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Archive for costituzione

Il Bordello dei ministri attraenti

Art.92|

Il Governo della Repubblica è composta del Presidente del Bordello e dei ministri attraenti, che costituiscono insieme il Bordello dei ministri attraenti.
Il Presidente della Repubblica, dopo aver esaminato i relativi provini di canto, ballo, recitazione, loquacità, portamento e bella presenza, nomina il Presidente del Bordello dei ministri attraenti e, su proposta di questo, i ministri attraenti.

Art.93|

Il Presidente del Bordello dei ministri attraenti e i ministri attraenti, prima di assumere le loro funzioni, prestano giuramento, stringendo teneramente le mani del Presidente della Repubblica, fissandolo languidamente negli occhi e, se egli lo richiedesse, accarezzandolo delicatamente sulle guance.

Art.94|

Il Governo deve avere la fiducia dei cittadini prima di avere il coraggio di chiedere l’ennesima nuova tassa. Ciascuna Camera decide se accordare o revocare tale fiducia mediante il rito della lozione shakerata e svuotata in testa al C.C. (Cittadino Campione) con un diavolo per capello.
Entro dieci giorni dalla sua applicazione, se ha reagito diventando nera, pari all’arrabbiatura del C.C., le Camere sono tenute a revocare tale fiducia. In caso contrario, verificato che il C.C. non porti il parrucchino, le Camere sono tenute ad accordare tale fiducia.
La lozione di sfiducia deve essere preparata in appositi stabilimenti segreti gestiti dallo Stato, che saranno severamente sorvegliati da allegre combriccole di paramilitari che fra una pausa pranzo e l’altra possono divertirsi a simulare guerre, stupri, quiz televisivi, attentati terroristici e quant’altro.

Art.95|

Il Presidente del Bordello dei ministri attraenti dirige la banda musicale del Governo e ne è responsabile. Si preoccupa di scegliere i brani musicali da eseguire, promuovendo e coordinando le specifiche qualità dei ministri attraenti.
I ministri attraenti sono responsabili collegialmente delle stonature durante le esecuzioni della banda musicale del Governo e individualmente della non perfetta qualità degli strumenti rispettivamente assegnati.La legge provvede a stabilire l’aspetto delle divise da indossare durante le esecuzioni e determina il numero, le  retribuzioni e la mafia interna dei componenti della banda musicale.

Art.96|

Il Presidente del Bordello dei ministri attraenti e i ministri attraenti non possono essere posti in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune, neanche per i reati commessi nell’esercizio delle funzioni, a meno che non esistano prove inconfutabili, speranze nulle di corrompere il giudice, previsioni malauguranti dell’oroscopo di giornata, diminuzione dei prezzi al mercato ittico delle piovre e in fine autoconfessioni da parte degli accusati stessi, che nel qual caso per la loro onestà alla fin fine come premio possono restare a piede libero come se nulla fosse successo.

Continua …..(purtroppo)

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Il Presidente della Repubblica

Art.83|
Il Presidente della Repubblica è eletto dai Parlamentari in seduta comune dei loro membri.
I componenti di entrambe le Camere devono riunirsi assieme presso la Camera Daletto di Palazzo Fiji per dar vita ad un sufficiente lungo periodo di consultazioni a stretto giro di lenzuola e materassi.
Chi si stanca per ultimo durante questo giro di consultazioni, e mantiene come minimo la forza per sorridere alle foto di rito, viene eletto Presidente della Repubblica e “Stallone Hitaliano” ad honorem.

Art.84|
Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni Depilato o Fumatore che abbia compiuto i cinquant’anni, che abbia pagato i cinquantamila denari della tassa sulla presidenza e che goda.
Per quanto riguarda l’età non sono accettate scappatoie, come il dire di avere festeggiato il compleanno due volte all’anno.
Il prezzo dei biglietti del toto-Presidente è determinato per legge.

Art.85|
Il Presidente della Repubblica è eletto per un numero di anni ben precisi. Pertanto, per quanto egli cerchi di essere simile al Papa nel suo agire, non potrà mai ottenere l’incarico a vita.
Comunque se egli ci si mettesse particolarmente d’impegno e ne facesse esplicita richiesta può, alla fine del proprio mandato, essere nominato arcivescovo del Quirinale alla carriera, con la facoltà di celebrare ogni 25 Aprile la messa in un qualsiasi bordello a propria scelta.

Art.86|
Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente della squadra di calcio che ha vinto il campionato nell’anno precedente.
Nel caso in cui ci fosse stata un’interruzione dell’ultimo campionato per cause di forza maggiore, come scioperi, espulsioni od infortuni collettivi, morte dello sport nel gioco del calcio e conseguente lutto, o quant’altro per cui non si possa giungere al termine regolare della competizione calcistica, si deve tenere conto della classifica stilata prima della penultima giornata di campionato giocata.

Art.87|
Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e ne rappresenta la capigliatura. Può inviare biglietti con messaggi alle cameriere.
Indice l’assunzione delle nuove cameriere e le fissa alla prima riunione, nella speranza che da cosa nasca cosa. Organizza le feste al palazzo presidenziale del Quirinale, definisce l’etichetta di corte e si preoccupa di scegliere i pappagetti che gli girano intorno.
Organizza le battute di caccia e alleva i cani aventi il valore di segugi da guardia o da compagnia. Indice il referendum popolare nel caso in cui al mattino sia indeciso su quale paio di calzini indossare.
Disegna alla lavagna, nei casi indicati dalla legge, le funzioni lineari, quadratiche ed esponenziali rappresentanti il totale delle sue conquiste amorose in funzione del tempo.
Riceve i rappresentanti diplomatici nella propria residenza e cucina per loro; modifica le ricette internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle cameriere.
Giocando a Risiko ha il comando delle Forze Armate, presiede il Consiglio supremo di difesa, dichiara lo stato di guerra.
Presiede il Consiglio superiore dei suoi giardinieri, quando si deve decidere su come eliminare i parassiti dalle piante del suo palazzo.
Può dire grazie e anche prego. Confisca le onorificenze della Repubblica e le rifonde per farci gioielli da regalare alle proprie amanti.

Art.88|
Il Presidente della Repubblica ha il comando dell’importantissimo, ai fini istituzionali, “bottone rosso” che serve ad azionare l’impianto di condizionamento d’aria del Parlamento, impedendo che le caldissime e afose giornate estive facciano sciogliere le Camere.

Art.89|
Il Presidente della Repubblica, se mai facesse qualcosa e se mai si capisse l’utilità di quel qualcosa che facesse, è responsabile dell’appena detta qualcosa che facesse.
Gli atti osceni in luogo pubblico che hanno valore procreativo sono controfirmati anche dal Presidente della Confpornografici.

Art.90|
Il Presidente della Repubblica può essere sgridato, bacchettato e sculacciato sul sederino da un gay compiacente per qualsiasi illegalità nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi egli riceve in omaggio il distintivo e la tessera d’ammissione al prestigioso “Club della loggia Piddue”.

Art.91|
Le illusioni servono per sognare e il vero serve per agire. Ciò è bene ed è bene sia sognare che agire. Il problema nasce quando ci sono persone che usano il vero per sognare e le illusioni per agire; ciò non c’entra nulla colla Costituzione, ma nulla toglie che sia un pensiero con una sua dignità, anche molto maggiore di molti discorsi dei professionisti della politica.

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Il calvario elettorale 2

Art.77|

Per tutto il periodo del calvario elettorale gli aspiranti onorevoli possono acquistare, presso tutti i maggiori supermercati hitaliani, i loro più stretti collaboratori, in confezioni da dieci, comprendenti anche un rotolo di carta igienica e un lecca-lecca in omaggio.

Lo Stato controlla la qualità e la morbidezza delle lingue dei suddetti collaboratori e le garantisce con un apposito bollino blu.

I collaboratori posti in vendita sono di assoluta prima qualità e provengono da tutti i migliori allevamenti degli uffici argentini.

Art.78|

Lo Stato non si assume responsabilità nei casi di collaboratori di contrabbando che possono essere affetti dal morbo della “lingua pazza”.

Art.79|

I collaboratori di giustizia possono essere riconvertiti in collaboratori di politici solo dopo il pagamento di un’opportuna tangente per ottenere un’eventuale amnistia od indulto da parte del Presidente della Repubblica.

I collaboratori riconvertiti possono essere molto utili ad un onorevole nell’impostare la propria azione politica, facendo tesoro delle varie esperienze acquisite prima del pentimento.

Art.80|

Il cittadino prima di votare deve rivolgersi verso il Presidente del collegio e, poggiando la mano a proprio piacimento in qualsiasi parte del corpo che comincia per ‘c’, come cuore, collo o quant’altro, deve prestar giuramento di essersi sorbito le ventiquattro ore giornaliere di tribune politiche, come prescritto dalla Costituzione.

Art.81|

Le Camere approvano ad ogni elezione i bilanci e il rendiconto consuntivo del lecito finanziamento illecito che ogni partito riceve per sostenere il calvario elettorale. I soldi usati per corrompere chicchessia devono essere tenuti fuori bilancio.

Le rapine, almeno per ora, non sono ancora un mezzo legale di finanziamento illecito per le spese elettorali.Si potrebbe cercare di sotterrare i soldi ed innaffiarli giornalmente con acqua e sangue di bue, ma finora nessuno è riuscito ad ottenere con questo metodo risultati utili; lo stesso discorso vale anche per i buoni fruttiferi,nonostante il nome.

Art.82|

La par condicio c’è ma non si vede. Essa non può essere ufficialmente applicata perché se i più esperti leccapiedi in tv perdessero la possibilità di venerare 24 ore su 24 fino all’esasperazione il proprio leccato, nonché datore di lavoro, ci sarebbe il rischio concreto che si crei un regime.

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Il calvario elettorale

Art.70|

Il calvario elettorale è un esercizio sano e collettivo che deve svolgersi tenendo conto che “in amore e in guerra tutto è lecito”.

Art.71|

L’iniziativa di organizzare il calvario elettorale appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere, agli organi ed enti che vogliono usufruire di una via facile facile per farsi un bel gruzzolo speculando alle spalle dei contribuenti.
Il popolo deve starsene buono, lasciarsi centrifugare il cervello per tutto il calvario elettorale e alla fine andare e votare chi è riuscito a mentire di più e meglio.

Art.72|

Ogni lista elettorale deve essere presentata ad un’apposita commissione che si accerterà dell’avvenuto pagamento della tassa sulla candidatura per ogni singolo candidato.
L’introito della tassa deve essere utilizzato per fini di utilità sociale, come il pagamento dello stipendio agli psicologi che aiutano i figli produttori di armi a superare il trauma psicologico scatenato dal sentirsi ripetere ogni dì che il proprio genitore è un assassino.
L’iniziativa di promuovere le varie liste è riservata, per ogni singolo partito, ai segretari nazionali nell’ambito nazionale, ai segretari regionali nell’ambito regionale, ai segretari comunali nell’ambito comunale, ai segretari di circoscrizione nell’ambito circoscrizionale, al segretario dell’amministratore condominiale nell’ambito condominiale, al capo famiglia o di chi ne fa le veci nell’ambito della famiglia seduta a tavola a mangiare e guardare la TV. Il candidato esercita l’iniziativa di promuovere se stesso nell’ambito spazio televisivo a lui riservato nelle tribune politiche.
Art.73|

Il Presidente della Repubblica dà inizio al calvario elettorale col taglio del nastro di partenza della “maratona televisiva” a cui devono partecipare tutti i candidati.
Il vincitore può usufruire giornalmente di sessanta minuti di spazio televisivo, il secondo classificato di cinquantanove, il terzo di cinquantotto e così via fino al sessantesimo classificato.
I cittadini più ricchi, che in media sono i meno atletici, possono pur sempre cercare di corrompere i cronometristi.

Art.74|

I candidati che si classificano oltre il sessantesimo posto possono ottenere spazi televisivi presso le televisioni regionali.
In cambio, però, devono provvedere a pulire, allestire, mantenere, decorare, arredare, coibentare, pitturare, riscaldare e riempire di cimici e telecamere nascoste i seggi elettorali più vicini a casa propria.

Art.75|

Le sedi in cui votare possono essere allestite nelle scuole, con una conseguente interruzione del normale corso delle lezioni.
L’interruzione delle lezioni deve essere di un numero di ore il più breve possibile, per evitare una diminuzione delle vendite delle già citate industrie che producono medicinali per alleviare lo stress. In alternativa si possono cogliere due piccioni con una fava, debellando così anche l’annoso problema dell’astensione dal voto, allestendo le sedi elettorali in tutti i maggiori sex-shop hitaliani.
In questo caso, lo Stato s’impegna di fornire per ricordo a tutti i votanti un pupazzo gonfiabile, raffigurante il proprio candidato preferito.
Inoltre lo Stato, per chi avesse pure la pazienza di rispondere ai sondaggi degli exit-pool, s’impegna a fornire appositi ricordini extra, tipo forbici, fruste, borchie e simili.

Art.76|

I candidati, che non sanno di che farsene di un eventuale bambolotto gonfiabile a propria immagine e somiglianza, possono, via Internet, salvo particolari casi di narcisismo, devolverlo in beneficenza ai bambini poveri dei paesi sottosviluppati.

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Art.63|

Ciascun Parlamentare ha il dovere di recarsi il meno possibile a lavorare, per non aggravare ulteriormente la caotica situazione del traffico.
Coloro che solitamente vanno a piedi, resteranno a casa pure loro per solidarietà.

Art.64|

Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a priorità assoluta degli interessi privati dei suoi componenti.
Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta, lontano da occhi indiscreti, nell’unico posto in cui ciò sia possibile; queste riunioni prendono il nome di “riunioni nel gabinetto delle Camere”.
Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non hanno assolutamente validità operativa, in base a quanto prescritto dalla Costituzione, sempre per non incorrere nel rischio di commettere degli errori.
La disposizione che i Fumatori debbano mandare in fumo ogni provvedimento è puramente figurativa; pertanto è in ogni modo proibito introdursi nelle aule parlamentari con fiammiferi, accendini, torce, lanciafiamme e simili per secondi fini che vadano oltre la primaria necessità di accendersi una sigaretta.

Art.65|

La legge promuove i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di Depilato e Fumatore, per dare lavoro al personale che si occupa dei numerosi dibattiti sul conflitto di interessi.
Nessuno può appartenere contemporaneamente alle due Camere, salvo particolari capacità di travestimento.

Art.66|

Ciascuna Camera s’interessa che ciascuno dei suoi componenti sia messo nelle condizioni di mangiare il più possibile durante il suo mandato; coloro che sono stati operati di appendicite riceveranno in regalo una capra come ausilio per smaltire l’ingente quantità di cellulosa delle banconote da digerire.

Art.67|

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione e i suoi cittadini; questa notizia deve diffondersi il meno possibile al di fuori dei confini nazionali, per evitare pregiudizi negativi e sberleffi nei confronti degli Hitaliani da parte dei cittadini stranieri.

Art.68|

I membri dei Parlamentari non possono essere perseguitati per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle funzioni politiche.
Senza autorizzazione dell’eletto alla Camera al quale appartiene, in nessun modo il membro del Parlamentare può essere sottoposto a procedimento penale; né può essere evirato, o altresì privato delle dimensioni naturali, o sottoposto ad analisi ospedaliere o domiciliari, salvo che sia colto nell’atto di commettere rapporti a rischio senza l’uso delle dovute precauzioni.
Eguali diritti hanno i membri dei Parlamentari di entrambi i sessi, nei limiti imposti dalle differenze naturali.

Art.69|

I membri del Parlamento ricevono al termine del loro mandato un’indennità sull’obesità, per la loro intensa attività mangereccia alla faccia degli Hitaliani.

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L’ordinamento dello Stato – le Camere.

Art.55|

Il Parlamento si compone della Camera dei Depilati e della Camera dei Fumatori.
I Parlamentari si riuniscono in seduta comune dei membri coi soli partner stabiliti dalle loro preferenze personali.

Art.56|

La Camera dei Depilati è eletta dopo tosatura integrale e diretta dei vecchi membri, appartenuti alla legislatura precedente.
Il numero dei cittadini deputati a tosarli è di 630; ogni volta essi devono essere scelti a caso fra le migliaia di persone che di volta in volta richiedessero di compiere tale gesto propiziatorio.
Sono eleggibili a Depilati tutti gli elettori che non hanno peli sulla lingua, od eventualmente se li sono tagliati – da qui deriva il nome: Camera dei Depilati – ed hanno pagato i venticinquemila denari della tassa sulla candidatura.
Unico compito dei Depilati è quello di fare più chiacchiere possibile in modo da tenere costantemente in luce i tanti problemi che affliggono il Paese; a fare le leggi ci penserà il Governo, i ministri, gli elettrotecnici, i gelatai, i paracadutisti e quei quattro cuccioli di dalmata così carini, esposti in vetrina nel negozio qui all’angolo.

Art.57|

La Camera dei Fumatori è eletta in base al risultato del voto, con in più la quota proporzionalesemimaggioritaria a tariffa unica, che si ottiene pagando un’apposita tangente “ante-eletionem”.
Il prezzo per un singolo posto aggiunto nella Camera dei Fumatori è pari al numero dei Fumatori per centomila per la percentuale dell’inflazione programmata per la percentuale dell’inflazione reale per il numero delle lettere ricevute in un anno, di protesta dei lavoratori; il totale va diviso per due e sottratto della somma delle età dei presidenti delle Camere, in funzione nella legislatura precedente.
La Camera dei Fumatori deve il suo nome al fatto che è compito dei suoi membri mandare in fumo ogni provvedimento legislativo proposto dagli elettrotecnici ovvero dai gelatai ovvero dai paracadutisti ovvero dai quattro cuccioli di dalmata, qualora questi fossero in contrasto con l’operato e la volontà del Governo e dei ministri.
In ogni caso non valgono le credenze che affermano che il nome derivi da antiche espressioni quali: “Ma come? hanno bocciato la legge? Ma hanno fumato…!”

Art.58|

Il singolo Fumatore riceverà, per ogni legislatura a cui partecipa, un apposito bollino; ogni dieci bollini si riceverà in omaggio un appartamento dell’I.H.N.P.S.
Sono eleggibili a Fumatori tutti gli elettori che hanno il cancro ai polmoni o hanno pagato i quarantamila denari della tassa sulla candidatura.

Art.59|

È Fumatore di diritto e a vita, salvo morte precoce, chi è riuscito a raccogliere un totale di cento bollini.
Il Presidente della Repubblica può nominare Fumatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria nel campo del contrabbando di pipe, sigarette, sigari, sigarini.

Art.60|

La Camera dei Depilati e la Camera dei Fumatori sono elette per abitudine. La durata di ciascuna Camera può essere prorogata solo nel caso in cui non venga prorogata; nel caso in cui, invece, venga prorogata allora non può essere prorogata.

Art.61|

La normale durata di ciascuna delle due Camere deve essere di un numero di anni pari a un decimo dei punti percentuali oltre il 50% ottenuti dalla coalizione vincente.
La durata massima ottenibile mediante le elezioni è pertanto di cinque anni, nel caso in cui una coalizione ottenga il 100% delle preferenze.

Art.62|

Le Camere si riuniscono di diritto il giorno di Natale e il giorno di Pasqua. In tali occasioni i vari Parlamentari, affinché non soffrano di malinconie festive dovute alla solitudine, possono invitare in Parlamento i propri cari fino al 17° grado di parentela, i quali verranno anch’essi regolarmente stipendiati alle spalle dei contribuenti che ne facciano richiesta, spinti dalla periodica generosità dei giorni festivi.
Quando non si riunisce come è abitudine una Camera, non si riunisce di diritto neanche l’altra.

Continua…(purtroppo)

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Art.52|
La difesa della Patria è un evento così miracoloso che non è un semplice dovere del cittadino, ma un sacro dovere del cittadino.
Il servizio militare di leva non è obbligatorio; chi vi rinuncia deve fare domanda di obbiettore di coscienza: in questo caso deve sgobbare come un cammello per sei anni in qualità di colf dei lavoratori scioperanti e delle loro famiglie, in libero soggiorno obbligatorio nelle miniere di Carbonhia.
La Repubblica evidenzia lo spirito pacifista delle Forze armate applicando ad ogni armamento una targhetta con su scritto: “Made for peace and love”.

Art.53|
Tutti i lavoratori dipendenti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività; i prelievi fiscali diminuiscono in percentuale all’aumentare dei redditi, in modo da adottare la massima eguaglianza di pagamento.

Art.54|
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli all’Hitalia e di osservarne la costituzione e le leggi.
Si ricorda, ai cittadini provvisti di un minimo di potere, che, invece di questo testo, è molto più pratico ed economico usare la carta igienica per ripulirsi i postumi di una defecazione.

Continua…(purtroppo) con l’ordinamento dello stato.

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feb
04

Ripudia la guerra

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L’Italia, che nel 2011 festeggia il suo 150° compleanno, ha una gran bella Costituzione che deve essere attuata e rispettata. In quella Carta, frutto di uno straordinario sforzo unitario, è stato sancito che l’Italia ripudia la guerra e deve impegnarsi a costruire la pace e la giustizia.

Eppure, ancora oggi, l’Italia continua a combattere in Afghanistan, taglia i fondi per la scuola e mantiene una spesa militare molto elevata, è tra i primi esportatori di armi al mondo, ha azzerato l’impegno contro la povertà e non rispetta nemmeno i diritti di chi fugge dalla miseria e dalla guerra. Una situazione intollerabile che non può essere coperta dal nostro silenzio!

Per questo, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e del 50° anniversario della Marcia per la pace Perugia-Assisi, ti invitiamo a compiere due gesti semplici e significativi:

1. appendi alla tua finestra la bandiera della pace lasciandola ben visibile fino al 25 settembre 2011 quando si svolgerà la prossima Marcia per la pace Perugia-Assisi;

2. firma la “Dichiarazione di pace” con cui vogliamo ricordare a tutti che l’Italia deve ripudiare la guerra e lottare contro la povertà, tagliare le spese militari, investire sull’educazione, rispettare i diritti umani e prendersi cura della Terra (vedi il testo sotto).

Due piccoli gesti per dare voce a chi non ha voce, per difendere i diritti umani, per non essere complici, per dire che le cose devono cambiare profondamente, perché ci sia un po’ più di giustizia, per liberarci dalla guerra e dallo sfruttamento, per rispettare la Costituzione, per costruire un’Italia migliore in un mondo migliore, per costruire una politica di pace.

Le cose non cambieranno se resteremo a guardare

Appendi alla tua finestra la bandiera della pace, scatta una foto e inviala all’indirizzo: redazione@perlapace.it

Invia la tua adesione
, col testo sottoriportato, alla Tavola della pace, via della viola 1 (06122) Perugia – Tel. 075/5736890 – fax 075/5739337 – email segreteria@perlapace.it

L’Italia
che amo, che festeggio e che voglio costruire
ripudia la guerra,
lotta contro la povertà,
taglia le spese militari,
investe sull’educazione,
rispetta i diritti umani,
cura la Terra.

L’Italia che compie 150 anni ha una gran bella Costituzione. L’Italia, che compie 150 anni, ripudia la guerra, lavora per la pace e la giustizia, promuove la sicurezza umana e la democrazia internazionale rafforzando l’Unione Europea e l’Onu. Smette di fare la guerra in Afghanistan e costruisce la pace in Medio Oriente, in Africa e nel resto del mondo. Lotta contro la povertà e le disuguaglianze sociali nelle nostre città, in Europa e nel mondo e promuove un lavoro dignitoso per tutti. Taglia le spese militari e smette di vendere armi nel mondo. Investe sull’educazione, sulla cultura, sulla formazione e sul protagonismo dei giovani. Rispetta i diritti umani, a cominciare da quelli dei migranti che vivono e nascono nel nostro paese, e si batte contro le mafie, la corruzione, l’illegalità e ogni forma di razzismo e di violenza. Cura la Terra, difende i beni comuni e promuove nuovi stili di vita.

Questa è l’Italia che amo, che festeggio e che voglio costruire.

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Art.46|
Ai fini dell’elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, senza modi e limiti stabiliti dalla legge, alle spese delle aziende.

Art.47|
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme più estreme; dato l’esiguo potere d’acquisto di gran parte degli stipendi, legalizza la prostituzione, e chi voglia darsi da fare si rimbocchi i profilattici.
Contrasta e combatte l’azione degli usurai, in quanto in concorrenza con l’attività delle banche; le leggi contro l’usura devono essere estremamente specifiche, affinché non si crei confusione e non si corri il rischio di incriminare anche i funzionari bancari, erroneamente scambiati per usurai.

Art.48|
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne e ibridi, che votano; non sono elettori tutti i cittadini che non votano.
Il voto ogni tanto è personale ed eguale, libero e segreto.
Il suo esercizio è dovere civico; è opportuno non illudersi più di tanto, giacché il suo valore pratico è assai lungi da quello teorico.
Ha diritto di voto chiunque possieda un televisore, inteso come elettrodomestico, e presta giuramento di essersi lasciato ubriacare dalle chiacchiere delle tribune politiche per almeno ventiquattro ore al giorno; alla domenica è concessa la tregua di un’oretta per non costringere i cittadini a portare radioline o televisori portatili in chiesa.

Art.49|
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti, anche per cercare di salvarsi il sedere dal carcere dopo lunghi anni di applicazione della matematica come opinione nel pagare allo Stato le tasse sulle proprie aziende.

Art.50|
Anche se non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere nella speranza di essere considerati nella richiesta di provvedimenti legislativi o nell’esposizione di comuni necessità.

Art.51|
Tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, a parità di pagamento.
Tutti i cittadini con l’uno e con l’altro sesso devono, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificarsi ai restanti cittadini appartenenti alla Repubblica, per escludere la possibilità di candidarsi alle elezioni contemporaneamente sia nella versione “man” che in quella “woman”, cercando di avere una chance in più.
I gemelli siamesi sono pregati eventualmente di candidarsi nello stesso seggio e per la stessa carica, per ovvi problemi pratici e organizzativi.

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Art.39| L’organizzazione sindacale è libera di dire quello che vuole.

A fare i fatti ci penserà lo Stato, nelle modalità che gli vengono più comode.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non il pagamento di opportune e assolutamente non parsimoniose tasse di registrazione del proprio statuto, il cui onere va versato presso uffici locali e centrali, secondo le norme stabilite dalla legge.
È condizione, per ottenere la registrazione presso i medesimi uffici locali e centrali, accompagnare allo statuto casse di vino, salame campagnolo, fave, fagioli e ceci e succulenti porzioni di lumache con sugo e cipolle, per arruffianarsi il personale competente.

Art.40|

Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano, che prevedono per ogni scioperante una vacanza-premio, per sé e la propria famiglia, nelle più profonde e lussureggianti viscere delle miniere di Carbonhia, per un numero di giorni pari al valore fattoriale del numero di giorni di sciopero.

Art.41|

La Costituzione offre una decina di secondi di allegria ai suoi lettori con i seguenti commi, tanto falsi da sembrare quasi quasi veri:
l’iniziativa economica privata è libera per tutti;
non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana;
la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art.42| La proprietà pubblica diventerà privata.

I beni economici appartengono allo Stato, alla Mafia o ai privati.
Lo Stato attua la privatizzazione delle proprie aziende che rendono poco, sostituendo l’introito di capitale derivante dagli utili di esse con l’introito delle tasse annesse all’attività delle aziende vendute.
La proprietà di aziende di notevole dimensione è in ogni caso permessa solo ad un ristretto gruppo di persone, psicologicamente preparate, poiché vi ci convivono fin da piccoli, a sopportare l’enorme infelicità che i soldi portano.
La legge stabilisce le norme e le modalità delle cerimonie ufficiali nelle quali festeggiare ogniqualvolta la successione legittima la comando delle aziende da padre a figlio o da nonno o zio a nipote.

Art.43|

Lo Stato tutela i disoccupati involontari con la cassa-integrazione; questa prevede il riutilizzo della forza lavoro in opere di utilità sociale, come la raccolta di pomodori, la pulizia dei vetri delle macchine agli incroci o la vendita di gingilli sulle spiagge nella stagione estiva; gli extracomunitari non possono protestare per concorrenza sleale e chiedere a loro volta la cassa-integrazione, in quanto cittadini stranieri; i cassaintegrati riceveranno mensilmente una somma pari alla metà del loro ultimo stipendio; è un gran peccato che ogni volta non si possano dimezzare pure i prezzi dei beni di prima necessità.

Art.44|

Al fine di conseguire il razionale sfruttamento delle risorse e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone ai disoccupati non in cassa-integrazione di socializzare compiendo annualmente lavori gratuiti per lo Stato, come la bonifica delle terre, l’aratura dei latifondi, la costruzione di infrastrutture o la pulitura delle auto blu dei rappresentanti dello Stato.
La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane, incaricando un’apposita commissione a fare ogni sera la preghierina affinché arrivi annualmente la tanto bramata neve.

Art.45|

La Repubblica riconosce la funzione sociale della tangente, come elemento di unità della cultura nazionale. La legge ne promuove e favorisce l’incremento dell’importo tenendo conto della svalutazione della moneta e ne assicura, con gli appositi controlli, il pagamento a chi spetta. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo della corruzione e della concussione.

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