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Archive for costi della politica

vitraliziosaponaro

Durante la prima giunta Vendola alla Regione Puglia, con Tedesco assessore alla sanità, si è formato un buco di bilancio che ha poi portato al noto piano di rientro e le numerose chiusure e dismissioni di strutture ospedaliere. L’assessore al Bilancio di quella Giunta, responsabile in primis dell’utilizzo e della ripartizione delle risorse economiche, era Francesco Saponaro oggi candidato sindaco nella città bianca.

Già allora dopo quella disastrosa gestione fu premiato con un posto da 10 mila euro al mese presso Innovapuglia una azienda della regione dove è stato nominato Direttore Generale, carica che svolge ancora oggi (non sappiamo se lascierà in caso diventasse sindaco oppure se anche lui  rientra tra i tanti che non disdegnano le doppie poltrone).  Ma forse aver gestito, diciamo poco prudentemente, le risorse della regione è motivo di vanto, tanto da spingerlo a voler amministrare direttamente un città.

Naturalmente nessuno in questo paese si assume le proprie responsabilità e tanto meno lo farà Saponaro e i suoi sostenitori. Vi parleranno del grande Manager di Innovapuglia una azienda in attivo, ma senza spiegarvi nei dettagli quanto, invece, per i cittadini si tratti dell’ennesimo carrozzone mangiasoldi. Un azienda della regione che eroga servizi per moltissime strutture pubbliche (ospedali, ASL, medici di famiglia, ecc)  che sono obbligati ad utilizzarli. Servizi che sono, ovviamente, ben remunerati dalla regione stessa, ma la domanda semplice semplice é: sono utili questi servizi? Migliorano la qualità dei servizi dei cittadini? Ecco di questo nessuno vi parlerà, perche dovrebbero dirvi della cartella clinica elettronica già costataci diversi milioni di euro e di cui ancora non si vede alcuna traccia, ma anche della ricetta elettronica che potrebbe far risparmiare ingenti risorse ed invece ci è costata già un enormità ancor prima di nascere. E così via per numerosi altri servizi offerti da questa azienda.

Vi diranno che è una persona per bene, di grande spessore culturale cosa che nessuno mette in dubbio, semmai si evidenzia un operato politico dai contenuti decisamente disastrosi. Perchè di un politico stiamo parlando, altro che manager. Un politico a tutti gli effetti con tanto di privilegi acquisiti, come il vitalizio da oltre 6 mila euro al mese. Quei vitalizi tanto odiati, che tutti vogliono abolire ma che tutti incassano. Quei diritti acquisiti che quando riguardano i politici sono intoccabili ma quando, invece, riguardano i cittadini comuni sono facilmente eliminabili. Quei vitalizi a cui Saponaro se volesse potrebbe rinunciare versandolo interamente nel fondo di garanzie alle piccole e medie imprese come fanno i 5 Stelle.

Lo farà? Mah, ai posteri l’ardua sentenza. E mentre il finto nuovo avanza,  i cittadini avanzano nu sacco di soldi.

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restituiamonoi

Renzie che lancia sfide, Letta che mente spudoratamente sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e, intanto, i Parlamentari 5 Stelle sono i primi a rispettare e dare concretezza alle loro proposte. Dimezzamento delle indennità, rimborsi spese effettivamente rendicontato e restituzione delle eccedenze. Ed eccoli pronti a restituire la seconda tranche di oltre 2,5 milioni di euro da sommare al milione e mezzo restituito qualche mese fa.  Soldi che il moVimento 5 stelle vorrebbe destinare alle Piccole e Medie Imprese, ossatura economica del nostro paese.

Allo scopo, sempre su proposta del M5S, è prevista un apposita voce nel bilancio dello stato su cui chiunque potrebbe versare fondi da destinarsi esclusivamente alle PMI. Peccato che il governo questo apposito conto non lo apre e questi denari ancora non potranno andare a finanziare le PMI che , come mosche, stanno morendo in tutto il paese disseminando disoccupazione e disperazione, oltre, naturalmente, ad aggravare una profonda crisi economica che tutti, a parole, sono impegnati a cercare di risolvere.

Per quale motivo il governo non apre questo conto? Forse gli causerebbe un notevole imbarazzo far sapere che grazie alla restituzione di buona parte degli esagerati stipendi della casta è possibile dare ossigeno alla economia reale? Forse hanno timore che gli italiani comincino a chiedere anche a loro atti concreti invece delle solite dichiarazioni di rito?

Intanto le Imprese continuano a chiudere e a creare nuovi disoccupati ed un impoverimento della nostra economia. Non è di questo che il governicchio delle larghe intese dovrebbe occuparsi? Non è forse a questo che il “senso di responsabilità”, tanto sbandierato, dovrebbe rivolgersi?

Chiediamo l’immediata apertura di quel conto, una vera e propria bombola di ossigeno per le PMI. I Parlamentari 5 Stelle hanno aperto un apposito sito, attivati subito.

 

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estorsione

Beh non c’è che dire col “nuovo”segretario il PD è pronto al salto di qualità e lo stesso Renzi sta gia dimostrando di essere l’uomo giusto per questa operazione.

Il finanziamento pubblico ai partiti , come ha da poco sentenziato la Corte dei Conti, è illegittimo e i partiti dovrebbero stendere una road map per la restituzione di quanto impropriamente preso in questi anni (circa tre miliardi di euro) oltre a, naturalmente,rinuciare sin da subito ulteriori tranche di quanto oggi previsto dalla illegittima legge sui “rimborsi” elettorali.

Ma il PD di Renzi ha avviato il suo nuovo corso e, come dicevo, il salto di qualità è d’obbligo. Per questo il Sindaco di Firenze ha annunciato la disponibilità a rinuciare al finanziamento ai partiti in cambio dei voti del moVimento 5 Stelle su nuova legge elettorale, abolizione Senato e province. Un tentativo di estorsione bello e buono dove la merce di scambio che lui offre è di fatto una refurtiva che dovrebbe restituire quanto prima chiedendo pure scusa agli Italiani tutti.

La proposta di Renzi mi ricorda un pò quelli che dopo averti messo fuoco all’attività vengono con gentilezza ad informarti che se vuoi evitare nuovi incendi dovresti dare in cambio…….

In questi anni i partiti si sono rubati la modica cifra di 3 miliardi euro, tutti i partiti compresi quelli che in Parlamento non ci sono più. Un furto ai danni degli Italiani. Li restituiscano quanto prima e ringrazino il cielo che per questo tipo di ruberia non è previsto il carcere.

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bandabassotti

Un referendum del 1993 ha abolito i finanziamenti ai partiti, ma questi (TUTTI nessuno escluso) hanno continuato a prelevare dalle casse dello stato cambiandone semplicemente il nome in “rimborsi”. Un vero e proprio furto quantificato in 2,3 miliardi di euro, una cifra esorbitante ma che riguarda esclusivamente i finanziamenti ai partiti. Se a questi ci aggiungessimo i privilegi e gli stipendi dei politici (parlamento, regioni, province, comuni), i contributi ai vari gruppi parlamentari e consiliari a che cifra arriveremmo?

Difficile quantizzarlo con esattezza, ma di sicuro parliamo di un sacco di soldi che invece di andare in servizi sanitari, welfare, scuole, ricerca, innovazione, ecc è andato ad ingrassare i patrimoni di partiti e singoli politici. Insomma un vero e proprio saccheggio. Un saccheggio che diverse persone in questi anni hanno denunciato. “La Casta” di Stella e Rizzo è stato uno dei libri più venduti degli ultimi anni, eppure è come se nessuno lo abbia  mai scritto, perchè da allora nulla è cambiato, nulla si è fatto se non continuare il saccheggio. Neanche i continui scandali sull’utilizzo dei cosidetti “rimborsi” nei vari consigli regionali ha spinto questi mariuoli a mettere un freno alle loro ruberie.

A questo punto la domanda sorge spontanea: tutto questa refurtiva gliela lasciamo o ce la facciamo restituire? E se la domanda è spontanea lo è altrettanto la risposta. Unico modo per poterlo però fare è poter intaccare i patrimoni personali, tanto dei singoli politici, quanto dei partiti nonchè poter intervenire su quei privilegi che da troppo tempo vengono definiti “diritti acquisiti” e se per fare tutto ciò sarà necessaria una legislazione speciale, bene la si faccia quanto prima.

L’Italia, quello che una volta era il “bel paese” ammirato ed invidiato da tutto il mondo, è un paese fallito. La responsabilità di questo non è la crisi o chissà quale altra causa astratta, ma della classe politica (tutta) che ha solo ed esclusivamente derubato il paese e i suoi abitanti. E’ ora di riprenderci il malloppo è ora di sbattere fuori chi ci ha derubato.

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taglietto

Ve la ricordate Zero Privilegi Puglia la proposta di legge di iniziativa popolare sottoscritta da 20 mila pugliesi che, dimezzando gli stipendi di consiglieri ed assessori regionali, avrebbe generato risparmi annui per oltre 9 milioni di euro all’anno? Vi ricordate che è stata poi bocciata all’unanimità senza neanche audire in commissione, come prevede la normativa, il comitato promotore? Vi ricordate che la bocciatura di Zero Privilegi Puglia fu giustificata col fatto che era appena stata approvata una legge che prevedeva tagli maggiori? Ve li ricordate i giornali di allora ed i titoloni che capeggiavano sulle loro pagine annunciando i drastici tagli ai costi della politica appena approvati dal consiglio regionale della Puglia? E vi ricordate cosa provammo a dire noi, totalmente inascoltati tranne alcune eccezioni?

Bene. In questi giorni la polemica sui costi della politica regionale si è riaccesa dopo che gli ex consiglieri regionali, dimessisi per aver ottenuto la poltrona parlamentare ben più remunerata, sono passati all’incasso dell’assegno di fine mandato. Assegni con cifre variabili tra i 150 e 500 mila euro come ben evidenziato dalla Zabetta del mezzogiorno che ai tempi titolava in prima pagina i drastici tagli mai realmente effettuati dalla casta pugliese.

Il sottoscritto e la senatrice Barbara Lezzi hanno ritenuto di intervenire sulla questione. A seguire il relativo comunicato stampa.

COMUNICATO STAMPA – PUGLIA: TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA

Lo avevano detto sin da subito, gli attivisti pugliesi del Movimento Cinque Stelle, che gli annunciati drastici tagli ai costi della politica regionale, previsti dalla Legge 34, erano in realtà un mezzo taglietto. Lo avevano detto dopo aver paragonato le relative cifre con quelle previste da “Zero PriVilegi Puglia”, la loro proposta, sottoscritta da 20 mila cittadini e poi bocciata all’ unanimità del consiglio che , pur lasciando nelle tasche dei consiglieri regionali un netto mensile di 4.500 euro, consentiva risparmi annui per oltre 9 milioni.

“Una proposta – chiosa Paolo Mariani primo firmatario delle legge – che dimezzando gli stipendi avrebbe agito di conseguenza anche sui privilegi a questi parametrati, come i cospicui assegni di fine mandato incassati in questi giorni da chi è riuscito ad accaparrarsi poltrone ben più prestigiose e remunerate.”

Un argomento, quello dei costi della politica, dove le larghissime intese sono una ultradecennale tradizione che consente alla casta di mantenere prebende e privilegi tanto ingiustificabili quanto vergognosi. E così, mentre risulta sempre impossibile trovare le risorse per i servizi essenziali alla cittadinanza o per sostenere disoccupati e piccole e media imprese, per i consiglieri regionali l’incassare assegni da centinaia di migliaia di euro risulta essere una semplice formalità.

“Oltre ad aver rinunciato ai rimborsi elettorali, in soli due mesi abbiamo restituito più di un milione e mezzo di euro tagliando i nostri stipendi. – dichiara la Senatrice Barbara Lezzi, vice presidente della commissione bilancio – denaro che torna ai cittadini andando a costituire un fondo per il microcredito alle piccole e medie imprese, vera ossatura del sistema economico produttivo del paese. Nonostante da anni si annuncino tagli ai costi della politica dobbiamo, ogni volta, constatare che questi risultano essere esclusivamente dei buoni intenti incapaci di andare oltre le solite e reiterate dichiarazioni di rito. Ricordiamo ai neoparlamentari pugliesi appena passati all’incasso in Via Capruzzi che volendo è possibile anche per loro destinare quelle copiose cifre al fondo di sostegno alle piccole e medie imprese appositamente costituito.”

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