Archive for Società/Cultura

lug
16

Attenzione agli immigrati

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“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.

Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.

Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.

Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.

I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.

Relazione dell’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso Americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, ottobre 1912, che si conclude con questa frase: “La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione“.

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lug
08

Vergogna

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Quello che è successo ieri a Roma durante la pacifica manifestazione del popolo Aquilano è l’emblema del totale disfacimento socioculturale del nostro paese. Non mi riferisco al solo aspetto politico istituzionale, ma all’intera società italiana, perchè se certe cose possono accadere ( e di simili ne sono già accadute diverse) è solo perchè gli Italiani tutti lo permettono. Mi vergono di far parte di questo popolo, vorrei chiedere personalmente scusa a tutti i cittadini che in questi ultimi anni hanno protestato e manifestato pacificamente per i loro diritti (da Genova a Chiano, dalla Val di susa a L’Aquila, etc) ed in cambio hanno avuto le particolari attenzioni delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, gli insulti della politica e dei mass media (altro che legge bavaglio, l’informazione nel nostro paese è morta già da diversi anni, guardatevi il video per averne una precisa idea).

Non cerchiamo attenuanti, non scarichiamo la responsabilità su altri o su situazioni contingenti. Dobbiamo solo avere il coraggio di vergognarci per aver lasciato silenziosamente che tutto ciò accadesse. Solo così possiamo avere una possibilità per risollevarci e tornare ad essere un popolo civile.

P.S.: cari amici Ostunesi e Pugliesi, sappiate che è questo che avrete anche voi se un domani sareste costretti a protestare contro l’installazione di una centrale nucleare nel vostro territorio.

Manganellate d’assestamento

Buongiorno a tutti.
Scrivo questa mattina perché ieri sera sono,siamo tornati da Roma che erano le 21 e di corsa mi sono infilato sotto la doccia e poi a letto.
Chiedo già scusa da ora se non sarà un italiano perfetto in forma e contenuti ma io insegno arte, e poi sono preso in prima persona da questo evento, e chi mi conosce lo sa…. Il sangue mi va subito alla testa.
Si, dicevo sono subito corso sotto la doccia pensando di riuscire a togliermi tutto lo schifo di ieri che non era solo dovuto ad un caldo torrido ma ad una situazione preoccupante che sta attanagliando l’Aquila, il paese intero, ma soprattutto la popolazione italiana che si sente in dovere di sparare sentenze.
Ieri 7 luglio 2010 a 15 mesi dal terremoto del 6 aprile 2009 L’Aquila è dovuta scendere in piazza a ricordare a tutti che ESISTE, e già questo è schifoso.
Siamo dovuti scendere in piazza per dire a tutti che da noi il miracolo non lo ha fatto neanche la madonna d’Appare figuriamoci uno che si sente Duce, siamo scesi per urlare la nostra rabbia per essere stati presi per i fondelli per essere stati dimenticati e bistrattati.
Ho visto i giornali questa mattina e al solito sentito innumerevoli cazzate in TV, addirittura tra gli aquilani c’erano NO GLOBAL che si sono scagliati contro la polizia e anche estremisti, ma la più bella è stata:il PARTITO DEMOCRATICO far scendere il terremoto in piazza.
A noi non serve nessuno.. a noi non serve nessuno, noi corriamo da soli senza bandiere e senza fanatici, ieri in piazza solo bandiere nero verdi, solo i nostri colori, e la gente lo deve sapere, i miei studenti lo devono sapere.
Arrivati al casello di Roma le forze dell’ordine ci hanno scortato per farci giungere a piazza Venezia ma io non capisco il giro che ci fanno fare, forse un tour turistico??o forse era tutto macchinato??
Arriviamo all’ippodromo delle Capannelle per poi percorrere l’Appia antica (le fosse ardeatine erano a 2 passi, ci saremmo potuti andare no?)siamo risaliti verso il circo massimo, poi il colosseo da dove si vedeva la casa di Scajola(ma è un ‘altra storia),per poi arrivare a via dei fori imperiali.
Scendiamo e ci dirigiamo a Piazza Venezia, mi volto e vedo che siamo pochi, com’è possibile??
Avevano diviso il gruppo.. la polizia aveva di proposito diviso il gruppo, eravamo 36 autubus non potevamo essere poche persone, sono riusciti nel piano di disperderci.
A Piazza Venezia subito cordone di agenti in tenuta anti sommossa, non vogliono farci entrare a via del corso per dirigerci a protestare pacificamente per i NOSTRI DIRITTI.
Già si capisce che non sarà una giornata come le altre.
Dopo un ora riusciamo ad entrare, invadiamo Roma ma dopo un 500 m non di più altro posto di blocco e qui inizia la “mattanza”.
Carabinieri con le telecamere per riprenderci i volti, magari ci spediranno le denuncie alle case che non abbiamo,noi siamo li fermi con LE MANI ALZATE, vogliamo entrare e spingiamo un po’, nulla di più..ripeto nulla di più.
Si alzano i cori, si alzano le urla, davanti alle telecamere alziamo il dito medio, una volta girati per vedere cosa accade alle nostre spalle i VIGLIACCHI IN DIVISA alzano il manganello e picchiamo a tradimento.
Merde… ecco cosa siete MERDEEEE.
Due ragazzi finiscono in ambulanza con la testa ferita,c’è sangue sulle magliette e per strada, vengono colpiti anche un deputato e il sindaco… il tg2 e il tg4 dicono che gli AQUILANI HANNO PICCHIATO LE FORZE DELL’ORDINE.
Con quale diritto?chi ha dato l’ordine di alzare i manganelli?
Riusciamo a raggiungere Montecitorio ma blocco anche lì.. piazza colonna e blocco anche li, decidiamo di spostarci verso il senato e indovinate un po’? chiamano rinforzi, anche la guardia di finanza a bloccarci.
Chi si immaginava gli gli AQUILANI fossero peggio dei TERRORISTI?
Trattati come talebani, e questo che leggete l’ho detto a tutti quelli che ieri mi hanno ripreso e intervistato.
Una giornalista dell’Avvenire mi ha chiesto: perché siete qui?
Io gli ho risposto di prendere la sua bella macchina e venire a L’Aquila a vedere, solo con i propri occhi uno può capire come stiamo vivendo,e poi fatti anche un giro in rete e guarda il profilo di LUIGI TROTTRA uno che augura agli aquilani di morire. Gli ho lasciato il numero chiamerà per un tour tra le macerie??
Chiunque vedessi con una telecamera gli urlavo DEVI FAR VEDERE TUTTO… L’ITALIA DEVE SAPERE.
Ormai il mio cuore non resisteva più a tante sollecitazioni e mi siedo a respirare e li una donna da un negozio di souvenir con un arroganza mai vista mi dice: MA CHE SETE VENUTI A FA’?MA VERGOGNATEVE, VI HA DATO TUTTO!
Oddio.. mi alzo di scatto, mia madre era pallida perché già sapeva che cosa avrei fatto corro verso la donna la sto per afferrare ma tre aquilani mi fermano. Lasciatemi urlo..LASCIATEMI..
L’avrei resa cenere.. ma che cazzo dici?? Ma stai zitta?? Che ne sai dell’Aquila?? Cosaaa
Mi calmo,arriviamo scortati a Piazza Navona come i peggiori delinquenti, li vedi che ci guardano in cagnesco sotto il loro caschetto, ma cosa vogliono da noi??ma siamo così pericolosi?
Oppure è la verità che fa TREMARE??
Siamo alla fine della giornata e ci dirigiamo verso i nostri autobus.. invadiamo le strade di Roma, gli automobilisti urlano.. strombazzano..
Giungiamo ad un incrocio, ovvio che il traffico è in tilt non siamo 4 gatti ma tra le 5000-6000 persone (così si dice), molto romani scendono dalle auto e ci parlano in maniere pacifica e cordiale come è giusto che sia. Ci si confronta e si parla ma ecco il coglione di turno ma che non pensava d’incontrare Proffy sulla sua strada.
Lo so, lo so bene che non sia fa, dovrei dare l’esempio dovrei educare e lo faccio ogni giorno credetemi, ma sono esasperato da tanta crudeltà e pochezza.
Arriva questo autobus a 2 piani, quelli turistici senza “tetto” per ammirare le meraviglie di Roma, peccato che sopra c’era un poco di buono.
Noi blocchiamo la strada e il bus si ferma, e piuttosto che stare in silenzio questo cretino parla:
WE DAI.. LEVATEVI DALE BALLE, IO VI HO DATO I SOLDI!!
Ora io lo chiedo a voi, avreste resistito a tanta ignoranza e superficialità? (e mi sto tenendo basso)
Mi frugo in tasca.. tocco, sento che ho una moneta.
Alzo lo sguardo e voce: “HEI TESTA DI CAZZO.. SI, DICO A TE.. RIPRENDITI I TUOI SOLDI COGLIONE”
Gli lancio la mia moneta da 20 centesimi.. e ORA SCENDI MERDA CHE TI DO PURE GLI ALTRI, A L’AQUILA SI DICE “Mò TE PAGO”.
Mi portano via.. mi divincolo e torno sotto il bus, TI HO DETTO DI SCENDERE O HAI PAURA??CON I TUOI SOLDI PULISCITI IL CULO.
Blatera, parla di morti… il sangue mi torna su, ma a forza mi spingono via.
Ragazzi miei questo è il paese dove viviamo, dove la povera gente viene picchiata fisicamente e verbalmente. Noi ieri abbiamo protestato per avere non privilegi ma uguale trattamento rispetto ad altre catastrofi.
Chiedo scusa per un comportamento non sempre ESEMPLARE ma dovete capire che ogni volta che si sparla e si dicono ingiurie noi MUORIAMO UN’ALTRA VOLTA!!
Prendete la macchina, mi pago benzina e casello…. Ma VENITE A VEDERE IL MIRACOLO DI STO CAZZO!
Però venite scortati noi siamo un popolo pericolso!

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giu
12

Legge bavaglio: cosa cambia?

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Quotidiani in sciopero e radio e televisioni spente: queste le agitazioni promesse in seguito al varo della legge bavaglio. Anche i senatori hanno deciso che la legge è giusta, e anche Napolitano non ha trovato di meglio che di prendersela, di fatto, con chi si appella a lui, ultimo (o quasi) baluardo – il che è tutto dire – per la deriva autoritaria e auto conservatoria della nostra classe politica.
Repubblica on line indica, nella homepage odierna, un lungo dossier sugli audio delle intercettazioni che in seguito a questa legge non potremo più conoscere. La lista è lunga. E i reati ivi inclusi sono gravi. Ciò significa che la legge varata è efficace, che centra il punto per il quale è stata creata, e che si tratta – vale bene ribadirlo – di un vero e proprio attentato alla libertà di informazione.
Ma c’è una cosa ancora più grave sulla quale riflettere, purtroppo. Ovvero il fatto che tutta la libertà di informazione applicata invece fino a oggi, tutta la libertà di scoprire e pubblicare atti giudiziari, telefonate compromettenti e loschi giri di affari, non ha sortito alcun effetto sull’opinione comune. O quasi. Certamente non ha sortito alcun effetto pratico.
Il punto è delicato, perché a grosse spanne, la libertà tanto strillata e rivendicata da alcuni giornalisti e dalla parte civile, si è tradotta, nella nostra società, nella tipologia di giornali e televisioni che abbiamo. Si è tradotta in Berlusconi che di fatto impera, in politica, dal 1994. Si è tradotta nella finta opposizione attualmente presente, nella dipartita totale dei partiti e delle forze politiche agli estremi di un finto bipolarismo, nell’assoluta impossibilità di far emergere sul serio delle nuove forze politiche.
Tutta la libertà per la quale oggi si grida all’attentato, si è tradotta in processi che non si celebrano, in scandali infiniti che non hanno impedito a Berlusconi di essere apprezzato dalla metà degli elettori, in una opposizione che non è stata minimamente scalfita dall’affaire Unipol della scalata alle Banche, e di fatto si è tradotta nel continuare a vedere la maggior parte dell’opinione pubblica dividersi tra l’una e l’altra parte, che in quanto ad auto conservazione e lobby affaristiche, praticamente sono pari. Differiscono sui metodi e se vogliamo anche sullo stile, e differiscono soprattutto nel modo con il quale operano indisturbati nel nostro Paese. Ma il risultato, a livello locale come a quello nazionale, converrete, non è poi così differente.
E tutto questo nonostante l’informazione libera – si per dire – che oggi diversi giornalisti, direttori, editori, ordini e cittadini, cercano di “salvare” con mobilitazioni e discese in piazza.
A conti fatti, verrebbe da dire, il varo della legge bavaglio è ininfluente, sul risultato finale nel suo complesso.
I media di massa il Bavaglio più grande lo avevano anche prima di questa legge. Sui veri motivi della crisi mondiale, per esempio. Sulla incapacità dei governi di affrontarla. Sulla società allo sfacelo che quei media stessi contribuiscono a mantenere. Da oggi non sapremo più delle mignotte del premier. E dei particolari di alcuni appalti truccati. E di alcuni reati di mafia. Ma anche prima, e con tutta la libertà possibile, le escort giravano a palazzo, gli appalti e lo sfacelo erano sotto gli occhi di tutti, e la mafia, di fatto, regnava indisturbata.

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giu
08

La città

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Negli ultimi decenni e in modo clamoroso negli ultimi cinquanta anni, la città, nata come luogo di incontro e di scambio, ha scoperto il valore commerciale dello spazio e ha stravolto tutti i concetti di equilibrio, di benessere e di stare insieme, per seguire solo programmi di profitto, di interesse. Si è venduta. Fino a poche decine di anni fa i poveri e i ricchi vivevano gli uni vicini agli altri. Le loro case erano ovviamente diverse, le une da poveri e le altre da ricchi, ma sorgevano negli stessi quartieri. Poi si è dato un valore diverso al terreno a seconda della sua vicinanza al centro della città e questo ha stravolto tutto. I poveri non hanno potuto restaurare le loro casette malsane e senza servizi, hanno «preferito» venderle per potersi trasferire in periferia, in case tutte uguali e uguali a quelle presentate dalla televisione.

I centri storici sono diventati uffici, banche, fast food,sedi di rappresentanza, alloggi ricchi e sofisticati. Col calar della sera il centro della città si svuota e diventa pericoloso, la gente ha paura di andarci da sola, ci sono i drogati, i ladri, i malfattori. I centri storici, così diversi e ricchi perché nati da secoli di storia e di cultura, dal piacere delle cose belle e non solo utili, hanno perso la cura, la preoccupazione dei residenti. I luoghi più belli del nostro paese sono negati al gioco e alla esperienza dei bambini, al passeggio e al ricordo dei vecchi.

Le periferie sono invece nate in pochi anni, senza piazze,senza verde, senza monumenti. Le periferie sono uguali in tutto il mondo, gli stessi casermoni, le stesse strade grandi e dritte, lo stesso abbandono, perché non sono nate dalla lenta e costante preoccupazione degli uomini di avere luoghi di vita adatti e confortevoli per sé e per i propri successori, ma solo grazie alla spinta prepotente della speculazione. La città non ha più abitanti, non ha più persone che vivono le sue strade, i suoi spazi: il centro è luogo di lavoro, di compere, di rappresentanza non di vita; la periferia è il luogo dove non si vive, ma si dorme soltanto…

La città ha perso la sua vita. La città è diventata come il bosco delle nostre fiabe.

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mag
11

Il Forum della società civile

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“Il Comune promuove il Forum della Società Civile composto da associazioni, organismi di volontariato, organizzazioni sindacali e di categoria, ordini professionali. Il Forum ha funzioni consultive e propositive circa l’attività del Consiglio Comunale. Il Forum è luogo di incontro di tutte le forze sociali, culturali ed economiche.” Questo recita l’articolo 27 dello statuto del Comune di Ostuni.

Il Forum è stato regolarmente istituito ed ha altresì un suo Presidente, un certo avvocato Ghionda Maria Rosaria eletta nel lontano Gennaio del 2006 con 21 voti su 33 rappresentanti delle 101 associazioni iscritte ai tempi nell’albo delle associazioni. Nell’occasione l’eletto Presidente dichiarò: “spero di riuscire ad essere un punto di riferimento per la società civile in questa Città” (vedi il comunicato stampa). Vana speranza visto che con la sua elezione il Forum di fatto è deceduto.

Il Forum prevede anche una Giunta esecutiva composta da sei componenti ed un collegio dei probiviri con cinque componenti. Naturalmente chi sperava di diventare un punto di riferimento non ha mai convocato il forum per eleggere questi organi e quindi di fatto questi non esistono. La durata di questi mandati è di tre anni, ma credo non sia necessario evidenziare che il punto di referimento della società civile non ha mai provveduto a convocare il forum per il rinnovo delle cariche.

Così facendo non solo l’avvocato Ghionda è diventato un punto di riferimento, ma è diventato l’UNICO punto di riferimento e non per la società civile ma per l’amministrazione che grazie a lei riesce anche a sostenere che ad Ostuni la partecipazione è garantita.

Non ci resta che ringraziare questo illuminato presidente e ringraziarlo per il tempo e la passione messa in questo prestigioso incarico. Coloro che volessero ringraziarla per iscritto possono inviargli una mail al seguente indirizzo ghionda.mariarosaria@ordineavvocatibrindisi.it.

Mi permetto di suggerirvi anche un breve testo:

Al Presidente del Forum della società civile di Ostuni

Il/la  sottoscritto/a ………………………………………………. quale cittadino Ostunese la ringrazia per l’intensa ed incisiva attività dell’istituto di partecipazione popolare da Lei Presieduto.

Sicuro/a che continuerà ad impegnarsi come sino ad ora dimostrato Le porgo distinti saluti.

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mag
07

Referendum acqua: a Ostuni 1200 firme a rischio

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Comunicato stampa dei Grilli Attivi – Ostuni sulla difficoltà riscontrata per la certificazione delle firme a sostegno del referendum “Acqua Pubblica” nella città bianca. Funzionari fannulloni o ostruzionismo nascosto dietro la burocrazia? A voi il giudizio.

COMUNICATO STAMPA

400 cittadini ostunesi tra il 25 Aprile ed il primo Maggio si sono recati agli appositi banchetti, in taluni casi facendo pazientemente la coda, per sostenere con la propria firma una battaglia di civiltà che, non solo ad Ostuni, sta riscuotendo  notevole consenso. Ognuno di quei cittadini ha firmato per tutti e tre i quesiti referendari proposti per un totale di 1200 firme che oggi rischiano di dover essere cestinate a causa dell’atteggiamento di alcuni funzionari comunali che ci limitiamo a definire poco zelante.

Non basta infatti, raccogliere le firme affinché queste siano valide per indire un referendum, ma è indispensabile che queste siano prima autenticate e poi certificate dal Comune in cui il sottoscrittore risiede. Se per il primo aspetto non abbiamo trovato ostacoli grazie al Consigliere Comunale Salvatore De Stradis, unico  resosi disponibile tra un intera amministrazione comunale che si è manifestamente dichiarata a favore di questa campagna, per la certificazione dobbiamo constatare da parte degli uffici preposti un comportamento che, a nostro avviso, rasenta l’ostruzionismo e che di conseguenza rischia di rendere nulle le firme che i 400 cittadini ostunesi hanno posto a favore di un referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua.

Sottolineando che è dovere dell’amministrazione comunale certificare quelle firme e che questa operazione in base alla normativa vigente deve essere espletata entro 48 ore dalla richiesta, andiamo ai fatti:

è del 29 Aprile il primo tentativo. Ci siamo recati presso il competente ufficio elettorale del comune di Ostuni dove l’addetto, un certo Nacci, ci ha invitato a rimandare la consegna delle firme da certificare alla settimana successiva giustificandosi col fatto che sarebbe dovuto andare in ferie. Dalla nostra abbiamo chiesto all’addetto di prendersi almeno in carico i moduli con le firme che avrebbe potuto poi certificare con comodo nei giorni a seguire. Non avevamo fretta. Di risposta ci invita nuovamente a rimandare la consegna dei moduli “casomai si perdono” (sic!).

Secondo tentativo il 3 Maggio. Ci rechiamo nuovamente presso gli uffici del comune ed appena arrivati ci rendiamo conto che l’ufficio elettorale risulta chiuso. Non c’è alcun avviso in merito ne alcuna comunicazione quindi chiediamo informazioni. Il tutto inutilmente, gli addetti riultano assenti. Il Nacci in ferie e l’altra (avv.to Zaccaria) nessuno sa dove sia e quando sia possibile trovarla. Almeno questo è quanto ci riferiscono e ancora una volta ce ne torniamo a casa a mani vuote.

Terzo tentativo ieri 6 Maggio. Nuovamente presso l’ufficio competente per cercare di svolgere questa semplice quanto banale operazione. Stavolta è l’avv.to Zaccaria che ci invita a rimandare il tutto alla settimana successiva quando rientrerà dalle ferie il Nacci. Gli facciamo notare che è la terza volta che cerchiamo inutilmente di consegnare questi moduli e lei di risposta dichiara “io ho altre priorità”. E quali sono le sue priorità se non fare il lavoro per cui è pagata? A nulla valgno le nostre lamentele per l’ennesima volta ce ne dobbiamo andare senza che nessuno si sia voluto prendere i moduli con le 1200 firme da certificare.

A questo punto abbiamo immediatamente inviato una comunicazione al Sindaco per informarlo dei fatti e per chiedergli di informarci quanto prima quale procedura dobbiamo adottare per poter fare certificare queste firme, con la speranza che quanto accaduto sia solo dovuto alla scarsa volontà di due dipendenti comunali che, evidentemente, non hanno ben chiaro il motivo per cui ogni mese gli viene accreditato uno stipendio.

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mag
05

GASatevi

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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L’agricoltura italiana è in forte difficoltà. Una situazione non imputabile solo alla crisi mondiale, che colpisce tutti i settori produttivi, ma conseguente a una condizione di sofferenza ormai cronica.
Gruppi di acquisto solidale e agricolturaLe cause sono il continuo aumento dei prezzi dei fattori della produzione: macchine, carburanti, sementi, prodotti antiparassitari e il continuo calo dei prezzi dei prodotti agricoli, tendenza ormai in atto da diversi anni. Su quest’ultimo punto però è da notare una incongruenza ormai nota a tutti. Mentre i prezzi dei prodotti agricoli sono costantemente diminuiti i prezzi dei prodotti al consumo continuano ad aumentare. A queste condizioni la situazione economica di molte aziende agricole è diventata insostenibile e molte di loro stanno chiudendo i battenti.
Per molti prodotti agricoli l’agricoltore, per produrli, spende il doppio di quello che incassa piazzandoli sul mercato. C’è da chiedersi come sia possibile che le aziende continuino a coltivare prodotti come il frumento o la vite se con la vendita del raccolto si ha una perdita secca. La risposta a questa domanda non è certamente da ricercare tra le motivazioni economiche, ma piuttosto tra quelle di carattere tradizionalistico o di legame con il proprio territorio.
Il problema riguarda tutto il settore agricolo ma è chiaro che le difficoltà maggiori riguardano le piccole aziende e quelle con produttività marginali. Non dobbiamo dimenticare che il territorio italiano è per la maggior parte agricolo o forestale e sono le aziende agricole che si occupano della sua cura. Va evidenziato che le aziende, anche se piccole o con produttività marginale, svolgono un ruolo insostituibile nell’azione di cura e di tutela del territorio. Anzi spesso sono le aziende più marginali dal punto di vista della produttività che sono più importanti per la salvaguardia dell’ambiente. Il nostro “bel paese” è così denominato anche per la bellezza del suo paesaggio, che lo caratterizza dalle Alpi alla Sicilia. Ma questo suo aspetto è dovuto all’attività delle aziende agricole. Il paesaggio collinare ad esempio, caratterizzato da prati, vigneti, uliveti, boschi e seminativi, continua ad esistere grazie alla presenza di agricoltori che quotidianamente lavorano la terra. Alla chiusura di un’azienda inevitabile corrisponde l’abbandono di una porzione di territorio spesso coltivato da secoli. Un terreno lasciato incolto è soggetto al degrado e comporta una serie di conseguenze dal punto di vista idrogeologico oltre che paesaggistico, con inevitabili ripercussioni anche sulla attività turistica. Un campo abbandonato difficilmente potrà essere recuperato a causa degli ingenti costi che oggi sarebbero necessari per dissodarlo. Gli effetti di questa situazione son già troppo evidenti. Intere vallate sono coltivate da agricoltori anziani che non godranno di nessun ricambio generazionale.
Eppure i margini per un aumento del prezzo pagato agli agricoltori c’è e sta nella forbice che contraddistingue il prezzo che l’agricoltore percepisce e il prezzo pagato dal consumatore. Un divario che a volte arriva ad essere di 1 a 10.
Da un rapporto sullo stato dell’agricoltura italiana edizione 2007-2008 pubblicato dall’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria)) si legge: “A fronte di politiche di prezzo imposte dai grossisti e dalla grande distribuzione, gli anelli più deboli della catena si trovano agli estremi: da un lato, il consumatore, il quale subisce il prezzo del punto vendita e, dall’altro, il produttore, stretto fra vincoli di natura congiunturale (andamento climatico e altri fenomeni che investono la produzione) problemi di concorrenza, ma soprattutto, un maggior potere contrattuale evidenziato dalle altre fasi della filiera, in particolare quella distributiva”
Le aziende possono recuperare un margine essenziale per la loro sopravvivenza, ma perché questo avvenga è necessario che intraprendano e a volte recuperino ruoli diversi da quello esclusivamente produttivo, quali la trasformazione dei prodotti e la loro vendita. Entrambe questi attività sono molto difficile da organizzare per le aziende agricole, ancor più oggi che prevale, salvo rare eccezioni, l’abbandono dell’associazionismo aziendale.
Ma è proprio per quel che riguarda l’aspetto commerciale che i G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale) possono essere di aiuto alle aziende agricole in quanto costituiscono uno strumento formidabile per collegare direttamente il consumatore con il produttore, ristabilendo oltretutto quel rapporto diretto tra chi produce e chi consuma.
I G.A.S. quindi sono, un aiuto al consumatore che ha la possibilità di acquistare a prezzi più bassi, a parità di rapporto qualità prezzo, consentono di instaurare un rapporto diretto con il produttore che garantisce personalmente la qualità delle sue produzioni, ma i G.A.S. possono svolgere anche una funzione sociale di soccorso a tante aziende agricole italiane diversamente destinate a sparire.

Primo incontro GAS Ostuni

Venerdì 14 Maggio

ore 19.00

Via Diaz/Via Anglani

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apr
25

25 Aprile

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Oggi è il 25 aprile e a me hanno insegnato a chiamarla Festa della Liberazione. Dagli egoismi di pochi che schiacciano i bisogni, i diritti, i sogni di molti. Di tutti gli altri. Dalle paure dello straniero e del diverso a cui muovere guerra. Ieri col triangolo nero per gli “asociali”, verde per i criminali, rosa per gli omosessuali, blu per gli immigrati (lavoratori forzati stranieri), viola per i testimoni di Geova, rosso per gli oppositori politici, giallo per gli ebrei. Oggi tutti senza triangolo.

Liberati solo da quello?

25 aprile per ricordare a tutte e tutti quanto sia importante scrollare dal dorso dell’attualità ogni forma di discriminazione e di persecuzione. Liberazione dalle politiche di facciata che dicono senza fare o che fanno quel che vogliono senza nemmeno dirlo. Liberazione dalla miseria e dall’indifferenza. Dai privilegi che calpestano l’uguaglianza. Dai fascismi e non solo dal fascismo. Dal potere quando è strapotere e prepotenza. Dalla violenza.
25 aprile come festa nelle strade perché la guerra è finita e come impegno perché finisca per sempre.
Per tutti.

Baciamo la terra di questo 25 aprile

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apr
11

Assurdo e ridicolo

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Emergency è un organizzazione umanitaria internazionale sinonimo di pace e fratellanza. Per questo le accuse di terrorismo rivolte a suoi operatori possono solo essere considerate a priori assurde e ridicole. La Farnesina, il ministro degli esteri dovrebbero immediatamente saltare sulle proprie sedie ed adoperarsi con tutte le proprie forze e capacità per capire che cavolo sta succedendo, invece fanno semplicemente orecchie da mercante. VERGOGNA!!!

Tre operatori italiani dell’ospedale dei Emergency a Lashkargah, nella provincia meridionale di Helmand, sono stati arrestati dalle forze di sicurezza afgane e dalle truppe britanniche Isaf con l’accusa di coinvolgimento in un complotto per organizzare attentati suicidi e per assassinare il governatore locale, Gulab Mangal.
I tre sono Marco Garatti, coordinatore medico del progetto di Emergency in Afghanistan, Matteo Dell’Aira, infermiere capo dell’ospedale di Lashkargah, e Matteo Pagani, logista dello stesso ospedale.
Assieme a loro sono stati fermati altri sei dipendenti afgani dell’ospedale.
Secondo Daud Ahmadi, portavoce del governatore di Helmand, le forze di sicurezza che hanno fatto irruzione nell’ospedale di Emergency hanno trovato nel magazzino dell’ospedale giubbotti esplosivi, granate e armi da fuoco.
Non si sa dove gli arrestati siano detenuti.
La sede milanese dell’ong non e’ ancora riuscita a parlare con loro.
“Quando abbiamo provato a chiamare il telefono di uno dei nostri operatori – ha dichiarato Maso Notarianni, responsabile comunicazione di Emergency – ha risposto un uomo che si e’ qualificato come appartenente alle ‘forze britanniche Isaf’, ci ha assicurato che gli italiani erano con lui e stavano bene, ma non ce li ha passati”.
“L’accusa di un qualsiasi complotto o del favoreggiamento di qualsiasi azione violenta è assolutamente ridicola”, ha detto Notarianni. “Chiunque, qualsiasi afghano medio, ridirebbe del fatto che qualunque membro dello staff di Emergency possa complottare alcunché. Dal ministro Frattini ci aspettiamo che faccia immediatamente rilasciare i nostri medici e che esiga che la situazione torni alla normalità. L’ospedale di Lashkargah opera in una situazione difficile nella provincia di Helmand è in corso da settimane un’operazione militare che ha colpito molti civili, che spesso non potevano ricevere alcun soccorso”.
La Farnesina, dal canto suo, “ribadisce la linea di assoluto rigore del governo italiano contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo in Afghanistan, così come altrove” e che “i medici italiani in stato di fermo lavoravano in una struttura umanitaria non riconducibile ne’ direttamente ne’ indirettamente alle attività finanziate dalla cooperazione italiana”.
Per Gino Strada, fondatore di Emergency, “l’accusa mossa ai nostri e’ assurda: e’ come se in Italia si facesse circolare la voce che Don Ciotti sta complottando per uccidere il papa, e mi scuso con il mio amico per questo esempio. È vero – continua Strada – che il progetto che Emergency sta portando avanti in Afghanistan non è finanziato dalla cooperazione, ma ha ricevuto la ‘conformità’ del ministero degli Esteri, termine tecnico per dire che la Farnesina riconosce quel progetto e lo avalla, quindi non è vero che si possono tirare fuori”. Sulle armi rinvenute nell’ospedale, Strada ha detto: “Non posso escluderlo, come non posso escludere che qualcuno possa entrare con una pistola in qualunque ospedale italiano”.

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apr
10

L’Italia strozzata

Posted by: Paolo Mariani | Comments (0) Stampa Stampa
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Ho ricevuto questa mail che volentieri pubblico

L’Italia ormai è un paese strozzato. Utilizzo questo termine per dare la sensazione dello strozzamento che stiamo avvertendo nella vita di tutti i giorni: strozzati dalla politica, dal traffico, dalle tasse, dallo smog, dagli evasori fiscali, che, buon per loro, sono un po’ meno strozzati.
L’Italia è rimasta strozzata sin dalla prima repubblica. Un cittadino strozzato non può strillare! Non può muoversi, far sentire le sue necessità. Siamo strozzati dalla TV, dall’invidia che abbiamo verso chiunque possieda qualcosa in più di noi. Siamo strozzati dalla pubblicità, dalla desolazione sociale, dalle caste, dal modo di vivere e lavorare. I nostri figli sono strozzati, strozzati dal futuro, dal precariato, dall’impossibilità di vivere una vita migliore di quella dei loro nonni.
L’Italia ha bisogno di aria pura, di fiducia, di persone per bene, quelle di una volta, mai come adesso.
Abbiamo bisogno di scelte di governo lungimiranti, un piano energetico serio, verde, un piano economico fondato sul turismo e l’ospitalità. Lasciamo che siano i cinesi a strozzarsi con l’industria!
L’Italia dovrebbe essere un paese che produce DESIGN, RICERCA AVANZATA, TURISMO e prodotti agricoli di pregio!
L’Italia ha bisogno di professionalità alberghiere, di strategie di marketing turistico, di infrastrutture turistiche, di connessioni wi-fi gratuite per i turisti, di esperti agrari, di esperti d’arte e di restauro.
Non abbiamo bisogno di guide turistiche abusive, di taxi abusivi, di camerieri, ristoratori e albergatori che lavorano in nero e lestofanti vari!

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