<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>iapra li  uecchie il blog di Paolo Mariani &#187; Di Persio</title>
	<atom:link href="http://iapraliuecchie.it/tag/di-persio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://iapraliuecchie.it</link>
	<description>Il blog di Paolo Mariani</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 May 2012 09:17:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<item>
		<title>Ancora una città fantasma</title>
		<link>http://iapraliuecchie.it/2012/04/05/ancora-una-citta-fantasma/</link>
		<comments>http://iapraliuecchie.it/2012/04/05/ancora-una-citta-fantasma/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Di Persio]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iapraliuecchie.it/?p=7021</guid>
		<description><![CDATA[Il 6 aprile del 2009 le immagini della Casa dello Studente, la chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo, il crollo del Palazzo del Governo… fanno subito il giro del mondo. Trecentonove vittime. Messaggini, trasmissioni, canzoni, concerti… parte la gara di solidarietà tipica degli italiani, e non solo, di fronte ai disastri naturali. Presidente del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Qfs4BQoSNsI" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-7022" title="jutarramutu" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/jutarramutu.jpg" alt="" width="500" height="306" /></a></p>
<p>Il 6 aprile del 2009 le immagini della Casa dello Studente, la chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo, il crollo del Palazzo del Governo… fanno subito il giro del mondo. Trecentonove vittime.</p>
<p>Messaggini, trasmissioni, canzoni, concerti… parte la gara di solidarietà tipica degli italiani, e non solo, di fronte ai disastri naturali.</p>
<p>Presidente del Consiglio, Capo della Protezione Civile, Presidente del Consiglio, Papa, Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio… la passerella post sisma dove la presenza di Berlusconi sembra una candidatura per vincere un guinness dei primati.</p>
<p>Tendopoli, alberghi al mare o in montagna, amici ospitano le decine di migliaia di sfollati.</p>
<p>Intanto arrivano soldi a pioggia, non dal Governo, loro hanno stanziato per la ricostruzione 800 milioni di euro, ma da altri Stati, da associazioni, singoli individui.</p>
<p>L’Aquila più bella di prima, L’Aquila com’era prima, L’Aquila ricostruita… tendopoli fino a novembre e poi la costruzione di New Town, diciannove nuovi quartieri e così finiscono i soldi pubblici stanziati.</p>
<p>Camorra, ‘ndrangheta, mafia si manifestano in città, vincono gare d’appalto, hanno prestanome.</p>
<p>Le intercettazioni, le proteste, i processi, le difese: nessuno chiede scusa, nessuno si dimette.</p>
<p>Con fatica e qualche raccomandazione si riparano le case con danni leggeri, mentre, a distanza di tre anni, i progetti per la riparazione delle abitazioni classificate E, quindi inagibili, trovano ancora bocciature burocratiche.</p>
<p>Imu per le case inagibili, affitto per le case delle New Town che sono in comodato d’uso finché non si torna nelle proprie, una serie di gatte da pelare, ora per l’attuale sindaco, poi per il futuro.</p>
<p>Un rimpallo di responsabilità fra sindaco, presidente della regione e commissari, il tutto ritarda la famosa ricostruzione ed è un’ottima giustificazione per non far capire che soldi non ce ne sono. Gli esasperati hanno venduto le loro macerie agli stessi enti che avrebbero dovuto occuparsi della ricostruzione.</p>
<p>Un miliardo di euro messo a disposizione dall’Inail bloccato per mancanza di progettualità, ma in realtà significherebbe avere gli occhi puntati addosso di qualcuno che veglia e diventerebbe difficile dirottare soldi al comune che amministra il sindaco Caio o Tizio.</p>
<p>Nuove costruzioni più o meno discutibili come l’auditorium al parco del Castello. La politica ha deciso che ci dev’essere un auditorium, perché non si può fare una figuraccia con la provincia di Trento che lo finanzia e, come si legge dal cartello dei lavori: impresa, ingegnere, geometra.. trentatre trentini e gli aquilani in cassa integrazione o peggio disoccupati.</p>
<p>6 aprile 2012 L’Aquila è ancora una città fantasma!</p>
<p style="text-align: right;">Samanta Di Persio</p>
<h3 class='related_post_title'>Ti potrebbero interessare anche:</h3>
<ul class='related_post'>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2011/11/05/e-li-chiamavano-aiuti/' title='E li chiamavano aiuti'>E li chiamavano aiuti</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2010/06/04/aspettando-ju-tarramutu/' title='Aspettando Ju Tarramutu'>Aspettando Ju Tarramutu</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2009/10/22/il-terremoto-nudo-e-crudo/' title='Il terremoto nudo e crudo'>Il terremoto nudo e crudo</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/03/30/morte-sul-lavoro-prescritta/' title='Morte sul lavoro prescritta'>Morte sul lavoro prescritta</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2011/02/22/la-pena-di-morte-italiana/' title='La pena di morte Italiana'>La pena di morte Italiana</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iapraliuecchie.it/2012/04/05/ancora-una-citta-fantasma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Morte sul lavoro prescritta</title>
		<link>http://iapraliuecchie.it/2012/03/30/morte-sul-lavoro-prescritta/</link>
		<comments>http://iapraliuecchie.it/2012/03/30/morte-sul-lavoro-prescritta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 08:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia/Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Di Persio]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[morti bianche]]></category>
		<category><![CDATA[prescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iapraliuecchie.it/?p=6983</guid>
		<description><![CDATA[Mentre il Governo dei tecnici è impegnato a discutere la riforma del lavoro, ancor prima che venga varata, l’articolo 1 della Costituzione viene sospeso per l’ennesima volta. Antonio D’Amico è morto nello stabilimento Fiat di Pomigliano il 6 marzo del 2002. E’ stato schiacciato da un muletto guidato dall’ultima ruota del carro dell’ingranaggio: un precario. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://vimeo.com/9936624" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-2763" title="morti_bianche" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2010/09/morti_bianche.png" alt="morti_bianche" width="500" height="306" /></a></p>
<p>Mentre il Governo dei tecnici è impegnato a discutere la riforma del lavoro, ancor prima che venga varata, l’articolo 1 della Costituzione viene sospeso per l’ennesima volta. Antonio D’Amico è morto nello stabilimento Fiat di Pomigliano il 6 marzo del 2002. E’ stato schiacciato da un muletto guidato dall’ultima ruota del carro dell’ingranaggio: un precario.</p>
<p>Il ragazzo guidava ad un velocità superiore ai 6 km orari, aveva la visuale coperta perchè trasportava due contenitori con lamiere che superavano l’altezza consentita dalla legge di un metro e sessanta. Quando è avvenuto l’incidente sul posto c’era anche Rosario, il figlio di Antonio. Rosario conosce bene i tempi le dinamiche del lavoro: si stava producendo la nuova Punto, bisognava sbrigarsi, altrimenti si chiude e il lavoro viene delocalizzato. Allora se le cose stanno così si chiude un occhio, forse anche due, chi guida il muletto non ha il patentino ed è senza formazione. Il giovane precario durante il processo si è accollato tutta la colpa (come se la responsabilità di non essere formato sia la sua) ed in primo grado è stato condannato a poco più di un anno.</p>
<p>La Fiat ricorre in appello chiedendo l’annullamento del processo, la Fiat non è difesa da un avvocato qualunque, ma dal Presidente dell’ordine degli Avvocati della regione Campania. I familiari di Antonio si appellano a chiunque, perfino al Presidente della Repubblica che li onora con la medaglia al lavoro. Il processo va avanti con altre testimonianze, altro dolore e tanta speranza per chi resta affinchè la verità possa emergere. Sul cammino incontrano un PM comprensivo, giusto o che semplicemente fa il proprio lavoro e chiede che la pena venga raddoppiata. Esattamente dopo dieci anni il processo si conclude e si conclude come ci ha abituato il dittatore degli ultimi diciassette anni. I colpevoli ci sono, ma restano impuniti: IL REATO SI E’ PRESCRITTO!</p>
<p style="text-align: right;">Samanta Di Persio</p>
<h3 class='related_post_title'>Ti potrebbero interessare anche:</h3>
<ul class='related_post'>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2009/10/04/una-silenziosa-strage/' title='Una silenziosa strage'>Una silenziosa strage</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2010/03/13/il-padre-rubato/' title='Il padre rubato'>Il padre rubato</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2011/12/14/fallimento-politico-e-sindacale/' title='Fallimento politico e sindacale'>Fallimento politico e sindacale</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2011/08/05/tav-occupazione-e-morti/' title='TAV, occupazione e morti'>TAV, occupazione e morti</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2010/09/05/omicidi-sul-lavoro/' title='Omicidi sul lavoro'>Omicidi sul lavoro</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iapraliuecchie.it/2012/03/30/morte-sul-lavoro-prescritta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E li chiamavano aiuti</title>
		<link>http://iapraliuecchie.it/2011/11/05/e-li-chiamavano-aiuti/</link>
		<comments>http://iapraliuecchie.it/2011/11/05/e-li-chiamavano-aiuti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 17:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[bertolaso]]></category>
		<category><![CDATA[Di Persio]]></category>
		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iapraliuecchie.it/?p=5921</guid>
		<description><![CDATA[Ve li ricordate i terremotati? Quelli de L&#8217;Aquila, la cui vicenda è stata seguita per settimane a reti unficate. Non so se ci avete fatto caso ma sono completamente scomparsi da telegiornali e carta stampata e di conseguenza dai pensieri degli italiani. Lascio questo spazio a Samanta di Persio, autrice di Ju Tarramutu, perchè questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/11/emergenza.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-5922" title="emergenza" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/11/emergenza.jpeg" alt="" width="250" height="188" /></a>Ve li ricordate i terremotati? Quelli de L&#8217;Aquila, la cui vicenda è stata seguita per settimane a reti unficate. Non so se ci avete fatto caso ma sono completamente scomparsi da telegiornali e carta stampata e di conseguenza dai pensieri degli italiani. Lascio questo spazio a Samanta di Persio, autrice di <a href="http://iapraliuecchie.it/2010/06/04/aspettando-ju-tarramutu/" target="_blank">Ju Tarramutu</a>, perchè questo blog come lei non vuole dimenticare.</p>
<blockquote><p>A noi aquilani sono arrivati una valanga di insulti, siamo stati tacciati di essere dei piagnoni ai quali non andava bene nulla, non eravamo meritevoli delle case che in Irpinia sognano ancora, ci hanno augurato trent’anni di container invece di chiedere trasparenza sul denaro che arrivò per il terremoto del 1980: 63mila miliardi di lire. A L’Aquila è certo che denaro non è arrivato, quel poco se lo sono spartito fra stato, politici, amministratori, imprenditori e perfino la Curia. Il decreto Abruzzo prevedeva una parte di entrate per la ricostruzione tramite giochi, dopo oltre due anni lo stato è debitore per più di un milione di euro e il Presidente del Consiglio, attaverso una società creata ad hoc per giochi on line, deve ai terremotati 14 miliardi di euro. Ma in questo Paese si sa, lo stato fa prima a prendere che a dare, e allora chiede indietro le tasse che erano state sospese nel 2009 e parte del 2010 (fino a luglio). Per gli aquilani niente sconti, devono restituire il 100 per cento, a differenza dei terremotati Umbria e Marche che hanno restituito il 40 per cento dopo 10 anni. Tredici, delle centoventi rate, lo Stato le vuole subito, entro dicembre 2011.</p>
<p>La provincia de L’Aquila non è esente dalla crisi economica che caratterizza l’intera nazione, ma a questo si aggiunge il terremoto. In realtà tutti ci aspettavamo qualcosa di diverso, dove c’è distruzione bisogna ricostruire, quindi c’è lavoro. Ma nessuno aveva fatto i conti con il Governo, nonostante i personaggi avevano un curriculum di 15 anni di esperienze i politici locali si sono calate le braghe. Però la dittatura non dev’essere dichiarata per viverla, bastava osservare quello che è accaduto e accade. Quando le decisioni arrivano dall’alto, senza rispettare il principio democratico di poter scegliere, dovrebbe essere tutto chiaro. Il progetto C.A.S.E. ce lo cuciono addosso. Sindaco e Bertolaso decidono quali terreni espropriare, stando attenti a non sottrarre proprietà a Chiesa e baronie, ed ecco qua che il risultato sono nuove costruzioni ciò che desiderava la coppia Berlusconi/Bertolaso. I primi favori sono stati restituiti ai fedelissimi: la cricca delle intercettazioni si aggiudica appalti milionari. I secondi favori sono stati restitui con appalti alla criminalità organizzata: mafia, camorra e ‘ndrangheta. Mentre il miracolo della ricostruzione fa il giro del mondo tramite i mezzi d’informazione di proprietà o controllati dal Presidente del Consiglio L’Aquila è ancora zona off limits presidiata dall’esercito. La ricostruzione delle case di proprietà una chimera.</p>
<p>Agli aquilani non resta che chiudere bottega oppure elemosinare un subappalto del subappalto. Ironia della sorte, nella provincia dell’Aquila il tasso di disoccupazione, di lavoratori in cassa integrazione e mobilità è il più alto d’Italia. Non a caso qualcuno rideva alle 3.32 e qualcuno moriva, qualcuno pensava alle tasche gonfie e qualcuno perdeva la casa, qualcuno viene indagato, messo velocemente ai domiciliari e infine prosciolto e qualcuno aspetta una lenta giustizia. Morale della favola Berlusconi ha preso tutto ciò che poteva prendere, senza dare nulla, nemmeno l’elemosina, perchè ben presto i teremotati dovranno restituire anche il soldi del progetto C.A.S.E., senza distinzione fra chi era in affitto e chi aveva una casa di proprietà e pagava un mutuo. E li chiamavano aiuti….</p>
<p style="text-align: right;">Samanta Di Persio</p>
</blockquote>
<h3 class='related_post_title'>Ti potrebbero interessare anche:</h3>
<ul class='related_post'>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/04/05/ancora-una-citta-fantasma/' title='Ancora una città fantasma'>Ancora una città fantasma</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2010/06/04/aspettando-ju-tarramutu/' title='Aspettando Ju Tarramutu'>Aspettando Ju Tarramutu</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2009/12/29/continue-emergenze-lauti-guadagni/' title='Continue emergenze lauti guadagni'>Continue emergenze lauti guadagni</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2009/10/22/il-terremoto-nudo-e-crudo/' title='Il terremoto nudo e crudo'>Il terremoto nudo e crudo</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2009/09/20/la-ricostruzione-piu-veloce-del-mondo/' title='La ricostruzione più veloce del mondo'>La ricostruzione più veloce del mondo</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iapraliuecchie.it/2011/11/05/e-li-chiamavano-aiuti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La pena di morte Italiana</title>
		<link>http://iapraliuecchie.it/2011/02/22/la-pena-di-morte-italiana/</link>
		<comments>http://iapraliuecchie.it/2011/02/22/la-pena-di-morte-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 15:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Di Persio]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iapraliuecchie.it/?p=3912</guid>
		<description><![CDATA[Ho conosciuto Samanta Di Persio qualche anno fa quando la invitati ad Ostuni a presentare il suo primo libro &#8220;Morti Bianche&#8221; disponibile presso la biblioteca comunale per gentile omaggio dell&#8217;autrice (video). L&#8217;ho poi rincontrata altre volte sia a L&#8217;Aquila, pochi mesi dopo il terribile sisma , sia nuovamente ad Ostuni dove venne a presentare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/02/la_pena_di_morte_italiana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3915" title="la_pena_di_morte_italiana" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/02/la_pena_di_morte_italiana.jpg" alt="" width="250" height="182" /></a>Ho conosciuto Samanta Di Persio qualche anno fa quando la invitati ad Ostuni a presentare il suo primo libro &#8220;Morti Bianche&#8221; disponibile presso la biblioteca comunale per gentile omaggio dell&#8217;autrice (<a href="http://vimeo.com/9936624" target="_blank">video</a>). L&#8217;ho poi rincontrata altre volte sia a L&#8217;Aquila, pochi mesi dopo il terribile sisma , sia nuovamente ad Ostuni dove venne a presentare il suo secondo libro &#8220;Ju Tarramutu&#8221;. Una persona eccezionale, un&#8217;autrice come poche, capace di dare voce e vita a chi è stato risucchiato in questi drammi. I suoi libri, zuppi di testimonianze e sentimenti, ti avvolgono al punto che non sia più se quelle esperienze le hai lette o vissute.</p>
<p>La sua nuova opera &#8220;La pena di morte Italiana&#8221; da voce a chi ha incontrato il poliziotto, il carabiniere o l’agente di custodia sbagliato. Non perdetevelo.</p>
<p>Ottima anche l&#8217;iniziativa &#8220;perdi il libro&#8221; promossa da Ornella Gemini e pubblicizzata dalla stessa autrice ovvero acquistare il libro, leggerlo e poi perderlo in un luogo  pubblico in città, con un messaggio: “Non sono stato dimenticato.  Prendimi, leggimi e poi perdimi in qualche posto in città. Aiutami a  dare voce a ragazzi che non ce l’hanno più.&#8221;<br />
A proposito. Ne è stata &#8220;smarrita&#8221; una copia anche nella villa comunale di Ostuni, chi la trovasse è pregato di leggerla e &#8220;smarrirla&#8221; nuovamente.</p>
<p>Dal <a href="http://sdp80.wordpress.com/" target="_blank">Blog di Samanta di Persio</a></p>
<blockquote><p>Un libro uscito il 9 febbraio con l’intento di dare voce a chi ha  incontrato il poliziotto, il carabiniere o l’agente di custodia  sbagliato. Nello sport se un atleta sbaglia viene punito, il calcio ne è  l’esempio più lampante, perché per le forze dell’ordine (per non  parlare della politica) non avviene? <strong>Federico Aldrovandi</strong> non si è sbattuto per terra o contro un muro, poliziotti armati di  manganello si sono scagliati contro di lui, appena 18 anni, con una  furia animale. Il suo corpo livido: viso, genitali, petto. <strong>Poliziotti condannati senza essere stati sospesi un solo giorno dal servizio</strong>. Nel processo non è emerso qual è stato il ruolo di ognuno. Questa si chiama omertà.</p>
<p><strong>Riccardo Rasman,</strong> un ragazzo affetto da schizofrenia  in cura presso il centro di igiene mentale di Trieste è stato assalito  in casa: imbavagliato, legato con il fil di ferro, <strong>picchiato ed ucciso</strong> non da malviventi, <strong>dalla polizia di Stato</strong>. <strong>Condannati a 6 mesi senza la sospensione dal servizio</strong>.</p>
<p><strong>Stefano Cucchi</strong> lo ricordano tutti perché le sue foto sono ben note. <strong>Rinviati a giudizio</strong> tre agenti di polizia penitenziaria e processo breve per il direttore dell’ufficio detenuti.</p>
<p>Il 14 febbraio, giorno dell’amore, il sindacato autonomo della  polizia penitenziaria si sente offeso dalla prefazione di Beppe Grillo.  Mi colpisce il passaggio in cui scrivono: “<strong>Non accettiamo </strong>che  al duro, difficile e delicato lavoro che quotidianamente le donne e gli  uomini della Polizia penitenziaria svolgono con professionalità, zelo,  abnegazione e soprattutto umanità vengano associati i<strong> </strong><strong>terribili vocaboli di violenza,</strong><strong> </strong><strong>indifferenza, cinismo e omertà.</strong><strong>”</strong> Nel libro è specificato che non si accusa il sistema penitenziario, ma  il sistema omertoso del coprirsi. La maggior parte degli uomini e delle  donne sono onesti cittadini che oltre a compiere perfettamente il loro  dovere sono genitori. Da genitore per i figli dobbiamo sempre discernere  ciò che è bene da ciò che è male e un direttore di un carcere che  dichiara: “<strong>Il detenuto non si massacra in sezione, il detenuto si massacra sotto</strong>” è un male che vanifica l’impegno delle persone oneste.</p>
<p>Nel libro c’è la testimonianza di Ornella Gemini, madre di <strong>Niki Aprile Gatti </strong>un  ragazzo incensurato che per presunta frode informatica viene portato in  un carcere di massima sicurezza. Viene arrestato nell’inchiesta  Premium, i numeri a pagamento che hanno fatto disperare molti italiani.  Niki dichiara da subito di voler collaborare. Per il primo ingresso in  carcere esiste una circolare che prevede un trattamento di riguardo, in  primis potersi mettere in comunicazione con i familiari. Al ragazzo non è  permesso. Muore nel bagno della cella. Un ragazzo alto 1 metro e 80 cm  di 92 chili si sarebbe suicidato con un laccio di scarpa in uno spazio  che non lo permetteva. Il <strong>caso archiviato</strong>, deposizione del ragazzo secretata.</p></blockquote>
<h3 class='related_post_title'>Ti potrebbero interessare anche:</h3>
<ul class='related_post'>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/04/05/ancora-una-citta-fantasma/' title='Ancora una città fantasma'>Ancora una città fantasma</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/03/30/morte-sul-lavoro-prescritta/' title='Morte sul lavoro prescritta'>Morte sul lavoro prescritta</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/01/14/casta-nostra/' title='Casta Nostra'>Casta Nostra</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/01/10/i-fondamentali-ignoti-a-monti/' title='I fondamentali ignoti a Monti'>I fondamentali ignoti a Monti</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2011/11/18/se-il-buon-giorno-si-vede-dal-mattino/' title='Se il buon giorno si vede dal mattino'>Se il buon giorno si vede dal mattino</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iapraliuecchie.it/2011/02/22/la-pena-di-morte-italiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aspettando Ju Tarramutu</title>
		<link>http://iapraliuecchie.it/2010/06/04/aspettando-ju-tarramutu/</link>
		<comments>http://iapraliuecchie.it/2010/06/04/aspettando-ju-tarramutu/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 18:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Di Persio]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iapraliuecchie.it/?p=2249</guid>
		<description><![CDATA[Mercoledì 10 Giugno presso la Sala mostre della biblioteca comunale di Ostuni si terrà un pubblico incontro che avrà come tema il terremoto che il 6 Aprile del 2009 ha colpito il territorio Aquilano e che ha causato numerose vittime. L&#8217;inizo è previsto per le ore 18 con la proiezione di &#8220;L&#8217;Aquila a pezzi&#8221; documentario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="miniyoutube"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="239" height="200" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/w-h7fX5Zr-M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="239" height="200" src="http://www.youtube.com/v/w-h7fX5Zr-M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Mercoledì 10 Giugno presso la Sala mostre della biblioteca comunale di Ostuni si terrà un pubblico incontro che avrà come tema il terremoto che il 6 Aprile del 2009 ha colpito il territorio Aquilano e che ha causato numerose vittime.</p>
<p>L&#8217;inizo è previsto per le ore 18 con la proiezione di &#8220;L&#8217;Aquila a pezzi&#8221; documentario sul post terremoto realizzato da Action Aid. A seguire Samanta Di Persio presenterà il suo libro &#8220;Ju Tarramutu&#8221; nel quale il terribile evento è raccontato attraverso le parole di Vigili del Fuoco intervenuti sul luogo, cittadini colpiti dall&#8217;evento compresa l&#8217;autrice ed  esperti che da anni studiano l&#8217;attività sismica del territorio.<br />
Un opportunità per fare il punto della situazione anche alla luce delle numerose proteste dei cittadini aquilani e degli sviluppi delle inchieste giudiziarie in corso.</p>
<p>La cittadinanza tutta è invitata ad eccezzione di chi il 6 Aprile 2009 alle 3e32 rideva al telefono.</p>
<p>Dal Libro Ju Tarramutu:</p>
<blockquote><p>Li chiamano gli<strong> angeli.</strong> E non potrebbe essere usato  un altro termine. Sempre gentili, con il sorriso ed il loro elmetto.  Magari hanno lavorato dieci, dodici ore, anche più e sono lì ancora con  la forza di scavare fra le macerie per salvare vite, per recuperare  corpi. Poi si arrampicano, ti recuperano le tue cose. Non li dimentichi,  non puoi! Allora, voglio ricordarli in questo libro con le loro parole.  Onore e riconoscenza a Marco Cavagna morto per portare  aiuto alle popolazioni colpite dal sisma.<strong> Marco Cavagna</strong> è morto per portare aiuto e soccorso alle popolazioni Aquilane colpite  dal sisma del 6 aprile. Era partito da Bergamo con la sua squadra la  mattina del 6 aprile appena saputo della notizia del terremoto  nell’Aquilano. Caposquadra dei Vigili del Fuoco di Bergamo dove prestava  servizio, appena arrivato a L’Aquila si era dato subito da fare nel  cercare persone disperse nelle macerie, poco dopo ha avuto un malore un  infarto che non gli ha lasciato scampo. Portato con l’elisoccorso del  118 all’ospedale di Pescara, Marco non ce l’ha fatta. Aveva 49 anni  sposato, lascia la moglie e due bambini. A Marco e a tutta la sua  famiglia possa giungere l’eterna gratitudine del popolo Aquilano .</p>
<p>Lo scenario che si presenta agli occhi dei vigili del fuoco una volta  arrivati sul luogo del terremoto:</p>
<p><strong>Giancarlo</strong>. Sono arrivato a L’Aquila nelle prime ore  dal sisma.Quella notte sono stato chiamato dal Comandante dell’Aquila.  Sapevo benissimo cos’era accaduto. Una volta arrivato sul posto, con la  mia squadra siamo stati mandati a Pianola (piccola frazione a 6  chilometri dalla città) per tirare fuori delle persone da una casa che  si era spezzata in due. Il piano superiore era adagiato su quello  inferiore, le persone non potevano uscire. Dopo siamo stati mandati ad  Onna, ma lì la situazione era talmente caotica che ci hanno dirottato in  un’altra frazione: San Gregorio. Abbiamo salvato diversi bambini di un  orfanotrofio e purtroppo abbiamo tirato fuori anche una suora già morta.  Siamo stati lasciati senza acqua e cibo per più di 48 ore. C’erano  talmente tante cose da fare che non ci siamo fermati un attimo. Noi sui  luoghi del disastro senza mangiare e bere, gli uomini della Protezione  civile, che non hanno nessuna competenza nella ricerca di persone,  comodamente in tenda con acqua e pasti caldi e i funzionari al  ristorante.</p>
<p><strong>Gianni</strong>, cinofilo dei pompieri. Vi erano molte  persone su un solaio molte delle quali non avevano nessuna competenza,  con il risultato di appesantirlo (anche perchè 40 persone a una media di  70 kg a persona fa’ 2800 kg) e quindi correre il rischio di schiacciare  chi si trovava sotto. Noi abbiamo molte difficoltà a mantenere il cane,  perché tutte le spese sono a nostro carico: alimentazione, cure  veterinarie ecc. Non abbiamo alcun aiuto da parte del Ministero, eppure i  cani servono a ritrovare i dispersi.</p>
<p><strong>Giuseppe. </strong>Da molti anni opero nel soccorso pubblico.  Ne ho viste di tutti i colori: dal terremoto in Friuli a quello  dell’Irpinia, a quello dell’Umbria e delle Marche, alle alluvioni che  hanno colpito mezza Italia. Sono arrivato a L’Aquila centro storico alle  6 del mattino, a meno di 3 ore dal sisma. La prima sensazione che ho  avuto: ho visto una città che non esisteva più. Era crollata nella sua  parte più bella. Distrutta ed ingannata. Sì, ingannata perché questo  terremoto aveva fatto sentire la sua “voce” più di tre mesi fa. Quindi  di cose da fare  ce ne erano, ma nulla è stato fatto. Le persone che  abbiamo estratto dalle macerie ci ringraziavano piangendo e maledicendo  tutti coloro che li avevano ingannati. Ci siamo dati da fare subito.  Eravamo pieni di polvere, ferite nelle mani e soprattutto nel cuore nel  vedere una città ridotta così. Mentre scavavamo con le mani, aiutati da  molti cittadini presenti che ci indicavano dove si trovava la camera da  letto, il soggiorno, si presentano i “volontari” della Protezione civile  con le loro belle divise linde e pinte. La sensazione (poi condivisa  con altri colleghi) fu che i “volontari” erano al seguito delle  telecamere e non il contrario. Questa cosa ci disgustò molto, ma a noi  interessava fare solo il nostro dovere, loro ci tenevano a farsi  riprendere. Spero un giorno di tornare in questa meravigliosa città,  ritrovare le persone del luogo che hanno scavato fianco a fianco con noi  pompieri e di vederla ricostruita anche se non sono molto ottimista, la  storia passata del nostro Paese ci insegna.</p>
<p><strong>Luigi</strong>. “Cosa si pretende da noi? Dobbiamo forse  morire di fatica?”. “Non solo dobbiamo garantire la partenza da tutta  Italia per le zone terremotate, fare fronte a mezzo paese in fiamme, ma  subire anche le determinazioni del Ministero dell’Interno che, complici  alcuni dirigenti carrieristi, manda i lavoratori sotto Consiglio di  Disciplina perché non ce la fanno fisicamente a lavorare per 24 ore  continuative”. Questa gravissima imposizione  non solo arriva dopo un  periodo di enorme sforzo per il personale,  ma adesso non è in alcun  modo giustificabile e deriva solo dalla mancata volontà di rafforzare un  organico carente che richiederebbe nuove assunzioni. Emerge un quadro  drammatico sul soccorso tecnico urgente in Italia. Negli altri paesi i  “volontari” sono tutti “targati” Vigili del fuoco. Ad esempio in Francia  sono 120mila, ma sono tutti vestiti, formati, attrezzati dai Vigili con  le stesse radio e mezzi. In Italia le risorse economiche per il  soccorso si perdono in un mare di rivoli: Misericordie, Pubbliche  assistenze, Forestale, Regioni, Comuni, Province. Hanno creato non solo  un danno economico grosso perché ci vogliono i soldi per: radio,   divise, attrezzature, mezzi, carburante, logistica, con il risultato che  si tolgono mezzi importanti di sostegna ai Vigili del fuoco. Ma il  dramma è che questi enti, oltre ad essere scollegati fra loro, hanno  vertici, linguaggi, apparati radio ed elicotteri diversi.  Quando  parlano del C.O.M. (centro operativo misto) è un enorme “cazzata”, avete  presente quando nella Bibbia i popoli della Palestina ad un certo punto  non si capiscono più nel parlare? Così nasce la “Torre di Babele”. In  Italia nel soccorso pubblico hanno fatto una cosa uguale. Questa  diversità di linguaggio nel comunicare, nell’intervenire con uomini e  mezzi diversi, certamente non fa bene al cittadino che deve ricevere il  servizio nel miglior modo possibile. Sul posto se ad un volontario di  uno di questi otto/nove (non si capisce quanti siano) enti, gli dico di  far qualcosa… mi rispondono: “E’ passato il nostro Presidente e ci ha  detto di stare qui.” Se tutti invece fossero Vigili del fuoco  risponderebbero ad unica struttura, perché io che ne so, se questi  “volontari” sanno andare su un incendio o su un vicolo dell’Aquila  crollato? Oppure dobbiamo soccorrere anche loro? C’è un circolo vizioso  di finanziamenti che la politica dà per un ritorno elettorale. Gli  stessi “volontari” prendono soldi sottoforma di diaria giornaliera,  altro che volontariato gratis!   Sono Ferdinando Mattei – RdB Vigili del  Fuoco. Che paese strano il nostro, il terremoto mi ha riconfermato il  gran cuore degli italiani anche di quelli che la vorrebbero un po’ più  divisa, ma mi ha anche riconfermato che di ogni critica si fa  immediatamente polemica. Qualche giorno dopo il sisma comunicai agli  organi di stampa che i soccorsi si ’ingolfarono” quasi subito e qualcuno  polemizzò che non era il momento di criticare. Io invece so quale  “addetto ai lavori” che quelli sono gli unici momenti in cui le parole  vengono ascoltate, a bocce ferme sono sempre lettera morta. Che paese  strano il nostro con due strutture di protezione civile spesso in  antitesi l’una con l’altra, quella ufficiale ed i Vigili del Fuoco (la  categoria più amata dagli italiani). La prima che dovrebbe essere  coordinata dai secondi come da legge ma che in realtà li vede asserviti  ed impegnati nei lavori più “sporchi” e pericolosi. La prima inondata di  flussi importanti di denaro pubblico all’occorrere di una calamità, i  secondi umiliati a mendicare il carburante e sempre incerti di  raggiungere le zone disastrate con mezzi di colonna mobile trentennali  tenuti insieme col fil di ferro. La prima con tanta volontà, i secondi  con un’esperienza inarrivabile. La prima in albergo quattro stelle i  secondi che devono, a sei mesi dal disastro, sopportare ancora turni di  sedici ore di lavoro continuo per poi ritornare in tenda e fare le  pulizie per poi abbandonarsi spesso stremati. Beninteso non voglio  cadere nell’equivoco, il volontariato è sintomo di civiltà, la critica è  strutturale e rivolta alla politica che ha creato e sostiene questa  situazione. Ma di questi argomenti non si deve parlare, vedasi le  puntate di “Anno Zero” e  la inevitabile vergognosa polemica volta a  fraintendere che le critiche fossero rivolte lo slancio altruistico  individuale delle componenti volontarie. Queste due organizzazioni hanno  un denominatore comune; l’immagine! La politica se ne approfitta a piè  sospinto poi dei pompieri si dimentica e per l’Abruzzo neppure li paga.</p>
<p><a href="http://sdp80.wordpress.com/" target="_blank">Vai al blog di Samanta Di Persio</a></p></blockquote>
<h3 class='related_post_title'>Ti potrebbero interessare anche:</h3>
<ul class='related_post'>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/04/05/ancora-una-citta-fantasma/' title='Ancora una città fantasma'>Ancora una città fantasma</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2009/10/22/il-terremoto-nudo-e-crudo/' title='Il terremoto nudo e crudo'>Il terremoto nudo e crudo</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/05/22/la-vera-calamita-dellitalia-e-la-sua-classe-politica/' title='La vera calamità dell’Italia è la sua classe politica'>La vera calamità dell’Italia è la sua classe politica</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/03/30/morte-sul-lavoro-prescritta/' title='Morte sul lavoro prescritta'>Morte sul lavoro prescritta</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2011/02/22/la-pena-di-morte-italiana/' title='La pena di morte Italiana'>La pena di morte Italiana</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iapraliuecchie.it/2010/06/04/aspettando-ju-tarramutu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il padre rubato</title>
		<link>http://iapraliuecchie.it/2010/03/13/il-padre-rubato/</link>
		<comments>http://iapraliuecchie.it/2010/03/13/il-padre-rubato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 11:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia/Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Di Persio]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[morti bianche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iapraliuecchie.it/?p=1574</guid>
		<description><![CDATA[Non molto tempo fa il nostro bene amato Presidente della Repubblica aveva portato alla ribalta del pubblico dibattito il drammatico ed irrisolto problema delle morti e degli infortuni sul lavoro. Oggi quest&#8217;argomento è sostanzialmente scomparso forse anche perchè lo stesso Presidente è sempre impegnato a firmare e a giustificare le leggi ad personam del suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="miniyoutube"><object width="239" height="200"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DwiiegWyKSE&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/DwiiegWyKSE&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="239" height="200"></embed></object></div>
<p>Non molto tempo fa il nostro bene amato Presidente della Repubblica aveva portato alla ribalta del pubblico dibattito il drammatico ed irrisolto problema delle morti e degli infortuni sul lavoro. Oggi quest&#8217;argomento è sostanzialmente scomparso forse anche perchè lo stesso Presidente è sempre impegnato a firmare e a giustificare le leggi ad personam del suo caro amico e socio Presidente del Consiglio.</p>
<p>Vale quindi la pena ricordare che da inzio anno più di 200 mila infortuni hanno determinato 205 caduti sul lavoro ed oltre 5000 invalidi. Continiamo pure ad occuparci dei problemi del cavaliere ma nel frattempo leggetevi questa testimonianza presa dalla <strong><span style="color: #3366ff;"><a href="http://www.facebook.com/Morti-Bianche#!/pages/Morti-Bianche/45306289579?ref=nf" target="_blank">pagina facebook di &#8220;Morti Bianche&#8221;</a></span></strong>, il libro scritto da Samanta Di Persio disponibile, per tutti coloro a cui interessa l&#8217;argomento, presso la biblioteca comunale.</p>
<blockquote><p>Una bambina di sei anni non può mai immaginare che il proprio papà, il  proprio eroe, non torni mai più a casa dopo il lavoro. Io stessa non me  lo sarei mai immaginato. Il mio papà si chiamava Angelo Castiglia. Era  un gran lavoratore. Ha sempre lavorato per mantenere la mia famiglia,  siamo quattro figli e i nostri genitori non ci hanno mai fatto mancare  niente.<br />
Io, non so neanche perché è successo, della mia infanzia ho pochi  ricordi, faccio davvero molta fatica a ricordare. Spesso però, grazie ai  racconti, riesco a “vivermi” papà, anche se non è nel modo che vorrei.  Papà era buono, da noi si dice un pezzo di pane, lo conoscevano tutti.  Ha sempre lavorato fuori, a Udine, in Arabia Saudita e in Germania per  quanto ricordo. Stranamente però, qualche mese prima di morire è voluto  tornarsene qui nel suo paese Sapri, per stare vicino alla sua famiglia.  Era un lunedì mattina quando avvenne la tragedia. Esattamente il 23  Luglio 1996. Come al solito quella mattina andò a lavorare. Mia madre mi  ha detto che il cantiere era pessimo, non esisteva una protezione e  soprattutto l’impalcatura su cui lavorava non era a norma. Quel giorno  non doveva neanche salire su quella maledetta impalcatura, ma per la sua  bontà prese il posto di un ragazzo, suo collega, poiché quest’ultimo  aveva un po’ esagerato nel fine settimana con il bere e doveva ancora  smaltire i postumi. Salita l’impalcatura, un po’ per il peso, un po’ per  le condizioni pessime di questa, una delle basi cedette: scaraventando  giù papà. Ha fatto un volo di 12 metri, era al quarto piano del palazzo  dove stava lavorando. Non è morto sul colpo ma è rimasto lucido sino  all’arrivo all’ospedale, è deceduto durante l’operazione.<br />
Aveva solo 44 anni e ha lasciato me, i miei tre fratelli e la mamma.  All’epoca dei fatti solo una delle mie sorelle era maggiorenne, degli  altri tre minorenni la più piccola ero io, avevo solo sei anni. La ditta  da allora è stata sempre assente. Dopo la morte del mio papà ha dato  solo la misera paga che spettava mensilmente e per il resto ogni  promessa fatta è sfumata, tra cui quella di pagare le spese dei  funerali. Da allora c’è una causa in atto con la ditta. Abbiamo vinto la  causa penale e la cassazione, nonostante la ditta si sia sempre  dichiarata estranea ai fatti e abbia fatto ricadere la colpa su mio  padre. Tra alcuni mesi invece ha inizio quella civile. La causa dura da  11 anni e in questi lunghi anni abbiamo assistito alle testimonianze  false degli altri operai che hanno dichiarato di non esser presenti al  momento dell’incidente. Tutta la mia famiglia chiede solo giustizia!<br />
Crescere senza papà non è stato facile. Mi sono sempre sentita diversa  dagli altri, perché io non potevo stringere e chiamare il mio papà. Mi è  mancato, anzi mi manca ancora oggi, poter pronunciare quella parolina,  che per tutti è banale: papà. Mi è mancato non poterlo tenere vicino nei  momenti speciali per una bambina che sta crescendo, Comunione, Cresima,  compleanni. Soffro ogni volta che vedo un papà che scherza e gioca con  il proprio bambino. Mi manca così tanto che ho continuamente paura di  dimenticarlo. Mi fa male non riuscire a ricordare tutti i momenti  passati insieme a lui. Ogni volta che sento parlare di morti bianche nel  mio cuore mio padre muore nuovamente. Non riesco ad accettare che nel  2009 ancora debbano accadere queste tragedie con il progresso che c’è.  Questo evento ha condizionato molto la mia crescita, lo dimostra che  sono dovuta stare in cura da una psicologa perché avevo continuamente  paura che potesse morire un altro caro. Ora che sono abbastanza grande  capisco ciò che voglio: chiedo solo giustizia! Ho solo un rimpianto non  avergli detto quanto lo amavo prima che la morte lo portasse via per  sempre da me!</p></blockquote>
<h3 class='related_post_title'>Ti potrebbero interessare anche:</h3>
<ul class='related_post'>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/03/30/morte-sul-lavoro-prescritta/' title='Morte sul lavoro prescritta'>Morte sul lavoro prescritta</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2009/10/04/una-silenziosa-strage/' title='Una silenziosa strage'>Una silenziosa strage</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2010/09/05/omicidi-sul-lavoro/' title='Omicidi sul lavoro'>Omicidi sul lavoro</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2010/06/26/il-lavoro-uccide/' title='Il lavoro uccide'>Il lavoro uccide</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2009/09/15/verita-e-giustizia/' title='Verità e giustizia'>Verità e giustizia</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iapraliuecchie.it/2010/03/13/il-padre-rubato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Consigli per gli acquisti</title>
		<link>http://iapraliuecchie.it/2009/12/18/consigli-per-gli-acquisti/</link>
		<comments>http://iapraliuecchie.it/2009/12/18/consigli-per-gli-acquisti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[casta]]></category>
		<category><![CDATA[Di Persio]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iapraliuecchie.it/?p=867</guid>
		<description><![CDATA[Non è mia abitudine consigliare a nessuno alcun tipo di acquisto, ma visto la vicinanza col Natale e considerato che molti ancora saranno li indecisi su cosa regalare a quello o a quell&#8217;altro, mi permetto di invitarvi a concentrare le vostre risorse verso i regali utili. E cosa c&#8217;è di più utile in questo momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="miniyoutube"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="239" height="200" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/w-h7fX5Zr-M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="239" height="200" src="http://www.youtube.com/v/w-h7fX5Zr-M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Non è mia abitudine consigliare a nessuno alcun tipo di acquisto, ma visto la vicinanza col Natale e considerato che molti ancora saranno li indecisi su cosa regalare a quello o a quell&#8217;altro, mi permetto di invitarvi a concentrare le vostre risorse verso i regali utili. E cosa c&#8217;è di più utile in questo momento e nel nostro paese se non un pò di sana e genuina <strong>INFORMAZIONE</strong>?</p>
<p>Ci voleva solo il muso (ritengo che la parola viso vada riservata per gli essere umani) sanguinante di Berlusconi affinché si dispensasse una massiccia dose di disinformazione in un paese e tra una popolazione da anni in overdose. Quindi prima che leggi speciali per fermare questo clima di violenza dichiarato dai nostri governanti ci tolga quel poco di vera informazione che ancora esiste vi consiglio due libri ed un film da regalare tutti insieme a quanta più gente possibile.</p>
<p><span id="more-867"></span></p>
<p><a href="http://www.anticasta.it/" target="_blank">L&#8217;anticasta &#8211; L&#8217;Italia che funziona</a> di Michele Dotti e Mauro Boschini, coordinatore dell&#8217;<a href="http://www.comunivirtuosi.org/" target="_blank">associazione Comuni Virtuosi</a> è un libro con Dvd ottimista, consigliate di leggerlo per primo, giusto per alzare il morale. Si tratta infatti di un viaggio per l&#8217;Italia, da Nord a Sud, alla scoperta di lungimiranti amministratori locali per rendersi conto che il nostro paese non è fatto solo dai Berlusconi, dai Dalema e dai Tanzarella e sfatare quel mito del  &#8220;tanto sono tutti una maniera&#8230;&#8221; che condanna esclusivamente gli onesti. Questi sani amministratori hanno dimostrato come sia possibile tramite la politca sostenibile, quella vera non quella fatta di vessilli e comunicati stampa, creare numerosi posti di lavoro, generare risparmi di denaro pubblico, tutelare l&#8217;ambiente e quindi garantire una possibilità di futuro alle prossime generazioni. Un testo da diffondere, donatelo ad amici e parenti, ma anche a scuole e biblioteche; la casta non vuole che si sappia in giro che esiste anche l&#8217;anticasta, se mai gli Italiani se ne rendessero pienamente conto un solo coro si solleverebbe da tutto il paese: <strong><span style="font-size: medium;">vaffanculo!!!</span></strong></p>
<p><a href="http://grillorama.beppegrillo.it/jutarramutu/" target="_blank">Ju Tarramutu &#8211; la vera storia del terremoto in Abruzzo</a>, di Samanta di Persio (già autrice di <a href="http://grillorama.beppegrillo.it/mortibianche/" target="_blank">Morti Bianche</a> (disponibile presso la biblioteca di Ostuni), in realtà scritto da numerosi cittadini aquilani  è un libro che fa incazzare.  Fa incazzare perchè leggendo le parole di quella gente, di numerosi esperti, di tanti Vigili del Fuoco ad ogni pagina ti poni sempre gli stessi quesiti: ma come? Possibile? Ma che cosa hanno combinato? Possibile che il nostro paese la nostra società sia caduta così in basso? etc. Eppure è così, il libro ne è una perfetta testimonianza che cerca di rompere quel muro di menzogne e di propaganda portata avanti a tutta forza dai canali informativi &#8220;ufficiali&#8221;, che tutto hanno fatto tranne che raccontare agli italiani cosa è successo realmente in quella regione e come il tutto è stato vissuto dalla popolazione. Ju Tarramutu ha anche una pagina su Facebook (<a href="http://www.facebook.com/jutarramutu" target="_blank">qui</a>) da dove continua la sua testimonianza con aggiornamenti e notizie.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/user/homeproject" target="_blank">Home &#8211; La nostra terra</a> è un film documentario spettacolare con immagini da mozzafiato che mostra in maniera semplice e chiara gli effetti del nostro modo di vivere sugli ecosistemi.  Anche questo tutto sommato ha una visione ottimistica, perchè dopo aver mostrato gli effetti delle attività umane nonché ciò che si verificherà nel prossimo futuro, termina con dei buoni esempi, lascia una speranza perchè l&#8217;uomo ha già le conoscienze e le tecnologie necessarie a cambiare rotta senza per questo rinunciare drasticamente alle attuali organizzazioni sociali e produttive. Anche questo è un film che andrebbe proiettato in tutte le scuole, che andrebbe continuamente mandato in Tv, come fosse una specie di spot pubblicitario, quindi contribuite alla sua diffusione. Purtroppo sul sito ufficiale non è presente una versione in lingua Italiana, ma al massimo in inglese con sottotitoli. Per la versione in Italiano vi segnalo il link per scaricarlo con preogrammi tipo BitTorrent (<a href="http://dl.torrentzap.com/download/112/730458" target="_blank">torrent</a>) quindi dovrete masterizzarlo e distribuirlo.</p>
<p>E mi raccomando di allegare al pacco regalo il classico biglietto di auguri di</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Buon INFORMAZIONE</strong></span></span></p>
<h3 class='related_post_title'>Ti potrebbero interessare anche:</h3>
<ul class='related_post'>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2009/10/20/progresso-e-civilta/' title='Progresso e civiltà'>Progresso e civiltà</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2011/11/21/pozzi-petroliferi-cari-sindaci-e-anche-colpa-vostra/' title='Pozzi petroliferi: cari sindaci è anche colpa vostra'>Pozzi petroliferi: cari sindaci è anche colpa vostra</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2011/11/03/fermare-la-crescita-che-produce-il-debito/' title='Fermare la crescita che produce il debito'>Fermare la crescita che produce il debito</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2011/07/01/la-riscossa-della-val-di-susa/' title='La riscossa della Val di Susa'>La riscossa della Val di Susa</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2011/03/15/ci-stiamo-mangiando-il-futuro-dei-nostri-figli/' title='Ci stiamo mangiando il futuro dei nostri figli'>Ci stiamo mangiando il futuro dei nostri figli</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iapraliuecchie.it/2009/12/18/consigli-per-gli-acquisti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il terremoto nudo e crudo</title>
		<link>http://iapraliuecchie.it/2009/10/22/il-terremoto-nudo-e-crudo/</link>
		<comments>http://iapraliuecchie.it/2009/10/22/il-terremoto-nudo-e-crudo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 18:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Di Persio]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iapraliuecchie.it/?p=462</guid>
		<description><![CDATA[Ho avuto il piacere di conoscere Samanta Di Persio lo scorso Dicembre quando la invitai ad Ostuni a presentare il suo libro Morti Bianche in un evento organizzato dai Grilli Attivi &#8211; Ostuni sul tema delle morti e degli infortuni sul lavoro. Un libro eccezzionale, una raccolta di testimonianze dirette di vittime e familiari in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="miniyoutube"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="239" height="200" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/w-h7fX5Zr-M&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="239" height="200" src="http://www.youtube.com/v/w-h7fX5Zr-M&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Ho avuto il piacere di conoscere Samanta Di Persio lo scorso Dicembre quando la invitai ad Ostuni a presentare il suo libro <a href="http://www.beppegrillo.it/2008/07/morti_bianche.html" target="_blank">Morti Bianche</a> in un evento organizzato dai <a href="http://grilliostuni.altervista.org/wordpress/" target="_blank">Grilli Attivi &#8211; Ostuni</a> sul tema delle morti e degli infortuni sul lavoro. Un libro eccezzionale, una raccolta di testimonianze dirette di vittime e familiari in grado di rendere esplicito il dramma di queste famiglie coinvolte da eventi così tragici. Poche settimane fa ho avuto modo di rivederla a Taranto, una protagonista del suo libro ha descritto la sua esperienza nel raccontare il suo dramma ad una scrittrice, ad una persona fino a quel momento sconosciuta, rilevando che allora pensava che poi il suo racconto sarebbe stato, non modificato, ma reso più fluido e più consono ad un libro, ad un racconto per poi accorgersi, all&#8217;uscita del testo, che era stato riportato integralmente, così come lei lo aveva esposto, nudo e crudo.</p>
<p><span id="more-462"></span></p>
<p>I libri di Samanta sono testimonianze di fatti così come accaduti, così come vissuti senza condimenti o vasellina di sorta. La verità dei fatti non può subire modifiche, addolcimenti o condimenti per renderli più aggressivi o più graditi  al lettore. Probabilmente non parlerà di un piacevole e tranquillo campeggio con tenda e sicuramente non descriverà le case consegnate come delle villette di lusso in cui ognuno di noi vorrebbe vivere, ma di sicuro troverete le voci che non avete mai sentito, le voci dei sopravvissuti, dei soccorritori, degli esperti e forse sentirete le parole che non vi hanno mai fatto sentire, quelle che dissonavano dal coro unanime dei media in perenne elogio al Premier più amato negli ultimi &#8230;</p>
<p>Vi consiglio di leggere il libro e di iscrivervi alla relativa <a href="http://www.facebook.com/jutarramutu" target="_blank">pagina su facebbok</a> per aggiornamenti e ulteriori notizie, grazie alla rete oggi i libri non si fermano all&#8217;ultima pagina. Da parte mia appena possibile organizzerò un incontro ad Ostuni con Samanta per presentare il libro. Per chi si è perso l&#8217;evento dello scorso Dicembre lo può vedere  <a href="http://www.youtube.com/grilliattiviostuni" target="_blank">qui</a> su Youtube (diviso in più clip)  oppure <a href="http://grilliostuni.altervista.org/wordpress/video/#morti_bianche" target="_blank">qui</a> (unica clip).<br />
<h3 class='related_post_title'>Ti potrebbero interessare anche:</h3>
<ul class='related_post'>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/04/05/ancora-una-citta-fantasma/' title='Ancora una città fantasma'>Ancora una città fantasma</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2011/11/05/e-li-chiamavano-aiuti/' title='E li chiamavano aiuti'>E li chiamavano aiuti</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2010/06/04/aspettando-ju-tarramutu/' title='Aspettando Ju Tarramutu'>Aspettando Ju Tarramutu</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/05/22/la-vera-calamita-dellitalia-e-la-sua-classe-politica/' title='La vera calamità dell’Italia è la sua classe politica'>La vera calamità dell’Italia è la sua classe politica</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/03/30/morte-sul-lavoro-prescritta/' title='Morte sul lavoro prescritta'>Morte sul lavoro prescritta</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iapraliuecchie.it/2009/10/22/il-terremoto-nudo-e-crudo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una silenziosa strage</title>
		<link>http://iapraliuecchie.it/2009/10/04/una-silenziosa-strage/</link>
		<comments>http://iapraliuecchie.it/2009/10/04/una-silenziosa-strage/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 09:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Di Persio]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[morti bianche]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://iapraliuecchie.it/?p=295</guid>
		<description><![CDATA[796 morti, 19.902 invalidi, 796.110 infortuni, questi i numeri, sino ad ora, dell&#8217;annuale mattanza nei luoghi di lavoro. Mattanza è il nome adatto per questa continua, costante e silenziosa strage Italiana. Basta parlare di incidenti, basta parlare di morti bianche, le parole hanno un loro specifico significato e vanno usate correttamente. La maggior parte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="miniyoutube"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="239" height="200" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DwiiegWyKSE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="239" height="200" src="http://www.youtube.com/v/DwiiegWyKSE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p><strong><span style="font-size: large;">796 morti, 19.902 invalidi, 796.110 infortuni</span></strong>, questi i numeri, sino ad ora, dell&#8217;annuale mattanza nei luoghi di lavoro. Mattanza è il nome adatto per questa continua, costante e silenziosa strage Italiana. Basta parlare di incidenti, basta parlare di morti bianche, le parole hanno un loro specifico significato e vanno usate correttamente. La maggior parte di questi caduti sul lavoro sono dovuti ad una scarsa attenzione alla sicurezza, all&#8217;assenza di rigorose norme e puntuali controlli. La sicurezza sul lavoro risulta onerosa per le aziende e quindi meglio esternalizzare i costi con morti, invalidi ed infortunati. Costi enormi che devono essere così assunti dalla collettività e dalle famiglie dei caduti in questa assurda spirale. Un prezzo economico, sociale ed umano impagabile, un mutuo inestinguibile che nostro malgrado siamo costretti ad assumerci.</p>
<p><span id="more-295"></span></p>
<p>Il testo unico sulla sicurezza per cui molti si sono battuti e che tante speranze aveva suscitato è stato smantellato pezzo per pezzo tanto da beccarsi il nomignolo di testo sull&#8217;insicurezza. Le cifre indicate sopra hanno dato adito a qualche buon tempone di sostenere che gli infortuni sono in calo e in effetti se paragonati a quelli dell&#8217;anno precedente questo risulta. Ciò perchè non si considera il calo occupazionale avvenuto negli ultimi mesi; in tal caso ci si accorgerebbe che il trend è sempre e costantemente in ascesa.</p>
<p>Ma tutto ciò non basta, non basta lasciar morire i lavoratori è necessario infierire sulle famiglie lasciate sole con il loro dramma e con la speranza di una giustizia che nella maggiorparte dei casi non sarà mai garantita. Per loro un calvario giudiziario indecente. La strategia aziendale è sempre la stessa: attaccarsi a tutto, a qualsiasi cavillo pur di perdere tempo e puntare alla prescrizione ed è questo in numerosi casi l&#8217;esito finale.</p>
<p>Francesca Caliolo è una delle fondatrici della <a href="http://bastamortesullavoro.blogspot.com/" target="_blank">Rete Nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro</a> nonché la moglie di Antonino Mingolla ex-operaio ILVA caduto sul lavoro il 18 Aprile 2006, ha scritto &#8220;La svolta&#8221; un toccante racconto sulla vicenda della morte del marito. Nei video che trovate nel lettore a inizio pagina la commovente interpretazione di una amica. Vi consiglio di vederlo come vi consiglio di vedere la breve intervista a Samanta autrice del libro <a href="http://www.beppegrillo.it/2008/07/morti_bianche/index.html" target="_blank">Morti Bianche</a> <a href="http://grilliostuni.altervista.org/wordpress/video/#morti_bianche" target="_blank">presentato</a> ad Ostuni lo scorso Dicembre.<br />
<h3 class='related_post_title'>Ti potrebbero interessare anche:</h3>
<ul class='related_post'>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2012/03/30/morte-sul-lavoro-prescritta/' title='Morte sul lavoro prescritta'>Morte sul lavoro prescritta</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2010/03/13/il-padre-rubato/' title='Il padre rubato'>Il padre rubato</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2010/09/05/omicidi-sul-lavoro/' title='Omicidi sul lavoro'>Omicidi sul lavoro</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2010/06/26/il-lavoro-uccide/' title='Il lavoro uccide'>Il lavoro uccide</a></li>
<li><a href='http://iapraliuecchie.it/2009/09/15/verita-e-giustizia/' title='Verità e giustizia'>Verità e giustizia</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://iapraliuecchie.it/2009/10/04/una-silenziosa-strage/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

