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	<title>iapra li  uecchie il blog di Paolo Mariani &#187; crisi</title>
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	<description>Il blog di Paolo Mariani</description>
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		<title>L&#8217;amico delle banche</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo Monti sta fallendo perché si sta preoccupando troppo dell’economia monetaria e poco degli italiani. In queste ultime settimane lo Spread é diminuito; il debito pubblico, nettamente migliorato. Ma cosa c’entra lo Spread con la condizione degli italiani? Assolutamente nulla. Il debito sarà pur diminuito ma la disoccupazione é ancora in crescita e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/02/monti3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6613" title="monti3" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/02/monti3.jpg" alt="" width="250" height="350" /></a>Il governo Monti sta fallendo perché si sta preoccupando troppo dell’economia monetaria e poco degli italiani. In queste ultime settimane lo Spread é diminuito; il debito pubblico, nettamente migliorato. Ma cosa c’entra lo Spread con la condizione degli italiani? Assolutamente nulla. Il debito sarà pur diminuito ma la disoccupazione é ancora in crescita e le nostre aziende continuano a chiudere. I nostri salari continuano a non essere sufficienti per fronteggiare l’aumento delle tasse e dei prezzi. Debito e Spread non misurano il benessere degli italiani.</p>
<p>In Italia, da quando siamo in crisi, la disuguaglianza é in costante aumento. Attualmente la nostra società si trova addirittura al di sotto della media mondiale.</p>
<p>Cosa significa che la crisi in Italia sta aumentando il divario tra i ricchi e i poveri? Innanzi tutto che il nostro governo non sta facendo abbastanza per gli italiani. I pochi ricchi che aumentano sono i banchieri e gli speculatori finanziari con i quali i poveri sono sempre più indebitati. Il ceto medio che sta sparendo, rappresentato da imprenditori e commercianti, si sta dissolvendo verso il basso, non verso l’alto. Aumentano le tasse e diminuiscono le vendite; di conseguenza cresce il bisogno di chiedere prestiti agli istituti bancari per portare avanti la propria attività. Il ceto medio s’indebita, le banche si arricchiscono; la disuguaglianza sociale cresce sempre di più.</p>
<p>Perché gli italiani stiano meglio, serve che il governo inverta questa situazione di disuguaglianza. Nella società d’oggi gli italiani sono messi solo in condizione di indebitarsi con le banche.</p>
<p>Il governo ha puntato a fare subito cassa, aumentando tasse e congelando pensioni. Ma se già l’economia é ferma, non é il caso di mettere gli italiani in condizione di farla ripartire? Se Monti non spremesse le nostre aziende con sempre più tasse, queste non sarebbero in condizione di garantire lo stipendio ai propri lavoratori e magari di assumere nuovi operai? Un operaio con uno stipendio stabile non é forse più portato a spendere e consumare ciò che le stesse aziende producono?</p>
<p>E poi perché le banche prestano soldi soltanto a chi ce li ha? Non bisognerebbe forse fare in modo che le banche (che tra l’altro rappresentano la frangia della società che continua ad arricchirsi anche in tempo di crisi) aiutino davvero i più poveri, proprio quelli che non ce li hanno i requisiti per chiedere un prestito? E non sto parlando di pezzenti o senzatetto, sto parlando di buona parte della nostra agonizzante società.</p>
<p>Il benessere dell’Italia non sta nella finanza, nello Spread; sta nello scambio di beni/servizi tra aziende e cittadini. É quindi il sistema finanziario che andrebbe indebolito a favore del reale sistema socio-economico italiano. Oggi accade l’esatto contrario.</p>
<p>Monti dovrebbe imporre alla banche un sistema di prestito a bassissimi tassi d’interesse per gli italiani. A nessuno andrebbe negato un prestito legato alla propria attività lavorativa. I tempi di restituzione del prestito andrebbero diluiti il più possibile. In questo periodo di stagnazione economica servirebbe addirittura che le rate del finanziamento fossero congelate: D’altronde se stagna l’intera economia non vedo perché non lo debba fare anche il mio mutuo! Il ricorso alle ipoteche e al pignoramento dei beni dei debitori, dovrebbero diventare pratiche rare ed estreme, non una prassi abitudinaria.</p>
<p>Ma come si fa per far capire ad un governo di banchieri tutto ciò? Perché ci hanno imposto un governo che gioca a favore dei pochi ricchi e alle spalle dei molti poveri? ma come si fa ad uscire dalla crisi a queste condizioni?</p>
<p>Lo Stato, invece che sguinzagliare i propri tirapiedi di Equitalia, società privata che guadagna sulla riscossione e soprattutto sulle penali delle riscossioni mancate, non potrebbe aiutare gli italiani? Congelare momentaneamente il loro debito? O almeno non fare in modo che si decuplichi con il passare del tempo!?</p>
<p>Come si può dare a una società privata il compito di riscuotere i debiti degli italiani? Questa società, per guadagnare, opprimerà tutti quelli che ci sono da opprimere, applicherà salatissime sanzioni sui pagamenti ritardati, pignorerà e creerà povertà, perché la nostra povertà, il nostro essere debitori, fa di loro dei creditori, mette loro nella possibilità di guadagnare.</p>
<p>Non di solo pane vive l’uomo, é vero…ma di certo non vive di Spread.<br />
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		<title>Lesa maestà</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/tir.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6541" title="tir" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/tir-300x225.jpg" alt="" width="250" height="187" /></a>La prima (e ad oggi unica) vera protesta contro l&#8217;esproprio bancario, portato avanti dal governo dell&#8217;usura, sta facendo saltare i nervi di mr. Goldman Sachs e della congrega di servoprofessori che lo coadiuvano nell&#8217;impresa di rendere l&#8217;Italia un grande successo come la Grecia.</p>
<p>Per ironia della sorte a far barcollare Monti non sono i sindacati, già preventivamente cooptati sul libro paga del professore, non è la sinistra antagonista in profonda crisi d&#8217;identità e decisamente a corto di antagonismo quando si tratta di combattere Bruxelles e le banche e neppure la Lega di Bossi dispensatrice di aria fritta. Sono i camionisti, che ridotti con le pezze al culo hanno messo i propri mezzi di traverso, bloccando la macchina del consumo e toccando nel vivo l&#8217;unico nervo scoperto di un banchiere con tanto aplomb: il portafoglio! Quello suo e dei suoi padroni naturalmente, perchè i portafogli degli italiani somigliano ogni giorno di più a dei porta monete.</p>
<p>Mario Monti è rimasto un poco spiazzato, (ma solo un poco non fatevi illusioni) perchè fermamente convinto di avere comprato tutti coloro che era necessario comprare, per garantirsi l&#8217;acquiescenza del paese dai partiti politici di ogni colore, oggi uniformemente dipinti di grigio, alle associazioni dei consumatori, dai sindacati ai giornalisti, giù a cascata fino ad arrivare ai leader antagonisti in grado di fomentare una qualche protesta imprevedibile. Con un tacito accordo di chiarezza adamantina. Non si protesta, e se lo si fa occorre sia una protesta puramente di facciata, utile a dare un contentino ai gonzi che menate per il naso da una vita, ma assolutamente priva di qualsiasi valenza pratica. Un paio d&#8217;ore di sciopero qua, un altro paio là, un corteo con qualche pietra contro le vetrine a sinistra (così da poter affogare ogni ambizione rivoltosa nell&#8217;anatema contro la violenza) una manifestazione dove i leghisti possano parlarsi addosso (e non è un bel vedere) più a destra, qualche mugugno della Camusso, qualche astratta esternazione di Vendola e Ferrero, riscopertisi paladini dei lavoratori, qualche rimbrotto degli ambientalisti immersi nell&#8217;illusione dell&#8217;acqua pubblica, fino a al punto da non riuscire a vedere le nuove trivelle del banchiere e il project financing che cementificherà il paese.</p>
<p>Tutti buonini, o muti e rassegnati fate voi, tutti zitti, perfino di fronte ad un folle che racconta loro in TV (quella TV buona e certificata politicamente corretta e un poco di sinistra) come massacrando tassisti, benzinai, edicolanti e farmacisti farà salire il mitico pil dell&#8217;11% ed i salari (quali?) del 12%.</p>
<p>Tutti buonini, in fila per tre (per usare l&#8217;eufemismo caro a Bennato) alle pompe di benzina e agli sportelli di Equitalia, pronti per riempire i centri commerciali anche la notte, felici dell&#8217;eliminazione del denaro contante, che tanto in tasca pesa, e della nuova IMU che si paga volentieri, non fosse altro che per fare un dispetto a Berlusconi.</p>
<p>E poi arrivano loro, i camionisti (coadiuvati pure dai forconi, dai tassisti e da chissà quali armate di satana risalite dagli inferi per l&#8217;occasione) sporchi, brutti e volgari a rompere le uova nel paniere.</p>
<p>Paralizzano l&#8217;Italia, bucano le gomme a chi non sciopera, sono a rischio d&#8217;infiltrazioni mafiose (tuonano Confindustria e la Cancellieri) e d&#8217;infiltrazioni fasciste (tuona il partito di Soros), ma soprattutto mettono a repentaglio la macchina del consumo e gli italiani tutti che altro non devono essere se non tubi digerenti dello stesso.</p>
<p>Bloccano strade ed autostrade, impedendo la più preziosa libertà del cittadino, costituita dal pendolarismo e dallo shopping selvaggio. Osano mostrare il muso duro contro il professore che sta lavorando per il bene del paese.</p>
<p>Ma soprattutto sfuggono al controllo dei partiti e dei sindacati, non obbediscono, non cadono nel trappolone destra vs sinistra e sembrano veramente incazzati.</p>
<p>A questo punto bisogna spazzarli via, prima che facciano altri danni, non tanto quelli alla spesa degli italiani, contabilizzati da Confcommercio (che se non fosse una congrega di burattini senza spina dorsale avrebbe già reso pubblici i danni ben più corposi provocati dal professore) ma piuttosto quelli alla stabilità del governo della BCE, organizzata e studiata a tavolino e costata in prebende almeno quanto una manovra finanziaria.</p>
<p>Pensate il disatro prossimo futuro se mai gli italiani sull&#8217;onda di questi disperati iniziassero a capire che protestare si può. Anche se non ti chiama in piazza il partito o il sindacato. E si può perfino protestare seriamente, non 2 ore di sciopero nella pausa caffè o sfilatine folkloristiche concordate con la digos, ma proteste vere, ad oltranza (quella parolina magica che brucia come acido) portate per ottenere un risultato e non solamente per fare colore.</p>
<p>Inaccettabile, blasfema, una prospettiva da stroncare sul nascere senza se e senza ma. Chiamate la celere, l&#8217;esercito o se preferite il servizio d&#8217;ordine della Cgil ma fateli smettere! E smettere subito sia chiaro! Tutti sopra i propri mezzi e dritti a casa in fila per tre, altrimenti oltre alla patente gli confischiamo anche quelli, che tanto di clandestini da far lavorare a nero e mettere alla guida di un camion ce ne sono a profusione nel paese.</p>
<p style="text-align: right;">Marco Cedolin</p>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 10:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La “Forza d’Urto” dei nuovi vespri siciliani é sempre più incontenibile. Gli argini isolani hanno da poco ceduto. La Rivoluzione é ora in Calabria. Il fervore popolare ha attraversato lo stretto ed ha raggiunto la punta dello Stivale. Chissà se riuscirà ad abbracciare tutta la Patria. Forse, a quel punto, i telegiornali finalmente ne parleranno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/euro_burning1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6519" title="euro_burning1" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/euro_burning1.jpg" alt="" width="250" height="217" /></a>La “Forza d’Urto” dei nuovi vespri siciliani é sempre più incontenibile. Gli argini isolani hanno da poco ceduto. La Rivoluzione é ora in Calabria. Il fervore popolare ha attraversato lo stretto ed ha raggiunto la punta dello Stivale. Chissà se riuscirà ad abbracciare tutta la Patria. Forse, a quel punto, i telegiornali finalmente ne parleranno. La rivolta popolare é comunque, ad oggi, ancora in fase embrionale. Sta a tutti noi italiani fare in modo che non si esaurisca. In queste ore, sono gli autotrasportatori calabresi che stanno facendo la loro parte. A Villa San Giovanni, importante crocevia della viabilità italica, luogo d’attracco dei traghetti da e per la Sicilia, snodo strategico in cui le merci vengono messe su ruota e smistate in tutta la nazione, tutto é fermo.</p>
<p>É la gente comune che fa l’Italia, la gente semplice.</p>
<p>Chi governa forse non ha ben compreso che senza di loro, senza di noi, l’Italia non esiste. Senza la preziosa manovalanza la società italiana si paralizza. E allora perché la si bastona con pesantissime tasse, perché le si nega la pensione e un posto di lavoro sicuro? L’economia va rilanciata, non repressa: la gente va aiutata, non spremuta come un limone e poi gettata via.</p>
<p>Monti sta accondiscendendo ad ogni richiesta dell’Europa, siamo ricattati, ci stanno facendo credere che senza il potere economico della BCE o del FMI l’Italia fallirà. Sempre più soldi verranno chiesti agli italiani. Vorrei davvero però sapere in quanti credono ancora nel progetto Euro. Quanti italiani sono veramente disposti a tutti questi sacrifici per mantenere in piedi l’idea di una moneta unica, di un Europa Unita. Nessuno ce l’ha chiesto, la voce del popolo italiano é stata messa a tacere, ci hanno imposto un governo tecnico che sta decidendo per noi, che ha già deciso di “dissanguarci e delacrimarci” tutti.</p>
<p>Siciliani e calabresi sono i primi di tanti esasperati. Ora serve anche l’apporto dei fabbricanti veneti, dei mercanti liguri, dei commercianti romani, dei negozianti napoletani, degli imprenditori milanesi. Tutti insieme recapiteremo a Monti e ai suoi commensali d’Europa un bel messaggio: “Giù le mani dall’Italia. Gli italiani non ce la fanno più a dover pagare per i vostri errori. Ridateci la nostra patria, la nostra sovranità.”</p>
<p>In Europa, storicamente, tutti i tentativi di super-agglomerazione di stati sono miseramente falliti: ne sa qualcosa Cesare, Alessandro Magno, Ottone, Napoleone, quello psicopatico di Hitler. Prima le invasioni erano militarizzate: i popoli si sottomettevano con le guerre, con il terrore. Poi ci hanno provato con la “diplomazia politica”, con la creazione a tavolino della Jugoslavia e dell’URSS. Altri tentativi miseramente falliti. Non sono io a dirlo, é la storia.</p>
<p>Ora c’è solo un modo per compattare tutta l’Europa sotto una bandiera: l’invasione dei mercati, le speculazioni finanziarie e la compravendita dei debiti pubblici delle nazioni. Le grandi banche lo possono fare, lo stanno facendo. Ci stanno compattando tutti per vampirizzarci più facilmente.</p>
<p>L’Italia però non ci sta, o meglio, ad oggi, siciliani e calabresi non ci stanno.</p>
<p>“SE UN UOMO CAMMINA CON LA SCHIENA RICURVA, LA SCHIENA SI STORCE. SE E’ UN POPOLO INTERO A FARLO, SI STORCE LA STORIA”.<br />
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		<title>Concordia e Italia, analogie e differenze</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/naveitalia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6503" title="naveitalia" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/naveitalia.jpg" alt="" width="500" height="298" /></a></p>
<p>In questi giorni in molti, sopratutto sul web, hanno pargonato i fatti della Costa Concordia con quelli del nostro paese. Una nave (l&#8217;Italia) che affonda, un comandante col suo equipaggio (governo e classe politica) responsabili dell&#8217;accaduto che prima negano la drammatica situazione e poi pensano solo a salvare il proprio culo lasciando i passeggeri (gli Italiani) al proprio destino. E ancora: la nave è Italiana ma il proprietario è americano e su di essa lavoravano moltissimi extracomunitari sottopagati. Vi sono tuttavia altri aspetti, sia anologie che differenze sostanziali, che i più non hanno sottolineato e su cui voglio puntare il mio sguardo.</p>
<p>In primis sicuramente le minuziose informazioni che i mezzi d&#8217;informazione ci forniscono. Non c&#8217;è, infatti, quotidiano, telegiornale e programma di approfondimento che non dedichi ampio spazio a questa tragedia del mare. Un informazione precisa, esaustiva e puntuale sia su quanto accaduto sia sulle precise responsabilità di coloro che hanno causato il tutto per poi peggiorare ancor più la situazione col loro vergognoso quanto ignobile comportamento. Nessuno cerca di sminuire queste responsabilità, nessuno cerca di trovare delle attenuanti appellandosi alla situazione di emergenza, al caos che si è generato o altre puttanate che in un modo o nell&#8217;altro possano, anche in parte, giustificare quello che è successo o il comportamento del capitano e di parte dell&#8217;equipaggio. Ecco allora che la condanna unanime dell&#8217;opinione pubblica, informata sui fatti, arriva ancor prima che la magistratura abbia svolto il suo compito.</p>
<p>Va da sé che se pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti avessero, in questi anni, utilizzato lo stesso metodo con la nostra classe politica la situazione oggi sarebbe decisamente diversa. Se si fossero raccontati i fatti per quello che erano e se si fossero fatte notare le precise responsabilità di chi ha gestito il paese, da destra come da sinistra o dal centro, la situazione sarebbe stata più chiara a tutti così come  la necessità di muoversi in prima persona per salvarsi e salvare il salvabile. Ma questo, come noto, non è avvenuto. Quando l&#8217;ergomento in discussione era la nave Italia, invece della Concordia, le attenuanti e le giustificazioni erano la normalità, mentre le responsabilità del comandante (governo) e dell&#8217;equipaggio (intera classe politica) sempre ofuscate.</p>
<p>L&#8217;anaologia che  non è stata sino ad ora adeguatamente sottolineata è, invece, il comportamento dell&#8217;ufficiale della capitaneria di porto De Falco (per intenderci quello che parlava al telefono con il comandante della Concordia) divenuto, per l&#8217;intera opinione pubblica, un vero e proprio eroe nazionale. L&#8217;ufficiale, infatti, senza usare mezzi termini ha sbattuto il comandante di fronte alle sue responsabilità, ha cercato di imporgli, purtroppo inutilmente, i suoi doveri e di fronte al rifiuto di collaborazione ecco che ha preso il comando delle operazioni consentendo così il salvataggio di tutti i superstiti. La stessa cosa che da anni cercano, ahimé inutilmente, di fare quella moltitudine di cittadini informati, di comitati, di associazioni che lottano contro i vari scellerati comandanti di questo paese. Una folla di persone ignorate e descritte dai media più come terroristi che come eroi. Dai NoTAV ai movimenti per l&#8217;acqua, passando per i No al carbone, i sostenitori della decrescita, gli studenti, i precari, i ricercatori, i noi il debito non lo paghiamo e tutti gli altri che non cito per questioni di spazio. Tutti impegnati in una lotta quotidiana contro tutti per mettere di fronte alle proprie responsabilità chi, negandolo spudoratamente, ha portato la nave Italia nell&#8217;abisso sociale ed economico. Come il De Falco, spesso non hanno usato mezzi termini, ma solo perchè l&#8217;interlocutore si rifiutava anche solo di ascoltare.</p>
<p>Nei prossimi giorni è previsto l&#8217;arrivo del maltempo è il rischio che la Costa Concordia affondi definitivamente è altissimo. La nave Italia è, invece, in piena bufera già da diverso tempo. O i vari De Falco sparsi per la penisola assumono il comando delle operazioni oppure non c&#8217;è speranza.<br />
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		<title>L&#8217;anno che verrà</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 11:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6335" title="2012" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/2012-300x220.jpg" alt="" width="251" height="183" /></a>Il 2012 sarà molto di verso dall&#8217;anno che si sta per conculedere, ma aimé non credo che si avvererà la profezia dei Maya. La cosa non necessariamente deve essere vista positivamente perchè i fenomeni naturali, anche i più violenti, anche quelli che mietono più vittime, dopo il loro accadimento consentono alla vita di rigenerarsi, di ricostruirsi un futuro. La stessa cosa non succede quando a causare catastrofi è l&#8217;uomo invece che la natura.</p>
<p>La cosi detta &#8220;spinta riformatrice&#8221; dei governi subirà un accelerazione che prenderà sempre più velocità col passare del tempo. Ci colpiranno a gruppi, ci somministraranno le loro cure a poco a poco, ma continuamente in modo da evitare mobilitazioni di massa. Nicchie di protesta o gruppi di operai abbarricati sono ormai diventati una normalità quotidiana a cui quasi nessuno fa più caso e mentre i più sensibili si limitano a solidazziare definendoli &#8220;poveretti&#8221; non ci si deve sorprendere se questi non riescono a cavare un ragno dal buco.</p>
<p>Questi focolai molto probabilmente aumentaranno sia di numero che di consistenza, ma se saranno ignorati dall&#8217;opinione pubblica, come avviene oggi e non troveranno in chi ancora non è colpito, in chi ancora non è sotto scacco, sotto tiro un forte sostegno la loro lotta sarà vana. E così piano piano, come dei cecchini colpiranno ed abbateranno milioni di persone. Una delle categorie al momento più a ricìschio è quella dei dipendenti pubblici, non a caso nell&#8217;ultima manovra del governo Berlusconi è stata introdotta per questi la cassa integrazione. Principio inimmaginabile sino a qualche tempo fa è stata introdotto senza che si alzasse alcuna protesta. Licenziamenti e decurtazione degli stipendi o, in alternativa, in parte pagati con titoli di stato al posto dei contanti saranno i prossimi passi.</p>
<p>Non se ne gruggiolino gli altri, in particolare quelli convinti che i dipendenti pubblici siano tutti dei fannulloni, ce ne sarà pure per loro. I tiket sanitari aumenteranno a dismisura sia in termini di valore sia in termini di servizi a cui saranno applicati, compresi i ricoveri ospedalieri. Tutto questo associato al poco denaro disponibile comporterà rinuncie a cure giudicate troppo onerose. Stessa musica la sentiremo in ambito scolastico e per cucinarci a dovere arriveranno le liberalizzazioni come quelle già da tempo operate nel settore asicurazioni che già sappiamo l&#8217;effetto che fa.</p>
<p>Augurarvi un buon anno quindi proprio non me la sento, ma invitarvi ad aprire li uecchie e mettervi in moVimento si.<br />
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		<title>La banca veramente differente</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 17:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia/Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Non tutte le banche gioiscono di fronte alla manovra ammazza italia fatta si da Monti ma approvata dai vari BerlusconiBersaniCasiniFiniRutelli. E&#8217; una banca differente ma non è quella della pubblicità. La manovra così detta “salva-Italia” proposta dal governo Monti e attualmente all&#8217;esame del Parlamento non soddisfa le aspettative di svolta verso l&#8217;equità e la sostenibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/equita.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6298" title="equita" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/equita-300x225.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a>Non tutte le banche gioiscono di fronte alla manovra ammazza italia fatta si da Monti ma approvata dai vari BerlusconiBersaniCasiniFiniRutelli. E&#8217; una banca differente ma non è quella della pubblicità.</p>
<blockquote><p>La manovra così detta “salva-Italia” proposta dal governo Monti e attualmente all&#8217;esame del Parlamento non soddisfa le aspettative di svolta verso l&#8217;equità e la sostenibilità auspicate da Banca Etica, che da oltre 13 anni lavora per promuovere un diverso modello di finanza al servizio dell&#8217;interesse collettivo.</p>
<p>Nella piena consapevolezza che il momento è grave e che i sacrifici sono necessari per evitare il tracollo dell&#8217;Italia, Banca Etica ribadisce con forza la necessità di trasformare la crisi in opportunità per rilanciare nel nostro Paese un sistema economico, sociale e fiscale che sia finalmente caratterizzato da equità, legalità e trasparenza. Troppo timidi appaiono gli sforzi fatti dal Governo in questa direzione.</p>
<p>Ecco alcune delle misure che avrebbero potuto apparire nella manovra e che ancora auspichiamo possano essere introdotte con successivi provvedimenti:</p>
<p>· Spese militari – è inspiegabile la scelta di mantenere 15 miliardi di spesa per l&#8217;acquisto di cacciabombardieri F35, mentre si tagliano ancora le spese per il welfare e i servizi sociali</p>
<p>· Lotta a evasione, lavoro nero, corruzione e proventi delle mafie – L&#8217;evasione fiscale in Italia supera i 150 miliardi di euro l&#8217;anno. Se a questa sommiamo il lavoro nero, la corruzione, i proventi delle mafie, si scopre che qualcosa come 500 miliardi di euro l&#8217;anno sfuggono al fisco. E’ necessaria una più incisiva azione per contrastare questi “cancri” dell&#8217;economia italiana. L&#8217;abbassamento a 1000 euro della soglia oltre cui non è ammesso l&#8217;uso di contanti è solo un primo passo nella direzione della tracciabilità del denaro.</p>
<p>· Regolamentazione della Finanza – E’ ormai chiaro a tutti lo strapotere della finanza che sovrasta e distrugge l&#8217;economia reale e condiziona le scelte politiche dei Governi. I provvedimenti per ricondurre la finanza al suo originario scopo di facilitare l&#8217;allocazione di risorse economiche verso le imprese più meritevoli dovranno necessariamente essere adottati a livello internazionale, ma molte cose si possono fare anche a livello di singole nazioni. A partire da un più deciso schieramento dell&#8217;Italia a favore dell&#8217;introduzione, anche nella sola area euro, di una tassa sulle transazioni finanziarie capace di generare gettito per riparare i danni causati dalla finanza e soprattutto di arginare le operazioni più marcatamente speculative. Auspichiamo inoltre che il Governo Italiano faccia la sua parte per chiedere all&#8217;Autorità Bancaria Europea (Eba) di rivedere le nuove regole sulla capitalizzazione delle banche che allo stato attuale rischiano di costringere gli istituti a restringere ulteriormente l&#8217;erogazione del credito, con gravissimi danni per le famiglie e le imprese.</p>
<p>· Un sistema fiscale più equo : In Italia, nell&#8217;ultimo ventennio dello scorso secolo, 120 miliardi di euro sono stati trasferiti dai lavoratori ai profitti finanziari. Occorre invertire la tendenza, smettere di tartassare i redditi di chi lavora e produce e di agevolare invece chi fa soldi con i soldi.</p>
<p>· Acquisto forzoso di BTP per i grandi patrimoni. E’ necessario pensare a delle misure per ridurre il peso degli interessi da pagare sul debito e per sottrarlo alle logiche speculative dei mercati internazionali. Una proposta che permetterebbe di realizzare questo doppio obbiettivo è l&#8217;acquisto forzoso di BTP a un tasso calmierato, legato ad esempio all&#8217;inflazione o ad altri parametri. L&#8217;Italia è uno dei Paesi con il maggiore debito pubblico, ma anche con il maggiore risparmio. L&#8217;idea è allora quella di imporre ai grandi patrimoni (delle persone fisiche e giuridiche) l&#8217;acquisto di un&#8217;emissione di BTP a un tasso ragionevole e superiore all&#8217;inflazione, ma nettamente inferiore a quelli attuali, dettati da logiche speculative. Questa emissione andrebbe a rifinanziare il debito italiano riportandolo progressivamente in Italia, diminuendo il monte interessi. Il Giappone ha un rapporto debito/PIL decisamente superiore rispetto all&#8217;Italia, ma nessuno pensa che possa essere sull&#8217;orlo del default e non esistono speculazione o spread impazziti. Il motivo essenziale è che sono gli stessi cittadini giapponesi a detenere il debito e ad assicurarne il rifinanziamento.</p>
<p>· Capitali Scudati. Anche l&#8217;imposta sui capitali illegalmente portati fuori dal paese e poi “sanati” con i diversi “scudi fiscali” appare sottodimensionata: si può e si deve chiedere di più.</p>
<p>· Incentivi per l&#8217;assunzione di giovani e donne. La manovra contiene qualche misura per facilitare le assunzioni di giovani e donne, ma è necessario fare di più.</p>
<p>Infine – Banca Etica – è convinta che accanto alle misure del Governo serva una forte presa di coscienza da parte dei cittadini e dei risparmiatori che troppo spesso finiscono con l&#8217;essere complici inconsapevoli oltre che vittime del sistema finanziario. Dovremo invece imparare a indirizzare i nostri risparmi e non alimentare la speculazione. Il trasferimento di risorse dall&#8217;economia reale alla finanza alla base dell&#8217;attuale crisi di debito è necessario anche per garantire i profitti in doppia cifra inseguiti dagli speculatori. Se il PIL del mondo cresce del 2% l&#8217;anno e la finanza deve garantire profitti cinque o dieci volte superiori, se le pubblicità ci promettono rendimenti del 4% netto sul nostro conto corrente mentre la ricchezza reale in Italia non cresce, è evidente che i nostri risparmi non vengono impiegati per finanziare imprese reali, che producono beni e servizi necessari e creano occupazione.</p>
<p>NOTA: Le cifre citate in questo documento sono tratte dalla “ControManovra di Sbilanciamoci” che da anni presenta un proprio rapporto in cui un pool di economisti propone misure alternative per la spesa pubblica, fondate sull&#8217;equità sociale, l&#8217;ambiente, i diritti. Il rapporto 2012 chiarisce ancora una volta come un diverso modello economico sia perfettamente possibile. E&#8217; unicamente una questione di volontà politica.</p>
<p style="text-align: right;">Banca Etica</p>
</blockquote>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 14:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io non sono certo un professore ne tanto meno un esperto di economia ma so far di conto e ritengo anche di essere dotato di buon senso. Quindi alle dichiarate indispensabili scelte del nominato e mai eletto da nessuno Monti che se ne va in Europa a far patti per conto nostro senza che che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6219" title="monti" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/monti-300x251.jpg" alt="" width="250" height="210" /></a>Io non sono certo un professore ne tanto meno un esperto di economia ma so far di conto e ritengo anche di essere dotato di buon senso. Quindi alle dichiarate indispensabili scelte del nominato e mai eletto da nessuno Monti che se ne va in Europa a far patti per conto nostro senza che che nessuno gli abbia concesso il mandato per farlo, neanche quella ciurma di nominati che siede comodamente sulle poltrone del parlamento, vorrei rispondere illustrando una serie di operazioni che avrebbero portato nelle casse dello stato più denaro di quanto previsto dalla manovra spella polli predisposta dallo squadrone di professori. Il buon senso ed un minimo di informazione mi costringe però a tralasciare alcune opzioni che per svariati motivi non potrebbero essere immediatamente realizzabili come ad esempio il ritiro dei militari dagli scenari di guerra, quelli che chiamano missioni di pace, che per via degli accordi e trattati internazionali necessita di non poco tempo per essere attuato.</p>
<p>La rinuncia  ai famosi 131 cacciabombardieri F35 (non c’è stata ancora la firma del contratto, quindi potremmo disdirli senza penali) fanno 16 miliardi.</p>
<p>La dismissione di una parte delle caserme rimaste semivuote dopo la fine della naia obbligatoria consentirebbe di incassare rapidamente almeno altri 4 miliardi.</p>
<p>La rinuncia all’acquisto di due sommergibili e due fregate (anche loro già a bilancio) farebbe risparmiare un altro mezzo miliardo (abbondante).</p>
<p>Un accordo con la Svizzera sui capitali esportati clandestinamente – sulla falsariga di quello fatto dalla Germania – permetterebbe di incassare almeno 5 miliardi di euro.</p>
<p>Poi ci sarebbe il Vaticano: lasciandogli intoccato il suo otto per mille, i contributi alle sue scuole e tutto il resto, basterebbe abolire le esenzioni Ici, Ires, Iva e Irap, più i contributi regionali e quelli comunali per portare a casa un altro miliardo e mezzo.</p>
<p>Quindi ci sono le frequenze: 5,5 miliardi di euro sono una stima molto prudente di quello che si incasserebbe se le si vendesse anziché regalarle alle aziende tv e di telecomunicazione.</p>
<p>Infine, un taglio ai costi della politica non avrebbe solo un alto valore simbolico: tra riduzione dei rimborsi elettorali ai partiti, degli stipendi e dei vitalizi degli eletti, delle auto blu etc, un altro mezzo miliardo verrebbe fuori facilmente.</p>
<p>In tutto fanno 33 miliardi che, come dicevo, sono di più di quello che con cipiglio sofferente il governo Monti sta chiedendo ai lavoratori, ai pensionati, ai cittadini.</p>
<p>Certo:  così è troppo semplice,  non si può, la situazione è più complicata, noi semplici cittadini siamo solo dilettanti e dobbiamo lasciar fare a loro, ai professori. Ma di sicuro c&#8217;è che un’altra manovra è possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<br />
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		<title>Così fan tutti</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 14:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo stato chiede di aumentare l&#8217;età delle pensioni perché in europa così fan tutti. Il Popolo Italiano in cambio chiede: di arrestare tutti i politici corrotti, di allontanare dai pubblici uffici tutti quelli condannati in via definitiva perché in europa così fan tutti. di dimezzare il numero di parlamentari perchè in europa nessun paese ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/pensionatomedio.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-6212" title="pensionatomedio" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/pensionatomedio.gif" alt="" width="250" height="250" /></a>Lo stato chiede di aumentare l&#8217;età delle pensioni perché in europa così fan tutti.</p>
<p>Il Popolo Italiano in cambio chiede:</p>
<p>di arrestare tutti i politici corrotti, di allontanare dai pubblici uffici tutti quelli condannati in via definitiva perché in europa così fan tutti.</p>
<p>di dimezzare il numero di parlamentari perchè in europa nessun paese ha così tanti politici.</p>
<p>di diminuire in modo drastico gli stipendi e i privilegi a parlamentari, senatori, consiglieri regionali e sindaci perché in europa nessuno guadagna come loro.</p>
<p>di poter esercitare il “mestiere” di politico al massimo per 2 legislature perchè in europa così fan tutti.</p>
<p>di mettere un tetto massimo all’importo delle pensioni erogate dallo stato (anche retroattive), max. 5.000 euro al mese  poiche’ in europa nessuno percepisce 15/20 oppure 37.000 euro al mese di pensione come avviene in Italia.</p>
<p>di far pagare i medicinali visite specialistiche e cure mediche ai familiari dei politici poichè in europa nessun familiare dei politici ne usufruisce come avviene invece in Italia dove con la scusa dell’immagine vengono addirittura messi a carico dello stato anche gli interventi di chirurgia estetica, cure balneo-termali ed elioterapiche dei familiari dei nostri politici.</p>
<p>E, cari ministri, smettetela di paragonarci  alla Germania dove non si pagano le autostrade, dove i libri di testo per le scuole sono a carico dello stato sino al 18° anno d’eta’ e il 90 % degli gli asili e nido sono aziendali e gratuiti e non ti chiedono 400/450 euro come gli asili statali italiani. E già che ci siete smettetela pure di paragonarci ai Francesi dove le donne possono evitare di andare a lavorare part time per racimolare qualche soldo indispensabile in famiglia visto che percepiscono dallo stato un assegno di 500 euro al mese come casalinghe più altri bonus in base al numero di figli e dove non si pagano le accise sui carburanti delle campagne di napoleone mentre noi le paghiamo ancora per la guerra d’abissinia.</p>
<p>Smettetela di offendere la nostra intelligenza, il popolo italiano chiude 1 occhio, a volte 2, un orecchio e pure l’altro ma la corda che state tirando da troppo tempo prima o poi si spezzerà e quell&#8217;ora X si sta avvicinando sempre più.<br />
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		<title>Adesso sappiamo come fa il coccodrillo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 17:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/fornero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6180" title="fornero" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/fornero-300x211.jpg" alt="" width="250" height="176" /></a>Ieri, durante la conferenza stampa in cui il governo Monti impostoci dall&#8217;Europa dei banchieri con il supporto dell&#8217;indegno inquilino del Quirinale, il ministro del lavoro Fornero nell&#8217;illustrare le misure prese nei confronti delle pensioni, sia quelle future sia quelle presenti cioè di chi in pensione c&#8217;è già (alla faccia dei diritti acquisiti tanto decantati e difesi dai politici), si è commossa ed ha interrotto il suo intervento in preda alle lacrime. Una bella scenetta per far passare nel popolo bue il messaggio che tali manovre, pur ingiuste tanto da scatenare il pianto in chi pur non subendole le ha approvate, erano inevitabili.</p>
<p>Eppure bastava riavvolgere il nastro e riascoltare quello che lo stesso ministro aveva affermato pochi istanti prima per evidenziare immediatamente l&#8217;assurdità di tale sceneggiata. Infatti, la piagnucolona, aveva più volte ribadito che le misure prese non erano da considerarsi dei veri e propri tagli o semplicemente un innalzamento dell&#8217;età pensionabile, ma semmai una eliminazione di veri e propri privilegi che alcune generazioni e categorie professionali avevano ottenuto e conservato negli anni. Ma se così è per quale cazzo di motivo stai a piangere? Se chi ha lavorato onestamente per 40 anni e vorrebbe andare in pensione è un privilegiato tanto che, come afferma il ministro del pianto, è doveroso impedirglielo perchè piangere subito dopo averlo affermato se non per far apparire il tutto come una dolorosa ma indispensabile scelta?</p>
<p>Va da sé che il Don Chisciotte dei privilegi ha invece completamente ignorato, nella sua dolorosa manovra, le varie caste che da anni spolpano il nostro paese: politica, chiesa, editoria, imprenditori coi sussidi statali, ecc. Certo non una dimenticanza tant&#8217;è che, incalzata dai giornalisti presenti sui costi della politica, la stessa ha elogiato i presidenti delle camere per l&#8217;impegno assuntosi nei confronti dei vitalizi dei parlamentari. Peccato che tali impegni, ancora sulla carta, saranno effettivi solo dalla prossima legislatura e consentiranno comunque agli &#8220;eletti&#8221; di poter godere di una pensione già a 65 anni con solo 5 anni di contributi, mentre per noi comuni mortali la manovra avrà effetto immediato e per andare in pensione dovremmo avere non meno di 66 anni di età o, in alternativa, non meno di 41 anni di contributi. E&#8217; questo il significato che danno alla parola equità?</p>
<p>Come fa il cane? bau bau. E il gatto? miao. L&#8217; asinello? hi hoo hi hoo. La mucca? muuuuu&#8230;!!! La rana? cra cra. La pecora? beee&#8230;!!! e il coccodrillo? Chiagne e fotte!!<br />
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		<title>Un&#8217;altra ricetta</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 17:29:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia/Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[finanziaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Sbilanciamoci.info è un gruppo di economisti, ricercatori, giornalisti, studenti, operatori sociali, sindacalisti; una rete di associazioni, organizzazioni, movimenti che vogliono conoscere, discutere e analizzare criticamente i fatti dell’economia per sapere tutto il possibile sul sistema economico nel quale viviamo e progettare tutto il possibile del sistema economico nel quale vorremmo vivere. Il consiglio è di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/11/sbilanciamoci.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-6133" title="sbilanciamoci" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/11/sbilanciamoci.png" alt="" width="500" height="254" /></a></p>
<p><a href="http://www.sbilanciamoci.info/" target="_blank">Sbilanciamoci.info</a> è un gruppo di economisti, ricercatori, giornalisti, studenti, operatori sociali, sindacalisti; una rete di associazioni, organizzazioni, movimenti che vogliono conoscere, discutere e analizzare criticamente i fatti dell’economia per sapere tutto il possibile sul sistema economico nel quale viviamo e progettare tutto il possibile del sistema economico nel quale vorremmo vivere. Il consiglio è di visitare spesso il loro sito, li troverete molte informazioni sul mondo economico e finanziario che spesso ci sono presentate in modo ostico proprio per far si che non capendoci gran che, banchieri e politici possano fregarci più agevolmente. Anche quest&#8217;anno, come loro solito, hanno predisposto una contromanovra finanziaria di tutto rispetto e valore. Come già detto più volte, quello che propone l&#8217;Europa dei Banchieri avvallato dal Monti nazionale e dal nonnetto sul colle non è l&#8217;unica ricetta possibile.</p>
<p>Nel 13° Rapporto, la Campagna Sbilanciamoci! non si è soffermata solo sull&#8217;analisi critica dei contenuti della Legge di Stabilità e sul Bilancio dello Stato, ma anche su tutti i provvedimenti di correzione dei conti pubblici con effetti nel triennio 2011-2013</p>
<p>Analisi quindi ma anche, e soprattutto, proposte di intervento, organiche e concrete, per fornire un valido sostegno all’economia, al lavoro e al welfare interventi che vanno nella direzione di una fuoriuscita dalla crisi nel segno della giustizia sociale, della redistribuzione della ricchezza, della sostenibilità ambientale e di un nuovo modello di sviluppo. Nella manovra economica non si trova alcuna traccia di interventi per il rilancio di un piano di investimenti pubblici, nessun intervento a difesa del lavoro e dei redditi, nessuna misura per l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo del capitale umano.</p>
<p>L&#8217;effimera Legge di Stabilità e un inconsistente “decreto sviluppo” sono provvedimenti inefficaci e socialmente iniqui, colpiscono le classi a basso e medio reddito, tagliano le risorse alle politiche sociali e rendono il paese ancora più indifeso; le disuguaglianze economiche non sono la conseguenza, ma la causa della crisi.</p>
<p>Le risorse potrebbero esserci se si andassero a prendere i soldi dove ci sono e dove 30 anni di politiche neoliberiste li hanno portati sottraendoli al lavoro e all’economia: patrimoni, profitti, rendite, grandi ricchezze. Proprio quello che il governo in questi anni non ha fatto, beneficiando gli evasori con lo scudo fiscale e con l’allentamento di quelle misure di controllo (come la tracciabilità dei pagamenti e la cancellazione dell’elenco clienti-fornitori) che avevano permesso fino a tre anni fa una più efficace lotta all’evasione fiscale, contro la quale Sbilanciamoci! propone: il ripristino dell’elenco clienti-fornitori per le imprese, il divieto di pagamento in contanti oltre i 100 euro e la reintroduzione del reato di falso in bilancio.</p>
<p>Tra le proposte che Sbilanciamoci!:</p>
<p><strong>Lotta alla precarietà.</strong> Oggi, il 29% dei giovani è disoccupato e tra chi lavora il 50% ha un rapporto di lavoro precario. Si propone un intervento per limitare la precarietà attraverso: a) la concessione di credito di imposta fino a 3.000 euro l’anno per l’assunzione dopo due anni di rapporti di lavoro parasubordinati, b) la previsione di una indennità di disoccupazione del 60% per sei mesi per tutti i lavoratori subordinati che abbiamo almeno maturato un anno di versamenti di contributi.</p>
<p><strong>Riduzione dei programmi arma.</strong> Chiediamo al governo italiano di non firmare il contratto per la produzione dei 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter. Chiediamo di cancellare i finanziamenti previsti per il 2012 per la produzione dei 4 sommergibili Fremm, dei cacciabombardieri F35, delle due fregate “Orizzonte”. Risparmio previsto: 783 milioni di euro.</p>
<p><strong>Tassa patrimoniale.</strong> In questa crisi i ricchi non stanno pagando alcun prezzo. Anzi lo scudo fiscale e l’allentamento della lotta all’evasione fiscale li hanno ancora di più premiati. Il peso della crisi ricade interamente sulle fasce più povere della popolazione. Proponiamo perciò una tassa patrimoniale del 5 per 1000 sui patrimoni oltre i 500mila euro, con alcune correzioni di carattere progressivo (possibile grazie alla registrazione dei beni sulla dichiarazione dei redditi) sul prelievo. In questo modo potrebbe entrare nelle casse dell’erario una somma intorno ai 10miliardi e 500milioni di euro.</p>
<p><strong>Programma di piccole opere.</strong> Di fronte ai faraonici programmi di “grandi opere” che producono ingente spesa pubblica, scarsi benefici sociali e danni ambientali per il territorio (e business per poche imprese), si propone invece un programma di “piccole opere” per il Mezzogiorno che riguardi interventi integrati – sociali, ambientali, urbanistici – che possono andare dalla sistemazione della rete idrica locale al recupero urbanistico dei piccoli centri, al risanamento ambientale di coste e aree montane. Si propone a questo scopo di chiedere la piena attuazione del Piano delle opere medio-piccole deciso in Cipe il 6 novembre 2009 che prevede dal 2010 al 2013 la spesa nel triennio 413 milioni degli 825 milioni di euro stanziati dal Comitato, a cui si chiede di aggiungere uno stanziamento di 500 milioni, da finanziare stornando la cifra corrispondente dagli stanziamenti previsti per le infrastrutture strategiche.</p>
<p><strong>Fondo per la non autosufficienza.</strong> Oggi il livello delle politiche pubbliche per la non autosufficienza è pressoché simbolico. Dal 2011 il Fondo per la non autosufficienza è praticamente azzerrato. Chiediamo perciò il ripristino dei 400 milioni di euro (stanziati nel 2010 e cancellati nel 2011) per le politiche pubbliche a sostegno della non autosufficienza.</p>
<p><strong>Tassare i diritti televisivi per lo sport spettacolo.</strong> Come per la pubblicità, il business dello sport-spettacolo ha effetti distorsivi sul mercato e distoglie risorse dallo sport per tutti. Si propone pertanto di adottare il metodo francese di tassazione dei diritti televisivi per finanziare lo sport per tutti e la costruzione di impianti pubblici polivalenti. Con un’aliquota del 5% sul totale dei diritti versati si potrebbero raccogliere circa 40 milioni di euro.</p>
<p><a href="http://www.sbilanciamoci.info/content/download/28547/146584/file/Controfinanziaria_sbilanciamoci_2012_completo.pdf" target="_blank">Controfinanziaria_sbilanciamoci_2012_completo.pdf </a><br />
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