Archive for edilizia
Nell’ultimo periodo, i progetti per la realizzazione dei pozzi petroliferi nonché l’ipotesi di una centrale nucleare, hanno allarmato l’intera popolazione preoccupata per i drammatici risvolti che si potrebbero verificare. L’altra sera al dibattito organizzato dal Forum Ambiente e Sviluppo molti hanno potuto vedere coi propri occhi (come se non lo sapevano) quello che certe scelte e politiche energetiche hanno causato in numerose parti d’Italia e del mondo. Chissà se qualcuno si sia sentito in colpa per quelle drammatiche distruzioni visto che sono state le inevitabili e silenziosamente accettate conseguenze di uno stile di vita che tutt’oggi persiste anche in quelli che l’altra sera guardavano sbigottiti quelle immagini? Chissà se i possessori di SUV (e ce n’erano) si sono resi conto di cosa vuol dire mantenere quei lussi?
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La realizzazione della strada dei colli entra nella sua fase operativa, i proprietari dei terreni interessati stanno ricevendo le notifiche di esproprio e immediatamente dopo la competizione elettorale di Marzo si darà il via ai lavori. Inutili le proteste dei cittadini come al solito ignorati da una politica becera sempre più propensa a favorire interessi particolari piuttosto che generali. Così un luogo meraviglioso dove ancora sopravvivono boschi, olivi ed altri alberi secolari, un paesaggio ricco di storia e biodiversità e di grande attrattiva turistica verrà stuprato in nome del progresso e del cemento. Una concezione di progresso vetusta mantenuta in vita grazie ad una politica ottusa trasformatasi da anni in un vero e proprio comitato d’affari ed una cittadinanza sempre più succube e silenziosa.
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All’inizio degli anni ’90, nel corso del Vertice della Terra di Rio de Janeiro, al pubblico mondiale furono mostrate in modo inequivocabile le conseguenze che avrebbero avuto sulle persone e sull’ambiente il crescente sfruttamento delle risorse, il velocissimo incremento delle emissioni di gas ad effetto serra e l’inarrestabile inquinamento degli ecosistemi mondiali. Oggi sappiamo che queste minacce hanno raggiunto una dimensione allarmante. Al costante aumento della popolazione mondiale ed al crescente divario fra ricchi e poveri si aggiungono una fame insaziabile di risorse ed un cambiamento climatico che avviene in tempi sempre più rapidi. Uno sviluppo attento al futuro deve conciliare equità sociale, attenzione ecologica ed efficienza economica. E’ però indispensabile intervenire rapidamente. Non abbiamo più tempo da perdere.
Gli edifici dissipano circa la metà dell’energia globale. Le tecnologie per costruire abitazioni più parsimoniose dal punto di vista energetico sono già disponibili da molto tempo: è dunque ora di applicarle. Grazie al risanamento energetico, negli edifici esistenti è possibile ridurre fino all’80% le emissioni di anidride carbonica prodotte dal riscaldamento e dai sistemi di produzione dell’acqua calda.
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Come ben ricorderete, il Piano casa era stato inizialmente predisposto per dare il colpo finale ad un territorio, quello Italiano, già da tempo devastato dalla cementificazione senza regole e vincoli. Poi le proteste delle regioni e il terremoto dell’abruzzo hanno costretto il Governo a ritoccare la manovra inserendo una serie di vincoli non previsti e dando la possiblità alle regioni di stringere ulteriormente le possibilità edilizie in base alle caratteristiche del loro territorio. La regione Puglia ha emanato un’ottima legge (qui) che di fatto impone una serie di rigorosi vincoli e parametri per poter usufruire dei benefici del Piano casa, norme che in un territorio dove l’abusivismo è stato ed è ancora un fenomeno endemico, impediscono di fatto alla stragrande maggioranza delle abitazioni di potersi ampliare se non procedendo alla demolizione ed alla ricostruzione vincolandosi però alla legge sulla casa sostenibile (qui) che lievita notevolmente i costi. Il Comune di Ostuni ha approvato il regolamento attuativo della legge regionale il cui testo è disponibile sul sito istituzionale, nonché su questo blog nella sezione documenti.
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Lobby petrolifere, speculatori edilizi, amministratori compiacenti e funzionari incompetenti. Questi i protagonisti di una strategia di attacco al nostro territorio che, grazie anche all’indifferenza della popolazione, porterà alla totale e definitiva distruzione di quelle attività economiche fondamentali che distinguono il così detto Alto Salento.
Ma andiamo con ordine cominciando da chi ha un ruolo determinante in tutto ciò che citerò in questo post, da chi avrebbe il dovere di fare gli interessi dei cittadini ed, invece, al solo scopo di favorire gli interessi dei propri compari, in realtà ci sta scavando la fossa a tutti: l’amministrazione comunale e tutti i personaggi che da diversi anni, alcuni da decenni, vi occupano le varie poltrone. Affinché chi legge capisca a chi ha dato il proprio voto sappiate che mi riferisco ai vari Tanzarella, Pomes, Buongiorno, Santoro, Francioso, Montanaro, Prudentino, Moro, Zurlo, Melpignano, Epifani: una specie di grande compagnia dedita allo sfruttamento del territorio che dopo averci riempito la città di palazzi e mega rondò ora si appresta a realizzare una inutile quanto dannosa bretella dal costo di 2 milioni di euro sulla provinciale per Villanova di fronte alla zona industriale. Un opera che comporterà l’espianto di una cinquantina di ulivi monumentali nonché l’interruzione di un naturale canale per lo scolo dell’acqua piovana che aumenterà considerevolmente il già alto rischio allagamenti nella zona industriale.
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ATTENZIONE, ATTENZIONE, NOTIZIA STRAORDINARIA: in inverno piove e in alcune aree del pese nevica, mentre in estate fa caldo.
In Italia questa è una notizia da prima pagina, riempe la maggior parte dei telegiornali. Bertolaso è il personaggio più presente in televisione, continuamente operativo, sempre impeccabile nella sua perfetta e pulita divisa sempre pronto a rassicuare tutti sulla pronta ed efficiente risposta governativa. Sarebbe il caso che il polo cambi il suo inno in “meno male che Guido c’è”. E in effetti anche il modus operandi del grande protettore civile è simile a quello del Premier più amato dagli Italiani, è per questo che passa tutto quel tempo davanti alle telecamere a dispensare la frase magica: abbiamo dichiarato lo stato di emergenza. Ma che vuol dire abbiamo dichiarato lo stato di emergenza? A che serve? I telegiornali ed i giornali non lo dicono, a parte qualche articolo su L’Espresso, tutti focalizzano l’attenzione sui soldati che mettono sacchi di sabbia agli argini dei fiumi e sul gran ciambellano Bertolaso che distribuisce dichiarazioni predisposte dagli addetti stampa. E mentre mezza Italia è costantemente in stato di emergenza c’è una parte d’Italia che gioisce. Sono imprenditori ed aziende che riescono a stipulare contratti con la protezione civile. Perchè l’unico effetto della dichiarazione dello stato di emergenza è che la protezione civile diventa l’unico ed incontestabile gestore di tutti le opere di riparazione e risostruzione.
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La città ha visto uno sviluppo autocentrico, va rimesso al centro della progettualità la persona, la città non può essere vista solo come grande cantiere o grande parcheggio, ma un luogo in cui la società si incontra ed evolve. I quartieri dormitorio creati negli anni 60/70 e tutt’oggi sono un insulto alla socialità, un insulto all’intelletto nonché uno schiaffo al bello; la bellezza del centro storico e della zona ottocentesche lasciataci dai nostri avi è stata circondata da montagne di merda . Siamo chiamati ad una grande ristrutturazione delle nostre città, dei nostri paesi dopo cinquant’anni di danni causati dai comitati d’affari insiedatisi nei consigli comunali. Questo si chiama sviluppo sostenibile, crea posti di lavoro, migliora la qualità della vita, ci proietta verso il futuro, garantisce alle future generazioni le stesse possibilità di sviluppo.
Alcune idee.
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La politica deve ripartire dai diritti dei cittadini, garantirli e far si che gli stessi ne possano effettivamente godere. La politica deve tornare tra la gente, anzi dico ancor di più: la politica deve essere fatta dalla gente, in giro non c’è più un solo politico di cui ci si possa fidare completamente Non è più possibile aspettare, non è più possible limitarsi a condividere idee e speranze sulla rete, è venuto il momento della realtà, della concretezza. Incontrarsi, organizzarsi riprendere il controllo dell’attività politico amministrative del nostro paese. Aspettare ancora significa rendersi complici di questi disgraziati che continuano a distruggere il futuro delle prossime generazioni
Ogni cittadino deve avere la possibilità di VIVERE (abitare, lavorare, spostarsi e ricrearsi) nel nostro territorio, BENE e in PACE.
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Cemento e asfalto sono le uniche parole che vengono in mente ai nostri amministratori quando parlano di sviluppo, altro non percepisce il mononeurone di cui sono dotati. Quindi vai con lotizzazioni nel centro urbano per realizzare palazzi pieni di appartamenti che nessuno abiterà mai (ricordo che la popolazione residente di Ostuni da anni è in costante calo), vai con lotizzazioni in paesaggi suggestivi dove l’imprenditore edile di turno (generalmente un amico) potrà realizzare un bel residence per ospitare turisiti di alto borgo, vai con la realizzazione di strade e bretelle che servono solo a spendere un po di soldi.

















