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	<title>iapra li  uecchie il blog di Paolo Mariani</title>
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	<description>Il blog di Paolo Mariani</description>
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		<title>BASTARDI</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 13:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[brindisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non credo ci sia al momento altro d&#8217;aggiungere a quanto detto nel titolo di questo post. BASTARDI Ti potrebbero interessare anche: In morte di un lavoratore I costi del carbone Record Brindisini Quando a pagare sono i nostri figli Parole, parole, parole]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/brindisi-attentato-scuola-morvillo-falcone.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-7298" title="brindisi-attentato-scuola-morvillo-falcone" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/brindisi-attentato-scuola-morvillo-falcone.jpg" alt="" width="500" height="265" /></a>Non credo ci sia al momento altro d&#8217;aggiungere a quanto detto nel titolo di questo post.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: xx-large;">BASTARDI</span></strong></p>
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		<title>Lettera aperta ad Alessandro Marescotti e Pacelink</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[taranto]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregio Dr Marescotti, innanzitutto mi presento. Mi chiamo Paolo Mariani di Ostuni, un grillino secondo i tradizionali media anche se io preferisco la definizione &#8220;cittadino freelance&#8221;. Da anni seguo con molto interesse ed attenzione il lavoro che Lei e l&#8217;associazione che rappresenta ha svolto in favore del bene comune apprezzandone sempre l&#8217;alto valore e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/AMarescotti.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7288" title="AMarescotti" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/AMarescotti.jpg" alt="" width="250" height="171" /></a>Egregio Dr Marescotti,</p>
<p>innanzitutto mi presento. Mi chiamo Paolo Mariani di Ostuni, un grillino secondo i tradizionali media anche se io preferisco la definizione &#8220;cittadino freelance&#8221;. Da anni seguo con molto interesse ed attenzione il lavoro che Lei e l&#8217;associazione che rappresenta ha svolto in favore del bene comune apprezzandone sempre l&#8217;alto valore e la fondamentale importanza; le vostre osservazioni, ricerche e denunce sempre chiare e profondamente documentate sono state per me un&#8217;importante fonte di informazione e riflessione e non solo riguardo ai problemi ambientali di Taranto. Spesso, sul mio blog personale, ho riportato, citato e linkato quanto riportato sul vostro sito (<a href="http://www.peacelink.it/" target="_blank">pacelink.it</a>). Un piccolo contributo alla diffusione di notizie e informazioni generalmente ingnote ai più.</p>
<p>Come noto a chiunque mi conosce non nutro una grande simpatia per i partiti e quindi non ho visto con favore la candidatura di Bonelli a sindaco di taranto, ma non posso che considerare lecite e, ancor di più, rispettabili idee, posizioni e scelte diverse. Aver visto Lei e molti altri noti e stimati ambientalisti tarantini, schierarsi a favore di tale candidatura non ha suscitato in me disappunto o disapprovazione ma semmai delle domande: come mai il moVimento 5 stelle, nonostante le tematiche ambientali siano tra i capisaldi del suo programma, non è riuscito ad interfacciarsi con queste associazioni, con questa marea di cittadinanza attiva? Come mai agli occhi di così tanti cittadini attivi, informati e con accesso alla rete il moVimento 5 stelle non è risultato un credibile soggetto politico?</p>
<p>Aimé, le risposte a queste domande sono tutte ben evidenti nelle dichiarazioni di Alessandro Furnari riportate qualche giorno fa su Taranto Oggi (<a href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/images/17005_a36256.jpg" target="_blank">http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/images/17005_a36256.jpg</a>). Dichiarazioni sulle quali non solo non sono d&#8217;accordo ma che ritengo assurde e prive di ogni fondamento logico. Basta leggere che per poter dialogare con il moVimento 5 stelle non c&#8217;è altra alternativa che entrare nel 5 stelle per rendersi conto dell&#8217;assurdità di quelle dichiarazioni nonché dell&#8217;incoerenza con quanto lo stesso moVimento 5 stelle propone: la partecipazione attiva dei cittadini tutti indifferentemente dalla loro adesione/iscrizione al moVimento.</p>
<p>Mi auguro solo che lei sia a conoscienza che Furnari non solo straparla, ma lo fa ad esclusivo titolo personale. Non rappresenta me  e non rappresenta altri attivisti 5 stelle compresi coloro che da anni su Taranto sono impegnati in importanti e fondamentali battaglie e che da tempo hanno preso le distanze dai metodi e dalle proposte di Furnari. Sono convinto che questi sapranno interfacciarsi con voi e fare tesoro del vostro impegno e del vostro lavoro non certo per fini elettorali ma per il bene comune su cui tutti quanti siamo impegnati. Stesso dicasi per le altre asociazioni presenti sul territorio e citate nei deliri del Furnari.</p>
<p>Per quanto mi riguarda continuerò a seguire con molto interesse ed attenzione il vostro lavoro come continuerò a diffondere le informazioni che da questo provengono.</p>
<p style="text-align: right;">Paolo Mariani</p>
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		<title>Quando la barriera diventa un baratro</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama digital divide, e significa barriera digitale. Con questo termine si intende la linea ideale di demarcazione che separa le persone che accedono regolarmente all’informazione in rete (informazione “digitale”, appunto) da quelle che non lo fanno. Fin dagli esordi di Internet ha cominciato a notarsi questa forte differenza, nel momento in cui i “non-utenti” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/divide.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7282" title="divide" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/divide.jpg" alt="" width="250" height="243" /></a>Si chiama digital divide, e significa barriera digitale. Con questo termine si intende la linea ideale di demarcazione che separa le persone che accedono regolarmente all’informazione in rete (informazione “digitale”, appunto) da quelle che non lo fanno.</p>
<p>Fin dagli esordi di Internet ha cominciato a notarsi questa forte differenza, nel momento in cui i “non-utenti” continuavano a ricevere informazioni da un unico punto di vista – quello istituzionale – mentre gli utenti della rete scoprivano che molte questioni importanti, come ad esempio la guerra del Kosovo, potevano anche essere viste dal lato opposto – quello del popolo serbo, in quel caso – cambiando completamente di colore.</p>
<p>Chi guardava la televisione, o leggeva la stampa mainstream, sentiva un’unica voce a reti unificate: “I ribelli serbi seminano il terrore nei villaggi albanesi, ammazzando donne e bambini senza pietà”. Chi invece andava in rete scopriva anche che “i ribelli serbi” erano stati addestrati, finanziati ed armati segretamente dagli americani. Poi poteva trarre le sue conclusioni.</p>
<p>Il salto di qualità fu immediato, e fin dai primi anni di Internet  si cominciò a sentire questo divario sempre maggiore fra gli informati e i non-informati.</p>
<p>In realtà, la molteplicità dei punti di vista è solo il primo dei vantaggi offerti dalla rivoluzione di Internet: la vera differenza inizia a sentirsi quando l’utente utilizza questa molteplicità di angolazioni per costruire dei nuovi “oggetti di informazione”, che prima non esistevano, su cui potrà basare i passi successivi della sua ricerca.</p>
<p>Facciamo un esempio. Se uno studia in rete la guerra del Kosovo, arriva probabilmente a capire che si è trattato di una operazione progettata ed orchestrata dalle nazioni occidentali per togliersi di mezzo una volta per tutte l’ostacolo della Serbia. Se poi questa persona studia, ad esempio, la recente “liberazione” della Libia, si accorge che le stesse nazioni occidentali hanno usato una tattica molto simile – scontri civili fomentati di nascosto, per giustificare un “intervento umanitario” – per togliere di mezzo un altro ostacolo decisamente fastidioso, il colonnello Gheddafi.</p>
<p>A quel punto il nostro navigatore fa uno più uno, e la prossima volta che sente parlare di “intervento umanitario” drizza le orecchie, e capisce in pochi secondi che cosa c’è veramente sotto.</p>
<p>In altre parole, l’analisi separata delle diverse situazioni storiche lo ha portato non solo a capire meglio ciascuna di esse, ma anche ad assimilare un nuovo concetto – quello dellefalse-flag operations – che prima non conosceva.</p>
<p>Nel frattempo chi guardava la TV è rimasto fermo al livello 1: del Kosovo ha sempre visto solo una facciata, quella mostrata dai media istituzionali. Della Libia ha sempre visto solo una facciata, quella mostrata dai media istituzionali. E della prossima operazione false flagvedrà probabilmente solo una facciata, quella mostrata dai media istituzionali. In questo modo non solo non riuscirà mai a capire il senso reale di ciascun evento singolo, ma non potrà nemmeno arrivare a collegarli l’uno con l’altro, perchè non sarà in grado di acquisire il nuovo concetto di “false flag operation”.</p>
<p>Chi invece ha imparato ad approfittare al meglio della rete procede sempre più agile e svelto, e sviluppa la sua conoscenza non solo allargandola in orizzontale, ma aggiungendo anche nuovi strati in senso verticale. E più sale – paradossalmente – più diventa facile acquisire nuove nozioni ed arrivare a nuove conclusioni.</p>
<p>Quello che inizialmente appariva come una semplice barriera di separazione fra due gruppi di persone, sta diventando un vero e proprio baratro che non solo non sarà mai più possibile colmare, ma nel quale vengono ormai le vertigini anche solo a guardare.</p>
<p style="text-align: right;">Massimo Mazzucco</p>
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		<title>Buon compleanno Emergency</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[18 anni fa, ieri, nasceva Emergency. Un’idea un pò “folle”, condivisa da Gino Strada e dalla moglie Cecilia, che volevano raccontare non più storie di guerra, ma storie di pace. Ed è la stessa Cecilia a dirlo: “C’erano una volta persone che rifiutavano armi ed eserciti, scontri e battaglie, soprusi e violenze. Che parlavano di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/emergency-logo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7273" title="emergency-logo" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/emergency-logo.jpg" alt="" width="250" height="296" /></a>18 anni fa, ieri, nasceva Emergency. Un’idea un pò “folle”, condivisa da Gino Strada e dalla moglie Cecilia, che volevano raccontare non più storie di guerra, ma storie di pace. Ed è la stessa Cecilia a dirlo: “C’erano una volta persone che rifiutavano armi ed eserciti, scontri e battaglie, soprusi e violenze. Che parlavano di altri uomini e donne, non di nemici. Che parlavano di diritti e di dignità, che pensavano che un mondo diverso era possibile, e che si poteva fare in molti modi: costruendo ospedali, per esempio”.</p>
<p>Loro ci hanno creduto e ci sono riusciti. In ben 18 anni di attività le operazioni di Emergency nel mondo sono tantissime. Hanno curato oltre 4 milioni e mezzo di persone, costruendo ospedali, portando personale e offrendo cure di qualità e gratuite.</p>
<p>L’associazione però vive grazie al nostro contributo. Dagli ultimi dati emersi, Emergency ha riscosso più fiducia da parte di tutti gli italiani, ponendosi al primo posto per donazioni tramite il 5 x 1000. Ma questo non basta. C’è bisogno di fare di più.</p>
<p>Diceva Gino Strada nel suo libro Pappagalli Verdi: ”Le guerre, tutte le guerre sono un orrore. Non ci si può voltare dall’altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio”.</p>
<p>Non possiamo rimanere indifferenti. Che ne dite di fare un bel regalo di compleanno?</p>
<p>Per sostenere Emergengy puoi:</p>
<p>- fare una donazione <a href="http://www.emergency.it/flex/FixedPages/Common/donazioni.php/L/IT/trk/1.20" target="_blank">http://www.emergency.it/flex/FixedPages/Common/donazioni.php/L/IT/trk/1.20</a></p>
<p>- donare il tuo 5 per mille <a href="http://www.emergency.it/cinque-per-mille.html" target="_blank">http://www.emergency.it/cinque-per-mille.html</a></p>
<p>- abbonarti a E il mensile <a href="http://www.eilmensile.it/abbonamenti/" target="_blank">http://www.eilmensile.it/abbonamenti/</a><br />
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		<title>F-35 rottami miliardari</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ultimo dossier del US Government Accountability Office (la Corte dei Conti americana), reso pubblico il 20 marzo scorso è destinato a scoperchiare la più grande truffa della storia militare americana (e italiana). Il rapporto è dedicato al programma Joint Fight Striker, ossia la realizzazione dei cacciabombarderi F-35 costata fino ad oggi 170 miliardi, 17 miliardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=IHgcZN-2T3M" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-7263" title="f35" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/f35.jpg" alt="" width="500" height="306" /></a></p>
<p>L’ultimo dossier del US Government Accountability Office (la Corte dei Conti americana), reso pubblico il 20 marzo scorso è destinato a scoperchiare la più grande truffa della storia militare americana (e italiana).</p>
<p>Il rapporto è dedicato al programma Joint Fight Striker, ossia la realizzazione dei cacciabombarderi F-35 costata fino ad oggi 170 miliardi, 17 miliardi (praticamente il costo di una manovra economica) alla sola Italia.</p>
<p>Il rapporto dei “contabili” di Washington dice una cosa molto chiara e inquietante: la produzione degli F35 (compresi i 135, poi diventati 90, che il nostro governo ha precipitosamente acquistato) è iniziata con la pratica della “concurrency”, ossia quando ancora gli studi, i test a terra e in volo, i collaudi dei singoli componenti non si erano conclusi. Con una conseguenza clamorosa: i cacciabombardieri sono difettosi, degli autentici rottami volanti.</p>
<p>“Il design dell’F35 – spiega il rapporto – è quasi certamente da rifare, perché l’apparecchio non vola bene, dà ‘scossoni”; esiste “il rischio che l’aereo possa non svolgere le funzioni chiave di combattimento per il quale è stato ideato”, che ”la trasmissione dati tra elmetto e aereo avviene con lentezza e con scarsa affidabilità, tanto da mettere a repentaglio la capacità di pilotare l’F35 in situazioni di combattimento” e “solo il 4% dei requisiti di sistema per le missioni per la piena operatività sono stati pienamente verificati”. Insomma, il governo italiano ha buttato via 17 miliardi di euro per acquistare degli aerei bluff, non verificati nel 96% dei suoi componenti, con gravi errori di progettazione che, negli ultimi tre anni hanno fatto lievitare il costo del progetto di circa 15 miliardi di dollari cui si aggiungeranno altri 13 miliardi di dollari l’anno da qui al 2035. E’ come se acquistaste una macchina e vi dicessero che però è tutta da rifare (a carico vostro). Insomma, un pozzo senza fondo in cui è caduta incredibilmente anche l’Italia e che sposta miliardi di euro di risorse pubbliche dallo stato sociale alle tasche delle industrie belliche. Un bel regalo per l’americana Lockheed Martin, capofila del progetto e per Alenia Aeronautica (gruppo Finmeccanica).</p>
<p>Il mese successivo alla pubblicazione del rapporto, ossia poche settimane fa, ad aprile 2012, venuto a conoscenza delle gravi implicazioni economiche del progetto, il governo canadese (così come aveva già fatto il governo australiano) ne è uscito velocemente. Ma già a dicembre 2011, un resoconto di Aviation week metteva in guardia sulla reale efficacia operativa degli F-35, cosa che peraltro, nei suoi rapporti pubblici, la Corte dei Conti americana fa ormai da anni: “Gli effetti della concurrency -scrive l’US Government Accountability Office ”sono apparsi particolarmente evidenti nel 2011, quando il programma JSF è incorso in un aggravio di spesa per risistemare apparecchi già costruiti correggendo difetti scoperti durante i test successivi”</p>
<p>E dunque il governo Monti sapeva ma non ha informato i cittadini quando, nel febbraio del 2012, nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti, il ministro “tecnico” della Difesa, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola (foto a destra), aveva annunciato pomposamente che l’Italia avrebbe acquistato solo 90 F35, invece dei 131 inizialmente prenotati, così da ottenere un risparmio di cinque miliardi di euro: una clamorosa menzogna, smentita dalla preoccupante escalation dei costi prevista nel rapporto americano, di cui il ministro “tecnico” (?) Di Paola era già a conoscenza e che ha volutamente omesso. Un genio: 17 miliardi di euro (di cui 2 miliardi e mezzo già pagati alle imprese) per 90 caccia non solo inutili ma anche difettosi. E adesso chi paga?<br />
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		<title>A riveder le stelle: sanità</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 13:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Salute/Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ho detto altre volte, a livello regionale, la sanità è la cartina di tornasole della politica. Se vuoi giudicare un&#8217;amministrazione regionale non puoi che partire dal valutare cosa ha fatto in ambito sanitario, materia di sua esclusiva competenza. Adesso potrei partire con una filippica sul come i vari governi regionali di destra e sinistra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/malasanita.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-7254" title="malasanita" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/malasanita.jpeg" alt="" width="250" height="250" /></a>Come ho detto altre volte, a livello regionale, la sanità è la cartina di tornasole della politica. Se vuoi giudicare un&#8217;amministrazione regionale non puoi che partire dal valutare cosa ha fatto in ambito sanitario, materia di sua esclusiva competenza. Adesso potrei partire con una filippica sul come i vari governi regionali di destra e sinistra hanno gestito questo settore, ma non è quello che oggi mi interessa. Parto quindi col butare giù delle idee che si potrebbero realizzare per migliorare il servizio sanitario. Come infermiere con una ventennale esperienza penso di avere qualche competenza in merito. Idee su cui mi piacerebbe confrontarmi.</p>
<p>Separare ASL da Ospedali</p>
<p>Il sistema di rimborso delle prestazioni sanitaria favorisce le prestazioni ospedaliere (più redditizie) rispetto a quelle territoriali. I direttori generali il cui principale, anzi direi unico, obbiettivo è quello di far quadrare i bilanci concentrano le risorse verso quelle prestazioni più remunerative, lasciando i servizi territoriali senza risorse.</p>
<p>Dividere la gestione tra asl e ospedali diventa quindi importante per puntare sui servizi territoriali (assistenza domiciliare, prevenzione, controllo) in grado di far risparmiare ingenti risorse economiche oltre ad offrire una risposta sanitaria di maggior qualità ed efficacia.</p>
<p>La questione dei rimborsi andrebbe altresì affrontata partendo dal rivedere compeltamente il concetto di azienda sanitaria, ma questo attiene alle competenza nazionali.</p>
<p>Istituire gli studi associati medico-infermieristici.</p>
<p>Il noto medico di famiglia è anacronistico. La medicina di oggi sempre più specialistica rende il medico condotto che da solo con la sua valigetta visita e cura un paradosso senza giustificazione. Tant&#8217;è che ormai si sono ridotti a fare da scribacchini compilando ricette e certificati vari, mentre gli utenti fanno ore di attesa per avere un pezzetto di carta che li rimanda ad un altro medico o struttura sanitaria dove li aspetta una altra estenuante attesa.</p>
<p>Bisogna quindi andare verso degli studi dove possano essere già erogate le prestazioni di base: medicazioni, elettrocardiogramma, prelievi ematici ed anche visite specialistiche. Studi dove oltre al proprio medico di famiglia vi sia un infermiere e con periodicità settimanale gli specialisti più richiesti (cardiologo, psicologo, geriatra, ecc).</p>
<p>Questi studi dovranno anche occuparsi di organizzare eventuali accertamenti specialistici. Mi spiego se viene richiesta la tac sarà lo studio a prendere direttamente i contatti con la struttura che devo erogare la prestazione e con lo specialista che la deve eseguire, provvedere alla prenotazione e, se necessario, al trasporto col mezzo più idoneo. I prelievi ematici invece devono essere fatti tutti presso lo studio che provvederà poi all&#8217;invio presso il laboratorio, mentre per coloro che hanno difficoltà motorie il prelievo deve essere svolto al domicilio.</p>
<p>Informatizzazione del sistema sanitario e istituzione della cartella clinica elettronica memorizzabile sulla tessera sanitaria. Tutte le strutture sanitarie e studi medici devono essere dotati degli strumenti per leggere i dati memorizzati sulla tessera sanitaria (un semplice lettore tipo qullo dei bancomat)</p>
<p>Potenziamento dell&#8217;assistenza socio sanitaria domiciliare. Molti dei ricoveri che si fanno, in particolare negli ospedali medio piccoli, possono essere gestiti al domicilio con abbattimento dei costi, una maggiore efficacia delle cure ed un maggior gradimento da parte dei cittadini.</p>
<p>Passare la guardia medica sotto il coordinamento del 118. Non solo il cittadino potrà richiedere il servizio tramite un numero gratuto ma potrà richiederlo anche quando la guardia medica è fuori dal suo studio per visite.</p>
<p>Diffusione dei defibrillatori semiautomatici sul territorio e campagna formativa sull&#8217;utilizzo degli stessi partendo da tutti gli studenti delle scuole medie e superiori.</p>
<p>Aumento del 25% dei posti letto delle terapie intensiva (rianimazione, unità coronariche, terapie intesnive neonatali, ecc)</p>
<p>Crezione di un sistema informativo per il controllo dei posti letto in particolare di quelli di terapia intensiva. Tale sistema deve essere accessibile al 118 e dare informazioni sulla reale situazione al fine di indivuduare in pochi secondi la disponibilità degli stessi. Ad oggi quando si cerca un posto in rianimazione si passano un paio di ore al telefono.</p>
<p>I pronto soccorso devono essere in grado di erogare le prestazioni diagnostiche e di cura di base (pronto soccorso come esistono oggi non in grado di effettuare neanche una semplice radiografia sono una vergogna di cui la politica ed anche i sanitari dovrebbero assumersene le responsabilità). Ogni pronto soccorso deve essere dotato di una area di osservazione da 24-48 ore max con almeno 10 posti letto e personale dedicato.</p>
<p>Porre un limite ai compensi dei direttori generali(150 mila euro lorde all&#8217;anno), sanitari ed amministrativi (120 mila euro lorde all&#8217;anno) delle aziende sanitarie .<br />
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		<title>Arrembaggio 5 stelle</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[participazione]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con molta probabilità il 27 maggio in quel di Polignano a mare verrà costituita la segreteria di un nuovo partito politico denominato moVimento 5 stelle Puglia. Si avete letto bene e non è un errore di battitura sto parlando proprio di segreteria e di partito perchè quello che vedo non è nulla di diverso ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/7corvi.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7246" title="7corvi" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/7corvi-300x176.jpg" alt="" width="250" height="147" /></a>Con molta probabilità il 27 maggio in quel di Polignano a mare verrà costituita la segreteria di un nuovo partito politico denominato moVimento 5 stelle Puglia. Si avete letto bene e non è un errore di battitura sto parlando proprio di segreteria e di partito perchè quello che vedo non è nulla di diverso ed anche se si usano loghi differenti quello che conta è la sostanza, i fatti.</p>
<p>Grillo ha fatto, in questo mese, un lavoro davvero eccezzionale. Il megafono di un movimento nato dal basso è riuscito a raggiungere, in un modo o nell&#8217;altro, tantissime orecchie. Lo strardinario risultato elettorale ottenuto in una parte del paese adesso sta spingendo moltissime persone ad avvicnarsi al movimento, anche nel sud dove cronicamente c&#8217;è stata sempre scarsità di attivismo e partecipazione adesso in molti si stanno facendo avanti. Non era forse quello che si chiedeva in ognuno dei cento comizi fatti da Grillo? Non vogliamo il vostro voto, vogliamo la vostra partecipazione, ognuno deve metterci del suo se vogliamo cambiare questo paese!</p>
<p>Che tra questi nuovi ci siano arrivisti che non hanno trovato spazio nei tradizionali partiti e vedono il movimento come un treno in corsa verso la vittoria è sicuro, ma ipotizzare che siano tutti così oltre che statisticamente sbagliato è anche da stupidi ed ottusi. Se poi di fronte a questa ottusa convinzione ci si chiude a riccio e, per il solo fatto di essersi attivati prima degli altri, si pretende precedenza o superiorità ecco che allora ne viene fuori un qualcosa per nulla diverso dai ben noti partiti tanto contestati.</p>
<p>Ed eccoli li i 5 stellati Pugliesi, spaventati dall&#8217;assalto dei nuovi arrivati, ad organizzare alla velocità della luce una riunione regionale per chiedere a Grillo quella certificazione che autorizzandoli all&#8217;uso del logo e della dicitura Movimento 5 stelle gli consentirebbe di di dire a tutti questi nuovi: volete partecipare? Mettetevi in fila. Intanto loro il posticino se lo sarebbero riservati. Ed eccoli quindi tutti belli e pronti per l&#8217;arrembaggio al logo. Sino a pochi giorni fa si insultavano, si contestavano a vicenda, tra chi si è impegnato a boicottare le iniziative degli altri e chi si arrogava il diritto di definire chi fosse un 5 stelle e chi no, tra chi ha imbrattato le bacheche di facebook con menzogne e chi pur di giocare a fare il grillino ha interpretato a modo suo le leggi. Di fronte al nemico comune, di fronte alla possibilità di doversi limitare ad un ruolo di secondo piano ecco che tutto come per magia scompare e si compattano in un unico obbiettivo: mantenere il proprio posto, il proprio ruolo.</p>
<p>Naturalmente molti di quelli che parteciperanno all&#8217;incontro lo faranno in buona fede. Non avendo alcuna cognizione della situazione a livello regionale, vanno la con la migliore delle speranza e delle aspettative. Purtroppo cadranno nella trappola dei soliti noti, dei soliti furbi che adesso, nonostante i continui appelli di Grillo a non andare in tv li vedi una settimana si ed una pure ad imbrattare gli schermi televisivi.</p>
<p>Per quanto mi riguarda i nuovi che si vogliono mettere in moVimento sono i benvenuti e pure graditi. Se ciò che io ho contribuito a far nascere verrà portato avanti da altri non è un problema l&#8217;importante sono i metodi e le idee che questo movimento porta con se, non le persone. Ed anche egoisticamente parlando avrò più tempo da dedicare ad altro.<br />
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		<title>Brigate rosse e volpi imbiancate</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 13:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia dello spread e dei governi tecnici è uno strano paese, dove un allenatore che tira un paio di cazzotti al proprio giocatore che lo ha schernito, viene additato come becero violento e licenziato seduta stante, ma un poliziotto che bastona a sangue una donna che giace a terra indifesa, violento non lo è, anzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/Sacrifice.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6525" title="Sacrifice" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/Sacrifice-232x300.jpg" alt="" width="250" height="323" /></a>L’Italia dello spread e dei governi tecnici è uno strano paese, dove un allenatore che tira un paio di cazzotti al proprio giocatore che lo ha schernito, viene additato come becero violento e licenziato seduta stante, ma un poliziotto che bastona a sangue una donna che giace a terra indifesa, violento non lo è, anzi si propone per ricevere una promozione. Un paese confuso e confusionario, abbarbicato sui cortocircuiti logici, dove spesso vince chi urla più forte, ma se urli dalla parte sbagliata ti verrà prontamente fatto notare come sia vietato alzare la voce. Un paese dove giovani e meno giovani marciscono da mesi nelle patrie galere, per aver fatto una scritta su un muro o partecipato ad una manifestazione, ma chi in galera dovrebbe andarci sul serio, per avere ammazzato, rubato o stuprato, spesso riesce a farla franca sgusciando fra le maglie arrugginite della macchina della giustizia.</p>
<p>In questo clima un po’ così, a metà fra una commedia grottesca e un festival degli orrori, non poteva certo mancare qualche tombarolo che riesumasse la mummia del terrorismo degli anni di piombo, per agitarla con furia belluina dinanzi agli occhi del “popolo”, vaticinando violenze e violenze e sventure senza fine fingendo d’ignorare che in Italia le violenze e le sventure reali sono già sufficienti per indurre almeno tre persone al giorno a cercare la “salvezza” nell’aldilà, mentre durante gli anni di piombo non accadeva nulla di simile.</p>
<p>Chi se non Giorgio Napolitano, il presidente che ha costruito un golpe nel breve tempo che intercorre fra un’alba e un tramonto, avrebbe mai potuto rendersi interprete migliore di un simile teatrino di cattivo gusto?</p>
<p>“La tragedia degli anni di piombo non si ripeterà” e “non ci faremo intimidire dal terrorismo” ha tuonato stamani con fare autoritario l’uomo che tira le fila di questa colonia gestita dai banchieri, pur travestito da vecchio barbogio dai toni paternalistici. Per poi aggiungere &#8220;La risposta deve essere categorica, quanti vanno su quella strada sono dei perdenti, non si illudano di sfidare lo Stato&#8221; e &#8220;Non ci sono ragioni di dissenso politico e tensione sociale, che possano giustificare ribellismi, illegalismi, forme di ricorso alla forza destinate a sfociare in atti di terrorismo&#8221;.</p>
<p>Tutta questa filippica e questo scomposto agitare spettri e urne cinerarie di un tempo che fu, prende spunto dal ferimento del manager Ansaldo Roberto Adinolfi, avvenuto a Genova qualche giorno fa, che stando ad alcune ipotesi ventilate dagli acquirenti potrebbe avere una matrice terroristica. Matrice terroristica (qualcuno è arrivato perfino a resuscitare le immarcescibili Brigate Rosse) ancora tutta da dimostrare, ma avvalorata secondo i giornalisti nostrani da una dichiarazione “di solidarietà” comparsa su internet a firma GAP, dove in nostalgico linguaggio anni 70 si attaccano Monti e il capitalismo, menzionando oltre al ferimento del manager Ansaldo anche quello dell’assessore UDC Alberto Musy, avvenuto a Torino qualche mese fa e finora considerato dagli inquirenti un caso legato alla sfera personale dello stesso Musy e al suo mestiere di avvocato.</p>
<p>La sensazione preponderante è quella che Napolitano stia cavalcando il fantasma dell’eversione solamente per intorbidire le acque e sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi reali del paese. Niente esclude però che il disegno possa essere un poco più complesso ed il “terrorismo” venga coltivato con cura da chi gestisce il potere, per usarlo qualora il paese iniziasse a mostrare un qualche timido segnale di risveglio.</p>
<p>Comunque niente paura, lo stato è solido e continua ad essere un punto di riferimento e una sorgente di fiducia per il nostro comune futuro, come Napolitano ci ricorda amabilmente, anche se di fiducia nel futuro in giro, fra un suicidio e l’altro, se ne vede davvero pochina, ma come ha detto ieri Mario Monti, i responsabili di quanto sta accadendo vanno cercati altrove, meglio se fra i fantasmi di un tempo che fu.</p>
<p style="text-align: right;">Marco Cedolin</p>
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		<title>Grandi sempre e comunque</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 20:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[lecce]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Il movimento 5 stelle ha fatto il botto. Solo l&#8217;indegno inquilino del quirinale, maggiordomo d&#8217;avanguardia, non se ne è accorto forse distratto dal tonfo dei partiti. Purtroppo però non si può non rilevare che al sud, invece, il movimento non riesce ad ottenere risultati. In Puglia nessuna delle cique liste è riuscita ad ottenere quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/lecce.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7233" title="lecce" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/lecce.jpg" alt="" width="250" height="184" /></a>Il movimento 5 stelle ha fatto il botto. Solo l&#8217;indegno inquilino del quirinale, maggiordomo d&#8217;avanguardia, non se ne è accorto forse distratto dal tonfo dei partiti. Purtroppo però non si può non rilevare che al sud, invece, il movimento non riesce ad ottenere risultati. In Puglia nessuna delle cique liste è riuscita ad ottenere quel minimo di consenso che gli avrebbe permesso di far entrare nelle istituzioni citadine la voce dei cittadini. Non ce l&#8217;ha fatta neanche il gruppo di Lecce che francamente se lo meritava sia per l&#8217;impegno dimostrato in tanti anni di attività sia per la grande qualità delle persone. Una grandezza che dimostrano anche oggi, nonostante non siano riusciti a concretizzare un risultato elettorale utile. Leggere per credere:</p>
<blockquote>
<h2>Non possiamo non continuare ad esserci&#8230;</h2>
<p>C&#8217;è una Lecce che siamo riusciti ad intercettare.</p>
<p>Una Lecce che piuttosto che dormire ha iniziato a sognare.</p>
<p>Una Lecce che ha creato una piccola breccia nel Muro e che ora vuole trasformarla in voragine.</p>
<p>Una Lecce che ha sperato con noi fino al&#8217;ultimo istante che qualcuno potesse rappresentarla davvero in Consiglio.</p>
<p>Una Lecce che crede davvero che si è solo all&#8217;inizio, e non vuole arrendersi all&#8217;evidenza che esiste una Italia a due velocità.</p>
<p>Una Lecce che pretende finalmente una opposizione seria al monologo del potere.</p>
<p>Ma c&#8217;è anche una Lecce che non siamo riusciti a raggiungere. Che non siamo riusciti ad incontrare.</p>
<p>Per nostri limiti di comunicazione e per loro superiori altri impegni.</p>
<p>Che sarebbe stata con noi se solo avesse meno problemi e più tempo e possibilità per informarsi.</p>
<p>Quella Lecce che ignorandoci ha preferito non votare, o votare ancora una volta i &#8220;meno peggio&#8221;.</p>
<p>Quella Lecce vittima della disinformazione o della malainformazione.</p>
<p>Ai 1476 leccesi che ci hanno dato fiducia e credito.</p>
<p>Ai 2400 leccesi che nel cambiamento hanno creduto solo a metà.</p>
<p>A tutti i leccesi che non siamo stati in grado di raggiungere, almeno per presentarci.</p>
<p>A tutti i leccesi che col tempo vorranno provare con noi ad immaginare una politica migliore, fatta dai Cittadini per i Cittadini.</p>
<p>A tutti, non possiamo che assicurare che il MoVimento 5 Stelle Lecce continuerà ad esserci.</p>
<p>E soprattutto che attenderà il vostro contributo di idee e di passione.</p>
<p>Grazie Lecce!</p></blockquote>
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		<title>Massafra: No al raddoppio dell&#8217;inceneritore</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 18:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute/Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[LA MORTE DEL RICICLO E’ L’INCENERITORE. Se c’è qualcosa che non riusciamo a trasformare, la soluzione non è incenerire, ma rivedere il nostro modo di produrre le merci. (Barry Commoner) NOI SOTTOSCRITTI, LIBERI CITTADINI, ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI in riferimento al progetto di costruzione della seconda linea dell’Inceneritore di Massafra presentato dall’Appia Energy, facciamo osservare che: NUMERO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/01/vignetta-inceneritore.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3661" title="vignetta-inceneritore" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2011/01/vignetta-inceneritore.jpg" alt="" width="500" height="243" /></a>LA MORTE DEL RICICLO E’ L’INCENERITORE.</p>
<p>Se c’è qualcosa che non riusciamo a trasformare, la soluzione non è incenerire, ma rivedere il nostro modo di produrre le merci. (Barry Commoner)</p>
<p>NOI SOTTOSCRITTI, LIBERI CITTADINI, ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI in riferimento al progetto di costruzione della seconda linea dell’Inceneritore di Massafra presentato dall’Appia Energy, facciamo osservare che:</p>
<p>NUMERO DI IMPIANTI In un raggio di territorio di circa 12 Km., tra Massafra e Taranto, ci sono già 4 impianti di incenerimento, tre che bruciano CDR (Taranto, Statte, Massafra) e uno che brucia rifiuti speciali (Taranto-Statte).</p>
<p>SALUTE In letteratura scientifica ci sono numerosi studi sui danni ambientali e alla salute derivanti dalla presenza di inceneritori in un territorio. Tali studi riguardano i composti volatili dei fumi (particelle che sfuggono a qualsiasi tipo di filtro, perché prodotte dall’alta temperatura di combustione che combina gli elementi chimici in modo imprevedibile), le ceneri leggere e pesanti classificate come rifiuti tossici e pericolosi, gli stessi filtri che trattengono diossine e metalli pesanti, cancerogeni e mutageni, le acque di lavaggi smaltite come rifiuto tossico. Il Principio di precauzione nella valutazione costi/benefici impone in caso di dubbio di scegliere l’opzione che tutela maggiormente la salute delle persone e l’ambiente. Nel caso specifico il dubbio è legittimato da una letteratura medico-scientifica che non esclude la possibilità di rischi seri derivanti dalle emissioni gassose e dalla gestione delle ceneri tossiche (cfr. IV rapporto della Società britannica di medicina ecologica- 2005). I costi delle cure per patologie connesse all’insediamento di inceneritori sono, per i singoli e per la società, enormemente più alti di quelli derivanti da una corretta gestione dei rifiuti che invece si pone da un lato come una vera opera di prevenzione dei danni alla salute e dall’altro costituisce la premessa per rendere superfluo il ricorso all’incenerimento.</p>
<p>AGRICOLTURA I prodotti provenienti da zone limitrofe a inceneritori vengono dequalificati anche in forza di una Direttiva comunitaria. In un territorio fortemente legato all’agricoltura come il nostro, questa inevitabile dequalificazione può solo avere una ricaduta fortemente negativa sull’economia locale, limitando i consumi interni e l’esportazione.</p>
<p>ACQUA Non può ritenersi irrilevante per un territorio privo di acque proprie il fabbisogno per le due linee di 150.000 mc/anno di acqua pari a 10 litri al secondo.</p>
<p>OCCUPAZIONE La realizzazione dell’impianto, sia in fase di costruzione che in fase di esercizio genera pochissima occupazione rispetto a un sistema di raccolta differenziata porta a porta (per ogni impiegato nella centrale se ne avrebbero 15 in un sistema razionale di gestione dei rifiuti!).</p>
<p>RESPONSABILITA’ CIVICA Si deresponsabilizza il cittadino, disincentivando la sua volontà di differenziare e illudendolo con la falsa idea che il rifiuto bruciato sparisca completamente risolvendo tutti i problemi. Il ciclo completo della combustione produce circa il 40% di rifiuti speciali, tossici e pericolosi, da smaltire con notevoli costi in discariche idonee.</p>
<p>TRAFFICO Non si può sottovalutare l’impatto sul traffico e sull’inquinamento acustico e chimico derivante dall’aumento del numero di camion che transiteranno sulla statale (34 al giorno previsti dalla stessa SIA in fase di esercizio + quelli che dovranno portare via le 34 mila Ton/anno di rifiuto speciale prodotto dalla sola seconda linea)</p>
<p>CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI</p>
<p>L’eventuale incenerimento dei rifiuti è previsto dalla Normativa europea e nazionale solo alla fine di un circolo virtuoso che parte dalla riduzione dei rifiuti, passa per il riciclo, il riutilizzo, il compostaggio. Se questo fosse il percorso normale dei rifiuti, a termine del ciclo ci troveremmo davanti a una quantità molto esigua di residui ancora da smaltire tale da rendere diseconomico il loro incenerimento e altre soluzioni, già sperimentate altrove, sarebbero possibili. Invece le modalità proposte scelgono di utilizzare l’opzione dell’incenerimento come risoluzione di un processo che non è stato mai avviato.</p>
<p>La scelta di attivare una seconda linea di incenerimento rappresenterà la morte di qualsiasi progetto razionale di gestione dei rifiuti (è noto che nei territori dove esiste un inceneritore la raccolta differenziata o non parte affatto o raggiunge un livello massimo del 35% condizionato dalle esigenze di conferimento di quantità fisse giornaliere di CDR necessarie per alimentare la combustione.</p>
<p>RESA ENERGETICA Ai fini della valorizzazione del rifiuto il rendimento energetico derivante dalla combustione è notevolmente inferiore a quello che si ottiene dalla raccolta differenziata spinta.</p>
<p>SI RICORDA CHE SENZA GLI INCENTIVI STATALI PREVISTI DAI CIP 6 CHE ASSIMILANO I RIFIUTI ALLE FONTI RINNOVABILI, LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA RIFIUTI SAREBBE DISECONOMICA.</p>
<p>PROGETTARE E REALIZZARE UN CORRETTO PERCORSO DI GESTIONE DEI RIFIUTI È UN ATTO DI CIVILTÀ PERCHÉ COINVOLGE TUTTI NELLE RISOLUZIONE DEL PROBLEMA.</p>
<p>INCENERIRE È UN ATTO DI CECITÀ POLITICA PERCHÉ CON ESSO SI COLLABORA (CITTADINI E AMMINISTRATORI) A NASCONDERE IL PROBLEMA.</p>
<p>All’Amministrazione Comunale chiediamo:</p>
<p>Immediatamente di esprimere un parere negativo motivato sulla costruzione di questa seconda linea, richiamando il principio di precauzione che, in una situazione di incertezza scientifica, impone di operare scelte e adottare norme tese a evitare possibili effetti nocivi sull’ambiente e sulla salute degli esseri umani senza attendere i risultati della ricerca. Si eviterebbe in questo modo un nuovo insediamento insalubre in un territorio come il nostro che ha già importanti problemi di inquinamento e da anni è indicato come area a rischio.</p>
<p>In ogni caso di attivarsi per identificare i vari passaggi amministrativi di competenze dell’Amministrazione per bloccare il progetto o ottenere una moratoria che sospenda l’iter autorizzativo.</p>
<p>L’impegno a rendere protagonista la popolazione nel processo decisionale:</p>
<p>Informandola con gli strumenti usati abitualmente per la comunicazione: l’affissione di manifesti, sito web del Comune, informativa alla Consulta delle Associazione …</p>
<p>Favorendo la formazione di una coscienza con pubblici dibattiti.</p>
<p>Coinvolgendola in queste scelte che riguardano il nostro territorio, la nostra salute, il nostro futuro con un referendum consultivo, da indire entro tre mesi su iniziativa dell’Amministrazione, così come previsto dallo Statuto comunale.</p>
<p>Di valutare di pubblico interesse la corretta gestione dei rifiuti e organizzare la raccolta differenziata spinta con l’obiettivo di arrivare in tempi brevi all’obiettivo ‘rifiuto zero’, come hanno fatto già diversi comuni (Modugno e altri comuni del Salento). Una tappa intermedia potrebbe essere il 78% di raccolta porta a porta di Rutigliano.</p>
<p>Con questa scelta il Comune si porrebbe in linea con la normativa europea e italiana che obbliga a sviluppare un sistema basato sulla riduzione dei rifiuti, sul riuso, il riciclaggio, il recupero, il compostaggio. La parte restante potrebbe essere avviata a Trattamenti Meccanici-Biologici senza ricorrere all’incenerimento che pur in questa fase conclusiva è previsto come possibile dalla normativa italiana. Su questa parte residuale del ciclo virtuoso dei rifiuti il legislatore e i produttori dovrebbero avviare una riflessione scientifica per sostituire gradualmente nel tempo quelle materie che non trovano una collocazione in un ciclo naturale con altre che invece si inseriscano nel sistema natura.</p>
<p>In questa ottica si invita l’Amministrazione ad adottare la recente proposta che il Parlamento europeo ha fatto alla commissione in data 20 aprile 2012, in vista della definizione del Settimo Programma d’Azione in materia di Ambiente (PAA). Questa proposta ribadisce la gerarchia prevista nella Direttiva quadro sui rifiuti, come abbiamo sintetizzato al punto 3, e pone il divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati.</p>
<p>Il Parlamento sottolinea anche “l’importanza fondamentale d’informare i cittadini sulle politiche ambientali ….in considerazione del fatto che le istituzioni non possono creare unilateralmente un ambiente migliore per una vita migliore senza il contributo della società stessa”.</p>
<p>Questa scelta proietterebbe l’Amministrazione nel contesto del futuro sostenibile. E’ un’occasione da non perdere per essere in questo campo in una posizione di avanguardia. L’alternativa è rimanere ancorati a un passato che ormai è sconfessato dalla più oculata letteratura scientifica e dalla riflessione normativa a livello mondiale e europeo</p>
<p>Di non metterci di fronte alla “misera” scelta di accettare l’ampliamento in cambio di una riduzione drastica della tassa rifiuti: LA NOSTRA SALUTE E LA NOSTRA DIGNITA’ NON POSSONO ESSERE BARATTATE CON IL DENARO!</p>
<p>L’impegno a dare continuità al dialogo instaurato con il Comitato per la Corretta Gestione dei Rifiuti, includendo il medesimo Comitato in un processo decisionale che sia partecipativo, trasparente e condiviso, volto al benessere della collettività e che privilegi criteri di eticità, sostenibilità, rispetto per il diritto alla vita e alla salute nostra e delle future generazioni.</p>
<p>Massafra, 1 maggio 2012</p>
<p>Vai <a href="http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1335965067.htm" target="_blank">qui</a> per sottoscrivere la petizione<br />
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