Seguimi su facebook twitter Google + youtube picasa foursquare RSS

Archive for cementificazione

colli

Una politica che ancora non ha capito quale siano le vere ricchezze del nostro territorio, quelle su cui puntare per un modello di sviluppo economico lungimirante e sostenibile. Una politica che ancora insiste con la realizzazione di una strada inutile e dannosa che avrebbe come unico effetto la devastazione irreversibile di luoghi meravigliosi e suggestivi. Una strada che sarebbe l’ennesima ferita ad un territorio già violentato da una cementificazione selvaggia e speculativa, una strada che toglierebbe una importante risorsa per il rilancio economico della zona e delle future generazioni.

Una strada che non può riguardare solo le popolazioni locali, ma tutti. Perchè ogni pezzo di territorio devastato è un pezzo di bene comune tolto all’intera collettività. Un invito quindi a sottoscrivere la petizione on line avviata dal comitato Salvaguardia Ambiente e Territorio Cisternino. -> qui

NO ALL’ASFALTO SUI COLLI DI CISTERNINO

NO ALL’ASFALTO SUI COLLI DI CISTERNINO
NO ALLA STRAGE DEI COLLI

Sottoscrivi l’appello alle amministrazioni pubbliche
Si invitano tutti i cittadini di Cisternino, nonché tutti coloro che, anche se residenti altrove, sono coinvolti dal nuovo progetto della cosiddetta “strada dei colli”, a fare appello al Comune di Cisternino e alla Regione Puglia perché la nuova strada prevista tra Ostuni e Cisternino, non venga realizzata.

Infatti una strada asfaltata a doppio senso di marcia, con guard-rail e quant’altro, discendente dalla strada alta di Ostuni per percorrere poi le contrade fino alla Madonna d’Ibernia con una larghezza media tra asfalto e canali di scolo di 15m.

1) comprometterebbe gravemente il paesaggio e l’ambiente ancora relativamente integro della collina tra le due cittadine, cioè di un’area protetta e andrebbe a confliggere evidentemente con il nuovo Piano Paesaggistico Regionale.

2) comporterebbe centinaia di espropri di terreni coltivati e boschivi con distruzione di numerosissimi muretti a secco tradizionali e alberi secolari quali ulivi (521) fragni, lecci….

3) danneggerebbe gravemente sul piano economico, ambientale e della salute le piccole aziende agricole e turistiche e le abitazioni situate in tutta l’area.
Si chiede perciò alle amministrazioni pubbliche di non procedere con questo progetto limitandosi, ove necessario, a migliorare lo stato delle strade esistenti e proporre alla Regione Puglia di poter destinare il finanziamento anche al miglioramento della viabilità e alla manutenzione in tutto il territorio comunale.

Si chiede infine che tutti gli abitanti delle zone interessate, e chiunque ne faccia richiesta, vengano tempestivamente e regolarmente informati sulle decisioni assunte e loro eventuali modifiche, nonché sui tracciati definitivi e lo stato dei lavori.

Comitato Salvaguardia Ambiente e Territorio Cisternino

Commenti (0)
ago
09

La colata

Di | Commenti (0) Stampa Stampa

cementoostuni

E’ di questi giorni il dossier sviluppato dal WWF (qui) sulla cementificazione delle coste Italiane. Un rapporto che evidenzia la drammaticità delle conseguenze di scellerate scelte urbanistiche e del diffuso abusivismo edilizio incentivato dai numerosi condoni approvati nei passati decenni.

Un rapporto in cui non poteva passare inosservata la città di Ostuni la cui economia locale è da sempre basata sul cemento. In particolare nel rapporto si evidenzia una area, quella di Diana Marina, mostrando  la differenza tra la situazione rilevata nel 2009 e quella attuale.

In realtà il peso edlizio sopportato dalla costa ostunese è molto più imponente e devastante di quanto descritto nel dossier e, aimè, la situazione è destinata solo a peggiorare sia per le edificazioni già approvate ed in attesa solo di essere realizzate, sia per le continue dichiarazioni della “nuova” amministrazione circa la volontà di far realizzare nuove strutture ricettive proprio sulla costa.

Come possibile osservare dalla foto qui sopra le aree ancora scevre dal cemento sono ormai dei rimasugli in un trato di costa di ben 22 Km. Le aree nere rappresentano le edificazioni già presenti mentre le rosa quelle di prossima realizzazione. Un solo tratto, a sud, ha resistito in questi anni all’invasione del cemento e della speculazione edilizia, un area di particolare bellezza denominata Torre Pozzella con calette e fondali mozzafiato circondate da una rigogliosa macchia mediterranea. Un area che dovrebbe essere sottoposta a vincoli decretandola aree di interesse naturalistico prima che un qualche speculatore, col favore di una amministrazione favorevole a nuove edificazioni sulla costa, dia il via alla cementificazione anche di questo angolo di paradiso.

Per comprendere al meglio quale la situazione e i pericoli che incombono va ricordato quanto successo pochi mesi fa quando in consiglio comunale la lottizzazione Mogale, il riquadro rosa più grande, è stata approvata con un solo voto contrario su 31.

CEMENTOSpA

mag
14

Sciacalli

Di | Commenti (0) Stampa Stampa

sciacalli

Gli sciacalli si cibano di animali morti, gli sciacalli traggono o cercano di trarre giovamento o vantaggi dalle difficoltà altrui.

Ed eccoli gli sciacalli che si sono avventati sulla questione lavoratori Valtur. Politici, candidati, sindacati, tutti con la bava alla bocca si sono avventati sul prelibato cibo in cerca di visibilità e voti. Le vittime inconsapevoli, grazie alla solita informazione da terzo mondo, non sanno che quelli che oggi solidarizzano con loro e che sono pronti alla battaglia per difendere i loro diritti sono proprio quelli che gli stanno scavando la fossa, sono tra i primi responsabili della loro situazione.

Il villaggio Valtur, struttura turistica storica realizzata in un tratto di costa favoloso, non solo deve fare i conti con una cambiata esigenza dei turiti che cercano altro tipo di esperienze, ma deve fare i conti pure con una concorrenza agguerrita che cerca di accaparrarsi i sempre meno turisti che prediligono questo tipo di strutture.

Ed ecco quindi entrare in scena la politica locale che continua a concedere autorizzazioni alla realizzazione di villaggi sulla costa. Ben due sono quelli già autorizzati, proprio nei pressi del villaggio Valtur. Uno in località Mogale, l’altro in località Gorgognolo. Con due nuovi villaggi nelle immediate vicinanze, una struttura quale la Valtur che necessita di interventi di ristrutturazione ed ammodernamento è condannato a morte. Chi mai investirà nella ristrutturazione di un vecchio villaggio sapendo che dovrà concorrere con due strutture nuove di zecca?

Un amministrazione lungimirante vieterebbe nuovi insediamenti e cercherebbe di favorire gli investimenti nelle strutture esistenti, magari agendo sulla leva fiscale (esenzione tassa di soggiorno, riduzione tributi comunali quali tarsu, ecc). Invece la strada intrapresa è diversa. una strada che vede coinvolti, coincidenza, i soliti noti. I due villaggi vedono infatti come direttore di progetto tale Ingegnere Vincenzo Pomes pezzo da 90 del PD locale. Una strada che si sta percorrendo col consenso tanto della maggioranza quanto della cosidetta opposizione. Va ricordato, infatti, che la lotizzazione di Mogale, approdata in consiglio comunale pochi mesi or sono, è stata approvata in pochi minuti con un solo voto contrario su 31.

Il voto contrario, naturalmente, non è arrivato ne dal candidato Coppola sempre pronto a gridare contro una amministrazione che fa favori ai soliti noti, ne dal centro destra che cinque anni fa annunciava una ferrea battaglia contro la cementificazione del territorio.

Ed oggi, invece, come sciacalli si avventano verso la propria preda: l’elettore.

 

Categorie : Politica
Commenti (0)

nocolli

Siamo ancora una volta costretti a mobilitarci contro la realizzazione di quel nefasto progetto noto come “strada dei colli”. Un progetto inutile che, se realizzato, andrebbe a distruggere irrimediabilmente una parte di territorio ove sono ben diffuse le vere ricchezze su cui dovrebbe investire un modello di sviluppo lungimirante. Invece, siamo ancora qui a dover fronteggiare una politica ottusa incapace di andare oltre il classico modello di sviluppo fondato su asfalto e cemento, modello che da tempo ha mostrato tutti i suoi limiti e la sua forza distruttrice.

Domenica 27 Aprile dalle ore 10 è previsto un corteo contro la realizzazione di questo devastante progetto, io parteciperò insieme al moVimento 5 Stelle di Ostuni. Ho seguito ed aderito a questa battaglia sin dall’inizio e da questo blog ho sempre aggiornato tutti voi sulle evoluzioni di questa stroria. Adesso è importante la partecipazione in massa di tutti, facciamo sentire la nostra voce, difendiamo il nostro territorio dalla devastazione e la speculazione, Difendiamo il futuro nostro e dei nostri figli.

Comunicato del comitato No alla strada dei colli

NO ALLA STRADA DEI COLLI

SI AD AMBIENTE PULITO E TURISMO

Manifestazione e corteo a difesa dell’ambiente,

del territorio e per fermare lo stradone dei colli

Domenica 27 Aprile h.10,00 Porta Grande

Il centro storico di Cisternino sarà teatro di una grande manifestazione popolare con corteo, manifesti, bandiere, le insegne di Slow Food Puglia, Wwf Puglia, Fai Puglia, Forum Salviamo il Paesaggio e altre associazioni, e con i carabinieri dell’ANCI nelle loro uniformi e la banda musicale. La manifestazione è indetta dal Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio di Cisternino al fine di esprimere un altro NO ALLA STRADA DEI COLLI come hanno già fatto le migliaia di cittadini che hanno firmato la petizione consegnata al Comune e alla Regione.

Questa è la terza volta che si tenta di costruire un’altra strada tra Cisternino e Ostuni: un progetto inutile (perchè di strade ce ne sono già tre), devastante (perchè distruggerebbe in maniera irreparabile un territorio che non ha uguali al mondo) e irresponsabile (perchè comprometterebbe ogni possibilità di sviluppo ecosostenibile presente e futuro).

Il primo tentativo risale addirittura agli anni Sessanta, quando anche qui si viveva il mito dell’automobile, della velocità e dell’asfalto. Il mondo da allora è cambiato ma a Cisternino è rimasto un Sindaco che non se ne è accorto. Ma sarà soltanto per far guadagnare un paio di minuti agli automobilisti che Donato Baccaro e’ pronto a sacrificare ambiente, paesaggio, territorio, cioè il nostro bene comune più prezioso? Una nuova strada, si sa, stimola gli appetiti di chi vuole investire nel cemento e dispone di quei grandi capitali che nei loro paradisi fiscali “off shore” progettano villaggi turistici e “masserie a schiera”.

Il primo progetto andò fallito per esaurimento dei fondi. Il secondo, grazie a una sentenza del Tar che diede ragione al Wwf e a un cittadino espropriato. Questa volta sarà sconfitto dalla volontà popolare che ormai è ben consapevole dei reali interessi che sono in gioco dietro la Strada dei Colli e intende salvaguardare il patrimonio della Valle. E stavolta i cittadini di Cisternino non saranno soli a battersi contro questo progetto dissennato: al loro fianco ci sarà la Regione Puglia che nell’agosto scorso ha approvato il nuovo PPTR, il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale.

Il Comune ha affidato anche la realizzazione di questo progetto alla stessa società di Verona, la Technital Spa. E noi vorremmo tanto sapere perchè. Non è certo per favorire l’economia di Cisternino che si affidano i fondi del finanziamento a una società del Nord notoriamente legata alla Lega Veneta e che ha già dato prova di sè nella costruzione della tristemente famosa autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Per la Valle d’Itria gli ingegneri veneti hanno disegnato un mostruoso nastro d’asfalto largo tra gli 11,5 e i 15 metri, con tanto di rotatorie di 25 metri, piazzole di sosta, guard-rail, pannelli insonorizzanti, lampade al led.

Per oltre cinque chilometri lo stradone metterebbe a rischio l’assetto idrogeologico della Valle e farebbe strage di centinaia e centinaia dei nostri ulivi, anche secolari (mentre quelli “monumentali” verrebbero trapiantati, e dunque destinati a una morte più lenta); sacrificherebbe altrettanti lecci e fragni (la preziosa “Quercus trojana” che ormai sopravvive solo qui); distruggerebbe vaste aree degli ultimi lembi di macchia mediterranea e di territorio boschivo che restano in tutta la Puglia.

Assieme a questi tesori naturali, l’asfalto annienterebbe anche i tesori della mano dell’uomo: oltre sei chilometri di quei muretti a secco che con il reticolo dei tratturi formano il tipico “mosaico agro-silvo-pastorale” che non è solo un paesaggio che incanta i viandanti ma è la base di una economia contadina che sta già rifiorendo proprio grazie all’arrivo di un nuovo turismo “slow”. Invece, 140 famiglie di agricoltori verrebbero espropriate e 12 ettari di territorio sarebbero sacrificati. Alla fine i turisti, piuttosto che ammirare il paesaggio, dovranno badare alle automobili che correranno ben oltre i limiti di velocità. E la velocità farà aumentare il numero degli incidenti e i livelli di inquinamento, anche acustico, mentre favorirà (eh sì!) i furti e le rapine in contrade fino a oggi risparmiate da tutto ciò. Terrificante…

Il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale riuscirà a darci gli strumenti per frenare questa follia suicida? Opera di Angela Barbanente, urbanista di fama internazionale, oggi vicepresidente della Regione e assessore al Territorio, il PPTR sembra rappresentare una garanzia per la salvezza della nostra Murgia dei Trulli.

Per il PPTR “non sono ammissibili” né l’apertura di nuove strade asfaltate e nemmeno l’impermeabilizzazione, con l’asfalto, delle strade rurali e dei tratturi. Sono invece “ammissibili” il ripristino di percorsi pedonali abbandonati come l’apertura di nuovi, purchè finalizzati alla “mobilità dolce” (piste ciclabili, ippovie, ecc.). Per i muretti a secco, considerata la loro importanza sul piano paesaggistico e idrogeologico, sono previsti solo manutenzione e ripristino, ma “senza smantellamento totale del manufatto”. E ce n’è anche per chi si illude di poter un giorno costruire “masserie a schiera” e nuovi villaggi turistici “con vista a mare” perchè entrerà in vigore un “accertamento di compatibilità paesaggistica” da parte della Regione. La quale Regione si preoccuperà di valorizzare “il patrimonio identitario-culturale” promuovendo il recupero delle masserie, dell’edilizia rurale e dei manufatti in pietra a secco, come i tanti trulli diroccati.

E’ evidente che la Strada dei Colli voluta dal sindaco Baccaro non è conciliabile con il PPTR. Perchè Baccaro rappresenta il passato, una cultura vecchia e obsoleta, un concetto del bene pubblico che è al servizio del bene privato. Mentre la vocazione di Cisternino e della Valle d’Itria è lo sviluppo ecosostenibile, la nuova agricoltura biologica, il turismo “dolce”.

Commenti (0)

nocolli

Era un pò di tempo che non parlevamo più del nefasto progetto della strada dei colli. Progetto sospeso dopo che il TAR di Lecce aveva accolto le istanze di alcuni proprietari di terreni interessati dall’opera e impedito la distruzione di uno dei luoghi più incantevoli e ricchi di biodiversità del nostro territorio.

Ma come noto la politica non è mai capace di fare passi indietro e di fronte ad errori il perseverare è regola. Ed ecco che il comune di Cisternino che nel frattempo ha cambiato Sindaco riattiva quel progetto, lo modifica in parte per rendere di fatto nulla la sentenza del TAR e procede per perseguire sempre il solito modello di sviluppo basato su cemento ed asfalto.

A seguire il comunicato del comitiato locale a cui va e andrà tutto il mio sostegno affinchè si possa mettere definitivamente la parola fine a questo scellerato quanto inutile e nefasto progetto.

VOGLIONO RIPROVARCI !!!

Il Comitato per la salvaguardia del paesaggio e del territorio di Cisternino si era già riunito alcuni giorni fa per delineare i punti del programma che si intende seguire per opporsi, ancora una volta, a quello che ha tutta l’aria di essere un ennesimo attentato al territorio ed al paesaggio di uno dei pochi luoghi risparmiati dallo scempio che ha spesso caratterizzato gli interventi edilizi dalla ”nostra amministrazione”.

Si parla di un nuovo percorso ma, allo stato, il Comune fino ad ora è stato avaro di informazioni; né si ritiene che si possa avere un atteggiamento fideistico verso le affermazioni degli amministratori che parlano di una “strada museo” a basso impatto ambientale o sulle assicurazioni circa una sensibilità del Comune verso le esigenze di tutti gli espropriati. Non si vuole con questo chiudere la porta in faccia ad una possibilità di confronto: tutt’altro! Ci teniamo, tuttavia, ad evidenziare la nostra ferma convinzione che il dialogo debba necessariamente passare dalla trasparenza, dalla correttezza e completezza della informazione, e ciò soprattutto quando uno degli interlocutori è una Pubblica Amministrazione.

E allora sarà necessario capire quale sarà l’esatto percorso della strada dei colli, comprendere la ragione per la quale i fondi stanziati per questo progetto non possono essere indirizzati verso opere, sempre concernenti la viabilità, ma senz’altro meno invasive. Sapere se sono state valutate delle alternative all’intervento – ed in caso affermativo – le ragioni per le quali sono state scartate.

Sotto questo profilo la collaborazione ed il sostegno di alcuni consiglieri comunali intervenuti all’incontro potrà rivelarsi molto utile. L’eventuale azione potrà quindi orientarsi in diverse direzioni:

1) Monitoraggio attraverso il sito del Comune delle evoluzioni del procedimento amministrativo.

2) la tutela giurisdizionale attraverso il ricorso al TAR, al quale sono legittimati gli espropriati e le associazioni ambientalistiche.

3) La creazione di un movimento di opinione volto a contrastare la realizzazione di un opera inutile e dannosa attraverso il web, campagne di affissione, petizioni, organizzazione di eventi.

4) La comunicazione con gli organi di stampa.

5) Contatto diretto con gli assessorati regionali competenti.

E’ evidente che i nostri amministratori non si rendono, o forse non si vogliono rendere conto, che realizzare una pista di asfalto, con annesse rotatorie, provocherà la definitiva compromissione di un’area caratterizzata da un reticolo viario che costituisce, unitamente ai muretti a secco, alle querce, agli ulivi secolari, un valore, una ricchezza che andrà persa per sempre. E decisamente non confidiamo nelle rassicurazioni circa la ricostruzione dei muretti o il reimpianto degli ulivi. Gli interventi effettuati in passato sono lì a testimoniare il fallimento dei tentativi di “riprodurre” o “restaurare” le opere demolite o di far rivivere le piante sradicate (chi si farà carico di irrigarle???).

La realizzazione di una grande strada a doppio senso di percorrenza in quella zona potrebbe quindi paragonarsi, senza timore di smentita, alla costruzione di un grattacielo nel centro storico di Cisternino!

Non dimentichiamo, a tale proposito, che esiste l’art. 9 della Costituzione che “dovrebbe” tutelare il paesaggio e l’ambiente! Ed allora non possiamo escludere che quello che oggi appare come un intervento assolutamente inutile, un domani, temiamo non troppo lontano, possa servire a costituire una comoda e veloce via di accesso alle lottizzazioni che potrebbero sorgere sui colli tra Cisternino e  Ostuni. In altre parole, se così fosse e ci auguriamo di sbagliare, si dovrebbe concludere che la nostra Amministrazione sarebbe pronta a sacrificare la bellezza del paesaggio ed il valore delle singole proprietà per il beneficio di pochi!

Commenti (0)