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Archive for costi della politica

feb
11

Senza vergogna

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vitalizi

Non ci sono soldi per la sanità e non ce ne sono per la scuola. Niente per assitere gli anziani, per gli asili nido, per sostenere gli indigenti o le aziende in difficoltà. Nulla, siamo in piena austerità e non ce n’è per nessuno. Il tempo per la bella vita è finita per tutti tranne per loro. Si sempre loro, i principali responsabili della distruzione socioeconomica del paese: i politici.

Per loro la crisi esiste solo nei giornali e nei forbiti discorsi, un qualcosa da far vivere e pagare ad altri, mai a loro.

Senza un minimo di vegogna sottraggono il pane ai propri figli per ingozzarsi come maiali. Noi siamo noi e voi non siete un cazzo ed ecco riapparire i vitalizi in Puglia che, solo un paio di anni fa, avevano abolito sull’onda delle pressioni popolari, tra cui sicuramente la nostra proposta Zero Privilegi Puglia su cui si erano raccolte 20 mila firme.

Gli cambiano il nome in trattamento previdenziale, ma la sostanza è sempre quella con tanto di reversibilità per moglie e figli e mentre per i comuni mortali l’età pensionabile si sposta sempre più in avanti così come gli anni di contribuzione minima, loro potranno beneficiarne a 60 o 65 anni a seconda se hanno svolto il faticoso lavoro di consigliere regionale per 10 o 5 anni.

Tutti concordi su queste porcate, mai uno contrario, manco un astenuto e ad oggi i vitalizi (13 milioni all’anno) costano di più degli “stipendi” dei consiglieri in carica. E continueranno sino a quando non li manderemo tutti, ma proprio tutti, a casa!

Testo delibera -> qui

Categorie : Politica
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gen
30

Caro ex presidente

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In una intervista di diversi anni fa Cossiga affermò che il bello del fare il Presidente della Repubblica è, poi, poter fare l’ex Presidente della Repubblica, situazione in cui si mantengono molti dei privilegi previsti per il capo dello stato senza però doverne svolgere la funzione e le relative incombenze. Insomma una vita da pascià si potrebbe dire per questi vecchietti duri a passare a miglior vita.

Ed ecco che quanto valeva per Cossiga, vale altrettanto per Napolitano entrato a tutti gli effetti nel novero dei pensionati d’oro, anzi super d’oro oserei dire.

880 mila euro annui di denaro pubblico si spera sia una cifra sufficiente affinché possa arrivare a fine mese, ma nel dubbio meglio pagargli un poco di spese. Non sia mai che ci prendano per straccioni.

Ed ecco quindi un super ufficio, tutto bello attrezzato con ben 16 collaboratori, l’autista personale e, non poteva certo mancare, il maggiordomo.  Un servizio completo, insomma, che non si poteva certo far mancare al nostro “amato” Giorgio.

Adesso qualcuno, magari, si lamenterà perchè tra i vari privilegi ci sono pure i voli con areo di stato, ma questi in realtà sono questioni di sicurezza, come la carrozza riservata sui treni delle ferovie dello stato. Non sia mai che gli tocchi viaggiare in mezzo alla gente comune e trovarsi di fronte qualcuno che gli chieda conto di quanto fatto.

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gocce

Cosa che vuoi che sia una goccia di fronte all’immensità degli oceani? Eppure se ci pensate gli oceani sono formati proprio da una vastità di gocce legate tra loro, quindi ogni singola goccia serve a costituire l’immensità oceanica, senza gocce non ci sarebbe alcun oceano.

Cosa vuoi che siano 100 mila euro di fronte ad un bilancio da 70 milioni? Anche in questo caso, come per gli oceani, i 70 milioni sono formati da tante gocce da 100 mila legate insieme. Ogni singola goccia serve a costituire il totale ed è quindi importante, soprattutto quando le gocce scarseggiano e si vanno a pescare sempre nelle borracce dei soliti noti.

Cosa vuoi che siano, quindi, le indennità di Sindaco, Assessori e presidente del consiglio comunale  (200 mila euro all’anno) di fronte ad un bilancio di 70 milioni di euro? Esattamente una goccia, importante ed utile a costituire il totale, soprattutto in questo periodo di difficoltà economiche.

E allora perchè prima di andare a trovare gocce nelle tasche dei cittadini aumentando le tasse locali, riducendo agevolazioni e detrazioni non si pesca da queste indennità? Non saranno certo la panacea di tutti i problemi, ma sicuramente aiuteranno. Con un dimezzamento delle indennità di Sindaco e assessori nonchè l’abolizione dell’indennità del presidente del consiglio comunale (che comunque continuerebbe a percepire il gettone di presenza come tutti i consiglieri) si potrebbero risparmiare 100 mila euro, che certo non saranno tanti ma, giusto per fare un paragone sono il doppio di quanto stanziato annualmente come borse(tte) di studio agli studenti ostunesi con difficoltà economiche. Quale buon padre di famiglia non rinuncerebbe a stringere la propria cinghia per far studiare i propri figli?

Sino ad ora sia da desta (G. Fedele) sia da sinistra (N. Santoro) sono stati lanciati inviti al “neo” presidente del consiglio di rinuciare alla indennità. Nonostante, per il presidente Melpignano, fosse un ottima occasione per dimostrare che l’indennità non era l’unica cosa che gli interesasse, l’invito è caduto nel vuoto. A breve vi sarà la discussione per il bilancio 2014, predisporrò un emendamento per il dimezzamento delle indennità e gettoni di presenza sperando che qualche consigliere la faccia propria e la metta a votazione. Così, giusto per vedere l’effetto che fa.

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vitraliziosaponaro

Durante la prima giunta Vendola alla Regione Puglia, con Tedesco assessore alla sanità, si è formato un buco di bilancio che ha poi portato al noto piano di rientro e le numerose chiusure e dismissioni di strutture ospedaliere. L’assessore al Bilancio di quella Giunta, responsabile in primis dell’utilizzo e della ripartizione delle risorse economiche, era Francesco Saponaro oggi candidato sindaco nella città bianca.

Già allora dopo quella disastrosa gestione fu premiato con un posto da 10 mila euro al mese presso Innovapuglia una azienda della regione dove è stato nominato Direttore Generale, carica che svolge ancora oggi (non sappiamo se lascierà in caso diventasse sindaco oppure se anche lui  rientra tra i tanti che non disdegnano le doppie poltrone).  Ma forse aver gestito, diciamo poco prudentemente, le risorse della regione è motivo di vanto, tanto da spingerlo a voler amministrare direttamente un città.

Naturalmente nessuno in questo paese si assume le proprie responsabilità e tanto meno lo farà Saponaro e i suoi sostenitori. Vi parleranno del grande Manager di Innovapuglia una azienda in attivo, ma senza spiegarvi nei dettagli quanto, invece, per i cittadini si tratti dell’ennesimo carrozzone mangiasoldi. Un azienda della regione che eroga servizi per moltissime strutture pubbliche (ospedali, ASL, medici di famiglia, ecc)  che sono obbligati ad utilizzarli. Servizi che sono, ovviamente, ben remunerati dalla regione stessa, ma la domanda semplice semplice é: sono utili questi servizi? Migliorano la qualità dei servizi dei cittadini? Ecco di questo nessuno vi parlerà, perche dovrebbero dirvi della cartella clinica elettronica già costataci diversi milioni di euro e di cui ancora non si vede alcuna traccia, ma anche della ricetta elettronica che potrebbe far risparmiare ingenti risorse ed invece ci è costata già un enormità ancor prima di nascere. E così via per numerosi altri servizi offerti da questa azienda.

Vi diranno che è una persona per bene, di grande spessore culturale cosa che nessuno mette in dubbio, semmai si evidenzia un operato politico dai contenuti decisamente disastrosi. Perchè di un politico stiamo parlando, altro che manager. Un politico a tutti gli effetti con tanto di privilegi acquisiti, come il vitalizio da oltre 6 mila euro al mese. Quei vitalizi tanto odiati, che tutti vogliono abolire ma che tutti incassano. Quei diritti acquisiti che quando riguardano i politici sono intoccabili ma quando, invece, riguardano i cittadini comuni sono facilmente eliminabili. Quei vitalizi a cui Saponaro se volesse potrebbe rinunciare versandolo interamente nel fondo di garanzie alle piccole e medie imprese come fanno i 5 Stelle.

Lo farà? Mah, ai posteri l’ardua sentenza. E mentre il finto nuovo avanza,  i cittadini avanzano nu sacco di soldi.

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restituiamonoi

Renzie che lancia sfide, Letta che mente spudoratamente sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e, intanto, i Parlamentari 5 Stelle sono i primi a rispettare e dare concretezza alle loro proposte. Dimezzamento delle indennità, rimborsi spese effettivamente rendicontato e restituzione delle eccedenze. Ed eccoli pronti a restituire la seconda tranche di oltre 2,5 milioni di euro da sommare al milione e mezzo restituito qualche mese fa.  Soldi che il moVimento 5 stelle vorrebbe destinare alle Piccole e Medie Imprese, ossatura economica del nostro paese.

Allo scopo, sempre su proposta del M5S, è prevista un apposita voce nel bilancio dello stato su cui chiunque potrebbe versare fondi da destinarsi esclusivamente alle PMI. Peccato che il governo questo apposito conto non lo apre e questi denari ancora non potranno andare a finanziare le PMI che , come mosche, stanno morendo in tutto il paese disseminando disoccupazione e disperazione, oltre, naturalmente, ad aggravare una profonda crisi economica che tutti, a parole, sono impegnati a cercare di risolvere.

Per quale motivo il governo non apre questo conto? Forse gli causerebbe un notevole imbarazzo far sapere che grazie alla restituzione di buona parte degli esagerati stipendi della casta è possibile dare ossigeno alla economia reale? Forse hanno timore che gli italiani comincino a chiedere anche a loro atti concreti invece delle solite dichiarazioni di rito?

Intanto le Imprese continuano a chiudere e a creare nuovi disoccupati ed un impoverimento della nostra economia. Non è di questo che il governicchio delle larghe intese dovrebbe occuparsi? Non è forse a questo che il “senso di responsabilità”, tanto sbandierato, dovrebbe rivolgersi?

Chiediamo l’immediata apertura di quel conto, una vera e propria bombola di ossigeno per le PMI. I Parlamentari 5 Stelle hanno aperto un apposito sito, attivati subito.

 

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