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spia

Senza voler minimamente nascondere le nostre lacune comunicative non posso non rispondere all’attento, rigorosamente anonimo, osservatore che stamane ha scritto una lettera pubblicata da Ostuni news (link) con lo pseudonimo Barbabianca.

“I 5 stelle hanno già presentato la loro lista ma, al netto della comunicazione sul loro blog del casellario giudiziario dei candidati, non hanno ancora lanciato molte proposte specifiche sulla città affidandosi alle proposte amministrative nazionali.”

Beh innanzitutto mi lasci sottolineare l’importanza della pubblicazione del casellario giudiziario dei candidati in una competizione elettorale che vede impegnati personaggi addirittura coinvolti in inchieste sulla Sacra Corona Unita. Dovrebbe semmai chiedere che lo facessero tutti e non certo banalizzare in questo modo tale importante aspetto.

Detto ciò passiamo alla questione proposte, perchè le sarebbe bastato sfogliare www.ostuni5stelle.it, il mio blog personale o quello di altri nostri candidati per trovare le numerose proposte specificatamente locali già fatte, presentate ed anche depositate. Ma se ciò, lo riconosco, può richiedere tempo sarebbero potute bastare un paio di ore per venirci ad ascoltare in Piazza della Libertà il 5 Aprile quando abbiamo presentato la lista ed annunciato non poche proposte che rappresenteranno i pilastri del nostro programma politico per Ostuni. Nessun giornale ne ha parlato, guarda caso, ma un “attento” osservatore preoccupato per le  sorti della città non avrebbe dovuto farsi scappare l’occasione.

Forse oggi saprebbe che abbiamo parlato di fiscalità locale ( ad es. passaggio da TARSU a tariffa dove si paga sulla quantità di rifiuti prodotti e non sulle dimensioni dell’immobile, zero tasse comunali per 5 anni alle nuove imprese che apriranno nel nostro territorio, de-equitalizzare Ostuni); che abbiamo parlato di investimenti, oggi pari allo zero, in agricoltura per la produzione e valorizzazione delle eccellenze locali, operazioni di marketing strategico e marchi di qualità locale; che abbiamo parlato di turismo, cultura, arte ed artigianato, di come valorizzarle e coordinarle per dare concretezza all’abusata parola destagionalizzazione; che abbiamo parlato anche di strutture ricettive, dell’immenso patrimonio rappresentato dalle numerosissime masserie presenti nel nostro comune e dell’albergo diffuso che si sta dimostrando, in numerose realtà turistiche, una scelta vincente; che abbiamo parlato di zona industriale e della necessità di uscire da quel baraccone burocratico noto come consorzio che in decenni ha preso soldi sia dalle aziende che dal comune senza dare in cambio nulla se non qualche poltrona ai soliti noti nel consiglio di amministrazione. E abbiamo parlato anche di innovazione tecnologica, sburocratizzazione, ripubblicizzazione dei servizi, gestione dei rifiuti, opere pubbliche, decoro urbano, spazi per bambini, aree verdi, gesione del denaro pubblico, ecc, ecc, ecc.

Certo avremmo potuto dire molto di più, ogni punto avrebbe meritato ore di trattazione, ma ad un “attento” osservatore non sarebbero dovute sfuggire quelle proposte e magari avrebbe potuto incalzarci nel merito invece di liquidarci come contenitori vuoti penalmente puliti. Ma la cosa, sarò sincero, non mi dispiace più di tanto. Significa che quelle proposte non solo non sono criticabili ma che è meglio non farle sapere, meglio dire che non abbiamo proposte. Non sia mai che i cittadini comincino pure ad essere informati e a capire. Non sia mai che, informati, comincino pure a scegliere e a decidere liberamente e non imboccati da vuoti slogan sulle gigantografie, da giornalai sempre pronti a riempire carta con belle balle elettorali e “attenti” osservatori lesti a banalizzare la fedina penale pulita dei candidati e contestualmente silenti su personaggi in odore di mafia.

Chiudo, “attento” osservatore, ponendole delle domande: ma lei davvero crede che le differenze tra le forze in campo siano nei programmi elettorali che saranno diffusi? Non crede che saranno tutti sostanzialmente condivisibili? Non crede che forse è arrivato il momento di saggiare la credibilità di chi propone, cercando di differenziare tra chi le proprie proposte le realizzerà veramente e chi, per l’ennesima volta, vi sta prendendo in giro? E su questo evito di addentrarmi perchè ritengo tutto chiaro come il sole, persino ad uno “attento” come lei e magari un giorno, quando avrà pure la libertà di metterci la faccia, lo ammetterà pubblicamente.

Saluti.

 

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apr
17

Utopia culturale

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Utopia

Ogni volta che si propone un qualcosa che va contro i classici schemi a cui siamo abituati, come lo scegliere una squadra di assessori tramite bando aperto a tutti i cittadini, ecco comparire la parola utopia come si parlasse di qualcosa di assolutamente auspicabile ma impossibile da realizzare.

Ma perchè? Cosa lo impedisce se non la semplice volontà di farlo? Una utopia che deriva dalla cultura politica a cui ci hanno e ci siamo abituati e ci siamo ormai convinti che nulla potrà essere sostanzialmente diverso da ciò che è.

Eppure basterebbe volgere lo sguardo verso altri paesi e ci si renderebbe facilmente conto che ciò che qui si definisce utopia e normalità. Allo stesso modo ciò che quà è diventato normalità, come i condannati nelle istutuzioni, in altri paesi sarebbe uno scandalo di immani proporzioni.

Abbiamo bisogno di cambiare. Tutti chiedono un cambiamento, ma ben pochi lo vogliono davvero perchè per farlo ognuno di noi deve essere il primo a cambiare. Per cambiare abbiamo bisogno di cambiare le menti, le nostre per prime.

Categorie : Politica
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bla-bla

Comunicato Stampa del M5S Ostuni.

Durante i giorni scorsi, a margine dell’intervento di demolizione della struttura abusiva sita a Villanova, alcuni candidati a Sindaco hanno divulgato a mezzo stampa la loro opinione. Si è assistito ad un interessante “botta e risposta”, secondo Paolo Mariani, candidato Sindaco per il MoVimento 5 Stelle.

«Avremmo tutti riso di gusto a leggere i comunicati di Coppola e Santoro, se si potesse ignorare l’amarezza per la considerazione che a firmarli, sono due persone che vorrebbero amministrare la città da primo cittadino. Da un lato, vi è il rappresentante di una coalizione che in tantissimi anni di governo cittadino, ha fondato il suo concetto di sviluppo sulla speculazione edilizia e sulla cementificazione del territorio, favorendo puntualmente i soliti noti. Una coalizione che festeggia, giustamente, per l’abbattimento di un ecomostro, ma che contestualmente ne vorrebbe realizzare un altro sulla spiaggia del Pilone! Dall’altro lato invece, vi è chi, addirittura, riesce ad inventarsi spudoratamente una sua partecipazione a battaglie a tutela del territorio e contro la cementificazione».

 «Ciarlatani della politica… – continua, nel suo secco attacco, Mariani – Ho aderito alla battaglia contro la realizzazione della strada dei colli sin dall’inizio. Ho partecipato a tutte le iniziative messe in campo dal comitato, lo testimoniano tutti i video in merito su youtube, ma non mi sono mai accorto della presenza di Coppola, né tanto meno ho mai sentito una sua parola contro quel nefasto progetto. In tema di cementificazione costiera poi, si rasenta davvero il farsesco: pochi mesi fa in consiglio è stata approvata una lottizzazione da 131 mila metri cubi di cemento in località Mogale – Creta Rossa, uno dei pochi tratti di costa ancora libero da cemento. Lottizzazione approvata con un solo voto contrario su 31, e non era certo né di Coppola né tantomeno di qualcuno dei suoi alleati. Tutto ciò giustifica, in effetti, la superficialità ed il tono farsesco degli slogan: “la grande bellezza” di Santoro e “il cambiamento è iniziato” di Coppola, parole che riconducono fedelmente alle reali intenzioni dei candidati: rifarsi alla solita politica delle belle balle elettorali».

Categorie : Politica
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CEMENTOSpA

Se utilizzi termini come vaffanculo sei un grillino offensivo. Se fai un fotomontaggio e inserisci un cesso nella gigantografia elettorale di un candidato sindaco sei persona volgare. Se fai informazione parlando della realtà dei fatti sei un diffamatore. Ma se, col sorriso stampato sulle labbra, ti lanci in ben formulati comunicati con cui di fatto prendi per il culo tutti i cittadini, allora sei un politico rispettabile.

Ed è esattamente ciò che sta accadendo quotidianamente, complici i mezzi di comunicazione ormai relegati al copia incolla dei conunicati stampa delle varie forze politiche, senza mai osare e far notare l’incoerenza tra quello che si annuncia e quanto in realtà si fa.

E così, sull’onda dell’abbattimento dell’ecomostro di Villanova, si sono sprecate le puttanate scritte presentandosi come i paladini dell’ambiente, contro la speculazione e la cementificazione del territorio. Eppure sono le stesse persone che pochi mesi fa hanno fatto passare l’ennesima colata di cemento sulla costa (ben 131 mila metri cubi) facendola approvare con un solo voto contrario su 31. Sono le stesse persone che 5 anni fa, nella passata elezione comunale, giuravano che si sarebbero tenacemente opposti ad ulteriori cementificazioni del territorio.

Non parliamo poi dell’amministrazione in carica che se potesse cementificherebbe pure le persone non solo il territorio.

L’onestà di una persona si vede anche da queste cose. Molto più onesto chi ti manda a fare in culo dicendotelo in faccia piuttosto che quei faccioni ghignanti a mò di vasellina per la fregatura che ti stanno per rifilare.

Categorie : Politica
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immagine dal blog di Beppe

immagine dal blog di Beppe

A seguire 5 motivi, ottimamente espressi dall’amico Angelo Consoli, sul perchè votare il moVimento 5 Stelle alle europee. Diffondete.

Alle Europee bisogna non solo vincere, ma stravincere!

Per far questo bisogna convincere il massimo numero di elettori orientati verso i partiti tradizionali o indecisi, a cambiare idea e votare M5S.

I sette punti per l’Europa li conosciamo ormai a memoria.

Ma pochi sanno invece, che l’Europa in questa legislatura si occuperà di nucleare, inceneritori, libertà di rete, beni comuni, tutte questioni per le quali non si possono assolutamente votare candidati che volevano privatizzare l’acqua o tornare al nucleare e che oggi, approfittando della memoria corta degli italiani chiedono il voto alle europee, adottando strumentalmente slogan anti euro o MES o Fiscal Compact!

Allora tutti gli attivisti del M5S hanno l’obbligo di ricordarsene e ricordarlo a tutti gli elettori in ogni occasione possibile.

Ecco dunque un breve manuale per le europee a beneficio degli attivisti del M5S perchè trovino le parole giuste con elettori amnesici e/o disinformati.

1) ENERGIA CLIMA E NUCLEARE

In questa legislatura si arriverà quasi al 2020, data di scadenza degli obiettivi del 20-20-20 che potranno essere confermati o annacquati (le lobby sono scatenate per annacquarli). Inoltre si decideranno le strategie energetiche intermedie (al 2030) e finali (al 2050). Bisognerà difendere gli obiettivi già fissati, soprattutto quello di una Europa Post Carbon al 2050, senza fossili e senza nucleare, (come dice la Dichiarazione Scritta 216/2007 del Parlamento Europeo da cui tutto è nato).

E’ fondamentale dunque ricordare a tutti i 27 milioni di elettori che a giugno 2011 hanno votato nel referendum contro il nucleare, che non possono mandare al Parlamento Europeo candidati che vogliono il nucleare e i fossili, e che certamente cercheranno di annacquare gli obiettivi del 20 20 20. E questi candidati sono praticamente quelli di tutti gli altri partiti.

Gli unici candidati che sono sicuramente contro il nucleare e i fossili, e per le rinnovabili, l’idrogeno, le smart grid, e che vogliono una Europa post carbon al 2050 sono quelli del M5S.

2) RIFIUTI E AMBIENTE

La “Direttiva Rifiuti” (Direttiva CE 2008/98), che prevede la chiusura virtuosa del ciclo dei rifiuti secondo la gerarchia delle tre “R”, (Riduzione, Riuso, Riciclo) e la progressiva chiusura di discariche, e inceneritori durante questa legislatura verrà sottoposta a revisione. Non si possono eleggere al parlamento europeo candidati appartenenti a partiti che dell’industria degli inceneritori e delle discariche sono amici, quando non proprio azionisti, e che continuano a menarcela che “in Italia ci sono le crisi dei rifiuti perchè gli ambientalisti irresponsabili non fanno aprire gli inceneritori”.

Non si possono eleggere neppure candidati appartenenti a partiti che hanno votato i decreti salva Riva di Taranto, che hanno approvato le vergognose regole nel decreto Destinzione Italia che non solo salvano ma addirittura premiano i grandi inquinatori. Gli unici candidati che hanno fatto una bandiera della strategia Rifiuti Zero e dell’applicazione della regola europea “chi inquina paga” sono quelli del M5S.

3) BENI COMUNI

Sui beni comuni non c’è una strategia europea precisa. Ci sono interventi spot, caso per caso, come per esempio per l’autorizzazione degli OGM o per la fissazione di regole relative alle privatizzazioni di “utilities” dell’acqua o dell’energia. Non si possono mandare al parlamento europeo candidati di partiti che vogliono mano libera per i grandi gruppi agroindustriali e del transgenico, le privatizzazioni di acqua e le dismissioni dei beni pubblici per far fronte al debito. Gli unici eurodeputati italiani che sicuramente saranno senza esitazioni contro le privatizzazioni, per la ripubblicizzazione dei beni comuni già svenduti, per la valorizzazione sostenibile delle risorse naturali, della cultura, del paesaggio e della enogastronomia locale basata sull’agricoltura tradizionale che usa semi autoctoni e non transgenici, e che si batteranno perchè tutto questo diventi una direttiva europea per i beni comuni, sono quelli del M5S.

4) POLITICHE SOCIALI

Durante questa legislatura verranno discussi i termini precisi del cosiddetto TTIP (trattato per la partnership transatlantica di libero scambio) che mira a dare mano libera alle multinazionali concedendo loro la possibilità di ottenere dei risarcimenti per eventuali mancati introiti da parte di Stati attenti alle politiche sociali che si opponessero a pratiche commerciali delle multinazionali non rispettose dei diritti sociali o ambientali. In questo senso sarebbe un suicidio eleggere al parlamento europeo deputati di partiti ultraliberisti convinti che le imprese europee per essere competitive nel mercato globale debbano abbassare i livelli di protezione sociale e sindacale in Europa, che sono collusi con le grandi multinazionali, banche d’affari e centri di potere economico.

Invece bisogna battersi per un “Social Compact” che miri al benessere dei cittadini e dei lavoratori, non alla massimizzazione dei profitti dei grandi gruppi industriali finanziari ed energetici, che comprenda anche una strategia europea per il Reddito di Cittadinanza, l’esportazione dei diritti dei lavoratori europei anche nei paesi emergenti, invece che la rassegnazione all’abbassamento dei diritti in Europa. Gli unici candidati che hanno delle strategie precise per un Social Compact Europeo sono quelli del M5S.

5) OPEN SOURCE E ACCESSO LIBERO ALLA RETE

Ci hanno già provato una volta a limitare l’accesso alla rete. Si chiamava trattato ACTA e si occupava ufficialmente di lotta alla contraffazione. L’assalto è stato respinto. Ma ci riproveranno. In questa legislatura. Per questo bisogna diffidare di candidati appartenenti ai partiti tradizionali che dalla rete e dai movimenti hanno tutto da perdere perchè sono espressione di una cultura a loro estranea. Non è consigliabile votare candidati che in nome del diritto d’autore o della lotta alla contraffazione sono capaci di svendere il diritto di accesso alla rete dei cittadini. Gli unici candidati che sicuramente terranno fermo il principio che bisogna favorire l’open source in tutte le sue forme e wi fi libero, gratuito e veloce per tutti, l’accesso alla produzione industriale democratizzato e distribuito tramite le stampanti tridimensionali, la massima diffusione dei Fab Lab e dell’innovazione industriale su piccola scala con criteri di erogazione dei fondi che considerino solo la bontà dei progetti e non la solvibilità o la capacità fideiussoria dei proponenti.

Su questi punti, tutti gli avverari del M5S alle elezioni europee vanno in crisi, perchè sono in distonìa con il sentire e gli umori dei cittadini, specialmente quei 27 milioni che andarono a votare al referendum di giugno 2011 contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua pubblica.

Suggeriamo a tutti gli elettori di domandare ai candidati come voterebbero se a Strasburgo si cercasse di mettere in discussione le rinnovabili e tornare al nucleare o ai fossili, rivedere i divieti contro gli inceneritori e discariche, limitare l’accesso alla rete, svendere i beni comuni, o abbassare le protezioni sociali. E vedrete che su almeno uno di questi argomenti cascano tutti i candidati di PD, FI, NCD, SEL, LEGA e frattaglie varie.

Allora se scegliamo questi i terreni di confronto spostiamo consenso. E se spostiamo consenso vinciamo. Perchè diventa ovvio anche agli indecisi o ai male orientati che degli altri non c’è da fidarsi.

Diventa ovvio che resta solo il Movimento 5 Stelle!

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