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Woodstock 5 stelle - Io ci sarò

Archive for edilizia

giu
08

La città

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Negli ultimi decenni e in modo clamoroso negli ultimi cinquanta anni, la città, nata come luogo di incontro e di scambio, ha scoperto il valore commerciale dello spazio e ha stravolto tutti i concetti di equilibrio, di benessere e di stare insieme, per seguire solo programmi di profitto, di interesse. Si è venduta. Fino a poche decine di anni fa i poveri e i ricchi vivevano gli uni vicini agli altri. Le loro case erano ovviamente diverse, le une da poveri e le altre da ricchi, ma sorgevano negli stessi quartieri. Poi si è dato un valore diverso al terreno a seconda della sua vicinanza al centro della città e questo ha stravolto tutto. I poveri non hanno potuto restaurare le loro casette malsane e senza servizi, hanno «preferito» venderle per potersi trasferire in periferia, in case tutte uguali e uguali a quelle presentate dalla televisione.

I centri storici sono diventati uffici, banche, fast food,sedi di rappresentanza, alloggi ricchi e sofisticati. Col calar della sera il centro della città si svuota e diventa pericoloso, la gente ha paura di andarci da sola, ci sono i drogati, i ladri, i malfattori. I centri storici, così diversi e ricchi perché nati da secoli di storia e di cultura, dal piacere delle cose belle e non solo utili, hanno perso la cura, la preoccupazione dei residenti. I luoghi più belli del nostro paese sono negati al gioco e alla esperienza dei bambini, al passeggio e al ricordo dei vecchi.

Le periferie sono invece nate in pochi anni, senza piazze,senza verde, senza monumenti. Le periferie sono uguali in tutto il mondo, gli stessi casermoni, le stesse strade grandi e dritte, lo stesso abbandono, perché non sono nate dalla lenta e costante preoccupazione degli uomini di avere luoghi di vita adatti e confortevoli per sé e per i propri successori, ma solo grazie alla spinta prepotente della speculazione. La città non ha più abitanti, non ha più persone che vivono le sue strade, i suoi spazi: il centro è luogo di lavoro, di compere, di rappresentanza non di vita; la periferia è il luogo dove non si vive, ma si dorme soltanto…

La città ha perso la sua vita. La città è diventata come il bosco delle nostre fiabe.

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Categories : Società/Cultura
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apr
03

Cemento forever

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Un territorio quasi saturo, frammentato, cosparso a macchia d’olio da case, strade e capannoni, una specie di città diffusa che sembra più una metastasi che una città, con oltre 3,5 milioni di ettari, di cui 2 milioni di terreni agricoli, divorati dal cemento negli ultimi 15 anni (una superficie grande quasi quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme, a un ritmo di 244.000 ettari all’anno); oltre 8.000 comuni e 8.000 piani regolatori diversi, 12,8 milioni di edifici, 27 milioni di unità abitative (per il 20% non abitate!) e una serie di piani casa in corso di definizione. Il tutto collegato da più di 200.000 km di strade che frammentano il territorio come fosse un mosaico, e un piano di “infrastrutture strategiche” (la Legge Obiettivo) che danneggerebbe 84 aree protette e 192 Siti di Importanza Comunitaria (SIC), tutelati dall’Unione Europea. Mentre dall’altro lato la crescita demografica è limitata se non assente. E’ la impietosa fotografia sull’Italia scattata nel dossier “2009 L’anno del Cemento”, a cura del WWF .

Dopo lo scontro con il Governo sulle competenze istituzionali avvenuto a marzo, le regioni sembrano essersi accorte di avere un potere che non esercitavano appieno e hanno provveduto in modo disomogeneo a sedicenti piani casa che aprono a pesanti interventi anche sugli immobili industriali e artigianali e, in alcuni casi, consentono pericolose semplificazioni autorizzative. Con un effetto se possibile peggiore rispetto al testo iniziale del Governo, giustamente bloccato. Le situazioni sul territorio nazionale sono differenti, ma in sostanza viene ammesso praticamente ovunque un incremento di cubatura del 20% che può arrivare a oltre il 30% se accompagnato dalla messa in efficienza energetica degli edifici. Molte regioni consentono l’ampliamento dei capannoni senza che questo sia in alcun modo condizionato da un adeguamento dei servizi, compresi quelli di viabilità. Altre consentono il cambio di destinazione d’uso e forme di comunicazione dei lavori, che non solo fanno saltare i permessi a costruire (le vecchie concessioni edilizie) ma addirittura anche le dichiarazioni inizio attività. Il risultato è che si aumenta potenzialmente e senza controllo non solo la cubatura ma anche la densità abitativa, senza che questo sia condizionato da servizi e standard urbanistici come ad esempio il verde pubblico.

Nel nostro Paese l’urbanizzazione, cresciuta del 500% dal 1956 al 2001, ha raggiunto un picco tale che a ogni cittadino possono esserne attribuiti in media ben 230 mq. Per dare un’idea, basti pensare che più di 100 Comuni hanno urbanizzato oltre il 50% della propria estensione e che solo il 14% del territorio nazionale dista più di 5 km da un centro urbano (il 28% più di 3,5km), vale a dire che in Italia non è sostanzialmente possibile tracciare un cerchio di 10 km di diametro senza intercettare una zona costruita! Quasi il 60% dell’urbanizzazione si concentra nelle pianure, che coprono il 18% del territorio italiano, tanto che secondo alcuni ricercatori se continuiamo così entro pochi decenni non ci saranno più aree pianeggianti libere da cemento e asfalto. Ma anche gli 8.000 chilometri di costa, le colline pedemontane, le aree lungo i fiumi e perfino le piccole isole e le aree agricole non vengono risparmiate. Un trend che, con la scusa di un rilancio economico che andrebbe a rafforzare un comparto edile in realtà costantemente in crescita, è destinato a degenerare in un effetto domino che apre allo scempio, con gravissime ripercussioni sul benessere di tutti gli italiani.

Il territorio libero non è solo un bel paesaggio da guardare dal finestrino della propria auto, ma è condizione imprescindibile per mantenere gli ecosistemi vitali e garantire i servizi, indispensabili anche per l’uomo, che sono in grado di offrire (acqua, aria, cibo, protezione). Oltre a causare la scomparsa di specie animali e vegetali, comprese quelle agricole e forestali, e la riduzione di materie prime che sono alla base della nostra economia, l’urbanizzazione crea una barriera orizzontale tra suolo, aria e acqua che interferisce con le loro funzioni: viene impedita la ricarica delle falde acquifere, aumentano i rischi di inondazioni, si riduce la capacità di assorbimento del carbonio e quindi la capacità di contenere le modificazioni climatiche, vengono distrutti e frammentati gli habitat, con un conseguente crollo della biodiversità.

Il territorio di Ostuni si trova sotto assedio, basta dare uno sguardo al piano triennale dei lavori pubblici per rendersi conto delle follie cementificatrici di Tarzanella & Co. Strade inutili e rondò non si contano, vittime sacrificali olivi millenari e terreni agricoli che hanno segnato e che, almeno mi auguro, dovrebbero segnare la storia di questo territorio.

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Categories : Ecologia/Ambiente
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feb
28

Echoes, il software per il risparmio energetico “fai da te”

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (3 votes, average: 5,00 out of 5)
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L’associazione PAEA, grazie al contributo finanziario della Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus ha reso disponibile gratuitamente sul proprio sito il software ECHOES.
ECHOES consente all’utente, partendo dalla valorizzazione dei propri consumi energetici (spesa annuale in Euro), di simulare contemporaneamente più interventi di riqualificazione energetica sugli impianti di produzione dell’energia elettrica, termica e frigorifera, fino all’ottenimento della soluzione che restituisca il miglior risultato, sia come benefici economici che ambientali.
ECHOES, ossia echi, corrispondenze: quelle fra le parti di un edificio che interagiscono fra di loro, con noi e con l’ambiente che ci circonda.
L’Associazione Paea (Progetti Alternativi per l’Energia e per l’Ambiente) da oltre dieci anni si occupa di energie rinnovabili, risparmio energetico, bioedilizia, educazione ambientale. Offre servizi di consulenza, formazione, didattica e progettazione. Promuove la tutela ambientale e si impegna per la diffusione di nuovi stili di vita sostenibili.? Con la mostra itinerante “La Casa Ecologica” si è presentata nelle piazze di ben 140 città italiane. Nel 1996 ha affiancato la Tournée di Beppe Grillo (1996). Nel 1998 ha girato la Penisola con Greenpeace e nel 2002 con il Ministero dell’Ambiente.
Ha offerto servizi di consulenza ad oltre 50 progetti innovativi in tutta Italia, collaborando con architetti di fama internazionale, tra cui Renzo Piano per la riqualificazione dell’Area Industriale Ex Michelin di Trento (2006). Realizza interventi didattica ambientale nelle scuole e campagne di risparmio energetico con enti e associazioni. Ha all’attivo 180 corsi tecnici, incontri e conferenze. Si occupa dello sportello energia per il comune di Reggio Emilia.
Area Progetto è l’ala tecnica dell’Associazione PAEA che si occupa di edilizia ad alta efficienza energetica e di utilizzo di materiali naturali.?Si rivolge, oltre che a privati, a progettisti, imprese e amministrazioni pubbliche.  ?Su effettuando consulenze (link su consulenza) e progettazioni di edifici ad alta efficienza energetica. I concetti di casa a basso consumo energetico e di casa passiva vengono elaborati al fine di coniugare le tradizionali tecniche costruttive e il linguaggio architettonico locale con l’efficienza e l’innovazione tecnologica

Vai alla pagina del download.

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feb
21

Futuro: un diritto da pretendere

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Sabato a Ostuni grande manifestazione per uno sviluppo sostenibile, i soliti politici hanno sfruttato l’occasione per i loro soliti tornaconto, ma comunque è stata una bellissima ed importante iniziativa di cui vanno ringraziati gli studenti dell’UdS e Francesco Sabatelli per l’impegno che ci hanno messo nell’organizzazione. A seguire il testo del mio intervento, a breve pubblicherò su Youtube il resto della manifestazione.

Investire sul nucleare, con l’irrisolto problema delle scorie e cercare petrolio dove questo è scarso e di pessima qualità è semplicemente ridicolo.
Farlo contro la volontà popolare è pura violenza, è dittatura.
Farlo in un territorio agonizzante per le devastazioni causate dalle centrali a carbone, dalle acciaierie, dai poli petrolchimici, dalla cementificazione selvaggia, dagli inceneritori (o termovalorizzatori come li chiama qualcuno) e dalle discariche è criminale.

Mi viene quanto meno da sorridere a vedere qui oggi alcuni di quelli che hanno contribuito a queste devastazioni. Ma non voglio polemizzare sul passato, oggi dobbiamo guardare al futuro, c’è bisogno di un grande sforzo comune, non solo per tutelare ciò che è rimasto, ma anche per recuperare ciò che si è distrutto, rimediare ai numerosi errori fatti. E dobbiamo iniziare da domani.

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO. Neanche un solo centimetro quadrato deve essere più destinato a speculazioni edilizie o a inutili strade. Questo territorio è ormai una mela di cui ci stiamo rosicchiando il torsolo, se ci freghiamo anche i semi è finita.

RISPARMIO ENERGETICO a partire dall’illuminazione pubblica, ma soprattutto dalla ristrutturazione energetica degli edifici. Negli ultimi 60 anni abbiamo costruito case che consumano mediamente 200 Kwh/mq all’anno. E’ possibile ristrutturarle affinché me consumino 70 – 50 – 30 – 15 di Kwh/mq anno. Agendo sugli sprechi e sulla dispersione termica avremmo case più calde e confortevoli consumando un terzo di energia. Da anni questo è realtà in luoghi come la Germania e la Provincia di Trento dove il clima è leggermente più rigido che qua.

ENERGIA RINNOVABILE. Installare su ogni tetto, ad eccezione per ovvi motivi del centro storico, pannelli fotovoltaici per la produzione di energia e pannelli solari per l’acqua calda. E’ possibile farlo senza svuotarci il portafoglio. Alcuni esempi:
Provaglio d’Iseo un paese del Bresciano ha realizzato 100 impianti fotovoltaici  a costo zero. Ha trovato una ditta che fatto un buon prezzo,una banca locale che ha finanziato l’intera opera e 100 edifici disponibili. Risultato: 100 impianti realizzati quindi economia che si muove, gli incentivi statali del conto energia coprono l’intera rata del prestito compresa una polizza assicurativa in caso di mancata produzione, i cittadini coinvolti non pagano più la bolletta elettrica e fra 15 anni a debito estinto potranno godere per ancora 5 anni degli incentivi statali. Forse nel Bresciano hanno più sole di noi? E allora di impianti ne faremo 200.
Colorno in provincia di Parma, il comune affitta ad un prezzo simbolico tutti i tetti degli edifici pubblici ad aziende ed imprenditori che vogliono realizzare impianti fotovoltaici. Ne abbiamo molti anche qui, quelli che vanno a fare gli impianti nei terreni agricoli dando un ulteriore mazzata ad un settore già morente. Risultato: verranno realizzati numerosi impianti, economia che si muove, azzeramento delle spese elettriche degli edifici interessati quindi migliaia di euro di risparmi che possono essere destinati ad altro.

STRATEGIA RIFIUTI ZERO senza inceneritori e discariche, dove tutto viene recuperato e riciclato, partendo dalla raccolta differenziata quella vera, quella porta a porta senza cassonetti stradali. Non è possibile nel 2010 avere ancora percentuali inferiori al 10%. Un comune che non fa la raccolta differenziata è una mamma che non cucina ai propri figli.

Non abbiamo più tempo, non possiamo più permetterci di temporeggiare. Da domani tutti insieme dobbiamo essere parte attiva di questo cambiamento . Spesso si dice che la politica, le istituzioni sono lontane dalla gente e invece è vero l’esatto opposto, è la gente che si è allontanata dalla politica e questo ha favorito le lobby ed una politica becera ed ottusa. Quindi non considerate la partita chiusa con questa splendida manifestazione. Continuate a far sentire la vostra voce, ma soprattutto la vostra presenza. E’ in gioco il futuro del territorio, è in gioco il futuro dei vostri figli, un diritto che non si può chiede, ma un diritto che si deve pretendere.
Grazie.

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feb
17

Protestare non basta

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Nell’ultimo periodo, i progetti per la realizzazione dei pozzi petroliferi nonché l’ipotesi di una centrale nucleare, hanno allarmato l’intera popolazione preoccupata per i drammatici risvolti che si potrebbero verificare. L’altra sera al dibattito organizzato dal Forum Ambiente e Sviluppo molti hanno potuto vedere coi propri occhi (come se non lo sapevano) quello che certe scelte e politiche energetiche hanno causato in numerose parti d’Italia e del mondo. Chissà se qualcuno si sia sentito in colpa per quelle drammatiche distruzioni visto che sono state le inevitabili e silenziosamente  accettate conseguenze di uno stile di vita che tutt’oggi persiste anche in quelli che l’altra sera guardavano sbigottiti quelle immagini? Chissà se i possessori di SUV (e ce n’erano) si sono resi conto di cosa vuol dire mantenere quei lussi?

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Categories : Energia
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feb
07

A chi serve la strada dei colli?

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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La realizzazione della strada dei colli entra nella sua fase operativa, i proprietari dei terreni interessati stanno ricevendo le notifiche di esproprio e immediatamente dopo la competizione elettorale di Marzo si darà il via ai lavori. Inutili le proteste dei cittadini come al solito ignorati da una politica becera sempre più propensa a favorire interessi particolari piuttosto che generali. Così un luogo meraviglioso dove ancora sopravvivono boschi, olivi ed altri alberi secolari, un paesaggio ricco di storia e biodiversità e di grande attrattiva turistica verrà stuprato in nome del progresso e del cemento. Una concezione di progresso vetusta mantenuta in vita grazie ad una politica ottusa trasformatasi da anni in un vero e proprio comitato d’affari ed una cittadinanza sempre più succube e silenziosa.

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Categories : Ecologia/Ambiente
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feb
01

Edilizia: sostenibilità e certificazione energetica

Posted by: Paolo Mariani | Comments (1) Stampa Stampa
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All’inizio degli anni ’90, nel corso del Vertice della Terra di Rio de Janeiro, al pubblico mondiale furono mostrate in modo inequivocabile le conseguenze che avrebbero avuto sulle persone e sull’ambiente il crescente sfruttamento delle risorse, il velocissimo incremento delle emissioni di gas ad effetto serra e l’inarrestabile inquinamento degli ecosistemi mondiali. Oggi sappiamo che queste minacce hanno raggiunto una dimensione allarmante. Al costante aumento della popolazione mondiale ed al crescente divario fra ricchi e poveri si aggiungono una fame insaziabile di risorse ed un cambiamento climatico che avviene in tempi sempre più rapidi. Uno sviluppo attento al futuro deve conciliare equità sociale, attenzione ecologica ed efficienza economica. E’ però indispensabile intervenire rapidamente. Non abbiamo più tempo da perdere.
Gli edifici dissipano circa la metà dell’energia globale. Le tecnologie per costruire abitazioni più parsimoniose dal punto di vista energetico sono già disponibili da molto tempo: è dunque ora di applicarle. Grazie al risanamento energetico, negli edifici esistenti è possibile ridurre fino all’80% le emissioni di anidride carbonica prodotte dal riscaldamento e dai sistemi di produzione dell’acqua calda.

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gen
28

Forza Cemento

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Come ben ricorderete,   il Piano casa era stato inizialmente predisposto per dare il colpo finale ad un territorio, quello Italiano, già da tempo devastato dalla cementificazione senza regole e vincoli. Poi le proteste delle regioni e il terremoto dell’abruzzo hanno costretto il Governo a ritoccare la manovra inserendo una serie di vincoli non previsti e dando la possiblità alle regioni di stringere ulteriormente le possibilità edilizie in base alle caratteristiche del loro territorio. La regione Puglia ha emanato un’ottima legge (qui) che di fatto impone una serie di rigorosi vincoli e parametri per poter usufruire dei benefici del Piano casa, norme che in un territorio dove l’abusivismo è stato ed è ancora un fenomeno endemico, impediscono di fatto alla stragrande maggioranza delle abitazioni di potersi ampliare se non procedendo alla demolizione ed alla ricostruzione vincolandosi però alla legge sulla casa sostenibile (qui) che lievita notevolmente i costi. Il Comune di Ostuni ha approvato il regolamento attuativo della legge regionale il cui testo è disponibile sul sito istituzionale, nonché su questo blog nella sezione documenti.

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Categories : Ecologia/Ambiente
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dic
31

Ostuni sotto scacco

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Lobby petrolifere, speculatori edilizi, amministratori compiacenti e funzionari incompetenti. Questi i protagonisti di una strategia di attacco al nostro territorio che, grazie anche all’indifferenza della popolazione, porterà alla totale e definitiva distruzione di quelle attività economiche fondamentali che distinguono il così detto Alto Salento.

Ma andiamo con ordine cominciando da chi ha un ruolo determinante in tutto ciò che citerò in questo post, da chi avrebbe il dovere di fare gli interessi dei cittadini ed, invece, al solo scopo di favorire gli interessi dei propri compari, in realtà ci sta scavando la fossa a tutti: l’amministrazione comunale e tutti i personaggi che da diversi anni, alcuni da decenni, vi occupano le varie poltrone. Affinché chi legge capisca a chi ha dato il proprio voto sappiate che mi riferisco ai vari Tanzarella, Pomes, Buongiorno, Santoro, Francioso, Montanaro, Prudentino, Moro, Zurlo, Melpignano, Epifani: una specie di grande compagnia dedita allo sfruttamento del territorio che dopo averci riempito la città di palazzi e mega rondò ora si appresta a realizzare una inutile quanto dannosa bretella dal costo di 2 milioni di euro sulla provinciale per Villanova di fronte alla zona industriale. Un opera che comporterà l’espianto di una cinquantina di ulivi monumentali nonché l’interruzione di un naturale canale per lo scolo dell’acqua piovana che aumenterà considerevolmente il già alto rischio allagamenti nella zona industriale.

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dic
29

Continue emergenze lauti guadagni

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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ATTENZIONE, ATTENZIONE, NOTIZIA STRAORDINARIA: in inverno piove e in alcune aree del pese nevica, mentre in estate fa caldo.

In Italia questa è una notizia da prima pagina, riempe la maggior parte dei telegiornali. Bertolaso è il personaggio più presente in televisione, continuamente operativo, sempre impeccabile nella sua perfetta e pulita divisa sempre pronto a rassicuare tutti sulla pronta ed efficiente risposta governativa. Sarebbe il caso che il polo cambi il suo inno in “meno male che Guido c’è”. E in effetti anche il modus operandi del grande protettore civile è simile a quello del Premier più amato dagli Italiani, è per questo che passa tutto quel tempo davanti alle telecamere a dispensare la frase magica: abbiamo dichiarato lo stato di emergenza. Ma che vuol dire abbiamo dichiarato lo stato di emergenza? A che serve? I telegiornali ed i giornali non lo dicono, a parte qualche articolo su L’Espresso, tutti focalizzano l’attenzione sui soldati che mettono sacchi di sabbia agli argini dei fiumi e sul gran ciambellano Bertolaso che distribuisce dichiarazioni predisposte dagli addetti stampa. E mentre mezza Italia è costantemente in stato di emergenza c’è una parte d’Italia che gioisce. Sono imprenditori ed aziende che riescono a stipulare contratti con la protezione civile. Perchè l’unico effetto della dichiarazione dello stato di emergenza è che la protezione civile diventa l’unico ed incontestabile gestore di tutti le opere di riparazione e risostruzione.

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