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	<title>iapra li  uecchie il blog di Paolo Mariani &#187; Politica</title>
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		<title>Siamo vivi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 20:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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<p>Ieri sera a Bari abbiamo presentato e illustrato nei dettagli la proposta di legge regionale di iniziativa popolare &#8220;Trattamento economico e previdenziale dei consiglieri regionali&#8221; nota col nome di Zero Privilegi Puglia per la quale è iniziata in tutta la regiona la raccolte delle relative firme. Alla presenza di un discreto numero di cittadini interessati all&#8217;iniziativa abbiamo spiegato come questa proposta è nata, come si è sviluppata, secondo quali criteri è stata elaborata, quali sono i suoi obbiettivi, i riparmi economici previsti e come fare per aderire e partecipare alla raccolta firme.  Purtroppo il maltempo e la sindrome influenzale ci ha privato della presenza di alcuni protagonisti che hanno avuto un ruolo ed hanno fornito un importante contributo a questa campagna sin dal suo inizio, ma abbiamo notato nei partecipanti un notevole apprezzamento per gli interventi fatti dai vari relatori.</p>
<p>L&#8217;occasione è stata profiqua anche per aumentare le adesioni alla proposta, da un comitato contro gli sprechi ad altri gruppi 5 stelle della regione. Tutti molto entusiasti e pronti a partire e a fare la propria parte. Vi rcordo che su <a href="http://pugliazeropriv.altervista.org/index.php" target="_blank">www.zeroprivilegipuglia.com</a> potete reperire tutte le informazioni inerenti questa iniziativa e, nella sezione banchetti firme, tutti i luoghi con relative date ed orari in cui si potrà firmare. Quando andate a firmare ricordatevi di portare con voi un documento di riconoscimento. Possono firmare tutti i cittadini residenti in Puglia.</p>
<p>Oggi è iniziata la raccolta firme anche ad Ostuni. Purtroppo il banchetto previsto in mattinata al mercato è saltato causa pioggia, ma l&#8217;intenso freddo non ci ha evitato di essere in Via Pola dove numerosi cittadini si sono fermati per avere informazioni e soprattutto firmare. Il fredd0 era assai ma i costi della politica accende gli animi e il calore emanato dal vigore dei passanti ci ha consentito di sopportare le rigide temperature. Un grazie a tutti e un grazie anche a Salvatore De Stradis che ancora una volta si è reso disponibile a ricoprire l&#8217;indispensabile ruolo dell&#8217;autenticatore senza il quale queste iniziative non potrebbero essere realizzate.</p>
<p>L&#8217;unica e costante assenza, aimé, la si registra nei mezzi d&#8217;informazione. Nessun giornale, a parte qualche piccola testata e portale web, e nessuna televisione ha parlato della nostra inziativa. Sempre pronti a pubblicizzare ogni dichiarazione dei politici anche quando raccontano balle come il taglio ai costi della politica che, numeri alla mano, ho smentito ieri sera durante la mia relazione (vedi il video sopra) adessono tacciono completamente su questa importante proposta che, vale la pena ricordarlo, garantirebbe quasi 10 milioni di euro di risparmi all&#8217;anno. Zero Privilegi Puglia per i mezzi di &#8220;Informazione&#8221; semplicemente non esiste e questo vuol dire solo una cosa: é viva. I partiti, morti da tempo, sono degli zoombi che permangono ancora nell&#8217;immaginario della gente proprio grazie agli umili servitori dell&#8217;informazione, tutto ciò questi ci propagandano, utilizzando allo scopo anche soldi pubblici, è morto mentre ciò che volontariamente escludono è più che mai vivo.</p>
<p>P.S. a breve sarà disponibile il video dell&#8217;intera serata, con gli interventi di tutti i partecipanti.</p>
<div id="__ss_11421384" style="width: 425px; text-align: center;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Zpp   cara politica" href="http://www.slideshare.net/paolomariani69/zpp-cara-politica">Zpp cara politica</a></strong><object id="__sse11421384" width="425" height="355" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=zpp-carapolitica-120204151100-phpapp01&amp;stripped_title=zpp-cara-politica&amp;userName=paolomariani69" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse11421384" width="425" height="355" type="application/x-shockwave-flash" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=zpp-carapolitica-120204151100-phpapp01&amp;stripped_title=zpp-cara-politica&amp;userName=paolomariani69" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<div style="padding: 5px 0pt 12px; text-align: center;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/paolomariani69">Paolo Mariani</a>.</div>
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		<title>Un noioso banchiere</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 18:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’usuraio al timone dell’Italia deve considerarsi particolarmente telegenico, a giudicare dalla quantità di comparsate sul piccolo schermo delle quali si rende regolarmente protagonista. Comparsate che se in Italia esistessero ancora un governo ed un’opposizione (sia pur di facciata) avrebbero provocato un profluvio di polemiche, laddove invece le lezioni in TV del professor Monti vengono accolte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/02/montihaidi.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6621" title="montihaidi" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/02/montihaidi-300x224.jpg" alt="" width="250" height="187" /></a>L’usuraio al timone dell’Italia deve considerarsi particolarmente telegenico, a giudicare dalla quantità di comparsate sul piccolo schermo delle quali si rende regolarmente protagonista. Comparsate che se in Italia esistessero ancora un governo ed un’opposizione (sia pur di facciata) avrebbero provocato un profluvio di polemiche, laddove invece le lezioni in TV del professor Monti vengono accolte con acquiescente bonomia.</p>
<p>Nel corso dell’ultimo show televisivo, in quel di Matrix su Canale 5, il banchiere filosofo ha pensato bene d’iniziare a preparare la strada per lo smantellamento del mondo del lavoro (o meglio di quello che ne resta) prossimo venturo, scagliandosi in una filippica contro il posto fisso, come già avevano fatto in molti (con qualche eccezione) prima di lui negli anni passati.</p>
<p>“I giovani devono abituarsi all&#8217;idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. E&#8217; bello cambiare e accettare delle sfide”. Sono state le parole con le quali ha sintetizzato il concetto che la precarietà dovrebbe essere accettata di buon grado dai giovani (i meno giovani ormai sono caduti in un oblio senza fondo come se a 40 anni l’unica prospettiva praticabile fosse quella del suicidio), in qualità di sfida elettrizzante, dispensatrice di adrenalina e gioia di vivere.</p>
<p>Si potrebbe filosofeggiare a lungo sul concetto di monotonia, dal momento che la sensazione ha carattere largamente soggettivo, però prendendo per buono lo spunto del professore al servizio dell’usura, non si può evitare di sottolineare come tutte le società che hanno attraversato il corso della storia siano sempre state fondate sui pilastri del posto fisso e della monotonia, così come lo è altrettanto quella neoliberista, di cui egli si manifesta fra i massimi estimatori.</p>
<p>Alla base di una “monotonia” di fondo allignano i bisogni primari dell’essere umano, che suo malgrado possiede una dimensione corporea , che noiosamente lo costringere a mangiare due volte al dì, a trovare un riparo dove proteggersi dalle intemperie, a ricoprirsi di “stracci” per non morire congelato e via discorrendo.</p>
<p>Se nelle società primordiali, basate sull’autoproduzione, la caccia, la pesca e l’agricoltura su scala estremamente ridotta, la “monotonia” imposta dal rincorrersi delle stagioni e dalle leggi della fisica poteva essere talvolta stemperata da un certo grado di autonomia del singolo nell’ambito della comunità, progredendo, l’esistenza dell’essere umano si è fatta man mano più monotona e noiosa, sempre all’insegna della necessità di sopravvivere e rispondere ai bisogni imposti dalla materialità del corpo.</p>
<p>ln completa monotonia il contadino si spaccava la schiena per coltivare la terra prima del nonno e poi del padre, il maniscalco a ferrare i cavalli come imparato dal genitore, e così il fabbro, il commerciante, il tessitore e via discorrendo. E la situazione peggiorò ulteriormente con la rivoluzione industriale, quando larga parte dei lavoratori persero qualsiasi forma di autonomia, trasformandosi in automi al servizio di una fabbrica, dove noiosamente compiere meccanicamente gesti ripetitivi per 12 ore di fila.</p>
<p>Oggi il “progresso” ha mutato radicalmente il nostro modo di vivere e trascorriamo i nostri giorni sommersi da una quantità inusitata di nuovi bisogni fittizi, ma i bisogni di base sono sempre lì, monotoni e noiosi come non mai, tanto quanto quel posto fisso agognato dai più perché indispensabile per soddisfarli.</p>
<p>Continua ad essere estremamente monotona la necessità d’imbastire il desco due volte al dì e quanta noia nel pagare tutti i mesi la rata del mutuo o l’affitto, regolarmente le bollette per l’elettricità e il riscaldamento, la retta dell’asilo, il pieno dal benzinaio, le spese di condominio, l’assicurazione dell’auto e le altre cento monotone incombenze finanziarie che hanno tutte un comune denominatore: la regolarità.</p>
<p>Non esiste dubbio sul fatto che un lavoro regolare comporti un certo grado di monotonia (il lavoro in sé lo è quando compiuto per necessità e non per piacere), ma si da il caso che nella società neoliberista nella quale viviamo il lavoro regolare rappresenti la prerogativa imprescindibile per la sopravvivenza.</p>
<p>Provate a non pagare il mutuo per qualche mese e verrà Equitalia a portarvi via la casa. Provate a non pagare le bollette e congelerete al freddo e al buio. Provate a fare la spesa nel mese in cui non lavorate e il desco somiglierà ad una natura morta. Provate a non pagare l’assicurazione dell’auto e ve la sequestreranno. Provate a chiedere un prestito in banca o alla finanziaria e non vi daranno un euro senza che presentiate prova di quel posto fisso monotono e desueto.</p>
<p>Saremmo in molti ad apprezzare una società più effervescente, in sostituzione di quella fondata sulla monotonia, ma se davvero Monti e le banche da lui rappresentate, da filantropi quali sono, hanno a cuore le sorti progressive dell’umanità ed ambiscono a sradicare l’oppressione costituita dalla noia, inizino a dare il buon esempio.</p>
<p>Basta scadenze regolari alle quali dovere far fronte, basta garanzie per ottenere credito, basta gabelle, ticket e prelievi forzosi di ogni genere.</p>
<p>Paghi quando puoi e se non puoi pagherai il prossimo mese o quello dopo, ecco le parole necessarie per spezzare la monotonia del posto fisso. Tutto il resto è solo una monotona lagna, esperita da un noioso banchiere, che usa impropriamente la TV per diffondere il verbo dei suoi padroni.</p>
<p style="text-align: right;">Marco Cedolin</p>
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		<title>L&#8217;amico delle banche</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/02/monti3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6613" title="monti3" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/02/monti3.jpg" alt="" width="250" height="350" /></a>Il governo Monti sta fallendo perché si sta preoccupando troppo dell’economia monetaria e poco degli italiani. In queste ultime settimane lo Spread é diminuito; il debito pubblico, nettamente migliorato. Ma cosa c’entra lo Spread con la condizione degli italiani? Assolutamente nulla. Il debito sarà pur diminuito ma la disoccupazione é ancora in crescita e le nostre aziende continuano a chiudere. I nostri salari continuano a non essere sufficienti per fronteggiare l’aumento delle tasse e dei prezzi. Debito e Spread non misurano il benessere degli italiani.</p>
<p>In Italia, da quando siamo in crisi, la disuguaglianza é in costante aumento. Attualmente la nostra società si trova addirittura al di sotto della media mondiale.</p>
<p>Cosa significa che la crisi in Italia sta aumentando il divario tra i ricchi e i poveri? Innanzi tutto che il nostro governo non sta facendo abbastanza per gli italiani. I pochi ricchi che aumentano sono i banchieri e gli speculatori finanziari con i quali i poveri sono sempre più indebitati. Il ceto medio che sta sparendo, rappresentato da imprenditori e commercianti, si sta dissolvendo verso il basso, non verso l’alto. Aumentano le tasse e diminuiscono le vendite; di conseguenza cresce il bisogno di chiedere prestiti agli istituti bancari per portare avanti la propria attività. Il ceto medio s’indebita, le banche si arricchiscono; la disuguaglianza sociale cresce sempre di più.</p>
<p>Perché gli italiani stiano meglio, serve che il governo inverta questa situazione di disuguaglianza. Nella società d’oggi gli italiani sono messi solo in condizione di indebitarsi con le banche.</p>
<p>Il governo ha puntato a fare subito cassa, aumentando tasse e congelando pensioni. Ma se già l’economia é ferma, non é il caso di mettere gli italiani in condizione di farla ripartire? Se Monti non spremesse le nostre aziende con sempre più tasse, queste non sarebbero in condizione di garantire lo stipendio ai propri lavoratori e magari di assumere nuovi operai? Un operaio con uno stipendio stabile non é forse più portato a spendere e consumare ciò che le stesse aziende producono?</p>
<p>E poi perché le banche prestano soldi soltanto a chi ce li ha? Non bisognerebbe forse fare in modo che le banche (che tra l’altro rappresentano la frangia della società che continua ad arricchirsi anche in tempo di crisi) aiutino davvero i più poveri, proprio quelli che non ce li hanno i requisiti per chiedere un prestito? E non sto parlando di pezzenti o senzatetto, sto parlando di buona parte della nostra agonizzante società.</p>
<p>Il benessere dell’Italia non sta nella finanza, nello Spread; sta nello scambio di beni/servizi tra aziende e cittadini. É quindi il sistema finanziario che andrebbe indebolito a favore del reale sistema socio-economico italiano. Oggi accade l’esatto contrario.</p>
<p>Monti dovrebbe imporre alla banche un sistema di prestito a bassissimi tassi d’interesse per gli italiani. A nessuno andrebbe negato un prestito legato alla propria attività lavorativa. I tempi di restituzione del prestito andrebbero diluiti il più possibile. In questo periodo di stagnazione economica servirebbe addirittura che le rate del finanziamento fossero congelate: D’altronde se stagna l’intera economia non vedo perché non lo debba fare anche il mio mutuo! Il ricorso alle ipoteche e al pignoramento dei beni dei debitori, dovrebbero diventare pratiche rare ed estreme, non una prassi abitudinaria.</p>
<p>Ma come si fa per far capire ad un governo di banchieri tutto ciò? Perché ci hanno imposto un governo che gioca a favore dei pochi ricchi e alle spalle dei molti poveri? ma come si fa ad uscire dalla crisi a queste condizioni?</p>
<p>Lo Stato, invece che sguinzagliare i propri tirapiedi di Equitalia, società privata che guadagna sulla riscossione e soprattutto sulle penali delle riscossioni mancate, non potrebbe aiutare gli italiani? Congelare momentaneamente il loro debito? O almeno non fare in modo che si decuplichi con il passare del tempo!?</p>
<p>Come si può dare a una società privata il compito di riscuotere i debiti degli italiani? Questa società, per guadagnare, opprimerà tutti quelli che ci sono da opprimere, applicherà salatissime sanzioni sui pagamenti ritardati, pignorerà e creerà povertà, perché la nostra povertà, il nostro essere debitori, fa di loro dei creditori, mette loro nella possibilità di guadagnare.</p>
<p>Non di solo pane vive l’uomo, é vero…ma di certo non vive di Spread.<br />
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		<title>Le ennesime prese per il culo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri i soliti strombazzanti pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti hanno dato risalto alla notizia secondo la quale i parlamentari si sarebbero tagliati lo stipendio di 1.300€ lordi pari a 700€ netti al mese. L&#8217;ennesima bufala per far credere al popolo bue che anche loro sono pronti a sottoporsi ai sacrifici che ormai quotidianamente dispensano a tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/ZPPvolantino3febbraio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6600" title="ZPPvolantino3febbraio" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/ZPPvolantino3febbraio-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Ieri i soliti strombazzanti pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti hanno dato risalto alla notizia secondo la quale i parlamentari si sarebbero tagliati lo stipendio di 1.300€ lordi pari a 700€ netti al mese. L&#8217;ennesima bufala per far credere al popolo bue che anche loro sono pronti a sottoporsi ai sacrifici che ormai quotidianamente dispensano a tutti noi.Una bufala perchè in realtà non si tratta di nessun taglio ma semmai di una rinuncia all&#8217;aumento (Cazzo ci mancava pure che si aumentassero i compensi). Infatti, il passaggio al sistema contributivo nel calcolo dei vitalizi esonera i nostri parlamentari dal versare mensilmente la rata precedentemente prevista per questo vegognoso quanto ingiustificato privilegio. E a quanto ammontava quella rata? Esattamente a 1.300€ al mese che si sarebbero ritrovati belli belli in busta paga, quindi per evitare il solito scatenarsi di polemiche e, questa volta, un probabile linciaggio, hanno semplicemente deciso di rinuciarci e cercato di sfruttare l&#8217;occasione per far credere, con l&#8217;ausilio dei soliti mezzi d&#8217;informazione in gran parte responsabili della situazione in cui ci troviamo, che finalmente dopo tante polemiche avessero provveduto ad un vero e cospiquo taglio dei loro emolumenti che io, invece, continuo a definire privilegi.</p>
<p>Nel frattempo Zero Privilegi Puglia è iniziata e nessun giornale o televisione ne parla. Si sono già raccolte firme in importanti città quali Lecce, Brindisi e Fasano per citarne alcune, ma per i media tutto ciò non esiste. La raccolta firme naturalmente è appena iniziata e dalla prossima settimana si estendera capillarmente in tutta la regione. Su <a href="http://pugliazeropriv.altervista.org/index.php" target="_blank">www.privilegipuglia.com</a> potete trovare tutte le informazioni necessarie su dove potrete firmare con orari e luoghi precisi. Informatevi e diffondete quanto più potete.<a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/zppmap3.jpg"><img class="alignright  wp-image-6601" title="zppmap3" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/zppmap3-300x179.jpg" alt="" width="250" height="149" /></a> <strong>Venerdì 3 Febbraio alle ore 18</strong> presso la Federico II eventi di Via Latilla 13 a Bari presenteremo ufficialmente la proposta e spiegheremo nel dettaglio obbiettivi, finalità, risparmi ed organizzazione. A seguire verrà proiettato <span style="color: #ff0000;">&#8220;Grillo is back&#8221;</span> lo spettacolo più visto in Italia nel 2011 e di cui nessuno ha parlato. Siete tutti invitati, l&#8217;ingresso è ad offerta libera e se qualcuno vuole un passaggio in auto non ha che da comunicarmelo.</p>
<p>Ad Ostuni erano previsti appositi banchetti per questo fine settimana. Sabato mattina al mercato, sabato pomeriggio in Via Pola e Domenica mattina in Piazza della Libertà ma il comune sta iniziando la sua solita opera di ostruzionismo che dimostra ogni qual volta tali iniziative non sono ad opera di amici, soci e compari. La richiesta di autorizzazione all&#8217;utilizzo suolo pubblico depositata presso l&#8217;ufficio del Sindaco la settimana scorsa vegeta ancora nei cassetti del municipio e, a detta del funzionario, la relativa pratica non è stata ancora avviata, probabilmente avverrà la settimana prossima quando quella autorizzazione non sarà buona neanche per pulirsi il culo. Io ho fatto il mio dovere: ho inoltrato la richiesta in tempo utile, ho informato sia il comando dei Vigili Urbani sia il Commissariato di Pubblica Sicurezza competenti così come prevede la legge. Chi raccoglie le firme per la Legge di iniziativa popolare  sta esercitando un diritto previsto dallo Statuto della Regione Puglia, e  tale diritto non può essere in alcun modo ostacolato o limitato da chicchessia, tanto meno dalle istituzioni locali che, invece, devono agevolare al massimo l&#8217;esercizio di tale diritto. Giovedì mattina tornerò alla carica alla ricerca dell&#8217;autorizzazione, in caso di esito negativo solleciterò per iscritto una risposta entro 24 ore informandoli che in caso di esito negativo intenderò il loro silenzio come un assenso. Quindi nei giorni e luoghi indicati sarò per strada a raccogliere le firme per questa proposta. Non è escluso che, però, le forze dell&#8217;ordine mi facciano sloggiare. Loro non si arrenderanno mai noi neppure.<br />
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		<title>L&#8217;ovvio confermato dalla scienza</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Taranto è la città più inquinata d&#8217;Europa. A Taranto c&#8217;è la più grande acciaieria di Europa (ILVA). Che le due cose erano correlate era cosa ovvia, ma non era sufficiente c&#8217;era bisogno di una verità scientifica che adesso c&#8217;è. Che altro si inventeranno per continuare a distribuire in quella città morte e miseria? I periti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Taranto è la città più inquinata d&#8217;Europa. A Taranto c&#8217;è la più grande acciaieria di Europa (ILVA). Che le due cose erano correlate era cosa ovvia, ma non era sufficiente c&#8217;era bisogno di una verità scientifica che adesso c&#8217;è. Che altro si inventeranno per continuare a distribuire in quella città morte e miseria?</p>
<blockquote><p>I periti della Procura hanno dato una risposta limpida ad una città inquinata che ha fame di giustizia e sete di verità. Con il linguaggio della scienza hanno scritto cose che pesano come macigni e ridanno speranza alla lotta per un futuro pulito. Al quesito “se i livelli di diossina e Pcb rinvenuti negli animali abbattuti e se i livelli di diossina e Pcb accertati nei terreni circostanti l’area industriale di Taranto siano riconducibili alle emissioni di fumi e polveri dello stabilimento Ilva&#8221;, la risposta degli esperti nominati dal Tribunale è affermativa.</p>
<p>DI CHI E&#8217; L&#8217;IMPRONTA DIGITALE DELLA DIOSSINA CHE HA CONTAMINATO IL TERRITORIO?</p>
<p>I periti hanno cercato e trovato la cosiddetta &#8220;impronta digitale&#8221; della diossina. Era il passaggio chiave per individuare il principale responsabile di questo tipo di inquinamento cancerogeno che preoccupa un&#8217;intera comunità. La diossina infatti lascia una impronta particolare che consente di risalire all&#8217;inquinatore. Ogni fonte di inquinamento ha quindi la sua impronta, frutto di un &#8220;mix&#8221; di vari tipi di diossine e furani. L&#8217;impronta delle diossine e furani viene rappresentata con un grafico che assomiglia alle canne di un organo. I periti hanno riscontrato notevoli similitudini tra l&#8217;&#8221;impronta digitale&#8221; delle diossine e dei furani delle deposizioni al suolo e l&#8217;&#8221;impronta digitale&#8221; delle diossine e dei furani delle &#8220;polveri degli elettrofilitri&#8221; del camino E312 dell&#8217;Ilva di Taranto.</p>
<p>In tutte le nostre conferenze e relazioni avevamo evidenziato questa correlazione, così evidente. Ecco cosa sostenevamo da tempo.</p>
<p>Osserviamo il grafico n. 1: è quello delle deposizioni delle diossine nel quartiere Tamburi di Taranto. Per capire da dove provengono quelle diossine occorre trovare una &#8220;sorgente&#8221; con una &#8220;impronta digitale&#8221; simile. Noi abbiamo cercato fra tutte le possibili &#8220;impronte digitali&#8221; che potessero corrispondere a quella del grafico 1; l&#8217;impronta che ci è sembrata la più simile era l&#8217;&#8221;impronta digitale&#8221; delle diossine rinvenute nelle polveri degli elettrofiltri ESP-E (che sono alla base del camino E-312 dell&#8217;Ilva di Taranto). Tale &#8220;impronta&#8221; degli elettrofiltri la possiamo vedere nel grafico n. 2 che alleghiamo. Cosa si può notare?</p>
<p>RAFFRONTO 2 GRAFICI</p>
<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/grafico1.jpg"><img class="size-medium wp-image-6591 alignleft" title="grafico1" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/grafico1-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>ELEVATA CORRELAZIONE FRA DIOSSINA AL LIVELLO DEL SUOLO E DIOSSINA ELETTROFILTRI ILVA</p>
<p>Nell&#8217;immagine allegata &#8220;raffronto 2 grafici&#8221; le due impronte sono poste una affianco all&#8217;altra. Emerge una elevata correlazione fra il mix di diossine e furani che si deposita al suolo e il mix di diossine e furani degli elettrofiltri posti alla base del camino E312 dell&#8217;Ilva. Questo sostenevamo e questo confermano i periti della Procura.</p>
<p>Ma questa correlazione era confermata anche da Arpa quando scriveva: &#8220;La sovrapponibilità del profilo delle deposizioni con quello delle polveri ESP-E (prese ad esempio, ma lo stesso vale per ESP-D o MEEP E-D) è molto marcata ed è particolarmente evidente se si considerano i due congeneri Epta ed OctaCDD che nelle emissioni del camino E312 e nello stesso periodo (estate 2008) risultano di molto inferiori ai tetra, penta, ed esafurani. Pertanto, la presenza di diossine nelle deposizioni del quartiere Taranto Tamburi non è dovuta alle emissioni convogliate del camino E312, ma piuttosto alle emissioni diffuse/fuggitive provenienti dall&#8217;impianto AGL/2 dello stabilimento ILVA S.p.A&#8221;.</p>
<p>RAFFRONTO DEI TRE GRAFICI Raffronto dei 3 grafici</p>
<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/grafico2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6592" title="grafico2" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/grafico2-300x87.jpg" alt="" width="300" height="87" /></a>L&#8217;ULTIMA IMMAGINE CHE ALLEGHIAMO E&#8217; FONDAMENTALE PER CAPIRE SE ILVA HA AGITO NELLA LEGALITA&#8217;</p>
<p>Nell&#8217;immagine &#8220;raffronto 3 grafici&#8221; abbiamo aggiunto un terzo istogramma con l&#8217;impronta delle diossine delle polveri del camino E-312 dell&#8217;Ilva. Questa terza &#8220;impronta&#8221; (quella del camino Ilva) è differente. Questo grafico è fondamentale. Ci consente di comprendere se Ilva ha agito rispettando le norme di sicurezza e tutela ambientale. L&#8217;azienda sostiene di aver emesso diossina entro i limiti della legge nazionale (limite a 10000 ng/m3 calcolati in concentrazione totale) in vigore fino alla legge antidiossina (limite a 0,4 ng/m3 in tossicità equivalente). La evidente differenza di impronta fra &#8220;camino&#8221; e &#8220;deposizione al suolo&#8221; dimostra che l&#8217;impatto del camino è su un raggio geografico molto più ampio, mentre per capire la contaminazione dei territori circostanti occorre osservare la marcata la somiglianza fra &#8220;elettrofiltro&#8221; e &#8220;deposizione al suolo&#8221;. Con questo lavoro &#8220;alla Sherlock Holmes&#8221; di confronto fra le impronte digitalidelle varie diossine abbiamo potuto risolvere l&#8217;enigma della contaminazione.</p>
<p>Cosa possiamo infatti concludere?</p>
<p>La diossina che ha contaminato l&#8217;ambiente attorno all&#8217;Ilva è correlabile &#8211; sulla base delle evidenze scientifiche raccolte &#8211; agli elettrofiltri (posti all&#8217;altezza del suolo) che dovevano essere sigillati e non dovevano avere alcuna dispersione di diossina nell&#8217;ambiente. Nessuna legge infatti consente a un&#8217;azienda di disperdere &#8220;al vento&#8221; &#8211; all&#8217;altezza del suolo &#8211; fumi e polveri contaminate provenienti dagli elettrofiltri inquinando l&#8217;ambiente circostante e la catena alimentare. Sarà molto difficile per l&#8217;azienda, a nostro parere, dimostrare che tutto questo è avvenuto rispettando le leggi ambientali che invece vietano la dispersione di emissioni cancerogene diffuse e fuggitive non efficacemente captate. I periti della Procura hanno confermato in pieno la nostra tesi, basata su analoghe conclusioni dell&#8217;Arpa e frutto delle ricerche dei consulenti di parte che hanno affiancato gli allevatori nella difficile e complessa battaglia legale.</p>
<p>All&#8217;ottimo lavoro dei periti della Procura si è affiancato infatti il lavoro di ricerca dei consulenti di parte di alto profilo scientifico: il dott. Stefano Raccanelli, il chimico ambientale Vincenzo Cagnazzo e il dott. Emilio Gianicolo, statistico ed epidemiologo. Non va dimenticato l&#8217;impegno profuso con passione e dedizione dalla dott.ssa Daniela Spera, consulente di parte anch&#8217;ella. Questo pool di esperti hanno lavorato nell&#8217;interesse della città per dare un nome a chi ha inquinato. Importante è stato il contributo degli avvocati Sergio Torsella, Carlo Petrone e Teresa Mercinelli, impegnati in prima linea sul fronte della legalità ambientale.</p>
<p>Ormai è chiaro che, se più soggetti in maniera del tutto indipendente arrivano alla stessa conclusione, ci troviamo di fronte a solide evidenze scientifiche. Sono maturi i tempi per chiedere verità e giustizia.</p>
<p style="text-align: right;">Alessandro Marescotti e Fabio Matacchiera (Presidente di Peacelink, Presidente del Fondo Antidiossina Onlus)</p>
</blockquote>
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		<title>La politica che non c&#8217;è più</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 09:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti applaudono al governo Monti se non altro perché titilla quella che è una loro vecchia passione: la fine della politica. Dopo 15 anni in cui &#8220;politica&#8221; ha significato solo raccomandati, mafiosi, intrallazzi ed escort, si tratta di un punto di vista comprensibile. La parola stessa è diventata sinonimo di pratiche talmente disgustose da non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/montecitorio-pescatori-44.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6584" title="montecitorio-pescatori-44" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/montecitorio-pescatori-44-300x172.jpg" alt="" width="250" height="143" /></a>Molti applaudono al governo Monti se non altro perché titilla quella che è una loro vecchia passione: la fine della politica. Dopo 15 anni in cui &#8220;politica&#8221; ha significato solo raccomandati, mafiosi, intrallazzi ed escort, si tratta di un punto di vista comprensibile. La parola stessa è diventata sinonimo di pratiche talmente disgustose da non volerne più sentire parlare.</p>
<p>Però, un governo deve governare. E governare significa occuparsi di un Paese, e non solo dei suoi debiti, della finanza, di accontentare supinamente gli alleati e obbedire alla volontà dei diktat internazionali. Non mi sembra che questo governo stia facendo molto più del precedente, per quanto riguarda il Paese. Dirò di più: mi sembrano una confraternita di asceti dediti solo all&#8217;attuazione di un programma già scritto da qualcun altro, che attraversano il momento storico italiano conservando saldi i propri paraocchi&#8230;..</p>
<p>Non so se avete notato: solo nell&#8217;ultimo mese si è verificato uno dei più grandi naufragi della Storia e una rivolta nazionale senza precedenti (per fortuna il terremoto non ha fatto danni). Qualcuno ha visto un ministro in prima fila nella gestione di queste emergenze? Accadono nel Paese che dovrebbero governare, sapete. Era ridicolo Berlusconi a girare per l&#8217;Aquila promettendo dentiere, ma mi pervade angoscia nel constatare come questi robot se ne freghino bellamente di ciò che accade. Non li riguarda, loro si occupano solo di spread. Siamo completamente soli.</p>
<p>E a mio avviso, non hanno neppure alcun merito. Credete davvero che siano dei geni capaci di mettere in opera una riforma delle pensioni in una settimana, un decreto liberalizzazioni in un mese, e una riforma del lavoro in un altro mese? No, non sono gente seria &#8220;che fa i fatti&#8221;: questa roba era già pronta da un pezzo. Già pronta nero su bianco, serviva solo una faccia di marmo in grado di farsela votare, magari con qualche precedente trattativa a porte chiuse con lobby e parti sociali come nella migliore tradizione dei burocrati europei.</p>
<p>Auguriamoci che non succeda nient&#8217;altro, perché dovremo confidare solo sull&#8217;organizzazione dei Vigili del Fuoco, delle Capitanerie, della Protezione Civile, di tutto quello che già esiste e che si spera sia ancora ben gestito. Chi governa non sa neppure che esistiamo.</p>
<p>O forse sì: ora che ci penso qualcosa hanno fatto. Mentre la rivolta mette a ferro e fuoco l&#8217;Italia intera, sono andati ad arrestare i NoTAV che per una volta se ne stavano buoni. Una presenza di spirito davvero unica.</p>
<p style="text-align: right;">Debora Billi</p>
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		<title>Martone, ti spiego due cosette sulla vita</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione/Scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[Vorrei entrare in contatto con il giovane e brillante trentottenne viceministro Michel Martone figlio di cotanto padre: Papà Antonio, infatti, è stato a lungo avvocato generale in Cassazione, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Un pezzo grosso della magistratura, nominato da Brunetta per presiedere la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità, e finito coinvolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/studenti-sfigati.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6576" title="studenti-sfigati" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/studenti-sfigati-300x201.jpg" alt="" width="250" height="168" /></a>Vorrei entrare in contatto con il giovane e brillante trentottenne viceministro Michel Martone figlio di cotanto padre: Papà Antonio, infatti, è stato a lungo avvocato generale in Cassazione, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Un pezzo grosso della magistratura, nominato da Brunetta per presiedere la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità, e finito coinvolto nell’inchiesta sulla P3 e frequentatore di cene a casa di Denis Verdini. Il piccolo Michel ottene una consulenza al ministero guidato da Brunetta, legatissimo al padre.</p>
<p>Mi dovete aiutare a parlare con lui faccia a faccia, o con una lettera aperta nei vostri giornali/programmi/siti, con Michel Martone che, oggi durante un convegno della Regione Lazio, ha dichiarato: &#8220;Se a 28 anni non sei laureato sei uno sfigato&#8221;.</p>
<p>Sono la persona adatta per parlargli: ho 28 anni e ancora non mi sono laureato. Vivo a Foggia e stavo cercando di laurearmi a Bari in Scienze della comunicazione mantenendomi con vari ed eventuali lavori. Breve riepilogo, sono: studente fuori corso, pendolare, lavoratore saltuario, sottopagato e a nero.</p>
<p>Sto mollando l&#8217;Università (mi mancano quattro esami e ho una media del 28/29, di preciso non la ricordo ma non è inferiore a quanto vi ho indicato) perchè da quando mi sono iscritto le tasse, le tariffe dei treni e i prezzi dei libri sono solo aumentate. Le borse di studio? Non ne parliamo: sono un traffico così oscuro che una volta mi capitò di ascoltare nei corridoi dell&#8217;Università le grida di una ragazza che arrabbiatissima perchè non aveva avuto accesso alla borsa di studio nonostante vivesse con la sorella condividendone condizioni economiche e familiari e anche di rendimento didattico che, però, l&#8217;aveva ricevuta.</p>
<p>Capita così di lavorare il sabato sera in pizzerie i cui titolari hanno la terza elementare e, per compilare un assegno, chiedono a te quanti zeri vanno in &#8220;diecimila&#8221; e tu, che non hai nemmeno il conto corrente, glielo spieghi. La tariffa in pizzeria è di 30 euro il sabato, 25 gli altri giorni. Il regionale per Bari, il più economico, andata e ritorno costa 16,80 euro; prima allo stesso prezzo potevi prendere l&#8217;espresso (tutti i foggiani pendolari per Bari hanno impresso nella memoria lo storico espresso delle 06:30 che partiva da Torino Porta Nuova la sera prima, salirci era come entrare dentro una gigantesca scarpa da ginnastica usatissima) che ora non c&#8217;è più.</p>
<p>Quindi mi capitava di spendere in un sol giorno 16,80 solo per i biglietti per arrivare in Ateneo e seguire una lezione più breve del mio solo viaggio d&#8217;andata, o per farmi mettere una firma e poi tornare in stazione (si, funziona ancora così, le firme con la penna sulla carta), oppure prendere appuntamento con un professore, farsi i 123 km e trovare la porta del suo ufficio chiusa, nessun biglietto, nessun avviso, nessuna notizia lasciata al portinaio, niente, così ti giri e ti rifai i 123 km all&#8217;inverso (posso fare nomi cognomi e date di tutto ciò che vi sto raccontando).</p>
<p>Le e-mail e il telefono per i professori non sono strumenti di uso quotidiano, almeno nel rapporto con gli studenti, eppure se capita di vederli al bar hanno sempre con un telefono in mano. Conosco bene i professori, assistenti, ricercatori e i loro comportamenti da bar, avendo lavorato ANCHE nel bar all&#8217;interno dell&#8217;Università degli studi di Foggia, quell&#8217;Università famosa perchè il precedente magnifico rettore vi ha sistemato tutta la famiglia, famiglia in senso molto ampio, anche i parenti acquisiti, facendo la fortuna di Striscia la notizia, Le iene, W l&#8217;Italia di Iacona e Report. Sono sempre lì a dire quanto sia sottovalutato il loro contributo, poi però c&#8217;è sempre un loro collega a dire che quello che fino a poco prima si stava lamentando è il cancro dell&#8217;Università.</p>
<p>Ma non voglio sproloquiare: spendo 16,80 per andare a Bari e per risparmiare mi porto i panini e l&#8217;acqua da casa, ogni giorno di lezione sembra che mi stia organizzando per una pasquetta, invece cerco solo di limitare i costi. Così per tre giorni ti alzi alle 05:30 e torni a casa alle 20:30 e nei restanti giorni della settimana dovresti studiare, però devi anche lavorare per pagarti tutto il pacchetto &#8220;Università&#8221;, nel frattempo non sarebbe male guastare almeno un po&#8217; le lenzuola del letto e, magari, farsi una vita sociale.</p>
<p>Velocemente i lavori che ho fatto: cameriere, barista, traslocatore, giardiniere, animatore per bambini, autista, impiegato INPS, lavoratore IPERCOOP, Babbo Natale, addetto alle pulizie su barca a vela. INPS e IPERCOOP regolari, con i contributi, tutti gli altri a nero, senza nessun tipo di formazione professionale.</p>
<p>Vorrei guadagnarmi da vivere scrivendo e da Settembre 2011 ho deciso, con enormi dubbi e critiche da parte di famiglia e amici, di dedicarmi solo a quello, rinunciando alle 600 euro da barista. Scrivo per un free press della mia città che mi paga 150 euro al mese. Sarebbero 5 euro al giorno. Non posso dirvi quanto fa all&#8217;ora perchè non è possibile calcolare in ore il lavoro del giornalista. O forse si, potrei anche calcolare la mia retribuzione oraria segnandomi il tempo che si passa in redazione, gli spostamenti tra gli eventi da seguire, i tempi di scrittura e di preparazione ai temi da affrontare, ma preferisco non farlo perchè&#8230; dovete permettermi di dire queste cose ad alta voce prima che Martone, crescendo, dalla poltrona istituzionale che occuperà di qui a vent&#8217;anni dica ai futuri giovani che sono dei &#8220;bamboccioni&#8221;.</p>
<p>Io non sono nessuno, non rappresento nessuno, non faccio parte di nessuna associazione studentesca, sindacale, di protesta, nessun movimento, nessuna avanguardia. Eppure nelle vene dell&#8217;Italia pulsa un sangue fatto di un esercito di ragazzi e ragazze come me, senza genitori ai ministeri o ai comuni o alle province. Ragazzi che non faranno i notai perchè i genitori sono notai, non faranno i medici perchè i genitori sono medici, non faranno come i figli di avvocati che nonostante abbiano la facoltà di giurisprudenza nella loro città vanno a studiare fuori, in una Università più &#8220;facile&#8221; perchè tanto poi hanno lo studio di famiglia con la scrivania e la targhetta già pronta.</p>
<p>Nei treni regionali lavati da cima a fondo con UN secchio e UNO straccio con me ci sono migliaia, MIGLIAIA di persone che partono da casa col buio e tornano a casa con lo stesso buio, che fanno del treno il loro ufficio, la loro sala da pranzo, il loro luogo di studio. Persone che, come me, restano &#8220;intrappolati&#8221; in un treno nuovo di zecca in mezzo alla campagna senza che il personale dia loro una spiegazione e, dopo tre quarti d&#8217;ora vengono fatti scendere nella stazione di Cerignola Campagna al saluto di: &#8220;Prendete i prossimi treni che passeranno, non sappiamo quali&#8221;.</p>
<p>Il prete anti camorra Don Aniello Manganiello qualche giorno fa è venuto nella mia città per parlarci della sua esperienza a Scampia dicendo che il senso della politica è chiedersi &#8220;Cosa si può fare per risolvere questo?&#8221; , &#8220;Come usciamo da questo problema?&#8221; e non dire &#8220;Se a 28 non sei laureato sei uno sfigato&#8221;. Puntare il dito verso chi è rimasto indietro non è un comportamento da tenere in una società civile e democratica, è un comportamento da giungla. Berlusconi poco prima di farsi da parte ebbe il tempo di dire, a proposito della crisi: &#8220;In Italia i ristoranti sono pieni&#8221;. Si, sono pieni da laureati e laureandi che fanno i camerieri.</p>
<p>Vi ho scritto questa lettera di getto, spero non vi risulti pesante e senza senso. Se vi interessa saperne di più sulla mia storia potrei scrivere altro e vi assicuro che ne avrei da raccontare.</p>
<p style="text-align: right;">Adelmo Monachese, 28 anni, Foggia.</p>
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		<title>Immigrazione, cittadinanza e polemiche utili</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/01.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6567" title="01" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/01-300x225.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a>Affrontare la questione immigrazione e cittadinanza senza incorrere nel rischio di sottoporsi ad accuse di razzismo o buonismo è, nel nostro paese, un impresa ardua ed ha sicuramente sbagliato Grillo ad esprimersi sull&#8217;argomento con una dichiarazione di poche righe, tra l&#8217;altro poco chiare, sfruttata poi per dare il via ad una scontata quanto sterile polemica col solo intento di danneggiare l&#8217;immagine di un moVimento che anche i più pessimisti adesso sanno essere un temibile competitor elettorale. La tematica, mai affrontata con serenità e sopratutto con serietà e ragionevolezza è stata, invece, sempre sfruttata a fini elettorali per impegnare la gente in questo eterno quanto finto scontro tra destra e sinistra. Lo scontro al posto del confronto è sempre molto utile a partiti e politici di mestiere per poter mantenere il controllo del potere, è così su questo tema ed è cosi su molte altre questioni mai affrontate e quindi mai risolte.</p>
<p>Facilissimo mantenere lo scontro tra chi vorrebbe il libero ingresso e la libera circolazione di tutti i cittadini del mondo e chi invece li vorrebbe buttare tutti a mare. Il non aver affrontato la problematica senza dogmi ma con ragionevolezza e lungimiranza ha creato una serie di situazioni di difficile convivenza e sopportazione che alimentano ancora di più lo scontro tra le varie fazioni. Sono, infatti, figlie di questo clima e del volerlo mantenere le diverse abberrazioni che possiamo riscontrare in Italia. Da quei veri e propri Lager definiti dalla legge Centri di Identificazione ed Espulsione introdotti dalla Turco-Napolitano (si, proprio quello che adesso lancia moniti) approvata dal governo Prodi di cui facevano parte tutti quelli che in questi giorni hanno criticato e urlato la loro indignazione di fronte alle dichiarazioni di Grillo, ivi compreso quel Paolo Ferrero allora ministro per passare al reato di clandestinità introdotto invece dalla Bossi-Fini (si, quei due che adesso fanno finta di essere uno contro l&#8217;altro).</p>
<p>Questo clima e la volontà di mantenerlo mi pare stia ancora una volta facendo partorire una norma che, pur partendo da sani e condivisibili principi, rischia di creare più problemi di quanti ne voglia risolvere. Mi riferisco naturalmente alla legge di iniziativa popolare denominalta <a href="http://www.litaliasonoanchio.it" target="_blank">L&#8217;Italia sono anch&#8217;io</a> che poi  iniziativa popolare non è visto che promossa da forze politiche che siedono (comodamente) in Parlamento, PD in primis.  Questa proposta prevede la concessione automatica della cittadinanza a coloro che nascono nel territorio italiano, indipendentemente dalla nazionalità dei genitori. Principio di per sè nobile e condivisibile, ma che senso ha garantire dei diritti ai nascituri senza riconoscerne alcuno ai relativi genitori, perchè qui casca l&#8217;asino e la proposta evidenzia una  falla che rischia di far affondare la nave. I genitori di queti nuovi cittadini rimarrebbero ospiti, un ospitalità dipendente dal possedere un lavoro, e che succede se perdono il lavoro, cosa non da escludere soprattutto con questi venti di crisi? La proposta non prende per niente in esame questo aspetto e allora rimarrebbe in vigore la norma attuale e se un extracomunitario perde il lavoro l&#8217;unica cosa che dovrebbe fare è lasciare il nostro paese. Non ha diritto a cercarsi un altro impiego, deve far ritorno nel proprio paese o in alternativa entrare in clandestinità col rischio di finire in uno di quei Lager di cui parlavo prima. E poi, la proposta si rivolge solo a chi nasce nel nostro paese, mentre nulla dice per chi arriva qui, e sono tanti, ancora bambino. Che vogliamo fare figli e figliastri?</p>
<p>Sui diritti politici poi siamo al solito assurdo. O si danno o non si danno. Che senso ha dare solo il diritto al voto amministrativo? Se riconosciamo un individuo, in tutto e per tutto, facente parte della nostra comunità abbiamo il dovere di riconoscergli tutti i diritti politici quindi sia il diritto al voto in tutte le consultazioni elettorali sia il diritto alla candidatura. Vie di mezzo servono solo a creare differenze sociali che di certo non favoriscono l&#8217;integrazione e la convivenza ma sono, invece, molto utili a mantenere quel clima di scontro tanto utile alle forze politiche.</p>
<p>Questa è la mia opinione sulla proposta di legge in questione e i motivi per cui non ho partecipato alla relativa campagna. Diversamente ne avrei già parlato da tempo e qualcuno mi avrebbe visto per le strade a raccogliere le firme. Mi rimane quindi da rivolgere una domanda a quei rappresentanti politici ostunesi che in questi giorni non hanno perso occasione per criticare e, soprattutto condannare, le dichiarazioni di Grillo: se, come pare, sostenete quella proposta perchè non l&#8217;avete sostenuta raccogliendo le firme come avete fatto in altre occasioni? Sputare è facile essere coerenti un po&#8217; meno.<br />
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		<title>Zero Privilegi Puglia può iniziare</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto è quasi pronto. I moduli su cui raccogliere le firme ci sono stati consegnati il 16 gennaio e, blocco dei trasporti permettendo, nei prossimi giorni arriveranno pure i manifesti e i volantini predisposti per l&#8217;iniziativa. I vari gruppi regionali si stanno già organizzando per allestire i primi banchetti, a Fasano hanno cominciato già domenica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/zppmap2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6548" title="zppmap2" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/zppmap2.jpg" alt="" width="500" height="299" /></a></p>
<p>Tutto è quasi pronto. I moduli su cui raccogliere le firme ci sono stati consegnati il 16 gennaio e, blocco dei trasporti permettendo, nei prossimi giorni arriveranno pure i manifesti e i volantini predisposti per l&#8217;iniziativa. I vari gruppi regionali si stanno già organizzando per allestire i primi banchetti, a Fasano hanno cominciato già domenica scorsa e replicheranno il 29 in Piazza Ciaia. Si potrà firmare in numerosi comuni, sul <a href="http://pugliazeropriv.altervista.org/index.php" target="_blank">sito</a> dell&#8217;iniziativa potrete trovare sia una <a href="http://maps.google.it/maps/ms?msid=211080852102810265190.0004b162b4a5bbbe6aaea&amp;msa=0" target="_blank">mappa</a> aggiornata con tutti i paesi dove si organizzeranno i banchetti, sia un <a href="http://pugliazeropriv.altervista.org/static.php?page=Banchetti_Raccolta_Firme" target="_blank">calendario</a> con indicati giorni, orari e luoghi esatti in cui verranno allestiti.</p>
<p>Per quanto riguarda Ostuni si inizia la prossima settimana con un firma week che inizierà il 4 Febbraio nella area mercatale dalle 10 alle 13 per proseguire nel pomeriggio in Via Pola dalle 17 alle 21 e terminare la mattina seguente in Piazza della Libertà dalle 10 alle 13.</p>
<p>Passate parola a tutti i vostri contatti, amici e parenti e nel frattempo godetevi  e diffondete lo splendido video realizzato dal grande Miki di Qui Bari Libera (la voce è mia <img src='http://iapraliuecchie.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  )</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Q_p-HDmdDrM" frameborder="0" width="500" height="284"></iframe></center><br />
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		<title>Lesa maestà</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima (e ad oggi unica) vera protesta contro l&#8217;esproprio bancario, portato avanti dal governo dell&#8217;usura, sta facendo saltare i nervi di mr. Goldman Sachs e della congrega di servoprofessori che lo coadiuvano nell&#8217;impresa di rendere l&#8217;Italia un grande successo come la Grecia. Per ironia della sorte a far barcollare Monti non sono i sindacati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/tir.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6541" title="tir" src="http://iapraliuecchie.it/wp-content/uploads/2012/01/tir-300x225.jpg" alt="" width="250" height="187" /></a>La prima (e ad oggi unica) vera protesta contro l&#8217;esproprio bancario, portato avanti dal governo dell&#8217;usura, sta facendo saltare i nervi di mr. Goldman Sachs e della congrega di servoprofessori che lo coadiuvano nell&#8217;impresa di rendere l&#8217;Italia un grande successo come la Grecia.</p>
<p>Per ironia della sorte a far barcollare Monti non sono i sindacati, già preventivamente cooptati sul libro paga del professore, non è la sinistra antagonista in profonda crisi d&#8217;identità e decisamente a corto di antagonismo quando si tratta di combattere Bruxelles e le banche e neppure la Lega di Bossi dispensatrice di aria fritta. Sono i camionisti, che ridotti con le pezze al culo hanno messo i propri mezzi di traverso, bloccando la macchina del consumo e toccando nel vivo l&#8217;unico nervo scoperto di un banchiere con tanto aplomb: il portafoglio! Quello suo e dei suoi padroni naturalmente, perchè i portafogli degli italiani somigliano ogni giorno di più a dei porta monete.</p>
<p>Mario Monti è rimasto un poco spiazzato, (ma solo un poco non fatevi illusioni) perchè fermamente convinto di avere comprato tutti coloro che era necessario comprare, per garantirsi l&#8217;acquiescenza del paese dai partiti politici di ogni colore, oggi uniformemente dipinti di grigio, alle associazioni dei consumatori, dai sindacati ai giornalisti, giù a cascata fino ad arrivare ai leader antagonisti in grado di fomentare una qualche protesta imprevedibile. Con un tacito accordo di chiarezza adamantina. Non si protesta, e se lo si fa occorre sia una protesta puramente di facciata, utile a dare un contentino ai gonzi che menate per il naso da una vita, ma assolutamente priva di qualsiasi valenza pratica. Un paio d&#8217;ore di sciopero qua, un altro paio là, un corteo con qualche pietra contro le vetrine a sinistra (così da poter affogare ogni ambizione rivoltosa nell&#8217;anatema contro la violenza) una manifestazione dove i leghisti possano parlarsi addosso (e non è un bel vedere) più a destra, qualche mugugno della Camusso, qualche astratta esternazione di Vendola e Ferrero, riscopertisi paladini dei lavoratori, qualche rimbrotto degli ambientalisti immersi nell&#8217;illusione dell&#8217;acqua pubblica, fino a al punto da non riuscire a vedere le nuove trivelle del banchiere e il project financing che cementificherà il paese.</p>
<p>Tutti buonini, o muti e rassegnati fate voi, tutti zitti, perfino di fronte ad un folle che racconta loro in TV (quella TV buona e certificata politicamente corretta e un poco di sinistra) come massacrando tassisti, benzinai, edicolanti e farmacisti farà salire il mitico pil dell&#8217;11% ed i salari (quali?) del 12%.</p>
<p>Tutti buonini, in fila per tre (per usare l&#8217;eufemismo caro a Bennato) alle pompe di benzina e agli sportelli di Equitalia, pronti per riempire i centri commerciali anche la notte, felici dell&#8217;eliminazione del denaro contante, che tanto in tasca pesa, e della nuova IMU che si paga volentieri, non fosse altro che per fare un dispetto a Berlusconi.</p>
<p>E poi arrivano loro, i camionisti (coadiuvati pure dai forconi, dai tassisti e da chissà quali armate di satana risalite dagli inferi per l&#8217;occasione) sporchi, brutti e volgari a rompere le uova nel paniere.</p>
<p>Paralizzano l&#8217;Italia, bucano le gomme a chi non sciopera, sono a rischio d&#8217;infiltrazioni mafiose (tuonano Confindustria e la Cancellieri) e d&#8217;infiltrazioni fasciste (tuona il partito di Soros), ma soprattutto mettono a repentaglio la macchina del consumo e gli italiani tutti che altro non devono essere se non tubi digerenti dello stesso.</p>
<p>Bloccano strade ed autostrade, impedendo la più preziosa libertà del cittadino, costituita dal pendolarismo e dallo shopping selvaggio. Osano mostrare il muso duro contro il professore che sta lavorando per il bene del paese.</p>
<p>Ma soprattutto sfuggono al controllo dei partiti e dei sindacati, non obbediscono, non cadono nel trappolone destra vs sinistra e sembrano veramente incazzati.</p>
<p>A questo punto bisogna spazzarli via, prima che facciano altri danni, non tanto quelli alla spesa degli italiani, contabilizzati da Confcommercio (che se non fosse una congrega di burattini senza spina dorsale avrebbe già reso pubblici i danni ben più corposi provocati dal professore) ma piuttosto quelli alla stabilità del governo della BCE, organizzata e studiata a tavolino e costata in prebende almeno quanto una manovra finanziaria.</p>
<p>Pensate il disatro prossimo futuro se mai gli italiani sull&#8217;onda di questi disperati iniziassero a capire che protestare si può. Anche se non ti chiama in piazza il partito o il sindacato. E si può perfino protestare seriamente, non 2 ore di sciopero nella pausa caffè o sfilatine folkloristiche concordate con la digos, ma proteste vere, ad oltranza (quella parolina magica che brucia come acido) portate per ottenere un risultato e non solamente per fare colore.</p>
<p>Inaccettabile, blasfema, una prospettiva da stroncare sul nascere senza se e senza ma. Chiamate la celere, l&#8217;esercito o se preferite il servizio d&#8217;ordine della Cgil ma fateli smettere! E smettere subito sia chiaro! Tutti sopra i propri mezzi e dritti a casa in fila per tre, altrimenti oltre alla patente gli confischiamo anche quelli, che tanto di clandestini da far lavorare a nero e mettere alla guida di un camion ce ne sono a profusione nel paese.</p>
<p style="text-align: right;">Marco Cedolin</p>
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