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Archive for cerano

dic
02

I costi del carbone

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Ricevo e volentieri pubblico.

L’ARPA Puglia ha pubblicato sul suo sito i dati tratti da un lavoro dell’European Environment Agency (Agenzia Ambientale Europea). I dati, pubblicati il 24 novembre u.s., si riferiscono agli impatti delle emissioni in 622 impianti industriali in Europa.

In questa classifica europea l’impianto di Brindisi Cerano è al 18 posto, l’ILVA di Taranto al 52° posto.

L’EEA ha utilizzato i dati dell’inventario europeo delle emissioni del 2009 (E-PRTR) in riferimento a CO2, cinque gruppi di inquinanti atmosferici (NOx, SO2, NH3, NMCOV, particolato sottile) e un gruppo aggregato di microinquinanti (metalli pesanti, e, per gli inquinanti organici, 1,3-butadiene, benzene, IPA e PCDD/F). I dati sulle emissioni sono stati trasformati sulla base di consolidate metodologie di analisi costi-benefici. Per gli inquinanti aventi un effetto sanitario locale/regionale è stato calcolato sia il VOLY (valore degli anni di vita persi), sia il VSL (il valore della vita statistica).

L’Agenzia Europea stima che ogni anno i costi in termini di salute persa, esterni, cioè pagati dalla collettività che vive vicino alla centrale, sono stimabili, a seconda del metodo utilizzato, tra i 500 ed i 700 milioni di euro. Se si estende lo sguardo alle altre due centrali brindisine, anch’esse presenti in questa speciale classifica, si giunge ad una stima complessiva del danno sanitario a carico della collettività che varia da 691 a 958 milioni di euro. Stima che tuttavia manca della valutazione dell’impatto dell’industria chimica e meccanica.

Da anni andiamo ripetendo che un apprezzamento corretto dell’impatto sul territorio dei megainsediamenti industriali, energetici e non, non può prescindere da quelli che in tutto il mondo vengono chiamati e considerati come “costi esterni”. Anche la prestigiosa università Harvard di Boston (USA), come richiamato in alcuni nostri interventi, stima in quel paese i costi reali dell’impiego del carbone e li bilancia con i benefici sviluppando conseguenti politiche energetiche.

Non si comprende perché la nostra classe politica parli di rapporti con le megaziende energetiche prescindendo da una valutazione corretta dei costi e dei benefici della collettività dando per scontato che i secondi superino i primi, accontentandosi di piccole elargizioni, magari anche ludiche e sportive, che quietano la coscienza di chi le riceve e dei cittadini che acriticamente le salutano. Salvo poi imprecare contro la mala sorte o contro il cielo quando i malanni sopraggiungono.

Bisogna sedere al tavolo delle trattative con questi dati alla mano e con i dati di indagini epidemiologiche sui lavoratori e sui cittadini. Dati che tardano a venire. Bisogna che siedano al tavolo, indipendentemente dalle convenzioni, rappresentanti istituzionali decisamente orientati dalla parte dei cittadini. Chiediamo da subito che diano prova di questo spirito democratico cominciando a rendere pubbliche sui siti istituzionali i dati delle analisi condotte sulle emissioni industriali dagli organi di controllo e svolgendo le indagini epidemiologiche richieste.

Salute Pubblica

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set
20

Record Brindisini

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Il primo record la piccola cittadina pugliese se l’era aggiudicato per le emissioni di gas serra: la centrale a carbone dell’Enel “Federico II”, il primo impianto in Italia per emissioni di gas serra, con i suoi 15 milioni di tonnellate di Co2 l’anno. Oggi uno studio condotto dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Lecce e Pisa presso il reparto di Neonatologia dell’Ospedale “A. Perrino” e della ASL di Brindisi, rivela un altro triste record: quello dei neonati affetti da gravi anomalie congenite.

Tra il 2001 e il 2009, su 7664 neonati, 176 erano affetti da gravi malformazioni. Un dato che supera del 18% quello registrato nel resto d’Europa. Del 67% quello per le anomalie cardiovascolari. Un dato solo parziale, poiché riguardante i neonati, coloro cioè che ce l’hanno fatta a venire alla luce e che non include quindi quelle gravidanze interrotte proprio a causa delle anomalie cardiache complesse che colpiscono i feti prima della nascita. Che sono ben il 50%, secondo il dirigente di neonatologia di Brindisi Enrico Rosati, responsabile dell’Unità semplice di cardiologia fetale e neonatale.

Lo studio inoltre non riporta le cause di tali malformazioni ma è forte il sospetto tra la popolazione che il principale responsabile sia l’inquinamento, ossia quel mix micidiale di sostanze immesse in aria, acqua e sottosuolo dalle numerose industrie chimiche ed elettriche che affollano l’area produttiva della città.

A Brindisi infatti si concentra uno degli agglomerati industriali più invasivi ed inquinanti d’Europa: chimica, energia, carbone, petrolio, gas. Non ci si fa mancare proprio nulla. E poi c’è ‘lei’, la centrale di Brindisi Sud “Federico II”, con il suo triste primato di centrale a carbone più inquinante d’Italia per emissioni di Co2 e non solo. Ossidi di azoto, ossidi di zolfo, particolato. E poi cloro, arsenico, mercurio, piombo, nichel e cromo: sono solo alcune delle sostanze normalmente vomitate da una centrale a carbone.

Per questo motivo nel 2007 il sindaco Domenico Mennitti aveva dapprima vietato, con un’ordinanza, la coltivazione agricola dei campi limitrofi alla centrale, per poi interdire totalmente la zona a causa dell’elevato tasso di inquinamento dei terreni. Associazioni, comitati, movimenti e singoli cittadini si sono mossi per richiedere alle principali autorità politiche e sanitarie l’avvio di un’indagine epidemiologica per stabilire un’eventuale correlazione tra i veleni emessi dal gigantesco polo chimico-energetico e gli inquietanti dati sanitari emersi.

“Molti di noi hanno visto parenti e amici ammalarsi e morire. Viviamo nella preoccupazione che ciò possa continuare e colpire i nostri figli” – si legge nelle lettera inviata dalla rete Brindisi Bene Comune alle autorità – “Chiediamo quindi che sia rapidamente effettuata una indagine epidemiologica che dovrebbe essere condotta su popolazioni a rischio per la prossimità a fonti di emissione comparandole con popolazioni a minor rischio perché a maggior distanza dalle stesse fonti.  Chiediamo che siano ricercate le principali sostanze tossiche e cancerogene, emesse dai processi produttivi delle diverse attività industriali pericolose, nell’aria, nel suolo, nell’acqua, negli alimenti provenienti dalle vicinanze delle predette attività e nel sangue e nelle urine di lavoratori e di cittadini esposti”.

Già tra 1990 e il 1994 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva rilevato nel brindisino un’altissima incidenza di mortalità dovuta a tumore polmonare, patologie del sistema linfoematopoietico e linfomi non Hodgkin. Soprattutto nella popolazione maschile, ossia quella maggiormente impiegata nelle lavorazioni industriali.

Un altro dubbio da sciogliere è infatti quello legato alle numerose morti di lavoratori del petrolchimico: “Chiediamo in relazione alle morti di lavoratori del petrolchimico una rianalisi della coorte lavorativa del petrolchimico di Brindisi, la cui mortalità è stata erroneamente comparata con quella della popolazione generale. La mortalità dei lavoratori del CVM doveva essere comparata con quella dei lavoratori non impegnati sugli impianti. In questo modo si potrà conoscere, come a Venezia, il numero di decessi in più attribuibili a quella lavorazione”.

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Ricevo e volentieri pubblico questa nota di Maurizio Portaluri

Non trovo disdicevole che Enel organizzi concerti per promuovere la sua immagine. È un’impresa e fa il suo mestiere. I concerti dell’Enel sono però un’ ottima occasione per far salire alla ribalta le preoccupazioni dei cittadini rispetto all’uso del carbone, che grazie al gruppo di “Noalcarbone”, dall’edizione dello scorso anno, hanno la possibilità di essere espresse con una evidenza mediatica pari a quella riservata all’evento musicale di questa sera.

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Categorie : Ecologia/Ambiente
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Una delle grandi balle di questo governo, ma ancor di più di tutti i mezzi di comunicazione ufficiali, è stata sicuramente quella riguardante la risoluzione del problema rifiuti in Campania. Una balla che ha fatto comodo sia a destra che a sinistra a alle bipartisan collusioni con la criminalità organizzata. Un emergenza creata a tavolino, magnificamente orchestrata e poi gestita in deroga a tutte le regole tramite l’intervento dell’onnipotente e gran ciambellano Bertolaso.

Una montagna di balle è un ottimo documentario che ricostruisce l’intera vicenda, nessun tg ne ha parlato, nessuna tv lo ha trasmesso, cercherò di organizzare una proiezione ad Ostuni quando sarà ne sarete avvisati. Nel frattempo leggete cosa dice Gianluca Fioretti Sindaco del comune di Monsano (AN) dopo una passeggiata nel Napoletano e pensate anche che il nostro territorio subirà la stessa sorte se non ci sarà un immediata svolta nella gestione dei rifiuti, lo sa bene sia il nostro governatore Vendola sia il presidente della provincia Ferrarese che poche settimane fa hanno firmato una convenzione con ENEL autorizzando di fatto la combustione dei rifiuti nella centrale elettrica di Cerano.

Votate gente, votate senza sapere: questa è la democrazia italiana.

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Categorie : Ecologia/Ambiente
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nov
07

Carbone e salute

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Ricevo e volentieri pubblico un comunicato dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Brindisi sulle convenzioni energetiche da poco firmate.

In questi giorni si sta svolgendo nella comunità provinciale un dibattito riguardo la produzione energetica di cui la città capoluogo ospita da anni una notevole concentrazione.

L’occasione per questo dibattito è fornita dalla congiuntura della firma delle convenzioni con gli enti di produzione elettrica. Nei numerosi interventi si affrontano diverse tematiche tra cui quella della salute. Una tematica che non può vedere assente l‘Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Brindisi.

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set
23

No al carbone

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In Italia si continua a puntare sulle fonti fossili per la produzione di Energia. A nulla valgono le proteste delle popolazioni costrette a convivere con le centrali elettriche, le cui emissioni nocive causano gravi danni alla salute ed al sitemi produttivi locali. A nulla valgono gli accorati appelli di medici e scienziati sulle conseguenze sulla salute che questi mostri causano. L’appello del presidente USA che nel suo primo disorso all’ONU ha centrato tutto sul pericolo di catastrofe irrimediabile se non si interviene immediatamente sulla diminuzione delle emissioni e sul rallentamento del riscaldamento globale è passato sui media nazionali come l’ennesimo strimpellio ambientalista.
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Categorie : Ecologia/Ambiente
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