Archive for diritti
Qual’è la differenza tra due brutti ceffi che vanno da un commerciante o un imprenditore a “chiedere” il famigerato pizzo ed un datore di lavoro che mensilmente si trattiene dai 100 ai 200 euro dallo stipendio di ogni suo dipendente? Nessuno, assolutamente nessuno! Entrambi sono dei farabutti e dei vigliacchi. Entrambi meriterebbero la galera e la confisca di tutti i beni perchè comunque ottenuti tramite i proventi dell’estorsione.
Eppure mentre i primi sono visti dalla società tutta ed in particolare dalle vittime come criminali e le somme loro versate assumono il termine di estorsione, i secondi invece sono generalmente soggetti dell’alta società, accolti nei salotti cittadini come nobili imprenditori che portano benessere e prosperità e le vittime addirittura si sentono in dovere di ringraziarlo perche grazie a lui hanno un posto di lavoro. E’ come se un commerciante ringraziasse i suoi estorsori perchè grazie a loro il suo negozio non prende fuoco.
Siamo all’assurdo eppure è pura normalità, soprattutto nel sud dove la mancanza di lavoro è una pandemia a cui si può sfuggire solo emigrando. E’ pura normalità che neanche se ne parla, nessuno dice niente e nessuno fa nulla. Intanto questi estorsori mascherati da datori di lavoro grazie alle cifre di questo pizzo mensile accumulano ricchezze che possono poi investire in nuove attività siano esse produttive o commerciali che gli consentono così non solo di aumentare il proprio potere economico e di conseguenza il proprio peso politico, ma anche il numero di dipendenti e di conseguenza le somme in nero derivanti da queste estorsioni.
Sono convinto che arrivati a questo punto qualcuno di voi, magari del nord dove queste cose pur essendoci non sono molto diffuse, si sta cominciando a domandare: ma questo di che parla esattamente? Eh, lo so che in molti luoghi ciò è ancora una assurdità, ma da queste parti, come dicevo, è pura normalità! Come funziona? Semplice, quando si pagano gli stipendi il lavoratore si reca nell’apposito ufficio per ritirarlo in contanti e gli viene presentata la regolare busta paga che deve firmare anche a dimostrazione di aver ricevuto quei denari, solo che la somma effettivamente consegnata non corrisponde a quella indicata nella busta paga sottoscritta ma risulta inferiore di una cifra variabile dai 100 ai 200 euro in relazione sia all’ammontare dello stipendio sia a chi ha raccomandato quel lavoratore al momento dell’assunzione. Già, perchè se la raccomandazione è giunta da un politico influente fanno pure lo sconto sul pizzo. I privilegi della casta non si limitano certo ai superstipendi e superpensioni.
Naturalmente non posso qui fare i nomi di coloro che adottano questo sistema, pur sapendone molti non ho le prove se non le confidenze fattemi da diverse vittime che per paura di perdere il lavoro domani negherebbero tutto. Mi assumerei anche il rischio di una querela se ci fosse poi la probabilità di dimostrare l’esistenza di questo sistema, ma so bene che non è così. Non condanno chi non ha il coraggio di parlare, lo capisco bene la coseguenza sarebbe la sicura disoccupazione. Tra l’altro mentre contro il tradizionale pizzo in questi anni sono nati strumenti a tutela di chi denuncia, il pizzo sullo stipendio invece è stato sino ad ora completamente ignorato dai media come dai legislatori.
Cosa si potrebbe fare? Non lo so, penso però che l’obbligo di erogare lo stipendio tramite accredito su conto corrente sarebbe già qualcosa. Un conto è ricevere una somma inferiore al dovuto altro è dover “restituire” del denaro al proprio datore di lavoro, penso che almeno da un punto di vista culturale ci sarebbe un cambiamento e questa operazione sarebbe vista per quello che è: un estorsione, e il lavoratore comincerebbe a sentirsi una vittima piuttosto che uno fortunato. Un’altra cosa che si potrebbe fare è boicottare quelle attività che sappiamo adottare questo sistema. perchè anche se non li possiamo elencare, sappiamo chi sono, lo so io e lo sanno anche molti di voi. Comiciate a non andare più in quegli esercizi commerciali, fregatevene delle offerte, della possiblità di sceltà, della presenza dell’aria condizionata, dei parcheggi e di altre stronzate del genere. Pensate al diritto di chi lavora di percepire per intero la propria paga, pensate alla dignità della persona. Solo in questo caso sarete dignitosi anche voi.
Ti potrebbero interessare anche:
Come ampiamente preventivato, la grande manifestazione contro il TAV in Val di Susa, forte di oltre 70 mila partecipanti, si è distinta per l’imponenza dei numeri, tale da dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio come non esista alcun spazio per la realizzazione di un’opera avversata radicalmente dalla stragrande maggioranza della popolazione interessata dal progetto.
Giunti a questo punto, l’evidenza dei fatti, dovrebbe costituire un messaggio forte e chiaro, all’indirizzo della classe politica. I cantieri del TAV in Val di Susa non possono trovare alloggio, a meno che non s’intenda trasformare una valle alpina in un teatro di guerra permanente e militarizzare per un paio di decenni un intero territorio, al prezzo di costi economici e sociali assolutamente insostenibili.
Nonostante fosse di una chiarezza adamantina, il messaggio non sembra comunque essere stato colto dalla consorteria politica italiana che, con in testa Giorgio Napolitano, non ha saputo finora fare di meglio che lodare l’atteggiamento criminale dei teppisti dell’ordine, che per l’intera giornata hanno tentato invano con ogni mezzo d’impedire ai manifestanti di difendere il territorio in cui vivono.
Gas lacrimogeni tossici, vietati dalla convenzione di Ginevra, lanciati a centinaia sui manifestanti, spesso ad altezza uomo, a fracassare oltre ai polmoni anche le teste e le ginocchia. Proiettili di gomma, idranti, e tutto il peggior repertorio della guerriglia urbana, trasferito per l’occasione fra i boschi di Chiomonte.
Mentre i manifestanti, con tenacia arretravano, per poi tornare subito dopo sulle loro posizioni. In una sorta di battaglia fra decine di migliaia di cittadini e qualche migliaio di teppisti in divisa, che non avrebbe nessuna ragione di esistere in un paese civile.
Il tutto con l’avallo del Presidente della Repubblica, del governo e dell’opposizione, impegnati a demonizzare la popolazione (composta a loro avviso da 70 mila anarchici violenti) che è bene sia gasata con armi proibite e picchiata con altre di vario genere, perchè non vuole adeguarsi alle decisioni fatte passare sopra la sua testa.
L’assedio continua e continuerà, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, in attesa che qualcuno inizi a prendere contatto con la realtà, arrivando ad accorgersi che in Val di Susa esiste un problema chiamato TAV, che non può trovare soluzione gasando e bastonando i cittadini, ma necessita di risposte adeguate da parte di tutti gli attori che tentano d’imporre con l’uso della forza un progetto scellerato.
Per l’ennesima volta la Valsusa ha provato a bussare, con la speranza che qualcuno risponda. Se l’intenzione è quella di continuare a fare orecchie da mercante, nella speranza che con il tempo i valsusini si rassegnino, ritirandosi in ordinato silenzio, significa che quel “qualcuno” dimostra di non conoscere affatto la gente della Valsusa e l’orgoglio e la tenacia che le sono proprie.
Ti potrebbero interessare anche:
La Pubblica amministrazione
Art.97|
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurate una buona aerazione e una sufficiente illuminazione.
Nei pubblici uffici non si può, durante l’orario di lavoro, fumare perché fa male alla salute né bere alcolici perché fa male alla salute né drogarsi perché fa male alla salute né avere rapporti sessuali perché fa bene alla salute ma la Chiesa non vuole, e noi non possiamo fare altro che genufletterci e far sì che sia fatta la sua volontà.
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante raccomandazione nei concorsi, salvo i casi stabiliti dalla legge.
Art.98|
I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo del proprio diretto superiore e di loro stessi. Se tentano nei modi più disparati di assentarsi dal posto di lavoro, devono essere premiati per la loro fantasia e per la loro costanza.
Si possono con legge stabilire vacanze premio per coloro che riescono ad essere il più scortese possibile coi malcapitati fruitori dei pubblici servizi.
Gli organi ausiliari
Art.99|
Il Consiglio nazionale della pace e dell’abbondanza è composto da esperti tuttologi, strenui esaltatori del turbocapitalismo e delle magne e gaudie meraviglie della società turboconsumistica.
È organo di consulenza delle Camere e del Governo ed ha il nobilissimo compito di scrivere i discorsi politici che invitano implicitamente i cittadini a sopprimere le proprie frustrazioni sociali con un edonistichissimo spendere e spandere attraverso un continuo turboshopping che aiuti a mantenere oliati i turbo ingranaggi delle turbo economie moderne.
Ha l’iniziativa di diffondere attraverso la stampa i relativi ringraziamenti dei turbocapitalisti e delle casse dei loro forzieri, in continua turbocrescita.
Art.100|
Il Consiglio di Stato dell’amore e della giustizia è organo di consulenza che si preoccupa di cercare una partner da dare in sposa ai magistrati single, per evitare che l’inevitabile nervosismo causato dalla mancanza di una compagna possa interferire sul lavoro.
La Corte dei conti a cose fatte esercita la funzione di consulenza matrimoniale per i magistrati sposati, per evitare che l’inevitabile stress causato dalla presenza di un congiunto possa interferire sul lavoro. La legge assicura l’indipendenza dei due Istituti e dei loro componenti di fronte la Governo e alla Confsuicidiocomeunicorimedio.
Continua…..(purtroppo)
Ti potrebbero interessare anche:
Il Bordello dei ministri attraenti
Art.92|
Il Governo della Repubblica è composta del Presidente del Bordello e dei ministri attraenti, che costituiscono insieme il Bordello dei ministri attraenti.
Il Presidente della Repubblica, dopo aver esaminato i relativi provini di canto, ballo, recitazione, loquacità, portamento e bella presenza, nomina il Presidente del Bordello dei ministri attraenti e, su proposta di questo, i ministri attraenti.
Art.93|
Il Presidente del Bordello dei ministri attraenti e i ministri attraenti, prima di assumere le loro funzioni, prestano giuramento, stringendo teneramente le mani del Presidente della Repubblica, fissandolo languidamente negli occhi e, se egli lo richiedesse, accarezzandolo delicatamente sulle guance.
Art.94|
Il Governo deve avere la fiducia dei cittadini prima di avere il coraggio di chiedere l’ennesima nuova tassa. Ciascuna Camera decide se accordare o revocare tale fiducia mediante il rito della lozione shakerata e svuotata in testa al C.C. (Cittadino Campione) con un diavolo per capello.
Entro dieci giorni dalla sua applicazione, se ha reagito diventando nera, pari all’arrabbiatura del C.C., le Camere sono tenute a revocare tale fiducia. In caso contrario, verificato che il C.C. non porti il parrucchino, le Camere sono tenute ad accordare tale fiducia.
La lozione di sfiducia deve essere preparata in appositi stabilimenti segreti gestiti dallo Stato, che saranno severamente sorvegliati da allegre combriccole di paramilitari che fra una pausa pranzo e l’altra possono divertirsi a simulare guerre, stupri, quiz televisivi, attentati terroristici e quant’altro.
Art.95|
Il Presidente del Bordello dei ministri attraenti dirige la banda musicale del Governo e ne è responsabile. Si preoccupa di scegliere i brani musicali da eseguire, promuovendo e coordinando le specifiche qualità dei ministri attraenti.
I ministri attraenti sono responsabili collegialmente delle stonature durante le esecuzioni della banda musicale del Governo e individualmente della non perfetta qualità degli strumenti rispettivamente assegnati.La legge provvede a stabilire l’aspetto delle divise da indossare durante le esecuzioni e determina il numero, le retribuzioni e la mafia interna dei componenti della banda musicale.
Art.96|
Il Presidente del Bordello dei ministri attraenti e i ministri attraenti non possono essere posti in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune, neanche per i reati commessi nell’esercizio delle funzioni, a meno che non esistano prove inconfutabili, speranze nulle di corrompere il giudice, previsioni malauguranti dell’oroscopo di giornata, diminuzione dei prezzi al mercato ittico delle piovre e in fine autoconfessioni da parte degli accusati stessi, che nel qual caso per la loro onestà alla fin fine come premio possono restare a piede libero come se nulla fosse successo.
Continua …..(purtroppo)
Ti potrebbero interessare anche:
Violazioni continue dei diritti dei rom e aggressioni omofobe nei confronti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender: e’ la fotografia dell’Italia che esce dal Rapporto 2011 di Amnesty Internationa. Fra le principali criticita’ riscontrate nel nostro Paese, Giusy D’Alconzo, coordinatrice della ricerca, punta l’attenzione sulle politiche discriminatorie nei confronti dei rom, vittime di “sgomberi a catena”, ricordando la Perugia-Assisi del 2010 che “e’ stata aperta da una nostra ruspa, per ribadire che i diritti umani non si sgomberano”. Amnesty International lamenta anche “un clima di intolleranza contro migranti, rifugiati e omosessuali”, ricordando le aggressioni omofobe di cui sono state vittime gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Attenzione e’ stata posta anche sui richiedenti asilo e migranti, che continuano ad essere privati dei loro diritti, e il cui accesso alla protezione internazionale e’ ostacolato da trattati internazionali per il controllo dei flussi migratori. Quanto al comportamento delle forze dell’ordine in Italia, l’organizzazione per i diritti umani ha sottolineato le continue segnalazioni arrivate su maltrattamenti da parte di agenti di polizia e di sicurezza, sollevando preoccupazioni sull’indipendenza e l’imparzialita’ delle indagini sui decessi in carcere, facendo esplicito riferimento, tra l’altro, ai casi di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi. A questo proposito, nell’agosto scorso, e’ divenuto operativo l’osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, istituito dalle autorita’ di polizia, uno strumento per rendere piu’ facile per le vittime la presentazione di denunce. L’Italia, tuttavia, ha denunciato D’Alconzo, si e’ rifiutata di introdurre il reato di tortura nella legislazione nazionale, sostenendo che “non sia necessario”. Un successo pero’ il nostro Paese puo’ vantarlo, nel caso di Abu Omar, il cui verdetto e’ “l’unico caso di riconoscimento di ‘rendition’ al mondo”.
I DIRITTI UMANI NEL MONDO – Il Rapporto fotografa un mondo i cui i diritti umani vengono ancora sistematicamente calpestati: in 89 Paesi vengono segnalate restrizioni alla liberta’ di parola, in altri 48 vi sono casi di prigionieri di coscienza, in 98 si registrano torture e altri maltrattamenti, in 54 ci sono stati processi iniqui.
Fra le tante realta’ monitorate, Amnesty punta l’attenzione sui recenti avvenimenti in Tunisia ed Egitto, mettendo in luce, qui come altrove, la battaglia cruciale per il controllo dell’accesso all’informazione, dei mezzi di comunicazione e delle nuove tecnologie. A questo proposito, l’organizzazione ha invitato le aziende che forniscono accessi a Internet, servizi di telefonia mobile e piattaforme per i social network, a rispettare i diritti umani rifiutandosi di diventare complici di governi repressivi. Nonostante le potenzialita’ e le nuove ‘armi’ a disposizione del dissenso, come i social network, la battaglia e’ ben lontana dall’essere vinta, come dimostra la liberta’ d’espressione ancora sotto attacco nel mondo. Da qui l’appello di Amnesty International a non abbassare la guardia, mantenendo alta l’attenzione sui Paesi dove questa e’ in pericolo, dall’Azerbaigian allo Zimbabwe, passando per Cina e Iran, senza dimenticare Libano, Siria, Yemen e Bahrein dove le opposizione che chiedono maggiori diritti vengono schiacciate.
Il vento della rivolta che soffia sui Paesi arabi e sulla sponda sud del Mediterraneo offre “un’opportunita’ senza precedenti” nel campo dei diritti umani, ma rischia di essere “una falsa alba”. Amnesty International parla di “un cambiamento storico sul filo del rasoio”. L’organizzazione internazionale guarda con interesse alla crescente richiesta di liberta’ e giustizia in Medio Oriente e Nordafrica, sottolineando il ruolo dei giovani scesi in strada a rivendicare i propri diritti, nonostante le feroci rappresaglie messe in atto dai governi.
Anche la comunita’ internazionale deve fare la sua parte, ha ricordato Christine Weise, presidente della Sezione Italiana, invitandola a “cogliere l’opportunita’ del cambiamento” e ad assicurarsi “che il 2011 non sia una falsa alba per i diritti umani”. “Era dai tempi della guerra fredda che cosi’ tanti governi repressivi non affrontavano una sfida al loro attaccamento al potere – ha sottolineato Weise – la richiesta di giustizia, liberta’ e dignita’ e’ diventata una domanda globale che diventa ogni giorno piu’ forte. Il genio e’ uscito dalla bottiglia e le forze della repressione non potranno ricacciarlo dentro”.
SI TORTURA DI MENO MA BOIA LAVORA DI PIU’ – Diminuisce la tortura nel mondo, ma cresce il ricorso alla pena di morte. Sono, infatti, 98 i Paesi nei quali sono stati documentati casi di tortura, contro i 111 del 2009. Un miglioramento rilevato anche nel caso di limitazioni illegali alla liberta’ d’espressione (89 contro 96). Diversa la situazione per quanto riguarda la condanna capitale, inflitta in 23 Paesi contro i 18 del 2009, mentre le condanne a morte emesse interessano 67 Paesi, un aumento rispetto ai 56 del 2009. Realta’ invariata, infine, per i processi iniqui e le richieste avanzate da Amnesty International per il rilascio di prigionieri di coscienza.
Ti potrebbero interessare anche:
Tu non sei in grado di decidere, di scegliere ne di esprimere un’opinione. Sei un umano e come tale sei pervaso da sentimenti, pensieri, emozioni e quindi non in grado di fare delle scelte ponderate e razionali, ma per fortuna è stato inventato lo stato. Lui non è umano, i sentimenti e le emozioni gli sono sconosciuti e per tali ed altri motivi ha il dovere di scegliere per te così che tu possa dedicare il tuo prezioso tempo in più utili e confacenti esercizi tipo lo shopping, un secondo lavoro meglio se a nero, qualche ora di coda in tangenziale, straordinari non pagati, una gita fuori porta, etc.
Lo stato non prova emozioni, non ha sentimenti ed è il soggetto migliore per fare delle scelte sia che si tratti di andare in un qualche paese straniero ad uccidere dei civili giudicati incivili, sia che si tratti di mirare con precisione svizzera il tuo buco del culo al fine di inchiappettarti ogni volta che distrai un attimo. Noi Italiani poi siamo particolarmente fortunati perchè abbiamo uno stato particolarmente saggio e lungimirante, saranno i migliaia di pollitici e funzionari che ci sguazzano dentro, saranno i miliardi di euro che si pappa ogni anno, certo è che quando si tratta di dover prendere delle scelte, anche se a volte con ritardo, evita sempre di farti scomodare o distrarti dagli onerosi impegni di cui sopra. Ghe pensa lu!!!
A dirla tutta non è sempre sempre così. Ogni tanto ti ricorda che anche tu devi fare la tua parte, si, in quella cosa che chiamano elezioni. Così, anche per non sembrare sgarbato nei confronti di chi è sempre pronto a prendersi cura di te, senti pure il dovere di andare a mettere una x su una schedina giusto per ribadire il concetto che lo stato in tuo nome può fare tutto il cazzo che gli pare, l’importante è che poi per il resto dell’anno non ci si venga a rompere i coglioni o “scassare i gabbasisi” come direbbe il noto commissario di Camilleri.
Quindi perchè tutte queste polemiche di fronte ad un governo che vuole evitare al proprio popolo il fastidio di doversi recare alle urne per gridare con forza la propria contrarietà al nucleare o alla privatizzazione dell’acqua. Non sono temi che si possono affrontare e su cui si può decidere sulla base delle emozioni, dei pensieri, dei sentimenti. Sono cose da grandi ed è quindi sacrosanto che ci sia chi decida al nostro posto, e chi meglio può farlo se non il nostro “caro” e razionale stato? Stesso discorso va fatto nei confronti del fine vita. In quei particolari, intimissimi e privati momenti tu non sei in grado di prendere una consapevole decisione sul futuro della tua vita, tu non sai cosa è giusto e cosa non lo è, tu non puoi perdere tempo ad interrogarti sui grandi temi della vita e della morte, sulla qualità della vita o sulla necessità della morte. E’ per questo che il “caro” e razionale stato ha già deciso per te: finchè c’è dolore e sofferenza c’è vita.
Quindi dormi sonni tranquilli caro scemo scemo, perchè a vegliare su di te c’è stato Stato.
Ti potrebbero interessare anche:
Il Presidente della Repubblica
Art.83|
Il Presidente della Repubblica è eletto dai Parlamentari in seduta comune dei loro membri.
I componenti di entrambe le Camere devono riunirsi assieme presso la Camera Daletto di Palazzo Fiji per dar vita ad un sufficiente lungo periodo di consultazioni a stretto giro di lenzuola e materassi.
Chi si stanca per ultimo durante questo giro di consultazioni, e mantiene come minimo la forza per sorridere alle foto di rito, viene eletto Presidente della Repubblica e “Stallone Hitaliano” ad honorem.
Art.84|
Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni Depilato o Fumatore che abbia compiuto i cinquant’anni, che abbia pagato i cinquantamila denari della tassa sulla presidenza e che goda.
Per quanto riguarda l’età non sono accettate scappatoie, come il dire di avere festeggiato il compleanno due volte all’anno.
Il prezzo dei biglietti del toto-Presidente è determinato per legge.
Art.85|
Il Presidente della Repubblica è eletto per un numero di anni ben precisi. Pertanto, per quanto egli cerchi di essere simile al Papa nel suo agire, non potrà mai ottenere l’incarico a vita.
Comunque se egli ci si mettesse particolarmente d’impegno e ne facesse esplicita richiesta può, alla fine del proprio mandato, essere nominato arcivescovo del Quirinale alla carriera, con la facoltà di celebrare ogni 25 Aprile la messa in un qualsiasi bordello a propria scelta.
Art.86|
Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente della squadra di calcio che ha vinto il campionato nell’anno precedente.
Nel caso in cui ci fosse stata un’interruzione dell’ultimo campionato per cause di forza maggiore, come scioperi, espulsioni od infortuni collettivi, morte dello sport nel gioco del calcio e conseguente lutto, o quant’altro per cui non si possa giungere al termine regolare della competizione calcistica, si deve tenere conto della classifica stilata prima della penultima giornata di campionato giocata.
Art.87|
Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e ne rappresenta la capigliatura. Può inviare biglietti con messaggi alle cameriere.
Indice l’assunzione delle nuove cameriere e le fissa alla prima riunione, nella speranza che da cosa nasca cosa. Organizza le feste al palazzo presidenziale del Quirinale, definisce l’etichetta di corte e si preoccupa di scegliere i pappagetti che gli girano intorno.
Organizza le battute di caccia e alleva i cani aventi il valore di segugi da guardia o da compagnia. Indice il referendum popolare nel caso in cui al mattino sia indeciso su quale paio di calzini indossare.
Disegna alla lavagna, nei casi indicati dalla legge, le funzioni lineari, quadratiche ed esponenziali rappresentanti il totale delle sue conquiste amorose in funzione del tempo.
Riceve i rappresentanti diplomatici nella propria residenza e cucina per loro; modifica le ricette internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle cameriere.
Giocando a Risiko ha il comando delle Forze Armate, presiede il Consiglio supremo di difesa, dichiara lo stato di guerra.
Presiede il Consiglio superiore dei suoi giardinieri, quando si deve decidere su come eliminare i parassiti dalle piante del suo palazzo.
Può dire grazie e anche prego. Confisca le onorificenze della Repubblica e le rifonde per farci gioielli da regalare alle proprie amanti.
Art.88|
Il Presidente della Repubblica ha il comando dell’importantissimo, ai fini istituzionali, “bottone rosso” che serve ad azionare l’impianto di condizionamento d’aria del Parlamento, impedendo che le caldissime e afose giornate estive facciano sciogliere le Camere.
Art.89|
Il Presidente della Repubblica, se mai facesse qualcosa e se mai si capisse l’utilità di quel qualcosa che facesse, è responsabile dell’appena detta qualcosa che facesse.
Gli atti osceni in luogo pubblico che hanno valore procreativo sono controfirmati anche dal Presidente della Confpornografici.
Art.90|
Il Presidente della Repubblica può essere sgridato, bacchettato e sculacciato sul sederino da un gay compiacente per qualsiasi illegalità nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi egli riceve in omaggio il distintivo e la tessera d’ammissione al prestigioso “Club della loggia Piddue”.
Art.91|
Le illusioni servono per sognare e il vero serve per agire. Ciò è bene ed è bene sia sognare che agire. Il problema nasce quando ci sono persone che usano il vero per sognare e le illusioni per agire; ciò non c’entra nulla colla Costituzione, ma nulla toglie che sia un pensiero con una sua dignità, anche molto maggiore di molti discorsi dei professionisti della politica.
Continua….(purtroppo)
Ti potrebbero interessare anche:
Il calvario elettorale 2
Art.77|
Per tutto il periodo del calvario elettorale gli aspiranti onorevoli possono acquistare, presso tutti i maggiori supermercati hitaliani, i loro più stretti collaboratori, in confezioni da dieci, comprendenti anche un rotolo di carta igienica e un lecca-lecca in omaggio.
Lo Stato controlla la qualità e la morbidezza delle lingue dei suddetti collaboratori e le garantisce con un apposito bollino blu.
I collaboratori posti in vendita sono di assoluta prima qualità e provengono da tutti i migliori allevamenti degli uffici argentini.
Art.78|
Lo Stato non si assume responsabilità nei casi di collaboratori di contrabbando che possono essere affetti dal morbo della “lingua pazza”.
Art.79|
I collaboratori di giustizia possono essere riconvertiti in collaboratori di politici solo dopo il pagamento di un’opportuna tangente per ottenere un’eventuale amnistia od indulto da parte del Presidente della Repubblica.
I collaboratori riconvertiti possono essere molto utili ad un onorevole nell’impostare la propria azione politica, facendo tesoro delle varie esperienze acquisite prima del pentimento.
Art.80|
Il cittadino prima di votare deve rivolgersi verso il Presidente del collegio e, poggiando la mano a proprio piacimento in qualsiasi parte del corpo che comincia per ‘c’, come cuore, collo o quant’altro, deve prestar giuramento di essersi sorbito le ventiquattro ore giornaliere di tribune politiche, come prescritto dalla Costituzione.
Art.81|
Le Camere approvano ad ogni elezione i bilanci e il rendiconto consuntivo del lecito finanziamento illecito che ogni partito riceve per sostenere il calvario elettorale. I soldi usati per corrompere chicchessia devono essere tenuti fuori bilancio.
Le rapine, almeno per ora, non sono ancora un mezzo legale di finanziamento illecito per le spese elettorali.Si potrebbe cercare di sotterrare i soldi ed innaffiarli giornalmente con acqua e sangue di bue, ma finora nessuno è riuscito ad ottenere con questo metodo risultati utili; lo stesso discorso vale anche per i buoni fruttiferi,nonostante il nome.
Art.82|
La par condicio c’è ma non si vede. Essa non può essere ufficialmente applicata perché se i più esperti leccapiedi in tv perdessero la possibilità di venerare 24 ore su 24 fino all’esasperazione il proprio leccato, nonché datore di lavoro, ci sarebbe il rischio concreto che si crei un regime.
Continua….(purtroppo)
Ti potrebbero interessare anche:
Il calvario elettorale
Art.70|
Il calvario elettorale è un esercizio sano e collettivo che deve svolgersi tenendo conto che “in amore e in guerra tutto è lecito”.
Art.71|
L’iniziativa di organizzare il calvario elettorale appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere, agli organi ed enti che vogliono usufruire di una via facile facile per farsi un bel gruzzolo speculando alle spalle dei contribuenti.
Il popolo deve starsene buono, lasciarsi centrifugare il cervello per tutto il calvario elettorale e alla fine andare e votare chi è riuscito a mentire di più e meglio.
Art.72|
Ogni lista elettorale deve essere presentata ad un’apposita commissione che si accerterà dell’avvenuto pagamento della tassa sulla candidatura per ogni singolo candidato.
L’introito della tassa deve essere utilizzato per fini di utilità sociale, come il pagamento dello stipendio agli psicologi che aiutano i figli produttori di armi a superare il trauma psicologico scatenato dal sentirsi ripetere ogni dì che il proprio genitore è un assassino.
L’iniziativa di promuovere le varie liste è riservata, per ogni singolo partito, ai segretari nazionali nell’ambito nazionale, ai segretari regionali nell’ambito regionale, ai segretari comunali nell’ambito comunale, ai segretari di circoscrizione nell’ambito circoscrizionale, al segretario dell’amministratore condominiale nell’ambito condominiale, al capo famiglia o di chi ne fa le veci nell’ambito della famiglia seduta a tavola a mangiare e guardare la TV. Il candidato esercita l’iniziativa di promuovere se stesso nell’ambito spazio televisivo a lui riservato nelle tribune politiche.
Art.73|
Il Presidente della Repubblica dà inizio al calvario elettorale col taglio del nastro di partenza della “maratona televisiva” a cui devono partecipare tutti i candidati.
Il vincitore può usufruire giornalmente di sessanta minuti di spazio televisivo, il secondo classificato di cinquantanove, il terzo di cinquantotto e così via fino al sessantesimo classificato.
I cittadini più ricchi, che in media sono i meno atletici, possono pur sempre cercare di corrompere i cronometristi.
Art.74|
I candidati che si classificano oltre il sessantesimo posto possono ottenere spazi televisivi presso le televisioni regionali.
In cambio, però, devono provvedere a pulire, allestire, mantenere, decorare, arredare, coibentare, pitturare, riscaldare e riempire di cimici e telecamere nascoste i seggi elettorali più vicini a casa propria.
Art.75|
Le sedi in cui votare possono essere allestite nelle scuole, con una conseguente interruzione del normale corso delle lezioni.
L’interruzione delle lezioni deve essere di un numero di ore il più breve possibile, per evitare una diminuzione delle vendite delle già citate industrie che producono medicinali per alleviare lo stress. In alternativa si possono cogliere due piccioni con una fava, debellando così anche l’annoso problema dell’astensione dal voto, allestendo le sedi elettorali in tutti i maggiori sex-shop hitaliani.
In questo caso, lo Stato s’impegna di fornire per ricordo a tutti i votanti un pupazzo gonfiabile, raffigurante il proprio candidato preferito.
Inoltre lo Stato, per chi avesse pure la pazienza di rispondere ai sondaggi degli exit-pool, s’impegna a fornire appositi ricordini extra, tipo forbici, fruste, borchie e simili.
Art.76|
I candidati, che non sanno di che farsene di un eventuale bambolotto gonfiabile a propria immagine e somiglianza, possono, via Internet, salvo particolari casi di narcisismo, devolverlo in beneficenza ai bambini poveri dei paesi sottosviluppati.
Continua…..(purtroppo)
Ti potrebbero interessare anche:
Mi ricordo un film di qualche anno fa: “L’ultimo guerriero”, una commedia con Jea Renò dove un principe medievale insieme al suo umile servitore veniva magicamente proiettato nel nostro tempo in una svavillante città moderna. In una scena, ambientata in un lussuoso ristorante, il nobile ad un tavolo elegantemente addobato banchettava sontuosamente, mentre il suo umile servitore accovacciato a terra come un cagnolino mansueto attendeva poco distante che il suo protettore gli lanciasse i resti del suo cibo. Scena comica di un film surreale sia perchè sappiamo bene che nessuno viaggia nel tempo sia perchè è passato il tempo degli umili servitori che si nutrono coi resti di cibo del proprio principe. O almeno così crediamo, ed allora ridiamo guardando quella scena sullo schermo mentre semplicemente taciamo di fronte al ripetersi di tali comportamenti nella vita quotidiana dove il principe è interpretato dalla casta politica, l’umile servitore dalle fasce sociali più deboli mentre il così detto ceto medio fa la parte del silente e bell’addormentato spettatore comodamente adagiato sul suo divano imbottito.
Quotidianità molto più diffusa e radicata di quanto si possa immaginare, che si manifesta in maniera così squallida che è difficile comprendere come tutto ciò possa passare nell’assoluto silenzio e nella totale indifferenza, senza che nessuno alzi una voce di protesta e, soprattutto, cominci a vergognarsi.
Esemplare quanto si sta verificando in questi giorni ad Ostuni, ma presumo che lo stesso accada in quasi tutti i comuni Italiani, con la distribuzione delle borse di studio. I principi lanciano i resti del loro sontuoso cibo agli umili servitori. L’annucio arriva con il solito comunicato stampa fedelmente riportato dalla stampa con cui l’amministrazione “informa” i silenti cittadini che “La borsa di studio è un contributo relativo alle spese sostenute dalle famiglie relativamente all’acquisto libri di testo (compreso dizionari, atlanti ed altre pubblicazioni richieste dalla scuola solo per la spesa rimasta a carico della famiglia, non coperta dal buono libro già erogato per quell’anno) oppure al trasporto con mezzi pubblici o per il contributo versato per lo scuolabus comunale; sussidi e materiali didattici e informatrici richiesti dalla scuola e viaggi d’istruzione e visite guidate.“, che “Ne hanno diritto tutti gli alunni (scuole elementari, medie inferiori e superiori), senza alcuna distinzione riguardo al profilo scolastico, appartenenti a nuclei familiari con ISEE inferiore a € 10.632,94.” ed infine che “Il numero delle istanze pervenute, è stato pari a 538“. Comunicato da quale si evince che 538 famiglie a bassissimo reddito ricevereranno un contributo da utilizzarsi per svariati motivi, dall’acquisto di un dizionario o altri libri di testo alle spese per viaggi d’istruzione e visite guidate. Una buona notizia raccontata così, omettendo una serie di dati, confronti e considerazioni che sia il comunicato stampa sia i giornali hanno pensato bene di non riportare.
Ma Iapra li uecchie non è un giornale e non fa pollicità, di conseguenza cerca di fare informazione cominciando col dirvi che il contributo erogato nella migliori delle ipotesi ( o peggiori considerando il reddito dei benificiari) ammonta a ben 128,30 euro, ma anche detto così non si evince esattamente l’assurdità della situazione quindi approfondiamo. I 128,30€ varranno erogati solo a 114 studenti della scuola superiore con redditto ISEE inferiore a 5316,47€ annui. Nella stessa fascia di reddito troviamo poi 89 studenti della scuola media che riceveranno 76,98€ e 75 della scuola elementare con ben 20,53€ cadauno. Se passiamo poi alla fascia di reddito immediatamente superiore (tra i 5316,47 ed i 10.632,94 euro) abbiamo 113 studenti della scuola superiore che riceveranno 94,68€, 89 studenti della scuola media con 56,90€ e 58 della scuola elementare che riceveranno la considerevole cifra di 14,39 euro. Da aggiungere infine i 122 studenti a cui verrànno erogati 15 euro come contributo per trasporto scolastico.
Chiunque ha un figlio, un parente o un amico studente sa bene, anche eliminando ogni superfluo, quali possano essere le spese minime che si devono sostenere. Un dizionario della lingua Italiana, dotazione minima di uno studente, ha un costo non inferiore ai 30 euro; aggiungete poi atlanti, libri vari e gite e, osservando le cifre sopraindicate, non potrete evitarvi una risatina come di fronte alla scena della commedia di Renò. Ma non è finita. I principi nascondono ancora qualcosa, in particolare le prelibate delizie sui loro tavoli. Va, infatti, fatto notare che l’intero ammontare di queste borse(tte) di studio ovvero 41.445,07€ non raggiunge neanche quanto percepito dal Sindaco quale indennità di funzione (44.844,96€/anno), se poi la paragoniamo a quanto si pappa l’intera amministrazione comunale (circa 260.000€/anno) ecco che la scena comica del principe e dell’umile servitore si materializza di fronte ai nostri distratti occhi. Da una parte una quarantina di benestanti banchettano lanciando i resti del loro lauto pasto a 538 ragazzi di famiglie povere ed il tutto di fronte a migliaia di concittadini che dormono comodamente sui loro accoglienti divani.
Iapra li uecchie non è un giornale e non fa pollicità e già tempo fa ha pubblicato una serie di proposte in favore degli studenti ostunesi (qui e qui), voi avete due possibili scelte: continuare a dormire sul divano oppure ridestarvi dirvi che è arrivato il momento di BASTA e attivarvi per levarvi dai coglioni questa massa di sciacalli.




















