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Archive for guerra

villasperanza

Da un paio di giorni una quarantina di profughi, tutti tra i 13 e i 17 anni, sono ospitati presso Villa Speranza ad Ostuni. A gestire la situazione la curia, le forze dell’ordine e i volontari della croce rossa e della protezione civile. La solidarietà degli ostunesi non si è fatta attendere e in molti si sono recati alla struttura di accoglienza per portare beni di prima di necessità quali abbigliamento, alimenti e prodotti per l’igiene personale. Pure noi oggi abbiamo consegnato quanto raccolto ieri sera preso il nostro punto di raccolta avviato già da una decina di giorni con l’arrivo dei primi profughi ospitati a Martina Franca.

coppola_militare-300x224Il Sindaco di Ostuni sino ad ora non ha ritenuto di recarsi alla struttura per appurare di persona la situazione, offrire la collaborazione del comune o anche solo ad esprimere la vicinanza della cittadinanza che rappresenta. E’ strano per un militare da sempre impegnato in “missioni di pace” e che non esita a pubblicare sue foto con bimbi in braccio. Sarebbe stato un bel gesto andare da quei ragazzi senza mimetica e senza armi in mano, sarebbe stata una VERA missione di pace.

Invece nulla. Ne lui, ne un suo delegato, un esponente della politica locale ha pensato di muoversi per questa emergenza che interessa l’intera regione e, adesso, anche Ostuni.

Come si suole dire: a pensar male si fa peccato, ma in genere ci si azzecca e mi chiedo come sarebbe andata se fossimo ancora in campagna elettorale. Ci sarebbe stata la solita passerella come successo al villaggio Valtur mentre protestavano i lavoratori? Nessuno può dirlo con certezza, quello che è certo è che, ad oggi, quei ragazzi che hanno la sola colpa di essere nati in un paese in guerra, una delle tante guerre alimentate anche dai nostri governi e dai nostri eserciti, per il sindaco di ostuni e la relativa amministrazione pare non esistano.

PS: Continua la raccolta di beni di prima necessità per questi ragazzi e per gli altri profughi ospitati sia a Carovigno che a Martina Franca. Per tutti i dettagli fate riferimento a questo link ->https://www.facebook.com/events/648160785269450/

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firmiamopace

Comunicato stampa di Emergency.

«Questo dunque è il problema che vi presentiamo, netto, terribile e inevitabile: dobbiamo porre fine alla razza umana oppure l’umanità dovrà rinunciare alla guerra?» Lo scrivevano Bertrand Russell e Albert Einstein nel 1955.

Sono passati quasi sessant’anni, ma l’umanità non ha ancora rinunciato alla guerra. Anzi, ancora una volta, viene presentata come l’unica opzione possibile per mettere fine a un conflitto.

Non lo è. L’abbiamo visto con i nostri occhi in Iraq, in Afghanistan, in Libia: le guerre “per la pace” hanno solo alimentato altra violenza e in questi Paesi i civili continuano a morire, ogni giorno.

Ai morti già causati dalla guerra in Siria se ne aggiungeranno altri, perché scegliere le armi oggi significa decidere sempre, consapevolmente, di colpire la popolazione civile: nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime sono sempre bambini, donne e uomini inermi.

Centinaia di migliaia di persone hanno già abbandonato la Siria per cercare rifugio nei Paesi vicini. Li abbiamo incontrati anche in Sicilia, dove i nostri medici stanno garantendo le prime cure ai profughi che stanno sbarcando sulle coste di Siracusa.

In tutti questi anni abbiamo visto che la guerra è sempre l’opzione più disumana, e inutile.

Chiediamo che l’Italia rifiuti l’intervento armato e si impegni invece per chiedere alla comunità degli Stati l’immediato intervento diplomatico, l’unica soluzione ammissibile secondo il diritto internazionale, l’unica in grado di costruire un processo di pace che abbia come primo obiettivo la tutela della popolazione siriana, già vittima della guerra civile.

L’umanità può ancora decidere di rinunciare alla guerra: difendere e praticare i diritti umani fondamentali è l’unico modo per costruire le basi per una convivenza pacifica tra i popoli

Categorie : Politica
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ago
29

Apocalypse now?

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apocalypse

di Piero La Porta

La dichiarata minaccia di bombardare la Siria anche senza mandato delle NU ha almeno due scopi: 1) saggiare la capacità/volontà di reazione di Russia e Cina; 2) presentarsi alla conferenza di pace sulla Siria col colpo in canna.

La messa in scena degli attacchi col gas è successiva e strumentale a un piano più ampio preparato sin da luglio (leggi qui) rivelato da Foreign Policy (leggi qui).

Siamo alle manovre preliminari alla battaglia, quando il condottiero cerca di conquistare una posizione più favorevole sul campo, dalla quale sparare più agevolmente sul nemico allo scoperto e, in questo caso, arrivare da una posizione di forza alla conferenza di pace – se si farà – per la Siria.

Dopo aver cercato inutilmente una risoluzione favorevole nelle NU, vista l’opposizione russa e cinese, dicono che si possa fare a meno della benedizione onusiana e, per questo scopo si sarebbero accontentati anche solo del cuore della pubblica opinione, come avvenne per bombardare Belgrado, infettando le coscienze degli europei con una massa di false notizie.

Questa volta tuttavia e ben prima di quanto si attendevano – a parte il gregge di imbecilli nel giornalismo italiano – il dubbio s’è fatto strada. Così nel web vengono a galla vecchie complicità della CIA con Saddam nel gasare le truppe iraniane (leggi qui) e persino uno come Colin Powell (quello delle patetiche fialette piene di nulla, mostrate balbettando al Consiglio di Sicurezza per giustificare l’attacco all’Iraq) persino Powell prende le distanze (leggi qui) dal condottiero, Hussein Barak Obama, premio Nobel per la pace su cauzione, che ha fatto più morti lui in cinque anni che Augusto Pinochet in venticinque. E non gli bastano.

I quattro cavalieri – Obama, Cameron, Hollande e la Merkel – sognano un ordine mondiale i cui effetti sinora sono: disordine economico, disordine sociale, disordine politico e guerra alle viste. Nessuno di questi effetti è loro sgradito né inatteso: come tutti i grandi criminali politici della storia sono convinti di poter cavalcare l’Apocalisse e uscirne trionfanti.

Dei quattro la più furba è la culona ex funzionario della Germania comunista, la cui solida formazione politica è ben evidente, nella sua capacità di evitare ogni coinvolgimento di immagine e purtuttavia tenere dietro ai tre cavalieri che le fanno da battistrada.

La Germania, in cambio d’un prezzolato ruolo proconsolare in Europa, svende gli interessi della UE alla costellazione anglosassone, riconoscendo agli Usa quello che un tempo fu la prerogativa del papato: l’unzione dell’Imperatore. La Francia è scherano della Germania.

Obama e Cameron perseguono lo scopo strategico di assicurare l’incontrastato potere del sistema dollaro/sterlina e la sua esclusiva centralità nel mercato dell’energia.

La tensione nel nord Africa, nel vicino Oriente, in particolare in Siria, è dunque funzionale al quadruplice scopo di: 1) rendere più difficoltosi i commerci euromediterranei con la Cina; 2) tenere artificiosamente alto il prezzo del petrolio, tendenzialmente verso i 200 dollari al barile, per rendere concorrenziali le scisti canadesi-statunitensi e i giacimenti del mare del Nord; 3) imporsi come protettori delle pipeline verso l’Europa; 4) mettere le mani sui giacimenti nel Mediterraneo orientale.

Ciò che non hanno calcolato i quattro delinquenti – o piuttosto hanno calcolato benissimo – è che i loro piani hanno come esito finale una terza guerra mondiale che farà impallidire le precedenti due messe insieme.

In realtà, questa strategia di tensione, continuata e crescente, logora prima di tutto proprio gli Stati Uniti. La politica estera di Obama ha bruciato ogni credibilità e ogni credito morale accumulato in precedenza dagli Usa. Nello stesso tempo il premio Nobel per la pace non è in grado di mantenere le promesse elettorali di coesione sociale interna, da quando il consueto dilemma “burro o cannoni” si è risolto a vantaggio di Goldman Sachs e del sistema militare industriale, potente, incontrastato, trasudante hitech, tuttavia incapace d’una visione politica che vada oltre la spallata, la cannonata o il colpo di lupara dal drone che vola a 16mila metri.

Non di meno chi si augura un crollo degli Stati Uniti non trova le mie simpatie, sebbene io sia convinto che questo crollo, avanti di questo passo, è più prossimo di quanto si possa immaginare, così come accadde per l’Unione sovietica.

L’impero sovietico finì con qualche guerricciola locale. La fine dell’impero statunitense sarebbe una sciagura incalcolabile; scatenerebbe quantità di appetiti da farci rimpiangere largamente quello che stiamo vivendo ora. Fameliche ambizioni si manifesterebbero in Asia e in Africa, come in Europa orientale e centrale, nel Mediterraneo come nel Golfo persico, in America latina come ai Poli: un caos globale.

Tutto perché quattro imbecilli sono giunti al potere, osannati da un mondo che aspira a essere corrotto con loro e almeno quanto loro.

 

Categorie : Società/Cultura
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maipiu

In un paese alla deriva economica, dove non vi sono soldi per i servizi essenziali (sanità, scuola, assitenza sociale, ecc), dove si registra al fine di far quadrare i conti la più alta pressione fiscale del mondo, dove non si riescono a reperire 4 miliardi per togliere una delle più odiate tasse quella sulla prima casa acquistata con sacrifici, poteva il nostro parlamento esismersi dallo sperperare fiumi di denaro pubblico nell’acquisto di inutili, quanto malfunzionanti, cacciabombardieri?

No, certo che non poteva. Così dopo una campagna elettorale spesa a promettere un abbattimento delle spese militari il Pd in tradizionale collaborazione col PdL, ha dato il via operativo a questa operazione dal modico costo di 53 miliardi di euro.

Bene cari Italiani, adesso quando sarete in fila un Pronto soccorso dopo ore di estenuante attesa prima di incazzarvi col personale di turno ricordatevi del loro nome: F-35. Se rimarrete senza lavoro e magari senza diritto alla cassa integrazione ricordatevi il loro nome: F-35. Quando vi vedrete togliere o decurtare gli aiuti per i genitori o i figli disabili ricordatevi il loro nome: F-35. Quando vi troverete in una qualsiasi situazione conseguente alla fatidica mancanza di fondi, ricordate il loro nome: F-35.

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ARMI

Che il governo – anzi i governi che si sono susseguiti dai tempi di Prodi all’attuale Letta – abbiano siglato e portato avanti un accordo per l’acquisto di decine di Jet F35 ormai lo sanno tutti: quando si sente parlare di spese militari, negli ultimi anni, generalmente nel mirino ci sono loro.

Ma in realtà i cacciabombardieri – pur essendo l’acquisto più oneroso – sono solo una parte delle nuove armi acquistate.

Nel Febbraio 2012 infatti, mentre montava la protesta per i Jet F35, il governo ha deciso di acquistare anche ulteriori cannoni semoventi da 155mm, pur avendone già uno stock di settanta.

Nell’estate dello stesso anno, mentre lasciava senza lavoro e senza pensione 390.000 esodati, il governo Monti ha stabilito che l’Italia non poteva non avere anche i tecnologicissimi (e costosissimi: 750 milioni di euro l’uno) “super jet” Gulfstream, definiti “le Ferrari della guerra aerea”. Per fortuna si sono accontentati “solo” di due esemplari, al costo di partenza di 1,5 miliardi.

Dopo aver acquistato armi terrestri e aeree, nel Gennaio 2013 il “Colonnello Bilderberghino” Mario Monti ha deciso di rinforzare anche le truppe del mare, assicurandosi ben 2 sommergibili da 2 miliardi di euro, di fabbricazione tedesca. La Merkel ringrazia. E l’ex Ministro Riccardi ci ha spiegato bene quanto ci tenesse Monti a compiacerla.

Ma non è finita. Estate 2013: praticamente nessuno ne parla, molti giornalisti probabilmente non lo sanno nemmeno, visto il silenzio generale e la “discrezione” con la quale si muove il governo PD-PDL-centro, che controlla tutti i mass media “mainstream”.

Ma nuovi armamenti sono in arrivo: dopo i cacciabombardieri, i cannoni, i super-jet ed i sottomarini, non potevano non acquistare anche elicotteri da “supporto logistico”.

Un contratto che prevede la fornitura di 16 elicotteri CH-47F Chinook, con opzione per ulteriori 4 esemplari. Il costo dell’operazione si aggira intorno al miliardo di euro, ed i primi elicotteri arriveranno in queste settimane.

Categorie : Politica
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