Archive for elezioni
Chiunque affermi che si possa cambiare qualcosa limitandosi al voto, o è un povero illuso o è un bugiardo che mente sapendo di mentire; l’elezioni sono la burla che serve a legittimare davanti al popolo le decisioni prese già al di sopra del popolo stesso. Octave Mirbeau 122 anni fa aveva già previsto la protervia delle classi dominanti e la farsa che stanno apparendo anche adesso mentre calpestano le regole che essi stessi si sono date, le sue parole pubblicate su Le Figaro il 28 Novembre 1888 non hanno perso un briciolo di attualità.
“Una cosa mi colpisce prodigiosamente –oserei dire che mi stupefà- ed è che nel preciso momento in cui scrivo, dopo le innumerevoli esperienze, dopo gli scandali quotidiani, possa ancora esistere …un elettore, un solo elettore -questo animale irrazionale, inorganico, allucinante- che acconsenta a distogliersi dai propri affari, dai propri sogni o piaceri, per votare a favore di qualcuno o qualcosa.
Capisco che un truffatore trovi sempre degli azionisti. Ma che un deputato o un senatore, o un presidente di Repubblica, o chiunque tra tutti gli strani burloni che reclamano una funzione elettiva, quale che sia, trovi un elettore, vale a dire l’essere non sognato, il martire improbabile che vi nutra col suo pane, vi vesta con la sua lana, vi ingrassi con la sua carne, vi arricchisca col suo denaro, con la sola prospettiva di ricevere, in cambio di questa prodigalità, delle bastonate in testa, dei calci nel didietro, quando non siano colpi di fucile nel petto, in verità tutto ciò supera le nozioni già parecchio pessimiste che fin qui mi ero fatto dell’umana stupidità in generale.Beninteso, qui parlo dell’elettore avvertito, convinto, dell’elettore teorico, di colui che immagina, povero diavolo, di agire da libero cittadino, di dispiegare la propria sovranità, di esprimere le sue opinioni, di imporre –ammirevole e sconcertante follia- programmi politici e rivendicazioni sociali.
A qual barocca sensazione, a quale misteriosa suggestione obbedisce quel bipede pensante, dotato, si pretende, di una volontà, e che se ne va, fiero del proprio diritto, sicuro si compiere un dovere, deporre in un’urna elettorale qualsiasi una scheda qualsiasi, poco importa il nome scrittovi sopra ?…Cosa deve dirsi, tra sé e sé, che giustifichi o soltanto spieghi quell’atto stravagante? Che cosa spera? Perché, alla fin fine, per consentire a darsi dei padroni avidi che lo spolpano e lo bastonano bisogna che si dica e che speri qualcosa di straordinario che noi non sospettiamo. Bisogna che, attraverso potenti deviazioni cerebrali , le idee di deputato corrispondano in lui a idee di scienza, di giustizia, di dedizione, di lavoro e di probità.
Che gli importa che sia Tizio o Caio a chiedergli i soldi e sequestrargli la vita, dal momento che è obbligato a privarsi dei primi e a dare l’altra? Ebbene, no ! Tra i suoi ladri e carnefici, lui ha delle preferenze, e vota per i più rapaci e feroci… Più bestia delle bestie, più pecora delle pecore, l’elettore nomina il proprio carnefice e sceglie il proprio borghese. Ha fatto delle Rivoluzioni per conquistarne il diritto.
O buon elettore, inesprimibile imbecille, povero diavolo…Soprattutto ricorda che l’uomo che sollecita i tuoi suffragi è perciò stesso, un disonesto, poiché in cambio della situazione e della fortuna verso cui lo spingi, egli ti promette un mucchio di cose meravigliose che non ti darà e che, d’altronde, non ha il potere di conferirti. L’uomo che innalzi non rappresenta né la tua miseria, né le tue aspirazioni, proprio nulla di te; rappresenta solo le proprie passioni e i propri interessi, contrari ai tuoi.(…)
Quindi rientra a casa, buonuomo, e fa lo sciopero del suffragio universale. Non hai niente da perderci, te lo garantisco; e per un certo periodo ciò potrà divertirti. Presso la tua porta, chiusa ai postulanti di elemosine politiche, osserverai svolgersi la bagarre, fumando silenziosamente la pipa. E se esiste, in un luogo ignorato, l’onest’uomo capace di governarti e amarti, non rimpiangerlo. Sarebbe troppo geloso della sua dignità per mischiarsi alla lotta fangosa dei partiti, troppo fiero per ricevere da te un mandato che tu accordi soltanto al cinico audace, all’insulto e alla menzogna.”
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Mi fa piacere che a Milano e Napoli sia stato rovesciato il potere dei partiti di governo, ma per me questo non e’ ancora abbastanza per stappare lo champagne. Non dimentico di cosa e’ stato capace il potere della cosiddetta “sinistra”: hanno inventato i lager di stato chiamandoli CPT, hanno fatto “guerre umanitarie”, hanno fatto consigli comunali con maggioranze Lega-PDS, hanno permesso a Berlusconi di candidarsi nonostante fosse titolare di concessioni pubbliche, ed anche dall’opposizione hanno consentito l’approvazione dello scudo fiscale, il non accorpamento referendum-amministrative costatoci 400 milioni di euro (quasi quanto il buco della sanità pugliese), rubato a sanità, ricerca e istruzione milioni euro tra finanziamenti, vitalizi, lauti stipendi e superpensioni.
La destra ha perso, la sinistra crede di aver vinto scambiando per consenso reale un voto di protesta esasperato, e il popolo della sinistra pensa di aver vinto assieme ai suoi nuovi governanti.
Come antidoto ai facili entusiasmi, mi rimetto a leggere Orwell e Don Milani. In “1984″ Orwell ha raccontato che i “medi” si fanno sostenere dai “bassi” solo fino a quando gli servono per rovesciare gli “alti”, e che dal punto di vista degli ultimi cambia solo il nome dei padroni.
Don Milani, invece, spiega che nel giorno della “vittoria” dei partiti popolari bisogna smettere di dar loro ragione quando si saranno insediati nella “reggia del ricco”, e ritornare nelle casucce puzzolenti dei poveri.
E io non festeggero’ un bel niente fino a quando non sara’ stata garantita uguaglianza di diritti, di opportunita’ e di prospettive per il futuro a tutti i migranti, precari, poveri, disoccupati, cervelli in fuga, gay, lesbiche, anarchici e disadattati che mandano avanti questo paese.
Continuate pure a chiamare tutto questo populismo, demagogia, violenza verbale. Io la chiamo semplicemente coerenza.
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Ci siamo, domani si vota e qualunque sia il risultato potremmo comunque gioire perchè finalmente questa campagna elettorale senza contenuti, ma piena di insulti, colpi bassi, slogan pollicitari basata prima sul voto utile e poi sul voto contro potrà essere archiviata nel meandro dei brutti ricordi, anche se per qualche giorno ancora ci sarà una breve scia di questi metodì da ultrà. In particolare gli sconfitti si scaglieranno contro coloro a cui attribuiranno i motivi della loro disfatta, i media di parte piuttosto che chi non li ha sostenuti favorendo così gli altri. Tutti e sempre soggetti esterni, perchè la colpa è sempre di qualcun’altro.
Ci vorrà, invece, qualche anno affinché la gente si renderà conto che la nuova stagione, la promessa primavera, altro non era che la fotocopia sbiadita della stagione precedente. Ma la colpa non sarà dei Pisapia o dei De Magistris di turno ma semmai nostra, comuni cittadini che riteniamo quale unico impegno politico l’andare a mettere una crocetta su un simbolo piuttosto che su un altro, sempre in attesa di un Don Chisciotte pronto ad immolarsi per noi. Noi comuni cittadini sempre impegnati in altro, sempre senza tempo perchè troppo intenti a rincorrere il beneavere piuttosto che il benessere. Noi cittadini che dobbiamo pensare al nostro futuro e non abbiamo il tempo di occuparci di politca, come se la realizzazione di un inceneritore o di una centrale a biomassa, il dissesto economico finanziario delle nostre istituzioni, i miliardi di euro che i partiti si mangiano attraverso i rimborsi elettorali, i finanziamenti ai loro giornali, i lauti stipendi, i vitalizi e le superpensioni non incidesse sul nostro futuro e su quello delle future generazioni. Come i partiti anche noi cerchiamo sempre negli altri le colpe dei nostri guai, prima cominciamo a riflettere su questo aspetto e a riconoscere in primis le nostre colpe e le nostre responsabilità tanto prima riusciremo a venir fuori da questo girone dantesco della politica partitocratica.
Qualche anno fa lessi NoLogo di Naomi Klein, un trattato sulle strategie di Marketing dei grandi marchi che da tempo hanno abbandonato la loro primaria funzione, realizzare prodotti di qualità, per concentrare i loro sforzi ed una enormità di denaro a sostegno dell’imagine del marchio in quanto tale. Così facendo la gente acquisterà qualunque prodotto pur di comprare quel marchio che le strategie di marketing gli hanno proposto. Tanti più soldi ci saranno a disposizione delle campagne di marketing e tanto più incrementeranno le vendite indifferentemente dal prodotto in vendita e dalla sua qualità. La politica, come sostiene la stessa Klein, ha seguito la stessa strada abbandonando il suo primario compito (stimolare una coscienza civile e politica, realizzare progetti, elaborare proposte, proporre dibattiti pubblici) per concentrare gli sforzi e le risorse su campagne di marketing volte appunto al marchio (leader) piuttosto che al prodotto che propone. In tale strategia i circoli territoriali, la così detta base, non ha alcuna funzionalità, mentre diventano fondamentali gli spazi sui massmedia. Personaggi appositamente formati e sempre gli stessi quotidianamente entrano attraverso i telegiornali e gli innumerevoli programmi di approfondimento nelle nostre case, nelle nostre orecchie, nei nostri occhi per martellarci coi soliti slogan pollicitari. Nessun altro marchio, per quanto famoso e diffuso, ha in televisione tanto spazio a disposizione quanto i politici.
Forse un giorno arriverà il giorno in cui ci sveglieremo da questo sogno pubblicitario ed acquisteremo prodotti e sosterremo politiche per il loro reale valore e non per il marchio o leader che ce li propone. Forse questo giorno è vicino, lo spero. Spero nei giovani a cui noi, e sottolineo noi, gli abbiamo fottuto il futuro. Spero abbiano il coraggio di dare uno scossone a questa società e la forza di prendere direttamente tra le loro mani le redini del loro futuro. www.italianrevolution.it
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La maggior parte delle persone con cui ho parlato in questi ultimi giorni dopo avermi fatto i complimenti o espresso il proprio pensiero circa il risulatato elettorale del moVimento 5 stelle mi hanno posto la stessa domanda: e adesso con chi state, Pisapia o Moratti, De Magistris o Lettieri? Domanda scontata in un paese in perenne scontro tra Guelfi e Ghibellini, ma dalla quale si evince l’assoluta ignoranza in merito a cosa sia il moVimento 5 stelle e alle motivazioni che sono alla base della sua nascita.
Da anni gruppi di cittadini, sollecitati dal comico ligure, hanno cominciato ad incontrarsi e confrontarsi su vari argomenti; gente normale, cittadini comuni che sino a quel momento non avevano mai militato in alcun partito; senza alcuna ideologia precostituita hanno cominciato ad approfondire varie tematiche e ad elaborare una serie di proposte su ambiente, sviluppo, partecipazione democratica, informazione, rapporto politica/cittadini, etc con la speranza di dare il proprio contributo al bene collettivo e convinti di trovare nelle forze politiche orecchie in grado di ascoltare e fare proprie, almeno in parte, queste semplici idee. Col passare degli anni, però non si è potuto constatare altro che il fatto che la politica non solo non aveva alcuna intenzione di ascoltare i propri cittadini, ma addirittura manifestava una certa intolleranza nei confronti di questi soggetti rei di aver messo il naso in ambiti sino a quel momento riservati esclusivamente a loro. Destra, sinistra, centro e loro estremi non vi era differenza, la reazione di fastidio nei confronti di questi cittadini che ficcavano il naso nei loro affari e si permettevano pure di dire cosa avrebbero potuto fare era la medesima sia a livello locale sia a livello nazionale. Proposte di inziativa popolare, refererendum, primarie sul programma invece che sul leader sono state tutte iniziative che hanno avuto un grande riscontro nella popolazione, ma che sono state completamente ignorate ed anzi viste con fastidio da tutti i leader politici nazionali.
Ma perchè questo fastidio da parte dei politici, quali erano questi affari su cui i cittadini non dovevano metter becco? Non limitandosi alle notizie che circolavano sui media questi cittadini hanno cominciato a seguire i consigli comunali, ad andarsi a leggere delibere e determine dal linguaggio astruso e spesso incomprensibile ed ecco apparire loro la cruda realtà: comitati d’affari dove politica, lobby e potentati vari si spartivano il bene comune. Un appalto a quello, uno a quell’altro e uno a quell’altro ancora; un assessorato a te, un assessorato a quell’altro, ed uno a quell’altro ancora e per le “opposizioni” c’era sempre una qualche commissione o una poltrona in una qualche municipalizzata. Il marcio ed il relativo lezzo traspariva in tutta la sua drammaticità in ogni angolo della cosidetta politica. Pensare di poter derattizare il sistema partendo dai partiti, prima fonte d’infestazione, era pura illusione, bisognava andare oltre. Unica soluzione possibile che i legittimi proprietari delle istituzioni, i cittadini, si riprendessero il controllo delle stesse.
Ecco nascere le liste civiche dove prima di decidere i candidati si decide il programma e lo si decide con tutta la cittadinanza, almeno con quella che ritiene di dover o poter dare un contributo, perchè in coerenza con le proprie idee sono i cittadini tutti che devono riappropriarsi del loro ruolo e non una cerchia ristretta di eletti. Ed è la coerenza la caratteristica principe di questo movimento, si dice in modo chiaro quello che si vuole fare e si fa ciò che si dice. Contrario ai rimborsi elettorali rifiuti i rimborsi (1 milione 700 mila euro), contrario a stipendi da nababbo riduci gli stipendi ai tuoi eletti, sei per l’abolizione delle provincie non candidi nessuno alle relative lezioni, etc.
Se, anche solo parte di queste idee e di questo modo di fare politica, fosse stato assunto da una qualche forza politica esistente queste liste, questo moVimento non sarebbe mai nato. I partiti si sono dimostrati una cloaca incapace di modificarsi e di rinnovarsi e i cittadini si sono visti costretti a scendere direttamente in politica. Assurdo oggi sarebbe far finta di nulla e schierarsi a favore di una qualche coalizione. D’altronde sono gli stessi sostenitori di una qualche parte a non essere molto convinti della loro scelta, perche se chiedi loro il perchè dovresti votare il loro candidato l’unica risposta in grado di darti è: per non far vincere l’altro. Sempre un voto contro. Prima o poi, ma dipenderà da tutti voi, avremmo la possiblità di esprimere un voto a favore.
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Dopo tutte le dichiarazioni e gli slogan di politici, giornalisti, opinionisti ed attivisti vari che ho sentito in questi giorni non posso esimermi dal rivolgermi ai miei amici nonché ex concittadini milanesi che stanno vivendo e vivranno probabilmente nei prossimi anni un esperienza che io già vivo da diverso tempo qui in Puglia (poi dicono che il sud è sempre in ritardo). “Il vento è cambiato”, “E’ arrivata la primavera” sono gli stessi ed identici slogan che eccheggiavvano in questa splendida penisola quando nel 2005 il centrosinistra vinse le elezioni e la presidenza della regione fu affidata a tale Nichi Vendola allora esponente di Rifondazione Comunista, partito che abbandonò immediatamente quando non riuscì a diventarne il segretario per fondare Sinistra e Libertà rinominata Sinistra Ecologia e Libertà dopo che il partito dei Verdi, invitati a confluire sotto l’ombrello Vendoliano, educatamente lo mandarono semplicemente a fare in culo.
Ma gli slogan sopracitati non sono le uniche assonanze tra le due vicende. Pisapia, come Vendola, diviene candidato dopo aver vinto le primarie contro la forte opposizione del PD che lo ritiene un pessimo candidato per la città meneghina e, in entrambi i casi, il successo elettorale è stato determinato più dal suicidio politico della controparte che dal successo della propria. Pisapia, infatti, ha preso 4 mila voti in meno di quanti ne prese il candidato del centrosinistra alle precedenti elezioni amministrative, la Moratti in compenso ha subito, giustamente, una imponenete emoraggia di voti passati in parte all’UdC ed in maggior parte all’astensionismo. Fitto si suicidò in Puglia quando pochi mesi prima delle elezioni cercò di attuare un piano di riordino sanitario che prevedeva l’introduzione di pesanti tickets, una drastica diminuzione dei posti letto e la chiusura di reparti e, in alcuni casi, di interi ospedali. Fu così che Vendola, bravissimo a cavalcare la protesta ed il malcontento per questo disastroso piano durante la campagna elettorale, riusci contro ogni aspettative e previsione a vincere la competizione elettorale. Purtroppo per i pugliesi quel piano non è andato in pensione ed oggi dopo sei anni di totale assenza di politiche sanitarie, scandali vari (vadi casi Tarantini e Tedesco), cospiqui finanziamenti ad ospedali privati (120 milioni di euro al San Raffaele di Don Verzè) il caro Vendola sta trasformando in realtà quel piano lacrime e sangue che lui stesso anni fa definì “scellerato”.
La primavera pugliese si è così dimostrata essere un freddo, grigio ed umido autunno fatto di promesse mai mantenute come la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese, di problemi risolti solo negli slogan fedelmente riportati dai mezzi di comunicazione come il devastante inquinamento nelle città di Brindisi e Taranto (il sindaco di Taranto ha dovuto emettere lo scorso anno un ordinanza con la quale si vieta ai bambini di poter giocare nei giardini pubblici della città a causa delle elevate concentrazioni di diossina nel terreno). Per non parlare della tanto attesa ed annunciata svolta ambientalista. La raccolta differenziata è da sempre inferiore al 15% (in campania è al 17%) e adesso si punta sugli inceneritori della Marcegaglia, sulle autorizzare l’incenerimento di rifiuti a centrali elettriche a carbone e a biomassa e cementifici. La cementificazione del territorio continua imperterrita la sua devastazione. La produzione di energia da fonti rinnovabili tanto decantata dal poeta di Terlizzi consiste in realtà in un ennesima devastazione del territorio in particolare nel salento e in una valanga di soldi pubblici che finiscono nelle mani dei soliti speculatori. I costi della politica aumentano di anno in anno e i soldi necessari al pagamento di stipendi e prebende di consiglieri ed assessori vengono sottratti ai capitoli scuola ed Asl.
Quindi cari amici milanesi, lungi da me il volervi rovinare la festa o togliervi ogni speranza, ma sono convinto che nulla cambierà sino a quando noi tutti non prenderemo coscienza dell’assoluta necessità di mandare a fare in culo una volta e per tutte questa massa informe di sanguisughe.
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Il fatto che in Sardegna il 60% degli aventi diritto si sia recato alle urne, per ribadire in maniera plebiscitaria (97% dei voti) la propria contrarietà alla costruzione di centrali nucleari o depositi di scorie radioattive sull’isola, è sicuramente l’indicazione più interessante fra quelle emerse in questa tornata elettorale.
Ma purtroppo resterà una notizia per pochi intimi, dal momento che l’informazione mainstream ha bellamente ignorato l’accaduto, preferendo proporre titoloni ad effetto aventi per oggetto improbabili svolte epocali e “cambiamenti di vento”, nel tentativo di creare interesse intorno a risultati elettorali in larga parte scontati e scarsamente indicativi.
Il PDL ha segnato il passo e rischia seriamente di non conquistare nessuna delle quattro grandi città oggetto della contesa, ma tutto sommato l’emorragia di voti è stata più contenuta di quanto fosse lecito supporre a fronte di una forza politica incappata in una lunga sequela di scelte scellerate, dal ritorno al nucleare fino alla guerra in Libia, passando attraverso il bunga bunga di un leader ormai in tutta evidenza sul viale del tramonto.
Il PDmenoL, che in queste ore viene identificato come il grande vincitore delle elezioni, ha in realtà arretrato anch’esso le proprie posizioni, non arrivando neppure al ballottaggio in quel di Napoli dove governava, perdendo molti punti percentuali a Torino, dove Fassino ha comunque vinto senza problemi come era nelle previsioni, mantenendo il risultato della scorsa tornata a Milano, dove ha potuto approfittare della debacle degli avversari (Ferrante alle passate amministrative per il Centrosinistra 319487 voti – Pisapia 315.862). Anche in questo caso l’arretramento è stato comunque più contenuto di quanto fosse lecito attendersi da un partito di opposizione che non è mai stato in grado di fare un’opposizione che andasse oltre il querulo borbottio.
L’esperimento del terzo polo, costituito da Casini e dai transfughi di Gianfranco Fini è malamente abortito ancora prima di nascere, dal momento che in grandi città come Bologna e Torino è stato ridicolizzato dai risultati delle liste di Beppe Grillo che pur avevano investito cifre irrisorie nella campagna elettorale.
Sel di Vendola invece pur decantando vittoria rileva percentuali nettamente inferiori rispetto a quelle che per mesi i sondaggisti ci hanno proposto.
L’ottimo risultato delle liste 5 stelle (sfiorato il 10% a Bologna, raggiunto il 5% a Torino) e l’exploit di De Magistris a Napoli (al ballottaggio con oltre il 27%) dimostrano inequivocabilmente come una cospicua parte dell’elettorato senta la necessità di rompere con gli schemi dei partiti tradizionali e la gabbia del bipolarismo.
Non resta che consolarsi con il plebiscito della Sardegna, sperando sia prodromico di un analogo successo il 12 e 13 giugno, quando a pronunciarsi sul nucleare e sull’acqua pubblica sarà l’Italia intera.
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Come sempre accade quando mancano pochi giorni alle elezioni , molte persone vengono assalite da una sorta di amnesia transitoria, cui si associa l’ansia da crocetta compulsiva e la bonomia da campagna elettorale, vissuta nel segno evangelico del perdono.
Ti ritrovi così a ricevere la visita di Arturo che sorridente sull’uscio di casa ti omaggia del “santino” di quel partito che ha perorato la costruzione dell’inceneritore che lo sta avvelenando insieme alla sua famiglia. –Ma quando protestavamo contro l’apertura del cantiere hai detto che quei mafiosi non li avresti votati mai più-. E’ vero, ma se non li votiamo poi vince la destra e se vince la destra…
Ti ritrovi al bar a fare colazione con Cristina e ti stupisce vederla infervorata nella campagna elettorale di quel partito che vuole ricostruire le centrali nucleari , proprio lei che dopo la tragedia di Fukushima ti telefonava a mezzanotte per sapere se la nube radioattiva era già arrivata in Italia. –Ma non avevi detto che quei “mostri” il tuo voto non lo avrebbero visto mai più’- Si, certo, però oltre alla questione ambientale ci sono tante altre cose e questa volta rischia di vincere la sinistra e giù con le tasse…già, le tasse….
Ti ritrovi in ufficio con Luigi che, occhieggiando compiaciuto ti consiglia di votare il marito della sorella di suo cognato, che è una persona seria, candidata con quel partito che ha fatto dell’onestà la propria bandiera, salvo poi fare della bandiera un uso che non sarebbe delicato descrivere nei particolari. – Ma se all’indomani della candidatura di quel mafioso giurasti che con loro avevi chiuso.- Si ma è un parente e poi sono comunque sempre meglio degli altri…già sempre meglio.
Ti ritrovi a scorgere Elena nel corteo di quei sindacati che l’hanno messa in mezzo alla strada avallando la legge 30 e la precarietà. – Chi ci fai qui?- Bisogna dare un segnale forte a questo governo di ladroni e poi domenica ci sono le elezioni.- Si, ma avevi detto che con la sinistra avevi chiuso per sempre.- Chiuso si, ma non si può lasciare spazio al razzismo…già non si può lasciare spazio.
Incontri Mauro in birreria, l’ultima volta che lo vedesti, un mese fa, era fuori di sé per la guerra in Libia, adesso caldeggia con enfasi quel partito che la sostiene, in distonia con larga parte della sua base. –Ma non avevi deciso mai più appoggio a questa destra al servizio degli americani?- Certo, ma tanto se stai fuori dai giochi fanno comunque quello che gli pare e finisci per favorire la sinistra…già finisci per favorire.
Non arrenderti, non badare a loro e guarda avanti, il futuro è oltre la destra, la sinistra e ibridi vari. Il futuro è a 5 stelle.
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Nulla fa più paura del cambiamento, nulla cambia senza coraggio. Spero ce ne sia abbastanza per scegliere il futuro al posto del meno peggio. I partiti sono morti il futuro è a 5 stelle.
A seguire la lettera di Adriano Celentano pubblicata ieri su Il Fatto Quotidiano.
Ci siamo, ragazzi! Fra quattro giorni si vota per le amministrative e finalmente sapremo cosa c’è dentro l’UOVO dei milanesi. Qualcosa mi dice che la SORPRESA sarà grande. Per due motivi. Se vince Pisapia, sarà grande perché finalmente le cose cambierebbero e ciò significherebbe una tremenda sconfitta per il governo e non soltanto per ciò che riguarda la città di Milano, ma addirittura su scala nazionale, con lampi di gioia sprigionati dall’intera Europa. Se invece vince la Moratti, la sorpresa sarà ancora più grande perché le cose non cambieranno e allora sarà un disastro per noi italiani. Chi non ce la fa a tirare alla fine del mese dovrà andare in Svizzera per un bicchier d’acqua, poiché in Italia l’ACQUA non sarà più un bene comune.
Costruiranno nuove centrali NUCLEARI e presto la RADIOATTIVITA’ sarà sulle nostre tavole (Leggi l’appello sul referendum di Adriano Celentano). Tremonti, che bisognerebbe licenziare in TRONCO, ma ancora meglio sarebbe sul TRONCO, vuole regalare le spiagge agli imprenditori per la costruzione di stabilimenti balneari a cinque metri dal mare.
Ora, chiunque abbia un minimo di buon gusto può immaginare quale stravolgimento subirebbe il mare delle nostre coste. Nel giro di pochi mesi, sarebbe travolto da uno TSUNAMI di CEMENTO che, a differenza di quello NATURALE, non si placherebbe mai più.E comunque anche per coloro il cui immaginario fosse momentaneamente ridotto a zero (può capitare), esiste, già pronta, una serie di orrende costruzioni, verificabili quindi dal vero, da cui è possibile misurare la portata che avrebbe la SVENTURA italiana, qualora fosse approvata la proposta di Tremonti. Per cui, prima di andare a votare, è consigliabile fare quattro passi alle Varesine di Milano, dove lo sfacelo, tutt’ora in atto, ha OSCURATO una buona parte di cielo. E ancora non è finita. Il BUIO seminato dai grattacieli firmato Moratti-Formigoni continuerà imperterrito la sua avanzata.
Cari milanesi, credo sia arrivato il momento di cambiare le cose. È chiaro che, votando Pisapia si cambia. Non so fino a che punto, però si cambia e questa è già una grande notizia, essendo lui il migliore e quindi il più credibile fra i rappresentanti dei vari partiti…
Ma, se davvero volete dare una svolta a questa nostra Milano così tanto amata da Leonardo da Vinci, dovete farlo in modo che il CAMBIAMENTO sia RADICALE. Non esiste altro momento più opportuno per riaccendere nel vostro cuore quella luce di entusiasmo che i PALAZZINARI CORROTTI hanno spento senza alcuna pietà. Ma, per farlo, bisogna avere il coraggio di imboccare la strada dell’incertezza: solo lei ci può dare quel NUOVO da cui nasce la speranza di un mondo migliore lontano da ogni logica di partito. E questa speranza è sotto gli occhi di tutti: si chiama Mattia Calise, 20 anni, tre esami alla laurea in Scienze politiche, giovane e forte, membro del movimento Cinque Stelle. Per ora la sua candidatura a Sindaco di Milano vale solo il 5 per cento, ma è proprio in questo 5 per cento che si nasconde la Milano del futuro. Un movimento, quello delle Cinque Stelle, la cui avanzata, lenta ma inesorabile, sta svegliando le coscienze in gran parte d’Italia. A Bologna, in un anno e mezzo, è salito dallo 0,7 al 12 per cento dei consensi.
Mi rendo conto però che ciò che vi sto chiedendo certo non è una piccola cosa. Si tratterebbe di un vero e proprio miracolo politico che tuttavia solo voi milanesi avreste il coraggio di fare. Perché voi siete i milanesi delle “Cinque Giornate” di Milano. Allora fu necessaria la forza, per liberarci dal dominio austriaco, ma oggi basterebbe scrivere una semplice crocetta sulla casella giusta del foglio elettorale e la rivoluzione è fatta.
Ma forse anche per questo non siete ancora pronti e io non vi biasimo. Probabilmente quello delle Cinque Stelle, per come siete stati maltrattati fino adesso, è un salto troppo grande anche per voi milanesi. Un salto che tuttavia, ora come ora, è raggiungibile solo attraverso Pisapia. Mi sbaglierò, ma è lui l’uomo giusto. L’uomo di transizione. Colui che ci traghetterà verso quel CAMBIAMENTO RADICALE che è sì nell’animo delle cinque STELLE, ma credo anche nel CUORE di Pisapia.
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Domenica e Lunedì prossimo in numerosissimi comuni i cittadini saranno chiamati alle urne per il rinnovo degli organi amministrativi locali, ma solo in alcuni di questi la possibilità di rinnovo sara reale. In 75 comuni oltre ai soliti PDL, PDmenoL e terzo pollo alcuni cittadini stufi, come moltissimi altri, di votare il meno peggio e di affidare le istituzioni e quindi il proprio futuro ai soliti potentati economici, stanchi di assitere inermi allla continua svendita del proprio territorio, dei beni comuni e del proprio futuro, convinti di non potersi aspettare altro che fregature da una casta politica capace esclusivamente di chiedere sacrifici ai propri sudditi hanno deciso con coraggio di metterci la faccia, di impegnarsi in prima persona per dare il via ad un reale cambiamento in questo paese alla deriva in balia di ladri e farabutti.
Gente comune, tutti incensurati, che intende la politica come un impegno civile a tempo determinato perchè i principi che si sotengono, per non farli rimanere slogan pollicitari, è indispensabile poi rispettarli. Se sei contrario al finanziamento pubblico ai partiti non basta gridarlo ai quattro venti ma semmai rinuciarci ed il moVimento 5 stelle lo ha già fatto (1 milione 700 mila euro rifiutati), se denunci i privilegi della casta a cominciare dagli abbondanti stipendi devi avere la coerenza di abbassare gli stipendi dei tuoi rappresentanti ed il moVimento 5 stelle non solo lo ha fatto ma in numerose regioni sta raccogliendo le firme tra i cittadini per abbassarli pure agli altri, se ritieni vergognosa la presenza di condannati nelle istituzioni non li candidi nelle tue liste.
Naturalmente potete pure continuare a scegliere tra coloro che ritengono doveroso spendere 6 milioni di euro al giorno in “missioni di pace” e chi per sviluppo e crescita intende asfalto e cemento, oppure tra chi vuole il nucleare e la privatizzazione dell’acqua e chi è contrario solo per contrastare l’avversario politico, tra chi fa i condoni fiscali e chi assentandosi alle votazioni lascia che venga approvato, tra chi sostiene l’incenerimento dei rifiuti e chi ne è contrario ma non organizza la raccolta differenziata, tra chi vuole distruggere la scuola pubblica e chi va sui tetti a solidarizzare con gli studenti per poi fottersi miliardi di soldi pubblici tra stipendi e finanziamenti, tra chi è a favore del nucleare e chi lascia che il suo territorio sia devastato da immensi campi fotovoltaici su terreni agricoli. Allo stesso modo potete anche non andare a votare e lasciare che ladri e farabutti si spartiscano il frutto del vostro lavoro, delle vostre fatiche e dei vostri sacrifici. Si siete liberi anche di fottervene, basta avere la coerenza poi di non lamentarsi quando vi fotteranno.
Se invece non avete ancora perso la speranza è indispensabile che vi facciate coraggio. Il cambiamento mette paura ma è l’unica strada per il futuro e per accendere il futuro è necessario far brillare le stelle.
Vai su questa pagina ed informati sulla lista civica 5 stelle della tua città.
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Mentre da un lato continuano a giustificare la loro esistenza politica con la storia del consenso e della sovranità popolare, dall’altro cercano con tutte le loro forze (imbrogliando naturalmente visto che altro non sanno fare) di impedire che il popolo si esprima su dei temi fondamentali per il futuro del nostro paese. Con la complicità di media e pennivendoli vari la campagna pollicitaria è già comiciata, obbiettivo evitare che al referendum del 12 e 13 Giugno si raggiunga il quorum e di conseguenza che il popolo sovrano si esprima.
Se la maggioranza si sta fortemente impegnando per raggiungere lo scopo, l’opposizione non sta certo a guardare. Già perchè è bene ricordare che il primo passo fatto in questa direzione è stato il non accorpare i referendum alle elezioni amministrative cosa che, oltre a far risparmiare alle sempre esigue casse dello stato 300 milioni di euro, avrebbe messo seriamente a rischio il raggiungimento dei loro obbiettivi. In tale decisione assunta per un solo voto di scarto, determinante è stata l’assenza di diversi esponenti dell’opposizione. Anche loro, come i compari del PdL, adesso sono in piena campagna pollicitaria e mentre invitano i cittadini ad andare a votare contro il nucleare sperano nel non raggiungimento del quorum che gli lascierebbe la strada aperta verso il nucleare di “prossima generazione” (come lo definiscono D’Alema e Bersani) e la privatizzazione dell’acqua.
Non serve certo che io vi descriva nel dettaglio le balle che i media continuano a vomitare dai loro schermi e dalle loro pagine, personaggi sicuramente più competenti ed autoroveli del sottoscritto lo hanno già esaustivamente fatto e ne potete trovare numerose tracce in rete. Certo è che gli appuntamenti elettorali di maggio e giugno sono un opportunità che i cittadini non devono farsi scappare. Oltre ai referendum per evitare che l’acqua (fonte di vita) venga traformata in merce e sottoposta alle regole del mercato degli speculatori, per bloccare definitivamente le politiche nucleariste dei nostri scellerati governanati e per riaffermare il sacrosanto principio della legge uguale per tutti fondamento base di una qualsivoglia società civile, in numerosi comuni italiani ci sarà la possibilità di votare per le liste 5 stelle l’unica possibilità per uscire da questo cunnubio maggioranza-opposizione, PdL-PdmenoL. Liste civiche formate da comuni cittadini, tutti incensurati, in grandi comuni quali Bologna, Milano, Torino e Napoli, ma anche in numerosissimi piccoli comuni sparsi su tutto il territorio nazionale come la splendida Nardò nel Salento per citare quella più vicina alla città bianca. A breve su questo sito sarà disponibile l’elenco di tutte le liste con i vari link di riferimento per approfondire i loro programmi e per qualsiasi altra informazione.
Vi diranno che queste liste non sono diverse da tutte le altre, che una volta eletti faranno le stesse cose che da tempo fanno gli altri. Nessuno vi dirà che sino ad ora le cose si sono dimostrate diverse. Qualche esempio? Subito. Il moVimento 5 stelle è contro il finanziamento pubblico dei partiti (miliardi di euro all’anno che oggi percepiscono persino i partiti che non sono più in parlamento) ed ha rinunciato a 1 milione e 700 mila euro, una bella cifra no? Il moVimento 5 stelle è per una politica non soggiogata dal denaro ed i consiglieri regionali sino ad ora eletti (in media 12 mila euro al mese) si sono autoridotti lo stipendio a 2.500 euro mensili. Il moVimento 5 stelle è per l’abolizione delle provincie e quindi non partecipa a nessuna elezione provinciale. Per il moVimento 5 stelle l’impegno politico istituzionale deve essere svolto per un tempo limitato e quindi nessun rappresentante può svolgere più di due mandati, è contrario ai doppi incarichi quindi nessun rappresentante già eletto in altre istituzioni è candidato alle prossime elezioni amministrative. Per il moVimento 5 stelle gli eletti sono solo dei rappresentanti e come tali devono semestralmente relazionare sul loro operato e rimettere il proprio mandato nelle mani dei rappresentati. Il moVimento 5 stelle non ha leader ma solo dei portavoce.
Che altro aggiungere, aprite li uecchie e non fatevi fottere.




















