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Archive for diritti

mar
06

Italicum o Titanicum

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nuovaleggeelettorale

Nonostante se ne parli da mesi, non sono entrato mai nel merito della proposta di legge elettorale chiamata Italicum e nata da un, poco chiaro, accordo tra Renzi e Berlusconi. Non l’ho fatto ritenendo di non avere sufficienti informazioni per affrontare l’argomento e potermi fare un opinione. Difficile comprendere gli aspetti di una articolata proposta dagli slogan che si enunciano durante le interviste o le partecipazioni ai talk show oppure dai mezzi di “informazione”.

Ero anche perlplesso di fronte alle dichiarazioni di Grillo, fatte sin da subito, secondo cui tale proposta era stata elaborata per far fuori il moVimento 5 Stelle, anche se lo sfogo del ministro Mauro in una puntata di Porta a Porta di qualche settimana fa in cui ammetteva tale nefandezza mi ha portato a ipotizzare che Beppe, ancora una volta, aveva visto giusto.

Ipotesi che oggi va riconosciuta senza dubbio alcuno. A confermarlo una simulazione fatta dal centro studi della Camera dei Deputati che rileva, partendo dai risultati delle ultime elezioni, una attribuzione dei seggi davvero anomala. Anomalia che, guarda caso, colpisce in particolar modo proprio il moVimento 5 Stelle.

Basta dare un occhiata a queste tabelle (qui) per rendersi conto di quanto il moVimento 5 Stelle otterrebbe molti meno seggi rispetto a quanti ne ha ottenuti con l’applicazione del porcellum. Nella sola Puglia dove alle ultime politiche il moVimento 5 Stelle si era aggiudicato 12 seggi, con l’italicum si dovrebbe accontentare di 8 seggi perdendone ben 4 che, va da se, sarebbero attribuiti ad altre forze politiche.  Esempi del genere, come potete constatare dai dati inseriti nell’immagine in alto, sono riscontrabili praticamente in tutti i collegi ed il risultato sarebbe un Parlamento molto diverso da quello attuale dove i tradizionali partiti farebbero la parte dei leoni, mentre altre forze politiche nonostante i milioni di voti ricevuti, sarebbero un trascurabile dettaglio.

Forse hanno sbagliato a dargli il nome a questa legge elettorale, forse era meglio chiamarla Titanicum ed avvisare che tra i passeggeri di terza classe c’è la democrazia.

 

Categorie : Politica
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universitachange

In Italia siamo soliti accettare qualsiasi assurdità basandoci su luoghi comuni che, costantemente ripetuti dai media, diventano una specie di verità assodata. Smontiamone un pò con queste ottime osservazioni di Federico Del Giudice scritte in collaborazione con Diana Armento di Coordinamento universitario.

Subito dopo andate a firmare la petizione per abolire i testi di ingresso all’università su Change.org

In Italia ci sono troppi laureati, non possiamo più permetterci di far iscrivere chiunque all’università. Falso: l’Italia è uno dei Paesi in Europa con il più basso numero di laureati fra i 25 e i 34 anni. Solo il 19% (al pari di Slovacchia, Romani e Repubblica Ceca), contro una media del 30% nell’Ue, corrispondente alla metà delle cifre del Regno Unito, della Francia e persino della Spagna. L’obiettivo da raggiungere fissato a livello europeo è quello del 40% (più del doppio di quelli attuali) entro il 2020. Vale a dire che, secondo la logica, nei prossimi 7 anni dovremmo sforzarci per promuovere le iscrizioni all’università, che invece sono in forte calo (-58.000 iscritti negli ultimi 10 anni).

All’università è giusto che vada chi se la “merita”. Falso: la formazione universitaria rientra a pieno titolo fra i diritti fondamentali di ogni cittadino, garantito fra l’altro dalla nostra Costituzione. I diritti, per loro natura, non sono un premio che ognuno deve provare ad ottenere, ma una garanzia che ogni società dovrebbe premurarsi di tutelare. Selezionare, in base a una presunta idea di “merito”, chi può godere di un diritto e chi no, è una prepotenza di cui ci si è arrogati in maniera totalmente illegittima.

I test sono uno strumento imparziale, chi studia li supera senza problemi. Falso anche questo: pensare che qualche decina di domande e due ore di tempo siano lo strumento per stabilire chi è in grado di studiare una disciplina e chi no è pura follia. Il test premia un tipo di preparazione, nozionistica e meccanica, che è lontana anni luce dal metodo e dai contenuti con cui si viene formati all’interno delle nostre scuole. Non per altro, negli anni sono sorte tantissime aziende e istituti privati che preparano i futuri universitari in vista del test, insegnando più che materie, ragionamenti e connessioni, trucchi e metodi per poter rispondere velocemente a una tipologia pre-impostata di quesiti. I costi di questi corsi sono altissimi e accessibili solo a coloro che hanno la possibilità di investire economicamente nella preparazione ai test d’accesso, alla faccia di qualsiasi discorso sull’equità e sulla mobilità sociale. Non è un caso, fra l’altro, che oggi il numero dei laureati che provengono da famiglie in cui almeno uno dei due genitori è laureato è 7 volte superiore di quello di chi viene da una famiglia a basso livello d’istruzione.

Il numero chiuso esiste solo in facoltà particolarmente difficili, perché non tutti sono in grado di studiare materie particolarmente complesse. Falso: il numero chiuso sta progressivamente diventando uno strumento universale di sbarramento all’università. Oggi il 57,3% dei corsi di laurea attivati in Italia prevedono una selezione all’accesso, ben più della metà. Al di là delle facoltà che sono regolate da un sistema di selezione nazionale (L. 264/99, che riguarda le discipline medico-sanitarie, Architettura e Scienze delle Formazione), i singoli atenei possono decidere se attuare o meno dei sistemi di selezione. Complice il durissimo taglio dei fondi pubblici, il blocco del turn-over e l’impossibilità di assumere nuovi docenti, la carenza storica di spazi e infrastrutture, oltre che il famigerato decreto AVA e l’imposizione di ristrettissimi requisiti per l’attivazione dei corsi di studio, il numero chiuso è diventato lo strumento principe con cui far fronte ai problemi dell’università pubblica, nell’attesa che qualcosa cambi sul fronte delle politiche nazionali.

Le conclusioni a questo punto non sono difficili da tirare: la cosa di cui il nostro Paese avrebbe bisogno in questo momento è l’abolizione totale di ogni barriera all’accesso universitario e un grosso piano di investimenti pubblici per gli atenei, in maniera tale da garantirne la sostenibilità e la capacità di accogliere e fornire istruzione di qualità a tutti coloro che lo desiderano. Il tutto andrebbe supportato da un nuovo sistema di borse di studio e servizi in grado di tutelare il diritto di proseguire gli studi oltre il diploma a prescindere dalle proprie condizioni di reddito.

Resta a noi scegliere se continuare ad assistere alla progressiva negazione dei nostri diritti e del nostro futuro o ricominciare ad alzare la voce.

Firma la petizione su Change.org -> vai

Categorie : Istruzione/Scuola
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Don Vito Corleone

Da quante persone sarà formato l’esercito dei raccomandati che alle prossime amministrative si recherà nella cabina elettorale per ricambiare il favore? Quanti quelli che in questi anni hanno avuto un lavoro, hanno vinto un concorso o hanno avuto un qualsiasi beneficio (che magari era un loro diritto) dopo aver bussato alla porta “giusta” e magari sborsato pure migliaia di euro?

In posti di potere diversi ma gestiti con gli stessi metodi, hanno utilizzato la loro autorità per sistemare un sacco di persone ed ora vanno all’incasso. Un esercito di persone complici di ciò che è un vero e proprio furto, una truffa, un imbroglio. Persone che hanno potuto godere di un beneficio, qualunque esso sia, rubandolo a chi ne aveva più diritto o maggior merito ora ringrazieranno con una ics la “brava” persona che li ha aiutati.

E’ così che si costruisce e si mantiene il consenso. E le scelte dei candidati sono fatte proprio in base a quanti sono coloro che debbono ricambiare il favore.

Oggi, come dice bene Di Battista, la scelta non è tra destra e sinistra, tra una forza politica ed un altra. No. La scelta è tra cittadini onesti e delinquenti ed è ora di scegliere da che parte stare.

Categorie : Politica
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ott
05

La spartogna

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stretta-di-mano

Centrodestra e centrosinistra sono due facce della stessa medaglia. Si battibeccano sui giornali, si scontrano nei dibattiti ma poi basta andare a vederli nelle istituzioni e valutare il loro operato con cognizione di causa per rendersi conto facilmente di quanto tutto questo teatrino sia funzionale  esclusivamente alla spartizione della torta in parti proporzionali. Le battaglie elettorali non servono a cambiare il paese, ma semplicemente i giochi di forza in modo che si ribaltino le percentuali di spartizioni e chi, sino a ieri si doveva accontattare, domani si abbufferà e viceversa.

Se solo in Italia e a Ostuni esistesse un servizio di informazione decente, se solo la cittadinanza sapesse come l’opposizione ostunese ha svolto la sua funzione in questi anni queste mie parole apparirebbero a chiunqe banali e superflue. Ma l’informazione è una chimera, giornali e televisioni raccontano una favola a cui, purtroppo, molti cittadini piace e fa comodo credere.

Io non voglio fare qui l’elenco delle porcate passate in questi anni e che stanno passando in questi mesi nel totale silenzio della “opposizione” e non voglio neanche parlare delle raccomandazioni per un posto di lavoro (non solo in comune) e dei tanti che grazie a queste si sono “sistemati” dando in cambio eterna riconoscienza e sotterrando sotto il “tengo famiglia” le proprie idee, la propria libertà di espressione.

Centrodestra e centrosinistra si alternano in una costante spartogna dove l’eredità è in realtà di vivi, dei cittadini che anno dopo anno vengono scippati del loro benessere, del loro patrimonio, dei loro diritti, della loro dignità in un costante circolo dove o ti sottoponi oppure soccombi, o chiedi a loro e avrai oppure scegli la libertà con cui però non si mangia.

E’ ora di dire basta! E’ ora di trovare il coraggio di dire BASTA! Non ci sarà nessun generale, avvocato, dottore o anche semplice cittadino che vi salverà. Solo voi potrete farlo, solo voi la vostra dignità di uomini e donne. Nessun altro.

Categorie : Politica
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set
30

Offerta illimItalia

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illimitatamente

Di Alessandro Daniele

- Buongiorno! – Esordisce garrula la voce al telefono – Vorrei proporle l’offerta IllimItalia.

- No, grazie, non cambio gestore.

- Ma quest’offerta non riguarda solo la telefonia. Se lei sceglie di collocare la sua impresa in Italia, potrà inquinare l’ambiente, devastare il territorio, abbattere i monumenti, frodare il fisco, truccare il bilancio, corrompere i funzionari, truffare i clienti, sfruttare gli operai, intossicarli, ricattarli, e licenziarli in massa. Illimitatamente! Se poi decidesse di entrare in politica, potrà riempire il parlamento di suoi dipendenti, rovesciare i governi, e cambiare tutte le leggi nell’interesse suo, e delle sue aziende.

- Io non ho aziende.

- Neanche una?

- No.

- Capitali da investire o riciclare?

- Nemmeno.

- Allora mi permetta di proporle l’offerta Quiri-Line. Se il presidente Napolitano non riuscirà a reinstallare Letta, gli servirà un’altra app che esegua gli ordini della BCE. Tutto quello che lei dovrà fare come premier è sfoggiare il suo savoir faire sobrio ma elegante, e le sue conoscenze altolocate…

- Non ne ho.

- Oh, ma allora lei è un poveraccio, un caso umano – sospira – Posso offrirle l’opzione Papa e Più Papa: una telefonata di Bergoglio, più cento sms di Ratzinger, che preferisce scrivere, più una suoneria di Wojtyla che canta il Pulcino Pio in otto lingue.

- Wojtyla è morto molto prima che uscisse il Pulcino Pio.

- Era un profeta – risponde la voce, in tono ispirato.

- Ma io non sono un caso umano. Sono uno che lavora.

Un attimo di silenzio.

- Allora mi dispiace. A lei non abbiamo niente da offrire.

Categorie : Politica
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