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	<title>iapra li  uecchie il blog di Paolo Mariani &#187; Società/Cultura</title>
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	<description>Il blog di Paolo Mariani</description>
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		<title>BASTARDI</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 13:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[brindisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non credo ci sia al momento altro d&#8217;aggiungere a quanto detto nel titolo di questo post. BASTARDI Ti potrebbero interessare anche: In morte di un lavoratore I costi del carbone Record Brindisini Quando a pagare sono i nostri figli Parole, parole, parole]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/brindisi-attentato-scuola-morvillo-falcone.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-7298" title="brindisi-attentato-scuola-morvillo-falcone" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/brindisi-attentato-scuola-morvillo-falcone.jpg" alt="" width="500" height="265" /></a>Non credo ci sia al momento altro d&#8217;aggiungere a quanto detto nel titolo di questo post.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: xx-large;">BASTARDI</span></strong></p>
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		<title>Lettera aperta ad Alessandro Marescotti e Pacelink</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[taranto]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregio Dr Marescotti, innanzitutto mi presento. Mi chiamo Paolo Mariani di Ostuni, un grillino secondo i tradizionali media anche se io preferisco la definizione &#8220;cittadino freelance&#8221;. Da anni seguo con molto interesse ed attenzione il lavoro che Lei e l&#8217;associazione che rappresenta ha svolto in favore del bene comune apprezzandone sempre l&#8217;alto valore e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/AMarescotti.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7288" title="AMarescotti" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/AMarescotti.jpg" alt="" width="250" height="171" /></a>Egregio Dr Marescotti,</p>
<p>innanzitutto mi presento. Mi chiamo Paolo Mariani di Ostuni, un grillino secondo i tradizionali media anche se io preferisco la definizione &#8220;cittadino freelance&#8221;. Da anni seguo con molto interesse ed attenzione il lavoro che Lei e l&#8217;associazione che rappresenta ha svolto in favore del bene comune apprezzandone sempre l&#8217;alto valore e la fondamentale importanza; le vostre osservazioni, ricerche e denunce sempre chiare e profondamente documentate sono state per me un&#8217;importante fonte di informazione e riflessione e non solo riguardo ai problemi ambientali di Taranto. Spesso, sul mio blog personale, ho riportato, citato e linkato quanto riportato sul vostro sito (<a href="http://www.peacelink.it/" target="_blank">pacelink.it</a>). Un piccolo contributo alla diffusione di notizie e informazioni generalmente ingnote ai più.</p>
<p>Come noto a chiunque mi conosce non nutro una grande simpatia per i partiti e quindi non ho visto con favore la candidatura di Bonelli a sindaco di taranto, ma non posso che considerare lecite e, ancor di più, rispettabili idee, posizioni e scelte diverse. Aver visto Lei e molti altri noti e stimati ambientalisti tarantini, schierarsi a favore di tale candidatura non ha suscitato in me disappunto o disapprovazione ma semmai delle domande: come mai il moVimento 5 stelle, nonostante le tematiche ambientali siano tra i capisaldi del suo programma, non è riuscito ad interfacciarsi con queste associazioni, con questa marea di cittadinanza attiva? Come mai agli occhi di così tanti cittadini attivi, informati e con accesso alla rete il moVimento 5 stelle non è risultato un credibile soggetto politico?</p>
<p>Aimé, le risposte a queste domande sono tutte ben evidenti nelle dichiarazioni di Alessandro Furnari riportate qualche giorno fa su Taranto Oggi (<a href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/images/17005_a36256.jpg" target="_blank">http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/images/17005_a36256.jpg</a>). Dichiarazioni sulle quali non solo non sono d&#8217;accordo ma che ritengo assurde e prive di ogni fondamento logico. Basta leggere che per poter dialogare con il moVimento 5 stelle non c&#8217;è altra alternativa che entrare nel 5 stelle per rendersi conto dell&#8217;assurdità di quelle dichiarazioni nonché dell&#8217;incoerenza con quanto lo stesso moVimento 5 stelle propone: la partecipazione attiva dei cittadini tutti indifferentemente dalla loro adesione/iscrizione al moVimento.</p>
<p>Mi auguro solo che lei sia a conoscienza che Furnari non solo straparla, ma lo fa ad esclusivo titolo personale. Non rappresenta me  e non rappresenta altri attivisti 5 stelle compresi coloro che da anni su Taranto sono impegnati in importanti e fondamentali battaglie e che da tempo hanno preso le distanze dai metodi e dalle proposte di Furnari. Sono convinto che questi sapranno interfacciarsi con voi e fare tesoro del vostro impegno e del vostro lavoro non certo per fini elettorali ma per il bene comune su cui tutti quanti siamo impegnati. Stesso dicasi per le altre asociazioni presenti sul territorio e citate nei deliri del Furnari.</p>
<p>Per quanto mi riguarda continuerò a seguire con molto interesse ed attenzione il vostro lavoro come continuerò a diffondere le informazioni che da questo provengono.</p>
<p style="text-align: right;">Paolo Mariani</p>
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		<title>Quando la barriera diventa un baratro</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama digital divide, e significa barriera digitale. Con questo termine si intende la linea ideale di demarcazione che separa le persone che accedono regolarmente all’informazione in rete (informazione “digitale”, appunto) da quelle che non lo fanno. Fin dagli esordi di Internet ha cominciato a notarsi questa forte differenza, nel momento in cui i “non-utenti” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/divide.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7282" title="divide" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/divide.jpg" alt="" width="250" height="243" /></a>Si chiama digital divide, e significa barriera digitale. Con questo termine si intende la linea ideale di demarcazione che separa le persone che accedono regolarmente all’informazione in rete (informazione “digitale”, appunto) da quelle che non lo fanno.</p>
<p>Fin dagli esordi di Internet ha cominciato a notarsi questa forte differenza, nel momento in cui i “non-utenti” continuavano a ricevere informazioni da un unico punto di vista – quello istituzionale – mentre gli utenti della rete scoprivano che molte questioni importanti, come ad esempio la guerra del Kosovo, potevano anche essere viste dal lato opposto – quello del popolo serbo, in quel caso – cambiando completamente di colore.</p>
<p>Chi guardava la televisione, o leggeva la stampa mainstream, sentiva un’unica voce a reti unificate: “I ribelli serbi seminano il terrore nei villaggi albanesi, ammazzando donne e bambini senza pietà”. Chi invece andava in rete scopriva anche che “i ribelli serbi” erano stati addestrati, finanziati ed armati segretamente dagli americani. Poi poteva trarre le sue conclusioni.</p>
<p>Il salto di qualità fu immediato, e fin dai primi anni di Internet  si cominciò a sentire questo divario sempre maggiore fra gli informati e i non-informati.</p>
<p>In realtà, la molteplicità dei punti di vista è solo il primo dei vantaggi offerti dalla rivoluzione di Internet: la vera differenza inizia a sentirsi quando l’utente utilizza questa molteplicità di angolazioni per costruire dei nuovi “oggetti di informazione”, che prima non esistevano, su cui potrà basare i passi successivi della sua ricerca.</p>
<p>Facciamo un esempio. Se uno studia in rete la guerra del Kosovo, arriva probabilmente a capire che si è trattato di una operazione progettata ed orchestrata dalle nazioni occidentali per togliersi di mezzo una volta per tutte l’ostacolo della Serbia. Se poi questa persona studia, ad esempio, la recente “liberazione” della Libia, si accorge che le stesse nazioni occidentali hanno usato una tattica molto simile – scontri civili fomentati di nascosto, per giustificare un “intervento umanitario” – per togliere di mezzo un altro ostacolo decisamente fastidioso, il colonnello Gheddafi.</p>
<p>A quel punto il nostro navigatore fa uno più uno, e la prossima volta che sente parlare di “intervento umanitario” drizza le orecchie, e capisce in pochi secondi che cosa c’è veramente sotto.</p>
<p>In altre parole, l’analisi separata delle diverse situazioni storiche lo ha portato non solo a capire meglio ciascuna di esse, ma anche ad assimilare un nuovo concetto – quello dellefalse-flag operations – che prima non conosceva.</p>
<p>Nel frattempo chi guardava la TV è rimasto fermo al livello 1: del Kosovo ha sempre visto solo una facciata, quella mostrata dai media istituzionali. Della Libia ha sempre visto solo una facciata, quella mostrata dai media istituzionali. E della prossima operazione false flagvedrà probabilmente solo una facciata, quella mostrata dai media istituzionali. In questo modo non solo non riuscirà mai a capire il senso reale di ciascun evento singolo, ma non potrà nemmeno arrivare a collegarli l’uno con l’altro, perchè non sarà in grado di acquisire il nuovo concetto di “false flag operation”.</p>
<p>Chi invece ha imparato ad approfittare al meglio della rete procede sempre più agile e svelto, e sviluppa la sua conoscenza non solo allargandola in orizzontale, ma aggiungendo anche nuovi strati in senso verticale. E più sale – paradossalmente – più diventa facile acquisire nuove nozioni ed arrivare a nuove conclusioni.</p>
<p>Quello che inizialmente appariva come una semplice barriera di separazione fra due gruppi di persone, sta diventando un vero e proprio baratro che non solo non sarà mai più possibile colmare, ma nel quale vengono ormai le vertigini anche solo a guardare.</p>
<p style="text-align: right;">Massimo Mazzucco</p>
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		<title>Buon compleanno Emergency</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[emergency]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[18 anni fa, ieri, nasceva Emergency. Un’idea un pò “folle”, condivisa da Gino Strada e dalla moglie Cecilia, che volevano raccontare non più storie di guerra, ma storie di pace. Ed è la stessa Cecilia a dirlo: “C’erano una volta persone che rifiutavano armi ed eserciti, scontri e battaglie, soprusi e violenze. Che parlavano di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/emergency-logo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7273" title="emergency-logo" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/05/emergency-logo.jpg" alt="" width="250" height="296" /></a>18 anni fa, ieri, nasceva Emergency. Un’idea un pò “folle”, condivisa da Gino Strada e dalla moglie Cecilia, che volevano raccontare non più storie di guerra, ma storie di pace. Ed è la stessa Cecilia a dirlo: “C’erano una volta persone che rifiutavano armi ed eserciti, scontri e battaglie, soprusi e violenze. Che parlavano di altri uomini e donne, non di nemici. Che parlavano di diritti e di dignità, che pensavano che un mondo diverso era possibile, e che si poteva fare in molti modi: costruendo ospedali, per esempio”.</p>
<p>Loro ci hanno creduto e ci sono riusciti. In ben 18 anni di attività le operazioni di Emergency nel mondo sono tantissime. Hanno curato oltre 4 milioni e mezzo di persone, costruendo ospedali, portando personale e offrendo cure di qualità e gratuite.</p>
<p>L’associazione però vive grazie al nostro contributo. Dagli ultimi dati emersi, Emergency ha riscosso più fiducia da parte di tutti gli italiani, ponendosi al primo posto per donazioni tramite il 5 x 1000. Ma questo non basta. C’è bisogno di fare di più.</p>
<p>Diceva Gino Strada nel suo libro Pappagalli Verdi: ”Le guerre, tutte le guerre sono un orrore. Non ci si può voltare dall’altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio”.</p>
<p>Non possiamo rimanere indifferenti. Che ne dite di fare un bel regalo di compleanno?</p>
<p>Per sostenere Emergengy puoi:</p>
<p>- fare una donazione <a href="http://www.emergency.it/flex/FixedPages/Common/donazioni.php/L/IT/trk/1.20" target="_blank">http://www.emergency.it/flex/FixedPages/Common/donazioni.php/L/IT/trk/1.20</a></p>
<p>- donare il tuo 5 per mille <a href="http://www.emergency.it/cinque-per-mille.html" target="_blank">http://www.emergency.it/cinque-per-mille.html</a></p>
<p>- abbonarti a E il mensile <a href="http://www.eilmensile.it/abbonamenti/" target="_blank">http://www.eilmensile.it/abbonamenti/</a><br />
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		<title>Brigate rosse e volpi imbiancate</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 13:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia dello spread e dei governi tecnici è uno strano paese, dove un allenatore che tira un paio di cazzotti al proprio giocatore che lo ha schernito, viene additato come becero violento e licenziato seduta stante, ma un poliziotto che bastona a sangue una donna che giace a terra indifesa, violento non lo è, anzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/Sacrifice.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6525" title="Sacrifice" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/Sacrifice-232x300.jpg" alt="" width="250" height="323" /></a>L’Italia dello spread e dei governi tecnici è uno strano paese, dove un allenatore che tira un paio di cazzotti al proprio giocatore che lo ha schernito, viene additato come becero violento e licenziato seduta stante, ma un poliziotto che bastona a sangue una donna che giace a terra indifesa, violento non lo è, anzi si propone per ricevere una promozione. Un paese confuso e confusionario, abbarbicato sui cortocircuiti logici, dove spesso vince chi urla più forte, ma se urli dalla parte sbagliata ti verrà prontamente fatto notare come sia vietato alzare la voce. Un paese dove giovani e meno giovani marciscono da mesi nelle patrie galere, per aver fatto una scritta su un muro o partecipato ad una manifestazione, ma chi in galera dovrebbe andarci sul serio, per avere ammazzato, rubato o stuprato, spesso riesce a farla franca sgusciando fra le maglie arrugginite della macchina della giustizia.</p>
<p>In questo clima un po’ così, a metà fra una commedia grottesca e un festival degli orrori, non poteva certo mancare qualche tombarolo che riesumasse la mummia del terrorismo degli anni di piombo, per agitarla con furia belluina dinanzi agli occhi del “popolo”, vaticinando violenze e violenze e sventure senza fine fingendo d’ignorare che in Italia le violenze e le sventure reali sono già sufficienti per indurre almeno tre persone al giorno a cercare la “salvezza” nell’aldilà, mentre durante gli anni di piombo non accadeva nulla di simile.</p>
<p>Chi se non Giorgio Napolitano, il presidente che ha costruito un golpe nel breve tempo che intercorre fra un’alba e un tramonto, avrebbe mai potuto rendersi interprete migliore di un simile teatrino di cattivo gusto?</p>
<p>“La tragedia degli anni di piombo non si ripeterà” e “non ci faremo intimidire dal terrorismo” ha tuonato stamani con fare autoritario l’uomo che tira le fila di questa colonia gestita dai banchieri, pur travestito da vecchio barbogio dai toni paternalistici. Per poi aggiungere &#8220;La risposta deve essere categorica, quanti vanno su quella strada sono dei perdenti, non si illudano di sfidare lo Stato&#8221; e &#8220;Non ci sono ragioni di dissenso politico e tensione sociale, che possano giustificare ribellismi, illegalismi, forme di ricorso alla forza destinate a sfociare in atti di terrorismo&#8221;.</p>
<p>Tutta questa filippica e questo scomposto agitare spettri e urne cinerarie di un tempo che fu, prende spunto dal ferimento del manager Ansaldo Roberto Adinolfi, avvenuto a Genova qualche giorno fa, che stando ad alcune ipotesi ventilate dagli acquirenti potrebbe avere una matrice terroristica. Matrice terroristica (qualcuno è arrivato perfino a resuscitare le immarcescibili Brigate Rosse) ancora tutta da dimostrare, ma avvalorata secondo i giornalisti nostrani da una dichiarazione “di solidarietà” comparsa su internet a firma GAP, dove in nostalgico linguaggio anni 70 si attaccano Monti e il capitalismo, menzionando oltre al ferimento del manager Ansaldo anche quello dell’assessore UDC Alberto Musy, avvenuto a Torino qualche mese fa e finora considerato dagli inquirenti un caso legato alla sfera personale dello stesso Musy e al suo mestiere di avvocato.</p>
<p>La sensazione preponderante è quella che Napolitano stia cavalcando il fantasma dell’eversione solamente per intorbidire le acque e sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi reali del paese. Niente esclude però che il disegno possa essere un poco più complesso ed il “terrorismo” venga coltivato con cura da chi gestisce il potere, per usarlo qualora il paese iniziasse a mostrare un qualche timido segnale di risveglio.</p>
<p>Comunque niente paura, lo stato è solido e continua ad essere un punto di riferimento e una sorgente di fiducia per il nostro comune futuro, come Napolitano ci ricorda amabilmente, anche se di fiducia nel futuro in giro, fra un suicidio e l’altro, se ne vede davvero pochina, ma come ha detto ieri Mario Monti, i responsabili di quanto sta accadendo vanno cercati altrove, meglio se fra i fantasmi di un tempo che fu.</p>
<p style="text-align: right;">Marco Cedolin</p>
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		<title>Nuovo record delle spese militari</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 06:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[spese militari]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 17 aprile 2012, mentre milioni di statunitensi depositavano le loro dichiarazioni dei redditi, l’altamente rispettato Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace (SIPRI) di Stoccolma ha pubblicato il suo più recente studio sulla spesa militare mondiale. Nel caso gli statunitensi si chiedessero dove sono andati a finire i soldi delle loro tasse dell’anno scorso – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/spesemilitari.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7155" title="spesemilitari" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/spesemilitari.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>Il 17 aprile 2012, mentre milioni di statunitensi depositavano le loro dichiarazioni dei redditi, l’altamente rispettato Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace (SIPRI) di Stoccolma ha pubblicato il suo più recente studio sulla spesa militare mondiale.</p>
<p>Nel caso gli statunitensi si chiedessero dove sono andati a finire i soldi delle loro tasse dell’anno scorso – e i soldi delle tasse di altre nazioni – la risposta del SIPRI è stata chiara: alla guerra e alla preparazione per la guerra.</p>
<p>La spesa militare mondiale ha toccato un record di 1.738 miliardi di dollari nel 2011, con un aumento di 138 miliardi di dollari rispetto all’anno precedente. Gli Stati Uniti rappresentano il 41 per cento di tale cifra, ovvero 711 miliardi di dollari.</p>
<p>Alcuni articoli di stampa hanno evidenziato che, dal punto di vista della riduzione della dipendenza dalla potenza militare, ciò in realtà rappresenta un progresso. Dopotutto l’aumento della spesa militare globale “reale” – cioè la spesa al netto dell’inflazione e dei rapporti di cambio – è stato solo dello 0,3 per cento. E ciò contrasta con gli aumenti significativamente più elevati nel precedenti tredici anni.</p>
<p>Ma perché le spese militari continuano a crescere  considerate le misure governative d’austerità degli anni recenti? In mezzo alla crisi economica iniziata a fine 2008  la maggior parte dei governi ha tagliato in misura spettacolare la spesa per l’istruzione, l’assistenza sanitaria, l’edilizia popolare, i parchi e altri servizi sociali vitali. Tuttavia non ci sono stati tagli corrispondenti ai bilanci militari.</p>
<p>Gli statunitensi, in particolare, potrebbero cercar di capire perché in questo contesto la spesa militare statunitense non sia significativamente diminuita, invece di aumentare di 13 miliardi di dollari, in realtà diminuendo dell’1,2 per cento di “dollari reali”, e tuttavia con una riduzione che difficilmente è paragonabile ai tagli complessivi di Washington alla spesa sociale. Sì, le spese militari di Cina e Russia sono aumentate nel 2011. E anche in termini “reali”. Ma, anche così, la loro forza militare compete a stento con quella degli Stati Uniti. In effetti gli Stati Uniti hanno speso nel 2011 per le proprie forze militari circa cinque volte più della Cina (la potenza militare mondiale numero due) e dieci volte più della Russia (la potenza militare mondiale numero tre). Inoltre quando si considerano gli alleati degli USA, come l’Inghilterra, la Francia, la Germania e il Giappone, è chiaro che la gran massa delle spese militari mondiali è sostenuta dagli Stati Uniti e dai loro alleati militari.</p>
<p>Ciò potrebbe spiegare il fatto che il governo cinese, che conta solo per 8,2 per cento della spesa militare mondiale, ritiene che sia ragionevole e desiderabile accrescere i suoi esborsi per gli armamenti. Apparentemente i dirigenti di molte nazioni condividono quello spirito competitivo.</p>
<p>Sfortunatamente la rivalità militare tra le nazioni – che dura da secoli – ha come conseguenza un grande sperpero di risorse nazionali. Molte nazioni, infatti, dedicano la maggior parte del proprio reddito disponibile al finanziamento delle proprie forze armate e dei propri arsenali. Negli Stati Uniti si stima che il 58% delle entrate fiscali governative sia impiegato in spese discrezionali per la guerra e i preparativi bellici.</p>
<p>“Quasi ogni paese che dispone di un esercito è su un percorso folle, spendendo sempre più in missili, velivoli e armi” ha osservato John Feffer. Condirettore di Foreign Policy in Focus [Obiettivo sulla Politica Estera]. “Questi paesi dovrebbero affrontare le minacce vere – il cambiamento climatico, la fame, le malattie e l’oppressione &#8211; e non sprecare i soldi dei contribuenti per l’esercito.”</p>
<p>Naturalmente i difensori delle spese militari replicano che la potenza militare in realtà protegge il popolo dalla guerra. Ma è vero? Se è così come si spiega il fatto che le maggiori potenze militari del secolo passato – gli Stati Uniti, la Russia, l’Inghilterra, la Germania, la Francia, l’Italia, il Giappone e la Cina – siano state costantemente in guerra in tale periodo? Qual è la spiegazione del fatto che gli Stati Uniti – oggi il gigante militare – siano attualmente impegnati in almeno due guerre (in Iraq e in Afghanistan) e sembrino sull’orlo di una terza (con l’Iran)? Forse il mantenimento di una vasta macchina militare non previene la guerra ma, invece, la incoraggia.</p>
<p>In breve, enormi establishment militari possono essere molto controproducenti. C’è poco da meravigliarsi che siano stati condannati ripetutamente da grandi leader religiosi e morali. Anche molti dirigenti governativi hanno deprecato la guerra e i preparativi per la guerra, anche se normalmente a proposito di nazioni diverse dalla propria.</p>
<p>Così la pubblicazione del nuovo studio del SIPRI non dovrebbe essere motivo di festeggiamenti. Piuttosto offre un’occasione appropriata per riflettere sul fatto che, l’anno scorso, le nazioni hanno speso più soldi per l’esercito di quanti se ne siano mai spesi prima nella storia dell’umanità. Anche se questa situazione potrebbe comunque ispirare gioia nei cuori dei dirigenti governativi, dei più alti ufficiali dell’esercito e degli appaltatori della difesa, la gente lontana dalle leve del potere militare potrebbe ben concludere che è un modo del cavolo di amministrare il mondo.<br />
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		<title>Un popolo di asini</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società/Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante i contraddittori politici televisivi, non è raro ascoltare l’affermazione, “gli italiani lo hanno capito tutti”, adottato da entrambi gli schieramenti, come intercalare strategico, per dare più forza e credibilità alle loro conclusioni. La realtà, diversamente, sconfessa questa remota possibilità e capacità di comprensione degli italiani che, dati alla mano, detengono, da circa un ventennio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/evolution.png"><img class="aligncenter  wp-image-7077" title="evolution" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/evolution.png" alt="" width="500" height="134" /></a></p>
<p>Durante i contraddittori politici televisivi, non è raro ascoltare l’affermazione, “gli italiani lo hanno capito tutti”, adottato da entrambi gli schieramenti, come intercalare strategico, per dare più forza e credibilità alle loro conclusioni. La realtà, diversamente, sconfessa questa remota possibilità e capacità di comprensione degli italiani che, dati alla mano, detengono, da circa un ventennio, il primato assoluto dell’ottusità.</p>
<p>Un popolo di ignoranti allevati alla corte del “del grande fratello” e intossicati dai volgari, beceri, destabilizzanti e laidi programmi, condotti da quel fenomeno da baraccone al nome di Maria De Filippi. Retoriche eccezioni a parte, la verità è esattamente questa.</p>
<p>Appellarsi dunque agli italiani, confidando strumentalmente nella loro supposta capacità di giudizio, di critica e di valutazione obbiettiva degli avvenimenti, è una volgare commedia. Una farsa che non fa più ridere nessuno.</p>
<p>Tutti questi anni in una tale condizione, sono duri per il nostro paese e, se oggi, il popolo somaro, non riconvertirà la sua natura equina, in quella più umana di cittadino responsabile, dovrà pagare l’alto prezzo della sua codardia. “il popolo gode nell’affidare il potere al turpe” Seneca.<br />
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		<title>Un pò troppe domande</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 16:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[A molti è chiara la situazione in cui ci troviamo, ad altri un po&#8217; meno, altri ancora non sanno nemmeno cosa sta succedendo. In ogni caso l&#8217;oligarchia mondiale dei poteri forti ha dichiarato guerra alla dignità umana. Intendiamoci: per chi sa leggere i fatti nel momento in cui accadono niente di realmente nuovo sotto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/6634.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7030" title="6634" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/04/6634.jpg" alt="" width="250" height="246" /></a>A molti è chiara la situazione in cui ci troviamo, ad altri un po&#8217; meno, altri ancora non sanno nemmeno cosa sta succedendo. In ogni caso l&#8217;oligarchia mondiale dei poteri forti ha dichiarato guerra alla dignità umana.</p>
<p>Intendiamoci: per chi sa leggere i fatti nel momento in cui accadono niente di realmente nuovo sotto il sole; per tutti gli altri non rimane che aspettare venti o trenta anni per sapere, forse, qualcosa a cui daranno il nome di &#8220;verità&#8221;, come avvenuto per Ustica, solo per citare il caso più conosciuto.</p>
<p>Del resto ci sono quelli che aspettano che il presente diventi storia, mentre altri prevedono il futuro leggendo il presente. Nella società dell&#8217;&#8221;homo videns&#8221; per tanti, purtroppo, è vero solo ciò che appare. Ma i fatti sono ormai noti e non c&#8217;è più bisogno di ulteriori prove, la dichiarazione di guerra è palese: &#8220;Noi siamo il potere e voi siete schiavi; e siete pure troppi&#8221;.</p>
<p>Il potere si è apertamente rivelato nella sua più totale sfacciataggine e non mostra nessuna vergogna, anzi ostenta &#8220;naturalezza&#8221; ed innocenza (della serie: &#8220;il mondo è cosi che deve andare&#8221;). Il velo del tempo si è ormai squarciato, i vari pilato si sono lavati le mani ed il popolo spogliato di ogni umanità, logica, dignità e coraggio rimane li a guardare sperando solo che il lupo non sia troppo cattivo.</p>
<p>Anni e anni di lavaggio mentale hanno reso il popolo zombi al punto giusto. La soverchia di questo potere è mostruosa ed ogni giorno diventa sempre più ostentata ed ingombrante. E&#8217; come una sorta di incantesimo: più reprimono il popolo, più il popolo sembra accettare l&#8217;arcano. Ma sotto la cenere dell&#8217;apatia e della rassegnazione, molti gruppi di persone si stanno rianimando e cominciano finalmente a farsi delle domande; ed è molto pericoloso per il potere quando alcuni, riappropriandosi delle proprie facoltà mentali e della propria identità e dignità, cominciano a porsi delle domande.</p>
<p>Dobbiamo accettare questo tipo di società tecnotronica e tecnocratica gestita dall&#8217;anarchia bancaria?</p>
<p>Dobbiamo accettare questo tipo di economia togliendoci la possibilità di immaginarne una diversa?</p>
<p>Dobbiamo accettare la storia cosi come ce l&#8217;hanno raccontata senza nemmeno porci delle domande e con il rischio di subire pure un processo se mettiamo in discussione le &#8220;verità&#8221; ufficiali?</p>
<p>Dobbiamo accettare questo tipo di politica senza poter cambiare una virgola?</p>
<p>Dobbiamo accettare una turbo-economia che rincorre un PIL distruttivo che erode posti di lavoro, produce discariche e svilisce la natura umana togliendo tempo prezioso alla vita?</p>
<p>Dobbiamo accettare &#8220;passeggiate&#8221; di aerei bianchi che irrorano sostanze non meglio identificate su cui nessuno vuole rispondere?</p>
<p>Dobbiamo accertare che la NATO entri a casa nostra senza neanche bussare?</p>
<p>Dobbiamo accettare cibi OGM avvelenati rischiando addirittura di essere arrestati se non compriamo le sementi con il brevetto delle multinazionali?</p>
<p>Dobbiamo curarci malattie inesistenti con le pillola che ci impone l&#8217;impero delle multinazionali farmaceutiche?</p>
<p>Dobbiamo vaccinarci con i vaccini esavalenti, con tutto il codazzo dei richiami, quando le statistiche ci dicono che è meglio forse non vaccinarci?</p>
<p>Dobbiamo curarci i cancri solo con la chemio perché loro &#8220;sanno quel che fanno&#8221;?</p>
<p>Dobbiamo sorbirci la produzione di film e telefilm che ci propinano idiozie e l&#8217;unico richiamo fisso è al &#8220;giorno della memoria&#8221; come se a morire sono stati solo loro e tutti gli altri eccidi di gran lunga superiori non debbano essere ricordati?</p>
<p>Dobbiamo subirci il loro petrolio e lo dobbiamo comprare con i loro dollari e al prezzo che loro impongono?</p>
<p>Dobbiamo tenerci le basi militari senza che ci venga chiesto nemmeno il consenso?</p>
<p>Dobbiamo andare a bombardare paesi amici per loro conto violando la nostra stessa costituzione?</p>
<p>Dobbiamo fare tagli su tutto ma poi spendere cifre assurde per armarci fino ai denti?</p>
<p>Dobbiamo accettare di svendere il nostro patrimonio per due soldi per pagare un debito illegittimo?</p>
<p>Dobbiamo fare tagli alla sanità, alle pensioni, all&#8217;istruzione per pagare interessi ai banchieri solo perché qualcuno ha deciso di rinunciare alla nostra sovranità monetaria?</p>
<p>Dobbiamo tenerci un primo ministro illegittimo, consulente della Goldman Sachs (banca indagata dalla procura di Pescara, con l&#8217;inchiesta &#8220;easy crediti&#8221; per truffa allo stato italiano) fatto senatore tre giorni prima da un Presidente della Repubblica che ha dimenticato la Costituzione e che è stato eletto a sua volta da un parlamento illegittimo con una legge elettorale definita&#8221;porcellum&#8221;?</p>
<p>Dobbiamo continuare a sentire amenità sull&#8217;articolo 18, quando migliaia di imprese stanno chiudendo e molti imprenditori si stanno suicidando?</p>
<p>Dobbiamo accettare di subire ancora il trattato di Maastricht e Lisbona senza una minima discussione in merito?</p>
<p>Dobbiamo subirci un&#8217;orchestra di politici multicolore che suonano tutti la stessa musica diretta dal banchiere?</p>
<p>Dobbiamo subirci ancora una magistratura assente, distratta, lenta, e spesso dalla parte del potere?</p>
<p>Dobbiamo subirci lo smantellamento dello stato, dai comuni, delle regioni, delle imprese pubbliche?</p>
<p>Dobbiamo subirci l&#8217;annientamento culturale ed identitario della nostra radice mediterranea e romana?</p>
<p>Dobbiamo subirci questa pesante macchina europea al servizio della finanza mondiale e delle multinazionali?</p>
<p>Dobbiamo subirci l&#8217;eurotruffa e la banca centrale europea che inietta soldi alle banche commerciali e non agli stati?</p>
<p>Dobbiamo subirci il MES (meccanismo di stabilita europeo) che sarà l&#8217;ennesimo meccanismo bancario sovranazionale con poteri assoluti che ci scipperà altri 15 miliari in tre anni?</p>
<p>Dobbiamo subirci il teatrino dei sindacati che vanno ad elemosinare quanto lungo deve essere il cappio per impiccarci?</p>
<p>Dobbiamo subirci un comunicazione da vomito che dice che la crisi è finita mentre sta per saltare tutto? ecc. ecc. ecc.</p>
<p>Cominciano ad essere davvero troppo le domande! L&#8217;elenco è lunghissimo. Purtroppo dobbiamo fare i conti con la nostra capacità razionale, oramai prossima allo zero assoluto. Dobbiamo fare i conti con la nostra incapacità di prendere sul serio la nostra vita, quella stessa incapacità che ci fa rimanere immobili mentre aspettiamo solo che la ghigliottina venga giù.</p>
<p>Sarà necessario cominciare a fare disobbedienza civile e fiscale; gli scioperi e le manifestazioni di piazza sono inutili e scontati per il potere. C&#8217;è un momento in cui esercitare la disobbedienza civile significa obbedire alla propria dignità.</p>
<p>C&#8217;è una guerra in corso con morti veri (suicidi). Rispettare la nostra esistenza è fondamentale, soprattutto quando ci viene dichiarata guerra. Non reagire sarebbe da vigliacchi.<br />
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		<title>Usura e suicidio in uno stato complice</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 12:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci nascondiamo dietro ad un dito tra ipocrisia ed opportunismo e ancora non ci arrendiamo di fronte alla strage che si sta abbattendo su di noi, ancora un altro omicidio a Bologna davanti alle Agenzia delle Entrate che ha demandato ad Equitalia il servizio di riscossione usuraia in cui c&#8217;è la partecipazione statale. Basta con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/03/morte.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6978" title="morte" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/03/morte.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p>Ci nascondiamo dietro ad un dito tra ipocrisia ed opportunismo e ancora non ci arrendiamo di fronte alla strage che si sta abbattendo su di noi, ancora un altro omicidio a Bologna davanti alle Agenzia delle Entrate che ha demandato ad Equitalia il servizio di riscossione usuraia in cui c&#8217;è la partecipazione statale.</p>
<p>Basta con questa moneta debito, basta con questa truffa, basta con questa stretta mortale. Chi è il colpevole? Nessuna legge al mondo dovrebbe determinare la morte, eppure dietro ai fantasmi giuridici si nascondono le macchine della morte che agiscono indirettamente e per conto dello sterminatore, gli schiavi che non reggono al sistema sono solo di ostacolo al sistema.</p>
<p>Si può denunciare lo stato oltre che per truffa, per estorsione, cadute funzioni, anche per stalking? Questo Stato non ci serve più, dobbiamo fondare una ricostituente, che metta al centro l&#8217;uomo e non il mercato, che metta al centro la dignità, non il denaro.</p>
<p>Quante notti dovranno passare prima che arrivi l&#8217;alba dell&#8217;umanità che si aiuta?<br />
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		<title>Una società in secca</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 10:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cercare di combattere l’attuale crisi planetaria, immettendo liquidità sul mercato, è come volere riempire il letto di un fiume in secca, con secchi d’acqua. La sorgente, si è prosciugata per sempre, e la poca acqua rimasta, è appena sufficiente per dissetare i nostri figli. Se tutti noi, non riconvertiremo al più presto, lavoro in fatica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/03/propaganda.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6892" title="propaganda" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/03/propaganda-225x300.jpg" alt="" width="250" height="333" /></a>Cercare di combattere l’attuale crisi planetaria, immettendo liquidità sul mercato, è come volere riempire il letto di un fiume in secca, con secchi d’acqua. La sorgente, si è prosciugata per sempre, e la poca acqua rimasta, è appena sufficiente per dissetare i nostri figli. Se tutti noi, non riconvertiremo al più presto, lavoro in fatica, sottomettendoci alle leggi ineluttabili della natura, e cessando ogni tipo di violazione e profanazione, tutte le sorgenti si spegneranno, e allora, solo nella follia e nel sangue, placheremo l’arsura dei nostri perversi crimini contro Dio, e perpetrati in suo nome. Che i soldi non siano fonte di felicità, ma l’esatto contrario, è un dato di fatto e, oggi, ancora più di ieri.</p>
<p>L’origine di ogni male è lo sponsor e chi lo rappresenta! La propaganda (o pubblicità, come oggi preferiscono definirla, pur non essendo corrispondente alla sua origine etimologica, poiché, pubblicità deriva da pubblico – relativo ad un ambito cui appartengono o si riferiscono i diritti o gli interessi di una collettività civilmente ordinata” mentre, per propaganda, s’intende un’azione intesa a conquistare il favore o l’adesione di un pubblico sempre più vasto mediante ogni mezzo idoneo ad influire sulla psicologia collettiva e sul comportamento delle masse – sottoporre a bombardamento (o lavaggio del cervello propagandistico) – la propaganda, dicevo, e tutto il suo indotto, alimentano il PIL in ragione di un buon 90%.</p>
<p>Possiamo tranquillamente dichiarare che, il prodotto interno lordo delle nazioni liberiste, poggia le sue fondamenta sulla sabbia o per essere metaforicamente più illuminanti, sull’aria fritta. Il Sistema si ingrassa attraverso la propaganda e quindi, attraverso il consumo di prodotti effimeri, di nessuna qualità e durata (cose del tutto superflue che esulano dai reali bisogno della gente), e sulla base di tutto questo, edifica il suo impero di carta straccia.</p>
<p>Com’è possibile scorgere un prossimo futuro, quando i ricorrenti e sempre più frequenti scricchiolii ci avvertono del suo imminente crollo? ..</p>
<p>Lo sponsor è menzogna e quindi, illegalità. Può, questo mondo non deflagrare se, menzogna e illegalità, sono le ragioni, della sua stessa esistenza? Con tutti questi soldi in circolazione, potremmo acquistare l’intero sistema solare. Ma alla fine, che senso avrebbe? Cosa ce ne faremmo e quali vantaggi ne avremmo in cambio? Nessuno, oltre lo stupido piacere di ostentare una proprietà virtuale. “ Vedi quel mucchietto di stelle lassù, sono tutte mie!”?Per tanto, quella montagna di denaro in circolazione della quale non si scorge la vetta, non ha alcun reale potere d’acquisto, non essendoci, oggi, nulla che valga la pena acquistare. E’ solo l’ostentazione di un potere effimero, improduttivo, sia dal punto di vista etico morale che di vero benessere.</p>
<p>E’ assolutamente necessario comprendere che, i ricavi più sostanziosi dell’Impero Industriale che ci governa e che ci opprime, non provengono dalla costruzione, ma dalla distruzione, dalla violazione e profanazione dell’ambiente, dell’etica, della morale e del buon senso.?Per questo, oggi, il loro valore è pari a zero.</p>
<p>Tutti quei milioni di euro, incassati da calciatori, piloti, attori, cantanti, presentatori, commercianti inquinatori ed affini, in realtà non sono che carta straccia.?In genere, i depositari di tutta questa ricchezza (farina del diavolo) appartengono alla categoria del’intrattenimento; una sottocultura improduttiva e deviante, che fa leva sugli istinti più bassi degli individui, relegandoli dentro un’ignoranza abissale e una subdola schiavitù. Questi personaggi (con la retorica delle solite eccezioni), investiti di un tale potere mediatico (senza il quale, schiatterebbero per crisi di astinenza, in breve tempo), si avvalgono di un tale privilegio, per soddisfare vizi, manie, perversioni sessuali e mitigare, ansie, paranoie e depressione.</p>
<p>L’origine di tutto questo denaro è relativa e risultato ultimo della deforestazione, della sottrazione energetica dal sottosuolo, del degrado ambientale, dell’estinzione delle specie animali e vegetali, dell’inquinamento delle acque e del territorio. E’ il risultato della violazione e profanazione che ha prodotto guerre, violenza, prostituzione, pedofilia e stupri di massa-?È il denaro sporco di una società necrofila, lavato con il sangue dei suoi cittadini.? Tutto ciò, non è ricchezza, ma la peggiore delle povertà, della miseria più nera.?Stiamo precipitando come un’enorme pietra, lungo il ripido crinale di una montagna, ad una velocità incontrollata e, presto, ci schianteremo contro la granitica ottusità del nostro cuore malato.</p>
<p>Su proposta della facoltà di sociologia?dell’Università di Urbino, Valentino Rossi ha ricevuto una laurea honoris causa in “Comunicazione e pubblicità”. Deprimente e sconcertante!! Ha poi dell’incredibile che, con tutti i soldi che guadagna, fra gare e pubblicità (lui come mille e mille altri) si senta in dovere di evadere le tasse.</p>
<p>Questi comportamenti, non sono semplicemente relativi a un’ingordigia di fondo, ma sconfinano nel campo della psicopatica del primato ad ogni costo, e nella narcisistica ostentazione di una ricchezza assunta a mero parametro di potere personale, indotta da una crisi di astinenza e dipendenza mediatica.?E’ automatico domandarsi, cosa poi se ne facciano mai di tutto questo denaro che, oltre all’intrinseca capacità di soddisfare i normali bisogni quotidiani, le ambizioni, vizio e perversione, deve comunque fare i conti con la brevità della vita e la precarietà della salute.</p>
<p>L’uomo fu posto sulla terra, dice la Genesi, perché “la coltivasse e la custodisse”; ma il giardino c’è già, le materie prime ci sono già. – Ecco, allora, un altro tema importante per la giustizia e per la solidarietà: la destinazione universale dei beni – Il primato non è quello della proprietà privata.</p>
<p>Essa è al massimo una delle vie, come la democrazia per la politica, che sono state scelte nell’interno della storia per cercare di raggiungere quella verità primaria che è la destinazione universale dei beni.?S. Ambrogio, vescovo di Milano, in una sua opera scrive queste parole: “La terra è stata creata come un bene comune per tutti, per i ricchi e per i poveri. Perché allora, voi ricchi, vi arrogate un diritto esclusivo sul suolo? Quando tu aiuti il povero, tu o ricco, non gli dai del tuo, ma gli rendi il suo. Infatti, la proprietà comune, che è stata data in uso a tutti, tu solo la usi; la terra è di tutti, non solo dei ricchi. Dunque, quando tu aiuti il povero, restituisci il dovuto, non elargisci il non dovuto”.</p>
<p>Ecco un tema che dal punto di vista concreto, è di attualità. Pensiamo al problema del debito delle nazioni povere o a quello della fame. Noi siamo assisi nel mondo a una tavola nella quale abbiamo tutto, anzi, siamo con problemi di linea e di dieta.? Dall’altra parte della tavola ci sono tantissime persone, molte più di noi, che ricevono soltanto le briciole. C’è, allora, bisogno di ricordare a questo punto anche un’altra componente, quella della giustizia, che deve reggere non soltanto le scelte politiche, ma anche le scelte sociali.</p>
<p>Una poetessa ebrea fuggita dal nazismo e rifugiata in Svezia, Nelly Sachs, scrisse una ballata sui profeti che ha un’antifona veramente necessaria ai nostri giorni distratti ed egoisti che non ascoltano le voci che inquietano. Diceva: “Se i profeti irrompessero per le porte della notte, incidendo ferite nei campi della consuetudine, se i profeti irrompessero per le porte della notte, cercando un orecchio come patria, orecchio degli uomini, ostruito d’ortiche, sapresti ascoltare?”.</p>
<p>Il dramma del nostro tempo è questo: la nostra superficialità, la nostra banalità fa sì che, si vedono tutti quelli che muoiono di fame, si vedono le ingiustizie, si sentono ma, esse, vengono poi omologate in una immensa chiacchiera televisiva. Le nostre orecchie sono ostruite di ortiche e non ascoltano più la voce del principio della solidarietà e della giustizia che vuol dire impegno e riconoscimento di un dono, ma anche amore per gli altri”.</p>
<p style="text-align: right;">Gianni Tirelli</p>
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