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Archive for costi della politica

estorsione

Beh non c’è che dire col “nuovo”segretario il PD è pronto al salto di qualità e lo stesso Renzi sta gia dimostrando di essere l’uomo giusto per questa operazione.

Il finanziamento pubblico ai partiti , come ha da poco sentenziato la Corte dei Conti, è illegittimo e i partiti dovrebbero stendere una road map per la restituzione di quanto impropriamente preso in questi anni (circa tre miliardi di euro) oltre a, naturalmente,rinuciare sin da subito ulteriori tranche di quanto oggi previsto dalla illegittima legge sui “rimborsi” elettorali.

Ma il PD di Renzi ha avviato il suo nuovo corso e, come dicevo, il salto di qualità è d’obbligo. Per questo il Sindaco di Firenze ha annunciato la disponibilità a rinuciare al finanziamento ai partiti in cambio dei voti del moVimento 5 Stelle su nuova legge elettorale, abolizione Senato e province. Un tentativo di estorsione bello e buono dove la merce di scambio che lui offre è di fatto una refurtiva che dovrebbe restituire quanto prima chiedendo pure scusa agli Italiani tutti.

La proposta di Renzi mi ricorda un pò quelli che dopo averti messo fuoco all’attività vengono con gentilezza ad informarti che se vuoi evitare nuovi incendi dovresti dare in cambio…….

In questi anni i partiti si sono rubati la modica cifra di 3 miliardi euro, tutti i partiti compresi quelli che in Parlamento non ci sono più. Un furto ai danni degli Italiani. Li restituiscano quanto prima e ringrazino il cielo che per questo tipo di ruberia non è previsto il carcere.

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bandabassotti

Un referendum del 1993 ha abolito i finanziamenti ai partiti, ma questi (TUTTI nessuno escluso) hanno continuato a prelevare dalle casse dello stato cambiandone semplicemente il nome in “rimborsi”. Un vero e proprio furto quantificato in 2,3 miliardi di euro, una cifra esorbitante ma che riguarda esclusivamente i finanziamenti ai partiti. Se a questi ci aggiungessimo i privilegi e gli stipendi dei politici (parlamento, regioni, province, comuni), i contributi ai vari gruppi parlamentari e consiliari a che cifra arriveremmo?

Difficile quantizzarlo con esattezza, ma di sicuro parliamo di un sacco di soldi che invece di andare in servizi sanitari, welfare, scuole, ricerca, innovazione, ecc è andato ad ingrassare i patrimoni di partiti e singoli politici. Insomma un vero e proprio saccheggio. Un saccheggio che diverse persone in questi anni hanno denunciato. “La Casta” di Stella e Rizzo è stato uno dei libri più venduti degli ultimi anni, eppure è come se nessuno lo abbia  mai scritto, perchè da allora nulla è cambiato, nulla si è fatto se non continuare il saccheggio. Neanche i continui scandali sull’utilizzo dei cosidetti “rimborsi” nei vari consigli regionali ha spinto questi mariuoli a mettere un freno alle loro ruberie.

A questo punto la domanda sorge spontanea: tutto questa refurtiva gliela lasciamo o ce la facciamo restituire? E se la domanda è spontanea lo è altrettanto la risposta. Unico modo per poterlo però fare è poter intaccare i patrimoni personali, tanto dei singoli politici, quanto dei partiti nonchè poter intervenire su quei privilegi che da troppo tempo vengono definiti “diritti acquisiti” e se per fare tutto ciò sarà necessaria una legislazione speciale, bene la si faccia quanto prima.

L’Italia, quello che una volta era il “bel paese” ammirato ed invidiato da tutto il mondo, è un paese fallito. La responsabilità di questo non è la crisi o chissà quale altra causa astratta, ma della classe politica (tutta) che ha solo ed esclusivamente derubato il paese e i suoi abitanti. E’ ora di riprenderci il malloppo è ora di sbattere fuori chi ci ha derubato.

Categorie : Politica
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taglietto

Ve la ricordate Zero Privilegi Puglia la proposta di legge di iniziativa popolare sottoscritta da 20 mila pugliesi che, dimezzando gli stipendi di consiglieri ed assessori regionali, avrebbe generato risparmi annui per oltre 9 milioni di euro all’anno? Vi ricordate che è stata poi bocciata all’unanimità senza neanche audire in commissione, come prevede la normativa, il comitato promotore? Vi ricordate che la bocciatura di Zero Privilegi Puglia fu giustificata col fatto che era appena stata approvata una legge che prevedeva tagli maggiori? Ve li ricordate i giornali di allora ed i titoloni che capeggiavano sulle loro pagine annunciando i drastici tagli ai costi della politica appena approvati dal consiglio regionale della Puglia? E vi ricordate cosa provammo a dire noi, totalmente inascoltati tranne alcune eccezioni?

Bene. In questi giorni la polemica sui costi della politica regionale si è riaccesa dopo che gli ex consiglieri regionali, dimessisi per aver ottenuto la poltrona parlamentare ben più remunerata, sono passati all’incasso dell’assegno di fine mandato. Assegni con cifre variabili tra i 150 e 500 mila euro come ben evidenziato dalla Zabetta del mezzogiorno che ai tempi titolava in prima pagina i drastici tagli mai realmente effettuati dalla casta pugliese.

Il sottoscritto e la senatrice Barbara Lezzi hanno ritenuto di intervenire sulla questione. A seguire il relativo comunicato stampa.

COMUNICATO STAMPA – PUGLIA: TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA

Lo avevano detto sin da subito, gli attivisti pugliesi del Movimento Cinque Stelle, che gli annunciati drastici tagli ai costi della politica regionale, previsti dalla Legge 34, erano in realtà un mezzo taglietto. Lo avevano detto dopo aver paragonato le relative cifre con quelle previste da “Zero PriVilegi Puglia”, la loro proposta, sottoscritta da 20 mila cittadini e poi bocciata all’ unanimità del consiglio che , pur lasciando nelle tasche dei consiglieri regionali un netto mensile di 4.500 euro, consentiva risparmi annui per oltre 9 milioni.

“Una proposta – chiosa Paolo Mariani primo firmatario delle legge – che dimezzando gli stipendi avrebbe agito di conseguenza anche sui privilegi a questi parametrati, come i cospicui assegni di fine mandato incassati in questi giorni da chi è riuscito ad accaparrarsi poltrone ben più prestigiose e remunerate.”

Un argomento, quello dei costi della politica, dove le larghissime intese sono una ultradecennale tradizione che consente alla casta di mantenere prebende e privilegi tanto ingiustificabili quanto vergognosi. E così, mentre risulta sempre impossibile trovare le risorse per i servizi essenziali alla cittadinanza o per sostenere disoccupati e piccole e media imprese, per i consiglieri regionali l’incassare assegni da centinaia di migliaia di euro risulta essere una semplice formalità.

“Oltre ad aver rinunciato ai rimborsi elettorali, in soli due mesi abbiamo restituito più di un milione e mezzo di euro tagliando i nostri stipendi. – dichiara la Senatrice Barbara Lezzi, vice presidente della commissione bilancio – denaro che torna ai cittadini andando a costituire un fondo per il microcredito alle piccole e medie imprese, vera ossatura del sistema economico produttivo del paese. Nonostante da anni si annuncino tagli ai costi della politica dobbiamo, ogni volta, constatare che questi risultano essere esclusivamente dei buoni intenti incapaci di andare oltre le solite e reiterate dichiarazioni di rito. Ricordiamo ai neoparlamentari pugliesi appena passati all’incasso in Via Capruzzi che volendo è possibile anche per loro destinare quelle copiose cifre al fondo di sostegno alle piccole e medie imprese appositamente costituito.”

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leggetruffa

Devo ammettere che la casta affina sempre più le proprie armi riuscendo a far passare per taglio persino ciò che è un aumento. Incredibile, non tanto la sfacciataggine che possiedono ma la facilità con cui si riesce a prendere per il culo gli Italiani.

Il malloppo sul tavolo è quello del finanziamento pubblico ai partiti, abolito da un referendum popolare nel lontano 1993 subito reintrodotto sotto la voce di rimborsi elettorali aumentandone gli ammontari arrivati ad oggi a cifre stratosferiche ed ingiustificabili. Da tempo nel paese si alza un coro indignato che ne chiede l’abolizione e non si conta la pletora di pollitici che da anni annuciano una legge di riforma di questo istituto.

Ed ecco che il buon Letta che sino ad ora non ha fatto alcunchè per il rilancio dell’economia, per impedire o rallentare la moria delle piccole e medie imprese, per aiutare lavoratori ed imprenditori in difficoltà ed evitare che si suicidino, per evitare il già previsto aumento dell’IVA che andrebbe a peggiorare il tutto, annuncia l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Ma è proprio così?

Osservando il testo di legge predisposto dal governo in realtà si scopre che i soldi che andranno nelle tasche di PDL, PDmenoL, SEL, Lega, Scelta Civica e tutta la mandria parlamentare ad esclusione del moVimento 5 stelle aumenteranno. Come nel 1993 il finanziamento cambia nome ed aumenta.

Ma per i media il problema in Italia è Grillo.

Sul provvedimento del governo sui RIMBORSI ELETTORALI ci sono almeno 4 cose da capire:

1. E’ un disegno di Legge. Quindi deve essere ancora discusso in Parlamento. Alcuni giornali titolano “Abolito il finanziamento pubblico”. Allora titoliamo pure “Bloccati i lavori della TAV” solo perchè abbiamo presentato la proposta.

2. I partiti avranno gratis spazi Tv, sedi e pagamento bollette. “Gratis” significa che qualcuno deve pur pagarli. Chi? i cittadini con “i fondi pubblici”.

3. L’abolizione dei rimborsi elettorali (che solo oggi la stampa chiama con il nome proprio: finanziamento pubblico). Non avverrà prima de 2015 (quando si è trattato di aumentare l’IVA, è bastata una notte).

4. Sarà sostituito da un sistema (il 2xmille) che dovrà essere destinato dai cittadini su base volontaria ai partiti. Ma se dimentichi a chi destinarlo va lo stesso ai partiti! (la torta da spartire è di 800 milioni di euro).

MORALE DELLA FAVOLA:

– A LUGLIO I PARTITI INCASSERANNO LA PRIMA RATA DEI RIMBORSI ELETTORALI. Il Movimento 5 Stelle non toccherà un euro (rinuncia infatti a 42 milioni).

– Tra 3 anni, smetterà di incassare fondi pubblici, per sostituirli con servizi pagati con FONDI PUBBLICI lo stesso.

Caro Letta hai fatto un “capolavoro democristiano”: cambia tutto per non cambiare niente.

Luigi Di Maio

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iltaglietto

Ve la ricordate Zero Privilegi Puglia, la proposta di legge su cui abbiamo raccolto circa 20 mila firme che prevedeva il dimezzamento degli stipendi dei consiglieri regionali? Vi ricordate che è stata bocciata all’unanimità perchè, a dire dei consiglieri regionali, avevano appena approvato una loro legge sui tagli ai costi della politica regionale che prevedeva maggiori risparmi rispetto alla nostra? Ne ho parlato qui -> link

A distanza di qualche mese possiamo passare dai titoloni dei giornali che riportavano fedelmente le dichiarazioni dei politici senza andare a verificare se corrispondessero al vero ai numeri, quelli veri che dimostrano inequivocabilmente l’entità di quei tagli.

Lo stanziamento a bilancio per i costi della politica pugliese nel 2012 (stipendi, rimborsi vari, ecc) ammontava alla modica cifra di € 31.194.527,71 mentre la stessa voce per il bilancio 2013 risulta essere di € 30.924.540,25. Fatti due veloci calcoli, anche il più disattento dei giornalisti potrebbe accorgersi facilmente che il risparmio annuo è di circa 200 mila euro e magari, con un minimo di senso del dovere, fare pure qualche articolo evidenziando l’ennesima presa per il culo. Dove sono finiti quei 4,5 milioni di euro di risparmi annunciati a reti unificate mesi fa? Perchè nessun giornalista ne chiede conto, ivi compreso quello della zabetta del mezzogiorno che qualche settimana fa ha puntato i fari sulla diaria dei parlamentari 5 stelle?

Se tutto ciò non vi bastasse, vi informo anche che la casta pugliese sta pure procedendo a definire gli ammontari dei propri vitalizi. In primis l’attuale Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna (SEL) che ha maturato un bel vitalizio di 9.724,81 € lordi al mese. Stessa cifra per Rocco Palese del PDL. Ecco, di certo possiamo affermare che il vitalizio non è argomento “divisivo”.

Bilancio 2012 -> Link

Bilancio 2013 -> Link

Vitalizio Introna -> Link

Vitalizio Palese -> Link

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