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Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia hanno cominciato a dispiegare le truppe nel Golfo in una mossa che, secondo gli esperti, lascia intravedere i preparativi per una guerra con l’Iran. I primi attacchi potrebbero essere effettuati all’inizio dell’estate, dicono i media.
Secondo alcuni rapporti, le truppe stanno arrivando sull’isola Masirah in Oman, che si trova a sud dello stretto di Hormuz, dove è installata una base aerea americana. Due gruppi d’attacco americani sono attualmente di stanza nel Golfo.
Alcuni rapporti dicono che il gruppo sarà rafforzato con un’altra portaerei, il distruttore Momsen, e il sottomarino nucleare Annapolis. Gli Stati Uniti inoltre stanno rafforzando la loro presenza in Israele e Kuwait. Le truppe britanniche e le truppe degli Emirati Arabi Uniti sono arrivate ??in Arabia Saudita. L’obiettivo principale è l’Iran, il cui programma nucleare è stato per lungo tempo un tema di particolare interesse in Occidente. Sono pervenuti alla stampa rapporti secondo cui centinaia di bombe a penetrazione, in grado di distruggere bunker sotterranei pesantemente fortificati, sono state consegnate presso una base americana sull’isola britannica di Diego Garcia nell’Oceano Indiano.
Lo Stretto di Hormuz, un’importante via d’acqua per il trasporto del petrolio del Golfo alle regioni di tutto il mondo, serve come un altro pretesto per iniziare uno scontro aperto. Teheran ha minacciato di bloccarlo, e gli alleati si stanno preparando a colpire, se manterrà la sua parola.
Tuttavia, nessuno dei paesi coinvolti è pronto per la guerra, dice Vladimir Sazhin dell’Istituto di Studi Orientali.
“Tutti i paesi coinvolti in questo conflitto si trovano ad affrontare problemi interni. Una gara elettorale ha preso il via negli Stati Uniti. Le elezioni parlamentari in Iran sono state fissate per il 2 marzo e le elezioni presidenziali sono previste per l’estate del 2013. Le elezioni presidenziali in Francia sono proprio dietro l’angolo, e l’Europa nel suo complesso è troppo preoccupata per i suoi problemi economici per gestire un’altra guerra “.
Tuttavia, una concentrazione di forze militari nel Golfo crea una situazione esplosiva nella regione. Un colpo accidentale sarebbe sufficiente per innescare il fuoco su entrambi i lati. Se ciò accade, dice Vladimir Sazhin, gli alleati avranno un chiaro vantaggio.
“Qualora le operazioni militari dovessero iniziare, gli Stati Uniti invieranno potenti gruppi navali sostenuti da un gran numero di aerei, e bombardieri strategici voleranno dalla base di Diego Garcia nell’Oceano Indiano. Gli Stati Uniti saranno affiancati da Gran Bretagna, Francia e dalle monarchie arabe del Golfo produttrici di petrolio. L’Iran non ha alleati nella regione. La Siria non è nella forma migliore per sostenerlo. Tehran può contare solo su Hezbollah in Libano e, possibilmente, su Hamas a Gaza.”
La cosa più spiacevole di tutto questo è che il dispiegamento di truppe nel Golfo e le tensioni alimentate possono interrompere i colloqui tra l’Iran e le organizzazioni internazionali. Molti paesi, prima di tutto la Russia, credono che né l’uso della forza né l’imposizione di sanzioni aiuteranno a risolvere il conflitto. L’ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, deve dirlo.
“Le sanzioni sono da tempo diventate inefficaci, per cui la questione iraniana non ha spazio nel Consiglio di sicurezza dell’ONU. I colloqui a sei sull’Iran e quelli tra l’AIEA e l’Iran devono assumere un ruolo centrale nell’agenda internazionale perché danno qualche speranza. I rappresentanti dell’AIEA sono attualmente in visita in Iran per esaminare la possibilità di organizzare un incontro a sei con l’Iran. Anche se non vi è speranza, lo scontro crescente tra l’Occidente e l’Iran sta causando una preoccupazione sempre maggiore. Il problema Iran sta per diventare il più caldo del 2012 “.
Tutti i paesi dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva condividono la preoccupazione della Russia. La Cina è anche un altro grande attore internazionale che si oppone ad una campagna militare contro l’Iran. Sfortunatamente, né le proteste della Cina, né gli avvertimenti della Russia hanno avuto alcun effetto sugli alleati mentre accelerano i preparativi per un nuovo conflitto in Medio Oriente.
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Affrontare la questione immigrazione e cittadinanza senza incorrere nel rischio di sottoporsi ad accuse di razzismo o buonismo è, nel nostro paese, un impresa ardua ed ha sicuramente sbagliato Grillo ad esprimersi sull’argomento con una dichiarazione di poche righe, tra l’altro poco chiare, sfruttata poi per dare il via ad una scontata quanto sterile polemica col solo intento di danneggiare l’immagine di un moVimento che anche i più pessimisti adesso sanno essere un temibile competitor elettorale. La tematica, mai affrontata con serenità e sopratutto con serietà e ragionevolezza è stata, invece, sempre sfruttata a fini elettorali per impegnare la gente in questo eterno quanto finto scontro tra destra e sinistra. Lo scontro al posto del confronto è sempre molto utile a partiti e politici di mestiere per poter mantenere il controllo del potere, è così su questo tema ed è cosi su molte altre questioni mai affrontate e quindi mai risolte.
Facilissimo mantenere lo scontro tra chi vorrebbe il libero ingresso e la libera circolazione di tutti i cittadini del mondo e chi invece li vorrebbe buttare tutti a mare. Il non aver affrontato la problematica senza dogmi ma con ragionevolezza e lungimiranza ha creato una serie di situazioni di difficile convivenza e sopportazione che alimentano ancora di più lo scontro tra le varie fazioni. Sono, infatti, figlie di questo clima e del volerlo mantenere le diverse abberrazioni che possiamo riscontrare in Italia. Da quei veri e propri Lager definiti dalla legge Centri di Identificazione ed Espulsione introdotti dalla Turco-Napolitano (si, proprio quello che adesso lancia moniti) approvata dal governo Prodi di cui facevano parte tutti quelli che in questi giorni hanno criticato e urlato la loro indignazione di fronte alle dichiarazioni di Grillo, ivi compreso quel Paolo Ferrero allora ministro per passare al reato di clandestinità introdotto invece dalla Bossi-Fini (si, quei due che adesso fanno finta di essere uno contro l’altro).
Questo clima e la volontà di mantenerlo mi pare stia ancora una volta facendo partorire una norma che, pur partendo da sani e condivisibili principi, rischia di creare più problemi di quanti ne voglia risolvere. Mi riferisco naturalmente alla legge di iniziativa popolare denominalta L’Italia sono anch’io che poi iniziativa popolare non è visto che promossa da forze politiche che siedono (comodamente) in Parlamento, PD in primis. Questa proposta prevede la concessione automatica della cittadinanza a coloro che nascono nel territorio italiano, indipendentemente dalla nazionalità dei genitori. Principio di per sè nobile e condivisibile, ma che senso ha garantire dei diritti ai nascituri senza riconoscerne alcuno ai relativi genitori, perchè qui casca l’asino e la proposta evidenzia una falla che rischia di far affondare la nave. I genitori di queti nuovi cittadini rimarrebbero ospiti, un ospitalità dipendente dal possedere un lavoro, e che succede se perdono il lavoro, cosa non da escludere soprattutto con questi venti di crisi? La proposta non prende per niente in esame questo aspetto e allora rimarrebbe in vigore la norma attuale e se un extracomunitario perde il lavoro l’unica cosa che dovrebbe fare è lasciare il nostro paese. Non ha diritto a cercarsi un altro impiego, deve far ritorno nel proprio paese o in alternativa entrare in clandestinità col rischio di finire in uno di quei Lager di cui parlavo prima. E poi, la proposta si rivolge solo a chi nasce nel nostro paese, mentre nulla dice per chi arriva qui, e sono tanti, ancora bambino. Che vogliamo fare figli e figliastri?
Sui diritti politici poi siamo al solito assurdo. O si danno o non si danno. Che senso ha dare solo il diritto al voto amministrativo? Se riconosciamo un individuo, in tutto e per tutto, facente parte della nostra comunità abbiamo il dovere di riconoscergli tutti i diritti politici quindi sia il diritto al voto in tutte le consultazioni elettorali sia il diritto alla candidatura. Vie di mezzo servono solo a creare differenze sociali che di certo non favoriscono l’integrazione e la convivenza ma sono, invece, molto utili a mantenere quel clima di scontro tanto utile alle forze politiche.
Questa è la mia opinione sulla proposta di legge in questione e i motivi per cui non ho partecipato alla relativa campagna. Diversamente ne avrei già parlato da tempo e qualcuno mi avrebbe visto per le strade a raccogliere le firme. Mi rimane quindi da rivolgere una domanda a quei rappresentanti politici ostunesi che in questi giorni non hanno perso occasione per criticare e, soprattutto condannare, le dichiarazioni di Grillo: se, come pare, sostenete quella proposta perchè non l’avete sostenuta raccogliendo le firme come avete fatto in altre occasioni? Sputare è facile essere coerenti un po’ meno.
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Nonostante la sobrietà e l’eleganza della collezione Manovre Fiscali autunno-inverno, tutte foderate in pelle umana, la crisi peggiora pericolosamente, insieme al clima sociale. Dietro le proteste in Sicilia Confindustria denuncia l’influenza degli integralisti islamici, che mirano a instaurare la Sharia nell’isola. Non a caso, fra i pescatori e i camionisti dei picchetti sono poche le donne, e quasi tutte velate, o comunque vestite pesante.
Cosa ci aspetta, saremo cacciati dall’Euro, o ci crollerà addosso come un garage adibito a fabbrica clandestina, e saremo costretti a tornare alla Lira? Quel brand è talmente sfigato che, se sarà necessaria un’altra moneta nazionale, dovrà essere nuova almeno nel nome. Dopo il rigore di Monti che non siamo riusciti a parare, non ci resta che sperare nel lancio della moneta, ma quale? Il dibattito ferve. Ecco alcune proposte:
La Concordia
Garanzia di stabilità e sicurezza, una moneta inaffondabile, forte richiamo per gli investitori stranieri, espressione di un’economia solida e ben governata, che tiene la rotta senza prestarsi alle manovre azzardate, e non s’inchina a nessuno. Questo è quello che potremo dichiarare, almeno finché sarà ancora abbastanza buio, e il panico non si sarà diffuso.
La Patonza
Come c’è stato ricordato dall’imprenditore italiano che meglio ha saputo curare i propri interessi, la circolazione della valuta è fondamentale per l’economia: la Patonza deve girare. Per quanto il nome possa apparire di matrice maschilista, tale moneta sarà particolarmente utile alle italiane in grado, sfruttando la specifica moneta, di garantirsi lauti interessi .
La Panda
Dopo i molti segnali di sintonia fra il governo e Marchionne, un altro riconoscimento al suo genio imprenditoriale che ha saputo coniugare rinnovamento e sfruttamento, tradizione e cassa integrazione. Una moneta classista con classe, dallo stupendo design a pantofola, veloce nello sprint fuori dalle tasche degli operai, e agile nel parcheggio in quelle degli industriali. Navigatore di serie, modello Skettino.
La Verruca
Facile da acquisire, una moneta che si diffonderà rapidamente. Si consiglia ai risparmiatori di tenere d’occhio il loro capitale di Verruche, perché potrebbero vederlo trasformarsi in qualcosa di più, qualcosa capace di crescere, e svilupparsi in fretta autonomamente. Una di quelle rapide proliferazioni di capitali che sono il chiaro sintomo di un’economia in salute.
La Madonna
In omaggio alle radici cristiane, una moneta che non mancherà mai dalle tasche dei meno abbienti, nessuno fra pensionati, precari, e disoccupati potrà infatti mai dire di non avere le Madonne. Disponibile anche in versione federale, al sud sarà Madonna di Pompei, al nord Madonna Padana. Le banconote autentiche si distingueranno dalle false perché trasuderanno inchiostro.
Se anche quella nuova dovesse rivelarsi un fallimento però, l’Italia rinuncerà ad avere una moneta nazionale. Tutte le transazioni economiche avverranno in valuta estera. Gli acquisti dovranno essere effettuati in franchi svizzeri. Gli stipendi, invece, saranno pagati in yen radioattivi.
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Il Manifesto per la difesa del latte materno comincia così: “Il latte materno è un Bene Comune di inestimabile valore“. Non è una frase ad effetto: si parla di una realtà che ci è stata forse strappata di mano anche nel modo di rappresentarla (oramai quasi solo in termini medici o agiografici … una bella foto di altri tempi). Grazie ad alcune associazioni, è ora in atto una “campagna nazionale per la difesa del latte materno”. I suoi promotori pensano che sia importante diffondere la pratica dell’allattamento al seno; per questo offrono informazioni sui suoi effetti sui bambini (effetti che si riflettono anche negli anni a venire) e ne sottolineano il valore per tutta la comunità, usando il concetto di “Bene Comune”.
Ecco le associazioni promotrici: ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente, IBFAN Italia, MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano, Minerva p.e.l.t.i. onlus, PeaceLink, Gruppo Allattando a Faenza, Mamme per la Salute e l’Ambiente onlus – Venafro.
IL LATTE MATERNO E’ IN PERICOLO
Le informazioni alle quali la campagna intende dare la massima diffusione includono – purtroppo – le conoscenze scientifiche riguardanti la contaminazione del latte materno da sostanze inquinanti. E’ necessario quindi che, in modo continuativo, le istituzioni realizzino un biomonitoraggio su sangue placentare e latte materno, specialmente nelle aree più inquinate.
L’Italia al momento non ha ancora ratificato la convenzione di Stoccolma (sottoscritta nel 2004), che fissa limiti severi e rigide misure di controllo all’emissione in ambiente di sostanze inquinanti e persistenti; il Manifesto ora ribadisce la necessità di mettere al bando pratiche inquinanti, antiecologiche ed antieconomiche – quali l’incenerimento di rifiuti e biomasse – per privilegiare pratiche virtuose alternative.
Per salvaguardare il benessere degli esseri viventi, vanno imposti e rispettati vincoli normativi più rigidi e controlli più efficaci nei confronti degli insediamenti industriali e produttivi, soprattutto e con urgenza nei pressi di centri abitati e di zone in cui si praticano l’agricoltura, l’allevamento di bestiame e la pesca di pesci e molluschi.
Pensare che il latte materno possa continuare ad essere minacciato da pericolose sostanze inquinanti – in primo luogo da una sostanza terribile come la diossina – è insopportabile.
Scarica qui il manifesto in pdf e visita il sito dell’iniziativa http://difesalattematerno.wordpress.com/
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Non c’è stato telegiornale o quotidiano che in questi giorni non abbia riportato, giustamente direi, la notizia del video, da alcuni giorni disponibile su youtube, in cui un drappello di militari americani urina sopra dei cadaveri di afghani morti ammazzati. L’indignazione si è velocemente sparsa in tutta la società civile, in quella società civile che senza battere ciglio e senza indignazione alcuna sovvenziona con le proprie tasse, quelle tasse in continuo aumento che non bastano mai, quella macchina della guerra che ha causato nel mondo centinaia di migliaia di morti, in maggior parte civili.
E si, cari Italiani. Proprio voi che siete inorriditi di fronte a quelle immagini, in parte ofuscate per rispetto ai cadaveri in terra, dove cazzo eravate con lo sguardo e con vostra coscienza quando il nostro paese, che secondo la Costituzione ripudia la guerra, ha aderito e sostenuto con le proprie forze militarti ed economiche le guerre in Kossovo, in Afghanistan, in Iraq e in Libia per citare solo quelle più recenti. Dove era la vostra indignazione quando gli arei dell’alleanza di cui il nostro paese faceva parte, bombardava quei paesi e quei civili che avevano la sola colpa di essere nati li. Sempre pronti ad indignarsi quando si oltraggiano i cadaveri siano essi afghani o un ex dittatore, ma sempre con lo sguardo dall’altra parte quando di cadeveri se ne producevano a montagne perchè bisognava combattere il terrorismo ed esportare la democrazia.
Avete creduto alla storia delle “missioni di pace” con la stessa faccia di culo con cui i nostri parlamentari hanno creduto al fatto che Ruby potesse essere la nipote di Mubarak ed anche per gli stessi motivi: poter tornare con l’animo tranquillo ai cazzi vostri mentre dall’altra parte del mondo, lontano dai vostri salotti con comodi divani e mega schermi, migliaia e migliaia di persone, moltissimi bambini morivano bombardati da quelle forze armate finanziate coi vostri soldi e mandati la col vostro tacito consenso. Quel tacito consenso che vacilla quando i media vi propinano le immagini di quattro coglioni vigliacchi capaci solo di pisciare su dei cadaveri. Vigliacchi come i loro governi, come i loro paesi capaci di andare a far la guerra a popoli che ancora si muovono a dorso di mulo.
Questo blog non intende ofuscare il volto di quei cadaveri morti ammazzati e quindi eccovi il video integrale, guardatelo bene e guardate bene in faccia tutti i protagonisti della vicenda, i carnefici quanto le vittime. E quando avrete finito vedetevi anche il video successivo. Qui i carnefici non si vedono, suoni fuori scena e voi siete tra loro.
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Mi vien da ridere quando si profetizza un prossimo futuro di scarpe rotte e cappotti rattoppati: con le scarpe, i cappotti, i vestiti, gli elettrodomestici, i mobili che abbiamo ammucchiati in casa potremmo andare avanti vent’anni.
Con l’arrivo del nuovo anno, in genere, ci si impegna in buoni propositi. Il mio è il seguente: basta, non compro più nulla.Nulla, se non cibo (buono), e rimpiazzo per cose davvero indispensabili.
Protesta contro le cattive multinazionali, gli invadenti centri commerciali, gli avidi negozianti? Neanche per sogno. Crisi economica, risparmio forzato, decrescita felice? Ma figuriamoci.Semplicemente sono stufo di farmi fregare. Ho capito che scambio il mio denaro per pura e semplice monnezza. Robaccia che non vale nulla, che si rompe, si guasta, non fa ciò che deve fare, si tiene insieme con lo sputo. Schifezze fatte per non durare, che non valgono neppure la benzina per andarle a comprare.Sto regalando il mio lavoro quotidiano in cambio di vera immondizia. Vale così poco?
Tutto quello che è in vendita è porcheria. Ho cose sufficienti per un esercito, come chiunque di noi: anche il più “povero” ha più scarpe di quante ne avesse mia nonna sessant’anni fa. Ho deciso che acquistare cianfrusaglie non significa “togliermi qualche soddisfazione”. Tanti poveri cristi usano questa misera giustificazione. Le mie soddisfazioni sono altre, che buttare i miei soldi per oggetti che nascono già pronti per la discarica.Non contate su di me, insomma, per “far riprendere l’economia”. L’economia si riprenderà quando decideranno di produrre e vendere cose decenti, e smetteranno di truffare il prossimo.
Mi dispiace, ma io a questo giochino scemo non partecipo più.
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Il 2012 sarà molto di verso dall’anno che si sta per conculedere, ma aimé non credo che si avvererà la profezia dei Maya. La cosa non necessariamente deve essere vista positivamente perchè i fenomeni naturali, anche i più violenti, anche quelli che mietono più vittime, dopo il loro accadimento consentono alla vita di rigenerarsi, di ricostruirsi un futuro. La stessa cosa non succede quando a causare catastrofi è l’uomo invece che la natura.
La cosi detta “spinta riformatrice” dei governi subirà un accelerazione che prenderà sempre più velocità col passare del tempo. Ci colpiranno a gruppi, ci somministraranno le loro cure a poco a poco, ma continuamente in modo da evitare mobilitazioni di massa. Nicchie di protesta o gruppi di operai abbarricati sono ormai diventati una normalità quotidiana a cui quasi nessuno fa più caso e mentre i più sensibili si limitano a solidazziare definendoli “poveretti” non ci si deve sorprendere se questi non riescono a cavare un ragno dal buco.
Questi focolai molto probabilmente aumentaranno sia di numero che di consistenza, ma se saranno ignorati dall’opinione pubblica, come avviene oggi e non troveranno in chi ancora non è colpito, in chi ancora non è sotto scacco, sotto tiro un forte sostegno la loro lotta sarà vana. E così piano piano, come dei cecchini colpiranno ed abbateranno milioni di persone. Una delle categorie al momento più a ricìschio è quella dei dipendenti pubblici, non a caso nell’ultima manovra del governo Berlusconi è stata introdotta per questi la cassa integrazione. Principio inimmaginabile sino a qualche tempo fa è stata introdotto senza che si alzasse alcuna protesta. Licenziamenti e decurtazione degli stipendi o, in alternativa, in parte pagati con titoli di stato al posto dei contanti saranno i prossimi passi.
Non se ne gruggiolino gli altri, in particolare quelli convinti che i dipendenti pubblici siano tutti dei fannulloni, ce ne sarà pure per loro. I tiket sanitari aumenteranno a dismisura sia in termini di valore sia in termini di servizi a cui saranno applicati, compresi i ricoveri ospedalieri. Tutto questo associato al poco denaro disponibile comporterà rinuncie a cure giudicate troppo onerose. Stessa musica la sentiremo in ambito scolastico e per cucinarci a dovere arriveranno le liberalizzazioni come quelle già da tempo operate nel settore asicurazioni che già sappiamo l’effetto che fa.
Augurarvi un buon anno quindi proprio non me la sento, ma invitarvi ad aprire li uecchie e mettervi in moVimento si.
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Se mettiamo 5 scimmie in una gabbia, aggiungiamo una scala all’interno e vi mettiamo sopra una bella banana subito esse saliranno la scala per prendere la banana.
Se però ripetiamo lo stesso scenario e ogni volta che una scimmia prova a salire la scala inondiamo la gabbia con un forte getto d’acqua diretto su di lei e su tutte le altre, ben presto queste scimmie smetteranno di provare a salire la scala, consapevoli di quello che le aspetta in caso tentassero… A questo punto possiamo togliere una scimmia dalla gabbia e aggiungerne una nuova: la nuova arrivata proverà subito a salire sulla scala ma le altre scimmie subito la fermeranno per paura del getto d’acqua, che sanno arriva ogni volta che una di loro sale la scala: ben presto dopo alcuni tentativi falliti la nuova scimmia desisterà. A questo punto possiamo togliere un’altra scimmia e metterne un’altra nuova, la scena di prima si ripeterà, e ora anche la scimmia inserita poco prima aggredirà la nuova arrivata, in quanto ha potuto imparare a sue spese che sulla scala non ci si può andare.
Possiamo continuare in questo modo sostituendo fino all’ultima scimmia, a questo punto avremo una gabbia con una scala al suo interno con sopra una banana, 5 scimmie dentro e nessuna di queste scimmie si azzarderà a salire la scala, ma nessuna di queste scimmie saprà il perchè non si possa salire questa scala, semplicemente saprà che non si può, che si è sempre fatto così.
La memoria del perchè non si potesse salire la scala è andata perduta e ora non è più importante rimanere vicino alla gabbia con il tubo dell’acqua pronto, per essere sicuri che le scimmie non mangeranno la banana: ora le scimmie si autocontrolleranno fra di loro, nessuna salirà sulla scala perchè sarebbe fermata dalle altre, e solo perchè si è sempre fatto così, è sbagliato salire punto e basta
Un beota Natale a tutti quelli che si nascondono dietro il “Così è, così è sempre stato e così sempre sarà” e un buon Natale a tutti gli altri.
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Quest’anno per Natale fatti un bel regalo. Un regalo di pace e solidarietà.
Cari amici
SOS: a tutti coloro che apprezzano il lavoro e l’esistenza di EMERGENCY, a chi crede nell’eguaglianza in dignità e diritti di tutti gli esseri umani.
Il lavoro di EMERGENCY continua ad aumentare, perché sono in crescita costante le vittime della guerra e della povertà, e curarle è insieme il nostro dovere e il nostro ruolo.
In questo momento, le nostre risorse economiche non ci consentono più di farvi fronte. Abbiamo bisogno di molti soldi per tenere aperti i nostri ospedali, i centri chirurgici per le vittime di guerra, i centri ostetrici, pediatrici, di primo soccorso, di riabilitazione. E per mantenere in vita anche i poliambulatori specialistici gratuiti che EMERGENCY ha aperto in Italia negli ultimi anni.
Vi chiediamo aiuto affinché EMERGENCY, anche nella difficile situazione di oggi, possa continuare a esistere, perché non venga interrotto uno straordinario “esperimento umano” di cura e di cultura.
SOS EMERGENCY. Grazie di raccoglierlo.
Gino Strada
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“Tutto ciò che è stato privato della sua vera natura, presto o tardi, si estinguerà”
Tutto quello che di incomprensibile, oggi, accade nel mondo e pertanto, anche nel nostro paese, è il logico risultato e conseguenza di in mondo perduto, che mette in scena l’ultimo atto prima della sua fine. Un ribaltamento di principi e valori dove, gli ossimori e le eccezioni, hanno soppiantato ogni regola e buon senso, attestandosi a punti di riferimento, relativistici, che hanno il solo scopo di fare precipitare la situazione, imprimendo, ad una tale anomala circostanza, quella spinta necessaria e incontrovertibile, atta a sancire la fine di quest’epoca. Non dobbiamo, dunque, meravigliarci più di nulla, limitandoci a codificare tali incongruità, come gli effetti tecnici e scientifici di una reazione chimica, innescata da una erronea combinazione di elementi impropri e incompatibili fra loro che, per fattori di opportunismo, non ha tenuto conto della loro diversa natura e funzione.
Se avessimo la capacità di astrarci dalla realtà presente (uscendo al di fuori) per gettare uno sguardo disincantato sull’oggi, e sulle aberrazioni e degenerazioni che lo contraddistinguono e caratterizzano, saremmo in grado di comprenderne le logiche, le cause, gli scopi e il suo fine ultimo.
Effetto serra, inquinamento globale, energia nucleare, scie chimiche, bombe intelligenti, vaccini mortali, clonazione, organismi OGM, estinzione di specie animali e vegetali, tumori, depressione, manipolazione, trapianto d’organi, chirurgia estetica, e tutto quell’infinito luna park di mostruosità che contaminano e devastano il nostro vivere quotidiano, non sono che alcuni degli effetti più evidenti, indotti dalla violazione, dalla profanazione e contraffazione di quell’impianto etico originario, che aveva la funzione di equilibrare, armonizzare e fare interagire fra loro i vari processi vitali (i più diversi), le storture e gli eccessi.
Un tempo, il naturale sentimento di colpa, non era che la spia luminosa relativa ad alcuni comportamenti deplorevoli che, accendendosi, ci segnalava l’erroneità dei nostri atti e pensieri, causa di ingiustizia e di gratuito dolore. Che futuro può mai avere una società che giustifica ogni più turpe desiderio e perversione a fronte di profitti e di potere?
Oggi, mentre negli individui, delle società moderne relativiste, si è estinto per sempre il timor di Dio, la chiesa cattolica spartisce profitti, impunità, privilegi e vizi con il Sistema Bestia e, senza mai smentire la sua ipocrita doppia natura, in forma di proseliti, lo pretende dagli uomini.
Questo “sentimento di timore”, è sempre stato il fondamento di ogni religione e società umana, senza il quale, tutto trasfigura in commedia, fanatismo e caos Gli stessi animali lo praticano dall’alba dei tempi e così ogni altra forma di vita – e non solo come atto di umiltà e devozione verso il Supremo Creatore e Padrone, dispensatore di gioia, di misericordia e di speranza, ma come forma di autoconservazione. E questo è il motivo della nostra disfatta!
La condizione in cui riversa oggi il nostro pianeta è paragonabile ad una sorta di coma profondo. Uno stato vegetativo di vita apparente, al quale dovremmo porre fine ma che, diversamente e, oltre ogni ragionevolezza, persistiamo a tenere in vita, torturando e tormentando la sua anima oramai senza speranza.
Non ci resta molto tempo e se, oggi, non aiutiamo il Sistema Bestia a morire, in una sorta di benevola e cristiana eutanasia, ma passivamente prolunghiamo la sua agonia (e quindi la nostra) fino al suo naturale e ineluttabile spegnimento, avremo perso un’ulteriore e ultima occasione di pacificare le nostre coscienze e dare un senso alla nostra esistenza.
Certo, è una medicina molto amara, dagli effetti collaterali devastanti, ma è la sola di cui disponiamo. Il sistema va resettato totalmente e solo dalle sue ceneri, potrà sorgere una nuova alba.
E’ quindi il caso di abbandonare il Sistema Bestia a se stesso, al fine di isolarlo e, in seguito, di spegnerlo. Dobbiamo recidere ogni canale di alimentazione che concorra al suo mantenimento e a rafforzarne il suo potere. Combatterlo, è uno sforzo improduttivo e un’inutile spreco di energie. Energia che dobbiamo conservare per ricostruire una nuova esistenza lontana da ogni subdola lusinga, illusoria comodità ed effimera dipendenza.
La battaglia dichiarata da tempo contro i berluscones della politica, del potere economico e mediatico, responsabili del disastro morale, etico e ambientale, oggi, non ha più alcun senso e motivo. Per ricominciare, dobbiamo rinunciare ad ogni sussulto di indignazione e di vendetta perché, molto presto, giustizia sarà fatta e, nessun potente e servo del potere, potrà mai sottrarsi dal bere l’amaro calice di una condanna senza sconti e appello.
Se non avremo il coraggio e la consapevolezza necessaria per capire fino in fondo le circostanze del nostro presente e sulla base della nuda e cruda realtà, progettare una nuova rinascita, allora sarà cancellato per sempre dal nostro cuore, anche il più remoto barlume di futuro.
Lo dobbiamo ai nostri figli, perché non ci maledicano, quel giorno, di averli messi al mondo.
Gianni Tirelli



















