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Archive for De Stradis

Non credo che io debba dimostrare la mia posizione sui quesiti refendari su cui (speriamo) il prossimo 12 e 13 giugno siamo chiamati ad esprimerci. Numerosissimi post su questo blog sono eloquenti in materia. Se ciò non dovesse bastare vorrei ricordare che il sottoscritto ha da sempre sostenuto tutti i referendum in questione (vedi qui) e che se referendum vi saranno è esclusivamente grazie a quei tantissimi connazionali, tra cui pochi ostunesi, che hanno passato intere giornate nelle pubbliche strade per raccogliere le indispensabili firme. E visto che ero tra quei pochi ostunesi mi permetto di sottolineare che il tempo impiegato nella raccolta firme è  stato solo una parte di quello utilizzato, tempo a cui va aggiunto quello passato nei vari uffici del comune per l’autorizzazione all’utilizzo del suolo pubblico e per la certificazione delle firme, nonché le riunioni organizzative, la predisposizione di tutto il materiale e l’autenticazione delle firme. Non che voglia, per questo, ringraziamenti o trattamenti particolari. Ciò che ho liberamente fatto è stato dettato dalle mie convinzioni e dalla necessità di agire e nessuno è in debito con me per questi impegni, ma nessuno mi venga a dire o semplicemente lasci intendere che io voglia ostacolare o non collaborare alla campagna referendaria; è solo che voglio partecipare senza per questo chiudere gli occhi su chi in Italia è favorevole al nucleare e alla privatizzazione dell’acqua fregandomene, come mio solito, se le mie dichiarazioni disturbano chi oggi, come colpito sulla via di Damasco, ha deciso di sostenere i referendum. Tutta gente che non ha in alcun modo partecipato alla indispensabile raccolta firme per l’indizione dei referendum ma anzi nelle loro dichiarazioni li hanno contestati, tutta gente silente (mi riferisco all’amministrazione comunale) quando cercavamo autenticatori (se non fosse stato per il consigliere De Stradis ad Ostuni non si sarebbe potuta raccogliere neanche una firma), gente cui persino dubito abbiano realmente firmato, gente che oggi dovrebbe solamente chiedere scusa per le stronzate dette e gli sbagli fatti, invece di fare la parte dei saggi profeti e imporre la linea che il comitato referendario cittadino deve tenere.

La campagna referendaria non può in alcun modo basarsi sulla propaganda, sia che questa si schieri a favore del si o al contrario a sostegno del no. La gente va informata correttamente, non bisogna commettere l’errore tipico di media e giornali abituati ad una informazione di destra o di sinistra, a favore di quel partito o a favore di quell’altro, per quella ideologia o per quell’altra. I cittadini hanno necessità di sapere, hanno necessità di essere correttamente informati, vanno messi nella condizione di fare una scelta consapevole ed in questo ambito chi vuole sostenere la campagna referendaria dovrebbe muoversi. Tali informazioni, come dicevo, non possono escludere le giuste e pesanti critiche a tutti coloro che in questi hanni a livello politico si sono mossi ed hanno adottato atti in netto contrasto con gli obbiettivi dei quesiti referendari. Io non posso ignorare che nel programma del Partito Democratico alle passate elezioni politiche il nucleare era previsto come scelta fondamentale nelle politiche energetiche del paese, allo stesso modo non posso ignorare che Bersani attuale segretario del Pd ai tempi in cui era ministro in un incontro ufficiale con l’ambasciatore USA dichiarava che il referendum del 1987 in realtà non ha escluso il nucleare ma l’ha solo sospeso temporaneamente (leggi da wikileaks). Ma sono vecchie posizioni! E acqua passata! Hanno cambiato idea! Si? E allora passiamo ai giorni nostri e parliamo proprio dei prossimi referendum. Secondo voi quale poteva essere una semplice operazione per incrementare considerevolmente l’affluenza alle urne e scongiurare, almeno in parte, il richio di non raggiungere il quorum? Semplice: accorpare i referendum alle elezioni amministrative che si terranno fra qualche settimana in numerosissimi comuni e provincie italiane, ma ciò non è stato possibile proprio grazie al Partito Democratico visto che l’accorpamento è stato bocciato per un solo voto di scarto mentre una decina di parlamentari del pd risultavano assenti. Sull’acqua poi è come sparare sulla croce rossa, persino le molecole di idrogeno e di ossigeno sanno quale sia la posizione del PD sulla gestione dei servizi idrici. Tant’è che in Puglia la proposta di inziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acquedotto è ferma in un cassetto del consiglio regionale proprio per l’opposizione del Partito Democratico.

L’impressione è che il PD, ma non solo, non abbia affatto cambiato idea su nucleare e acqua publlica, ma stia cercando esclusivamente di strumentalizzare i referendum di Giugno per contrastare Berlusconi ed il centro destra. Mi si può dire: e chi se ne frega, l’importante è vincere. No, l’importante non è vincere, l’importante è che il nucleare sparisca dagli orizzonti del nostro paese, che l’acqua sia definitivamente riconosciuta quale bene inalienabile fuori da qualsiasi legge di mercato e di profitto, che la legge sia veramente uguale per tutti. Purtroppo la mera vittoria referendaria non garantisce tutto ciò e di esempi ve ne sono diversi. Oltre a quanto ho citato sopra su Bersani vorrei ricordare che un referendum che vide una partecipazione di massa abolì i finanziamenti ai partiti. Finanziamenti poi reintrodotti all’unanimità tramite  i rimborsi elettorali che pochi giorni fa, in piena crisi finanziaria ed economica, un parlamentare del PD ha proposto di incrementare.

Tutto ciò non mi esonererà dal sostenere la campagna referendaria, ma lo farò con l’onestà intellettuale che penso mi contraddistingua. Da questo blog, ma anche sul territorio farò la mia parte, gli argomenti in questione sono troppo importanti per lasciarli alla propaganda di partito; per l’informazione, come è ormai noto, ci vogliono i cittadini.

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Categorie : Informazione, Politica
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Un paio di giorni fa il consigliere comunale De Stradis mi ha chiesto di esprimere considerazioni in merito al piano industriale dei servizi di igiene urbana predisposto dall’amministrazione comunale di Ostuni e che Martedì prossimo sarà sottoposto all’attenzione del consiglio comunale. A seguire la mia risposta.

Ho letto con molta attenzione ed interesse il nuovo piano industriale dei servizi di igiene urbana predisposto dall’amministrazione comunale e, nonostante alcuni dettagli che approfondirò a breve, non posso che esprimere apprezzamento per il lavoro fatto e le scelte adottate. Finalmente dopo tanto tempo e numerosi annunci anche ad Ostuni si effetuerà la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale compreso zona rurale e marittima che, se preceduta da una adeguata fase di start-up così come previsto nel piano, porterà già nel medio periodo (biennio) a buoni risultati.

D’altronde, come ho già avuto modo di dire in un recente post (link) il servizio di raccolta differenziata porta a porta è solo uno dei tasselli in un sistema di gestione che deve mirare al totale recupero delle materie al fine di superare definitivamente questo nefasto periodo basato su discariche e inceneritori. Gestione che, come più volte ribadito nella normativa comunitaria, deve concentrarsi sulle cosi dette 3 erre: riduzione, recupero, riciclo.

Riduzione: purtroppo non tutti i prodotti in commercio sono costituiti da materiale riciclabile, sia per la presenza di più materiali difficilmente disaccoppiabili, sia per quelli che seppur riciclabli di fatto non trovano mercato nel settore delle materie prime seconde e quindi del riciclaggio (ad esempio stoviglie di plastica). Per questo motivo gli enti locali dovrebbero porre in essere quelle iniziative mirate a modificare usi e abitudini dei propri cittadini, nella fattispecie indurli ad eliminare dai propri consumi ed acquisti quei prodotti non riciclabili. La prima cosa da fare è sicuramente il passaggio dalla TARSU alla TIA, come previsto anche dalla normativa nazionale, con una parte variabile determinata dalla quantità di rifiuti non riciclabili prodotti dalla singola utenza. Tale sistema, già adottato in diverse realtà (è possible trovare degli esempi sul sito dei comuni virtuosi) ha dimostrato di stimolare una più corretta differenziazione dei rifiuti, aumentare considerevolmente la percentuale di rifiuti avviati a riciclo, diminuire considerevolmente la produzione pro capite di rifiuti, diminuire i costi di gestione e gli oneri a carico dei cittadini. Anche il compostaggio domestico è molto importante in questo contesto. Gli scarti organici vengono direttamente gestiti da chi li produce che tramite un apposita compostiera li trasforma in humus riutilizzabile come fertilizzante. Il piano predisposto prevede l’obbligatorietà di tale attività per tutte le utenze site in ambito rurale. Scelta non condivisibile, primo perchè tale pratica non può essere imposta ma semmai incentivata con sconti sulla tariffa, ne tanto meno confinata alla sola area rurale, infatti anche nella zona mare numerose abitazioni sono dotate di orto e/o giardino, così come nel centro urbano è possibile tale pratica per coloro che possiedono piante in vaso o terreni nell’area rurale o, ancora, gestiscono orti periurbani. Sono possibili poi delle inziative per indurre consumi virtuosi quali incentivi economici a sostegno di chi utilizza pannolini/pannoloni lavabili, accordi con commercianti per la diffusione di distributori di prodotti alla spina, campagne informative a sostegno della bontà e sicurezza dell’acqua pubblica. Il comune, in oltre, dovrebbe apportare modifiche ai capitolati d’appalto in vigore (ad esempio refezione scolastica) per vietere l’utilizzo di oggetti usa e getta in plastica e di acqua in bottiglia per imporre l’utilizzo dell’acqua pubblica (fornendo adeguati depuratori) e oggetti riutilizzabili (ceramica, metallo, …) o in alternativa in materiale biodegradabile così come regolamentare lo svolgimento di sagre ed eventi al fine di ridurre o meglio eliminare la produzione di rifiuti non riciclabili (per quest’ultimo caso si allega proposta di regolamento per ecosagre).

Recupero. La civiltà dei cosumi ci spinge a disfarci di oggetti ancora funzionanti, ma non più utili o funzionali per chi li possiede in quanto sostituiti con nuovi o più performanti modelli. Tali oggetti obsoleti per taluni potrebbero invece risultare utili e utilizzabili da altri se si favorisse l’incontro tra i due soggetti. Si potrebbe realizzare ad esempio un apposito locale presso l’isola ecologica dove i cittadini possono lasciare in deposito questo tipo di oggetti oppure prendere gratuitamente quelli lasciati dagli altri. Possibile a bassissimi costi anche realizzare un apposita pagina sul sito web del comune ove pubblicare l’elenco degli oggetti depositati. La città di Follonica ha realizzato con successo una cosa simile (link). Sicuramente più semplice da realizzare, l’organizzazione di eventi tipo “soffitte in piazza” di capannori (link). In questo caso sono direttamente i cittadini che in un prestabilito giorno e luogo vendono, cedono o scabiano oggetti di loro proprietà.

Riciclo. Organizzare e realizzare un efficiente servizio di raccolta differenziata porta a porta come previsto dal piano predisposto sul quale però, come dicevo sopra, vale la pena soffermarsi su alcuni aspetti.

Tariffa: di fondamentale importanza il passaggio dalla TARSU alla TIA come previsto dalla normativa nazionale. Tale tariffa dovrebbe prevedere una parte variabile in considerazione della quantità di rifiuto non riciclabile prodotto dalla singola utenza. Ciò come già detto, stimola comportamenti virtuosi ed una maggiore e migliore differenziazione dei rifiuti con i conseuenti risparmi economici.

Compostaggio domestico: nel piano è previsto obbligatoriamente per tutte le utenze (circa 8000) che risiedono nella zona rurale, tant’è che non è previsto alcun ritiro dell’umido. Tale scelta è fortemente sconsigliata; cittadini poco accorti e sensibili potrebbero non svolgere il compostaggio o non svolgerlo correttamente con la conseguenza di sversare sul terreno scarti organici non adeguatamente compostati (avremmo diverse mini discariche sparse sul territorio) oppure potrebbero inserire l’organico nel contenitore del non riciclabile che inviato in discarica, come previsto dal piano, comporterebbe considerevoli aggravi economici tutti a carico dell’amministrazione. Neanche i comuni che da tempo sostengono e incentivano  il compostaggio domestico hanno previsto l’obbligatorietà. Il consiglio è quello di prevedere nella fase di start-up una informazione dettagliata sul corretto compostaggio, prevedere uno sconto sulla tariffa per le utenze che effettueranno tale pratica, nonché concedere tale possiblità in tutto il territorio comunale.

Costi di smaltimento: nel piano è giustamente previsto che i ricavi provenienti dalla vendita dei materiali differenziati sia a totale appannaggio della ditta che gestisce il servizio di raccolta. Ciò spinge tale ditta a mettere in atto tutti gli sforzi per incrementare la quantità dei materiali da vendere. Per gli stessi identici motivi dovrebbere essere prevista la compartecipazione ai costi per lo smaltimento in discarica che invece nel piano è a totale carico dell’amministrazione comunale.

Entità delle presenze: Ostuni è una città a grande valenza turistica, per tale motivo nel piano  industriale è previsto un adguamento del servizio nel periodo estivo di maggior afflusso (Luglio/Agosto). Purtroppo tale adeguamento è stato previsto solo per la zona mare (1000 abitanti stabili – 25000 nel aperiodo estivo). Tale previsione dovrebbe essere altresì prevista per l’area rurale dove nello stesso periodo si riversano migliaia di persone tra turisti ed Ostunesi in villeggiatura.

Centro di compostaggio: nel piano industriale è previsto, per la frazione umida il trasporto presso il centro di compostaggio di Brindisi. Purtroppo tale impianto, costato diversi milioni di euro, non è mai stato messo in funzione ne si prevede che ciò avvenga  a breve. Tale indisponibilità tecnica può portare alla necessità di trasportare la frazione organica in altro impianto oppure a smaltirla in discarica. In entrambi i casi ci sarebbero considerevoli aggravi economici tutti a carico dell’amministrazione comunale.

Cestini: nel piano è previsto il posizionamento di apposite colonne con cestini per la raccolta differenziata, non è ben chiaro se ne è previsto il posizionamento anche sulle spiagge e nel centro storico dovve in estate affluiscono migliaia di persone.

Monitoraggio: il monitoraggio della gestione del servizio di raccolta è fondamentale al fine di poter elaborare proposte ed osservazioni per un suo miglioramento e perfezionamento. sarebbe auspicabile che gli uffici competenti elaborassero una relazione trimestrale da rendere pubblica sull’andamento del servizio indicando eventuali problemi riscontrati, i dati sulla qantità e relative percentuali dei rifiuti raccolti, lamentele degli utenti.

Non mi pare di dover al momento aggiungere altro se non una piccola domanda che mi piacerbbe porre all’amministrazione comunale. Sia in questo piano industriale, sia nel rapporto di sostenibilità ambientale redatto per il progetto EMAS Ostuni 21 è confermato quanto io vado dichiarando da almeno due anni, ovvero: Ostuni non ha mai raggiunto il 10% di raccolta differenziata. Considerando che la Dr.ssa Carla Creo della FEE Italia mi ha dichiarato per iscritto che “solo le località che abbiano superato il 10% di raccolta differenziata possono partecipare al programma”, quali artifici ha messo in atto il comune per ricevere la tanto sbandierata Bandiera blu?

Ti saluto, con la speranza che queste idee e proposte possano trovare, tramite te, voce all’interno del consiglio comunale.
Paolo Mariani – moVimento 5 stelle Ostuni.

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A seguire il discorso fatto dal consigliere comunale Salvatore De Stradis in occasione dell’approvazione del bilancio preventivo 2010 del comune di Ostuni. Naturalmente quello che leggerete è il testo che si era preparato per l’occasione, sò che in realtà ha detto molto di più e mi spiace non aver potuto assistere dal vivo. Per chi volesse scaricarsi il bilancio lo trova qui.

Dico subito che voterò no all’approvazione del bilancio. E’ un  no che ha motivazioni innanzitutto politiche, motivazioni che andrò a breve a spiegare. Non sarei onesto se dicessi che il bilancio presentato da questa amministrazione è un cattivo bilancio. In un periodo di particolare crisi, in cui il governo centrale, nonostante si dichiari federalista, continua a ridurre i trasferimenti agli enti locali, salvaguardare gli equilibri di bilancio, non avere debiti fuori bilancio, rispettare il patto di stabilità e, soprattutto non aumentare i prelievi dalle tasche dei cittadini, non è assolutamente cosa facile. Ho sempre dato atto a questa amministrazione di aver prestato molta attenzione  agli equilibri di bilancio. Certo dirò anche le cose che non condivido, perché non è sufficiente, perché si possa dare un giudizio assolutamente positivo del bilancio, evitare la bancarotta delle casse comunali ma è necessario anche entrare nel merito di come il denaro pubblico viene speso. Ma come dicevo all’esordio il voto sarà contrario, perché il voto sul bilancio  va aldilà dei nudi e crudi numeri ma afferisce ad una sfera diversa che è quella che investe il giudizio politico su di un’amministrazione.
E a giudizio del sottoscritto, ma soprattutto a giudizio dei gruppi che hanno sostenuto il sottoscritto durante le elezioni dello scorso hanno e che io, modestamente, continuo a rappresentare in questo consesso, permangono ancora tutte le ragioni che hanno portato il centro-sinistra a presentarsi diviso alle scorse elezioni. Tra le responsabilità di natura politica che abbiamo inteso addebitare alla coalizione che è alla guida della città, la più seria è quella che concerna la mancata crescita quantitativa e qualitativa dell’elettorato di centro-sinistra.
Le ultime lezioni hanno confermato questo dato. Quando si tratta di votare per le amministrative questa coalizione stravince, quando il voto si svincola dall’ambito locale ed i cittadini votano secondo coscienza gli equilibri si spostano. Questo significa che durante le elezioni amministrative si ha a cuore un unico interesse che è quello di vincere, a qualsiasi costo, e poco importa che pur di vincere si arruolano soggetti che hanno un unico scopo: quello di governare. Eviterò di citare la provenienza politica di tanti di voi che fate parte di questa maggioranza, è evidente che siete stati folgorati sulla via di damasco, ma quando si tratta di votare per politiche, europee o anche regionali tornate a votare per formazioni di centro-destra. Mi sembra sia mancato quasi del tutto, in questa sede una seria discussione sull’esito delle recenti elezioni. E’ il caso di prendere atto che la coalizione che sostiene questa maggioranza ha visto notevolmente ridursi i consensi rispetto alle scorse elezioni comunali. Cari amici di maggioranza, nessuno di voi ha nascosto il proprio incondizionato sostegno al Partito democratico, il cui risultato è sotto gli occhi di tutti: 27%, è questo il risultato raggiunto da questa maggioranza nel paese. E’ un dato che deve far riflettere è che va ad aggiungersi al risultato delle primarie dove ha stravinto Vendola, nonostante questa maggioranza  sostenesse, evidentemente Boccia. Ad Ostuni c’è un’altra sinistra che ha dimostrato di contare 3.000 voti. So bene caro Sindaco, perché ho ascoltato attentamente il tuo intervento di alcune domeniche fa, che attribuisci questa escursione di voti all’appeal del candidato Sindaco. Non ho alcuna difficoltà a riconoscere le tue doti o a riconoscere che tanti cittadini vedono in te un buon amministratore. Come non ho alcuna difficoltà a riconoscere che forse la mia figura non rappresentava quanto di meglio ci fosse in Ostuni per candidarsi ad essere un’alternativa credibile, fatto sta che il movimento da me rappresentato che, voglio ricordare ha avuto circa l’8% dei consensi è partito tardi, è partito tra mille difficoltà anche economiche e nella formulazione delle liste.
Ma come io non ho difficoltà ad ammettere quello che ho ammesso, anche tu devi riconoscere che il successo di questa maggioranza è stato determinato da liste fortissime, composte da personale politico assolutamente eterogeneo, con tanti candidati probabilmente incompatibili, se non giuridicamente, sicuramente da un punto di vista dell’opportunità politica. Anzi, a proposito, colgo l’occasione per richiedere ad alcuni colleghi consiglieri che, se vi sono cause di incompatibilità, forse è il caso di rimuoverle. Nell’ascoltarti, sempre a Radio Città Bianca, ho avuto modo di sentirti spendere belle parole nei miei confronti. Sarei ipocrita se ti dicessi di non essermi sentito lusingato. Ma io in questo consesso non rappresento me stesso, rappresento un movimento che ha dimostrato di esserci ed è un movimento che ha raccolto 800 firme in due giorni per i referendum sull’acqua pubblica che ha raccolto, come già detto, tremila voti alle ultime elezioni. E tu non solo preferisci allearti con chi, solitamente vota a destra, ma non perdi occasione per attaccare alcuni esponenti di questo movimento. Devo dirti che sempre in quella trasmissione di Radio Città Bianca non è stato bello sentirti irridere Franco Colizzi o anche Francesco Saponaro. Non vi è nulla di strano ad abbandonare la politica per dieci anni, la politica non è una professione, ci si può allontanare e ci si può ritornare come ha fatto Colizzi. Poi finalmente ho capito perché, sia in campagna elettorale che nel manifesto di ringraziamento per Epifani, questa amministrazione parlava di un consigliere regionale ostunese dopo 32 anni. Posso immaginare che non si voglia dare risalto ai sei mesi di Colizzi da consigliere regionale nel 95. Ma mi sembrava strano che non si ricordasse l’esperienza di Saponaro, capogruppo del PCI in consiglio regionale dall’85 al 90. E se la matematica non è un’opinione. Allora la dimenticanza è stata voluta. Ma Colizzi e Saponaro restano due grandi risorse per il centro-sinistra di Ostuni al pari di tanti altri che, purtroppo hanno abbandonato la scena della politica locale, per lasciare spasso ad una nuova classe dirigente, a mio avviso non all’altezza, a cominciare dal sottoscritto.
Più volte ho sostenuto che la giunta da te varata è una giunta dal profilo molto basso, e questo senza entrare nel merito dei singoli assessori, ma è una giunta dal profilo basso per il metodo che ha portato alla loro individuazione, non il merito e la competenza, non la persona giusta al posto giusto, ma il posizionamento per il numero dei consensi, il primo degli eletti o a seconda dei casi, per assicurare la rotazione, il primo dei non eletti. Facendo così in modo che ci sono degli assessori che rimarranno in carica per tutto il mandato ed alcuni che dovrebbero andare a casa a breve.
Io non voglio arrendermi alla logica dei consensi, chi si candida chiede voti per fare il consigliere non per essere promosso assessore o, quantomeno occorre creare i giusti equilibri come ha fatto, per esempio Vendola che ha chiamato un gruppo di esterni con le dovute competenze.
E, sempre a proposito della giunta Vendola, voglio ricordare che la stessa ha una presenza femminile pari al 50%, mentre questa vede la presenza di una sola donna.
E qui sono tutte le responsabilità del Partito Democratico ostunese, chi se non il più grosso partito del centro-sinistra avrebbe dovuto insistere perché i criteri per l’individuazione della giunta fossero altri ed invece ha cercato esclusivamente di assicurarsi quante più poltrone possibile e resta ancora  in attesa di incassare l’ultima cambiale.
Ma le responsabilità del Pd sono anche altre e, soprattutto di natura politica. Se queste due sinistre in Ostuni non si parlano  è perché il Pd non ha saputo interpretare il ruolo di partito guida del centro sinistra e non ha mai cercato il dialogo neppure in occasione delle elezioni regionali.
Veniamo ora agli aspetti che più da vicino concernono il bilancio.
Devo dire, innanzitutto che sono veramente preoccupato dal vistoso calo della popolazione ostunese, un calo che è assolutamente in controtendenza rispetto ai paesi limitrofi, vedi francavilla o Fasano, il che può significare tre cose: 1) il tasso di mortalità è superiore alla natalità e così è ma tale dato è controbilanciato dal trasferimento di stranieri; 2) un numero eccessivo di cittadini ostunesi si trasferisce nei paesi limitrofi a causa del caro-prezzi; 3) vi è una forte immigrazione determinata dalla disoccupazione. Qualunque sia la risposta è evidente che vi sono delle responsabilità amministrative che vanno esaminate attentamente.
Veniamo ora al programma triennale delle opere pubbliche, come già sottolineato da chi mi ha preceduto, il primo dato che salta immediatamente agli occhi è lo scivolamento al 2010 di opere pubbliche che erano state messe in cantiere negli anni precedenti, alcune delle quali risalgono addirittura al 2004 e questo mi sembra un dato non di scarsa importanza. Il secondo dato che viene in rilievo immediatamente è che le opere pubbliche più grosse sono state programmate per il 2012 e con finanziamenti tutti provenienti da area vasta o da project financing, quindi con finanziamenti del tutto incerti. So bene che il programma triennale delle opere pubbliche viene definito il libro dei sogni ma vi sono delle opere pubbliche che ogni amministrazione ostunese deve porsi come obiettivo di realizzare, mi permetto di citarne alcune:
1)    Acqua e Fogna sulla costa, è questo un obiettivo primario se non vogliamo fare turismo da terzo mondo e anche nelle aree produttive;
2)    Grosso contenitore al coperto per manifestazioni invernali;
3)    Occorre continuare ad investire sul foro boario, per quanto possibile,
4)    Scale mobili per l’accesso al centro storico;
5)    Ritinteggiatura delle mura ormai diventate nere, a tale proposito vorrei invitare l’ufficio tecnico a rilasciare permessi a costruire per progetti che siano in sintonia con il paesaggio esistente, il nuovo albergo in contrada montesarago, da qualsiasi parte lo si veda è un pugno in un occhio;
6)    Occorre istituire un servizio di manutenzione ordinaria delle strade, percorrere le strade di Ostuni è come affrontare un percorso di guerra. Accanto all’istituzione di questo servizio è necessario imporre alle aziende che gestiscono servizi pubblici e che sono costrette a rompere il manto stradale , un più preciso ripristino dello stesso.
Un ultima cosa per il turismo.
Nonostante l’apprezzamento che rivolgo all’assessore per il lavoro svolto, ritengo necessario se si vuole fare un salto di categoria nominare un direttore artistico per l’organizzazione degli eventi, le maggiori realtà turistiche lo fanno e, non a caso, la manifestazione di maggiore richiamo, “Un’emozione chiamata libro” ha un suo responsabile. Limitiamo gli incarichi esterni per le opere pubbliche, perché vorrei ricordare che il Comune di Ostuni ha in organico ben sei ingegneri, e impieghiamo quei soldi per pagare un direttore artistico nel settore del Turismo. Siamo rimasti fermi ad un’emozione chiamata libro ed alla notte di San Giovanni.

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apr
30

Gestione parcheggi

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Ricevo e volentieri pubblico una interrogazione consilare presentata dal consigliere Salvatore De Stradis in merito alle indagini giudiziarie avviate nei confronti della ditta che gestisce i parcheggi a pagamento nella città bianca.

OGGETTO: gestione parcheggi

Da notizie di stampa apprendiamo che i massimi dirigenti della società “Sis Parking” di Mantignana di Corciano, ditta che gestisce per conto del Comune i parcheggi a pagamento, sono stati attinti da misure cautelari in virtù di un procedimento giudiziario per i reati di turbativa d’asta e corruzione.
Nel ritenere del tutto inopportuno che i vertici di una società indagata con accuse così gravi possano continuare a gestire in nome e  per conto di questo comune il predetto servizio, chiede all’Amministrazione se sia in grado di fornire a questo Consiglio ulteriori particolari sulla vicenda e se non ritenga, alla luce della delicatezza dei compiti conferiti alla società in questione, procedere alla revoca dell’appalto attivando, nel contempo, le procedure necessarie all’individuazione di altro gestore per l’espletamento del servizio.

Salvatore De Stradis

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Alle passate amministrative per il Comune di Ostuni mi sono apertamente schierato con una coalizione che vedeva al suo interno Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Ostuni Democratica. Devo essere sincero, all’inizio ero un pò scettico, se non altro per il fatto che vi erano dei partiti, ma forte oppositore dei pregiudizi, prima di decidere cosa fare ho voluto conoscere le persone che stavano dietro quei simboli e le idee che volevano portare avanti. Spesso i nostri giudizi sui partiti sono dettati dal comportamento dei big a livello nazionale e regionale, mentre nelle realtà locali è possibile trovare persone eccezzionali con grandi idee e progetti anche in partiti o movimenti che ti verrebbe naturale collocare lontano mille miglia dalle tue posizioni. E così è stato, ho condiviso in pieno il programma proposto e l’ho sostenuto con entusiasmo ed allo stesso modo ho sostenuto il candidato sindaco Salvatore De Stradis che parlava di manifesto dei comuni virtuosi, trasparenza, partecipazione, regole chare e uguali per tutti, abolizione dei privilegi della casta, stop al consumo di territorio ed altro. Poche le speranze di un riscontro elettorale, ma forte la volontà di seminare un progetto con la speranza di creare un movimento che da quel momento in avanti si sarebbe occupato con costanza ed impegno su quei temi.

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ott
02

Pessimo esordio

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Ricevo dal consigliere comunale De Stradis un comunicato in merito al consiglio comunale di ieri 1 Ottobre 2009. Come già detto in altre occasioni questo blog vuole essere uno spazio per chiunque voglia esprimere considerazioni o riportare notizie, quindi volentieri pubblico.

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