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Trenta secondi

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Ieri ho visto in televisione un intervista a Carmine Specchia responsabile del circolo ostunese di Legambiente. La trasmissione era TRCB news sempre pronta a riservare spazi agli amici e soprattutto agli amici degli amici-clienti invece di fare informazione, mentre l’argomento era la rassegna “cinema per l’ambiente” organizzato per l’estate ostunese presso il chiostro di San Francesco. Interessante e lodevole iniziativa; stimolare riflessioni utilizzando documentari tematici è sicuramente un fatto positivo ed efficace, soprattutto quando sono ben fatti come “il suolo minacciato”, la prima delle pellicole proiettate che parla della cementificazione e del consumo di territorio e fa comprendere molto bene sia l’impatto ambientale che ne consegue sia l’inutilità sociale ed economica di un sistema di sviluppo basato sul consumo e sul mattone.

Ma torniamo all’intervista in cui si parlava di cambiamenti climatici, argomento della prossima pellicola, anche in modo serio evidenziando quanto il sistema di sviluppo adottato dal mondo occidentale incida pesantemente su questi. Giuste e forti critiche sono state rivolte ad un modello di sviluppo che tiene conto esclusivamente del denaro e del profitto ignorando le fondamentali regole naturali del nostro pianeta mettendo a serio rischio la possibilità di sopravvivenza del genere umano. Infine, apoteosi, con i ringraziamenti all’amministrazione comunale e all’assessore all’ambiente, col quale spesso “collaborano”, per la disponibilità dimostrata che evidenzierebbe, al dire dello Specchia, una spiccata sensibilità ai temi ambientali confermando quindi, quanto l’assegnazione delle 5 vele non sia immeritata.

Dopo queste dichiarazioni, se ci fosse stato presente un Giornalista, lo Specchia sarebbe andato Ko dopo trenta secondi, ma ahimè c’era uno di TRCB.

Trenta secondi, giusto il tempo di ricordargli che Ostuni invia in discarica oltre il 90% dei propri rifiuti ( trattasi di oltre 19 mila tonnellate l’anno) e questo ha un pesante impatto ambientale contribuendo tra l’altro alla produzione di notevoli quantità di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici.

Trenta secondi, giusto il tempo di ricordargli che questa amministrazione ha autorizzato numerosissime lotizzazioni; una cementificazione forsennata del territorio sacrificato in onore di palazzi, strade e rondò  senza alcun beneficio per la collettività ma, come evidenziato da “il suolo minacciato” che evidentemente hanno proiettato ma non visto, con grandi benefici per palazzinari & Co, oltre naturalmente al devastante impatto ambientale ed effetto climalterante che cemento e consumo di territorio comporta.

Trenta secondi per ricordargli che l’intera attività amministrativa di ostuni si sviluppa in forma cartacea, con tonnelate di carta e centinaia di toner consumati ogni anno e quindi consumo di alberi ed inquinamento, fattori determinanti sugli effetti climatici. Consumi che potrebbero essere abbattuti quasi completamente, generando anche cospiqui risparmi alle casse comunali, adottando le tecnologie digitali.

Trenta secondi per ricordargli che questa amministrazione ha abbattuto due bellissime pinete secolari (una al fianco del Pessina ed una sullo stradone) che davano il loro buon contributo all’assorbimento di CO2, responsabile del riscaldamento globale.

Trenta secondi sarebbero bastati per far sprofondare lo Specchia e quelle 5 vele date evidentemente per motivi che con l’ambientalismo c’entrano ben poco; trenta secondi invece non sarebbero bastati per elencare tutte le devastazioni che questa amministrazione ha realizzato e quelle che ha già in progetto.

Giusto per completezza d’informazione va ricordato che Legambiente ( definita braccio finto-ambientalista del PD) ha aperto il circolo ostunese proprio l’anno in cui sono state assegnate le 5 vele (ma sicuramente è una coincidenza) e che nel direttivo vi sono numerose persone che col comune di Ostuni intrattengono profiqui rapporti economici compreso lo Specchia che fornisce consulenze per decine di migliaia di euro; anche questa sarà sicuramente una coincidenza, ma mi pare d’intravedere del conflitto d’interessi.

Lo Specchia ha definito l’amministrazione comunale e l’assessore all’ambiente: ambientalisti sensibili. Io andrei oltre, direi che sono ipersensibili nel senso medico del termine, ovvero allergici. Forse l’ambiente naturale gli fa venire la rinite, gli occhi gonfi e la tosse e questo “giustifica” il loro notevole impegno e contributo alla sua distruzione.

  • Francesco Sabatelli

    Amico mio. Sottoscrivo in pieno.