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A leggere comunicati e agenzie di stampa sembra che in Puglia la diminuzione dei costi della politica e del numero dei consiglieri regionali sia una battaglia assunta sin dal primo giorno di legislatura dall’attuale maggioranza che sostiene il Presidente Vendola, ma è proprio così?
In particolare sulla questione, oggi sbandierata da tutti i pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti, della diminuzione del numero dei consiglieri regionali basterebbe ricordare il tentativo subito dopo il voto di portarlo, con una originale interpretazione delle norme, da 70 a 78 che, a dirla tutta, non sembrerebbe a prima vista un tentativo di diminuzione.
L’argomento poi svanisce nell’oblio per tornare solo nei comunicati stampa dopo qualche anno, in genere in concomitanza dell’accendersi del dibattito sugli abnormi costi della politica e gli ingiustificabili privilegi dei politici. All’inizio una difficile mediazione cercò, inutilmente, di portare il numero dei consiglieri da 70 a 60. Impossibile comunque andare oltre la semplice proposta.
Bisogna aspettare Maggio 2012 per l’ennesimo annuncio: “il cantiere delle autoriforme è aperto” ripetevano in ogni dove pennivendoli e mezzibusti vari senza che nessuno sottolineasse che di questi proclami se ne erano già sentititi a decine.
Poi silenzio sino a questi giorni dove si sono sommate due importanti situazioni. La polemica sui costi della politica, riavvivata dopo il caso Lazio, che ha portato l’indignazione dei cittadini ad un livello ormai irrecuperabile e la candidatura di Vendola alle primarie del centrosinistra. Ecco quindi che dagli annunci si deve passare a qualche fatto seppur piccolo. Così la proposta di diminuzione dei consiglieri regionali a 50 unità, 20 in meno degli attuali arriva subito in aula et voilà approvato. Un approvazione non definitiva però, caratteristica che sfugge dai titoloni dei giornali e tg. Lo statuto infatti per essere modificato deve essere approvato due volte. Nel frattempo il risultato di far passare la Puglia per una regione virtuosa è stato raggiunto. Poi quello che accadrà veramente e quali saranno i reali effetti di questa prima votazione si vedrà nel prossimo futuro e nel caso il tutto, come al solito, cadrà nell’oblio nessuno ne parlerà.
In fondo quanta vita avrà ancora questo consiglio regionale? Indifferentemente dall’esito delle primarie Vendola si dimetterà per candidarsi al Parlamento e la palla passerà al prossimo consiglio che come al solito affronterà questi problemi a fine legislatura. Ai buon temponi che già giustificheranno tutto ciò col solito aneddoto del “la politica ha i suoi tempi” faccio notare che in questa legislatura i tempi sono stati usati per altro: chiudere gli ospedali ad esempio.
Presidente Vendola, Presidente Introna io vi sfido. Io, Paolo Mariani, cittadino informato, primo firmatario di Zero Privilegi Puglia sottoscritta da 20 mila cittadini e già agli atti della VII commissione consiliare, vi sfido ad un pubblico confronto sui costi della politica regionale.
In questi giorni, dopo lo scandalo Lazio che ha riportato l’attenzione sugli abnormi costi della politica e sull’utilizzo improprio di questi ingenti somme di denaro avete suonato la musica di sempre. Proclami , annunci, belle promesse. Musica che a breve sparirà per ricomparire subito dopo il prossimo scandalo.
Presidente Vendola, Presidente Introna la situazione in Puglia non è affatto diversa da quella delle altre regioni italiane. Se non, forse, dal punto di vista giudiziario, sicuramente dal punto di vista dei costi della politica. Non scordiamoci che in Puglia abbiamo tutt’oggi il Presidente di regione più pagato d’Italia. Si è vero Formigoni prende circa 200 euro in più al mese ma per una regione col doppio della popolazione ed un reddito procapite che è il triplo del nostro.
In questi anni di annunci, proclami e belli intenti avete usato il macete quando si è trattato di tagliare sanità, welfare e servizi ai cittadini e la lametta delle unghie quando si trattava dei vostri privilegi. Questo è quanto emerge dai bilanci della regione che voi avete approvato. Le chiacchere stanno a zero. E io vi sfido, sfido voi e qualunque altro consigliere regionale ad un pubblico confronto su quanto ci costate veramente.
Sò che questa sfida cadrà nel vuoto e comprendo non è facile giustificare l’ingiustificabile e sostenere l’insostenibile, ma avete ancora una possibilità, forse l’ultima possibilità per recuperare un minimo di dignità. Prendete Zero Privilegi Puglia, portatela in aula e approvatela. Dimezzatevi lo stipendio, abolitevi il vitalizio. Usate su di voi quel macete che avete già dimostrato di saper usare bene sui cittadini.
Rimborsi elettorali, finanziamenti ai gruppi consiliari, vitalizi, assegni di fine mandato, superstipendi e riborsi spese forfettari per ogni cosa. Una quantità enorme di denaro pubblico fluisce verso partiti e politici attraverso mille rivoli. Impossibile determinare l’intero ammonatare e impossibile sapere dove e come vengono utilizzati veramente questi denari
Il caso Lazio porta alla ribalta ancora una volta la questione dei finanziamenti ai partiti, del loro ammontare e del loro utilizzo e spinge tutti ad una finta trasparenza nel disperato tentativo di dare un senso, una giustificazione a quell’infinito fiume di denaro pubblico che fluisce nelle casse della politica.
Anche in Puglia i vari gruppi consiliari hanno sentito il dovere di dimostrare come utilizzano i fondi a loro assegnati. Dimostrazione molto generica a dirla tutta. Difficile, anzi impossibile, capire esattamente dove sono andati a finire quei soldi visto che i rendiconti citano poche e generiche voci senza nessun giustificativo di spesa. Si citano spese di rappresentanza, iniziative politiche, convegni e spese varie ma non c’è alcun riferimento specifico e sopratutto nessuna fattura, nessuno scontrino, nessun documento attestante le spese sostenute. Solo una dichiarazione dei capigruppo di cui evidentemente siamo costretti a fidarci, almeno sino a quando non interverrà la magistratura.
Da quel poco che viene pubblicato però emerge un dato di fatto: i fondi assegnati sono superiori alle spese. Questo significa che, ai fini del normale funzionamento dei gruppi, le necessità economiche sono inferiori a quanto loro assegnato. Il gruppo consiliare del Pd a fonte di 135.048,00 euro ricevuti ne ha spesi 102.206,22 con un saldo di +32.841,78 euro, per il PDL invece 204.674,45 euro di entrate e 119.810,57 euro di uscite registra un avanzo di ben 84.863,88 euro. Infine SEL con un avanzo di oltre 20 mila euro nel 2010 e di 24 mila nel 2011. Che fine fanno questi avanzi? Tornano nelle casse della regione? Manco per sogno, rimangono nelle disponibilità del gruppo, dimostrando ancora una volta che qui non si tratta di rimborsi (nel caso sarebbero commisurati alle spese effettivamente sostenute) ma di veri e propri finanziamenti che ogni gruppo utilizza come meglio crede. E’ sufficiente una autocertificazione annua molto generica delle spese sostenute.
Adesso preparatevi agli slogan pre-elettorali e agli impegni a drastici tagli. Giusto il tempo che i media passino a parlare di altro, per poi renderci conto, al prossimo scandalo, che nulla è stato fatto. Nel frattempo Zero Privilegi Puglia che dimezza gli stipendi dei consiglieri regionali, abolisce l’assegno di fine mandato e il vitalizio giace nei cassetti del consiglio regionale completamente ignorato dalla politica e dai strombazzanti pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti.
Da un rapporto del 10 luglio scorso a cura della conferenza dei presidenti di regione, non certo di un fazioso blogger di periferia, Nichi Vendola risulta il secondo governatore più pagato d’Italia distaccato di soli 172 euro dal suo collega lombardo Formigoni. Il secondo posto in classifica è assegnato sempre alla Puglia anche per quanto riguarda lo stipendio degli assessori superati in questo caso dagli omologhi piemontesi di soli 204 euro. Medaglia d’oro invece per quanto riguarda l’assegno di fine mandato: 80.642,79. Tale importo si moltiplica per il numero delle legislature durante le quali è stata ricoperta la carica di consigliere. Se si resta in sella per tre mandati si portano a casa oltre 240mila euro.
Ma i dati vanno letti anche in base alla popolazione residente e al PIL procapite della popolazione rappresentata. Se la Lombardia conta quasi 10 milioni di abitanti ed un PIL procapite superiore ai 43 mila euro e il Piemonte 4 milioni e mezzo di abitanti ed un PIL procapite di 30 mila euro, la Puglia registra 4 milioni di abitanti con un PIL procapite di circa 16 mila uro, la metà circa dei piemontesi ed un terzo dei lombardi. Tutto ciò fa di Nichi Vendola e i suoi assessori i più pagati d’Italia.
Eppure non sono certo mancate le dichiarazioni dell’Intronato presidente del consiglio regionale riguardo ai drastici tagli adoperati nei confronti dei costi della politica regionale. Ma, come ben si sa, se quando si tagliano servizi ai cittadini è il macete a farla da padrone, quando ci si sposta sulla casta questo si trasforma magicamente in una piuma d’oca. Ed è così che Vendola, quello che divenne presidente di regione per aver cavalcato la protesta popolare sulla chiusura degli ospedali ad opera di Fitto per arrivare a chiuderne ancora di più, risulta essere tutt’oggi il presidente più pagato d’Italia. Referenza che nel nostro paese legittima la candidatura a leader nazionale.
Intanto Zero Privilegi Puglia, quella proposta di legge di iniziativa popolare che col dimezzamento degli stipendi, l’abolizione di assegno di fine mandato e vitalizio consentirebbe risparmi annui per 10 milioni di euro, e che farebbe scendere i rappresentanti pugliesi in fondo alla classifica sopracitata, attende con le sue 19 mila firme nei cassetti dell’apposita commissione. In base alla normativa vigente dovrebbe arrivare in aula consiliare per essere messa ai voti entro la fine dell’anno, vedremo quale sarà l’esito e le dichiarazioni dei nostri “cari” rappresentanti.
Eccolo li l’emendamento bipartisan alla spending review che aumenta di ben 10 milioni di euro in due anni il fondo destinato ai gruppi parlamentari, ovvero ai partiti. Firmato Paolo Giaretta del Pd e Gilberto Pichetto Fratin del PdL ed approvato ieri al senato questo emendamento prevede una diminuzione di 30 milioni per il 2012 e contestualmente un incremento di 40 milioni nel 2013. Risultato finale i gruppi parlamentari riceveranno nel prossimo biennio 10 milioni di euro in più. Tutto questo mentre la sanità subisce gli ennesimi drastici tagli e gli Enti locali vengono affamati rendendo qualsi impossibile l’erogazione di numerosissimi servizi ed altresì impossibile è stato il reperimento di risorse economiche da destinare agli esodati.
Forse i più ottimisti sperano in una modifica di questa vergogna nel passaggio alla camera dei deputati, ma il governo ha già annunciato che il testo a montecitorio dovrà passare così com’è per poter essere approvato e pubblicato in gazzetta ufficiale prima delle vacanze estive.
Vacanze estive?! Si domanderà qualcuno. Beh che credavate che quell’idea di dimunire le giornate di ferie per aumentare la produttivtà postesse in un qualche modo interessare i politici? O forse qualcuno pensava che in questo particolare momento di emergenza il parlamento avrebbe sacrificato la pausa estiva per affrontare gli enormi problemi che attanagliano il paese. Forse non avete sentito le parole del mai eletto da nessuno ma nominato dall’indegno inquilino del colle, Mario Monti: siamo alla fine del tunnel.
Quindi preparatevi perchè una volta fuori, la luce ci consentirà di vedere la grande inculata che ci hanno preparato.
![Media-Monopoly[1]](http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/07/Media-Monopoly1.jpg)
Aumenta il debito pubblico e sale di nuovo lo “spread” ai livelli di novembre. Lo credo bene! Esattamente come anche un demente poteva prevedere non appena viste le facce stupide e servili di questi burattini del governo dei bancari. E come è logico che sia, almeno finché esisterà la truffa del debito pubblico “sovrano” e banche centrali private. Tutti i soldi rastrellati fin’ora dalle tasche degli italiani, con la scusa dei sacrifici per risanare i conti dell’Italia, sono finiti in USA alla J.P. Morgan e per acquisto degli F35 utili solo per le mazzette.
Naturalmente, tra tanti sacrifici dei cittadini, i grandi evasori saranno premiati per l’ennesima volta! Banche comprese. In compenso si preparano a privatizzare gli ospedali. Già hanno inaugurato i trattamenti differenziati di categoria A, a pagamento e di categoria Z con il sistema sanitario nazionale. Anche la qualità degli interventi chirurgici sarà differenziata. Un ottimo chirurgo, se gli si presentano in contemporanea due casi urgenti, il primo in categoria pagante e il secondo no, a chi pensate che presterà la sua opera? Per le categorie Z esistono i neo laureati. Beh, dovranno pur fare esperienza, no?
Gli ex assessori del Lazio, tanto cari alla Polverini, con vitalizi da 5000 euro al mese a salire, dopo la decurtazione di soli 300 euro, citano la Regione per riavere i soldi. E se non è faccia da culo questa … Dovremmo cominciare a citare anche noi il governo per il medesimo motivo. Così potremmo toccare con mano l’esistenza di cittadini di serie A, B e poi subito Z. Oltre a renderci bene conto che la legge non è affatto uguale per tutti. Ma questo lo sappiamo già e se ne ha ampia riprova ogni giorno.
Frattura in IDV. I “compagni di merende” si schierano con Napolitano! Ennesima riprova dell’inutilità e della corruzione di qualsiasi partito e di ogni politico.
Non parliamo di Bersani perché ormai siamo alla totale demenza, servilismo puro e corruzione aperta! Basta ricordare solo la frase: “Parlo con Vendola ma guardo ai moderati”! Non c’è alcun bisogno di commentare. Una frase che si commenta da sola! Pensateci bene. Potrebbero esistere i “moderati” o i “conservatori” in una politica seria? Solo queste due semplici espressioni sono da martellate in faccia a chi per primo si è fatto venire in mente un simile insulto alla mente umana. Per chi è umano e per chi possiede una mente. Almeno, funzionante.
Esteri:
Ecco una notizia da ridere, ma che ci fa capire molto bene come funziona il sistema in Europa. E non solo in Europa: “La Buma Stemra, società di gestione collettiva dei diritti d’autore è stata condannata da un Tribunale olandese per aver utilizzato, in uno spot antipirateria, musica pirata. Ovvero: senza neanche l’autorizzazione dell’autore. Lo spot ha fatto il giro del mondo in cinema e televisioni. Ma l’autore non ha beccato un soldo. Ma noi, secondo loro saremmo i ladri!
Effetto strage Denver. Ovvero: come aumentare i guadagni in poche ore grazie alla morte di una manciata di esseri umani inutili al sistema. La vendita delle armi non ha subito restrizioni, ma vede aumentare il costo, per legge, del 41%. Mica cacchi!!!! Holmes sarà dichiarato benemerito del capitalismo e poi condannato a morte con pena tramutata in carcere a vita, visto che è un bianco. E’ così che funziona la democrazia “made in USA”. Quella che stanno esportando! “Morte tua, guadagno mio”!
Marinella Andrizzi Sinibaldi
Zero Privilegi è una iniziativa portata avanti dagli attivisti del moVimento 5 stelle in numerose regioni Italiane; Lombardia per prima, ma anche in Sicilia, Basilicata, Toscana, Venento, Marche, Sardegna, Molise e Lazio. In nessuno di questi casi si sono raccolte, almeno sino ad ora, tante firme quante ne sono state raccolte in Puglia. Sarà stato l’esoso numero di sottoscrizioni richieste dalla regione per poter presentare la proposta (15 mila) che ci ha spronato ad un sforzo maggiore, ma essere riusciti a raggiungere questo risultato in una regione ove i vari gruppi territoriali non avevano mai fatto nulla tutti insieme è un fatto davvero eccezzionale di cui tutti i partecipanti a questa iniziativa devono essere fieri.
Il risultato è ancora più importante se si pensa che è stato raggiunto nel totale silenzio dei mezzi di informazione. Nelle altre regioni, infatti, tanto la carta stampata quanto le tv locali compreso il Tg regionale della RAi, hanno dedicato spazio a questa iniziativa. In Puglia, invece, il Tg3 ha taciuto come hanno taciuto i vari canali Telenorba che eppure ha un canale, TgNorba 24, dove non si contano i telegiornali dedicati alle notizie locali e, naturalmente, hanno taciuto i giornali. La gazzetta del mezzogiorno, foraggiato da ingenti denari pubblici, che sul tema dei costi della politica ha sul sito web una pagina dedicata ha ritenuto di parlare di Zero Privilegi Puglia solo dopo che questa aveva già raggiunto le necessarie 15 mila firme e contornandola di articoli in cui si sono dipinti gli attivisti 5 stelle come divisi ed impegnati solo in faide interne. Dei nostri comunicati stampa non i rivela alcuna traccia su quei giornali sempre pronti a riportare ogni pipito di politicanti da strapazzo e solo alcune piccole tv locali hanno svolto servizi e trasmissioni per parlare di questa proposta di legge che, vale la pena ricordarlo, garantirebbe risparmi per 10 milioni di euro all’anno, cifra ragguardevole persino in tempi di vacche grasse figurarsi ora quandoo si stanno salassando gli Italiani con tasse e tagli portati avanti col macete.
E che dire di chi ha cercato di boicottare questa iniziativa, di quelli che ci hanno moss0 accuse senza capo ne coda solo per screditarci? Quelli che hanno cercato di prendere possesso di questa iniziativa, di fare in modo che la gestione fosse riservata ad un numero ristretto di persone con potere decisionale per poi, una volta contrastati su questa assurda ipotesi in netto contrasto con gli obbiettivi del moVimento 5 stelle, lasciare la “lodevole” inziativa per contrastarla arrivando persino a dire che si trattava di un bluff. Ci hanno accusato di aver creato un comitato non in linea con i principi del moVimento 5 stelle, di aver creato una iniziativa che sarebbe stata l’ennesima vetrina e passerella per i politici, hanno detto che i promotori non erano tutti iscritti al moVimento 5 stelle. Uno, che mi limito a definire imbecille, ha dichiarato “Noi siamo M5S, quel comitato non nasce dal M5S”, come a dire il movimento qui siamo solo noi e ciò che non nasce da noi non è 5 stelle. Arroganza e presunzione all’ennesima potenza oltre ad un alta dose di ignoranza visto che il Movimento non è proprietà di nessuno ma semmai uno strumento a disposizione di tutti i cittadini. Beh dove sono questi politici che hanno usato ZPP come vetrina e passarella, cosa di quanto fatto in questi mesi non è stato in linea con i principi e col programma del moVimento 5 stelle?
Nonostante il silenzio di pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti e i tentativi di boicottaggio da parte di questi saccenti attivisti 5 stelle siamo riusciti ad unire centinaia di attivisti 5 stelle di tutta Puglia. Dal Gargano al Salento, con la tramontana invernale che ti gela le ossa e con lo scirocco estivo che ti ribolle le budella, sono scesi per le strade con una proposta, non con slogan, ma con una proposta. Hanno parlato e si sono confrontati con decine di migliaia di cittadini e Giovedì 12 Luglio saranno a Bari a portare le oltre 17 mila firme raccolte. Sono la voce dei cittadini che grazie all’impegno di questi attivisti (non certo di quelli che da dietro un pc hanno solo mosso critiche ed accuse infondate) potranno entrare nel “palazzo”, area da sempre preclusa ai comuni cittadini. Perchè questo è il compito degli attivisti del moVimento 5 stelle: portare la voce dei cittadini, la loro volontà nelle istituzioni. E se il moVimento 5 stelle, come sostiene il suo fondatore, è uno strumento per far entrare i cittadini nelle istituzioni allora Zero Privilegi Puglia, avendo fatto proprio questo, è moVimento. non possiamo ancora chiamarlo ufficialmente moVimento 5 stelle, perchè per fare questo ci vuole un’apposita certificazione, ma di sicuro è moVimento.
Da tempo cerco sui media, in particolare quelli locali, notizie riguardanti Zero Privilegi Puglia. In questi ultimi giorni, in cui i costi della politica sono nuovamente alla ribalta del dibattito pubblico, ho intensificato la ricerca ma, aimè, inutilmente. Nemmeno la Gazzetta del Mezzogiorno, che pure sul suo sito ha un’intera pagina dedicata ai costi della politica regionale ha sentito il dovere di informare su una proposta che se adottata garantirebbe risparmi annui per 10 milioni di euro. Eppure non è che 10 milioni di euro siano una cifra irrisoria, sopratutto in questi periodi di vacche magre in cui raschia il barile alla ricerca di qualsiasi centesimo a disposizione.
Ma pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti, pur riempiendo giornali e servizi televisivi, di polemiche capaci di indignare il più indifferente degli Italiani, immancabilmente omettono di portare a conoscienza delle possibili alternative e proposte in campo. Omettono, tranne alcune eccezioni, di ricordare che il moVimento 5 stelle ha rifiutato i rimborsi elettorali dimostrando la possibilità di far politica senza finanziamenti pubblici e con pochi soldi e omettono di parlare Zero Privilegi un inziativa ormai in essere in quasi tutte le regioni Italiane.
Se il M5S è diventato argomento fisso di tutte le trasmissioni di approfondimento essa è comunque definita antipolitica o al più movimento di protesta. Delle numerose proposte rari accenni e quando un attivista riesce ad essere ospitato in trasmissiono o gli si concedono pochi minuti e si cerca di metterlo all’angolo come fatto da Santoro Giovedì scorso oppure si invitano quelli capaci solo di ripetere come un pappagallo le parole di grillo come fatto semore giovedì scorso da Telenorba 7 durante Stasera Santoro.
Nonostante il silenzio mediatico Zero Privilegi Puglia ha raccolto in tre mesi 8 mila firme e queste già dicono tutto. Un urlo chiaro e preciso da parte della popolazione pugliese: dimezzatevi i compensi ed eliminate i privilegi. Un urlo che non può trovare alcun riscontro in mezzi di informazione foraggiati da ingenti finanziamenti pubblici che garantiscono al manovratore di non essere disturbato. A luglio, ne sono convinto, andremo in regione con un numero di firme maggiore di quelle previste, e chi ha taciuto su questa iniziativa forse, ma solo forse, dovrà ammettere di non aver fatto il suo lavoro.
P.S.: Ad Ostuni banchetto raccolta firme per Zero Privilegi Puglia previsti per Domenica 22, Mercoledì 25 Aprile e Martedì 1 Maggio in Piazza della Libertà dalle 10 alle 20. Vi aspetto.
Tv e giornali sono pieni di dichiarazioni spazzatura. Gli scandali che hanno reso manifesto anche ai più disattenti l’enormità dei finanziamenti pubblici ai partiti e il loro quanto meno incongruo utilizzo ha dato il via all’ennesima discussione mirata solo ed esclusivamente a non far capire nulla, a prendere tempo per poi continuare ad incassare nonostante la volontà popolare su questo aspetto è ben chiara da un ventennio. Pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti, anche loro ben foraggiati dai finanziamenti pubblici, non si potevano certo sottrarre a quest’opera di disonformazione e disorientamento. Il consiglio è sempre lo stesso: spegnate le tv ed accendete i cervelli.
Chiunque parla di costi della democrazia, della assoluta necessità di finanziare i partiti per non lasciare la politica totalmente in mano a chi possiede ingenti capitali vi prende solo per il culo con l’obbiettivo di mantenere inalterata quella massa di denaro che di fatto gli consente poi di mantenere il proprio spazio di potere. I miliardi di euro che i partiti si fottono non servono in alcun modo alla democrazia o ad evitare che chi può disporre di grandi capitali ottenga il potere. Se così fosse in Italia ci sarebbe la democrazia e Berlusconi non sarebbe diventato presidente del consiglio e non sarebbe riuscito a fondare un partito e farlo diventare il primo partito italiano nel giro di pochi mesi.
I soldi che girano intorno alla politica servono per mantenere in piedi dei carrozzoni che non danno alcun beneficio al paese e ai cittadini ma servono esclusivamente ai rispettivi proprietari sia per mantenere il proprio potere e la propria egemonia sia per poter campare con le tasche piene senza lavorare.
Come fatto col terrorismo e con la mafia, in questo ambito si dovrebbe e si potrebbe dare spazio a leggi speciali che in deroga a quelle attuali vadano ad intaccare sia i cosi detti diritti acquisiti (vitalizi), ma anche all’immenso patrimonio mobiliare ed immobiliare di partiti e di politici accumulati solo ed esclusivamente all’enorme flusso di denaro proveniente dalle casse statali, dai nostri sacrifici lacrime e sangue. Tuuto il resto sono chiacchere, prese per il culo. Prima restituire tutto quanto indebitamente sottratto poi possiamo parlare di politica, di rimborsi e dei tanto sbandierati costi della democrazia e magari, già che ci siamo, anche di quella democrazia da tempo attesa in questo paese.
I media si sono accorti degli enormi finanziamenti ai partiti spacciati per rimborsi elettorali ricordandosi dopo anni di assoluto silenzio che il popolo, ovvero il sovrano, li aveva aboliti con un referendum nel lontano 1993. I partiti, grazie a questo improvviso risveglio di pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti, si sono anche loro accorti dell’enorme flusso di denaro che passa atraverso i loro conti e per accontentare l’affamata onda di indignazione si sono messi subito d’accordo per fottere per l’ennesima volta i propri datori di lavoro.
Così come vent’anni fa ci hanno messo pochi mesi a raggirare l’esito referendario inventandosi la legge sui rimborsi elettorali anche oggi alla velocità della luce ecco il solito accordo sbandierato a tutto titolo da quegli organi di informazione sempre pronti a taciere su questi ed altri argomenti per non correre il rischio di essere a loro volta coinvolti e perdere quei milioni di euro di finanziamenti pubblici che gli consentono di pilotare l’opinione pubblica. Ed eccola li l’ABC della politica, AlfanoBersaniCasini, che in un batter di ali hanno uscito dal cilindro la soluzione perfetta (per loro naturalmente): obbligo di pubblicazione e certificazione dei bilanci, apposita commissione di vigilanza e maxi multe. L’ipotesi di rifiutare la trance di 100 milioni la cui erogazione è prevista a breve è naturalmente scomparsa.
Ma chi vogliono prendere per il culo? La parmalat aveva i bilanci certificati e controllati da apposite autority (era quotata in borsa), eppure sappiamo tutti come è a andata e come al solito a rimanere fregati sono stati solo i piccoli risparmiatori. Cosa c’è da pubblicare e che c’è da controllare? Per anni, contro la volontà popolare espressasi in modo chiaro e lampante, si sono fottuti miliardi di euro sia tramite i finaziamenti sia tramite privilegi di ogni sorta. La crisi, i tagli allo stato sociale, alla scuola, alle pensioni e tuto il corredo di sacrifici lacrime e sangue che ci hanno imposto in questi ultimi anni non li ha scalfitti. Nessun taglio alle poltrone, nessun taglio ai privilegi e nessun taglio ai finanziamenti e adesso se ne escono con la pubblicazione on line e la certificazione dei bilanci.
L’unica cosa che dovrebbero fare è restituire tutti i soldi che ci hanno rubato in tutti questi anni, non un euro di meno. Restituiscano tutto e subito, mettendo mano anche al loro imponente patrimonio immobiliare sia quello intestato ai partiti che ai singoli politici e si ritirino a vita privata e forse potranno evitare le patrie galere che invece sarebbero il giusto luogo in cui dovrebbero attendere il loro fine vita.
Qualsiasi proposta di legge, qualsiasi accordo è solo una presa per il culo. Il moVimento 5 stelle ha rifiutato i rimborsi e i consiglieri regionali si sono autoridotti gli stipendi a 2.500 euro al mese e invece di essere presi a desempio sono stati definiti demagoghi e populisti. Italiani svegliatevi non si può contunare a farsi svaligiare la casa e pagare i ladri.










