Archive for bandiera blu
Stasera in piazza ad Ostuni si festeggia per l’assegnazione della Bandiera blu in compagnia di un famoso comico pugliese che, ne sono sicuro, divertirà molto i presenti. Io non ci sarò, altri impegni, ma sono sicuro che il caro Sindaco non perderà occasione per salire sul palco per elogiare il proprio operato e quello dell’amministrazione comunale. Un monologo in cui dirà una serie di bugie facilmente smentibili da una qualunque persona dotata di un minimo di informazione. Peccato che l’informazione è ormai un ricordo di un lontano passato e sorridenti e beati, come una massa di rincoglioniti, tutti stasera applauderanno allo stesso modo sia il divertente comico sia il politico che sta distruggendo insieme ad amici e compari questo splendido territorio.
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Avete idea di quante gente si riversa sulle spiagge di Ostuni in questo periodo? Secondo voi dove vanno a fare i loro bisogni tenendo conto che sui 20 Km di costa nessuno ha mai pensato di intallare dei servizi igienici? Forse è per questo che la macchia mediterranea è così rigogliosa?
La maggior parte dei bagnanti staziona in spiaggia per diverse ore, moltissimi per l’intera giornata difficile credere che aspettano di tornare al loro domicilio per soddisfare i propri bisogni fisiologici, soprattutto i bambini. Molto probabilmente la parte liquida viene sversata direttamente in mare e quella solida alle spalle di qualche cespuglio o lungo i numerosi viottoli che si intrecciano tra la macchia mediterranea. Lo sanno bene tutti coloro che amano passagiare o fare footing in questi luoghi piuttosto che fare la lucertola al sole.
Eppure da diversi anni esistono i bagni chimici, si possono installare ovunque senza la necessità di realizzare scarichi fognari. Ce ne sono di diversi tipi e di diversi colori, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza e per i più esigenti ci sono ditte che ti personalizzano l’estetica e naturalmente vi sono anche quelli accessibili ai diversamente abili visto che, anche se non pare, le spiagge ostunesi sono dichiarate e certificate accessibili a questo tipo di soggetti.
Costi? Del tutto accessibili considerando che il noleggio di un bagno chimico si aggira intorno ai 100€ al mese compresa una pulizia settimanale e ritiro e conferimento dei rifiuti presso gli impianti autorizzati. Se poi ne noleggi più di uno e per più mesi all’anno il prezzo scende ed anche considerevolmente. Stiamo parlando di cifre irrisorie per un comune quale quello di Ostuni, anche mettendo un paio di bagni per ogni spiaggia presente sulla costa. Sicuramente parliamo di risorse decisamente inferiori a quelli che vengono date annualmente alla Delta Concerti per organizzare concerti a pagamento per tutti noi e gratuiti per la casta politica locale. Con i contributi dati a questa società in una stagione è possibile coprire i costi per i bagni chimici su tutta la nostra costa per almeno tre anni. Se poi consideriamo anche quanto si è speso per far registrare in piazza “Velone” ecco che abbiamo trovato fondi per i prossimi 5 anni.
Ma aimè Tarzanella & Co evidentemente hanno priorità differenti, preferiscono imbottire società private con soldi pubblici per poi andare a vedere gli spettacoli a gratis con i propri amici e compari piuttosto che preoccuparsi di fornire le spiagge su cui sventolano bandiere blu e 5 vele di servizi igienici. Naturalmente il tutto nel silenzio (assenso?) dell’opposizione.
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L’amministrazione comunale di Ostuni, così come i politicanti nazionali, sa bene che la cosa importante non è far bene le cose e farle nell’interesse della collettività, ma bensì far credere che sia così tramite la collaborazione di televisioni e giornali sempre pronti a prostrarsi di fronte al politico di turno sia esso di maggioranza o della fantomatica opposizione. Le interviste non si fanno più, le domande e gli approfondimenti sono ormai cose da antiquariato, l’unica cosa rimasta sono le dichiarazioni spontanee. Un politico o un’amministrazione rilascia il proprio comunicato stampa e viene pubblicato cos’ com’è senza alcun commento, senza alcun approfondimento, senza verificare se questo dice una miriade di cazzate. Stessa cosa con la televisione dove ormai il giornalista si limita a mantenere il microfono.
Se a tutto ciò aggiungi l’intrattenimento facendo registrare nel tuo paese programmi che verranno trasmessi in prima serata alla televisione e dai la speranza ai tuoi cittadini di poter apparire sui teleschermi nazionali per qualche secondo, oppure di poter incontrare per strada qualche vip, o ancora organizzi sagre, concerti e quant’altro possa far sembrare il tuo comune un isola felice ecco che il cittadino comune si placa. L’importante e che non gli fai mancare questo, un’amministrazione potrebbe essere contestata e perdere consensi se non predispone una megaschermo per vedere i mondiali in piazza, oppure se non organizza sagre e cencerti per il divertimento di grandi e piccini, lo stesso dicasi se i fuochi per la festa patronale non fossero ritenuti soddisfacenti. Naturalmente tutti tacciono di fronte alla catastrofica gestione dei rifiuti, nessuno ha proferito parola sul fatto che il piano triennale delle opere pubbliche non ha previsto alcun intervento per l’abbatimento delle barriere architettoniche, così come nessuno si occupa della devastante opera di cementificazione che stanno operando sul nostro territorio.
Però tutti contenti per aver ottenuto la bandiera blu perchè, come sostiene un ebete su facebook, questa certifica la bellezza delle nostre coste. Peccato che la Fee non certifica la bellezza della costa (in questo caso dovrebbe assegnarla a 3/4 d’Italia), ma le politiche ambientali del comune che ad Ostuni, e mi limito, sono inesistenti.
Quanto fa comodo tutto questo? Possiamo stare tranquilli perchè i giornali, le televisioni e alcune organizzazioni ci dicono che tutto va bene, che viviamo in un isola felice, e possiamo concentrarci meglio sul modello di telefonino da comprare.
Alla catastrofe con ottimismo.
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“Come da procedura, solo le località che nell’anno precedente abbiano superato il 10% di raccolta differenziata possono partecipare al Programma”. Questa la risposta della Fee, organizzazione internazionale che rilascia la prestigiosa Bandiera blu, ad una mia specifica domanda.
Il dubbio mi è sorto quando ho dato un occhiata alla procedura operativa per ottenere questa certificazione (qui), trattasi di un questionario che tocca diversi punti di natura ambientale che i comuni candidati devono compilare in ogni parte allegando ove richiesto la necessaria documentazione. In questo questionario, come ho già avuto modo di segnalare, si deve indicare la percentuale di raccolta differenziata dell’anno precedente ed il punteggio assegnato valuta sia la percentuale raggiunta sia eventuali miglioramenti rispetto all’anno precedente. E qui casca l’asino perchè nel questionario ad una percentuale inferiore al 10% il relativo punteggio risulta essere “ESCLUSO”. Ciò che non mi era chiaro era se quell’escluso s’intendeva per quel tipo di punteggio oppure era proprio una definitava esclusione dalla possibilità di ottenere la bandiera blu. Così ho pensato di scrivere alla Fee:
Egregi signori della Fee Italia
in questi giorni sto scegliendo il luogo ove trascorrere le mie ferie estive e ho deciso di individuarlo tra quelle a cui è stata assegnata la Bandiera Blu. Ritengo altresì importante quale criterio per la mia scelta la gestione dei rifiuti nelle varie località. Leggendo la vostra procedura per l’assegnazione della bandiera Blu ho visto la dicitura ESCLUSO per le località che hanno una raccolta differenziata inferiore al 10%.
Però non mi è ben chiaro il vero valore di quella dicitura, quindi mi permetto di chiedervi:
- Tra i comuni a cui è stata assegnata la Bandiera Blu vi sono comuni con raccolta differenziata inferiore al 10% e se si quali.
- Può teoricamente un comune con raccolta differenziata inferiore al 10% riuscire ad ottenere la Bandiera Blu?
In attesa di risposta e ringraziandovi anticipatamente porgo distinti saluti.
Oggi mi è giunta la risposta della Fee:
La ringrazio per la sua mail e per l’attenzione verso la nostra organizzazione.
Bandiera Blu è un eco-label volontario assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio. La sua finalità è quella di promuovere lo sviluppo sostenibile nelle aree costiere attraverso il raggiungimento di elevati standard relativamente a: qualità delle acque di balneazione, depurazione, raccolta differenziata, soccorso e sicurezza, gestione ambientale, informazione ededucazione ambientale. La valutazione delle candidature dei Comuni avviene secondo una procedura operativa certificata, da parte di una giuria di esperti competenti in tematiche diverse, prima dell’inizio della stagione balneare, e prevede il sopralluogo da parte del Reparto per la Tutela Ambientale dei Carabinieri e
visite di controllo da parte della FEE Italia, della FEE International e delle Capitanerie di Porto, nel corso dell’estate.
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, come da procedura, solo le località che nell’anno precedente abbiano superato il 10% di raccolta differenziata possono partecipare al Programma.
RingraziandoLa ancora per la sua attenzione nei confronti del nostro programma, restando a disposizione per ulteriori informazioni o eventuali chiarimenti, Le invio i miei più cordiali saluti.Dott.ssa Carla Creo
ENEA UTTAMB/CERT
Operatore Nazionale Bandiera Blu
Naturalmente il comune di Ostuni non pubblicizza i dati sulla raccolta differenziata, e già qui uno dovrebbe essere sospettoso visto che i nostri amministratori sono sempre pronti e celeri a diffondere su tutti i canali le loro buone pratiche, ma comunque almeno in questo ambito ci viene in soccorso la regione che già da qualche anno pubblica i dati relativi alla raccolta differenziata di tutti i comuni pugliesi, dati che gli stessi comuni inviano alla regione in base alla documentazione rilasciata dai centri di smaltimento (discariche/inceneritori) e dai vari consorzi di recupero e riciclo. Quindi parliamo di dati ufficiali e documentati e li potete tranquillamente consultare seduti al vostro PC: www.rifiutibonifica.puglia.it
Se date un occhiata a questi dati risulta in modo chiaro e semplice che Ostuni non ha mai raggiunto il 10% di raccolta differenziata: 2007 = 7,5%; 2008 = 8,5%; 2009 = 9,2%. Attualmente la media per il 2010 è di poco superiore al 8%. Quindi pur evidenziando un misero miglioramento delle performance nel corso delle varie annate non si può certo affermare di essere al di sopra del 10%, quindi, visto quello che afferma la Fee, non si capisce come faccia ostuni ad avere la certificazione. Posso solo ipotizzarlo ma non dichiararlo senza rischiare una querela, perchè ciò che ipotizzo prefigurerebbe un reato. Per poterlo dimostrare dovrei avere a disposizione copia della documentazione che il comune ha inviato alla Fee e verificare ciò che hanno indicato in merito alla raccolta differenziata nei vari anni, ma questi pare non siano documenti pubblici e non vengono neanche pubblicati all’albo pretorio. Rimango in attesa che tra coloro che hanno diritto di accesso a tale documentazione (e ce ne sono) ce ne sia almeno uno che abbia il coraggio di verificare e di rendere pubblico il tutto.
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La Bandierà Blu attribuita dalla Fee è una “certificazione della qualità ambientale delle località rivierasche”. Ma come avviene questa certificazione? Ci sono controlli, verifiche o altro? Assolutamente NO! Tutto avviene sulla base di un autocertificazione dei comuni che la richiedono. La Fee non effettua alcuna verifica ne alcun controllo su quanto i Comuni dichiarano ne tanto meno effettuano analisi sulla qualità delle acque, ma si basano esclusivamente sulla documentazione e sulle autocertificazioni che ogni comune gli invia senza neanche effettuare controlli incrociati.
Quest’anno Ostuni ha ricevuto la Bandiera blu per tre spiagge: Camerini-Creta Rossa, Lido Morelli-Rosa Marina, Costa Merlata-Torre Pozzelle. Se controllate i criteri di selezione e conoscete un poco quelle spiagge potrete subito porvi alcune domande. “La spiaggia deve essere pulita” è un requisito imperativo senza la quale la bandiera blu non può essere assegnata e su questo aspetto vale la pena ricordare che il capitolato d’igiene ambientale prevede la pulizia quotidiana di tutte la spiagge presenti nel nostro territorio nel periodo che va dal 15 Giugno al 15 Settembre, ma è solo prevista per la realizzazione siamo ancora in attesa. “Servizi per la raccolta differenziata dei rifiuti devono essere disponibili sulla spiaggia e/o in prossimità di essa” altro requisito imperativo assente non solo sulle spiagge ma in tutto il territorio comunale, in particolare a Costa Merlata-Torre Pozzelle la maggior parte delle spiagge non ha nemeno un comune cestino per i rifiuti indifferenziati. Ancora imperativo “I servizi pubblici sulle spiagge devono essere adeguati e puliti” e sicuramente sono puliti perchè è impossibile che si sporchino non esistendo. “Sulla spiaggia deve essere fatto rispettare il divieto di campeggio, di circolazione di autoveicoli o motoveicoli” mentre non è diffcile trovare autoveicoli parcheggiati ovunque e file di camper che stazionano per giorni.
Potrei andare ancora avanti con diverse caratteristiche non rispettate e non esistenti, ma voglio chiudere facendovi notare che secondo la procedura operativa della Fee per l’attribuzione della bandiera blu è indispensabile una raccolta differenziata di almeno il 10%. Se scaricate il relativo manuale a pag. 10 trovate la dicitura ESCLUSO per il comune con raccolta differenziata inferiore appunto al 10%. E allora come mai Ostuni riceve questa certificazione? Se andate sul sito ufficiale della regione potete constare voi stessi che la città bianca non ha mai raggiunto tale percentuale, fermandosi nel 2008 al 8,4%, nel 2009 al 9% e per il 2010 ha una previsione del 8%. Eppure sul comunicato stampa rilasciato dal comune in questi giorni si legge di un “impulso alla raccolta differenziata e che negli ultimi mesi ci ha portato a percentuali insperate”.
Come al solito vale la regola della trasparenza. Se il Comune e la Fee non hanno nulla da nascondere e tutto ciò che hanno dichiarato e certificato corrisponde a verità perchè non rendono disponibile la relativa documentazione? Nessuno sa nulla di quanto il comune certifica, sappiamo solo che ci è stata attribuita la bandiera blu, ne tanto meno la Fee pubblica nello specifico i dati dei vari comuni o il verbale della fantomatica commissione tecnica che attribuisce questo, a dir loro prestigioso, riconoscimento usato come vessillo o meglio come coperta insieme alle vele di Legambiente per coprire le politiche di devastazione ambientale che da anni questa amministrazione continua a perseguire.
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In questo ultimo periodo abbiamo parlato dei pozzi petroliferi, di come questi distruggerebbero irrimediabilmente il nostro territorio, ma c’è un sistema più silenzioso per avvelenare la nostra terra, la nostra aria, il nostro mare e le nostre riserve idriche, un sistema di cui non si parla, una vergogna nascosta dietro le bandiere blu e le 5 vele: i rifiuti.
Il 2010 è iniziato in piena tradizione, dopo aver finito l’anno con una media di differenziata al 9%, Gennaio registra un calo delle performance che si fermano all’8%, a dimostrazione dell’assoluta inefficacia di quelle cazzo di raccolte punti organizzate all’isola ecologica. Raccolte punti realizzate coi soldi che dovrebbero essere destinati alle campagne di educazione ambientale e che invece servono a regalare gadget ai soliti utenti. Iniziative che si ripetono ogni anno e come ogni anno non danno alcun risultato, anzi distolgono risorse ed impegnano personale che potrebbe essere utilizzato per ben altro, come ad esempio rispettare il capitolato d’appalto in vigore e scaricabile dalla sezione documenti. Se errare è umano, continuare a perseverare su queste strade può essere definito diabolico anche se personalmente preferisco il termine demenziale.
Vale la pena ricordare che da anni l’assessorato all’ambiente, fautore di queste grandi imprese e di questi vergognosi risultati, è in mano a rappresentanti del Partito Socialista, quello del Sindaco che piazza sempre in questo ambito suoi fedellisimi. Non sia mai che ci capiti qualcuno che all’ambiente veramente ci tiene. Quindi questi pezzi da novanta che nei discorsi si presentano come i Don Chishotte dell’ambiente, che in taluni casi si scagliano addirittura contro la cementificazione del territorio (quella permessa e favorita proprio dal loro sindaco), non riescono neanche lontanamente ad ipotizzare che le loro inziative sulla raccolta differenziata non servono a un cazzo, che sono solo una perdita di tempo e di risorse pubbliche.
Se l’installazione di pozzi petroliferi di fronte alle nostre coste ci spaventa, di una bella discarica nelle nostre campagne che ne dite? E si cari miei, se qui non si da una svolta decisiva questo sarà il risultato. Le discariche attualmente in uso hanno superato da tempo i loro limiti di capacità. In barba al termine Ecologia che impera nel dibattito politico e nei siboli dei partiti continuano a rilasciare proroghe su proroghe, ma arriverà il giorno che nonostante l’ennesima proroga in quelle discariche non ci caccerà manco più uno spillo. E allora ecco che i cassonetti stradali non potranno essere svuotati e montagne di rifiuti si formeranno nelle nostre vie. La puzza, gli incendi, i ratti costringeranno i nostri illuminati amministratori a trovare soluzioni immediate e dato che siamo amministrati da grandi geni pieni di idee possiamo già immaginare cosa faranno: destinare a discariche le vecchie cave in disuso.
E adesso domandatevi: quante cave in disuso abbiamo nel nostro territorio?
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Quando mi capita di parlare con qualcuno del problema rifiuti ad Ostuni mi sento spesso rispondere che la situazione non è male, che la raccolta differenziata sostanzialmente funziona anche se si potrebbe migliorare. Stesse conclusioni le sentite quando a parlare sono gli amministratori locali che, generalmente anche dando dati falsi, esaltano la loro gestione e a riprova citano le bandiere blu e le 5 vele assegnate alla città bianca per la, a dir loro, virtuosa gestione ambientale del territorio. Eppure su due parametri per valutare la sostenibilità di un comune la nostra città bianca non solo non brilla, ma è un vero e proprio disastro: rifiuti e consumo di territorio.
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Il Comune di Ostuni per far credere di tutelare l’ambiente punta tutto su Bandiere blu e 5 Vele, da qualche settimana su palazzo città sventola costantemente la bandiera di Legambiente quasi a ricordarci “l’amicizia” tra i due organismi. Quale dovrebbe essere uno dei primi parametri da prendere in considerazione per valutare una politica di tutela ambientale se non le performance nella differenziazione dei rifiuti?
Se così fosse Ostuni starebbe agli ultimi posti. Da anni non riesce a raggiungere quel misero 10% indicato nel proprio regolamento comunale. Cambiano gli Assessori, non cambiano strategie e soprattutto non cambiano i risultati. Continuano con queste raccolte a premi che non solo danno scarsissimi risultati, ma vanno contro la prima regola nella gestione dei rifiuti: ridurre. Eppure tutti gli assessori sono eleogiati, ogni volta alla fine del loro mandato un coro unanime: ha svolto un ottimo lavoro. Chissà se l’aveva svolto male.
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Il consenso della classe politica si basa sostanzialmente sulla menzogna, su promesse che sanno benissimo di non poter (e non voler) mantenere. La classe politica è autoreferenziale, le sue strategie sono mirate ad un unico scopo, un unico abbiettivo: il mantenimeto del potere, del privilegio. Per potersi mantenere questo sistema ha bisogno sostanzialmente di due cose. In primis un informazione al proprio servizio e questa di certo non manca grazie a quotidiani che sopravvivono con contributi pubblici e televisioni locali che hanno come buon cliente l’amministrazione locale. In secondo luogo hanno bisogno di finte buone notizie da dare in pasto al popolo cafone, popolo che non approfondisce, non domanda, popolo che prende per buono e per vero tutto ciò che gli si dice. Per questa seconda esigenza i complici sono diversi in base alle occasioni. Cerchiamo di specificare meglio la questione.
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Si è conclusa da poco l’inizativa dell’associazione comuni virtuosi denominata Comuni a 5 stelle giunta alla sua terza edizione con 170 progetti e 55 comuni coinvolti. Gestione del territorio, impronta ecologica, rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita le cinque categorie individuate per premiare le buone prassi amministrative e promuovere la bioeconomia. Credo non sia necessario dire che Ostuni non ha partecipato a questo evento, anzi molto probabilmente i nostri amministratori non sanno neanche dell’esistenza di questo premio. Già, loro conoscono molto bene la Fee che annualmente assegna alla città bianca la bandiera blu certificando la qualità delle acque di balneazione e la qualità dei servizi sulle spiagge (quali?) analizzando esclusivamente le carte che il comune e la regione gli invia. Visitate il sito stefanosalvi.it che da anni si occupa di questa fantomatica certificazione. Loro conoscono molto bene Legambiente con cui annualmente organizzano spiagge pulite per ripulire spiagge e fondali che dovrebbero essere invece pulite dalla dita che ha in gestione il servizio di igiene ambientale, Legambiente che nel dossiere Maremonstrum definisce Ostuni la pietra dello scandalo del salento e che poi la premia con le 5 vele.




















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