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Archive for costituzione

nov
14

Spread al governo

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Perfino gli ottimisti che pensavano si fosse toccato il fondo nel corso dell’ultimo decennio, caratterizzato dal sempre più palese asservimento del bestiario politico ai grandi poteri finanziari di Bruxelles e dal disastro dell’euro, hanno dovuto ricredersi nel corso dell’ultima settimana. Il golpe della BCE ha fatto piazza pulita a velocità supersonica non solo del caramogio di Arcore politicamente defunto da tempo, ma anche di tutte le favole ispirate alla costituzione e alla democrazia che albergavano nell’immaginario degli italiani fin dai tempi delle scuole elementari.

Napolitano ha gestito il colpo di stato per conto terzi con consumata destrezza, meritandosi il plauso del padrone. I camerieri della politica, affiancati dalla pletora di pennivendoli d’accatto ed opinionisti radical chic hanno certificato la scarsa opportunità d’interpellare i cittadini in merito al loro futuro, dal momento che il “popolo bue” mai capirebbe i termini del problema e il suo intervento potrebbe turbare profondamente i mercati. Nel corso di sole 48 ore (meno di un battito di ciglia riguardo a questioni di questo peso) l’usuraio di Goldman Sachs Mario Monti è stato prima nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica che non c’è più (e forse non c’è mai stata), per meriti immaginari che non hanno nessuna ragione di essere. Poi proditoriamente investito dell’autorità di presiedere un governo illegittimo che non risponderà agli interessi nazionali, bensì esclusivamente alle direttive di Bruxelles e ai dettami dei mercati. Infine coinvolto in un toto ministri all’interno del quale cadaveri politici di ogni risma e colore sgomitano e sbavano per ritagliarsi un posto al sole al servizio degli occupanti. Il tutto rigorosamente prima che il cielo inizi a biancicare e sorga l’alba del lunedì, quando i mercati e lo spread pretenderanno che il lavoro sia stato portato a termine con cura certosina e l’Italia sia ridotta ad uno schermo TV da gestire con il telecomando.

A beneficio di tutti coloro (temo la maggior parte degli italiani) che non hanno pienamente preso coscienza dell’accaduto, domani l’Italia si risveglierà sotto forma di un paese occupato, deprivato di qualsiasi sovranità residua, con annessi diritti democartici e costituzionali. In parole povere una sorta di dittatura imposta dall’estero (sempre che la grande finanza internazionale possa considerasi uno stato) con lo scopo precipuo di spolpare quello che resta dell’Italia e degli italiani.  Grande parte di loro, compresi i genialoidi che in queste ore non hanno trovato di meglio che festeggiare l’occupazione perchè l’alluvione insieme alle nostre case ha portato via anche il “cadavere” di Berlusconi, lo capiranno con tutta probabilità nel corso delle prossime settimane. Quando perderanno il posto di lavoro, quando verranno travolti dal profluvio di nuove tasse, quando le privatizzazioni li priveranno dei servizi ai quali erano abituati, quando la macchina resterà in garage perchè la benzina costa troppo, quando casa loro se la prenderà Equitalia, quando negli ospedali le liste d’attesa diventeranno l’ultimo dei problemi, quando…..

Personalmente è forte l’amarezza nel constatare come ormai si sia valicato anche l’ultimo limite della decenza, palesando l’evidenza che per governare le sorti progressive del nostro futuro, i mercati e lo Spread ormai possono fare a meno di ottenere il sostegno dei cittadini. Anche il divertimento di scrivere assume un peso greve, nella veste di prigioniero politico di un paese occupato, con la consapevolezza che con tutta probabilità a breve un governo illegittimo t’impedirà di farlo, perchè le tue idee sovversive potrebbero nuocere ai mercati.

Viva Mario Monti, viva lo Spread, viva i mercati, viva il regime, ma guai a chiamarlo così, si chiama democrazia.

Marco Cedolin

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Prima di tutto una domanda a cui ancora non so dare una risposta: per quale cazzo di motivo hanno nominato mario Monti senatore a vita? E non ve ne venite con la storia, sentita in questi giorni, che era indispensabile per nominarlo poi capo del governo, perchè non c’è scritto da nessuna parte che il presidente del consiglio debba per forza essere un parlamentare. Per citarne uno solo ricordo Ciampi divenuto presidente del consiglio senza essere ne deputato ne senatore. Senatore a vita lo è diventato solo dopo aver ricoperto anche la carica di presidente della repubblica.

E allora perchè questa scelta? Come dicevo non ho al momento una risposta, ma so che da oggi avremo un politico in più da smafare per tutta la vita, anche quando il suo, spero breve, incarico governativo terminerà. Questa nomina e i relativi compensi, per chi si vuole assumere l’onere di rimettere a posto i conti del paese non è proprio un buon inzio e se il buon giorno si vede dal mattino….

E il popolo sovrano, nel mentre di questi giochettti di palazzo, che per anni è stato citato in ogni dichiarazione, da destra a sinistra, che fine ha fatto? La democrazia, i diritti, la costituzione sono in contrasto con la voracità dei mercati finanziari, delle lobby, dei prenditori, del profitto infinito. La politica d’altronde si basa sul consenso elettorale, sul voto e non può permettersi di affondare più di tanto il coltello, così le banche che sino a ieri hanno manovrato nell’ombra, da dietro le quinte adesso passano in prima linea, prendono le redini direttamente nelle loro mani.

In Italia come in Grecia, dove è salito al governo l’ex vicepresidente della BCE, le banche assumono direttamente il controllo del paese e adotteranno senza mezzi termini, le misure che da tempo hanno richiesto. I partiti garantiranno loro l’appoggio necessario (senza nessuno può governare neanche le banche) senza però assumersi la responsabilità dei provvedimenti che verranno adottati. Lascieranno che Monti faccia il lavoro sporco per poi presentarsi come delle belle verginelle alle prossime elezioni.

L’unico modo per fermare il massacro sociale che ci si prospetta di fronte è che ognuno di noi ci metta del proprio, si impegni in prima persona. La partecipazione non è più uno slogan, un diritto, una opzione. Adesso diventa una necessità, un obbligo. Chi volterà per l’ennesima volta lo sguardo dall’altra parte deve essere ritenuto colpevole tanto quanto i politici, i banchieri e affaristi vari. E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare, non c’è spazio per gli ignavi, per gli indifferenti, per il “tanto in questo paese non cambia nulla”. E’ finito il tempo delle verginelle.

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Categorie : Politica
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ott
14

Avevate dubbi?

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Leggo con stupore molti commenti in rete in cui si manifesta una certa sorpresa di fronte all’esito del voto di fiducia di oggi alla camera dei deputati (non casuale l’utilizzo delle iniziali minuscole). Se la speranza è e deve essere sempre l’ultima a morire, davvero qualcuno crede che questi miserabili mollino l’osso prima di averlo spolpato fino all’ultimo secondo a disposizione? Davvero qualcuno, in cuor suo, può anche solo ipotizzare che questi farabutti, mentre impongono al paese sacrifici lacrime e sangue, possano laciare la poltrona prima di aver maturato tutti quei tanto vituperati privilegi di cui godono, vitalizio in primis?

Cerchiamo di essere seri e soprattutto realisti. Non molleranno mai e l’80% di chi siede oggi in parlamento, ne potete stare certi, vi siederà pure nella prossima legislatura. E non si scomodi il presidente della repubblica (ancora non casuale le iniziali minuscole) chiedendogli di intervenire togliendo l’incarico al fu berlusconi o, ancor di più, sciogliendo le camere. Semplicemente non può farlo, non ne ha il potere almeno finché in parlamento ci sarà una maggioranza che sostiene il governo, cosa che si attesta con un voto di fiducia come successo oggi. Poco importa se questa maggioranza è diversa da quella scelta nelle urne, non è il popolo che decide ma il parlamento e visto che i parlamentari sono nominati dai partiti ……..

D’altronde non credo che il nonnetto sul colle, anche potendo, si sarebbe immolato in difesa del popolo sovrano. Non lo ha mai fatto nonostante su questo la Costituzione che dovrebbe difendere è molto chiara. L’articolo 1 recita: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Forme, il termine è utilizzato al plurale per il semplice motivo che il voto, il mettere una croce su un simbolo o anche indicare il nome del candidato prescelto, non è, come spesso ci vogliono far credere, l’unica forma con cui il popolo si può esprimere e quindi esercitare il suo diritto di sovranità.

La Costituzione stessa mette a disposizione altre forme: referendum abrogativi e confermativi (per le modifiche alla Costituzione) e proposte di legge di inziativa popolare. Questi strumenti sono già stati utilizzati più volte dal popolo, ma la domanda da porsi è: la politica ha poi rispettato e preso in considerazione le indicazioni del popolo sovrano? Sul nucleare, già bocciato in passato, abbiamo dovuto riesprimerci per bloccare il governo che aveva già intrapreso quella strada sperperandoci denaro pubblico. I finanziamenti ai partiti, aboliti con apposito referendum, sono stati reintrodotti sotto il nome di rimborsi elettorali aumentandone a dismisura le cifre. E che dire delle leggi di inziativa popolare? Parlamento pulito sottoscritto da 350 mila cittadini (ne bastavano 50 mila) giace totalmente ignorata nei cassetti del senato da anni.

E intanto il tutore della Castituzione, il garante della sovranità popolare che fà?

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Categorie : Politica
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Il popolo Italiano, il popolo sovrano tace. Probabilmente crede che tutto ciò che accade sia frutto della fatalità, dalle operaie in nero a poco più di 4 euro all’ora alla casa che dopo aver scricchiolato per giorni è, guardacaso, crollata seppellendole nel sottoscala dove lavoravano; dall’esplosione del debito pubblico alle manovre lacrime e sangue per i poveri cristi ma oro e argento per ricchi e potenti, dai licenziamenti in massa alla crisi economica mondiale di cui il nostro paese si crede vittima più che colpevole. Tutto è fatalità,  predestinato ed è quindi inutile reagire. Solo chi è coinvolto in prima persona per il dissolversi la propria fonte di reddito o del proprio territorio cerca disperatamente e nella totale indifferenza di tutti gli altri di lottare di far valere le proprie ragioni, le ragioni del buon senso. Come dei cecchini ci colpiranno uno ad uno e, immediatamente dopo la schioppettata, chi l’avrà scampata continuerà la sua solita vita ignorando completamente il morto che giace a terra.

In questi giorni è stata resa pubblica la lettera firmata dal Governatore della Banca Centrale Europea Trichet e dal Governatore della Banca Centrale Italiana Draghi con la quale i due dettano al Governo Italiano le misure economiche da applicare con immediatezza. Indicazioni che dettate da chi (BCE) sta evitando, anzi direi rimandando, la dichiarazione di fallimento del nostro paese acquistandoci i titoli di stato che, a quanto pare, nessuno vuole sono da considerarsi un editto più che una serie di consigli. Quando l’ho letta per la prima volta non mi sono meravigliato tanto di quanto era scritto, ma del fatto che nel paese non c’è stata nessun tipo di reazione. A parte qualche vuoto quanto innoquo slogan televisivo dei soliti politici di strapazzo nessuno, ma proprio nessuno, ha cercato di smobilitare il sonnolente popolo sovrano chiedendogli in quale tipo di paese vogliono vivere. Gli stessi partiti e personaggi pronti a raccogliere firme per abrogare l’attuale legge elettorale si sono badati bene dal dire a gran voce che non c’è legge elettorale che tiene quando le scelte politiche sono decise da bachieri e istituti finanziari.

Ma che cosa dice quella lettera? “È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali”. Ovvero? I servizi idrici su cui il popolo sovrano Italiano si è da poco espresso? “riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione”. Non so se è chiaro? Qualsiasi impresa potrebbe adottare un personale contratto con condizioni di lavoro e stipendi a piacere. “accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti”, assumere ma sopratutto licenziare a proprio piacimento. “valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover e, se necessario, riducendo gli stipendi. “. Ridurre gli stipendi dei dipendenti pubblici, già sotto la media europea, e rafforzare il turnover ovvero il ricambio che in paese dove si continua a spostare l’età pensionabile altro non vuol dire che licenziare per poter assumere altri con altri tipi di contratti. “consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare. Dopo averci detto quali norme si devono introdurre arrivano persino a dettarci il modo in cui devono essere approvate; fottendosene della nostra Costituzione il tutto deve essere imposto con un decreto, mentre il fulcro della nostra democrazia, il parlamento, deve limitarsi alla sola ratifica. Naturalmente nessun parlamentare si è sentito in dovere di spedire un vaffanculo ai mittenti di quella missiva e stesso dicasi per il nonnetto sul colle che in teoria noi paghiamo profumatamente proprio per garantire il rispetto della Costituzione. Come se tutto ciò non bastasse ecco arrivare le “indicazioni” di Confindustria che elenca le rifome da avviare immediatamente, pena un “ineluttabile declino economico e sociale” del nostro paese, spassionati consigli  che  non si allontanano molto da quelle dei due banchieri.

Detto tutto questo, vedendo anche che Mario Draghi ed Emma Marcegaglia secondo i sondaggi risultano essere per il popolo Italiano (almeno quello interpellato) i più graditi leader di un ipotetico governo di responsabilità nazionale, mi viene spontaneo chiedermi in che tipo di paese gli Italiani vogliono vivere e far vivere i propri figli e nipoti. Stento a credere che l’auspicio sia quello disegnato dai due banchieri e dagli industriali, ma affidarsi a loro equivarrebbe ad affidare ad una volpe la gestione di un pollaio, pensate che si soffermerebbe molto a riflettere se è meglio un uovo oggi che una gallina domani? Se siete in grado di arrivare all’ovvia risposta non ponete la vostra fiducia in qualche altro leader politico che comunque non saprebbe sottrarsi agli editti degli sciacalli. Solo il popolo sovrano può farcela. Solo voi potete (e dovete) decidere del vostro futuro.

P.S.: se volete continuare a farvi male leggete il testo integrale della lettera dei due banchieri e quella di confindustria.

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La Democrazia in Italia non è mai esistita. Nel dopoguerra siamo passati direttamente dalla dittatura militare ad una dittatura partitocratica con partiti governati da servizi segreti (in particolare quelli americani), mafie e poteri economici Italiani e stranieri. La nostra Costituzione è rimasta una bella dichiarazione d’intenti rimasta sulla carta perchè in conflitto con gli interessi che i partiti in realtà tutelavano. Con la senconda repubblica e la scomparsa dei partiti tradizionali, mafie e lobby economiche, che sino a quel momento manovravano le file da dietro le quinte, sono passati direttamente in prima linea e il cosidetto leaderismo, con Berlusconi in cima a tutti, è stato un ottimo strumento a disposizione per poter dettare l’azione politica del nostro paese.

Nonostante ciò tutti hanno sempre cercato di dare una parvenza di democrazia. Congressi nazionali per l’elezione dei segretari di partito, lunghi ed estenuanti dibattiti parlamentari, tediosi discorsi in politichese erano tutti teatrini della politica utili a far credere che nel paese ci fosse un confronto democratico e le scelte effettuate fossero in sintonia col benessere socioeconomico del popolo che tali politici avrebbero dovuto rappresentare. Anche con la seconda repubblica, dove pure si è passati dai congressi ai leader autoproclamati e alle finte primarie, dai dibattiti parlamentari ad un esecutivo sempre più legislativo, dai tediosi disorsi agli slogan pollicitari, dalle elezione dei parlamentari alla loro nomina si è cercato comunque di far finta di essere in un paese democratico dove era il popolo tramite i suoi rappresentanti a prendere le decisioni.

A dimostrazione di quanto finto sia sempre stata la nostra democrazia basterebbe osservare il rispetto che questi rapprentanti hanno sempre mostrato nei confronti delle indicazioni dategli direttamente dai rappresentati. Mi riferisco alla scelta No Nucleare che abbiamo dovuto ribadire qualche mese fa, all’abolizione dell’immunità parlamentare divenuta autorizzazione a procedere, all’abolizione dei finanziamenti ai partiti divenuti rimborsi elettorali, alla ripubblicizzazione di beni comuni sacrificati ancora oggi sull’altare del liberismo e delle privatizzazioni; per non parlare poi delle numerose leggi di iniziativa popolare che da da anni giacciono nei cassetti del parlamento.

Una finta democrazia dove l’unica concessione data al popolo è la possibilità di mettere una ics sul meno peggio, visto che anche la nascita di nuovi soggetti politici (veramente nuovi) è un ardua lotta contro la burocrazia e l’impossibilità di trovare spazio e visibilità sui mezzi di disinformazione.

Tale assenza di democrazia è talmente evidente e nota a tutti che anche il teatrino della finta democrazia comincia a venir meno. L’emergenza economica in cui versa il nostro paese, se fossimo in una vera democrazia, avrebbe spinto tutti gli organi di indirizzo politico dal parlamento ai consigli regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali ad un incessante ed estenuante lavoro. 6 ore al giorno per 6 giorni la settimana come minimo per spulciare tutte le leggi, le delibere, le determine e persino ogni singola nota spese delle nostre istituzioni, enti ed aziende per effettuare con precisione chirurgica i tagli e le ottimizzazioni necessarie. Invece se ne sono andati tutti in ferie e la finanziaria che determinerà il futuro del nostro paese per i prossimi anni se non decenni è stata decisa a tavolino da due sole persone: un venditore di tappeti ed un cerebroleso con la complicità di un presunto tecnico che sino a qualche mese fa rassicurava tutti sulla solidità del nostro sistema economico.

60 milioni di persone, decine di migliaia di politici superpagati e superpivilegiati e il futuro del paese nelle decisioni di due sole persone. Se questa è democrazia è democrazia all’Italiana.

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Categorie : Politica
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Diciamo subito una cosa, il dimezzamento o anche solo la diminuzione del numero di parlamentari, consiglieri regionali, ministri ed assessori, comuni e provincie agisce sicuramente sui costi generali della politica ma non ha alcun effetto sui privilegi della casta. Specifichiamo. Dimezzando il numero dei parlamentari si dimezzano automaticamente le spese sotenute per i loro stipendi ma la metà rimanente continuerà a percepire stipendi fuori misura, ad avere diritto ad una lauta pensione dopo soli tre anni di mandato (definirlo lavoro è un offesa ai milioni di cittadini che si fanno tanto di mazzo), ad incassare un assegno di fine mandato a cinque zeri nonché tutti gli altri privilegi tra cui pasti a prezzi simbolici, accesso gratuito alle autostrade, treni, cinema, teatro, ecc.

In oltre il solo dimezzamento delle poltrone non avrebbe alcun effetto sulla velocità di approvazione delle leggi se non accompagnato dall’abolizione di un ramo del Parlamento, il Senato ad esempio. Le leggi da approvare continuerebbero, infatti, ad essere discusse e votate in entrambe le camere e relative commissioni. Solo un dimezzamento dei parlamentari associato al dimezzamento del numero delle camere consentirebbe il dimezzamento dei tempi dell’iter legislativo. Il bicameralismo previsto dalla nostra Costituzione è oggi, con una società in continuo e repentino mutamento, un grosso ostacolo di cui ci si dovrebbe liberare quanto prima. Istituito per limitare il rischio di ripiombare in una dittatura militare, eravamo appena usciti da vent’anni di fascismo e dalla guerra, nulla ha potuto contro la dittatura mediatica e corruttiva di Berlusconi e soci, anzi l’ha favorita. Proprio con la scusa della lentezza parlamentare il governo, quello di centrodestra come quello di centrosinistra, ha sempre più avvocato a sé il potere legislativo, tanto che ad oggi il parlamento si esprime sulle materie fondamentali ed importanti tramite voti di fiducia.

Tagliare i costi della politica, slogan tanto in auge sui media in quest’ultimo periodo, non vuol dire tagliare i privilegi della casta, dove per casta intendo politici e partiti. Agire sui privilegi vuol dire cominciare innanzitutto dagli stipendi. 3 mila euro per un parlamentare e 2500 euro per un consigliere regionale mi paiono uno stipendio dignitoso e pienamente sufficiente a compensare l’impegno dovuto per ricoprire l’incarico. I rimborsi spesa, di qualsiasi natura essi siano, devono essere erogati solo se giustificati e debitamente documentati. I rimborsi forfettari vanno immediatamente aboliti, così come vanno immediatamente aboliti gli assegni di fine mandato e i vitalizi. Gli anni di mandato vanno considerati come normali anni contributivi. Doveroso rivedere tutti i vitalizi già maturati stabilendo un tetto massimo di 4 mila euro mensili e togliendolo a chi non ha compiuto i 65 anni di età. Chi da anni continua ad accanirsi sulle pensioni dei comuni cittadini, di chi lavora davvero, non può che essere il primo a dare il buon esempio.

Naturalmente vanno aboliti anche tutti gli altri privilegi, se vanno al cinema o al teatro se lo pagano e si pagano pure autostrade e treni per cui potranno chiedere il rimborso spese nel caso di utilizzo per impegni istituzionali. Le auto blu vanno riservate esclusivamente a ministri, presidente della camera, presidente della repubblica e presidenti di regione ed utilizzate solo per impegni istituzionali.

Il numero delle poltrone va diminuito? Sicuramente si e questo vale sia per gli organi di indirizzo politico sia per aziende controllate ed autority varie utilizzate per piazzare gli amici di partito. A mio avviso si dovrebbe agire più sugli esecutivi che sulle assemblee legislative e deliberative. Diminuire numero di ministri e ministeri, di assessori ed assessorati con le relative pletore di dirigenti al seguito. Ad Ostuni, ad esempio, 10 assessori sono una esagerazione non riscontrabile nenanche in grandi città, ma anche i 7 previsti dalla nuova normativa sono troppi. 5 assessori più il Sindaco credo siano una scuadra in grado di gestire un comune di 30 mila anime. Le assemble legislative e i consigli vanno ridimensionati in base alla popolazione residente cercando di mantenere un congruo rapporto. Il rischio è che nell’onda della giusta indignazione per i privilegi della casta si lasci concentrare il potere nelle mani di pochi.

Abolire le provincie, tutte senza alcuna distinzione. Sono inutili e costose, le loro competenze possono essere svolte tranquillamente da comuni e regioni. Sui piccoli comuni invece ho delle riserve, sia perchè non rappresentano un grande costo, sia perchè spesso sono la vera rappresentazione di una politica fatta al fianco dei cittadini. In un comune di mille abitanti difficlmente un sindaco può uscire di casa senza incontrare dozzine di elettori e confrontarsi con loro.

Mi pare che sull’onda della solita disinformazione la casta cerchi di arroccarsi ancor più nel palazzo. Dimunuisce i rappresentanti concentrando il potere nelle mani di pochi fidati e mantiene tutti suoi privilegi. Non c’è bisogno di alcun partito ne di alcuna casta solo di cittadini punto e basta.

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Categorie : Politica
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La strage delle vittime delle guerre, delle guerre sempre terroriste e sempre assassine, delle guerre cui anche l’Italia illegalmente partecipa: in Afghanistan, in Libia. E la strage dei migranti che muoiono annegati nel Mediterraneo, i migranti in fuga dalle guerre, dalle dittature, dai colpi di stato, dai luoghi in cui l’ordine mondiale dei vampiri che rapina interi continenti le popolazioni rapinate condanna alla miseria, alla fame, alla morte.

I migranti uccisi dalle politiche razziste che arrivano a negare il loro diritto alla fuga per salvarsi la vita, che negano loro il diritto d’asilo, che negano loro quell’accoglienza e assistenza che ad ogni essere umano e’ dovuta.

La strage dei migranti di cui e’ corresponsabile anche l’Italia e l’Unione Europea, le cui brutali politiche razziste fanno ancora piu’ vittime della stessa furia assassina dei raptus massacratori di singoli folli criminali neonazisti – ed e’ evidente la continuita’ tra i due fenomeni, e come il razzismo patologico dei singoli terroristi sia anche uno dei frutti avvelenati del razzismo istituzionale di tanti stati e governi del mondo.

Cessi la partecipazione italiana alle guerre: torni l’Italia al rispetto della legalita’ costituzionale, della civilta’ giuridica, della coscienza umana. Cessi la persecuzione razzista dei migranti da parte dell’Italia: torni l’Italia al rispetto della legalita’ costituzionale, della civilta’ giuridica, della coscienza umana.

E’ dovere di noi cittadini italiani ottenere che il nostro paese, il nostro stato, cessi di uccidere con le guerre e il razzismo; e’ dovere di noi cittadini italiani ottenere che il nostro paese, il nostro stato, torni ad essere un paese civile, uno stato di diritto, un luogo di esseri umani consapevoli che vi e’ una sola umanita’ di cui tutti gli esseri umani fanno parte.

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Categorie : Salute/Medicina
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La Pubblica amministrazione

Art.97|
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurate una buona aerazione e una sufficiente illuminazione.
Nei pubblici uffici non si può, durante l’orario di lavoro, fumare perché fa male alla salute né bere alcolici perché fa male alla salute né drogarsi perché fa male alla salute né avere rapporti sessuali perché fa bene alla salute ma la Chiesa non vuole, e noi non possiamo fare altro che genufletterci e far sì che sia fatta la sua volontà.
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante raccomandazione nei concorsi, salvo i casi stabiliti dalla legge.

Art.98|
I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo del proprio diretto superiore e di loro stessi. Se tentano nei modi più disparati di assentarsi dal posto di lavoro, devono essere premiati per la loro fantasia e per la loro costanza.
Si possono con legge stabilire vacanze premio per coloro che riescono ad essere il più scortese possibile coi malcapitati fruitori dei pubblici servizi.

Gli organi ausiliari

Art.99|
Il Consiglio nazionale della pace e dell’abbondanza è composto da esperti tuttologi, strenui esaltatori del turbocapitalismo e delle magne e gaudie meraviglie della società turboconsumistica.
È organo di consulenza delle Camere e del Governo ed ha il nobilissimo compito di scrivere i discorsi politici che invitano implicitamente i cittadini a sopprimere le proprie frustrazioni sociali con un edonistichissimo spendere e spandere attraverso un continuo turboshopping che aiuti a mantenere oliati i turbo ingranaggi delle turbo economie moderne.
Ha l’iniziativa di diffondere attraverso la stampa i relativi ringraziamenti dei turbocapitalisti e delle casse dei loro forzieri, in continua turbocrescita.

Art.100|
Il Consiglio di Stato dell’amore e della giustizia è organo di consulenza che si preoccupa di cercare una partner da dare in sposa ai magistrati single, per evitare che l’inevitabile nervosismo causato dalla mancanza di una compagna possa interferire sul lavoro.
La Corte dei conti a cose fatte esercita la funzione di consulenza matrimoniale per i magistrati sposati, per evitare che l’inevitabile stress causato dalla presenza di un congiunto possa interferire sul lavoro. La legge assicura l’indipendenza dei due Istituti e dei loro componenti di fronte la Governo e alla Confsuicidiocomeunicorimedio.

Continua…..(purtroppo)

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Categorie : Politica
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Il Bordello dei ministri attraenti

Art.92|

Il Governo della Repubblica è composta del Presidente del Bordello e dei ministri attraenti, che costituiscono insieme il Bordello dei ministri attraenti.
Il Presidente della Repubblica, dopo aver esaminato i relativi provini di canto, ballo, recitazione, loquacità, portamento e bella presenza, nomina il Presidente del Bordello dei ministri attraenti e, su proposta di questo, i ministri attraenti.

Art.93|

Il Presidente del Bordello dei ministri attraenti e i ministri attraenti, prima di assumere le loro funzioni, prestano giuramento, stringendo teneramente le mani del Presidente della Repubblica, fissandolo languidamente negli occhi e, se egli lo richiedesse, accarezzandolo delicatamente sulle guance.

Art.94|

Il Governo deve avere la fiducia dei cittadini prima di avere il coraggio di chiedere l’ennesima nuova tassa. Ciascuna Camera decide se accordare o revocare tale fiducia mediante il rito della lozione shakerata e svuotata in testa al C.C. (Cittadino Campione) con un diavolo per capello.
Entro dieci giorni dalla sua applicazione, se ha reagito diventando nera, pari all’arrabbiatura del C.C., le Camere sono tenute a revocare tale fiducia. In caso contrario, verificato che il C.C. non porti il parrucchino, le Camere sono tenute ad accordare tale fiducia.
La lozione di sfiducia deve essere preparata in appositi stabilimenti segreti gestiti dallo Stato, che saranno severamente sorvegliati da allegre combriccole di paramilitari che fra una pausa pranzo e l’altra possono divertirsi a simulare guerre, stupri, quiz televisivi, attentati terroristici e quant’altro.

Art.95|

Il Presidente del Bordello dei ministri attraenti dirige la banda musicale del Governo e ne è responsabile. Si preoccupa di scegliere i brani musicali da eseguire, promuovendo e coordinando le specifiche qualità dei ministri attraenti.
I ministri attraenti sono responsabili collegialmente delle stonature durante le esecuzioni della banda musicale del Governo e individualmente della non perfetta qualità degli strumenti rispettivamente assegnati.La legge provvede a stabilire l’aspetto delle divise da indossare durante le esecuzioni e determina il numero, le  retribuzioni e la mafia interna dei componenti della banda musicale.

Art.96|

Il Presidente del Bordello dei ministri attraenti e i ministri attraenti non possono essere posti in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune, neanche per i reati commessi nell’esercizio delle funzioni, a meno che non esistano prove inconfutabili, speranze nulle di corrompere il giudice, previsioni malauguranti dell’oroscopo di giornata, diminuzione dei prezzi al mercato ittico delle piovre e in fine autoconfessioni da parte degli accusati stessi, che nel qual caso per la loro onestà alla fin fine come premio possono restare a piede libero come se nulla fosse successo.

Continua …..(purtroppo)

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Categorie : Politica
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Il Presidente della Repubblica

Art.83|
Il Presidente della Repubblica è eletto dai Parlamentari in seduta comune dei loro membri.
I componenti di entrambe le Camere devono riunirsi assieme presso la Camera Daletto di Palazzo Fiji per dar vita ad un sufficiente lungo periodo di consultazioni a stretto giro di lenzuola e materassi.
Chi si stanca per ultimo durante questo giro di consultazioni, e mantiene come minimo la forza per sorridere alle foto di rito, viene eletto Presidente della Repubblica e “Stallone Hitaliano” ad honorem.

Art.84|
Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni Depilato o Fumatore che abbia compiuto i cinquant’anni, che abbia pagato i cinquantamila denari della tassa sulla presidenza e che goda.
Per quanto riguarda l’età non sono accettate scappatoie, come il dire di avere festeggiato il compleanno due volte all’anno.
Il prezzo dei biglietti del toto-Presidente è determinato per legge.

Art.85|
Il Presidente della Repubblica è eletto per un numero di anni ben precisi. Pertanto, per quanto egli cerchi di essere simile al Papa nel suo agire, non potrà mai ottenere l’incarico a vita.
Comunque se egli ci si mettesse particolarmente d’impegno e ne facesse esplicita richiesta può, alla fine del proprio mandato, essere nominato arcivescovo del Quirinale alla carriera, con la facoltà di celebrare ogni 25 Aprile la messa in un qualsiasi bordello a propria scelta.

Art.86|
Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente della squadra di calcio che ha vinto il campionato nell’anno precedente.
Nel caso in cui ci fosse stata un’interruzione dell’ultimo campionato per cause di forza maggiore, come scioperi, espulsioni od infortuni collettivi, morte dello sport nel gioco del calcio e conseguente lutto, o quant’altro per cui non si possa giungere al termine regolare della competizione calcistica, si deve tenere conto della classifica stilata prima della penultima giornata di campionato giocata.

Art.87|
Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e ne rappresenta la capigliatura. Può inviare biglietti con messaggi alle cameriere.
Indice l’assunzione delle nuove cameriere e le fissa alla prima riunione, nella speranza che da cosa nasca cosa. Organizza le feste al palazzo presidenziale del Quirinale, definisce l’etichetta di corte e si preoccupa di scegliere i pappagetti che gli girano intorno.
Organizza le battute di caccia e alleva i cani aventi il valore di segugi da guardia o da compagnia. Indice il referendum popolare nel caso in cui al mattino sia indeciso su quale paio di calzini indossare.
Disegna alla lavagna, nei casi indicati dalla legge, le funzioni lineari, quadratiche ed esponenziali rappresentanti il totale delle sue conquiste amorose in funzione del tempo.
Riceve i rappresentanti diplomatici nella propria residenza e cucina per loro; modifica le ricette internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle cameriere.
Giocando a Risiko ha il comando delle Forze Armate, presiede il Consiglio supremo di difesa, dichiara lo stato di guerra.
Presiede il Consiglio superiore dei suoi giardinieri, quando si deve decidere su come eliminare i parassiti dalle piante del suo palazzo.
Può dire grazie e anche prego. Confisca le onorificenze della Repubblica e le rifonde per farci gioielli da regalare alle proprie amanti.

Art.88|
Il Presidente della Repubblica ha il comando dell’importantissimo, ai fini istituzionali, “bottone rosso” che serve ad azionare l’impianto di condizionamento d’aria del Parlamento, impedendo che le caldissime e afose giornate estive facciano sciogliere le Camere.

Art.89|
Il Presidente della Repubblica, se mai facesse qualcosa e se mai si capisse l’utilità di quel qualcosa che facesse, è responsabile dell’appena detta qualcosa che facesse.
Gli atti osceni in luogo pubblico che hanno valore procreativo sono controfirmati anche dal Presidente della Confpornografici.

Art.90|
Il Presidente della Repubblica può essere sgridato, bacchettato e sculacciato sul sederino da un gay compiacente per qualsiasi illegalità nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi egli riceve in omaggio il distintivo e la tessera d’ammissione al prestigioso “Club della loggia Piddue”.

Art.91|
Le illusioni servono per sognare e il vero serve per agire. Ciò è bene ed è bene sia sognare che agire. Il problema nasce quando ci sono persone che usano il vero per sognare e le illusioni per agire; ciò non c’entra nulla colla Costituzione, ma nulla toglie che sia un pensiero con una sua dignità, anche molto maggiore di molti discorsi dei professionisti della politica.

Continua….(purtroppo)

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Categorie : Politica
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