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Chiunque avesse ancora nutrito qualche dubbio sullo stato di degrado mentale che pervade il giornalismo italiano, sospeso fra marchette di gossip, articolacci su commissione e omertosi silenzi imposti dal padrone, dopo quanto accaduto oggi sicuramente non ne nutrirà più.
In un paese devastato fin nelle fondamenta, dove il tessuto produttivo e sociale si disgrega a vista d’occhio nel silenzio più totale, dove i cittadini si ammazzano per disperazione all’ombra dell’omertà mediatica, dove nessuno scribacchino finanziato dai contribuenti si sente in dovere d’informare la popolazione riguardo al fatto che qualsiasi “nuovo governo” trovasse i natali non potrebbe fare nulla per migliorare una situazione telecomandata dall’estero attraverso il pilota automatico, dove gli scandali veri, come quello dell’MPS, vengono insabbiati a velocità supersonica, dove l’emergenza sanitaria causata dall’inquinamento meriterebbe inchieste, approfondimenti e prime pagine a iosa, dove il territorio sta cadendo a pezzi senza che nessuno si premuri di raccoglierne qualcuno, che fine hanno fatto i pennivendoli di casa nostra?
Si ritrovano a Roma in centinaia, per inseguire con le proprie auto i pullmann con a bordo i deputati 5 stelle, diretti in una località “segreta” dove incontreranno Beppe Grillo.
Un inseguimento portato con destrezza, da giornalisti trasformatisi in paparazzi, fino al casale nei pressi di Fiumicino, dove Grillo ed i 5 stelle si ritrovano per portare avanti una propria riunione, nella quale confrontarsi, così come normalmente avviene all’interno di ogni partito, anche se nella fattispecie trattasi di un movimento che pur avendo raccolto 8 milioni di voti non possiede una propria sede romana all’interno della quale raccogliersi.
Ed una volta giunti sul luogo, i pennirazzi, offrono il meglio di sè stessi ragguagliandoci sulla natura architettonica del casale, sulla mise scelta da Beppe Grillo per l’occasione, sul menù che verrà dispensato ai parlamentari 5 stelle, sul costo dei panini che l’albergo vende ai giornalisti assiepati al cancello, sulla vera e propria caccia all’uomo di cui sono stati oggetto alcuni deputati mentre viaggiavano verso il luogo di partenza dei pullmann. Una pennirazza più intraprendente degli altri riesce perfino a salire sul tetto dell’albergo alla ricerca dello scoop della vita, inconsapevole del fatto che proprio il suo gesto sarà destinato a rivelarsi il migliore scoop della giornata per il pennirazzo di turno.
Intanto l’Italia continua a morire, senza che il giornalismo, ormai deceduto, si sia mai prodigato nel raccontarci le riunioni del Bilderberg, laddove veniva decisa l’eutanasia del nostro paese, senza che nessuno si sia mai sentito in dovere di raccontare gli incontri segreti delle logge massoniche e delle cosche politiche che governano le sorti della nazione, senza che i pennivendoli abbiano mai sentito il bisogno di mostrare anche un solo anelito di dignità.
Marco Cedolin
Dopo il successo della canzone di Elio e le storie tese la mononota invade anche il sistema di informazione mainstream. Non che prima le note fossero molte, al massimo due o tre giusto per far sembrare il tutto più credibile, ma oggi il coro si è sintonizzato all’unanimità su un unico canale: raffigurare il moVimento 5 stelle e Grillo come un orco di cui aver paura.
Non c’è canale televiso, trasmissione o giornale che non suoni questa monomelodia. Il popolo ormai privo di qualsiasi capacità di elaborazione critica delle informazioni e della realtà, ripete anch’esso in continuazione la filastrocca che i media gli hanno inculcato nel cervello. Senza neanche la fatica ed il fastidio di dover modificare i vocaboli, da bravi consumatori assorbiamo l’opinione e le certezze che giornalai e mezzibusti incartapecoriti ci vendono e, come fosse la canzoncina di Natale, la si ripete costantemente convinti addirittura di esserne gli autori
Ed è così che continui ad imbatterti in persone che non solo cantano la canzoncina mononota, ma vorrebbero che anche tu ti mettessi a divulgarla a squarciagola. Inutile entrare nel merito delle cose, cercare di fargli capire, come dicevo la capacità elaborativa delle informazioni, il senso critico, la facoltà di formulare una propria opinione sono ormai specie in via di estinzione. C’è però un metodo molto semplice per interrompere l’Italiota che intona il solito ritornello: chiedergli di motivare la sua tesi. Di fronte a tale domanda si perdono, la tv, i giornali non gliel’hanno fornita. Per questo si sarebbe dovuto suonare una melodia completa non certo una mononota, facile da imparare e ripetere in continuazione ma impossibile da sostenere. E così ecco che se ti dicono “Grillo è un dittatore!” e tu gli chiedì “perche?” la risposta è, nella migliore delle ipotesi “perchè si!”. E se ti dicono “I grillini fuggono al confronto!” e tu gli dici “ma io sono qui chiedimi quello che vuoi” la risposta è “ma adesso non mi viene alcuna domanda”.
Canzone o informazione che sia, l’importante è che sia mononota affinché possa essere apprezzata e cantata da tutti.
Se la situazione del paese non fosse di quella gravità inaudita che analizziamo anno dopo anno e riguardo alla quale i rapporti ufficiali lasciano trasparire solamente la punta dell’iceberg, l’esperienza di questi primi giorni post elezioni potrebbe risultare perfino esilirante. Purtroppo però le aziende continuano a chiudere, i disoccupati a suicidarsi (anche se i giornali non lo dicono), le famiglie a stringere la cinghia, in una discesa verso gli inferi che si fa ogni giorno più ripida e diventa praticamente impossibile anche farsi una bella risata.
A soli cinque giorni dal voto l’Italia sembra essere diventata un paese caricaturale, dove esistono solamente due fronti. O stai con Grillo o sei contro Grillo, i grillini (o grullini nel neologismo di chi la sa lunga) e qualsiasi cosa abbia con a che fare con lui e con loro.
Beppe Grillo da Genova, attraverso il successo elettorale del suo movimento 5 stelle, sembra essere riuscito nell’impresa impossibile di rivoltare il paese come un calzino, ricucendo all’istante strappi che duravano da tempo immemorabile, ricomponendo odi decennali e colmando perfino le distanze siderali che separavano la disinformazione mainstream dall’informazione “altra” presente sul web.
In questo chiaroscurale post elezioni sembra essersi compiuto un miracolo epocale, dove poter leggere le pagine di Libero senza distinguerle da quelle dell’Unità, dove il Corriere della Sera e Repubblica scrivono le stesse cose di facebook o dei blog di controinformazione, dove i seguaci di Berlusconi o della destra più radicale si ritrovano a braccetto con quelli del PD e dell’estrema sinistra. Tutti profusi in un unico sincero moto d’indignazione, nei confronti di Grillo e dei grillini a 5 stelle, colpevoli (unitamente a chi non si associ alla condanna) di ogni sorta d’ignominia e vero cancro che porterà alla morte il paese.
Riassumere in poche righe tutto il bailamme lanciato alla rinfusa in questi ultimi giorni sarebbe un’impresa titanica, probabilmente senza speranza. C’è un po’ di tutto, dalla supposizione che il comico genovese sia parte di una cospirazione internazionale partorita direttamente dal gruppo bilderberg, al fatto che i suoi discorsi somiglino a quelli di Hitler. Dal convincimento che Grillo sia alle dipendenze di Goldman Sachs, in quanto dalla stessa lodato, al fatto che rappresenti il cavallo di Troia per riportare la sinistra al governo. Dal sospetto che Grillo sia in realtà un’emanazione creata dall’amministrazione americana, all’affermazione che sarebbe solamente un utile idiota, nelle mani di guru e massoni, ormai stufatisi di Monti e della sua compagine.
Se Grillo risponde ai giornalisti dicendo che non sosterrà mai un governo Bersani, diventa l’incarnazione del mitomane irresponsabile che non ha a cuore le sorti dell’Italia. Se annuncia che comunque, qualunque sarà il governo futuro, sosterrà ogni legge che risponde al suo programma, diventa il viscido che inciucerà con la sinistra o con la destra anche se non vuole dirlo. Se Grillo risponde ai giornalisti, ci si domanda a che titolo parli, dal momento che lui non è presidente del movimento, né tanto meno è stato eletto in parlamento. Se non risponde, Grillo è un dissacratore maleducato che non sa prendersi le proprie responsabilità.
E non va certo meglio alla pattuglia dei 160 ragazzi che si apprestano ad entrare in parlamento. Colpevoli in primo luogo di essere “persone normali” e pertanto incompetenti ed ignoranti, dal momento che in parlamento (come hanno più volte dimostrato le iene) fino ad oggi hanno allignato esclusivamente persone di altissima levatura tanto culturale quanto morale. E anche di essere manovrati, disadattati, confusi, privi di coordinate e puzzare pure un poco. Ci sono articoli sulla futura senatrice che non conosce l’esatto numero dei seggi del senato e spuntano video dove il futuro senatore ignora l’ubicazione del senato stesso. La sufficienza fa il paio con la derisione, lo scetticismo con la sensazione di fastidio. Gente comune nella stanza dei bottoni? Ma vogliamo scherzare?
Personalmente non sto con Grillo e neppure contro. Anche se la cosa potrà suonare come una bestemmia irripetibile, mi piacerebbe vedere cosa combinerà Grillo e soprattutto cosa combineranno quei 160 ragazzi in parlamento. Forse porteranno solamente qualche briciola di buon senso, oppure non combineranno nulla di nulla, ma difficilmente potranno fare peggio dei loro predecessori, così come difficilmente Grillo potrà essere più “pericoloso” dei Monti, dei Bersani e dei Berlusconi che oggi sembrano non preoccupare più nessuno.
In fondo un miracolo l’ha già fatto, unendo gli italiani, come si può evitare di essere curiosi, domandandosi quale sarà il prossimo?
Marco Cedolin
Lo Tsunami si è abbatuto e ora che si sono accorti che in Italia esiste il moVimento 5 Stelle tutti ci cercano, tutti ci vogliono. Non solo i politici che, improvvisamente, definiscono il moVimento un valido ed interessante interlocutore, ma anche gli operatori dell’informazione. Si quelli a cui sino all’altro giorno abbiamo inviato i nostri comunicati nella vana ed inutile speranza che, almeno uno ogni tanto, li avrebbero pubblicati.
Che si siano tutti convertiti improvvisamente alla buona politica o alla vera informazione? Difficile crederlo. Politici vari sanno che stanno affogando nel mare dei loro disastri e annaspano qua e la cercando un qualcosa a cui aggrapparsi per allungare quanto più possibile la loro esistenza. I giornalisti, invece, fanno semplicemente il loro lavoro che non è certo fare informazione, ma semmai la ricerca della notizia e adesso il moVimemto 5 stelle è la notizia che fa leggere i giornali e quindi giù a scrivere articoli e a cercare dichiarazioni.
Purtroppo loro stessi sono disinformati su cosa sia esattamente questo moVimento e le domande poste sono, nella maggior parte, su come intendiamo rapportarci con le altre forze politiche. Eventuali possibilità di dialogo, di collaborazione. Che il dialogo, la collaborazione possa essere solo ed esclusivamente sulle idee, sulle proposte e non con una forza politica contro l’altra è un concetto che ancora non hanno per nulla chiaro, anzi direi che non riescono proprio a comprenderlo. Come se fosse un qualcosa che d’improvviso è piombato sulla terra da un altro mondo. E in effetti per giornalisti e politici, tutto ciò arriva da un altro mondo, quello della vita reale.
Tutto è manipolato. Il mercato azionario, le notizie, il cibo, le scuole pubbliche, il sistema di assistenza sanitaria, il sistema fiscale…
Tutti questi sistemi, con gli enti che ne fanno parte, sono stati creati ad arte per ingannarvi, controllarvi e sopprimere il vostro potenziale umano. Rifletteteci.
Il sistema di assistenza sanitario è intenzionalmente progettato non per curare i malati ma per tenerli in bilico tra salute e malattia, e bloccarli in un processo che arricchisce le potenti multinazionali del farmaco che se ne fregano di sacrificare vite umane. Basti pensare alle cure per il cancro, ai risultati delle chemioterapie e a quelli delle cosiddette cure alternative.
Il sistema finanziario è manipolato in modo da creare debiti immensi impossibili da ripagare e svalutare il valore del denaro attraverso l’infinita creazione privata della moneta, il cosiddetto quantitative easing.
Il sistema politico è manipolato per dare l’illusione della scelta tra due o più pupazzi che sfilano seri e irreprensibili davanti ai vostri occhi e si differenziano soltanto per i diversi colori della bandiera, del logo del partito, della cravatta o della pelle. Costoro, infatti, prendono gli ordini dai veri registi delle scene politiche, ossia quelle banche che sono ai vertici dei poteri decisionali.
Il sistema alimentare è manipolato con gli OGM, che in gran silenzio stanno avvelenando l’ambiente disseminando inquinamento genetico tra fattorie e campi in tutto il mondo.
Il sistema giudiziario è manipolato in maniera ridicola e a volte anche comica. In America poche settimane fa una donna è stata arrestata con l’accusa di aver fatto una scritta su un marciapiede con un gessetto. Nel frattempo politici criminali che organizzano guerre fasulle, affamano i cittadini, rubano soldi a destra e a manca, evadono il fisco per milioni di euro o dollari, la passano liscia e non vengono neppure accusati.
La cosiddetta scienza è in gran parte manipolata. Le riviste scientifiche sono tutte influenzate dal potere di Big Pharma, e quasi tutte le notizie sulla cura delle malattie che vedi in tv o leggi sui giornali non sono altro che un rigurgito di ricerca proveniente da persone o aziende che hanno venduto la loro integrità per uno stipendio in più. Gran parte degli sforzi ‘a favore della ricerca scientifica’ vengono fatti per rafforzare il monopolio sui medicinali, cercando di indurre la gente, ad esempio, a preferire pericolosi vaccini a diete sane ed equilibrate per evitare malanni stagionali.
Gli enti governativi sono completamente manipolati. In America, la FDA (Food and Drug Administration) agisce per conto della Monsanto e delle case farmaceutiche, e non per la sicurezza sanitaria del popolo americano. Anche l’USDA (U.S. Department of Agriculture) è completamente succube della industria biotech e delle grandi aziende che commerciano carne.
I motivi per fare le guerre sono completamente manipolati e inventati. Queste, infatti, hanno avuto sempre inizio con falsi attacchi progettati dagli USA stessi, mentre tutti i reportage sui luoghi in cui essa avviene sono debitamente censurati e falsificati per occultare fatti orribili e verità sconcertanti.
Come si fa, alla luce di tutto questo, a battere un sistema così ben manipolato e gestito? Soltanto uscendone, non facendone più parte.
Come in fondo sa ogni persona che va a giocare nei casinò, l’unico modo di vincere realmente, e non perdere, è quello di non giocare. Non giocare al loro gioco, che altro non è che un gioco truccato. Pensate se fosse così: i casinò sarebbero già chiusi da un pezzo.
Per questo, invece di ascoltare le notizie che passano i media, spegnete la tv e iniziate a considerare le notizie di radio, blog e siti indipendenti dediti alla controinformazione. Invece di essere vittime degli OGM, comprate prodotti locali. Invece di cadere nell’inganno dei vaccini e dei farmaci da prescrizione, informatevi sulla importanza della alimentazione. Invece di lasciare tutti i vostri risparmi in banca, o investirli sul dollaro o sull’euro, diversificate gli investimenti in metalli preziosi, valute estere o terreni agricoli.
Il punto è che non si può battere un sistema manipolato e truccato. Quindi, come per i casinò, il consiglio è di smettere di giocare, ovvero di alimentarlo. L’unico modo per far chiudere un casinò è di non entrarci affatto.
Il cammino verso la vera libertà inizia comprendendo il livello di manipolazione che determinati sistemi attuano sulla vostra vita fisica e psicologica. Solo attraverso ciò potrete smettere di alimentarli e iniziare a direzionare la vostra attenzione e la vostra energia all’interno e non più all’esterno di voi stessi, per guardarvi dentro e chiedervi cosa fare per uscire dal sistema di credenze con il quale siete cresciuti.
Adams
Non è soltanto l’allarme “spread” che sta rientrando. Pare proprio che sia il concetto in quanto tale ad avere perso di fascino e di seduzione mediatica. Capita come in quei serial televisivi, dove un personaggio o una situazione sembrano assumere un’importanza decisiva nella narrazione, salvo poi essere liquidati e dimenticati nelle puntate successive, come se non fossero mai esistiti.
Ci sono alcuni telespettatori che, addirittura dagli anni ’80, ancora ricordano con indignazione la vicenda della figlia del commissario Cattani nel serial “La Piovra”. Tutta la prima serie si era basata sull’effetto emotivo della violenza carnale subìta dalla figlia del commissario ad opera di sicari mafiosi, e su tutte le peripezie del commissario per salvare la ragazza. All’inizio della seconda serie, dato che il personaggio-figlia ormai era d’ingombro, la poverina venne, con brutalità mafiosa, liquidata dagli sceneggiatori col pretesto di un banale incidente. La grande maggioranza degli spettatori non notò nulla di strano, ed il serial continuò con crescente successo.
Tutto questo perché non ci sono storie da raccontare, ma solo pretesti narrativi per allungare il brodo da una parte, ed insinuare messaggi arbitrari dall’altra. La propaganda ufficiale funziona con schemi narrativi analoghi, così che a qualcuno è venuto persino il sospetto che anche i serial facciano parte integrante dei meccanismi di propaganda, e che costituiscano una forma pianificata di addestramento di massa alla confusione mentale. Nell’epoca in cui il principio di autorità sembrerebbe in crisi e “l’obbedienza non è più una virtù”, in realtà si sono sviluppate sempre di più tecniche di manipolazione dell’opinione pubblica atte ad illudere che le scelte siano libere.
Ormai chi si ricorda più del “processo a Gheddafi” davanti alla Corte Penale Internazionale dell’Aia? Eppure, per qualche mese, sulla prospettiva e sulla promessa di questo processo si era fondata la legittimazione internazionale non solo della “rivoluzione libica”, ma anche dello stesso intervento della NATO. Per settimane Emma Bonino imperversò sui canali televisivi ad intrattenerci sulla necessità di questo processo, nel quale sarebbero state finalmente esibite le prove dei crimini di Gheddafi. Chi è incaricato di manipolare la pubblica opinione ormai sa bene come agire in questi casi; tanto che è bastato l’effetto shock del video-linciaggio per aprire un altro dibattito infinito che facesse dimenticare quanto detto in precedenza. Quel video-linciaggio è capitato così a proposito da far sospettare che si trattasse di un falso, di un depistaggio per coprire un’esecuzione operata a freddo da mandanti e sicari che volevano rimanere nell’ombra.
Manco a dirlo, il linciaggio in quanto tale è stato persino assunto dai media come prova indiretta dei crimini di Gheddafi. Quella barzelletta oscena che porta il nome di “Corte Penale Internazionale”, non si è neppure premurata di simulare un po’ di disappunto per la mancata consegna dell’imputato. Anche Emma Bonino era immediatamente dopo in altre faccende affaccendata. Successivamente sulla Libia è calato il blackout mediatico, così rigoroso da aver investito anche la vicenda dell’ambasciatore statunitense ucciso a Bengasi lo scorso settembre.
Attualmente la vicenda siriana ripropone le stesse situazioni, infatti la formula che la sedicente “Comunità Internazionale”, cioè la NATO, prospetta come soluzione alla crisi siriana, è quella della liquidazione di Assad per far posto ad un “governo di coalizione” in cui tutte le etnie siano rappresentate. La caduta – sia in senso letterale che metaforico – del segretario di Stato USA Hillary Clinton, e la sua sostituzione con John Kerry, avevano suscitato qualche speranza che l’aggressione alla Siria potesse recedere ed esaurirsi. Ma è di pochi giorni fa la notizia della fornitura alla Turchia di missili statunitensi Patriot per “difendersi” dalle eventuali “aggressioni siriane”.
Non che i Patriot rappresentino quell’arma così decisiva che le lobby accreditate al Pentagono vogliono far credere, però ciò indica comunque un’ipotesi concreta di coinvolgimento diretto della Turchia nel conflitto. Indirettamente la Turchia è già coinvolta, poiché è da lì che partono le armate mercenarie del Qatar e dell’Arabia Saudita che costituiscono la vera sostanza militare della “rivolta” in Siria. Le attuali ambiguità di Putin rischiano di aggravare la situazione, poiché la sua dichiarazione di non essere interessato alla sopravvivenza politica di Assad, in questo specifico contesto, diventa un oggettivo avallo diplomatico all’ipotesi “via Assad per un governo di coalizione”.
Ma, una volta liquidato Assad, chi si ricorderebbe più del “governo di coalizione”? Farebbe sicuramente la fine della figlia di Cattani.
Anche un’esecuzione a freddo di Assad troverebbe facili giustificazioni, ed un massacro degli Alauiti siriani non meriterebbe particolare attenzione mediatica, come sta capitando alle tribù libiche colpevoli di essere rimaste fedeli a Gheddafi. Sono gli spread della propaganda occidentale, cioè il differenziale tra l’accorata retorica umanitaria utile a giustificare le imprese belliche, e la sbrigativa retorica del disprezzo e dell’espiazione che accompagna poi la gestione concreta dei processi di colonizzazione.
Al popolo greco martoriato infatti non spetta nessuna compassione, e la maggior parte dei commenti mediatici è tesa a sottolineare le colpe passate, presenti e future della Grecia, alla quale viene immancabilmente consegnato il conto da pagare. Non vi sarà dunque nessuna sorpresa nello scoprire che la stessa Grecia sia il secondo Paese della NATO per spesa in armamenti, dato che tutti gli “aiuti” dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale sono condizionati all’acquisto di armi.
Comitad
Che 5 milioni di euro non siano pochi penso siamo tutti concordi, altrettanto lo siamo nel sostenere che 10 milioni sono esattamente il doppio e se 10 è il doppio di 5 allora 5 è la metà di 10. Come si suol dire la matematica non è un opinione.
Detto questo, se decine di migliaia di cittadini hanno chiesto alla politica regionale Pugliese il dimezzamento dei loro stipendi mensili e un taglio annuo ai costi della politica di 10 milioni di euro e poi il consiglio regionale, invece, ha lasciato invariati i compensi mensili dei consiglieri ed assessori ed ha effettuato un taglio da 5 milioni di euro all’anno i giornalisti dovrebbero parlare di ridotto taglio, anzi di dimezzato taglio. Invece, visto che in Italia non esistono giornalisti, ma solo giornalai ecco che questi, allo stesso modo con cui la politica ha dimezzato il taglio, dimezzano la verità.
Evitano di parlare di Zero Privilegi Puglia e di quanto questa proposta prevedeva ed esaltano le misera gesta di una classe politica arroccata nei propri palazzi e nei propri privilegi. Evitano di dire che i cittadini chiedevano di portare gli stipendi mensili dei consiglieri ed assessori a 4.500 euro netti al mese. Se lo facessero probabilmente qualche vaffa… partirebbe di certo leggendo che tutt’oggi, nonostante le politiche di austerità e i relitivi drastici tagli ed incrementi della tassazione, la casta pugliese continui a vantare stipendi da 11 mila euro al mese. Allo stesso modo evitano di dire che il taglio annuo previsto da Zero Privilegi Puglia era quantificato in quasi 10 milioni di euro all’anno, contrariamente leggendo che il taglio effettivo è stato inferiore ai 5 milioni la gente capirebbe bene di essere stata presa letteralmente per il culo.
Evitano di parlare di tante altre cose, pensando e sperando di poter sopravviere ancora a lungo nel loro mondo dorato di privilegi e finanziamenti pubblici (sia i giornalai che i politici), ma il countdown è già iniziato e la loro estinzione si avvicina sempre più. I cittadini si riprenderanno ciò che gli spetta per diritto: la gestione della cosa pubblica, e lo faranno nei comuni, nelle provincie e nel parlamento. Giornalai e politici possono ancora dormire alcune notti tranquille, ma sappino che sono le ultime.
P.S. ostunesi, riprendetevi la vostra città. Partecipa alla realizzazione di una lista civica di cittadini. Compila il seguente form e sarai presto ricontattato.
Quando farete l’alberello, il nordico albero di Natale perché ve lo chiede l’Europa, al posto del terrunciello presepe, ricordate di adornarlo con le numerose palle che vi offre questa realtà romanzesca italiana. Ve ne suggerisco qualcuna con relativo commento ma voi saprete trovarne sicuramente altre, sì da rendere ancora più splendente il simbolo di questo Natale che quest’anno quasi nessuno ha voglia di festeggiare.
“Monti ha salvato l’Italia”
Questa è la palla più grossa di tutte, visto che Monti ci lascia – e se ne va ma non pulisce il water – con cifre spaventose dal punto di vista della disoccupazione – all’11,1%,- del debito con l’estero (che è il vero problema, non quello pubblico, altra palla), del PIL e di tutti gli indicatori economici. Monti è riuscito perfettamente in un compito solo: quello di farci entrare completamente nel recinto dei PIIGS, usando la picana Fornero, la coccodrilla che prima ti mangia la pensione e poi piange tanto, porella.
“Vi tolgo l’IMU”
Questa palla potrebbe passarvela, tramite il mezzo televisivo tuttora di sua proprietà, un signore mummificato che è stato recentemente risvegliato dal suo sonno millenario a causa di un persistente profumo di soldi, in perdita, proveniente dalla sua azienda ammiraglia Mediaset. Nel tentativo di balzare di nuovo in sella cercherà di offrirvi, oltre a quella dell’IMU, altre palle multicolori, ma non credetegli. Anzi, se proprio dovete guardare la TV nelle prossime settimane e volete comunque sentire fin dove ha il coraggio di arrivare con le menzogne, mettete tappi di cera alle orecchie dei vostri famigliari e fatevi legare ben stretti all’albero di Natale, come Ulisse nel capitolo delle sirene.
“Chissà dove saremmo ora senza l’euro”
Questa è una delle palle della confezione del perfetto eurominkia, assieme alle carriole di euro in fiamme al largo dei bastioni di Piazza Affari (per colpa dei raggi B.), alla spesapubblicaimproduttiva e allo “staremmo ancora a svalutare la nostra liretta”. Palle, palle ed ancora palle, visto che proprio l’euro è la nostra attuale iattura.
“Abbiamo vissuto finora al di sopra dei nostri mezzi”
Questa è la palla avvelenata che chi ha deciso di papparsi le nostre risorse, i conquistadores neomercantilisti dell’eurozona, utilizzano con i volonterosi collaborazionisti eurominkia sul territorio di conquista. Si abbina di solito alla gemella “ce lo chiede l’Europa” ed entrambe hanno la funzione degli specchietti e delle collanine.
“Il problema adesso non è B” “Il problema adesso è B”
Palla bifronte. B. non è il problema ma è uno dei problemi.
Con la maggioranza dei mezzi televisivi nelle sue mani (grazie sinistra!) ha ancora troppo potere e lo usa per i suoi interessi, non certo per i nostri. Prepariamoci ad un vero bombardamento di palle caricate a menzogne, come mai prima d’ora. Ad un Pinocchio in pieno trip “shock and awe”.
“Abbiamo comunque riacquistato autorevolezza”
Palla presuntuosa. Per gli europei siamo sempre i soliti terroni di merda. Un loden non fa primavera.
“L’agenda del PD non è quella di Monti” (Sentita l’altra sera da Vendola).
Questa è la più grossa tra le palle rosse. Di vergogna. Voi lo sapete, infatti, che Bersani si strugge di diventare il Pierluigi Pétain della prossima repubblica di Vichy 2.0, ovvero il commissariamento dell’Italia da parte della Troika che subentrerà a Monti. Il PD ha il Fiscal Compact in tasca e ha tutta l’intenzione di usarlo, anche se è una roba totalmente illegale ed invalida dal punto di vista giuridico perché entra in collisione con tutti i vigenti trattati europei ed equivale alla morte della democrazia. Sappiatelo.
Lameduck
I media globalizzati, in quest’era di iper industria culturale, sono responsabili della costruzione di un immaginario globale, rivolto principalmente a controllo sociale. I media planetari fabbricano il presente dell’umanità “dal vivo e in diretta”, perché come tutti sappiamo, esiste solo ciò che viene messo sugli schermi di tutto il mondo.
Il fine ultimo delle grandi catene internazionali, non è quello di informare, ma di servire i governi e le grandi aziende per gestire e regolare il flusso di informazioni. Le immagini diffuse dai media e riprodotte all’infinito in ogni angolo della terra, con pochissime eccezioni, sono basate sulla paura. Tutta l’umanità è sottoposta ad uno stato di tensione derivante da minacce, reali o immaginarie, che infondono i mezzi di comunicazione. Che si tratti di una crisi economica del capitalismo globale, un attacco terroristico o di una catastrofe ambientale o della penultima guerra in Medio Oriente, ogni notiziari globale è una “performance di terrore”.
La paura paralizza e impedisce di pensare molto meno e di criticare, e questo è ben noto a chi è al potere. Una cultura della paura è una cultura di sottomissione e dominio su conglomerati umani. Milioni di esseri umani sono letteralmente prigionieri nelle grandi città, addomesticati dalla paura, costretti a seguire il loro destino di lavoro miserabile in cambio del “consumo di spazzatura”.
La vita umana è stata spogliata di ogni dignità, sottoposta all’ anestesia dell’intrattenimento di massa, la droga, dell’alcool e del dogmatismo religioso.
La paura e il capitalismo vanno di pari passo, entrambi nemici di ogni forma di espressione autenticamente umana. Se c’è qualcosa di caratteristico della cultura globale è che è stata configurata come una “cultura apocalittica”. Questa sensazione di “fine del mondo” è ormai un luogo comune nella stampa mainstream, negli spettacoli televisivi e in migliaia di video nelle reti.
La sua ultima versione è una lettura distorta delle tradizioni Maya che annunciano una imminente fine. Questa nuova cultura globale, con le sue dosi crescenti di violenza e di spettacolo, imponendosi ovunque, lascia fuori proprio il meglio degli esseri umani. I sentimenti di gioia, di speranza, di fiducia e di solidarietà sono stati espurgati come esperienze di tutti i giorni. I cittadini di vari paesi sono stati privati dei loro diritti fondamentali in nome della “sicurezza nazionale”, programmati da menzogne sistematiche che finiscono per essere verità accettate.
Quando la cittadinanza è abolita da un branco di consumatori, senza capacità di pensare, sentire e criticare, si annulla qualsiasi profondità spirituale, etica, estetica e politica al tempo stesso.
Superare la “cultura della paura” è un primo passo per recuperare la dignità che ci aiuta come esseri umani in questo mondo.
Álvaro Cuadra
Mentre c’è chi interrogandosi, cerca di salvare le apparenze sulla bontà dell’operato del regime bancario instauratosi da un anno, il pattume mainstream si impegna a nascondere questi ulteriori ennesimi FURTI ai danni dei cittadini, completamente indifesi di fronte a Bankenstein:
Già nel 2001 il 60% delle famiglie italiane aveva intaccato il suo patrimonio. Se i dati economici resteranno quelli attuali, rimarremo senza un euro su Libero
Pensioni, un’altra beffa per chi ha cambiato lavoro
I lavoratori che hanno versato contributi a più enti previdenziali costretti a pagare il riscatto Fonte
Derubati di 26.708 POSTI LETTO. Non bastava la cancellazione dei 17 MILA presidi ospedalieri, la negazione del diritto ai malati gravi di avere assistenza, l’aumento dei tickets che graverà in modo pesante soprattutto sui malati cronici. Mi viene il sospetto che questi signori al governo, oltre che banchieri siano anche filantropi eugenetisti che vogliono sbarazzarsi delle persone non in salute.
Sembra anche che esista una Lista Monti dove i promotori si presentano come semplici cittadini…Ah non c’è più il marketing di una volta…
Da tempo osservo cosa accade in Italia e mi chiedo: per conto di chi governa Mario Monti? di Massimo Ragnedda su Tiscali
Beh per qualcuno pare sia sufficente non avere un premier che faccia leggi ad personam. E’ sicuramente importante, ma non credo ci siano gli elementi per rallegrarsi di un regime che le leggi le fa ad bancam. Ma a quanto pare…..
E la “società civile” che solo un anno fa cantava Bella Ciao alla dipartita del premier Silvio? Dissolta, con il salvatore della finanza mondiale i diritti sono “al sicuro” e la Costituzione idem. Ma i professionisti della contestazione a servizio del sistema, qualcosa doveva pure inventarsi per sfogare il malcontento dilagante che si tenta di occultare. Ed ecco lotta dura senza paura, resistenza senza se e senza ma….si trasforma in un innocuo Flash Mob…..in piazza del popolo si sono radunate 30 mila persone. Contro l’austerity? Contro l’euro? Ovviamente no. Magari festeggiavano un anno del regime finanziario al governo.
Un insulto contro chi proprio in questo momento sta contestando Profumo e Fornero a Napoli e per questo sta subendo ritorsioni dalla polizia.
Barbara















