari. Io non posso ignorare che nel programma del Partito Democratico alle passate elezioni politiche il nucleare era previsto come scelta fondamentale nelle politiche energetiche del paese, allo stesso modo non posso ignorare che Bersani attuale segretario del Pd ai tempi in cui era ministro in un incontro ufficiale con l&#8217;ambasciatore USA dichiarava che il referendum del 1987 in realtà non ha escluso il nucleare ma l&#8217;ha solo sospeso temporaneamente (leggi da <a href="http://notiziegenova.altervista.org/index.php/te-lo-nasondono/2437-wikileaks-rivela-la-vergogna-bersani-sul-nucleare" target="_blank">wikileaks</a>). Ma sono vecchie posizioni! E acqua passata! Hanno cambiato idea! Si? E allora passiamo ai giorni nostri e parliamo proprio dei prossimi referendum. Secondo voi quale poteva essere una semplice operazione per incrementare considerevolmente l&#8217;affluenza alle urne e scongiurare, almeno in parte, il richio di non raggiungere il quorum? Semplice: accorpare i referendum alle elezioni amministrative che si terranno fra qualche settimana in numerosissimi comuni e provincie italiane, ma ciò non è stato possibile proprio grazie al Partito Democratico visto che l&#8217;accorpamento è stato bocciato per un solo voto di scarto mentre una decina di parlamentari del pd risultavano assenti. Sull&#8217;acqua poi è come sparare sulla croce rossa, persino le molecole di idrogeno e di ossigeno sanno quale sia la posizione del PD sulla gestione dei servizi idrici. Tant&#8217;è che in Puglia la proposta di inziativa popolare per la ripubblicizzazione dell&#8217;acquedotto è ferma in un cassetto del consiglio regionale proprio per l&#8217;opposizione del Partito Democratico.</p>
<p>L&#8217;impressione è che il PD, ma non solo, non abbia affatto cambiato idea su nucleare e acqua publlica, ma stia cercando esclusivamente di strumentalizzare i referendum di Giugno per contrastare Berlusconi ed il centro destra. Mi si può dire: e chi se ne frega, l&#8217;importante è vincere. No, l&#8217;importante non è vincere, l&#8217;importante è che il nucleare sparisca dagli orizzonti del nostro paese, che l&#8217;acqua sia definitivamente riconosciuta quale bene inalienabile fuori da qualsiasi legge di mercato e di profitto, che la legge sia veramente uguale per tutti. Purtroppo la mera vittoria referendaria non garantisce tutto ciò e di esempi ve ne sono diversi. Oltre a quanto ho citato sopra su Bersani vorrei ricordare che un referendum che vide una partecipazione di massa abolì i finanziamenti ai partiti. Finanziamenti poi reintrodotti all&#8217;unanimità tramite  i rimborsi elettorali che pochi giorni fa, in piena crisi finanziaria ed economica, un parlamentare del PD ha proposto di incrementare.</p>
<p>Tutto ciò non mi esonererà dal sostenere la campagna referendaria, ma lo farò con l&#8217;onestà intellettuale che penso mi contraddistingua. Da questo blog, ma anche sul territorio farò la mia parte, gli argomenti in questione sono troppo importanti per lasciarli alla propaganda di partito; per l&#8217;informazione, come è ormai noto, ci vogliono i cittadini.<br />
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		<title>Ci pigliano per il culo e se la ridono</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 17:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello che fin dal primo momento si era concretato come un fondato sospetto, si è oggi trasformato in una realtà conclamata, attraverso le dichiarazioni tanto pompose quanto improvvide di Silvio Berlusconi, in occasione della conferenza stampa tenuta a margine dell’incontro con l’amico (e socio interessato) Sarkozy. Il governo non ha assolutamente preso coscienza del fallimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/referendum-2011/"><img class="aligncenter" title="12-12 giugno non fatevi fottere" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/04/banner-header-referendum.png" alt="" width="501" height="78" /></a>Quello che fin dal primo momento si era concretato come un fondato sospetto, si è oggi trasformato in una realtà conclamata, attraverso le dichiarazioni tanto pompose quanto improvvide di Silvio Berlusconi, in occasione della conferenza stampa tenuta a margine dell’incontro con l’amico (e socio interessato) Sarkozy.<br />
Il governo non ha assolutamente preso coscienza del fallimento del nucleare, né tanto meno è disposto ad aprirsi alle profonde riflessioni intorno all’atomo che dopo il disastro di Fukushima  stanno imperversando un po’ in tutto il mondo. Né aveva la minima intenzione di correggere la scelta suicida suggeritagli dagli “amici” francesi ormai a abituati a prenderci per il naso quotidianamente.<br />
Silvio Berlusconi, con il sorriso di sempre e nessun segno d’imbarazzo sul volto plastificato, ha oggi candidamente annunciato che la scelta di sospendere la legge che intendeva riportare il nucleare in Italia, non era altro che una mistificazione, finalizzata a salvare l’atomo, ammazzando un referendum (e di conseguenza la volontà dei cittadini) che, a maggior ragione dopo Fukushima, si sarebbe rivelato una debacle senza precedenti tanto per il governo, quanto per le di lui  radioattive aspirazioni&#8230;..</p>
<p>Ribadendo non solo che il programma nucleare italiano continuerà ad andare avanti, alla faccia della volontà popolare gabbata con un trucchetto da illusionista d’infima categoria, ma anche che la scelta dell’atomo (abiurata da sempre più paesi ogni giorno che passa) costituirà il futuro per tutto il mondo e che il nucleare starebbe diventando ogni giorno più sicuro.</p>
<p>Tutte esternazioni che non stupiscono più di tanto, qualora esperite da un soggetto, come il Cavaliere, ormai votato unicamente alla barzelletta ed al cabaret.<br />
Semmai a stupire dovrebbe essere la sfrontatezze  con cui il caramogio improvvisatosi comico, annuncia di avere ingannato e truffato gli italiani, senza neppure preoccuparsi di giustificare il proprio gesto con qualche argomento che prescinda dal compiacere la lobby dell’atomo ed una parte (neppure la più consistente) del suo elettorato, ormai convinta che convivere con la radioattività rappresenti un esercizio prodromico di accrescimento culturale e giovi alla salute.</p>
<p>Se, come appare probabile, la truffa del governo avrà successo e la Cassazione si vedrà costretta a sospendere il referendum, evitando l’ennesima brutta figura ad un esecutivo ormai abituato a collezionarne in serie, non occorrerà comunque disperare.</p>
<p>Il valore del referendum abrogativo, in Italia, è molto relativo, come dimostrato dal modo in cui è stato bypassato quello del 1987. E anche nel caso si andasse a votare, costringendo la banda dell’atomo (ed  i partiti che la sostengono) ad una sconfitta cocente, nulla eviterebbe loro fra un paio d’anni di ripresentare una nuova legge, riproponendo il circolo vizioso.</p>
<p>Se Berlusconi, nel caso sieda ancora sul proprio scranno, fra qualche anno intenderà proseguire sulla strada intrapresa e dare seguito al programma nucleare si troverà comunque a doversi confrontare con un nuovo referendum che, Fukushima o non Fukushima, con tutta probabilità lo vedrà perdente, perché la maggioranza degli italiani è ormai informata in materia e di nucleare non vuole neppure sentire parlare.</p>
<p>E nel caso mi stessi sbagliando, o dal cilindro  del prestigiatore dovesse uscire qualche altro barbatrucco, giova ricordare che le centrali nucleari, in Italia, dovrebbero sempre andarle a costruirle in prossimità di qualche comune, dove gli abitanti non esiterebbero a rimandare indietro a calci il pacco regalo.<br />
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		<title>Non fatevi fottere</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 17:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/04/facce-da-nucleare-bn.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-4395" title="facce-da-nucleare-bn" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/04/facce-da-nucleare-bn-723x1024.jpg" alt="" width="250" height="354" /></a>Mentre da un lato continuano a giustificare la loro esistenza politica con la storia del consenso e della sovranità popolare, dall&#8217;altro cercano con tutte le loro  forze (imbrogliando naturalmente visto che altro non sanno fare) di impedire che il popolo  si esprima su dei temi fondamentali per il futuro del nostro paese. Con la complicità di media e pennivendoli vari la campagna pollicitaria è già comiciata, obbiettivo evitare che al referendum del 12 e 13 Giugno  si raggiunga il quorum e di conseguenza che il popolo sovrano  si esprima.</p>
<p>Se la maggioranza si sta fortemente impegnando per raggiungere lo scopo, l&#8217;opposizione non sta certo a guardare. Già perchè è bene ricordare che il primo passo fatto in questa direzione è stato il non accorpare i referendum alle elezioni amministrative cosa che, oltre a far risparmiare alle sempre esigue casse dello stato 300 milioni di euro, avrebbe  messo seriamente a rischio il raggiungimento dei loro obbiettivi. In tale  decisione assunta per un solo voto di scarto, determinante è stata l&#8217;assenza di diversi esponenti dell&#8217;opposizione. Anche loro, come i compari del PdL, adesso sono in piena campagna pollicitaria e mentre invitano i cittadini ad andare a votare contro il nucleare sperano nel non raggiungimento del quorum che gli lascierebbe la strada aperta verso il nucleare di &#8220;prossima generazione&#8221; (come lo definiscono D&#8217;Alema e Bersani) e la privatizzazione dell&#8217;acqua.</p>
<p>Non serve certo che io vi descriva nel dettaglio le balle che i media continuano a vomitare dai loro schermi e dalle loro pagine, personaggi sicuramente più competenti ed autoroveli del sottoscritto lo hanno già esaustivamente fatto e ne potete trovare numerose tracce in rete. Certo è che gli appuntamenti elettorali di maggio e giugno sono un opportunità che i cittadini non devono farsi scappare. Oltre ai referendum per evitare che l&#8217;acqua (fonte di vita) venga traformata in merce e sottoposta alle regole del mercato degli speculatori, per bloccare definitivamente le politiche nucleariste dei nostri scellerati governanati e per riaffermare il sacrosanto principio della legge uguale per tutti fondamento base di una qualsivoglia società civile, in numerosi comuni italiani ci sarà la possibilità di votare per le liste 5 stelle l&#8217;unica possibilità per uscire da questo cunnubio maggioranza-opposizione, PdL-PdmenoL. Liste civiche formate da comuni cittadini, tutti incensurati, in grandi comuni quali Bologna, Milano, Torino e Napoli, ma anche in numerosissimi piccoli comuni sparsi su tutto il territorio nazionale come la splendida Nardò nel Salento per citare quella più vicina alla città bianca. A breve su questo sito sarà disponibile l&#8217;elenco di tutte le liste con i vari link di riferimento per approfondire i loro programmi e per qualsiasi altra informazione.</p>
<p>Vi diranno che queste liste non sono diverse da tutte le altre, che una volta eletti faranno le stesse cose che da tempo fanno gli altri. Nessuno vi dirà che sino ad ora le cose si sono dimostrate diverse. Qualche esempio? Subito. Il moVimento 5 stelle è contro il finanziamento pubblico dei partiti (miliardi di euro all&#8217;anno che oggi percepiscono persino i partiti che non sono più in parlamento) ed ha rinunciato a 1 milione e 700 mila euro, una bella cifra no? Il moVimento 5 stelle è per una politica non soggiogata dal denaro ed i consiglieri regionali sino ad ora eletti (in media 12 mila euro al mese) si sono autoridotti lo stipendio a  2.500 euro mensili. Il moVimento 5 stelle è per l&#8217;abolizione delle provincie e quindi non partecipa a nessuna elezione provinciale. Per il moVimento 5 stelle l&#8217;impegno politico istituzionale deve essere svolto per un tempo limitato e quindi nessun rappresentante può svolgere più di due mandati, è contrario ai doppi incarichi quindi nessun rappresentante già eletto in altre istituzioni è candidato alle prossime elezioni amministrative. Per il moVimento 5 stelle gli eletti sono solo dei rappresentanti e come tali devono semestralmente relazionare sul loro operato e rimettere il proprio mandato nelle mani dei rappresentati. Il moVimento 5 stelle non ha leader ma solo dei portavoce.</p>
<p>Che altro aggiungere, aprite li uecchie e non fatevi fottere.<br />
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		<title>Uranio impoverito sulle nostre teste</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 18:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute/Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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		<description><![CDATA[Atterrano e decollano in Italia: migliaia di chilogrammi di uranio impoverito volano ogni giorno sulle nostre teste. La stima è per difetto perché non include velivoli militari della Nato, l’Est europeo e compagnie aeree di mezzo mondo. «Per molti anni è stato usato uranio impoverito su aerei ed elicotteri», segnalava già in una circolare del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/02/nuclear.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3969" title="nuclear" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/02/nuclear-263x300.jpg" alt="" width="250" height="286" /></a>Atterrano e decollano in Italia: migliaia di chilogrammi di uranio  impoverito volano ogni giorno sulle nostre teste. La stima è per difetto  perché non include velivoli militari della Nato, l’Est europeo e  compagnie aeree di mezzo mondo. «Per molti anni è stato usato uranio  impoverito su aerei ed elicotteri», segnalava già in una circolare del  dicembre 1984, la Federal Aviation Administration (l’ente americano per  la sicurezza del volo), raccomandando le precauzioni da seguire in caso  di incidente.<br />
Per quale ragione? “Il ‘depleted uranium’ ha un peso specifico quasi  doppio rispetto al piombo e quindi consente di avere grossi pesi in  spazi ridotti” spiega il  Massimo Zucchetti, docente al Politecnico di  Torino.</p>
<p>Il metallo del  ‘disonore’ è ottenuto come scarto dall’estrazione  dell’uranio 235, utilizzato come combustibile nelle centrali nucleari.  Seppure impoverito, tuttavia, l’uranio resta pericoloso. Il suo tempo di  dimezzamento è pari a 4,4 miliardi di anni. «In caso di impatto,  l’uranio impoverito tende a  infiammarsi, creando una nuvola di polvere  di ossido d’uranio. Se ingerito, inalato o incorporato l’uranio 238  attacca reni, polmoni e fegato causando danni alle cellule con un  aumento del rischio di cancro» scrive il professor Zucchetti.</p>
<p>«A parte il Douglas DC-10 e KC-10, molti altri aerei commerciali usano  uranio come contrappeso nelle superfici di controllo. Pesi dello stesso  tipo sono usati sui Boeing 747, sui Lockeed L-1011, sui C-141, sui C-130  e sui modelli C-5A »  recita una lettera che la Mc Donnell Douglas  inviò a tutti gli acquirenti del DC-10 nel 1983.  «Un’altra area di  applicazione in aeronautica dell’uranio è come contrappeso delle pale  nei rotori di elicotteri»  prosegue il documento.</p>
<p>Ma quali? L’Agusta della Finmeccanica costruisce l’elicottero Bell 412  A, su licenza della Bell americana: le sue pale contengono 13 chili di  U-238. Nella brochure della Starmet (fornitrice ufficiale della Boeing) e  in quella della francese Cogema, risultano dettagliatamente indicati  tutti gli usi commerciali dal 1968, dell’U-238 e i principali clienti (a  partire dalla Philips). Gerald R. Mack, ex vice presidente della Boeing  Europa rivela: «Parecchi fornitori di aeroplani, compresi Boeing,  Lockheed e Mc Donnell Douglas, hanno usato l’uranio impoverito come  contrappeso per i piani di comando del velivolo perché il materiale  fornisce una quantità significativa di peso in spazi limitati. Mentre  l’uranio impoverito è stato usato nei modi differenti su velivoli  differenti, può essere trovato generalmente come componente dei  complessivi dell’elevatore e del timone come la parte posteriore di  grandi getti e, su alcuni modelli, come componente dell’alettone montato  sull’ala completa». Il manager ammette: «Tutti i DC-10 sono stati  consegnati con pesi di equilibrio di uranio impoverito in 5 posizioni:  alettoni esterni, ala, ala completa, timone superiore, elevatori  esterni. Il peso totale su ciascun aeroplano era di circa 729 libbre  (330,6 kg, ndr)».</p>
<p>Le note di istruzione della Douglas Service, nonché i protocolli della  FAA (Federal Aviation Administration) avvertivano proprio nel 1983 di  «evitare di avvicinarsi agli aerei all’uranio».</p>
<p>Le circolari governative avvisavano quanti dovessero entrare in contatto  con l’uranio impoverito durante le indagini sugli aerei, di «non  respirare e deglutire in vicinanza di aerei che hanno i contrappesi  all’uranio danneggiati».</p>
<p>«Questi, lentamente emettono polveri altamente tossiche e radiotossiche  che possono essere inalate o ingerite, liberando direttamente  nell’organismo la loro dose di radiazioni con conseguenze molto negative  per la salute degli esposti» segnalano i responsabili nazionali di  Medicina Democratica, il biologo Mara e il dottor  Fernando d’Angelo.  Ovvero: tecnici manutentori, vigili del fuoco, operatori sanitari, forze  dell’ordine, personale ausiliario e, più in generale, passeggeri.</p>
<p>Ossidi e diossidi di uranio nebulizzati nell’aria, possono essere  respirati anche a varie decine di chilometri dal luogo di emissione, a  seconda delle condizioni atmosferiche. «Le strutture manutentive  aeronautiche italiane non sembrano adeguatamente informate o istruite al  riguardo  così come non risulta che i rischi derivanti da tali  esposizioni  e alle possibili emergenze siano stati previsti nei  documenti di valutazione stabiliti dalle normative in materia» prosegue  Medicina Democratica.</p>
<p>In Italia, grazie a una deroga dall’obbligo di denuncia stabilita da un  decreto ministeriale del 15 dicembre 1970, la presenza di consistenti  quantità di uranio esaurito negli aerei non è assoggettata ad alcuna  comunicazione preventiva alle autorità di controllo. Le compagnie aeree,  peraltro, non sono assicurate contro ipotetici rischi di intossicazione  e contaminazione radioattiva. Basta sfogliare  le polizze assicurative  dell’exAlitalia (Generali ed Assitalia) che escludono dalla loro  copertura i «rischi di contaminazione o avvelenamento legati ad  eventuali incendi delle parti in uranio dei velivoli».</p>
<p>Ben 11 anni fa l’associazione Medicina Democratica aveva sporto  documentate denunce penali: «Diversi aeromobili commerciali, attualmente  in linea di volo, contengono nella loro struttura svariate centinaia di  chilogrammi di Uranio 238» Risultato? L’archiviazione nell’oblio.</p>
<p>Il Movimento di lotta per la salute si era rivolto alla magistratura  italiana chiedendo di verificare l’esistenza di pericoli sanitari e  ambientali.  «Le compagnie aeree degli Stati Uniti dovranno revisionare  tutti gli aerei della classe MD 80 per  controllare lo stabilizzatore  orizzontale»  recitava una direttiva dell’ente federale per l’aviazione  nordamericana (FAA), la cui avaria è all’origine della sciagura del volo  261 dell’Alaska Airlines in cui hanno perso la vita 88 persone il 31  gennaio 2000. La Boeing, proprietaria della Mc Donnell Douglas che  fabbrica gli MD 80 – uno dei velivoli della strage di Linate- aveva  consigliato alle compagnie di tutto il mondo di revisionare gli  stabilizzatori degli aerei. Addetti ai lavori ed esperti lo definiscono  un ‘jet pericoloso’, dopo la denuncia  del capitano David Crawley.  Nel  2000 la Nuclear Regulatory Commission (NRC) aveva ricevuto  dai  cittadini Usa una petizione con la richiesta di rafforzare le regole per  il controllo dei contrappesi in uranio impoverito. La risposta dell’NRC  è atterrata solo 5 anni più tardi, ossia il 6 gennaio 2005: «Le norme  in vigore assicurano già adeguati livelli di sicurezza, sia per quanto  riguarda i casi di incidenti che lo stoccaggio dei contrappesi presenti  nei velivoli dismessi».</p>
<p>Parole al vento. Basta leggere i manuali di manutenzione degli aviogetti  o esaminare le licenze di esportazione e le certificazioni emesse dalla  statunitense NRC (Commissione Regolatrice Nucleare) per rendersi conto  che l’uranio impoverito è stato adoperato   negli aerei passeggeri delle  compagnie di tutto il mondo, ad eccezione della Japan Air Lines che  dopo l’incidente di Nikko (12 agosto 1985) utilizza dal ’96 sulla  propria flotta contrappesi di innocuo tungsteno.</p>
<p>Anni fa è stata presentata una denuncia, presso gli uffici giudiziari di  Roma, contro l’Alitalia Spa, l’Agusta Spa e i responsabili degli  aeroporti Leonardo da Vinci, Ciampino, Urbe, Pratica di Mare.</p>
<p>«Nonostante l’Alitalia abbia nella propria flotta svariati velivoli  contenenti uranio 238, attualmente non esistono piani di evacuazione o  di decontaminazione contro questo tipo di irraggiamento nucleare»  recitava, tra il resto, la denuncia.  L’Alitalia, con una lettera del  gennaio 1996, aveva informato le autorità di «impiegare uranio  impoverito per il bilanciamento di superfici mobili situati in vani  protetti e di difficile accessibilità».</p>
<p>Nel Belpaese aerovie e aeroporti sono collocati in zone a ridosso di  popolose città. Secondo la Nuclear Regulatory Commission «anche se non  vi fossero mai incidenti, i contrappesi all’uranio 238 si consumano in  misura del 5 per cento annuo a causa dell’erosione» e il pulviscolo  radioattivo circola nell’aria che respiriamo.</p>
<p>Un rapporto informativo dei Vigili del Fuoco di stanza a Malpensa -dove  transitano milioni di passeggeri e vi lavorano migliaia di  dipendenti-  segnalava che «durante l’assistenza alle operazioni di rifornimento  carburante dell’aeromobile Mc Donnell Douglas DC-10 siglato F-GNEM della  compagnia CUBANA-AOM, volo CU 425, i contrappesi esterni delle parti  mobili dei piani di coda del velivolo, costruiti in uranio 238,  presentavano evidenti segni di ossidazione». Non è il primo caso e  neppure l’ultimo. Non è stato possibile effettuare le misurazioni poiché  «l’idonea sonda per misurazioni alfa non è in dotazione al comando».</p>
<p>I rischi non riguardano solo l’esposizione quanto le conseguenze di  imprevedibili incidenti. I più significativi e di maggiore impatto  riguardano gli incendi in aree urbane, poiché il “DU” è altamente  piroforico. In condizioni di alte temperature come nel caso di un  incendio -superiori ai 500 gradi centigradi- o di forti pressioni,  l’uranio impoverito brucia, trasformandosi in ossido d’uranio che  diventa pericolosissimo se inalato o ingerito.</p>
<p>Numerose ricerche attestano che può provocare tumori, leucemie e  malformazioni. Il fisico Robert L. Parker ha riferito su Nature  (dicembre 1988) che il peggior scenario ipotizzabile -già verificatosi  il 4 ottobre 1992 a Bijlmermeer (quartiere popolare di Amsterdam), il 22  dicembre ’99 a Stansted in Inghilterra- derivante da un crash di  un Boeing 747, vedrebbe 250 mila persone correre rischi di salute o di  imminente avvelenamento conseguenti alla contaminazione da ossidi di  uranio».</p>
<p>In Italia la dispersione di uranio impoverito a seguito di disastri  aerei noti e ignoti, non è mai stata indagata.  E non sono mai state  accertate le conseguenze epidemiologiche.  Accanto ai morti accertati vi  sono un numero imprecisato di vittime invisibili.</p>
<p>In che condizioni saranno gli aerei che contengono questi contrappesi  radioattivi? Sara mai stata fatta la manutenzione? Chi ha ricevuto in  Italia i documenti della Boeing e della Mc Donnell Douglas? Di chi sono  le responsabilità se addirittura il Ministero della Difesa ha  trasformato la base Cisam di San Piero a Grado (nel parco di Migliarino  San Rossore) – ad un tiro di schioppo da Pisa – in un cimitero di   scorie nucleari, compreso l’uranio impoverito smantellato dagli  elicotteri militari?<br />
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 13:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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<p>Negli scorsi giorni abbiamo parlato della campagna referendaria a sostegno dell&#8217;acqua pubblica, oggi voglio segnalarvi l&#8217;altrettanto importante campagna proposta e sostenuta da Italia dei Valori che sta raccogliendo le firme in tutta Italia per tre refererundum.</p>
<p>Il primo riguarda il nucleare, sembra assurdo visto che sulla tematica il paese si è espresso diversi anni fa ma tant&#8217;è e quindi giustamente si chiede ai cittadini di esprimersi ancora. Vale la pena ricordare che l&#8217;energia nucleare non solo è un serio pericolo da un punto di vista ambientale ma è una vera e propria assurdità economica. I costi di realizzazione, di manutenzione e di gestione delle centrali sono enormi e la produzione di energia limitata, in grado ci dicono di poter soddisfare più o meno il 6-7% del fabbisogno, un inezia a fronte di rischi elevatissimi e il problema delle scorie a cui nel mondo nessuno ha dato ancora adeguata risposta. Vi ricordo che già diversi anni fa il governo inglese mise all&#8217;asta le proprie centrali, anzi più che all&#8217;asta le offrì in omaggio a chiunque le volesse. Nessuno rispose all&#8217;appello a dimostrazione dell&#8217;antieconomicità di queste strutture anche senza considerare i costi di realizzazione. Infatti nulla è eterno ed anche le centrali nucleari prima o poi arrivano a fine vita e devono essere smantellate. I costi per questa operazione sono superiori persino ai costi di realizzazione della centrale stessa ed è per questo che nessun privato in Inghilterra ha voluto assumersene l&#8217;onere.</p>
<p>L&#8217;altro quesito referendario riguarda il legittimo impedimento, ovvero quella norma nata dopo l&#8217;abolizione del lodo Alfano che permette a Berlusconi di non essere processato. Questa norma basandosi sul diritto di ogni imputato di poter assistere ai procedimenti a suo carico, consente di rimandare le udienze nel caso in cui l&#8217;imputato sia impossibilitato a partecipare per importanti impegni istituzionali. Capite che un premier operaio come il nostro, sempre attivo 24 ore su 24 ha sempre un impegno per giustificare la propria assenza ed evitare così di sottoporsi al giudizio della magistratura che cerca disperatamente di applicare delle leggi uguali per tutti (o quasi). Così dopo l&#8217;approvazione di questa norma il povero Silvio si è sempre scusato con i tribunali ma purtroppo per importanti impegni istituzionali non ha mai potuto soddisfare le loro richieste. Un eccezzione però l&#8217;ha fatta per la causa di divorzio con Veronica Lario, in quell&#8217;occasione il nostro amato premier ha avuto ben sei ore libere.</p>
<p>Infine il terzo referendum è contro la privatizzazione dei servizi idrici. Naturalmente non si tratta dello stesso referendum di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, tra IDV e i movimenti per l&#8217;acqua vi è una differente posizione di natura tecnica, ovvero sugli effetti legislativi che i quesiti posti possono causare quindi hanno formulato un quesito secondo loro più idoneo, ma l&#8217;obiettivo rimane lo stesso: evitare la privatizzazione dei servizi idrici. Non voglio esaminare qui le differenze tra i due referendum, anche perchè non sono sicuro di riuscire a farmi capire, ma mi preme sottolineare che si tratta di firme per indire un referendum che a mio avviso è bene che vengano entrambi effettuati. Perchè? Perchè ciò stimolerebbe il dibattito tra le diverse opinioni e posizioni entrando nel dettaglio della problematica e non limitandosi a sostenere un SI o un NO per partito preso. In questo modo gli Italiani potranno capire bene per cosa si vota e quali possono essere gli effetti delle loro scelte. Non vedo quindi alcuna contraddizione a firmare per tutti i referendum proposti senza guardare il simbolo di chi li sostiene ma semplicemente concentrandosi sulla tematica in questione.  Può sembrare un paradosso ma mi fa piacere quando vedo persone che firmano per un referendum e non per un altro, ma questo vuol dire che su quella cosa si sono informate ed hanno un idea ben precisa, magari io non la condivido ma apprezzo questo più di quelli che firmano o non firmano solo perchè vedeno al banchetto un determinato simbolo di partito. Stamane una ragazza mi ha detto che lei ha firmato per il referendum della sinistra e non può firmare per quello di Di Pietro. Io rispondo che l&#8217;acqua bene comune, la legge uguale per tutti e l&#8217;energia pulita non sono ne della sinistra ne di Di Pietro ma solo del buon senso.</p>
<p>Vi invito quindi a firmare per tutti i referendum proposti da Italia dei Valori che ad Ostuni potete trovare tutti i sabati in zona mercato.<br />
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		<title>Energia elettorale</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 12:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le scelte di politica energetica sono certamente un tema predominante in questa campagna elettorale solo che a sentir parlare certi candidati mi viene il dubbio che le idee non siano del tutto chiare, comprensibili e soprattutto condivisibili. Ma andiamo con ordine e parliamo subito del Nucleare che viene sempre citato con al fianco la sequenza [...]]]></description>
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<p>Le scelte di politica energetica sono certamente un tema predominante in questa campagna elettorale solo che a sentir parlare certi candidati mi viene il dubbio che le idee non siano del tutto chiare, comprensibili e soprattutto condivisibili.</p>
<p>Ma andiamo con ordine e parliamo subito del Nucleare che viene sempre citato con al fianco la sequenza &#8220;nel nostro territorio&#8221;. Capisco bene che è una campagna elettorale per il governo delle Regioni ed è quindi doveroso fare riferimento al territorio per ogni argomento, quello che invece mi lascia un pò perplesso sono le motiviazioni che poi si espongono contro l&#8217;ipotesi nucleare. Puntando al No al nucleare nei nostri territori si passa il messaggio che questo tipo di centrali non vadano bene nella nostra regione perchè è già abbastanza inquinata, perchè in contrasto con le vocazioni turistiche ed agricole su cui si è molto investito in questi ultimi anni o perchè gia produciamo molta più energia di quella che consumiamo. In realtà di motivi per contrastare il nucleare ce ne sono molti e nessuno è vincolato ad un determinato territorio: è poco efficiente, è economicamente svantaggioso, l&#8217;uranio è scarso e presente solo in pochi paesi, nessuno ha ancora trovato una soluzione al problema delle scorie, non favorisce l&#8217;autonomia energetica mentre favorisce il conflitto tra nazioni, etc. Sarebbe opportuno far passare questi messaggi affinché sia l&#8217;Italia intera a rigettare questa nefasta ipotesi reintrodotta nonostante un referendum popolare lo aveva già vietato anni fa.</p>
<p>Un altra aspetto su cui bisogna fare attenzione sono i termini usati nei discorsi e nelle interviste. Diffidate di chi parla di energie pultite (molti sostengono che anche il nucleare e il carbone sono puliti), ma anche di chi parla di fonti alternative che non necessariamente sono quelle rinnovabili. Anche quando trovate qualcuno che parla di rinnovabili se potete cercate di capire cosa intende perchè le campagne elettorali sono come le campagne pubblicitarie e, anche se non lo vedete, nella maggior parte dei casi da qualche parte c&#8217;è sempre l&#8217;asterisco.</p>
<p>Infine vale la pena dire due parole sul fotovoltaico, in particolare su quello che viene realizzato nei terreni agricoli. Un problema serio che se non afrontato con lungimiranza, serietà e competenza poterà irreparabili conseguenze alle future generazioni; migliaia di richieste per realizzare questo tipo di impianti sono state gia depositate nei vari uffici competenti. Dire che non si vogliono questi impianti sui terreni agricoli non vuol dire nulla così come non vuol dire nulla sostenere  vincoli paesaggistici o di altro tipo per impedirli. Tutto ciò non ha alcun significato perchè non affronta i veri problemi della questione. In primis perchè gli agricoltori svendono i loro territori a questi speculatori? Forse perchè l&#8217;agricoltura è sempre più un attività che non rende e quindi gli agricoltori abbandonano i propri campi perchè non hanno alcuna convenienza a coltivarli. Quindi non è il fotovoltaico che uccide l&#8217;agricoltura ma semmai approfitta di questo settore agonizzante ormai in fase terminale e quindi forse sarebbe il caso di proporre politiche più idonee al vero problema invece che proporre i soliti e facili vincoli. Il secondo aspetto invece da prendere in seria considerazione sono gli incentivi a favore del fotovoltaico che invece di favorire i piccoli produttori, i privati e gli impianti sulle civili abitazioni, ha invece favorito i soliti speculatori. Forse facendo pressioni a livello centrale si potrebbe proporre delle modifiche legislative per rimediare a questi effetti.</p>
<p>In realtà si cavalcano questi temi col solo intento di vendere un prodotto: la loro elezione.<br />
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		<title>Futuro: un diritto da pretendere</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 09:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
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<p>Sabato a Ostuni grande manifestazione per uno sviluppo sostenibile, i soliti politici hanno sfruttato l&#8217;occasione per i loro soliti tornaconto, ma comunque è stata una bellissima ed importante iniziativa di cui vanno ringraziati gli studenti dell&#8217;UdS e Francesco Sabatelli per l&#8217;impegno che ci hanno messo nell&#8217;organizzazione. A seguire il testo del mio intervento, a breve pubblicherò su <strong><a href="http://www.youtube.com/user/paolomariani69" target="_blank">Youtube</a></strong> il resto della manifestazione.</p>
<p>Investire sul nucleare, con l’irrisolto problema delle scorie e cercare petrolio dove questo è scarso e di pessima qualità è semplicemente ridicolo.<br />
Farlo contro la volontà popolare è pura violenza, è dittatura.<br />
Farlo in un territorio agonizzante per le devastazioni causate dalle centrali a carbone, dalle acciaierie, dai poli petrolchimici, dalla cementificazione selvaggia, dagli inceneritori (o termovalorizzatori come li chiama qualcuno) e dalle discariche è criminale.</p>
<p>Mi viene quanto meno da sorridere a vedere qui oggi alcuni di quelli che hanno contribuito a queste devastazioni. Ma non voglio polemizzare sul passato, oggi dobbiamo guardare al futuro, c’è bisogno di un grande sforzo comune, non solo per tutelare ciò che è rimasto, ma anche per recuperare ciò che si è distrutto, rimediare ai numerosi errori fatti. E dobbiamo iniziare da domani.</p>
<p><strong>STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO</strong>. Neanche un solo centimetro quadrato deve essere più destinato a speculazioni edilizie o a inutili strade. Questo territorio è ormai una mela di cui ci stiamo rosicchiando il torsolo, se ci freghiamo anche i semi è finita.</p>
<p><strong>RISPARMIO ENERGETICO</strong> a partire dall’illuminazione pubblica, ma soprattutto dalla ristrutturazione energetica degli edifici. Negli ultimi 60 anni abbiamo costruito case che consumano mediamente 200 Kwh/mq all’anno. E’ possibile ristrutturarle affinché me consumino 70 – 50 – 30 – 15 di Kwh/mq anno. Agendo sugli sprechi e sulla dispersione termica avremmo case più calde e confortevoli consumando un terzo di energia. Da anni questo è realtà in luoghi come la Germania e la Provincia di Trento dove il clima è leggermente più rigido che qua.</p>
<p><strong>ENERGIA RINNOVABILE</strong>. Installare su ogni tetto, ad eccezione per ovvi motivi del centro storico, pannelli fotovoltaici per la produzione di energia e pannelli solari per l’acqua calda. E’ possibile farlo senza svuotarci il portafoglio. Alcuni esempi:<br />
Provaglio d’Iseo un paese del Bresciano ha realizzato 100 impianti fotovoltaici  a costo zero. Ha trovato una ditta che fatto un buon prezzo,una banca locale che ha finanziato l’intera opera e 100 edifici disponibili. Risultato: 100 impianti realizzati quindi economia che si muove, gli incentivi statali del conto energia coprono l’intera rata del prestito compresa una polizza assicurativa in caso di mancata produzione, i cittadini coinvolti non pagano più la bolletta elettrica e fra 15 anni a debito estinto potranno godere per ancora 5 anni degli incentivi statali. Forse nel Bresciano hanno più sole di noi? E allora di impianti ne faremo 200.<br />
Colorno in provincia di Parma, il comune affitta ad un prezzo simbolico tutti i tetti degli edifici pubblici ad aziende ed imprenditori che vogliono realizzare impianti fotovoltaici. Ne abbiamo molti anche qui, quelli che vanno a fare gli impianti nei terreni agricoli dando un ulteriore mazzata ad un settore già morente. Risultato: verranno realizzati numerosi impianti, economia che si muove, azzeramento delle spese elettriche degli edifici interessati quindi migliaia di euro di risparmi che possono essere destinati ad altro.</p>
<p><strong>STRATEGIA RIFIUTI ZERO</strong> senza inceneritori e discariche, dove tutto viene recuperato e riciclato, partendo dalla raccolta differenziata quella vera, quella porta a porta senza cassonetti stradali. Non è possibile nel 2010 avere ancora percentuali inferiori al 10%. Un comune che non fa la raccolta differenziata è una mamma che non cucina ai propri figli.</p>
<p>Non abbiamo più tempo, non possiamo più permetterci di temporeggiare. Da domani tutti insieme dobbiamo essere parte attiva di questo cambiamento . Spesso si dice che la politica, le istituzioni sono lontane dalla gente e invece è vero l’esatto opposto, è la gente che si è allontanata dalla politica e questo ha favorito le lobby ed una politica becera ed ottusa. Quindi non considerate la partita chiusa con questa splendida manifestazione. Continuate a far sentire la vostra voce, ma soprattutto la vostra presenza. E’ in gioco il futuro del territorio, è in gioco il futuro dei vostri figli, un diritto che non si può chiede, ma un diritto che si deve pretendere.<br />
Grazie.<br />
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		<title>Nucleare incivile</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 21:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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<p>“Strategia nucleare”, con tanto di “S” maiuscola: così i dottor Stranamore di Villa Certosa hanno definito, con tutta la consueta sobrietà, anche semantica, che connota questo esecutivo, “il documento programmatico del Governo con il quale sono delineati gli obiettivi strategici in materia nucleare”, come si legge all’art. 2, lett. “l”, dello “schema di decreto legislativo, recante la disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare [….] ai sensi dell’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99”.<br />
La Strategia in questione, a prescindere dalle peculiarità degli Strateghi con i rialzi nelle scarpe, le chiome semoventi ed i talami ex-sovietici sovraffollati, ha il grande pregio, tra i tanti, di metter in vivida luce, una volta per tutte, quale macroscopico “equivoco” (per così dire) terminologico si celi sotto la locuzione “nucleare civile” in presunta contrapposizione a quella di “nucleare militare”.<br />
È già la citata legge delega dell’anno scorso, nell’art. 25, c. 2, a chiarire, alla lettera a), ossia al suo primo principio e criterio direttivo, l’aria democratica che tira nella gestione da parte di questo governo della “materia nucleare”: vi si prevede, infatti, la “possibilità di dichiarare i siti aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione.” Laddove qualcuno avesse avuto ancora dubbi sull’esatta gerarchia dei poteri decisionali quando c’è di mezzo sua maestà l’atomo, la lett. f) serve a fare definitivamente chiarezza sul punto, giacché si afferma la necessità della “determinazione delle modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti, secondo quanto previsto dall’art. 120 della Costituzione.”<br />
Anzitutto, c’è da evidenziare l’enigmatico riferimento ad una norma costituzionale, l’art. 120, per l’appunto, che legittima l’intervento sostitutivo del Governo nei confronti di “organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni” solo “nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l&#8217;incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell&#8217;unità giuridica o dell&#8217;unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali”.<br />
In quale dei casi evocati dalla previsione costituzionale su citata dovrebbe ricondursi la decisione di istallare una centrale nucleare per legittimare il potere sostitutivo del Governo?<br />
A tacere del fatto che il medesimo art. 120 si chiude con un’invocazione (che, alla luce dei testi normativi che si stanno esaminando in questo scritto, suscita grande tenerezza) a che “i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.”<br />
In ogni caso, l’elemento chiarificatore della su citata gerarchia di poteri decisionali che si rinviene nella normativa di delega dello scorso anno è dato dal fatto che in tutto l’articolo 25 non v’è alcuna previsione in ordine alla “mera” determinazione delle modalità di raggiungimento delle intese con i diversi enti coinvolti, né, men che meno, in ordine alla rilevanza, se non vincolatività, di quelle intese nei confronti del Governo. In pratica, l’unica disposizione che la maggioranza parlamentare ha pensato bene di introdurre nel provvedimento di delega all’esecutivo sulla questione, discretamente vitale in uno Stato democratico e, ancor più, solennemente “federale”, del rapporto tra il potere centrale e quello degli enti locali in una materia non proprio minore come quella nucleare, ha avuto come unica finalità quella di “determinare le modalità” con cui il primo può “sostituire”, ossia scavalcare, i secondi.<br />
E cotanto Governo, essendo stato “delegato” dai suoi onorevoli mandanti in tale munifica guisa, ovviamente non ha tradito le aspettative.<br />
All’art. 11, in materia di “certificazione dei siti”, dello schema di decreto legislativo su citato, infatti, si legge, al c. 5, che “il Ministro dello sviluppo economico [….] sottopone ciascuno dei siti certificati all’intesa della Regione interessata, che si esprime previa acquisizione del parere del comune interessato.”<br />
Dalla lettura di questa norma, sembrerebbe poco chiaro in quali forme si acquisisca quest’ ultimo parere, ossia quello delle popolazioni direttamente destinatarie del gentile omaggio di una centrale nucleare sul loro territorio, ma soprattutto quale valore reale esso abbia rispetto alla decisione finale sul “sito”.<br />
Ancora una volta, la norma immediatamente successiva, quella del comma 6, fuga ogni dubbio: “Ove [….] non si pervenga ancora alla definizione dell’intesa [….], si provvede all’intesa (sic!) con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, integrato con la partecipazione del presidente della Regione interessata.” In pratica, un’ “intesa” per decreto.<br />
Ma, in compenso, con il presidente della Regione interessata che “partecipa”, con un ruolo, se ne desume, della stessa pregnanza politica di quello dell’appendiabiti della stanza governativa, al Consiglio dei ministri nel quale si scrive il decreto del Presidente della Repubblica che “provvede all’intesa”.<br />
Son soddisfazioni!<br />
Naturalmente, stante una tale democraticità e partecipatività di tutto il procedimento, il comma 7 statuisce che, “l’intesa ovvero il decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 6 operano anche in deroga ai Piani energetico ambientali delle Regioni interessate da ciascuna possibile localizzazione.”<br />
Altro mirabile esempio dell’idea, e soprattutto della pratica, di questo governo di “federalismo”.<br />
Ancora, all’art. 13, (“Autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari e per la certificazione dell’operatore”), c. 10, si prevede una “conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 con l’Agenzia, i Ministeri concertanti, la Regione e gli enti locali interessati e con tutti gli altri soggetti e le amministrazioni coinvolti”.<br />
Anche in tal caso, però, si tratta di una “trattativa” non proprio libera e sovrana per gli enti seduti al tavolo. Specie per gli enti locali. Infatti, la norma che segue a ruota, quella del comma 11, sgombra anche qui il campo da ogni equivoco: “Qualora in sede di conferenza di servizi di cui al comma precedente, non venga raggiunta la necessaria intesa con un ente locale coinvolto, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, assegna all’ente interessato un congruo termine per esprimere l’intesa; decorso inutilmente tale termine, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri cui partecipa il Presidente della Regione interessata all’intesa, è adottato [....] decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sostitutivo dell’intesa.”<br />
Repetita iuvant.<br />
In conclusione, da questo ordito legislativo si ricava l’ennesima conferma che in ambito energetico oggi ci si trova ormai di fronte a due prospettive sostanzialmente incompatibili tra loro: o una produzione finalmente pulita, diffusa e democratica di energia da fonti rinnovabili, necessariamente accompagnata da un consumo sobrio ed efficiente; o una produzione certamente inquinante e potenzialmente devastante da fonti fossili e nucleari, in cui i pannelli fotovoltaici servono al massimo per decorare i tetti delle centrali atomiche. Una produzione, in quest’ultimo caso, ancora rigidamente concentrata in poche mani e accentrata, per legge, nei suoi processi decisionali. Con quelle stesse mani che da queste produzioni arraffano profitti principeschi ed espellono le relative scorie, non necessariamente balsamiche per l’ambiente e la salute pubblica, sui territori sedi di quelle attività.<br />
Un gustoso quadretto finale che a questi territori, al nostro territorio, non è propriamente sconosciuto.</p>
<p style="text-align: right;">Stefano Palmisano</p>
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