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La città che vorrei dovrebbe avere meno macchine, asfalto e cemento e più spazi per ridere, vivere e incontrarsi. Ma mi dicono che non si può. Che non si può tornare indietro, non si può fermare l’economia, non si può contrastare il progresso. Se osservo attentamente un attimo però, mi accorgo che questo tipo di progresso economico arricchisce solo quattro speculatori che stanno davanti un bar a movimentare case e terreni edificabili e impoverisce tutti gli altri.
La città che vorrei dovrebbe essere più rispettosa dei bambini, dei disabili e degli anziani e non metterli davanti a limiti invalicabili e barriere insuperabili.
La città che vorrei non dovrebbe essere ostaggio del tempo che non c’è, perso alla ricerca di un parcheggio che non può esserci. Le piazze e le vie vanno restituite alla gente.
La città che vorrei dovrebbe essere piena di alberi e di prati che danno ossigeno e felicità e non di rotatorie e nuove strade che regalano solo tristezza e aria malata.
La città che vorrei è una città partecipata, dove ogni singolo cittadino è attore della sua vita e non una città dove un esiguo gruppo di persone decide il destino di tutti sulla base degli interessi personali suoi e della sua cerchia.
La città che vorrei è una città che salvaguarda i terreni agricoli dall’avanzare dei palazzoni e delle villette a schiera, perchè quei terreni sono il nostro passato, ci hanno sfamato per secoli e, fate attenzione, in un mondo dove tutto può succedere potrebbero essere il nostro futuro.
La città che vorrei è quella che mantiene intatto il suo entroterra e la sua collina, una delle più belle del mondo, da un ignobile speculazione edilizia che presto si arrampicherà anche li.
La città che vorrei è quella che guarda avanti, ma che si volta pure indietro, a guardare la sua storia millenaria.
La città che vorrei non è quella di alienanti centri commerciali che distruggono ogni altra attività di piccola impresa e si riempono di mamme urlanti che sembrano Mennea nella finale dei duecento alle Olimpiadi.
La città che vorrei è quella che non avrà un nuovo insediamento sul mare progettato con un unico triste scopo: infilarvi dentro quanti più micro appartamenti possibili.
La città che vorrei è quella dell’integrazione con chi viene qui da molto lontano sperando in un futuro migliore e vive in abitazioni dignitose e pulite rispettando le nostre regole e le nostre leggi e non conducendo una vita da sfruttati alloggiando in venti in una squallida stanza.
La città che vorrei è una città pulita dove tutti fanno il loro dovere per evitare un giorno di essere sommersi dai rifiuti o di dover ricorrere a inceneritori e nuove discariche.
La città che vorrei è la città dei cittadini. Cittadini che non devono più voltarsi dall’altra parte quando sentono parlare di politica, ma anzi dire la loro, partecipare, combattere e se necessario protestare. Al giorno d’oggi è diventato un vanto dire ” Non mi occupo di politica”. Non occuparsi di politica dovrebbe essere una mancanza, una lacuna, un neo.
La città che vorrei è quella in cui i cittadini riprendono l’amore per la politica, dove politica significa avere cura della città al fine di progettarla, riprendersela e viverla.
Non possiamo più delegare. Dobbiamo partecipare.
Questa è la città che vorrei e chiedo a tutti di voi di mettervi in movimento per realizzarla anche sapendo bene che assomiglia molto alla Città Ideale o a Utopia.
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Quando una impresa ha un buon cliente lo deve trattare bene, altrimenti rischia di perderlo e con esso perdere i relativi guadagni. TRCB (teleradiocittàbianca) emittente televisiva di Ostuni è un’impresa e il Comune di Ostuni un suo cliente, anzi sarebbe più giusto dire che l’amministrazione comunale è un suo buon cliente. Gia, perchè è questa che decide come utilizzare il denaro pubblico e, di conseguenza, decide di chi essere cliente. L’attuale amministrazione ha deciso di essere un buon cliente di TRCB, un buon cliente perchè garantisce sia un introito fisso di circa 20 mila euro all’anno solo per il servizio di “informazione amministrativa” sia introiti aggiuntivi, quelli “una tantum” tipo i mille euro per trasmettere la partita di calcio Ostuni-Acireale ma anche alcune iniziative estive organizzate dall’assessorato al turismo in collaborazione con TRCB, collaborazione che di certo non è stata erogata a titolo gratuito.
Quindi che può fare TRCB se non tenersi buono questo caro cliente; e non perde occasione. Se avete avuto modo di vedere il servizio che questa emittente ha fatto sulla manifestazione di Sabato scorso potreste avere idea di quello che sto dicendo. Il Forum Ambiente e Sviluppo, organizzatore dell’evento non è stato minimamente citato, degli interventi di Protopapa del WWF di Brindisi, dell’Ing. Deleonibus del comitato No petrolio di Monopoli, del sottoscritto, di Walter Ex Trento del comitato No alla strada dei colli e di Benedetta Farina nessuna traccia. Non è stato neanche riportato il fatto che a fine corteo vi sono stati degli interventi delle associazioni ambientaliste del territorio.
E allora che cosa hanno detto? Che la cittadinanza è scesa in piazza al fianco dell’amministrazione, qualche breve dichiarazione di partecipanti e poi un fiume di interventi delle personalità presenti: sindaci, senatori, consiglieri provinciali. Ed ecco allora che uno ieri mi ha detto: “tu che ti lamenti sempre, hai visto che bella manifestazione ha organizzato il comune?”. Naturalmente io ho provato a spiegargli come sono andate realmente le cose, ma lui (non avevo dubbi) mi ha risposto: “No, ti sbagli, l’ha organizzata il comune l’hanno detto pure in tv”.
In questo caso il servizio reso all’amministrazione è stato doppio, perchè non hanno solo messo il cappello dei politici su un’iniziativa promossa ed organizzata da altri, ma hanno ofuscato l’esistenza del forum permanente Ambiente e Sviluppo: cittadini che si incontrano per occuparsi dei problemi ambientali del proprio territorio ed hanno deciso di farlo con determinazione creando una rete con altri movimenti ed associazioni sparsi in provincia ed oltre. E questo fa paura, perchè produce informazione, produce consapevolezza, produce senso civico, produce cittadinanza attiva. E questo non è buono per chi detiene e vuole continuare a detenere il potere. Loro lo sanno che se la gente si riunisce per tutelare il proprio territorio, i propri diritti, il proprio futuro, lo fa perchè sa che la politica ha altri interessi. E se il messaggio si diffonde e questo gruppo cresce, il dominio potrebbe cominciare a cedere.
Quindi, spegnete le Tv e accendete i PC, accendete la mente.
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Siamo proprio in uno strano paese. Un paese dove l’amministrazione comunale, a conoscienza da oltre un anno dei progetti per la realizzazione di pozzi petroliferi a 10 Km dalla propria costa, quando interrogata sul perchè non ha informato subito la cittadinanza risponde che non ritiene di doversi giustificare visto che quando la notizia, grazie ad altri, è stata resa pubblica loro hanno immediatamente reagito facendo ricorso al TAR. Ovvero hanno lasciato, pur sapendolo, che i cavalli scappassero dalla stalla per poi, quando i cittadini (veri proprietari dei cavalli) se ne sono accorti, fare causa al mandriano. Quando poi qualche cittadino ha chiesto: ma perchè non ci avete avvisato che avremmo potuto provare ad impedire la fuga; loro non rispondono perchè intanto hanno citato in giudizio il mandriano. Intanto i cavalli…
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Che cos’è un diritto se poi non vi sono le condizioni per goderne tutti? Basta avere le scuole e le università affinché tutti abbiano la possibilità di istruirsi? Se fossimo in un paese governato da persone sagge l’istruzione sarebbe uno dei capitoli di spesa con maggiori risorse a disposizione, ma ahimé siamo governato da inetti col solo obbiettivo di mantenere il potere, caratteristica incompatibile con un popolo colto ed istruito. Quindi tagli indiscriminati, abbandono, demotivazione e degrado sono le conseguenze delle politiche scolastiche degli ultimi trent’anni.
Gli Enti locali sono i soggetti più vicini alla gente e dovrebbero, in base alle esigenze della popolazione adottare delle politiche per incentivare e favorire il percorso di studio per quei soggetti meritevoli che altrimenti ne potrebbero venire esclusi.
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Egregio Presidente Napolitano ogni volta che sento un suo discorso mi si pone di fronte sempre la stessa domanda: ma questo quando ha intenzione di cominciare a fare il suo lavoro, cioè il garante della Costituzione?
L’altro giorno, non so in che occasione, lei ha invitato le forze politiche ad avviare le riforme istituzionali, ovvero a riformare la Costituzione. Peccato che lei dovrebbe essere il custode, il garante della Costituzione, quello che dovrebbe difenderla con le unghie e con i denti non quello che, invece, incita la sua modificazione e tanto meno dovrebbe rivolgere questo invito ad un Governo e ad un Parlamento illegittimo e anticostituzionale. Perchè è illegittimo ed anticostituzionale? Per il semplice motivo che nessuno dei parlamentari è stato scelto dagli Italiani, gli unici col diritto di modificare la Costituzione. Come lei ben sa, l’aver tolto il voto di preferenza ha fatto si che Deputati e Senatori siano stati scelti da 4-5 capi partito. Un manigolo di persone con un metodo decisamente antidemocratico ha deciso chi debba sedere in parlamento, sistema che permette di mantenere sotto scacco gli stessi parlamentari. O rispettano le decisioni di chi li ha nominati oppure alla prossima tornata elettorale sono fuori. E lei chiede a questi di modificare la Costituzione, lei permetterebbe a 4-5 persone di fare questo?
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Ci concentriamo su Berlusconi, sui suoi conflitti d’interesse, sui suoi guai giudiziari, sulle sue leggi ad personam e ad aziendam e non ci rendiamo conto del degrado socioculturale in cui è scivolato il paese. Un degrado già visto in passato e che ha portato la nostra “civiltà” ad una abberrazione tale da far invidia al diavolo in persona. Continuiamo pure ad organizzare i No B day e i referendum per abrogare i lodi salva premier e nel frattempo nessuno fa nulla contro le numerose leggi ed iniziative messe in atto per combattere la più volte dichiarata guerra ai clandestini. Una guerra iniziata a livello mediatico, con servizi ad hoc che per diverso tempo hanno impersonificato il male, la crudeltà negli extracomunitari. Omicidi, stupri, violenze di ogni genere, la condizione della donna islamica sono stati argomenti principe per diverso tempo su tutti i Tg e nei vari talk show, il messaggio era chiaro i clandestini, gli extracomunitari sono il male in persona e gli Italiani che da tempo ormai hanno sostituito i loro encefali con il tubo catodico hanno assorbito tutto come spugne.
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Se il mondo fosse governato dai bambini sarebbe sicuramente un mondo migliore, se fossimo in grado di ragionare con la testa di un bambino saremmo tutti persone migliori. Peccato che i bambini crescono educati dagli adulti capaci di vederli solo come piccoli uomini. Comiciamo col chiedere ai bambini consigli su come comportarci piuttosto che darne a loro sul come vivere. Cominciamo col creare degli spazi dove possano socializzare, dove possano godere dei loro diritti. Degli spazi verdi attrezzati dove possano semplicemente giocare, dei prati dove possano semplicemente sdraiarsi a non fare nulla. Smettiamola di riempirli di attività per colmare il vuoto dei loro naturali e semplici diritti.






















