Archive for berlusconi
Pubblico questa lettera che mi pare molto significativa e, haimè, reale.
Salve, sono un cittadino dell’Italianistan.
Vivo a Milano Due , in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio e lavoro a Milano in una azienda di cui è grande azionista il Presidente del Consiglio. Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, così come del Presidente del Consiglio è l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio. Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
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Facebook e’ piu’ pericoloso dei gruppi degli anni 70. Il Presidente del Senato, Renato Schifani, non ha dubbi sul contenuto di alcuni messaggi che si leggono sul network americano. “Si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Cosi’ si rischia di auto alimentare l’odio che alligna in alcune frange”.
Chissà dov’era Schifani negli anni 70. Forse a fare la pupazza di sabbia sulle spiagge di Mondello insieme a qualche altro basilisco amico suo.
Solo così si giustifica un’affermazione superficiale e irrispettosa come la precedente. Superficiale perché dimostra l’evidente ignoranza di chi l’ha pronunciata su argomenti come il web 2.0. Con quello che prendono come diaria, perché non pagano un tredicenne per farsi spiegare certe cose e farsi scrivere le dichiarazioni da fare su Internet?
Irrispettosa per chi negli anni 70 ci ha lasciato la pelle, per chi è rimasto a ricordare e per chi è ancora dietro le sbarre e non può dimenticare.
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Ad Ostuni c’è un tizio, Oronzo, che gira per la città urlando a più non posso i suoi pensieri. Non molto tempo fa nei pressi di viale Pola ho assistito ad una bizzarra scena che mi ha fatto riflettere. L’urlatore seguiva a piedi il Senatore Specchia urlando tutto il suo disprezzo verso la classe politica in generale, sui soldi che “incassano” facendo politica, sull’incapacità di risolvere i problemi della gente ed altro. Il Senatore naturalmente tentava di ignorarlo, parlava al telefono e tendeva ad allontanarsi da Oronzo il quale invece non demordeva, anzi aumentava il volume della voce e continuava a seguirlo. Anch’io li seguivo, in parte la scena mi divertiva, ma in parte mi poneva una seria domanda: siamo proprio sicuri che l’urlatore, detto Ronz lu pacce, sia il vero pazzo, siamo sicuri che non sia lui l’unico capace di dire ciò che pensa senza preoccuparsi di fare brutte figure o essere malvisto?
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Ci lamentiamo sempre della malainformazione, oggi invece è doveroso evidenziare che i media ed i politici, tutti in coro ad eccezzione del solito Di Pietro, sostengono una sacrosanta verità: le dichiarazioni che stanno fornendo alcuni pentiti all’interno del processo d’appello di Dell’Utri non dicono nulla di nuovo. E in effetti sono cose che si sanno da vent’anni. Tutti sappiamo che Berlusconi è diventato un grande imprenditore grazie alla corruzzione politica e alla collusione con organizzazioni mafiose. Tutti sappiamo che il PSI di Craxi ha spianato la strada all’ascesa della Finivest, ci vogliono far credere che allora l’obbiettivo era quello di regolamentare un settore dove c’era un vuoto legislativo, ma questa è solo una faccia della medaglia perchè le leggi emanate non sono andate verso un mercato plurale ed aperto a tutti i possibili attori del sistema, ma fu di fatto costituito un monopolio della televisione privata in mano ad un unico imprenditore.
La prima domanda da porsi è: se avessero adottato provvedimenti in grado di offrire la possibilita di inserirsi in questo mercato a qualunque soggetto avesse i mezzi tecnologici ed economici necessari, la Fininvest e quindi Berlusconi avrebbe potuto registrare un identico successo imprenditoriale?
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Siamo in un paese dove ormai non ci si meraviglia e non ci si scandalizza più di niente. Come siamo arrivati a questa situazione? Tramite l’assuefazione, come le droghe: una somministrazione costante, quotidiana che ogni giorno sopporta dosi sempre maggiori. E così succede di tutto e nessuno reagisce. Evidenzi certi fatti e le risposte che ottieni sono sempre le stesse: e che ci voi fare, tanto sono tutti uguali, al loro posto faremo uguale.
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Il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto negli ultimi 150 anni va ripetendo in giro che la consegna di 47 chalet a 200 dei trentamila sfollati per il terremoto d’Abruzzo dopo appena 162 giorni rappresenta “il cantiere più grande del mondo”, nonché l’opera di ricostruzione più rapida e imponente della storia dell’umanità. Anche meglio della muraglia cinese e della piramide di Cheope. Non parliamo poi della bonifica delle paludi pontine e della battaglia del grano, che gli fanno un baffo. A tenergli bordone c’è l’eccellentissimo Guido Bertolaso, il gran ciambellano della Protezione civile nonché “uomo della Provvidenza” che tutto il mondo ci invidia perché senza di lui non sapremmo proprio come fare: anche lui si loda e si imbroda a proposito della ricostruzione più rapida e imponente eccetera. La stampa al seguito registra e rilancia.


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