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Archive for 5 vele

Chi ancora oggi nel 2012 pensa di poter organizzare un efficiente servizio di raccolta differenziata utilizzando contestualmente i cassonetti stradali o è un totale incompetente oppure la sua è solo un operazione di facciata e della differenziazione dei rifiuti e del loro avvio a riciclo non gliene frega nulla. La situazione ostunese è la mescolanza di entrambe le situazioni.

Basta farsi un giro su alcune spiagge dove pure sono stati posizionati piccoli contenitori per la raccolta differenziata con a fianco grandi cestini per l’indifferenziato per rendersi conto quanto questi strabocchino mentre i bei cestini colorati definiti isola ecologica son ancora illibati. E basta farsi un giro nel centro abitato per osservare enormi cassonetti che stroboccano di rifiuti emanando un non piacevole lezzo.

Eppure Ostuni si differenzia. Così l’hanno chiamata questa operazione di marketing che associata alle bandiere rilasciate da compiacenti organizzazioni ed associazioni fanno passare l’amministrazione comunale come esempio virtuoso di tutela ambientale.

Poco importa se ai migliaia di bagnanti che si riversano quotidianamente sulle spiagge nessuno ha mai pensato di fornire dei servizi igienici e poco importa se su una costa già abbondantemente cementificata si continuano a costruire inutili villaggi turistici, tanto il blu e i giallo delle bandiere che sventolano sul municipio coprono queste vergogne e sindaco ed assessori, tra salemelecchi vari, possono saltare di sagra in sagra, di palco in palco per i loro vuoti discorsi in un improbabile italiano.

Ostuni non si differenzia affatto. Non si differenzia nella gestione dei rifiuti con percentuali di raccolta differenziata intorno al 10% e non si differenzia nella sua classe politica incapace ed inetta come in tutto il resto del paese.

 

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Come detto in un post di qualche giorno fa, secondo la regione Puglia ed il comune di Ostuni la stagione balneare ha inizio il primo di Maggio. Pertanto oggi 23 Giugno non possiamo che considerarci a stagione inoltrata. E secondo voi a stagione balneare inoltrata in una rinomata località turistica il cui palazzo comunale è completamente tappezzato coi vessilli della Fee (bandiera blu) e del braccio fintoambientalista del PD (legambiente – 5 vele) in che condizioni si dovrebbero trovare le spiagge?

L’altro giorno ero a Torre Pozzelle, ieri al Pilone e la situazione riscontrata è sicuramente in contrasto con qualsiasi risposta abbiate dato alla domanda che vi ho appena posto. A Torre Pozzelle, luogo fantastico sicuramente tra i più belli dell’intera costa pugliese, lo spettacolo è a dir poco indecente. Molte spiagge sono completamente inaccessibili, masse di rifiuti e detriti portati dal mare ricoprono interamente gli arenili tanto che mi è risultato impossibile scorgere la sabbia. Girando un pò è comunque possibile trovare qualche spiaggia utilizzabile ma, a parte quella di fronte al campeggio probabilmente ripulita dai proprietari dello stesso, sarete costretti a condividere l’arenile con numerosi cumuli di rifiuti accatastati qua e la probabilmente da qualcuno che ha cercato di aprirsi un varco verso il bagnoasciuga. Mi rendo conto che in tale scenario cercare cestini portarifiuti e toilette sia a dir poco fuori luogo.

Al Pilone la situazione è decisamente migliore, i vari rifiuti e detriti che immancabilmente il mare ci regala durante l’inverno sono stati completamente rimossi, ma io ci sono arrivato alle otto del mattino, prima di me solo due sparuti gruppetti, e non ho potuto notare le numerose bottiglie di plastica e cartacce varie disseminate un pò dappertutto (ma non paghiamo per la pulizia quotidiana di tutti gli arenili?). Osservando tra la macchia mediterranea e le splendide quanto pubblicizzate dune costiere lo spettacolo non risulta molto differente. Anche qui naturalmente la presenza di cestini e servizi igienici risulta essere esclusivamente una vana speranza.

Il turismo a detta di tutti è il principale motore economico di questo territorio e in questo contesto le spiagge sono sicuramente la principale risorsa. Osservare il modo in cui vengono gestite è emblematico di una classe politica incapace ed inetta che utilizza bandiere e vele, profumatamente pagate, per mascherare le proprie vergogne.

Spiagge a 5 stelle

  • Spiagge pulite tutto l’anno. Organizzare tramite apposito servizio la pulizia di tutti gli arenili e relative strade di accesso con cadenza bimensile nel periodo autunno-inverno, bisettimanale nel periodo primaverile (comunque le spiagge devono risultare pulite durante i periodi delle festività ed eventuali ponti), quotidiana durante la stagione estiva.
  • Posizionamento su tutte le spiagge di un congruo numero di contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti.
  • Installazione su tutta la costa e per il periodo estivo di un adeguato numero di bagni chimici stipulando allo scopo apposito contratto di noleggio che preveda anche la manutenzione e la periodica pulizia degli stessi.
  • Istituzione di un servizio di assistenza ai bagnanti che preveda sia postazioni fisse sia mobili in modo che tale servizio risulti erogabile sull’intero tratto di costa. Gli addetti oltre a fornire assistenza e informazioni ai bagnanti dovranno essere in grado di prestare soccorso sia in mare sia sull’arenile oltre a segnalare agli appositi servizi eventuali problematiche (ad. es. contenitori rifiuti pieni, spiagge sporche, fonti di pericolo, etc). Le spiagge in cui insisteranno le postazioni fisse dovranno essere attrezzate in modo tale da risultare accessibili ai disabili e fornite delle apposite carrozzine che consentano agli stessi l’accesso in mare.
  • Trasformazione di Torre Pozzelle in area naturale protetta attrezzata con area picnic e spazio giochi per bambini, oltre a idoneo parcheggio al fine di impedire il transito di vetture nelle stradine di accesso agli arenili.
  • Demolizione dell’ecomostro di Villanova e valorizzazione della spiaggia denominata bagno dei cavalli.
  • Garantire nella zona costiera durante la stagione estiva una maggiore presenza della polizia municipale.

Aderisci al moVimento 5 stelle - Ostuni

Categorie : 5 stelle, Politica
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Olivi addio

Sto cercando di imparare a fottermene ma non ci riesco, è piu’ forte di me.

Vedo la mia città oggetto di un piano urbanistico che la renderà un colabrodo, facendo arricchire i soliti pochi. Vedo  una cricca di amici degli amici che siedono da sempre nei posti di comando e tutelano solo gli interessi di pochi a discapito di molti. Vedo alberi secolari e giovani sradicati con una “semplicità” diabolica nella totale indifferenza dei molti impauriti e oramai abituati a subire il regime colorato sorrentino.

Vedo statistiche e dati di affluenza turistica alte come se la felicità o la realizzazione dell’uomo si possa misurare solo con l’indice economico. Vedo famiglie divise per colpa del lavoro e del troppo lavoro sottopagato. Vedo genitori che sballottano figli a destra e a sinistra per guadagnare due soldi da spendere subito in tasse e costi della vita elevati. Vedo troppe persone rincorrere una falsa felicità che li rende schiavi e vedo troppe poche persone che si dividono la ricchezza.

Vedo aumentare sempre di piu’ box auto e con essi il prezzo di una casa che mai potrà essere di un comune cittadino viste le paghe minime e i prezzi esosi. Chi ci guadagna? i soliti pochi, la solita cricca.

Vedo la spazzatura a cielo aperto nelle campagne ma poi basta sventolare quanlche vessillo per prendere facilmente  per il culo cittadini e istituzioni. Vedo lavoratori e lavoratrici alzarsi alle 6 del mattino e ritornare a casa la sera e cercare un secondo lavoretto per arrotondare e far quadrare i conti. Vedo lavoratrici e lavoratori essere su posto di lavoro anche quando il calendario segna rosso perchè qualcuno in alto ha deciso di sacrificarli al dio mercato mentre loro sono al caldo nelle loro famiglie.

Vedo la Chiesa arroccata nei suoi sistemi, incapace di dire una parola vera, autentica e autorevole a favore dei piu’ bisognosi, gli ultimi e i diseredati di questa bella terra, che si vergognano a dire che esistono anche loro.

Vedo imprenditori e politici che si stanno spartendo il territotorio, che gestiscono la cosa pubblica come se fosse privata. Vedo che i bisognosi di assistenza aspettano ancora mentre altri fondi vengono spesi per progettare altro. Lo chiamano sviluppo ma è la tomba del futuro.

Vedo l’acuqa svenduta da politici ignoranti e ciechi a società per azioni quotate in borsa mentre il servizio peggiora e le bollette aumentano. Vedo l’inquinamento dell’aria aumentare e le morti per tumori “improvvisi” salire di numero mentre nessuno (tranne pochissimi) si interrogano sulle cause e prendono provvedimenti. Vedo il  territorio stuprato dalla sete di “quattro” improvvisati imprenditori che calpestando ogni regola e buon senso decisono per tutti che il cemento è meglio del verde.

Vedo giovani che faticano a vedere il futuro e vedo adulti che non sanno piu’ insegnare a guardare lontano…

Sto cercando di fottermene ma non ci riesco…

Categorie : Politica
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Quest’estate mi sono divertito a chiedere, a quanta più gente possibile se sapessero che cosa certifichi  la Bandiera blu o le 5 vele di Legambiente che da tempo svolazzano sui lidi e sui palazzi di Ostuni. Secondo la stragrande maggioranza la presenza di questi vessilli certifica la bellezza dei luoghi, una modesta parte ritiene che siano simbolo di un mare pulito.

Entrambe le convinzioni sono errate.

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ago
14

Trenta secondi

Di | Commenti (1) Stampa Stampa

Ieri ho visto in televisione un intervista a Carmine Specchia responsabile del circolo ostunese di Legambiente. La trasmissione era TRCB news sempre pronta a riservare spazi agli amici e soprattutto agli amici degli amici-clienti invece di fare informazione, mentre l’argomento era la rassegna “cinema per l’ambiente” organizzato per l’estate ostunese presso il chiostro di San Francesco. Interessante e lodevole iniziativa; stimolare riflessioni utilizzando documentari tematici è sicuramente un fatto positivo ed efficace, soprattutto quando sono ben fatti come “il suolo minacciato”, la prima delle pellicole proiettate che parla della cementificazione e del consumo di territorio e fa comprendere molto bene sia l’impatto ambientale che ne consegue sia l’inutilità sociale ed economica di un sistema di sviluppo basato sul consumo e sul mattone.

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