Archive for legalità
Oggi sarò di poche parole perchè l’immagine che vi ho messo qua sopra è già di per sé molto eloquente.
Cosentino salvato dal parlamento nonostante la giunta per le autorizzazioni a procedere avesse dato parere favorevole all’arresto, il sottosegretario Malinconico a cui, a sua insaputa, è stata pagata una lussuosa vacanza da 20 mila euro da un imprenditore che la notte del terremoto a L’Aquila se la rideva con i suoi compari e il ministro della funzione pubblica Patroni Griffi che ha acquistato dall’INPS una casa nel pieno centro di roma ad un prezzo stracciato grazie ad una serie di cause in cui, guarda caso, risultano coinvolti come giudicanti proprio Malinconico e Patroni Griffi.
O capiamo che dobbiamo spazzare via tutto questo marciume e affidarci a persone veramente nuove che con questo sistema non ci hanno avuto mai niente a che fare oppure continuiamo pure a lamentarci e a prendercela sempre in culo.
Ti potrebbero interessare anche:
Dopo la fase 1 dal nome “salva italia” che di salvifico aveva evidente solo il nome visto che i parametri di spread e similari con cui da mesi ci stanno martellando hanno superato le soglie ritenute irrecuparabili e nefaste, almeno sino a prima dell’arrivo del mai eletto da nessuno Monti, eccoci in procinto di entrare nella fase 2, detta crescitalia, incentrata sulle cosidette liberalizzazioni. Termine improprio, a dir la verità, ed utilizzato perchè richiamando la parola libertà risulta più digeribile alla massa che non vuole affaticarsi a capire più di tanto quello che succede e soprattutto quello che succederà. In realtà quello che si stanno accingendo a fare sono le privatizzazioni che interessaranno, come dichiarato pubblicamente, settori politicamente ed economicamente strategici come finmeccanica, trasporti pubblici, poste, ecc nonchè i cosidetti beni essenziali o beni comuni quali scuola, sanità ed acqua. Quindi a meno che non pensiate che da domani tutti i disoccupati riescano a trovare una dignitosa fonte di reddito con taxi, farmacie e studi notarili è bene che cominciate ad associare la parola liberalizzazioni a quella più idonea di privatizzazioni e magari, già che ci siete, a domandarvi quale possa essere l’effetto di tali scelte sulle vostre vite e quelle dei vostri figli.
Se però tagli, tasse e privatizzazioni sono chiodi fissi del nominato e mai eletto da nessuno Monti vi sono alcuni fondamentali che sino ad oggi non si è mai permesso di prendere in considerazione: corruzione e criminalità. Queste due patologie endemiche del nostro paese sembrano non interessare il messia sceso dall’europa per salvare noi comuni peccatori. Eppure sono le progenitrici di tutti i nostri guai. Non affrontarle di petto e nel contempo dare il via ad una massiccia privatizzazione dei servizi non potrà che farle espandere. Se anche rimaniamo negli ambiti in cui cercano di confinarci i media secondo voi chi può disporre di capitali per aprire farmacie o avviare coopoerative di taxi. E se poi andiamo in settori ancor più onerosi e per questo ancor più redditizi quali trasporti, sanità, acqua, ecc chi può disporre di immediata liquidità da investire in questi ambiti?
Non solo qui si va verso la svendita dei beni pubblici, ma lo si sta facendo in modo che, anche abbastanza facilmente, vada a finire nelle mani della criminalità. Rimane da chiedersi se erano necessari tutti questi professori oppure era sufficiente una squadra di picciotti.
Ti potrebbero interessare anche:
Monti, col suo “nuovo” governo dopo un ora di discorso in cui ha detto tutto senza però dire nulla di cosa in realtà vuole realizzare ieri ha ricevuto la fiducia dal senato. Una fiducia a scatola chiusa nel voto ed una sfiducia, subito dopo, nelle dichiarazioni, in particolare da parte del PdL che affermando di considerarsi in campagna elettorale di fatto dichiara guerra al nuovo esecutivo e si spiana la strada per recuperare elettorato, cosa che gli sarà facilitata proprio dalla somministrazione della cura Monti il quale, a parte le vuote dichiarazioni, non parte proprio col piede giusto.
A dirla tutta è da quando è stata ufficilizzata la sua presenza nella politica italiana che non ne fa una giusta. Ha inziato con la ingiustificabile ma ben retribuita carica di senatore a vita per poi insistere per la nomina a ministro di un certo Giuliano Amato, residuato bellico della prima repubblica, che dopo aver più volte furtivamente messo le mani nelle tasche degli Italiani, da anni si gode una lauta pensione da 31 mila euro al mese, cosa non proprio esemplare per chi si propone, a parole, di combattere privilegi e sprechi. Visto che tutto ciò poteva anche apparire non proprio “nuovo” il commissario europeo ha pensato bene di riesumare la processione delle consultazioni, tradizione nelle tradizioni della prima repubblica, utili come in passato soprattutto per definire la spartizione di poltrone e posti di potere visto che neanche alle formazioni politiche, almeno stando alle dichiarazioni, il professore ha ritenuto di dire che cosa vuole fare.
Con le nomine a ministro poi ha raggiunto, sino ad ora, il suo culmine. Su Passera e sull’enorme conflitto di interessi che lo caratterizza si sono già formati fiumi di parole e vi invito a vedere questo esaustivo video di Marco Travaglio, mentre io vorrei concentrare l’attenzione sui ministri della difesa, della giustizia e dell’ambiente che penso siano più esemplari nel cominciare ad ipotizzare il tipo di strada che intende percorrere questo esecutivo. Partiamo dal ministero della difesa affidato ad un militare (non succedeva dai tempi di Mussolini) nonché presidente del comitato militare della NATO che probabilmente ha preferito un suo fedelissimo per un paese che ha tentennato nell’appoggiare e sostenere i bombardamente sulla Libia. Diffcilmente con tale individuo a questo dicastero potremmo assitere ad una diminuzione delle spese militari o degli enormi costi economici e in vite umane che si consumano nei vari scenari di guerra in cui il nostro paese insiste da anni. Alla giustizia, altro dicastero molto delicato in un paese dove corruzione e mafie varie la fanno da padrone, è stata nominata un avvocato penalista che tra i suoi illustri clienti vede, oltre a numerosi colletti bianchi coinvolti nelle più grandi truffe degli ultimi anni, persino un certo Salvatore Buscemi boss mafioso coinvolto nella strage di Capaci. Adesso premesso che tutti, anche il peggior criminale, hanno diritto ad una difesa potrebbero però esserci dei problemi di opportunità nel nominare ministro della giustizia una persona con un curriculum del genere, possibile che tra le migliaia di avvocati italiani non c’era nessun altro in grado di svolgere con competenza quel ruolo? Che dire, infine, del neo ministro dell’ambiente che alla sua prima uscita pubblica dichiara che è necessario rivedere la scelta sul nucleare, considerata dallo stesso un settore indispensabile di importanza strategica? In un batter di ciglio non solo ha fatto ripiombare il paese nell’incubo nucleare, dopo che i più lo avevano archiavato dopo l’esito refendario di soli 5 mesi fa, ma ha reso edotti tutti noi di quale sia la considerazione che questi burocrati, finti tecnici, hanno del proprio datore di lavoro: il popolo Italiano, il famoso popolo sovrano.
E devono ancora iniziare.
Ti potrebbero interessare anche:
Qual’è la differenza tra due brutti ceffi che vanno da un commerciante o un imprenditore a “chiedere” il famigerato pizzo ed un datore di lavoro che mensilmente si trattiene dai 100 ai 200 euro dallo stipendio di ogni suo dipendente? Nessuno, assolutamente nessuno! Entrambi sono dei farabutti e dei vigliacchi. Entrambi meriterebbero la galera e la confisca di tutti i beni perchè comunque ottenuti tramite i proventi dell’estorsione.
Eppure mentre i primi sono visti dalla società tutta ed in particolare dalle vittime come criminali e le somme loro versate assumono il termine di estorsione, i secondi invece sono generalmente soggetti dell’alta società, accolti nei salotti cittadini come nobili imprenditori che portano benessere e prosperità e le vittime addirittura si sentono in dovere di ringraziarlo perche grazie a lui hanno un posto di lavoro. E’ come se un commerciante ringraziasse i suoi estorsori perchè grazie a loro il suo negozio non prende fuoco.
Siamo all’assurdo eppure è pura normalità, soprattutto nel sud dove la mancanza di lavoro è una pandemia a cui si può sfuggire solo emigrando. E’ pura normalità che neanche se ne parla, nessuno dice niente e nessuno fa nulla. Intanto questi estorsori mascherati da datori di lavoro grazie alle cifre di questo pizzo mensile accumulano ricchezze che possono poi investire in nuove attività siano esse produttive o commerciali che gli consentono così non solo di aumentare il proprio potere economico e di conseguenza il proprio peso politico, ma anche il numero di dipendenti e di conseguenza le somme in nero derivanti da queste estorsioni.
Sono convinto che arrivati a questo punto qualcuno di voi, magari del nord dove queste cose pur essendoci non sono molto diffuse, si sta cominciando a domandare: ma questo di che parla esattamente? Eh, lo so che in molti luoghi ciò è ancora una assurdità, ma da queste parti, come dicevo, è pura normalità! Come funziona? Semplice, quando si pagano gli stipendi il lavoratore si reca nell’apposito ufficio per ritirarlo in contanti e gli viene presentata la regolare busta paga che deve firmare anche a dimostrazione di aver ricevuto quei denari, solo che la somma effettivamente consegnata non corrisponde a quella indicata nella busta paga sottoscritta ma risulta inferiore di una cifra variabile dai 100 ai 200 euro in relazione sia all’ammontare dello stipendio sia a chi ha raccomandato quel lavoratore al momento dell’assunzione. Già, perchè se la raccomandazione è giunta da un politico influente fanno pure lo sconto sul pizzo. I privilegi della casta non si limitano certo ai superstipendi e superpensioni.
Naturalmente non posso qui fare i nomi di coloro che adottano questo sistema, pur sapendone molti non ho le prove se non le confidenze fattemi da diverse vittime che per paura di perdere il lavoro domani negherebbero tutto. Mi assumerei anche il rischio di una querela se ci fosse poi la probabilità di dimostrare l’esistenza di questo sistema, ma so bene che non è così. Non condanno chi non ha il coraggio di parlare, lo capisco bene la coseguenza sarebbe la sicura disoccupazione. Tra l’altro mentre contro il tradizionale pizzo in questi anni sono nati strumenti a tutela di chi denuncia, il pizzo sullo stipendio invece è stato sino ad ora completamente ignorato dai media come dai legislatori.
Cosa si potrebbe fare? Non lo so, penso però che l’obbligo di erogare lo stipendio tramite accredito su conto corrente sarebbe già qualcosa. Un conto è ricevere una somma inferiore al dovuto altro è dover “restituire” del denaro al proprio datore di lavoro, penso che almeno da un punto di vista culturale ci sarebbe un cambiamento e questa operazione sarebbe vista per quello che è: un estorsione, e il lavoratore comincerebbe a sentirsi una vittima piuttosto che uno fortunato. Un’altra cosa che si potrebbe fare è boicottare quelle attività che sappiamo adottare questo sistema. perchè anche se non li possiamo elencare, sappiamo chi sono, lo so io e lo sanno anche molti di voi. Comiciate a non andare più in quegli esercizi commerciali, fregatevene delle offerte, della possiblità di sceltà, della presenza dell’aria condizionata, dei parcheggi e di altre stronzate del genere. Pensate al diritto di chi lavora di percepire per intero la propria paga, pensate alla dignità della persona. Solo in questo caso sarete dignitosi anche voi.
Ti potrebbero interessare anche:
Ti potrebbero interessare anche:
Ho conosciuto Samanta Di Persio qualche anno fa quando la invitati ad Ostuni a presentare il suo primo libro “Morti Bianche” disponibile presso la biblioteca comunale per gentile omaggio dell’autrice (video). L’ho poi rincontrata altre volte sia a L’Aquila, pochi mesi dopo il terribile sisma , sia nuovamente ad Ostuni dove venne a presentare il suo secondo libro “Ju Tarramutu”. Una persona eccezionale, un’autrice come poche, capace di dare voce e vita a chi è stato risucchiato in questi drammi. I suoi libri, zuppi di testimonianze e sentimenti, ti avvolgono al punto che non sia più se quelle esperienze le hai lette o vissute.
La sua nuova opera “La pena di morte Italiana” da voce a chi ha incontrato il poliziotto, il carabiniere o l’agente di custodia sbagliato. Non perdetevelo.
Ottima anche l’iniziativa “perdi il libro” promossa da Ornella Gemini e pubblicizzata dalla stessa autrice ovvero acquistare il libro, leggerlo e poi perderlo in un luogo pubblico in città, con un messaggio: “Non sono stato dimenticato. Prendimi, leggimi e poi perdimi in qualche posto in città. Aiutami a dare voce a ragazzi che non ce l’hanno più.”
A proposito. Ne è stata “smarrita” una copia anche nella villa comunale di Ostuni, chi la trovasse è pregato di leggerla e “smarrirla” nuovamente.
Un libro uscito il 9 febbraio con l’intento di dare voce a chi ha incontrato il poliziotto, il carabiniere o l’agente di custodia sbagliato. Nello sport se un atleta sbaglia viene punito, il calcio ne è l’esempio più lampante, perché per le forze dell’ordine (per non parlare della politica) non avviene? Federico Aldrovandi non si è sbattuto per terra o contro un muro, poliziotti armati di manganello si sono scagliati contro di lui, appena 18 anni, con una furia animale. Il suo corpo livido: viso, genitali, petto. Poliziotti condannati senza essere stati sospesi un solo giorno dal servizio. Nel processo non è emerso qual è stato il ruolo di ognuno. Questa si chiama omertà.
Riccardo Rasman, un ragazzo affetto da schizofrenia in cura presso il centro di igiene mentale di Trieste è stato assalito in casa: imbavagliato, legato con il fil di ferro, picchiato ed ucciso non da malviventi, dalla polizia di Stato. Condannati a 6 mesi senza la sospensione dal servizio.
Stefano Cucchi lo ricordano tutti perché le sue foto sono ben note. Rinviati a giudizio tre agenti di polizia penitenziaria e processo breve per il direttore dell’ufficio detenuti.
Il 14 febbraio, giorno dell’amore, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria si sente offeso dalla prefazione di Beppe Grillo. Mi colpisce il passaggio in cui scrivono: “Non accettiamo che al duro, difficile e delicato lavoro che quotidianamente le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria svolgono con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità vengano associati i terribili vocaboli di violenza, indifferenza, cinismo e omertà.” Nel libro è specificato che non si accusa il sistema penitenziario, ma il sistema omertoso del coprirsi. La maggior parte degli uomini e delle donne sono onesti cittadini che oltre a compiere perfettamente il loro dovere sono genitori. Da genitore per i figli dobbiamo sempre discernere ciò che è bene da ciò che è male e un direttore di un carcere che dichiara: “Il detenuto non si massacra in sezione, il detenuto si massacra sotto” è un male che vanifica l’impegno delle persone oneste.
Nel libro c’è la testimonianza di Ornella Gemini, madre di Niki Aprile Gatti un ragazzo incensurato che per presunta frode informatica viene portato in un carcere di massima sicurezza. Viene arrestato nell’inchiesta Premium, i numeri a pagamento che hanno fatto disperare molti italiani. Niki dichiara da subito di voler collaborare. Per il primo ingresso in carcere esiste una circolare che prevede un trattamento di riguardo, in primis potersi mettere in comunicazione con i familiari. Al ragazzo non è permesso. Muore nel bagno della cella. Un ragazzo alto 1 metro e 80 cm di 92 chili si sarebbe suicidato con un laccio di scarpa in uno spazio che non lo permetteva. Il caso archiviato, deposizione del ragazzo secretata.
Ti potrebbero interessare anche:
Caro Evasore,
ogni anno, con certosina precisione, esce l’articoletto di giornale che, gentilmente, ci ricorda con quale pertinacia ed abnegazione qualcuno ci ficchi un grosso cazzo in culo. Non che questo sia necessariamente un male, per carità. Se a uno piace ed è d’accordo, può essere un modo grazioso per conoscersi e va rispettato in quanto appartenente alla sfera privata, ma se uno preferisce di no, allora andrebbe parimenti rispettato.
Io, preferirei di no.
Come ogni anno leggo le tue malefatte e mi viene il sangue agli occhi. Te le inventi proprio tutte caro evasore: ristoranti senza cucina o tavolini, farmacie senza scaffali, lavanderie senza lavatrici, tecnici installatori senza pinze e cacciaviti, laboratori di analisi senza strumenti, tassisti senza taxi e terreni che passano da padri a figli e da figli a padri come palline di ping pong.
Chi sei Evasore? Sei forse quello che ieri mattina all’ospedale faceva le voci perché c’era troppa fila e un solo medico, poi quando si è trattato di pagare il ticket ha tirato fuori l’esenzione ed è andato via in BMW? Sei quello che quando compri una cosa da venti euro fa lo scontrino da 0,20 e se qualcuno lo fa notare fa finta di essere scimunito e di non saper usare la cassa? Sei quel cazzo di medico che fa tutto il professionista e poi quando si tratta di fare la ricevuta aggiunge trenta euro alla parcella che verrebbe voglia di tirar fuori la tessera della tributaria e ficcargliela in bocca perché uno dal medico non ci va per divertirsi? Sei quello che gira con la targa prova sulla stessa macchina da 10 anni e che cazzo se ancora non l’hai provata fatti visitare? Sei quello che ha il fabbrichino o l’aziendino che fa firmare i dipendenti per 1200 e poi, in contanti, tira fuori 400? Sei quello che dichiara 10.000 euro all’anno se no ti beccano e quando devi versare i mille euro di tasse ti brucia il mazzo e fai vedere la ricevuta agli amici?
Ebbene, chiunque tu sia caro Evasore, vorrei dirti una cosa che mi viene dal cuore. Fa pure rima.
Tu, ogni sera, devi inginocchiarti e pregare la Madonna, Visnù, Maometto, Geova o chi capocchia vuoi che io non prenda mai il potere in questo paese perché io ti detesto.
Se fosse per me non ti manderei subito in galera, no. Ti farei semplicemente il mazzo, ma non poco. Assai.
Farei una legge per fare in modo che se ti beccano la prima volta, paghi la multa, la seconda vai in galera con qualche marocchino in arretrato così scopri quello che si prova e poi la terza ti obbligherei a tagliarti una parte di corpo in proporzione a quello che hai evaso, stile Seven.
Ti detesto caro evasore e non credo nemmeno alla solita stronzata dei casi isolati, perché quanti cacchio di casi isolati ci vogliono per fare duecentoottanta miliardi di evasione? Non prendiamoci per fessi e affanculo il politically correct. Siete milioni e milioni. Vi vedo ogni giorno girare con quelle facce da ladri a usare le mie strade, le mie scuole, i miei ospedali senza cacciare una cazzo di lira, una.
Vi detesto. Perché siete voi che con la scusa di non far sprecare allo stato i vostri soldi fate chiudere le scuole, degenerare gli ospedali, distruggere le infrastrutture pubbliche. Già, lo stato non deve sprecare i vostri soldi, ma i miei sì però.
Io vi lancio una maledizione. Che ogni centesimo che sottraete al paese dei nostri figli vi venga reso 10 volte in medicine, ricoveri d’urgenza, spese per onoranze funebri, morte, disgrazia, apocalisse!
Già. Mo voi leggete e vi fate una risata perché sapete bene che io non prenderò mai il potere, la mia maledizione del cazzo non serve a niente e di voi la finanza non sa nemmeno il codice fiscale. Già.
E’ vero.
Allora voglio dirvi una cosa. Seria stavolta.
Un paese è come una vasca di pesci e noi siamo i pesci. Se uno lo sporca comportandosi una merda, finirà con bere la merda che lui stesso ha prodotto.
Continuate così e fra qualche anno vi ritroverete a crepare in qualche pronto soccorso sgarrupato dove non hanno potuto comprare i macchinari per rianimarvi ( e vaffanculo, chi se ne fotte).
Continuate così e il vostro figliolo dovrà rimanere chiuso nella villa blindata che gli avete costruito perché appena esce per strada qualcuno gli ficca un coltello in gola.
Continuate così e contribuirete a creare un deserto e lo chiamerete ricchezza.
Nel frattempo incrociate le dita, perché se mi esce il sei e divento il capo di questo paese, vi vengo a prendere alle quattro di mattina, uno per uno. E non porto cornetto e cappuccino. State tranquilli che non lo porto.
Ti potrebbero interessare anche:
DISCORSO DI PERICLE AGLI ATENIESI 461 A.C.
“Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così.”
2471 anni fa!!!!!!!!!!!!!
Ti potrebbero interessare anche:
Lo Ior ritorna di attualità, e non a caso. Leggiamo la notizia battuta dall’Ansa: «Ettore Gotti Tedeschi, presidente dell’Istituto Opere di Religione del Vaticano e un altro importante dirigente della stessa banca vaticana, sono indagati dalla Procura della Repubblica di Roma per violazione del decreto legislativo 231 del 2007 che è la normativa di attuazione della direttiva dell’Unione Europea sulla prevenzione del riciclaggio». È stato inoltre eseguito il sequestro preventivo di 23 milioni di euro (su 28 complessivi) dell’Istituto che si trovavano su un conto corrente aperto su un conto corrente aperto presso la sede romana del Credito Artigiano spa. Il sequestro, precisa la Procura di Roma, non è stato disposto perché esiste una prova di riciclaggio ma perché, secondo gli inquirenti, è stato già commesso il reato omissivo della norma antiriciclaggio.
Ti potrebbero interessare anche:
In Italia da anni ormai i posti di potere vengono affidati, non più a seconda della qualità, della sensibilità, dell’ efficienza e dell’ integrità morale di un individuo, ma a seconda del numero di scheletri che questi ha nell’ armadio, calcolando non i risultati ma il livello di ricattabilità. In questo paese, oltre al nepotismo, al clientelismo, se non sei ricattabile, se non sei controllabile non hai valore. E così ci troviamo sempre più ad avere cariche importanti rivestite da persone che, o dovrebbero stare in galera, o comunque, non dovrebbero avere la possibilità di ricoprire posti di potere.























