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	<title>iapra li  uecchie il blog di Paolo Mariani &#187; cerano</title>
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	<description>Il blog di Paolo Mariani</description>
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		<title>I costi del carbone</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 17:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricevo e volentieri pubblico. L’ARPA Puglia ha pubblicato sul suo sito i dati tratti da un lavoro dell’European Environment Agency (Agenzia Ambientale Europea). I dati, pubblicati il 24 novembre u.s., si riferiscono agli impatti delle emissioni in 622 impianti industriali in Europa. In questa classifica europea l’impianto di Brindisi Cerano è al 18 posto, l’ILVA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/Brindisi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6158" title="Brindisi" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/12/Brindisi.jpg" alt="" width="500" height="274" /></a>Ricevo e volentieri pubblico.</p>
<blockquote><p>L’ARPA Puglia ha pubblicato sul suo sito i dati tratti da un lavoro dell’European Environment Agency (Agenzia Ambientale Europea). I dati, pubblicati il 24 novembre u.s., si riferiscono agli impatti delle emissioni in 622 impianti industriali in Europa.</p>
<p>In questa classifica europea l’impianto di Brindisi Cerano è al 18 posto, l’ILVA di Taranto al 52° posto.</p>
<p>L’EEA ha utilizzato i dati dell’inventario europeo delle emissioni del 2009 (E-PRTR) in riferimento a CO2, cinque gruppi di inquinanti atmosferici (NOx, SO2, NH3, NMCOV, particolato sottile) e un gruppo aggregato di microinquinanti (metalli pesanti, e, per gli inquinanti organici, 1,3-butadiene, benzene, IPA e PCDD/F). I dati sulle emissioni sono stati trasformati sulla base di consolidate metodologie di analisi costi-benefici. Per gli inquinanti aventi un effetto sanitario locale/regionale è stato calcolato sia il VOLY (valore degli anni di vita persi), sia il VSL (il valore della vita statistica).</p>
<p>L’Agenzia Europea stima che ogni anno i costi in termini di salute persa, esterni, cioè pagati dalla collettività che vive vicino alla centrale, sono stimabili, a seconda del metodo utilizzato, tra i 500 ed i 700 milioni di euro. Se si estende lo sguardo alle altre due centrali brindisine, anch&#8217;esse presenti in questa speciale classifica, si giunge ad una stima complessiva del danno sanitario a carico della collettività che varia da 691 a 958 milioni di euro. Stima che tuttavia manca della valutazione dell’impatto dell’industria chimica e meccanica.</p>
<p>Da anni andiamo ripetendo che un apprezzamento corretto dell’impatto sul territorio dei megainsediamenti industriali, energetici e non, non può prescindere da quelli che in tutto il mondo vengono chiamati e considerati come “costi esterni”. Anche la prestigiosa università Harvard di Boston (USA), come richiamato in alcuni nostri interventi, stima in quel paese i costi reali dell’impiego del carbone e li bilancia con i benefici sviluppando conseguenti politiche energetiche.</p>
<p>Non si comprende perché la nostra classe politica parli di rapporti con le megaziende energetiche prescindendo da una valutazione corretta dei costi e dei benefici della collettività dando per scontato che i secondi superino i primi, accontentandosi di piccole elargizioni, magari anche ludiche e sportive, che quietano la coscienza di chi le riceve e dei cittadini che acriticamente le salutano. Salvo poi imprecare contro la mala sorte o contro il cielo quando i malanni sopraggiungono.</p>
<p>Bisogna sedere al tavolo delle trattative con questi dati alla mano e con i dati di indagini epidemiologiche sui lavoratori e sui cittadini. Dati che tardano a venire. Bisogna che siedano al tavolo, indipendentemente dalle convenzioni, rappresentanti istituzionali decisamente orientati dalla parte dei cittadini. Chiediamo da subito che diano prova di questo spirito democratico cominciando a rendere pubbliche sui siti istituzionali i dati delle analisi condotte sulle emissioni industriali dagli organi di controllo e svolgendo le indagini epidemiologiche richieste.</p>
<p style="text-align: right;">Salute Pubblica</p>
</blockquote>
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		<title>Record Brindisini</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 10:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo record la piccola cittadina pugliese se l&#8217;era aggiudicato per le emissioni di gas serra: la centrale a carbone dell&#8217;Enel “Federico II”, il primo impianto in Italia per emissioni di gas serra, con i suoi 15 milioni di tonnellate di Co2 l&#8217;anno. Oggi uno studio condotto dall&#8217;Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Lecce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/09/centrale_federico_brindisi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5527" title="centrale_federico_brindisi" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/09/centrale_federico_brindisi.jpg" alt="" width="250" height="187" /></a>Il primo record la piccola cittadina pugliese se l&#8217;era aggiudicato per le emissioni di gas serra: la centrale a carbone dell&#8217;Enel “Federico II”, il primo impianto in Italia per emissioni di gas serra, con i suoi 15 milioni di tonnellate di Co2 l&#8217;anno. Oggi uno studio condotto dall&#8217;Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Lecce e Pisa presso il reparto di Neonatologia dell&#8217;Ospedale “A. Perrino” e della ASL di Brindisi, rivela un altro triste record: quello dei neonati affetti da gravi anomalie congenite.</p>
<p>Tra il 2001 e il 2009, su 7664 neonati, 176 erano affetti da gravi malformazioni. Un dato che supera del 18% quello registrato nel resto d&#8217;Europa. Del 67% quello per le anomalie cardiovascolari. Un dato solo parziale, poiché riguardante i neonati, coloro cioè che ce l&#8217;hanno fatta a venire alla luce e che non include quindi quelle gravidanze interrotte proprio a causa delle anomalie cardiache complesse che colpiscono i feti prima della nascita. Che sono ben il 50%, secondo il dirigente di neonatologia di Brindisi Enrico Rosati, responsabile dell’Unità semplice di cardiologia fetale e neonatale.</p>
<p>Lo studio inoltre non riporta le cause di tali malformazioni ma è forte il sospetto tra la popolazione che il principale responsabile sia l&#8217;inquinamento, ossia quel mix micidiale di sostanze immesse in aria, acqua e sottosuolo dalle numerose industrie chimiche ed elettriche che affollano l&#8217;area produttiva della città.</p>
<p>A Brindisi infatti si concentra uno degli agglomerati industriali più invasivi ed inquinanti d&#8217;Europa: chimica, energia, carbone, petrolio, gas. Non ci si fa mancare proprio nulla. E poi c&#8217;è &#8216;lei&#8217;, la centrale di Brindisi Sud “Federico II”, con il suo triste primato di centrale a carbone più inquinante d&#8217;Italia per emissioni di Co2 e non solo. Ossidi di azoto, ossidi di zolfo, particolato. E poi cloro, arsenico, mercurio, piombo, nichel e cromo: sono solo alcune delle sostanze normalmente vomitate da una centrale a carbone.</p>
<p>Per questo motivo nel 2007 il sindaco Domenico Mennitti aveva dapprima vietato, con un&#8217;ordinanza, la coltivazione agricola dei campi limitrofi alla centrale, per poi interdire totalmente la zona a causa dell&#8217;elevato tasso di inquinamento dei terreni. Associazioni, comitati, movimenti e singoli cittadini si sono mossi per richiedere alle principali autorità politiche e sanitarie l&#8217;avvio di un&#8217;indagine epidemiologica per stabilire un&#8217;eventuale correlazione tra i veleni emessi dal gigantesco polo chimico-energetico e gli inquietanti dati sanitari emersi.</p>
<p>“Molti di noi hanno visto parenti e amici ammalarsi e morire. Viviamo nella preoccupazione che ciò possa continuare e colpire i nostri figli” &#8211; si legge nelle lettera inviata dalla rete Brindisi Bene Comune alle autorità &#8211; “Chiediamo quindi che sia rapidamente effettuata una indagine epidemiologica che dovrebbe essere condotta su popolazioni a rischio per la prossimità a fonti di emissione comparandole con popolazioni a minor rischio perché a maggior distanza dalle stesse fonti.  Chiediamo che siano ricercate le principali sostanze tossiche e cancerogene, emesse dai processi produttivi delle diverse attività industriali pericolose, nell&#8217;aria, nel suolo, nell&#8217;acqua, negli alimenti provenienti dalle vicinanze delle predette attività e nel sangue e nelle urine di lavoratori e di cittadini esposti”.</p>
<p>Già tra 1990 e il 1994 l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità aveva rilevato nel brindisino un&#8217;altissima incidenza di mortalità dovuta a tumore polmonare, patologie del sistema linfoematopoietico e linfomi non Hodgkin. Soprattutto nella popolazione maschile, ossia quella maggiormente impiegata nelle lavorazioni industriali.</p>
<p>Un altro dubbio da sciogliere è infatti quello legato alle numerose morti di lavoratori del petrolchimico: “Chiediamo in relazione alle morti di lavoratori del petrolchimico una rianalisi della coorte lavorativa del petrolchimico di Brindisi, la cui mortalità è stata erroneamente comparata con quella della popolazione generale. La mortalità dei lavoratori del CVM doveva essere comparata con quella dei lavoratori non impegnati sugli impianti. In questo modo si potrà conoscere, come a Venezia, il numero di decessi in più attribuibili a quella lavorazione”.<br />
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		<title>Anche il cigno fa la cacca</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 10:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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<p>Ricevo e volentieri pubblico questa nota di Maurizio Portaluri</p>
<blockquote><p>Non trovo disdicevole che Enel organizzi concerti per promuovere la sua immagine. È un’impresa e fa il suo mestiere. I concerti dell’Enel sono però un’ ottima occasione per far salire alla ribalta le preoccupazioni dei cittadini rispetto all’uso del carbone, che grazie al gruppo di “Noalcarbone”, dall’edizione dello scorso anno, hanno la possibilità di essere espresse con una evidenza mediatica pari a quella riservata all’evento musicale di questa sera.</p>
<p><span id="more-2629"></span><br />
Nelle scorse settimane si è dato rilievo alla comunicazione fatta dall’Arpa di Brindisi ai presidenti delle province pugliesi che le centraline di rilevamento della qualità dell’aria, site nel nostro territorio, riportano valori nei limiti di legge. Il presidente di Confindustria ha quindi concluso che finalmente “l’anatroccolo nero è diventato un cigno”.<br />
In realtà se le centraline superassero i limiti di legge ci sarebbe una intossicazione di massa. I limiti delle centraline mettono al riparo da effetti gravi ed immediati. Non mettono al riparo da effetti gravi ed a lungo termine come i tumori, le malattie da metalli pesanti, le tiroiditi, le malattie respiratorie dei bambini, i nati di basso peso, tutti effetti sanitari che in ogni parte del mondo si riscontrano con maggior frequenza intorno alle centrali a carbone.<br />
L’uso del carbone è conveniente per le aziende elettriche ma non per le popolazioni che risiedono vicino alle centrali. Penso soprattutto alla centrale Brindisi Nord che è incredibilmente dentro la città. I costi che l’azienda elettrica risparmia sono pagati all’esterno e si chiamano costi esterni.<br />
Qualcuno, come l’Università di Harvard a Boston, ha messo in piedi delle formule per calcolarli.<br />
In altri termini, anche il cigno, per quanto più bello dell’anatroccolo, fa la cacca!</p>
<p>Gli studi sulla salute della popolazione brindisina sono pochi ma ci sono. La mortalità è più alta che nelle zone vicine. In soldoni, negli ultimi decenni ci sono stati circa 30 morti in più all’anno rispetto a quelli attesi se si fosse rispettato la stessa tendenza delle altre zone della regione. Inoltre proprio qualche settimana fa tre ricercatori, uno dell’Arpa e due di istituti del CNR di Lecce, hanno presentato un interessante studio condotto proprio sui dati di Brindisi che dimostra come certi tipi di ricoveri e di decessi aumentino quando si innalza, all’interno di quei limiti di legge che sono rispettati, la concentrazione di alcuni inquinanti.<br />
Quindi anche i cosiddetti limiti di legge non sono poi così sicuri nel breve periodo e la combustione del carbone partecipa a questi innalzamenti.<br />
Non pretendo certo che Enel si metta ad organizzare grandi eventi per raccontare queste cose o che finanzi studi per rilevare anche a Brindisi le malattie che in tutto il mondo, senza infingimenti e senza paure, si rilevano intorno alle centrali a carbone. Questo sarebbe invece compito di Comune, Provincia e Regione e dei loro organi tecnici. Ma neppure loro si muovono.</p></blockquote>
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		<title>Sui rifiuti scomparsi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 21:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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<p>Una delle grandi balle di questo governo, ma ancor di più di tutti i mezzi di comunicazione ufficiali, è stata sicuramente quella riguardante la risoluzione del problema rifiuti in Campania. Una balla che ha fatto comodo sia a destra che a sinistra a alle bipartisan collusioni con la criminalità organizzata. Un emergenza creata a tavolino, magnificamente orchestrata e poi gestita in deroga a tutte le regole tramite l&#8217;intervento dell&#8217;onnipotente e gran ciambellano Bertolaso.</p>
<p><a href="http://docutrashfilm.noblogs.org" target="_blank">Una montagna di balle</a> è un ottimo documentario che ricostruisce l&#8217;intera vicenda, nessun tg ne ha parlato, nessuna tv lo ha trasmesso, cercherò di organizzare una proiezione ad Ostuni quando sarà ne sarete avvisati. Nel frattempo leggete cosa dice Gianluca Fioretti Sindaco del comune di Monsano (AN) dopo una passeggiata nel Napoletano e pensate anche che il nostro territorio subirà la stessa sorte se non ci sarà un immediata svolta nella gestione dei rifiuti, lo sa bene sia il nostro governatore Vendola sia il presidente della provincia Ferrarese che poche settimane fa hanno firmato una convenzione con ENEL autorizzando di fatto la combustione dei rifiuti nella centrale elettrica di Cerano.</p>
<p>Votate gente, votate senza sapere: questa è la democrazia italiana.</p>
<p><span id="more-693"></span></p>
<blockquote><p>Sono stato condotto a vedere dove sono stati portati, e dove continuano ad essere portati, <strong>i rifiuti di Napoli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Montagne di rifiuti, <strong>ammassati a cielo aperto</strong>, senza alcun trattamento, se non quello, penso, di neutralizzare con sostanze chimiche gli odori. Centinaia, migliaia di tonnellate di rifiuti “tal quale”, <strong>in un sito confiscato alla camorra</strong>, che avrebbe dovuto essere stato utilizzato per ben altri scopi (agricoltura di qualità, turismo sostenibile…), recintato e protetto come <strong>sito di “interesse strategico nazionale”</strong>…</p>
<p style="text-align: justify;">A poca distanza,decine di migliaia di “<strong>eco balle</strong>”, ormai degradate, neanche più utili per essere utilizzate negli inceneritori.</p>
<p style="text-align: justify;">Con <strong>i soldi spesi e buttati via in questo delirio</strong> si sarebbe potuta avviare una gestione completa e virtuosa del ciclo rifiuti, con il “porta a porta”, la dovuta comunicazione e la necessaria impiantistica, in tutta la Campania, con le risorse sufficienti anche per gestire la dismissione degli impianti obsoleti e la<strong> bonifica dei siti inquinati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece <strong>si continua a viaggiare nella follia</strong>. <span style="text-decoration: underline;">Tutti sono colpevoli, è lampante</span>. Regione e Provincie, i Comuni, i Consorzi. Lo Stato. Dove sono, dove erano? Qui c’è solo Impregilo e la camorra, come unico soggetto dominante…</p>
<p style="text-align: justify;">Questo Governo deve avere il coraggio di dire come stanno veramente le cose. <strong>L’emergenza rifiuti non è per niente stata risolta</strong>, anzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa terra meravigliosa, i suoi abitanti, tutti noi, non ci meritiamo tutto questo.</p>
<p style="text-align: right;">Gianluca Fioretti<span style="font-weight: normal;"> &#8211; Sindaco di Monsano (AN)<br />
</span></p></blockquote>
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		<title>Carbone e salute</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 07:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute/Medicina]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricevo e volentieri pubblico un comunicato dell&#8217;ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Brindisi sulle convenzioni energetiche da poco firmate. In questi giorni si sta svolgendo nella comunità provinciale un dibattito riguardo la produzione energetica di cui la città capoluogo ospita da anni una notevole concentrazione. L’occasione per questo dibattito è fornita dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="miniyoutube"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="239" height="200" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cr05mEtOBCU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="239" height="200" src="http://www.youtube.com/v/cr05mEtOBCU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Ricevo e volentieri pubblico un comunicato dell&#8217;ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Brindisi sulle convenzioni energetiche da poco firmate.</p>
<blockquote><p><span style="font-family: Verdana;">In questi giorni si sta svolgendo nella comunità provinciale un </span><span style="font-family: Verdana;">dibattito riguardo la produzione energetica di cui la città capoluogo </span><span style="font-family: Verdana;">ospita da anni una notevole concentrazione.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">L’occasione per questo dibattito è fornita dalla congiuntura della </span><span style="font-family: Verdana;">firma delle convenzioni con gli enti di produzione elettrica. Nei </span><span style="font-family: Verdana;">numerosi interventi si affrontano diverse tematiche tra cui quella </span><span style="font-family: Verdana;">della salute. Una tematica che non può vedere assente l‘Ordine dei </span><span style="font-family: Verdana;">Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Brindisi. </span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span id="more-573"></span><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Sono numerose le evidenze scientifiche circa un impatto negativo sulla </span><span style="font-family: Verdana;">salute delle popolazioni vicine ad impianti energetici ed in </span><span style="font-family: Verdana;">particolare a quelle che hanno come combustibile il carbone. Le </span><span style="font-family: Verdana;">sostanze emesse in aria, acqua e suolo nonché nei residuo di </span><span style="font-family: Verdana;">combustione sono numerose, particolarmente tossiche ed alcune </span><span style="font-family: Verdana;">cancerogene. Gli idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti </span><span style="font-family: Verdana;">tra cui l’arsenico, il mercurio, il nichel, il piombo, polveri </span><span style="font-family: Verdana;">sottili, ossido di carbonio e anidride carbonica, sostanze radioattive </span><span style="font-family: Verdana;">(210-Polonio e 210-Piombo), ossidi di azoto e ossidi di zolfo, </span><span style="font-family: Verdana;">diossine e furani.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">La quantità di carbone utilizzata dalle due centrali elettriche che </span><span style="font-family: Verdana;">insistono nel Comune capoluogo è cresciuta progressivamente negli </span><span style="font-family: Verdana;">ultimi anni sfiorando gli 8 milioni di tonnellate nel 2007, come </span><span style="font-family: Verdana;">riportato dall’Autorità Portuale. Si tratta di quantità che </span><span style="font-family: Verdana;">rappresentano probabilmente se non un caso unico, sicuramente una </span><span style="font-family: Verdana;">situazione rara nel panorama mondiale.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Le indagini epidemiologiche disponibili da diversi anni segnalano </span><span style="font-family: Verdana;">nell’area ad alto rischio di crisi ambientale di Brindisi, e </span><span style="font-family: Verdana;">soprattutto nel capoluogo, un eccesso di mortalità generale e per </span><span style="font-family: Verdana;">alcuni tumori in particolare. Esistono studi recenti sull’aumento dì </span><span style="font-family: Verdana;">mortalità e dì ricoveri per cause cardiovascolari e respiratorie nei </span><span style="font-family: Verdana;">giorni in cui si registra innalzamento delle concentrazioni degli </span><span style="font-family: Verdana;">inquinanti nell’aria. Le caratterizzazioni dell’area industriale hanno </span><span style="font-family: Verdana;">messo in evidenza un inquinamento del suolo che attende ancora di </span><span style="font-family: Verdana;">essere bonificato e incombe sulla salute collettiva.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">La letteratura scientifica riporta patologie a carico dei nascituri e </span><span style="font-family: Verdana;">dei bambini che risiedono nei pressi di produzioni energetiche che </span><span style="font-family: Verdana;">utilizzano carbone.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Siamo anche consapevoli che oltre le centrali a carbone ci sono altri </span><span style="font-family: Verdana;">fattori antropici che contribuiscono all’inquinamento. Il nostro </span><span style="font-family: Verdana;">compito non è quello di trovare soluzioni economiche e politiche a </span><span style="font-family: Verdana;">questa situazione. Ma riteniamo che le condizioni a cui siamo giunti </span><span style="font-family: Verdana;">necessitino di una sostituzione del carbone con altro combustibile </span><span style="font-family: Verdana;">meno nocivo, di un vero controllo in continuo delle emissioni stesse </span><span style="font-family: Verdana;">in modo che si possa intervenire nelle fasi di maggiore criticità per </span><span style="font-family: Verdana;">le popolazioni. </span><br />
<span style="font-family: Verdana;">Considerato lo status di area ad alto rischio di crisi ambientale, </span><span style="font-family: Verdana;">sarebbe necessario pensare ad un intervento legislativo regionale che </span><span style="font-family: Verdana;">per ragioni sanitarie impedisca ulteriori insediamenti che emettono </span><span style="font-family: Verdana;">sostanze tossiche e prescriva rimedi per la riduzione di quelli </span><span style="font-family: Verdana;">esistenti in tempi ragionevoli ma compatibili con il valore della vita </span><span style="font-family: Verdana;">e della salute. Il settore energetico ha in particolare sviluppato </span><span style="font-family: Verdana;">tecnologie già ora disponibili per realizzare, a parità di energia </span><span style="font-family: Verdana;">prodotta, un sensibile minor impatto ambientale e sanitario di quello </span><span style="font-family: Verdana;">fin qui realizzato.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">L’Ordine sollecita altresì la Regione Puglia e la ASL Brindisi a dare </span><span style="font-family: Verdana;">pronta attuazione al progetto triennale “Valutazione del rischio </span><span style="font-family: Verdana;">correlato ad esposizione ad inquinanti” recentemente finanziato col </span><span style="font-family: Verdana;">Documento di indirizzo Economico Funzionale del 2009, rendendosi </span><span style="font-family: Verdana;">disponibile ad ogni forma di collaborazione. L’Ordine rivolge alla </span><span style="font-family: Verdana;">Regione Puglia un appello perché l’ARPA sia potenziata per poter far </span><span style="font-family: Verdana;">fronte alle esigenze di controllo suddette ed il Dipartimento di </span><span style="font-family: Verdana;">Prevenzione della ASL Brindisi sia messo in condizione di sviluppare </span><span style="font-family: Verdana;">attività di prevenzione anche delle malattie ambientali.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Brindisi 6 Novembre 2009</span></p></blockquote>
<p><span style="font-family: Verdana;"><img class="size-full wp-image-575 alignright" title="carbone_inquinamento_salute" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2009/11/14834_1240573023933_1517529001_619517_3194940_n.jpg" alt="carbone_inquinamento_salute" width="252" height="232" /></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Giovedì 12 Novembre 2009 dalle ore 18.00 a Torchiarolo il <a href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=45125059959" target="_blank">Gruppo Anti Cerano</a> Organizza un dibattito pubblico sul tema &#8220;Carbone, Inquinamento e Salute&#8221;, con la partecipazione del Dr Maurizio Portaluri Direttore della U.O. di Radioterapia della ASL Brindisi e del Dr Emilio Gianicolo Ricercatore I.F.C.-CNR di Brindisi</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Al termine del dibattito verrà inaugurata la collettiva fotografica &#8220;Salento Stop inquinamento&#8221;. Informatevi, ne va della salute vostra e dei vostri figli.<br />
</span><br />
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		<title>No al carbone</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 18:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[In Italia si continua a puntare sulle fonti fossili per la produzione di Energia. A nulla valgono le proteste delle popolazioni costrette a convivere con le centrali elettriche, le cui emissioni nocive causano gravi danni alla salute ed al sitemi produttivi locali. A nulla valgono gli accorati appelli di medici e scienziati sulle conseguenze sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="miniyoutube"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="239" height="200" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uOHvGp6hiWE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="239" height="200" src="http://www.youtube.com/v/uOHvGp6hiWE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div>In Italia si continua a puntare sulle fonti fossili per la produzione di Energia. A nulla valgono le proteste delle popolazioni costrette a convivere con le centrali elettriche, le cui emissioni nocive causano gravi danni alla salute ed al sitemi produttivi locali. A nulla valgono gli accorati appelli di medici e scienziati sulle conseguenze sulla salute che questi mostri causano. L&#8217;appello del presidente USA che nel suo primo disorso all&#8217;ONU ha centrato tutto sul pericolo di catastrofe irrimediabile se non si interviene immediatamente sulla diminuzione delle emissioni e sul rallentamento del riscaldamento globale è passato sui media nazionali come l&#8217;ennesimo strimpellio ambientalista.</div>
<div><span id="more-190"></span></div>
<div>Intanto i nostri luminari della politica intendono investire miliardi dei nostri euro sul nucleare, che oltre ad avere enormi ripercussioni sull&#8217;ambiente (emissioni di CO2 &#8211; scorie) non da alcun contributo alla continua ed incessante richiesta di energia. Il Movimento Nazionale 5 stelle che nascerà ufficialmente il prossimo 4 Ottobre sta gia discutendo le sue <a href="http://www.beppegrillo.it/2009/09/primarie_dei_cittadini_20_energia.html" target="_blank">proposte</a> in ambito energetico in grado di garantire al paese efficienza, autonomia, economicità e rispetto dell&#8217;ambiente.</div>
<div>La centrale Enel di Cerano è un mostro che ha già fatto pagare un conto salatissimo alle popolazioni locali sia in termini di salute (basta dare uno sguardo al registro dei tumori) sia in termini economici (impossibili colture in una vasta zona). Per questi ed altri motivi è importantissimo e di assoluto valore il lavoro del <a href="http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=45125059959" target="_blank">Gruppo Anti Cerano</a> che con costanza, impegno e competenza da tempo si impegna a sensibilizzare la popolazione sulle conseguenze che questa centrale comporta e sulla necessita di diminuire drasticamente le sue emissioni. Questo gruppo, in occasione della giornata &#8220;centrali aperte&#8221; promossa dall&#8217;ENEL, organizza per il 26 Settembre una manifestazione di protesta di fronte alla centrale di Cerano. <strong> Io ci sarò</strong> ed invito tutti voi, persone di buon senso, a partecipare.</div>
<div>Comunicato stampa Gruppo Anti Cerano:</div>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong>NON SI GIOCA CON LA SALUTE<br />
CARBONE ED ARROGANZA TI ASPETTANO NELLA CENTRALE FEDERICO II DI BRINDISI</strong></p>
<p style="text-align: left;">l Gruppi &#8220;Anti-Cerano&#8221; e &#8220;No al Carbone&#8221; organizzano, in data 26 settembre 2009 a partire dalle ore 9,30 , una manifestazione di protesta contro l’attività dannosa per i cittadini ed il territorio operata dalla centrale Enel Federico II sita in Cerano (Br). La manifestazione avverrà in concomitanza e come segno di protesta all’ iniziativa &#8220;Centrali Aperte 2009&#8243; di Enel, che si svolgerà nella stessa data presso la centrale.<br />
La manifestazione di sabato vuole essere l’ennesimo richiamo ad Enel, da parte di liberi cittadini, al rispetto del territorio in cui sono ospiti e dei loro abitanti che non solo pagano l’ ingombrante presenza con la propria pelle ma si vedono anche bersagli di una politica di imbonimento adottata da Enel con il solo scopo di distogliere l&#8217;attenzione dai gravi problemi che la centrale provoca sull&#8217;ambiente e sulla salute dei cittadini.<br />
I gruppi &#8220;Anti-Cerano&#8221; e &#8220;No al Carbone&#8221; sono impegnati nella divulgazione di informazioni corrette, e spesso taciute, riguardo ai reali danni che la centrale a carbone di Cerano ha provocato e continua a provocare da quando è entrata in funzione. A tutti, infatti, è noto il progressivo aumento dei casi di tumore nelle province di Brindisi e Lecce.<br />
Ancora una volta porteremo, in maniera assolutamente pacifica,ad Enel, ma soprattutto alla gente che, in buona fede, partecipa a simili eventi, il nostro messaggio: un altro modello di sviluppo è possibile! Ovvero, uno sviluppo che finalmente tenga conto delle caratteristiche e delle reali necessità del nostro territorio e che per la prima volta sia rispettoso della gente che in questo territorio ci vive.<br />
&#8220;Anti-Cerano&#8221; e &#8220;No al Carbone&#8221; si augurano che i cittadini facciano proprie le ragioni di questa protesta e si uniscano alla manifestazione, che avrà inizio in concomitanza con l&#8217;evento &#8220;Centrali Aperte 2009&#8243;, alle ore 9,30 presso la centrale di Cerano.<br />
Chiediamo tutti insieme ad Enel di deporre le sue &#8220;armi di distrazione di massa&#8221; e di cercare, piuttosto, un confronto reale e costruttivo con la cittadinanza.</p></blockquote>
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