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Archive for consiglio comunale

“Ulla la, ulla la, ulla la la questo è il valzer del moscerino, ulla la, ulla la, ulla la la questo è il valzer che fa la la la” Così recita una nota canzoncina che le mie bimbe di 11 e 8 anni sovente intonano. Allegro e divertente ascoltarle e vederle danzare. Non altrettanto allegro e  divertente, ma patetico e ridicolo invece la solita cantilena con cui la giunta comunale ostunese intrattiene da tempo gli abitanti della città bianca. Il primo ballerino dirige le danze mentre gli altri cavalieri, in continuo lamento sia per il tipo di ballo che per la qualità dello stesso, non esitano poi a dimostrare tutta la loro gioia e la loro sottomissione nel momento in cui vengono scelti per un giro di ballo.

A dirla tutta la cantilena è nota da subito, non appena questa amministrazione comunale si è insediata in seguito al successo elettorale che ha visto la riconferma del sindaco Tarzanella. I Patetici Disperati, maggioranza nella maggioranza, sostenevanpo di aver diritto, in base ai risultati elettorali, a quattro assessorati più la presidenza del consiglio comunale e che MAI avrebbero rinuciato a tale diritto per cederlo ad una lista che era riuscita ad ottenere solamente una manciata di voti. Questa tiritera è durata qualche settimana, tant’è che alla prima convocazione del consiglio comunale la giunta non era ancora stata definita. I giornali “informavano” limitandosi a trascrivere le dichiarazioni di uno e dell’altro. Come prevedibile sin dall’inizio il primo ballerino impose le sue scelte e così i Patetici Disperati rinunciarono ad un assessorato ed il “MAI rinuceremo” sparì dalle dichiarazioni e di conseguenza dai giornali. Nessuno si prese poi l’onere di spiegare ai propri elettori i motivi di questa scelta e d’altro canto non si rilevò nessun giornalista che pose tale domanda.

Il ritornello venne riproposto a distanza di poco più di un anno in quella che venne mediaticamente definita la crisi di capodanno. In giunta si discuteva una delibera con la quale si approvava il trasferimento al comune di Ostuni di un operatore ai servizi cimiteriali. Del tutto “casualmente” beneficiario di questo provvedimento un parente di un consigliere d’opposizione amico. Amico nel senso che ha più volte dichiarato la sua ammirazione personale e politica nei confronti dell’attuale sindaco. Un vecchio volpone della politica, ex sindaco e in consiglio comunale da anni. Per farvi capire il tipo vi dico che è stato quello che ha ufficialmente proposto di dedicare una via cittadina all’ex latitante Bottino Craxi. All’accogliemento della domanda di trasferimento pare che erano contrari i Patetici Disperati assessori. La cosa fece imbestialire il primo ballerino che immediatamente ritirò agli stessi le deleghe assessorili. Seguirono le solite dichiarazioni di uno e dell’altro fedelmente riportate dagli organi di “informazione” locali con cui i protagonisti della vicenda si lanciavono vicendevolmente pesanti accuse. Il tutto si concluse dopo circa una decina di giorni, gli assessori si riaccomodarono sulle loro poltrone e la domanda di trasferimento fu accolta. Quali siano stati i reali motivi del contendere o il perchè i Patetici Disperati abbiano cambiato idea sulla questione del trasferimento non è dato a sapersi.

Ed eccoci ai giorni nostri quando, qualche settimana fa, si è cominciato a profilare un rimpasto di giunta anche per andare incontro alla richiesta del quarto assessore dei Patetici Disperati. Quattro le poltrone interessate. Due degli occupanti, Marzio e Solonna della lista “civica” Ostuni che lavora (e gli altri che fanno, se la grattano?) saputo di dover lasciare il posto rassegnano immediatamente le dimissioni e se ne vanno sbattendo la porta. Di nuovo i giornali riportano fedelmente le dichiarazioni di uno e dell’altro. I due non si lamentano di dover abbandonare il loro posto, ma semmai delle scelte amministrative e politiche del primo ballerino ed in particolare le critiche riguardano il bilancio economico che secondo loro è fuori di ogni logica oltre che in contrasto col programma e l’intenzione di far entrae in giunta un componente dell’opposizione che tra l’altro era candidato sindaco come alternativa all’attuale. L’epilogo, noto e scontato, è sempre lo stesso, i due sono rientrati nei ranghi ma a breve lascieranno il loro incarico, questa volta felicemente concordi, per far posto anche al componenete dell’opposizione e delle critiche al bilancio, rimasto com’era, più nessuna traccia.

I giornali naturalmente non ne parlano ma è evidente che questi balletti con il solito e scontato finale hanno delle contropartite che noi ignoriamo. Contropartite che vengono definite nelle chiuse stanze del palazzo, i cui termini sono noti solo ai contraenti che ben si astengono dal renderli pubblici e che comunque poco hanno a che fare col benessere della città e dei suoi cittadini.

Ulla la, ulla la, ulla la la questo è il valzer dell’assessorino, ulla la, ulla la, ulla la la questo è il valzer che fa la la la!!!

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mar
28

Spie

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Ostuni 25 Marzo consiglio comunale, in discussione per la prima volta nella storia di questo comune una proposta di deliberazione di iniziativa popolare, argomento acqua bene comune senza rilevanza economica. Un cittadino accende la sua videocamera, vuole testimoniare con un filmato questo momento storico sia da un punto di vista democratico sia per l’argomento trattato, ma il regolamento lo vieta ed ecco che il presidente del consiglio, garante a giorni alterni delle regole, chiede l’immediato spegnimento dell’occhio elettronico. Doverosamente il cittadino si è sottomesso alle regole, perchè è così che si fa, le regole si rispettano, si possono criticare e ci si può impegnare per modificarle, ma comunque si rispettano. Stessa cosa dovrebbe fare proprio il presidente del consiglio comunale (20 mila euro annui). Va, infatti ricordato che la proposta d’iniziativa popolare in questione, in base alle regole vigenti comprese quelle indicate nello statuto, avrebbe dovuto essere discussa già diversi mesi fa, ma evidentemente questa regola è sfuggita al “caro” concittadino tant’è che ci sono voluti diversi solleciti, l’intervento del difensore civico e la minaccia di far intervenire il Prefetto affinché la proposta fosse discussa e sottoposta a votazione.

Ma al “caro” presidente non poteva sfuggire l’occhio indiscreto del cittadino e la ferrea regola che vieta le videoriprese durante il consiglio comunale, se non altro perchè il primo cittadino Tarzanella ha fatto notare la presenza di SPIE. Già, ha utilizzato proprio il vocabolo SPIE. Ma cos’è una spia? Secondo il vocabolario della lingua italiana la spia è “un agente incaricato di fare spionaggio” ovvero “ottenere segreti”. E che c’è di segreto in una pubblica assemblea?  Perchè tale è un consiglio comunale, una pubblica assemblea in cui si parla di problemi ed argomenti di interesse pubblico a cui chiunque può assistere. E in realtà non c’è nulla di segreto, ma da questa affermazione si può evincere la concezione che questi personaggi hanno della politica e dell’amministrazione pubblica divenuta in tutto e per tutto cosa loro di cui il cittadino non si deve occupare, per questo chi si presenta con videocamera per filmare e poi divulgare questi “affari loro” viene identificato come una specie di traditore, una spia appunto. Come se invece che in consiglio comunale qualcuno fosse andato a spiarli dal buco della serratura del cesso di casa loro, cosa sulla quale mi sovvengono dei dubbi quando sento negli interventi consiliari dire certe stronzate. Poi vanno in televisione e sui giornali ad urlare la massima trasparenza della loro attività e dei loro atti che vengono tutti pubblicati sul sito internet del comune (più corretto sarebbe dire: quasi tutte).

Nel programma a 5 stelle è prevista la ripresa e la diffusione via web in diretta sia del consiglio comunale sia delle riunioni della giunta comunale. In questo consiglio nessuno mai la proporrà come nessuno proporrà mai la modifica di quell’assurda regola che vieta le riprese, non sia mai che la puzza di marcio fuoriesca dal palazzo e i cittadini si rendano conto della presenza di cotanta merda.

Concludiamo comunque con una buona notizia visto che la proposta di inziativa popolare è stata accolta e quindi verrà inserito nello statuto comunale il diritto umano all’acqua, un affermazione di principio fondamentale ma che non ci deve far dormire sonni tranquilli. L’acqua è un grande business sul quale in molti hanno concentrato il proprio sguardo e la lotta per mantenerla bene comune senza rilevanza economica sarà ancora lunga e faticosa.

A seguire il testo della proposta di iniziativa popolare sottoscritta da 400 cittadini ostunesi (il doppio di quelle necessarie per la presentazione).

IL COMUNE di OSTUNI
PREMESSO CHE
a) L’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi.
b) L’acqua costituisce, pertanto, un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico , quindi indisponibile, che appartiene a tutti.
c) Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile : l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico.
d) L’accesso all’acqua, già alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l’ambiente, rappresenta :
•    una causa scatenante di tensione e conflitti all’interno della comunità internazionale ;
•    una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale.

SOTTOLINEATO CHE
Su questa base condivide e aderisce alla proposta di legge d’iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”, e quindi ritiene necessario che il Parlamento proceda celermente alla sua discussione e approvazione.
IL CONSIGLIO COMUNALE DI OSTUNI S’IMPEGNA A :
1) riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico ;
2) riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del DLgs n. 267/2000 ;
3) nominare seduta stante, la Commissione consiliare con lo specifico compito di integrare/modificare lo Statuto secondo le indicazioni sopra specificate ed assegnare alla stessa il termine di gg.30 per la conclusione dei lavori da sottoporsi all’approvazione del successivo Consiglio Comunale ;
4) promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato attraverso le seguenti azioni :
•    informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali ;
•    contrasto al crescente uso delle acque minerali e promuovere l’uso dell’acqua dell’acquedotto per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dalle strutture e dalle mense scolastiche ;
•    promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul Risparmio Idrico, con incentivazione dell’uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l’introduzione dell’impianto idrico duale ;
•    promozione, attraverso l’informazione, incentivi e la modulazione delle tariffe, della riduzione dei consumi in eccesso;
•    informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere e contrada ;
•    promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza.

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A seguire il discorso fatto dal consigliere comunale Salvatore De Stradis in occasione dell’approvazione del bilancio preventivo 2010 del comune di Ostuni. Naturalmente quello che leggerete è il testo che si era preparato per l’occasione, sò che in realtà ha detto molto di più e mi spiace non aver potuto assistere dal vivo. Per chi volesse scaricarsi il bilancio lo trova qui.

Dico subito che voterò no all’approvazione del bilancio. E’ un  no che ha motivazioni innanzitutto politiche, motivazioni che andrò a breve a spiegare. Non sarei onesto se dicessi che il bilancio presentato da questa amministrazione è un cattivo bilancio. In un periodo di particolare crisi, in cui il governo centrale, nonostante si dichiari federalista, continua a ridurre i trasferimenti agli enti locali, salvaguardare gli equilibri di bilancio, non avere debiti fuori bilancio, rispettare il patto di stabilità e, soprattutto non aumentare i prelievi dalle tasche dei cittadini, non è assolutamente cosa facile. Ho sempre dato atto a questa amministrazione di aver prestato molta attenzione  agli equilibri di bilancio. Certo dirò anche le cose che non condivido, perché non è sufficiente, perché si possa dare un giudizio assolutamente positivo del bilancio, evitare la bancarotta delle casse comunali ma è necessario anche entrare nel merito di come il denaro pubblico viene speso. Ma come dicevo all’esordio il voto sarà contrario, perché il voto sul bilancio  va aldilà dei nudi e crudi numeri ma afferisce ad una sfera diversa che è quella che investe il giudizio politico su di un’amministrazione.
E a giudizio del sottoscritto, ma soprattutto a giudizio dei gruppi che hanno sostenuto il sottoscritto durante le elezioni dello scorso hanno e che io, modestamente, continuo a rappresentare in questo consesso, permangono ancora tutte le ragioni che hanno portato il centro-sinistra a presentarsi diviso alle scorse elezioni. Tra le responsabilità di natura politica che abbiamo inteso addebitare alla coalizione che è alla guida della città, la più seria è quella che concerna la mancata crescita quantitativa e qualitativa dell’elettorato di centro-sinistra.
Le ultime lezioni hanno confermato questo dato. Quando si tratta di votare per le amministrative questa coalizione stravince, quando il voto si svincola dall’ambito locale ed i cittadini votano secondo coscienza gli equilibri si spostano. Questo significa che durante le elezioni amministrative si ha a cuore un unico interesse che è quello di vincere, a qualsiasi costo, e poco importa che pur di vincere si arruolano soggetti che hanno un unico scopo: quello di governare. Eviterò di citare la provenienza politica di tanti di voi che fate parte di questa maggioranza, è evidente che siete stati folgorati sulla via di damasco, ma quando si tratta di votare per politiche, europee o anche regionali tornate a votare per formazioni di centro-destra. Mi sembra sia mancato quasi del tutto, in questa sede una seria discussione sull’esito delle recenti elezioni. E’ il caso di prendere atto che la coalizione che sostiene questa maggioranza ha visto notevolmente ridursi i consensi rispetto alle scorse elezioni comunali. Cari amici di maggioranza, nessuno di voi ha nascosto il proprio incondizionato sostegno al Partito democratico, il cui risultato è sotto gli occhi di tutti: 27%, è questo il risultato raggiunto da questa maggioranza nel paese. E’ un dato che deve far riflettere è che va ad aggiungersi al risultato delle primarie dove ha stravinto Vendola, nonostante questa maggioranza  sostenesse, evidentemente Boccia. Ad Ostuni c’è un’altra sinistra che ha dimostrato di contare 3.000 voti. So bene caro Sindaco, perché ho ascoltato attentamente il tuo intervento di alcune domeniche fa, che attribuisci questa escursione di voti all’appeal del candidato Sindaco. Non ho alcuna difficoltà a riconoscere le tue doti o a riconoscere che tanti cittadini vedono in te un buon amministratore. Come non ho alcuna difficoltà a riconoscere che forse la mia figura non rappresentava quanto di meglio ci fosse in Ostuni per candidarsi ad essere un’alternativa credibile, fatto sta che il movimento da me rappresentato che, voglio ricordare ha avuto circa l’8% dei consensi è partito tardi, è partito tra mille difficoltà anche economiche e nella formulazione delle liste.
Ma come io non ho difficoltà ad ammettere quello che ho ammesso, anche tu devi riconoscere che il successo di questa maggioranza è stato determinato da liste fortissime, composte da personale politico assolutamente eterogeneo, con tanti candidati probabilmente incompatibili, se non giuridicamente, sicuramente da un punto di vista dell’opportunità politica. Anzi, a proposito, colgo l’occasione per richiedere ad alcuni colleghi consiglieri che, se vi sono cause di incompatibilità, forse è il caso di rimuoverle. Nell’ascoltarti, sempre a Radio Città Bianca, ho avuto modo di sentirti spendere belle parole nei miei confronti. Sarei ipocrita se ti dicessi di non essermi sentito lusingato. Ma io in questo consesso non rappresento me stesso, rappresento un movimento che ha dimostrato di esserci ed è un movimento che ha raccolto 800 firme in due giorni per i referendum sull’acqua pubblica che ha raccolto, come già detto, tremila voti alle ultime elezioni. E tu non solo preferisci allearti con chi, solitamente vota a destra, ma non perdi occasione per attaccare alcuni esponenti di questo movimento. Devo dirti che sempre in quella trasmissione di Radio Città Bianca non è stato bello sentirti irridere Franco Colizzi o anche Francesco Saponaro. Non vi è nulla di strano ad abbandonare la politica per dieci anni, la politica non è una professione, ci si può allontanare e ci si può ritornare come ha fatto Colizzi. Poi finalmente ho capito perché, sia in campagna elettorale che nel manifesto di ringraziamento per Epifani, questa amministrazione parlava di un consigliere regionale ostunese dopo 32 anni. Posso immaginare che non si voglia dare risalto ai sei mesi di Colizzi da consigliere regionale nel 95. Ma mi sembrava strano che non si ricordasse l’esperienza di Saponaro, capogruppo del PCI in consiglio regionale dall’85 al 90. E se la matematica non è un’opinione. Allora la dimenticanza è stata voluta. Ma Colizzi e Saponaro restano due grandi risorse per il centro-sinistra di Ostuni al pari di tanti altri che, purtroppo hanno abbandonato la scena della politica locale, per lasciare spasso ad una nuova classe dirigente, a mio avviso non all’altezza, a cominciare dal sottoscritto.
Più volte ho sostenuto che la giunta da te varata è una giunta dal profilo molto basso, e questo senza entrare nel merito dei singoli assessori, ma è una giunta dal profilo basso per il metodo che ha portato alla loro individuazione, non il merito e la competenza, non la persona giusta al posto giusto, ma il posizionamento per il numero dei consensi, il primo degli eletti o a seconda dei casi, per assicurare la rotazione, il primo dei non eletti. Facendo così in modo che ci sono degli assessori che rimarranno in carica per tutto il mandato ed alcuni che dovrebbero andare a casa a breve.
Io non voglio arrendermi alla logica dei consensi, chi si candida chiede voti per fare il consigliere non per essere promosso assessore o, quantomeno occorre creare i giusti equilibri come ha fatto, per esempio Vendola che ha chiamato un gruppo di esterni con le dovute competenze.
E, sempre a proposito della giunta Vendola, voglio ricordare che la stessa ha una presenza femminile pari al 50%, mentre questa vede la presenza di una sola donna.
E qui sono tutte le responsabilità del Partito Democratico ostunese, chi se non il più grosso partito del centro-sinistra avrebbe dovuto insistere perché i criteri per l’individuazione della giunta fossero altri ed invece ha cercato esclusivamente di assicurarsi quante più poltrone possibile e resta ancora  in attesa di incassare l’ultima cambiale.
Ma le responsabilità del Pd sono anche altre e, soprattutto di natura politica. Se queste due sinistre in Ostuni non si parlano  è perché il Pd non ha saputo interpretare il ruolo di partito guida del centro sinistra e non ha mai cercato il dialogo neppure in occasione delle elezioni regionali.
Veniamo ora agli aspetti che più da vicino concernono il bilancio.
Devo dire, innanzitutto che sono veramente preoccupato dal vistoso calo della popolazione ostunese, un calo che è assolutamente in controtendenza rispetto ai paesi limitrofi, vedi francavilla o Fasano, il che può significare tre cose: 1) il tasso di mortalità è superiore alla natalità e così è ma tale dato è controbilanciato dal trasferimento di stranieri; 2) un numero eccessivo di cittadini ostunesi si trasferisce nei paesi limitrofi a causa del caro-prezzi; 3) vi è una forte immigrazione determinata dalla disoccupazione. Qualunque sia la risposta è evidente che vi sono delle responsabilità amministrative che vanno esaminate attentamente.
Veniamo ora al programma triennale delle opere pubbliche, come già sottolineato da chi mi ha preceduto, il primo dato che salta immediatamente agli occhi è lo scivolamento al 2010 di opere pubbliche che erano state messe in cantiere negli anni precedenti, alcune delle quali risalgono addirittura al 2004 e questo mi sembra un dato non di scarsa importanza. Il secondo dato che viene in rilievo immediatamente è che le opere pubbliche più grosse sono state programmate per il 2012 e con finanziamenti tutti provenienti da area vasta o da project financing, quindi con finanziamenti del tutto incerti. So bene che il programma triennale delle opere pubbliche viene definito il libro dei sogni ma vi sono delle opere pubbliche che ogni amministrazione ostunese deve porsi come obiettivo di realizzare, mi permetto di citarne alcune:
1)    Acqua e Fogna sulla costa, è questo un obiettivo primario se non vogliamo fare turismo da terzo mondo e anche nelle aree produttive;
2)    Grosso contenitore al coperto per manifestazioni invernali;
3)    Occorre continuare ad investire sul foro boario, per quanto possibile,
4)    Scale mobili per l’accesso al centro storico;
5)    Ritinteggiatura delle mura ormai diventate nere, a tale proposito vorrei invitare l’ufficio tecnico a rilasciare permessi a costruire per progetti che siano in sintonia con il paesaggio esistente, il nuovo albergo in contrada montesarago, da qualsiasi parte lo si veda è un pugno in un occhio;
6)    Occorre istituire un servizio di manutenzione ordinaria delle strade, percorrere le strade di Ostuni è come affrontare un percorso di guerra. Accanto all’istituzione di questo servizio è necessario imporre alle aziende che gestiscono servizi pubblici e che sono costrette a rompere il manto stradale , un più preciso ripristino dello stesso.
Un ultima cosa per il turismo.
Nonostante l’apprezzamento che rivolgo all’assessore per il lavoro svolto, ritengo necessario se si vuole fare un salto di categoria nominare un direttore artistico per l’organizzazione degli eventi, le maggiori realtà turistiche lo fanno e, non a caso, la manifestazione di maggiore richiamo, “Un’emozione chiamata libro” ha un suo responsabile. Limitiamo gli incarichi esterni per le opere pubbliche, perché vorrei ricordare che il Comune di Ostuni ha in organico ben sei ingegneri, e impieghiamo quei soldi per pagare un direttore artistico nel settore del Turismo. Siamo rimasti fermi ad un’emozione chiamata libro ed alla notte di San Giovanni.

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apr
22

Sbilanciatevi

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Non molto tempo fa chiesi a diverse persone che non si occupano di come viene amministrata la città (amici, parenti, colleghi) se avevano anche una vaga idea di quanto poteva ammontare il bilancio di un comune come quello di Ostuni. La rsiposta più comune era: tanti, ma a quanto potesse ammontare nessuno ne  aveva la benché minima idea. Io ipotizzavo: più o meno di 50 milioni e la maggior parte riteneva tale cifra un pò esagerata. Se poi azzardavo chiedere se sapevano dove andavano a finire i soldi, in che servizi, in che attività anche in questo ambito calava l’incertezza. I forse, i probabilmente, i può darsi abbondavano.

Tutto ciò da un lato dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’assoluta assenza di trasparenza nell’azione amministrativa e dall’altro l’assoluto disinteresse della popolazione sul come vengono spesi i propri soldi. Quei soldi che ci sono prelevati tramite le varie  tasse, quelle tasse che definiamo eccessivamente onerose senza poi preoccuparci minimanete di dove vanno a finire. Forse se la popolazione pretendesse la massima trasparenza e si interessasse un pò di più di come vengono utilizzate le risorse pubbliche, molto probabilmente ci sarebbero meno sprechi e meno soldi spesi in opere e servizi inutili e di conseguenza ci sarebbe bisogno di meno risorse e quindi di meno tasse.

Naturalmente parlare di Bilancio partecipato da queste parti è come parlare di extraterrestri, pura fantascienza o fantasia di quelle persone (non poche a dire il vero) che ritengono la partecipazione un principio essenziale di qualsiasi politica. Ci sono paesi dove queste cose sono realta, senza arrivare all’esempio di Porto Alegre si potrebbero comunque prevedere dei fondi la cui destinazione d’uso potrebbe essere decisa dalla cittadinanza mediante degli incontri o forum tematici, oppure ancora più semplice mettere a disposizione di tutti il bilancio predisposto e dare a tutti la possibilità di poter esporre le proprie considerazioni o avanzare delle proposte. Ma come dicevo prima, da queste parti è pura fantasia, tant’è che non mi risulta che il bilancio (nè preventivo ne consuntivo) sia mai stato pubblicato sul sito istituzionale del comune in violazione della legge sulla trasparenza come più volte ho detto.

Allora, visto che sono venuto in possesso del bilancio di previsione 2010 e che lo stesso sarà portato all’esame del Consiglio Comunale il prossimo 4 Maggio ho pensato di metterlo a disposizione di tutti in modo che ognuno  possa sia rendersi conto di quanti (59 milioni) girano e dove vanno a finire sia di poter esprimere considerazioni e proposte in merito. Mi farò promotore di eventuali vostre segnalazioni con la speranza che qualcuno le porti in aula consiliare.

Non vi resta quindi che scaricare la documentazione (da qui) e poi inviare i vostri contributi a questa mail.

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Domani li vedrete tutti in piazza a Monopoli per protestare contro la concessione data alla Northern Petroleum per la ricerca di idrocarburi in un vasto tratto di mare che va da Monopoli a Brindisi,  il comune di Ostuni ha anche presentato ricorso al TAR contro questo provvedimento. Ma tutti tacciono su una domanda fondamentale:

CHI SI E’ VENDUTO IL NOSTRO MARE?

Se si continua ad evitare di fornire questa risposta, la partecipazione degli attuali amministratori locali e regionali alle manifestazioni nonché questi ricorsi al TAR coi soldi dei cittadini sanno molto di fumo creato per non far vedere l’arrosto.

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A metà Dicembre il consiglio Comunale ha approvato il Regolamento per l’albo pretorio informatico (trovate il testo nella sezione Documenti). In quell’occasione tramite il consigliere De Stradis si proposero una serie di modifiche (qui), ma considerando che dal 1° Gennaio l’albo informatico doveva essere operativo il Consiglio approvò il regolamento così come predisposto impegnandosi contestualmente a valutare le proposte di modifica in un secondo momento.

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Tristezza dal vivo

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Udite, udite. Ascoltate voi stessi, sentite dal vivo come occupa il tempo e i nostri denari il consiglio comunale di Ostuni. Illuminati della politica, anzi direi fulminati, si confrontano sul nulla. Parlano e parlano, intando il mondo reale combatte contro i problemi quotidiani e per questi che una via si chiami Bettino Craxi o Pasquale Pacchiarone non fa alcuna differenza. Un ultimo appunto per coloro che continuano a sostenere che non abbiamo rispetto neanche per un morto: se fosse per me, e ritengo per moltissimi altri, Craxi riposerebbe in pace da un decennio, forse sarebbe il caso di smetterla di sfruttare un morto per tentare di riabilitare i vivi.

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Che tristezza

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Forse qualcuno pensa ancora che il Consiglio Comunale si occupi dei problemi della gente e discuta sulle proposte e le iniziative per affrontarli e provare a risolverli. Poveri illusi. Basta assistere ad un solo consiglio per rendersi conto che tutto ciò è lontano mille miglia dalla realtà.

Ieri l’ennesima riprova. Sul tavolo c’erano numerose interrogazioni, alcune depositate già da tempo da diversi consiglieri. Argomenti importanti quelli presentati, argomenti che incidono anche pesantemente sulla vita quotidiana della popolazione: dall’elettrosmog in contrada Campanile all’assenza di bagni pubblici nel centro storico, per passare alla tanto attesa realizzazione della piscina per citarne solo alcuni. E chi più del consiglio comunale dovrebbe occuparsi dei problemi concreti della cittadinanza e cercare di darne risposte adeguate?

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Comunicato stampa congiunto di “Grilli Attivi – Ostuni”, “Italia dei Valori” sezione di Ostuni, “Rifondazione Comunista” circolo di Ostuni, Ostuni Democratica in merito alla annunciata richiesta di dedicare una pubblica via della Città di Ostuni a Bettino Craxi. La richiesta inserita nel comunicato sarà ufficializzata domani in Consiglio Comunale tramite il Consigliere De Stradis.

Via “I LADRI DI STATO”

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Ostuni sotto scacco

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Lobby petrolifere, speculatori edilizi, amministratori compiacenti e funzionari incompetenti. Questi i protagonisti di una strategia di attacco al nostro territorio che, grazie anche all’indifferenza della popolazione, porterà alla totale e definitiva distruzione di quelle attività economiche fondamentali che distinguono il così detto Alto Salento.

Ma andiamo con ordine cominciando da chi ha un ruolo determinante in tutto ciò che citerò in questo post, da chi avrebbe il dovere di fare gli interessi dei cittadini ed, invece, al solo scopo di favorire gli interessi dei propri compari, in realtà ci sta scavando la fossa a tutti: l’amministrazione comunale e tutti i personaggi che da diversi anni, alcuni da decenni, vi occupano le varie poltrone. Affinché chi legge capisca a chi ha dato il proprio voto sappiate che mi riferisco ai vari Tanzarella, Pomes, Buongiorno, Santoro, Francioso, Montanaro, Prudentino, Moro, Zurlo, Melpignano, Epifani: una specie di grande compagnia dedita allo sfruttamento del territorio che dopo averci riempito la città di palazzi e mega rondò ora si appresta a realizzare una inutile quanto dannosa bretella dal costo di 2 milioni di euro sulla provinciale per Villanova di fronte alla zona industriale. Un opera che comporterà l’espianto di una cinquantina di ulivi monumentali nonché l’interruzione di un naturale canale per lo scolo dell’acqua piovana che aumenterà considerevolmente il già alto rischio allagamenti nella zona industriale.

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